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	<title>Criminalità Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Jun 2026 09:24:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Criminalità Archives - InsideOver</title>
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		<title>Usa all&#8217;attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/usa-allattacco-in-venezuela-ucciso-il-capo-del-cartello-tren-de-aragua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1517" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg 1517w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1517px) 100vw, 1517px" /></p>
<p>Usa all'attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua ritenuto un'organizzazione terroristica da Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/usa-allattacco-in-venezuela-ucciso-il-capo-del-cartello-tren-de-aragua.html">Usa all&#8217;attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1517" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4.jpg 1517w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-4-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1517px) 100vw, 1517px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono tornati a colpire in <strong>Venezuela</strong>, quasi sei mesi dopo il raid del 3 gennaio scorso che portò alla cattura dell&#8217;ex presidente <strong>Nicolas Maduro</strong>, attaccando ed eliminando <strong>Niño Guerrero, nomme de guerre di Héctor Rusthenford Guerrero Flores,</strong> capo del cartello Tren de Aragua, designato dall&#8217;amministrazione di Donald Trump come organizzazione terroristica straniera (Fto) al pari di altri gruppi di &#8220;narcoterroristi&#8221; e delle organizzazioni jihadiste o radicali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi era il leader di Tren de Aragua</h2>



<p>Guerrero era indicato nell&#8217;atto di accusa contro Maduro per presunti reati di narcotraffico come complice per compiere operazioni contro gli Stati Uniti ed era ritenuto una figura chiave nel mondo dei narcos latinoamericani. 43 anni, Guerrero era da oltre un decennio protagonsita della vita criminale latinoamericana. Sulla sua testa pendeva una taglia di 5 milioni di dollari dopo che era evaso nel 2023 da un carcere venezuelano, dove era stato rinchiuso a seguito di una condanna a 17 anni di prigione per omicidio, traffico di droga, furto d&#8217;identità. Era ricercato anche in Perù e Cile. L&#8217;operazione del <em>Southern Command</em> (Southcom) che ha portato alla sua uccisione, secondo quanto riferito dal Pentagono, sarebbe stata compiuta in coordinamento con le autorità venezuelane, come ha riferito il Segretario alla Difesa Usa <strong>Pete Hegseth</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Earlier this week, the <a href="https://x.com/DeptofWar?ref_src=twsrc%5Etfw">@DeptofWar</a> — in full collaboration with Venezuelan security forces — conducted a kinetic strike on a Tren de Aragua (TdA) compound in Venezuela. TdA founder &amp; leader Hector Rusthenford Guerrero Flores, aka “Niño Guerrero,” was confirmed killed during the…</p>&mdash; Secretary of War Pete Hegseth (@SecWar) <a href="https://x.com/SecWar/status/2065613430074065246?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa espandono l&#8217;azione contro i narcos</h2>



<p>L&#8217;attacco a Guerrero mostra un nuovo capitolo della <strong>cooperazione tra il nuovo governo venezuelano di Delcy Rodriguez</strong>, che si è sostituita a Maduro mantenendo in larga parte intatta la struttura dello Stato e del regime chavista, e gli Usa dopo l&#8217;attacco-shock del 3 gennaio. Rodriguez, indubbiamente, cerca un modus vivendi con l&#8217;amministrazione di Donald Trump e ha ottenuto un sollievo temporaneo dalle sanzioni che la colpivano, emesse dell&#8217;<em>Office of Foreign Asset Control </em>(Ofac) del Tesoro di Washington. La presidentessa ha <strong>aperto la strada all&#8217;ingresso delle compagnie petrolifere</strong> occidentali nel settore del greggio, ha rotto i rapporti di fornitura a Cuba, bersaglio dell&#8217;assedio politico ed economico americano, e ha ricevuto diversi funzionari statunitensi.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/john-ratcliffe-la-visita-in-venezuela-e-il-ruolo-della-cia-nella-nuova-strategia-americana.html">Nel gennaio 2026 J<strong>ohn Ratcliffe, direttore della Cia,</strong> è giunto a Caracas e ha incontrato Rodriguez</a> e non è da escludere che il suo viaggio possa aver inaugurato una nuova, inedita, fase di cooperazione tra il Venezuela e gli Usa. Rodriguez, poi, in una rotazione ministeriale, ha sostituito il veterano ministro della Difesa <a href="https://www.aa.com.tr/en/americas/venezuela-dismisses-vladimir-padrino-lopez-as-defense-minister/3870385"><strong>Vladimir Padrino Lopez,</strong> fedelissimo di Maduro e inviso agli Usa, col generale Gustavo Lopez, ritenuto più allineato.</a> Unendo i puntini si può dunque tratteggiare una nuova cooperazione e un sistema di coordinamento Washington-Caracas che sta facendo entrare il Venezuela nel perimetro dello &#8220;<strong>Scudo delle Americhe&#8221;, la coalizione</strong> varata a marzo 2026 da Trump con il nome ufficiale di <em>Americas Anti-Cartel Coalition </em>(A3C) e che vede ufficialmente aderire tutti i Paesi guidati da governi filostatunitensi o da leader di destra pro-Trump del continente: Argentina, Bolivia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay e Trinidad e Tobago.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cooperazione Usa-Venezuela</h2>



<p>Il Venezuela, a cui non sono state rimosse le sanzioni in maniera definitiva, non partecipa ma la prassi dell&#8217;attacco Usa sul suo territorio e del coordinamento sembra andare nella direzione dell&#8217;A3C, che prevede la possibilità di coordinare informazioni sensibili e appoggiarsi agli Usa per colpire bersagli legati ai cartelli. <strong>Un&#8217;alleanza politico-militare, questa, con cui Trump intende dare copertura alla strategia unilaterale di Washington </strong>che ha portato a pesanti attacchi alle barche di presunti narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale, spesso con controversi casi in cui sarebbero stati uccisi civili, all&#8217;attacco contro Maduro, ritenuto capo di una rete di narcotrafficanti, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html" type="post" id="510548">ai raid contro i cartelli in Ecuador</a> e, sul piano politico, alla pressione contro il presidente colombiano uscente Gustavo Petro, ritenuto non allineato alla nuova strategia.</p>



<p><strong>Rodriguez sembra concedere mano libera agli Usa</strong>, e questo indica la volontà americana di mostrare potere e influenza nell&#8217;ex &#8220;cortile di casa&#8221; della superpotenza. Solo pochi mesi fa un&#8217;operazione congiunta anti-cartelli sarebbe sembrata impensabile. Ora è stata realtà. E non è una bella notizia per chi nella regione si trova dall&#8217;altra parte della barricata rispetto a Washington. L&#8217;aumento del peso delle operazioni parla direttamente a Paesi come Cuba, che potrebbe essere il prossimo bersaglio dell&#8217;interventismo militare a stelle e strisce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/usa-allattacco-in-venezuela-ucciso-il-capo-del-cartello-tren-de-aragua.html">Usa all&#8217;attacco in Venezuela, ucciso il capo del cartello Tren de Aragua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Albania: gli aspetti inconfessabili della grande speculazione immobiliare del genero di Trump </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/albania-gli-aspetti-inconfessabili-della-grande-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 03:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Kushner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-600x420.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jared Kushner vuole costruire resort di lusso sulle coste più incontaminate dell'Albania. Dietro di lui società offshore e figure controverse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/albania-gli-aspetti-inconfessabili-della-grande-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump.html">Albania: gli aspetti inconfessabili della grande speculazione immobiliare del genero di Trump </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>In quello spazio liminale tra Oriente e Occidente che da secoli è l’Albania, si dipana un <strong>nuovo capitolo del “risiko immobiliare” che fa capo a Jared Kushner</strong>, genero del presidente degli Stati Uniti e, secondo le indiscrezioni, “eminenza grigia” che si cela dietro a molte delle decisioni del tycoon.&nbsp;</p>



<p>Il progetto di sviluppo turistico avviato nel Paese balcanico dal consorte di Ivanka Trump&nbsp;ha innescato <strong>accese proteste da parte di migliaia di persone </strong>che da giorni scendono in piazza,&nbsp;scandendo a chiare lettere lo slogan «Albania is not for sale»,&nbsp;per protestare contro le mire affaristiche di una ristretta oligarchia economico-finanziaria e contro l’atteggiamento connivente del premier Edi Rama.&nbsp;</p>



<p>Oltre alle manifestazioni, <strong>il caso ha anche un risvolto giudiziario</strong>: Zvërnec —&nbsp;una delle aree in cui dovrebbe sorgere il resort di lusso — è già <strong>sotto inchiesta da parte della SPAK, la Procura speciale anti-corruzione</strong> che sta indagando sull&#8217;origine della proprietà e sui fondi utilizzati per l&#8217;acquisto del terreno. Un’attività investigativa necessaria date<strong> le opacità che sembrano emergere dalla vicenda.</strong> <a href="https://balkaninsight.com/2026/06/04/behind-a-trump-linked-albanian-resort-project-a-host-of-murky-interests/bi/">Come rivelato dal Balkan Investigative Reporting Network</a>, infatti, per quanto Kushner sia la figura di spicco del progetto di sviluppo immobiliare di lusso, alle sue spalle si cela <strong>una rete di torbide figure invischiate in numerose controversie, alcune con ramificazioni nel nostro Paese.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“L&#8217;isola dei Trump”, la laguna incontaminata e la rivolta dei fenicotteri&nbsp;</strong></h2>



<p>La chiamano <strong>“la rivoluzione dei fenicotteri”</strong>, dal nome del volatile presente tra le centinaia di specie animali che abitano l’area protetta Vjosë-Nartë, dove sorge Zvërnec. Sono migliaia i manifestanti che chiedono, tra le altre cose, <strong>le dimissioni di Rama e l’abolizione del quadro giuridico relativo ai cosiddetti “investimenti strategici”</strong>. L’intraprendente premier albanese, un artista prestato alla politica che coltiva rapporti con lo stesso Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Tony Blair e passa con disinvoltura dagli accordi con Giorgia Meloni in materia di gestione dei flussi migratori agli affari con attori internazionali, cerca da tempo di accreditare la propria figura presso i potenti del mondo. Con questo obiettivo, sta cercando di <strong>promuovere il turismo d’élite nel suo Paese</strong>, attribuendo a molti progetti lo <strong>status di “investimento strategico”,</strong> etichetta spesso arbitrariamente conferita a iniziative che vengono imposte alle comunità locali aggirando le procedure. E strategici sono stati definiti, appunto, i piani di Kushner per l’isola di Sazan —&nbsp;un paradiso naturale di macchia mediterranea, abbracciato da un mare turchese e abissale, che i locali chiamano da qualche tempo Ishulli i Trumpëve, l’Isola dei Trump — e per Zvërnec, uno dei tratti più incontaminati della costa adriatica albanese, con spiagge sabbiose, scogliere frastagliate a picco sul mare, la laguna di Limopuo, l&#8217;isola del monastero e rare dune di sabbia che fungono da luogo di nidificazione per le tartarughe marine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un affare da più di 1,4 miliardi</strong></h2>



<p>«Ma prima che Sazan diventi un simbolo del privilegio, una mecca del turismo di lusso sfrenato, voglio esplorare l&#8217;isola, assaporare appieno questo privilegio. Voglio raccontare <strong>il capolavoro sconosciuto creato dalla natura e dalla storia,</strong> prima che Sazan entri a far parte della collezione del genero di Trump, Jared Kushner, e di sua moglie Ivanka Trump». Così scriveva nel 2024 il giornalista Marzio Mian in un reportage incentrato sulla bellezza mozzafiato del luogo. Proprio da Sazan —&nbsp; situata nello stretto di Otranto, all’ingresso della baia di Valona, lembo di terra che fu italiano dal 1920 al 1947 e che è ancora puntellato da 4mila bunker dei 700mila totali fatti erigere nel Paese dal dittatore Enver Hoxha — sono partiti i piani di Kushner, a capo del <strong>fondo di private equity Affinity Partners, finanziato in gran parte dal principe saudita Mohammed Bin Salman</strong>, personaggio controverso che secondo le conclusioni della CIA aveva “autorizzato” l’omicidio e lo smembramento del giornalista Jamal Khashoggi.&nbsp;</p>



