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	<title>Astana Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 17 Jul 2022 09:20:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Astana Archives - InsideOver</title>
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		<title>Putin prepara il viaggio in Iran. Il vertice per rispondere a Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-prepara-il-viaggio-in-iran-il-vertice-per-rispondere-a-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 09:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1033" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin al Cremlino (ANSA)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-1536x826.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-2048x1101.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo Joe Biden, in Medio Oriente sarà il turno di Vladimir Putin. Il presidente russo è pronto a sbarcare a Teheran insieme all&#8217;omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. Il capo della Bianca ha visitato Israele e Arabia Saudita: quello del Cremlino, non senza inviare un chiaro segnale nei confronti del leader americano, vola invece dal rivale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-prepara-il-viaggio-in-iran-il-vertice-per-rispondere-a-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-prepara-il-viaggio-in-iran-il-vertice-per-rispondere-a-biden.html">Putin prepara il viaggio in Iran. Il vertice per rispondere a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1033" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin al Cremlino (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-1536x826.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYH3x_fXTC8GJqeSucXm_ANSA-scaled-e1657974856627-2048x1101.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo Joe Biden, in Medio Oriente sarà il turno di <strong>Vladimir Putin</strong>. Il presidente russo è pronto a sbarcare a <strong>Teheran</strong> insieme all&#8217;omologo turco, <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>. Il capo della Bianca ha visitato Israele e Arabia Saudita: quello del Cremlino, non senza inviare un chiaro segnale nei confronti del leader americano, vola invece dal rivale dei due Paesi <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-verso-un-nulla-di-fatto-il-medio-oriente-si-allontana-dagli-usa.html">che hanno ospitato Biden</a>. Quell&#8217;Iran al centro dell&#8217;agenda mediorientale del presidente Usa e primo obiettivo dello Stato ebraico qualora dovesse continuare a pensare a un programma nucleare.</p>
<p>Il <strong>messaggio</strong> sembra soprattutto rivolto a Washington più che alle capitali mediorientali. E il motivo è che sia Israele che la corte saudita hanno evitato di imporre sanzioni contro la Russia seguendo le direttive da Oltreoceano. Lo Stato ebraico in una prima fase della guerra in Ucraina sembrava essere anche pronto a guidare la mediazione tra Kiev e Mosca. Mentre la monarchia araba, desiderosa di guadagnare il più possibile dalla crisi energetica, ha evitato di pompare maggiori quantità di petrolio sostenendo quindi l&#8217;aumento dei prezzi che aiuta proprio i Paesi produttori a seguito dell&#8217;embargo al petrolio russo.</p>
<p>La partita è tra Putin e Biden. E il presidente russo ora ha deciso di interessarsi a uno dei &#8220;ventri molli&#8221; dell&#8217;amministrazione democratica: il <strong>Medio Oriente</strong>. Il leader Usa aveva cercato per molto tempo di riattivare il negoziato sul nucleare di Teheran ma senza ottenere successi significativi. Le trattative appaiono congelate. Gli Emirati Arabi Uniti hanno frenato su una sorta di Nato regionale in chiave anti-iraniana. E nel frattempo, la<strong> guerra in Siria</strong>, pur latente, non è affatto terminata. E in quel grande ginepraio strategico nei dintorni di Damasco si gioca una partita fondamentale per cui non è un caso che proprio a Teheran sia giunto anche Erdogan.</p>
<p>Il leader turco, dopo la richiesta sui curdi fatta in sede Nato, non ha mollato la presa sulla Siria. E nel nord si vocifera di una possibile offensiva di Ankara in caso di mancate risposte sul fronte delle milizie curde legate al Pkk. Iran, Turchia e Russia gestiscono il conflitto siriano in quello che è stato definito il <strong>formato di Astana</strong>: e ora a Teheran potrebbero riallacciare i rapporti nonostante la guerra in Ucraina abbia sconvolto la diplomazia internazionale. L&#8217;ipotesi che la Siria possa ricalibrare l&#8217;attenzione della politica mondiale non è un tema secondario. Soprattutto perché essa non solo unisce Paesi rivali degli Usa e il partner più scomodo della Nato, la Turchia, ma anche perché si compatta con un&#8217;altra crisi potenzialmente esplosiva: quella del grano. Una crisi da cui il Medio Oriente non è affatto escluso. L&#8217;eventualità di una combinazione di questi fattori porterebbe Ankara e Mosca ad avere di nuovo in mano le sorti della regione. E l&#8217;Iran, che in questa fase appare di nuovo nell&#8217;occhio del ciclone dopo la <strong>visita di Biden in Israele</strong>, potrebbe avere interesse a non fermare eventuali destabilizzazioni.</p>
<p>L&#8217;importanza di questo incontro è data poi da un fattore che dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina appare fondamentale: Putin si sposta dal <strong>Cremlino</strong>. Non un elemento secondario dal momento che per mesi i media occidentali hanno definito il presidente russo come un leader circondato solo dalla sua cerchia più ristretta di fedelissimi, affetto da malattie, ipocondriaco e soprattutto poco desideroso di uscire da Mosca anche per evitare incidenti. Il fatto che &#8211; fino a prova contraria &#8211; sia confermato il viaggio a Teheran è un segnale di quanto conti per Putin vedere Ebrahim Raisi ed Erdogan.</p>
<p>Il portavoce del presidente, <strong>Dmitry Peskov</strong>, ha specificato a più riprese che questo viaggio non ha a che vedere con l&#8217;Ucraina ma solo con la questione siriana. Ma è chiaro che in questo momento non si possa collegare anche a quanto accade sul fornte dell&#8217;Europa orientale e del <strong>Mar Nero</strong>. Putin vedrà Erdogan, e inevitabilmente discuteranno di quanto deciso nel circuito Nato e di quanto si possa fare per lo sblocco della partita del grano. Per ora le Nazioni Unite hanno investito sulla possibilità che proprio la Turchia sia garante dei corridoi del grano con un centro logistico a Istanbul per tracciare le navi in partenza dai porti ucraini ed evitare che incrocino le mine sparse nel Mar Nero.</p>
