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	<title>Vivendi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 31 Mar 2025 13:48:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Vivendi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 13:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poste Italiane entra nel capitale Telecom al posto della francese Vivendi. Com'è cambiato l'ex monopolista della rete telefonica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La <strong>lunga saga di Telecom Italia</strong> vive un nuovo capitolo con l&#8217;ingresso di <strong>Poste Italiane</strong> nel capitale dell&#8217;ex monopolista della rete telefonica nazionale al posto di <strong>Vivendi</strong>. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi discutendo<a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html"> con l&#8217;avvocato <strong>Luca Picotti, dopo dieci anni di investimento</strong></a> il gruppo fondato dal magnate francese <strong>Vincent Bolloré ha iniziato la graduale ritirata</strong> dal capitale sociale del gruppo di Via Negri, che sarà sostituito pressoché integralmente da Poste. </p>



<p>Già seconda compagnia nel capitale di Tim, con poco meno del 10%, Poste rileverà almeno il 15% di Vivendi e salirà fino al 24,8% delle quote, contribuendo a una <strong>presenza non solo segnaletica</strong> ma pienamente operativa per riportare di fatto nel perimetro dello Stato, a quasi trent&#8217;anni dalla scelta del <strong>primo governo Prodi di privatizzarla (1997)</strong>, una società strategica e intenta a una profonda evoluzione. Che chiavi di lettura si possono dare a questa strategia? Sono almeno tre i livelli di analisi dell&#8217;affare Tim.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le manovre del Tesoro su Tim</h2>



<p>In primo luogo, lo Stato accetta di <strong>riportare nel perimetro</strong> delle sue attività una Tim frammentata. L&#8217;azione di Poste contribuisce a segnare la definitiva tripartizione del gruppo compiuta per decisione dello Stato. Il Governo Meloni, in continuità con quello di Mario Draghi, ha innanzitutto accettato la scelta del Cda di Tim di <strong>vendere la rete primaria e secondaria</strong> scorporata nella compagnia NetCo al fondo americano Kkr tra il 2023 e il 2024, aprendo di fatto alla prospettiva che il colosso newyorkese del private equity diventasse il kingmaker nella partita italiana della fibra e delle reti, vista la sua parallela partecipazione in Fibercop.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">Il Tesoro è stato partner dell&#8217;operazione</a> e ha, in seguito, contribuito assieme all&#8217;operatore Retelit (controllato dal fondo spagnolo Asterion) a presentare un offerta per Sparkle, <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>la strategica azienda</strong>&nbsp;</a>del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi sottomarini, che per 700 milioni di euro dovrebbe concretizzarne lo scorporo. Ora arriva la terza mossa della mano pubblica: Poste, controllata per due terzi da <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-governi-passano-le-casse-restano-in-cdp-le-fondazioni-danno-ancora-le-carte.html">Cassa Depositi e Prestiti,</a> la banca pubblica di proprietà del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, </strong>diventerà azionista primario in Telecom/Tim. Tre operazioni per una sostanziale divisione dell&#8217;attività: Sparkle potrà godere di vita autonoma, Kkr terrà il controllo dell&#8217;infrastruttura col presidio di sicurezza nazionale del capitale pubblico, Tim resterà una compagnia di servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scacco alla Francia</h2>



<p>E qua veniamo al secondo punto: <strong>la somma di manovre incentivata dal Governo Meloni</strong> segna, di fatto, la fine della <strong>strategia francese di conquista</strong> dell&#8217;operatore di rete. E dunque <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">lo scacco per Parigi nella grande sfida <strong>franco-americana</strong></a> per la conquista della rete, che Vivendi intendeva scalare dal suo ingresso nel decennio scorso e che negli ultimi mesi era entrata nel mirino di un altro gruppo transalpino, Iliad, in sinergia col fondo britannico Cvc.</p>



