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	<title>Maria Michela D&#039;Alessandro Archives - InsideOver</title>
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	<title>Maria Michela D&#039;Alessandro Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-futuro-delle-relazioni-tra-stati-uniti-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Michela D'Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 15:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa 2020, Biden trionfa alle primarie democratiche in South Carolina (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470-1024x565.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>A gioire per l’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca non sono stati solo milioni di americani che hanno scelto il candidato democratico, ma anche molti cittadini ucraini. “L’Ucraina ha la fortuna di avere un presidente degli Stati Uniti con una conoscenza così profonda e personale del nostro paese”, aveva twittato Petro Poroshenko il 7 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-delle-relazioni-tra-stati-uniti-e-ucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa 2020, Biden trionfa alle primarie democratiche in South Carolina (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-trionfa-alle-primarie-in-South-Carolina-La-Presse-e1583136292470-1024x565.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p class="p1">A gioire per l’elezione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Joe Biden</strong></a> alla Casa Bianca non sono stati solo milioni di americani che hanno scelto il candidato democratico, ma anche molti cittadini ucraini.</p>
<p class="p1">“L’Ucraina ha la fortuna di avere un presidente degli Stati Uniti con una conoscenza così profonda e personale del nostro paese”, aveva <a href="https://twitter.com/poroshenko/status/1325151827591983105?s=11"><span class="s1">twittato</span></a> <strong>Petro Poroshenko</strong> il 7 novembre, poco dopo la notizia della sconfitta di Donald Trump.</p>
<p class="p1">Nonostante la pandemia sia stata al centro dei dibattiti tra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> e Joe Biden, <a href="https://it.insideover.com/politica/come-sara-la-politica-estera-di-biden.html">la politica estera</a> degli Stati Uniti rimane uno dei più importanti nodi che caratterizzeranno la prossima presidenza Biden-Harris. E perché non rispolverare vecchie amicizie e interessi?</p>
<h3>Joe Biden e l&#8217;Ucraina</h3>
<p class="p1">Sei viaggi a Kiev come vice presidente, cinque dei quali dal 2014 in poi &#8211; dopo che la Russia ha riannesso la penisola di Crimea con un controverso referendum indetto da Vladimir Putin &#8211; l’ex punto di riferimento sull&#8217;Ucraina di <strong>Barack Obama</strong> è un volto familiare a Kiev, e a sua volta potrebbe dare molta importanza alle relazioni con l&#8217;Ucraina più di qualsiasi altro precedente presidente degli Stati Uniti.</p>
<p class="p1">“In primo luogo, farei dell&#8217;Ucraina una priorità della politica estera degli Stati Uniti. Dal punto di vista militare, fornirei più assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti, comprese le armi, per rafforzare la capacità dell&#8217;Ucraina di difendersi. Vorrei anche espandere la missione di addestramento di successo per le forze armate ucraine avviata dall&#8217;amministrazione Obama-Biden”. È così che nell’estate del 2019 Joe Biden r<a href="https://www.cfr.org/article/joe-biden"><span class="s2">ispondeva alla stampa </span></a>riguardo quali misure intraprendere per contrastare l&#8217;aggressione russa contro l’Ucraina da presidente.</p>
<p class="p1">Durante i due mandati di Obama, Washington ha fornito un sostanziale sostegno politico, economico e, in particolare dal 2014, un sostegno militare a Kiev. Le sanzioni contro la Russia dopo la riannessione della Crimea e il conseguente inizio della guerra nel <strong>Donbass</strong> possono in qualche modo delineare le basi per il futuro delle relazioni tra Biden e Zelenskyy. Il senatore del Delaware non ha infatti esitato a esprimere le sue priorità durante le <a href="https://www.politico.eu/article/boris-johnson-joe-biden-first-conversation/"><span class="s2">prime conversazioni</span></a> con i leader europei, da Emmanuel Macron a Boris Johnson. Con l’inquilino dell’Eliseo, Biden ha sottolineato un interesse per un lavoro congiunto “sulla risoluzione dei conflitti in Ucraina e Siria, sulla sicurezza e lo sviluppo dell&#8217;Africa, nonché sul programma nucleare iraniano”. Con Johnson, Biden ha discusso di “consolidare la democrazia e lavorare su questioni come l&#8217;Ucraina e i Balcani”.</p>
<h3>Gli interessi di Hunter Biden e l&#8217;impeachment</h3>
<p class="p1">Ma perché così tanto interesse? Oltre a voler aumentare gli investimenti occidentali e il sostegno all&#8217;indipendenza energetica dell&#8217;Ucraina dalla Russia, in particolare con il completamento del gasdotto Nord Stream II, non è chiaro se nel coinvolgimento di Biden c’entri anche il figlio Hunter. Nel pieno della crisi politica ucraina del 2014, il figlio dell’allora vicepresidente accettò l’incarico di membro del consiglio d’amministrazione della <strong>Burisma</strong>, azienda ucraina che produce gas con sede a Kiev e registrata a Cipro. Nulla di illegale secondo la legge americana che non vieta ai familiari dei politici di poter essere assunti da aziende o governi stranieri. A destare curiosità è però stato il cospicuo stipendio mensile di 50mila dollari percepito da <strong>Hunter Biden</strong> fino all’<a href="https://www.hsgac.senate.gov/imo/media/doc/Ukraine%20Report_FINAL.pdf">aprile del 2019</a> senza che venisse mai fatta chiarezza sulla sua mansione all’interno dell’azienda ucraina.</p>
<p class="p1">A rivelarsi significativo nella sconfitta di Donald Trump, anche la telefonata del 45esimo presidente americano all’omologo ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html"><strong>Volodymyr Zelenskyy</strong></a> nell’estate del 2019. Nella deposizione del <em>wh</em><i>istleblower, </i>Trump avrebbe fatto pressione verso il leader ucraino affinché aprisse un’investigazione sul suo avversario democratico Joe Biden e sul figlio Hunter Biden. Tra i <a href="https://it.insideover.com/politica/laccusa-di-trump-a-biden.html">sospett</a>i di Trump, quello di aver illecitamente approfittato del proprio nome per assicurarsi proprio l’incarico nel consiglio d’amministrazione dell’azienda petrolifera ucraina. Nelle <a href="https://www.congress.gov/116/bills/hres755/BILLS-116hres755enr.pdf">accuse</a> del cosiddetto segnalatore di illeciti, Trump “ha usato il potere del suo incarico per sollecitare l’interferenza di un paese straniero nelle elezioni presidenziali del 2020”, tanto da essere stato il terzo presidente nella storia degli Stati Uniti ad essere messo ufficialmente sotto accusa.</p>
<p class="p1">Tra le scelte future che dovrà prendere Joe Biden &#8211; una volta confermato presidente &#8211; quella dell’ambasciatore permanente in Ucraina che manca dal maggio 2019, quando Trump silurò <strong>Marie Yovanovitch</strong>. Vista come ostile dal presidente Zelensky, la diplomatica americana fu definita da Trump come una che &#8220;portava cattive notizie&#8221;. Scelta come ambasciatrice in Ucraina nell’ultima presidenza di Obama, durante il suo incarico a Kiev, la diplomatica spinse per mettere fine all&#8217;immunità dei parlamentari ucraini accusati di corruzione, grande piaga del Paese.</p>
<p class="p1">E se nelle audizioni pubbliche del processo di impeachment contro Donald Trump, Yovanovitch dichiarò di non aver mai incontrato né parlato con Hunter Biden, dovremo aspettare di vedere chi Joe manderà a Kiev per capire le prossime mosse della nuova presidenza.</p>
