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	<title>iraq guerra Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Mar 2023 11:42:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>iraq guerra Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Contrastare Teheran: il senso della missione Usa in Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-legano-a-doppio-filo-liraq-per-sottrarlo-allinfluenza-iraniana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 11:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[iraq guerra]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1248" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-1536x999.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-2048x1331.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa lavorano allo scoperto per spezzare le mire di controllo iraniane a ovest del confine. Due iniziative significative intraprese nel giro di pochi giorni evidenziano la rinnovata vicinanza degli Stati Uniti a Baghdad e dimostrano il supporto al governo di al-Sudani contro il giogo di Teheran. La duplice strategia americana punta a cementare il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-legano-a-doppio-filo-liraq-per-sottrarlo-allinfluenza-iraniana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1248" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-1536x999.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308102245361_060a143c159aaf6c0f7d401e16e0592f-2048x1331.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Usa</strong> lavorano allo scoperto per spezzare le mire di controllo iraniane a ovest del confine. Due iniziative significative intraprese nel giro di pochi giorni evidenziano la rinnovata vicinanza degli Stati Uniti a Baghdad e dimostrano il supporto al governo di al-Sudani contro il giogo di Teheran. La duplice strategia americana punta a cementare il ruolo dell’<strong>Iraq</strong> come avamposto in Medio Oriente.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">La revoca delle autorizzazioni, 20 anni dopo</h2>



<p>Il primo passo è stato mosso all&#8217;inizio di questa settimana: il 6 marzo un gruppo di senatori democratici e repubblicani ha presentato una mozione per revocare le due <strong><em>Authorizations for Use of Military Force</em> </strong>in base alle quali gli Stati Uniti sono ancora formalmente in guerra contro l&#8217;Iraq. La prima di queste autorizzazioni è stata siglata dal Congresso all&#8217;indomani dell&#8217;11 settembre per accordare al Presidente la possibilità di usare &#8220;tutte le misure necessarie e la forza appropriata&#8221; contro organizzazioni o persone ritenute complici negli attacchi terroristici alle Torri Gemelle, inclusi gli stati che hanno dato loro rifugio. Di fatto, questo provvedimento dava <strong>mano libera</strong> all&#8217;allora presidente Bush per implementare la <strong>War on Terror</strong> contro i nemici degli Stati Uniti in tutto il mondo, liberandolo dall&#8217;obbligo di interpellare il Congresso prima di intervenire sul campo. Con la seconda autorizzazione dell&#8217;ottobre 2002 (ricordata anche come &#8220;<strong>Iraq Resolution</strong>&#8220;), il Congresso americano approvava lo schieramento dell&#8217;esercito contro il regime di Saddam Hussein nell&#8217;ambito dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">operazione Iraqi Freedom,</a> dando luce verde per l&#8217;invasione del marzo successivo. </p>



<p>La guerra si è conclusa (solo ufficialmente) nel 2011, ma le autorizzazioni non sono mai state abolite perché, secondo diversi senatori, farlo avrebbe significato mettere a rischio la sicurezza nazionale all&#8217;estero. Nel frattempo però quelle norme sono state adoperate per scopi diversi da quelli per cui erano state redatte e approvate: nel 2014, il presidente Barack Obama le ha usate per giustificare le incursioni aeree contro lo <strong>Stato Islamico in Iraq e Siria.</strong> Sei anni dopo, il presidente Donald Trump ha addotto la stessa norma per autorizzare l&#8217;attacco coi droni che ha eliminato il generale iraniano <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qassem Soleimani</a>, comandante della Forza Quds, e il suo vice all&#8217;aeroporto di Baghdad. </p>



