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	<title>scambio prigionieri Archives - InsideOver</title>
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	<title>scambio prigionieri Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tit for tat, la legge di &#8220;scambio&#8221; tra potenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tit-for-tat-la-legge-di-scambio-tra-potenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 11:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Servizi segreti" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tit for Tat. Si traduce con “occhio per occhio” o “pan per focaccia” ed è la base del principio di reciprocità, considerato uno dei cardini del diritto internazionale. Una consuetudine che dai tempi della Guerra Fredda non ha mai smesso di dettare la regola, in positivo e in negativo, negli scambi tra grandi e medie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tit-for-tat-la-legge-di-scambio-tra-potenze.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tit-for-tat-la-legge-di-scambio-tra-potenze.html">Tit for tat, la legge di &#8220;scambio&#8221; tra potenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Servizi segreti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_9878594-e1572364721518-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Tit for Tat.</em> Si traduce con “occhio per occhio” o “pan per focaccia” ed è la base del <strong>principio di reciprocità</strong>, considerato uno dei cardini del diritto internazionale. Una consuetudine che dai tempi della Guerra Fredda<strong> </strong>non ha mai smesso di dettare la regola, in positivo e in negativo, negli <em>scambi</em> tra grandi e medie potenze. Tornando molto frequente nel <strong>confronto ibrido</strong> che continua a vedere contrapposti Occidente e Russia, e riscontrato anche nel nostro ultimo particolare “affare” con l’Iran: l’apparente scambio Sala-Abedini, una giornalista italiana arrestata in Iran per un ingegnere iraniano arrestato in Italia.</p>



<p>Opzioni offensive e <a href="https://www.twz.com/tit-for-tat-escalation-on-the-israeli-lebanese-border">ritorsioni</a> militari, ma anche espulsione di elementi dell&#8217;intelligence, arresti e accordi: per lo scambio di prigionieri statunitensi e prigionieri russi, per quello di ostaggi israeliani per prigionieri palestinesi, di &#8220;<em>diplomatici sospettati</em>&#8221; di essere spie in cambio di &#8220;<em>sospette spie</em>&#8221; accreditate come personale diplomatico. Tutto segue la legge dello scambio, del sacrificato e del sacrificabile, e tutto è sottoposto all’eventualità dell’occhio per occhio nel grande gioco delle potenze. È così che anche l’Italia si è ritrovata invischiata nello scontro tra Stati Uniti e Iran, riscattando la giornalista <strong>Cecilia Sala</strong> in cambio dell’ingegnere iraniano <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/abedini-non-e-estradabile-negli-usa-nordio-chiude-il-caso-dellingegnere-iraniano.html"><strong>Mohammad Abedini Najafabadi</strong>, </a>presunto “<em>uomo dei droni</em>” fermato all’aeroporto Milano Malpensa, su mandato di Washington che avrebbe prima richiesto l’arresto e poi concordato la rinuncia all’estradizione con l’Alleato italiano in forza della missione diplomatica della premier Giorgia Meloni. O almeno, questo è ciò che i pochi dati a disposizione ci lasciano “ricostruire”. La verità riguardo gli scambi che coinvolgono intelligence e politica viene fuori in degli anni, decenni se si toccano le più alte sfere dello spionaggio e degli interessi geostratetigici, non settimane, non mesi.</p>



<p>Quando nel 2018 il Cremlino dichiarò “<em>persone non grate</em>” ventitré&nbsp;diplomatici britannici costretti a lasciare la Federazione Russa quella stessa settimana, fu subito chiara la ragione. Si trattava di una misura “speculare” a quella adottata da Londra dopo la sfacciata operazione condotta dal GRU sul suolo inglese, il tentativo di eliminare l’ex spia russa <strong>Sergei Skripal</strong> con un agente nervino. Si parlò allora di <em><a href="https://time.com/archive/6704816/espionage-a-high-level-game-of-tit-for-tat/">Tit for Tat</a>,</em> e tutti i diplomatici espulsi, da una parte e dall’altra erano considerati elementi vicini all’intelligence se non direttamente membri dei servizi segreti russi (FSB, SVR e dello stesso GRU) sotto copertura diplomatica. Al tempo la stampa era cauta nel parlare apertamente di un conflitti ibridi tra due vecchi blocchi della<strong> Guerra Fredda</strong>, nonostante un scontro in Ucraina fosse già in corso, come si scoprirà solo a posteriori, anche in forza dell’ingerenze di <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">agenti esterni</a>, ma nel mondo dello spionaggio la tendenza portava ogni osservatore attento a concludere che la Guerra Fredda non era mai terminata. Proprio nel 2019, infatti, a&nbsp;<strong>Kaliningrad</strong>, avrà luogo un <em>rendez-vous</em> per uno<a href="https://it.insideover.com/guerra/scambio-di-spie-a-kaliningrad-cosi-si-torna-allepoca-della-guerra-fredda.html"> <strong>scambio di spie</strong></a>&nbsp;tra Russia, Lituania e Norvegia. Quest’ultima estremamente attenzionata dalla NATO dopo i ripetuti allarmi lanciati dal PST, il servizio di sicurezza di <a href="https://it.insideover.com/difesa/norvegia-le-avanguardie-dellesercito-che-tengono-docchio-i-russi-tra-le-nevi-dellartico.html">Oslo</a>.&nbsp;</p>



