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C’è un vasto intreccio tra politica e finanza dietro alla costruzione della cordata che ha compiuto il più grande leveraged buyout della storia finanziaria, l’operazione da 55 miliardi di dollari con cui Electronic Arts, il produttore di videogiochi come il filone degli sportivi Fifa/EA Sports FC, Maddenl NFL, Formula 1 e Super Mega Baseball, sarà tolta dalla Borsa e resa privata.

La squadra di Kushner e dei sauditi per EA

Dietro queste mosse, la regia di Jared Kushner, finanziere e soprattutto genero del presidente Usa Donald Trump, la cui Affinity Partners ha coinvolto un pool di investitori di peso. Tra questi il Public Investment Fund (Pif), il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, che sta muovendosi per ampliare la sua diversificazione di finanziamenti e investimenti, a cui si aggiunge Silver Lake, i cui co-Ceo Egon Durban e Greg Mondre hanno di recentemente posizionato il loro fondo di private equity a fianco di Oracle e del fondo emiratino Mgx nella cordata per controllare lo spin-off americano di TikTok.

Silver Lake è a sua volta legata al mondo di Trump: controlla la holding Endeavor, che possiede il 61,72% di TKO Group Holdings, la società fondata dal padre della World Wrestling Entertainment (WWE) e stretto amico di The Donald Vince McMahon e l’Ultimate Fighting Championship (Ufc) di arti marziali miste, guidata da quel Dana White che è a sua volta un sostenitore del presidente.

Alleanze trasversali e il nodo Ia

Alleanze trasversali per favorire una potenziale alchimia economico-finanziaria capace di fare di Electronic Arts un laboratorio: “L’accordo rappresenta una grande scommessa sul fatto che l’intelligenza artificiale possa ridurre significativamente i costi operativi di EA”, sostanziata dal fatto che JPMorgan ha fornito un prestito di 20 miliardi di dollari per portare Pif (già azionista al 9,9%) e i partner alla scalata usando, appunto, il meccanismo del leveraged buyout che impegna grandi quantitativi di debito per comperare aziende terze, con la promessa che poi saranno i flussi di cassa a risolvere il problema.

Ebbene, nota il Ft, EA punterà sull’Ia e la speranza è che generi profitti “consentendo al consorzio azionario di gestire un ingente carico di debito su un’azienda che storicamente aveva un debito netto limitato”, magari “venendo utilizzata per sostituire i doppiatori e creare sfondi e altre risorse, oltre ad automatizzare i test di gioco per evitare bug prima del rilascio”.

EA sdogana affari più ampi?

Insomma, un vero e proprio laboratorio su un’azienda che vende prodotti di massa e ha una base clienti enorme su cui fare riferimento in un contesto in cui un grande affare può sembrare all’orizzonte. E le porte girevoli tra pubblico e privato si sprecano: Kushner non ha più ruoli alla Casa Bianca ma era con Trump e Tony Blair quando si discuteva del “piano Gaza” presentato di recente.

Kushner ha interessi finanziari in Arabia Saudita, Paese che sulla Palestina a sua volta ha influenzato l’amministrazione Trump e sta puntando fortemente sugli investimenti in conto capitale per algoritmi, data center, potenza di calcolo. EA è un obiettivo pregiato e prospettivamente può generare flussi di cassa agili e positivi per il Pif, che sta finanziando grandi progetti energetici, infrastrutturali e industriali nel Regno delle Spade.

Dove inizi l’interesse pubblico e dove quello privato, in un tale ircocervo, è difficile dirlo. Ma sono anche queste le tendenze di un capitalismo contemporaneo sempre più complicato.

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