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	<title>Fed Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Mar 2020 09:22:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fed Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il bazooka delle banche centrali è scarico?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-bazooka-delle-banche-centrali-e-scarico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 09:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[Quantitative easing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le borse al tempo del Coronavirus (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nell&#8217;ora più buia della tempesta finanziaria indotta dall&#8217;impatto del coronavirus sull&#8217;economia globale i decisori politici e gli operatori di tutto il mondo dovrebbero riprendere in mano un testo fondamentale dell&#8217;analisi della storia finanziaria: Manias, panic and crashes di Charles Kindleberger analizza in maniera sinottica le grandi crisi finanziarie della storia, trovando al loro interno una ricorsività che prevedeva la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-bazooka-delle-banche-centrali-e-scarico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le borse al tempo del Coronavirus (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nell&#8217;ora più buia della tempesta finanziaria indotta dall&#8217;impatto del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>coronavirus</strong> </a>sull&#8217;economia globale i decisori politici e gli operatori di tutto il mondo dovrebbero riprendere in mano un testo fondamentale dell&#8217;analisi della storia finanziaria: <em>Manias, panic and crashes </em>di Charles Kindleberger analizza in maniera sinottica le grandi crisi finanziarie della storia, trovando al loro interno una ricorsività che prevedeva la fine di una fase di euforia dei mercati per shock esterni, l&#8217;inizio di una fase di <strong>vendite massicce </strong>(<em>panic selling</em>) e infine lo schianto dei mercati (<em>crashes</em>).</p>
<p>Nella fase attuale l&#8217;euforia durava da oltre un decennio: tra il 2009 e il 2019 le principali banche centrali del mondo (Bank of Japan, Fed, Bce, Bank of England) hanno iniettato nel sistema economico internazionale circa <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/banche-centrali-dieci-anni-bazooka-15mila-miliardi-ACzRlSg"><strong>15mila miliardi di dollari </strong></a>per favorire il rally delle borse, divenute pressoché dipendenti da una situazione di liquidità facile e a basso costo, utilizzata per autoalimentare la dilatazione dei listini, che hanno toccato livelli mai visti, le cedole dei dividendi e le operazione di riacquisto (buyback) di azioni proprie.</p>
<p>L&#8217;epidemia di coronavirus surriscalda l&#8217;economia mondiale proprio mentre l&#8217;effetto-traino delle banche centrali iniziava a mostrare i suoi lati deteriori: lo scollamento tra <strong>economia reale e finanza, </strong>l&#8217;eccessiva dilatazione dei listini, l&#8217;accumulazione di titoli rischiosi (derivati in primis) nel sistema. Le scorse settimane hanno segnato l&#8217;inizio di una fase di <strong>volatilità </strong>estesa che ha avuto una svolta in panico borsistico nella giornata di lunedì 9 marzo, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lunedi-nero-di-piazza-affari-peggio-della-crisi-del-2008.html">segnata dal profondo rosso dei mercati</a> per il crollo del prezzo del petrolio e le preoccupazioni sull&#8217;epidemia dopo le nuove misure restrittive del governo italiano.</p>
<p>Di &#8220;grande panico&#8221; ha parlato su <em>La Stampa </em>Francesco Guerrera,uomo del settore in quanto direttore della divisione europea di <strong>Barron&#8217;s Group</strong>. <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-la-consob-non-ha-fermato-piazza-affari.html">La stessa Consob, di fronte al rosso di oltre 11 punti percentuali di Piazza Affari del 9 marzo,</a> rilevava come il &#8220;panic selling&#8221; fosse stato il fattore determinante, certificando il passaggio alla &#8220;seconda fase&#8221; di Kindleberger. Quella cui assistiamo, scrive Guerrera, &#8220;una reazione illogica e quindi preoccupante. In questo momento, i mercati hanno una paura inconsulta dell&#8217; incertezza. Sanno che il Grande Panico del 2020 è un film dell&#8217; orrore ma non sanno come finirà. E corrono verso le uscite di sicurezza del cinema perché temono il peggio. Ci sono solo due possibili &#8216;finali&#8217;. Uno è che si tratti di in un calo pronunciato e doloroso ma di (relativa) breve durata , come il <strong>Black Monday del 1987</strong> o come la <strong>crisi dei mercati emergenti del 1997-98</strong>&#8220;. L&#8217;altro che ci si avvii verso un nuovo 2008, rispetto al quale però i mercati finanziari si troverebbero privi di uno scudo decisivo.</p>