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		<title>Perché agli Stati Uniti interessa l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-agli-stati-uniti-interessa-lucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Michela D'Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 07:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Impeachment]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo e Volodomyr Zelensky (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>“Oggi sono qui con un messaggio chiaro: gli Stati Uniti considerano la battaglia ucraina per la libertà, la democrazia e la prosperità coraggiosa. Il nostro impegno a sostenerla non vacillerà&#8221;, ha dichiarato il Segretario di Stato americano Mike Pompeo venerdì a Kiev. L&#8217;incontro di Pompeo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato il primo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-agli-stati-uniti-interessa-lucraina.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo e Volodomyr Zelensky (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-e-Volodomyr-Zelensky-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p class="p1"><span class="s1">“Oggi sono qui con un messaggio chiaro: gli Stati Uniti considerano la battaglia ucraina per la libertà, la democrazia e la prosperità coraggiosa. Il nostro impegno a sostenerla non vacillerà&#8221;, ha dichiarato il Segretario di Stato americano <strong>Mike Pompeo</strong> venerdì a Kiev. L&#8217;incontro di Pompeo con il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> è stato il primo tra i più alti rappresentanti dei due Paesi da quando è iniziato il processo di <strong>impeachment</strong> lo scorso autunno &#8211; il segretario di Stato americano ha dovuto riprogrammare il suo viaggio in Ucraina dopo che un raid aereo ha ucciso il generale iraniano <strong>Qassem Soleimani</strong> lo scorso 3 gennaio.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Durante la conferenza stampa congiunta, Pompeo ha dichiarato che gli Stati Uniti continueranno a fornire assistenza per la sicurezza dell&#8217;Ucraina, che dal 2017 ha ricevuto un miliardo di dollari di aiuti. Nonostante l&#8217;amicizia tra i due governi &#8211; risale allo scorso luglio la richiesta telefonica di Trump a Zelensky di indagare su <strong>Joe Biden</strong> e suo figlio &#8211; non è arrivato nessun invito ufficiale a Washington da Pompeo. “N</span><span class="s2">on</span><span class="s1"> ci sono </span><span class="s2">condizioni</span><span class="s1"> poste </span><span class="s2">per</span><span class="s1"> la visita </span><span class="s2">di Zelensky a Washington</span><span class="s1">. Troveremo il momento giusto o l’opportunità appropriata. Vogliamo assicurarci che accada in un momento in cui ci siano sostanziali progressi, iniziative in cui si può conseguire un risultato da entrambe le parti”, ha sottolineato Pompeo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al contrario, Zelensky ha riferito ai giornalisti che è pronto a incontrare Trump e che una visita nella capitale americana sarebbe positiva per entrambi i Paesi. Il leader ucraino si è anche espresso sul processo di impeachment in cui è coinvolto il presidente Trump: da parte di Kiev nessuna convinzione che le indagini abbiano influenzato le relazioni tra gli Stati Uniti e l&#8217;Ucraina.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un altro obiettivo chiave per Zelensky per il 2020 sarà la promozione del commercio e degli investimenti, sperando che l&#8217;amministrazione Trump regoli nei confronti dell&#8217;Ucraina un dazio addizionale del 25% sull’importazione di alcuni prodotti in acciaio, considerandolo una questione delicata per le esportazioni metallurgiche del Paese.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma ciò che è veramente importante per gli Stati Uniti è la &#8220;<strong>guerra ibrida</strong>&#8221; che la Russia sta combattendo contro Ucraina, Europa e Stati Uniti. &#8220;L&#8217;Ucraina è un baluardo tra libertà e autoritarismo nell&#8217;Europa orientale&#8221;, ha commentato Pompeo durante l&#8217;incontro di mezzogiorno con Zelensky, sostenendo il lavoro del presidente ucraino nel suo percorso democratico verso l&#8217;adesione alla Nato e all&#8217;Ue, nonché nella sua guerra contro la Russia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La visita di Pompeo a Kiev arriva dopo lo scambio della scorsa settimana avvenuto tra il segretario di Stato e la conduttrice radiofonica della National Public Radio, Mary Louise Kelly. Dopo l’intervista, Pompeo avrebbe infatti chiesto alla giornalista, &#8220;Credi che agli americani importi qualcosa dell&#8217;Ucraina?&#8221; Senza che siano arrivate delle smentite ufficiale sulla domanda di Pompeo, uno dei reporter di Npr, Michele Kelemen, è stato invece escluso dal volo ufficiale del segretario di Stato americano in Ucraina &#8211;</span><span class="s1"> Pompeo visiterà anche la Bielorussia, il Kazakistan e l&#8217;Uzbekistan.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Prima di vedere Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, gli Stati Uniti continueranno ad aiutare l&#8217;Ucraina, cercando anche di &#8216;sradicare&#8217; il problema della corruzione nel paese. &#8220;Quando abbiamo parlato della corruzione, ci riferivamo ad ogni suo elemento all&#8217;interno dell&#8217;Ucraina&#8221;, ha commentato Pompeo all’inizio della scorsa settimana, aggiungendo di non voler parlare di particolari individui corrotti nel paese, perchè non ne varrebbe la pena, e la lista sarebbe troppo lunga.</span></p>
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		<title>Tre anni di Trump: cosa è successo negli Stati Uniti?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tre-anni-di-trump-cosa-e-successo-negli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Michela D'Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 18:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Penso che abbiamo fatto più di chiunque altro in tre anni&#8221;, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la scorsa settimana in un&#8217;intervista a Fox News. Nel giorno di Martin Luther King Jr., il 20 gennaio, ricorrevano anche i tre anni di presidenza Trump. Come sono cambiati gli Usa in questo periodo? Tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tre-anni-di-trump-cosa-e-successo-negli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/GETTY_20191203222159_31292248-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p class="p1"><span class="s1">&#8220;Penso che abbiamo fatto più di chiunque altro in tre anni&#8221;, ha detto il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> la scorsa settimana in un&#8217;intervista a <em>Fox News</em>. Nel giorno di Martin Luther King Jr., il 20 gennaio, ricorrevano anche i tre anni di presidenza Trump. Come sono cambiati gli Usa in questo periodo?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tra i suoi cavalli di battaglia, l’aver riorganizzato le forze armate. Con 2,5 miliardi di dollari spesi nella Difesa, il presidente ha spesso affermato che l&#8217;America non ha mai avuto un esercito come questo prima d&#8217;ora. Tra la fine del 2019 e l&#8217;inizio del 2020, Trump ha ordinato le uccisioni di <strong>Abu Bakr al-Baghdadi</strong>, il leader di origine irachena del sedicente <strong>Stato islamico</strong> dell&#8217;Iraq e del Levante, e quella del generale iraniano della Brigata Quds, <strong>Qassem Soleimani</strong>. Entrambi gli eventi hanno aumentato le tensioni in Medio Oriente e hanno avuto un grande impatto sulle relazioni del governo degli Stati Uniti con quelli iracheno e iraniano.