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	<title>Mondiali di calcio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Mondiali di calcio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lo scoop del FT: Infantino vuole aprire la Fifa ai privati, e in pista c&#8217;è il fratello di Kushner</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lo-scoop-del-ft-infantino-vuole-aprire-la-fifa-ai-privati-e-in-pista-ce-il-fratello-di-kushner.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fifa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-600x295.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Aprire la Fifa a capitali esterni e privati? Gianni Infantino, dopo il Mondiale in Usa, Canada e Messico, ci starebbe pensando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-scoop-del-ft-infantino-vuole-aprire-la-fifa-ai-privati-e-in-pista-ce-il-fratello-di-kushner.html">Lo scoop del FT: Infantino vuole aprire la Fifa ai privati, e in pista c&#8217;è il fratello di Kushner</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251019084323378_3573b826652dd894c116e1ce1f6b8e34-e1760856236945-600x295.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aprire la <strong>Fifa a capitali esterni e privati? Gianni Infantino,</strong> dopo il Mondiale in Usa, Canada e Messico, ci starebbe pensando e avrebbe in mente un veicolo finanziario appositamente creato e orientato alla gestione delle attività economiche della Fifa, capace di mettere sul mercato una <strong>quota di minoranza</strong> per portare investitori a sostegno dell&#8217;organismo di governo del calcio globale. <a href="https://www.ft.com/content/819cc297-4e1e-493b-91b3-e6b12519214b?syn-25a6b1a6=1"><strong>Lo riporta il Financial Times,</strong></a> sottolineando che a guidare l&#8217;operazione dei &#8220;capitani coraggiosi&#8221; pronti a unirsi alla Fifa in un&#8217;alleanza finanziaria ci sarebbe <strong>Joshua Kushner, 41 anni, fondatore e leader del fondo Thrive Capital</strong> e fratello del più noto Jared, alla guida di Affinity Partners e, soprattutto, genero del presidente Usa <strong>Donald Trump,</strong> di cui è stato anche un inviato <em>de facto </em>in diversi affari legati al Medio Oriente, con particolare focus su Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rete dei Kushner e l&#8217;apertura della Fifa</h2>



<p>Thrive è un venture capital che opera nel settore tech e nell&#8217;innovazione di frontiera e può vantare investitori nel gotha del <a href="https://fortune.com/longform/josh-kushner-net-worth-thrive-capital-investments-openai-100-billion-valuation/">capitalismo americano</a>. Kushner ha fondato Thrive mentre il fratello maggiore Jared ha creato Affinity nel 2021, rendendola protagonista di diversi affari importanti della finanza americana come la <a href="https://it.insideover.com/economia/electronic-arts-la-regia-del-genero-di-trump-in-un-affare-da-55-miliardi-tra-ia-soldi-sauditi-e-grandi-investitori.html">campagna per scalare Electronic Arts</a>. <strong>Formalmente, parliamo della possibile operazione di un finanziere di indubbia abilità</strong> nei confronti di un&#8217;apertura di capitale di un ente di rango globale come la Fifa, ma se quanto scrive il <em>Financial Times </em>fosse confermato non sarebbero pochi i sospetti di una circolarità relazionale e di un tempismo che desterebbe quantomeno polemica. Infantino ha appena finito di celebrare un Mondiale che ha <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/15-miliardi-di-motivi-per-volersi-bene-la-fifa-ricoperta-doro-e-lasse-trump-infantino.html" type="post" id="523856">ricoperto d&#8217;oro la Fifa</a></strong> e in cui il rapporto con Trump è emerso in tutta la sua ampiezza, ed ecco che esce la notizia della possibile apertura di mercato a un soggetto non lontano dalla famiglia Trump, per interposta relazione del fratello.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/819cc297-4e1e-493b-91b3-e6b12519214b?syn-25a6b1a6=1">Il Ft parla di un piano da 20 miliardi di dollari</a> per il veicolo che conterrebbe le attività economiche della Fifa, aggiungendo che sul mercato potrebbero esserne piazzati circa il 20%: a conti fatti, parliamo di <strong>4 miliardi di dollari di capitali che entrerebbero direttamente nelle tasche della federazione</strong> e potrebbero alimentare capacità d&#8217;investimento e espansione, consolidando strutturalmente le possibilità di Infantino di gestirne lo sviluppo. Sarebbe inoltre una conferma della volontà del segretario generale di rafforzare la sua agenda puntando a un quarto mandato nel voto previsto per il marzo del prossimo anno per il quale, <a href="https://www.theguardian.com/football/2026/jul/17/gianni-infantino-fifa-reelection-more-than-200-countries-endorse-despite-balogun-scandal">secondo fonti mediatiche, potrebbe contare già su un supporto solido</a>.</p>



<p>La mossa sarebbe senza precedenti nel calcio globale e nelle maggiori federazioni transnazionali sportive, anche se l&#8217;ingresso di capitali privati nello sport non è una novità: solo poche settimane fa, per fare un esempio, la Lega Calcio Serie A ha avviato un progetto per mettere sul mercato <a href="https://www.milanofinanza.it/news/serie-a-il-4-settembre-le-offerte-sui-diritti-internazionali-l-affare-puo-valere-4-5-miliardi-ecco-chi-202607092025524520">quote di minoranza di una società ad hoc creata per la gestione dei diritti di trasmissione all&#8217;estero del campionato.</a>  E in Spagna, la Liga ha compiuto in precedenza <a href="https://www.forbes.com/sites/aslipelit/2025/03/05/laliga-fuels-growth-with-cvc-investment-while-taking-on-piracy/">un&#8217;operazione simile col fondo Cvc.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sport in vendita?</h2>



<p>Si tratta però di operazioni commerciali ben perimetrate, volte a promuovere l&#8217;attrattività del campionato e ben focalizzate su un processo di mercato. Di scala più grande <strong>quanto sta venendo pensato dalla Fifa, le cui conseguenze vanno valutate ovviamente anche tenendo conto della potenza di fuoco</strong> che l&#8217;organo di governo del calcio globale ha e all&#8217;ampiezza dei suoi interessi commerciali, strategici e politici. Se fosse confermato lo scoop del Ft e se si confermasse anche la presenza del fratello del genero e alleato politico di Trump, leader globale più vicino al segretario svizzero della Fifa, a questo si aggiungerebbe quantomeno un dilemma sul rischio di un <strong>conflitto di interessi e sull&#8217;opportunità che una federazione dimostratasi, come abbiamo scritto, una gallina dalle uova d&#8217;oro</strong>, ceda parte della gestione delle sue attività a fondi privati quando, formalmente, la sua struttura sarebbe quella di una no-profit. E non sappiamo se in un mondo già scosso da incertezze siamo pronti alla notizia di veder messo in vendita anche un pezzo, per quanto non maggioritario, di ciò che rappresenta il calcio mondiale. Fatto che sarebbe emblematico della sovrapposizione tra interessi politici e pressioni finanziarie che ormai tocca ogni fenomeno sociale e collettivo di rango globale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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<p><a href="https://it.insideover.com/follow-the-money-iscriviti-anteprima-gratuita">Follow the money, come finanza e geopolitica si influenzano: iscriviti all’anteprima gratuita</a></p>
</blockquote>



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</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Usa 1, Cina 0: perché il calcio americano ha spiccato il volo e quello cinese no</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/usa-1-cina-0-perche-il-calcio-americano-ha-spiccato-il-volo-e-quello-cinese-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 05:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1536x848.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante le ambizioni di Xi Jinping, la Cina resta lontana dall'élite del calcio mondiale mentre gli Usa consolidano la loro crescita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-1-cina-0-perche-il-calcio-americano-ha-spiccato-il-volo-e-quello-cinese-no.html">Usa 1, Cina 0: perché il calcio americano ha spiccato il volo e quello cinese no</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1536x848.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tempo stringe. La <strong>Cina </strong>dovrebbe diventare una <strong>superpotenza calcistica mondiale</strong> entro il <strong>2050 </strong>e una delle <strong>migliori Nazionali asiatiche</strong> entro il <strong>2030</strong>, almeno secondo la strategia lanciata da Pechino nel 2015. In quello stesso anno, infatti, durante una visita a Manchester, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> &#8211; immortalato in un selfie accanto all&#8217;allora premier britannico David Cameron e all&#8217;ex attaccante del Manchester City Sergio Aguero &#8211; fece una doppia promessa del genere. </p>



<p>Era, del resto, il periodo del <strong>boom calcistico cinese</strong>, quando le squadre del massimo campionato d&#8217;oltre Muraglia, la <strong>Chinese Super League</strong>, spendevano decine e decine di milioni di dollari per acquistare alcuni tra i migliori talenti sulla piazza europea. Sembrava che i cinesi potessero tutto e che, ancor più delle monarchie del Golfo, fossero in procinto di fagocitare il calcio europeo.</p>



