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	<title>Paolo Mauri Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Oct 2026 00:18:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Paolo Mauri Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Francia va da sola e avvia un altro progetto per un caccia di nuova generazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-francia-va-da-sola-e-avvia-un-altro-progetto-per-un-caccia-di-nuova-generazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 00:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dassault]]></category>
		<category><![CDATA[Systeme de combat aerien du futur (Scaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia procede da sola nella costruzione di un caccia di sesta generazione recuperando il progetto dello SCAF</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-va-da-sola-e-avvia-un-altro-progetto-per-un-caccia-di-nuova-generazione.html">La Francia va da sola e avvia un altro progetto per un caccia di nuova generazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9891996-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A inizio giugno, il progetto franco-tedesco-spagnolo <strong>SCAF (<em>Système de Combat Aérien du Futur</em>)</strong> per un caccia di sesta generazione è stato definitivamente accantonato dopo anni di lotte industriali tra i due partner principali – Dassault Aviation e Airbus – per la ripartizione del lavoro e dei relativi brevetti. Quanto accaduto non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori: al contrario era qualcosa di <strong>ampiamente preventivato</strong> stante le premesse della collaborazione franco-tedesca e gli aut aut di Dassault ad Airbus, la quale ha richiesto espressamente di assumere la quasi totalità della progettazione e costruzione della cellula – oltre il relativo drone <em>loyal wingman</em>. </p>



<p>La Germania, che aveva espresso interesse <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-vuol-mollare-lo-scaf-e-la-francia-lultima-sfida-sui-caccia-di-sesta-generazione.html">già nel 2023</a> per il <strong>GCAP (<em>Global Combat Air Programme</em>) </strong>italo-anglo-nipponico, più o meno in concomitanza con l&#8217;annuncio della fine dello SCAF aveva fatto sapere di voler <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/flop-dello-scaf-berlino-rilancia-ecco-i-piani-e-rischi-2678158.html">continuare in autonomia</a> la ricerca tecnologica per un caccia di nuova generazione rivolgendosi alla Spagna. Otto importanti aziende tedesche del settore difesa e aerospaziale hanno infatti unito le forze per lanciare a giugno il <strong>“Team Gen 6” che mira a produrre un nuovo aereo da combattimento</strong>, mentre un&#8217;iniziativa simile, che coinvolge anche Airbus, è stata presentata alla Spagna in occasione del salone aerospaziale “Ila 26” di Berlino. Il “Team Gen 6” comprende la divisione tedesca del consorzio europeo <em>Airbus Defence and Space</em> (con sede in Germania), la divisione tedesca dell&#8217;azienda missilistica europea MBDA e le aziende Autoflug, Diehl Defence, Hensoldt, Liebherr, Mtu Aero Engines e Rohde &amp; Schwarz. Da partre spagnola, oltre alla già citata Indra, le aziende coinvolte sono Grupo Oesia, GMV, ITP e Sener.</p>



<p>Ora, come ampiamente preventivato data la storia delle costruzioni aeronautiche francesi (la genesi del Rafale dopo l&#8217;uscita francese dal programma Eurofighter valga come esempio), <strong>anche Parigi sembra fermamente decisa a procedere da sola</strong> nella progettazione di un caccia di nuova generazione.</p>



<p>Nel recentemente edito <a href="https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/contenu/visualisation/1128221/file/PAP%202027%20-%20D%C3%A9fense.pdf">documento programmatico del bilancio 2027</a> della Difesa francese, alla voce “Progetto di Prestazione Annuale per il Programma 146 &#8216;Equipaggiamento delle Forze Armate&#8221;, nella sottosezione “Colpire a distanza – SCAF”, si può leggere che solo alcune delle attività attualmente svolte in cooperazione, principalmente quelle relative al “Cloud di combattimento”, potrebbero proseguire in collaborazione tra Germania e Francia, secondo modalità ancora da definire. Il nucleo del programma SCAF (incluso il velivolo NGF – <em>Next Generation Fighter</em>), precedentemente sviluppato in cooperazione con Germania e Spagna, sarà quindi realizzato secondo <strong>un nuovo assetto</strong>: su base nazionale oppure nell&#8217;ambito di un nuovo quadro di cooperazione.</p>



<p>Inoltre, si riferisce che la prima fase delle attività di dimostrazione, condotta in cooperazione, è stata avviata nel dicembre 2022 con l&#8217;aggiudicazione del contratto NGWS (<em>Next Generation Weapon System</em>) mentre la seconda fase delle attività di dimostrazione, che prevede in particolare il volo del prototipo del NGF, sarà <strong>avviata nel 2027</strong>, con lo <strong>sviluppo del velivolo operativo che sarà avviato nel 2029</strong>. Per questa operazione, è stata fatta una richiesta di bilancio pari a più di 2 miliardi e 744 milioni di euro per il 2027, che si andranno a sommare ai 130,8 milioni già stanziati per l&#8217;anno in corso per il programma SCAF. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dassault sicura delle proprie competenze</h2>



<p>Il sito <em><a href="https://www.opex360.com/2026/10/08/le-ministere-des-armees-veut-lancer-le-developpement-dun-avion-de-combat-de-nouvelle-generation-operationnel-en-2029/">Zone Militaire</a></em> riferisce che durante un&#8217;audizione all&#8217;Assemblea nazionale tenutasi l&#8217;8 ottobre, il ministro delle Forze Armate, Catherine Vautrin, ha confermato la natura “nazionale” di questo programma, i cui lavori sono stati avviati il 26 luglio al fine di “garantire il rispetto del programma iniziale, che mira a raggiungere la capacità produttiva entro i primi anni del 2040”. In tal senso, <strong>la Francia sta quindi proseguendo il lavoro già svolto che “verrà riutilizzato”,</strong> quindi secondo il ministro Vautrine, non sarebbe stato perso denaro. Sebbene il programma sia formalmente aperto a collaborazioni, risulterebbe che il motore sarà sviluppato da Safran attraverso nuovi studi, per avere maggior spinta – si parla di 11 tonnellate a secco.</p>



<p>I francesi sono sempre apparsi sono alquanto fiduciosi nelle proprie risorse: “Lo faremo quindi, in collaborazione o meno”, aveva dichiarato <strong>Patrick Pailloux</strong>, responsabile dell&#8217;agenzia francese per gli appalti della Difesa, lo scorso maggio, ovvero poche settimane prima che la Germania si ritirasse dal programma SCAF.</p>



<p>In ogni caso, la decisione presa dal Ministero delle Forze Armate va nella direzione auspicata da <strong>Eric Trappier</strong>, amministratore delegato di Dassault Aviation, che già <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/scaf-bilico-dassault-critica-programma-tre-nazioni-2464937.html">ad aprile del 2025</a> al termine di un&#8217;audizione sullo stato del programma tenuta all&#8217;Assemblea Nazionale aveva ventilato la possibilità che la Francia potesse proseguire da sola nella progettazione del velivolo di nuova generazione, anche per una questione legata ai compiti di deterrenza nucleare (che deve essere sovrana e non dipendente da altri Stati). Trappier aveva infatti affermato, rispondendo alla domanda se Dassault Aviation avesse la capacità di realizzare da sola il caccia, di avere le competenze per farlo. </p>



<p>Che la Francia in ultima istanza abbia deciso di optare per proseguire con un proprio progetto non è affatto una sorpresa, data la storia di alcune costruzioni aeronautiche congiunte europee e l&#8217;<strong>atteggiamento di Dassault</strong>, sempre poco incline alla condivisione paritaria di compiti e di tecnologie. Il problema ora è però legato strettamente al mercato della Difesa europeo: se la Germania dovesse veramente proseguire con un proprio progetto coinvolgendo la Spagna, vista la decisione francese e il GCAP, il Vecchio Continente avrebbe ancora una volta troppa eterogeneità nelle proprie linee di armamenti.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-va-da-sola-e-avvia-un-altro-progetto-per-un-caccia-di-nuova-generazione.html">La Francia va da sola e avvia un altro progetto per un caccia di nuova generazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;U.S. Navy vuole i Tomahawk &#8220;bunker buster&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-vuole-i-tomahawk-bunker-buster.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 05:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tomahawk]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Navy ha avviato la procedura di acquisizione di una nuova testata ad alta penetrazione per i missili da crociera Tomahawk</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-vuole-i-tomahawk-bunker-buster.html">L&#8217;U.S. Navy vuole i Tomahawk &#8220;bunker buster&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 7 ottobre il Naval Air Systems Command della <strong>U.S. Navy</strong> <a href="https://defence-blog.com/u-s-navy-moves-bunker-busting-tomahawk-toward-production/">ha reso noto</a> che il servizio intende assegnare a <strong>Raytheon </strong>un contratto (a fornitore unico) per la produzione iniziale a basso ritmo del <strong>Joint Multiple Effects Warhead System (JMEWS)</strong>, ovvero una nuova testata per il missile da crociera <strong>Tomahawk, </strong>che lo mette in grado di colpire con efficacia bunker e altri obiettivi corazzati o protetti. Attualmente, non sono stati annunciati né il valore del contratto, né i quantitativi di produzione o le tempistiche di consegna, e l&#8217;accordo non è stato ancora assegnato formalmente.</p>