<p>Mentre per quanto riguarda l&#8217;incontro di Putin con Raisi (e quello con l&#8217;Ayatollah Ali Khemenei), le questioni sono almeno due: il nucleare, su cui la Russia ha un peso rilevante visto che partecipa alla piattaforma internazionale per un accordo, e i droni. Non sfugge il fatto che proprio poche ore prima dell&#8217;annuncio del viaggio di Putin nella <strong>Repubblica islamica</strong>, dagli Stati Uniti è stato lanciato l&#8217;allarme sulla possibilità che l&#8217;Iran fornisce di <strong>droni</strong> la Russia. L&#8217;ipotesi non è stata smentita ufficialmente dall&#8217;Iran, mentre Peskov ha detto che l&#8217;acquisto di droni dall&#8217;Iran non sarà in discussione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-prepara-il-viaggio-in-iran-il-vertice-per-rispondere-a-biden.html">Putin prepara il viaggio in Iran. Il vertice per rispondere a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Annunciato il prossimo round di negoziazioni ad Astana sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/annunciato-prossimo-round-negoziazioni-ad-astana-sulla-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2018 08:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-1024x661.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il nono round dei colloqui di Astana sulla Siria si svolgerà dal 14 al 15 maggio, ha dichiarato mercoledì il ministero degli Esteri del Kazakistan. Secondo una dichiarazione scritta del ministero, i colloqui vedranno la partecipazione dei tre Paesi garanti &#8211; Turchia, Russia e Iran &#8211; e rappresentanti del governo siriano e dei gruppi di opposizione. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/annunciato-prossimo-round-negoziazioni-ad-astana-sulla-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/annunciato-prossimo-round-negoziazioni-ad-astana-sulla-siria.html">Annunciato il prossimo round di negoziazioni ad Astana sulla Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-1024x661.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>nono round</strong> dei colloqui di <strong>Astana</strong> sulla Siria si svolgerà <strong>dal 14 al 15 maggio</strong>, ha dichiarato mercoledì il ministero degli Esteri del Kazakistan. Secondo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://mfa.gov.kz/ru/content-view/ob-ocerednom-raunde-astaninskogo-processa-po-sirii">una dichiarazione scritta</a> del ministero, i colloqui vedranno la partecipazione dei tre Paesi garanti &#8211; <strong>Turchia</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>Iran</strong> &#8211; e rappresentanti del governo siriano e dei <strong>gruppi di opposizione</strong>. La dichiarazione ha anche detto che i Paesi osservatori, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Giordania</strong>, sono stati invitati alla riunione. </p>
<p>Secondo le informazioni ricevute da parte dei Paesi garanti, durante i colloqui ad Astana, le parti intendono riesaminare la situazione attuale in Siria, anche nei settori di <strong>de-escalation</strong>, per discutere le questioni umanitarie e misure di fiducia, nonché per <strong>coordinare i prossimi passi</strong> per far avanzare il processo di risoluzione di crisi nei Paesi del mondo arabo.</p>
<p>Si prevede di tenere consultazioni bilaterali e multilaterali il 14 maggio e una riunione plenaria è prevista per il 15 maggio. Durante l&#8217;ottavo round di colloqui di pace volti a porre fine al conflitto in Siria il 21-22 dicembre 2017, le delegazioni hanno concordato il <strong>rilascio di detenuti</strong> e la <strong>rimozione delle mine</strong> in siti storici del Paese.</p>

<p>Questo ennesimo incontro farà seguito ad un altro importante summit che si è tenuto il <strong>16 marzo</strong>, sempre nella capitale kazaka, quando i ministri degli Esteri di Turchia, Iran e Russia hanno discusso delle operazioni di <strong>liberazione della Ghouta orientale</strong>, la periferia di Damasco all&#8217;epoca sotto il controllo dei ribelli anti-Assad.</p>
<p>In quell&#8217;occasione, il risultato dell&#8217;incontro sembrò rilasciare degli effetti molto positivi, soprattutto nell&#8217;ottica della potenziale intesa in via di realizzazione tra i tre principali attori esterni che operano in Siria. Un altro importante summit si è tenuto ad <strong>Ankara</strong>, la capitale turca, tra i vertici dei medesimi Paesi, e anche in quell&#8217;occasione le premesse createsi sembravano costituire una <strong>strategia vincente</strong> nel medio periodo. Tuttavia, l&#8217;asse saltò quasi subito, a causa del presunto <strong>attacco chimico</strong> occorso a <strong>Douma</strong> il 7 aprile scorso, che ha rimodulato le necessità politiche specialmente in casa turca, a causa dell&#8217;<strong>appartenenza alla Nato</strong> del Paese. </p>
<p>Le ripetute condanne dell&#8217;Alleanza nei confronti delle presunte violenze dell&#8217;esercito di Assad nei confronti della popolazione civile erano culminate nella decisione di Trump di operare un <strong>attacco aereo preventivo</strong> su alcuni obiettivi sensibili, che Erdogan ha successivamente appoggiato. </p>

<p>I dialoghi tra Russia, Teheran ed Ankara non sono particolarmente facili, nel contesto della crisi siriana, anche e soprattutto per gli interessi messi in gioco dai tre Paesi, e l&#8217;acuirsi dei toni del dibattito e degli scontri tra alcune delle principali potenze della regione. </p>
<p>Quello che maggiormente ha acceso le polemiche è l&#8217;<strong>attrito tra Israele e Iran</strong>, con le accuse mosse da <strong>Netanyahu</strong> alla repubblica islamica di voler <strong>aumentare la propria presenza in Siria</strong> per potersi avvicinare sempre di più ai confini israeliani. In questa vicenda, è proprio lo Stato ebraico il responsabile dell&#8217;escalation dello scontro, dopo che la scorsa settimana, il primo ministro Netanyahu aveva mostrato in una conferenza pubblica tutto il materiale trafugato dal <strong>Mossad</strong>, che provasse la prosecuzione del<strong> programma nucleare iraniano</strong> a scopo militare. </p>
<p>Molti dei tavoli internazionali più importanti, negli ultimi tempi, si sono svolti in Paesi appartenenti alla <strong>sfera di influenza russa</strong>: gli <strong>accordi di Minsk</strong> sull&#8217;Ucraina, ora le negoziazioni sulla Siria nella capitale kazaka, che manifestano dunque la <strong>necessaria presenza russa</strong> nelle principali trattative internazionali. Quella di Astana, rispetto alla precedente consultazione tenuta a <strong>Ginevra</strong>, è risultata decisamente più efficace, anche e soprattutto per la rappresentanza dei Paesi che realmente possono influenzare l&#8217;esito della crisi siriana, con al centro proprio Russia, Iran e Turchia. </p>

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		<title>Perché il Kazakistan si è astenuto sulla risoluzione della Russia all&#8217;Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-si-e-astenuto-sulla-risoluzione-della-russia-allonu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 09:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In occasione della votazione della risoluzione sulla Siria proposta dalla Federazione Russa al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per criticare gli attacchi condotti dalla coalizione occidentale su Damasco nella notte tra il 13 e 14 aprile, l&#8217;Ambasciatore del Kazakistan al Palazzo di Vetro si è astenuto, bloccando il conteggio dei voti favorevoli a Mosca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-si-e-astenuto-sulla-risoluzione-della-russia-allonu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-si-e-astenuto-sulla-risoluzione-della-russia-allonu.html">Perché il Kazakistan si è astenuto sulla risoluzione della Russia all&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414213343_26178541-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In occasione della votazione della <strong>risoluzione sulla Siria</strong> proposta dalla Federazione Russa al <strong>Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</strong>, per criticare gli attacchi condotti dalla coalizione occidentale su Damasco nella notte tra il 13 e 14 aprile, l&#8217;Ambasciatore del Kazakistan al Palazzo di Vetro si è astenuto, bloccando il conteggio dei voti favorevoli a Mosca a soli tre. </p>
