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Il 3 gennaio vicino l’aeroporto internazionale di Baghdad, un raid con un drone statunitense ha ucciso Qasem Soleimani, capo delle forse Quds, corpo speciale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il presidente americano Donald Trump ha ordinato l’uccisione dal suo resort di Mar-a-Lago in Florida, a migliaia di chilometri dall’Iraq.

Come è stato possibile? Le circostanze del raid non sono ancora del tutto chiare, almeno non per i comuni cittadini e nemmeno per i media. Ma nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, un Mq-9 equipaggiato con missili Hellfire a guida laser degli Stati Uniti, è stato usato per eliminare il generale Soleimani. Tuttavia, non è stato il primo caso nella storia in cui questo tipo di tecnologia è stato utilizzato per colpire un comandante militare di un Paese straniero: non stiamo parlando delle dinamiche in cui Soleimani è stato ucciso, ma di come i sistemi senza pilota stiano trasformando il modo in cui le guerre vengono combattute, così come il loro futuro.

Le operazioni con i droni in Iraq sono infatti iniziate durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta – quando l’Iran iniziò a sviluppare il drone di sorveglianza Mohajer-1 – e durante e dopo la guerra del Golfo, l’esercito americano iniziò a far volare droni sull’Iraq, segnando il primo significativo dispiegamento statunitense di moderni droni militari. Nell’ultimo decennio, la Central Intelligence Agency ha usato veicoli armati e pilotati a distanza per spazzare via piccoli gruppi di militanti mentre complottavano contro le forze statunitensi in Pakistan e Afghanistan.

Nonostante le sue limitazioni, l’uso dei droni è aumentato durante l’amministrazione Bush. Dopo le due presidenze all’inizio del duemila, Russia, Cina, Corea del Nord e Iran, hanno lanciato attacchi sponsorizzati dagli stati diventando molto più abili negli exploit informatici e nello spionaggio.

La situazione oggi sembra però molto più critica da quando il presidente Trump ha diversificato e implementato sia i programmi riguardanti i droni che quelli di cibernetica. Le contromisure dell’Iran non hanno tardato ad arrivare: lo scorso giugno 2019 fu un drone di sorveglianza americano ad essere abbattuto dall’Iran nello Stretto di Hormuz, creando un nuovo pericoloso livello di tensione tra i due paesi.

La morte di Soleimani è stato solo l’ultimo esempio della capacità del presidente americano Trump di intraprendere azioni militari contro la Repubblica islamica dell’Iran. E proprio i droni stanno ora giocando un ruolo chiave nel dibattito internazionale.

Ma qual è la situazione negli Stati Uniti? Un drone può facilmente volare ovunque nel paese? Secondo l’Amministrazione Aviazione Federale degli Stati Uniti (FAA), far volare un drone è legale nel paese, con requisiti di certificazione e regole diverse a seconda dello scopo, sia esso ricreativo o per lavoro.

Oggi ci sono quasi 1,5 milioni di droni e 160mila piloti remoti registrati presso la Faa, ha affermato l’agenzia. Nonostante i controlli, nelle ultime settimane misteriosi droni hanno sorvolato gli stati del Colorado e del Nebraska, senza nessuna informazione su chi li abbia controllati. I deputati federali hanno individuato più di una dozzina di droni senza pilota che volavano nella parte nord orientale dello stato. E mercoledì scorso, un drone si è avvicinato a un elicottero medico in Colorado, aumentando la preoccupazione tra gli abitanti.

Solo alla fine dell’anno, l’Amministrazione Aviazione Federale, aveva avanzato una legge proprio per autorizzare il governo a rintracciare il maggior numero di droni negli Stati Uniti. La legge richiede che venga implementato un sistema di riconoscimento da remoto sui droni, e che consenta a terzi di essere in grado di rintracciare i dispositivi.

Secondo le testimonianze pubblicate sui media locali, i droni sconosciuti avrebbero sorvolato le città rurali del Nebraska e del Colorado, soprattutto dopo il tramonto.

Prima di conoscere l’identità e lo scopo dei misteriosi droni, e se la nuova legge regolerà quelli non autorizzati che potrebbero costituire una minaccia per la sicurezza, gli americani stanno iniziando a temere i sistemi senza pilota, e non più solo quelli utilizzati al di fuori del paese.