<p>L’area sarebbe il <strong>punto di convergenza tra capitale immobiliare statunitense, presenza militare turca e industria della difesa israeliana</strong>. È a poca distanza da qui infatti che il colosso della difesa israeliano Elbit Systems ha riaperto la scuola di aviazione di Valona e, insieme alla società di Stato albanese KAYO, assembla droni e sistemi d’arma.&nbsp;</p>



<p><strong>Un affare, quello di Sazan, da 1,4 miliardi di euro </strong>che si andranno ad aggiungere ai milioni destinati alle infrastrutture previste per Zvërnec su un’area di oltre 1,3 milioni di metri quadrati. È stato il Consiglio nazionale albanese per il territorio e le acque (KKTU), presieduto dal primo ministro <strong>Edi Rama,</strong> a rilasciare il permesso di costruzione al progetto, nonostante le controversie legali in corso sulla proprietà effettiva del terreno su cui dovrebbe sorgere l&#8217;edificio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi c&#8217;è dietro il progetto di Kushner</strong></h2>



<p>Rispetto all’area di Zvërnec, la SPAK ha confermato lo scorso lunedì di aver avviato <strong>un&#8217;indagine sulle modifiche apportate nel 2024</strong> allo status di area protetta e alla proprietà terriera, che hanno aperto la strada al progetto di sviluppo turistico. A capo di quest’ultimo c’è una società chiamata <strong>Zvërnec South Adriatic Development</strong>, registrata nei Paesi Bassi come trust offshore. <a href="https://balkaninsight.com/2026/06/04/behind-a-trump-linked-albanian-resort-project-a-host-of-murky-interests/bi/">L’inchiesta di BIRN/Balkan Insight </a>ricostruisce la fitta trama di partecipazioni dietro il progetto di Kushner, mostrando come lo status di “investitore strategico” —&nbsp; <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/6/5/why-the-kushners-plan-to-build-an-albanian-resort-has-sparked-protests">riconosciuto alla sua società Atlantic Incubation Partners LLC</a>, riporta Al Jazeera —&nbsp;e le opacità societarie si intreccino con gli interessi dell’élite albanese, in primis con il governo Rama.&nbsp;</p>



<p>Una delle entità della struttura offshore, Blue Industries Investment Holding BV, è di proprietà di cinque individui albanesi anonimi, la cui identità è legalmente protetta poiché nessuno di loro detiene più del 25% delle azioni.&nbsp;</p>



<p>Se Atlantic Incubation Partners è il veicolo “madre” statunitense, Zvërnec South Adriatic Development è l’entità operativa sul terreno e ha firmato accordi di sviluppo con individui e aziende che rivendicano la proprietà di oltre 2,5 milioni di metri quadrati di terreno, pari a 251 ettari, a Zvërnec e Narta. Documenti e sentenze esaminati da BIRN dimostrano che <strong>l&#8217;origine di molte di queste proprietà è strettamente legata al controverso uomo d&#8217;affari di Valona Artur Shehu</strong>, residente negli Stati Uniti, e al suo ex avvocato, Pëllumb Petritaj, ripetutamente accusato di falsificazione di documenti proprio in relazione alla rivendicazione di proprietà da parte di Shehu di ampie porzioni di terreno costiero, comprese quelle in cui dovrebbe sorgere il resort previsto.</p>



<p>L’imprenditore albanese non è accusato di alcun reato, ma <strong>il suo nome è comparso in alcune vicende giudiziarie riguardanti l’Italia. </strong>È stato, per esempio, recentemente citato in un documentario della RAI come persona presumibilmente indagata nell&#8217;ambito di <strong>un&#8217;inchiesta sulla Sacra Corona Unita</strong> e, inoltre, compare nelle <strong>investigazioni sull’esplosione avvenuta a ottobre dello scorso anno sotto casa di Sigfrido Ranucci</strong>, conduttore di Report.</p>



<p>Shehu non è l’unico personaggio a venire fuori dalle carte. <strong>Altri 25.000 metri quadrati di terreno fanno capo ad AM-Invest, di proprietà della famiglia di Alaudin Malaj, ex presidente della Corte d&#8217;Appello di Tirana</strong>. Nel 2013, il giudice emise una sentenza civile che assegnò alla famiglia Shehu 156 ettari di terreno, ribaltando una decisione di un tribunale di grado inferiore. Nel 2019, in qualità di relatore in un collegio giudicante, contribuì all&#8217;archiviazione delle accuse di falsificazione contro Petritaj. Malaj si è dimesso dalla magistratura nel 2020, prima di poter essere sottoposto alla procedura di verifica introdotta dall&#8217;Albania per estromettere giudici e pubblici ministeri corrotti. I beni dichiarati dal magistrato —&nbsp;per un valore di circa 1,7 milioni di euro —&nbsp;lo rendevano uno dei giudici più ricchi del paese, riporta BIRN.</p>



<p><strong>La proprietà più estesa coinvolta nel progetto —&nbsp; circa 1,2 milioni di metri quadrati — è invece di proprietà di South Adriatic Development</strong>, società interamente controllata da un ingegnere albanese di nome Redi Struga tramite Smart Construction Invest. Attraverso un&#8217;altra società, Albanian Land Development, Struga funge da intermediario chiave per <strong>i fratelli miliardari qatarioti Ramez e Mohamad Al-Khayyat</strong>, che investono nel progetto insieme a Kushner.</p>



<p>Infine, durante la visita di Ivanka Trump alla laguna di Narta a gennaio, tra i presenti compariva <strong>Musa Kastrati, erede del potente Gruppo Kastrati,</strong> conglomerato vicino al governo e attivo anche nel turismo e nel real estate. Già nel 2024 Musa aveva dichiarato al <em>New York Times</em> che la sua azienda avrebbe avuto un ruolo nei piani di Kushner in Albania.</p>



<p>Intanto, tra la fine di aprile e i primi di maggio delle recinzioni metalliche che racchiudono un milioni di metri quadrati di terreno sono apparse in diverse parti dell’area, bloccando l&#8217;accesso alla spiaggia e alle proprietà ancestrali dove generazioni di abitanti del villaggio erano cresciute. Poco più a Nord, a Pishë Poro, è stata eretta una recinzione simile attorno a oltre 1,3 milioni di metri quadrati di terreno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il capitalismo che ha espugnato la fortezza di Hoxha</strong></h2>



<p>Questi sono solo alcuni degli elementi che comprovano la connivenza di interessi pubblici e privati e che testimoniano come dietro la narrazione basata su “sviluppo, investimenti, posti di lavoro, salto turistico” si celi in realtà ben altro.&nbsp;</p>



<p>Le controversie riguardanti l’area della laguna di Narta affondano le loro radici nel <strong>caos giuridico ereditato dopo la caduta del regime comunista albanese all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, </strong>aggravato dalla corruzione e dagli affari loschi che hanno caratterizzato <strong>la transizione al capitalismo, ora giunta a un livello parossistico</strong>, inaccettabile per quella parte di cittadini albanesi che stanno scendendo in piazza <strong>contro un modello di sviluppo rapace e in difesa del patrimonio ambientale e storico.&nbsp;</strong></p>



<p>Quello che era considerato il Paese con la dittatura più claustrofobica dell’Occidente, la cosiddetta “Corea del Nord d&#8217;Europa&#8221;, ha aperto le sue porte al dominio dei capitali, piegando lo Stato di diritto ai diktat dei grandi investitori e alle logiche estrattive di questi ultimi.&nbsp;</p>



<p>«Il paradosso è evidente: ciò che per decenni è stato un bastione anti-occidentale, una fortezza contro l’imperialismo americano, ora dovrebbe diventare un avamposto del lusso globale, frequentato da élite internazionali, oligarchi, celebrità e capi d’azienda», ha scritto ancora Mian a proposito di Sazan. L’isola, che era per Hoxha «la roccia contro cui si sarebbero infranti eserciti rossi e capitalisti», è destinata a essere espugnata da questi ultimi, a dispetto dei bunker ancora abbarbicati sulle pareti rocciose.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/albania-gli-aspetti-inconfessabili-della-grande-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump.html">Albania: gli aspetti inconfessabili della grande speculazione immobiliare del genero di Trump </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due avvocati colombiani hanno denunciato l'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández per terrorismo e crimini di lesa umanità.</p>
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<p>«Insieme al collega avvocato e difensore dei diritti umani Mario Serrato, abbiamo presentato <strong>una denuncia penale in Colombia contro Juan Orlando Hernández</strong>, l&#8217;ex presidente honduregno condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga e graziato da Donald Trump, nell&#8217;ambito dello <strong>scandalo Hondurasgate</strong> e in relazione ad attività illecite e criminali nel Paese». È con questo annuncio del giurista colombiano Luis Guillermo Pérez Casas, storico difensore dei diritti umani, che <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">lo scandalo incentrato su una rete di corruzione e manipolazione mediatica —&nbsp;tesa a destabilizzare i governi progressisti dell’America Latina</a> —&nbsp;passa dal terreno mediatico a quello giudiziario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli audio che scuotono l&#8217;America Latina</strong></h2>



<p>L’Hondurasgate nasce da 37 audio —&nbsp;<a href="https://hondurasgate.ch/">pubblicati dall’omonima piattaforma</a> e da Diario Red / Canal Red América Latina tra fine aprile e inizio maggio 2026 — <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/hondurasgate-investigacion-trama-injerencia-america-latina-respaldada-dos-pericias-forenses/20260523231452070133.html">la cui autenticità è stata confermata da processi di verifica forense effettuati dagli enti indipendenti Earshot e Phonexia</a>, con un grado di attendibilità superiore al 95%.</p>



<p>I file dimostrano che Hernández ha trattato con alleati interni e internazionali – incluso il presidente argentino <strong>Javier Milei</strong> – <strong>una rete di finanziamenti e campagne per destabilizzare governi di sinistra in America Latina.</strong> Condannato nel 2024 da un tribunale federale di New York per narcotraffico, armi e corruzione, l’ex presidente honduregno è stato graziato nel 2025 dal presidente Trump. In cambio del provvedimento di clemenza —&nbsp;preludio di un suo possibile ritorno al potere&nbsp; —, <strong>Washington e Tel Aviv beneficerebbero di tutta una serie di facilitazioni in Honduras,</strong> tra cui la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, misure tese ad avvantaggiare le aziende americane e israeliane; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali. Dai file — che&nbsp;mostrano l&#8217;intenzione esplicita di «<strong>estirpare come un cancro la sinistra latinoamericana</strong>» —&nbsp; emerge anche la chiara intenzione di creare un’Unità Digitale per la diffusione di notizie false con <strong>il deliberato scopo di attaccare i governi progressisti in Messico e Colombia</strong> e allineare ulteriormente la regione ai desiderata di Washington. L’azione penale di Pérez Casas e Serrato presentata in Colombia prende le mosse proprio dalle rivelazioni dell’Hondurasgate.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso irrompe nella campagna colombiana</strong></h2>



<p>Un atto analogo contro l&#8217;ex presidente honduregno è stato depositato dagli avvocati lo scorso 25 maggio anche presso<strong> la Procura generale di Tegucigalpa in Honduras</strong>&nbsp; —&nbsp;con la richiesta di indagare Hernández per <strong>associazione terroristica, cospirazione e preparazione di crimini di lesa umanità </strong>e di avviare la procedura di <strong>estradizione dagli Stati Uniti.</strong> I difensori colombiani erano accompagnati da <strong>Berta Oliva</strong>, coordinatrice generale del <strong>Comitato dei familiari dei detenuti e degli scomparsi in Honduras</strong> (Cofadeh), un&#8217;organizzazione per i diritti umani che oggi ha assunto la rappresentanza legale dei querelanti presso la Procura della Repubblica honduregna, a riprova che attorno all’azione legale si è costituita una squadra internazionale per supportare il processo.</p>



