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	<title>Andrea Enria Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 24 Mar 2021 18:08:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Andrea Enria Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il nuovo allarme della Bce: rischio massimo sui crediti deteriorati?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-nuovo-allarme-della-bce-rischio-massimo-sui-crediti-deteriorati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 18:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Banca centrale europea lancia l&#8217;allarme all&#8217;Unione: la crisi del Covid-19 potrebbe lasciare dietro di sé una massa crescente di crediti deteriorati destinati a gravare sugli istituti di tutto il Vecchio Continente. Ne é convinto l&#8217;italiano Andrea Enria, presidente del Consiglio di sorveglianza della Banca centrale europea, che parlando di fronte alla Commissione per l&#8217;economia del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-nuovo-allarme-della-bce-rischio-massimo-sui-crediti-deteriorati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Borse-depressione-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Banca centrale europea </strong>lancia l&#8217;allarme all&#8217;Unione: la crisi del Covid-19 potrebbe lasciare dietro di sé una massa crescente di crediti deteriorati destinati a gravare sugli istituti di tutto il Vecchio Continente.</p>
<p><a href="https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/quot-39-39-rischio-choc-crediti-deteriorati-quot-39-264779.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ne é convinto l&#8217;italiano Andrea Enria</a>, presidente del Consiglio di sorveglianza della Banca centrale europea, che parlando di fronte alla Commissione per l&#8217;economia del Parlamento europeo ha prospettato i rischi sistemici che corrono le banche europee. &#8220;Sebbene le misure di <strong>sostegno pubblico</strong> aiutino a mitigare il rischio &#8211; ha detto -, la profonda recessione causata dalla pandemia dovrebbe portare a un deterioramento della qualità degli attivi bancari&#8221;. Il circolo vizioso a cui il capo della vigilanza bancaria Ue fa riferimento è noto: la dipendenza dal cash-flow e le carenze di liquidità delle imprese europee hanno portato in tutta Europa alla necessità di <strong>misure di garanzia </strong>sui prestiti contratti per superare la fase pandemica; tali garanzie non hanno però coperto l&#8217;intero ammontare della nuova esposizione delle banche; la fine della fase dei sussidi e dei grants può portare con sé una crescita delle <strong>sofferenze bancarie </strong>qualora dal mondo delle imprese i fallimenti e i default sul debito contratto iniziassero a crescere di numero.</p>
<p>Quello dei <strong>crediti deteriorati </strong>nella pancia degli istituti europei è un annoso problema che ha riguardato, in prima persona, il tessuto finanziario italiano e che rischia di divenire sempre più endemico nel Vecchio Continente. Le banche europee hanno dovuto fare i conti col fatto che il problema un tempo ritenuto perimetrato soprattutto al<a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-senza-fine-di-monte-dei-paschi-di-siena.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> contesto italiano era in realtà una spada di Damocle</a> su tutta l&#8217;Europa bancaria: il riconoscimento e la gestione precoce del rischio di credito sono essenziali per evitare un accumulo di crediti inesigibili.</p>
<p>Con i suoi interventi a sostegno della <strong>liquidità </strong>in tutto il Vecchio Continente<a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-e-il-covid-uno-sforzo-da-3mila-miliardi-di-euro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> e un piano complessivo da 3mila miliardi di euro la Bce</a> ha tamponato il rischio di una stretta generale al credito di fronte all&#8217;incedere della pandemia e ha sanato, di fatto, ogni rischio<a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-sta-cancellando-i-debiti-dei-paesi-dellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> legato alla stabilità del <strong>debito pubblico </strong>dei Paesi europei.</a> Dimostrando che ogni preoccupazione su questo fronte deve essere considerata una problematica secondaria rispetto alla tenuta del <strong>debito privato,</strong> come del resto il lungo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lungo-decennio-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“decennio del debito” seguito alla Grande Recessione aveva già dimostrato.