<p><a href="https://www.repubblica.it/economia/2025/03/31/news/accordo_poste_vivendi_tim-424095929/"><strong>Giovanni Pons su <em>Repubblica</em></strong> ha sottolineato che il Tesoro </a>guidato da Giancarlo Giorgetti he promosso &#8220;stop a francesi e Cvc e via libera a Poste nel capitale di Tim per realizzare le promettenti sinergie industriali tra i due gruppi. La fusione con Iliad potrà essere ancora d’attualità ma a condizioni ben differenti: scorporando la Tim Consumer e facendo entrare lì i francesi, sotto il controllo degli italiani e non viceversa&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il capitalismo politico in scena</h2>



<p>La terza chiave di interpretazione ha a che fare col mutato <strong>vento culturale nella governance dell&#8217;economia</strong> e rilancia l&#8217;idea della presenza dello Stato e delle bandiere nazionali sugli asset, specie quelli legati a compagnie che gestiscono servizi di pubblica utilità o hanno alle spalle importanti investimenti. Dalla possibile sinergia con <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html">Starlink, la costellazione di Internet</a> via satellite gestita da SpaceX, allo sviluppo del 5G nazionale sono molti i campi su cui Telecom deve prendere decisioni che impatteranno a livello di sistema-Paese e su cui, dunque, il presidio indiretto dell&#8217;autorità pubblica è ritenuto prioritario. </p>



<p><strong>Telecom è stata simbolo della vendita sul mercato di monopoli pubblici</strong> nel pieno della svolta degli Anni Novanta. Ora <strong>mostra il nuovo teatro di competizione</strong> fatto dalla sovrapposizione tra la presenza attiva di fondi e conglomerati multinazionali e una tensione al ritorno dello Stato che si manifesta ora in competizione ora in sovrapposizione con l&#8217;altro processo. Rendendo variabile la geometria di un capitalismo sempre più &#8220;politico&#8221; nella scelta delle sue priorità. L&#8217;era di Prodi e delle privatizzazioni sembra lontana un&#8217;era geologica, non trent&#8217;anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>2015-2025: le disavventure di Vivendi in Tim e il futuro della Rete. L&#8217;analisi di Luca Picotti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 11:06:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="(max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>In dieci anni Vivendi ha controllato la quota di maggioranza relativa di Tim ma l'affare non è stato certamente profittevole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html">2015-2025: le disavventure di Vivendi in Tim e il futuro della Rete. L&#8217;analisi di Luca Picotti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>Nel 2025 non cessa di tener banco la questione industriale di <strong>Telecom Italia (Tim), l&#8217;ex monopolista delle telecomunicazioni</strong> da tempo al centro di rumors di mercato circa i futuri assetti gestionali e operativi. In un&#8217;epoca che, dalla rivoluzione del 5G a quella delle interconnessioni digitali, ha messo le infrastrutture di rete al centro di un grande gioco geopolitico ed economico, Tim è sempre stata oggetto di importanti appetiti e guardata con interesse da importanti attori internazionali.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">L&#8217;affare Kkr </a>e la vendita della rete al fondo americano ha segnato l&#8217;ennesimo capitolo di un duello tra <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">il capitalismo francese e quello americano </a>per l&#8217;ex monopolista e segnato il tramonto dell&#8217;astro di <strong>Vivendi, il conglomerato francese fondato da Vincent Bolloré, primo azionista </strong>da quando, nel 2015, è entrato nel gruppo di Via Negri. Dieci anni dopo, Vivendi sta iniziando a smobilitare:<a href="https://x.com/classcnbc/status/1904057061777785007?s=48&amp;t=9fIfj3H2oPlRoWcIyY-LkA"> è di questi giorni la notizia della discesa del gruppo dal 23,7% al 18,4%</a> del capitale di Telecom. Preludio a una smobilitazione definitiva? Sicuramente, conferma delle difficoltà incontrate in questi dieci, problematici anni. Di cui tracciamo un profilo con <strong>Luca Picotti, avvocato, cultore della materia di Diritto dei Trasporti e Diritto Commerciale presso l&#8217;Università di Udine</strong>, analista dell&#8217;Osservatorio Golden Power e esperto di questioni inerenti la <strong>sicurezza economica.</strong></p>