<p>L&#8217;ufficio del programma <em>Tactical Tomahawk </em>della U.S. Navy, che ha sede presso la Naval Air Station Patuxent River nel Maryland, ha individuato in Raytheon l&#8217;unico produttore noto in grado di soddisfare i requisiti entro le tempistiche previste, in quanto l&#8217;azienda detiene la configurazione tecnica e i dati di produzione grazie al suo lungo coinvolgimento nel programma Tomahawk (sin dal 1994).</p>



<p>La testata JMEWS, che combina effetti di penetrazione ed effetti di esplosione e frammentazione grazie a un design a due stadi, lavora in modo diverso rispetto alle testate esplosive unitarie convenzionali, che si affidano principalmente all&#8217;onda d&#8217;urto e alla frammentazione per danneggiare strutture esposte. Il sistema JMEWS è progettato infatti <strong>per penetrare barriere protettive rinforzate prima di sprigionare effetti distruttivi all&#8217;interno del bersaglio. </strong>Tale configurazione potrebbe accrescere l&#8217;efficacia degli attacchi dei missili Tomahawk contro ricoveri corazzati per aeromobili, postazioni missilistiche fortificate e altre strutture militari protette. La profondità di penetrazione precisa e le prestazioni distruttive della nuova testata non sono state rese note al pubblico.</p>



<p>La U.S. Navy intende introdurre il sistema JMEWS sulla <strong>versione Block VB</strong> del missile da crociera Tomahawk, ampliando così la gamma di bersagli ingaggiabili dalle forze navali statunitensi. La famiglia di missili Tomahawk Block V possiede la capacità di attacco a lungo raggio arrivando a circa 1.600 km di gittata, sebbene le prestazioni specifiche della configurazione Block VB non siano state confermate ufficialmente. Il missile è propulso da un motore turbofan per il volo di crociera in regime di velocità subsonico e il sistema di guida combina navigazione inerziale (INS), GPS, sistema di confronto del profilo del terreno (TERCOM) e confronto digitale della scena (DSMAC) per una navigazione precisa verso i bersagli designati. I profili di volo a bassa quota consentono di seguire rotte studiate per ridurre l&#8217;esposizione alla copertura radar nemica. Queste caratteristiche rendono il Tomahawk particolarmente adatto ad attacchi contro bersagli situati in profondità all&#8217;interno di territori difesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I test a fuoco reale</h2>



<p>I rapporti del Pentagono confermano che la U.S. Navy ha condotto <strong>test a fuoco reale</strong> per valutare l&#8217;efficacia del sistema JMEWS contro bersagli corazzati, anche se le sue prestazioni non sono state ancora ufficialmente divulgate. La richiesta di bilancio della marina USA per l&#8217;anno fiscale 2027 include fondi per 35 missili Block VB ricertificati e per i relativi kit di aggiornamento JMEWS, fornendo quindi un&#8217;indicazione dei quantitativi presi in considerazione per l&#8217;introduzione iniziale di questa capacità. </p>



<p>Molto probabilmente, sebbene i test della nuova testata siano stati condotti durante quest&#8217;anno, la decisione finale della U.S. Navy di proseguire con la sua acquisizione è dovuta alla valutazione dei danni inferti durante l&#8217;operazione militare <strong>Epic Fury</strong> contro l&#8217;Iran, in cui la marina statunitense ha utilizzato i vettori da crociera Tomahawk. <a href="https://it.insideover.com/difesa/patriot-tomahawk-thaad-ci-vorranno-anni-per-ricostruire-le-scorte-di-missili-usa.html">Secondo i rapporti ufficiali</a>, oltre mille missili di questo tipo sono stati lanciati durante il conflitto, andando peraltro a intaccare pesantemente le scorte negli arsenali USA. </p>



<p>Come abbiamo avuto modo di riferire recentemente, in occasione delle valutazioni sui danni inflitti all&#8217;Iran dalla campagna aerea israelo-statunitense apparse pubblicamente da analisti indipendenti, è molto difficile che si riesca effettivamente a determinare l&#8217;entità delle distruzioni subite dalle infrastrutture sotterranee iraniane: i dati pubblici, come le riprese satellitari, oltre a essere scarsi sono anche inefficaci se presi da soli. </p>



<p>Nel dibattito pubblico statunitense si è più volte riferito della necessità di avere <strong>un sistema in grado di eliminare con sicurezza i bersagli situati in profondità,</strong> e quindi naturalmente rinforzati dallo strato roccioso sovrastante, e anche se la testata JMEWS non è in grado di arrivare alle profondità a cui si trovano le strutture nucleari iraniane, posizionate al di sotto di intere montagne, questa scelta è comunque indicativa di un corso strategico che posiziona la <strong>U.S. Navy su un livello capacitivo maggiore</strong> rispetto al precedente e un gradino sotto a quello dell&#8217;U.S. Air Force, che ha in servizio strumenti come la <a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-e-come-funziona-la-mop-la-bomba-americana-distruggi-bunker.html">bomba guidata MOP (Massive Ordnance Penetrator)</a>, già utilizzata durante l&#8217;operazione <em>Midnight Hammer </em>dello scorso anno. Questa capacità si rende necessaria per poter colpire centri di comando, comunicazione e controllo, che solitamente sono rinforzati/corazzati per poter resistere ai bombardamenti, in aggiunta agli shelter per velivoli già citati. La possibilità di farlo da grande distanza è poi un <strong>vantaggio tattico</strong> fondamentale in quanto non mette a rischio assetti e personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-vuole-i-tomahawk-bunker-buster.html">L&#8217;U.S. Navy vuole i Tomahawk &#8220;bunker buster&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Pentagono crea un comando per la Autonomous Warfare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-crea-un-comando-per-la-autonomous-warfare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 04:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Lethal Autonomous Weapons Systems (Laws)]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="917" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg 917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-600x327.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px" /></p>
<p>Il Dipartimento della Guerra USA intende creare un comando "a quattro stelle" per gestire lo sviluppo di armi letali autonome e IA</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-crea-un-comando-per-la-autonomous-warfare.html">Il Pentagono crea un comando per la Autonomous Warfare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="917" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661.jpg 917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Ukrainian_marine_drones-e1778089640661-600x327.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px" /></p>
<p>Il <a href="https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/4615637/hegseth-delivers-state-of-the-force-address-outlines-series-of-new-initiatives/">30 settembre</a> il Pentagono ha reso noto di aver avviato la creazione di un comando generale per l&#8217;<strong>Autonomous Warfare</strong>, ovvero la capacità di usare sistemi <em>unmanned </em>e automatici in combattimento, che metterà a sistema le competenze in questo settore con quelle dell&#8217;intelligenza artificiale. Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti <strong>Pete Hegseth</strong> ha riferito con un memorandum d&#8217;azione che il Dipartimento della Guerra istituirà un Comando per la Guerra Autonoma (<strong>AUTOWARCOM</strong>) che avrà un livello “quattro stelle” con autorità pari a quella di una forza armata, dedicato alla guerra con sistemi autonomi e senza equipaggio con l&#8217;obiettivo di renderlo operativo a partire dal primo ottobre 2027.</p>



<p>L&#8217;AUTOWARCOM avrà il compito di estendere le “capacità autonome e robotiche a tutta la Forza Congiunta, realizzando la più rapida trasformazione in tempo di pace della storia militare moderna”. Se approvato dopo votazione al Congresso, il nuovo comando diventerà il dodicesimo delle forze armate statunitensi, dopo che nel 2019 è stata creata la <em>U.S. Space Force.</em></p>



<p>L&#8217;AUTOWARCOM coordinerà l&#8217;impiego di <strong>droni</strong>, <strong>robotica</strong>, i<strong>ntelligenza artificiale</strong> e <strong>piattaforme d&#8217;arma autonome</strong> in tutte le forze armate ma soprattutto si prefigge di lavorare per accelerare l&#8217;acquisizione e il dispiegamento di nuove tecnologie cercando quindi di rendere la “guerra autonoma” un pilastro della dottrina militare e sarà dotato di proprio personale, budget e autorità in materia di acquisizioni, prevedendo al contempo percorsi di carriera dedicati per ufficiali e personale di truppa. Ai singoli dipartimenti militari viene invece impartita la direttiva di creare specializzazioni professionali, qualifiche o ambiti di carriera equivalenti dedicati ai sistemi autonomi e senza pilota. </p>



<p>Questo consolidamento delle capacità autonome ha fatto seguito alla direttiva di Hegseth del luglio 2025 volta ad accelerare l&#8217;acquisizione e l&#8217;impiego operativo dei droni, nonché al programma del Pentagono denominato “Drone Dominance” per l&#8217;acquisizione di sistemi senza pilota a basso costo. In precedenza, ad aprile 2026, il <a href="https://www.southcom.mil/News/PressReleases/Article/4466083/southcom-establishes-autonomous-warfare-command/">SOUTHCOM</a>, il comando USA per le operazioni in America centrale e meridionale, aveva stabilito il proprio Autonomous Warfare Command, il quale però opera a un livello diverso rispetto all&#8217;AUTOWARCOM che, come detto, è concepito per guidare le operazioni di guerra autonoma e con sistemi senza equipaggio nell&#8217;ambito dell&#8217;intera forza congiunta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra militari e imprenditori privati</h2>



