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	<title>John Phelan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 04:57:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>John Phelan Archives - InsideOver</title>
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		<title>La U.S. Navy vuole le &#8220;corazzate classe Trump&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 04:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-600x326.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Navy ha messo a bilancio i primi finanziamenti per le nuove corazzate volute dal presidente Trump, ma forse non è una buona idea.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-600x326.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il segretario della marina statunitense, <strong>John Phelan</strong>, poco prima di essere rimosso dall&#8217;incarico, ha confermato che la U.S. Navy sta procedendo per acquisire una nuova classe di corazzate – note come <strong>BBG(X)</strong> – auspicate direttamente dal presidente Donald Trump nei mesi scorsi. Il progetto è stato inserito nella proposta di bilancio del prossimo anno, secondo un cronoprogramma che consentirebbe di completarne l&#8217;acquisto prima della fine del mandato trumpiano. È stata così pressoché rispettata la tempistica di progettazione iniziale della nuova classe di navi, affidata a <strong>Hungtinton Ingalls Industries</strong>, di 60/90 giorni avviata l&#8217;<a href="https://www.armyrecognition.com/news/navy-news/2026/us-navy-to-set-first-bbg-x-trump-class-battleship-schedule-within-60-days">8 gennaio scorso</a>, che a sua volta segue l&#8217;indirizzo presidenziale espresso a dicembre 2025. </p>



<p>Il programma BBG(X), noto anche come corazzata “di classe Trump”, costituisce pertanto il pilastro centrale del concetto di <strong>Golden Fleet</strong>, che mira ad espandere la flotta di superficie della marina statunitense e a rilanciare la costruzione di navi da guerra di grandi dimensioni. Il segretario della U.S. Navy ha poi confermato quello che ci si attendeva dato il nascente progetto per le nuove corazzate: il programma <strong>DDG(X)</strong> per una nuova serie di cacciatorpediniere lanciamissili è stato abbandonato, essendo stato sostanzialmente assorbito – nei compiti – dall&#8217;avvio del progetto BBG(X). Nel <strong>2021</strong>, la U.S. Navy aveva dichiarato di voler acquistare il primo DDG(X) nell&#8217;anno fiscale 2028 e nel 2022 aveva presentato il <em>concept </em>per il nuovo cacciatorpediniere destinato a succedere ai classe Arleigh Burke. Con questo programma assorbito dal BBG(X), è molto probabile che la U.S. Navy si troverà ad affidarsi agli Arleigh Burke Flight IIA e III per ancora molti anni a venire. </p>



<p>La prima corazzata è attualmente prevista nel piano quinquennale di bilancio per l&#8217;anno fiscale 2028 e sarà un&#8217;unità da <strong>30mila tonnellate di dislocamento</strong> il cui armamento principale sarà di tipo missilistico, con <strong>128 celle di lancio verticali (VLS)</strong> &#8211; più 12 per <em>Conventional Prompt Strike</em> &#8211; in grado di accomodare vettori antinave, antiaerei e da attacco terrestre in profondità anche a carica nucleare. Il principio però non è di un&#8217;unità “tutta missili” come alcuni progetti – rimasti solo sulla carta – emersi nei decenni passati: secondo quanto emerso dai primi disegni, le BBG(X) avranno anche artiglierie tra cui un pezzo “<strong><em>railgun</em></strong>” nonché <strong>armi laser</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">.<a href="https://twitter.com/USNavy?ref_src=twsrc%5Etfw">@USNavy</a> BBG(X) is built for the fight ahead—and designed for producibility.<br><br>No commander should have to choose between air defense, ASW, ASuW, or long-range strike. This platform delivers all of it—at the highest level. <br><br>Battlegroups will integrate unmanned systems, embarked… <a href="https://t.co/Yazc3OXX2l">pic.twitter.com/Yazc3OXX2l</a></p>&mdash; Secretary of the Navy John C. Phelan (@SecNavPhelan) <a href="https://twitter.com/SecNavPhelan/status/2046722778418548766?ref_src=twsrc%5Etfw">April 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo il vice assistente segretario per il bilancio della U.S. Navy, il contrammiraglio <a href="https://news.usni.org/2026/04/21/navy-wants-to-buy-trump-class-battleship-in-fy-2028">Ben Reynolds</a>, le nuove corazzate permetterebbero alla marina statunitense di evitare i compromessi che avrebbe dovuto affrontare se avesse optato per una nave più piccola. In particolare il contrammiraglio ha specificato che “questa nave sarà in grado di fare molte cose che i nostri cacciatorpediniere non possono fare, proprio come la fregata colma una lacuna che i nostri cacciatorpediniere non riescono a colmare”, aggiungendo che “ora, con la dismissione degli incrociatori, ci rimane un solo tipo di nave”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le perplessità sul programma</h2>



