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	<title>Economia e Finanza Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 16:27:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Economia e Finanza Archives - InsideOver</title>
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		<title>Mps, la resa dei conti premia Lovaglio: clamoroso ribaltone, in frantumi la coalizione che ha scalato Mediobanca</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/mps-la-resa-dei-conti-premia-lovaglio-clamoroso-ribaltone-in-frantumi-la-coalizione-che-ha-scalato-mediobanca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 16:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mediobanca]]></category>
		<category><![CDATA[Monte dei Paschi di Siena (Mps)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-600x406.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Luigi Lovaglio si riprende Monte dei Paschi di Siena in un esito clamoroso del voto in assemblea dei soci: il fondo Delfin, alleato di Francesco Gaetano Caltagirone nella scalata condotta da Mps a Mediobanca nel 2025, volta le spalle al costruttore romano e premia la lista di Plt, società della famiglia Tortora, che ricandidava l&#8217;amministratore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/mps-la-resa-dei-conti-premia-lovaglio-clamoroso-ribaltone-in-frantumi-la-coalizione-che-ha-scalato-mediobanca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415182702912_720b55aa631749d6f1c66968f8863909-600x406.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Luigi Lovaglio si riprende Monte dei Paschi di Siena</strong> in un esito clamoroso del voto in <strong>assemblea dei soci: il fondo Delfin,</strong> alleato di <strong>Francesco Gaetano Caltagirone</strong> nella scalata condotta da Mps a <strong>Mediobanca</strong> nel 2025, volta le spalle al costruttore romano e premia la lista di Plt, società della famiglia Tortora, che <strong>ricandidava l&#8217;amministratore delegato</strong> nominato il 22 febbraio 2022, protagonista della conquista di Piazzetta Cuccia, non ricandidato dal consiglio d&#8217;amministrazione a febbraio di quest&#8217;anno per un nuovo mandato, sospeso il 25 marzo e licenziato per giusta causa il 7 aprile dalla carica di <strong>direttore generale</strong>. </p>



<p>Una riscossa fragorosa: il 17,5% di Delfin è decisivo per portare appena sotto il 50% la lista di Plt e sorpassare quella del cda uscente, che indicava l&#8217;ex Ceo di <strong>Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo</strong> come successore del banchiere classe 1955 su cui pendeva, a detta dei critici, il rischio legato all&#8217;inchiesta per presunte manipolazioni del mercato nell&#8217;affare Mediobanca. <strong>Caltagirone, indagato assieme al presidente di Delfin Francesco Milleri</strong> e a Lovaglio, nel filone milanese che tocca il presunto coordinamento occulto tra Mps e i due soci forti subentrati al Tesoro come primi detentori di capitale a Rocca Salimbeni, aveva spinto per il cambio della guardia a Siena. Lovaglio aveva presentato un piano industriale prevedente l&#8217;acquisto del capitale rimasto flottante di Mediobanca, il delisting e l&#8217;integrazione delle attività sinergiche poco prima dell&#8217;annuncio della mancata ricandidatura ma avrà ora un secondo tempo per <strong>poter guidare Mps</strong> con un assetto di controllo modificato. </p>



<p>A fianco di Plt si è schierata, oltre a Delfin, anche <strong>Banco Bpm, forte della nuova solida partecipazione francese di Credit Agricole</strong> al suo interno. Ma soprattutto, va sottolineato come per Caltagirone si sia trattato di un nuovo smacco in una battaglia che ha visto <strong>il capitalismo a trazione italiana confrontarsi con i fondi internazionali</strong>. Delfin è sì di costituzione italiana nel management, ma gli eredi di Leonardo Del Vecchio controllano <strong>EssilorLuxottica, potentato industriale italo-francese</strong>, e non sono limitati al territorio nazionale. </p>



<p>Dopo aver fatto intendere nei giorni scorsi che si sarebbero posizionati su una neutralità sostanziale, hanno poi appoggiato Lovaglio e Plt che,<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/15/monte-paschi-assemblea-controllo/8355406/"> ricorda <em>Il Fatto Quotidiano</em></a> &#8220;lo ha ricandidato dopo essere riuscita a mettere insieme in poco tempo una compagine di qualità riscuotendo un discreto e interessante seguito, come quello del gestore del fondo sovrano norvegese <strong>Norges</strong> e del potente fondo Usa <strong>Blackrock</strong> che hanno annunciato il loro voto alla lista&#8221;. <strong>Milleri non ha ripetuto l&#8217;errore degli anni scorsi, quando nel 2022 e nel 2023 Philippe Donnet e Alberto Nagel</strong>, allora Ceo di Generali e Mediobanca, vissero in assembela dei soci contro l&#8217;asse Delfin-Caltagirone puntando sull&#8217;alleanza coi fondi internazionali. Francia, Usa, Norvegia: importanti capitali internazionali sostengono la nuova Mps in cui spicca l&#8217;astensione del Tesoro, che rimane azionista. Un voto di fiducia al nuovo tempo di Lovaglio e all&#8217;endorsement internazionale sul <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-mps-scarica-lovaglio-e-prova-ad-aprire-una-nuova-fase.html" type="post" id="507945">progetto di fusione tra Mps e Mediobanca:</a> <strong>ora la sfida sarà quella di concretizzare senza scossoni tale progetto</strong>. Ma il redde rationem che ha spaccato la coalizione degli scalatori di Piazzetta Cuccia non resterà sicuramente privo di strascichi. E chi, forse, tira un sospiro di sollievo è proprio Donnet, Ceo di Generali, contro cui sarà difficile ipotizzare nel 2026 un attacco concentrico tra i nuovi padroni di Mediobanca, primo socio del Leone di Trieste, e i dioscuri Delfin-Caltagiorne, la cui alleanza va in frantumi a Siena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/mps-la-resa-dei-conti-premia-lovaglio-clamoroso-ribaltone-in-frantumi-la-coalizione-che-ha-scalato-mediobanca.html">Mps, la resa dei conti premia Lovaglio: clamoroso ribaltone, in frantumi la coalizione che ha scalato Mediobanca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Anthropic punta al sorpasso su OpenAI nella sfida decisiva per il mondo IA</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/anthropic-punta-al-sorpasso-su-openai-nella-sfida-decisiva-per-il-mondo-ia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1161" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1024x619.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1536x929.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-600x363.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anthropic punta al sorpasso su OpenAI nella sfida decisiva per il mondo IA. Le prospettive del mercato si evolvono.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1161" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1024x619.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1536x929.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-600x363.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partita per l&#8217;<strong>applicazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale nei grandi sistemi produttivi</strong>, dall&#8217;industria ai servizi passando per il mercato privato, sta vedendo <strong>Anthropic mettere la freccia su OpenAI. Trainato da Claude,</strong> il sistema di IA del gruppo di <strong>Dario Amodei</strong>, Anthropic è in rimonta sull&#8217;azienda-madre di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/son-altman-lalleanza-tra-finanza-e-ia-per-spingere-stargate.html" type="post" id="455567">ChatGpt fondata da <strong>Sam Altman</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il duello tra Anthropic e OpenAI</h2>



<p>OpenAI sembrava, fino allo scorso anno, la regina delle aziende emerse dal 2022-2023 in avanti sul fronte dell&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale generativa</strong>. Su più fronti, però, dopo il varo di quel <strong>Progetto Stargate</strong> sostenuto dall&#8217;amministrazione di Donald Trump e con il contributo di Oracle e SoftBank, che avrebbe dovuto mobilitare <strong>500 miliardi di dollari per moltiplicarne la potenza di calcolo,</strong> l&#8217;azienda di Altman è stata sfidata apertamente. <strong>Alphabet, con Google Gemini,</strong> ha presentato nuove funzionalità in termini di potenza di calcolo,<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html" type="post" id="495176"> ha provato a costruire una filiera IA integrata con software e hardware</a> e ha finanziato gli investimenti in conto capitale con gli ottimi <strong>risultati dell&#8217;attività ordinaria. Tra i nuovi attori, Anthropic</strong> ha goduto del successo tecnico di <strong>Claude per lanciare la sua via all&#8217;IA</strong>. E i risultati sono stati eccellenti.</p>



<p>Per fare un esempio, da febbraio a marzo negli Usa lo scaricamento di Claude da parte degli utenti è aumentato del 229%, ben sopra il ritmo di crescita della cinese DeepSeek (20%), di Google Gemini (14%) e di ChatGpt, salita del 5%. Anthropic, che a febbraio e marzo ha avuto un vero e proprio braccio di ferro con l&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump per divergenze sulla volontà di applicare gli algoritmi di IA al settore della Difesa ed è stata dichiarata azienda non sicura nella catena del valore del <em>procurement,</em> è stata <strong>valorizzata da molti utenti per un posizionamento ritenuto più bilanciato</strong> rispetto al potere ma, parimenti, ha potuto godere dei ritrovati dell&#8217;applicazione militare dell&#8217;IA nel contesto della guerra all&#8217;Iran, ove il Project Maven continua a sfruttare le tecnologie integrate dall&#8217;azienda di Amodei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volo di Anthropic</h2>