</a> Il deterioramento degli <strong>attivi bancari </strong>per una crisi generalizzata di rimborso nel contesto del mondo delle imprese è ora la problematica su cui la vigilanza si concentra. Enria lo aveva già intuito a dicembre dell&#8217;anno scorso, quando aveva scritto agli ad delle maggiori banche europee una lettera in cui invitava a trovare “tempestivamente soluzioni adeguate per i debitori in sofferenza, così da contenere l’accumulo di attivi problematici” nei rispettivi bilanci. Una via indicata, in tal senso, era quella del <strong>consolidamento </strong>per mezzo di fusioni e acquisizioni, secondo la via inaugurata in Itala dall&#8217;asse <strong>Intesa-Ubi.</strong></p>
<p>Sanare il deterioramento dei crediti e consolidarsi è, per Enria, la strategia ideale con cui le banche possono risolvere il problema generale della stabilità di bilancio e della redditività: il freno dell&#8217;attività economica e le stesse politiche di tassi bassi adottate dall&#8217;Eurotower hanno ridotto il peso degli interessi sui prestiti e le possibilità di intermediazione delle banche portando, c<a href="https://www.ft.com/content/195c12dc-f3a9-45bc-bec4-b19207b62300" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ome ha recentemente sottolineato il <em>Financial Times,</em></a> a un impatto negativo sulle prospettive di profitto delle banche europee. Enria sostiene che anche il completamento dell’attuazione dello schema europeo di assicurazione dei depositi (Edis) può aiutare a evitare ulteriori problematiche sul fronte comunitario.</p>
<p>Nei mesi scorsi Enria era arrivato a temere una quota di crediti deteriorati in Europa pari a  1.400 miliardi di euro in tutta Europa per effetto diretto della recessione provocata dalla pandemia di Covid-19. <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-bce-scongiura-lo-scenario-peggiore-da-1-400-mld-di-nuovi-crediti-deteriorati-202103181229187349" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tale scenario, spiega <em>Milano Finanza, </em>sembra</a> esser oramai considerato come scongiurato, come recentemente dichiarato da Elizabeth McCaul, membro del Consiglio di Vigilanza presieduto dall&#8217;economista italiano.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La spinta schumpeteriana sulla &#8220;distruzione creatrice&#8221; e</a> la fine della fase dei sostegni incondizionati alle <strong>imprese zombie </strong>perorata da chi, come Mario Draghi, vuole orientare i sussidi proprio nella direzione dei settori a maggiore capacità di ripresa vanno proprio nella direzione indicata da Enria di evitare una crescita generalizzata dell&#8217;esposizione bancaria sul sostegno a settori decotti e potenzialmente in grado di creare bombe di crediti deteriorati. Ma l&#8217;autorità bancaria europea rischia di aver, al tempo stesso, posto sul settore europeo della finanza una vera e propria mina con la nuova <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/banche-recovery-tasse-e-alleanze-le-sfide-dellitalia-nellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">direttiva sugli scoperti</a> </strong>che impone di segnare come deteriorato ogni credito superiore ai 100 euro non riscosso da un istituto dopo un periodo di 90 giorni. Una mossa estremamente problematica che non aiuta alla stabilità del sistema: anche in una fase di grande attenzione e impegno per la salute finanziaria dell&#8217;Ue, le authority europee scontano, troppo spesso, i riflessi condizionati dell&#8217;era dell&#8217;austerità. Vero e proprio scoglio sul percorso della rinascita del Vecchio Continente.</p>