<p>Hegseth ha affermato che la necessità di questo nuovo comando è emersa chiaramente dal <strong>conflitto tra Russia e Ucraina</strong> e dalla diffusione di droni a basso costo sui campi di battaglia. “Oggi, con l&#8217;AUTOWARCOM istituzionalizziamo — e potenziamo enormemente — <strong>l&#8217;era della super-intelligenza, della robotica e dei sistemi autonomi,</strong> il tutto per vincere”, ha dichiarato il Segretario alla Guerra. Secondo il Dipartimento della Difesa, Hegseth ha annunciato di aver incaricato il responsabile del portafoglio per i sistemi senza pilota (che riferisce direttamente ai vertici) di guidare il <em>Project Agincourt,</em> un&#8217;organizzazione che definirà il percorso per l&#8217;AUTOWARCOM e gestirà la missione attuale relativa ai sistemi senza pilota, sperimentando al contempo un nuovo modello di acquisizione. Ha inoltre promesso che, attraverso il <em>Project Meridian</em>, <strong>il responsabile tecnologico del Pentagono collaborerà con esponenti del settore privato per studiare il futuro dei conflitti.</strong></p>



<p>La difesa statunitense è avviata quindi verso una <strong>razionalizzazione </strong>della ricerca capacitiva nel settore dei sistemi autonomi, razionalizzando risorse e ponendo sotto uno stesso comando gli uffici competenti nelle diverse forze armate. Non è ancora chiaro come l&#8217;AUTOWARCOM si interfaccerà con l&#8217;industria, considerando che negli Stati Uniti le <em>start up</em> stanno assumendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo di sistemi autonomi o <em>unmanned</em>. </p>



<p>Sebbene Hegseth abbia esplicitamente fatto risalire queste scelta <strong>allo scenario del conflitto tra Russia e Ucraina,</strong> che sta fornendo innumerevoli lezioni sull&#8217;utilizzo dei sistemi <em>unmanned </em>in combattimento, sullo sfondo c&#8217;è la presenza della Cina, la quale ha avviato da tempo una rivoluzione digitale e tecnologica nel settore dei sistemi autonomi e <em>uncrewed </em>introducendoli nei propri reparti.</p>



<p>Oggi i cosiddetti <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/con-micro-droni-e-intelligenza-artificiale-guerra-fantascienza.html">LAWS (Lethal Autonomous Weapons Systems)</a></strong> stanno facendo la loro <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-corsa-verso-le-armi-letali-autonome.html">comparsa</a> nelle forze armate delle potenze globali, a cominciare proprio dalla Cina: avere uno strumento bellico letale, capace di prendere decisioni autonome, si prospetta come il futuro della guerra moderna stante i progressi tecnologici in tal senso e soprattutto la volontà delle nazioni più avanzate in questo settore di perseguire questo obiettivo.</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale e la capacità di quest&#8217;ultima di avere l&#8217;apprendimento automatico (<em>machine learning</em>) – entrambe definite <strong>tecnologie dirompenti</strong> – ha permesso questi progressi nel settore dei sistemi <em>unmanned</em>. L&#8217;impiego – e anche la sola costruzione – di un LAWS apre però un <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-dilemma-terminator-ecco-i-rischi-dellutilizzo-dellintelligenza-artificiale-in-campo-militare.html">dibattito dal punto di vista etico</a> riguardante la responsabilità ultima delle loro azioni rispetto al diritto internazionale che regola un conflitto (<em>ius in bello</em>). </p>



<p>Sebbene in sede internazionale, all&#8217;ONU, si stia cercando di regolamentare e limitare lo sviluppo e l&#8217;utilizzo di questi particolari sistemi, appare sempre più evidente che le grandi potenze non abbiano intenzione di impegnarsi in tal senso, molto probabilmente guidate dal timore di restare escluse da un settore altamente tecnologico che potrebbe avere significativi risvolti sul campo di battaglia.<br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-crea-un-comando-per-la-autonomous-warfare.html">Il Pentagono crea un comando per la Autonomous Warfare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Pentagono esclude Francia, Regno Unito e Italia dal prossimo incontro sul futuro della NATO</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-esclude-francia-regno-unito-e-italia-dal-prossimo-incontro-sul-futuro-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 04:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il Pentagono non ha invitato Francia, Italia, Regno Unito e Paesi Baltici al prossimo incontro sul futuro della NATO in Polonia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-esclude-francia-regno-unito-e-italia-dal-prossimo-incontro-sul-futuro-della-nato.html">Il Pentagono esclude Francia, Regno Unito e Italia dal prossimo incontro sul futuro della NATO</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/nato-flags-fly-over-a-static-display-during-dv-day-4f3b86-1024-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tre dei maggiori Paesi contributori al pilastro europeo della <strong>NATO </strong>sono stati esclusi da parte del Pentagono dal prossimo incontro sul futuro dell&#8217;Alleanza Atlantica. L&#8217;amministrazione Trump ha infatti messo da parte F<strong>rancia, Regno Unito, Italia e Paesi Baltici</strong> da un vertice tra i membri della NATO previsto per il mese prossimo in Polonia promosso da <strong>Elbridge Colby,</strong> responsabile delle politiche del Pentagono. Per il momento, né la Casa Bianca né la Difesa USA hanno espresso chiarimenti o commenti sulla vicenda. Un funzionario di un Paese escluso ha riferito a <em><a href="https://www.politico.com/news/2026/09/30/trump-nato-allies-left-out-01100310">Politico </a></em>che “stiamo facendo tutto ciò che ci viene chiesto. Cerchiamo di capire quali siano i criteri e lo scopo di questi incontri. Finora non ci è stato comunicato granché”.</p>



<p>Colby ha già tenuto due incontri analoghi con i Paesi invitati: Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Germania e Paesi Bassi. I protagonisti coinvolti nell&#8217;incontro — noto come formato <strong>Gruppo di Bergen</strong> — insistono sul fatto che l&#8217;iniziativa non mira a spaccare l&#8217;Alleanza, come affermato da un diplomatico di una delle nazioni invitate che, come altri, ha ottenuto l&#8217;anonimato per discutere di questioni interne. <strong>Il gruppo intende invece elaborare idee da sottoporre all&#8217;intera Alleanza per ulteriori verifiche e approfondimenti.</strong> “Questo può essere un motore di trasformazione” per l&#8217;intera NATO, ha affermato l&#8217;anonimo diplomatico, ma è difficile pensare a una trasformazione senza tre Paesi fondamentali per la sicurezza dell&#8217;Alleanza che hanno speso risorse – umane e materiali – in anni di missioni.</p>



<p>È anche difficile non pensare che questa decisione dell&#8217;amministrazione Trump non sia legata alla “<strong>lista dei buoni e dei cattivi</strong>” che sarebbe stata elaborata ad aprile per colpire chi non si stava adeguando alle volontà del presidente degli Stati Uniti. Sappiamo poi che <strong>l&#8217;esecutivo statunitense sta guardando alla NATO come a un ente scomodo</strong>, “un&#8217;organizzazione per la quale spendiamo centinaia di miliardi di dollari all&#8217;anno per proteggere proprio questi Paesi — come una strada a senso unico: noi li proteggiamo, ma loro non fanno nulla per noi, soprattutto nel momento del bisogno”, come ha riferito lo stesso Trump all&#8217;inizio di quest&#8217;anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi meno, a chi più</h2>



<p>Del resto i segnali di un ridimensionamento della politica statunitense verso l&#8217;Europa ci sono tutti: il ritiro delle truppe dalla Germania, quello dalla Romania, la prevista riduzione di forze aeree e navali tra cui anche la fine delle missioni di rotazione della <em>Bomber Task Force – Europe</em>, ovvero le missioni in Europa di dispiegamento dei bombardieri strategici dell&#8217;U.S. Air Force come rinforzo e impegno nella deterrenza nucleare. <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">Come abbiamo visto</a>, però, alcuni Paesi vedranno un maggiore dispiegamento di forze USA: la <strong>Polonia </strong>è in trattativa per aprire una base che potrebbe ospitare sino a 10mila soldati e <strong>Lituania </strong>ed <strong>Estonia </strong>vedranno ciascuna un reggimento di militari USA sul proprio territorio a rotazione a partire dalla fine di quest&#8217;anno. La <strong>Danimarca</strong>, che era stata messa nel mirino da Washington per la Groenlandia, sembra essere tornata tra “i buoni” dopo gli accordi raggiunti per aumentare la presenza militare statunitense nella grande isola artica che fa da bastione settentrionale per l&#8217;Alleanza Atlantica, e che rappresenta la sponda Nord del passaggio obbligato marittimo per la flotta russa basata a Murmansk/Severomorsk. Forse proprio per questo, come rende noto la fonte di <em>Politico</em>, Copenhagen sarebbe stata ammessa al futuro vertice polacco.</p>



