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	<title>Mar dei Caraibi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mar dei Caraibi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I droni Triton sorvegliano Cuba: gli Usa preparano la prossima mossa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-droni-triton-sorvegliano-cuba-gli-usa-preparano-la-prossima-mossa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Si alza la pressione statunitense su Cuba? Da tempo il presidente Donald Trump, che a settembre 2025 ha lanciato l&#8217;Operazione Southern Spear per contrastare i presunti narcotrafficanti e i Paesi avversari di Washington tra Mar dei Caraibi e America Latina, ha indicato che Washington potrebbe considerare valida l&#8217;ipotesi di colpire l&#8217;Isla Grande con un&#8217;operazione volta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-droni-triton-sorvegliano-cuba-gli-usa-preparano-la-prossima-mossa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/MQ-4C_Triton_Test_Flight_with_Multi-Intelligence_Upgrade-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Si alza la pressione statunitense su Cuba? </strong>Da tempo il presidente <strong>Donald Trump,</strong> che a settembre 2025 ha lanciato l&#8217;Operazione Southern Spear per contrastare i presunti narcotrafficanti e i Paesi avversari di Washington tra Mar dei Caraibi e America Latina, ha indicato che Washington potrebbe considerare valida l&#8217;ipotesi di colpire l&#8217;<strong>Isla Grande con un&#8217;operazione volta a accelerarne il regime change</strong> e a sostituire il presidente socialista <strong>Miguel Diaz-Canel</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volo del Triton sul mare attorno Cuba</h2>



<p>Assediata dallo schieramento militare Usa, tagliata fuori dal mondo dall&#8217;embargo e dalla stretta energetica imposta dal rovesciamento di <strong>Nicolas Maduro in Venezuela, </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/assedio-a-cuba-trump-rafforza-lembargo-lavana-trema.html" type="post" id="504834"><strong>Cuba</strong> è stata peraltro avvicinata</a> da assetti operativi statunitensi che sembrano lasciare presagire un aumento della pressione delle forze schierate in capo a Southcom, il comando incaricato di agire in Sud America e nel Mar dei Caraibi. Da ultimo, è apparso in zona anche un drone ricognitore MQ-4C Triton della United States Navy che nella notte tra il 16 e il 17 aprile ha sorvolato l&#8217;Oceano Atlantico occidentale a 50 km a Nord dalle coste di Cuba. </p>



<p>Il Triton compie missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione ed è capace di proiezione a lungo raggio per monitorare traffico navale e marittimo e assetti integrati con il dominio marittimo. Da un&#8217;altezza di circa 17 km, l&#8217;unità BLKCAT6 si sarebbe peraltro mossa più volta per compiere operazioni di questo tipo. <strong>A cosa è dovuta tale iniziativa? Un MQ-4C Triton costa 240 milioni di dollari</strong> ed è un&#8217;unita preziosa. Gli Usa li hanno utilizzati nella recente <strong>guerra con l&#8217;Iran per sostenere gli attacchi alle unità navali di Teheran</strong> e sorvegliare gli asset della Marina della Repubblica Islamica o aree specifiche come l&#8217;Isola di Kharg, cruciale per le rotte petrolifere e l&#8217;export iraniano. Doveroso, dunque, chiedersi perché metter in campo questo drone proprio ora.</p>



<p>Una prima opzione che può essere pensata è che Washington stia cercando di pressare Cuba esplicitando l&#8217;ampiezza dello schieramento militare o provando a indicare delle fattispecie potenzialmente utilizzabili come giustificazione come un&#8217;azione contro il Paese caraibico. Cuba figura negli <strong>Stati classificati come &#8220;sponsor del terrorismo&#8221; del Dipartimento di Stato,</strong> che elenca come organizzazioni terroristiche anche diversi cartelli di narcotrafficanti. Indicare una nave passante da Cuba come legata a questi gruppi, qualora venisse identificata, potrebbe fornire a Trump, al Pentagono guidato da Pete Hegseth e al falco <strong>Marco Rubio, Segretario di Stato</strong> figlio di esuli in fuga dal regime di Fidel Castro, l&#8217;occasione per giustificare un assalto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cina e sicurezza emisferica nell&#8217;assedio a Cuba</h2>



<p>Una seconda opzione è legata al fatto che, oltre a L&#8217;Avana, Washington voglia mandare un messaggio anche alla Cina, principale rivale strategica. Pechino è stata una dei bersagli indiretti dell&#8217;azione contro Maduro di gennaio e della guerra all&#8217;Iran, che miravano in entrambi i casi a ridurre le forniture energetiche al Dragone. Il drone è stato avvistato dagli analisti Osint sopra Cuba <a href="https://www.ndtv.com/world-news/us-fourth-chess-move-the-drone-over-cuba-thats-really-watching-china-11370172">ma, nota Ndtv,</a> &#8220;poche ore prima, stava monitorando lo stretto tra Cuba e la Giamaica, largo quasi 200 km, una rotta marittima fondamentale che collega il Canale di Panama all&#8217;Oceano Atlantico&#8221;. <a href="https://www.patrika.com/en/world-news/us-drone-deployment-in-cuba-targeting-china-oil-routes-20508764">Analizza in tal senso <em>Patrika:</em></a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Controllando le rotte marittime della regione caraibica, gli Stati Uniti possono non solo limitare le attività cinesi, ma anche rafforzare la sicurezza della propria costa meridionale, in particolare della Florida. Inoltre, i centri di sorveglianza elettronica cinesi a Cuba sono motivo di preoccupazione per gli Stati Uniti. Secondo alcune fonti, il drone avrebbe anche effettuato attività di sorveglianza nell&#8217;area di Bejucal, dove si sospettano attività di intelligence cinesi</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. Navy MQ-4C Triton drone is still conducting ISR operations over the Florida Straits, about 50 kilometers off Havana, Cuba’s capital. <a href="https://t.co/HvFhUCOYfc">https://t.co/HvFhUCOYfc</a> <a href="https://t.co/aDqchBXcLd">pic.twitter.com/aDqchBXcLd</a></p>&mdash; Egypt&#39;s Intel Observer (@EGYOSINT) <a href="https://twitter.com/EGYOSINT/status/2044970429652283583?ref_src=twsrc%5Etfw">April 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nelle mire statunitensi contro Cuba c&#8217;è anche molto timore per un possibile inserimento della Repubblica Popolare, e in secondo luogo della Russia, alle porte degli Usa. Non a caso la National Security Strategy di Trump e la National Defense Strategy di Hegseth perorano la tesi della &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-groenlandia-e-lansia-americana-da-sicurezza-che-racconta-la-crisi-di-un-impero.html" type="post" id="501899">sicurezza emisferica</a></strong>&#8221; che assegna agli Usa la pertinenza esclusiva per la governance dell&#8217;area che va dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco e vieta ogni ingerenza esterna. In tal senso, la conflittualità con Cuba, rottame della Guerra Fredda riportato a galla da Trump dopo che Barack Obama e Raul Castro avevano chiuso il capitolo con gli accordi del 2015, è ritenuta prima di tutto uno spauracchio geopolitico. E potrebbe in futuro giustificare un nuovo interventismo americano nell&#8217;ex &#8220;cortile di casa&#8221;. Tutto questo mentre Cuba è sempre più in ginocchio sul fronte sociale di fronte all&#8217;assedio statunitense.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di InsideOver: un reportage per raccontare l’assedio di Cuba</h2>