<p><strong>Dieci anni di presenza di Vivendi in Tim sembrano avviarsi verso una possibile fine, secondo i rumors degli investitori degli ultimi giorni: che bilancio trarre da questa esperienza?</strong></p>



<p>&#8220;L’avventura di Vivendi in Tim, con la scalata avviata nel 2015 sino a detenere una quota del 23.9%, si è rivelata sin da subito travagliata, sul fronte politico, strategico, economico e giuridico. Per quanto riguarda la dimensione politica, nel 2017 i francesi hanno subito un intervento a sorpresa del Governo italiano, che ha esercitato i poteri speciali del Golden Power imponendo una serie di condizioni incisive all’operazione. Sul fronte strategico, nel 2024 hanno assistito, impotenti o quasi, alla cessione di un asset rilevante come la rete al fondo statunitense KKR. In termini economici, dal 2015 al 2025 il titolo è sceso notevolmente, tanto che se si confronta l’investimento effettuato da Vivendi per arrivare al 23.9% e le cifre che potrebbe ottenere oggi dalla sua vendita, la perdita è consistente (circa 3 miliardi). Infine, sul piano giuridico, Vivendi ha provato, da un lato, ad impugnare il provvedimento del Golden Power del 2017, ma il contenzioso si è concluso in secondo grado al Consiglio di Stato nel 2023 con una sentenza che ha dato ragione al Governo; dall’altro, ha impugnato innanzi al Tribunale di Milano la delibera del consiglio di amministrazione di Tim che ha approvato l’offerta di KKR per la rete, sostenendo che dovesse passare per l’assemblea straordinaria in quanto operazione modificativa dell’oggetto sociale, iniziativa rigettata dal Tribunale per carenza di interesse e legittimazione. Insomma, l&#8217;esemplificativa storia di un investimento travagliato, che ha visto il titolo scendere negli anni, che ha dovuto convivere sul fronte della governance con l’intervento incisivo del Governo del 2017, che ha assistito alla fuoriuscita di un asset rilevante come la Rete e che è stato accompagnato da diversi contenziosi&#8221;.</p>



<p><strong>Come è cambiata Tim da allora a oggi? Quanto l&#8217;esperienza Vivendi ha impattato sull&#8217;apertura del Cda all&#8217;affare KKR lo scorso anno?</strong></p>



<p>&#8220;Oggi Tim, con il perfezionamento della cessione della Rete, ha una nuova anima, più snella ma non per questo meno strategica, sebbene ancora in transizione. Ha anche incassato alcune vittorie importanti: il rigetto dell’impugnazione di Vivendi della delibera del Cda; il rigetto della richiesta di sospensiva del Governo sul rimborso del canone concessorio (1 miliardo); la vittoria in Cassazione contro Postemobile (1.5 milioni); la cessione di Sparkle per 700 milioni; la crescita della controllata Tim Brazil; la riduzione del debito e di alcune grane relative alla Rete (gli investimenti che dovranno essere fatti modernizzarla); il possibile ritorno al dividendo. Il mercato infatti sta apprezzando e se si guarda invece agli inizi difficili, con le dimissioni dell’Ad dopo soli sei mesi, in Fibercop, la società che gestisce la Rete con governance condivisa tra KKR e Mef, le prospettive sembrano promettenti – e infatti Vivendi si è attivato ora per vendere. Va da sé che la transizione è appena iniziata e deve passare inevitabilmente per il grande tema del consolidamento del settore Tlc, che tra alta concorrenza e guerra dei prezzi ha visto i margini erodersi sempre di più e fa fatica a rimanere competitivo&#8221;.</p>



<p><strong>Come si inserisce la questione Tim nell&#8217;evoluzione della dottrina politica e degli scenari sul rapporto tra sistema-Italia e affari riguardanti operatori strategici?</strong></p>