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un’ulteriore costante del presidente è però legato ai suoi frequenti cambi di idee: &#8220;Sarò il &#8216;miglior amico&#8217; dell&#8217;Iran se [il Paese] rinuncerà al suo programma nucleare“, aveva detto Trump nel giugno 2019. Solo un anno prima il presidente aveva annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall&#8217;<strong>accordo nucleare iraniano</strong>. Una delle più grandi decisioni di politica estera che Trump abbia mai preso da quando è entrato alla Casa Bianca. Una situazione tra Stati Uniti e Iran peggiorata dalla morte di Soleimani: pochi giorni dopo l’attacco aereo, l&#8217;Iran ha annunciato che non avrebbe più aderito al Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), non rispettando più nessuno degli impegni presi con l&#8217;accordo del 2015 sullo sviluppo del nucleare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il 2020 è iniziato anche con un altro evento storico voluto da Trump: dopo quasi due anni di ostilità, a metà gennaio gli Stati Uniti e la Cina hanno firmato l’accordo di Fase 1 sul commercio, che prevede una graduale rimozione dei dazi sulle importazioni cinesi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sul fronte interno, è decisamente l’economia ad essere stato il fattore cruciale durante la presidenza Trump: il presidente fa spesso riferimento, sia online che offline, all&#8217;<strong>economia</strong> come l&#8217;indicatore più forte del suo successo da quando è entrato alla Casa Bianca, definendolo &#8220;eccezionale&#8221; e &#8220;il più grande nella storia del Paese”. Dopo aver firmato un&#8217;importante riforma fiscale degli ultimi 30 anni, annuncerà un taglio delle tasse per la classe media nei prossimi 90 giorni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche dal World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Trump ha attribuito alla sua presidenza un rendimento senza precedenti per un&#8217;economia che era in “una situazione disastrosa” quando è entrato in carica nel gennaio 2017: &#8220;Gli Stati Uniti sono nel mezzo di un boom economico che il mondo non ha mai visto prima&#8221;, ha detto Trump.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;attuale presidente in carica ha però beneficiato delle passate amministrazioni, in particolare di quella Obama. Secondo l&#8217;Hudson Institute, l&#8217;amministrazione Obama ha sofferto della peggiore crisi economica dopo quella del 1929. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tuttavia, il Pil è cresciuto anche durante l&#8217;amministrazione di <strong>George W. Bush</strong>, raggiungendo una media del 2,1% all’anno. L&#8217;economia americana si è contratta del 2,5% nel 2009, e dopo la presidenza Obama, Trump è entrato in carica con un&#8217;economia in continua ripresa &#8211; un&#8217;espansione decennale, la più longeva della storia recente americana.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In questo scenario, il 55% degli americani approva il lavoro che Trump sta svolgendo relativamente all&#8217;economia, contro poco più del 40% dei contrari alle sue politiche finanziarie. L&#8217;economia sembra quindi essere centrale nella decisione del prossimo presidente e forse la chiave per vincere un secondo mandato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;Quando l&#8217;America è unita, l&#8217;America è inarrestabile&#8221;, si legge in un video condiviso da Trump su Twitter per celebrare il suo terzo anno in carica. Dovrà affrontare anche il processo di impeachment a suo carico, ma prima di sapere se la Camera dirà se il presidente ha ostacolato le indagini del Congresso con i suoi rapporti con l&#8217;Ucraina, Trump continua la sua campagna elettorale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In un momento così difficile, è arrivata anche la partecipazione di Trump alla March for Life di venerdì scorso a Washington, il primo presidente americano a partecipare di persona alla marcia anti-aborto nella storia dell&#8217;evento. &#8220;Sono davvero orgoglioso di essere qui con voi&#8221;, ha detto Trump nel discorso inaugurale. Ha anche aggiunto che la generazione che ha partecipato alla marcia sta trasformando l&#8217;America in una nazione pro-vita, attaccando i democratici e la loro proposta di difendere i diritti sull’aborto.</span></p>
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		<title>La guerra in Iraq domina l&#8217;ultimo dibattito democratico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-in-iraq-domina-lultimo-dibattito-democratico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Michela D'Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 09:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ultimo dibattito dem (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952-300x97.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952-768x247.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952-1024x330.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Per due ore, sei candidati presidenziali democratici si sono sfidati sul palco della Drake University di Des Moines in Iowa, per l&#8217;ultimo dibattito che li porterà alla presidenza democratica prima dei caucus del 3 febbraio &#8211; l’evento con cui si apre la corsa delle primarie del Partito democratico e che prevede che gli elettori si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-in-iraq-domina-lultimo-dibattito-democratico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ultimo dibattito dem (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952-300x97.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952-768x247.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Lultimo-dibattito-dem-e1579341949952-1024x330.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p class="p1" style="text-align: left;"><span class="s1">Per due ore, sei candidati presidenziali democratici si sono sfidati sul palco della Drake University di Des Moines in Iowa, per l&#8217;ultimo dibattito che li porterà alla presidenza democratica prima dei caucus del 3 febbraio &#8211; l’evento con cui si apre la corsa delle primarie del <strong>Partito democratico</strong> e che prevede che gli elettori si riuniscano in assemblea e votino. Ciò significa che i sei democratici &#8211; <strong>Joe Biden</strong>, <strong>Bernie Sanders</strong>, <strong>Elizabeth Warren</strong>, <strong>Pete Buttigieg</strong>,<strong> Amy Klobuchar</strong> e <strong>Tom Steyer</strong> &#8211; hanno avuto la loro ultima possibilità di partecipare ai classici botta e risposta, per fortificare le loro campagne o consolidare il momentaneo primato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tra gli argomenti discussi nella capitale e città più popolosa dello stato dell’Iowa, l&#8217;assistenza sanitaria, la questione dell’eleggibilità di una donna &#8211; se potrebbe o meno essere in grado di battere <strong>Donald Trump</strong> &#8211; e la politica estera.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo l’uccisione del generale iraniano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qassem Soleimani</strong></a> in un raid con un drone statunitense lo scorso ​​3 gennaio a Baghdad, e le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e l&#8217;Iran, era proprio la politica estera il tema con cui ci si aspettava iniziasse il dibattito. E così è stato: per più di mezz&#8217;ora, i candidati hanno risposto ad una serie di domande sul perché fossero meglio preparati ad essere un &#8220;commander-in-chief&#8221;, se ritirerebbero le truppe statunitensi in Iraq, come potrebbero impedire la diffusione del terrorismo islamico, e come tratterebbero gli accordi commerciali internazionali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’inizio della discussione è stato tutto per Biden e Sanders, quest’ultimo come previsto, tornato all&#8217;attacco di Biden e del suo voto a favore della <strong>guerra in Iraq</strong> nel 2002.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Solo pochi giorni fa, sui canali della campagna di Bernie Sander, si è scatenato un attacco a Joe Biden sull&#8217;invasione americana in Iraq del 2003: il senatore del Vermont ha accusato l&#8217;ex vice presidente di &#8220;riscrivere la storia&#8221; per il suo voto.