<p>Colby, promotore dell&#8217;iniziativa, ha tenuto un primo incontro di questo tipo a Bergen, in Norvegia, lo scorso giugno, invitando i sei alleati prescelti. “Alleati della NATO che stanno rapidamente rispettando gli impegni di spesa dell&#8217;Aia, che hanno le dimensioni adatte per contribuire e che sono pronti a passare alla fase operativa”, aveva scritto sui social media dopo l&#8217;incontro. Intervenendo questo mese a una conferenza a Washington, ha osservato che “l&#8217;idea è quella di trascinare l&#8217;intera Alleanza”, aggiungendo che ne risulterà <strong>“una NATO migliore, più forte e più solida”,</strong> capace di offrire all&#8217;Europa maggiori capacità militari.</p>



<p>Dividere i membri dell&#8217;Alleanza in “buoni e cattivi”, premiando “i buoni”, <strong>non è però una buona idea</strong>: la sicurezza del continente europeo non è un affare ristretto a Paesi che rispettano i termini prefissati – o comprano le armi statunitensi – ma non hanno lo stesso peso militare ed economico di altri più grandi che hanno da decenni contribuito alla NATO. </p>



<p>Questa marcata <strong>politica transazionale</strong> statunitense, una politica che fondamentalmente si può riassumere in “do ut des”, è pericolosa perché poco lungimirante e produce alienazione e diffidenza verso gli Stati Uniti. La NATO non si “spaccherà” per colpa di quest&#8217;amministrazione USA che la divide in “buoni e cattivi”, perché i meccanismi di difesa europei sono profondamente interdipendenti, ma il risultato finale potrebbe facilmente essere – nel prossimo futuro – <strong>l&#8217;accelerazione sulla via dell&#8217;autonomia strategica europea</strong> che passa proprio attraverso lo strumento Difesa. Il rovescio della medaglia, nell&#8217;attuale situazione internazionale in Europa, è la possibilità che la <strong>Russia</strong> possa approfittare di questa postura della Casa Bianca verso i suoi alleati europei per testare la solidità e la risposta dell&#8217;Alleanza con qualche azione “sotto soglia” di livello più alto rispetto a quanto abbiamo assistito in questi anni.</p>



<p></p>
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		<title>Le armi USA nello spazio? 17 piccoli satelliti che fanno da sentinelle in orbita</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-armi-usa-nello-spazio-17-piccoli-satelliti-che-fanno-da-sentinelle-in-orbita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 05:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
		<category><![CDATA[US Space Force]]></category>
		<category><![CDATA[Usaf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Satelliti spazio (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-1024x526.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le armi che gli USA avrebbero posizionato in orbita molto probabilmente sono jammer. Vi spieghiamo in cosa consiste la Space Warfare oggi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Satelliti spazio (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-1024x526.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 14 settembre ha destato particolare scalpore l&#8217;annuncio da parte del Segretario dell&#8217;<strong>U.S. Air Force</strong>, <strong>Troy Meink</strong>, che gli Stati Uniti disporrebbero di “<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-space-force-ha-schierato-la-sua-prima-arma-in-orbita-gli-usa-si-preparano-alle-guerre-stellari.html"><strong>armi per il controllo dello spazio</strong></a>” in orbita, in grado di difendere le forze USA da “azioni ostili di avversari”. Meink <a href="https://www.militarytimes.com/news/your-military/2026/09/14/us-air-force-secretary-reveals-deployment-of-on-orbit-space-control-weapons/">non ha fornito ulteriori dettagli</a>, limitandosi ad affermare che la scelta delle parole era stata “ben ponderata” e ha sottolineato che mantenere e poter contare sulle capacità spaziali statunitensi è fondamentale, dato che gli avversari stanno sviluppando mezzi propri per minacciarle, pertanto queste “armi spaziali” sono funzionali per mantenere la capacità di deterrenza.</p>



<p>Oggi forse siamo in grado di capire di quale tipo di armamento si tratti, ma prima è bene precisare le tipologie di armi per la <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html">Space Warfare</a></strong>, in quanto le maggiori potenze globali ne stanno continuando lo sviluppo in accordo coi progressi scientifici. </p>



<p>Una delle armi più distruttive, e la prima a essere considerata, è una <strong>bomba nucleare</strong>: nello spazio, la distruzione non avverrebbe per via dell&#8217;onda d&#8217;urto (non essendoci un mezzo a trasmetterla) né col calore o le radiazioni ionizzanti, bensì grazie all&#8217;EMP (<em>Electro Magnetic Pulse</em>) ovvero l&#8217;impulso elettromagnetico che scaturisce immediatamente con l&#8217;esplosione che è in grado di disabilitare istantaneamente i circuiti elettronici non schermati, rendendoli inservibili. Questo principio è valido anche in caso di un conflitto nucleare limitato o globale in quanto si postula l&#8217;esplosione di una testata di grande potenza ad alta quota per disabilitare i sistemi di comunicazione, comando e controllo del nemico. Risulta immediatamente chiaro lo svantaggio di questo sistema: <strong>un EMP non distingue tra satelliti amici e nemici,</strong> pertanto anche i propri assetti verrebbero resi inservibili.</p>



<p>Una seconda tipologia di armamento antisatellite è quella <strong>di tipo cinetico</strong>, costituita da missili ASAT lanciati da terra o da veicoli killer azionati da altri satelliti in orbita. Anche questa tipologia presenta svantaggi non indifferenti: <strong>la distruzione cinetica di un satellite comporta la creazione di decine, centinaia di migliaia di frammenti che restano in orbita</strong> e disperdendosi possono danneggiare le costellazioni dei satelliti “amici”. Un caso che spiega questo fenomeno è stato offerto dalla Repubblica Popolare Cinese, quando effettuò un test di un missile ASAT l&#8217;11 gennaio del 2007: il satellite bersaglio, distrutto da un vettore lanciato dal <em>Xichang Satellite Launch Center,</em> ha creato più di 150mila detriti spaziali di cui, secondo le stime della NASA, <strong>il 30% dei più larghi di 10 centimetri sarà ancora in orbita nel 2035.</strong> Quei detriti, di tutte le dimensioni, rappresentano ancora oggi una minaccia per gli assetti in orbita, compresa la Stazione Spaziale Internazionale. Un satellite con veicolo killer potrebbe avere effetti simili ma su scala minore, pertanto anche l&#8217;utilizzo di questa tipologia di armamento ASAT non è particolarmente consigliato. Restando sui satelliti anti-satellite, ne esistono in grado di avvicinare il proprio bersaglio e “spingerlo” fuori dalla sua regolare orbita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come rendere inservibile un satellite</h2>



<p>Di tutt&#8217;altra specie sono le <strong>armi non cinetiche</strong>, come quelle a energia diretta: <strong>laser e/o microonde.</strong> Posizionare un&#8217;arma di questo tipo nello spazio, però, richiede una fonte di energia notevole, che ha un ingombro e quindi un peso ancora considerevoli, e la tecnologia attuale, benché stia compiendo passi da gigante, ancora non ha raggiunto l&#8217;adeguato rapporto potenza/miniaturizzazione.</p>



<p>Infine, esiste anche la possibilità di disabilitare o rendere inefficiente un satellite attraverso l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/jamming-e-spoofing-cosi-si-combatte-la-guerra-elettronica.html">EW (Electronic Warfare)</a></strong>, ovvero col comune jamming delle frequenze di trasmissione, che è in grado di disturbare le comunicazioni tra la superficie terrestre e il satellite e pertanto lo renderebbe sostanzialmente inservibile. Sistemi antisatellite di questo tipo esistono già, e stavolta l&#8217;esempio ci arriva dalla Russia: il sistema di EW “Krasukha-4” è in grado, col suo raggio d&#8217;azione, di disturbare i segnali dei satelliti nella parte inferiore dell&#8217;orbita bassa (300 km).</p>



<p>Secondo alcuni ricercatori, <strong>sarebbero proprio queste le armi antisatellite messe in orbita dagli Stati Uniti.</strong> L&#8217;astrofisico <strong>Jonathan McDowell,</strong> che si occupa dell&#8217;osservazione dell&#8217;attività spaziale e del tracciamento dei lanci missilistici, <a href="https://www.scientificamerican.com/article/u-s-space-weapons-probably-arent-what-you-think/">ritiene</a> infatti che gli USA negli ultimi quattro anni abbiano effettuato dei lanci con carichi segreti che hanno messo in orbita <strong>17 piccoli satelliti che potrebbero fungere da jammer.</strong> Questi satelliti si trovano in orbita geostazionaria terrestre, a un&#8217;altitudine tale da muoversi in sincronia con la rotazione del pianeta; ciò li trasforma in sentinelle praticamente immobili, capaci di monitorare costantemente una specifica regione del globo sottostante. Tuttavia, egli sospetta che almeno alcuni dei disturbatori attualmente in orbita siano vere e proprie piattaforme progettate per non rimanere affatto in una posizione fissa e pertanto potrebbero avvicinarsi quanto basta a un satellite avversario per effettuare efficacemente l&#8217;operazione di disturbo e accecamento delle frequenze radio.</p>