<p>Il bazooka delle banche centrali, infatti, non ha praticamente più munizioni. Può sparare qualcosa la Cina per evitare un dissesto sistemico: nel mese di febbraio la <strong>People&#8217;s Bank of China </strong>ha iniettato nei mercati 750 miliardi di dollari per evitare la franata delle borse, <a href="https://it.insideover.com/economia/le-borse-asiatiche-rimbalzano-che-cosa-succede.html">più dell&#8217;ammontare del piano Paulson varato emergenzialmente nel 2008 dal governo statunitense</a>. Le proposte di intervento diretto della Fed e della Bce dopo le prime settimane di volatilità non hanno sortito effetto sui mercati, non frenandone la caduta.</p>
<p>La durissima correzione imposta alla finanza mondiale dal <strong>coronavirus </strong>e la conseguente <em>flight to quality </em>di molti investitori mette a repentaglio l&#8217;intera strategia del &#8220;Quantitative easing globale&#8221; iniziata nel 2009, con la quale si è trasformata una risposta emergenziale in status quo permanente. L&#8217;incertezza parte da un&#8217;economia reale di produzione, traffici e <a href="https://it.insideover.com/economia/il-virus-paralizza-il-mercato-globale.html">commerci congestionata dal blocco delle catene logistiche e del valore su scala globale</a> e si trasmette alle borse inflazionate dagli stimoli monetari mai piovuti, realmente, alla grande massa della popolazione dei Paesi colpiti dalla Grande Recessione. <strong>Correggere in corsa </strong>questa situazione già movimentata dai primi tracolli borsistici è difficilissimo: la crisi della finanza richiama alla mente, nei Paesi occidentali, l&#8217;esigenza di un ritorno al primato della politica nei momenti di crisi. Perché la strategia di ripresa possa essere fondata sulle capacità di azione nell&#8217;economia e di regolamentazione da parte dei decisori istituzionali, correggendo gli errori dell&#8217;impostazione di chi, per anni, ha pensato che pompare aria nei mercati e lasciar loro fare da sé fosse la strategia migliore. Prima che il panico diventi schianto completo.</p>
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		<item>
		<title>Lo strano tempismo della Fed sul coronavirus</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-pessimo-tempismo-della-fed-sul-coronavirus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 12:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fed coronavirus" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969-1024x532.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il coronavirus ha stimolato una nuova ondata globale di stimoli monetari da parte di numerose delle principali banche centrali del pianeta. Ha iniziato la Banca del popolo cinese, che ha puntato a rispondere all&#8217;emergenza economica e finanziaria del contagio e della sfiducia ad esso seguita con una gigantesca iniezione di liquidità nel sistema: a febbraio la Cina ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pessimo-tempismo-della-fed-sul-coronavirus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fed coronavirus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/New-York-Stock-Exchange-Fed-virus-La-Presse-e1583325399969-1024x532.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> ha stimolato una nuova ondata globale di stimoli monetari da parte di numerose delle principali banche centrali del pianeta. Ha iniziato la Banca del popolo cinese, che ha puntato a rispondere all&#8217;emergenza economica e finanziaria del contagio e della sfiducia ad esso seguita con una <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-borse-asiatiche-rimbalzano-che-cosa-succede.html">gigantesca iniezione di liquidità</a> </strong>nel sistema: a febbraio la Cina ha immesso in circolo 750 miliardi di dollari, 50 in più di quelli messi in campo dal <strong>piano Paulson del 2008, </strong>manovra emergenziale del governo Usa seguita al fallimento di Lehmann Brothers.</p>