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;La guerra in Iraq si è rivelata il peggior errore di politica estera nella storia moderna di questo paese&#8221;, ha affermato Sanders durante il dibattito a Des Moines. </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Joe ed io abbiamo ascoltato ciò che l&#8217;ex vicepresidente Dick Cheney e George Bush e (il segretario alla difesa Donald) Rumsfeld avevano da dire. Pensavo stessero mentendo. Non ci credevo per un momento. Mi sono messo a terra. Ho fatto tutto il possibile per prevenire quella guerra. Joe l&#8217;ha vista in modo diverso</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Durante la sua campagna, Biden non è però riuscito a dare una spiegazione valida sul suo voto a favore della guerra in Iraq, non solo sui palcoscenici dei dibattiti. &#8220;Ho detto 13 anni fa che era un errore dare al presidente l&#8217;autorità di andare in guerra se, in realtà, non fosse riuscito a convincere gli ispettori in Iraq a fermare quello che si pensava fosse il tentativo di realizzare un&#8217;arma nucleare. È stato un errore”, ha detto Biden martedì sera. Ma una volta eletto Obama, ha aggiunto, &#8220;si è rivolto a me e mi ha chiesto di porre fine a quella guerra&#8221;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">A luglio, Biden ha ammesso di aver fatto una valutazione errata confidando nel presidente, affermaando di averlo fatto solo per convincere le Nazioni Unite a concordare di mandare ispettori nel paese. Lo stesso è successo a settembre 2019 quando l&#8217;ex senatore del Delaware, favorito per la vittoria al caucus dell&#8217;Iowa, ha spiegato di essere stato contrario all&#8217;invasione di Bush fin dall&#8217;inizio.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;Joe Biden ha votato e contribuito a prendere l’iniziativa per la guerra in Iraq, il più pericoloso errore di politica estera nella storia moderna di questo paese&#8221;, ha aggiunto Sanders durante un&#8217;intervista con la <em>Cnn</em> all&#8217;inizio del mese; anche il consulente della campagna elettorale di Bernie, Jeff Weaver, ha espresso il suo giudizio su Biden, &#8220;ha cercato di distorcere la sua testimonianza sulla guerra in Iraq&#8221;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel frattempo, la portavoce <strong>Nancy Pelosi</strong> ha annunciato all&#8217;Assemblea che mercoledì voterà l’invio degli articoli di impeachment al Senato. A Des Moines, la città dell&#8217;Iowa che ha ospitato il dibattito, gli elettori sono divisi sulla decisione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti di accusare il presidente <strong>Donald Trump</strong>, seppure quasi la metà abbia affermato che il presidente non dovrebbe essere rimosso dalla sua carica. Secondo l&#8217;ultimo Des Moines Register insieme a<em> Cnn</em> e a Mediacom Iowa Poll, il 45% degli elettori iscritti in Iowa, non sono d’accordo con la decisione della Camera di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-limpeachment-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener">mettere sotto accusa il presidente</a>; il 43% sarebbe invece favorevole, mentre solo il 12% non ne è sicuro.</span></p>
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		<title>Non solo in Medio Oriente: ecco dove volano i droni americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-solo-in-medio-oriente-ecco-dove-volano-i-droni-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Michela D'Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 16:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Tensione Usa-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 3 gennaio vicino l&#8217;aeroporto internazionale di Baghdad, un raid con un drone statunitense ha ucciso Qasem Soleimani, capo delle forse Quds, corpo speciale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il presidente americano Donald Trump ha ordinato l&#8217;uccisione dal suo resort di Mar-a-Lago in Florida, a migliaia di chilometri dall&#8217;Iraq. Come è stato possibile? Le circostanze del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-in-medio-oriente-ecco-dove-volano-i-droni-americani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8121542-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Il 3 gennaio vicino l&#8217;aeroporto internazionale di Baghdad, un raid con un drone statunitense ha ucciso <strong>Qasem Soleimani</strong>, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener">capo delle forse Quds</a>, corpo speciale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> ha ordinato l&#8217;uccisione dal suo resort di Mar-a-Lago in Florida, a migliaia di chilometri dall&#8217;Iraq.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come è stato possibile? Le circostanze del raid non sono ancora del tutto chiare, almeno non per i comuni cittadini e nemmeno per i media. Ma nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, un Mq-9 equipaggiato con missili <strong>Hellfire</strong> a guida laser degli Stati Uniti, è stato usato per eliminare il generale Soleimani. Tuttavia, non è stato il primo caso nella storia in cui questo tipo di tecnologia è stato utilizzato per colpire un comandante militare di un Paese straniero: non stiamo parlando delle dinamiche in cui Soleimani è stato ucciso, ma di come i sistemi senza pilota stiano trasformando il modo in cui le guerre vengono combattute, così come il loro futuro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le operazioni con i droni in Iraq sono infatti iniziate durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta &#8211; quando l&#8217;Iran iniziò a sviluppare il drone di sorveglianza Mohajer-1 &#8211; e durante e dopo la guerra del Golfo, l&#8217;esercito americano iniziò a far volare droni sull&#8217;Iraq, segnando il primo significativo dispiegamento statunitense di moderni droni militari. Nell&#8217;ultimo decennio, la Central Intelligence Agency ha usato veicoli armati e pilotati a distanza per spazzare via piccoli gruppi di militanti mentre complottavano contro le forze statunitensi in Pakistan e Afghanistan.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nonostante le sue limitazioni, l&#8217;uso dei droni è aumentato durante l&#8217;amministrazione Bush. Dopo le due presidenze all&#8217;inizio del duemila, Russia, Cina, Corea del Nord e Iran, hanno lanciato attacchi sponsorizzati dagli stati diventando molto più abili negli exploit informatici e nello spionaggio.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La situazione oggi sembra però molto più critica da quando il presidente Trump ha diversificato e implementato sia i programmi riguardanti i droni che quelli di cibernetica. Le contromisure dell’Iran non hanno tardato ad arrivare: lo scorso giugno 2019 fu un drone di sorveglianza americano ad essere abbattuto dall&#8217;Iran nello Stretto di Hormuz, creando un nuovo pericoloso livello di tensione tra i due paesi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La morte di Soleimani è stato solo l&#8217;ultimo esempio della capacità del presidente americano Trump di intraprendere azioni militari contro la Repubblica islamica dell&#8217;Iran. E proprio i droni stanno ora giocando un ruolo chiave nel dibattito internazionale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma qual è la situazione negli Stati Uniti? Un drone può facilmente volare ovunque nel paese? Secondo l&#8217;Amministrazione Aviazione Federale degli Stati Uniti (FAA), far volare un drone è legale nel paese, con requisiti di certificazione e regole diverse a seconda dello scopo, sia esso ricreativo o per lavoro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Oggi ci sono quasi 1,5 milioni di droni e 160mila piloti remoti registrati presso la Faa, ha affermato l&#8217;agenzia. Nonostante i controlli, </span><span style="font-size: 1rem;">nelle ultime settimane m</span><span style="font-size: 1rem;">isteriosi droni hanno sorvolato gli stati del Colorado e del Nebraska, senza nessuna informazione su chi li abbia controllati. I deputati federali hanno individuato più di una dozzina di droni senza pilota che volavano nella parte nord orientale dello stato. E mercoledì scorso, un drone si è avvicinato a un elicottero medico in Colorado, aumentando la preoccupazione tra gli abitanti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Solo alla fine dell&#8217;anno, l’Amministrazione Aviazione Federale, aveva avanzato una legge proprio per autorizzare il governo a rintracciare il maggior numero di droni negli Stati Uniti. La legge richiede che venga implementato un sistema di riconoscimento da remoto sui droni, e che consenta a terzi di essere in grado di rintracciare i dispositivi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo le testimonianze pubblicate sui media locali, i droni sconosciuti avrebbero sorvolato le città rurali del Nebraska e del Colorado, soprattutto dopo il tramonto.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Prima di conoscere l&#8217;identità e lo scopo dei misteriosi droni, e se la nuova legge regolerà quelli non autorizzati che potrebbero costituire una minaccia per la sicurezza, gli americani stanno iniziando a temere i sistemi senza pilota, e non più solo quelli utilizzati al di fuori del paese.</span></p>