<p>Nella proposta di bilancio presentata ufficialmente martedì al Dipartimento della Guerra, la U.S. Navy ha richiesto per la corazzata 1 miliardo di dollari di finanziamenti anticipati per l&#8217;approvvigionamento, attingendo al fondo per la costruzione navale. La marina USA ha chiesto inoltre al Congresso 837 milioni di dollari di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo del programma. Reynolds ha anche reso noto che si stanno utilizzando i primi 134 milioni di dollari per la progettazione, e che verranno chiesti ulteriori fondi, tramite una riprogrammazione al di sopra della soglia di spesa, per quest&#8217;anno da impiegare per la ricerca e lo sviluppo. Questi fondi saranno poi utilizzati per l&#8217;approvvigionamento anticipato e la ricerca e sviluppo il prossimo anni, per poter iniziare la costruzione nel 2028 ovvero entro la fine del mandato del presidente Trump. Secondo il contrammiraglio, nell&#8217;ambito del programma quinquennale la U.S. Navy prevede di spendere <strong>43,5 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto delle BBG(X)</strong>, in particolare prevedono una spesa di 17 miliardi per la prima unità, 13 per la seconda (da finalizzare nel 2030) e 11,5 per la terza (2031).</p>



<p>Il programma è ambizioso (e lungo). La U.S. Navy prevede <strong>da 10 a 25 corazzate</strong> e le uniche tempistiche attualmente indicate per la nave capoclasse, che dovrebbe chiamarsi USS Defiant (BBG-1), indicano una fase di progettazione che si estende all&#8217;incirca dal 2026 al 2031-2032, l&#8217;inizio della costruzione nei primi anni 2030, un periodo di varo tra la metà e la fine degli anni 2030 e la <strong>messa in servizio verso la fine degli anni 2030 o intorno al 2040</strong>, senza date fisse o formalmente programmate. </p>



<p>Sicuramente il programma BBG(X) risponde – in parte – alla necessità di colmare la lacuna delle progressiva dismissione degli incrociatori classe Ticonderoga (122 VLS ciascuno), ma presenta a nostro giudizio delle perplessità di carattere tecnico e tattico. </p>



