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	<title>Aguila Saleh Issa Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Aguila Saleh Issa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tra dimissioni e accordi sul petrolio: cosa sta accadendo in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-dimissioni-e-accordi-sul-petrolio-cosa-sta-accadendo-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 07:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alba Tripoli Libia guerra (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Libia è un po&#8217; il Paese dei paradossi, uno scenario da cui tutto potrebbe a un certo punto apparire il contrario di tutto. Oggi infatti ad esempio la nazione nordafricana può &#8220;vantare&#8221; di avere in carica all&#8217;interno del suo territorio non uno ma ben due premier dimissionari. Uno Stato nei fatti fallito dopo il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-dimissioni-e-accordi-sul-petrolio-cosa-sta-accadendo-in-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-dimissioni-e-accordi-sul-petrolio-cosa-sta-accadendo-in-libia.html">Tra dimissioni e accordi sul petrolio: cosa sta accadendo in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alba Tripoli Libia guerra (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Alba-su-Tripoli-Libia-La-Presse-e1585979601293-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Libia è un po&#8217; il Paese dei <strong>paradossi</strong>, uno scenario da cui tutto potrebbe a un certo punto apparire il contrario di tutto. Oggi infatti ad esempio la nazione nordafricana può &#8220;vantare&#8221; di avere in carica all&#8217;interno del suo territorio non uno ma ben due premier dimissionari. Uno Stato nei fatti fallito dopo il rovesciamento di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Gheddafi</a> ha dato vita a spaccature che hanno portato, nel corso di quest&#8217;ultimo decennio, ad avere governi ed enti più o meno ufficiali e riconoscibili in varie parti del Paese. Mai era però accaduto che la Libia fosse retta da due esecutivi prossimi a uscire di scena. Al netto di una situazione paradossale e vicina al grottesco, tutto questo sta comunque a indicare che qualcosa sta cambiando. È questa l&#8217;unica certezza nel bel mezzo di un marasma dove tutto è un&#8217;incognita.</p>
<h2>Come si è arrivati all&#8217;annuncio delle dimissioni di Al Sarraj</h2>
<p>Poniamoci per un attimo nei panni del premier libico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>. Lui per un&#8217;intera vita ha lavorato come architetto, i suoi rapporti con la politica durante l&#8217;era di Gheddafi hanno riguardato solo consulenze di natura tecnica. Certo, il nome della sua famiglia non è proprio anonimo a <strong>Tripoli</strong>: il padre era molto vicino a Re Idris, i suoi antenati erano proprietari terrieri e hanno sempre avuto ruoli importanti nell&#8217;economia e nella società. Fayez è entrato nell&#8217;agone politico soltanto con le elezioni del 2014, risultando eletto nel collegio della capitale libica per il nuovo parlamento. Tutto ad un tratto, si è poi ritrovato a guidare il nuovo esecutivo uscito fuori dagli accordi di <strong>Skhirat</strong> del dicembre 2015. La sensazione è che l&#8217;incarico che lo ha portato alla ribalta politica e mediatica lo abbia subito prima ancora che accettato. Sulla poltrona di premier Al Sarraj doveva durare al massimo due anni e il suo ruolo era gestire un periodo di transizione prima di farsi da parte. Fatte queste premesse, ben si può comprendere quindi che il premier libico non abbia mai particolarmente amato quella poltrona. Che forse, tra i ricatti delle milizie, tra quelli dei suoi sponsor internazionali e, ultimo ma non ultimo, tra i guai portati dalla guerra scatenata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a> per la presa di Tripoli adesso è possibile pensare che l&#8217;unico obiettivo di Al Sarraj è ritirarsi a Londra. Qui abita la sua famiglia, qui potrebbe tirarsi fuori da una vita contrassegnata dall&#8217;essere a capo di un governo che a fatica controlla il cortile del palazzo presidenziale.</p>