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		<title>Gli Usa lanciano l&#8217;allarme sulle sigarette elettroniche</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/gli-usa-lanciano-lallarme-sulle-sigarette-elettroniche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 09:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Sigarette elettroniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sigaretta elettronica (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie americano, sono più di mille i casi dell’epidemia polmonare legati all&#8217;utilizzo di sigarette elettroniche e allo &#8220;svapare&#8221; che sta colpendo gli Stati Uniti. È l’ente governativo che si occupa della salute pubblica a diffondere i dati, compresi quelli delle morti accertate, salite a 33 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-usa-lanciano-lallarme-sulle-sigarette-elettroniche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-usa-lanciano-lallarme-sulle-sigarette-elettroniche.html">Gli Usa lanciano l&#8217;allarme sulle sigarette elettroniche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sigaretta elettronica (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sigaretta-elettronica-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie americano, sono più di mille i casi dell’<strong>epidemia polmonare</strong> legati all&#8217;utilizzo di sigarette elettroniche e allo &#8220;svapare&#8221; che sta colpendo gli Stati Uniti.</p>
<p>È l’ente governativo che si occupa della salute pubblica a diffondere i dati, compresi quelli delle morti accertate, salite a 33 negli ultimi mesi. Non note al momento le esposizioni chimiche specifiche che causano <strong>lesioni polmonari</strong> associate all&#8217;uso di sigarette elettroniche e allo svapo, così come un prodotto o sostanza particolari.</p>
<p>La moda delle sigarette elettroniche, nate come alternativa al tabacco, è però diventata difficile da gestire e controllare, sia per via del messaggio salutare che inizialmente ha veicolato, che per gli innumerevoli brand entrati sul mercato. Se nel 2011 fumare sigarette elettroniche era un’abitudine di pochi, negli ultimi anni i consumatori sono sempre più aumentati, passando da sette milioni a 41 milioni nel 2018. Tra i Paesi dove il business delle <strong>e-cigarette</strong> è più proficuo, Stati Uniti, Regno Unito e Francia.</p>
<p>Ed è proprio l’America a prendere precauzioni cercando di fare chiarezza tra conclusioni affrettate e falsi allarmismi: se la condanna dell’<strong>Organizzazione americana polmonare</strong> non considera vie alternative, secondo alcuni medici svapare è sì meno nocivo del fumo &#8220;tradizionale&#8221;. “Non c’è quasi dubbio che le sigarette elettroniche espongono ad una quantità minore di sostanze tossiche rispetto alle tradizionali sigarette”, si legge sul sito della John Hopkins Medicine, una delle più prestigiose Università di medicina del paese.</p>
<p>A spaventare, però, è l’età dei consumatori delle sigarette elettroniche, i più sotto i 35 anni ed un 16% addirittura sotto i 18. Eppure, nonostante non sia ancora chiaro cosa possa scatenare l’epidemia, quello che è certo è che la maggior parte dei pazienti ospedalizzati, abbia utilizzato liquidi non controllati contenenti il <strong>delta-9-tetraidrocannabinolo</strong>, meglio conosciuto come Thc, uno dei maggiori principi attivi della cannabis.</p>
<blockquote><p>Tra i sintomi probabilmente provocati dai liquidi aggiunti nelle sigarette elettroniche, problemi respiratori, da tosse, dolori al petto fino alla difficoltà nel respirare</p></blockquote>
<p>Ed è ancora il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie Americano a rivelare che ogni giorno più di 5,700 giovani iniziano a svapare, un po’ per moda, un po’ per disinformazione ma anche per un marketing creato <em>ad hoc</em>.</p>
<p>“La nostra mission è migliorare la vita di un miliardo di fumatori adulti del mondo”, recita l’attrattivo messaggio di Juul, la sigaretta elettronica che ha rivoluzionato il mercato americano, a tal punto da entrare a far parte del vocabolario di ogni svapatore.</p>
<p>Piccole dimensioni, ricaricabile tramite usb e poco fumo, sono queste le caratteristiche principale dell’ “iPhone dei vaporizzatori”, la sigaretta quasi invisibile e portabile dappertutto nata dall’idea di due ex fumatori della California. La popolarità tra i teenager dell’azienda di San Francisco, ha portato Juul ha chiudere i profili social già da un anno, accusata dalla Fda , l’Amministrazione americana competente per prodotti alimentari e droghe, di influenzare negativamente all’acquisto soprattutto i minorenni.</p>
<p>Le pubblicità de “l’alternativa per i fumatori adulti”, come si legge sui pacchetti delle ricariche, richiamano infatti quelle delle sigarette Marlboro, sia per i colori che per il contenuto, attirando un target sempre più giovane.</p>
<p>Ad oggi, ancora non è chiaro come si prospetti il futuro delle sigarette elettroniche negli Stati Uniti: se anche per la Silicon Valley delle sigarette rivoluzionarie sarà difficile continuare ad attrarre sempre più clienti, la Casa Bianca si prepara a fare guerra agli svapatori, in particolar modo agli innumerevoli aromi di tabacco disponibili.</p>
<p>Già all’inizio di agosto, l’amministrazione americana competente per prodotti alimentari e droghe, aveva ritirato dal mercato 44 liquidi di 4 aziende per non aver rispettato gli standard di autorizzazione richiesti. Ed ora, nel Michigan e nelle città di San Francisco, California, e Boulder, Colorado, non sarà più possibile acquistare le sigarette elettroniche aromatizzate.<br />
Più radicale la scelta della multinazionale statunitense Walmart Stores Inc, la più grande catena di distribuzione organizzata in America con oltre diecimila negozi, dove non si potranno più trovare le e-cigarette.</p>
<p>Temere che il mercato delle sigarette si riprenda la fetta persa in questi anni è lecito, come anche la scoperta dei danni provocati dai piccoli dispositivi elettronici, impossibili da prevedere prima del loro utilizzo quotidiano.</p>
<p>A correre ai ripari anche diverse organizzazioni non profit contro il fumo, come “Truth Initiative”, promotrice del primo programma di aiuto per mettere fine alla dipendenza dalle sigarette elettroniche. Oltre ad una linea telefonica attiva, l’innovativo progetto ha incluso all’inizio di quest’anno un servizio di messaggistica gratuita in grado di convincere gli interessati a smettere di fumare, ma anche a supportare ed informare genitori e parenti, completamente ignari di una moda diventata ormai mortale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-usa-lanciano-lallarme-sulle-sigarette-elettroniche.html">Gli Usa lanciano l&#8217;allarme sulle sigarette elettroniche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ohio, lo Stato laboratorio per chi guiderà gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ohio-lo-stato-laboratorio-per-chi-guidera-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 10:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ohio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="588" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Primarie Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557-768x301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557-1024x401.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nella matematica della politica americana, è come se la storia sapesse già il vincitore, qualunque siano gli avversari. Il colore e il passato di ognuno dei cinquanta Stati ritorna ad imporsi ogni quattro anni, quasi ci fosse una sorte impossibile da ribaltare. È così che si decide dove e quanto investire, per guadagnare una contea &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ohio-lo-stato-laboratorio-per-chi-guidera-gli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="588" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Primarie Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557-768x301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Primarie-dmeocratiche-Ohio-Stati-Uniti-La-Presse-e1571913256557-1024x401.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nella matematica della <strong>politica americana</strong>, è come se la storia sapesse già il vincitore, qualunque siano gli avversari. Il colore e il passato di ognuno dei cinquanta Stati ritorna ad imporsi ogni quattro anni, quasi ci fosse una sorte impossibile da ribaltare.</p>