<p>L’istanza precede di pochi giorni <strong>l’appuntamento elettorale del 31 maggio </strong>in cui il popolo colombiano è chiamato a eleggere il nuovo presidente del Paese, dopo <strong>la fine del mandato di Gustavo Petro. </strong>Nel documento presentato dai due avvocati colombiani si legge che le registrazioni audio dimostrano l’intenzione di <strong>minare il processo democratico nel Paese sudamericano</strong>, attraverso strategie di ingerenza politica e campagne di disinformazione indirizzate contro il governo Petro e il candidato progressista Iván Cepeda Castro. E, a proposito della tornata elettorale, le accuse riportate nel documento sembrano, peraltro, essere dimostrate da <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">una serie di inchieste giornalistiche che hanno rivelato l&#8217;esistenza del Proyecto Júpiter,</a> una strategia per influenzare l’opinione pubblica colombiana, generando paura, indignazione, incertezza nella popolazione in vista del voto.&nbsp;</p>



<p>La denuncia insiste sul fatto che, per quanto Hernández sia stato graziato da Trump —&nbsp;con un ruolo fondamentale giocato da Israele, come emerso dagli stessi audio — resta una persona con condanna definitiva, elemento che costituisce un precedente rilevante per valutare <strong>il “pattern” delinquenziale che si manifesta nelle vicende al centro dell’azione legale.&nbsp;</strong></p>



<p>Il documento suggerisce che esista «un&#8217;impresa criminale transnazionale volta a sovvertire l&#8217;ordine costituzionale degli Stati sovrani e a generare condizioni di terrore politico» e sottolinea il linguaggio disumanizzante delle conversazioni, intriso di violenza, con riferimenti a «carcere», «sangue», «morte». Un elemento che, inserito nel quadro di concrete attività di finanziamento —&nbsp;i 350mila dollari messi a disposizione da Milei — e di una vera e propria struttura operativa, viene interpretato non come mera retorica politica, ma come la chiara manifestazione della volontà di «distruggere, in tutto o in parte, una collettività per motivi politici», e come «indizio di intenzione genocidaria o di crimini di lesa umanità», secondo quanto previsto dallo Statuto di Roma e dalla giurisprudenza internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Bogotà all&#8217;Aja: la denuncia arriva alla Corte penale internazionale</strong></h2>



<p>Anche il presidente colombiano Petro ha annunciato pochi giorni fa, tramite il suo account X, che presenterà una denuncia formale contro Hernández, mentre —&nbsp;secondo quanto riferito da Pérez Casas e Serrato e <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/defensores-derechos-humanos-denuncian-penalmente-juan-orlando-hernandez-hondurasgate/20260526045408070295.html">riportato da Diario Red Latinoamérica</a> — <strong>copie della denuncia sono state inviate anche all&#8217;Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale</strong>, in conformità al principio di complementarità.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Juan Orlando Hernádez, expresidente de Honduras y narcotraficante probado debe ser procesado ena Colombia por su amenaza contra nuestra democracia.<br><br>Presentaré denuncia contra este forajido extranjero <a href="https://t.co/gEVO5CNRaX">pic.twitter.com/gEVO5CNRaX</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href="https://x.com/petrogustavo/status/2056981876632396011?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«È importante sottolineare che era necessario intraprendere questo tipo di azioni. È necessario che chi detiene il potere sappia che non può fare o dire ciò che vuole, soprattutto quando ciò incide sulla vita, sul modo di pensare o sulla stabilità di intere regioni», ha dichiarato Serrato dopo aver depositato la denuncia, precisando che il team legale fornirà <strong>ulteriori perizie per accertare l&#8217;autenticità delle voci presenti nelle registrazioni audio.</strong></p>



<p>I denuncianti hanno raccontato che, al loro arrivo in Honduras, hanno ricevuto un trattamento ostile dalle autorità di immigrazione e che sono stati costretti a firmare una dichiarazione in cui si affermava che, qualora la denuncia fosse stata ritenuta infondata, avrebbero rischiato fino a un anno di carcere.</p>



<p>Non si è fatto attendere il commento dell’accusato. «È inconcepibile vedere presunti difensori dei diritti umani viaggiare dalla Colombia per presentare una denuncia fabbricata contro di me», ha scritto Hernández sul suo account X, aggiungendo: «Coloro che hanno orchestrato questa farsa saranno quelli che finiranno per rendere conto penalmente».</p>



<p>Intanto cresce l’attesa per conoscere l’esito delle presidenziali colombiane. Riuscirà Cepeda a spuntarla al primo turno come ha promesso, sfidando i piani di destabilizzazione denunciati?</p>
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		<title>La metamorfosi del bracconaggio: perché oggi i parchi africani si difendono come basi paramilitari</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/la-metamorfosi-del-bracconaggio-perche-oggi-i-parchi-africani-si-difendono-come-basi-paramilitari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Bracconaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bracconaggio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per debellare il bracconaggio usati droni diurni, droni termici, sistemi di difesa ad alto potenziale, armi e speciale equipaggiamento.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bracconaggio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/kruger-park-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Il legame tra il bracconaggio e le casse delle organizzazioni terroristiche è stato, per lungo tempo, il pilastro di una narrazione d&#8217;emergenza. Si diceva che le milizie jihadiste si finanziassero quasi interamente con l&#8217;avorio, ma i dati raccontano una storia diversa: il bracconaggio non è mai stato la fonte primaria di reddito per gruppi come Al-Shabaab. </em><strong><em>Davide Bomben,</em></strong><em> esperto di conservazione ed ecoturismo della </em>Noctuam Poaching Prevention Academy,<em> ridimensiona i miti del passato e analizza il presente: un mondo dove l&#8217;avorio &#8220;vale molto meno&#8221;, il rinoceronte è diventato una fortezza inespugnabile e il crimine si è spostato su canali finanziari invisibili. Nell’articolo anche l’intervento di </em><strong><em>Ciro Troiano</em></strong><em>, responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafie LAV.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bracconaggio e armi: una narrazione da ridimensionare</strong></h2>



<p><strong>Il bracconaggio ha avuto il suo picco fra il 2010 e il 2015</strong>, con circa 1.600-1.700 rinoceronti e alcune migliaia di elefanti uccisi ogni anno. “In quel periodo sono uscite informazioni forti legate ad <strong>Al-Shabaab</strong>: si diceva che il <strong>40% del loro business derivasse dall’avorio</strong>”, racconta a Insideover <strong>Davide Bomben</strong>, che per lavoro si occupa di conservazione. Il collegamento secondo l’esperto esiste, ma va ridimensionato poiché il bracconaggio serviva a finanziare singole operazioni eclatanti, non l&#8217;intera struttura.  “Molte azioni, come l’<strong>attacco al Westgate di Nairobi nel 2013</strong>, sono legate alla <strong>matrice terroristica e supportate anche dal bracconaggio</strong>. In quegli anni l’uccisione di animali è servita a finanziare eventi criminali ma dire che <strong>il 40% dell’introito economico</strong> di questi gruppi derivi solo da questa attività è un po&#8217; <strong>eccessivo</strong>”. </p>



<p>Dalla Somalia,&nbsp;<strong>Al-Shabaab&nbsp;</strong>“si è mosso dappertutto e sicuramente&nbsp;<strong>è stato fortemente interessato al bracconaggio</strong>: imponevano delle tasse affinché questa attività potesse continuare. Tra gli altri gruppi i&nbsp;<strong>Janjaweed&nbsp;</strong>in Sudan sono accusati di fare stragi di elefanti in Camerun, nella Repubblica Centrafricana, in Ciad, dove ancora c&#8217;è qualche elefante, ma il grosso dell&#8217;attività non è la rivendita delle zanne, ma la carne per alimentare le loro unità. La&nbsp;<strong>LRA</strong>, che invece lavorava in Uganda e oggi ancora opera in Sud Sudan, ha una forte implicazione di bracconaggio soprattutto legato alle realtà del Congo. Una delle grosse attività che fanno è però mettere una sorta di obolo su tutto quello che sono attività illegali di contrabbando”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona la rete del bracconaggio&nbsp;</strong></h2>



<p>Non una struttura gerarchica semplice, ma&nbsp;<strong>un sistema di outsourcing criminale</strong>. Al vertice della rete di bracconaggio troviamo le&nbsp;<strong>organizzazioni “ad alto profilo</strong>, spesso legate al terrorismo, che gestiscono l’infrastruttura fornendo le armi, garantendo l&#8217;impunità territoriale attraverso la corruzione o la forza e imponendo dazi su ogni zanna che attraversa i loro confini”. A fare da tramite ci sono “i&nbsp;<strong>middlemen:&nbsp;</strong>capaci di collegare il bracconiere locale con il mercato estero. Sono loro che armano il bracconiere e muovono i soldi.”. Quando lavorava&nbsp;<strong>in Sudafrica</strong>, Bomben ha visto video di “<strong>barchine veloci che portavano le corna di rinoceronte ancora insanguinate</strong>. Scendeva un sacchetto con armi, droga e soldi, saliva il sacchetto con le corna. Perché quello è un bene che deve muoversi”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il riciclaggio: dalle &#8220;lavanderie&#8221; cinesi alla mafia italiana</strong></h2>



<p>Il discorso è diverso se si parla di denaro. Oggi il crimine ambientale è entrato nei circuiti del riciclaggio sofisticato gestito da organizzazioni cinesi o dalle mafie europee. “<strong>Il&nbsp;<em>Feiqian</em>, ovvero il&nbsp;<em>Flying Money</em></strong>, è un sistema di finanziamento potentissimo: parliamo di svariati&nbsp;<strong>milioni di dollari che non approdano da nessuna parte</strong>”, spiega l’esperto. Ad esempio, se deve avvenire una transazione tra un compratore in Asia e un venditore in Africa, il primo verserà il denaro a un broker locale, mentre il secondo riceverà la somma equivalente da un intermediario sul posto. Il debito tra i due broker verrà poi saldato scambiando proprietà, merci legali o attraverso criptovalute, senza che il denaro debba mai varcare fisicamente una frontiera.&nbsp;</p>



<p>Dietro questa architettura finanziaria operano, secondo Bomben, le <strong><em>Chinese Money Laundering Organizations</em>, </strong>multinazionali del riciclaggio che offrono servizi a basso costo e tracciabilità zero. “Ma uno dei sistemi che le organizzazioni terroristiche internazionali utilizzano maggiormente è quello del Western Union, usato come sistema di trasferimento per ripulire i soldi”. Per l’esperto <strong>la mafia italiana</strong> è “forse l&#8217;organizzazione che meglio riesce a fare <em>money laundering</em> nel mondo, aprendo ristoranti e chiudendoli dopo quattro giorni cambiando i titolari e i dipendenti. Quindi il vero problema oggi non è tanto che cos&#8217;è che fa crimine ma è come poi questo crimine viene trasformato in soldi”. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Legame gonfiato per ottenere fondi</strong></h2>



<p>Se il bracconaggio non è mai stato la prima fonte di reddito delle milizie,&nbsp;<strong>perché si è parlato per anni di un legame così stretto</strong>? Secondo Bomben, la&nbsp;<strong>necessità di raccogliere fondi o di spingere i governi all&#8217;azione</strong>&nbsp;ha portato diverse organizzazioni a calcare la mano: “Molte&nbsp;<strong>ONG</strong>, anche per far leva su qualche cosa che tocca le persone, hanno iniziato a parlare di quanto il bracconaggio potesse effettivamente finanziare le milizie. Quindi nel passato questa narrazione ha alimentato la volontà dei governi di intervenire. Non è che non ci sia stato un collegamento tra bracconaggio e milizie, ma probabilmente&nbsp;<strong>il livello di impatto che c&#8217;è stato è decisamente inferiore</strong>. È giusto parlare di sovrapposizione e di commistione del terrorismo con il bracconaggio, è scorretto o comunque non perfettamente corretto continuare a dire che questa cosa continua oggi”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’elefante vale meno di un lingotto: la nuova economia della savana</strong></h2>