<p>Si è poi mossa la Bank of Japan, che ha colto al volo l&#8217;occasione dell&#8217;emergenza per garantire a Tokyo uno stimolo economico dopo il tonfo del Pil a fine 2019 e in vista degli ingenti investimenti attesi per il rush finale della corsa verso le Olimpiadi estive.</p>
<p>Infine la Fed è scesa in campo. Nella giornata del 3 marzo, mentre gli Usa erano concentrati sulle primarie democratiche e il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-super-tuesday.html">Super Tuesday</a>, ad aprire le danze è stata la filiale di New York, che fra asta repo e term ha impostato uno stimolo di 180 miliardi di dollari, 108,6 dei quali per garantire fluidità e liquidità agli scambi sul brevissimo termine. In seguito, il governatore Jerome Powell ha annunciato un nuovo taglio dello 0,5% dei tassi di sconto sul denaro giustificandolo con le dinamiche emergenziali del coronavirus.</p>
<p>C&#8217;è un curioso scarto temporale tra la manovra di Powell e le contemporanee notizie dei mercati finanziari. Il giorno prima, infatti, <strong>Wall Street </strong>aveva conosciuto il maggior rimbalzo della sua storia dopo aver perso oltre il 10% nella settimana precedente, la peggiore dalla Grande Recessione ad oggi. In una giornata il Dow Jones ha <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/spy-finanza-i-problemi-ancora-aperti-dopo-il-taglio-della-fed/1992674/">guadagnato quasi 1.300 punti,</a> segnando il maggior rialzo dai tempi dell&#8217;avvio del <strong>quantitative easing </strong>nel marzo 2009. Il giorno successivo, quello dell&#8217;annuncio della Fed, il clima è tornato invece a farsi pesante: il Dow Jones è andato nuovamente sotto la soglia psicologica dei 26.000 punti perdendo il 2,94%, lo S&amp;P500 ha perso il 2,81% e il Nasdaq è retrocesso del 2,99%. Un ottovolante che segnala il ritorno di una notevole volatilità sui listini e che dovrebbe però portare a riflettere sull&#8217;effettiva utilità di nuovi allentamenti alle restrizioni sul denaro in un&#8217;epoca in cui i mercati sono sovradimensionati.</p>
<p>Il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/borse-verso-nuovi-record-di-capitalizzazione-col-qe-globale.html">Qe globale</a> </strong>ha contribuito a plasmare l&#8217;attuale sistema. Complice l’immissione di 20.000 miliardi di dollari nel sistema finanziario globale dalla Grande Recessione ad oggi, le quotazioni azionarie nell&#8217;area che comprende Stati Uniti, Unione europea, Regno Unito e Giappone si sono dilatate, tra il 2009 e il 2019, da circa 30mila a quasi 80mila miliardi di dollari. Le borse si sono assuefatte alla dipendenza da <strong>liquidità facile, </strong>che raramente ha preso la strada dell&#8217;economia reale finendo a finanziare buyback azionari, dilatazioni dei dividendi, operazioni speculative.</p>
<p>Ora, rischia di creare problemi l&#8217;atteggiamento delle banche centrali del pianeta, che hanno voluto cogliere l&#8217;occasione del panico da coronavirus per nascondere la testa sotto la sabbia e negare la realtà di una situazione delicata, ritenendo nuovamente il rilancio di stimoli monetari finalizzati al mantenimento di capitalizzazioni insostenibili, ovvero praticamente fini a sè stessi, come l&#8217;unica risposta praticabile. La finanza dovrebbe essere governata, e non governare, le scelte delle banche centrali. <a href="https://it.insideover.com/economia/gli-effetti-del-coronavirus-sulleconomia.html">Lo choc macroeconomico del coronavirus </a>implica la produzione industriale, il commercio, la logistica, in poche parole le <a href="https://it.insideover.com/politica/coronavirus-colpo-globalizzazione.html">fondamenta generali della <strong>globalizzazione</strong></a>. La risposta governativa dovrebbe esser sistemica: gli umori delle borse non possono essere, ora, la giustificazione per proseguire la situazione difficilmente sostenibile di mercati finanziari inflazionati contrapposti a un&#8217;economia reale anemica.</p>