<p>Alla base quindi <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f637ead32ab61.01127097/3104472/2020-09-17/libia-sarraj-annuncia-le-dimissioni-e-sposta-i-riflettori-sul-dialogo-politico">della scelta annunciata nei giorni scorsi di dimettersi il 31 ottobre,</a> ci sono soprattutto <strong>motivazioni personali</strong>. Ma il percorso che ha portato all&#8217;emersione della volontà di lasciare l&#8217;incarico non è così limpido come si può pensare. Anche perché così come Al Sarraj ha subito la scelta di diventare premier adesso sta subendo quella di dimettersi. Non è stato lui a volere la nomina a primo ministro nel 2015, non è lui adesso a poter dettare i tempi per la sua uscita di scena. Il vero nodo sta nel fatto che il fronte tripolino,<a href="https://www.startmag.it/mondo/libia-che-cosa-succede-al-premier-sarraj-lanalisi-di-mercuri/?fbclid=IwAR24zZI6yY_e-SQeZ12gTjElPBGR18ILR0IvTF09aOG0kf7EtxhhfzDRF5o"> come dichiarato nei giorni scorsi dalla docente Michela Mercuri</a>, si è sfaldato. Non che prima fosse coeso e unito, ma con<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/haftar-annuncia-ritiro-tripoli-sarraj-annienteremo-nemico-1867956.html"> il ritiro di Haftar da Tripoli avvenuto a giugno</a> le fazioni e le milizie a sostegno del governo di Al Sarraj non hanno più trovato un collante. E così è iniziato un gioco politico con tanto di veti incrociati, defenestrazioni di ministri importanti (come quella, durata 72 ore, di <strong>Fathi Bashaga</strong>), annunci di rimpasti. Alla fine, complice anche <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-compromessi-e-scambio-di-prigionieri-prove-di-dialogo-in-libia.html">la fase di dialogo</a> iniziata tra il <strong>Consiglio di Stato</strong> di Tripoli (che sostiene Al Sarraj) e il <strong>parlamento di Tobruck</strong> (che non ha mai accordato la fiducia al premier libico), al pari dei colloqui in corso a Ginevra tra diversi attori libici, sono stati gli stessi sponsor interni e internazionali dell&#8217;attuale governo a decidere di chiudere l&#8217;era Al Sarraj. Dopo annunci di dimissioni e di passi indietro, il premier libico è stato poi costretto a mettere nero su bianco il suo addio.</p>
<h2>Si torna a esportare il petrolio</h2>
<p>Su cosa accadrà dopo il 31 ottobre, data annunciata per le dimissioni di Al Sarraj, non è ancora dato sapere. Probabilmente, è l&#8217;idea di molti osservatori in Libia e all&#8217;estero, l&#8217;attuale premier resterà per la gestione dell&#8217;ordinaria amministrazione. Occorrerà attendere la formazione di un consiglio presidenziale e di un nuovo governo per la definitiva uscita di scena dell&#8217;ex architetto tripolino. Attualmente sono due i tavoli aperti per arrivare a questo obiettivo. Uno è in <strong>Marocco</strong>, dove si sono riuniti i rappresentanti del Consiglio di Stato e del Parlamento, l&#8217;altro è in <strong>Svizzera</strong>. Le indiscrezioni danno per certi accordi volti a creare un <strong>consiglio presidenziale</strong> di tre membri, a fronte degli attuali nove, e un premier designato tra una figura esterna al futuro consiglio. Al contempo, sono sempre più insistenti voci circa nuove <strong>elezioni</strong> da convocare entro il marzo del 2021.</p>