<p>Lo scienziato politico russo<strong> Aleksadr Knyazev</strong>, interpellato da <em>Ria Novosti</em>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://ria.ru/world/20180417/1518853714.html?referrer_block=index_archive_10">sostiene che la strategia</a> del Kazakistan abbia un senso ben preciso, che va a difendere gli <strong>interessi di politica estera</strong> del grande Paese dell&#8217;Asia centrale: &#8220;Penso che uno degli obiettivi di questo attacco missilistico americano sia l&#8217;<strong>interruzione del processo negoziale</strong> in Siria che si svolge ad Astana. Comunque sia, con tutte le sue carenze, il processo di Astana contiene in <strong>gran parte dei progressi</strong>, almeno una diminuzione dell&#8217;intensità delle operazioni militari, la creazione di zone di distensione, al contrario, ad esempio, del <strong>processo di Ginevra</strong>&#8220;.</p>
<p>Pertanto, si evince che la posizione del Kazakistan sia stata formulata tenendo conto di <strong>due tesi</strong>: in primo luogo, la voce dei rappresentanti del Kazakistan nel Consiglio di Sicurezza <strong>non avrebbe influenzato la decisione</strong> generale &#8211; come è ovvio che sia, visto il peso determinante del voto dei membri permanenti.</p>

<p>Allo stesso tempo, il Kazakistan doveva <strong>mantenere una via di mezzo</strong> super partes per cercare di preservare il processo negoziale di Astana. In ogni caso, la posizione univoca e chiara del Kazakistan influirebbe negativamente sulle prospettive di un accordo inter-siriano ad Astana.</p>
<p>Il mese scorso, infatti, <strong>Erdogan</strong>, <strong>Putin</strong> e <strong>Rohani</strong> si erano incontrati ad Astana per <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/iran-russia-turchia-pronte-confrontarsi-ad-astana-sulla-siria/">avviare un processo negoziale</a> per un decremento dell&#8217;escalation militare in Siria e programmare un <strong>processo di distensione</strong> sul conflitto nella Repubblica Araba. Nazarbayev aveva fatto da padrone di casa, nel suggellare il <strong>ruolo di rilievo</strong> che le <strong>repubbliche ex-sovietiche</strong> detengono nei tavoli negoziali che vedono protagonisti la Russia, esattamente <strong>come successo a Minsk sull&#8217;Ucraina</strong>. </p>
<p>Il Kazakistan in tale occasione, aveva richiesto a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria di conformarsi alla <strong>risoluzione 2401</strong> del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che riguarda la cessazione delle ostilità con le parole del ministro degli Affari Esteri, <strong>Kairat Abdrakhmanov</strong>.</p>

<p>&#8220;Kazakistan invita tutte le parti che sostengono una <strong>soluzione rapida del conflitto</strong> siriano, compreso il governo siriano, i rappresentanti dell&#8217;opposizione armata, il garante del Paese e tutti gli altri che potrebbero avere alcuna influenza sul rispetto della risoluzione 2401 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e incoraggia questi a <strong>fermare lo spargimento di sangue</strong>&#8221; <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://ria.ru/syria/20180316/1516496987.html?inj=1">aveva dichiarato</a> Abdrakhmanov, aprendo la riunione dei ministri dei Paesi garanti del processo di Astana il 16 marzo scorso.</p>
<p>I rapporti tra Astana e Mosca, infatti, non sembrano essere messi in crisi da questo voto. Anzi, soltanto pochi giorni fa, l&#8217;11 aprile, il presidente kazako <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>, durante la cerimonia di accreditamento dell&#8217;Ambasciatore russo ad Astana, Alexey Borodavkin, aveva avuto modo di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://tass.com/world/998968">esprimere una menzione</a> speciale nei confronti della <strong>Federazione russa</strong>, con la quale il suo Paese continua a rafforzare i rapporti: &#8220;Le relazioni del Kazakistan con la Russia sono un <strong>perfetto esempio di legami interstatali</strong>, partnership strategica e alleanza&#8221;, ha detto Nazarbayev, aggiungendo che &#8220;grazie alla nostra stretta cooperazione, l&#8217;<strong>Unione Economica Eurasiatica</strong> (<strong>EEU</strong>) ha operato con successo&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, resta chiara la necessità di uno Stato grande come il Kazakistan di esplorare <strong>nuove direttrici di politica estera</strong>, che facciano gli interessi del Paese. Sempre il mese scorso, infatti, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva <a href="https://www.rferl.org/a/kazakhstan-old-leader-new-foreign-policy-challenges/29119901.html">espresso perplessità</a> circa la possibilità per Astana di <strong>introdurre un regime di visa-free</strong> per i cittadini americani che intendessero recarsi in Kazakistan, sostenendo che tale decisione dovesse essere approvata da tutti i Paesi membri dell&#8217;Unione Eurasiatica, sebbene la secca risposta della sua controparte, che ha precisato la <strong>funzione economica dell&#8217;organizzazione</strong>, che prescinde dalle decisioni di natura politica dei singoli Paesi. </p>

<p>Tale situazione, si ripropone nelle decisioni prese dal Kazakistan circa i propri <strong>rapporti con la Cina</strong>, con la quale condivide quasi <strong>1800km di confini</strong>. Oggi Pechino e Astana sono molto vicine, grazie anche all&#8217;adesione al progetto di Pechino &#8220;<strong>One Belt One Road</strong>&#8221; (<strong>Obor</strong>), che prevede la costruzione della ferrovia che taglierà l&#8217;Asia Centrale, nell&#8217;ottica di un rafforzamento della <strong>Via della Seta</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-si-e-astenuto-sulla-risoluzione-della-russia-allonu.html">Perché il Kazakistan si è astenuto sulla risoluzione della Russia all&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran, Russia e Turchia pronte a confrontarsi ad Astana sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-russia-turchia-pronte-confrontarsi-ad-astana-sulla-siria.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 09:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Si terrà venerdì 16 marzo, ad Astana, in Kazakistan, il vertice tra i ministri degli esteri di Iran, Russia e Turchia sulla Siria, summit a cui è invitato anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura. Questo ennesimo “round” di colloqui tra i tre paesi arriva quando le truppe del governo siriano hanno maturato importanti progressi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-russia-turchia-pronte-confrontarsi-ad-astana-sulla-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161010144428_20912622-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Si terrà venerdì 16 marzo, ad <strong>Astana</strong>, in Kazakistan, il vertice tra i ministri degli esteri di Iran, Russia e Turchia sulla Siria, summit a cui è invitato anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura. Questo ennesimo “round” di colloqui tra i tre paesi arriva quando le truppe del governo siriano hanno maturato importanti progressi nel loro percorso di liberazione della <strong>Ghouta orientale</strong> dalle formazioni ribelli islamiste.</p>
<p><a href="http://www.presstv.com/Detail/2018/03/06/554554/Astana-Zarif-Lavrov-Cavusoglu-Syria">Secondo l’agenzia stampa <em>al-Masdar</em></a>, vicina al governo di Damasco, l&#8217;esercito arabo siriano ha di recente completamente riconquistato il villaggio di al-Muhammadeya e tutte le terre coltivate che lo circondano a seguito di pesanti scontri. È proprio ad Astana che si potrebbe mettere una serie ipoteca sul futuro del paese, dilaniato da una guerra per procura che dura da sette lunghi anni. I colloqui di venerdì si preannunciano dunque molto importanti, anche se saranno seguiti da altri appuntamenti forse ancora più cruciali nell&#8217;imminente futuro. </p>