<p>In quel preciso momento la Cina occupava l&#8217;81esima posizione nel ranking Fifa; oggi è scivolata al 91esimo posto schiacciata tra Zambia e Bahrein. Quel che è forse più deprimente per i tifosi cinesi è che la loro Nazionale ha partecipato una sola volta alla <strong>Coppa del Mondo</strong> &#8211; nel 2002, uscendo alla fase a gironi senza segnare neppure un gol &#8211; mentre altre esordienti asiatiche come Georgia e Uzbekistan hanno appena strappato il pass per partecipare al <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondiale-negli-usa-no-grazie-in-europa-crescono-le-voci-per-il-boicottaggio.html">torneo in programma in Usa, Messico e Canada.</a></p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Xi Jinping visits Manchester City FC" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/M-Q-M3B46oI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_M-Q-M3B46oI");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il flop calcistico cinese e l&#8217;ascesa statunitense</h2>



<p>Fino a qualche decennio fa andare a giocare nel campionato calcistico degli <strong>Usa </strong>equivaleva ad accettare un prepensionamento dorato: bassa qualità di gioco, scarsa rivalità ma enormi guadagni grazie a sponsor e marketing. Non è più così, visto che i club del Paese ospitano star mondiali ancora in hype &#8211; come Leo Messi – e tanti giovani promettenti: gli stessi che hanno reso temibile la nazionale degli <strong>Stati Uniti</strong>, co-organizzatrice degli attuali Mondiali. </p>



<p>Certo, gli americani hanno partecipato <strong>12 volte</strong> alla fase finale dei Mondiali con magre soddisfazioni ma alla fine sono comunque riusciti a trasformare – seppur in maniera artificiale – l&#8217;interesse per il pallone in un business ricchissimo. La stessa cosa non è invece riuscita alla Cina. All&#8217;ombra della Città Proibita questo sport riscuote un enorme successo presso la popolazione locale (1,4 miliardi di persone) ma non è ancora in grado di partorire giocatori e squadre competitive a livello internazionale. </p>



<p>Il risultato? L&#8217;assenza della Cina dai Mondiali. Un&#8217;assenza che diventa imbarazzante considerando che Xi Jinping ha più volte dichiarato di avere tre sogni calcistici nel cassetto: che la Cina si qualifichi per un Mondiale, che lo ospiti e che lo vinca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-436472" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Pallone sgonfiato</h2>



<p>Fin qui Xi non ha realizzato nessuno dei tre desideri sopra riportati. I miliardi spesi dai club – sponsorizzati da grandi aziende nazionali &#8211; per alimentare il campionato, la lotta alla corruzione, i rimpasti dei presidenti delle varie federazioni calcistiche: niente di tutto questo ha avuto gli effetti sperati. </p>



<p>Perché<a href="https://it.insideover.com/societa/la-fine-del-sogno-calcistico-cinese.html"> il pallone del Dragone è ancora sgonfio</a>? Tante le spiegazioni. C&#8217;è chi parla di elevate <strong>pressioni accademiche</strong> che impediscono ai giovani di emergere e chi sottolinea la <strong>mancanza di opportunità</strong> per i ragazzi nel calcio. Altri puntano il dito contro la <strong>dilagante corruzione</strong> che nel recente passato ha infestato il movimento. </p>



<p>In ogni caso, l&#8217;aspetto più curioso coincide con l&#8217;apparente incapacità cinese di risolvere questi problemi. A maggior ragione se il calcio, come abbiamo visto, è una priorità del suo stesso leader. </p>



<p>Xi potrebbe aver quasi perso le speranze. Il presidente cinese, infatti, non ha resistito alla tentazione di lanciare una frecciatina alla nazionale maschile. Durante una visita a una startup di robotica di Shanghai lo scorso anno, Xi ha osservato i robot all&#8217;avanguardia in movimento, poi ha scherzato con gli ingegneri: &#8220;Possiamo far entrare dei robot nella squadra?&#8221;. </p>



<p>Per la cronaca, nessun giocatore dell&#8217;attuale nazionale cinese milita in un club straniero. Al contrario, solo otto membri della squadra statunitense giocano nella <strong>Major League Soccer</strong>, il massimo campionato statunitense.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521433" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>InsideAsia – C&#8217;è anche la Cina&#8230; ai Mondiali di calcio</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideasia-ce-anche-la-cina-ai-mondiali-di-calcio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 05:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616103227832_aed37ff85f316d2b73924d309c5cad1f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Carissime lettrici, cari lettori, ecco a voi una nuova puntata di InsideAsia, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie asiatiche più importanti e curiose. Io sono Federico Giuliani e, come ogni mercoledì, a partire dalle ore 7 del mattino vi invierò una mail con tutto quello che vi serve per capire cosa è successo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideasia-ce-anche-la-cina-ai-mondiali-di-calcio.html">[...]</a></p>
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<p>Carissime lettrici, cari lettori,<br><br>ecco a voi una nuova puntata di <strong>InsideAsia</strong>, la <strong>newsletter settimanale di InsideOver</strong> dedicata alle notizie asiatiche più importanti e curiose. Io sono <strong>Federico Giuliani</strong> e, come ogni <strong>mercoledì</strong>, a partire dalle ore 7 del mattino vi invierò una mail con tutto quello che vi serve per capire cosa è successo, o cosa sta succedendo, in Estremo Oriente. Siete pronti? Iniziamo.</p>



<p>La puntata di questa settimana parla della sorprendente presenza della <strong>Cina </strong>ai <strong>Mondiali di calcio</strong> in fase di svolgimento negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: pur assente sul campo, Pechino è protagonista dietro le quinte grazie ai suoi <strong>sponsor</strong>, a un <strong>arbitro </strong>e persino alla produzione del <strong>pallone </strong>ufficiale del torneo.</p>



<p>Dedichiamo poi spazio alla visita in <strong>Italia </strong>del presidente sudcoreano <strong>Lee Jae Myung</strong> e al rafforzamento delle relazioni tra Roma e Seoul; all’<strong>ondata di caldo estremo</strong> che sta colpendo l’Asia Meridionale, con India e Pakistan tra i Paesi più colpiti; e alle nuove misure adottate dagli <strong>Stati Uniti</strong> contro le <strong>Big Tech cinesi</strong>, ultimo capitolo della competizione tecnologica tra Washington e Pechino.</p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonatevi</a> </strong>alla nostra testata per ricevere <strong>InsideAsia </strong>e continuate a supportare InsideOver. Noi ci vediamo, sempre qui tra sette giorni esatti. Ah, dimenticavo, ecco <strong>il mio profilo X: @Fede0fede</strong>. Per qualsiasi richiesta, suggerimento o domanda, non esitate a contattarmi!</p>
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		<title>Il Mondiale c&#8217;è, l&#8217;Italia no: è questa l&#8217;unica triste verità</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-mondiale-ce-l-italia-no-e-questa-l-unica-triste-verita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 04:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Inutile girarci intorno: anche se in nord America la kermesse è partita all'insegna delle polemiche, il mondiale c'è. A mancare è l'Italia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia calcistica si era illusa di aver trovato la giusta consolazione: <a href="https://it.insideover.com/politica/mondiale-usa-2026-limportante-e-non-partecipare.html/amp">la pessima immagine dei mondiali del 2026</a>, tra problemi organizzativi e problemi politici dell&#8217;immediata vigilia, hanno fatto pensare che, tutto sommato, la terza mancata qualificazione consecutiva a una rassegna iridata non rappresentava necessariamente un dramma. Andando così a <strong>ridimensionare parzialmente la delusione per la nuova assenza degli azzurri</strong>. Così non è stato: quando il torneo è partito,<strong> la palla rotonda ha fatto di nuovo la sua magia</strong>. Tutti a rincorrerla, chi sul campo con i piedi e chi da dietro lo schermo con gli occhi. Il fatto sportivo ha ripreso il sopravvento e a noi italiani non resta che la rassegnazione a un&#8217;amara verità: <strong>il mondiale esiste e, purtroppo, ancora una volta lo si sta guardando da semplici spettatori. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascino dell&#8217;Azteca, le prime sorprese: nonostante tutto, il Mondiale c&#8217;è</h2>