<p>Si tratta solo di un&#8217;ipotesi frutto di una deduzione da parte di un esperto, però è altamente plausibile, stante quanto detto fino ad ora sulle armi ASAT, che gli Stati Uniti abbiano scelto, come prima mossa della nuova Space Warfare, di affidarsi all&#8217;EW. Questa decisione risulta anche coerente con la <strong>visione 2040 dell&#8217;U.S. Space Force</strong>, in cui la nuova forza armata USA ritiene che il dominio spaziale del futuro sarà un ambiente altamente contestato in cui proprio l&#8217;EW, la guerra elettronica, sarà preponderante al punto da diventare una vera e proprio nuova dimensione di combattimento quasi a livello di uno dei classici domini di un conflitto (sea, air, land, cyber, space).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-armi-usa-nello-spazio-17-piccoli-satelliti-che-fanno-da-sentinelle-in-orbita.html">Le armi USA nello spazio? 17 piccoli satelliti che fanno da sentinelle in orbita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1536x756.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La U.S. Navy vuole ancora le fregate e Fincantieri resta in gara con le FREMM EVO. Attenzione però a non fare gli stessi errori della Constellation</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html">FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1536x756.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La <strong>U.S. Navy</strong> sta ancora cercando un progetto per dotarsi di una classe di nuove fregate, secondo il programma <strong>FF(X)</strong>, dopo la chiusura del fallimentare esperimento della classe Constellation. Sono già al vaglio almeno tre progetti stranieri oltre a quello in partenariato misto, così come l&#8217;ipotesi di farle costruire all&#8217;estero, nell&#8217;ambito di uno studio che dovrebbe concludersi il mese prossimo.</p>



<p>Un ufficio di progettazione straniero non ancora specificato sta infatti procedendo parallelamente allo sviluppo della fregata FF(X) Flight I di <strong>HII Ingalls</strong> – annunciata alla fine dello scorso anno dopo la cancellazione della classe Constellation – <a href="https://news.usni.org/2026/09/27/hii-ffx-patrol-frigate-program-progressing-as-navy-considers-foreign-options">ha spiegato</a> giovedì il contrammiraglio <strong>Casey Moton</strong>, <em>Portfolio Acquisition Executive</em>, intervenendo a un simposio organizzato dall&#8217;American Society of Naval Engineers. L&#8217;ammiraglio Moton ha confermato che la fregata di HII ha superato la Critical Desing Review all&#8217;inizio dell&#8217;anno e che sono in corso attività di pre-produzione in collaborazione con HII Ingalls Shipbuilding. Ad aprile, la U.S. Navy ha assegnato un contratto preliminare da 282 milioni di dollari per l&#8217;approvvigionamento di componenti a lunga scadenza di consegna.</p>



<p>Insieme a questo progetto, la marina statunitense sta valutando anche la fregata lanciamissili giapponese <strong>classe Mogami</strong> (FFM) di Mitsubishi Heavy Industries, nonché le fregate lanciamissili sudcoreana <strong>classe Chungnam</strong> e turca <strong>classe Istanbul</strong>. Anche <strong>Fincantieri Marinette Marine</strong> – il cantiere navale responsabile della classe Constellation – è in lizza per costruire, questa volta, una variante per l&#8217;esportazione della fregata lanciamissili <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html">FREMM EVO</a></strong> presso i propri stabilimenti del Wisconsin, senza però apportare grosse modifiche al progetto originario: qualcosa che ha fatto lievitare i costi e allungare i tempi di consegna per la classe Constellation, generandone la cancellazione.</p>



<p>A quanto sembra, l&#8217;amministrazione statunitense e la U.S. Navy non intendono ricadere nei medesimi errori e, come riporta <em><a href="https://www.twz.com/sea/shipbuilder-behind-failed-constellation-class-wants-back-into-the-u-s-navy-frigate-game">The War Zone</a></em>, l&#8217;imperativo è accettare il design originale della nave e cominciare a lavorare su quello per avere delle unità da inserire nella flotta con tempistiche e costi adeguati. Risulta anche che la <strong>catena di approvvigionamento</strong> sviluppata dal cantiere navale Fincantieri Marinette per il programma Constellation potrebbe essere applicata al progetto FREMM EVO italiano con poche modifiche, evitando così le continue revisioni progettuali che hanno portato alla cancellazione delle Constellation. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;modello finlandese&#8221;</h2>



<p>Questo programma, che era stato avviato sotto i migliori auspici per avere una classe di fregata che la U.S. Navy non aveva in linea dai tempi della radiazione delle classe Oliver Hazard Perry, doveva originariamente essere molto simile alle FREMM che Fincantieri ha costruito per la Marina Militare italiana ma nel corso dello sviluppo della progettazione ha subito talmente tante modifiche che la Constellation finale condivideva solo il 15% del design con la FREMM originale. Questo ha causato ritardi e un <strong>aumento vertiginoso dei costi</strong> che hanno contribuito direttamente alla cancellazione del programma. </p>



<p>La U.S. Navy però, nonostante la valutazione di avere in servizio unità più piccole simili ai cutter della Guardia Costiera (classe Legend), continua a necessitare di unità di superficie di categoria fregata per compiti di scorta e pattugliamento. </p>



<p>L&#8217;esecutivo statunitense ad agosto ha inviato un memorandum al Segretario della Marina in cui, tra le varie raccomandazioni, chiedeva di affidarsi per l&#8217;acquisizione di nuove unità navali al “<strong>modello finlandese</strong>” in base alla quale i costruttori navali stranieri sarebbero tenuti a effettuare ingenti investimenti in aziende statunitensi e ad assumere manodopera americana nell&#8217;ambito di qualsiasi contratto futuro, anche qualora una prima tranche di unità venisse costruita all&#8217;estero. Questo ha dato impulso al già citato studio sulle fregate straniere attualmente in corso. </p>



<p><strong>Fincantieri Marinette potrebbe partire in vantaggio in questa nuova gara</strong> proprio perché la filiera produttiva era già stata stabilita negli Stati Uniti per le Constellation (e per altri programmi come le navi da sbarco di medie dimensioni &#8211; LSM) e questa volta, se il progetto FREMM EVO riuscirà davvero a non essere stravolto come per quello precedente, il colosso dell&#8217;industria navale italiano potrebbe vedere la costruzione delle nuove fregate per la U.S. Navy negli anni a venire.</p>



<p>Resta da vedere se la marina statunitense deciderà di procedere all&#8217;acquisizione di una delle navi straniere attualmente in fase di valutazione o se opterà per la proposta di Fincantieri o di altri cantieri navali: per quanto riguarda l&#8217;industria italiana, il rischio è che ci sia un&#8217;<strong>opposizione politica interna</strong> dopo il disastro delle Constellation, sebbene, come abbiamo sempre affermato, il fallimento di quel programma sia da imputare alle pesanti modifiche imposte al progetto originario di Fincantieri dalla U.S. Navy. </p>



<p>Affinché abbia successo, qualsiasi nuovo tentativo di sfruttare un progetto di fregata straniera già in produzione dovrà adottare misure concrete per evitare di incorrere nelle stesse problematiche relative alle modifiche progettuali che hanno caratterizzato la classe Constellation. In ogni caso, riteniamo che chiunque vincerà l&#8217;appalto, molto probabilmente si troverà a dover affrontare le annose <strong>difficoltà della cantieristica statunitense</strong> che, nonostante la recente iniezione di fondi, ancora non sono state risolte: la possibilità di <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-usa-costruite-allestero-dai-cantieri-e-da-parte-del-congresso-arriva-un-secco-no.html">trasferire all&#8217;estero la produzione navale nazionale</a> e addirittura di acquistare navi straniere, è stata infatti valutata proprio per cercare di avere più navi nel minor tempo possibile stante la situazione dei cantieri navali USA, alle prese con carenza di infrastrutture e personale specializzato.</p>
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		<title>Giappone: per la prima volta un Typhon USA sarà schierato a Okinawa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/giappone-per-la-prima-volta-un-typhon-usa-sara-schierato-a-okinawa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 04:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacific Deterrence Initiative (Ipdi)]]></category>
		<category><![CDATA[Missili da crociera]]></category>
		<category><![CDATA[Typhon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Filippine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Il sistema terrestre per lancio di missili da crociera Typhon sarà dispiegato in Giappone, presso la base Usa di Kadena, a Okinawa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Filippine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Secondo l&#8217;ufficio per la Difesa di Okinawa, il sistema missilistico statunitense <strong>Typhon</strong>, schierato in <strong>Giappone </strong>per esercitazioni militari congiunte, rimarrà stoccato a tempo indeterminato presso un&#8217;importante base militare nella prefettura di <strong>Okinawa</strong>. Questo avanzato sistema d&#8217;arma è stato schierato per la prima volta questo mese in Giappone nell&#8217;ambito delle esercitazioni multinazionali <em>Orient Shield</em>. Tali manovre, iniziate l&#8217;8 settembre e concluse giovedì scorso, hanno fatto seguito all&#8217;invio del sistema Typhon nella prefettura di Kagoshima — un&#8217;altra prima assoluta — <a href="https://www.stripes.com/branches/army/2026-06-16/army-typhon-missile-system-japan-21980599.html">avvenuto a giugno</a> per le esercitazioni congiunte <em>Valiant Shield</em>. Il primo storico dispiegamento di questo sistema terrestre di lancio per missili da crociera e da difesa aerea in Giappone era avvenuto a settembre 2025 presso la base dei Marines di Iwakuni per l&#8217;esercitazione <em>Resolute Dragon.</em></p>