<p>È così che si decide dove e quanto investire, per guadagnare una contea in più e sperare che quella storia si sbagli. Più difficile sapere in anticipo cosa possa accadere in <strong>Ohio</strong>, il settimo Stato più popoloso degli Stati Uniti d’America, da oltre cento anni protagonista di quella strana statistica che lo ha visto scegliere sempre il vincitore. Con le soli eccezioni del 1948 e del 1960, quando prima Roosevelt ebbe la meglio su Dewey e poi John Kennedy sul candidato Richard Nixon.</p>
<p>Nel 2016, <strong>Donald Trump</strong> vinse con otto punti percentuale in più dell’allora candidata democratica Hillary Clinton. Ma ma sia nel 2008 che nel 2012, quella manciata di voti di scarto fu per Barack Obama fondamentale per vincere entrambe le elezioni.</p>
<p>Negli anni lo Stato ha dimostrato di essere estremamente importante non solo per la rielezione di Obama &#8211; prima del secondo mandato il partito democratico raggiunse 50.58% contro il 47.6% dei repubblicani &#8211; ma anche nel 2004 quando <strong>George W. Bush</strong> vinse in Ohio con il 51% dei voti, raggiungendo così il margine necessario per essere rieletto nel collegio elettorale. Astuta o forse rischiosa la decisione di scegliere proprio lo Stato che si avvicina di più all&#8217;elettorato di Trump per il quarto dibattito che precede le primarie del Partito democratico? I dodici candidati, il più alto numero per un dibattito, si sono sfidati tutti insieme sul palco dell’Università Otterbein di Westerville, sobborgo della capitale Columbus, dove nelle ultime elezioni il supporto democratico è stato di poco superiore a quello del partito di Trump.</p>
<p>Eppure nella lista degli Stati inclusi nel programma di impegno iniziale del comitato di azione politico-democratica Priorities Usa, non c’è traccia dell’Ohio. Se per alcuni dei candidati democratici poteva essere l’ultima chance di partecipare ad un dibattito prima delle <strong>primarie del 2020</strong>, gli occhi erano tutti puntati sullo Stato ospite dove il voto è in diminuzione da decenni. Secondo un recente sondaggio dell&#8217;Emerson Polling sull&#8217;elettorato locale, per la maggior parte bianco e più vicino ai sostenitori di Trump, i dati preoccupano anche il presidente in carica – il 54% delle donne nello stato non approvano l’operato di Trump.</p>
<p>L&#8217;indagine ha registrato un punteggio in calo soprattutto riguardo il tema del lavoro e le promesse fatte da Trump durante la campagna elettorale del 2016. Tra le tante, quella di riportare nello Stato posti di lavoro nel settore manifatturiero andati in Cina, Messico, Giappone, con un conseguente aumento dei posti di lavoro. Per ora ancora una speranza per i migliaia di dipendenti della fabbrica <strong>General Motors</strong> di Lordstown a nord est dello stato, chiusa da più di sei mesi senza prospettive di una riapertura imminente.</p>
<p>&#8220;Per poter vincere l&#8217;Ohio, non dobbiamo passare troppo tempo a cercare di riconquistare i voti di Trump”, ha dichiarato l’ex governatore democratico <strong>Ted Strickland</strong>, “dobbiamo andare oltre il voto delle aree urbane, [puntando su quello] delle donne e assicurandoci una forte affluenza afroamericana”.</p>
<p>Stando ai dati relativi al mese di settembre di Moody’s Analytics, la filiale di Moody’s Corporation fondata nel 2007, sembra che la maggior parte degli stati, 35, sia di colore rosso. Le previsioni si sono basate su come i consumatori si sentono riguardo la loro condizione finanziaria, i guadagni che il mercato azionario ha ottenuto durante il mandato Trump e le prospettive di disoccupazione. “Mi sembra buono”, ha commentato sul suo profilo Twitter il presidente in carica.</p>
<p>Nonostante il consenso in Ohio del 43% non sia comunque molto più alto della media nazionale del 42, sembra che lo Stato abbia perso anche quella conquista di <em>bellwether state</em> &#8211; indicativo delle tendenze nazionali &#8211; per eccellenza.</p>
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		<title>Perché gli Usa vogliono rafforzare l&#8217;alleanza con l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-gli-usa-vogliono-rafforzare-lalleanza-con-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 14:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="592" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sergio Mattarella e Donald Trump (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936-768x303.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936-1024x404.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>“Non sono qui per dare giudizi su quello che fanno altri paesi ma per dire qual è la posizione del mio paese”, precisa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro bilaterale di metà ottobre con il presidente Donald Trump e i giornalisti alla Casa Bianca riferendosi all’aggressione del popolo curdo in Siria, condannata dall’Italia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-usa-vogliono-rafforzare-lalleanza-con-litalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="592" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sergio Mattarella e Donald Trump (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936-768x303.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Sergio-Mattarella-e-Donald-Trump-e1571666592936-1024x404.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>“Non sono qui per dare giudizi su quello che fanno altri paesi ma per dire qual è la posizione del mio paese”, precisa il presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> durante l’incontro bilaterale di metà ottobre con il presidente <strong>Donald Trump</strong> e i giornalisti alla Casa Bianca riferendosi all’aggressione del popolo curdo in Siria, condannata dall’Italia.</p>
<p>Come al solito, poche parole ma buone senza lasciarsi intimidire: la visita del presidente Mattarella a Washington mancava dal 2016 quando ad aprire la porta della Casa Bianca c’era <strong>Barack Obama</strong> e non l’imponente Donald. Il ruolo di prima ballerina è indubbiamente il suo nello Studio Ovale, così come nella East Room e durante il ricevimento serale per onorare l’amicizia tra i due Paesi. “Un’amicizia profonda, cementata nel secondo dopoguerra dalla relazione transatlantica. Il contributo offerto degli Stati Uniti alla liberazione dal nazi fascismo è inestimabile, e la riconoscenza dell’Italia e dell’Europa verso il popolo americano è intramontabile”. È Mattarella ad andare indietro nella storia richiamando il patrimonio storico, culturale e politico che va avanti da secoli sulla scia del presidente Trump.</p>
<p>Lasciando però da parte gli eventi ormai di vecchia data, davanti ai giornalisti, Mattarella si affida ai latinismi per mettere i puntini sulle i: “Amicus Plato, sed magis amica veritas. Più importante del mio amico è la verità”, richiama per condannare ancora una volta l’ingresso militare in Siria da parte della Turchia, parlando di “grave errore”. E poi ancora i dazi, ritenuti da Mattarella controproducenti e dannosi per entrambe le economie se di reciproca imposizione. A comandare però è sempre il padrone di casa, come per qualsiasi invitato che posa al suo fianco. E chissà a questo punto a chi possa giovare di più una pacifica alleanza come quella tra Stati Uniti ed Italia, retta politicamente da tanti piccoli e delicati equilibri. Sarà per la <strong>strategica posizione geografica</strong> nel Mediterraneo dell’Italia, o per la mansuetudine che contraddistingue l’Italia in politica estera, a volte troppo occupata a risolvere i problemi interni.<br />
Ad un anno dalle elezioni americane, nonostante l’instabilità della politica nazionale italiana, Mattarella sembra poter essere un importante alleato per gli Stati Uniti e per Trump, sicuro di rimanere alla Casa Bianca per un altro mandato.</p>