<p>Cuba sta subendo gli effetti di una delle forme più gravi di&nbsp;<strong>violenza economica imposta dagli Stati Uniti</strong>, mirata apertamente al cambio di regime.</p>



<p>Una crisi indotta con effetti devastanti: mancano elettricità, carburante, cibo e medicine, il sistema sanitario collassa, aumenta la mortalità infantile e migliaia sono costretti a migrare.</p>



<p>Nell’ora più buia dell’isola, rimasta sola, vogliamo raccontare cosa sta succedendo davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aiutaci a farlo sostenendo questo reportage: puoi fare una donazione all’Associazione per il Giornalismo indipendente tramite&nbsp;<a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=R6TC5L9B8YBQG">Paypal</a><a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=4X3UWNQCE9WYN">&nbsp;</a>o bonifico bancario</strong><br><strong>Intestazione: ASSOCIAZIONE PER IL GIORNALISMO INDIPENDENTE<br>Banca Popolare di Sondrio<br>IBAN: IT85 N056 9601 6000 0002 8459 X71</strong></h3>
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		<item>
		<title>Il progetto Destiny e l&#8217;utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 12:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Honduras ieri, Saint Kitts e Nevis domani. I tecno-oligarchi e i guru dei bitcoin puntano i Caraibi per le loro Tortuga.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una comunità sostanzialmente autonoma, con proprie leggi e propri regolamenti, e ovviamente autoregolata sul fronte del business: questo è il sogno del progetto <strong>Destiny</strong> in sviluppo nel piccolo Stato caraibico di <strong>Saint Kitts e Nevis</strong> e riguardante la possibilità di creare una vera e propria &#8220;zona economica speciale&#8221; per i <strong>bitcoin.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Destiny, Tortuga futura dei bitcoin?</h2>



<p>Non è fantasia, ma è la volontà di trasformare in realtà di frontiera un&#8217;ambizione su cui <strong>puntano molti investitori libertari e diversi tecno-oligarchi americani e non solo</strong>: fare delle criptovalute non solo un fattore di emancipazione per finanza e business ma anche l&#8217;abilitatore strategico di un nuovo sistema sociale. Forse addirittura politico. I Caraibi, ieri roccaforte di pirati e bucanieri, come nuovo rifugio per le navi corsare della finanza cripto e tokenizzata. Le zone autonome come novelle isole di <strong>Tortuga con le proprie leggi</strong>. I piccoli Stati della regione offrono ciò che hanno: terra e norme favorevoli.</p>



<p>E così il magnate belga delle cripto <strong>Oliver Janssens</strong> ha ben pensato di impiantare questo progetto a Nevis, una delle isole del piccolo Stato, sfruttando la favorevole normativa locale promossa dal governo centrale di Basseterre, sito sull&#8217;isola di Saint Kitts, e rafforzata dall&#8217;autorità federale di Charlestown, capoluogo di Nevis. </p>



<p>Pochi mesi fa è stato approvato lo Special Sustainability Zones Authorisation Act, volto a attrarre investimenti come quello previsto da Janssens, che mira a piazzare un progetto da 50 milioni di dollari sull&#8217;iniziativa, garantendo anche delle prerogative legali autonome per la risoluzione delle controversie tra privati. Janssens ha promesso di attrarre miliardi di dollari di capitali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo &#8220;Stato di rete&#8221; e il precedente dell&#8217;Honduras</h2>



<p>&#8220;Il progetto Destiny includerà ville, ospedali, spazi verdi e piscine ed è dello studio di architettura e ingegneria statunitense Skidmore, Owings &amp; Merrill, noto per progetti come il Burj Khalifa&#8221;, <a href="https://www.belganewsagency.eu/belgian-crypto-billionaire-wants-to-set-up-libertarian-community-in-the-caribbean">nota la <em>Belgian News Agency</em>.</a>  Tutto questo per portare <strong>in un&#8217;isola di 93 chilometri quadrati</strong> e meno di 15mila abitanti la tendenza con cui, <a href="https://www.ft.com/content/cd171921-a0f5-49d9-a383-41a37e34dbb4">scrive il Financial Times</a>, &#8220;personaggi facoltosi del mondo della tecnologia e delle criptovalute cercano di <a href="https://www.ft.com/content/b127ee7a-5ac4-4730-a395-c9f9619615c7">stabilire i propri territori, più libertari</a> , noti come movimento dello Stato di rete&#8221;. Premessa, per i critici, di un vero e proprio &#8220;Stato nello Stato&#8221;. </p>



<p><strong>Emancipazione estrema e garanzia della libertà nella sua forma più pura</strong> per i teorici libertari ispirati da <em>La rivolta di Atlante,</em> la &#8220;Bibbia&#8221; dell&#8217;individualismo dell&#8217;uomo economico firmata quasi settant&#8217;anni fa da Ayn Rand.</p>