<p>Come ai tempi del ponte di Glienicke, quando Rudolf Abel venne scambiato con&nbsp;Francis&nbsp;Gary Powers mentre si combatteva in punta di fioretto una guerra silenziosa tra due grandi potenze, un certo <strong>Frode Berg</strong>, colpevole di aver spiato i piani dei nuovi sottomarini nucleari russi venne “scambiato” con una contropartita giudicata all’altezza del profilo. Ma è fu ben poca cosa in confronto al quello che è stato definito come “Il più <a href="https://formiche.net/2024/08/scambio-di-prigionieri-storico-tra-russia-e-stati-uniti-tutti-i-dettagli-sulloperazione/#content">grande scambio</a> di spie dai tempi della Guerra fredda”. Quello avvenuto nell’agosto del 2024, quando 24 prigionieri, tra cui il giornalista americano <strong>Evan Gershkovich</strong> e il presunto colonnello dell’FSB <strong>Vadim Krasikov</strong>, vennero scambiati tra Stati Uniti e Russia. In quell’occasione prigionieri russi furono rilasciati dalle prigioni di Norvegia, Germania, Polonia e Slovenia su richiesta di Washington. Un dato interessante se pensiamo all’affare Abedini nella sua complessità giuridica.</p>



<p>Quando è stata diffusa l’informazione che la giornalista italiana Cecilia Sala era stata arrestata e incarcerata a Teheran, lo scorso 19 dicembre, non si è atteso molto per avanzare l’ipotesi che l’arresto poteva essere in qualche modo “collegato” a <strong>gioco geopolitico</strong>. Un <em>Tit for Tat</em> collegato all’arresto dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini, fermato a Milano il 16 dicembre su richiesta e segnalazione degli americani, che lo hanno associato alla fornitura di materiale usato in un attacco sferrato nel 2023 in Giordania. Il prezzo pagato agli americani potrebbe essere una parte o la totalità dei dati contenuti nei <a href="https://www.lapresse.it/esteri/2025/01/10/caso-sala-legale-abedini-nel-trolley-computer-sim-e-documenti/">dispositivi sequestrati</a> all&#8217;ingegnere che sono ancora nelle mani delle autorità italiane.</p>



<p>E pochi addetti ai lavori hanno esitato nell’affermare che questo &#8220;<em>occhio per occhio diplomatico</em>&#8221; poteva concludersi con <strong>uno scambio tra Roma e Teheran</strong>, con il benestare di Washington. Ora sappiamo che così è stato. Che l’Iran, con una “l<em>unga storia di detenzione di stranieri con accuse di spionaggio</em>” da impiegare come contropartita (lo stesso che aveva liberato nel settembre del 2023 <a href="https://it.euronews.com/2023/09/18/usa-e-iran-scambio-prigionieri-e-6-miliardi-di-dollari-scongelati-ma-liran-resta-un-avvers">cinque americani</a> detenuti per dieci anni nelle carceri di Teheran con l&#8217;accusa di spionaggio in cambio di diversi miliardi di dollari sbloccati su un conto estero), ha accettato di consegnare la giornalista italiana per far <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/abedini-non-e-estradabile-negli-usa-nordio-chiude-il-caso-dellingegnere-iraniano.html">riconsiderare</a> al governo di Roma la posizione di Abedini, e che l&#8217;ingegnere ha fatto ritorno in Iran proprio ieri mattina su un altro <a href="https://it.insideover.com/politica/il-volo-dellintelligence-in-iran-per-rimpatriare-cecilia-sala-il-ruolo-dei-falcon-900-dei-servizi.html">volo della CAI</a>, la piccola compagnia aerea gestita dai servizi segreti italiani che attraverso il vertice dell’<strong>Aise</strong>, generale <strong>Giovanni Caravelli</strong>, hanno svolto un ruolo decisivo nella mediazione.&nbsp;</p>



<p>Ma è il termine di un&#8217;altra vicenda condizionata da un occhio per occhio che in questi e nei prossimi giorni interesserà il mondo. L&#8217;accordo di un cessate il fuoco tra i <strong>Hamas</strong> e <strong>Israele</strong>, che prevedete, oltre a diversi punti strategici compresi nelle bozze dell&#8217;accordo, il <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/scambio-di-prigionieri-israele-hamas-cosa-sappiamo-della-tregua-a-gaza-154240">rilascio degli ostaggi </a>rapiti il 7 ottobre, anche in cambio della liberazione di un certo numero di prigionieri detenuti nelle carceri israeliane. Un accordo che, come dall&#8217;inizio delle ostilità, vede il coinvolgimento della CIA, del Mossad, dei servizi segreti e dei mediatori politici di <strong>Egitto</strong> e <strong>Qatar</strong>. Elementi essenziali per negoziare lo scambio <em>irraggiunto</em> che ha tenuto in piedi una guerra atroce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tit-for-tat-la-legge-di-scambio-tra-potenze.html">Tit for tat, la legge di &#8220;scambio&#8221; tra potenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Russia, salvate il sergente Black. E Evan e Paul e&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-salvate-il-sergente-black-e-evan-e-paul-e.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 15:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sergente black" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240510165420364_027c253598e70534b069b2fbf193fb58-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo caso è quello del sergente Black, un soldato Usa entrato in Russia dalla Corea e arrestato per furto. Ma ci sono poi tutti gli altri  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-salvate-il-sergente-black-e-evan-e-paul-e.html">Russia, salvate il sergente Black. E Evan e Paul e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Un <strong>soldato americano</strong> di stanza in Corea è stato <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2024/05/08/soldier-arrested-russia-pursue-girlfriend/">arrestato in Russia</a> dove doveva incontrare una <strong>donna</strong>: spy story o semplice affare diplomantico? L&#8217;arresto sarebbe collegato a un furto ma si potrebbero citare diversi altri casi, passati e presenti, di americani detenuti in Russia utili a uno scopo. </p>