<p><strong>Charles Kindleberger</strong>, uno dei maggiori storici dell&#8217;economia del secolo scorso, ha sempre indicato nel passaggio dall&#8217;euforia al panico il punto di svolta che porta all&#8217;emersione di ogni crisi finanziaria. In questo caso, però, il panico sembra essere più quello dei regolatori che temono di doversi addossare la responsabilità di un <strong>tonfo borsistico </strong>e, con la giustificazione del coronavirus, prolungano il Qe globale che ha portato all&#8217;attuale fragilità della finanza di fronte agli shock sistemici. La mossa della Fed, che annuncia una manovra emergenziale dopo un rimbalzo positivo dei mercati e in giornata affronta un nuovo ribasso, è stata un capolavoro di pessimo tempismo: le banche centrali, è bene ribadire, risultano credibili efficaci quando riescono a governare gli umori dei mercati e a non farsi, da questi, comandare.</p>
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		<item>
		<title>Il dilemma delle banche centrali: devono essere indipendenti o no?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/banche-centrali-indipendenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 15:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le banche centrali a livello mondiale hanno dato il via a politiche monetarie espansive. Dopo gli annunci di Bce e Federal Reserve sono arrivati anche i tagli delle Banche Centrali di Nuova Zelanda, India e Thailandia. Immediata la reazione del presidente statunitense Donald Trump che torna a scagliarsi contro la Fed ed il suo governatore, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-centrali-indipendenza.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Sede-della-Banca-centrale-europea-La-Presse-e1566487377435-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Le<strong> banche centrali</strong> a livello mondiale hanno dato il via a politiche monetarie espansive. Dopo gli annunci di Bce e <strong>Federal Reserve</strong> sono arrivati anche i tagli delle </span><a href="https://www.nytimes.com/2019/08/07/business/interest-rates-india-thailand-new-zealand.html"><span style="font-weight: 400;">Banche Centrali di Nuova Zelanda, India e Thailandia</span></a><span style="font-weight: 400;">. Immediata la reazione del presidente statunitense Donald Trump che torna a scagliarsi contro la Fed ed il suo governatore, Jerome Powell. “Altre tre banche centrali hanno tagliato i tassi d’interesse- </span><a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1159083361803149312"><span style="font-weight: 400;">twitta</span></a><span style="font-weight: 400;"> Trump – Il nostro problema non è la Cina. Il nostro problema è la Federal Reserve troppo orgogliosa per ammettere i propri errori”. Sin dal suo insediamento Trump si mostra, infatti, contrario all’operato di Powell, caldeggiando persino una sua possibile rimozione dal timone della banca centrale americana. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo scenario ritorna in auge la questione dell’indipendenza delle banche centrali. A tornare sull&#8217;argomento sono i  stati i quattro predecessori di Powell, gli ex numeri uno della Fed Paul Volcker, Alan Greenspan, Ben Bernanke e Janet Yellen in un editoriale pubblicato sul </span><em><a href="https://www.wsj.com/articles/america-needs-an-independent-fed-11565045308"><span style="font-weight: 400;">Wall Street Journal</span></a></em><span style="font-weight: 400;"> in data 5 agosto. Nell&#8217;articolo i quattro<strong> ex governatori</strong> dichiarano di essere uniti nella convinzione che la banca centrale e il suo governatore debbano necessariamente avere il permesso di agire indipendentemente dagli interessi politici e nel miglior interesse dell’economia, liberi da pressioni politiche di breve termine e scevri da ogni minaccia di rimozione per ragioni politiche. </span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Indipendenza o non indipendenza?</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Se un presidente come </span><a href="https://www.cnbc.com/2019/08/05/former-fed-chairs-volcker-greenspan-bernanke-and-yellen-call-for-independent-fed-in-wsj-op-ed.html"><span style="font-weight: 400;">Trump chiama la Fed ad operare in favore</span></a><span style="font-weight: 400;"> degli interessi del paese, ci si chiede quanto sia giusto che una banca centrale presti attenzione alle richieste politiche e, d’altro canto, quanto sia necessario mantenere un certo livello di neutralità. Una dottrina delle due spade applicata all&#8217;economia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le tesi a favore dell’autonomia di una banca centrale dal controllo governativo sono molteplici. La prima sottolinea come l’assoggettamento degli istituti agli interessi del governo potrebbe </span><a href="https://www.investopedia.com/articles/investing/041515/why-federal-reserve-independent.asp"><span style="font-weight: 400;">minare i mercati finanziari</span></a><span style="font-weight: 400;"> e danneggiare l’economia.