<p>Alcuni fattori hanno cambiato radicalmente l&#8217;appetibilità del bracconaggio per le milizie:&nbsp;<strong>il crollo del valore dell’avorio, la fine di alcune tradizioni e l’elevato rischio nel cacciare i rinoceronti</strong>. “In questo momento il bracconaggio è in forte diminuzione ed è un aspetto molto positivo”, racconta Bomben che sostiene come gli&nbsp;<strong>elefanti&nbsp;</strong>siano sempre “meno soggetti al&nbsp;<strong>bracconaggio&nbsp;</strong>per quanto riguarda le zanne”, ma lo siano “per quanto riguarda la&nbsp;<strong>carne</strong>, perché un animale che pesa 4-5 tonnellate è cibo per molti”. Il numero di esemplari uccisi “non si avvicina neanche più ai 100mila degli anni passati, proprio perché&nbsp;<strong>sono state smantellate le organizzazioni in loco</strong>&nbsp;che facevano bracconaggio e la diminuzione del valore al chilo dell&#8217;avorio ha fatto in modo che diventasse meno interessante rispetto ad altri business”.&nbsp;</p>



<p>Se prima il <strong>valore dell’avorio</strong> si aggirava, secondo l’esperto, tra i <strong>2.500-3.000 dollari al chilogrammo, adesso è sceso a 500 dollari. </strong>“Diverso è per i rinoceronti”, spiega Bomben: “Il bracconaggio è diminuito negli anni ma ogni esemplare di animale a rischio di estinzione, come il rinoceronte nero, è un disastro per l’ecologia”.</p>



<p>Inoltre anche all&#8217;estero i governi si sono svegliati: “La&nbsp;<strong>Cina e il Vietnam</strong>&nbsp;hanno stretto i controlli e&nbsp;<strong>certe tradizioni sia locali che estere stanno scomparendo.</strong>&nbsp;Le&nbsp;<em>jambiya</em>, i pugnali rituali iraniani con impugnatura in corno di rinoceronte, ad esempio, non sono più utilizzati”. Il mercato è cambiato perché è cambiata la percezione sociale del prodotto. “È come la droga”, spiega Bomben. “Se nessuno avesse bisogno di drogarsi, ci sarebbe droga per strada? Se un oggetto ha un valore elevato, io rischio di più; se il valore scende, rischierò di meno o forse non rischierò proprio”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il corno di rinoceronte può valere più della cocaina</strong></h2>



<p>Per questo oggi le milizie puntano più sulla tassazione di merci e popolazioni, sul contrabbando di oro, di&nbsp;&nbsp;carbone vegetale e sulla gestione logistica dei flussi di droga e di migranti. Il bracconaggio è diventato marginale poiché meno redditizio e più rischioso.&nbsp;</p>



<p>Soprattutto quando si parla di&nbsp;<strong>rinoceronti</strong>, il rischio è altissimo. Mentre l&#8217;avorio svaluta, il corno ha raggiunto cifre astronomiche: “Un chilogrammo di corno può raggiungere quotazioni tra gli&nbsp;<strong>80mila e i 90mila dollari</strong>”, superando il valore della cocaina e dell’oro. Ma è proprio questa ricchezza ad averlo reso un bersaglio difficile.&nbsp;<strong>La protezione paramilitare ha trasformato i parchi in &#8220;hard targets&#8221;</strong>. I bracconieri hanno quindi spostato l&#8217;interesse verso risorse meno protette.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vagine di leonesse e legni pregiati: il mercato nero delle superstizioni</strong></h2>



<p>Con i grandi mammiferi sotto scorta armata, le rotte del crimine colpiscono per lo più altri animali: “Il&nbsp;<strong>pangolino rimane un animale massacrato in tutta l’Africa.</strong>&nbsp;Viene ucciso per le sue&nbsp;<strong>scaglie fatte di cheratina,</strong>&nbsp;lo stesso prodotto delle corna dei rinoceronti, che vengono usate un po&#8217; per la medicina tradizionale o un po&#8217; perché con la sua carne viene realizzata una zuppa prelibata e consumata in Paesi come Cina e Vietnam”.</p>



<p>E poi ci sono&nbsp;<strong>uccelli e piante come il rosewood o il teak</strong>. “I crimini ambientali, cioè la sottrazione illegale di elementi naturalistici, sono sempre esistiti”, continua Bomben che aggiunge come, parlando di bracconaggio, faccia &#8220;più male pensare al rinoceronte o all’elefante. Probabilmente fa meno male sapere che&nbsp;<strong>è pieno di piante che vengono portate via, tagliate, uccise&nbsp;</strong>per abbellire case e palazzi di lusso per il mondo”.</p>



<p>Tuttavia, spesso sono le credenze più improbabili o pericolose ad alimentare i mercati neri. “Oggi c&#8217;è un&#8217;esplosione di richiesta di parti anatomiche, soprattutto dell’apparato riproduttivo<strong>&nbsp;delle leonesse per aumentare la fertilità delle donne</strong>”. Mentre in Vietnam, dieci anni fa, sei persone su dieci credevano che la polvere di corno di rinoceronte&nbsp;<strong>potesse curare il cancro</strong>. “Si diceva che un politico sarebbe guarito dal cancro grazie al corno di rinoceronte. In quel periodo il bracconaggio è esploso”, spiega Bomben che riporta un ulteriore esempio: “La&nbsp;<strong>Yakuza</strong>, come esempio di potere superpartes, ha un corno di rinoceronte”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bushmeat: il rischio sanitario che tocca l’Europa</strong></h2>



<p>Ma il fenomeno del&nbsp;<strong>bracconaggio ha ramificazioni che arrivano fino alle nostre tavole</strong>.&nbsp;<strong>Ciro Troiano</strong>, che nel suo report Zoomafia di LAV del 2024 analizza l&#8217;evoluzione del crimine ambientale, pone l&#8217;accento sul&nbsp;<em>bushmeat,</em>&nbsp;in cui rientra anche il pangolino. “Si tratta di un mercato in crescita che riguarda la&nbsp;<strong>carne di animali selvatici</strong>”, ha detto a InsideOver Troiano interpellato su questo aspetto. “Solo tra Africa centrale e occidentale ne vengono commercializzate cinque milioni di tonnellate l&#8217;anno: una &#8220;carneficina&#8221; che non solo minaccia le specie, ma espone l&#8217;Europa a rischi sanitari enormi. Il 75% delle nuove malattie trasmissibili sono zoonosi che hanno origine proprio in questi animali sottratti illegalmente alla natura”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’etica del mirino: tra fame, sport e speculazione</strong></h2>



<p>Per capire davvero l&#8217;entità della sfida, bisogna distinguere tra chi preme il grilletto. Quando parliamo di bracconaggio, intendiamo &#8220;<strong>l&#8217;uccisione illegale e illecita di una specie perché protetta o in un territorio protetto</strong>”. L’uccisione può essere&nbsp;<strong>speculativa, sportiva o di sussistenza.</strong>&nbsp;L’ultima avviene quando &#8220;uccido un animale per mangiarlo”, spiega Bomben che argomenta: “Se un kudu viene ucciso per strada, nessuno dice niente. Se viene ucciso in un parco nazionale o in una riserva privata, si rischia la galera perché si ha ucciso l&#8217;asset di qualcuno. Se quello stesso animale lo uccido per mangiare, avrà un valore perché sto mangiando, se lo uccido per venderlo, sto facendo lucro. Se poi quell&#8217;animale è protetto da leggi internazionali come quelle della IUCN, faccio un danno ancora più grande. In Namibia il rinoceronte nero è un asset del governo. Se lo uccido, commetto un crimine a livello governativo, non solo ambientale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Kenya e Namibia: i casi più virtuosi</strong></h2>



<p>Nonostante la natura delle rotte criminali sia mutata, i successi nel contrasto non mancano. Il&nbsp;<strong>Kenya</strong>&nbsp;è l&#8217;esempio di come spezzare il legame opportunistico tra terrorismo e bracconaggio. “Oggi è un paese iper-virtuoso. È riuscito a combattere il bracconaggio in maniera straordinaria. Sicuramente l&#8217;attacco avvenuto a Westgate, nel centro commerciale a Nairobi nel 2013, è uno dei motivi per cui il Kenya ha attuato una moratoria straordinaria. Possiamo dire che ha quasi sconfitto momentaneamente il bracconaggio”. Nel parco dell’<strong>Amboseli,</strong>&nbsp;dove l&#8217;acqua arriva direttamente dalle montagne nevose del Kilimangiaro, “grazie a Cynthia Moss e al suo progetto di salvaguardia, ci sono elefanti con zanne gigantesche; Craig, che è morto poco tempo fa, aveva tre metri di zanne”.&nbsp;</p>



<p>Altro esempio di virtuosismo è la <strong>Namibia, </strong>dove esiste il <em>Custodianship Program: </em>“Lavoro in tre riserve private in Namibia dove abbiamo un <strong>numero elevatissimo di rinoceronti neri</strong>, dono del governo”. La riserva privata di Ongava, in Namibia, è “l’unica riserva privata dove <strong>non abbiamo dovuto tagliare le corna ai rinoceronti</strong> perché siamo considerati dal ministero dell’ambiente come un luogo quasi inviolabile. I bracconieri hanno ucciso tutto intorno a questa riserva, da noi non sono mai entrati perché hanno paura delle strategie messe in atto”. Il numero dei rinoceronti così continua ad aumentare. “Se tuteliamo questi animali nella riserve private, vuol dire che potremo avere anche più turisti che sono interessati a vedere un animale che a causa del bracconaggio ha un numerico molto basso: parliamo di 6mila esemplari in tutto il continente africano contro le quasi 16mila della specie bianca”.</p>



<p>In&nbsp;<strong>Botswana&nbsp;</strong>la situazione è a ‘metà strada’. Oggi ci sono “<strong>130mila di 460mila esemplari di elefanti di tutta l’Africa&nbsp;</strong>perché si viene puniti in modo pesante se si fa bracconaggio” Eppure, il Botswana “ha perso metà della sua popolazione di rinoceronti perché i bracconieri hanno aumentato la loro capacità e riescono ad attaccare. In questo caso è successo nel delta dell&#8217;Okavango, proprio nel periodo del Covid, dove c&#8217;era meno compenetrazione di turisti e guide”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il parco Kruger, dove i bracconieri hanno paura di entrare</strong></h2>



<p>In un altro parco nazionale in cui lavora Bomben, il Kruger, in Sudafrica c&#8217;è la <strong>più alta concentrazione di rinoceronti di tutto il continente africano</strong>. “Siamo l&#8217;unica unità privata a operare all&#8217;interno del parco nazionale con tanto di unità K9, avendo costruito anche una base paramilitare. Lavoriamo ormai da più di un decennio all&#8217;interno di questo territorio che si chiama <em>Patrol Slope.</em> Siamo arrivati di fatto a debellare il bracconaggio dei rinoceronti usando droni diurni, droni termici, sistemi di difesa ad alto potenziale, armi, persone, equipaggiamento e formazione. C’è sempre qualcuno che pattuglia, veicoli attrezzati, droni che girano, cani che latrano tutto il giorno e noi siamo sul confine. C’è stato un investimento importantissimo. <strong>Abbiamo tutte le specie della savana africana e siamo contenti di tutelarne il più possibile</strong>”. </p>



<p>Più l’area diventa un hard target, più si sposta l’interesse dei bracconieri. “Questo non vuol dire che abbiamo eliminato il bracconaggio, ma abbiamo reso il nostro un target difficile da attaccare. A 12 anni feci una promessa a mio padre che mi portò nel primo orfanotrofio per rinoceronti in Zimbabwe. Dopo aver visto un rinoceronte orfano, gli&nbsp;<strong>promisi che avrei salvato tutti i rinoceronti al mondo</strong>. Non li ho salvati tutti, ovviamente, ma posso dire di aver superato l&#8217;1% anche di quella che è la popolazione panafricana che è sotto la gestione dei nostri progetti”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla recinzione al confine stratificato: la strategia dei tre livelli</strong></h2>