<p>Sergente di stato maggiore dell&#8217;esercito americano, <strong>Gordon Black</strong>, 34 anni, si è recato in Russia &#8220;senza avvisare i suoi comandanti o ottenere il permesso&#8221; per incontrare una donna con il quale si suppone abbia avuto una relazione, <strong>Aleksandra Vashchuk</strong>, per poi essere accusato di aver <strong>commesso un furto</strong>. Non è chiaro se nella sua abitazione o in un&#8217;altra situazione a Vladivostock, importante città che funge da crocevia con l&#8217;Estremo Oriente, ma le accuse mosse dalla donna sono per il furto di 200mila rubli, più di 2mila dollari, e di atti di violenza. Ora verrà trattenuto fino al 2 luglio ma rischia fino a <strong>cinque anni di prigione</strong>. Non è ancora stato chiaro come sia arrivato lì, ma i funzionari del Pentagono che stanno seguendo il caso hanno dichiarato che il sergente Black, di stanza di Corea presso la Katusa (<em>Korea Augmentation to the United States Army</em>) un&#8217;accademia di addestramento dell&#8217; 8ª armata sudcoreana, era in procinto di cambiare stazione di servizio per essere assegnato a <strong>Fort Cavazos</strong> negli Stati Uniti. La base militare più grande del mondo.</p>



<p>Il portavoce del consiglio di sicurezza nazionale <strong>John Kirby</strong> ha confermato la notizie nei giorni scorsi affermato che gli Stati Uniti di sarebbero occupati della questione, una questione che potrebbe <strong>complicare ulteriormente</strong> le intricate relazioni tra i due Stati che, come è noto, hanno sempre portato avanti trattative per lo scambio di detenuti civili, prigionieri militari, e spie. Trattenendo il più possibile e incarcerando preventivamente cittadini americani accusati di aver commesso illeciti in maniera spesso arbitraria. Nel passato recente il giornalista americano <strong>Evan Gershkovich</strong> del <em>Wall Street Journal</em>, arrestato a Ekaterinburg negli Urali, venne e accusato di spionaggio e incarcerato nel carcere di massima sicurezza di <strong>Lefortovo</strong> per oltre un anno. Mentre i tribunali russi si sono sempre impegnati a prolungare la sua detenzione respingendo le richieste di rilascio. Un esempio di come i russi trattano questo genere di faccende.</p>



<p>La Russia ha una lunga storia di cittadini e soldati americani trattenuti sul proprio suolo o comunque sotto la pressione del proprio governo. Conosciamo tutti la vicenda di <strong>Francis Gary Powers</strong>, pilota dell&#8217;Us Air Force agli ordini della CIA abbattuto a bordo di un aereo spia mentre era in volo stratosferico, trattenuto in Unione Sovietica e scambiato con la spia del KGB <strong>Rudolf Ivanovic Abel</strong> &#8211; e il suo collegamento a <strong>Frederic Pryor</strong>, lo studente di economia di Yale, trattenuto come &#8220;spia&#8221; dalla Stasi in Germania Est ma rilasciato con il benestare di Mosca &#8211; ma ci sono molti casi, alcuni estremamente recenti, che riguardano cittadini americani trattenuti per spionaggio o altri presunti &#8220;crimini&#8221; nelle strutture carcerarie russe. Ad esempio la campionessa di basket americana <strong>Brittney Griner</strong>, accusata di detenzione di stupefacenti per aver portato in aeroporto un <em>vaper </em>e un liquido contenente della cannabis. Venne rilascia solo in cambio del rilascio, dalla parte americana, del <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/12/il-mercante-di-morte-russo-in-cambio-della-cestista-americana-scena-da-bridge-of-spies-per-biden-886ff1e3-cdad-4bee-98be-1561b417e645.html">trafficante di armi</a> russo <strong>Viktor Bout</strong>. Lo scambio di prigionieri avvenne all&#8217;aeroporto di Abu Dhabi, grazie alla mediazione congiunta di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.</p>



<p>Lo &#8220;<strong>scambio di detenuti</strong>&#8221; è una pratica frequente tra Federazione Russa e Stati Uniti, o altri stati navetta che rientrano all&#8217;interno di alleanze e concomitanze di interessi. Un altro prigioniero di cittadinanza statunitense <strong>Paul Whelan</strong>, ex-marine e consulente per la sicurezza privata<a href="https://www.ilpost.it/2023/08/29/paul-whelan-spionaggio-russia-stati-uniti/"> incarcerato in Russia</a> dal dicembre 2018 con l<strong>&#8216;accusa di spionaggio</strong> che il Governo degli Stati Uniti ha &#8220;dichiarato essere infondate&#8221;, mentre i russi hanno dichiarato di averlo trovato in possesso &#8220;di una chiavetta Usb contenente informazioni riservate sullo Stato russo&#8221;, è stato oggetto di trattative dell&#8217;amministrazione Biden e dallo stesso <strong>Antony Blinken</strong>. Che non devono aver trovato una contropartita abbastanza<em> eccellente</em> richiesta o da restituire al Cremlino.</p>



<p>Tra gli americani attualmente imprigionati in Russia oltre Whelan, elenca il <em>Washington Post</em>, ci sono <strong>Alsu Kurmasheva</strong>, giornalista arrestata mentre era in visita dai parenti e accusata di non essersi dichiarata cittadino straniero; <strong>Marc Fogel</strong>, insegnante giudicato colpevole nel 2022 per possesso di marijuana medica; <strong>Ksenia Khavan</strong>a, estetista arrestata durante un viaggio in Russia per visitare la famiglia a febbraio accusata di aver donato fondi all&#8217;<strong>Ucraina</strong>; <strong>Travis Leake</strong>, insegnante arrestato l&#8217;anno scorso con l&#8217;accusa di<strong> droga</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-salvate-il-sergente-black-e-evan-e-paul-e.html">Russia, salvate il sergente Black. E Evan e Paul e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Londra all&#8217;Ucraina per combattere i russi: &#8220;Ora sono condannato a morte&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/da-londra-allucraina-per-combattere-i-russi-ora-sono-condannato-a-morte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2022 08:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[scambio prigionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ha gli occhi scavati, la postura ricurva e una decisa astinenza da nicotina. Aiden Aslin, 28 anni, ex operatore socio-sanitario britannico del Nottinghamshire arruolatosi con i marine ucraini per combattere contro la Russia, chiede una sigaretta mentre si &#8220;accomoda&#8221; sullo sgabello saldamente bullonato al pavimento della piccola cella del penitenziario di Donetsk adibita in via &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/da-londra-allucraina-per-combattere-i-russi-ora-sono-condannato-a-morte.