<p>Partendo dal presupposto che sia una nave pensata per la proiezione di forza a lunghissimo raggio, come da caratteristica principale della U.S. Navy, e che si troverà a operare negli immensi spazi marittimi del Pacifico, <strong>il suo armamento missilistico appare scarso</strong> se rapportato a unità attualmente in servizio come i Ticonderoga. Reynolds ha affermato che con le BBG(X) un comandante non dovrà più scegliere “cosa caricare” per una missione, trovandosi ad avere una panoplia di missili per compiti diversi, ma non si capisce per quale motivo il progetto attuale veda la presenza di artiglierie che potrebbero lasciare spazio a più celle di lancio verticali, anche in considerazione che una <em><a href="https://it.insideover.com/difesa/dagli-incrociatori-kirov-alle-navi-da-battaglia-di-trump-nellera-dei-droni-dominano-ancora-gli-oceani.html">capital ship</a></em> di questo tipo <strong>opererebbe con una forte scorta data da unità più piccole,</strong> che già possono offrire un&#8217;adeguata difesa contro le minacce ravvicinate di superficie. Dal punto di vista strettamente tattico, se la multifunzionalità è sicuramente una buona soluzione, la decisione di montare su un&#8217;unica nave tutto il panorama di missioni di attacco è rischiosa, proprio perché trattandosi di una grossa unità sarebbe il bersaglio principale di un attacco nemico. All&#8217;U.S. Navy sono coscienti di questo particolare, e forse proprio per questo recentemente <a href="https://www.twz.com/land/patriot-pac-3-missiles-to-arm-navy-arleigh-burke-class-destroyers">hanno avviato l&#8217;integrazione dei Patriot PAC-3 sugli Arleigh Burke</a>.</p>



<p>A sollevare perplessità sulla bontà del progetto è soprattutto la tempistica: la prima corazzata verrebbe consegnata alla fine degli anni 30 o all&#8217;inizio degli anni 40 nella più ottimistica delle previsioni, che quindi non calcola la ormai cronica difficoltà della cantieristica statunitense. <strong>Un po&#8217; troppo tardi</strong> considerando che l&#8217;avversario strategico degli USA, la Repubblica Popolare Cinese, prevede di avere nove portaerei entro il 2035 e sta sfornando altre unità navali a un ritmo serrato, compresi i nuovi cacciatorpediniere Type 055 che rassomigliano più a un incrociatore per dislocamento e armamento (112 VLS). Forse il progetto DDG(X) è stato archiviato troppo presto, e forse quest&#8217;ultimo ha pagato la cattiva esperienza fatta con le fregate classe “Constellation” cancellate per i costi diventati esorbitanti e i ritardi accumulati, ma come sempre “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 05:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La U.S. Navy cancella il programma per le fregate Constellation di Fincantieri. Una decisione dettata dallo stravolgimento del progetto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La <strong>U.S. Navy</strong> ha deciso di chiudere il programma di costruzione delle fregate classe <strong>Constellation</strong>, derivate dalle FREMM di <strong>Fincantieri</strong>, per concentrarsi su nuove unità navali che la marina statunitense potrà costruire più rapidamente, ha <a href="https://news.usni.org/2025/11/25/navy-cancels-constellation-class-frigate-program-considering-new-small-surface-combatants">annunciato</a> martedì sui social media il segretario della marina USA <strong>John Phelan</strong>.</p>



<p>Secondo i termini negoziati con Fincantieri Marinette Marine, il cantiere navale del Wisconsin continuerà a costruire la USS “Constellation” (FFG-62) e la USS “<a href="https://it.insideover.com/difesa/via-libera-dagli-usa-a-fincantieri-per-la-costruzione-della-seconda-fremm.html">Congress</a>” (FFG-63), ma le prossime quattro navi da guerra previste saranno cancellate. “Stiamo rimodellando il modo in cui la marina militare costruisce la sua flotta. Oggi posso annunciare che la prima azione pubblica è un allontanamento strategico dal programma delle fregate classe Constellation”, si legge nella dichiarazione di Phelan. “La marina e i nostri partner industriali hanno raggiunto un accordo quadro completo che, per comodità della marina, <strong>interrompe la costruzione delle ultime quattro navi della classe</strong>, la cui costruzione non è ancora iniziata”.</p>



<p>Secondo il Pentagono, la cancellazione del programma navale rientra nella volontà della U.S. Navy di <strong>costruire e consegnare più rapidamente</strong> nuove classi di navi. Un fattore chiave in questa decisione, secondo i funzionari della Difesa USA, è la necessità di <strong>far crescere la flotta più rapidamente per affrontare le minacce future</strong>. Questo quadro mira a mettere la marina USA sulla strada giusta per costruire più rapidamente nuove classi di navi e fornire le necessarie capacità in numero maggiore e più rapidamente. In parallelo, il Pentagono sta riorganizzando il suo sistema di acquisizione per enfatizzare la velocità.</p>