<p>Uno dei contributi più incisivi di Davide Bomben alla strategia di tutela del Parco nazionale Kruger è stata la&nbsp;<strong>trasformazione del concetto di&nbsp;<em>fence</em></strong>&nbsp;(recinzione)&nbsp;<strong>a favore di quello di&nbsp;<em>border</em>&nbsp;</strong>(confine stratificato). Questa strategia si divide in tre livelli: &#8220;<strong>External border&nbsp;</strong>che coinvolge la comunità locale: persone pagate per monitorare il territorio intorno al parco, anche solo muovendosi a piedi o in bicicletta;&nbsp;<strong>mid-border</strong>, la zona gestita da realtà private, come la mia che rende difficile per i bracconieri capire &#8220;fin dove arriviamo&#8221; e dove potremmo essere appostati e, infine, l’i<strong>nternal border,&nbsp;</strong>gestito dai ranger del parco nazionale, sempre formati da Bomben. Questo è stato un&nbsp;<em>game changer&nbsp;</em>fortissimo. E i risultati si sono visti.&nbsp;<strong>Abbiamo tolto 4mila trappole.</strong>&nbsp;<strong>Abbiamo arrestato quattro bracconieri</strong>&nbsp;ad alto profilo e ben armati”.&nbsp;</p>



<p>Davide Bomben oggi si occupa di addestramento, di strategie e di equipaggiamento. Fa parte di un team di una decina di persone che fa formazione. Ma i ranger con cui lavora sono circa 200. “<strong>I Paesi dove lavoriamo di più sono Sudafrica, Namibia e Botswana</strong> perché sono quelli che hanno più presenza di rinoceronti, la specie che difendiamo maggiormente. Prendiamo dei ranger, molte volte gente che fa già questo mestiere o persone che devono imparare. Io mi occupo della formazione avanzata: skills tattici,  utilizzo delle armi, combattimento col coltello e la strategia che c&#8217;è dietro alle tecniche legate alla security”. </p>



<p>Le<strong>&nbsp;armi&nbsp;</strong>per i ranger sono uno strumento di tutela personale: “<strong>Non le usiamo per uccidere i bracconieri</strong>, le usiamo per far paura o per difenderci in caso di attacchi di animali. Se mentre sto pattugliando mi salta addosso un leopardo, il coltello mi aiuta in qualche modo a salvarmi la vita”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le tattiche dei ranger tra droni termici e demoni di cartone</strong></h2>



<p>Oltre alle tecnologie più avanzate, Bomben racconta che&nbsp;<strong>spesso si sfruttano le superstizioni</strong>. “In Africa la magia nera è ancora molto forte e quindi ci spostiamo con questi cartoni, con una torcia dentro, su cui abbiamo disegnato un&nbsp;<strong>mostro chiamato Tokoloshi</strong>&nbsp;Li posizioniamo in giro e la gente, vedendolo, è convinta che quel posto sia pieno di demoni. Oppure paghiamo dei&nbsp;<em>witch doctor</em>, che sono dei dottori tradizionali, per dire che se qualcuno arriva in quella zona e fa bracconaggio, a lui o ai suoi figli capiterà un maleficio”. Un altro sistema che ha funzionato consiste nell’<strong>assumere alla riserva solamente parenti e amici stretti dell&#8217;unità antibracconaggio.</strong>&nbsp;“In questo modo se una persona fa qualcosa legato al bracconaggio, viene licenziata tutta la famiglia. Così facendo proteggiamo anche la famiglia di queste persone, che è spesso soggetta a minacce e ritorsioni”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I rischi del mestiere</strong></h2>



<p>Lo scorso 23 aprile,&nbsp;<strong>Schoeman van Jaarsveld</strong>, ambientalista e direttore della&nbsp;<em>Milk River Security</em>, è stato ucciso da un rinoceronte nero sbucato dalla vegetazione, all’interno di una riserva in Sudafrica, mentre stava monitorando l’animale. L&#8217;ambientalista conduceva pattugliamenti diurni e notturni per difendere gli animali dai criminali. Chi fa questo lavoro non è esente dai pericoli e, nonostante sia difficile che un animale che i ranger cercano di proteggere decida di attaccarli, può comunque capitare. “È successo che degli elefanti o dei rinoceronti abbiano ferito o ucciso dei ranger. Uno dei miei ragazzi più cari è andato su un albero che non ha retto il suo peso e&nbsp;<strong>il rinoceronte gli ha trafitto&nbsp;</strong>la gamba posteriore aprendogli la zona che va dal ginocchio alla natica.&nbsp;<strong>È stato un mese in ospedale</strong>&nbsp;ma mi ha detto che non avrebbe mai aperto fuoco contro il rinoceronte. Piuttosto sarebbe morto”.</p>



<p>Nonostante le altissime difese, a volte i pericoli sono esterni: “Purtroppo mi è successo di ammazzare un cane che i bracconieri ci hanno lanciato addosso. Chiudono loro la bocca con un laccio e quando sentono che c&#8217;è qualcuno, li lanciano addosso. Sono cani arrabbiati e aggressivi. Oppure siamo stati svegliati di notte nel&nbsp;&nbsp;Pilanesberg perché ci sono stati degli inserimenti di bracconieri. L’abbiamo visto col drone”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come combattere il bracconaggio&nbsp;</strong></h2>



<p>Senza un&#8217;attività fortissima di<strong>&nbsp;informazione&nbsp;</strong>sulla comunità e senza i&nbsp;<strong>progetti nel settore turistico</strong>, secondo Bomben, questo risultato non sarebbe arrivato. “<strong>Per debellare il bracconaggio l&#8217;animale vivo deve valere più di quello morto.</strong>&nbsp;Lo strumento principale è il&nbsp;<strong>turismo: porta soldi, valore</strong>&nbsp;e quella propensione verso il futuro che in Africa spesso manca. Mettere in galera i bracconieri non basta se l&#8217;alternativa è la fame: a chi ha lo stomaco vuoto non puoi chiedere di amare gli animali, ma puoi dimostrare che proteggerli conviene. Se il turismo crea benessere, le comunità smettono di essere complici e diventano il primo argine contro il crimine”.&nbsp;</p>



<p>Una volta, secondo l’esperto il parco nazionale veniva visto come “un grande recinto chiuso pieno di opportunità alimentari ed economiche ma che venivano vissute solamente dai turisti o dagli stranieri”. Oggi questi progetti che fanno sì che le comunità diventino parte integrante del sistema valoriale sulla natura. Per capirlo meglio, Bomben riporta l’esperienza nella&nbsp;<strong>scuola primaria di Makoko</strong>, Sud Africa: “Quando entrai per la prima volta feci la domanda &#8220;<strong>cosa volete fare da grandi</strong>?”; nessuno ha mai detto di lavorare al Kruger o voler fare il ranger o voler fare la guida. Dopo anni di presenza, i ragazzi a scuola hanno detto: &#8220;Voglio fare la guida&#8221;, &#8220;<strong>Voglio fare il ranger</strong>&#8220;, &#8220;Voglio occuparmi di conservazione&#8221;.</p>



<p>Oggi parchi come il Serengeti in Tanzania, il Serengeti o il Masai Mara in Kenya hanno&nbsp;<em>overtourism</em>&nbsp;e non esiste il bracconaggio. “Tutti lavorano, tutti sono contenti. C’è valore grazie al turismo. È proprio lì che noi dobbiamo imparare a tutelare le cose perché dobbiamo dare un valore.&nbsp;<strong>Se conosci ami, se ami proteggi</strong>. Se non conosci ami poco e se non ami, non proteggi niente”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/la-metamorfosi-del-bracconaggio-perche-oggi-i-parchi-africani-si-difendono-come-basi-paramilitari.html">La metamorfosi del bracconaggio: perché oggi i parchi africani si difendono come basi paramilitari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così il fentanyl cambia l&#8217;alleanza tra narcos e ’Ndrangheta e minaccia anche l’Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/cosi-il-fentanyl-cambia-lalleanza-tra-narcos-e-ndrangheta-e-minaccia-anche-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 04:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
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<p> I narcos garantivano accesso a produzione e rotte della cocaina, i clan calabresi offrivano infrastrutture logistiche. Ma con il fentanyl...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/cosi-il-fentanyl-cambia-lalleanza-tra-narcos-e-ndrangheta-e-minaccia-anche-leuropa.html">Così il fentanyl cambia l&#8217;alleanza tra narcos e ’Ndrangheta e minaccia anche l’Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Per oltre vent’anni, la relazione tra i cartelli messicani e la <strong>’Ndrangheta</strong> si è fondata su un equilibrio relativamente stabile: i gruppi criminali latinoamericani garantivano accesso diretto alla produzione e alle rotte della <strong>cocaina</strong>, mentre i clan calabresi offrivano infrastrutture logistiche, riciclaggio e distribuzione nel mercato europeo. Oggi questo modello rischia però di entrare in una fase di trasformazione strutturale a causa dell’ascesa del <strong>fentanyl</strong>, l’oppioide sintetico che ha già devastato il mercato statunitense. Secondo il <strong><em>National Drug Threat Assessmen</em>t</strong> della DEA, i sequestri di fentanyl negli Stati Uniti sono cresciuti in modo esponenziale negli ultimi anni, accompagnati da decine di migliaia di decessi annuali. La sostanza presenta caratteristiche che modificano radicalmente l’economia criminale: <strong>volumi minimi, profitti elevatissimi e facilità di trasporto.</strong> A differenza della cocaina, il fentanyl non necessita di grandi carichi marittimi o di filiere agricole tradizionali. Bastano pochi chilogrammi per alimentare interi mercati urbani. È questo il punto che sta alterando i rapporti di forza nel narcotraffico internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il CJNG e il modello criminale autosufficiente</strong></h2>



<p>Il <strong><em>Cartel Jalisco Nueva Generación </em>(CJNG)</strong> e il <strong>Cartello di Sinaloa</strong> hanno progressivamente riconvertito parte della propria capacità industriale verso gli oppioidi sintetici. Non si tratta soltanto di un cambio di prodotto, ma di una trasformazione del modello organizzativo. I cartelli messicani stanno cercando di internalizzare l’intera filiera produttiva, riducendo la dipendenza dai precursori chimici importati dalla Cina e reclutando chimici, tecnici e studenti universitari per sviluppare capacità autonome di sintesi. Questa verticalizzazione riduce la necessità di partner esterni. <a href="https://www.saluteinternazionale.info/2026/01/la-battaglia-globale-al-fentanyl/">Ed è qui che emerge la frizione con la <strong>’Ndrangheta</strong>. L’organizzazione calabrese ha costruito la propria potenza sul controllo delle rotte della cocaina verso l’Europa, sfruttando porti strategici come Gioia Tauro, Anversa e Rotterdam.</a> Nel caso del fentanyl, però, il vantaggio logistico tradizionale rischia di diminuire. Quantità ridottissime possono attraversare le frontiere tramite spedizioni postali, dark web e micro-canali distributivi difficili da intercettare. In altre parole, il fentanyl comprime la catena del valore criminale e riduce il peso degli intermediari storici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Europa entra nella mappa degli oppioidi sintetici</strong></h2>



<p>Finora il fentanyl è rimasto soprattutto una crisi nordamericana. Tuttavia, diversi indicatori mostrano che l’Europa sta entrando in una fase di vulnerabilità crescente. L’<strong>EUDA</strong>, l’Agenzia europea sulle droghe, segnala un aumento della disponibilità di oppioidi sintetici ad alta potenza, soprattutto nei Paesi baltici e nell’Europa settentrionale. A spingere il fenomeno contribuisce anche il crollo della produzione di oppio in Afghanistan dopo il divieto imposto dai Talebani nel 2022. La riduzione dell’eroina disponibile sta infatti aprendo spazio a sostanze sintetiche più economiche, potenti e facilmente trasportabili. Anche l’Italia ha iniziato a percepire il rischio. Il sottosegretario <strong>Alfredo Mantovano</strong> ha parlato apertamente di un interesse della <strong>’Ndrangheta</strong> verso il mercato degli oppioidi sintetici. Non si tratterebbe ancora di una conversione strutturale, ma di una fase esplorativa finalizzata a testare convenienza economica e sostenibilità operativa. Il segnale più concreto resta l’Operazione <strong>Painkiller</strong>, che ha portato al sequestro di oltre 100.000 dosi di fentanyl e all’emersione di connessioni transatlantiche già attive tra Italia e Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova infrastruttura europea delle droghe sintetiche</strong></h2>