<p>Il caso più noto e anticipatore di Destiny è Prospera, la città delle criptovalute <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2025-02-13/a-honduras-dream-city-now-faces-11-billion-political-dispute">sviluppata dal <strong>governo dell&#8217;Honduras</strong> di </a><strong>Juan Orlando Hernandez, al potere dal 2014 al 2022</strong>, tramite una serie di leggi capaci di istituire le zone economiche esclusive favorevoli ai magnati del tech. </p>



<p><strong>Prospera, in cui vivono e lavorano circa 2mila persone</strong>, è sostenuta da aziende del mondo cripto come Coinbase e da venture capitalist uniti nella società Pronomos Capital, tra cui spiccano Balaji Srinivasan, Peter Thiel e Marc Andreessen. <strong>Questi ultimi due sono nomi noti nella tecno-oligarchia americana</strong> vicina a <strong>Donald Trump</strong>, il primo è ex Cto di Coinbase e ha lavorato per lo stesso Andreessen. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Hernandez, Trump e i cripto-oligarchi</h2>



<p>Trump, auto-definitosi <em>crypto-president</em>, ha <strong>un ruolo in questa vicenda perché l&#8217;1 dicembre scorso</strong> ha offerto la grazia a Hernandez, &#8220;padrino&#8221; di Prospera, condannato e estradato negli Usa dopo la fine del suo mandato per reati legati al narcotraffico e chiamato a scontare 45 anni di carcere.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/venezuela-il-cortile-di-casa-che-trump-vuole-riconquistare.html">Mentre gli Usa pressano i cartelli di narcotrafficanti </a>e minacciano il Venezuela per il presunto ruolo di sostegno di Nicolas Maduro ai cartelli, Trump sceglie di <strong>scarcerare un ex capo di Stato condannato proprio per questa fattispecie.</strong> Una contraddizione, a prima vista. Un atto politico chiaro di sostegno alla tendenza libertaria di espansione delle tecno-oligarchie e del mondo cripto come estrema proiezione del modello capitalista Usa, guardando più in profondità. Le cripto, soprattutto le stablecoin, servono a <strong>Washington come frontiera di copertura del debito e come nuova &#8220;</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/lottovolante-del-bitcoin-nella-grande-giostra-della-finanza-usa.html"><strong>grande scommessa&#8221; per aumentare il ciclo del credito</strong>. </a></p>



<p>L&#8217;espansione dei magnati libertari nel Mar dei Caraibi ha una chiara matrice finanziaria e tecnologica americana. Vale per Prospera. Vale per Destiny. E vale anche per quei Paesi che in nome di qualche investimento concedono frammenti di sovranità all&#8217;euforia finanziaria.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>S-300 e caccia russi, la fragile prima linea del Venezuela per affrontare gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/s-300-e-caccia-russi-la-fragile-prima-linea-del-venezuela-per-affrontare-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 07:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Antiaerea]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/venezuela-guerra-Maduro-Trump-Usa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Usa premono sul Venezuela: il governo di Nicolas Maduro fa i conti con le possibili contromosse a sua disposizione.</p>
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<p>Mentre i <strong>venti di guerra</strong> soffiano nel <strong>Mar dei Caraibi</strong> e,<a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-venezuela-cresce-la-tensione-nei-caraibi.html"> come abbiamo spiegato, gli <strong>Usa allargano</strong></a><strong> le operazioni contro i narcotrafficanti</strong> e schierano assetti aerei e navali potenzialmente in grado di sostenere un&#8217;estensione delle operazioni in <strong>Venezuela,</strong> a Caracas il governo di <strong>Nicolas Maduro</strong> fa i conti con le possibili contromosse e con i mezzi a sua disposizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come il Venezuela può rispondere agli Usa</h2>



<p>Nelle scorse settimane Maduro ha più volte arringato la popolazione e fatto sfoggio della mobilitazione nazionale di una serie di milizie dall&#8217;improbabile capacità militare, <a href="https://www.caracaschronicles.com/2025/09/12/are-venezuelans-preparing-for-war-against-the-us-not-in-the-least/">pur di fronte a un clima di generale scetticismo da parte degli abitanti del Paese.</a> Guardando alle prospettive del teatro latinoamericano, però, è bene sottolineare che i principali strumenti con cui Caracas potrebbe rispondere ad operazioni Usa non sono tanto le unità improvvisate per rispondere a un&#8217;invasione su larga scala che sembra remota quanto, piuttosto, la sommatoria di <strong>aeronautica e capacità antiaeree</strong> a disposizione. </p>



<p>La prima linea di Maduro è abbastanza fragile in termini numerici ma non da sottovalutare: <strong>Caracas ha a disposizione, innanzitutto, 21 caccia russi Sukhoi Su-30 Flanker,</strong> consegnati poco meno di vent&#8217;anni fa, capaci di colpire fino a una distanza di 80 km sul fronte dell&#8217;operatività aria-aria e possibile strumento di contrasto agli F-35B schierati da Washington a Porto Rico. </p>



<p>A essi si aggiungono 3-4 vecchi<strong> F-16 </strong>di costruzione americana, privati da anni delle necessarie migliorie volte a modernizzare questo velivolo un tempo glorioso a causa degli scontri politici tra i due Paesi. A terra, sono sempre asset russi a guidare la difesa del Venezuela: poco prima della morte del predecessore di Maduro,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-hugo-chavez.html"> Hugo Chavez, </a>il<strong> governo russo di Vladimir Putin</strong> fornì al Venezuela dei sistemi S-300 oggi schierati nel quadro dell&#8217;Esercito Bolivariano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;arma della mobilità</h2>



<p><a href="https://www.twz.com/air/status-of-venezuelas-air-defense-capabilities">Per quanto tuttora potente, l&#8217;S-300 sarebbe, secondo &#8220;The War Zone&#8221;, disponibile </a>solo in due unità. Twz ritiene che i sistemi Buk-M2, sempre russi di provenienza, siano invece più funzionali perché &#8220;sono mobili su strada e con diverse capacità di spostamento rapdio&#8221; che &#8220;li rendono particolarmente pericolosi anche per gli aerei da combattimento più avanzati, tra cui l&#8217;F-35, poiché possono comparire all&#8217;improvviso e in prossimità di un bersaglio. Sono anche molto più difficili da individuare e riparare, e questa imprevedibilità li rende una minaccia significativa&#8221;.  </p>