<p>La marina statunitense <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html"><strong>aveva assegnato nel</strong> <strong>2020</strong></a> a Marinette Marine Corporation, una società cantieristica controllata da Fincantieri Marine Group, il contratto di produzione per le prime dieci unità del programma FFG(X) per le nuove fregate della U.S. Navy, dopo che le unità tipo LCS (Littoral Combat Ship) si erano rivelate troppo poco armate e con prestazioni inadeguate alle nuove contingenze che la marina USA deve affrontare nelle immense distese dell&#8217;Oceano Pacifico. L&#8217;intenzione era di avere <strong>20 Constellation</strong> che insieme a 32 LCS sarebbero a completare il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – Small Surface Combatants).</p>



<p>Il programma ha subito ritardi (36 mesi per la prima nave) dovuti all’avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma ad agosto 2024 la U.S. Navy aveva deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l’uso in altri programmi. Nonostante questo provvedimento ad aprile del 2025 la prima fregata era pronta solo al 10% con <strong>solamente circa il 15% di comunanza tra il progetto per la U.S. Navy e quello delle FREMM italiane e francesi.</strong> L&#8217;obiettivo iniziale era l&#8217;85%. </p>



<p>Le modifiche espressamente richieste dalla U.S. Navy a Fincantieri hanno comportato, come accennato, un aumento dei costi: rispetto a una stima iniziale di 1 miliardo di dollari, o potenzialmente anche inferiore, <strong>il prezzo di listino per ciascuna nave era salito a circa 1,4 miliardi di dollari.</strong> La decisione della marina statunitense di stravolgere il progetto originale per montare sistemi di combattimento e sensoristici molto diversi, per compiti diversi, ha portato al risultato che ormai è sotto gli occhi di tutti e che si paventava da mesi, nonostante l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">interessamento della Norvegia</a> per le Constellation e la possibilità di cominciare la costruzione delle navi in altri cantieri navali statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un indennizzo per Fincantieri Marine Group</h2>



<p>Fincantieri, nella giornata di mercoledì 26 novembre, ha rilasciato un comunicato in cui conferma la decisione USA di abbandonare il programma a esclusione delle due unità già impostate, e ha precisato di <strong>essere pronta per offrire alla U.S. Navy altre soluzioni </strong>più adatte alle nuove esigenze.</p>



<p>Nel comunicato stampa possiamo leggere che “in stretta collaborazione con la U.S. Navy, Fincantieri contribuirà alla realizzazione di nuove classi di unità navali. Per Fincantieri sono previsti nuovi ordini per la costruzione di unità in segmenti che rispondono al meglio agli interessi immediati del Paese e al rilancio della cantieristica navale statunitense, come le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali: Fincantieri è infatti <strong>pronta a eseguire i contratti pianificati </strong>in coordinamento con la U.S. Navy. Guardando al futuro e in linea con le capacità e il potenziale industriale del Gruppo, Fincantieri supporterà la Marina americana nella <strong>ridefinizione delle scelte strategiche</strong> nel segmento delle piccole navi da combattimento di superficie, <em>manned </em>e <em>unmanned</em>”. </p>



<p>Il testo prosegue precisando che “oltre all’assegnazione di futuri ordini, a copertura di quanto sopra, <strong>l’intesa prevede un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group</strong>, tramite specifiche misure di compensazione, rispetto agli impegni economici e agli impatti industriali derivanti dalla decisione contrattuale della U.S. Navy, presa per propria convenienza. Questo nuovo assetto garantisce continuità e visibilità sui carichi di lavoro per il personale di Fincantieri e per il sistema di cantieri del Wisconsin, pilastro fondamentale dell’industria navale degli Stati Uniti”.</p>