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><span style="font-size: 1rem;">Ha gli occhi scavati, la postura ricurva e una decisa astinenza da nicotina. <strong>Aiden Aslin</strong>, 28 anni, ex operatore socio-sanitario britannico del Nottinghamshire arruolatosi con i marine ucraini per combattere contro la Russia, chiede una sigaretta mentre si &#8220;accomoda&#8221; sullo sgabello saldamente bullonato al pavimento della piccola cella del penitenziario di <strong>Donetsk</strong> adibita in via eccezionale a sala conferenze. </span><span style="font-size: 1rem;">«Avevo provato a smettere, ma a <strong>Mariupol</strong> ho ricominciato, la guerra è stata più dura di quanto potessi mai immaginare. Poi le sigarette sono finite come tutto il resto. In quella situazione valgono più dei soldi&#8230;</span><span style="font-size: 1rem;">», dice. Catturato dalle forze russe nella città assediata sul Mar d&#8217;Azov ad aprile insieme ad un altro cittadino britannico, Shaun Pinner, 48 anni, è stato <strong>condannato a morte</strong> per &#8220;attività mercenarie&#8221; e &#8220;terrorismo&#8221; dalla Corte della Repubblica Popolare di Donetsk, che la comunità internazionale non riconosce.</span></p>
<div dir="auto">
<p>Il suo legale, Pavel Kosovan, ha fatto <strong>appello</strong> in Cassazione. Se dovesse essere rigettato, Aslin verrebbe <strong>fucilato</strong>. Da diverse settimane cerca come può di spronare i funzionari britannici di negoziare per suo conto <strong>uno scambio</strong> (non per forza tra prigionieri di guerra), una estradizione o qualsiasi cosa possa permettergli di evitare la morte.</p>
<p>Il ministro degli Esteri della Corona,<strong> Liz Truss</strong>, dopo la sentenza aveva dichiarato: «Condanno totalmente la condanna di Aiden Aslin e Shaun Pinner, detenuti da proxy russi nell&#8217;Ucraina orientale. Sono prigionieri di guerra. Questa è una sentenza falsa, assolutamente priva di legittimità&#8230; Il mio pensiero va alle famiglie. Continuiamo a fare tutto il possibile per sostenerle».</p>
<p>Quando accetta di incrociare la telecamera di <em>InsideOver</em>, la prima testata italiana a raggiungerlo in esclusiva, appare relativamente sereno e molto loquace: «La mia condizione, soprattutto mentale, sta migliorando rispetto alle ultime settimane, da quando ho saputo che il processo di appello sta andando avanti le cose vanno meglio. Ho di nuovo <strong>speranza</strong>&#8220;.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Il disertore britannico" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/juoR13i17c4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p><strong>Ha qualche novità in proposito?</strong></p>
<p>&#8220;Il mio avvocato sta facendo un grande lavoro e spero che la Corte possa accogliere l&#8217;appello e rivedere la sentenza tramutandola in una pena diversa dalla condanna a morte&#8221;.</p>
<p><strong>I suoi tentativi di contattare il governo britannico stanno andando avanti?</strong></p>
<p>&#8220;Dopo quasi quattro mesi qui la DPR mi consente di contattare ogni settimana Londra e ogni settimana chiedo all&#8217;ufficio del Ministero degli Esteri se c&#8217;è qualche novità sulla mia situazione e se c&#8217;è in ballo qualche tipo di negoziato i sforzo diplomatico per consentirmi di ritornare dalla mia famiglia. Mi rispondono sempre la stessa cosa&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Cioè?</strong></p>
<p>&#8220;Che le cose stanno procedendo in questa direzione ma non c&#8217;è nessuna novità concreta di cui possono darmi conto perché sono informazioni <strong>top secret</strong>. Ma io ne ho bisogno, per il mio benessere mentale. Gli ho persino fornito io un canale di comunicazione con la DPR ma non l&#8217;hanno mai utilizzato&#8221;.</p>
<p><strong>Le hanno spiegato il perché?</strong></p>
<p>&#8220;Dicono che non possono parlare direttamente con le autorità di Donetsk perché è una Repubblica non riconosciuta. Gli ho risposto che, tuttavia, con l&#8217;YPG in Siria parlano eccome. Ero lì nel 2017 quando il governo britannico mandò i suoi referenti a <strong>Kobane</strong>. È un atteggiamento molto ipocrita. Ho chiesto di individuare quantomeno un mediatore. Ma non ho novità in merito. E non ho cercato solo di mettermi in contatto con loro ma anche con le <strong>Nazioni Unite</strong>, con la <strong>Croce Rossa</strong>, con <em>Human Rights Watch</em>. Ho provato ad inviare mail al Ministero della Difesa, all&#8217;<strong>MI5</strong>. Ho provato a sentire anche l&#8217;ufficio del Presidente <strong>Zelensky&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>E cosa dicono?</strong></p>
<p>&#8220;Parte la segreteria. Da quasi quattro mesi, anche da prima che arrivasse la sentenza che era già quasi scontata, mi è sempre stato ripetuto da Londra che la mia fosse una priorità assoluta. Ma sono ancora qui. Mentre vedo altri che vengono scambiati. Ce ne sono stati almeno 3. L&#8217;unica iniziativa degna di nota è stata l&#8217;incontro tra mia madre e l&#8217;ambasciatore ucraino a Londra&#8221;.</p>
<p><strong>Com&#8217;è andata?</strong></p>
<p>&#8220;Ho fatto richiesta di metterla in contatto con le autorità ucraine a Kiev giusto per avere una connessione visto che non riesco a raggiungerle direttamente. Dell&#8217;ambasciata hanno fissato altri meeting a distanza non così ravvicinata ed è passato quasi un mese senza alcun feedback. Considerando che ho servito nell&#8217;esercito ucraino mi sembra un trattamento riservato a me e alla mia famiglia quantomeno <strong>minimale&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Si sente disconosciuto?</strong></p>
<p>&#8220;Sì, direi di sì. Questo rifiuto di confrontarsi non lo comprendo e credo che questo atteggiamento da parte dell&#8217;Ucraina sia uno dei motivi per cui in questi 8 anni non si sia mai riusciti a trovare una soluzione pacifica con Donetsk. Sento tanta desolazione, spero sia la parola corretta, non ho finito le scuole [sorride, dicendo &#8220;<em>desolution</em>&#8221; anziché &#8220;<em>desolation</em>&#8220;]&#8221;.</p>