<p>L&#8217;unica vera novità per adesso sul fronte politico è data dall&#8217;accordo per la riapertura dei giacimenti petroliferi,<a href="https://it.insideover.com/guerra/haftar-ha-bloccato-le-esportazioni-di-petrolio-dalla-libia.html"> chiusi da Haftar il 17 gennaio scorso</a> alla vigilia del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html">vertice di Berlino</a>. Ad annunciarlo è stato <a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/1173/libia-haftar-annuncia-la-ripresa-della-produzione-e-dell-esportazione-di-petrolio">lo stesso generale in un discorso televisivo</a>, il primo dopo diversi mesi di silenzio. Anche da Tripoli è stata confermata questa decisione: il vice premier<strong> Ahmed Maitiq</strong> ha fatto sapere che l&#8217;accordo raggiunto prevede la formazione di una &#8220;commissione tecnica congiunta&#8221; che avrà il compito di vigilare sulla gestione dei proventi dell&#8217;oro nero fino all&#8217;insediamento di un nuovo governo.</p>
<h2>Le dimissioni del governo della Cirenaica</h2>
<p>Per non farsi mancare nulla, la Libia al momento deve fare i conti anche con un altro governo dimissionario, quello guidato da<strong> Abdullah al Thani</strong> e stanziato ad <strong>Al Beyda</strong>. Si tratta dell&#8217;esecutivo appoggiato dal parlamento di Tobruck e che ha rappresentato in questi anni una sorta di autogoverno dell&#8217;est della Libia. Le dimissioni sarebbero conseguenza delle proteste della popolazione avvenute negli ultimi giorni, motivate da condizioni di vita sempre più precarie. Adesso anche in Cirenaica è stallo: Harchaoui, il più papabile successore di Al Thani, ha già rifiutato l&#8217;incarico, la sede al momento è vacante con il premier dimissionario al suo posto solo per l&#8217;ordinaria amministrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-dimissioni-e-accordi-sul-petrolio-cosa-sta-accadendo-in-libia.html">Tra dimissioni e accordi sul petrolio: cosa sta accadendo in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Aguila Saleh Issa</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aguila-saleh-issa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 12:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, conferenza di Palermo (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aguila Saleh Issa è il presidente della Camera dei Rappresentanti della Libia, l&#8217;organo legislativo nato dalle elezioni dell&#8217;estate del 2014 e stanziato in Cirenaica. In qualità di massimo rappresentante parlamentare, Aguila Saleh si è progressivamente ritagliato uno spazio sempre più importante all&#8217;interno dello scacchiere libico: ad oggi infatti, in qualità di presidente della Camera viene &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aguila-saleh-issa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aguila-saleh-issa.html">Chi è Aguila Saleh Issa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, conferenza di Palermo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Conferenza-Palermo-sulla-Libia-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Aguila Saleh Issa</strong> è il presidente della Camera dei Rappresentanti della <strong>Libia</strong>, l&#8217;organo legislativo nato dalle elezioni dell&#8217;estate del 2014 e stanziato in Cirenaica. In qualità di massimo rappresentante parlamentare, Aguila Saleh si è progressivamente ritagliato uno spazio sempre più importante <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">all&#8217;interno dello scacchiere libico</a>: ad oggi infatti, in qualità di presidente della Camera viene considerato come il principale esponente politico dell&#8217;est della Libia, zona in gran parte controllata dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aguila-saleh-issa.html">Chi è Aguila Saleh Issa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tra &#8220;compromessi&#8221; e scambio di prigionieri: prove di dialogo in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-compromessi-e-scambio-di-prigionieri-prove-di-dialogo-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 15:07:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Miliziano in Libia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Camera e Consiglio di Stato ci riprovano: a distanza di cinque anni dagli accordi di Skhirat, rappresentanti dei due rami parlamentari libici, riconosciuti