<p>La decisione della marina statunitense si inquadra meglio se si osserva come l&#8217;intero apparato militare-industriale USA sia in fase di rapida rimodulazione per affrontare la sfida di un possibile <strong>conflitto aperto contro la Repubblica Popolare Cinese</strong>, che negli Stati Uniti vedono ormai come inevitabile: un esempio in tal senso è la recente decisione di snellire e velocizzare il sistema di procurement militare con la nascita del <em><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-gli-stati-uniti-si-preparano-alla-guerra-contro-la-cina.html">Warfighting Acquisition System</a></em>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html">Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 23:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Trump ci ripensa, e dopo un incontro col primo ministro australiano afferma che gli USA cederanno gli SSN alla Royal Australian Navy</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><br><br><br>Lunedì 20 ottobre, il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha espresso il suo sostegno a uno dei tre pilastri fondamentali del patto <strong>AUKUS</strong>, che prevede la vendita di sottomarini da attacco a propulsione nucleare (<strong>SSN</strong>) classe Virginia all&#8217;Australia, dopo un incontro al vertice col premier australiano <strong>Anthony Albanese</strong>.</p>



<p>Il segretario della marina statunitense, <strong>John Phelan</strong>, ha affermato che “quello che stiamo realmente cercando di fare è prendere il quadro AUKUS originale e migliorarlo per tutte e tre le parti, rendendolo più efficace e chiarendo alcune delle ambiguità presenti nell&#8217;accordo precedente”, riporta <em><a href="https://news.usni.org/2025/10/20/trump-backs-selling-submarines-to-australia-under-aukus-agreement">USNI News</a></em>. Phelan ha aggiunto che <strong>“dovrebbe essere una vittoria per tutti”</strong> pur non fornendo ulteriori dettagli su come l&#8217;amministrazione Trump abbia modificato l&#8217;accordo originale, se pur il presidente USA abbia detto che si tratti di “dettagli minori”. Trump ha rivelato che gli Stati Uniti stanno procedendo <strong>a pieno ritmo</strong> con la costruzione dei sottomarini, mentre Phelan ha riferito che, da questo punto di vista, la capacità cantieristica statunitense sta “migliorando”.</p>



<p>A giugno, il Pentagono aveva avviato una <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">revisione dell’AUKUS</a>, il trattato di sicurezza e partenariato stipulato dagli Stati Uniti con Regno Unito e Australia, mettendo in dubbio la possibilità di cessione, da parte USA, degli SSN classe Virginia alla Royal Australian Navy come tappabuchi <strong>in attesa che vengano costruiti i sottomarini australiani a propulsione nucleare</strong>, come da accordo trinazionale. Il Pentagono era preoccupato che la cessione di tre primi SSN nel prossimo decennio (di un totale di cinque) potesse minare seriamente la sicurezza del Paese, poiché la U.S. Navy sta faticando a produrre più sottomarini per le <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">note difficoltà</a> della cantieristica statunitense, che non riesce a sostenere i ritmi di produzione necessari per contenere la crescente minaccia della marina della Repubblica Popolare Cinese (PLAN – People’s Liberation Army Navy). </p>



<p>Oltretutto, alcuni ritenevano che il patto di condivisione della tecnologia nucleare aiutasse l’Australia a ottenere i sottomarini senza un impegno esplicito a utilizzarli in un’eventuale guerra contro la Repubblica Popolare. Il timore era, data la penuria di sottomarini, che gli SSN ex U.S. Navy potessero non essere “nel posto giusto nel momento giusto” in quanto persiste <strong>“una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”</strong>, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell’arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto tutti gli SSN statunitensi erano “assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan” e non c&#8217;era spazio per cessioni.</p>