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		<title>La Bce chiama le banche per evitare un&#8217;ondata di crediti deteriorati</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-bce-chiama-le-banche-per-evitare-unondata-di-crediti-deteriorati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 14:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="BCE European Central Bank" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;eredità più importante della crisi pandemica del 2020 rischia di essere, sul fronte economico, una montagna di debiti, con la differenza che il grande cigno nero della pandemia ha mostrato davanti agli occhi di tutti quanto la sostenibilità del debito pubblico, in fasi emergenziali, debba essere considerata una problematica secondaria rispetto alla tenuta del debito privato. Come del resto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-chiama-le-banche-per-evitare-unondata-di-crediti-deteriorati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-chiama-le-banche-per-evitare-unondata-di-crediti-deteriorati.html">La Bce chiama le banche per evitare un&#8217;ondata di crediti deteriorati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="BCE European Central Bank" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;eredità più importante della <strong>crisi pandemica </strong>del 2020 rischia di essere, sul fronte economico, una <a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/leredita-della-crisi-pandemica-una-valanga-di-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>montagna di debiti</strong>,</a> con la differenza che il grande cigno nero della pandemia ha mostrato davanti agli occhi di tutti quanto la sostenibilità del debito pubblico, in fasi emergenziali, debba essere considerata una problematica secondaria rispetto alla tenuta del <strong>debito privato</strong>. Come del resto il lungo <a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/il-lungo-decennio-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;decennio del debito&#8221; seguito alla Grande Recessione aveva già dimostrato.</a></p>
<p>E l&#8217;anno della pandemia ha portato i governi di tutta Europa a dover esporsi in maniera notevole garantendo <strong>prestiti di medio lungo termine necessari a garantire alle imprese l&#8217;operatività, </strong>aiuti a fondo perduto che si sommano a garanzie pubbliche sull&#8217;operato bancario a fianco del tessuto imprenditoriale e a sussidi di varia natura. In Italia abbiamo visto il super-lavoro, in tal senso, di Sace e del sistema delle banche nazionali e territoriali.</p>
<p>Nel solo contesto italiano, a settembre avevano raggiunto quota quota <strong>83 miliardi di euro</strong> le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le Pmi presentati all&#8217;apposito <strong>Fondo di Garanzia</strong>. Inoltre, attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 13,5 miliardi di euro, su 576 richieste ricevute. Alle spalle di tutto ciò, la garanzia sui bassi tassi di questi prestiti è stata la <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/le-mosse-della-bce-hanno-abbassato-lo-spread.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politica monetaria della Bce,</a> </strong>che con l&#8217;intervento anti-pandemia ha garantito un paracadute e un&#8217;assicurazione sulla vita all&#8217;indebitamento pubblico dei Paesi europei e, di converso, al loro sostegno alle garanzie sui prestiti privati. A cui si è aggiunta una grande quantità di prestiti emergenziali erogata privatamente dagli istituti, su una scala tale da esser difficile da quantificare ma che in Italia non è illogico stiamare a diverse decine di miliardi di euro.</p>
<p>Nei prossimi anni, le banche dovranno, soprattutto sul fronte dei prestiti non garantiti, controllare con attenzione che questi crediti non si traducano in una nuova inflazione del fardello di <strong>crediti deteriorati</strong>. Con conseguente rilancio delle sofferenze bancarie, della sfiducia sistemica e del rischio di una stretta ai prestiti generalizzata capace di bloccare la ripresa dell&#8217;economia europea. I tassi bassissimi, inoltre, hanno ridotto notevolmente le prospettive di guadagno degli istituti, <a href="https://www.ft.com/content/195c12dc-f3a9-45bc-bec4-b19207b62300" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come ha recentemente sottolineato il <em>Financial Times.</em></a></p>