<p><em>NdR: Dalle informazioni in nostro possesso Boris Johnson e Volodymyr Zelensky si sarebbero confrontati anche su questa questione il 22 luglio durante il colloquio telefonico con cui il Primo ministro uscente ha rassicurato il Presidente ucraino in merito al pieno sostegno del Regno Unito a Kiev anche nella prossima legislatura. Zelensky avrebbe promesso che avrebbe continuato a lavorare per lo scambio dei prigionieri britannici.</em></p>
<p><strong>Potrebbe aiutarci a ricostruire i passaggi del percorso che l&#8217;hanno portata a combattere con la 36esima Brigata dei Marine ucraini?</strong></p>
<p>&#8220;All&#8217;incirca quattro anni fa, sono arrivato in Ucraina a febbraio. Poco prima avevo iniziato a trascorrere un periodo difficile in Gran Bretagna. Le persone che avrebbero potuto riconoscermi mi vedevano come quello che aveva combattuto con l&#8217;<strong>YPG</strong> nel 2015 e poi anche nel 2017. Dopo l&#8217;arruolamento nell&#8217;YPG al mio ritorno sono stato pesantemente&#8230; pesantemente&#8230; cerco di trovare la parola giusta, &#8220;molestato&#8221;, pesantemente molestato dalla polizia britannica. Sono stato arrestato con l&#8217;accusa di <strong>terrorismo contro l&#8217;Isis</strong>. Sa, se qualcuno conosce concetti di base come il terrorismo e così via allora non può non chiedersi come possa esistere un terrorista che combatte contro i terroristi?&#8221;</p>
<p><strong>Quindi è stato arrestato&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Hanno cercato di arrestarmi. Hanno chiesto di applicare la legge sul terrorismo e volevano accusarmi di terrorismo. Non ha mai funzionato per i motivi che ho detto e in pratica l&#8217;accusa è stata <strong>respinta</strong>. Ma le molestie che ho dovuto subire mi hanno fatto venire voglia di emigrare.  Nel 2017 quando tornai di nuovo in Gran Bretagna dopo il mio secondo viaggio in Siria ho conosciuto una donna su un sito di incontri. Abbiamo parlato per un po&#8217; e lei viveva in <strong>Ucraina</strong>. Così ho pensato di andare a vivere in Ucraina perché all&#8217;epoca stavo ancora lottando per trovare lavoro in Gran Bretagna e in generale non stavo più bene. Ogni volta che vado in un aeroporto vengo fermato, interrogato e anche ora quando vado negli aeroporti soffro pesantemente di <strong>attacchi di panico</strong>, perché ho sempre la sensazione che qualcuno mi fermi e mi prenda da parte e rovini tutto&#8221;.</p>
<p><strong>Voleva cambiare Paese?</strong></p>
<p>&#8220;Ho pensato che fosse la cosa migliore da fare iniziare una nuova vita, e volevo andare in un Paese in cui potessi ottenere la cittadinanza rapidamente, senza dover dipendere più dalla cittadinanza britannica, con i problemi che si presentavano ogni volta che andavo in aereo da qualche parte. Dopo aver fatto delle ricerche, ho considerato diverse soluzioni, come ad esempio la <strong>Legione straniera francese</strong>. Ho deciso di non unirmi a loro perché avevo amici che erano nella Legione Straniera e mi avevano detto che non ti trattano bene, eccetera. E il contratto è di cinque anni. Poi ho considerato l&#8217;Ucraina perché ho saputo che lì si può prestare servizio militare e ottenere la cittadinanza ucraina in <strong>tre anni</strong>. Quindi per me era l&#8217;ideale, tre anni. E poi potevo lasciare. Così sono arrivato a febbraio&#8230; Ho avuto qualche problema a trovare il modo giusto per arruolarmi ufficialmente. Alla fine, dopo un po&#8217; di tempo, sono riuscito ad arruolarmi ufficialmente nel settembre del 2019&#8243;.</p>
<p><strong>Che esperienza è stata?</strong></p>
<p>&#8220;Il servizio militare in Ucraina non è&#8230; vorrei poterlo riassumere in una parola, <strong>corruzione</strong>, un sacco di <strong>nonnismo</strong>. Sono stato in una stanza ucraina negli ultimi quattro anni, quando abbiamo fatto un test psicologico per ottenere maggior consapevolezza. Chi si sottopone pensa di essere una unità d&#8217;élite. L&#8217;addestramento che ricevevamo invece è <strong>davvero minimo</strong>. Direi che è probabilmente peggiore dell&#8217;addestramento dei soldati di leva, perché ci sono molte persone che vanno là fuori pensando di essere soldati d&#8217;élite quando l&#8217;addestramento che hanno ricevuto è davvero minimo. E lo avete visto a Mariupol&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>In che senso?</strong></p>
<p>&#8220;Soprattutto i nostri comandanti ci hanno praticamente messo in una posizione scomoda e nonostante sapevano che sarebbe finita male sia per i soldati che per i civili della città. Ho già raccontato che il comandante della brigata ha ricevuto un ordine di lasciare la posizione, per qualsiasi motivo, non so perché. E poi mentre stavamo tentando di trovare le diverse direzioni per <strong>Zaporizhzhia</strong> nel primo giorno dell&#8217;operazione, ci ha detto di ripiegare a Mariupol presso l&#8217;acciaieria <strong>Ilycha</strong>. E quella fu la nostra destinazione finale, dove alla fine ci saremmo arresi e, attraverso molteplici incontri con altri prigionieri, venimmo a sapere che il motivo per cui andammo lì era che il nostro comandante disobbedì agli ordini. Aveva disobbedito agli ordini come ha fatto il <strong>Battaglione Azov</strong> che si rifiutava di lasciare la città in qualsiasi circostanza. Così chiesero anche al mio gruppo, e a tutti gli altri dislocati e a tutte le unità militari in città di rimanere a difendere la città, cosa che militarmente era una pessima idea&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa glielo faceva pensare?</strong></p>