<p>Giovedì scorso, a poche ore dall&#8217;inizio della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, la maggioranza degli abitanti del Bel Paese era senza dubbio disinteressata al mondiale. Un atteggiamento però in comune con quello di buona parte del pubblico internazionale, almeno in Europa. Le immagini dei controlli minuziosi e invasivi ad alcuni giocatori scesi dai bus per raggiungere il loro ritiro, le notizie dell&#8217;interrogatorio di 7 ore al calciatore iracheno<strong>Aymen Hussein</strong>, il respingimento alla frontiera dell&#8217;arbitro somalo<strong>Omar Artan</strong>, sono stati tutti elementi che hanno <strong>tenuto il calcio giocato lontano dal mondiale</strong>. A questo occorre aggiungere il discorso legato alla <strong>guerra in Medio Oriente</strong>, al quasi paradosso legato alla presenza della nazionale iraniana, alle varie notizie negative di questi ultimi mesi. Poi però, quando davanti a ottantamila spettatori all&#8217;interno dell&#8217;iconico <strong>stadio Azteca</strong> si è avuto il primo fischio d&#8217;inizio, la situazione è iniziata a cambiare.</p>



<p><strong>L&#8217;interesse verso la kermesse non solo è tornato protagonista, ma è di fatto virato subito verso i calciatori in campo</strong>. Merito forse dello stesso Azteca, uno dei pochi stadi &#8220;vintage&#8221; della rassegna di quest&#8217;anno e per questo anche il più iconico di tutti. Rivedere una partita del mondiale lì dove si è giocata la semifinale Italia-Germania del 1970, definita la partita del secolo, e dove Maradona ha prima segnato di mano e poi con la sua famosa cavalcata in Argentina-Inghilterra nel 1986, <strong>ha come permesso alla kermesse di fare i conti con la sua storia</strong>. E ha fatto capire al pubblico internazionale che, alla fine,<strong> un mondiale è sempre un mondiale</strong>. La sorpresa della vittoria dell&#8217;Australia sulla Turchia, il gioco espresso in Brasile &#8211; Marocco, la curiosità di vedere in campo Curacao e Haiti, oltre che le altre nazionali che ancora devono esordire, costituiscono tutti elementi ed episodi che hanno rimesso il torneo più ambito al mondo al centro della scena. </p>



<h2 class="wp-block-heading">A mancare è l&#8217;Italia</h2>



<p>Quello in Nord-America per lungo tempo, e per distacco, probabilmente sarà il mondiale più discusso e discutibile per i motivi sopra richiamati. <strong>Questo però non sembra oggi rompere &#8220;l&#8217;incantesimo&#8221; attorno la manifestazione</strong>. Si parla delle squadre, dei possibili accoppiamenti nelle fasi a eliminazione diretta, dei possibili nuovi talenti. Lo si fa all&#8217;estero e lo si anche in Italia. Lì dove, per l&#8217;appunto, <strong>non resta che richiamare nuovamente il rammarico per non essere presenti</strong>. La cruda e nuda verità, è che l&#8217;assenza della nazionale altro non è che<strong>un duro colpo per il movimento</strong>, per i tifosi e per il senso di attaccamento alla maglia. Perché il mondiale nel nostro Paese verrà sempre visto, pur se da non partecipanti. Le attenuanti legate all&#8217;aver giocato in trasferta la partita decisiva per la qualificazione, sono cadute subito dopo il fischio finale della sfida in Bosnia. La consolazione relativa al fatto di non essere presenti in un mondiale con più polemiche che squadre (nonostante l&#8217;aumento di queste ultime alla soglia di 48), è precipitata subito dopo le prime partite.</p>



<p>Anzi, proprio guardando la prestazione della sfida della Bosnia contro il Canada il rimpianto non ha fatto altro che aumentare. La nostra nazionale, di fatto, a marzo ha sofferto per 120 minuti contro una squadra che a Toronto ha pensato soltanto a difendersi e poco più. <strong>L&#8217;Italia manca al mondiale e il mondiale manca all&#8217;Italia</strong>: occorre ammetterlo per provare, ancora una volta, a ripartire e a ritornare nel novero delle squadre qualificate. Anche per evitare di sentire nuovamente gli sfottò di leader e dirigenti della Fifa, così come accaduto nei giorni scorsi. </p>
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		<title>Messico: il mondiale parallelo delle famiglie dei 135 mila desaparecidos</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il Messico si appresta a dare il via alla Coppa del Mondo FIFA 2026, migliaia di persone, soprattutto donne, stanno organizzando una marcia fuori dallo stadio, nella capitale del Paese. “Non giocate con il nostro dolore” è il loro slogan, un grido che dà voce a oltre 134.000 persone scomparse che lo Stato sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html">[...]</a></p>
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<p><em>Mentre il Messico si appresta a dare il via alla Coppa del Mondo FIFA 2026, migliaia di persone, soprattutto donne, stanno organizzando una marcia fuori dallo stadio, nella capitale del Paese. “Non giocate con il nostro dolore” è il loro slogan, un grido che dà voce a oltre 134.000 persone scomparse che lo Stato sembra voler dimenticare.</em></p>



<p>A partire dall&#8217;11 giugno, <strong>la capienza complessiva per i singoli match</strong> nei tre impianti messicani scelti per il torneo FIFA sarà di <strong>oltre 184mila posti:</strong> lo <strong>Stadio Azteca di Città del Messico</strong> ospita fino a 83mila spettatori, il <strong>Monterrey nel Nuevo León</strong> 53.500 e <strong>l&#8217;Akron a Jalisco, </strong>48mila. Nello stesso momento, secondo gli ultimi dati ufficiali del <a href="https://versionpublicarnpdno.segob.gob.mx/Dashboard/ContextoGeneral">Registro Nazionale</a>, <strong>le persone svanite nel nulla in Messico sono 134.845</strong> (dal 1952 ad oggi). Significa che l&#8217;esercito dei <em>desaparecidos</em> messicani potrebbe riempire da solo l&#8217;intero Stadio Azteca durante la partita inaugurale lasciando fuori ancora una folla immensa, o che da solo supererebbe di gran lunga il numero di spettatori di una partita a Monterrey riempiendo quell&#8217;impianto per due volte e mezzo.</p>



<p>“In Messico <strong>ci sono più persone scomparse di quante assisteranno alla partita inaugurale</strong> di questi Mondiali”, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/06/mexico-women-searchers-planning-world-cup-protest-over-disappeared-loved-ones-must-be-protected-and-heard/">ha confermato </a><strong>Edith Olivares Ferreto</strong>, direttrice esecutiva di<strong> Amnesty International Messico</strong>. L&#8217;organizzazione supporta da anni le associazioni dei familiari degli scomparsi che, proprio in occasione dei Mondiali, hanno deciso di sfruttare i riflettori globali e l&#8217;arrivo dei turisti per rompere il silenzio su un grave problema di cui si sta occupando anche l&#8217;ONU. Per farsi ascoltare da spettatori vicini e lontani, i collettivi hanno messo in campo una serie di iniziative nelle città che ospiteranno le partite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Città del Messico: l&#8217;<strong>Axolotl rosa presidia lo stadio</strong></h2>



<p>I collettivi impegnati nella ricerca dei desaparecidos stanno organizzando una <strong>protesta pacifica in concomitanza con il match inaugurale </strong>all’Azteca (lo stadio che consacrò l&#8217;Argentina di Maradona nel 1986). <strong>“Non giocate con il nostro dolore”</strong> è il loro slogan, un grido che trasforma i numeri dei seggiolini degli stadi nei volti di chi non c&#8217;è più. Si prevede la partecipazione di migliaia di familiari che manifesteranno in onore dei propri cari, molti dei quali reclutati con la forza dai cartelli della droga o uccisi per aver opposto resistenza.&nbsp;In Messico, le sparizioni avvengono per molteplici ragioni, spesso legate alla criminalità organizzata. I gruppi criminali utilizzano frequentemente le sparizioni come&nbsp;strumento di controllo e intimidazione.  </p>



<p>Nelle scorse settimane, sempre fuori dallo stadio di Città del Messico, sono stati affissi i manifesti con le foto degli scomparsi ed è stata avvistata anche una bizzarra mascotte, l&#8217;<strong>Ajolote Buscador</strong> (l&#8217;Axolotl cercatore), che è anche il simbolo della città in occasione dei Mondiali di calcio. Si tratta di una salamandra in grado di rigenerare quasi tutto il suo corpo se ferita e, per tale motivo, simbolo della resistenza delle famiglie che continuano a cercare i propri cari. Per rafforzare il concetto, la mascotte ha in mano una pala, attrezzo usato dai familiari per cercare i corpi. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’album di figurine degli scomparsi&nbsp;</strong>a Jalisco </h2>



<p>Nello Stato di Jalisco, il collettivo di <strong>Luz de Esperanza</strong> ha trasformato i classici avvisi di ricerca in <strong>figurine simili a quelle del celebre album ufficiale </strong>dei Mondiali, dove a indossare la maglia della nazionale messicana non sono più i calciatori, ma gli scomparsi. I manifesti sono stati affissi nei pressi del FIFA Fan Festival e nei luoghi più turistici della città di <strong>Guadalajara.</strong></p>