<p>Questo ha portato la vigilanza bancaria Bce guidata da <strong>Andrea Enria</strong> a iniziare a muoversi per evitare che queste problematiche lasciate in eredità dalla pandemia minino la stabilità finanziaria dell&#8217;Europa. Un&#8217;ondata di default delle imprese beneficiarie dei prestiti, specie alla base della piramide, sarebbe davvero insostenibile. Le banche della zona euro stanno, secondo quanto recentemente dichiarato dall&#8217;Eurotower in una lettera aperta firmata da Enria, chiudendo spesso un occhio sull&#8217;ondata di prestiti deteriorati e devono iniziare ad agire e riconoscere i crediti dubbi tra quelli erogati durante la crisi e quelli precedentemente esistenti. Questa necessità è stata esplicitata sul &#8220;The Supervision Blog&#8221;, spazio concesso per analisi e opinioni personali ai dirigenti della vigilanza bancaria di Francoforte,<a href="https://www.bankingsupervision.europa.eu/press/blog/2020/html/ssm.blog201204~c49fb771c6.en.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> da <strong>Elizabeth McCaul,</strong> membro del board di vigilanza bancario, secondo cui</a> &#8220;molte banche non sono abbastanza impegnate nell&#8217;identificazione di segni specifici per i debitori riguardanti l&#8217;improbabilità di un rimborso, al di là delle mere difficoltà finanziarie temporanee causate dalla pandemia&#8221;.</p>
<p>Enria ritiene che sia giunta l&#8217;ora di mettere in ordine e sistematizzare, rendendola più flessibile e meno automatica, la corsa delle banche in sostegno alle imprese colpite. La richiesta dell&#8217;italiano che guida la vigilanza bancaria della Bce alle banche è di trovare &#8220;tempestivamente soluzioni adeguate per i debitori in sofferenza, così da contenere l’accumulo di attivi problematici&#8221; nei rispettivi bilanci. E il suo istituto ha iniziato a mettere dei paletti per indirizzare l&#8217;operato delle banche europee. Da un lato, incentivando esplicitamente i processi di <strong>fusione e consolidamento tra banche </strong>che riduce l&#8217;esposizione creditoria degli istituti più fragili, dall&#8217;altro ordinando il processo di <strong>moratoria sui prestiti concessi</strong>.</p>
<p>Esso, che consente alle banche di non dover accantonare risorse in cambio delle moratorie concesse a soggetti colpiti dalla pandemia, è stato recentemente esteso fino al marzo 2021, ma con dei limiti, che <a href="https://www.teleborsa.it/News/2020/12/02/covid-autorita-bancaria-europea-reintroduce-regole-sulle-moratorie-sui-prestiti-75.html#.X8uG-_lKg2w"><em>Teleborsa </em></a>riporta: &#8220;Solo i prestiti sospesi, posticipati o ridotti in base a moratorie <strong>non superiori a 9 mesi complessivi</strong>, comprese le moratorie precedentemente concesse, possono beneficiare dell&#8217;applicazione delle linee guida. Inoltre, gli enti creditizi sono tenuti a <strong>documentare alla autorità di vigilanza</strong> se i prestiti soggetti a moratoria potrebbero essere inadempienti&#8221;.</p>
<p>Molto dipenderà, in ogni caso, dal prosieguo del sostegno monetario Bce. Che oramai è diventato il grande equalizzatore finanziario, la garanzia di fondo sulla sostenibilità dei debiti indipendentemente dall&#8217;andamento dell&#8217;economia reale. Un grande &#8220;metadone&#8221; che ha coperto anche l&#8217;accumularsi di passività legate a scommesse finanziarie, buyback azionari e pratiche slegate dall&#8217;economia reale. Le banche europee possono monitorare, ma in questo contesto possono agire soprattutto rendendosi più solide patrimonialmente e strutturalmente. Il controllo dei prestiti non è centralizzato sotto la loro regia e sul lungo periodo forse è proprio questo il fattore che rischia di accelerare un aumento della mole di prestiti a rischio di deteriorarsi. Dietro cui gli Stati potrebbero dover intervenire, in caso di default massicci, portando all&#8217;ennesimo caso di <strong>privatizzazione </strong>delle perdite di questo secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Banche, dividendi sospesi sino al 2021?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/banche-dividendi-sospesi-sino-al-2021.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 08:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=284340</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era preventivato già da mesi che il passaggio della pandemia di Covid-19 avrebbe messo sotto duro stress il comparto bancario europeo, alle prese con un&#8217;economia in contrazione e quanto mai prima indecisa riguardo al proprio futuro. Soprattutto, i danni maggiori attesi &#8211; e secondo le stime assai prossimi &#8211; sarebbero arrivati dai finanziamenti già erogati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-dividendi-sospesi-sino-al-2021.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-dividendi-sospesi-sino-al-2021.html">Banche, dividendi sospesi sino al 2021?