<p>&#8220;Avevamo visto che stavamo per essere circondati da tutte le direzioni e questa scelta ha causato enorme perdita di vite umane e un enorme livello di distruzione. Si sarebbe potuto evitare se tutti i comandanti avessero fatto ciò che avrebbero dovuto fare e avessero rispettato, ad esempio, <strong>le vite dei soldati, delle famiglie e le vite dei civili</strong> e avessero semplicemente lasciato la città&#8221;.</p>
<p><strong>Non era abbastanza motivato per combattete?</strong></p>
<p>&#8220;Ho cercato di uscire dall&#8217;esercito. Quando il mio contratto è terminato l&#8217;anno scorso, stavo seguendo la procedura per prendere la cittadinanza ucraina e sono andato all&#8217;ufficio immigrazione e mi hanno detto che non potevo ancora prendere la cittadinanza ucraina perché c&#8217;era un&#8217;altra legge che ti impedisce di prenderla dopo che sei veterano o non so cosa volessero inventarsi. Ho dovuto firmare un contratto di <strong>un altro anno</strong> per poter aspettare l&#8217;entrata in vigore di una nuova legge, ma era già troppo tardi per l&#8217;inizio della guerra. Quindi eccomi qui&#8221;.</p>
<p><strong>Ha pensato di fuggire?</strong></p>
<p>&#8220;Quando, il primo giorno, è iniziata l&#8217;operazione, io volevo provare a disertare, ma era troppo pericoloso per me cercare di allontanarmi dalle posizioni perché si rischiava di finire sotto bombardamenti pesanti e colpi di artiglieria. Così ho aspettato fino a quando non ci siamo ritirati. Ho provato a <strong>disertare</strong> e ho visto che si combatteva in lontananza. Quindi non ero ben sicuro della situazione e sapevo che se fossi andato in quella direzione e fossi stato catturato, difficilmente sarei stato visto come un disertore. E non sarei mai stato scambiato. Così il comandante disse di aspettare a Mariupol e cercare un passaggio verso Zaporizhzhia&#8221;.</p>
<p><strong>Poi cos&#8217;è successo?</strong></p>
<p>&#8220;Quando siamo arrivati lì ci dissero che <strong>eravamo circondati</strong> e sa, anche le persone di lì, c&#8217;erano soldati ucraini nella mia unità che volevano disertare e <strong>non volevano combattere</strong>. C&#8217;erano anche altri stranieri che ho incontrato e cercavano di far aprire gli occhi ai comandanti affinché sapessero com&#8217;era la situazione davvero. Preferivano lasciare la città e permettere che rimanesse in piedi piuttosto che rimanere lì e causare distruzione in questo modo. Non li hanno ascoltati.<br />
Noi, come ho detto, sapevamo come era la situazione. I russi stavano avanzando dalla direzione della Crimea e le forze della DPR stavano arrivando dalle altre due direzioni. Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che se si è circondati <strong>non c&#8217;è via d&#8217;uscita&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Come hanno reagito gli altri marines?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;erano molti soldati che si sentivano <strong>delusi</strong>. Si sono sentiti traditi dal regime di Kiev. Be&#8217; in pratica ci hanno <strong>lasciati a morire</strong>. Ci hanno messo in questa posizione e continuavano a dire: &#8220;Oh, i nostri eroi stanno ancora difendendo Mariupol&#8221;. Ma in quel momento intorno a noi c&#8217;erano forse 200 chilometri in territorio nemico. E ho trovato così paternalistico che quella cantilena fosse come un modo per mostrarci una carotina, un <strong>premio di consolazione</strong>. Ma non stavano facendo nulla per aiutarci ad uscire da quella situazione. Sa, i russi e la DPR ci hanno offerto, come al nostro comando, la possibilità di attraversare un corridoio verso il territorio ucraino. L&#8217;unica cosa che avremmo dovuto fare era deporre le armi e andarcene, era tutto quello che dovevano fare e potevamo riprenderci la nostra vita e tornare in territorio ucraino. I comandanti ucraini a Mariupol hanno rifiutato questa offerta. Al tempo nessuno di noi ne aveva sentito parlare. Io l&#8217;ho saputo forse due settimane dopo. La cosa mi irrita molto&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>La irrita?</strong></p>
<p>&#8220;Sì, perché avevano la possibilità di lasciare pacificamente la città. Lasciando le nostre armi, lasciando qualsiasi cosa e tornando dalle nostre famiglie. Ma loro hanno scelto di non farlo e di metterci in quella posizione in cui sapevano che molti di noi sarebbero morti o sarebbero stati catturati. Noi ci siamo arresi, altri sono andati a cercare una via d&#8217;uscita, e i comandanti che hanno preso queste decisioni sono finiti per rimanere chiusi dentro l&#8217;<strong>Azovstal</strong> con il Battaglione Azov, eccetera.<br />
Anzi, la cosa in realtà non mi irrita mi fa proprio arrabbiare, il fatto che abbiano preso queste decisioni quando gli era stata offerta una via d&#8217;uscita&#8221;.</p>
<p><strong>Avevano qualche piano d&#8217;emergenza magari&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Io non so per quanto tempo avessero intenzione di rimanere lì dentro i nazionalisti che dicevano di voler combattere, lottare fino alla morte, come direbbero alcuni di loro, di combattere come una specie di <strong>vichinghi</strong>. Ma invece la cosa che trovo davvero ironica è che gli è stato ordinato di arrendersi e loro si sono arresi, <strong>facendo comunque</strong> tutto quello che dicevano di non voler mai fare per una via d&#8217;uscita pacifica. La DPR e i russi hanno dato all&#8217;Ucraina qualche giorno prima dell&#8217;operazione l&#8217;opportunità di lasciare Donetsk e Lugansk, se l&#8217;avessero fatto, dubito fortemente che sarebbe successo qualcosa di simile. Avrebbero rispettato l&#8217;accordo, ringraziato, e avrebbero detto: &#8216;Ok ora possiamo lavorare ad una soluzione pacifica con il dialogo&#8217;. Ma l&#8217;Ucraina, come ho detto, negli ultimi otto anni ha rifiutato qualsiasi tipo di dialogo. E questo è il punto in cui ci troviamo oggi&#8221;.</p>