<p>Oltre che il quinto contributore della Nato, l’Italia resta comunque il secondo per i militari nelle missioni dell&#8217;Organizzazione del Trattato dell&#8217;Atlantico del Nord con spese che ammontano ad un miliardo di dollari. Seppure l’Italia al momento destina solo l’1,15% del Pil alle spese per la difesa, dopo gli Stati Uniti, è infatti il paese che di più fornisce suoi militari per le missioni Nato.</p>
<p>Gli Usa ne spendono però 663, il doppio di tutti i Paesi dell’Unione europea messi insieme, differenza più volte rimarcata come tutt’altro che equa proprio da Trump, inviando all’inizio dell’estate una serie di lettere ai principali alleati Nato chiedendo di uniformarsi allo standard di spesa per alleggerire il peso sul budget. Anche prima del 2024, scadenza massima per raggiungere lo standard del 2% stabilito dai paesi dell’Alleanza nel 2014 – per ora, solo Grecia, Estonia e Gran Bretagna hanno centrato l’obiettivo.</p>
<p>“Siamo in 90 Paesi in tutto il mondo con attività di polizia e &#8211; francamente, molti di quei paesi, non rispettano ciò che stiamo facendo, non gli piace nemmeno quello che stiamo facendo, e non gli piacciamo noi”, commenta Trump sul perché della decisione di ritirare l’esercito americano dalla Siria. Patti chiari, amicizia lunga per Trump, che assicura di avere molti grandi amici anche nel governo italiano.</p>
<p>Visioni condivise anche sulla questione migratoria, “l’Italia non vuole i confini aperti e gli Usa neanche”, ha sottolineato Trump invitando l’Europa a collaborare di più con il governo di Roma sulla questione degli sbarchi nel Mediterraneo: “La Libia ha portato una crisi migratoria che sta mettendo una pressione iniqua sull’Italia, spero che l’Ue affronti di più questo problema – ha detto – Abbiamo un ottimo rapporto commerciale con l’Ue”.</p>
<p>E poi ci sono gli F35 e l’operazione da circa 14 miliardi di euro: le congratulazioni di Trump per l’acquisto di 90 nuovi esemplari da parte dell’Italia, conferma l’importanza dell’alleanza. La soddisfazione degli americani per il programma sugli aerei di guerra, accelerato nell’ultimo periodo, darà all’industria italiana che produce le ali dei velivoli un ritorno parziale. E farà più contento Trump.</p>
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		<title>Lo Stato che non c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/washington-stato-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Washington (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’essere uno Stato non dovrebbe essere un problema di cui discutere in un Paese democratico. Non quando si parla di Washington, D.C., la capitale degli Stati Uniti d’America, da non confondere con lo stato di Washington, la prima situata sulla costa orientale, il secondo a nord-ovest dell’America, sulla costa del Pacifico e al confine con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/washington-stato-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Washington (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Washington-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’essere uno Stato non dovrebbe essere un problema di cui discutere in un Paese democratico. Non quando si parla di <strong>Washington</strong>, D.C., la capitale degli Stati Uniti d’America, da non confondere con lo stato di Washington, la prima situata sulla costa orientale, il secondo a nord-ovest dell’America, sulla costa del Pacifico e al confine con il Canada.</p>
<p>Non una differenza così scontata neanche per gli americani, aiutati però da quella sigla che da secoli indica il distretto federale di cui fa parte: la città di Washington coincide infatti sia territorialmente che politicamente con il Distretto di Columbia, previsto dalla Costituzione dell’Unione e formalizzato dall’omonimo atto agli inizi dell’Ottocento. Se due secoli fa il distretto comprendeva le contee di Washington ed Alexandria, un referendum prima ed un ulteriore Atto poi, soppressero la contea di Washington e donarono Alexandria allo stato della Virginia, facendo sì che la Città di Washington e il Distretto di Columbia diventassero una stessa entità, condividendone la personalità giuridica.</p>
<p>Oggi Washington, D.C. si estende su una superficie di 177 chilometri quadrati, nonostante l’area metropolitana si sviluppi anche su 7 contee dello stato del Maryland, su cinque contee della Virginia e su cinque città autonome dello stesso Stato.</p>
<p>Un po’ confusionario per la città che ospita le principali istituzioni di governo degli Stati Uniti, dal presidente al Congresso e alla Corte Suprema, così come ministeri, enti federali e diverse organizzazioni internazionali.</p>
<p>Fin qui tutto bene, se non fosse che la capitale degli Stati Uniti non gode degli stessi diritti di voto del resto del paese: “Tassazione senza rappresentanza”, si legge sulla maggior parte delle targhe automobilistiche nel Distretto, diventato ormai un motto tra i residenti, oggi oltre 700mila, più degli Stati del Vermont e del Wyoming.</p>
<p>E allora perché un Distretto e non uno Stato? Se tra gli obiettivi dei padri fondatori c’era quello di far sì che la capitale americana rimanesse autonoma e soprattutto non soggetta a pressioni politiche, oggi il discorso è diverso. Il delegato rappresentante il <strong>Distretto di Columbia</strong> presso la Camera dei Rappresentanti, Eleanor Holmes Norton, non ha infatti alcun diritto di voto e di conseguenza alcuna importanza nel Congresso.</p>
<p>Per quanto la Sezione 8 del primo Articolo della Costituzione reciti, “(il Congresso avrà potere) per esercitare Legislazione esclusiva in tutti i Casi di qualsiasi tipo, su tale Distretto (non superiore a dieci Miglia quadrate), come può, dalla Cessione di particolari Stati, e l&#8217;accettazione del Congresso, diventa la sede del governo degli Stati Uniti”, non è esplicitamente scritto che Washington, D.C. non possa diventare uno Stato.</p>
<p>Solo nel 2019 la storica udienza del 19 settembre ha visto l’argomento portato proprio sul tavolo della Camera dei Rappresentanti, ad un passo dal Campidoglio. La causa iniziata dalla Norton arrivò alla Camera dei Rappresentanti già nel 2009 quando l’Atto del diritto al voto per il Distretto di Columbia passò al Senato nel febbraio dello stesso anno. La legislazione rimase in stallo e non fu approvata prima della fine del centoundicesimo congresso.</p>
<p>A supportare la democratica classe 1937, anche la sindaca in carica di Washington, D.C. Muriel Bowser, nata e cresciuta nella capitale americana e in carica dal 2014. “Una vera libertà richiede che ogni residente abbia una rappresentanza”, si legge sul sito Internet del governo municipale dedicato interamente al movimento. La settimana di eventi e di manifestazioni che hanno preceduto l’udienza aperta anche ai cittadini, ha visto centinaia di bandiere con cinquantuno stelle sventolare lungo Penssylvania Avenue NW &#8211; tra la Casa Bianca e il Campidoglio &#8211; proprio per volere del sindaco e per sottolineare la posizione dell’amministrazione capitolina.</p>
<p>“È vero che possiamo essere più scuri e liberali di alcuni di voi, ma negare il voler essere uno Stato sarebbe ingiusto a prescindere da chi riguarda. Sarebbe ingiusto se fossimo conservatori di una zona rurale che si basa sull’agricoltura, o di una città industriale nel centro del Paese. Questa è l’America, e gli americani hanno il diritto di avere una protezione uguale sotto la legge, ed è per questo che chiediamo che [Washington, D.C.] diventi uno stato”. È così che la sindaca ha tuonato in udienza riferendosi alla legge H.R. 51, proposta dalla stessa Norton all’inizio del 2019, e che sembra aver trovato la strada giusta verso il passaggio in Senato &#8211; l’ultima udienza risale al 1993.</p>
<p>Nonostante la strada per lo Stato di Washington, D.C., che verrebbe quindi rappresentato da due senatori ed un rappresentante presso la Camera con interi poteri di voto, sia ancora lunga, i voti a favore sono stati ben 218, abbastanza per far passare la legge.</p>