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1399299957-sportello-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Era preventivato già da mesi che il passaggio della <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di Covid-19</a> avrebbe messo sotto duro stress il <strong>comparto bancario</strong> europeo, alle prese con un&#8217;economia in contrazione e quanto mai prima indecisa riguardo al proprio futuro. Soprattutto, i danni maggiori attesi &#8211; e secondo le stime assai prossimi &#8211; sarebbero arrivati dai finanziamenti già erogati e di prossima erogazione che probabilmente i consumatori non saranno in grado di restituire a causa di un mutato scenario economico. In questa situazione, dunque, per le banche dell&#8217;Eurozona è necessario trovare un bilanciamento per non erodere il proprio capitale sociale continuando però a svolgere il proprio ruolo anche sociale all&#8217;interno dell&#8217;economia europea. E di conseguenza, ciò non potrà che pesare sugli investitori e gli azionisti degli istituti di credito, che dopo le parole dei portavoce della Banca centrale europea potrebbero dire addio ai <strong>dividendi</strong> societari sino &#8211; almeno &#8211; al 2021.</p>
<h2>Le banche non &#8220;dovrebbero&#8221; distribuire dividendi</h2>
<p><a href="https://www.spiegel.de/wirtschaft/banken-sollten-laut-ezb-bis-anfang-2021-keine-dividenden-ausschuetten-a-581f011a-87e6-4512-9c20-c58135ff1964">Come riportato dalla testata tedesca <em>DerSpiegel</em></a> e già nell&#8217;aria da svariate settimane, la <strong>Bce</strong> ha espresso le proprie perplessità circa la possibilità che nel corso di questo 2020 gli istituti di credito europei destinassero quote di utile in qualità di dividendo. Alla base di questo ragionamento, infatti, ci sarebbe una costruzione volta a garantire una <strong>maggiore solidità</strong> alle banche, mettendole nella condizione di poter operare anche in una situazione di tassi bassi ed alta percentuale di non restituzione dei capitali imprestati. E in questo modo &#8211; oltre a garantire la propria stessa sopravvivenza &#8211; potrebbero continuare a destinare fondi alle imprese ed alle famiglie volti ad accelerare la ripresa economica, aiutando l&#8217;intero sistema europeo a sollevarsi più rapidamente.</p>
<h2>Nel post-Covid le banche non possono permettersi di fallire</h2>
<p>In modo estremamente sintetico si potrebbe dunque dedurre dalle richieste di Francoforte che le banche siano messe nella condizione di non poter fare due cose in particolare. La prima &#8211; e quella di maggior interesse per gli azionisti &#8211; è quella relativa alla non possibilità di<strong> distribuire</strong><strong> utili</strong> che dovrebbero dunque essere rimandati alla prima data utile dopo che le correnti si saranno nuovamente calmate. La seconda &#8211; di interesse soprattutto per l&#8217;economia del territorio &#8211; è quella di<strong> fallire</strong>, lasciando un buco anche importante in determinate aree geografiche che potrebbe ridurre la velocità di ripresa dell&#8217;economia.</p>
<p>Su questo secondo indirizzo in particolare, la Bce si era già espressa negli scorsi mesi per voce dell&#8217;economista italiano <strong>Andrea Enria</strong> quando si parlò all&#8217;epoca della necessità di <strong>accorpamento</strong> degli istituti di credito più deboli. L&#8217;obiettivo, anche in quel caso, era quello di garantire la presenza delle banche sul territorio scongiurando la possibilità che un elevato numero di insoluti rendesse insolventi le banche stesse. E anche in questo caso, quindi, l&#8217;indirizzo mantenuto dall&#8217;Unione europeo è stato pressoché lo stesso: ma chi ne farà le spese di questa decisione?</p>
<h2>Gli azionisti dovranno attendere</h2>
<p>A subire maggiormente le indicazioni di Francoforte saranno gli azionisti e gli investitori degli istituti di credito, che negli ultimi mesi si erano gettati sul comparto bancario alla sua solidità e relatività stabilità &#8211; considerato il momento storico &#8211; dimostrata anche durante la pandemia. Con la speranza infatti di ottenere dividendi importanti, molte operazioni finanziarie sulla filiera bancaria erano state portate avanti in attesa di importanti dividendi che, a questo punto, potrebbero però non essere distribuiti agli azionisti, lasciando gli investitori finanziari a <strong>bocca asciutta</strong>. In uno scenario che, ppurtroppo, potrebbe dare vita ad una generalizzata crisi di sfiducia nei confronti degli istituti di credito.</p>