<p>Il <strong>ventennale della guerra in Iraq</strong> ha offerto l&#8217;occasione di tornare a parlare di queste autorizzazioni. Negli anni sono già stati fatti altri tentativi di revoca, con membri del Congresso che richiamavano l&#8217;organo a farsi carico delle proprie responsabilità istituzionali e altri che si opponevano in nome della sicurezza delle truppe di stanza lì (ad oggi, 2500 effettivi). Questa settimana il leader della maggioranza del senato americano, Chuck Schumer, <a href="https://www.voanews.com/a/us-lawmakers-one-step-closer-to-formally-ending-us-wars-in-iraq/6992111.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha affermato</a> che finalmente &#8220;repubblicani e democratici sono giunti alle stesse conclusioni, ovvero che bisogna lasciarsi la guerra in Iraq alle spalle una volta per tutte&#8221;. I senatori ritengono che <strong>agli occhi dell&#8217;Iran</strong>, revocare ufficialmente le autorizzazioni di guerra di era baathista metterebbe in chiaro il fatto che l&#8217;Iraq odierno rappresenta un <strong>partner per gli Stati Uniti</strong>, e darebbe un motivo di risentimento in meno all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ali-khamenei-la-guida-suprema-delliran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ayatollah Khamenei</a>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">As we near the 20th anniversary of the Iraq War, and reaffirm our partnership with Iraq to promote stability in the region, it’s time to repeal war authorizations against our strategic partner. <a href="https://t.co/3Y3nf8V11M">https://t.co/3Y3nf8V11M</a></p>&mdash; Tim Kaine (@timkaine) <a href="https://twitter.com/timkaine/status/1633098461846315011?ref_src=twsrc%5Etfw">March 7, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La visita inaspettata di Austin</h2>



<p>Martedì 7 il secondo passo: il segretario della difesa americano Lloyd Austin è atterrato a Baghdad per una visita inaspettata. Ha incontrato il premier iracheno Mohammad Shia al-Sudani e poi il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Nechervan Idris Barzani, per riconfermare l&#8217;impegno di Washington a mantenere la <strong>presenza militare nel Paese</strong> &#8220;su invito del governo dell&#8217;Iraq&#8221; &#8211; <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1330648/pentagon-chief-in-iraq-says-us-wants-to-strengthen-ties.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha detto</a> in conferenza stampa. &#8220;Gli Stati Uniti continueranno a rafforzare e ampliare la partnership in supporto della <strong>sicurezza, della stabilità e della sovranità dell&#8217;Iraq</strong>&#8221; ha continuato, e al-Sudani ha corrisposto <a href="https://www.thenationalnews.com/mena/iraq/2023/03/07/us-defence-secretary-lloyd-austin-arrives-in-baghdad-on-unannounced-visit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ribadendo</a> l&#8217;impegno di Baghdad nel &#8220;mantenere relazioni bilanciate con potenze regionali e internazionali&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Wheels down in Baghdad. I’m here to reaffirm the U.S.-Iraq strategic partnership as we move toward a more secure, stable, and sovereign Iraq. <a href="https://t.co/hJVJjefuyv">pic.twitter.com/hJVJjefuyv</a></p>&mdash; Secretary of Defense Lloyd J. Austin III (@SecDef) <a href="https://twitter.com/SecDef/status/1633003718416429057?ref_src=twsrc%5Etfw">March 7, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Da quando la coalizione internazionale a guida americana ha rovesciato il regime autoritario di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Saddam Hussein</a> che affidava il dominio del paese alla minoranza araba sunnita, l&#8217;Iraq è stato guidato da governi a maggioranza sciita che hanno istituzionalizzato un sistema di potere confessionale – anche grazie all&#8217;impostazione dell&#8217;<strong>Autorità Provvisoria di Coalizione</strong> di Paul Bremer. Gli stessi hanno istituzionalizzato corpi militari sciiti (<em>Popular Mobilization Forces</em>, PMUs) addestrati, finanziati e indirettamente rispondenti a Teheran. In particolare gli esecutivi guidati da Nouri al-Maliki, Haydar al-Abadi e Adil Abdul-Mahdi hanno forgiato stretti legami con il vicino Iran a guida sciita, gestendo funamboliche relazioni con <strong>Washington e Teheran</strong> allo stesso tempo. Entrambi quest&#8217;ultimi hanno fornito supporto estensivo durante l&#8217;offensiva irachena contro gli estremisti sunniti dello Stato Islamico.</p>



<p>La tappa di Austin può anche rappresentare una risposta alle recenti dichiarazioni del generale maggiore <strong>Hossein Salami</strong>, comandante delle guardie della rivoluzione islamica iraniane, che a sua volta a fine febbraio <a href="https://www.farsnews.ir/en/news/14011208000683/Tp-Cmmander-Underlines-IRGC's-Readiness-Train-Irai-Armed-Frces" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva proposto</a> al corrispettivo iracheno assistenza militare, scambio di esperienze nella lotta al terrorismo e addestramento per le forze armate irachene, sottolineando l&#8217;importanza di un vicino &#8220;stabile, sicuro e forte&#8221; per l&#8217;Iran. </p>