<p>La storia delle guerre dell&#8217;ultimo quindicennio (<strong>Libia, Siria, Ucraina</strong> e via dicendo) racconta che quando una forza, specie se di matrice statuale o para-statuale, ha a disposizione sistemi anti-aerei mobili e capaci di non essere intrappolati sotto gli attacchi diretti delle potenze rivali essi possono fungere da utile deterrente o svolgere un compito non secondario sul campo di battaglia sfuggendo alla rapida <strong>eliminazione da parte degli avversari</strong>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-martella-teheran-bombe-sui-pasdaran-regime-iraniano-nel-mirino.html">La recente <strong>guerra tra Israele e Iran</strong></a> e le sue fasi preparatorie mettono in guardia, invece, contro l&#8217;affidamento prioritario o esclusivo alle sole strutture fisse e alle batterie con ridotta mobilità: Tel Aviv è stata in grado di obliterare abbastanza agevolmente la prima linea di difese aeree di Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fragilità del Venezuela</h2>



<p>Il Venezuela, in quest&#8217;ottica, può contare più sul <strong>metodo che sui mezzi. Il Paese offre diverse opportunità di camuffamento</strong> degli assetti più strategici. Le vaste foreste, le aree impervie e le zone paludose possono creare trappole. Le vie interne offrono sponda per la mobilità dei mezzi più maneggevoli. L&#8217;intero apparato a disposizione di Maduro resta, però, inevitabilmente fragile. </p>



<p>Mai rodate in battaglia, le forze armate di Caracas sono tutte da pesare sul versante dell&#8217;operatività. Per questo il regime bolivariano fa appello alla popolazione e al mito della &#8220;guerra di popolo&#8221;. La speranza principale risiede nel fatto che Washington decida di continuare a usare lo schieramento militare come sfoggio di potenza o provveda a continuare i più limitati raid contro i narcotrafficanti. <strong>Le capacità di resistenza e tenuta contro un attacco aereo sferrato dagli Usa sono, invece, tutte da dimostrare</strong>. Per quanto, sicuramente, non nulle.</p>



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		<title>Usa-Venezuela, cresce la tensione nei Caraibi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-venezuela-cresce-la-tensione-nei-caraibi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 13:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[Tren de Aragua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Usa-Venezuela-si-rafforza-il-braccio-di-ferro-nei-Caraibi.-Trump-rafforza-lo-schieramento-di-Washington-contro-Maduro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Usa-Venezuela-si-rafforza-il-braccio-di-ferro-nei-Caraibi.-Trump-rafforza-lo-schieramento-di-Washington-contro-Maduro.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Usa-Venezuela-si-rafforza-il-braccio-di-ferro-nei-Caraibi.-Trump-rafforza-lo-schieramento-di-Washington-contro-Maduro-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Usa-Venezuela-si-rafforza-il-braccio-di-ferro-nei-Caraibi.-Trump-rafforza-lo-schieramento-di-Washington-contro-Maduro-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Usa-Venezuela-si-rafforza-il-braccio-di-ferro-nei-Caraibi.-Trump-rafforza-lo-schieramento-di-Washington-contro-Maduro-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Usa-Venezuela, si rafforza il braccio di ferro nei Caraibi. Trump rafforza lo schieramento di Washington contro Maduro.</p>
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<p>Aumenta la tensione nel <strong>Mar dei Caraibi</strong> tra Stati Uniti e Venezuela dove il dispositivo aeronavale di Washington è in piena operatività. Nei giorni scorsi, dopo che l&#8217;1 ottobre Donald Trump ha comunicato al Congresso che quella contro i narcotrafficanti è un&#8217;operazione qualificabile come &#8220;<strong>conflitto armato</strong>&#8221; gli Usa hanno colpito quella che hanno dichiarato essere la quarta nave riconducibile ai cartelli trasportante droga verso gli States ad essere affondata. Salgono così a 21 i morti negli attacchi dal 2 settembre a oggi mentre nel frattempo le forze aeree e navali americane premono sempre più sul Paese governato da Nicolas Maduro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aumenta lo schieramento Usa attorno al Venezuela</h2>



<p>Mentre aumenta<a href="https://www.newsweek.com/five-signs-possible-us-war-venezuela-10821751"> la potenza del dispositivo navale </a>e si consolida il dispiegamento dei caccia F-35 del <strong>Corpo dei Marines </strong>e delle unità del medesimo apparato e dei Ranger schierati a Porto Rico, oltre che dei cacciatorpediniere e dei pattugliatori della United States Navy che<a href="https://www.texasstandard.org/stories/us-venezuela-tensions-destroyed-boats-military-build-up/"> incrociano nel Mar dei Caraibi</a>, Caracas denuncia provocazioni da parte di Washington e inizia a pensare che le mosse americane possano, potenzialmente, andare ben oltre la semplice strategia di contrasto ai narcos.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BIG: Washington Examiner report claims the U.S. military buildup near Venezuela, including warships, F-35s, Marines, and a submarine based in Puerto Rico, goes far beyond anti-drug patrols and could support seizing ports or airfields. <br><br>While officially framed as… <a href="https://t.co/hyng0sEdG7">pic.twitter.com/hyng0sEdG7</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1973953862944833554?ref_src=twsrc%5Etfw">October 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Pardino Lopez ha dichiarato che il 2 ottobre caccia americani sarebbero volati a 75 km delle coste del Venezuela, definendo &#8220;provocatoria&#8221; questa mossa, mentre nel frattempo gli analisti si interrogano sulle conseguenze della dichiarazione di Trump sul fatto che Washington stava confrontandosi con <strong>&#8220;combattenti irregolari&#8221;.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Massima pressione sul Venezuela e su Maduro</h2>



<p>Certo, cartelli come il Tren de Aragua venezuelano sono ritenuti dal ritorno di The Donald alla Casa Bianca organizzazioni terroristiche alla pari di Al-Qaeda, dell&#8217;Isis e dei principali gruppi jihadisti, e sicuramente le parole di Trump riportate dal <em>New York Times</em> mirano a corroborare questo dato di fatto. Ma non solo: ricordiamo che per gli Usa, formalmente, anche il presidente Maduro è illegittimo.</p>



