Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Agi, l’Ucraina ed i separatisti filo-russi del Donbass sarebbero giunti all’accordo relativo allo scambio di prigionieri di guerra, come preannunciato nelle settimane precedenti. I detenuti sono attualmente ancora sotto custodia delle controparti, a seguito della cattura durante il conflitto che ha interessato le regioni orientali dell’Ucraina dal 2014 a questa parte. Non sono ancora certi i numeri reali dello scambio che, secondo i dati, dovrebbero attestarsi sulle 87 unità detenute attualmente dal governo di Kiev. I prigionieri attualmente in mano al governo ucraino consisterebbe in un’unità di polizia accusata di aver ucciso dei manifestanti ucraini durante le proteste del 2014 allo scoppio della guerra civile. I separatisti filo-russi si sarebbero invece impegnati a riconsegnare all’Ucraina 55 detenuti, attualmente sotto la loro custodia, come riferito dallo stesso gruppo separatista.

Lo scambio, programmato nella zona di Mayorske, attuale check-point militare, sarebbe già in atto in queste ore, stando a quanto riferito dal presidente ucraino per mezzo del suo account twitter. Dichiarazione questa che rende ormai quasi certo l’esito positivo dello scambio che aveva interessato nell’ultima settimana i militari ucraini ed i separatisti filo-russi sostenuti da Mosca.

Il possibile esito positivo delle trattative era già stato preannunciato nei giorni precedenti al Natale (fonte Reuters), a seguito dei contatti trilaterali tra Kiev ed i separatisti attivi nelle zone di Donetsk e Luhansk. All’incontro avrebbe partecipato anche Martin Sajdik, il rappresentante dell’Osce incaricato per l’Ucraina, nel ruolo di intermediario, come riferito dalla stessa agenzia di stampa dell’organizzazione internazionale.

Secondo quanto si apprende dall’agenzia di stampa russa Ria, l’ultimo scambio di prigionieri risalirebbe allo scorso settembre. L’operazione, fortemente apprezzata dall’opinione pubblica estera, aveva preannunciato una possibile distensione tra i Paesi che ha aiutato nella gestione dell’odierno scambio dai numeri decisamente più consistenti. Le speranze si riversano adesso anche su una decisiva risoluzione nel prossimo futuro anche riguardo la questione del Donbass, che da oltre cinque anni sta interessando il Paese a causa della guerra civile in atto.

La conclusione delle trattative di accordo arrivano dopo una distensione tra Kiev e Mosca anche per il raggiungimento dell’accordo riguardante i gasdotti di Gazprom in Ucraina, cui punto di contatto ha soddisfatto le esigenze di entrambe le Nazioni. Nonostante la questione relativa alla nuova linea di trasporto che collega la Russia alla penisola di Crimea abbia creato il rischio di un nuovo aumento delle tensioni, i fatti relativi ai gasdotti europei hanno disteso i rapporti tra i Paesi, avvicinati dagli interessi economici che ora come mai fanno gola ad entrambi.