come tali proprio dalle intese del 2015, stanno provando ancora una volta in Marocco a trovare dei punti di convergenza per dare alla Libia un nuovo assetto istituzionale. Possibilmente unitario, a differenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-compromessi-e-scambio-di-prigionieri-prove-di-dialogo-in-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-compromessi-e-scambio-di-prigionieri-prove-di-dialogo-in-libia.html">Tra &#8220;compromessi&#8221; e scambio di prigionieri: prove di dialogo in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Miliziano in Libia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Libia-soldato-affiliato-al-governo-di-Tripoli-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Camera e Consiglio di Stato ci riprovano: a distanza di cinque anni dagli accordi di <strong>Skhirat</strong>, rappresentanti dei due rami parlamentari libici, riconosciuti come tali proprio dalle intese del 2015, stanno provando ancora una volta in <strong>Marocco</strong> a trovare dei punti di convergenza per dare alla Libia un nuovo assetto istituzionale. Possibilmente unitario, a differenza del vertice passato da cui poi è uscita un&#8217;ulteriore frammentazione del Paese. <a href="https://it.insideover.com/politica/in-marocco-si-cercano-soluzioni-per-la-libia-in-corso-i-colloqui-a-bouznika.html">Da domenica i delegati della Camera stanziata in Cirenaica e del Consiglio di Stato con sede a Tripoli sono riuniti a Bouznika</a>, lungo la costa atlantica marocchina, per discutere su un possibile documento finale su spinta sia delle Nazioni Unite che dello stesso Marocco, il quale vuole sfruttare la sua posizione imparziale nel conflitto per incidere sul dossier.</p>
<h2>&#8220;Raggiunti primi compromessi&#8221;</h2>
<p>E forse qualcosa si muove. Poco, ma per quella che è stata la recente storia libica è già tanto. Del resto i due rami parlamentari in realtà tutto hanno fatto dal 2015 in poi tranne che dialogare. Il Consiglio di Stato ha votato a suo tempo la fiducia al governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>, la Camera dei Rappresentanti insediata a Tobruck e presieduta da <strong>Aguila Saleh</strong> invece non ha mai riconosciuto l&#8217;incarico all&#8217;esecutivo con base a Tripoli. Per cui il Consiglio è diventato organo politico più vicino al consiglio presidenziale, mentre la Camera ha rappresentato soprattutto le istanze della Cirenaica donando al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a> il titolo di maresciallo di Libia. Dunque il semplice fatto che tra le parti si è tornati a parlare non è circostanza secondaria. Se poi da Bouznika emergono, come accaduto nelle ultime ore, toni vocati all&#8217;ottimismo allora vuol dire che qualche piccolo spiraglio potrebbe aprirsi.</p>
<p><strong>Mohamed Khalifa Najm</strong>, rappresentante e tra i principali delegati del Consiglio di Stato, in una nota diramata alla stampa ha fatto sapere che i colloqui in corso in Marocco stanno procedendo in un clima &#8220;costruttivo e positivo&#8221;: &#8220;Le due parti sperano di ottenere risultati positivi e concreti che possano aprire la strada verso il completamento del processo di una soluzione politica globale in tutto il paese &#8211; si legge nelle dichiarazioni di Najm, riprese dall’agenzia di stampa ufficiale marocchina <em>Map</em> &#8211; Le discussioni hanno portato a importanti <strong>compromessi</strong> che includono la definizione di standard chiari volti a sradicare la corruzione, lo sperpero di fondi pubblici e porre fine alla divisione istituzionale&#8221;. Nei prossimi giorni, viene sussurrato negli ambienti diplomatici, potrebbero esserci ulteriori e più importanti novità, volte a passare dai primi compromessi di cui ha parlato il delegato del Consiglio di Stato a veri e propri accordi.</p>
<h2>Annunciato uno scambio di prigionieri</h2>