<p>Per il Segretario di Stato Marco Rubio, che ha alzato da 25 a 50 milioni di dollari la taglia sulla testa di Maduro per le accuse legate al narcotraffico internazionale, il <a href="https://www.nytimes.com/2025/10/01/nyregion/nicolas-maduro-venezuela-charges-explainer.html">leader di Caracas è un &#8220;fuorilegge&#8221;</a>. &#8220;Quando si inondano le strade americane di droga, si terrorizza l&#8217;America, e questo finirà&#8221;, ha detto Rubio alla stampa il 2 settembre rifiutandosi di rispondere a una domanda esplicita sulla volontà di rovesciare il regime di Maduro ma specificando che <strong>&#8220;questa è un&#8217;operazione antidroga</strong> e affronteremo i cartelli della droga ovunque si trovino e ovunque <strong>operino contro gli interessi degli Stati Uniti&#8221;</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;interventismo Usa nell&#8217;emisfero occidentale</h2>



<p>Del resto, Trump starebbe da tempo lavorando<a href="https://it.insideover.com/difesa/pentagono-cambio-di-rotta-sulla-cina-priorita-alla-sicurezza-nazionale-la-ritira-strategica-degli-usa.html"> assieme al <strong>segretario alla Difesa Pete Hegseth</strong> a una strategia di sicurezza nazionale</a> fondata sul controllo e la sicurezza dell&#8217;<strong>emisfero occidentale, che passerebbe inevitabilmente per lo sfoggio di potenza</strong> alle porte di casa, in un&#8217;area dove Washington è sfidata da attori come Russia e Cina, oltre che depotenziata dall&#8217;assertività politica del Brasile del presidente Lula. E il Venezuela, con i suoi giri di valzer geopolitici con i rivali degli Usa, è con <strong>Cuba e Nicaragua</strong> lo Stato più ostile agli States nella regione. Come ha <a href="https://www.nytimes.com/2025/09/28/world/venezuela-trump-comey-russia-ukraine-drones.html">scritto l&#8217;esperta di politica internazionale del <em>New York Times</em>, <strong>Katrin Bennhold</strong>:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;Il rafforzamento militare al largo delle coste del Venezuela, seppur impressionante, è solo un esempio dell&#8217;approccio interventista dell&#8217;amministrazione Trump nei confronti dell&#8217;America Latina. Ha minacciato di impadronirsi del Canale di Panama e di bombardare i laboratori di droga messicani. Si è lanciata nella politica interna brasiliana per conto dell&#8217;ex presidente Jair Bolsonaro. La scorsa settimana, ha offerto un prestito di 20 miliardi di dollari per sostenere le fortune politiche del presidente argentino Javier Milei.</p>
</blockquote>



<p>In quest&#8217;ottica,  va capito quale potrebbe essere il fine ultimo dell&#8217;aumento della potenza americana nel Mar dei Caraibi. In prospettiva, come abbiamo spiegato, è difficile pensare che <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-bombardano-i-narcos-al-largo-del-venezuela-aria-di-guerra-e-scintille-con-maduro.html">gli Usa intendano programmare un&#8217;<strong>invasione su larga scala del Venezuela</strong></a>, Stato complesso sul piano morfologico e geografico con le sue foreste e aree paludose. Più probabile che gli strateghi del Pentagono possano operare un aumento dell&#8217;intensità dei raid contro i narcotrafficanti potenzialmente coinvolgendo bersagli all&#8217;interno del territorio venezuelano.</p>



<p><a href="https://www.nationalreview.com/corner/trumps-war-notice-the-nonstate-actor-issue/">Andrew C. McCarthy, celebre giurista americano, </a>ha scritto sulla National Review che formalmente la dichiarazione di Trump si riferisce a una guerra &#8220;che non mette due nazioni sovrane l&#8217;una contro l&#8217;altra&#8221; e nega dunque al regime di Maduro la titolarità di difendere la sovranità venezuelana. Per il <em>Washington Examiner</em>, invece, non è da escludere una serie di <strong>operazioni mirate volte a occupare temporaneamente aree strategiche sulla costa</strong> per smantellare le capacità dei narcotrafficanti di operare contro gli Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Operazioni mirate contro il Venezuela?</h2>



<p>La testata ha commentato lo schieramento a stelle e strisce sottolineando che &#8220;le forze riunite siano ora sufficienti per conquistare e mantenere strutture strategiche chiave come porti e aeroporti sul territorio venezuelano&#8221;, così da poter esercitare pressione contro Maduro tramite azioni di forza non necessitanti un&#8217;invasione su larga scala.</p>



<p><a href="https://www.washingtonexaminer.com/opinion/beltway-confidential/3831654/us-military-buildup-venezuela-invasion/">Per il Washington Examiner le forze di terra dei Marines</a> a Porto Rico sarebbero sufficienti per obiettivi di questo tipo e potrebbero &#8220;essere supportate da attacchi a sorpresa da parte di unità di fanteria aviotrasportata negli Stati Uniti. <strong>Sia il 75° Reggimento Ranger che l&#8217;82ª Divisione Aviotrasportata,</strong> rispettivamente, hanno un battaglione e una brigata pronti a schierarsi direttamente in combattimento con 18 ore di anticipo, ad esempio&#8221;. </p>



<p>Insomma, le <strong>acque del Mar dei Caraibi ribollono</strong>. E per gli Usa tutte le opzioni sono sul tavolo. L&#8217;alta tensione, senza precedenti da decenni, che attanaglia il Sud America svela il <em>redde rationem</em> tra le forze armate di Washington e Caracas, tra Trump e la sua amministrazione e Maduro e, in generale, tra gli Usa e un governo socialista venezuelano da oltre un quarto di secolo spina del fianco nel &#8220;cortile di casa&#8221;. L&#8217;ipotesi di una svolta militare è tutto fuorché da escludere.</p>