<p>I dati economici sorridono ad Amodei: <strong>&#8220;L&#8217;azienda ha dichiarato questa settimana di aver raggiunto un fatturato annualizzato di 30 miliardi di dollari, rispetto ai 9 miliardi di dollari di fine 2025&#8221;,</strong> <a href="https://www.ft.com/content/abb93a6f-9060-4095-8045-84b97d394a4c?syn-25a6b1a6=1">nota il Financial Times,</a> che ricorda come ciò &#8220;dimostra che la sua strategia di rivolgersi inizialmente a sviluppatori di software e altri professionisti prima di espandersi a un pubblico più ampio sta dando i suoi frutti&#8221;. In un anno, da aprile 2025, la quota di OpenAI nel mercato Usa dei prodotti di IA utilizzati nativamente calcolata dal FT (escludendo, dunque, le applicazioni IA integrate in altre funzionalità, come quella degli ecosistemi Google) è passata dal 32 al 35,2%. Claude è volata dal 7,9% al 30,6%. Questo, su scala globale, mostra l&#8217;emergere di un&#8217;importante competizione che non deve, certamente, sottovalutare il peso del &#8220;<strong>momento ChatGpt</strong>&#8220;, uno dei più interessanti fenomeni della storia tecnologica mondiale.</p>



<p>Nel novembre 2025 <a href="https://medium.com/@PankajVNT/chatgpt-adoption-overtakes-internet-growth-in-record-time-abdf69780ca3">l&#8217;analista Pankaj Thakur</a> sottolineò come ChatGpt in soli due anni avesse raggiunto 800 milioni di utenti, un boom esponenziale oltre sei volte più veloce di quello conosciuto dall&#8217;intero Internet dopo la diffusione del World Wide Web nel 1993, che impiegò ben 13 anni a raggiungere lo stesso pubblico. <a href="https://epoch.ai/gradient-updates/after-the-chatgpt-moment-measuring-ais-adoption">EpochAI ricorda, però,</a> che &#8220;ad aprile 2025, solo <br><a href="https://www.theinformation.com/articles/chatgpt-subscribers-nearly-tripled-to-15-5-million-in-2024">circa il 5% degli utenti aveva un abbonamento a pagamento a ChatGPT</a> , quindi il restante 95% circa utilizzava principalmente modelli gratuiti come 4o o 4.1-mini. Questi modelli gratuiti <a href="https://epoch.ai/data/ai-benchmarking-dashboard">sono generalmente ben lontani dallo stato dell&#8217;arte</a> , o nei casi in cui vengono forniti i modelli migliori, l&#8217;utilizzo gratuito è in genere fortemente limitato&#8221;. Dunque <strong>l&#8217;opportunità per i rivali di Altman si è sostanziata nella diffusione a livello di mercato</strong> delle tecnologie. OpenAI ha venduto il sogno e presentato lo spartiacque, ora la sfida è sulla scalabilità industriale. E Amodei e Anthropic sembrano capaci di piazzare l&#8217;allungo decisivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lancio di Claude Mythos Preview</h2>



<p>Ha fatto molto discutere negli scorsi giorni l&#8217;introduzione di Claude Mythos Preview, nuovo sistema di IA di Anthropic rilasciato a pochi clienti selezionati e ritenuto potenzialmente capaci di trovare vulnerabilità profonde in interi pacchetti di codice, anche mai manifestatisi in errori (Zero-day) e che ha portato anche il Tesoro Usa a confrontarsi con le banche che l&#8217;hanno provato per capire eventuali ripercussioni securitarie. <strong>La fattispecie critica è legata al fatto che Mythos</strong> avrebbe elaborato autonomamente la sua capacità di risolvere questi problemi: &#8220;che queste capacità non sono state introdotte deliberatamente nel modello attraverso un&nbsp;<a href="https://www.ictsecuritymagazine.com/notizie/ai-offensiva-cybercrime/">addestramento specifico sulla sicurezza informatica</a>&#8220;, ma &#8220;si tratta, invece, di capacità emerse come conseguenza indiretta dei progressi generali nelle abilità di&nbsp;<em>coding</em>, ragionamento e autonomia del modello&#8221;,<a href="https://www.ictsecuritymagazine.com/notizie/anthropic-project-glasswing/"> nota Ict Security Magazine.</a> </p>



<p>A tal proposito Amodei e i suoi hanno annunciato il Project Glasswing, che riunisce Amazon Web Services, Anthropic, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorganChase, la Linux Foundation, Microsoft, NVIDIA e Palo Alto Networks per applicare Mythos Preview così da poter governare al meglio la gestione dei software tramite il controllo delle vulnerabilità scoperte dal nuovo modello. <strong>L&#8217;ambizione di Glasswing è enorme, <a href="https://www.anthropic.com/glasswing">e la pagina di presentazione ne spiega tutto il peso</a> sistemico. </strong>Sicuramente c&#8217;è anche molta carica mediatica e sentimento di aspettativa in un contesto che vede Anthropic <strong>duellare proprio con OpenAI per la sfida decisiva</strong><a href="https://www.ft.com/content/04ac7917-940b-4606-be5f-9eb895a7d982?syn-25a6b1a6=1"><strong> su quale sarà la prima compagnia del settore</strong> a programmare concretamente lo sbarco a Wall Street.</a> Ma ormai vediamo che la partita si è spostata: da quale sia il modello di linguaggio più performante a quale sia quello concretamente più capace di produrre cambiamenti a livello di sistema tecnologico ed economia dei servizi. L&#8217;IA sta diventando pienamente integrata nell&#8217;economia e vincerà la corsa chi saprà metterla pienamente al servizio di cambiamenti trasformativi. Ed è qui che Amodei mira a staccare Altman.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La crisi energetica e le risposte di Usa e Cina: dinamismo di mercato contro stabilità sociale</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-crisi-energetica-e-le-risposte-di-usa-e-cina-dinamismo-di-mercato-contro-stabilita-sociale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 23:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo shock petrolifero mette in luce due filosofie opposte: da un lato la difesa del mercato, dall'altro quella della stabilità sociale.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-crisi-energetica-e-le-risposte-di-usa-e-cina-dinamismo-di-mercato-contro-stabilita-sociale.html">La crisi energetica e le risposte di Usa e Cina: dinamismo di mercato contro stabilità sociale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La primavera del 2026 si è aperta, come noto, con uno dei momenti più delicati per il mercato energetico globale degli ultimi anni. L’escalation militare che coinvolge Stati, Israele e Iran, insieme agli avversari regionali <strong>ha colpito direttamente infrastrutture petrolifere critiche nel Golfo Persico</strong>, mettendo sotto pressione le rotte di approvvigionamento e riportando al centro dell’attenzione lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, attraverso cui transita una quota fondamentale del petrolio mondiale. <a href="https://24plus.ilsole24ore.com/art/sul-gas-e-allarme-rosso-qatar-fino-5-anni-riparare-ras-laffan-AIO0P21B">Gli attacchi a impianti e terminali in Qatar</a> ed Emirati Arabi Uniti, uniti ai timori di blocchi logistici, hanno causato interruzioni produttive, forti oscillazioni dei prezzi e un aumento generalizzato dell’incertezza. Di fronte a questo stesso shock, Cina e Stati Uniti stanno reagendo in modo profondamente diverso. Le notizie che arrivano da ExxonMobil, da un lato, e dalle raffinerie indipendenti cinesi, dall’altro, offrono una lente privilegiata per osservare non solo come funziona il mercato del petrolio, ma anche cosa rivelano queste risposte sulla redditività economica e sulla sostenibilità sociale dei due modelli.</p>