<p>Il sistema Typhon, col suo lanciatore Dark Eagle, è composto da più componenti montati su camion e rimorchi ed è progettato anche per lanciare i futuri missili ipersonici dell&#8217;esercito statunitense. Il 20 aprile di quest&#8217;anno, durante l&#8217;esercitazione “Balikatan” che si tiene annualmente nelle Filippine tra le forze statunitensi e quelle di Manila con altri partner e alleati della regione, il sistema missilistico Typhon è stato utilizzato per <a href="https://it.insideover.com/difesa/allesercitazione-balikatan-nelle-filippine-gli-usa-lanciano-il-typhon-per-la-prima-volta.html">lanciare un missile Tomahawk</a> dall’aeroporto di Tacloban, a Leyte, che ha colpito il suo bersaglio a circa 630 chilometri di distanza, all’interno del perimetro di Fort Magsaysay.</p>



<p>Il sistema Typhon ha quattro lanciatori verticali montati su semirimorchio, un posto di comando, oltre a veicoli di ricarica e supporto tutti su rimorchi e <strong>può utilizzare sia i missili da crociera Tomahawk sia i vettori da difesa aerea SM-6 Standard.</strong> I dati di lancio (anche di tracciamento per quanto riguarda gli SM-6) sono forniti da fonti esterne, e una batteria completa utilizza quattro veicoli di lancio, per un totale quindi di 16 missili pronti al fuoco. La variante SM-6 più aggiornata attualmente in servizio, la Block IA, è un missile superficie-aria utilizzato dalla U.S. Navy ma ha anche capacità di colpire bersagli terrestri, mentre il Tomahawk è principalmente un missile da attacco terrestre con una gittata massima di <strong>circa 1600 km</strong>, ma le versioni attuali hanno anche una certa capacità antinave.</p>



<p>Le autorità militari nipponiche <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2026/09/28/japan/us-typhon-missile-japan-storage-okinawa/">hanno riferito</a> sibillinamente che il Typhon resterà “stoccato” a Okinawa, ma sebbene questo significhi che il sistema sarà conservato in modalità non operativa, è comunque interessante sottolineare che per la prima volta gli Stati Uniti conserveranno questo particolare armamento pensato per colpire con precisione bersagli terrestri in profondità <strong>in modo permanente nell&#8217;arcipelago nipponico</strong>, andando così a fornire un&#8217;importante rassicurazione per quanto riguarda la capacità di deterrenza convenzionale nel Pacifico occidentale.</p>



<p>Okinawa rappresenta un importante <strong>avamposto strategico</strong> per le operazioni militari statunitensi, e il posizionamento di una o più batterie di Typhon in quell&#8217;isola permette di tenere sotto tiro buona parte della costa cinese, potendo anche raggiungere la capitale della Corea del Nord.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa lasciano l&#8217;Europa ma&#8230;</h2>



<p>L&#8217;inizio del dispiegamento del Typhon nello scacchiere del Pacifico occidentale era cominciato nelle Filippine, quando nel 2024 una batteria era stata schierata per partecipare all&#8217;esercitazione <em>Salaknib 24,</em> ad aprile di quell&#8217;anno. Da allora, il governo di Manila aveva richiesto espressamente lo schieramento di questo sistema in via permanente sul proprio territorio ma sino a oggi gli Stati Uniti si sono limitati a effettuarlo in modalità rotazionale. <strong>Lo stesso meccanismo era stato inaugurato in Giappone nel 2025 ma </strong>a quanto sembra, per il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza intorno a Taiwan, all&#8217;arcipelago nipponico e non da ultimo nel Mar Cinese Meridionale, Washington ha deciso di rafforzare il suo dispositivo militare nella regione con uno strumento che intende iniziare a bilanciare la superiorità missilistica cinese.</p>



<p>Di contro, gli Stati Uniti hanno deciso per il ritiro permanente della <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-arrivano-i-tomahawk-per-colpire-in-profondita.html">MDTF (Multi Domain Task Force)</a></strong> dall&#8217;Europa, in particolare dalla Germania, preferendo la possibile opzione della vendita del Typhon al governo tedesco. Considerate le tempistiche burocratiche di una vendita di armamenti e quelle di consegna, q<strong>uesta decisione riduce sensibilmente la capacità di deterrenza europea </strong>lasciando agli alleati della NATO la possibilità di colpire in profondità esclusivamente con vettori da crociera lanciati da velivoli o da unità navali.</p>



<p>La decisione statunitense ci riporta indietro ai tempi della Guerra Fredda, quando proprio nella base statunitense di Kadena, a Okinawa, era presente il 498esimo Tactical Missile Group operante coi missili <strong>MGM-13C “Mace-B”</strong> tra il 1961 e il 1971. Si trattava di un missile da crociera lanciato da terra con gittata di circa 2200 km e capace di trasportare una testata nucleare tipo W28 da 1,1 Mt di potenza. Il missile era sostanzialmente un&#8217;evoluzione della V-1 tedesca, dotato di sistema di guida inerziale ma comunque poco preciso anche per l&#8217;epoca (da qui la testat particolarmente potente). A Kadena, i vettori erano posizionati in posizioni di lancio corazzate e nel teatro del Pacifico erano presenti anche in Corea del Sud. Dal teatro europeo, questi missili sono stati ritirati dalla Germania Occidentale nel 1969 dove erano dislocati presso le basi aeree di Sembach, Hahn e Bitburg.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/giappone-per-la-prima-volta-un-typhon-usa-sara-schierato-a-okinawa.html">Giappone: per la prima volta un Typhon USA sarà schierato a Okinawa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 23:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Polonia sarebbe vicina a un accordo con gli USA per aprire una base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Polonia e Stati Uniti sarebbero vicini a trovare un&#8217;intesa per l&#8217;apertura di una nuova base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati. Il ministro degli Esteri polacco <strong>Radosław Sikorski</strong> ha annunciato l&#8217;iniziativa giovedì, come riferisce <em><a href="https://www.politico.com/news/2026/09/24/poland-us-base-troops-01091905">Politico</a></em>, e la notizia arriva nel mezzo della formulazione dei piani del Pentagono per la ridistribuzione e parziale ritiro delle forze statunitensi dal teatro europeo.</p>



<p>L&#8217;idea di una base USA in Polonia circolava da tempo, ed è stata caldeggiata da Varsavia in quanto ritenuta necessaria <strong>per aumentare la deterrenza nei confronti della Russia. </strong>Gli Stati Uniti hanno attualmente circa 7mila soldati nel Paese presenti secondo un meccanismo a rotazione e stanno inoltre trasferendo, sempre secondo lo stesso meccanismo, unità dell&#8217;esercito in <a href="https://www.lrt.lt/en/news-in-english/19/3062086/two-us-army-battalions-to-arrive-in-lithuania-in-october-minister-says">Lituania </a>ed <a href="https://news.err.ee/1610145598/us-to-send-new-troop-contingent-to-estonia-ministry-confirms">Estonia</a>, che dovrebbero arrivare rispettivamente a ottobre e a novembre, nel quadro del rafforzamento del fronte orientale della NATO.</p>



<p>“Vogliamo un tipo di presenza statunitense che ci rassicuri, senza però costituire una minaccia per la Russia”, ha dichiarato Sikorski durante un evento del <em>Council on Foreign Relations </em>a New York, aggiungendo “speriamo che il Presidente Trump mantenga la promessa fatta a tal proposito”.</p>



<p>L&#8217;esecutivo statunitense sta però studiando la diminuzione della propria presenza militare in Europa e in parallelo una <strong>ridistribuzione </strong>dei reparti dall&#8217;Europa centrale a quella orientale, un processo cominciato ormai da molti anni ma che solo molto di recente ha subito un&#8217;accelerazione. </p>



<p>Durante una riunione dei ministri della Difesa della NATO nel giugno 2026, il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/crumbling-defense-europe">aveva annunciato</a> che il Pentagono si stava muovendo “rapidamente e in modo irreversibile verso una situazione in cui l’Europa si faccia carico della responsabilità primaria della propria difesa” e starebbe lavorando a uno studio per determinare il livello ottimale di forze statunitensi in Europa che vedrebbero la riduzione di un terzo del numero di caccia F-15E e F-16 dell’U.S Air Force dislocati in Europa, di ritirare tutti e otto gli aerei cisterna per il rifornimento in volo presenti, di riassegnare uno dei due gruppi di bombardieri destinati al teatro europeo della <em>Bomber Task Force Europe</em>, <strong>di ritirare 15 dei 26 velivoli da pattugliamento marittimo presenti nel continente</strong> e di richiamare un sottomarino lanciamissili da crociera e un gruppo navale incentrato su una portaerei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I piani del Pentagono</h2>