<p>Russia, Iran e Turchia: ecco cosa chiederanno ad Astana</p>
<p>“Il meeting di Astana del 16 marzo è finalizzato principalmente a implementare il cessate il fuoco con focus sulla Ghouta orientale, soprattutto alla luce della violazione della risoluzione Onu. Il presidente turco Erdoğan nei giorni scorsi ha avuto più volte conversazioni telefoniche con le controparti per far fronte all’emergenza umanitaria”, ci racconta <strong>Valeria Giannotta</strong>, docente di relazioni internazionali presso l’università della associazione dell’aeronautica turca ad Ankara.</p>
<p>“La cooperazione tra Russia, Turchia e Iran mira a un allentamento della tensione in Siria come complemento alle conferenze di Ginevra. Durante il vertice si valuterà l’efficacia del Congresso nazionale di dialogo siriano, che si è riunito a fine gennaio a Sochi, e probabilmente si reitereterà l&#8217;impegno congiunto a sostenere una soluzione politica per la guerra in Siria”, spiega.</p>
<p>Il ruolo della Turchia</p>
<p>Priorità a soluzioni politiche: “Nel processo di Astana la <strong>Turchia</strong> è sul terreno nella zona di Idlib con l’intento di creare degli avamposti di osservazione per prevenire scontri e violazioni del cessate il fuoco. L’esercito turco &#8211; spiega Valeria Giannotta &#8211; sta creando una zona cuscinetto tra il regime di Assad e le forze di opposizione nel nord e nell&#8217;est a Idlib &#8211; e possibilmente nelle eventuali fasi successive a sud e sudest. I posti di osservazione sono stati potenziati dopo una conversazione telefonica tra Erdoğan e <strong>Putin</strong> a fine gennaio. Sempre nella provincia di <strong>Idlib</strong> la Turchia ha dichiarato che stabilirà campi per 170.000 sfollati in vista di un possibile afflusso di rifugiati. Da questo mi attendo che i leader ad Astana daranno priorità a soluzioni politiche, considerando che si parlerà anche dell’Operazione ‘Ramo d’Ulivo’ che, sebbene abbia ricevuto il beneplacito russo, ha irritato Teheran”, afferma. </p>
<p>Il summit di Astana, osserva l’esperta, “è comunque percepito come una fase preparatoria del vertice trilaterale che si terrà a Istanbul il 4 Aprile. Che siano incontri dall’importanza cruciale è dimostrato anche dal fatto che il ministro degli Esteri Turco Çavuşoglu sarà a Mosca il 13 marzo per colloquiare direttamente con Lavrov”.</p>
<p>La posizione della Russia</p>
<p>Come riporta <a href="https://sana.sy/en/?p=130254">l’agenzia di stampa governativa siriana <em>Sana</em>,</a> Vasily Nebenzia, rappresentante permanente della Russia presso l’Onu, ha dichiarato che l&#8217;operazione antiterrorismo dell&#8217;esercito siriano nella Ghouta orientale non viola la risoluzione n. 2401 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.</p>
<p>Nebenzia, durante la sessione del Consiglio di sicurezza delle <strong>Nazioni Unite</strong> sulla Siria svoltasi lunedì, ha ribadito che il governo siriano ha &#8220;il pieno diritto di difendere la sicurezza dei suoi cittadini, di affrontare le organizzazioni terroristiche e di affrontare le minacce&#8221;, osservando che &#8220;i sobborghi di Damasco non possono rimanere sotto il controllo dei terroristi &#8220;.</p>
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		<title>Pronto un altro round di colloqui  sul futuro della Ghouta orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-sul-ghouta-est-pronto-un-altro-round-di-colloqui-ad-astana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 08:35:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Ghouta Est continua a preoccupare, il numero dei morti a Damasco cresce giorno dopo giorno: i terroristi assiepati all’interno della sacca, i quali usano numerosi civili come scudi umani, sparano missili e razzi verso quartieri residenziali della capitale siriana con i cittadini preoccupati per le proprie condizioni di sicurezza; mano a mano che l’escalation &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-sul-ghouta-est-pronto-un-altro-round-di-colloqui-ad-astana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180222180355_25789951-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il Ghouta Est continua a preoccupare, il numero dei morti a Damasco cresce giorno dopo giorno: i terroristi assiepati all’interno della sacca, i quali usano numerosi civili come scudi umani, sparano missili e razzi verso quartieri residenziali della capitale siriana con i cittadini preoccupati per le proprie condizioni di sicurezza; mano a mano che l’escalation si avvicina, di pari passo con le preparazioni per l’offensiva di terra volta a recuperare questa ultima parte di territorio damasceno in mano islamista, <strong>la tensione sul fronte e sull’intera città continua a crescere</strong> tanto da far emergere l’assoluta necessità di un tentativo di soluzione diplomatica della situazione. Dopo le iniziative del consiglio di sicurezza dell’ONU, i cui punti all’ordine del giorno vertono anche sulla crisi nel Ghouta, è dal ‘<strong>gruppo di Astana</strong>’ adesso che arrivano le principali iniziative in tal senso.</p>
<p>Lavrov: “Discuteremo ad Astana sul possibile cessate il fuoco”</p>
<p>Da Mosca, nella serata di venerdì, è arrivata un’importante dichiarazione del ministro degli Esteri russo, <strong>Sergej Lavrov</strong>, a margine di una conferenza stampa congiunta con l’omologo uzbeko Abdulaziz Kamilov, in visita ufficiale nella capitale russa: “Andremo ad Astana a metà marzo – ha dichiarato Lavrov – Ricongiungeremo nuovamente i ministri degli esteri di Turchia ed Iran, saremo assieme a loro per parlare di una possibile tregua nel Ghouta”. Tale dichiarazione è stata riportata <a href="http://aa.com.tr/en/middle-east/eastern-ghouta-cease-fire-on-astana-agenda-says-moscow/1072000">dall’agenzia di stampa turca Anadolu</a>; Lavrov si dice pronto a scommettere nella buona riuscita del nuovo summit tra Russia, Turchia ed Iran da programmare presso la capitale kazaka e, nel corso della conferenza stampa di venerdì, ha anche attaccato gli USA rei, secondo il capo della diplomazia russa, di voler screditare quanto deciso in passato ad Astana. “La crisi nel Ghouta ci preoccupa – ha poi aggiunto Lavrov – Essa sarà il primo punto all’ordine del giorno in Kazakistan”<em>.</em></p>
<p>I tre attori maggiormente impegnato nello scenario siriano, si incontrano ad Astana da più di un anno: i vertici tenuti tra Mosca, Ankara e Teheran nei mesi scorsi, hanno cementificato il rapporto tra i rispettivi governi ed hanno contribuito ad arrecare importanti cambiamenti all’interno dello scacchiere siriano; l’ingesso dei turchi a nord di Aleppo, la recente operazione anti curda di Erdogan, le zone di de escalation e la possibilità per Assad di riprendere in mano il territorio desertico a discapito dell’ISIS, sono queste alcune delle conseguenze apportate al conflitto in Siria dagli accordi di Astana. Le riunioni a tre, allargate poi al governo di Damasco e ad alcune sigle dell’opposizione legate a doppio filo alla Turchia, <strong>sono state rese possibili dopo la distensione tra Ankara e Mosca</strong>: a seguito del fallito colpo di stato nel luglio 2016, Erdogan si è avvicinato alle posizioni della Russia, entrando nell’asse di Astana ed aprendosi alla prospettiva di una permanenza di Assad al governo in cambio della possibilità di allontanare i curdi dal suo confine.</p>
<p>Idlib e questione curda: ecco le altre tematiche sul piatto dei prossimi incontri di Astana</p>