<p>Negli Stati Uniti, lo shock si manifesta attraverso i conti di una grande multinazionale privata. <strong>ExxonMobil ha annunciato che <a href="https://www.bitget.com/it/news/detail/12560605351459">nel primo trimestre del 2026 registrerà perdite molto rilevanti</a>. </strong>Una parte significativa deriva dai cosiddetti contratti di copertura, o hedging, cioè strumenti finanziari usati per “assicurarsi” contro le oscillazioni dei prezzi. In pratica, l’azienda aveva fissato in anticipo il prezzo di vendita di parte del petrolio e del gas e quando i prezzi di mercato sono saliti rapidamente, questi contratti hanno generato perdite contabili, che normalmente vengono compensate da maggiori guadagni sulla vendita fisica del prodotto. Il problema, questa volta, è che <strong>agli effetti finanziari si sono sovrapposte interruzioni reali della produzione. </strong>Gli attacchi nell’area del Golfo <a href="https://www.businesstimes.com.sg/companies-markets/exxon-sees-6-its-worldwide-q1-output-shut-middle-east-conflict">hanno ridotto l’output globale di Exxon di circa il 6%,</a> rendendo impossibile la consegna di volumi che erano stati “coperti” finanziariamente. Il risultato è stato un effetto di tempistica molto negativo: le perdite sui derivati si sono materializzate subito, mentre i profitti fisici che avrebbero dovuto compensarle arriveranno solo più avanti. A questo si sono aggiunti costi diretti legati alla fermata degli impianti e perdite nel trading, per un totale di diversi miliardi di dollari.</p>



<p>Eppure, il messaggio lanciato dal management di Exxon è stato relativamente rassicurante. Queste perdite vengono presentate come temporanee e reversibili e anzi, è la stessa azienda a sottolineare che l’aumento dei prezzi di petrolio e gas potrebbe rafforzare sensibilmente gli utili della divisione di esplorazione e produzione nei trimestri successivi. Il modello statunitense, rappresentato attraverso il caso di Exxon, è quindi piuttosto chiaro: l’azienda assorbe lo shock nel breve periodo, lo comunica al mercato, e scommette sulla propria capacità di recuperare redditività nel tempo. <strong>Lo Stato resta sullo sfondo e non impone livelli produttivi, non compensa direttamente le perdite, non ridefinisce le priorità industriali.</strong> Il mercato, e la fiducia degli investitori, sono l’arbitro finale. <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-usa-con-la-guerra-record-di-esportazioni-verso-lasia.html">Come ha scritto anche Andrea Muratore su questa testata</a>, la guerra ha in effetti permesso alle major petrolifere americane di registrare record di esportazioni verso l’Asia, rimasta improvvisamente senza una parte rilevante delle forniture dal Golfo Persico. <strong>Gli Stati Uniti stanno quindi cercando di sfruttare la loro produzione record e le infrastrutture di export per riallineare i flussi energetici globali, </strong>replicando quanto già avvenuto con il gas verso l’Europa dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Tuttavia, questa strategia non ha solo dei costi immediati per alcune aziende, come nel caso di Exxon, ma ha anche costi interni rilevanti: aumento dei prezzi domestici, tensioni sull’opinione pubblica e riduzione delle riserve strategiche, con possibili ripercussioni politiche interne in vista delle scadenze elettorali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia della Cina</h2>



<p>In Cina, la reazione segue una logica quasi opposta. Anche qui il problema nasce dallo stesso punto con la crisi nel Golfo Persico che rende più difficile e costoso approvvigionarsi di petrolio. Ma invece di lasciare che siano i prezzi e la redditività aziendale a guidare le scelte, il governo interviene direttamente. <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-04-08/china-allows-teapot-refiners-more-crude-to-cope-with-iran-crunch">Pechino ha infatti concesso quote aggiuntive di importazione di greggio alle raffinerie indipendenti</a>, le cosiddette <em>teapot refiners,</em> che da sole rappresentano circa un quinto della capacità di raffinazione del Paese con un obiettivo esplicito: garantire che la produzione di carburanti resti ai livelli del 2025, anche a costo di perdite operative. Queste raffinerie, già schiacciate da margini negativi che arrivano a quasi 21 dollari di perdita per barile, sono state di fatto obbligate a continuare a produrre. In cambio delle nuove quote, devono mantenere elevata l’utilizzazione degli impianti nonostante le continue turbolenze sul mercato petrolifero a causa dell’ostruzione dello Stretto di Hormuz. <strong>Per sopravvivere, quindi, hanno iniziato a cercare greggio più economico ma politicamente sensibile, come quello proveniente da Iran, Russia e Venezuela,</strong> incappando spesso in problemi burocratici e restrizioni nella vendita. Il messaggio di fondo, però, è inequivocabile in quanto risulta evidente che <strong>in Cina la redditività delle singole aziende è secondaria rispetto alla sicurezza energetica nazionale.</strong> Mettendo fianco a fianco queste due storie, emergono differenze profonde.</p>



<p><strong>Negli Stati Uniti, lo shock petrolifero è trattato come un rischio economico da gestire all’interno del sistema di mercato,</strong> anche quando produce perdite significative. L’azienda resta responsabile dei propri risultati, e la sostenibilità del modello si misura in termini di capacità di recuperare valore nel medio periodo. <strong>In Cina, lo stesso shock diventa una questione di stabilità sociale e politica: </strong>lo Stato interviene per garantire carburante sufficiente e prezzi relativamente stabili, trasferendo il costo della crisi sulle imprese. Questo confronto può aiutare a dare delle indicazioni (non esaustive e volutamente generali) sulla sostenibilità dei due modelli. Il modello statunitense tende, infatti, a essere più efficiente dal punto di vista della redditività nel lungo periodo, ma espone aziende e lavoratori a forti oscillazioni nel breve termine. Quello cinese sacrifica l’efficienza economica immediata per ridurre i rischi sistemici: meno probabilità di scarsità o shock sui consumatori, ma aziende che operano cronicamente in perdita e dipendono dal sostegno politico.</p>



<p>In conclusione, lo stesso shock petrolifero mette in luce due filosofie opposte. Da un lato, un sistema che accetta il dolore economico temporaneo in nome del mercato e della futura redditività, dall’altro, un sistema che subordinata il profitto alla sicurezza e alla stabilità sociale. <strong>Nessuno dei due modelli è privo di costi.</strong> Ma insieme mostrano come, dietro a una crisi energetica globale, si giochi anche una partita molto più ampia sul tipo di equilibrio che ogni Paese sceglie tra economia, politica e società.</p>
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		<title>Fmi e Banca Mondiale, i conti con l&#8217;economia in crisi del mondo in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/fmi-e-banca-mondiale-i-conti-con-leconomia-in-crisi-del-mondo-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica, l'inflazione globale d la sfiducia verso gli Stati Uniti. Fondo monetario e Banca mondiale alle prese con la crisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fmi-e-banca-mondiale-i-conti-con-leconomia-in-crisi-del-mondo-in-guerra.html">Fmi e Banca Mondiale, i conti con l&#8217;economia in crisi del mondo in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il <strong>mondo è in guerra</strong>, una guerra che in molti teatri è, purtroppo, fisica e violenta e in generale si sta sdoganando come competizione totale <strong>economico-finanziaria</strong>. Lo confermano le dinamiche dell&#8217;attuale <strong>Terza guerra del Golfo,</strong> sospesa per il cessate il fuoco tra Usa e Iran dell&#8217;8 aprile ma che difficilmente si potrà definire conclusa fintanto che proseguiranno la sostanziale interdizione dello Stretto di Hormuz, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-trump-alza-la-posta-blocco-navale-a-hormuz.html" type="post" id="513023">nascente blocco navale americano</a>, la disruption energetica, gli effetti inflattivi globali del conflitto. </p>



<p>A Washington, questa settimana, <strong>il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e i ministri dell&#8217;Economia e delle Finanze del G20</strong> porteranno avanti delle intense riunioni che intersecheranno le tradizionali sessioni primaverili per aggiornare l&#8217;outlook dell&#8217;economia globale. Si tratterà di confronti importanti per capire l&#8217;entità dei problemi frutto della <strong>crisi energetica</strong>, dell&#8217;impatto dell&#8217;<strong>inflazione globale</strong> e della sommatoria tra le nuove problematiche e i precedenti venti di confronto commerciale, tariffe e controlli all&#8217;export che avevano reso competitiva la globalizzazione.</p>



<p>Il <em>Financial Times</em> ha raccolto le visioni degli addetti ai lavori sottolineando che &#8220;anche se l&#8217;attuale cessate il fuoco dovesse reggere, i danni economici causati dal conflitto probabilmente persisteranno&#8221;, ricordando che &#8220;gli scenari di escalation continuano a rappresentare rischi significativi che potrebbero portare a una recessione globale&#8221;, principalmente &#8220;a causa dei danni alle infrastrutture, delle interruzioni delle forniture, <strong>della perdita di fiducia</strong> e di altre conseguenze&#8221; che quantomeno eroderanno le previsioni di crescita per il 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfiducia verso gli Stati Uniti</h2>