<p>L&#8217;<strong>equilibrismo </strong>dei governi iracheni ha finora favorito sviluppi positivi in termini economici per il Paese, che comincia solo ora a vedere un&#8217;orizzonte di stabilità e crescita dopo 20 anni di conflitto, ma meno in termini di sicurezza. Ne sono esempi lampanti i continui <strong>attacchi iraniani </strong>a basi della coalizione internazionale in territorio iracheno, o l&#8217;interminabile disputa con il Kurdistan per la protezione di ribelli iraniani e per il <a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-ad-isfahan-svela-il-grande-gioco-per-il-controllo-delliraq.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presunto appoggio</a> fornito alle operazioni israeliane in Iran. Al-Sudani sa di essere posizionato tra due fuochi e di non poter sostenere questa posizione sul lungo periodo, e gli Stati Uniti sembrano consapevoli di non poter perdere la <strong>partita irachena</strong> a favore dell&#8217;Iran. </p>



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			</item>
		<item>
		<title>Ucciso il generale Soleimani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 06:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[iraq guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="453" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Qassem Soleimani (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789-768x290.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789-1024x387.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La serata di Baghdad è stata molto movimentata: prima la notizia di esplosioni nei pressi dell&#8217;aeroporto internazionale, poi i rumori dei caccia americani sulla capitale irachena, infine i report che parlavano di nuove esplosioni ancora una volta nei pressi dello scalo aeroportuale. Ore molto lunghe di tensione, arrivate peraltro al culmine di giornate contrassegnate dagli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="453" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Qassem Soleimani (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789-768x290.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qassem-Soleimani-2-e1578035565789-1024x387.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>La serata di Baghdad è stata molto movimentata: prima la notizia di esplosioni nei pressi dell&#8217;aeroporto internazionale, poi i rumori dei caccia americani sulla capitale irachena, infine i report che parlavano di nuove esplosioni ancora una volta nei pressi dello scalo aeroportuale. Ore molto lunghe di tensione, arrivate peraltro al culmine di giornate contrassegnate dagli assalti all&#8217;ambasciata statunitense e dal botta e risposta a distanza tra <strong>Washington</strong> e <strong>Teheran</strong> sulle responsabilità di quanto accaduto nella sede diplomatica Usa. Nessuno però, al termine di un giovedì sera infuocato in una Baghdad tornata suo malgrado ad essere perno delle tensioni regionali, si aspettava un epilogo che ha tutta l&#8217;aria di un episodio drammatico per gli equilibri mediorientali: in una delle esplosioni registrate presso l&#8217;aeroporto di Baghdad, è rimasto ucciso <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html">Qasem Soleimani.</a></p>
<h2>I raid che hanno ucciso il generale iraniano</h2>
<p>La conferma della morte di una delle figure più importanti legate a Teheran, è arrivata direttamente dalla capitale iraniana: &#8220;L&#8217;atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l&#8217;assassinio del generale Soleimani, la forza più efficace nel combattere il Daesh, Al Nusrah e Al Qaida, è estremamente pericolosa e una folle escalation&#8221;, ha dichiarato il ministro degli esteri iraniano <strong>Javad Zarif</strong>. Nessun dubbio dunque sulla sorte del generale che per anni è stato il braccio proteso sul medio oriente della diplomazia iraniana. Soleimani è stato protagonista in tutti gli scenari in cui Teheran negli ultimi anni ha avuto un ruolo di protagonista. C&#8217;è anche il suo zampino nell&#8217;aiuto fornito dall&#8217;Iran al governo siriano guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> durante gli anni più intensi del conflitto che dal 2011 coinvolge il paese arabo. Soleimani, a capo della brigata <strong>al Quds</strong>, tra le più importanti dei Pasdaran, negli ultimi mesi si recava spesso in Iraq.</p>