<p>Il Ghouta, anche se a livello mediatico indubbiamente in queste ore sta calamitando l’attenzione, è comunque soltanto uno dei tanti fronti aperti in Siria; a metà marzo, quando i tre governi sopra menzionati torneranno a sedere intorno ad uno stesso tavolo, si discuterà anche di altre questioni spinose e delicate per il futuro del paese arabo: in primo luogo, si parlerà circa <strong>il futuro della provincia di Idlib</strong>, lì dove l’esercito siriano ha ripreso ad avanzare dopo sei anni di assenza dalle sue città più importanti. Dopo le conquiste territoriali avvenute ad inizio del mese di febbraio, i vertici militari di Damasco hanno stoppato le offensive attestandosi in una linea di fronte distante circa 36 km da <strong>Saraqib</strong>, cittadina roccaforte delle forze islamiste attestate nella regione; ad osservare quel fronte, da circa due settimane, sono gli stessi soldati turchi: infatti, diversi militari sono penetrati nella provincia di Idlib nei giorni scorsi ed <strong>hanno installato delle postazioni di guardia</strong> volte ad impedire ulteriori avanzate dell’esercito siriano.</p>

<p><strong>Anakara per il momento vuol tenere per sé la provincia di Idlib</strong>, in cui diverse sigle da lei finanziate controllano alcune delle città principali anche se spesso entrano in contrasto con gli uomini dell’ex fronte Al Nusra, ossia la filiale siriana di Al Qaeda; ad Astana si decideranno le sorti di questa fetta di Siria: Assad non vorrà certamente rinunciare a riprendere anche questa provincia, l’ultima fuori dal suo controllo, ma Erdogan teme che un collasso repentino delle forze islamiste ad Idlib determinerebbe una fuga di massa di jihadisti in Turchia difficile poi da controllare. <strong>In discussione sarà anche il destino dei curdi</strong>: ad Afrin prosegue l’operazione ‘ramoscello d’ulivo’, l’esercito turco e le forze ad esso collegate hanno guadagnato alcuni territori e l’obiettivo di ‘sigillare’ il confine con la Siria sembra al momento alla portata; ma il governo di Ankara ad Astana, magari mettendo sul piatto Idlib, cercherà forse il via libera per attuare analoga operazione nel cantone di <strong>Manbji</strong>, controllato dai curdi dall’estate 2016. Sullo sfondo anche il ruolo di Teheran e dei gruppi paramilitari vicini alla Repubblica Islamica: nella capitale kazaka, in poche parole, i possibili accordi riguardanti il Ghouta Est passeranno per una complicata ragnatela di compromessi e concessioni.</p>
<p>Intanto nella periferia damascena occupata dai terroristi, l’esercito siriano lancia volantini in cui si invita la popolazione civile a lasciare la zona e vengono indicati anche i corridoi per raggiungere i territori in mano governativa; la battaglia finale per il Ghouta Est sembra quindi avvicinarsi sempre di più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-sul-ghouta-est-pronto-un-altro-round-di-colloqui-ad-astana.html">Pronto un altro round di colloqui  sul futuro della Ghouta orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria curda assegnata a Erdogan:  così viene spartito il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-curda-assegnata-erdogan-cosi-viene-spartito-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 14:23:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154-1024x609.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Recep Tayyp Erdogan sta pianificando una grande operazione militare nel nord della Siria. La caduta quasi contemporanea di Raqqa e Deir el Zor ha sancito la fine definitiva dello Stato Islamico  a livello territoriale. Il passo successivo è dunque la creazione di un nuovo ordine geopolitico mediorientale sulla base dei rinnovati rapporti di forza. Ecco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-curda-assegnata-erdogan-cosi-viene-spartito-medio-oriente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-curda-assegnata-erdogan-cosi-viene-spartito-medio-oriente.html">La Siria curda assegnata a Erdogan:  così viene spartito il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="892" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164613_24361154-1024x609.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Recep Tayyp Erdogan sta pianificando una grande operazione militare nel nord della Siria. La caduta quasi contemporanea di Raqqa e Deir el Zor ha sancito la fine definitiva dello Stato Islamico  a livello territoriale. Il passo successivo è dunque la creazione di un nuovo ordine geopolitico mediorientale sulla base dei rinnovati rapporti di forza. Ecco che la Turchia è diventata un tassello chiave per il futuro e la stabilità politica della Siria.</p>
<p>Se l’ex Impero Ottomano rappresentava fino a un paio di anni fa un prezioso alleato dell’asse occidentale, oggi rappresenta il principale garante della pace russa nel territorio siriano. Erdogan, entrato nella sfera d’influenza di Mosca, è l’attore che più di ogni altro può impedire un riaccendersi delle tensioni tra le ancora presenti formazioni dei ribelli in Siria e il Governo centrale di Damasco.</p>
<p>Gli americani non si sono ancora arresi sul futuro della Siria</p>
<p>Più di <a href="https://it.sputniknews.com/mondo/201711035230938-Siria-Mosca-base-USA-illegale-ostacolo-aiuti-rifugiati/">una denuncia </a>è infatti arrivata da vertici militari russi nell’ultimo periodo contro le manovre poste in atto dalla coalizione a guida americana nel territorio siriano. Manovre confermate dalle recenti<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-tillerson/no-role-for-assad-in-syrias-future-tillerson-idUSKBN1CV2GY"> dichiarazioni </a>del Segretario di Stato USA Rex Tillerson il quale non contempla un futuro della Siria con la famiglia Assad al Governo. Così i curdi di Siria rimangono l’ultimo strumento a disposizione degli americani per tentare un nuovo colpo di coda contro Damasco. Ed è proprio per questo che è pronto a intervenire Erdogan, ormai prezioso alleato di Vladimir Putin.</p>
<p>Erdogan pronto a prendersi il nord della Siria</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.arabnews.com/node/1183651/middle-east">Arabnews</a> e confermato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/nations/turkey/2017/10/24/operation-in-idlib-almost-complete-now-afrin-erdogan_fd6cbb48-d873-4dd1-a66b-4bb6268e5c9f.html">Ansamed</a>, Erdogan sarebbe pronto a estendere l’influenza turca nella Siria settentrionale da Idlib fino ad Afrin. Formalmente infatti la Turchia si sarebbe dovuta limitare all’addestramento di truppe di ribelli siriani per la riconquista di Idlib. Nella pratica l’operazione è andata diversamente.</p>

<p>Al fianco dei ribelli sono comparsi, e in numero cospicuo, anche truppe dell’esercito regolare di Ankara, che ha così potuto estendere formalmente i propri confini nel territorio siriano. Idlib è poi una delle cinque zone di descalation concordate ad Astana, che dovrebbero essere controllate dai ribelli. In realtà più fonti ci dicono come sia Ankara ad avere il controllo formale della città. L’avanzata turca non si ferma però qui. Erdogan in un recente <a href="http://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2017/11/03/turchia-erdogan-prepara-loffensiva-in-siria-contro-la-rojava/215226/">discorso</a> pronunciato di fronte ai deputati dell’Akp avrebbe dichiarato che “con Idlib ormai quasi completata, è il turno di Afrin”.</p>
<p>La nuova Siria disegnata per contrastare la minaccia americana</p>