<p>Nel frattempo alcuni media libici hanno riferito di uno scambio di prigionieri tra il<strong> Libyan National Army</strong> di Haftar e il <strong>Gna</strong>, ossia l&#8217;insieme delle milizie a sostegno del premier Fayez Al Sarraj. Un gesto deciso prima dell&#8217;inizio dei colloqui in corso in Marocco, ma che testimonierebbe comunque un clima più disteso sul campo rispetto ad alcune settimane fa. In particolare, secondo il sito <em>Al Saa 24</em>, lunedì 7 settembre dieci prigionieri dell&#8217;esercito di Haftar sarebbero stati liberati, in cambio del rientro a casa di almeno tre membri misuratini del Gna nelle mani del Libyan National Army. La testata <em>The Libya Observer</em> invece, ritenuta vicina al governo di Tripoli, ha parlato di uno scambio alla pari: otto membri dell&#8217;Lna e altrettanti del Gna già dallo scorso lunedì sarebbero stati liberati a seguito di un fitto colloquio tra le parti iniziato già poco dopo la metà di agosto. La liberazione dei prigionieri sarebbe avvenuta peraltro in un luogo non casuale, ossia nel territorio di <strong>Qaryat Bishr</strong>, ad est di <strong>Sirte</strong> e dunque lì dove dalla scorsa estate si parla sempre più incessantemente della possibile istituzione di una zona cuscinetto demilitarizzata.</p>
<p>Al fianco però delle notizie che spingono a parlare di distensione, si registrano anche novità di segno opposto. Nelle scorse ore ad esempio, il portavoce del Gna, <strong>Muhammad Qununu</strong>, ha pubblicamente lanciato una denuncia nei confronti dell&#8217;esercito di Haftar, reo di aver violato in almeno cinque occasioni il cessate il fuoco. Il tutto sarebbe avvenuto al culmine di manovre militari che, come riportato da <em>AgenziaNova</em>, avrebbe coinvolto almeno ottanta veicoli del Libyan National Army spostati e fatti convergere verso la base di <strong>Al Jufra</strong>, a sud di Sirte. Circostanza questa non confermata dal quartier generale di Haftar, tuttavia le accuse lanciate da Qununu testimoniano la fragilità dell&#8217;attuale equilibrio e la delicatezza della situazione.</p>
<h2>Continuano i colloqui in Marocco</h2>
<p>Intanto l&#8217;azione diplomatica in corso a Bouznika prosegue sotto la spinta delle Nazioni Unite e del governo marocchino. Quest&#8217;ultimo vuole implementare il proprio ruolo all&#8217;interno del dossier libico, sulla scia di quanto già fatto nel 2015 in occasione degli accordi di Skhirat. Da Rabat non sono filtrate indiscrezioni circa possibili imminenti accordi tra le parti invitate sulle sponde nordafricane dell&#8217;Atlantico, i rappresentanti della diplomazia marocchina però sono in questi giorni a lavoro per provare a raggiungere quanto prima l&#8217;obiettivo. A confermarlo è stato anche l&#8217;Alto Rappresentante per la politica estera dell&#8217;Ue, <strong>Josep Borrell</strong>: &#8220;Accogliamo con favore l&#8217;iniziativa marocchina che riunisce i membri dell&#8217;Alto Consiglio di Stato e della Camera dei rappresentanti libica a Bouznika &#8211;<a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/1152/libia-dialogo-politico-in-marocco-le-parti-annunciano-importanti-compromessi"> si legge in un tweet del numero uno della diplomazia comunitaria</a> &#8211; Questo è un contributo tempestivo agli sforzi in corso guidati dall&#8217;Onu. L&#8217;impegno di entrambe le delegazioni per una soluzione pacifica al conflitto in Libia è incoraggiante&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-compromessi-e-scambio-di-prigionieri-prove-di-dialogo-in-libia.html">Tra &#8220;compromessi&#8221; e scambio di prigionieri: prove di dialogo in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La famiglia Gheddafi potrebbe tornare al potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-famiglia-gheddafi-potrebbe-tornare-al-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2020 14:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Muammar-Gheddafi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Muammar Gheddafi (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Muammar-Gheddafi.