<p>Il Fmi fissava <a href="https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/01/19/world-economic-outlook-update-january-2026">al 3,3% per il 2026 e al 3,2% per il 2027</a> la crescita cumulata del Pil globale a inizio anno. Questa quota rischia di essere rivista al ribasso, mentre <strong>i decisori mondiali dovranno pesare almeno tre problematiche: gli approvvigionamenti energetici,</strong> gli impatti logistici e commerciali dei <strong>rincari globali,</strong> le ripercussioni finanziarie che hanno posto <strong>precocemente </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/iran-linflazione-e-globale-limpatto-economico-della-guerra-si-fa-sentire.html" type="post" id="510812"><strong>fine al progetto di tagli massicci dei tassi</strong> da parte delle banche centrali</a>. Tutto questo mentre nel mondo <strong>quote di spese discrezionali rischiano di essere drenate dai bilanci delle grandi potenze</strong> per progetti che vanno dal sostegno contro la crisi energetica al riarmo condizionando le traiettorie di crescita dei maggiori attori. </p>



<p>A ciò si aggiunge il tema geoeconomico dell&#8217;ascesa di strumenti di pagamenti <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/dollar-may-be-down-its-still-top">rivali</a> del dollaro e, soprattutto, della crescente <strong>sfiducia mondiale nei confronti degli Stati Uniti</strong> che si sta sostanziando nella ricerca di alternative agli Usa su più versanti. Gli alleati di Washington si muovono per diversificare le forniture militari, &#8220;Sell America&#8221; è diventato il mantra in certe pieghe del mercato, partnership e accordi commerciali sono spinti da attori come Unione Europea, India, Mercosur, Australia, Canada. La trasformazione degli Usa in attore destabilizzatore dell&#8217;ordine mondiale terremota anche l&#8217;economia, e sul piano commerciale non abbiamo ancora visto pienamente sdoganata la risposta di <strong>Donald Trump</strong> alla ridefinizione della sua politica commerciale da parte della Corte Suprema. Le riunioni di questa settimana serviranno a capire se esiste una convergenza globale sulla gestione dei problemi economici internazionali e se tale convergenza potrà portare a evitare ulteriori fattori di competizione. La situazione è delicata per tutti. Aggravarla non gioverebbe all&#8217;economia mondiale.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fmi-e-banca-mondiale-i-conti-con-leconomia-in-crisi-del-mondo-in-guerra.html">Fmi e Banca Mondiale, i conti con l&#8217;economia in crisi del mondo in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Colpo grosso alla Banca di Francia: 129 tonnellate d&#8217;oro via dagli Usa per la sovranità economica </title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/colpo-grosso-alla-banca-di-francia-129-tonnellate-doro-via-dagli-usa-per-la-sovranita-economica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 05:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Oro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=513028</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220307164646260_2979dfe0d8c427ec2e307f70c7954c9e-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parigi vende tutti i suoi lingotti dalla Fed e ne compra altri di nuova raffinazione per averne il controllo sul suo territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/colpo-grosso-alla-banca-di-francia-129-tonnellate-doro-via-dagli-usa-per-la-sovranita-economica.html">Colpo grosso alla Banca di Francia: 129 tonnellate d&#8217;oro via dagli Usa per la sovranità economica </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>“Nulla è cambiato attraverso i secoli. Chi detiene l’oro detiene il potere”. Questa celebre massima coniata da Alessandro Morandotti, celebre autore di aforismi, spiega <a href="https://it.insideover.com/economia/oro-e-cripto-sfidano-i-bond-usa-e-i-dollari-come-riserve-demergenza-per-le-banche-centrali.html">il ritrovato interesse di molti attori finanziari per il pregiato metallo</a>. La <strong>Banca di Francia</strong> ha venduto tutto l’oro di sua proprietà custodito presso i caveau della <strong>Federal Reserve di New York</strong> e, al contempo, ne ha acquistate altrettanto di primissima qualità che sarà conservato all&#8217;ombra della Torre Eiffel. Sebbene tale comportamento abbia apparentemente un valore squisitamente finanziario, in realtà è densa di significato politico e niente esclude che altre banche nazionali possano emulare quanto fatto oltralpe. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Vendo oro usato per lingotti nuovi di pacca&nbsp;</h2>



<p>L’operazione è avvenuta tra l’estate del 2025 e l’inizio del 2026 e ha avuto come stella polare la <strong>riorganizzazione delle riserve auree in un’ottica di massimizzazione dei risparmi</strong>. Entrando nei dettagli più specifici, l’istituto francese ha venduto 129 tonnellate di lingotti anziché trasferirli da oltreoceano e farli approdare sulle coste del Vecchio Continente. L’ente bancario ha dunque preferito sostituire il 5% del suo capitale con delle tonnellate conformi ai nuovi standard aurei vigenti, risparmiando sui costi di trasporto di oro considerato ormai obsoleto. </p>



<p>Il dato saliente sono gli incassi ottenuti dalla banca nell’operazione di vendita. Il prezzo dell’oro negli ultimi tempi è cresciuto a dismisura e l’istituto transalpino, cedendo i suoi lingotti, ha guadagnato una <strong>plusvalenza</strong> (costo di vendita superiore al costo di acquisto iniziale)  dal valore di 13 miliardi di euro. I frutti di questa operazione hanno permesso alla Banca di Francia di chiudere con un utile di 8 miliardi il 2025 dopo che l’anno prima aveva chiuso con una perdita di più di 7 miliardi. Da Parigi fanno sapere che circa 134 tonnellate devono essere oggetto di standardizzazione tecnica per adeguarsi ai <em>benchmark </em>internazionali  entro il 2028. Al di là degli obiettivi pluriennali, oggi come oggi la Francia custodisce tutte le sue riserve auree all’interno del territorio nazionale, potendo far leva sul <strong>senso di rassicurazione psicologica instillabile negli investitori stranieri dal controllo diretto del metallo prezioso</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I riverberi politici</h2>



<p>Il governatore della Banca di Francia, <strong>François Villeroy de Galhau, </strong>ha dichiarato che la vendita di vecchi lingotti e l’acquisto di nuovi non ha una valenza politica. Ricordando, però, il proverbio “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, si potrebbe pensare che forse qualche considerazione politica ci sia di mezzo. Con i<a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-nessun-accordo-a-islamabad-ma-ghalibaf-e-vance-si-stringono-la-mano.html"> venti di guerra</a> che soffiano in più parti del mondo e <a href="https://it.insideover.com/economia/de-dollarizzazione-e-multipolarismo-le-nuove-dinamiche-delleconomia-internazionale.html">il processo di de-dollarizzazione</a> negli scambi commerciali, si va manifestando una <strong>crescente mancanza di fiducia nella stabilità del sistema finanziario internazionale.</strong> In un clima sempre più incerto, il mantenimento all’estero di asset preziosi come l’oro può essere rischioso e non è da escludere che altri Paesi possano seguire le orme dei francesi. La Germania detiene circa 3.350 tonnellate di metallo nobile <strong>di cui il 37% è custodito nei caveau della Federal Reserve</strong>, mentre l’Italia ne custodisce 2.451 tonnellate di cui <strong>il 41% a New York.</strong> </p>



<p>Il presidente dell’Associazione dei Contribuenti Europei, <a href="https://timeskuwait.com/calls-grow-in-berlin-rome-to-bring-back-gold-from-us-over-geopolitical-risks/">Michael Jaeger</a>,  ha sollecitato entrambi i Paesi a ritirare i loro lingotti da oltreoceano in quanto la <strong>Federal Reserve non potrebbe più essere un’entità del tutto indipendente e soggetta a pressioni politiche da parte dell’amministrazione Trump</strong>. Tuttavia, alcuni osservatori come il tedesco Bert Flossbach hanno sottolineato che un ritiro improvviso e non concordato dalla banca centrale statunitense rischierebbe di acuire le tensioni tra le due sponde dell&#8217;Atlantico.</p>



<p>Indubbiamente, le crisi che stanno segnando il nostro tempo hanno messo a nudo le fragilità di una <em>governance </em>globale eccessivamente integrata a livello sovranazionale e con maglie del controllo troppo larghe per i Governi nazionali. Quanto fatto dalla Banca di Francia induce a una riflessione: quando la tempesta infuria, è bene riappropriarsi degli spazi di sovranità ceduta per non dipendere da altri.</p>



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		<title>Michael Burry attacca Palantir, il titolo crolla e Trump arriva in soccorso</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/michael-burry-attacca-palantir-il-titolo-crolla-e-trump-arriva-in-soccorso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250606113532173_07a2498b24447c66e22019f48e41419d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Michael Burry torna a sfidare Palantir e il titolo del colosso del data mining e dell'applicazione dell'IA crolla finché non arriva in sostegno nientemeno che Donald Trump.</p>
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<p><strong>Michael Burry</strong> torna a sfidare <strong>Palantir e il titolo del colosso del data mining e dell&#8217;applicazione dell&#8217;IA crolla</strong> finché non arriva in sostegno nientemeno che <strong>Donald Trump</strong> con un endorsement esplicito al colosso fondato, tra gli altri, da Peter Thiel e guidato dal manager-guerriero, occidentalista e pro-Trump <strong>Alex Karp</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Burry a Palantir, Karp e Trump</h2>