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		<title>Tensione nel Mar dei Caraibi: così il narcotraffico cambia rotta per aggirare il blocco Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-mar-dei-caraibi-cosi-il-narcotraffico-cambia-rotta-per-aggirare-il-blocco-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 10:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=486163</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Caraibi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il blocco navale Usa, e gi assalti alle navi dei narcos, spingono i trafficanti a trovare nuove rotte per i carichi di droga.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Caraibi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/caraibi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Nel settembre 2025, il dispiegamento della Marina militare statunitense (<strong>US Navy</strong>) <a href="https://it.insideover.com/politics/usa-vs-venezuela-questione-di-petrolio-non-di-droga.html">nel <strong>Mar dei Caraibi</strong></a> ha segnato un punto di svolta nella lotta al narcotraffico regionale. Sotto l&#8217;amministrazione Trump, è stato dispiegato un numero significativo di forze navali e aeree, in aggiunta alle normali pattuglie (solitamente 2-3 navi), per intercettare spedizioni illecite, condurre sorveglianza e, <strong>se necessario, eseguire raid mirati, come già accaduto in due recenti episodi</strong> (tre, secondo il Presidente USA). L’operazione sta interrompendo efficacemente le rotte del traffico di droga che attraversano gran parte del territorio venezuelano, lasciando solo alcuni corridoi centroamericani e le linee dirette con l’Europa e l’Asia, più vulnerabili e potenzialmente instabili.</p>



<p>Il dispiegamento della US Navy nei Caraibi meridionali è iniziato alla fine di agosto 2025, con l&#8217;obiettivo dichiarato di contrastare il narcotraffico e le organizzazioni criminali transnazionali. La task force include navi come il <strong>cacciatorpediniere USS Jason Dunham</strong>, <strong>l’incrociatore USS Lake Erie</strong> e il <strong>cacciatorpediniere USS Sampson</strong>, supportate da <strong>sottomarini nucleari</strong>, <strong>aerei di sorveglianza</strong> <strong>P-8 Poseidon</strong> e elicotteri del corpo dei Marines (AH-1Z Viper, UH-1Y Venom, MV-22 Osprey tra i possibili). Il presidente <strong>Donald Trump</strong> ha descritto queste operazioni come una &#8220;risposta decisiva&#8221; al flusso di droga che minaccia la sicurezza nazionale USA, con un focus specifico sulle spedizioni provenienti dal Venezuela.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché proprio il Venezuela</h2>



<p>Storicamente, il Venezuela è diventato uno dei centri più importanti per il traffico di cocaina, anche grazie al coinvolgimento del regime di Nicolás Maduro. Il <strong>Cartel de los Soles</strong>, un&#8217;organizzazione criminale composta da alti ufficiali militari venezuelani, gestisce gran parte delle esportazioni di stupefacenti verso il Nord America e l&#8217;Europa. Secondo stime del <strong>Dipartimento di Stato USA</strong>, circa il <strong>15-20% della cocaina mondiale transita per il Venezuela</strong>, attraverso porti come Puerto Cabello e La Guaira per spedizioni via mare. Poi c’è il <strong>Tren de Aragua</strong>, un&#8217;altra gang venezuelana designata dall’amministrazione Trump come organizzazione narco-terroristica, che ha ampliato le operazioni anche in altri Paesi latinoamericani, trafficando tramite barche veloci per trasportare carichi verso i Caraibi e gli USA, <strong>sfruttando la crisi migratoria venezuelana per infiltrarsi in paesi come Colombia, Perù, Cile e Brasile</strong>, gestendo traffico di esseri umani, sfruttamento sessuale, estorsione, omicidi su commissione e miniere illegali.</p>



<p>Le rotte criminali venezuelane solitamente coinvolgono il Mar dei Caraibi orientale, dove le imbarcazioni partono dalle coste di Sucre, Anzoátegui e Nueva Esparta, dirigendosi <strong>verso isole come Aruba, Curaçao o direttamente verso Porto Rico e la Florida</strong>. Queste vie sono preferite per la loro prossimità e la corruzione endemica nelle forze di sicurezza venezuelane e di alcuni Paesi insulari, che facilitano il transito. Il dispiegamento USA però ha cambiato lo scenario: <strong>con oltre 4.500 truppe e blocchi navali</strong> posizionati strategicamente, le interdizioni sono aumentate del 300% rispetto al 2024, secondo dati preliminari del Joint Interagency Task Force South (JIATF-S).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il blocco della US Navy</h2>



<p>Le operazioni della US Navy si concentrano su pattugliamenti intensivi e attacchi mirati, utilizzando <strong>droni, satelliti e aerei di sorveglianza</strong> per identificare e neutralizzare le imbarcazioni sospette. Un esempio recente è lo strike del 2 settembre 2025, quando forze USA hanno affondato una barca legata al Tren de Aragua, uccidendo 11 persone e sequestrando presumibilmente tonnellate di cocaina. Un secondo attacco il 15 settembre ha distrutto altre tre imbarcazioni. Le azioni sono autorizzate dal Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong>, che ha rivendicato &#8220;autorità assoluta&#8221; per colpire sospetti narco-terroristi.</p>



<p>La presenza navale ha effettivamente &#8220;tagliato&#8221; le rotte venezuelane tradizionali. Mappature fornite da fonti come <strong>El Nacional</strong> mostrano come le vie costiere del Venezuela siano ora monitorate da navi USA posizionate a Nord di La Orchila e Los Roques, creando una barriera virtuale che forza i trafficanti a evitare l&#8217;area. Le operazioni statunitensi includono non solo affondamenti ma anche abbordaggi, come quello della USS Minneapolis-Saint Paul, che ha catturato tre vascelli in una sola ricognizione. L’analista <strong>Ryan Berg</strong> del <strong>CSIS</strong> (Centro per gli studi strategici e internazionali) ha sottolineato che questi movimenti hanno interrotto flussi noti, come le spedizioni notturne dall’isola Margarita verso le Antille Olandesi.</p>



<p><strong>Di conseguenza, i trafficanti stanno deviando verso rotte alternative.</strong> Analisi di Reuters indicano che le principali vie rimaste sono quelle centroamericane, che attraversano i Caraibi occidentali, da Colombia e Venezuela attraverso Honduras, Guatemala e Messico e quelle dirette con l’Europa e l’Asia. Alcune di queste rotte sfruttano la porosità delle coste centroamericane, dove la corruzione e la debolezza istituzionale ne facilitano il transito. Ad esempio, <strong>il corridoio dal Delta dell&#8217;Orinoco verso il Golfo di Honduras è diventato più attivo</strong>, con imbarcazioni che evitano le acque venezuelane orientali per unirsi ai flussi colombiani.</p>