<p>Il rischio per le banche, di conseguenza, è collegato ad un <strong>fuggi fuggi</strong> generale dal settore, con gli investimenti dirottati verso quei comparti che potrebbero maggiormente rispondere alle richieste degli speculatori finanziari. E in questo scenario, infatti, non sarebbero inattese giornate segnate da forti alti e bassi dei titoli bancari alle prese con l&#8217;indecisione degli investitori, nonostante le garanzie di stabilità evidenziate sino a questo momento. Evidenziando ancora una volta quanto &#8211; soprattutto da parte dei banchieri centrali &#8211; la <strong>parola</strong> abbia una forza sui mercati ben superiore rispetto al reale andamento delle società.</p>
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		<title>La Bce teme il peggio: il sistema bancario europeo è in pericolo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-bce-teme-il-peggio-il-sistema-bancario-europeo-e-in-pericolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 05:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Christine Lagarde (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di coronavirus si è manifestato lo spettro di una nuova grande recessione in grado di sconvolgere l&#8217;economia internazionale, con i primi effetti che già si sono fatti sentire. Aumento della disoccupazione, sospensione delle rate dei mutui e contrazione dei consumi che hanno provocato a catena un rallentamento delle produzioni. E &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-teme-il-peggio-il-sistema-bancario-europeo-e-in-pericolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Christine Lagarde (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con il passaggio della pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> si è manifestato lo spettro di una nuova grande recessione in grado di sconvolgere l&#8217;economia internazionale, con i primi effetti che già si sono fatti sentire. Aumento della <strong>disoccupazione</strong>, sospensione delle rate dei mutui e contrazione dei consumi che hanno provocato a catena un rallentamento delle produzioni. E stando agli ultimi allarmi lanciati dalla Banca mondiale, lo scenario non sembra essere in miglioramento nei prossimi mesi, con le economie mondiali in una<strong> perdita</strong> media del 5,2% del proprio Pil.</p>
<p>In questa situazione, impossibile non sottolineare come l&#8217;Europa &#8211; già relegata sotto molti aspetti ai margini dell&#8217;economia internazionale in questi ultimi anni &#8211; sia destinata a subire uno dei colpi peggiori, almeno tra le economie sviluppate. La perdita dei posti d&#8217;impiego ha già causato problemi alle famiglie e le misure di inclusione sociale messe in campo avranno effetto soltanto temporaneo, non potendo essere dispiegate a tempo indeterminato. In questo scenario, una contrazione delle entrate dei nuclei familiari porta alla diminuzione della capacità di spesa, causando due gravissime conseguenze: il <strong>crollo dei consumi</strong> e l&#8217;aumento delle <strong>insolvenze</strong> creditizie. E proprio su quest&#8217;ultimo aspetto, secondo le indiscrezioni dell&#8217;agenzia di stampa <a href="https://uk.reuters.com/article/uk-health-coronavirus-ecb-badbank-exclus/exclusive-ecb-prepares-bad-bank-plan-for-wave-of-coronavirus-toxic-debt-idUKKBN23H0MT"><em>Reuters</em></a>, anche i dirigenti della Banca centrale europea sembrano aver puntato il proprio sguardo.</p>
<h2>La Bce valuta un fondo di &#8220;Bad Bank&#8221;</h2>
<p>Sebbene fino a questo momento la <strong>Bce</strong> abbia svicolato alle domande dell&#8217;agenzia di stampa riguardo alla maxi mossa messa in campo per salvare il comparto bancario, la sensazione è che a Francoforte qualcosa si stia muovendo. A fronte delle parole espresse dal capo supervisore dell&#8217;istituzione europea, <strong>Andrea Enria</strong>, secondo il quale sarebbe ancora &#8220;troppo presto&#8221; per parlare di un sistema di &#8220;<strong>Bad Bank</strong>&#8221; in assenza di dati certi e definiti sull&#8217;entità della crisi (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/06/09/bankitaliada-17-giugno-misure-bce-sostegno-prestiti_e524d66a-8bbb-4302-bd7b-bd36942fe4e9.html">Ansa</a>), è anche vero che questa discussione avrebbe dei precedenti. Circa due anni fa, infatti, un progetto analogo era già stato discusso nelle sedi europee, bloccato però &#8211; come al solito &#8211; dalla Germania di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a>, a causa delle volontà di non costituire un &#8220;calderone comune&#8221; al quale attingere. E in parte, la stessa posizione è quella tenuta ancora adesso dai personaggi vicini a Berlino, che sostengono la buona volontà della mossa ma di come sarebbe utile svilupparla all&#8217;interno delle singole entità nazionali.</p>