<p>Il finanziere titolare del portale <em>Cassandra Unchained</em>, divenuto famoso per aver anticipato i trend che avrebbero portato alla Grande Recessione del 2007-2008 e reso celebre dal film <em>La grande scommessa</em>, ha messo l&#8217;azione Palantir nel mirino rivelando nella giornata di giovedì di aver assunto una posizione &#8220;short&#8221; sul titolo dell&#8217;azienda centrale nel Project Maven, il programma di IA militare del Pentagono, recentemente usato per sostenere <strong>le forze armate Usa nelle missioni in Venezuela (3 gennaio) e, soprattutto, contro l&#8217;Iran</strong> nella Terza guerra del Golfo.</p>



<p>Il titolo Palantir scambiava a 133 dollari ad azione mercoledì. Giovedì Burry ha dichiarato e venerdì ribadito <a href="https://michaeljburry.substack.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un post su Substack</a> che manteneva <strong>due scommesse per opzioni &#8220;put&#8221; che impegnano a vendere una data azione a un dato prezzo in una precisa scadenza</strong>. Le date segnate sono il 19 dicembre 2026, in cui scade un&#8217;opzione con cui Burry si impegna a vendere azioni Palantir a 100 dollari e il 17 giugno 2027, entro cui si ripropone di farlo per un&#8217;altra tranche a 50 dollari. La scommessa è che in entrambi i casi il valore reale del titolo ad azione sia inferiore. </p>



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<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg" alt="" class="wp-image-501655" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-768x325.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1536x651.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-600x254.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784.jpg 1851w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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</blockquote>



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<h2 class="wp-block-heading">Trump in soccorso del colosso del data mining</h2>



<p>Le parole di Burry hanno suscitato un <strong>terremoto sul mercato. Palantir ha perso il 18% tra giovedì e le prime ore di venerdì</strong> prima che Trump arrivasse al soccorso scrivendo su Truth che Palantir ha &#8220;grandi capacità belliche&#8221; e aggiungendo ironicamente: &#8220;Chiedetelo ai nostri nemici&#8221;. I software di Palantir pare siano stati decisivi per la raccolta informativa che ha condotto a molti raid di Usa e Israele contro l&#8217;Iran, ivi <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ai-in-guerra-da-claude-a-palantir-liran-come-primo-teatro-della-rivoluzione-militare.html" type="post" id="507775">compreso l&#8217;attacco in cui il 28 febbraio è stato ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei.</a></strong> Alla prova dei fatti, però, nemmeno la supremazia tecnologica ha permesso agli Usa di vincere sul campo la guerra e lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Ma l&#8217;esperienza accumulata ha portato a una strutturazione crescente del rapporto tra Palantir e il Pentagono. L&#8217;azione dell&#8217;azienda di Thiel e Karp ha recuperato il 5% dalle 16 ora italiana fino a fine seduta,<strong> registrando però una perdita settimanale cumulata dell&#8217;11%.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="861" height="661" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PALANTIR.jpeg" alt="" class="wp-image-512890" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PALANTIR.jpeg 861w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PALANTIR-300x230.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PALANTIR-768x590.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/PALANTIR-600x461.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 861px) 100vw, 861px" /></figure>



<p>Burry contesta, <em>in nuce</em>, la narrazione di Palantir di essere un&#8217;eccezione tra le aziende capaci di integrare dati da più fonti e fornire <strong>dashboard operative per accelerare la gestione delle informazioni processate tramite IA</strong>. Non ne contesta il successo attuale (il settore commerciale privato ha aumentato i ricavi del 137% nell&#8217;ultimo anno e gli appalti governativi del 66%) ma sottolinea che Palantir potrà essere sostituita da altre aziende nel suo <em>core business</em>, a partire dalla rampante Anthropic di Dario Amodei. <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/michael-burry-allattacco-di-palantir-la-grande-scommessa-contro-alex-karp.html">A febbraio Burry aveva precisato</a></strong> che a suo avviso Palantir non &#8220;fa&#8221; intelligenza artificiale, ma usa l&#8217;intelligenza artificiale per <strong>fornire servizi di consulenza e il suo è un successo commerciale prima ancora che tecnologico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Palantir alla prova di Burry e della realtà</h2>



<p>Non c&#8217;è dubbio che Palantir abbia saputo comunicare positivamente un prodotto di punta nel suo settore. La presenza di Thiel tra i finanziatori ha contribuito da anni (lo scrivevamo già nel 2019) a creare un&#8217;immagine positiva di Palantir nel mondo conservatore, gli apparati di sicurezza in cerca di tecnologie sovrane capaci di mantenere Washington davanti alla Cina hanno adottato l&#8217;azienda di Karp, le <strong>applicazioni militari hanno fatto il resto</strong>. </p>



<p>La spinta di Karp all&#8217;utilizzo della tecnologia come strumento di dominio e rilancio dell&#8217;Occidente, spesso ribadita dal Ceo, ha fatto il resto. &#8220;Karp ha inoltre difeso con fermezza il lavoro svolto da Palantir per le agenzie governative statunitensi, sostenendo che l&#8217;azienda ha contribuito a difendere i confini dell&#8217;America&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/8ab0fc62-b6ec-4b31-a8d7-cb076c9b0fb4?syn-25a6b1a6=1">nota il Financial Times,</a> che sottolinea che Palantir &#8220;ha firmato diversi nuovi accordi multimiliardari, anche con il<strong> Dipartimento per la Sicurezza Interna e l&#8217;Immigration and Customs Enforcement, </strong>che sta attuando la controversa politica di repressione dell&#8217;immigrazione voluta dall&#8217;amministrazione&#8221;. Per Burry, tutto questo non rende Palantir insostituibile. E la sua &#8220;grande scommessa&#8221; del 2026 è contro l&#8217;idea dell&#8217;integrazione crescente tra l&#8217;azienda e il sistema di sicurezza nazionale americana. Dunque contro la via trumpiana al nuovo complesso militare-industriale-tecnologico. </p>



<p><strong>Neanche Palantir</strong>, del resto, ha fatto sì che venisse riaperto lo<a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-in-cripto-per-passare-hormuz-la-guerra-economica-delliran-continua.html" type="post" id="512620"> Stretto di Hormuz <em>manu militari</em>,</a> alla fine dei conti. E sulla scia della fine dell&#8217;hype bellico, Burry si è mosso. Ora il braccio di ferro interno al mercato vedrà la Cassandra per eccellenza sfidare non solo Palantir ma anche Trump, molto propenso a sostenere apertamente il contesto industriale-finanziario che ritiene più vicino a sé.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/michael-burry-attacca-palantir-il-titolo-crolla-e-trump-arriva-in-soccorso.html">Michael Burry attacca Palantir, il titolo crolla e Trump arriva in soccorso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Egitto, Etiopia e Sudan alla guerra del Nilo: la sfida per la sovranità sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/egitto-etiopia-e-sudan-alla-guerra-del-nilo-la-sfida-per-la-sovranita-sullacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Grand Ethiopian Renaissance Dam, la diga sul Nilo, è operativa. Ora la disputa tra i tre Paesi è su come gestirla. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per oltre un decennio, la disputa sulla <strong>Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD)</strong> è stata raccontata come un conflitto sulla sua costruzione. Oggi questa lettura è superata. La diga è una <strong>realtà operativa</strong>, inaugurata e integrata nel sistema del <strong>Nilo orientale</strong>. Il vero terreno di scontro si è spostato: non è più “se” la diga debba esistere, ma <strong>come deve essere gestita</strong>. Le nuove linee di frizione riguardano <strong>regole di rilascio, gestione delle siccità, condivisione dei dati e meccanismi giuridici vincolanti</strong>. In altre parole, la disputa è diventata una questione di <strong>governance idrica e potere regionale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo egiziano: vulnerabilità strutturale e diritto storico</strong></h3>



<p>Per l’Egitto, il dossier resta esistenziale. Il Paese dipende dal <strong>Nilo per circa il 97% delle risorse idriche</strong>, un dato che rende il sistema estremamente fragile. Non è solo una questione di quantità, ma di <strong>prevedibilità dei flussi</strong>. Il Cairo continua a richiamarsi ai trattati del <strong>1929 e 1959</strong>, che garantivano una posizione dominante a valle. Tuttavia, questi accordi sono oggi contestati perché escludevano gli Stati a monte, in primis l’Etiopia. La richiesta egiziana è chiara: un <strong>accordo giuridicamente vincolante</strong> che disciplini la gestione della diga. Senza regole certe, il rischio è che eventi climatici – soprattutto <strong>anni di siccità</strong> – si trasformino in shock sistemici difficilmente gestibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Etiopia: sovranità energetica e leva geopolitica</strong></h3>