<p>Stando al volere dei cittadini di Washington, D.C., se nel referendum del novembre 2016 la percentuale favorevole all’istituzione del 51esimo Stato americano arrivò al 87% contro il 13% di dissensi, una sondaggio del giugno scorso ha mostrato come solo 29% degli americani supporti l’ipotetico Stato di Washington, D.C.</p>
<p>Prima della decisione finale del Senato, qualora rimanesse solo un Distretto, i residenti di Washington, D.C. continuerebbero a pagare le stesse tasse federali di altri Stati americani, senza essere rappresentati e senza la possibilità di vedere realizzarsi uno storico momento come questo in un futuro recente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/washington-stato-usa.html">Lo Stato che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La sfida di Bernie Sanders per la conquista del trono dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bernie-sanders-democratici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 05:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stati Uniti Partito democratico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tentar non nuoce, recita un famoso proverbio. “Yes, we can”, direbbe invece Barack Obama. Questa volta il senatore dello stato del Vermont Bernie Sanders ci riprova e basta: dopo la sconfitta alle primarie nel 2016 contro Hillary Clinton, nel febbraio scorso il settantottenne Sanders ha annunciato la candidatura alle prossime elezioni presidenziali americane del 2020.  Per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/bernie-sanders-democratici.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stati Uniti Partito democratico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Bernie-Sanders-La-Presse-2-1-e1568367197268-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Tentar non nuoce, recita un famoso proverbio. “Yes, we can”, direbbe invece Barack Obama. </span><span style="font-weight: 400;">Questa volta il senatore dello stato del Vermont <strong>Bernie Sanders</strong> ci riprova e basta: dopo la sconfitta alle primarie nel 2016 contro Hillary Clinton, nel febbraio scorso il settantottenne Sanders ha annunciato la candidatura alle prossime elezioni presidenziali americane del 2020. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per arrivare a sfidare l’attuale presidente in carica Donald Trump, bisogna prima fare i conti con le primarie del Partito Democratico, in programma dal 3 febbraio al 16 giugno 2020. Mai avuti così tanti candidati, ventisette, il maggior numero di partecipanti di sempre con dieci aspiranti leader in più rispetto alle primarie repubblicane del 2016.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stando ai dati pubblicati dal </span><a href="https://www.nytimes.com/interactive/2019/08/02/us/politics/2020-democratic-fundraising.html"><span style="font-weight: 400;"><em>New York Times</em></span></a><span style="font-weight: 400;"> ad inizio agosto, tra i candidati democratici, Sanders è stato quello che ha guadagnato di più durante la campagna con donazioni libere: 36 milioni di dollari, staccando di quattro milioni il giovane sindaco di South Bend, in Indiana, <strong>Pete Buttigieg</strong>, e addirittura di quattordici l’ex vice presidente sotto l&#8217;amministrazione Obama dal 2009 al 2017 Joe Biden. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ci sono due scelte: abbiamo bisogno di più donazioni o di persone che diano qualcosa in più rispetto a quello che avevano in passato”, si legge in una delle innumerevoli email rivolte ai sostenitori di Bernie. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma chi è il senatore sconfitto nel 2016 dalla ex First Lady Hillary Clinton? Per tutti solo Bernie, l’esponente indipendente affiliato al Partito Democratico statunitense è  stato l’unico membro del Congresso ad autodefinirsi socialista. Da attivista del movimento per i diritti civili negli anni dell’università, la sua carriera politica lo ha visto ricoprire il ruolo di primo cittadino del comune di Burlington nella contea di Chittenden nello Stato del Vermont, e cofondatore del più grande <strong>caucus democratico</strong> degli Stati Uniti, il CPC. Oppositore alla guerra in Iraq, contrario alla pena di morte e sostenitore dei diritti degli omosessuali, delle minoranze etniche e dei disoccupati, il programma attuale di Bernie spaventa molti americani radicati a quella idea di socialismo di Vladimir Lenin e ferma alla Guerra Fredda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Assicurazione sanitaria, istruzione e lavoro per tutti, senza più debiti a vita per gli studenti universitari e corsia preferenziale per le cure mediche solo a pagamento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Negli Stati Uniti, siamo spaventati da un nuovo richiamo di adottare il socialismo nel nostro paese. L’America è stata fondata sulla libertà, l’indipendenza, non su un governo di coercizione, dominazione e controllo. Siamo nati liberi, e rimarremo liberi. Questa notte, rinnoviamo la determinazione che l’America non sarà mai un paese socialista”. E’ così che Donald Trump ha tuonato durante l’ultimo discorso sullo stato dell’Unione, parlando del possibile insorgere del socialismo come un problema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un </span><a href="https://www.nbcnews.com/politics/meet-the-press/nbc-news-wsj-poll-2020-race-will-be-uphill-trump-n978331"><span style="font-weight: 400;">sondaggio</span></a><span style="font-weight: 400;"> del servizio pubblico americano <em>Nbc News</em> e del <em>Wall Street Journal</em> condotto dopo l’annuncio dei candidati alle primarie democratiche, ha evidenziato come solo quattro su dieci elettori voterebbero di nuovo per Donald Trump &#8211; il 58% non pensa che il presidente in carica sia onesto e affidabile riguardo l’indagine sulla Russia, e il 60% non approva la decisione di costruire il muro al confine con il Messico. Eppure riguardo il socialismo, solo il 18% degli americani intervistati ha espresso una reazione positiva rispetto al termine, contro un 50% a sfavore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre<strong> Donald Trump</strong> evoca lo spettro del socialismo del politico venezuelano Nicolas Maduro per esorcizzare i suoi nemici democratici, Sanders si prepara al terzo dibattito del prossimo 12 settembre in programma a Houston in Texas.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la prima volta si sfideranno tutti i dieci candidati democratici che hanno raggiunto sia la soglia minima del 2% in almeno quattro sondaggi tra il 28 giugno e il 28 agosto, che quella delle donazioni da parte di 130.000 persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possibile che Bernie faccia leva non solo sulle sue idee socialiste, ma anche e soprattutto sulla minaccia dei cambiamenti climatici e la recente proposta del Green New Deal, dove viene prevista la spesa maggiore che un candidato democratico alle presidenziali Usa abbia mai prefigurato, 16.3 trilioni di dollari. Poco più di 1.50 trilioni sarebbero da dedicare direttamente alla generazione da fonti rinnovabili e 852 miliardi di dollari alla costruzione di capacità di accumulo dell’energia elettrica verde. Ma anche, 14.7 miliardi di investimenti in modelli di alimentari gestiti in cooperazione e 160 miliardi per risolvere il problema della fame, con un programma di sviluppo di ripresa degli approvvigionamenti alimentari e compostaggio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Socialismo o no, in attesa del terzo dibattito, secondo gli </span><a href="https://www.realclearpolitics.com/epolls/latest_polls/democratic_nomination_polls/"><span style="font-weight: 400;">ultimi sondaggi</span></a><span style="font-weight: 400;">, la strada per convincere  gli americani a scegliere Sanders come quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti, è ancora tutta in salita, per ora di poco dietro alla senatrice del Massachussetts<strong> Elizabeth Warren</strong> e a Joe Biden, in testa ad un partito ancora in cerca di leadership.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bernie-sanders-democratici.html">La sfida di Bernie Sanders per la conquista del trono dem</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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