<p>Il gruppo non è contro l&#8217;evento sportivo ma contesta apertamente il fatto che il <strong>governo locale abbia investito milioni di pesos nei preparativi per le quattro partite</strong> della fase a gironi, ignorando la crisi umanitaria di Jalisco, epicentro del crimine organizzato messicano e, secondo&nbsp;la&nbsp;<a href="https://www.oas.org/es/cidh/informes/pdfs/2026/informe_desapariciones_mx_spa.pdf">Comisión Interamericana de Derechos Humanos</a>,&nbsp;detentrice del record nazionale di sparizioni forzate: <strong>circa <a href="https://www.latimes.com/world-nation/story/2026-05-17/nearly-1-900-vanished-in-around-guadalajara-now-world-cup-arrives">16mila</a> in appena dieci anni. </strong> &#8220;L&#8217;errore sta nello smettere di nominare coloro che devono essere nominati e nello smettere di cercare&#8221;, ha dichiarato all&#8217;agenzia EFE&nbsp;<strong>Héctor Flores</strong>, membro dell&#8217;organizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mondiali blindati, cittadini abbandonati</h2>



<p>Oltre ai fiumi di denaro stanziati a livello locale, a finire al centro delle polemiche è l&#8217;intera filosofia del piano di sicurezza nazionale, concepito per blindare il torneo ma non i cittadini. La strategia, battezzata <strong>piano &#8220;Kukulkán&#8221;,</strong> è nata per contenere i timori di un&#8217;escalation della violenza dei cartelli dopo la recente <a href="https://it.insideover.com/criminalita/ucciso-el-mencho-il-capo-che-fece-del-crimine-una-macchina-da-guerra.html">uccisione del leader del cartello</a> Jalisco Nueva Generación, Nemesio Oseguera Cervantes, alias <strong>El Mencio</strong>. Il piano prevede il <strong>dispiegamento massiccio di 100mila uomini </strong>tra agenti di polizia, truppe dell&#8217;esercito e sicurezza privata per la sorveglianza dello spazio aereo, marittimo, terrestre e del cyberspazio, supportata da sistemi di monitoraggio continuo e di allerta precoce.</p>



<p>Un dispiegamento di forze e tecnologie senza precedenti che stride con la realtà del territorio: proprio nello Stato di Jalisco, lo scorso gennaio, sono stati trovati centinaia di <strong>resti umani in <a href="https://it.insideover.com/politica/messico-nel-caos-la-guerra-dei-cartelli-a-pochi-mesi-dal-mondiale.html">fosse comuni.</a></strong> Il ritrovamento non si deve all&#8217;efficienza dei reparti speciali o del monitoraggio statale, ma al lavoro autogestito dei collettivi di ricerca costituiti dalle famiglie delle persone scomparse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A <strong>Nuevo León i manifesti apposti sulle fioriere del governo </strong></h2>



<p>Anche l’associazione United Forces for Our Disappeared in Nuevo León (FUNDENL) ha presentato la sua &#8220;nazionale messicana&#8221;: una squadra di 21 &#8220;giocatori desaparecidos&#8221;, ognuno con il proprio nome, numero e la data dell&#8217;ultimo avvistamento sulla maglia. <strong>Solo nel 2026</strong>, in questo stato sono <strong>scomparse 367 persone</strong>, di cui 262 risultano ancora disperse.</p>



<p>I membri dell’associazione hanno di recente <strong>denunciato un fatto increscioso</strong>, riportato anche dalla testata messicana <em>La Jornada</em>: il <strong>tentativo del governo dello stato di Nuevo León di coprire i volti e le foto degli scomparsi </strong>nella Plaza de las y los Desaparecidos a <strong>Monterrey</strong>, nascondendoli dietro a dei grandi vasi di fiori ornamentali. Il collettivo ha definito l&#8217;azione un&#8217;offesa alla società e ha risposto <strong>affiggendo i manifesti direttamente sui vasi</strong>, mostrando un simbolico &#8220;cartellino rosso&#8221; alle autorità locali per le sistematiche omissioni nelle indagini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra fosse comuni e narco-politica, l&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme sul Messico</h2>



<p>Nonostante l&#8217;introduzione di meccanismi giuridici internazionali, le sparizioni forzate rimangono una ferita aperta. I collettivi sottolineano come le riforme legislative promesse non siano mai state attuate. “Otto anni dopo la creazione della Commissione locale di ricerca mancano ancora piani concreti, come l&#8217;istituzione di programmi di medicina legale presso l&#8217;Universidad Ciudadana di Nuevo León”, attacca FUNDENL. Al momento sarebbero <strong>oltre 70mila i corpi non identificati in custodia dello Stato.</strong></p>



<p>Il dramma messicano è da tempo uscito dai confini nazionali per diventare un caso internazionale. Lo scorso aprile, il comitato dell&#8217;ONU che si occupa di sparizioni (CED) ha attivato una procedura d&#8217;emergenza (l&#8217;articolo 34) e ha chiesto di <strong>portare il caso del Messico davanti all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite</strong>. Per la CED le sparizioni in Messico non sarebbero casi isolati, ma così <strong>diffusi e sistematic</strong>i da essere definiti &#8220;crimini contro l&#8217;umanità&#8221;.</p>



<p>La presidente messicana&nbsp;<strong>Claudia Sheinbaum</strong>&nbsp;ha negato tali accuse sostenendo che per parlare di crimini contro l&#8217;umanità servirebbe una politica deliberata di attacco ai civili da parte dello Stato, mentre la colpa delle sparizioni sarebbe da imputare esclusivamente ai <strong>cartelli della droga e alla criminalità organizzat</strong>a.</p>



<p>Secondo la CED, tuttavia, ci sono prove che in molti casi <strong>i funzionari pubblici e la polizia avrebbero favorito i criminali</strong> attraverso l&#8217;omertà e la complicità. Di fronte a una crisi che le autorità locali non riescono più a gestire, l&#8217;ONU ha chiesto alla comunità internazionale di <strong>inviare in Messico aiuti finanziari e specialisti.</strong> Si vogliono mappare le fosse comuni, analizzare i resti umani non ancora identificati e indagare sui legami corrotti tra politica e narcotraffico; ma si vuole anche garantire protezione ai familiari che rischiano la vita per cercare i loro cari.</p>



<p>Nonostante la presidente del Messico abbia difeso l’operato del governo, ha comunque dovuto riconoscere i gravi ritardi delle procure locali: &#8220;È meglio che il fascicolo venga aperto dall&#8217;inizio, perché questo garantisce la ricerca&#8221;, ha dichiarato, lasciando aperta la porta a un cambio di rotta istituzionale che le famiglie degli scomparsi aspettano da anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nove &#8220;madres buscadores&#8221; su dieci subiscono violenze</h2>



<p>Le donne, le cosìdette&nbsp;<strong>madres buscadoras</strong>, sono la vera forza trainante di questa battaglia. Si organizzano, battono le strade, scavano sotto terra, visitano gli obitori e si spingono fino alle zone controllate dai cartelli per cercare le persone scomparse. Una dedizione che pagano a carissimo prezzo. </p>



<p>Secondo un <a href="https://www.amnesty.org/ru/wp-content/uploads/2025/07/AMR4193742025ENGLISH.pdf">rapporto di Amnesty International</a> relativo al 2025, il<strong> 97% delle donne impegnate nelle ricerche ha riferito di aver subito violenze. </strong>I rischi includono: <strong>minacce (45%)</strong> ed estorsioni (39%); <strong>aggressioni fisiche (27%)</strong> e sfollamento forzato (27%); <strong>torture (10%)</strong>, rapimenti (6%), violenze sessuali, ma anche omicidi. </p>



<p>Tra il 2019 e il 2024, <strong>ben 16 attivisti impegnati nelle ricerche sono stati assassinati.</strong> Tredici di loro erano donne. Madri che hanno pagato con la vita la colpa di aver cercato una verità che spesso si nasconde sotto terra, a pochi passi dagli stadi di questi Mondiali.</p>



<p>A tutto questo si aggiunge lo stigma sociale. <strong>Una donna su due viene colpevolizzata o isolata dalle autorità</strong> e persino dalle proprie comunità. Il logorio è anche economico: &#8220;Essere ricchi o poveri non è la stessa cosa&#8221;, denunciano molte madri nel report. &#8220;Se scompare un ricco la procura si muove subito; per mio figlio non riesco nemmeno a fissare un appuntamento”. Ma è anche sanitario: <strong>il 70% dichiara gravi problemi di salute </strong>fisica e mentale. Araceli Rodríguez, che cerca suo figlio da 15 anni, racconta di aver avuto difficoltà a respirare e di <strong>aver perso i denti per lo stress.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le procure aspettano tre giorni prima di denunciare una scomparsa </h2>