<p>Il vero elemento di svolta è però industriale. L’operazione <strong>Fabryka</strong>, coordinata da Europol nel 2026, ha smantellato 24 laboratori clandestini tra Polonia, Belgio, Germania e Paesi Bassi. Il dato più rilevante non riguarda soltanto i sequestri, ma la struttura produttiva emersa: approvvigionamento globale di precursori chimici, produzione decentrata e distribuzione paneuropea. Questo schema ricorda da vicino il modello già utilizzato dai cartelli messicani. Il punto critico è che l’Europa dispone ormai di una base logistica e chimica compatibile con una futura espansione del fentanyl su larga scala. Non è necessario importare il prodotto finito: basta trasferire know-how, precursori e reti di distribuzione. Ed è qui che la <strong>’Ndrangheta</strong> potrebbe diventare decisiva. Pur non possedendo ancora una specializzazione nel settore degli oppioidi sintetici, i clan calabresi mantengono una capacità unica di infiltrazione portuale, riciclaggio e coordinamento logistico continentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La faglia strategica nell’alleanza criminale</strong></h2>



<p>La questione centrale non è se l’alleanza tra cartelli messicani e <strong>’Ndrangheta</strong> sopravviverà, ma come cambierà. Finora il rapporto è stato fondato sulla complementarità: i cartelli controllavano produzione e corridoi americani, la mafia calabrese dominava distribuzione e riciclaggio europeo. Il fentanyl introduce però un potenziale disallineamento strategico. Se il mercato europeo degli oppioidi sintetici dovesse espandersi rapidamente, i cartelli messicani potrebbero tentare di entrare direttamente nel continente, riducendo la dipendenza dalla mediazione mafiosa italiana. <a href="https://www.corrieredellacalabria.it/2025/11/21/il-fentanyl-e-il-piano-di-contrasto-in-italia-il-traffico-in-mano-ai-cartelli-sudamericani-in-affari-con-la-ndrangheta/">Un precedente esiste già: le relazioni operative con la <strong>Mocro Maffia</strong> olandese, che ha mostrato ai cartelli latinoamericani come costruire canali diretti nel Nord Europa. Per la <strong>’Ndrangheta</strong>, invece, il fentanyl rappresenta un dilemma. </a>Restare ancorata alla cocaina significa preservare il proprio vantaggio competitivo. Entrare nel mercato degli oppioidi sintetici, al contrario, richiederebbe investimenti in competenze chimiche, nuovi laboratori clandestini e una riconfigurazione delle reti logistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Europa impreparata davanti alla nuova minaccia</strong></h2>



<p>Sul piano istituzionale, la risposta europea appare ancora frammentata. Il <strong>Piano nazionale italiano contro il fentanyl</strong>, avviato nel 2024, e il nuovo regolamento europeo sui precursori chimici rappresentano passi importanti, ma restano prevalentemente reattivi. Il problema reale è la velocità di adattamento delle organizzazioni criminali transnazionali. Mentre gli Stati continuano a ragionare entro confini giuridici e amministrativi nazionali, i sodalizi criminali operano come reti globali flessibili. Il fentanyl amplifica questa asimmetria perché riduce i costi logistici, accelera la distribuzione e rende più difficile l’intercettazione. La vera minaccia non è soltanto sanitaria. È geopolitica. Perché il fentanyl sta trasformando il narcotraffico in una filiera industriale globale capace di collegare Cina, Messico, Europa e dark web dentro un unico ecosistema criminale integrato. E in questo nuovo scenario, la partita tra cartelli messicani e <strong>’Ndrangheta</strong> potrebbe ridefinire gli equilibri della sicurezza europea nei prossimi anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/cosi-il-fentanyl-cambia-lalleanza-tra-narcos-e-ndrangheta-e-minaccia-anche-leuropa.html">Così il fentanyl cambia l&#8217;alleanza tra narcos e ’Ndrangheta e minaccia anche l’Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Visti facili e leggi deboli: così lo Sri Lanka è diventato il nuovo centro globale del cyber crimine</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/visti-facili-e-leggi-deboli-cosi-lo-sri-lanka-e-diventato-il-nuovo-centro-globale-del-cyber-crimine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 04:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[hacking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo Sri Lanka è diventato il nuovo hub del cyber crimine nel Sud-Est asiatico. Ecco che cosa sta succedendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/visti-facili-e-leggi-deboli-cosi-lo-sri-lanka-e-diventato-il-nuovo-centro-globale-del-cyber-crimine.html">Visti facili e leggi deboli: così lo Sri Lanka è diventato il nuovo centro globale del cyber crimine</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051116165668_29b5b99a82ebd33d0a9728e0c2eb85dd-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non più nelle terre di nessuno situate lungo il confine tra <strong>Thailandia </strong>e <strong>Myanmar</strong>, e neppure all&#8217;interno di insospettabili edifici di cemento in <strong>Cambogia</strong>. Il nuovo epicentro asiatico del cyber crimine, represso duramente dalla Cina, stanca di avere un simile problema nel proprio cortile di casa, si è spostato di qualche migliaio di chilometri più a ovest. </p>



<p>È nello <strong>Sri Lanka</strong>, infatti, che si sono spostate le basi operative delle principali <strong>reti di criminalità informatiche</strong> del Sud Est Asiatico. Pochi giorni fa la polizia locale ha arrestato 37 cinesi sospettati di gestire un centro di frodi online nel sobborgo di Talangama, nella capitale Colombo. &#8220;Erano entrati nel Paese con visti turistici e lavoravano illegalmente, e due di loro avevano addirittura superato la durata del visto&#8221;, hanno spiegato le autorità, che durante il blitz hanno sequestrato decine di tablet, un centinaio di smartphone e altrettante Sim.</p>



<p>Questo episodio è un appendice emblematica di quanto accaduto un mese prima, quando sono stati fermati ben <strong>152 cittadini stranieri</strong>, per lo più cinesi, accusati di gestire un&#8217;<strong>organizzazione criminale</strong> dedita a truffe informatiche in un hotel situato nella parte nordoccidentale dell&#8217;isola. Copione simile era accaduto a marzo, con <strong>135 persone arrestate</strong> dalle autorità per l&#8217;immigrazione con le stesse accuse.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Sri Lanka arrests over 120 foreigners for cybercrimes (English subtitles)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/6xU1v2wZfec?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_6xU1v2wZfec");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede in Sri Lanka</h2>



<p>Le operazioni di repressione in <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-cambogia-progetta-una-grande-muraglia-digitale-ecco-come-funziona-e-a-cosa-serve.html">Cambogia </a>e Thailandia sono state concrete e significative. In sole due settimane, a febbraio, le autorità cambogiane hanno effettuato raid in 2.709 località sospettate di gestire attività di truffa online, identificando oltre 21.000 cittadini stranieri come potenziali sospetti. Il risultato? I truffatori si sono <strong>trasferiti</strong>, riorganizzandosi in formazioni più piccole e spostandosi oltre confine. </p>



<p>Lo Sri Lanka, grazie alle sue <strong>infrastrutture solide</strong> e alle <strong>lacune normative</strong>, è così diventato il cuore dei centri di truffa online del Sud-Est asiatico, ossia di quelle <a href="https://it.insideover.com/criminalita/frodi-informatiche-e-traffico-di-esseri-umani-la-grande-truffa-che-spaventa-lasia.html">vaste reti criminose che sfruttano</a> lavoratori provenienti da decine di Paesi costringendoli a frodare vittime in tutto il mondo (per un importo stimato di 40 miliardi di dollari all&#8217;anno).</p>



<p>Ma perché proprio lo Sri Lanka? Ci sono diverse ragioni specifiche, a partire dai <strong>visti turistici </strong>gratuiti per i cittadini di Cina, India, Russia, Thailandia, Malesia, Indonesia e Giappone, visti per altro della durata di 30 giorni prorogabili fino a sei mesi, che consentono operazioni a lungo termine. Gli hotel e gli appartamenti costano poco e sono ideali per allestire centri truffa nascosti dalla luce del sole. Infine ci sono da considerare, come detto, le leggi obsolete in materia di <a href="https://it.insideover.com/criminalita/sei-un-ingegnere-informatico-gli-hacker-invisibili-di-kim-hanno-rubato-il-tuo-lavoro.html">criminalità informatica</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Foreign-run cyber scam centres busted in Sri Lanka<br><br>• Over 150 foreign nationals arrested in two raids in Colombo suburbs<br><br>• 37 Chinese nationals held in Talangama over computer-related crimes<br><br>• Nearly 120 suspects arrested in Rajagiriya over alleged cyber fraud<br><br>• Computers…</p>&mdash; Azzam Ameen (@AzzamAmeen) <a href="https://twitter.com/AzzamAmeen/status/2050869118597779704?ref_src=twsrc%5Etfw">May 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un grave problema</h2>



<p>Il problema è talmente serio che, tra il dicembre 2025 e il marzo 2026, alcuni hacker sono riusciti a infiltrarsi nei sistemi di posta elettronica del dipartimento Risorse Esterne del ministero delle Finanze di Colombo, intercettando cinque tranche di pagamento ufficiali e rubando<strong> 2,5 milioni di dollari</strong> destinati al rimborso del debito australiano.</p>



<p>Il viceministro della Pubblica Sicurezza dello Sri Lanka, <strong>Sunil Watagala</strong>, ha dichiarato al giornale locale <em>Daily Mirror</em> che un&#8217;unità speciale all&#8217;interno del dipartimento per l&#8217;Immigrazione e l&#8217;Emigrazione ha iniziato a effettuare arresti di stranieri che violano le condizioni del visto. In una delle operazioni più recenti, a Rajagiriya, la polizia ha fatto irruzione in un condominio a più piani lungo Meda Welikada Road arrestando 120 cittadini stranieri. </p>



<p>La strada da fare per sradicare la minaccia è tuttavia ancora in salita. Le truffe a lungo termine, come le famigerate &#8220;<strong>macellazione di maiali</strong>&#8221; (le frodi durante le quali i malviventi instaurano una relazione sentimentale con la vittima per raggirarla), e quelle sugli investimenti in criptovalute, che prendono di mira vittime all&#8217;estero, non sono contemplate dalle leggi esistenti. </p>



<p>Come se non bastasse, lo Sri Lanka si è posto l&#8217;obiettivo di raggiungere i <strong>3 milioni di visitatori </strong>nel 2026 e per questo sta applicando un regime semplificato per i visti turistici. Moltiplicando, senza saperlo, il rischio di accogliere, insieme a tanti viaggiatori, anche cyber criminali accaniti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-516766" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260511161708947_99e01b3af31039f17815c8851ffc1d88.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/visti-facili-e-leggi-deboli-cosi-lo-sri-lanka-e-diventato-il-nuovo-centro-globale-del-cyber-crimine.html">Visti facili e leggi deboli: così lo Sri Lanka è diventato il nuovo centro globale del cyber crimine</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pacifico senza diritti: 180 civili uccisi dagli Usa con la scusa del narcotraffico. Ma la cocaina di Noboa&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ci-hanno-trattato-come-animali-pescatori-torturati-noboa-colluso-mare-senza-diritti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 12:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le testimonianze dei pescatori ecuadoriani torturati dalle forze Usa nel Pacifico svelano un sistema di violenza extragiudiziale coperto dal governo Noboa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ci-hanno-trattato-come-animali-pescatori-torturati-noboa-colluso-mare-senza-diritti.html">Pacifico senza diritti: 180 civili uccisi dagli Usa con la scusa del narcotraffico. Ma la cocaina di Noboa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501093833814_c2de8f46de5b6fcc4bc3a6467f356c49-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«La missione ha l&#8217;obiettivo di difendere il nostro Paese, eliminare i narco-terroristi dal nostro emisfero e metterci in sicurezza dalle droghe che stanno uccidendo il nostro popolo». Così il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, aveva presentato lo scorso novembre <strong>l’operazione <em>Southern Spear </em></strong>(Lancia del Sud), interpretata da diversi analisti come un’ibridazione tra “guerra al terrorismo” e “guerra alla droga”, con un <strong>obiettivo strategico di <em>regime change</em>.</strong> Al centro del teatro operativo allora c’era infatti il Venezuela di Nicolás Maduro – poi catturato e condotto negli Stati Uniti in un’operazione che, dal punto di vista del diritto internazionale, si configura come una violazione della sovranità del Paese sudamericano. Nei mesi successivi, tuttavia, – <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html">lo avevamo raccontato in precedenza su InsideOver</a> – <strong>la campagna si è estesa ad altre nazioni affacciate sul Pacifico orientale tra cui l’Ecuador,</strong> Paese in stato di “conflitto armato interno”, come è stato definito in un decreto emanato dallo stesso presidente <strong>Daniel Noboa.</strong> Quest’ultimo – eletto in un contesto di violenza diffusa e crisi dello Stato, e sostenuto da un blocco di governo con un’impronta fortemente oligarchica e liberista – ha costruito la propria immagine sul tema dell’ordine e della sicurezza e ha reso il suo Paese un importante alleato del vicino nordamericano. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La denuncia dei pescatori ecuadoriani</strong></h2>