<p>A <a href="https://apnews.com/article/trump-merz-germany-troops-withdrawal-nato-d37af7bcd1a97e265f3b3afd8aa65142">maggio</a>, la Casa Bianca aveva dato ordine al Pentagono di ritirare 5mila soldati dalla Germania con piani di esecuzione da compiere in 6/12 mesi, mentre dalla Romania ne sono già stati richiamati mille. Attualmente, si stima che in Europa siano presenti <strong>80mila militari americani</strong> di tutte le forze armate e <a href="https://www.timesnownews.com/world/us/us-news/25000-us-troops-out-of-europe-pentagon-weighs-major-military-drawdown-report-article-156180869">si ritiene</a> che nei piani di Washington ci sia la volontà di <strong>ridurre questa cifra di oltre 25mila unità</strong>, potendo – in base alle necessità – arrivare anche a 40mila: in sostanza le forze statunitensi in Europa sarebbero dimezzate.</p>



<p>Il Segretario Hegseth dovrebber ricevere il piano finale di revisione delle forze entro l&#8217;inizio di novembre. <strong>Elbridge Colby,</strong> responsabile delle politiche del Pentagono e a capo della revisione, ha affermato mercoledì in un discorso che l&#8217;iniziativa porterà a “una NATO migliore, più forte e più solida”, dato che i membri dovranno investire maggiormente nella propria difesa: “Offrirà inoltre all&#8217;Europa una maggiore capacità militare su cui contare” e nascerà quella che ha definito una “NATO 3.0”.</p>



<p>La possibile apertura di una nuova base dell&#8217;esercito USA in Polonia sembra andare in controtendenza, e far pensare all&#8217;ennesima giravolta dell&#8217;amministrazione Trump, ma in realtà se guardiamo al possibile (e plausibile) piano di riduzione possiamo notare che gli Stati Uniti prevedrebbero di <strong>ritirare assetti aerei e navali</strong> – e quanto vi ruota intorno per quanto riguarda logistica e personale addetto – e di continuare sulla via del rafforzamento del fronte orientale dell&#8217;Alleanza con reparti dell&#8217;U.S. Army là dove ritengono ce ne sia più bisogno, come in Polonia e nei Baltici che sono più sensibili alle azioni russe nel campo della guerra ibrida e hanno una percezione più marcata della pericolosità di Mosca.</p>



<p>Attualmente, per quanto riguarda la possibile apertura della nuova base USA in Polonia, non è dato sapere quali reparti dell&#8217;esercito ospiterà né se i 10mila soldati che dovrebbe contenere saranno presenti stabilmente o secondo il classico meccanismo rotazionale. Nemmeno sappiamo se il Pentagono prevede di prelevarli da altre nazioni europee e in che numero. Molto probabilmente sarà effettuata una scelta a metà tra quest&#8217;ultima ipotesi e l&#8217;invio di reparti dagli Stati Uniti – soprattutto se si tratta di reparti corazzati – che <strong>saranno stanziati in Polonia a rotazione</strong> e sino a un massimo di 10mila unità in caso di necessità.</p>



<p>Nel frattempo, nonostante le smentite e le rassicurazioni successive allo “scoop” del quotidiano “<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/24/mosca-vuole-colpire-italia-francia-e-spagna.-roma-smorza-lallarme_f3970154-cd44-45da-9d7a-0f7ce91c9725.html">El Mundo</a>”, l&#8217;intelligence della Danimarca <a href="https://www.fe-ddis.dk/globalassets/fe/dokumenter/2026/trusselsvurderinger/-assessment-of-the-threat-from-russia-.pdf">ha diffuso un comunicato</a> il 24 settembre in cui ritiene che la Russia intensificherà la propria guerra ibrida sferrando attacchi più frequenti contro l&#8217;Occidente e la NATO e che al contempo, sussiste il rischio – basso ma crescente – che la Russia lanci un attacco militare limitato contro uno o più Paesi della NATO confinanti con il territorio russo nei prossimi mesi, con l&#8217;obiettivo di distogliere le risorse europee dal sostegno all&#8217;Ucraina e di seminare divisioni all&#8217;interno della NATO, qualora l&#8217;Alleanza non riuscisse a concordare una risposta collettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che cosa possono raccontare ai militari cinesi le parti di F-35 finite a Hong Kong</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/che-cosa-possono-raccontare-ai-militari-cinesi-le-parti-di-f-35-finite-a-hong-kong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 04:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Lockheed Martin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/IMG_0615-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alcune parti di un F-35 australiano sono finite in Cina "per errore". Cosa significa per la sicurezza tecnologica Usa e degli alleati?</p>
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<p>Lo scorso 18 settembre è emersa la notizia, riportata da <a href="https://www.politico.com/news/2026/09/18/congress-f-35-china-investigation-01083647">Politico</a>, che alcune parti di ricambio di un <strong>F-35</strong> australiano sono state erroneamente spedite a <strong>Hong Kong</strong>. In dettaglio, una società intermediaria, incaricata del trasporto di pezzi di ricambio per F-35 per conto del produttore Lockheed Martin, aveva spedito una serie di componenti dall&#8217;Australia a Hong Kong anziché alla destinazione prevista negli Stati Uniti, e non è chiaro né il motivo per cui siano stati inviati in Cina, né chi li abbia attualmente in possesso.</p>



<p>Questo “errore” di spedizione ha aperto un dibattito sul <strong>rischio tecnologico</strong> associato, oltre che su come sia stato possibile l&#8217;invio di parti di un caccia di quinta generazione a un avversario sistemico degli Stati Uniti e dell&#8217;Occidente. </p>



<p>Le parti dell&#8217;F-35 finite in mano cinese sono il <strong>tettuccio </strong>(<em>canopy</em>) e un <strong>portellone del vano armamento</strong> del velivolo, entrambe ritenute non più utilizzabili come confermato dal <em>Joint Program Office </em>e pertanto destinate al rientro negli Stati Uniti per la riparazione o lo smaltimento.</p>



<p>Sebbene siano parti inservibili, possono comunque essere fonte di informazioni tecnologiche per l&#8217;industria aeronautica cinese, ma, nel quadro complessivo dell&#8217;avanzata tecnologia stealth del velivolo, il rischio a esse associato è più basso rispetto ad altri fattori. La stealthness è infatti il risultato di <strong>una serie di soluzioni</strong> tecnologiche che servono a mascherare/ridurre la risposta radar e la firma IR. In particolare, il <strong>disegno </strong>del velivolo, frutto di studi e ricerche nel campo della propagazione delle onde elettromagnetiche, è uno dei più importanti: l&#8217;F-117, il primo cacciabombardiere stealth noto al grande pubblico, ha un disegno alare e di fusoliera pensato per riflettere il più possibile l&#8217;energia di un radar e così ridurre il segnale di ritorno, che viene definito RCS (<em>Radar Cross Section</em>) e anche per cercare di minimizzare la firma IR con particolari accorgimenti costruttivi per il motore, per gli ugelli, le prese d&#8217;aria e altri sistemi come gli scambiatori di calore per i sistemi di bordo. </p>



<p>Insieme a questo fattore, è importante anche la <strong>sensoristica</strong>: un aereo dal disegno stealth ma senza una suite di sensori in grado di lavorare in modo passivo o minimizzando l&#8217;attività in modo ottimale, sarebbe come un “radiofaro” volante per l&#8217;avversario. Altrettanto importanti sono i <strong>software </strong>di sistema che coordinano l&#8217;avionica di bordo in modo che il velivolo possa ottimizzare i suoi parametri di volo e di missione. Infine, sono importanti anche i <strong>materiali impiegati</strong> nella sua costruzione in particolare quelli di “copertura” del velivolo stesso, che devono essere radar-assorbenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La pittura radar-assorbente</h2>



<p>L&#8217;F-35 viene definito come un “sistema di sistemi” &#8211; sebbene con l&#8217;avvento della sesta generazione aeronautica si ritiene che questa definizione si addica più a quest&#8217;ultima – e la bassa osservabilità può essere considerata un sistema a sé stante. </p>



<p>Il possesso di un tettuccio e di un portellone dell&#8217;F-35 da parte della Cina non pone dei seri problemi tecnologici, pur tuttavia non va minimizzato. Il <strong>canopy</strong>, in particolare, è molto sofisticato come ci ricorda <em><a href="https://theaviationist.com/2026/09/24/f-35-canopy-china/#deny">The Aviationist</a></em>: la sua superficie fatta di un composto acrilico è rivestita da un sottile strato di materiale trasparente radar-assorbente, progettato per ridurre le riflessioni radar e contribuire a preservare la bassa osservabilità del caccia. Secondo la <em>Defense Logistics Agency</em> statunitense, il deterioramento di tale strato può rendere il velivolo vulnerabile al rilevamento radar e comprometterne la piena capacità operativa. Il tettuccio è stato infatti oggetto di notevoli attività di sviluppo e risoluzione di problemi, in seguito alle criticità riscontrate nel corso degli anni.</p>