</span> <span style="font-weight: 400;">I governi infatti, sempre dipendenti dalle elezioni politiche, potrebbero più facilmente decidere per politiche monetarie accomodanti tese a soddisfare gli <strong>obiettivi di breve termine</strong>. Con l’abbassamento dei tassi d’interesse, infatti, si vedrebbe una conseguente crescita dei redditi, così come dell’economia in generale, e una riduzione della disoccupazione. Tutto questo garantirebbe al governo in carica la sua rielezione. Maggior liquidità, tuttavia, </span><a href="https://www.newyorkfed.org/medialibrary/media/research/staff_reports/sr1.pdf"><span style="font-weight: 400;">è la principale causa dell’inflazione</span></a><span style="font-weight: 400;"> che porta all&#8217;aumento dei prezzi e alla conseguente perdita di potere d’acquisto della valuta. È chiaro, quindi, come una politica monetaria troppo espansionistica possa avere ripercussioni, negative, nel lungo termine sull&#8217;economia di un Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario, una banca centrale indipendente opererà sempre negli interessi di buone performance macroeconomiche. Una maggior autonomia, difatti, sembra portare esiti favorevoli in termini di inflazione, quindi ad una maggiore stabilità dei prezzi. Ed è proprio la stabilità dei prezzi ad essere il principale obiettivo delle banche centrali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una seconda freccia scagliata a favore dell’indipendenza riguarda la credibilità dell’istituto stesso. Una banca laica da interessi politici ottiene più fiducia dai cittadini che vedranno in essa un ente operante solo negli interessi dell’area servita e non di un movimento politico o di governo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esistono anche le tesi a favore di un <strong>maggior controllo</strong> da parte dei governi. Vi sono argomentazioni che sostengono come una totale indipendenza delle banche centrali sia, di per sé, una scelta antidemocratica. Le banche centrali sono, a tutti gli effetti, degli enti privati che tuttavia prendono decisioni riguardanti la vita di ogni singolo cittadino. Il cittadino, tuttavia, non ha alcun ruolo nell&#8217;elezione dei membri dei vari board che andranno ad attuare quelle politiche monetarie prerogative delle banche centrali. Affidare, quindi, un tale potere ad una élite di banchieri sembra discostarsi dalle nature democratiche di Paesi come gli Stati Uniti o i Paesi membri dell’Unione Europea.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">La situazione attuale di Fed e Bce</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad oggi sia la Federal Reserve che la Banca centrale europea risultano avere un alto grado di indipendenza dalle forze politiche. Il principale indicatore di tale autonomia è la provenienza dei redditi, cioè la sua cosiddetta indipendenza finanziaria. Da una parte, la Federal Reserve registra i propri redditi dal possesso di titoli e dai prestiti elargiti alle banche. Mentre la Banca centrale europea forma il suo capitale dai versamenti delle singole Banche centrali nazionali che ne fanno parte. Entrambi gli istituti godono anche di <strong>autonomia</strong> nella definizione dei propri obiettivi e dei propri strumenti. La Federal Reserve, però, vede ancora una limitazione nell&#8217;indipendenza personale. Se è vero che i governatori del Board dei governatori rimangono in carica per 14 anni, coprendo quindi più di una presidenza e garantendo, quindi, l’estraneità a qualsiasi interesse politico, d’altra parte la nomina degli stessi è operata dal <strong>presidente degli Stati Uniti</strong> e approvata in Senato. Essa è inoltre soggetta alle decisioni del Congresso, il quale ha redatto la legislazione che regola la vita della Federal Reserve stessa e ha i poteri di rivederla se considerato necessario.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-centrali-indipendenza.html">Il dilemma delle banche centrali: devono essere indipendenti o no?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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