<p>Questi spostamenti rappresentano un’arma a doppio taglio. Da un lato, rafforzano la pressione su Paesi fragili come Honduras e Guatemala, già sovraccarichi da migrazioni e violenza legata ai cartelli. Dall&#8217;altro, <strong>potrebbero deviare il traffico verso il Pacifico o l’Atlantico</strong>, come avvertito da esperti CNN, dove le rotte messicane e ecuadoriane potrebbero assorbire il flusso venezuelano deviato. Nel Mar dei Caraibi, le vie rimaste includono solo dei piccoli passaggi attraverso le isole di San Andrés (Colombia) verso il Nicaragua, o direttamente verso la Repubblica Dominicana, ma queste sono più soggette ad operazioni di pattugliamento congiunte con alleati USA come ad esempio la Colombia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni immediate di Usa e Venezuela</h2>



<p>Il presidente venezuelano<strong> Nicolas Maduro</strong> ha denunciato l&#8217;operazione come un &#8220;attacco alla sovranità&#8221;, <strong>accusando gli USA di mirare alle risorse venezuelane come petrolio e oro, non solo alla droga</strong>. Il Venezuela ha risposto aumentando le truppe costiere e conducendo sorvoli con F-16 sulla USS Jason Dunham, provocando l&#8217;invio di F-35 USA a Porto Rico. Alcuni esperti del New York Times notano che questo potrebbe rischiare di sfociare in un confronto regionale. Sul fronte USA, la strategia si allinea con il VALOR Act, la legge che mira a contrastare il regime di Nicolás Maduro, non riconosciuto come legittimo vincitore delle elezioni presidenziali venezuelane del 28 luglio 2024 e a smantellare reti legate al Presidente, inclusa una taglia di 50 milioni di dollari sul dittatore.</p>



<p>Il blocco navale rivela il cambio di approccio nella politica estera USA verso l&#8217;<strong>America Latina</strong>. Sotto Trump, <strong>la lotta al narcotraffico è diventata uno strumento per isolare regimi ostili e gruppi criminali</strong> ma mentre è innegabile la riduzione del flusso di droga dal Venezuela, questo potrebbe intensificare la violenza in Centro America, dove cartelli e gang più potenti potrebbero sfruttare le nuove rotte. Infatti, senza sforzi per rafforzare le istituzioni centroamericane e affrontare le radici della corruzione locale, il narcotraffico continuerà a proliferare, come ha sempre fatto, trasformando insignificanti vittorie tattiche in complessità strategiche protratte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-mar-dei-caraibi-cosi-il-narcotraffico-cambia-rotta-per-aggirare-il-blocco-usa.html">Tensione nel Mar dei Caraibi: così il narcotraffico cambia rotta per aggirare il blocco Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La &#8220;diplomazia delle cannoniere&#8221; di Trump: massima pressione Usa sul Venezuela</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-delle-cannoniere-di-trump-massima-pressione-usa-sul-venezuela.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 14:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[Tren de Aragua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250822085859565_144cf8c37d459e4bb07de4668b859d58-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grandi manovre militari nel Mar dei Caraibi, in un contesto geopolitico sempre più caldo che vede gli Stati Uniti alzare a livelli senza precedenti contro il Venezuela guidato da Nicolas Maduro. La massima pressione di Trump sul Venezuela di Maduro Nel mese di agosto l&#8217;amministrazione di Donald Trump ha fatto venire meno ogni possibile accenno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-delle-cannoniere-di-trump-massima-pressione-usa-sul-venezuela.html">[...]</a></p>
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<p>Grandi manovre militari nel <strong>Mar dei Caraibi</strong>, in un contesto geopolitico sempre più caldo che vede gli <strong>Stati Uniti</strong> alzare a livelli senza precedenti contro il <strong>Venezuela guidato da Nicolas Maduro</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La massima pressione di Trump sul Venezuela di Maduro</h2>



<p>Nel mese di agosto l&#8217;amministrazione di <strong>Donald Trump</strong> ha fatto venire meno ogni possibile accenno di distensione o ripresa dei rapporti con Caracas compiendo due mosse sostanziali: innanzitutto, l&#8217;innalzamento da 25 a 50 milioni di dollari della taglia con cui il caudillo venezuelano è ricercato per narcotraffico negli States; in secondo luogo, inviando tre cacciatorpediniere &#8211; l’USS Gravely (DDG-107), l’USS Jason Dunham (DDG-109) e l’USS Sampson (DDG-102) &#8211; più diversi vascelli ausiliari e una forza militare di 4mila uomini vicino alle coste della Repubblica Bolivariana. Manovra, quest&#8217;ultima, che rappresenta uno <strong>strappo senza precedenti</strong> nei rapporti &#8211; tesissimi &#8211; tra Washington e il governo socialista di Caracas.</p>



<p>La pressione su Maduro si inserisce nel quadro della stretta politica e militare dell&#8217;amministrazione Trump sul narcotraffico, di cui ritiene il regime venezuelano un promotore. Gli Usa hanno ampliato negli ultimi mesi la loro preparazione militare per colpire <strong>i cartelli della droga latinoamericani, identificati come organizzazioni terroristiche</strong> da Trump al momento del ritorno alla Casa Bianca e parificati a entità come Al-Qaeda, lo Stato Islamico o gli Houthi. Dunque indicati come entità contro cui è legittimo e possibile l&#8217;uso della forza militare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La forza schierata da Trump può compiere operazioni mirate</h2>



<p><strong>Sulla carta, la pressione riguarda soprattutto i cartelli basati in Messico,</strong> ma uno dei cartelli ritenuti più pericolosi, il Tren de Aragua, ha origini venezuelane e si è diffuso fino negli Usa. E per Washington Maduro non è, formalmente, un presidente legittimato ma un usurpatore peraltro ricercato per narcotraffico. </p>