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		<title>Come avviene lo scambio dei prigionieri tra russi e ucraini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-avviene-lo-scambio-dei-prigionieri-tra-russi-e-ucraini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 13:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[assedio Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[scambio prigionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=352288</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Propongo uno scambio tra questo vostro uomo e gli uomini e donne ucraini detenuti dai russi!. A dirlo nelle scorse ore è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a proposito dell&#8217;arresto di Viktor Medvedchuk, oligarca filorusso vicino a Putin catturato ieri dagli ucraini. La proposta di Zelensky, anche se al momento sembrerebbe poco presa in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-avviene-lo-scambio-dei-prigionieri-tra-russi-e-ucraini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-avviene-lo-scambio-dei-prigionieri-tra-russi-e-ucraini.html">Come avviene lo scambio dei prigionieri tra russi e ucraini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Propongo uno scambio tra questo vostro uomo e gli uomini e donne ucraini detenuti dai russi!. A dirlo nelle scorse ore è stato il presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">Volodymyr Zelensky</a>, a proposito dell&#8217;arresto di <strong>Viktor Medvedchuk</strong>, oligarca filorusso vicino a Putin catturato ieri dagli ucraini. La proposta di Zelensky, anche se al momento sembrerebbe poco presa in considerazione con Mosca che parla del pericolo di &#8220;processi sommari&#8221; contro Medvedchuk, rilancia un tema molto delicato in questa guerra. Quello cioè relativo ai <strong>prigionieri</strong> di guerra. Lo scambio di soldati finiti nelle mani dei rispettivi nemici è uno dei passaggi più delicati sia durante il conflitto che dopo. In Ucraina il primo è avvenuto il 24 marzo. Ne sono seguiti altri, alcuni annunciati ufficialmente e altri invece avvenuti sottobanco. Ma in che modo russi e ucraini lavorano per il ritorno a casa dei prigionieri?</p>
<h2>I tre scambi di prigionieri dall&#8217;inizio della guerra</h2>
<p>A fine marzo gli ucraini hanno potuto dare un volto e un nome al militare che il 24 febbraio, primo giorno di conflitto, ha mandato a quel paese l&#8217;equipaggio di una nave militare russa che chiedeva la resa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/lattacco-allisola-dei-serpenti.html">guarnigione ucraina presente sull&#8217;isola dei Serpenti</a>. Si chiama <strong>Roman Gribov</strong> ed è originario della regione di Cherkasy. Le sue parole hanno contribuito ad innalzare molto il morale della popolazione ucraina. Anche perché la propaganda di Kiev inizialmente aveva detto che dopo il plateale diniego ad arrendersi, tutti e 13 i soldati presenti sull&#8217;isolotto posto sul Mar Nero erano stati uccisi. Non era vero. Ma quell&#8217;intercettazione diffusa sui media ha rappresentato, agli occhi dell&#8217;opinione pubblica, il primo secco &#8220;<em>Niet</em>&#8221; alla resa. Gribov è tra i primi prigionieri di guerra rientrati a casa. Assieme a lui, anche le 15 soldatesse incontrate dalla vicepremier <strong>Irina Vereshchuk</strong>, ritrovate con la testa rasata dopo alcuni giorni di prigionia, rappresentano il segno tangibile dell&#8217;avvio dello scambio di soldati e civili detenuti da entrambe le parti.</p>
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<li><a href="https://bit.ly/3M4xR6y"><strong>L&#8217;attacco all&#8217;Isola dei Serpenti</strong></a></li>
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<p>Il primo vero scambio è del 24 marzo. Un mese esatto dopo l&#8217;avvio del conflitto. Forse quindi una data non scelta per caso. A dare notizia di quello scambio è stata ancora una volta Irina Vereshchuk: &#8220;Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">presidente Zelensky</a> &#8211; ha dichiarato alla stampa &#8211; ha firmato un atto che ha dato il via al primo scambio di prigionieri. In cambio di 10 occupanti catturati, abbiamo ritirato 10 dei nostri militari&#8221;. In quell&#8217;occasione inoltre c&#8217;è stato uno scambio di civili: gli ucraini hanno fatto tornare in Russia gli 11 marinai salvati da una nave affondata a largo di Odessa mentre, dall&#8217;altro lato, i russi hanno permesso il rientro a casa di 19 ucraini catturati nei giorni precedenti sulla nave da soccorso <strong>Sapphire</strong>.</p>
<p>Il secondo scambio è avvenuto invece il 2 aprile. Kiev in questo caso ha reso noto soltanto il numero di soldati ucraini tornati in patria: &#8220;86 nostri eroi sono adesso a casa&#8221;, ha sottolineato quel giorno la vice premier. Tra gli 86 liberati anche le 15 donne incontrate dalla stessa Vereshchuck. Infine il 9 aprile il terzo e ultimo scambio fin qui ufficialmente registrato. Dodici militari ucraini e quattordici civili sono rientrati a casa. Poi ci sono anche scambi non resi pubblici. Coinvolgono diversi civili, tra cui ad esempio sindaci arrestati dai russi nei territori occupati nel sud dell&#8217;Ucraina. Il caso più famoso in tal senso è quello di <strong>Ivan Fedorov</strong>, sindaco di <strong>Melitopol</strong> rientrato tra le fila ucraine dopo lo scambio con 9 militari russi.</p>
<h2>Gli accordi tra Mosca e Kiev per il rientro a casa dei soldati</h2>
<p>Lo scambio di prigionieri non è un fatto secondario. In un contesto dove tra le parti vige la più assoluta <strong>diffidenza</strong>, dove i negoziati non decollano, dove a parlare sono unicamente le <strong>armi</strong> e dove, infine, spesso non si riesce a trovare un&#8217;intesa sui <strong>corridoi umanitari</strong>, il fatto che avvenga un passaggio di mano di soldati e civili detenuti dalla parte avversaria è l&#8217;unico aspetto che rende vivo un canale di dialogo. Non era quindi affatto scontato che decine di militari, da una parte e dall&#8217;altra, fossero scambiati in queste settimane così difficili. In una fase poi dove sono emerse, da una parte e dall&#8217;altra, casi di torture sui prigionieri, elemento in grado di aumentare lo scetticismo in fase di contrattazione.</p>
