La U.S. Navy sta ancora cercando un progetto per dotarsi di una classe di nuove fregate, secondo il programma FF(X), dopo la chiusura del fallimentare esperimento della classe Constellation. Sono già al vaglio almeno tre progetti stranieri oltre a quello in partenariato misto, così come l’ipotesi di farle costruire all’estero, nell’ambito di uno studio che dovrebbe concludersi il mese prossimo.
Un ufficio di progettazione straniero non ancora specificato sta infatti procedendo parallelamente allo sviluppo della fregata FF(X) Flight I di HII Ingalls – annunciata alla fine dello scorso anno dopo la cancellazione della classe Constellation – ha spiegato giovedì il contrammiraglio Casey Moton, Portfolio Acquisition Executive, intervenendo a un simposio organizzato dall’American Society of Naval Engineers. L’ammiraglio Moton ha confermato che la fregata di HII ha superato la Critical Desing Review all’inizio dell’anno e che sono in corso attività di pre-produzione in collaborazione con HII Ingalls Shipbuilding. Ad aprile, la U.S. Navy ha assegnato un contratto preliminare da 282 milioni di dollari per l’approvvigionamento di componenti a lunga scadenza di consegna.
Insieme a questo progetto, la marina statunitense sta valutando anche la fregata lanciamissili giapponese classe Mogami (FFM) di Mitsubishi Heavy Industries, nonché le fregate lanciamissili sudcoreana classe Chungnam e turca classe Istanbul. Anche Fincantieri Marinette Marine – il cantiere navale responsabile della classe Constellation – è in lizza per costruire, questa volta, una variante per l’esportazione della fregata lanciamissili FREMM EVO presso i propri stabilimenti del Wisconsin, senza però apportare grosse modifiche al progetto originario: qualcosa che ha fatto lievitare i costi e allungare i tempi di consegna per la classe Constellation, generandone la cancellazione.
A quanto sembra, l’amministrazione statunitense e la U.S. Navy non intendono ricadere nei medesimi errori e, come riporta The War Zone, l’imperativo è accettare il design originale della nave e cominciare a lavorare su quello per avere delle unità da inserire nella flotta con tempistiche e costi adeguati. Risulta anche che la catena di approvvigionamento sviluppata dal cantiere navale Fincantieri Marinette per il programma Constellation potrebbe essere applicata al progetto FREMM EVO italiano con poche modifiche, evitando così le continue revisioni progettuali che hanno portato alla cancellazione delle Constellation.
Il “modello finlandese”
Questo programma, che era stato avviato sotto i migliori auspici per avere una classe di fregata che la U.S. Navy non aveva in linea dai tempi della radiazione delle classe Oliver Hazard Perry, doveva originariamente essere molto simile alle FREMM che Fincantieri ha costruito per la Marina Militare italiana ma nel corso dello sviluppo della progettazione ha subito talmente tante modifiche che la Constellation finale condivideva solo il 15% del design con la FREMM originale. Questo ha causato ritardi e un aumento vertiginoso dei costi che hanno contribuito direttamente alla cancellazione del programma.
La U.S. Navy però, nonostante la valutazione di avere in servizio unità più piccole simili ai cutter della Guardia Costiera (classe Legend), continua a necessitare di unità di superficie di categoria fregata per compiti di scorta e pattugliamento.
L’esecutivo statunitense ad agosto ha inviato un memorandum al Segretario della Marina in cui, tra le varie raccomandazioni, chiedeva di affidarsi per l’acquisizione di nuove unità navali al “modello finlandese” in base alla quale i costruttori navali stranieri sarebbero tenuti a effettuare ingenti investimenti in aziende statunitensi e ad assumere manodopera americana nell’ambito di qualsiasi contratto futuro, anche qualora una prima tranche di unità venisse costruita all’estero. Questo ha dato impulso al già citato studio sulle fregate straniere attualmente in corso.
Fincantieri Marinette potrebbe partire in vantaggio in questa nuova gara proprio perché la filiera produttiva era già stata stabilita negli Stati Uniti per le Constellation (e per altri programmi come le navi da sbarco di medie dimensioni – LSM) e questa volta, se il progetto FREMM EVO riuscirà davvero a non essere stravolto come per quello precedente, il colosso dell’industria navale italiano potrebbe vedere la costruzione delle nuove fregate per la U.S. Navy negli anni a venire.
Resta da vedere se la marina statunitense deciderà di procedere all’acquisizione di una delle navi straniere attualmente in fase di valutazione o se opterà per la proposta di Fincantieri o di altri cantieri navali: per quanto riguarda l’industria italiana, il rischio è che ci sia un’opposizione politica interna dopo il disastro delle Constellation, sebbene, come abbiamo sempre affermato, il fallimento di quel programma sia da imputare alle pesanti modifiche imposte al progetto originario di Fincantieri dalla U.S. Navy.
Affinché abbia successo, qualsiasi nuovo tentativo di sfruttare un progetto di fregata straniera già in produzione dovrà adottare misure concrete per evitare di incorrere nelle stesse problematiche relative alle modifiche progettuali che hanno caratterizzato la classe Constellation. In ogni caso, riteniamo che chiunque vincerà l’appalto, molto probabilmente si troverà a dover affrontare le annose difficoltà della cantieristica statunitense che, nonostante la recente iniezione di fondi, ancora non sono state risolte: la possibilità di trasferire all’estero la produzione navale nazionale e addirittura di acquistare navi straniere, è stata infatti valutata proprio per cercare di avere più navi nel minor tempo possibile stante la situazione dei cantieri navali USA, alle prese con carenza di infrastrutture e personale specializzato.
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