<p>In questo scenario volto a riaffermare l’influenza di Washington in America Latina con la connivenza dei governi locali, si sono <strong>moltiplicati gli attacchi da parte degli Stati Uniti a imbarcazioni sospettate di trasportare droga</strong> e contro le quali si sono consumati episodi segnati da <strong>un uso eccessivo della forza</strong> che adombrerebbero vere e proprie <strong>violazioni dei diritti umani</strong>. Lo scorso 22 aprile, il media investigativo <em>Drop Site News</em> ha riportato le testimonianze di 36 pescatori sopravvissuti a due attacchi nel Pacifico, i quali hanno raccontato di essere stati <strong>rapiti, torturati e trasferiti via mare fino a El Salvador</strong> – il cui presidente Nayib Bukele dimostra forte sostegno alle politiche migratorie di Donald Trump –,  prima di essere ricondotti nel loro Paese. </p>



<p>Il primo attacco ricostruito da <em>Drop Site News </em>è avvenuto a marzo contro l’imbarcazione La Negra Francisca Duarte II, colpita da un drone e poi esplosa. I pescatori a bordo del natante sono stati <strong>catturati dalle forze a bordo di una motovedetta blu con bandiera statunitense.</strong> A tutti sono stati <strong>negati cibo e assistenza medica, nonostante le gravi ferite. </strong>La ministra degli Esteri dell&#8217;Ecuador, <strong>Gabriela Sommerfeld</strong>, ha messo in dubbio l&#8217;innocenza dei pescatori e ha difeso l&#8217;esecuzione extragiudiziale per mano degli Stati Uniti. </p>



<p>«Ci hanno trattato come animali» è invece la denuncia arrivata da altri 20 pescatori, vittime dell’attacco consumatosi appena pochi giorni dopo contro l’imbarcazione chiamata Don Maca. Anche in questo caso, un drone si è schiantato contro la barca, provocando un&#8217;esplosione a soli 15 centimetri dal serbatoio del carburante. Gli uomini a bordo del Don Maca hanno riferito di essere stati <strong>tenuti in ostaggio e bendati per otto giorni.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli affari oscuri del presidente Noboa</strong></h2>



<p>Su nessuna delle imbarcazioni attaccate con la presunta scusa della lotta al narcotraffico sono state rinvenute droghe. Lo stesso non si può dire, invece, di alcune navi appartenenti alla compagnia del presidente ecuadoriano, la Noboa Trading. Nel 2025, <a href="https://revistaraya.com/familia-daniel-noboa-presidente-de-ecuador-trafico-de-cocaina-europa.html">il media colombiano Revista Raya</a> ha rivelato che le autorità ecuadoriane avevano sequestrato <strong>cocaina, destinata alla Croazia, per un valore di 26 milioni di euro</strong>, in container appartenenti alla società di navigazione di Noboa. Lo scorso marzo <a href="https://www.elmundo.es/cronica/2026/03/21/69b9a8c6e85ecefe738b4594.html">il quotidiano spagnolo El Mundo ha raccolto le dichiarazioni di William Joffre Alcívar Bautista</a> – leader del cartello ecuadoriano Los Tiguerones –, il quale ha affermato che Noboa aveva stretto <strong>un accordo con il gruppo criminale per ottenere voti in cambio dell&#8217;immunità.</strong> II traffico di droga è peraltro aumentato vertiginosamente durante la presidenza del multimilionario e attualmente rappresenta <strong>il 70% della distribuzione mondiale di cocaina, </strong>prodotta in Colombia e Perù e spedita appunto attraverso l’Ecuador.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il mare come zona d’ombra</strong></h2>



<p>Da settembre 2025, secondo stime basate su comunicati militari e monitoraggi indipendenti, sarebbero <strong>più di 180 i civili uccisi nelle presunte operazioni di lotta al narcotraffico</strong> che assumono piuttosto i contorni di <strong>esecuzioni extragiudiziali.</strong> Con le dovute differenze, non si può fare a meno di pensare come, dal Pacifico al Mediterraneo – dove pochi giorni fa in acque internazionali al largo di Creta, l’esercito israeliano ha bloccato nuovamente le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla – <strong>il mare vada configurandosi sempre più come una “zona d’ombra” </strong>in cui si stanno normalizzando vere e proprie pratiche violente in aperta violazione del diritto internazionale, utilizzando una narrativa fondata sulla presunta sicurezza, volta in realtà a <strong>subordinare i diritti di civili, che siano pescatori o attivisti, alle dinamiche di dominio di Stati Uniti e Israele.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ci-hanno-trattato-come-animali-pescatori-torturati-noboa-colluso-mare-senza-diritti.html">Pacifico senza diritti: 180 civili uccisi dagli Usa con la scusa del narcotraffico. Ma la cocaina di Noboa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Washington, spari all&#8217;evento di Trump con la stampa. Nessun ferito, sospetto arrestato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/washington-spari-allevento-di-trump-con-la-stampa-nessun-ferito-sospetto-arrestato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 05:02:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un uomo di 31 anni è stato arrestato a Washington D.C. dopo aver sparato diversi colpi di pistola all'evento dove il presidente Usa Donald Trump stava incontrando l'associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. Il galà della White House Correspondents' Association si teneva all'Hotel Hilton della capitale statunitense. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/washington-spari-allevento-di-trump-con-la-stampa-nessun-ferito-sospetto-arrestato.html">Washington, spari all&#8217;evento di Trump con la stampa. Nessun ferito, sospetto arrestato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-correspondents-dinner-shooting-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un uomo di 31 anni è stato arrestato a Washington D.C. dopo aver sparato diversi colpi di pistola all&#8217;evento dove il presidente Usa <a href="https://www.nytimes.com/live/2026/04/25/us/trump-correspondents-dinner-shooting"><strong>Donald Trump</strong> stava incontrando l&#8217;associazione dei corrispondenti della Casa Bianca.</a> Il galà della White House Correspondents&#8217; Association si teneva all&#8217;Hotel Hilton della capitale statunitense. </p>



<p>Informazioni preliminari puntano a identificare il sospettato come Cole Tomas Allen, 31 anni, ingegnere di Torrance, California, che sarebbe risultato legalmente registrato come ospite all&#8217;Hilton e avrebbe dunque potuto cercare di sorprendere la security. Gli agenti del Secret Service e dell&#8217;Fbi hanno fermato e disarmato il sospetto dopo che si era intrufolato di corsa e aveva provato a sparare dei colpi. Nessuna persona è rimasta ferita, ma nella stanza si è scatenato il panico, con i giornalisti che sono corsi a rifugiarsi sotto i tavoli, lo speaker della Camera Mike Johnson che è stato evacuato e Trump che ha dichiarato possibile di essere lui il bersaglio dei colpi. &#8220;È una professione pericolosa&#8221;, ha detto Trump sul mestiere di presidente, aggiungendo che il sospetto era &#8220;una persona malata&#8221;. Parlando a caldo alla Casa Bianca, dopo essere stato scortato fuori dall&#8217;Hilton dal Secret Service, Trump si è detto preoccupato del clima di violenza politica negli Usa. L&#8217;attentatore, in effetti, aveva con sé diverse armi, secondo quanto riportato dalle informazioni preliminari di sicurezza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: President Trump has shared footage of the White House Correspondents’ Dinner shooting and a photo of the suspect. <a href="https://t.co/3H1M7hwKbj">pic.twitter.com/3H1M7hwKbj</a></p>&mdash; Collin Rugg (@CollinRugg) <a href="https://twitter.com/CollinRugg/status/2048229113903906832?ref_src=twsrc%5Etfw">April 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Difficile fare ipotesi concrete a caldo. Però è quantomeno ipotizzabile che in un evento privato ma molto frequentato con presente il presidente degli Stati Uniti questi fosse il <strong>bersaglio designato di un eventuale attentatore, per quanto ad ora non si sa quanto il presunto responsabile</strong> abbia potuto effettivamente mettere a repentaglio l&#8217;incolumità di Trump o degli altri presenti. Il &#8220;buco&#8221; di sicurezza è stato in questo caso legato alla presenza del sospettato nell&#8217;hotel ma tutte le informazioni lasciano trapelare l&#8217;idea di un intervento in loco della sicurezza efficace. </p>



<p>Appare quantomeno doveroso, però, gettare luce sul <strong>pericoloso clima di violenza che attanaglia gli Usa</strong> sul piano politico. Donald Trump lo ha imparato a sue spese due anni fa, il 13 luglio 2024, quando da candidato fu colpito da un attentatore durante un comizio a Butler, Pennsylvania. Due mesi dopo un altro attentato fu sventato a Trump International Golf Club a West Palm Beach, Florida, di proprietà dell&#8217;attuale presidente. Ora, nell&#8217;hotel fuori da cui nel 1981 John Hinckley Jr. tentò di assassinare Ronald Reagan Trump si trova di fronte a un nuovo episodio sospetto. <strong>Questo è il terzo caso di azioni violente riguardanti Trump in meno di due anni e non c&#8217;è alcuna democrazia moderna che abbia un trend così preoccupante</strong>. A Washington si erano verificati episodi violenti<a href="https://it.insideover.com/politica/washington-lattacco-che-rivela-le-crepe-profonde-dellamerica.html"> come gli spari a due agenti della Guardia Nazionale colpiti (uno dei due ucciso) a novembre non lontano dalla Casa Bianca</a>, mentre nel secondo mandato di Trump si sono consumati anche <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2025/jun/14/democratic-lawmakers-minnesota-shot">l’omicidio di Melissa Hortman</a> , deputata democratica dello Stato del Minnesota, e<a href="https://it.insideover.com/politica/la-spirale-dellodio-e-le-tribu-che-minacciano-il-tardo-impero-a-stelle-e-strisce.html#google_vignette"> dell&#8217;attivista conservatore Charlie Kirk,</a> a testimonianza di un clima sempre più critico. <strong>Nel pieno di una fase critica, contraddistinta dalla corsa alle Midterm</strong> di novembre e dai negoziati per la fine della guerra in Iran e mentre <strong>il Paese è spaccato sul presidente</strong>, un evento che sarà inevitabile ricondurre a un tentativo di assassinio del presidente alza ulteriormente l&#8217;asticella della tensione. E mostra fragilità e vulnerabilità del sistema americano, oltre che potenziali falle nella prevenzione di fatti del genere che si ripetono a ritmi preoccupanti.</p>
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		<title>I banditi del petrolio: furti miliardari nel cuore energetico degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/i-banditi-del-petrolio-furti-miliardari-nel-cuore-energetico-degli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-2048x1414.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Furti di petrolio e di attrezzature tra Texas e Nuovo Messico che potrebbero avere un impatto sul 15% del fabbisogno energetico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA30216594-2048x1414.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se i venti di <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-possibili-conseguenze-regionali-della-guerra-in-iran.html">guerra in Medio Oriente</a> non erano abbastanza a mettere in ginocchio il <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-nella-trappola-energetica-che-si-e-costruita-da-sola.html">comparto energetico</a>, negli Stati Uniti  si stanno verificando fatti che potrebbero complicare molto di più il quadro. Tra il Texas e il Nuovo Messico c’è una vasta area di produzione e lavorazione di risorse naturali &#8211; gas e petrolio &#8211; chiamata <strong>Bacino Permiano</strong>, la quale contribuisce al soddisfacimento del 15% del fabbisogno energetico globale, dove da qualche tempo si verificano degli episodi di <strong>furto di attrezzature e di barili di oro nero</strong>. In alcune contee comprese nell’area del sito produttivo, ogni settimana si registrano centinaia di questi casi che, se non dovessero essere fermati, potrebbero costare tra 1 e 2 miliardi di dollari l’anno.</p>



