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Criminalità

Triangolo d’Oro: droghe e reati cyber non bastavano, ora c’è anche la città del crimine

Strani annunci sui social, fiumi di soldi, truffe, spedizioni di droga, omicidi e altro ancora. Benvenuti nel Triangolo d'Oro dell'Asia.

Strani annunci sui social, fiumi di soldi, truffe, spedizioni di droga, omicidi e tanto altro ancora. Benvenuti nel Triangolo d’Oro dell’Asia, un buco nero incastonato tra Myanmar, Laos e Thailandia, a pochi passi dal cuore della regione più dinamica del mondo. Già negli anni Novanta questo luogo era noto per essere un prolifico focolaio del crimine globale. In quel periodo, infatti, l’80% di tutta l’eroina venduta per le strade di New York veniva proprio da qui. Ben presto, l’area sarebbe tuttavia diventata la principale fonte mondiale di metanfetamine.

Lo è ancora oggi, a giudicare dal rapporto stilato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) nel giugno 2023. Il documento parla chiaro: nel 2022 sono state sequestrate 151 tonnellate di pillole di metanfetamine nel Triangolo, 144 milioni delle quali recuperate nel solo Laos (+800% rispetto al 2021).

La stima del commercio combinato di eroina e metamfetamina vale la strabiliante somma di 60 miliardi di dollari, con una capacità produttiva locale giudicata pressoché infinita. Attenzione però, perché il Triangolo d’Oro è tornato a brillare. Oltre al traffico di droga, sono emersi altri business lucrosi.

Non solo droga: spazio alle cyber truffe

Grazie alle moderne telecomunicazioni – leggi: l’accesso a internet e i social network – il Triangolo d’Oro si è trasformato in un “hotspot del cybercrime senza pari al mondo”, ha scritto il Time.

In territori remoti, eserciti di dog-pusher – ovvero truffatori di basso livello – pianificano truffe globali, frodi crittografiche, riciclano denaro ed effettuano operazioni legate al gioco d’azzardo.

Negli ultimi quattro anni, mansioni del genere avrebbero generato circa 75 miliardi di dollari. Nel 2022 l’FBI aveva lanciato un allarme in merito alle truffe informatiche online, costate ben 2,6 miliardi di dollari ai cittadini statunitensi e per lo più provenienti dal Triangolo d’Oro.

I baroni del cybercrimine attirano lavoratori da tutto il mondo pubblicando falsi annunci di lavoro. Chi cade nella loro trappola finisce in uno dei tanti centri predisposti a condurre frodi virtuali…

Il Triangolo d’Oro “speciale

In mezzo al nulla, tra Laos, Myanmar e Thailandia, sorge la cosiddetta Golden Triangle Special Economic Zone (GTSEZ). Si tratta ufficialmente di una zona economica speciale sviluppata da un uomo d’affari cinese di nome Zhao Wei, formata da palazzi, casinò e altre strutture.

Secondo il Dipartimento del Tesoro degli Usa, la GTSEZ sarebbe però un’enclave autogovernata che ospiterebbe attività criminali di ogni tipo. Il citato UNODC sostiene che sia un ponte che collegherebbe vari gruppi criminali asiatici, consentendo loro di usare criptovalute, casinò clandestini e shadow banking per spostare guadagni illeciti.

“È un’impresa criminale multifunzionale. Il suo modello di business è semplice. Fornisce l’infrastruttura ai gruppi criminali, che possono così arrivare, affittare i locali di cui hanno bisogno, assumere la sicurezza armata e ottenere tutto ciò che vogliono”, ha spiegato Richard Horsey, un consulente senior dell’International Crisis Group che ha studiato la zona a lungo.

Dal canto suo, il signor Zhao sostiene che il traffico di droga è proibito nell’intera zona, e che lui e i suoi soci “non permettono assolutamente truffe”. A suo avviso, le voci in merito al suo coinvolgimento in attività criminali deriverebbero da indiscrezioni diffuse dagli Stati Uniti nel tentativo di contenere e danneggiare la Cina. Nel frattempo il Triangolo d’Oro splende come non mai.  

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