<p>&#8220;È una domanda complessa che ci dovrebbe portare a discutere sulle privatizzazioni degli anni Novanta, perché lo snodo cruciale è quello. Infatti, la privatizzazione di Telecom è stata, assieme a quella di Autostrade o Alitalia, un caso di scuola di cessione fallimentare, proprio in letteratura. Un susseguirsi di operazioni a debito e passaggi di controllo, nella cornice di un progressivo declino esemplificativo non solo della assenza di strategia con cui si è arrivati alla privatizzazione – finalizzata sostanzialmente a fare cassa per ridurre il debito del Paese – ma anche dell’inadeguatezza dell’imprenditoria privata italiana, che non è stata in grado di valorizzare la società con una politica aziendale di lungo termine. Tim si è trovata così in una fase delicata per gli operatori Tlc con un debito altissimo e una Rete perlopiù vetusta. In questo senso, la cessione dell’infrastruttura, se può apparire discutibile, va anche inserita in questo contesto. Uso le parole di un mio recente articolo per evidenziare quanto la storia di Tim sia esemplificativa del sistema-Italia: il dossier Telecom è uno spaccato in cui si intrecciano capitalismo italiano, diritto, politica, rivalità italo-francese e contraddizioni in seno all’Unione europea, investitori statunitensi, normative protettive sempre più centrali come il Golden Power, l’eredità della stagione delle privatizzazioni. Un caso da manuale&#8221;.</p>



<p><strong>Cosa insegna l&#8217;esperienza Vivendi-Tim dell&#8217;approccio francese al sistema italiano?</strong></p>



<p>&#8220;Non a caso ho menzionato la rivalità italo-francese, evidente in ogni operazione societaria, dalle classiche scalate, come quella di Vivendi su Tim, a innovative joint-venture, come si sta già registrando nel dossier Generali-Natixis. Nel mezzo, entrano in gioco tutti gli strumenti a disposizione, a partire dal Golden Power. L’intervento del Governo nel 2017 ha rappresentato un primo colpo durissimo, a mio parere, nell’esperienza dei francesi di Vivendi in Italia: un esercizio dei poteri speciali ex post, unilaterale e a sorpresa, in un’operazione infra-Ue, con alcune forzature di carattere giuridico. Insomma, come mi è capitato di sottolineare, un approccio ben diverso da quello del 2024, in cui il Governo è intervenuto sì con il Golden Power nella cessione della rete agli americani, ma in modo collaborativo, coordinato e senza problemi di sorta&#8221;.</p>



<p><strong>Insomma, possiamo parlare di una maledizione Italia per i francesi o solo di una maledizione Telecom in generale?</strong></p>



<p>&#8220;Non saprei, ma la storia travagliata di cui abbiamo parlato ha condotto Vivendi già dal 2022 a rinunciare al suo ruolo di socio di maggioranza attivo, tanto che, ironia della sorte, il board su cui si è astenuto è quello che poi ha promosso la strategia della cessione della Rete ai più fortunati, si fa per dire, americani. Quasi inevitabile l’epilogo del dis-investimento cominciato qualche giorno fa. La domanda è se politicamente integrazioni italo-francesi in un settore che necessita di unire le forze siano possibili, dato il precedente fallimentare. Penso se lo stiano chiedendo i cugini di Iliad, alla porta tra gli investitori, sotto l’occhio vigile dello Stato Panottico, che ha sempre pronto il coltello del golden power dalla parte del manico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html">2015-2025: le disavventure di Vivendi in Tim e il futuro della Rete. L&#8217;analisi di Luca Picotti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le grandi manovre attorno a Telecom e le nuove mire francesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 16:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>Telecom Italia è, nuovamente, al bivio per il suo futuro. Nei giorni scorsi due scenari hanno condizionato l&#8217;evoluzione dell&#8217;ex monopolista delle telecomunicazioni. Da un lato, il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha formalizzato l&#8217;acquisto in sinergia con l&#8217;operatore di rete italiano Retelit di Sparkle, la strategica azienda del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">Le grandi manovre attorno a Telecom e le nuove mire francesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p><strong>Telecom Italia</strong> è, nuovamente,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html"> al bivio per il suo futuro</a>. Nei giorni scorsi due scenari hanno condizionato l&#8217;evoluzione dell&#8217;ex monopolista delle telecomunicazioni. Da un lato, il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha formalizzato l&#8217;acquisto in sinergia con l&#8217;operatore di rete italiano Retelit di <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>Sparkle, la strategica azienda</strong> </a>del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi sottomarini. Dopo l&#8217;introduzione della figura del preposto alla sicurezza nazionale in NetCo, la compagnia che raggruppa <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">la rete primaria e secondaria ceduta al fondo americano Kkr</a>, lo Stato italiano delinea un <strong>perimetro chiaro di ciò che ritiene asset critico</strong> per la tutela dell&#8217;interesse pubblico: <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-francia-si-riprende-i-cavi-sottomarini-e-litalia-e-in-scia.html">il controllo sul costruttore di cav</a>i e la possibilità di aver voce in capitolo sul tema della gestione della rete <em>core</em> delle comunicazioni.</p>