<p>Ciò che inizialmente sembrava un fenomeno di microcriminalità diffuso, sembra ora assumere le dimensioni di un piano criminoso ben organizzato e molto insidioso, tanto da mettere in allarme i legislatori locali per trovare una soluzione prima che i danni siano troppo ingenti per poter porre un rimedio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa e come si sta rubando</h2>



<p>Il Bacino Permiano è uno dei <strong>pilastri portanti dell&#8217;infrastruttura energetica in Occidente</strong>. Con migliaia di pozzi, oleodotti lunghi chilometri e grandi impianti di stoccaggio, è una delle aree più vaste al mondo per l’estrazione e la lavorazione delle ricchezze nascoste nel sottosuolo. Il bacino si estende per centinaia di chilometri nel bel mezzo delle dune desertiche e molti siti sono a miglia di distanza l’uno dall’altro, rendendo di fatto <strong>difficile una loro protezione efficace contro le incursioni dei malviventi</strong>. </p>



<p>Stando ai primi elementi emersi, i furti non avverrebbero ad opera di lupi solitari ma di vere e proprie reti criminali che agiscono secondo un <em>modus operandi </em>piuttosto preciso: studio dei cicli produttivi, individuazione dei serbatoi di petrolio, capacità di intervento durante i momenti di minor affollamento dei siti, come nel caso delle attività manutentive. Pare, inoltre, che i ladri utilizzino diversivi sofisticati come il cambio delle targhe dei veicoli, l’uso di comunicazioni criptate e una schiera di complici in grado di farsi passare per semplici addetti ai siti senza destare sospetti.&nbsp;</p>



<p>Se poi si guarda alla refurtiva, il dubbio che si tratti di professionisti del crimine è più che fondato. Il bottino che fa più gola rimane il petrolio, ma anche <strong>le attrezzature impiegate nell’area industriale non sono risparmiate</strong>. Pompe, valvole, cavi in rame e tubi metallici stanno sempre di più sparendo dalle strutture del bacino e si teme che vengano rivenduti nei circuiti illegali, specie al confine con il Messico dove le attività di contrabbando non mancano. Il furto di greggio, invece, avviene tramite tecniche molto raffinate, quali l<strong>a perforazione degli oleodotti e l&#8217;impiego di autocisterne dotate di sistemi di aspirazione all’avanguardia, in grado di assorbire grandi quantità in poco tempo</strong>. A seguire, il petrolio rubato è spesso mescolato con quello immesso legalmente in commercio, in modo da rendere impossibile l’identificazione dell&#8217;origine illecita.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze e le soluzioni da applicare</h2>



<p>Quanto sta accadendo nel Bacino Permiano ha <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2026-03-25/surging-oil-prices-could-worsen-crude-theft-in-new-mexico-texas?embedded-checkout=true">ripercussioni a più livelli</a>. Le aziende che operano nella zona rischiano di vedere una <strong>graduale contrazione della produzione</strong> a causa del furto di attrezzature e dei danni riportati agli oleodotti, con annessi i rischi relativi alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente a causa delle manomissioni. Inoltre, i danni da riparare e gli ordini di nuove attrezzature porteranno inevitabilmente a un incremento dei costi. Tutto rischia poi di riverberarsi sulle <strong>catene di approvvigionamento globali con distorsioni e ritardi nei canali distributivi</strong>, divenendo così un problema non limitato ai confini statunitensi ma esteso a tutto il mondo.</p>



<p>Un primo passo lo stanno compiendo i diretti interessati, ovvero le società energetiche della zona che si stanno già munendo di sensori da impiantare sui serbatoi, di droni di sorveglianza e di tracciatori GPS per le attrezzature in modo da efficientare l’intero apparato di sicurezza.</p>



<p>Parallelamente, <a href="https://www.mrt.com/news/crime/article/texas-oil-theft-task-force-22187832.php">le istituzioni locali</a> e nazionali non se ne stanno con le mani in mano. Sono già allo studio diverse task force e delle <strong>formule di coordinamento tra agenzie statali e federali in modo da integrare capacità tecniche e investigative per l’elaborazione di una strategia comune</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La sfida, dunque, è quella di lanciare una cooperazione tra pubblico e privato che possa garantire la sicurezza delle infrastrutture e delle fonti di approvvigionamento non solo per la sicurezza energetica americana, ma anche globale.</p>



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		<title>Il pasticciato raid degli Usa in Ecuador: caseificio scambiato per base dei narcos</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno esteso all&#8217;Ecuador del presidente Daniel Noboa, conservatore alleato di Donald Trump, il raggio d&#8217;azione dell&#8217;Operazione Southern Spear di contrasto al cosiddetto &#8220;narcoterrorismo&#8221; in America Latina e che ha coinvolto, principalmente, il Mar dei Caraibi, avendo nella cattura di Nicolas Maduro in Venezuela, avvenuta il 3 gennaio scorso, il punto più clamoroso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html">Il pasticciato raid degli Usa in Ecuador: caseificio scambiato per base dei narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718123513958_db0413958609b2c79c6bf96e63770a31-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti hanno esteso all&#8217;Ecuador</strong> del presidente <strong>Daniel Noboa,</strong> conservatore alleato di <strong>Donald Trump,</strong> il raggio d&#8217;azione dell&#8217;Operazione Southern Spear di contrasto al cosiddetto &#8220;narcoterrorismo&#8221; in America Latina e che ha coinvolto, principalmente, il Mar dei Caraibi, avendo nella cattura di Nicolas Maduro in Venezuela, avvenuta il 3 gennaio scorso, il punto più clamoroso dall&#8217;1 settembre scorso a oggi. </p>



<p><strong>Il 6 marzo Washington e Quito</strong> hanno avviato operazioni congiunte per colpire una postazione dei Comandos de la Frontera, un&#8217;organizzazione criminale colombiana che opera al confine tra Ecuador e Colombia. &#8220;Il Comando Meridonale (Southcom) sta bombardando i narcotrafficanti sulla terraferma&#8221;, <a href="https://x.com/PeteHegseth/status/2030050665221792182?s=20" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ha scritto</a> il Segretario alla Difesa Pete Hegseth annunciando un&#8217;espansione delle <strong>operazioni militari su larga scala volte a eliminare asset utilizzati dai narcos</strong> per trafficare droga, soffocare le direttrici su cui si muove la droga, eliminare i membri dei cartelli. </p>



<p><strong>Il raid contro la presunta postazione di San Martin</strong> ha segnato un&#8217;escalation dell&#8217;impegno statunitense in Southern Spear e ha coinvolto aerei, elicotteri, droni e battelli fluviali. &#8220;L&#8217;infrastruttura veniva utilizzata come area di sosta dal gruppo noto come &#8220;Mono Tole&#8221; e come campo di addestramento per circa 50 narcotrafficanti&#8221;, ha rivendicato il ministero della Difesa ecuadoregno che ha denominato con l&#8217;emblematico nome di &#8220;<strong>Sterminio Totale</strong>&#8221; la sua operazione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🚨<a href="https://twitter.com/hashtag/URGENTE?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#URGENTE</a> <br><br>¡OPERACIÓN “EXTERMINIO TOTAL” DESTRUYE A LOS COMANDOS DE FRONTERA!💪<br><br>ECUADOR Y ESTADOS UNIDOS DESTRUYERON DESCANSO DE “MONO TOLE”, CABECILLA DE LOS COMANDOS DE FRONTERA, Y ÁREA DE ENTRENAMIENTO DE NARCOTRAFICANTES<br><br>➡️Las <a href="https://twitter.com/FFAAECUADOR?ref_src=twsrc%5Etfw">@FFAAECUADOR</a>, con información de inteligencia… <a href="https://t.co/h6yBBm6TJf">pic.twitter.com/h6yBBm6TJf</a></p>&mdash; Ministerio de Defensa Nacional del Ecuador (@DefensaEc) <a href="https://twitter.com/DefensaEc/status/2030046639977812341?ref_src=twsrc%5Etfw">March 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Missione compiuta? Non è detto<a href="https://www.nytimes.com/2026/03/24/world/americas/us-ecuador-drug-camp-bombing-dairy-farm.html">. Secondo il <em>New York Times,</em> il raid</a> &#8220;mirato&#8221; con cui <strong>l&#8217;infrastruttura sarebbe stata eliminata non avrebbe preso di mira un centro di comando dei narcos</strong> ma bensì&#8230;un caseificio! &#8220;Secondo quanto emerso dalle interviste con il proprietario dell&#8217;azienda agricola, quattro dei suoi dipendenti, avvocati per i diritti umani, residenti e leader di San Martín, il remoto villaggio agricolo nel nord dell&#8217;Ecuador dove ha avuto luogo l&#8217;attacco, il raid militare avrebbe distrutto un allevamento di bestiame e una fattoria produttrice di latticini, non un covo di narcotrafficanti&#8221;, nota la testata della Grande Mela, che aggiunge:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In un comunicato stampa , l&#8217;esercito ecuadoriano&nbsp;<a href="https://www.defensa.gob.ec/operacion-exterminio-total-destruye-a-los-comandos-de-frontera/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">ha affermato</a>&nbsp;che la proprietà veniva utilizzata da un gruppo armato per nascondere armi e come luogo di addestramento e pernottamento per i narcotrafficanti. Il proprietario della fattoria e i residenti locali hanno negato tali affermazioni.</p>
</blockquote>



<p>L&#8217;operazione Southern Spear è già stata accusata di agire al di fuori dei limiti della legalità istituzionale americana, dato che molto spesso i raid contro le barche sono <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-contro-le-barche-il-capo-del-pentagono-hegseth-criminale-di-guerra-il-congresso-usa-indaga.html">stati sospettati di non colpire effettivamente dei terroristi o dei narcos e Hegseth </a>è stato accusato su più fronti di aver incentivato dei potenziali crimini di guerra. Inoltre, il targeting del Pentagono è stato spesso criticato in diverse occasioni,<a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-allattacco-dellisis-in-nigeria-tomahawk-sui-campi-daddestramento-nel-nord.html"> come durante i raid contro l&#8217;Isis in Nigeria di dicembre</a> che pare abbia bersagliato villaggi dove non si trovavano gli jihadisti. </p>



<p>La <strong>realtà dei fatti parla di uno scenario più complesso, dove agli Usa</strong> la pressione militare sul narcotraffico serve come gancio per alimentare la strategia di <strong>massima pressione sull&#8217;America Latina</strong> e la leadership nel <a href="https://it.insideover.com/difesa/priorita-allemisfero-occidentale-e-duro-realismo-con-cina-e-russia-la-nuova-strategia-del-pentagono.html">cosiddetto &#8220;Emisfero Occidentale&#8221; ritenuto di assoluta pertinenza</a> di Washington. L&#8217;attacco ai confini con la Colombia si somma alla pressione esercitata dalla Drug Enforcement Administration, l&#8217;agenzia antidroga Usa, sul presidente di Bogotà, Gustavo Petro, per presunti reati di narcotraffico e per aprire potenzialmente a un condizionamento delle<a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-gli-usa-assediano-petro-sul-narcotraffico-con-un-occhio-alle-presidenziali-di-maggio.html"> imminenti elezioni a sfavore di una sinistra scettica verso gli Stati Uniti.</a> <strong>Noboa si presta come alleato di Trump per questo dossier</strong>, anche a costo di un&#8217;operazione spericolata che vede il narcotraffico utilizzato come leva politica per la &#8220;Dottrina Donroe&#8221;. Con tutti i rischi per la sicurezza e l&#8217;effettiva capacità di contrastare il narcotraffico e le sue minacce in forma reale, e non propagandistica, che da queste azioni derivano.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dai-caraibi-allecuador-gli-usa-allargano-il-raggio-della-guerra-ai-narcos-in-america.html">Il pasticciato raid degli Usa in Ecuador: caseificio scambiato per base dei narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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