Avvicinamento doloroso alle elezioni locali in Germania, dove la marcia alle elezioni locali più importanti della seconda metà del 2025, quelle comunali e amministrative del Nordreno-Vestfalia, è stata funestata dalla morte di almeno otto candidati, sei dei quali sono del principale partito di opposizione, la formazione nazionalista Alternative fur Deutschland.
Sei morti in un mese in Afd
Il Nordreno Vestfalia conta quasi 18 milioni di abitanti, popolazione oltre il 50% sopra quella della Lombardia e paragonabile a uno Stato come l’Olanda e il voto per rinnovare le amministrazioni locali del suo territorio è fondamentale per determinare i rapporti di forza tra l’Unione Cristiano Democratica del cancelliere Friederich Merz, i partner di governo socialdemocratici (Spd) e l’opposizione a guida Afd. Colonia, Dusseldorf, Dortmund, Leverkusen, Essen, Duisburg, l’ex capitale federale Bonn e molti altri centri importanti del Paese andranno al voto il prossimo 14 settembre.
Nell’avvicinamento al voto, da metà agosto a oggi, sono morti Wolfgang Seitz, candidato nella città di Rheinberg nel distretto di Wesel, 59 anni; Ralph Lange, 66 anni, di Blomberg el distretto di Lippe; Stefan Berendes, 59 anni, di Bad Lippspringe, nel distretto di Paderborn; Wolfgang Klinger, 71 anni, di Schwerte, nel distretto di Arnsberg. A loro si sommano due candidati di riserva: Patrick Tietze, che sarebbe morto suicida, e Rene Herford. Una catena di morti che ha suscitato scalpore e inevitabili sospetti.
La cautela di Weidel
Va detto che Alice Weidel, segretaria del partito di estrema destra, si è ben guardata dal ventilare ipotesi estreme e ha parato il colpo di chi ha cercato di sfruttare l’occasione per gettare benzina sul fuoco , come la rivista di estrema destra Compact che ha provato a metterle in bocca parole mai dette. La polizia tedesca, nota lo Spiegel, si è interessata alla catena di morti ma non avrebbe trovato alcuna ipotesi di reato.
Focus.de fa notare che “Afd non è l’unico partito colpito dalla morte dei suoi candidati: a Hellenthal, nell’Eifel, è morta una candidata dei Verdi. Eleonore Jüssen è morta a Bad Münstereifel. Era una candidata della SPD e il suo partito le ha dato un caloroso addio”. Indubbiamente, sei morti in un solo partito tra i candidati di un’elezione locale indubbiamente affollata nella corsa ai consigli comunali (molti dei quali devono ora ristampare le schede) sono una notizia. Il vice della Weidel Stephan Brandner, ha detto che si tratta di un numero “statisticamente impressionante e difficile da spiegare”, senza fare ipotesi.
Kay Gottschalk, vicepresidente di Afd in Nordreno-Vestfalia, ha spiegato a Die Welt la sua visione sulla prospettiva delle morti, nel contesto di una campagna elettorale caldissima che vede proprio l’estrema destra protagonista, desiderosa di passare dal 5% racimolato nel 2020 a tassi di consenso più elevati, tanto che i sondaggi piazzano Afd al 15-16% in un territorio storicamente egemonizzato dai partiti tradizionali. Gottschalk ha invitato stampa e compagni di partito a “procedere con sensibilità e cautela, evitando le teorie del complotto” ma aggiungendo che nell’ultimo anno la pressione legale e politica sul partito sta mettendo in stato di prostrazione molti militanti.
Militanti Afd sotto pressione
Afd è stata attenzionata dai servizi segreti tedeschi come organizzazione potenzialmente estremista e questo, secondo la politica del partito di Weidel, potrebbe contribuire a far vivere “vite meno sane” ai suoi compagni di partito dato che, nota Gottschalk, molti denunciavano che “gli amici stavano interrompendo le loro amicizie, i lavoratori autonomi stavano perdendo contratti, i ristoratori erano minacciati da gruppi di Antifa e di sinistra e le mogli facevano pressione sui mariti affinché volessero impegnarsi nell’Afd”, definendo questo “un’enorme pressione psicologica” con potenziali ripercussioni sulla salute.
Tutto questo, nel quadro di una campagna elettorale condotta in estate, durante un periodo contraddistinto da un’ondata di calore che ha attraversato la Germania a agosto, può aver messo in difficoltà e spossato molti esponenti di Afd. Pressioni sociali, fattori ambientali e tensioni crescenti in un Paese polarizzato come la Germania odierna possono essere concause dei fatti descritti, in un contesto che vede però un campanello d’allarme suonato: non è normale che un processo democratico stremi una persona al livello da portarla alla morte. E questa tornata funestata da una serie di lutti deve interrogare sui toni e i modi con cui la democrazia stessa si esplicita in tempi complessi come i nostri.
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