<p>Il Distretto di Afrin, facente parte del Governatorato di Aleppo, è situato molto più a nord rispetto alla città di Aleppo e rappresenterebbe il naturale completamento di quel lembo di terra siriano lungo il confine turco. Attulmente Afrin è presidiata dai curdi dell’YPG, gli stessi che con l’aiuto dell’aviazione americana hanno recentemente conquistato Raqqa ai danni dello Stato Islamico. La manovra di Erdogan potrebbe essere dunque frutto di precisi calcoli geopolitici fatti ad Astana, insieme alle controparti russe e iraniane.</p>

<p>La Turchia potrebbe così aver accettato l’aumentata presenza russa e iraniana in Siria in cambio del controllo del Nord Ovest del Paese, dove la presenza curda è sempre stata considerata minacciosa da Ankara. D’altra parte Mosca potrebbe vedere la presenza turca in Siria come garanzia contro impreviste velleità indipendentiste curde, alimentate da Washington, che potrebbero minare una pace che appare ancora molto fragile. </p>
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		<title>Expo 2017: il Kazakistan proiettato verso il futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/economia/expo-2017-il-kazakistan-proiettato-verso-il-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 13:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Uno dei paesi più vasti dell’Asia, strategico per il suo posizionamento e per le sue risorse nel centro Asia, il Kazakistan è guidato dall’indipendenza ottenuta nel 1991 da Nursultan Nazarbaev. Alessandra Benignetti, nel settembre 2017, visita la capita Astana: in quel momento è in corso qui l’Expo 2017 dedicato all’energia del futuro. Una vetrina internazionale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/expo-2017-il-kazakistan-proiettato-verso-il-futuro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Uno dei paesi più vasti dell’Asia, strategico per il suo posizionamento e per le sue risorse nel centro Asia, il Kazakistan è guidato dall’indipendenza ottenuta nel 1991 da Nursultan Nazarbaev. Alessandra Benignetti, nel settembre 2017, visita la capita Astana: in quel momento è in corso qui l’Expo 2017 dedicato all’energia del futuro. Una vetrina internazionale importante, la prima a cui si affaccia un paese in grande e rapida espansione. Il Kazakistan appare in un percorso di modernizzazione che ne fa uno dei paesi in via di sviluppo più appetibili dai mercati.<br />
L’Expo 2017 è un’occasione d’oro per mostrare al mondo i propri progressi e quanto fatto dall’indipendenza in poi. Alessandra Benignetti nel suo reportage evidenzia per l’appunto la dinamicità dell’economia che, grazie al posizionamento del paese tra Europa e Cina, aspira a diventare entro il 2050 tra le più avanzate al mondo.</p>
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		<title>All&#8217;Expo 2017 di Astana in mostra il futuro dell&#8217;energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/economia/expo-2017-il-kazakistan-proiettato-verso-il-futuro/allexpo-2017-di-astanain-mostra-il-futuro-dellenergia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 13:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Astana – Leader mondiale nella produzione di uranio, ricchissimo di gas, petrolio e carbone, ponte naturale fra Europa e Cina grazie alla sua posizione geografica strategica: il Kazakhstan punta ad un ruolo sempre più importante sulla scena globale e ad entrare a far parte, entro il 2050, della classifica dei trenta Stati più sviluppati al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/expo-2017-il-kazakistan-proiettato-verso-il-futuro/allexpo-2017-di-astanain-mostra-il-futuro-dellenergia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0686-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Astana – Leader mondiale nella produzione di uranio, ricchissimo di gas, petrolio e carbone, ponte naturale fra Europa e Cina grazie alla sua posizione geografica strategica: il <strong>Kazakhstan</strong> punta ad un ruolo sempre più importante sulla scena globale e ad entrare a far parte, entro il 2050, della classifica dei trenta Stati più sviluppati al mondo.</p>
<h2>In Kazakhstan lo sviluppo passa per la sostenibilità</h2>
<p>Il biglietto da visita per presentare il Paese di domani a cinque milioni tra visitatori e investitori stranieri è <em>Nur Alem</em>, la gigantesca sfera, simbolo dell’<strong>Expo 2017</strong> dedicata all’energia del futuro, in corso nella moderna capitale Astana. Con i suoi cento metri di altezza e un diametro di 80 metri è l’edificio sferico più grande al mondo. All’interno, tra ascensori futuristici, passerelle sospese nel vuoto e atmosfere da film di fantascienza, i riflettori sono puntati sui progressi del Paese nel campo energetico e delle nuove tecnologie. In una nazione in cui l’economia è legata a doppio filo alla produzione di <strong>idrocarburi</strong>, infatti, gli obiettivi di crescita e diversificazione economica, in linea con le conclusioni dell’accordo di Parigi sul clima, passano necessariamente per lo sviluppo sostenibile e delle <strong>fonti rinnovabili</strong>. Non è un caso, quindi, che tra gli obiettivi che il presidente kazako, <strong>Nursultan Nazarbaev</strong>, si propone di raggiungere entro il 2020, ci sia quello di <strong>aumentare fino al 3%</strong> la quota di energia <em>green</em>, per portarla fino al 50% entro il 2050.</p>

<h2>Il made in Italy ad Astana</h2>
<p>I padiglioni dei <strong>113 Paesi e delle 22 istituzioni internazionali</strong> che partecipano all’esposizione  ruotano tutti attorno all’enorme sfera, il cui profilo imponente lascia di stucco i visitatori. Anche per l’avveniristica costruzione la parola d’ordine è sostenibilità. Sulla facciata verranno incorporati, infatti, dei <strong>pannelli fotovoltaici</strong> che consentiranno di trasformare la luce del sole in energia elettrica. All’interno del complesso architettonico, che ora ospita il padiglione kazako e che ad esposizione conclusa si trasformerà in un centro culturale e di ricerca, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-06-02/expo-2017-padiglioni-astana-brilla-made-italy-125250.shtml?uuid=AE2CmiXB">gli allestimenti sono made in Italy</a>. La presenza italiana, in effetti, spicca in questa edizione dell&#8217;Expo, che raccoglie l’eredità di quella milanese. Tra i motivi, c&#8217;è anche la <a href="http://www.infomercatiesteri.it/public/schedesintesi/s_130_kazakhstan.pdf">costante crescita dell’interscambio</a> tra i due Paesi, che da vent’anni non conosce crisi. Nei viali della capitale kazaka, tra torri di vetro che si perdono nel cielo e quartieri <em>green</em> costruiti con tecnologie di ultima generazione, decine di cartelloni, annunciano l’inizio della <em>tournée</em> del <strong>Teatro alla Scala</strong>. Le note del Falstaff di Giuseppe Verdi e della Nona Sinfonia di Beethoven, eseguite dal coro e dall’orchestra del Teatro milanese, risuoneranno all’Opera di Astana dal primo al 9 settembre. A sponsorizzare l’iniziativa è l’<strong>Eni</strong>, che nel Paese centrasiatico è impegnata dal 1992 con le sue attività nel mega giacimento petrolifero offshore di <strong>Kashagan</strong>, nel Caspio nord-orientale, e in quello di <strong>Karachaganak</strong>.</p>
<h2>Le opportunità per le aziende italiane</h2>