<p>Secondo gli attuali parametri dell&#8217;accordo, l&#8217;Australia sta acquistando dagli Stati Uniti un nuovo battello classe <strong>Virgina Block VII</strong> e due <strong>Block IV</strong>, già in servizio presso la marina statunitense, in attesa di altri due battelli di nuova costruzione. </p>



<p>I funzionari della U.S, Navy hanno ripetutamente affermato che la cantieristica statunitense <strong>deve costruire 2,33 SSN all&#8217;anno</strong> oltre a un sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) classe Columbia, per vendere i sottomarini classe Virginia agli australiani senza perdere il vantaggio tattico, ma attualmente costruisce circa 1,3 battelli d&#8217;attacco all&#8217;anno. <strong>L&#8217;obiettivo produttivo è ancora quindi molto distante</strong> nonostante quel “stiamo migliorando” del segretario Phelan. L&#8217;orizzonte temporale degli SSN per l&#8217;Australia è comunque ancora abbastanza lontano: l&#8217;accordo prevede per il prossimo decennio l’arrivo di tre primi battelli classe Virginia, mentre nel frattempo Regno Unito e Stati Uniti, a partire dal 2027, cominceranno a effettuare la rotazione di SSN in Australia per accelerare la familiarizzazione su questo tipo di battelli di forza lavoro, equipaggi e base industriale. Infine, entro la fine del 2030, il Regno Unito inizierà la produzione di sottomarini di classe SSN-AUKUS, mentre <strong>il primo esemplare costruito in Australia sarà pronto nei primi anni Quaranta</strong>.</p>



<p>Canberra in questo momento <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">sta sviluppando le infrastrutture</a></strong> e la forza lavoro nazionali necessarie per costruire e mantenere la propria capacità interna di SSN (un piano che vale 30 miliardi di dollari) e nel frattempo ha versato 500 milioni di dollari statunitensi (790 milioni di dollari australiani) agli USA come prima rata di un totale di <strong>3 miliardi di dollari promessi per sostenere l’industria cantieristica americana</strong> come parte dell’accordo. Il mese scorso il governo australiano ha annunciato un <strong>investimento di 8 miliardi di dollari</strong> in un impianto di costruzioni navali nell&#8217;Australia Occidentale che potrebbe supportare i sottomarini a rotazione statunitensi e britannici.</p>



<p>Non sappiamo la reale motivazione di questo dietro front dell&#8217;amministrazione Trump, stante la persistenza della problematica sui sottomarini e la cantieristica USA, ma probabilmente c&#8217;entrano i fondi recentemente allocati da Canberra per la forza sottomarina a rotazione e soprattutto il raggiungimento di un <strong>accordo fondamentale sull&#8217;estrazione di minerali e Terre Rare</strong>, in base al quale Stati Uniti e Australia stanzieranno 3 miliardi di dollari per l&#8217;iniziativa nei prossimi sei mesi. </p>



<p>La via di Washington è quella del disaccoppiamento da Pechino per quanto riguarda risorse minerarie pregiate come le Terre Rare, ma la Repubblica Popolare detiene ancora il 90% della capacità di raffinazione globale di questi elementi fondamentali dell&#8217;industria ad alta e altissima tecnologia. Restando in quel di Pechino, se a giugno aveva espresso una malcelata soddisfazione per il ripensamento statunitense, crediamo che oggi al Politburo non avranno molto di cui stare allegri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html">Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Riportare in uso le corazzate? Trump lo propone ma forse non ha molto senso</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/riportare-in-uso-le-corazzate-trump-lo-propone-ma-forse-non-ha-molto-senso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 05:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-600x399.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe riattivare le corazzate. Ma sono davvero utili nella guerra navale moderna?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Missouri-600x399.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><br>Prima dell&#8217;affermazione del potere aeronavale, e delle portaerei come suo centro nevralgico, le <strong>corazzate</strong> erano definite le “regine dei mari”. La Seconda Guerra Mondiale ha ridefinito i compiti di queste imponenti unità navali, dotate di cannoni di grosso calibro, relegandole a supporto delle operazioni anfibie e come piattaforme antiaeree di scorta salvo sporadici scontri diretti (ad es. Punta Stilo o Golfo di Leyte), mentre le portaerei, con gli stormi imbarcati, certificavano come il potere aereo fosse decisivo anche sul mare: <strong>la battaglia di Midway</strong>, e ancor prima quella del Mar dei Coralli, si combatterono senza che le due squadre navali (giapponese e statunitense) venissero a contatto diretto.</p>