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Muammar-Gheddafi-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Muammar-Gheddafi-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Muammar-Gheddafi-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Nell&#8217;intricato groviglio di milizie e tribù che dominano il caos libico, il nome della famiglia Gheddafi è tornato prepotentemente in auge nelle ultime settimane. In vista delle elezioni fissate per marzo 2021 si vocifera, infatti, di una presunta corsa per la leadership di Saif al Islam Gheddafi, secondogenito del Rais. La rottura con Haftar Haftar &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-famiglia-gheddafi-potrebbe-tornare-al-potere.html">[...]</a></p>
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<h2>La rottura con Haftar</h2>
<p>Haftar era riuscito, seppur indirettamente, a compattare l’universo tribale libico: un effetto non voluto dell’ “invasione” turca che aveva portato i vari gruppi, eternamente in lotta tra loro, a scegliere la guida del feldmaresciallo già verso la fine del 2018. Fino a pochi giorni fa, quando la <strong>tribù Qadhafa</strong> ha ritirato il proprio sostegno all&#8217;autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale. La notizia ha circolato poco, soprattutto sui media arabi, eccezion fatta per il sito egiziano <a href="https://112.international/profiles/outlet-1445.html"><em>Sasapost</em></a>, il primo ad essersi dedicato, con un lungo approfondimento, alla vicenda. Il sito (bloccato in Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti perché considerato affiliato alla Fratellanza musulmana) riferisce di una “spaccatura innescata dagli arresti di massa dei membri della tribù, dagli attacchi contro le loro case e da altri atti di violenza di cui sono stati vittime”.</p>
<p>Il <em>casus belli</em> sarebbe scoppiato lo scorso 20 agosto, in occasione dell’anniversario della caduta della <em>Jamahiriya</em>, in seguito ai tentativi dei figli dell’ex dittatore di organizzare celebrazioni in tutta la nazione, ed in particolar modo a <strong>Sirte</strong>, roccaforte dei Qadhafa, città simbolo dell’epopea di <strong>Mu&#8217;ammar Gheddafi</strong>. A riferire delle manifestazioni anche il quotidiano <a href="http://alwasat.ly/news/libya/292937"><em>Al-Wasat</em></a>, che racconta di forti moti di protesta anche a Bani Walid e Ghat nel sud-ovest. In piazza i manifestanti sono scesi armati di vecchie foto del Colonnello e dei suoi figli Saif al-Islam, al-Mu’tasim e Khamis, sventolando bandiere verdi e chiedendo la discesa in campo di Saif.</p>
<p>Sirte non è solo la roccaforte della famiglia Gheddafi, ma la linea rossa del fronte del conflitto congelato tra il Gna e le milizie di Haftar. Così, di fronte al dilagare degli arresti, i manifestanti e la popolazione locale hanno minacciato di bloccare la strada che collega Sirte alla Libia meridionale, diffidando il comandante della Brigata Tariq Bin Zayed dall’avvicinarsi alla città. Il consiglio tribale, inoltre, ha invitato tutti a lasciare immediatamente i ranghi delle forze armate del generale libico.</p>
<h2>Chi è Saif, l’erede di Muammar Gheddafi</h2>
<p>Nei circoli politici internazionali che contano, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-libia-ed-i-risvolti-futuri-da-non-sottovalutare-il-ritorno-di-saif-gheddafi.html"><strong>Saif non è uno sconosciuto per nessuno</strong></a>. Fin dai tempi del regime del padre si impose come principale interlocutore della stampa estera: poliglotta, cosmopolita, studi nelle Università più prestigiose del mondo, è passato per essere il volto giovane e <em>à la page</em> della Libia contemporanea. Considerato l&#8217;erede politico del Colonnello, durante la guerra civile e i bombardamenti della Nato si trasformò nel portavoce ufficiale del governo.</p>