<p>Il <strong>padiglione Italia</strong>, uno dei più grandi dell’esposizione, con i suoi 900 metri quadri, offre ai visitatori un viaggio nella storia del<strong> genio italiano applicato all’energia</strong>, da Volta a Pacinotti, passando per Fermi e Leonardo Da Vinci. Un percorso dal design d&#8217;avanguardia, nel quale immergersi attraverso una realtà aumentata da decine di schermi, proiezioni e installazioni interattive. L&#8217;investimento di <strong>3,3 milioni di euro</strong>, questa la cifra stanziata per realizzare il progetto, sottolinea l’attenzione italiana per il tema energetico e lo sviluppo sostenibile. In Italia, infatti, il <strong>39% della produzione energetica</strong>, secondo quanto riferisce il ministero dello Sviluppo Economico, è legata al settore delle rinnovabili che rappresentano, quindi, una importante leva di sviluppo per il nostro Paese. In attesa dell’Italy National Day, in programma il prossimo 5 settembre, in questi giorni sarà la Regione Emilia Romagna, tra le 14 regioni italiane che partecipano all’Expo, a presentare le proprie eccellenze nel settore del risparmio energetico e dell’economia a basse emissioni di carbonio, attraverso una serie di incontri bilaterali con le delegazioni straniere.</p>
<h2>L&#8217;impegno della Santa Sede</h2>
<p>Non poteva mancare all’Expo dedicato ad energia e sviluppo sostenibile la presenza della Santa Sede, che partecipa con il proprio padiglione. Sulla facciata campeggia l’immagine di <strong>Papa Francesco</strong>, considerato ormai un’icona <em>green</em> a livello globale grazie al suo impegno per la salvaguardia della “casa comune”. &#8220;Le <strong>risorse energetiche</strong> non devono essere lasciate in balìa della <strong>speculazione</strong>, né diventare fonte di <strong>conflitti</strong>”, ha auspicato il Santo Padre nel messaggio inviato all’Expo 2017 in occasione della giornata nazionale della Città del Vaticano, invitando i leader del mondo a &#8220;riflettere con serietà e responsabilità sulle modalità con cui, nei prossimi anni, l&#8217;umanità adopererà, anche mediante nuove e innovative tecnologie, le risorse energetiche che ha ricevuto in dono, in eredità comune&#8221;. Tra le iniziative promosse dalla Chiesa cattolica ad Astana, un progetto sull’uso sostenibile dell’energia per l&#8217;integrazione sociale di bimbi orfani e disabili e una conferenza per “approfondire i diversi aspetti dell&#8217;uso dell&#8217;energia nel prossimo” con attenzione allo “sviluppo integrale della persona”.</p>

<h2>Dalle steppe kazake la sfida per l&#8217;energia del futuro</h2>
<p>Nonostante il passo indietro degli Stati Uniti rispetto all’accordo di Parigi sul clima rischi di frenare la corsa verso la diminuzione delle emissioni di Co2, la sfida lanciata dalla steppa kazaka resta quella di promuovere uno <strong>sviluppo</strong> basato sull&#8217;aumento dell’efficienza energetica,  investendo sempre di più nella promozione delle <strong>fonti di energia alternative</strong>. Una sfida che rappresenta un’opportunità per le aziende italiane, le quali, grazie alla partecipazione all’esposizione, potranno aumentare e consolidare la propria presenza nel Paese centrasiatico. Un Paese che insegue traguardi ambiziosi, sia sul piano interno, sia nel quadro internazionale, e che, sulle orme dell’antica Via della Seta, si candida a diventare il principale hub di collegamento tra il mercato europeo e quello cinese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/expo-2017-il-kazakistan-proiettato-verso-il-futuro/allexpo-2017-di-astanain-mostra-il-futuro-dellenergia.html">All&#8217;Expo 2017 di Astana in mostra il futuro dell&#8217;energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>500mila siriani tornano a casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/500mila-siriani-tornano-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 12:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aleppo]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="704" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I profughi siriani scappati dalla guerra tornano a casa in massa per ricostruire un paese distrutto da sei lunghi anni di conflitto. I rifugiati fanno ritorno nelle aree riconquistate dal governo del presidente Bashar al-Assad e strappate ai terroristi in questi mesi: secondo una recente dichiarazione di Andrej Mahecic, portavoce dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/500mila-siriani-tornano-casa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="704" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170627123133_23585609-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I <strong>profughi siriani</strong> scappati dalla guerra tornano a casa in massa per ricostruire un paese distrutto da sei lunghi anni di conflitto. I rifugiati fanno ritorno nelle <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.mintpressnews.com/syrian-refugees-return-to-syria/229404/">aree riconquistate dal governo</a> del presidente Bashar al-Assad e strappate ai terroristi in questi mesi: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.middleeasteye.net/news/syrian-refugees-return-home-hundreds-thousands-1140452234">secondo una recente dichiarazione di Andrej Mahecic</a>, portavoce dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), sono almeno<strong> 440 mila</strong> gli sfollati interni che hanno fatto ritorno a casa, a cui si aggiungono altri 31 mila che erano stati accolti nei Paesi limitrofi. </p>
<p>La maggior parte di loro, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://htl.li/RfjO30de1Yj">come riferisce la <em>BBC</em></a>, proviene dalle città e dai sobborghi di Aleppo, Hama, Homs e Damasco. «Molte di queste di queste persone &#8211; spiega Mahecic &#8211; tornano a casa per controllare le loro proprietà, per rivedere i propri cari. Questo è ciò che sappiamo da alcune prove che abbiamo raccolto. Hanno la percezione che la sicurezza sia migliorata nelle zone in cui stanno facendo ritorno». Dal 2015, ha poi aggiunto, sono oltre<strong> 260 mila i rifugiati</strong> già tornati in Siria che erano stati accolti per un periodo in Turchia.</p>
<p>I siriani tornano nei territori controllati dai governativi</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.middleeasteye.net/news/syrian-refugees-return-home-hundreds-thousands-1140452234">Sebbene Mahecic abbia sottolineato</a> che questi rifugiati rappresentano solo una parte degli oltre cinque milioni di profughi siriani che vivono tutt&#8217;ora nei paesi vicini &#8211; più di 1 milione si trova in <strong>Libano</strong> &#8211; va rilevato che la stragrande maggioranza di chi è tornato a vivere nel Paese arabo lo ha fatto nelle aree controllate dal governo di <strong>Bashar al-Assad</strong> o laddove le forze lealiste hanno strappato notevoli porzioni di territorio ai terroristi dello Stato Islamico, di Hayat Tahrir al-Sham (Al Qaida) e delle altre fazioni ribelli salafite. Un dato di fatto che mette in crisi quella narrazione secondo cui i profughi «scappavano dalle bombe di Assad»: al contrario, è proprio il governo siriano l&#8217;unico a garantire la loro sicurezza in questa fase molto delicata. </p>
<p>Dopotutto, come ha documentato Robert F. Worth sul <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2017/05/24/magazine/aleppo-after-the-fall.html">New York Times</a>, </em><strong>Assad</strong> rappresenta un&#8217;alternativa molto più convincente e affidabile rispetto ai ribelli, spesso legati a sigle estremiste e salafite: «Molta gente comune &#8211; osserva il giornalista &#8211; oggi vede Assad come la sua unica barriera contro un genere di <strong>caos</strong> molto più tossico. Il mio amico imprenditore siriano mi ha detto che due volte ha riunito una dozzina di colleghi per cena e ha posto loro una domanda, giurando che la risposta sarebbe rimasta confidenziale: se fosse spettato loro nominare il prossimo presidente della Siria, chi avrebbero scelto? Nessuno degli ospiti era sostenitore del regime. Con sua grande sorpresa, quasi tutti hanno fatto il nome di <strong>Assad</strong>. Quando ha chiesto perché, tutti hanno risposto allo stesso modo: Assad è l’unico che può proteggerci dai suoi stessi demoni».</p>