<p>Nonostante ciò, <strong>solo il 17% delle donne denuncia le aggressioni subite durante le ricerche</strong>, a causa della totale sfiducia nelle istituzioni e della percezione di una forte collusione tra funzionari pubblici e criminalità organizzata. Anche gli investigatori e i tecnici forensi molto spesso <a href="https://www.hrw.org/news/2026/04/22/the-stadium-of-the-disappeared">non dispongono della formazione e delle risorse</a> necessarie per svolgere il loro lavoro, mentre testimoni e vittime sono spesso terrorizzati da ritorsioni per aver collaborato alle indagini e le autorità non sono in grado o non sono disposte a proteggerli. Sebbene l&#8217;emittente <a href="https://kyma.com/news/mexico/2026/04/21/mexico-eliminates-72-hour-waiting-period-before-searching-for-missing-people/">KYMA </a>abbia recentemente riportato l&#8217;ennesima direttiva per eliminare formalmente ogni attesa, molte procure locali continuano illegalmente a chiedere alle famiglie di aspettare 72 ore prima di avviare le ricerche.</p>



<p>Ora, mentre i riflettori del mondo si accendono sugli stadi, i familiari degli scomparsi chiedono che il governo accetti l&#8217;aiuto e le tecnologie di altri Paesi. “Mentre decine di milioni di persone in tutto il mondo si preparano a seguire quella che la FIFA definisce &#8216;la più grande cerimonia di apertura del mondo&#8217;, migliaia di donne coraggiose in Messico coglieranno l&#8217;occasione per scendere in piazza e ricordare che le ricerche continuano”, conclude Edith Olivares Ferreto, di Amnesty International. </p>



<p></p>
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		<title>Il Congo di oggi vuole riscattare lo Zaire del 1974</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-congo-di-oggi-vuole-riscattare-lo-zaire-del-1974.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:22:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La soddisfazione del Congo e la speranza del riscatto degli eroi mancati del 1974</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407161432440_4fcd94e7da8b7567a0123775baff8e0c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica Democratica del Congo è in festa: lo scorso 5 aprile, nella capitale Kinshasa<strong> i giocatori della nazionale di calcio hanno sfilato come trionfatori</strong>. Sull&#8217;autobus non c&#8217;era una coppa, ma forse qualcosa di più importante: <strong>la qualificazione al prossimo mondiale</strong>, evento che mancava da 52 anni. Certo, il Paese africano è alle prese con una situazione drammatica a livello economico e di sicurezza e, soprattutto, con una guerra che imperversa nelle regioni orientali del North Kivu e South Kivu. L&#8217;approdo a un mondiale però, almeno per qualche giorno, ha messo in secondo piano i guai e i disastri che la popolazione quotidianamente è costretta da tempo a subire. Anche perché, il ritorno a una competizione iridata non era atteso solo per orgoglio sportivo. Al contrario,<strong> ci sono motivazioni storiche e anche politiche dietro la festa di un&#8217;intera popolazione.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Celebrated Patrice Lumumba lookalike and performance artist Michel Nkuka Mboladinga appeared on stage as President Félix Tshisekedi met with the national team in Kinshasa, where the Democratic Republic of Congo (DRC) celebrated its first World Cup qualification in 52 years.<br><br>The… <a href="https://t.co/vreTGfwrH1">pic.twitter.com/vreTGfwrH1</a></p>&mdash; Nyakundi Report (@NyakundiReport) <a href="https://twitter.com/NyakundiReport/status/2040893824839319993?ref_src=twsrc%5Etfw">April 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Come si è arrivati al mondiale del 1974</h2>



<p>Il pass per il mondiale nordamericano i congolesi lo hanno strappato a <strong>Guadalajara</strong>, lì dove hanno disputato la finale dei play off cosiddetti &#8220;interzona&#8221;. Giocati cioè tra le migliori posizionate all&#8217;interno di più confederazioni continentali. Il gol che ai supplementari ha permesso alla Repubblica Democratica del Congo di battere la Giamaica e andare ai mondiali, siglato dal difensore <strong>Axel Tuanzebe</strong>, ha subito riportato alla memoria dei meno giovani la vittoria contro il Marocco del 1973. Quella che ha permesso alla locale nazionale di partecipare al primo e finora unico mondiale della sua storia. La sfida di oltre mezzo secolo fa, ha riscritto la storia del calcio africano:<strong> per la prima volta infatti, la kermesse ha visto la presenza di una squadra subsahariana</strong>. Fino a quel momento, solo Egitto e lo stesso Marocco avevano rappresentato l&#8217;Africa in un mondiale. </p>



<p>La qualificazione a <strong>Germania Ovest 1974</strong> è arrivata al culmine degli anni d&#8217;oro del calcio congolese. La rivalità interna tra il <strong>Vita</strong>, formazione di Kinshasa, e il <strong>Mazembe</strong> di Lubumbashi ha fatto fiorire una generazione in grado di dominare il calcio continentale. Nel 1968 proprio il Mazembe ha portato a casa la prima coppa dei campioni africana vinta da un club congolese. E, in quello stesso anno,<strong> la nazionale ha vinto la sua prima Coppa d&#8217;Africa</strong>. Nel 1973, è stato il Vita a imporsi nella rassegna continentale e l&#8217;anno dopo la nazionale ha bissato il successo nel torneo principale. L&#8217;approdo al mondiale doveva rappresentare il definitivo salto di qualità. Ma, al contrario, si è rivelato un incubo.<strong> </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;esperienza da incubo</h2>



<p>All&#8217;epoca il Paese si chiamava <strong>Zaire</strong> ed era retto con il pugno di ferro da <strong>Mobutu Sese Seko</strong>. Lo stesso che, attratto dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-soft-power.html">soft power</a> legato allo sport, proprio nel 1974 ha organizzato a Kinshasa <strong>l&#8217;incontro del secolo di pugilato tra Mohammed Alì e George Foreman</strong>. Mobutu ha quindi avuto ben chiaro, in tempi non sospetti, il significato di &#8220;<em>sportwashing</em>&#8220;. I successi dei giocatori, sono così ben presto diventati i successi del proprio regime. Ma quando ha visto la nazionale subire nove reti dalla Jugoslavia nella seconda partita del girone mondiale, il dittatore è stato categorico: in caso di sconfitta con oltre tre gol di scarto contro il <strong>Brasile</strong>, ci sarebbero state punizioni esemplari contro i calciatori e le famiglie. Si è così arrivati alla sfida del 22 giugno a <strong>Gelsenkirchen</strong> contro i verdeoro, capaci di segnare tre reti entro il 79&#8242;. </p>



<p>Pochi minuti dopo, quando <strong>Rivelino</strong> si è posizionato sul pallone per battere una pericolosa punizione, il difensor<strong>e Joseph Mwepu Ilunga</strong> si è staccato dalla barriera per allontanare il pallone. Molti hanno riso di quel gesto, interpretandolo come una scarsa conoscenza delle regole da parte dei giocatori africani. <strong>Si è invece trattato di gesto dettato dalla disperazione e dal terrore</strong>. La nazionale dello Zaire purtroppo, da lì in avanti, è rimasta nell&#8217;immaginario collettivo per quell&#8217;apparente goffa azione di Ilunga. E non invece per quanto rappresentato per la crescita del calcio africano. Per questo, adesso, ai giocatori che andranno in nord America verrà chiesto di scendere in campo anche per <strong>riabilitare le memoria di Ilunga (scomparso nel 2015) e dei suoi compagni</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Zaire didnt fully understand the free, World Cup 1974, Brazil-DR Congo" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/a6xFG4UXTVw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_a6xFG4UXTVw");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Una scuola calcistica in cerca di conferme</h2>



<p>Dopo quel mondiale e dopo quanto accaduto in Germania, il calcio congolese è sparito dai radar. Le vicende del 1974 hanno in tal senso pesato e non poco.<strong> Il mondo si accorgerà dell&#8217;Africa calcistica grazie al Cameroun, alla Nigeria, al Senegal e allo stesso Marocco</strong>, prima squadra del continente ad arrivare in una semifinale. Eppure, il primo vero segnale è arrivato dal Congo. L&#8217;organizzazione e gli investimenti dei due club più rappresentativi del Paese, hanno portato mezzo secolo fa alla ribalta la locale scuola calcistica e ne hanno fatto un importante punto di riferimento. </p>