<p>Per Addis Abeba, la GERD rappresenta molto più di un’infrastruttura. È un simbolo di <strong>sovranità nazionale</strong>, uno strumento di sviluppo e una leva di <strong>proiezione regionale</strong>. Con una capacità superiore ai <strong>5.000 megawatt</strong>, la diga consente all’Etiopia di raddoppiare la produzione energetica e diventare un esportatore di elettricità. Questo rafforza il principio di <strong>uso equo e ragionevole delle risorse idriche</strong>, in contrapposizione ai diritti storici rivendicati dall’Egitto. Il vero vantaggio strategico, però, è un altro: il <strong>controllo a monte dei flussi</strong>. Anche senza ridurre drasticamente l’acqua disponibile, la capacità di modulare tempi e quantità conferisce ad Addis Abeba una <strong>leva negoziale strutturale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sudan: l’anello fragile del sistema</strong></h3>



<p>Il Sudan occupa una posizione intermedia cruciale ma fragile. Geograficamente è la <strong>cerniera idraulica</strong> tra la diga etiope e il sistema egiziano di <strong>Assuan</strong>. In teoria, Khartoum potrebbe beneficiare della regolazione delle piene e di una maggiore disponibilità energetica. In pratica, però, la sua vulnerabilità è elevata: <strong>instabilità politica, debolezza istituzionale e dipendenza dai dati operativi</strong>. Senza un coordinamento tecnico efficace, il Sudan rischia di essere il primo a subire gli effetti di <strong>rilasci non coordinati</strong>, trasformando ogni anomalia idrologica in una crisi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il vuoto giuridico: tra principi e assenza di regole operative</strong></h3>



<p>Un elemento centrale della disputa è la mancanza di un <strong>regime giuridico moderno e vincolante</strong>. La <strong>Dichiarazione di principi del 2015</strong> ha fissato alcune basi – come il principio di non arrecare danno significativo – ma non ha definito aspetti cruciali: <strong>tempi e modalità di rilascio</strong>; gestione delle <strong>siccità prolungate</strong>; <strong>condivisione dei dati in tempo reale</strong>; meccanismi di risoluzione delle controversie. Nel frattempo, l’entrata in vigore del <strong>Cooperative Framework Agreement (CFA)</strong> nel 2024 ha segnato una svolta politica: il vecchio ordine basato sui diritti storici non è più dominante. Si afferma una logica di <strong>multilateralismo imperfetto</strong>, che però l’Egitto continua a rifiutare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dati, siccità e rischio: la nuova arma geopolitica</strong></h3>



<p>La vera posta in gioco è la gestione del rischio. La GERD non è percepita dall’Egitto come una semplice riduzione dei flussi, ma come un <strong>moltiplicatore di incertezza</strong>. In anni normali, il sistema può reggere. Ma in condizioni estreme – come una sequenza di stagioni secche – la mancanza di coordinamento potrebbe costringere il Cairo a consumare rapidamente le riserve accumulate ad Assuan. In questo contesto, anche i <strong>dati idrologici</strong> diventano una leva strategica: chi controlla le informazioni controlla la previsione; chi controlla la previsione controlla la sicurezza. La trasparenza, quindi, non è tecnica ma <strong>politica</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuovi equilibri regionali e ruolo internazionale</strong></h3>



<p>L’inaugurazione della diga ha già prodotto un effetto irreversibile: ha <strong>spostato il baricentro del potere idrico verso l’Etiopia</strong>. Gli Stati Uniti hanno tentato di riaprire una mediazione, ma il margine è limitato. Addis Abeba teme pressioni sbilanciate, mentre il Cairo punta a <strong>internazionalizzare il conflitto</strong> per compensare la perdita di leva diretta. Nel frattempo, il dossier si intreccia con altre dinamiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>cambiamento climatico</strong></li>



<li>aumento della domanda idrica</li>



<li>competizione regionale per le risorse</li>
</ul>



<p>Il Nilo diventa così un laboratorio della <strong>geopolitica delle risorse nel XXI secolo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una diga che ridefinisce il potere</strong></h3>



<p>La GERD segna il passaggio da una disputa infrastrutturale a una <strong>competizione permanente sulla governance</strong>. Per l’Egitto, la sfida è ridurre una dipendenza strutturale che lo espone a shock. Per l’Etiopia, è consolidare una vittoria materiale senza trasformarla in isolamento diplomatico. Per il Sudan, è sopravvivere come attore tecnico in un sistema sempre più complesso. La vera linea di faglia non è più tra chi vuole o meno la diga, ma tra due modelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sovranità unilaterale delle risorse</strong></li>



<li><strong>gestione condivisa e verificabile</strong></li>
</ul>



<p>Se prevarrà il primo, ogni crisi climatica diventerà una crisi politica. Se emergerà il secondo, il Nilo potrà trasformarsi da fattore di conflitto a <strong>infrastruttura di interdipendenza regionale</strong>.</p>
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		<title>Dal petrodollaro al petroyuan? Perché la guerra in Iran rilancia la valuta cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dal-petrodollaro-al-petroyuan-perche-la-guerra-in-iran-rilancia-la-valuta-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Yuan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Possibili pedaggi iraniani nello Stretto di Hormuz in yuan segnalano una sfida crescente al petrodollaro e l’ascesa del “petroyuan”.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vuoi passare dallo <a href="https://it.insideover.com/guerra/stretto-di-hormuz-la-lezione-iraniana-che-umilia-loccidente.html">Stretto di Hormuz</a>? Si può fare, a patto di pagare un “<strong>pedaggio</strong>” ai <strong>Pasdaran</strong>. L&#8217;ultimo episodio, avvenuto la scorsa settimana, è però indicativo per un aspetto non proprio logistico. Due navi giapponesi hanno attraversato la rotta marittima dopo aver sborsato 2 milioni di dollari. Tokyo non ha specificato quale <strong>valuta </strong>abbia utilizzato, e proprio questo silenzio può essere un segnale emblematico di quanto sta accadendo in Medio Oriente. </p>



<p>Non è infatti da escludere che uno dei principali alleati degli Stati Uniti in materia di Difesa possa aver saldato la commissione richiesta da Teheran in <strong>yuan</strong> anziché in <strong>dollari americani</strong>. Se così fosse – come detto non sono arrivate conferme ufficiali &#8211; significherebbe che persino i partner più vicini a Washington sarebbero arrivati al punto di mettere in discussione i vantaggi di restare fedeli al biglietto verde. </p>



<p>Certo è che, mentre le petroliere iraniane e cinesi continuano a scorrazzare nello <strong>Stretto di Hormuz</strong> come se niente fosse successo, le navi dei Paesi arabi del Golfo restano bloccate, a meno di non cedere alle richieste iraniane di subordinare un accesso più ampio alla rotta marittima al <strong>pagamento del pedaggio</strong> in yuan. Cosa sta succedendo? Lo ha scritto nero su bianco la Deutsche Bank in una nota di ricerca: &#8220;Questo conflitto potrebbe essere il catalizzatore dell&#8217;erosione del predominio del <strong>petrodollaro </strong>e dell&#8217;inizio della nascita del <strong>petroyuan</strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg" alt="" class="wp-image-508476" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-300x152.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-768x388.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1536x777.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-600x303.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero vincitore della guerra in Iran? Lo yuan</h2>



<p>Le conseguenze del <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-annuncia-cessate-il-fuoco-di-due-settimane-con-liran-a-condizione-che-riaprano-subito-lo-stretto-di-hormuz.html">conflitto in Medio Oriente</a> stanno mettendo a dura prova le &#8220;basi del regime del petrodollaro&#8221;, mentre i danni subiti dalle economie del Golfo &#8220;potrebbero incoraggiare una riduzione dei loro risparmi in valuta estera&#8221;, hanno proseguito ancora gli analisti di Deutsche Bank. </p>



<p>Piccola precisazione: la maggior parte del petrolio scambiato a livello globale viene prezzato e fatturato in dollari statunitensi, secondo un sistema che risale al <strong>Patto del petrodollaro</strong> del <strong>1974</strong>. Sulla base di questo accordo, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> si è impegnata a prezzare il petrolio in <a href="https://it.insideover.com/economia/de-dollarizzazione-e-multipolarismo-le-nuove-dinamiche-delleconomia-internazionale.html">dollari americani</a> e a investire le eccedenze in attività, sempre in dollari Usa, in cambio di garanzie. È così che abbiamo avuto la cosiddetta <strong>dollarizzazione delle catene del valore globali</strong>, dato il ruolo centrale del petrolio nella produzione e nei trasporti a livello mondiale. </p>