<p>Braccato dai nemici giurati del padre in patria e all&#8217;estero, si è trasformato in simbolo di resistenza finendo sotto protezione delle <strong>milizie di Zintan</strong> dove, almeno dal 2017, progetta il suo ritorno sulla scena internazionale, certo di poter contare su importanti appoggi: in Gran Bretagna, ad esempio, ma anche in Russia, dove pare siano stati accertati alcuni suoi passaggi proprio in quel di Mosca. Saif, dunque, sembrerebbe essere il personaggio maggiormente attrezzato per condurre la Libia fuori dall’<em>impasse, </em>con il <em>placet</em> di numerosi circoli nazionali, galvanizzati dal suo cognome, e internazionali.</p>
<p>Sulle tracce di Saif c’è innanzitutto la <strong>Corte Penale Internazionale</strong>, soprattutto dopo che il 10 marzo la Corte d&#8217;appello della Cpi ha respinto il ricorso dei suoi legali, ribadendo che debba comparire all&#8217;Aia per rispondere di <strong>crimini contro l’umanità</strong>. Sono in molti a chiedere la testa dell’ex delfino libico: negli scorsi mesi, secondo quanto riportato da <em>Agenzia Nova</em>, sono circolate voci di numerosi tentativi da parte dei servizi segreti turchi e del governo di Tripoli di assassinare, o quantomeno catturare Saif. Le stesse milizie di Zintan, città in cui ha trovato rifugio, hanno rivelato di essere a conoscenza di piani per catturare e assassinare il figlio di Gheddafi da parte dell’intelligence turca. Per questa ragione Saif sarebbe posto sotto una stretta sorveglianza da parte dei suoi uomini, in un posto che solo poche persone conoscono, poiché oltre che ad una garanzia politica, potrebbe trasformarsi in un “ricco bottino” qualora dovessero mutare i venti di guerra.</p>
<h2>Chi vuole Saif al potere (e chi no)</h2>
<p>La figura di Saif colpisce per la sua capacità di interpretare figure diverse al momento giusto. Passando abilmente dalla mimetica alla grisaglia, dagli abiti beduini allo smoking, lancia messaggi precisi sapendo di colpire nel segno. Conserva lo spirito tribale che fece la fortuna del padre per corteggiare i clan, si presenta come portavoce navigato di una Libia scomparsa presso le eminenze grigie del mondo, aizza i miliziani fedeli ai Qadhafa nel nome del padre, e, adesso, si mostra (anzi, non si mostra) come l’eroe della resistenza libica.</p>
<p>Le sue scelte adesso mettono in difficoltà Haftar, che mantiene fragili alleanze nell’est del Paese, mentre il campo avversario è diviso tra il governo di Tripoli da una parte, la coalizione legata ad Aguila Saleh dall’altra e, adesso, i Qadhafa. Il grande timore di Haftar è l’avvicinamento tra queste due ultime fazioni. Ma quello che il generale teme di più sono <strong>le risorse finanziarie di Saif e famiglia</strong>, ancora così ingenti da poter comprare silenzi, consensi e lealtà.</p>
<p>Se l’intelligence turca vede in Saif un nemico da eliminare, anche l’Arabia Saudita e altri stati del Golfo non appoggiano questo ritorno al passato: vecchie acredini con la Libia e l’attuale appoggio ad Haftar sono la ragione principale che muove i suoi detrattori. Un ruolo inedito potrebbe ricoprirlo l’Egitto nei prossimi mesi, attraverso un’ipotetica mediazione con sauditi ed emiratini nel panorama di un Medio Oriente in cui i rapporti di forza stanno cambiando rapidamente.</p>
<p>Certo è che, l’ascesa di Saif, farebbe molto comodo a numerose burocrazie occidentali (e non solo). Al netto della sua complicità con il regime paterno, diversi grandi Paesi insistono sul ritiro delle accuse a suo carico presso la Corte penale. Viene considerato, infatti, un male minore, l’unico esponente politico libico in grado di mettere d’accordo l’estero e i libici stessi, riproponendo il redivivo mito della <em>Jamahiriya</em>, togliendo le castagne dal fuoco alle burocrazie occidentali impantanate, pronte a turarsi il naso.</p>
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