<p>Da oltre 50 anni quindi, si aspettava l&#8217;occasione giusta per ricordare al mondo che la scalata del calcio africano e subsahariano è partita dal Congo. Nel 2010 si è avuta una nuova importante fiammata della scuola congolese, con il Mazembe capace di diventare la prima squadra africana a qualificarsi per la finale del mondiale per club. Adesso, a distanza di 16 anni, <strong>il Paese è pronto a riprendersi la scena</strong>. Sperando di vedere nel calcio un elemento di riscatto per il proprio futuro politico ed economico. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-congo-di-oggi-vuole-riscattare-lo-zaire-del-1974.html">Il Congo di oggi vuole riscattare lo Zaire del 1974</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iran e le tante incognite in vista del mondiale negli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/l-iran-e-le-tante-incognite-in-vista-del-mondiale-negli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 15:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1196" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-1536x957.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In tutte le precedenti sfide tra le due nazionali ai mondiali, la partita non è stata mai banale. E questo non perché in palio c&#8217;erano trofei, né tanto meno rivalità continentali o regionali: quando Usa e Iran incrociano le proprie strade nel principale torneo calcistico iridato, la politica rischia sempre di prendere inesorabilmente il sopravvento. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/l-iran-e-le-tante-incognite-in-vista-del-mondiale-negli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/l-iran-e-le-tante-incognite-in-vista-del-mondiale-negli-usa.html">L&#8217;Iran e le tante incognite in vista del mondiale negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1196" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-1536x957.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201142442760_f99757777c3e9d2ee4351cad7b75ada8-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In tutte le precedenti sfide tra le due nazionali ai mondiali, la partita non è stata mai banale. E questo non perché in palio c&#8217;erano trofei, né tanto meno rivalità continentali o regionali:<strong> quando Usa e Iran incrociano le proprie strade nel principale torneo calcistico iridato, la politica rischia sempre di prendere inesorabilmente il sopravvento</strong>. È accaduto nel 1998, quando iraniani e statunitensi si sono sfidati a Lione per il girone F del mondiale francese. Così come, più recentemente, è successo nel mondiale qatariota del 2022. Difficile dire se le due nazionali torneranno a sfidarsi,<strong> ma il caso politico è già montato</strong>: il torneo del 2026 si disputerà la prossima estate in buona parte negli Usa e il governo di Washington ha fatto sapere di voler<strong> negare visti ad alcuni cittadini iraniani</strong>. Non è un mistero che a Teheran si parli ora di boicottaggio della kermesse. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="World Cup 1998 | Group F | USA - Iran | 1-2 | Highlights" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/JC4QGalDTCU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_JC4QGalDTCU");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Delegazione iraniana assente nel giorno del sorteggio </h2>



<p>Usa e Iran sono rivali politiche dal 1979, <strong>anno del rovesciamento del regime dello Scià Reza Pahlavi e dell&#8217;instaurazione dell&#8217;attuale teocrazia sciita</strong>. Nel corso di quasi mezzo secolo, i rapporti tra le due parti sono risultati tesi e altalenanti. Più di recente, a pesare tra le due parti <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-finta-di-guam-il-volo-dal-missouri-lo-scalo-europeo-come-i-b-2-hanno-colpito-liran.html">è stato il raid Usa dello scorso giugno contro alcuni siti militari iraniani</a>. Un&#8217;azione con la quale Washington ha da un lato risposto alle sollecitazioni israeliane, con Tel Aviv impegnata in quel momento nella guerra dei 12 giorni contro Teheran, ma dall&#8217;altro ha avviato subito dopo un percorso di distensione non esente però da ulteriori tensioni. </p>



<p>Ad ogni modo, agli occhi delle varie amministrazioni Usa succedutesi dal 1979 a oggi,<strong> l&#8217;Iran è grossomodo da considerare come &#8220;Paese canaglia&#8221;</strong>. Nel 1994, in occasione del primo mondiale ospitato dagli Stati Uniti, il problema non si è posto: la nazionale del Paese asiatico ha mancato la qualificazione e non ci sono state discussioni sulla modalità di accesso di squadra e tifosi in territorio statunitense. Ma nei mesi scorsi, al contrario, per il nuovo mondiale nordamericano l&#8217;Iran ha centrato il pass e <strong>già adesso stanno emergendo tensioni</strong>. Il 5 dicembre, data del <strong>sorteggio</strong>, non ci saranno ad esempio delegato di Teheran. Il tutto perché le autorità Usa hanno negato il visto ad alcuni membri della federazione calcistica iraniana, compreso il presidente <strong>Mehdi Taj</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran will send NO ONE to the FIFA World Cup draw next week in America.<br><br>Alawi, Spokesperson of Iranian Football Federation: <br><br>“No one from the staff or federation will attend the draw.”<br><br>This is in protest to several members like Mehdi Taj being denied visas to enter the country. <a href="https://t.co/bSf4swNbLW">pic.twitter.com/bSf4swNbLW</a></p>&mdash; عرفان حسینی / Erfan Hoseiny (@Eri1806) <a href="https://twitter.com/Eri1806/status/1994318167972434122?ref_src=twsrc%5Etfw">November 28, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La legge dello scorso giugno e le mancate esenzioni per gli accompagnatori</h2>



<p>I timori relativi a possibili difficoltà della nazionale iraniana a entrare negli Usa, sono cresciuti soprattutto nello scorso mese di giugno. Quando cioè Trump ha varato un provvedimento con il quale, di fatto,<strong> ha vietato il rilascio di visti di ingresso a cittadini di 12 Paesi specifici.</strong> Tra questi, rientra anche l&#8217;Iran. La norma però ha specificato alcune eccezioni, tra cui quelle per i calciatori impegnati nel prossimo mondiale. Nel documento,<strong> si parla di calciatori e non di altre categorie. </strong>C&#8217;è quindi il serio rischio che per accompagnatori, staff e dirigenti non venga lasciato alcun permesso. </p>



<p>La querelle che ha portato al boicottaggio iraniano del sorteggio del 5 dicembre, è nata proprio da questo dettagli: le autorità non hanno voluto far entrare i membri della federazione calcistica. Secondo il presidente Mehdi Taj, <strong>la scelta è stata unicamente politica</strong>: <em>&#8220;Abbiamo comunicato alla Fifa e al suo presidente Infantino </em>&#8211; ha dichiarato Taj al quotidiano sportivo iraniano Varzesh 3 &#8211;<em> che la scelta presa dalle autorità locali è puramente politica. Non ha nulla a che vedere con i visti o con lo sport&#8221;. </em></p>



<p>I vertici sportivi iraniani sperano ora in un diretto intervento di Infantino, da tempo molto vicino a Donald Trump e presente anche alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca di quest&#8217;ultimo. Teheran non solo teme il mancato accesso del proprio staff, ma<strong> anche il mancato via libera per i propri tifosi.</strong> Con il rischio concreto di non poter vedere le proprie bandiere sulle tribune, almeno negli stati statunitensi. Per la Fifa si tratta di un grattacapo non da poco: <strong>l&#8217;Iran potrebbe decidere di boicottare il mondiale</strong>, prendendo così una decisione che non ha precedenti nelle ultime edizioni del torneo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/l-iran-e-le-tante-incognite-in-vista-del-mondiale-negli-usa.html">L&#8217;Iran e le tante incognite in vista del mondiale negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ha dato i natali a molti campioni, ora il Suriname sogna il mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/ha-dato-i-natali-a-molti-campioni-ora-il-suriname-sogna-il-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 16:21:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1207" height="662" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 1207w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1207px) 100vw, 1207px" /></p>
<p>C&#8217;è una foto che può essere considerata emblematica: è quella in cui, schierati al centro del campo, si notano Clarence Seedorf ed Edgar Davids con una maglia della nazionale del Suriname. Tra molti appassionati di calcio degli anni &#8217;90, è spesso circolata una suggestione: chissà che squadra avrebbe avuto il Suriname se tutti i suoi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/ha-dato-i-natali-a-molti-campioni-ora-il-suriname-sogna-il-mondiale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/ha-dato-i-natali-a-molti-campioni-ora-il-suriname-sogna-il-mondiale.html">Ha dato i natali a molti campioni, ora il Suriname sogna il mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1207" height="662" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 1207w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/seedorf-davids-e1763396462355.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1207px) 100vw, 1207px" /></p>
<p>C&#8217;è una foto che può essere considerata emblematica: è quella in cui, schierati al centro del campo, si notano <strong>Clarence Seedorf </strong>ed <strong>Edgar Davids</strong> con una maglia della nazionale del <strong>Suriname</strong>. Tra molti appassionati di calcio degli anni &#8217;90, è spesso circolata una suggestione: chissà che squadra avrebbe avuto il Suriname se tutti i suoi calciatori più famosi avessero giocato per il piccolo Paese sudamericano. Questo perché la nazionale dei Paesi Bassi, una delle più forti in Europa tra gli anni &#8217;90 e 2000,<strong> basava la sua spina dorsale proprio sui calciatori nati in Suriname</strong>. Oggi però, quella suggestione potrebbe concretizzarsi: i &#8220;suriboys&#8221;, come vengono soprannominato i calciatori della nazionale, <strong>sono a un passo dalla prima storica qualificazione ai mondiali.</strong> Dando così finalmente una propria rilevanza internazionale a un movimento che ha dato i natali a molti campioni. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-494155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111715544318_1c510f7108c75639697435244033eab6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">epa12446215 Panamanian players form a line before a CONCACAF 2026 World Cup qualifying match between El Salvador and Panama at Cuscatlan Stadium in San Salvador, El Salvador, 10 October 2025.  EPA/RODRIGO SURA</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La generazione d&#8217;oro che ha segnato la fortuna dei Paesi Bassi</h2>