<p>Attenzione però, perché il petrolio russo e iraniano, soggetto a sanzioni, viene già scambiato in valute diverse dal dollaro, e l&#8217;Arabia Saudita ha sperimentato pagamenti in valute diverse dal dollaro per progetti infrastrutturali. &#8220;Se i Paesi del Golfo si avvicinassero all&#8217;Asia nelle loro relazioni commerciali e di investimento e, di conseguenza, il prezzo del petrolio scendesse in dollari, ciò potrebbe avere <strong>ripercussioni significative</strong> sull&#8217;<strong>utilizzo del dollaro nel commercio globale e nel risparmio</strong>&#8220;, ha concluso Deutsche Bank.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-512557" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Colpire il dollaro</h2>



<p>Se l&#8217;Iran legasse davvero l&#8217;accesso allo Stretto di Hormuz a pagamenti in yuan per il petrolio, considerando che circa il 20% del consumo globale di liquidi petroliferi transita attraverso questa rotta, la mossa potrebbe davvero erodere una parte globale del potere del dollaro. </p>



<p>Non è però da escludere un altro scenario: <strong>il petrolio mediorientale diretto verso l&#8217;Asia prezzato in yuan e quello venduto agli europei e ai partner Usa in dollari.</strong> Dall&#8217;inizio della guerra, l&#8217;Iran ha inviato almeno 11,7 milioni di barili di petrolio greggio in <strong>Cina </strong>attraverso lo Stretto e ogni barile era regolato al di fuori del sistema del dollaro statunitense.</p>



<p>In ogni caso, comunque vada a finire la faccenda di Hormuz, il biglietto verde non è destinato a essere spodestato da un giorno all&#8217;altro da qualche altra valuta. E ancora, altro punto focale da tenere bene in mente, <strong>la Cina mantiene rigidi controlli sui capitali.</strong> Cosa vuol dire? Che un Paese che accumula yuan attraverso la vendita di petrolio non può reinvestire o ridistribuire liberamente tali riserve senza il permesso di Pechino.</p>



<p><em>Last but not least</em>, come ha evidenziato il Fondo Monetario Internazionale, lo yuan cinese rappresenta appena il <strong>2-3% </strong>delle <strong>riserve valutarie globali</strong> &#8211; contro il 56% in dollari statunitensi e il 20% in euro e il <strong>3,2%</strong> dei <strong>pagamenti globali</strong> &#8211; rispetto al 42,6% del dollaro. Il petroyuan ha lanciato il suo guanto di sfida al petrodollaro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-1024x576.jpg" alt="dollaro" class="wp-image-503905" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro.jpg 1129w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Pedaggio in cripto per passare Hormuz: la guerra economica dell&#8217;Iran continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/pedaggio-in-cripto-per-passare-hormuz-la-guerra-economica-delliran-continua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1207" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-1536x966.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-600x377.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedaggio in cripto per passare Hormuz: la guerra economica dell'Iran continua. Un'inedita combinazione di finanza e geopolitica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-in-cripto-per-passare-hormuz-la-guerra-economica-delliran-continua.html">Pedaggio in cripto per passare Hormuz: la guerra economica dell&#8217;Iran continua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;<strong>Iran ha costruito un sistema</strong> resiliente per <strong>doppiare le sanzioni</strong> che hanno a lungo tagliato Teheran fuori dall&#8217;economia globale e, nel pieno del teso cessate il fuoco concordato l&#8217;8 aprile con gli Usa, sta utilizzando un apparato ormai rodato come le <strong>criptovalute per consolidare il suo controllo sullo Stretto di Hormuz</strong>.</p>



<p>La Repubblica Islamica ha fatto pervenire al <em>Financial Times,</em> per bocca di <strong>Hamid Hosseini</strong>, portavoce dell&#8217;Unione degli esportatori iraniani di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, che Teheran chiederà pedaggi in criptovalute per consentire alle imbarcazioni transitanti per la strategica via d&#8217;acqua di prendere il mare aperto verso i mercati globali. Il <strong>Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano</strong> ha stabilito il valore dell&#8217;equivalente di un dollaro per barile di petrolio, presumibilmente per tutti quei Paesi che con l&#8217;Iran non hanno già ottenuto accordi di transito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cripto e sicurezza nazionale</h2>



<p>&#8220;Consentire all&#8217;Iran di continuare a controllare questa cruciale via d&#8217;acqua sarà probabilmente molto sgradito agli Stati del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/02aefac4-ea62-48db-9326-c0da373b11b8?syn-25a6b1a6=1">nota il Ft, che analizza l&#8217;impatto </a>che ciò potrebbe avere anche per produttori Opec+ come Iraq e Kuwait. Parimenti, per la strategia iraniana di <strong>sicurezza nazionale mettere in campo le criptovalute significa sdoganare una visione nota</strong> da tempo ma che può tornare utile mentre Teheran negozia possibili <strong>vie d&#8217;uscita dalle sanzioni</strong> negli imminenti colloqui di Islamabad. L&#8217;Iran mostra, infatti, al mondo il <strong>ruolo che le criptovalute hanno nella sua economia fondata sull&#8217;evasione delle sanzioni internazionali</strong> e che possono utilizzare come strumento di potenza.</p>



<p><a href="https://www.chainalysis.com/blog/iranian-crypto-activity-geopolitical-tensions-2026/">Chainalysis sottolineava a gennaio,</a> nel pieno delle proteste che sconvolgevano il Paese, come l&#8217;economia cripto dell&#8217;Iran valesse <strong>7,78 miliardi di dollari nel 2025, la metà dei quali controllati dal corpo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc).</strong> Le blockchain iraniane aiutano i Pasdaran a doppiare gli effetti dell&#8217;inflazione e del deprezzamento del rial, ridotto a carta straccia, e a incamerare risorse da attività illecite per il sistema globale da cui l&#8217;Iran è tagliato fuori, come la vendita di petrolio e armamenti, e utilizzarle per finanziare spionaggio all&#8217;estero, reclutamenti, <strong>sostegni diretti a gruppi alleati come Hezbollah e Houthi.</strong> Nell&#8217;ultimo decennio l&#8217;Iran è diventata una potenza del mondo cripto e non è da escludere che la fase attuale imponga di rimpinguare pesantemente i wallet, con le fasi di guerra e tensioni geopolitiche associate alla maggiore dinamicità dei portafogli di asset digitalizzati. Ad esempio, Chainalysis riporta picchi di utilizzo durante la guerra dei dodici giorni nel giugno 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra asimmetrica delle cripto iraniane</h2>



<p>Da tempo anche gli Usa hanno nel mirino<a href="https://www.trmlabs.com/resources/blog/new-drones-old-tactics-how-iran-uses-crypto-to-fund-conflict-and-evade-sanctions">Nobitex, il più grande exchange cripto iraniano</a>, e il Tesoro americano ha colpito gli apparati legati al programma di emissione di un&#8217;unità valutaria digitalizzata da parte della Banca centrale di Teheran per l&#8217;uso della finanza tokenizzata per evadere le sanzioni. L&#8217;Iran cerca ora un maxi-emendamento di questa pratica. Si può supporre che l&#8217;Iran mantenga wallet in Paesi amici o alleati (Russia e non solo), direttamente o indirettamente riconducibili alle istituzioni della Repubblica Islamica e dei Pasdaran e che oggigiorno chiedere un pagamento in cripto possa essere visto come un&#8217;alternativa più praticabile dell&#8217;uso, ad esempio,<strong> dello yuan-remnibi per partner degli Usa e di Israele come i Paesi europei,</strong> a cui il pagamento in asset come <a href="https://www.euronews.com/business/2026/03/27/is-iran-using-cryptocurrencies-to-circumvent-sanctions">i bitcoin permetterebbe di non incorrere nell&#8217;ira di Washington.</a></p>