<p>Emblematiche le parole dette martedì da <strong>Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca</strong>, che ha espresso la visione di Trump affermando che &#8220;il regime di Maduro non è il governo legittimo del Venezuela: è un cartello del narcotraffico guidato da Maduro. Questa amministrazione ritiene che non sia un presidente legittimo. È un capo latitante di questo cartello, incriminato negli Stati Uniti per traffico di droga nel Paese&#8221;. 50 milioni di taglia pendono sulla testa di Maduro, 25 su quella del suo vice <strong>Diosdado Cabello</strong> in un&#8217;escalation retorica, politica e militare che pone sul campo diversi interrogativi: <strong>Washington sta meditando un&#8217;operazione militare contro il governo di Maduro? La strategia mira al regime change venezuelano? E se sì, perché proprio ora?</strong></p>



<p>Sul primo fronte, <a href="https://www.twz.com/sea/u-s-navy-destroyers-submarine-amphibious-ships-being-sent-toward-venezuela">The War Zone </a>sottolinea che &#8220;non è ancora chiaro cosa gli Stati Uniti intendano fare con le loro risorse militari dispiegate contro Maduro&#8221;, pur aggiungendo che con gli assetti mobilitati teoricamente &#8220;il Pentagono potrebbe effettuare attacchi aerei, interdire spedizioni o persino inviare rapidamente un numero limitato di truppe da acque internazionali, se Trump lo decidesse&#8221;. La tenaglia americana sui cartelli si sommerebbe così alle voci, analizzate su queste <a href="https://it.insideover.com/guerra/berretti-verdi-e-navy-seals-contro-i-cartelli-messicani-ecco-i-piani-di-trump-per-lazione-militare.html">colonne da Roberto Vivaldelli,</a> circa una <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-alza-il-tiro-una-direttiva-segreta-per-impiegare-lesercito-contro-i-cartelli-latinoamericani.html">possibile operazione in Messico nelle prossime settimane.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Regime change in Venezuela? Per via interna</h2>



<p>Difficile, venendo al secondo punto, che un&#8217;<strong>operazione militare sia il viatico ideale</strong> per quel regime change che Washington pondera da tempo contro il governo venezuelano e che nella prima era Trump ha portato, tra il 2018 e il 2019, a dei goffi tentativi di golpe. </p>



<p>Una campagna militare in Venezuela imporrebbe agli Stati Uniti di mobilitare risorse e mezzi nella regione per operare in un Paese dal territorio estremamente ostile, dove alle città si <strong>alternano aree critiche per la mobilità militare come il Lago Maracaibo</strong>, gli altopiani di <strong>Roraima</strong> e, soprattutto, una <strong>profonda giungla amazzonica</strong> lungo il corso dell&#8217;Orinoco che offrirebbe profondità difensiva e spazi per la guerriglia. La prospettiva di Trump e della sua amministrazione mira a favorire, piuttosto, con l&#8217;aumento della taglia e la pressione militare un sommovimento interno al regime che <strong>stimoli una possibile conflittualità nel regime chavista</strong>. </p>



<p>Questo è ciò a cui mira l&#8217;opposizione guidata <a href="https://english.elpais.com/international/2025-08-21/threat-of-military-intervention-against-drug-trafficking-escalates-tensions-between-the-us-and-venezuela.html">dalla liberale di destra Maria Corina Machado, </a>sostenuta dai falchi anti-venezuelani dell&#8217;amministrazione: il segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> e l&#8217;inviato speciale della Casa Bianca per l&#8217;America Latina, <strong> Mauricio Claver-Carone</strong>, che ha ricoperto ruoli di alto profilo all&#8217;interno del Dipartimento del Tesoro, del Consiglio di Sicurezza Nazionale e del Dipartimento di Stato nella prima era Trump. </p>



<p>Finora il regime chavista, arroccato tra la gestione cleptocratica della rendita petrolifera, l&#8217;acquisizione della fedeltà dell&#8217;esercito tramite prebende e nomine e il consolidamento delle milizie legate al governo, è risultato resiliente a ogni tentativo di sommovimento interno. Ma non è detto che questa situazione perduri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova &#8220;diplomazia delle cannoniere&#8221;</h2>



<p>Infine, Washington <strong>intende usare la leva della lotta al narcotraffico</strong> per rimettere piede con forza in un&#8217;America Latina che le era parsa sfuggita di mano. Sfruttando delle dinamiche politiche positive (dalla vicinanza dei governi di Ecuador e Argentina fino ai <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-terremoto-politico-in-bolivia-chi-ha-gia-vinto-sono-gli-usa.html">recenti sviluppi in Bolivia</a>) e volendo consolidare la sfida ai rivali dell&#8217;egemonia dell&#8217;Occidente, particolarmente i Brics che in America hanno nel Brasile un attore particolarmente agguerrito, l&#8217;amministrazione Trump vede nel Venezuela una delle possibili propaggini di un&#8217;influenza ostile nello storico &#8220;cortile di casa&#8221; della superpotenza. </p>



<p><strong>Mentre su scala globale, tra sfide e dinamiche diplomatiche</strong>, gli Stati Uniti cercano di plasmare le regole di un nuovo sistema fatto di zone d&#8217;influenza e proiezione geopolitica a colpi di negoziati, tariffe commerciali e azioni unilaterali, l&#8217;estero vicino ritorna centrale. </p>



<p>Dal punto di vista di Washington, non c&#8217;è incoerenza tra la tendenza a voler mediare in scenari come l&#8217;Ucraina e l&#8217;aumento della pressione sul Venezuela: sono mosse che <strong>rientrano nella volontà americana di rafforzare questo processo</strong> su cui Trump si gioca il futuro della propria politica estera. Il ritorno di quella che <strong><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/venezuela-tensioni-con-gli-usa-la-diplomazia-delle-navi-da-guerra/">Giuseppe Gagliano ha definito &#8220;diplomazia delle cannoniere&#8221;</a></strong> riporta la mente all&#8217;imperialismo Otto-Novecentesco, all&#8217;unilateralismo delle potenze, alla pressione politica condotta per via militare e diplomatica in parallelo. E a uno stato di insicurezza collettiva ben diversa dall&#8217;ordine globale ipotizzato da Trump con l&#8217;America, temuta e rispettata, al centro.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-delle-cannoniere-di-trump-massima-pressione-usa-sul-venezuela.html">La &#8220;diplomazia delle cannoniere&#8221; di Trump: massima pressione Usa sul Venezuela</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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