<p>Tornati a casa per festeggiare la fine Ramaḍān</p>
<p>Come raccontato anche da <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.euronews.com/2017/06/26/syrian-refugees-return-home-from-turkey-for-eid">Euronews</a></em>, alcune migliaia di siriani hanno fatto ritorno a casa transitando dal confine con la <strong>Turchia</strong> &#8211; chi temporaneamente, chi in pianta stabile &#8211; in occasione delle festività dell&#8217;ʿīd al-fiṭr, importante festività islamica che viene celebrata alla fine del mese lunare di digiuno del <strong>Ramaḍān</strong> (quest&#8217;anno cadeva il 25 giugno). Per molti è stata l&#8217;occasione di rivedere i propri cari, dopo tanto tempo. Per altri il giorno tanto atteso per fare il definitivo ritorno a casa. Molti sono stati in fila alla frontiera tra la Turchia e la Siria per settimane. Tra di loro ci sono anche bambini che non avevamo mai visto la loro terra natia.</p>
<p>Proseguono i negoziati di pace ad Astana</p>
<p>Nel frattempo ad <strong>Astana</strong> (Kazakistan) è iniziato il quinto round dei negoziati di pace. Partecipano le delegazioni di Russia, Turchia, Iran oltre a quelle del governo siriano e dell&#8217;opposizione. Le parti, tuttavia, <a href="http://www.aljazeera.com/news/2017/07/russia-deal-de-escalation-zones-syria-talks-170705144000584.html">non sono ancora riuscite a trovare un accordo</a> sulle quattro «zone cuscinetto» precedentemente individuate e soprattutto su chi le debba eventualmente controllare e monitorare. Secondo una dichiarazione congiunta, i tre principali attori del processo di pace hanno formato un gruppo di lavoro per finalizzare l&#8217;accordo nel breve periodo. Piccoli passi in avanti per un pace tanto attesa, per un paese che ha l&#8217;urgente bisogno di ricostruire e ricominciare dopo sei lunghi anni di guerra devastante. </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/500mila-siriani-tornano-casa.html">500mila siriani tornano a casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova base russa in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-base-russa-siria.html</link>
		
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		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 07:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4288" height="2848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo.jpg 4288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi, l&#8217;esercito russo ha iniziato la costruzione di una nuova base militare in Siria, a poche decine di chilometri da Damasco, in una delle zone cuscinetto concordate da Mosca, Ankara e Teheran. Le safe zone istituite finora si trovano nella provincia di Idlib, in un&#8217;area a Nord di Homs, nella provincia a est di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-base-russa-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4288" height="2848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo.jpg 4288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p><p>Nei giorni scorsi, l&#8217;esercito russo ha iniziato la costruzione di una nuova base militare in <strong>Siria</strong>, a poche decine di chilometri da Damasco, in una delle zone cuscinetto concordate da Mosca, Ankara e Teheran. Le safe zone istituite finora si trovano nella provincia di Idlib, in un&#8217;area a Nord di Homs, nella provincia a est di Damasco e, l&#8217;ultima, nel territorio che si estende da Daraa al confine siro-giordano, che comprende la città di Quneitra sull&#8217;altopiano del Golan.</p>
<p>La nuova base russa s&#8217;inserisce in questo contesto, con l&#8217;obiettivo di supervisionare l&#8217;area: luogo individuato da Mosca &#8211; con il benestare di Damasco &#8211; è la città di <strong>Khirbet Raes al-Waer</strong>, a circa 50 km dalla capitale siriana e a 96 km dal confine siro-giordano. Si tratta della terza base militare in Siria della Federazione Russa dopo <strong>Khmeimim</strong>, a sud-est di Latakia, e di quella situata nella città portuale di <strong>Tartus</strong>. Entrambe sono servite per sostenere le operazioni militari dei lealisti contro Daesh, poco dopo l&#8217;entrata della Russia sul campo di battaglia, nel settembre 2015. L&#8217;evento che ha cambiato radicalmente le sorti del conflitto a favore di Bashar al-Assad. </p>
<p>La nuova base di Khirbet Raes al-Waer</p>
<p><a href="http://www.atimes.com/article/russia-quietly-begins-building-fourth-military-base-syria/">Secondo quanto riferisce <em>Asia Times</em></a>, tutte e tre le basi sono accessibili solamente al personale militare russo e il loro territorio è sotto la giurisdizione del Cremlino per una durata di 49 anni, periodo che può estendersi per altri 25 anni previo &#8220;consenso reciproco&#8221; tra Damasco e Mosca. La sofisticata infrastruttura militare delle due basi di Khmeimim e Tartus sarà probabilmente emulata per quella di <strong>Khirbet Raes al-Waer</strong>. Saranno inclusi sistemi di difesa aerea, radar, piste di lancio, missili, bunker, torri di controllo, stazioni di rifornimento e un&#8217;unità abitativa per 1.000 soldati russi.</p>

<p>Ruolo cruciale della nuova base militare russa sarà quello di attuare l&#8217;accordo tra <a href="http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2017/06/jordan-talks-washington-russia-safe-zones-border-syria.html">Russia, Giordania e Stati Uniti </a>nella stabilizzazione dell&#8217;area sud della repubblica araba siriana e del confine siro-giordano. I soldati russi avranno il compito di permettere agli aiuti umanitari di giungere ai villaggi assediati e di monitorare che tutte le parti interessate nel conflitto rispettino il cessate il fuoco &#8211; oltre a unire gli sforzi per sradicare <strong>Tahrir Hayat al-Sham</strong> (ex Al Nusra, la diramazione siriana di <strong>Al Qaida</strong>) e Daesh dal sud siriano. Ulteriori dettagli emergeranno durante il prossimo vertice di Astana presieduto da Mosca, Teheran e Ankara del<a href="https://uk.reuters.com/article/uk-mideast-crisis-syria-talks-idUKKBN1980JJ?il=0"> prossimo 4-5 luglio</a>.</p>
<p>Così la Russia ha cambiato il volto del conflitto</p>
<p><a href="http://theduran.com/russias-bases-syria/"><em>Al Masdar</em> ha pubblicato due mappe che mostrano l&#8217;attuale situazione militare in Siria </a> e quella prima dell&#8217;intervento decisivo di Putin. Si stima che la forza militare della spedizione russa in Siria conti circa <strong>5.000 uomini</strong>. Le aree colorate scure di rosso mostrano quelle fermamente sotto il controllo del governo siriano. Le aree più piccole di colore rosso mostrano zone in cui l&#8217;esercito siriano ha fatto progressi recenti, ma non ha ancora consolidato il suo controllo. </p>
<p>Inoltre, l&#8217;esercito siriano è avanzato in maniera decisiva nella Siria settentrionale e centrale, acquisendo il controllo di ampi territori nei pressi di <strong>Aleppo</strong> est e a sud di <strong>Raqqa. </strong>Prima dell&#8217;intervento russo, il governo siriano controllava solamente un piccolo tratto di territorio sulla costa occidentale della Siria, i collegamenti stradali con Aleppo dalla Siria centrale erano stati quasi completamente tagliati e le grandi aree della Siria meridionale erano finite sotto il controllo di Al Qaida e dello Stato Islamico. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-base-russa-siria.html">La nuova base russa in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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