<p>Al termine di quel conflitto, le corazzate  divennero pertanto <strong>obsolete</strong>, e l&#8217;avvento dell&#8217;<strong>era dei missili</strong>, e relativa capacità di colpire con efficacia e precisione a grande distanza, le fece sparire dai registri delle flotte da guerra mondiali. Esse però ebbero tre “sussulti d&#8217;orgoglio” nei decenni post Seconda Guerra Mondiale: i conflitti in Corea, Vietnam e nel Golfo Persico recuperarono le corazzate statunitensi <strong>classe Iowa</strong>, se pur in modo marginale, con compiti di bombardamento controcosta e missilistico (nel 1991) grazie all&#8217;installazione di missili da crociera.</p>



<p>Le 4 corazzate classe Iowa (Iowa, New Jersey, Missouri e Wisconsin) sono oggi tutte dei <strong>musei galleggianti</strong>: Missouri e Wisconsin ebbero il loro “canto del cigno” nella Prima Guerra del Golfo (1991) mentre Iowa e New Jersey vennero messe “sotto naftalina” per poi essere decurtate dai registri navali, insieme alle altre due unità gemelle, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1,6 miliardi per ogni nave</h2>



<p>Oggi, la presidenza degli Stati Uniti ha espresso il desiderio di <strong>riattivare</strong> le quattro corazzate. <strong>Donald Trump</strong>, durante una riunione plenaria dei massimi ufficiali militari statunitensi presso la base del Corpo dei Marines a Quantico (Virginia) tenutasi la scorsa settimana, ha espresso la possibilità di riattivare le unità navali parlandone col segretario della U.S. Navy <strong>John Phelan</strong>. Riattivare una corazzata, soprattutto dopo che è stata per più di un decennio un museo galleggiante, avrebbe dei costi non indifferenti: è stato calcolato che si aggirerebbero intorno agli <strong>1,6 miliardi di dollari ciascuna</strong>, al netto delle nuove installazioni e degli eventuali lavori di sbarco di torrette di vario calibro e sistemi elettronici obsoleti. </p>



<p>Una cifra che sarebbe comunque inferiore al costo unitario di un cacciatorpediniere classe <a href="https://www.twz.com/news-features/cost-of-navys-newest-flight-iii-arleigh-burke-destroyers-is-ballooning">Arleigh Burke Flight III</a> (lievitato a 2,5 miliardi) e di un nuovo DDG(X), il cui costo stimato è di 3,3 miliardi. Cerchiamo di essere più chiari: 1,6 miliardi di dollari sarebbe la cifra da spendere solo per la riattivazione, ovvero il ripristino delle funzionalità base della corazzata (come ad esempio il sistema propulsivo): l&#8217;<strong>imbarco di nuovi sistemi d&#8217;arma e di nuovi sensori</strong> richiederebbe costi aggiuntivi.</p>



<p>Se pensiamo poi alla possibilità di farne un&#8217;unità con un discreto numero di celle di lancio per missili, cosa che rimedierebbe a un annoso problema della U.S. Navy relativo alla diminuzione complessiva del numero di celle VLS (<em>Vertical Launch System</em>) dato il ritiro dal servizio degli incrociatori classe Ticonderoga, i costi aumenterebbero ulteriormente e in modo sensibile, data la necessità di sbarcare alcune torrette delle artiglierie per fare posto nell&#8217;opera viva delle navi.</p>