<p>Non solo Seedorf e Davids, ma anche <strong>Ruud Gullit, Frank Rijkaard, Aron Winter, Jimmy Floyd Hasselbaink, Patrick Kluivert</strong>: sono soltanto alcuni dei nomi di calciatori più importanti dei Paesi Bassi originari del Suriname. Gullit ha segnato un&#8217;intera generazione, alzando nel 1988 l&#8217;Europeo che, ancora oggi, rappresenta l&#8217;unico trofeo in bacheca degli Orange. Gli altri sono considerati tra i giocatori più forti del loro periodo e hanno vinto molto con i club, portando la nazionale olandese spesso a un passo di finali e semifinali. </p>



<p>Tutti hanno in comune di essere originari del Suriname, perché nati lì oppure perché discendenti da genitori del piccolo Paese sudamericano. Ma tutti, soprattutto,<strong> hanno in comune il fatto di essere cresciuti nei Paesi Bassi</strong> e di aver scelto, non appena possibile, di rappresentare gli Orange. Il perché di questo filo diretto tra i due Paesi si spiega ovviamente con il periodo coloniale: fino al 1975,<strong> il </strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quelle-bombe-economiche-che-rischiano-di-far-esplodere-l-immigrazione.html"><strong>Suriname ha fatto parte dell&#8217;elenco delle colonie olandesi</strong>.</a> Per cui, chi da qui ha iniziato a migrare ha avuto in Amsterdam e Rotterdam i propri riferimenti. <strong>Con molti ragazzi che hanno visto nel calcio e nelle giovanili di Ajax e Feyenoord la propria occasione di riscatto. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La spinta verso il primo mondiale</h2>



<p>Pur essendo geograficamente inglobato nel sud America, il Suriname fa parte della confederazione nord e centro americana, la <strong>Concacaf</strong>. Il motivo non è dato soltanto dall&#8217;evitare alla nazionale i proibitivi scontri con i giganti del proprio continente. In realtà,<strong> il Suriname sotto il profilo culturale ha sempre guardato più all&#8217;area caraibica che a quella sudamericana. </strong></p>



<p>Il prossimo mondiale sarà il primo a 48 squadre e il primo ospitato in tre Paesi diversi: Usa, Messico e Canada. La Concacaf ha quindi di diritto già tre nazionali nella kermesse, circostanza che ha aperto un ventaglio di possibilità a quelle squadre spesso considerate di seconda fascia.<strong> Il Suriname sembra aver sfruttato al meglio l&#8217;opportunità</strong>: la vittoria ottenuta lo scorso 13 novembre nella capitale Paramaribo contro El Salvador, ha piazzato i suriboys in testa al proprio girone. L&#8217;appuntamento con la storia è fissato per martedì 18 novembre: in trasferta in <strong>Guatemala</strong>, gli uomini allenati dall&#8217;ex Ajax Stanley Menzo con una vittoria andrebbero direttamente ai mondiali. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Suriname vs El Salvador | Concacaf Qualifiers 2026 World Cup" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/SNjjTJmB-SQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_SNjjTJmB-SQ");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il contributo della diaspora</h2>



<p>Se il Suriname è diventato famoso calcisticamente grazie ai talenti emigrati nei Paesi Bassi,<strong> oggi sta accadendo l&#8217;esatto contrario</strong>: sono i cittadini olandesi di seconda o terza generazione, figli della diaspora, a rientrare nel proprio Paese di origine per indossare le divise dei suriboys. Della rosa selezionata per sfidare El Salvador, soltanto in 5 risultano nati in Suriname. <strong>Chery, Margaret e Klas</strong>, i tre andati in gol nell&#8217;ultima partita, sono tutti nati nei Paesi Bassi. Il capitano, <strong>Dion Malone</strong>, è tra i pochi nativi di Paramaribo ma è cresciuto calcisticamente in terra olandese. </p>



<p>Si conferma quindi una tendenza che non è soltanto del Suriname ma, in generale, di molte squadre extra europee in ascesa: <strong>attingere dalla diaspora per compiere il salto di qualità</strong>. Importante sottolineare inoltre come questa operazione, durante l&#8217;era della dittatura militare di <strong>Buterse</strong> (andata avanti dal 1980 al 1991), non sarebbe stata possibile effettuarla: l&#8217;ex presidente infatti, nell&#8217;ottica di una politica volta a distaccarsi dalla madre patria, ha sempre proibito a giocatori con doppia nazionalità di vestire la maglia del Suriname. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/ha-dato-i-natali-a-molti-campioni-ora-il-suriname-sogna-il-mondiale.html">Ha dato i natali a molti campioni, ora il Suriname sogna il mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>NON SOLO PER SPORT &#8211; Così Capo Verde è riuscita ad arrivare tra le grandi del calcio</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosi-capo-verde-e-riuscita-ad-arrivare-tra-le-grandi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 10:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Investimenti su giovani e strutture, ma anche sulla diaspora in Europa: la qualificazione di Capo Verde ai Mondiali ha radici lontane.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/football-cape-verde-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><strong>A Praia nei giorni scorsi è stata festa grande</strong>: nella capitale di Capo Verde, la gente è scesa in piazza per celebrare la nazionale di calcio arrivata a qualificarsi, per la prima volta nella sua storia, alla <strong>fase <a href="https://it.insideover.com/politica/il-calcio-e-uno-strumento-di-propaganda-anche-in-indonesia.html">finale dei mondiali.</a></strong> In Nord America il prossimo anno ci saranno anche i &#8220;<em>Blue Sharks</em>&#8220;, come vengono definiti i giocatori dell&#8217;arcipelago africano. L&#8217;impresa non è certo secondaria: Capo Verde ha mezzo milione di abitanti, circostanza che ne fa <strong>il secondo Paese meno popolato (dopo l&#8217;Islanda) a essere rappresentato nella principale kermesse calcistica</strong>. Ma questa storia non sembra avere a che fare con la fortuna o i miracoli. Al contrario, la qualificazione di Capo Verde <strong>è figlia di una meticolosa programmazione</strong> ed è arrivata al culmine di una costante crescita dell&#8217;intero movimento.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Cape Verde fans celebrating the country&#39;s first ever FIFA World Cup qualification. 🇨🇻 <a href="https://t.co/tiaphQ6b5h">pic.twitter.com/tiaphQ6b5h</a></p>&mdash; The Touchline | 𝐓 (@TouchlineX) <a href="https://twitter.com/TouchlineX/status/1979114963927982180?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Così il piccolo arcipelago ha investito sul calcio </h2>



<p>Nulla arriva per caso, per l&#8217;appunto. Nemmeno la voglia, da parte del piccolo arcipelago, di emergere tra i grandi del pallone. Il calcio, tra i vicoli coloniali di Praia e le spiagge incontaminate affacciate sull&#8217;Atlantico, <strong>sembra quasi scritto nel Dna della popolazione</strong>. Nel corso dei secoli, a Capo Verde hanno messo piede <strong>portoghesi</strong>, i quali hanno colonizzato le isole già nel XV secolo, ma anche <strong>spagnoli, francesi e italiani</strong>. Tutti popoli che dello sport più popolare ne hanno fatto quasi una religione. Quando nel 1978 per la prima volta l&#8217;arcipelago ha potuto schierare una nazionale, le potenzialità sono emerse subito. Anche nei primi anni non sono stati registrati punteggi tennistici da &#8220;squadra materasso&#8221;. La peggiore prestazione di sempre riguarda un 5-1 subito dal Senegal nel 1981. </p>



