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Un soldato americano di stanza in Corea è stato arrestato in Russia dove doveva incontrare una donna: spy story o semplice affare diplomantico? L’arresto sarebbe collegato a un furto ma si potrebbero citare diversi altri casi, passati e presenti, di americani detenuti in Russia utili a uno scopo.

Sergente di stato maggiore dell’esercito americano, Gordon Black, 34 anni, si è recato in Russia “senza avvisare i suoi comandanti o ottenere il permesso” per incontrare una donna con il quale si suppone abbia avuto una relazione, Aleksandra Vashchuk, per poi essere accusato di aver commesso un furto. Non è chiaro se nella sua abitazione o in un’altra situazione a Vladivostock, importante città che funge da crocevia con l’Estremo Oriente, ma le accuse mosse dalla donna sono per il furto di 200mila rubli, più di 2mila dollari, e di atti di violenza. Ora verrà trattenuto fino al 2 luglio ma rischia fino a cinque anni di prigione. Non è ancora stato chiaro come sia arrivato lì, ma i funzionari del Pentagono che stanno seguendo il caso hanno dichiarato che il sergente Black, di stanza di Corea presso la Katusa (Korea Augmentation to the United States Army) un’accademia di addestramento dell’ 8ª armata sudcoreana, era in procinto di cambiare stazione di servizio per essere assegnato a Fort Cavazos negli Stati Uniti. La base militare più grande del mondo.

Il portavoce del consiglio di sicurezza nazionale John Kirby ha confermato la notizie nei giorni scorsi affermato che gli Stati Uniti di sarebbero occupati della questione, una questione che potrebbe complicare ulteriormente le intricate relazioni tra i due Stati che, come è noto, hanno sempre portato avanti trattative per lo scambio di detenuti civili, prigionieri militari, e spie. Trattenendo il più possibile e incarcerando preventivamente cittadini americani accusati di aver commesso illeciti in maniera spesso arbitraria. Nel passato recente il giornalista americano Evan Gershkovich del Wall Street Journal, arrestato a Ekaterinburg negli Urali, venne e accusato di spionaggio e incarcerato nel carcere di massima sicurezza di Lefortovo per oltre un anno. Mentre i tribunali russi si sono sempre impegnati a prolungare la sua detenzione respingendo le richieste di rilascio. Un esempio di come i russi trattano questo genere di faccende.

La Russia ha una lunga storia di cittadini e soldati americani trattenuti sul proprio suolo o comunque sotto la pressione del proprio governo. Conosciamo tutti la vicenda di Francis Gary Powers, pilota dell’Us Air Force agli ordini della CIA abbattuto a bordo di un aereo spia mentre era in volo stratosferico, trattenuto in Unione Sovietica e scambiato con la spia del KGB Rudolf Ivanovic Abel – e il suo collegamento a Frederic Pryor, lo studente di economia di Yale, trattenuto come “spia” dalla Stasi in Germania Est ma rilasciato con il benestare di Mosca – ma ci sono molti casi, alcuni estremamente recenti, che riguardano cittadini americani trattenuti per spionaggio o altri presunti “crimini” nelle strutture carcerarie russe. Ad esempio la campionessa di basket americana Brittney Griner, accusata di detenzione di stupefacenti per aver portato in aeroporto un vaper e un liquido contenente della cannabis. Venne rilascia solo in cambio del rilascio, dalla parte americana, del trafficante di armi russo Viktor Bout. Lo scambio di prigionieri avvenne all’aeroporto di Abu Dhabi, grazie alla mediazione congiunta di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Lo “scambio di detenuti” è una pratica frequente tra Federazione Russa e Stati Uniti, o altri stati navetta che rientrano all’interno di alleanze e concomitanze di interessi. Un altro prigioniero di cittadinanza statunitense Paul Whelan, ex-marine e consulente per la sicurezza privata incarcerato in Russia dal dicembre 2018 con l‘accusa di spionaggio che il Governo degli Stati Uniti ha “dichiarato essere infondate”, mentre i russi hanno dichiarato di averlo trovato in possesso “di una chiavetta Usb contenente informazioni riservate sullo Stato russo”, è stato oggetto di trattative dell’amministrazione Biden e dallo stesso Antony Blinken. Che non devono aver trovato una contropartita abbastanza eccellente richiesta o da restituire al Cremlino.

Tra gli americani attualmente imprigionati in Russia oltre Whelan, elenca il Washington Post, ci sono Alsu Kurmasheva, giornalista arrestata mentre era in visita dai parenti e accusata di non essersi dichiarata cittadino straniero; Marc Fogel, insegnante giudicato colpevole nel 2022 per possesso di marijuana medica; Ksenia Khavana, estetista arrestata durante un viaggio in Russia per visitare la famiglia a febbraio accusata di aver donato fondi all’Ucraina; Travis Leake, insegnante arrestato l’anno scorso con l’accusa di droga.

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