<p>Inoltre, dopo la loro ultima riattivazione, le Iowa imbarcavano oltre <strong>1500 membri d&#8217;equipaggio</strong>, ovvero un numero oltre cinque volte superiore a quello di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Anche ipotizzando un&#8217;automazione spinta per ridurre tale numero, avere un equipaggio molto numeroso su una singola nave sarebbe problematico per una marina che sta avendo difficoltà a raggiungere gli obiettivi di reclutamento, senza considerare la possibilità di perdita in caso di conflitto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pericolo dei missili moderni</h2>



<p>Il problema maggiore che espone le corazzate a un elevato rischio di perdita è dato dall&#8217;armamento costituito da artiglierie, che pur essendo di grosso calibro non hanno una <strong>gittata</strong> sufficiente per poter colpire lontano dall&#8217;area di maggior pericolo. Una corazzata, per poter usare le proprie artiglierie principali, deve infatti portarsi entro il loro raggio d&#8217;azione: i cannoni da 406 millimetri delle Iowa hanno una gittata massima di circa 38 chilometri, quindi ben al di dentro della <em><strong>kill zone</strong></em> di missili antinave moderni, cacciabombardieri e perfino di nuove artiglierie terrestri dotate di gittata aumentata e guidata. Inoltre, ci sarebbe bisogno di una categoria di marinai – <strong>i cannonieri – che la U.S. Navy non ha più in servizio</strong> né in addestramento.</p>



<p>Sebbene, poi, l&#8217;idea di avere unità corazzate sia affascinante per quanto riguarda la protezione da missili antinave, bisogna sempre considerare che la <strong>cintura corazzata</strong> di queste unità è poderosa solo lungo le fiancate (eccezion fatta per il torrione dove ha sede la centrale di combattimento) e quindi esse <strong>sarebbero comunque vulnerabili rispetto ai missili balistici antinave </strong>e a quei vettori da crociera che sono in grado di effettuare un attacco dall&#8217;alto durante la loro fase terminale. Tornando all&#8217;armamento principale, l&#8217;installazione di possibili <em><strong><a href="https://aresdifesa.it/herakles-il-programma-italiano-per-la-railgun-ipersonica-entra-nella-fase-2/">railgun</a></strong></em> – di cui però l&#8217;U.S. Navy ha sospeso ufficialmente la sperimentazione – aumenterebbe la gittata rispetto alle classiche artiglierie e ridurrebbe i costi rispetto all&#8217;utilizzo dei missili. </p>



<p>Forse l&#8217;idea di Trump è dovuta soprattutto ai costi: un bombardamento missilistico è notevolmente più costoso rispetto a uno effettuato con proiettili d&#8217;artiglieria, ma un missile da crociera può colpire il suo bersaglio da migliaia di chilometri di distanza. </p>



<p>Occorre poi chiedersi <strong>quale sarebbe il ruolo</strong> di una corazzata nel quadro delle operazioni navali, considerando che nella modernizzazione della dottrina di guerra anfibia USA, i Marines e la U.S. Navy stanno cercando unità più piccole (anche <em>uncrewd</em>) ma pesantemente armate per penetrare il più possibile furtivamente le bolle A2/AD (<em>Anti Access/Area Denial</em>). </p>



<p>Probabilmente, quindi, siamo davanti a un&#8217;altra affermazione roboante del presidente Trump che non avrà alcun seguito fattuale, però permetteteci una considerazione puramente romantica per una volta: nella storia della marineria, nessuna nave ha mai sventolato la propria bandiera in modo così elegante e al tempo stesso poderoso come una corazzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/riportare-in-uso-le-corazzate-trump-lo-propone-ma-forse-non-ha-molto-senso.html">Riportare in uso le corazzate? Trump lo propone ma forse non ha molto senso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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