<p>Chiaramente, questo creerebbe dei problemi per la <strong>ripartenza dei traffici e la richiesta di criptovalute è anche un deterrente economico</strong> per spingere il sistema produttivo a far sì che Washington accetti una soluzione costruttiva del conflitto. <strong>A suo modo, inoltre, la richiesta del pedaggio in criptovalute</strong> mostra un&#8217;estensione finanziaria della <a href="https://it.insideover.com/guerra/con-il-blocco-di-hormuz-liran-impone-anche-un-nuovo-ordine-giuridico-parla-luca-picotti.html" type="post" id="511406">sostanziale dichiarazione di sovranità dell&#8217;Iran su Hormuz, commentato su queste colonne da Luca Picotti</a>, che crea un precedente impronosticabile nelle leggi del mare e dei commerci. <strong>Un Paese strangolato da sanzioni pressanti</strong> che lo escludono dal mercato globale prova a governare una rotta decisiva per questo stesso mercato sul fronte energetico, utilizzando la leva geografica e militare da un lato e una zona grigia finanziaria come strumento di esazione dall&#8217;altra. <strong>La guerra economica asimmetrica dell&#8217;Iran</strong> continua ed è oggi una leva negoziale. A Islamabad se ne dovrà, necessariamente, tenere conto.</p>
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		<title>Nella tempesta globale dell&#8217;Iran, la Cina batte gli altri mercati. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nella-tempesta-globale-delliran-la-cina-batte-gli-altri-mercati-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:58:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1151" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-1024x614.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-1536x921.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-600x360.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> i mercati cinesi hanno mostrato una tenuta relativa sorprendente e, in alcune fasi, una sovraperformance rispetto ai listini internazionali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1151" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-1024x614.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-1536x921.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-1-600x360.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2026, le prime notizie sull’<em>escalation</em> militare in Iran iniziano a diffondersi, la reazione dei mercati finanziari globali sembra seguire un copione ben noto tra Borse in calo, volatilità in aumento, prezzi dell’energia in impennata e investitori alla ricerca disperata di ripari sicuri. Eppure, mentre gran parte dei mercati mondiali arretrava sotto il peso dello shock geopolitico, <strong>la Cina è parzialmente riuscita a “tenere”.</strong> Perché proprio la Cina, il più grande importatore globale di petrolio, e una delle economie più esposte alle rotte energetiche mediorientali, non viene travolta dalla tempesta finanziaria scatenata dalla guerra?</p>



<p>Questa apparente contraddizione rende cruciale analizzare la performance relativa dei mercati finanziari cinesi nel contesto del conflitto iraniano. Non si tratta solo di capire come si muovano gli indici di Shanghai o i rendimenti dei titoli di Stato, ma di cogliere un segnale più profondo, e cioè <strong>come gli investitori internazionali stanno riposizionando il rischio geopolitico globale e quale ruolo attribuiscono oggi a Pechino </strong>nell’architettura finanziaria mondiale. I dati di azioni, obbligazioni e valuta suggeriscono che, almeno nelle prime fasi del conflitto, i mercati non stiano leggendo la Cina come una vittima passiva dello shock, bensì come un sistema relativamente più stabile rispetto ad altre economie avanzate ed emergenti. Capire se questa resilienza sia solo temporanea o l’inizio di un cambiamento più strutturale è il vero punto focale di questa analisi, che potrebbe però diventare più chiaro solo tra alcuni mesi. </p>



<p>Per il momento, possiamo osservare che nelle prime settimane di conflitto <strong>i mercati azionari globali hanno mostrato un’elevata volatilità.</strong> In Europa, negli Stati Uniti e in buona parte dell’Asia, gli indici hanno subito forti correzioni, spinte dall’impennata dei prezzi energetici (ricordiamo che il Brent viaggia a giorni alterni sopra i 100/110 dollari al barile) e dal timore di un ritorno dell’inflazione, elemento che rende più difficili i tagli dei tassi da parte delle banche centrali. In questo contesto, il seguente grafico Bloomberg che confronta la performance dell’indice di Shanghai e dello Shenzhen CSI 300 con l’MSCI All Country World Index racconta una storia diversa:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="693" height="391" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CINA.jpg" alt="" class="wp-image-512403" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CINA.jpg 693w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CINA-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CINA-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CINA-600x339.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La tenuta (sorprendente) dei mercati cinesi</h2>



<p>Mentre infatti l’indice globale accumulava perdite significative, <strong>i mercati cinesi hanno mostrato una tenuta relativa sorprendente</strong>, con flessioni assai più contenute e, in alcune fasi, persino una sovraperformance rispetto ai listini internazionali. La performance dell’indice di Shanghai segnala almeno tre elementi chiave. <strong>In primo luogo, gli investitori sembrano distinguere tra Cina e resto dell’Asia</strong>: mentre economie come Giappone, Corea del Sud e India vengono penalizzate per l’elevata dipendenza energetica dal Medio Oriente, la Cina beneficia della percezione di avere strumenti di mitigazione più solidi, come ampie riserve strategiche di petrolio, una maggiore integrazione con fornitori alternativi come la Russia e una crescita strutturale delle energie rinnovabili. <strong>In secondo luogo, il mercato azionario cinese partiva da valutazioni depresse</strong>: prima dello scoppio della guerra, le azioni cinesi trattavano con uno sconto di circa il 20% rispetto all’MSCI World, rendendo meno violente le vendite forzate in una fase di <em>risk-off</em> globale. Infine, il grafico suggerisce che una parte degli operatori stia sperimentando (più che sposando in modo strutturale) l’idea della Cina come parziale “porto relativo” nei momenti di stress, una dinamica ancora fragile ma non trascurabile.</p>



<p>La stessa narrazione emerge in modo ancora più chiaro osservando il mercato obbligazionario. La seguente immagine, pubblicata dal Financial Times su dati LSEG, mostra l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato decennali dalle prime giornate di marzo 2026:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="464" height="464" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2.png" alt="" class="wp-image-512404" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2.png 464w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/cina-2-100x100.png 100w" sizes="auto, (max-width: 464px) 100vw, 464px" /></figure>



<p>In quasi tutte le grandi<a href="https://it.insideover.com/economia/iran-linflazione-e-globale-limpatto-economico-della-guerra-si-fa-sentire.html" type="post" id="510812">economie avanzate, come Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Giappone, i rendimenti sono saliti in modo evidente</a>. Per il lettore non specialista, è utile ricordare che un aumento dei rendimenti indica un calo dei prezzi dei bond poichè gli investitori chiedono un interesse più alto per compensare il rischio di inflazione e di instabilità macroeconomica. <strong>La linea cinese, invece, resta quasi piatta.</strong> I rendimenti dei titoli di Stato decennali di Pechino si muovono solo di pochi punti base, segnalando una stabilità notevolmente superiore rispetto al resto del mondo sviluppato. Questa resilienza del mercato dei bond cinesi ha diverse spiegazioni. Da un lato, la Cina proveniva da un contesto di quasi-deflazione, e l’aumento dei prezzi energetici viene visto da alcuni investitori più come una normalizzazione che come una minaccia inflazionistica immediata. Dall’altro, il mercato obbligazionario cinese resta in larga parte domestico e meno esposto a movimenti speculativi internazionali, riducendo le vendite di panico osservate in Europa e negli Stati Uniti. Il risultato è un messaggio chiaro dei mercati finanziari: mentre il conflitto in Iran innalza il costo del debito pubblico in molte economie avanzate, la Cina viene, almeno temporaneamente, esclusa da questa dinamica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza dello Yuan</h2>



<p>Sul piano geopolitico e monetario, un ulteriore elemento rafforza questa lettura. <strong>Nel corso di marzo 2026, l’Iran ha iniziato a richiedere pagamenti in yuan per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz</strong>, di fatto trasformato in una sorta di “casello” controllato dai Guardiani della Rivoluzione. Secondo Bloomberg e altre fonti concordanti, alcune compagnie di navigazione hanno effettivamente pagato i pedaggi in valuta cinese per ottenere il passaggio scortato nello Stretto, una rotta da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Questo fatto, pur non rivoluzionando nel breve periodo il sistema monetario internazionale, segnala <strong>una crescente centralità della Cina come partner economico e finanziario </strong>per i Paesi colpiti o isolati dalle sanzioni occidentali.</p>



<p>È quindi ancora molto presto per dire se la Cina uscirà più forte di prima da un conflitto che colpisce direttamente le sue importazioni energetiche e i suoi progetti infrastrutturali nel Medio Oriente, inclusi quelli legati alla <em>Belt and Road Initiative</em>. Il rischio geopolitico resta elevato e una guerra prolungata potrebbe incidere sulla crescita, sui commerci e sulla stabilità regionale. Tuttavia, i dati finanziari delle prime settimane di marzo-aprile 2026 raccontano che <strong>il mercato, per il momento, non sta punendo la Cina. </strong>Al contrario, azioni, bond e valuta suggeriscono che una parte degli operatori stia testando Pechino come possibile mercato di sbocco nei momenti di turbolenza globale. Non si tratta ancora di una vera alternativa ai tradizionali beni rifugio, ma di un segnale che merita attenzione, perché indica come la geografia della finanza globale possa iniziare a cambiare proprio nei momenti di massima crisi.</p>
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