<p>Tuttavia, rispetto al passato la direttrice della Bce, <strong>Christine Lagarde</strong>, sembra intenzionata ad andare fino il fondo col programma, che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni tra i dirigenti delle varie banche nazionali. Obiettivo, chiudere il discorso entro la fine dell&#8217;anno, cercando una stretta nelle tempistiche che, tuttavia, potrebbe comunque non essere sufficiente ad arginare l&#8217;impatto più violento della crisi che sta per investire il comparto bancario. E con lui, anche i <strong>mercati finanziari</strong>, col rischio di trovarsi in una situazione alquanto simile con quanto accaduto alla borsa di New York nel 2008.</p>
<h2>Si rischia uno scenario da incubo per il credito europeo</h2>
<p>Stando ai dati attualmente in mano e riportati da <em>Reuters</em>, l&#8217;entità del problema potrebbe riguardare fino a <strong>500 miliardi</strong> di euro di indebitamenti privati, pari allo stesso importo dei prestiti attualmente sul groppone delle banche a titolo di sofferenze.</p>
<p>Le preoccupazioni della Bce sarebbero in questo momento rivolte in modo particolare alle istituzioni finanziarie dalle più piccole dimensioni, per le quali uno scenario di questo tipo &#8211; e in certi casi superiore alla media &#8211; potrebbe essere <strong>devastante</strong>. E in questa situazione &#8211; anche per scongiurare misure più drastiche che porterebbero ad una nuova stagione di fusioni ed accorpamenti &#8211; risulta evidente quanto sia necessario muoversi con adeguato anticipo, onde evitare che la situazione sfugga di mano come accaduto negli Stati Uniti nel 2008.</p>
<p>Tuttavia, ancora una volta gli esperti dell&#8217;<strong>Eurozona</strong> devono fare i conti con l&#8217;ostruzionismo dei Paesi che reputano &#8211; talvolta a torto &#8211; il merito creditizio dei propri cittadini migliore rispetto allo standard europeo e che potrebbero dunque impedire la discussione di un meccanismo di salvaguardia bancario comune. Anche se, date le premesse, ora come non mai un simile comportamento significherebbe mettersi di traverso su questioni legate alla <strong>tutela</strong> di tutto il sistema economico del Vecchio continente, costretto ad affrontare una crisi come mai avvenuta in precedenza.</p>
<h2>L&#8217;orizzonte rimane grigio</h2>
<p>Come quasi sempre accade quando vengono messe in campo misure di questa entità, non bisogna però pensare che la loro attuazione funga da <strong>scudo</strong> totale contro i pericoli della situazione. Anche qualora infatti il meccanismo di &#8220;Bad Bank&#8221; venga messo in atto, infatti, le conseguenze rimarranno infelici. Mentre per le banche infatti altro non sarebbe che uno strumento di tutela parziale sul rischio di credito, per il consumatore finale le conseguenze derivanti da un default si ripercuoteranno comunque sulla sua capacità di spesa, creando una diminuzione della domanda di mercato. E l&#8217;aumento esponenziale di queste situazioni giungerà, presto o tardi, a riproporre il problema anche sulle aziende produttrici di beni e servizi, replicando il problema anche al settore dell&#8217;<strong>impresa</strong>.</p>
<p>In questo scenario, dunque, i mesi che il sistema bancario si trova di fronte saranno segnati da una notevole instabilità e nel costante rischio di vedere accresciuti i crediti non più esigibili. E fin tanto che qualcosa a Francoforte &#8211; e Bruxelles &#8211; non si sarà mosso l&#8217;<strong>indecisione</strong> legata al comparto bancario porterà dei rallentamenti anche a tutto l&#8217;indotto del sistema, inclusi i mercati finanziari: a ennesima conferma che gli orizzonti dell&#8217;Europa hanno assunto una scura tonalità di grigio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-teme-il-peggio-il-sistema-bancario-europeo-e-in-pericolo.html">La Bce teme il peggio: il sistema bancario europeo è in pericolo?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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