<p>A queste dinamiche si è aggiunta, dall&#8217;altro lato, l&#8217;apertura del dossier sulla possibile modifica dell&#8217;assetto proprietario di Tim. Innanzitutto, si è prospettata l&#8217;ipotesi della <strong>fusione per consolidamento tra Tim e la francese </strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/perche-il-5g-non-e-pericoloso-tutto-quello-che-ce-da-sapere.html"><strong>Iliad</strong>, </a>che già alcuni mesi fa aveva adocchiato l&#8217;affare, non procedendo però a causa del <strong>dubbio sulla possibile applicazione del golden power</strong> e dello stop all&#8217;affare da parte del governo Meloni. </p>



<p>L&#8217;acquisizione di Vodafone Italia da parte della svizzera Swisscom, che ha ricevuto il semaforo verde da Palazzo Chigi, ha <strong>spinto Xavier Niel, Ceo di Iliad</strong>, a tentare la sortita in sinergia col fondo di <strong>private equity britannico Cvc Capital Partners</strong>. Ma secondo quanto<a href="https://www.reuters.com/markets/deals/italy-puts-hold-cvc-iliad-plans-telecom-italia-sources-say-2025-02-14/"> riportato da <em>Reuters</em>, da Roma sarebbe pronto, in questo caso, a scattare il pulsante di stop</a>. C&#8217;è sicuramente da valutare l&#8217;eventuale ricaduta competitiva di una fusione che avrebbe portata maggiore di quella approvata nei mesi scorsi: Telecom Italia controlla asset dall&#8217;Italia al Brasile, si sta liberando di un debito-monstre per tornare alla competitività e mantiene un <strong>ricco portafoglio clienti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Iliad su Telecom</h2>



<p>&#8220;<strong>L’integrazione creerebbe un operatore di dimensioni tali da alterare gli equilibri competitivi esistenti, ponendo sfide significative alle autorità antitrust nazionali ed europee</strong>, che dovrebbero valutare attentamente l’impatto sulla dinamica concorrenziale del mercato&#8221; dei servizi di telefonia e di rete, <a href="https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/tim-iliad-o-poste-la-partita-che-ridisegnera-il-mercato-tlc-italiano/">nota <em>AgendaDigitale.eu</em>,</a> aggiungendo che opportunità e rischi vanno soppesati: da un lato, &#8220;il <strong>consolidamento del mercato derivante da questa fusione potrebbe paradossalmente stimolare una nuova fase di innovazione tecnologica</strong>, grazie alla maggiore capacità di investimento della nuova entità&#8221;, mentre dall&#8217;altro &#8220;la riduzione del numero di operatori potrebbe anche portare a un graduale aumento dei prezzi per i consumatori&#8221;. </p>



<p>Telecom e Iliad, fondendosi, potrebbero far <strong>correre il 5G italiano</strong> su nuovi investimenti e nuove prospettive di crescita. L&#8217;alternativa che il Cda di Tim presieduto dal Ceo <strong>Pietro Labriola</strong> sta valutando è quello di una sinergia con Poste Mobile, che subentrerebbe sostituendosi a Cassa Depositi e Prestiti (azionista di Poste e Tim, in quest&#8217;ultima col 9,8% delle quote) nel capitale e sommando la sua ridotta quota nel mercato italiano (6%) a una maggiore disponibilità di risorse fresche per Tim.</p>