<p>Alcuni scambi, hanno fatto sapere fonti diplomatiche ai media ucraini, sono stati concordati negli incontri ufficiali tra le delegazioni. Altri invece sono il frutto di singole mediazioni avvenute in territori terzi. Sul <em>Corriere della Sera</em> Giusi Fasano ha raccontato di possibili incontri avvenuti nei giorni scorsi in <strong>Turchia</strong> oppure, più probabilmente, in <strong>Bielorussia</strong>. Riportare a casa i prigionieri è tra le priorità sia di Kiev che di Mosca. Tanto che le contrattazioni vanno oltre l&#8217;attuale clima di stallo politico. Una volta concordato il numero di detenuti da scambiare, le due parti diramano delle liste di nomi e poi si arriva alla fase finale. Quella cioè della liberazione delle persone da scarcerare e degli incontri per il loro rilascio. Uno di questi è avvenuto sicuramente a <strong>Zaporizhzhia</strong>, lì dove le posizioni degli ucraini e dei russi avanzati nel sud del Paese sono molto vicine. Altri incontri in tal senso sarebbero avvenuti nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina.</p>
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		<title>Scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/scambio-di-prigionieri-tra-russia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 10:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[scambio prigionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scontroi in Donbass" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa Agi, l&#8217;Ucraina ed i separatisti filo-russi del Donbass sarebbero giunti all&#8217;accordo relativo allo scambio di prigionieri di guerra, come preannunciato nelle settimane precedenti. I detenuti sono attualmente ancora sotto custodia delle controparti, a seguito della cattura durante il conflitto che ha interessato le regioni orientali dell&#8217;Ucraina dal 2014 a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/scambio-di-prigionieri-tra-russia-e-ucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scontroi in Donbass" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ucraina-guerra-in-Donbass-La-Presse-e1572452570669-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa <em>Agi, </em>l&#8217;<strong>Ucraina</strong> ed i separatisti filo-russi del Donbass sarebbero giunti all&#8217;accordo relativo allo <strong>scambio di prigionieri</strong> di guerra, come preannunciato nelle settimane precedenti. I detenuti sono attualmente ancora sotto custodia delle controparti, a seguito della cattura durante il conflitto che ha interessato le regioni orientali dell&#8217;Ucraina dal 2014 a questa parte. Non sono ancora certi i numeri reali dello scambio che, secondo i dati, dovrebbero attestarsi sulle 87 unità detenute attualmente dal governo di Kiev. I prigionieri attualmente in mano al governo ucraino consisterebbe in un&#8217;unità di polizia accusata di aver ucciso dei manifestanti ucraini durante le proteste del 2014 allo scoppio della guerra civile. I separatisti filo-russi si sarebbero invece impegnati a riconsegnare all&#8217;Ucraina 55 detenuti, attualmente sotto la loro custodia, come riferito dallo stesso gruppo separatista.</p>
<p>Lo scambio, programmato nella zona di <strong>Mayorske</strong>, attuale check-point militare, sarebbe già in atto in queste ore, stando a quanto riferito dal presidente ucraino per mezzo del suo account twitter. Dichiarazione questa che rende ormai quasi certo l&#8217;esito positivo dello scambio che aveva interessato nell&#8217;ultima settimana i militari ucraini ed i separatisti filo-russi sostenuti da Mosca.</p>
<p>Il possibile esito positivo delle trattative era già stato preannunciato nei giorni precedenti al Natale (fonte <em>Reuters</em>), a seguito dei <strong>contatti trilaterali</strong> tra Kiev ed i separatisti attivi nelle zone di Donetsk e Luhansk. All&#8217;incontro avrebbe partecipato anche Martin Sajdik, il rappresentante dell&#8217;Osce incaricato per l&#8217;Ucraina, nel ruolo di intermediario, <a href="https://www.reuters.com/article/us-ukraine-crisis-osce/osce-says-east-ukraine-prisoner-exchange-to-take-place-by-year-end-idUSKBN1YR1M9">come riferito dalla stessa agenzia di stampa dell&#8217;organizzazione internazionale</a>.</p>
<p>Secondo quanto si apprende dall&#8217;agenzia di stampa russa <em>Ria</em>, <a href="https://www.reuters.com/article/us-ukraine-crisis-prisoners/russian-envoy-says-terms-agreed-for-new-prisoner-swap-with-ukraine-ria-idUSKBN1YR1HN">l&#8217;ultimo scambio di prigionieri risalirebbe allo scorso settembre</a>. L&#8217;operazione, fortemente <strong>apprezzata</strong> dall&#8217;opinione pubblica estera, aveva preannunciato una possibile distensione tra i Paesi che ha aiutato nella gestione dell&#8217;odierno scambio dai numeri decisamente più consistenti. Le speranze si riversano adesso anche su una decisiva risoluzione nel prossimo futuro anche riguardo la questione del Donbass, che da oltre cinque anni sta interessando il Paese a causa della guerra civile in atto.</p>
<p>La <strong>conclusione delle trattative</strong> di accordo arrivano dopo una distensione tra Kiev e Mosca anche per il <a href="https://www.reuters.com/article/us-russia-ukraine-gas-tariffs/ukraine-sets-new-tariffs-for-russian-gas-transit-to-europe-idUSKBN1YS0UY">raggiungimento dell&#8217;accordo riguardante i gasdotti di Gazprom</a> in Ucraina, cui punto di contatto ha soddisfatto le esigenze di entrambe le Nazioni. Nonostante la questione relativa alla nuova linea di trasporto che collega la Russia alla penisola di Crimea abbia creato il rischio di un nuovo aumento delle tensioni, i fatti relativi ai gasdotti europei hanno disteso i rapporti tra i Paesi, avvicinati dagli interessi economici che ora come mai fanno gola ad entrambi.</p>
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