<p>Anche il <strong>portellone </strong>è ricoperto di una speciale pittura radar-assorbente, altrettanto soggetta a usura – <a href="https://www.twz.com/44067/the-f-35cs-radar-absorbent-skin-is-looking-pretty-rough-after-months-at-sea">soprattutto in ambiente marino</a> &#8211; e che necessita pertanto di ripristino dopo un certo numero di ore di volo. </p>



<p>La Cina sarebbe quindi in grado, con processi di <strong>retroingegneria </strong>non facili soprattutto se da applicarsi su scala industriale, di copiare le soluzioni statunitensi per la stealthness utilizzate sul <em>canopy </em>e sulla superficie del velivolo e pertanto sia di migliorare la furtività dei propri caccia di quinta generazione, sia di studiare una modulazione di onda radar in grado di ridurre la quantità di energia assorbita dalla superficie dell&#8217;F-35 e quindi aumentare la sua RCS. Chiaramente, questo non significa che l&#8217;F-35 diventerà improvvisamente visibile sui radar cinesi come un qualsiasi altro velivolo commerciale o non-stealth, proprio perché il trattamento delle superfici esterne è solo una delle componenti della sua “invisibilità”. <strong>Non vuol nemmeno dire che la Cina avrebbe la certezza di poter colpire e abbattere un F-35</strong>, in quanto la stealthness non significa che l&#8217;aereo sia davvero “invisibile”, ma che possiede una risposta radar talmente debole da essere non solamente difficile da seguire sui radar con precisione ma soprattutto da agganciare stabilmente coi radar di tiro, che richiedono una ritorno di onde elettromagnetiche alquanto stabile per poter essere efficaci.</p>
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		<title>La Corea del Nord testa un nuovo missile ipersonico: Giappone e Corea del Sud osservano</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-corea-del-nord-testa-un-nuovo-missile-ipersonico-giappone-e-corea-del-sud-osservano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 04:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missili ipersonici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="502" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/983c74764d50d46eed473d67779f45ba9763d580317a854cf265f2ceb90f755a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/983c74764d50d46eed473d67779f45ba9763d580317a854cf265f2ceb90f755a.jpg 502w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/983c74764d50d46eed473d67779f45ba9763d580317a854cf265f2ceb90f755a-251x300.jpg 251w" sizes="auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px" /></p>
<p>La Corea del Nord ha testato una variante del missile ipersonico Hwasong-11E che era stata mostrata al pubblico lo scorso ottobre</p>
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<p>Martedì 22 settembre la <strong>Corea del Nord</strong> ha riferito, attraverso il media di Stati <a href="http://www.kcna.kp/kp/article/detail/43471f3e8d3913afbf81811967e5fbdf">KCNA</a>, di aver condotto con successo il test, avvenuto domenica 20, di una “nuova arma di grande importanza per il progresso della tecnologia dei sistemi d&#8217;armamento”. Dalle foto rilasciate ufficialmente da Pyongyang, sappiamo che si è trattato del lancio di prova di un vettore ipersonico che rappresenterebbe l&#8217;evoluzione dell&#8217;SRBM (<em>Short Range Ballistic Missile</em>) “Hwasong-11” denominata “<strong>Hwasong-11E-1</strong>”, svelata al pubblico per la prima volta <a href="https://www.twz.com/land/new-north-korean-hypersonic-missile-unveiled-at-pyongyang-arms-expo">a ottobre del 2025</a>. Si tratta, dal disegno della testata, di un sistema di tipo <strong>HGV </strong>(<em>Hypersonic Glide Vehicle</em>) come altre tipologie simili mostrate e testate in precedenza dalla Corea del Nord, come il “Hwasongpho-16” e il “Hwasong-8”. Questi ultimi due vettori si differenziano dal primo per essere degli IRBM (<em>Intermediate Range Ballistic Missile</em>), rispettivamente con una gittata stimata di 5500 e 3200 km.</p>



<p>Il lancio dello “Hwasong-11E-1” è stato effettuato da un veicolo TEL (<em>Transporter Erector Launcher</em>) a sei assi che molto probabilmente può trasportarne e lanciarne due, come osservato dalle prime immagini diffuse a ottobre dello scorso anno. Il disegno del veicolo di rientro ipersonico di quest&#8217;ultimo test è leggermente diverso rispetto a quelli dei sistemi precedenti: la configurazione del corpo planante presenta una piccola ala portante a freccia con un&#8217;interruzione della continuità verso la coda del veicolo. Anche in questo caso le superfici di controllo appaiono essere quattro, tutte poste in coda.</p>



<p><strong>Giappone e Corea del Sud, che hanno osservato il lancio,</strong> <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2026/09/22/asia-pacific/north-korea-hypersonic-missile/">hanno riferito</a> due gittate diverse: rispettivamente di 590 e 600 km, mentre Pyongyang mostra, nelle foto diffuse da KCNA, una gittata di circa 900 km. Secondo alcuni esperti, il vettore balistico sarebbe stato lanciato su una traiettoria depressa compiendo tra i 500 e i 600 km e in seguito il veicolo planante avrebbe coperto altri 1.000 km, ma risulterebbe essere solo un&#8217;interpretazione dell&#8217;immagine non confermata da dati radar resi noti. Molto probabilmente, la traiettoria di volo totale ha coperto <strong>circa 900/1000 km</strong> per evitare di avvicinarsi troppo allo spazio aereo nipponico o di attraversarlo. Inoltre, sempre dalla stessa immagine, si potrebbe desumere che il test abbia dimostrato l&#8217;efficacia della possibilità di <strong>cambiamento di direzione</strong> dell&#8217;HGV durante il volo, in quanto si può osservare un tracciato di traiettoria non rettilineo con cambiamenti di quota.</p>



<p>Lo sviluppo più interessante è però il posizionamento di un nuovo tipo di HGV su di un vettore balistico a corto raggio: <strong>qualcosa di analogo è in fase di ricerca anche da parte degli Stati Uniti </strong>col programma <strong><a href="https://www.darpa.mil/research/programs/tactical-boost-glide">Tactical Boost Glide</a></strong> (TBG), ovvero un&#8217;iniziativa congiunta della DARPA e dell&#8217;U.S Air Force volta a sviluppare e dimostrare tecnologie per futuri sistemi ipersonici di tipo “boost-glide” a raggio tattico lanciati in volo. In un sistema “boost-glide”, un razzo accelera il proprio carico utile fino a raggiungere velocità elevate e successivamente, il carico si separa dal razzo e prosegue verso la destinazione planando senza propulsione attiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tecnologia russa</h2>



<p><strong>L&#8217;ultimo test di missili ipersonici da parte della Corea del Nord risale ai primi di gennaio,</strong> quando Pyongyang ha effettuato un&#8217;esercitazione militare che impiegava tale sistema d&#8217;arma in relazione a una non meglio specificata “recente crisi geopolitica” che potrebbe essere il rapimento, avvenuto pochi giorni prima, del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.</p>



<p>Pyongyang sembra voler <strong>normalizzare </strong>i propri test missilistici, definendo i lanci più recenti parte delle “attività regolari” dell&#8217;Amministrazione Missilistica nordcoreana e dei suoi istituti di ricerca scientifica per la difesa. Un nuovo corso che si può leggere come un disegno politico volto a solidificare la chiusura verso il Sud e gli alleati degli Stati Uniti presenti nell&#8217;area alla luce della rinnovata intesa strategica con la <strong>Russia</strong>. Questo nuovo legame tra Mosca e Pyongyang, definito partenariato strategico con accordi per la mutua difesa, potrebbe facilmente anche aver portato al <strong>passaggio di tecnologia ipersonica</strong> dalla Russia alla Corea del Nord, da qui l&#8217;aumento del numero dei test (2 l&#8217;anno) che si è avuto nel 2025 e, sino a oggi, nel 2026: nel 2024 la Corea del Nord ha effettuato un solo lancio di un vettore ipersonico. </p>



<p>Un sistema balistico ipersonico a corto raggio, cioè montato su un SRBM, è pensato per prendere di mira obiettivi “di teatro” e in questo caso lo “Hwasong-11E-1” <strong>è destinato a colpire, in caso di conflitto, le basi statunitensi e alleate in Giappone e Corea del Sud.</strong> Un sistema ipersonico di questo tipo è funzionale per cercare di penetrare le difese antimissile avversarie grazie alla velocità – e conseguente poco tempo disponibile per l&#8217;intercettazione – e manovrabilità, che aumenta la difficoltà di intercettazione. Bisogna notare che la Corea del Nord è uno dei Paesi più monitorati al mondo e pertanto il lancio di un vettore balistico, anche se montante un sistema ipersonico, molto difficilmente può passare inosservato, sebbene i tempi di reazione, in caso di attacco a basi in Corea del Sud e/o Giappone, siano molto ristretti col conseguente rischio che un contrattacco debba essere lanciato immediatamente e in modo massiccio per non correre il rischio di vedere le proprie forze distrutte prima del loro impiego.</p>
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