Ad aprile 2026 gli Stati Uniti hanno visto un boom dell’inflazione ai massimi da tre anni, con l’indice al 3,8% che si è impennato sulla scorta dell’incremento dei prezzi del carburante, driver di un aumento del costo della vita che per trascinamento ha toccato ogni settore. E per il presidente Donald Trump, atteso nei prossimi mesi dalla sfida delle elezioni di metà mandato che segneranno i destini della seconda parte della presidenza fino al 2028, torna lo spettro che già turbò i sonni del Partito Democratico e del predecessore Joe Biden dal 2022 al 2024: i problemi strutturali degli americani col costo della vita e l’incremento dell’inflazione risultano spesso il fattore decisivo per indirizzare politicamente le contese elettorali e gli scenari istituzionali negli Usa.
I cittadini Usa sotto pressione
Lo stesso Trump lo sa bene: fu l’economia il fattore decisivo per la sua vittoria contro Kamala Harris nel 2024, dato che gli statunitensi non perdonarono alla vicepresidente uscente le difficoltà dell’amministrazione di cui faceva parte nel gestire l’impennata dell’inflazione del 2021-2022 e la conseguente stretta della Federal Reserve per raffreddare una corsa ai rincari dettata dal boom di spesa dei cittadini dopo la compressione del Covid-19, dallo shock energetico dettato dalla guerra russo-ucraina e dalla concentrazione dell’inflazione su elementi simbolicamente importanti per le spese dei cittadini.
La focalizzazione, spesso ripresa dai media e della politica, degli americani sul prezzo delle uova, del latte e del gallone di benzina è l’emblema delle contraddizioni di un Paese al cui interno l’economia reale tira, trascinata soprattutto dal boom di spese in conto capitale per l’intelligenza artificiale, ma in cui al contempo i cittadini… non sono macroeconomisti. E, di conseguenza, vivono soprattutto sulla propria pelle i rincari perché toccano quella sostenibilità della vita che è oggigiorno tornata tema politico decisivo. Zohran Mamdani, neo-sindaco di New York, ha parlato di affordability e di gestione del costo della vita nella Grande Mela per l’intera campagna elettorale e ha scalato il Partito Democratico prima e la città poi.
L’inflazione è qui per restare?
A suo modo, in precedenza, il mantra di Trump fondato sul capitalismo nazionalista e sul protezionismo si richiamava in campagna elettorale e nel governo proprio alla volontà di restituire le prerogative economiche e la prosperità ritenuta perduta a una parte importante della popolazione americana. Ora il rischio di un cortocircuito è quantomeno evidente, dato che Trump subisce il contraccolpo di una decisione che politicamente è stata, sostanzialmente, tutta sua: quella di lanciare il 28 febbraio scorso l’attacco all’Iran in combinato disposto con Israele ha prodotto effetti geopolitici a tutto campo, scosse tettoniche sul mondo e effetti controintuitivi negli States, ove le major del petrolio e del gas hanno brindato al boom emerso nell’esportazione energetica mentre la maggior parte della popolazione subisce problemi da inflazione, con l’indice salito nettamente dal 2,4% di febbraio.
Il report “è l’ultimo indicatore di come il conflitto iraniano stia risuonando nella più grande economia mondiale“, nota il Financial Times, sottolineando che il dato è “superiore alle aspettative di Wall Street e segna la prima volta in tre anni che l’inflazione ha superato la crescita dei salari”. E Zero Hedge critica le posizioni delle autorità americane secondo cui i fenomeni sono transitori e destinati a rientrare: “Inflazione e fiducia istituzionale in crollo tendono a muoversi insieme come nuotatori sincronizzati in una demolizione controllata. Più le famiglie si sentono schiacciate, più la narrazione ufficiale insiste che tutto è resiliente, stabile e ben ancorato”, sottolineando che Washington si trova nella seconda ondata di questo tipo in meno di cinque anni. L’ipotesi di un’inflazione arrivata per restare non deve far dormire sonni tranquilli a Trump e ai suoi mentre, nel frattempo, per la prima volta dal 2007 l’America emette un titolo trentennale con rendimento superiore al 5%. Segni di difficoltà che picconano la tenuta dell’affordability americana e temi politici anche per Trump. Alle midterm mancano meno di sei mesi e sull’inflazione i cittadini Usa hanno la memoria lunga…
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