<p>Alla passione e alle potenzialità,<strong> nei primi anni 2000 si è aggiunta anche la programmazione.</strong> Sono state costruite nuove strutture a Praia, così come in tutte le parti dell&#8217;arcipelago. Oggi non c&#8217;è un singolo villaggio che non annoveri, al proprio interno, almeno un campo di calcio. Sono così arrivate le prime soddisfazioni.<strong> Nel 2013 la nazionale per la prima volta ha partecipato alla Coppa d&#8217;Africa</strong>, arrivando peraltro ai quarti di finale. Risultato quest&#8217;ultimo replicato nell&#8217;ultima edizione del torneo, svolta nel 2024 in Costa d&#8217;Avorio. La qualificazione al mondiale dunque, altro non è che l&#8217;ultimo tassello di un percorso iniziato più di venti anni fa.  </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Cape Verde has qualified for the World Cup for the first time in their history after beating Eswatini 3-0 and topping their qualifying group 🇨🇻 <br><br>They become the second smallest country to ever qualify for a World Cup 👏 <a href="https://t.co/FCgAF4Ix64">pic.twitter.com/FCgAF4Ix64</a></p>&mdash; ESPN FC (@ESPNFC) <a href="https://twitter.com/ESPNFC/status/1977808149521330187?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La strategia legata alla diaspora</h2>



<p> C&#8217;è poi un altro aspetto che occorre considerare:<strong> una buona parte dei giocatori della nazionale dei Blue Shark non è nata a Capo Verde</strong>. Dailon Livramento, attaccante del Casa Pia (ma di proprietà dell&#8217;Hellas Verona) che ha aperto le danze nella partita decisiva contro eSwatini, è nato a Rotterdam. Nella città olandese sono nati almeno altri quattro giocatori capoverdiani. Willy Semedo, centrocampista dell&#8217;Omonia a segno anche lui nell&#8217;ultima sfida, è nato in Francia. <strong>L&#8217;operazione messa in atto da Capo Verde è quindi simile a quella effettuata dal Marocco</strong>, la cui nazionale arrivata in semifinale ai mondiali del 2022 presentava 13 giocatori provenienti dalla diaspora. </p>



<p>Affidarsi a giocatori nati e cresciuti calcisticamente in Europa, senza dubbio è un gran vantaggio a livello sportivo.<strong> Ma i risvolti sono anche politici</strong>: Capo Verde, Paese in cui l&#8217;emigrazione da tempo ha raggiunto livelli ragguardevoli, punta sulla diaspora. Cerca cioè, almeno a livello calcistico, di <strong>ricostituire quel capitale umano disperso in giro per l&#8217;Europa e il mondo</strong>. Un modello che, tanto nell&#8217;arcipelago quanto in altre aree dell&#8217;Africa, potrebbe essere applicato anche al di fuori dell&#8217;ambito sportivo. </p>



<p></p>
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		<title>Calcio: Udine non vuole ospitare (di nuovo) Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/calcio-udine-non-vuole-ospitare-di-nuovo-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 14:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Udine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Come un anno fa, la Nazionale italiana dovrebbe incontrare quella di Israele a Udine. E di nuovo si preparano le proteste in città. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Udine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/calcio-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Ci risiamo: il 14 ottobre prossimo, il Bluenergy Stadium di Udine ospiterà <strong>un incontro ufficiale di calcio tra Italia e Israele</strong>. Stesso luogo e addirittura stessa data dell&#8217;anno scorso, quando le due selezioni si sfidarono per un match di Nation League. Il prossimo autunno. invece, la partita riguarderà le qualificazioni ai Mondiali del 2026. E, di nuovo, anche quest&#8217;anno l&#8217;incontro non potrà che generare polemiche, a causa delle azioni di Israele non più solo nell Striscia di Gaza, ma ormai anche in Iran.</p>



<p>Dopo la decisione, a protestare per primo è stato il sindaco di Udine <strong>Alberto Felice De Toni</strong>, che guida una giunta di centrosinistra. De Toni ha espresso all&#8217;<em>Ansa</em> le proprie preoccupazioni per l&#8217;incontro, soprattutto in termini di sicurezza: &#8220;La situazione è diversa dalla precedente partita, <strong>c’è una guerra in atto</strong> tra Israele e Iran&#8221; ha spiegato il sindaco del capoluogo friulano.</p>



<p>Già nel 2024 la partita aveva causato un grande dibattito, con la giunta comunale che <a href="https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2024/07/17/news/italia_israele_polemica_comune_udine_monfalcone-423400686/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva deciso</a> di <strong>ritirare il proprio patrocinio all&#8217;evento</strong>. Un gesto simbolico, dettato dalla necessità di prendere le distanze da una manifestazione sportiva ritenuta &#8220;divisiva&#8221; da De Toni e dalla sua maggioranza, alla luce del massacro che Israele stava commettendo a Gaza. La polemica che ne era nata &#8211; con Governo e anche giunta regionale, entrambi di destra, critici verso il Comune di Udine &#8211; aveva convinto il sindaco a fare un passo indietro.</p>



<p>Il patrocinio alla partita <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2024/10/09/il-comune-di-udine-concede-il-patrocinio-alla-partita-italia-israele_6d2cc7d9-a9f6-4d74-9258-2cef8fd6b49d.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">era stato ripristinato</a>, e da parte loro la FIGC e il ministero dello Sport avevano accettato di sostenere un&#8217;iniziativa in favore della pace, realizzata in collaborazione con l&#8217;associazione Rondine Cittadella dello Sport di Arezzo. Placata la destra, però, l&#8217;amministrazione di De Toni aveva finito di conseguenza per attirarsi le critiche dell&#8217;ala più di sinistra della sua maggioranza. &#8220;Essere equidistanti o &#8216;equivicini&#8217; tra oppressi e oppressori, tra coloni e colonizzati, significa stare dalla parte di chi è favorito nei rapporti di forza&#8221; <a href="https://x.com/PossibileIt/status/1844040232435585181" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avevano scritto</a> in un comunicato i rappresentanti dei partiti di sinistra di Udine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sindaco di Udine: &#8220;La nostra posizione è per la pace&#8221;</h2>



<p>Un anno esatto dopo, la situazione si ripresenta, ma in un contesto internazionale addirittura anche peggiore. &#8220;Abbiamo ribadito e ribadiremo sempre <strong>la nostra posizione a favore della pace</strong>. &#8211; <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/21/italia-israele-udine-sicurezza-preoccupazione-sindaco-news/8034901/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha aggiunto</a> De Toni &#8211; Lo abbiamo fatto anche nella mozione approvata dalla maggioranza in consiglio comunale dove abbiamo chiesto il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e invitando il Governo italiano a riconoscere l’esistenza dello Stato palestinese come già hanno fatto diversi Stati europei e il Vaticano&#8221;.</p>



<p>A fargli eco, questa volta, un&#8217;altra esponente della sua giunta, l&#8217;assessora allo Sport <strong>Chiara Dazzan</strong>. &#8220;Per la seconda volta in 12 mesi, Udine si trova ad ospitare una partita di calcio tra la nostra nazionale e quella di Israele, il cui Governo si sta rendendo protagonista di<strong> una serie di crimini di guerra senza precedenti</strong>, violando sistematicamente e quotidianamente il diritto internazionale&#8221;, ha detto la politica e pedagogista friulana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ipotesi Bari</h2>



<p>Inizialmente, <strong>la partita sembrava doversi giocare a Bari</strong>, ma l&#8217;amministrazione comunale pugliese aveva negato la concessione dello stadio. Un scelta anticipata già in <a href="https://www.ansa.it/puglia/notizie/2025/05/29/comune-di-bari-non-e-piu-gradita-la-presenza-di-israele_d780aa9a-38ef-4097-8123-aaed8a136b32.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una mozione dello scorso 29 maggio</a>, in cui il Comune di Bari dichiarava &#8220;non gradita&#8221; la partecipazione di Israele e dei suoi rappresentanti agli eventi sul territorio. A Udine, però, una cosa del genere non è possibile, dato che il Bluenergy Stadium è di proprietà dell&#8217;Udinese e non della pubblica amministrazione cittadina. Oltre a questo, il capoluogo friulano è anche una soluzione strategicamente molto comoda: una città piccola e non semplice da raggiungere dal resto d&#8217;Italia, che quindi rende difficile organizzare una grande manifestazione di protesta contro la partita.</p>



<p>Nonostante questo, un anno fa solo 11.700 spettatori (su 25.000 posti disponibili) si recarono allo stadio per Italia-Israele. Nelle ore immediatamente precedenti al match, invece, <strong>oltre 2.000 persone avevano protestato</strong> per le vie della città contro il genocidio in Palestina. Difficilmente l&#8217;opposizione del sindaco di Udine potrà avere effetti più che simbolici, ma la partita degli Azzurri promette di essere ancora una volta un&#8217;occasione di contestazione. Nel frattempo, a livello internazionale crescono le pressioni per chiedere <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tifoserie-per-gaza-cartellino-rosso-al-genocidio-dei-palestinesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;esclusione di Israele dallo sport</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/calcio-udine-non-vuole-ospitare-di-nuovo-israele.html">Calcio: Udine non vuole ospitare (di nuovo) Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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