<p>Già a novembre, quando il paese iniziava ad essere pesantemente scosso dalle manifestazioni anti governative ed in alcuni casi anche anti iraniane, <a href="https://it.insideover.com/guerra/soleimani-vola-a-baghdad-si-complica-lo-scenario-iracheno.html">diverse fonti hanno parlato della presenza di Soleimani a Baghdad</a>. Una &#8220;consulenza&#8221; per conto di Teheran che doveva offrire al governo locale lo spunto per far rientrare<a href="https://it.insideover.com/politica/in-iraq-divampa-la-protesta-imposto-il-coprifuoco.html"> le proteste in corso in tutte le principali città irachene</a>. Era questo il compito del generale, il quale agiva per provare ad evitare il collasso di un esecutivo, quale quello iracheno, vicino all&#8217;Iran. Quelle manifestazioni stanno rischiando, alla luce dei risvolti delle ultime ore, di incidere sempre più significativamente nelle dinamiche mediorientali. In un Iraq infatti sprofondato, ancor di più, all&#8217;interno di un limbo di incertezza, nei giorni scorsi un raid americano ha colpito una base delle milizie <strong>Pmu</strong>: si tratta dei gruppi, a maggioranza sciita, che hanno lottato contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> e che sono accreditati di rapporti molto stretti con l&#8217;Iran.</p>
<p>Un colpo assestato in Iraq ma per colpire Teheran, all&#8217;interno di un <strong>contrasto</strong> sempre più forte tra gli Stati Uniti ed il paese guidato dagli ayatollah. Da qui si è dunque arrivati alle sopra accennate proteste davanti l&#8217;ambasciata Usa a Baghdad, con tanto di tentativo di irruzione dei manifestanti all&#8217;interno della sede diplomatica. Per Washington evidentemente un segnale di pericolo per i propri interessi nell&#8217;area. Sono quindi scattati in questo contesto i raid contro un convoglio che stava rientrando, secondo quanto riportato da fonti irachene, all&#8217;aeroporto di Baghdad. I veicoli colpiti avevano a bordo alti dirigenti delle Pmu, ma anche lo stesso generale Soleimani. L&#8217;attacco, <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/01/03/attacco-aeroporto-baghdad1-civile-morto_5654a70f-6d45-4df4-b81f-ea78293b4d16.html">partito nel cuore della tarda serata di Baghdad</a>, ha ucciso il numero uno delle brigate Al Quds, assieme ad altre sette persone. Feriti anche almeno 12 soldati iracheni ed alcuni civili.</p>
<h2>Il Pentagono: &#8220;L&#8217;ordine è partito da Trump&#8221;</h2>
<p>Oltre ad essere noto per le sue attività militari, Soleimani era un volto popolare in tutto il medio oriente e costituiva, per i suoi estimatori, una sorta di vera e propria &#8220;leggenda&#8221;. Nei momenti più difficili per Assad durante la guerra civile siriana, bastava la diffusione di una foto scattata al fonte dove si notava la presenza di Soleimani per ridare morale alle truppe od alla stessa popolazione. Ed anche in patria ovviamente la sua figura appariva molto importante, popolare forse soltanto dopo a quella dell&#8217;ayatollah Khamenei. Questo ha contribuito anche alla sua fama di nemico numero uno degli interessi Usa nella regione, anche se in passato non sono mancati intrecci di interesse con Washington. Ad esempio, quando subito dopo la caduta di Saddam Hussein occorreva fermare le forze sciite dell&#8217;esercito del Mahdi, dagli Stati Uniti avrebbero chiesto la mediazione proprio di Soleimani.</p>
<p>L&#8217;uccisione del generale è dunque un colpo molto forte all&#8217;Iran, sia per la sua elevata esperienza militare e politica che, soprattutto, per quanto rappresentato dalla sua figura. Un raid volto ad eliminare Soleimani dunque, non può non aver avuto il via libera dai ranghi più alti del potere americano. Ed infatti, fonti del <strong>Pentagono</strong>, poco dopo il raid su Baghdad, hanno non solo confermato la morte di Soleimani ma anche espressamente affermato che l&#8217;ordine di colpire il convoglio sarebbe arrivato direttamente da <strong>Donald Trump</strong>: &#8220;Gli Stati Uniti continueranno ad assumere le azioni necessarie per proteggere la nostra gente e i nostri interessi ovunque nel mondo&#8221;, hanno sottolineato dal Pentagono. Dal canto suo il presidente Usa, poco dopo l&#8217;ufficializzazione della morte di Soleimani, <a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1212924762827046918">ha lanciato su Twitter</a> un post senza frasi ma raffigurante unicamente la bandiera americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html">Ucciso il generale Soleimani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Torna la minaccia dell&#8217;Isis: l&#8217;allarme che viene dall&#8217;Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/torna-la-minaccia-dellisis-lallarme-che-viene-dalliraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 16:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[iraq guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo Stato islamico si sta riorganizzando in Iraq e diversi segnali indicano che il gruppo radicale continuerà, probabilmente, a costituire una minaccia per Baghdad anche negli anni a venire. Esponenti dei servizi segreti curdi e occidentali hanno riferito alla Bbc che gli attacchi dei jihadisti stanno aumentando e che la loro insurrezione è piuttosto sofisticata. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/torna-la-minaccia-dellisis-lallarme-che-viene-dalliraq.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/torna-la-minaccia-dellisis-lallarme-che-viene-dalliraq.html">Torna la minaccia dell&#8217;Isis: l&#8217;allarme che viene dall&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Iraq-3-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo<strong> Stato islamico</strong> si sta riorganizzando in Iraq e diversi segnali indicano che il gruppo radicale continuerà, probabilmente, a costituire una minaccia per Baghdad anche negli anni a venire. Esponenti dei servizi segreti curdi e occidentali <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-50850325" target="_blank" rel="noopener">hanno riferito alla <em>Bbc</em></a> che gli attacchi dei jihadisti stanno aumentando e che la loro insurrezione è piuttosto sofisticata. Lahur Talabany, ai vertici dell&#8217;intelligence curda, ha affermato che i militanti dello<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener"> Stato islamico</a> sono più pericolosi ed abili di quelli di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener">Al Qaeda</a> e che hanno grandi risorse economiche a loro disposizione. Il denaro consente ai jihadisti di acquistare armamenti, scorte di cibo, veicoli ed armi e secondo Talabany la fase di ricostruzione locale, necessaria dopo la sconfitta subita da parte tanto delle forze curde quanto di quelle irachene, sarebbe terminata.</p>
<h2>Una seria minaccia</h2>
<p>L&#8217;esponente dei servizi curdi ha inoltre parlato di un nuovo Stato islamico, meno interessato ad esercitare il controllo territoriale per evitare di divenire un obiettivo di attacchi esterni e più intenzionato ad <strong>agire sottotraccia</strong>, sfruttando come base le remote montagne di Hamrin: l&#8217;instabilità politica irachena e l&#8217;insoddisfazione dei sunniti, infine, rischiano di fomentare ulteriormente le attività dei radicali. L&#8217;intelligence curda stima che lo Stato islamico abbia circa 10mila membri in Iraq di cui 4-5mila guerriglieri e altrettante cellule dormienti e simpatizzanti. Secondo il brigadier generale William Seely, a capo della Task Force in Iraq, le forze di Baghdad e quelle curde sarebbero più preparate che in passato e maggiormente in grado di affrontare la minaccia dei jihadisti. Il problema di fondo della situazione irachena è che le <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/sciiti-e-sunniti-leterno-scontro-nel-mondo-islamico.html" target="_blank" rel="noopener">tensioni tra i sunniti e gli sciiti</a>, ricorrenti nel corso dei decenni, aggravano la situazione di instabilità del Paese e rinforzano le capacità organizzative dello Stato Islamico, che può sfruttare la rabbia della popolazione sunnita per aumentare le proprie capacità di reclutamento ed andare a costituire una minaccia ancora maggiore nei confronti di Baghdad.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Le <strong>campagne militari</strong> su scala locale, condotte tanto dalle forze curde quanto da quelle irachene, possono incidere sulla forza numerica del gruppo e sulle sue capacità organizzative ma non possono riuscire a drenarne, in maniera stabile e definitiva, le capacità di reclutamento e di attrazione che, evidentemente, sono strettamente legate al permanere di problematiche nel quadro politico locale. L&#8217;Iraq, infatti, continua ad essere attraversato e condizionato da una serie di fratture interne, come ad esempio l&#8217;irrisolta questione dei curdi, le proteste di piazza e la minoranza sunnita, che non consentono alla nazione di voltare pagina in maniera definitiva e di riuscire a fare quel salto di qualità che potrebbe consentire all&#8217;esecutivo di guardare avanti spiazzando i terroristi. L&#8217;impressione è che, ancora per molti anni e fintanto che le <strong>problematiche</strong> del Paese non saranno risolte, lo Stato islamico ed altri gruppi radicali continueranno a costituire una minaccia significativa e fluttuante, alternando periodi di maggiore attivismo ed altre fasi di attività sottotraccia, nei confronti della popolazione irachena e dei suoi esecutivi. Il timore, dunque, è che la fase di relativa quiescenza dell&#8217;Isis sia sul punto di terminare e che ci si debba preparare ad un suo possibile ed ingombrante ritorno sulle scene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/torna-la-minaccia-dellisis-lallarme-che-viene-dalliraq.html">Torna la minaccia dell&#8217;Isis: l&#8217;allarme che viene dall&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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