<p> Qualora il governo confermasse di aver messo l&#8217;opzione di acquisto francese in stand-by, è difficile che solo la presenza di un&#8217;offerta alternativa, peraltro di minor cabotaggio, mediata da un&#8217;azionista attuale del gruppo di Via Negri e potenzialmente veicolabile dentro la nuova struttura proprietaria del gruppo, <a href="https://www.marketscreener.com/quote/stock/TELECOM-ITALIA-S-P-A-102978/news/Rome-puts-on-hold-Cvc-and-Iliad-s-plans-on-Tim-sources-49066575/">possa <strong>giustificare il freno di Palazzo Chigi</strong></a>. Si possono pensare scenari alternativi. </p>



<p>Il primo punta nella direzione del <strong>riflesso condizionato del &#8220;nazionalismo economico&#8221;</strong> secondo cui, nonostante la messa in sicurezza degli asset chiave, l&#8217;ennesima <strong>scalata francese</strong> a un&#8217;azienda-simbolo dell&#8217;industria di Stato di un tempo, già molto chiacchierata in passato quando a scalarla fu un&#8217;altra compagnia transalpina come Vivendi, proietterebbe un&#8217;immagine di vulnerabilità dell&#8217;Italia. Una manovra paragonabile a quella con cui Joe Biden e Donald Trump negli Usa hanno chiuso le porte in faccia a Nippon Steel per l&#8217;acquisto del gruppo siderurgico <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html">Us Steel. </a>Ma anche questa lettura, da sola, non convince del tutto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni non vuole una rivalità Niel-Musk in Italia?</h2>



<p>Si potrebbe aggiungere a questa chiave di lettura, e al dossier Poste che resta sul tavolo, un <strong>rilancio del grande gioco franco-americano su Telecom</strong>, grande costante delle scalate a Via Negri del passato. Innanzitutto, <strong>qualora Iliad e Niel rilevassero Telecom</strong> in Italia entrerebbe a gamba tesa un attore attivissimo nel presentarsi non solo come manager di punta delle tlc ma anche come<a href="https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/chi-e-xavier-niel-il-miliardario-francese-anti-musk/"> <strong>rivale europeo del più divisivo e strategico magnate</strong> dell&#8217;era presente, <strong>Elon Musk</strong>,</a> la cui<a href="https://it.insideover.com/difesa/starlink-e-non-solo-la-difesa-italiana-studia-le-comunicazioni-spaziali.html"> Starlink </a>è in trattativa da tempo col governo italiano. Non sfugge ai ben informati che già mesi fa Musk sparò a alzo zero tramite la compagnia SpaceX per presunti freni di<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html"> Telecom all&#8217;ingresso dell&#8217;Internet via satellite della sua azienda nel Belpaese.</a> </p>



<p><strong>In un contesto di questo tipo, l&#8217;Italia</strong> si rischierebbe di trovare come schiacciata tra l&#8217;incudine e il martello, questa volta sulla scia della competizione strategica tra l&#8217;imprenditoria e la finanza di Parigi e degli States per dominare le tlc italiche, già espressa nella storia recente di Telecom dalla rivalità tra Elliot e Vivendi e dalla lunga, e infruttuosa, battaglia del gruppo di Vincent Bolloré per <strong>evitare la vendita della rete a Kkr</strong>. Siamo all&#8217;ennesimo capitolo di questa sfida? Possibile, anche se oramai Tim è meno strategica rispetto al passato. Il gruppo di Via Negri resta però un simbolo. E i simboli hanno il loro valore, in economia: quel che è certo è che nulla è ancora deciso e Tim resta oggetto del desiderio (o bersaglio) di molti attori e, in fin dei conti, anche se ammaccata <strong>dimostra di invecchiare bene nell&#8217;era dell&#8217;Ia e della corsa alla frontiera tecnologica.</strong></p>
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