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	<title>Francesco Manta Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 07 May 2019 16:39:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Francesco Manta Archives - InsideOver</title>
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		<title>Diplomazia e soldati all&#8217;estero, la politica italiana nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-soldati-allestero-la-politica-italiana-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 15:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="825" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p>
<p>L&#8217;Italia è un Paese relativamente giovane, soltanto 150 anni fa si sono celebrati i natali di uno Stato unitario, e che ha impiegato ancora altro tempo per rendersi omogeneo. Talvolta, ancora oggi si soffre una sorta di eterogeneità in un sistema-Paese che non si è mai consolidato del tutto, fondando la politica, spesso, su un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-soldati-allestero-la-politica-italiana-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-soldati-allestero-la-politica-italiana-nel-mondo.html">Diplomazia e soldati all&#8217;estero, la politica italiana nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="825" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1450961803-1450961343-afghanistan-3-brigata-aosta-2015-morta-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p><p>L&#8217;<strong>Italia</strong> è un Paese relativamente giovane, soltanto 150 anni fa si sono celebrati i natali di uno Stato unitario, e che ha impiegato ancora altro tempo per rendersi omogeneo. Talvolta, ancora oggi si soffre una sorta di eterogeneità in un sistema-Paese che non si è mai consolidato del tutto, fondando la politica, spesso, su un apparato clientelare fatto di localismo campanilista, a danno di quello che si potrebbe definire interesse nazionale.</p>
<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:92.5%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://create.piktochart.com/embed/27205489-missioni-ita-1" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>
<p>Anche in tale definizione, probabilmente, si potrebbe azzardare una dicotomia di significato, tra quello che è l&#8217;interesse nazionale popolare, quindi sul piano interno, e quello che è l&#8217;interesse nazionale verso l&#8217;esterno, quindi circa il posizionamento dell&#8217;Italia nel contesto internazionale.</p>
<p>A tal proposito, da sempre, governo e diplomazia lavorano al fine di garantire al proprio Paese una &#8220;sopravvivenza&#8221; nella vasca di squali che è l&#8217;arena internazionale. Ciò accade perché, almeno in linea teorica, la Comunità internazionale è anorganica, ovvero non ha una struttura governativa, o un singolo Paese che primeggia sugli altri. Eccezion fatta per i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che in effetti godono di un privilegio in più rispetto ad altri Stati, tutti i Paesi hanno la medesima voce nei consessi internazionali.</p>
<p>La storia e l&#8217;economia hanno poi conferito ad alcuni di questi Stati una posizione privilegiata rispetto ad altri, conferita da un potere economico e militare, il cosiddetto &#8220;hard power&#8221;, che all&#8217;atto pratico dà loro maggiore potere rispetto ad altri.</p>
<p>Il secolare gioco della <strong>diplomazia</strong> e della <strong>politica</strong>, anche in Italia, ha prodotto i suoi effetti, con vocazione ad un interesse nazionale che donasse all&#8217;Italia un ruolo di potenza egemone, sempre bramato, forse raramente conquistato. Dallo Stato unitario ai giorni nostri, l&#8217;altalena di comando e i passaggi di potere hanno determinato anche un destino fatto di alti e bassi, ma che hanno sempre dato all&#8217;Italia una posizione in prima o seconda linea in molti dei principali scenari della politica internazionale.</p>
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<p>Agli albori del XX secolo, l&#8217;Italia era definita la &#8220;sesta ruota&#8221; di un carro trainato da 5 potenze, quelle dell&#8217;Intesa, e quelle della Triplice Alleanza, attori sicuramente più forti sul piano internazionale, in termini militari ed economici. Eppure l&#8217;Italia c&#8217;è sempre stata, nella mai soddisfatta ambizione di grande potenza, accontentandosi del rango di potenza media.</p>
<p>Così è stato nel periodo fascista, nella Guerra fredda, con le mai esaudite mire neoatlantiste, scavalcata dalla Jugoslavia nella questione di Trieste, dalla Turchia per le armi atomiche, osteggiata dalle &#8220;Sette Sorelle&#8221; nella corsa al petrolio di Mattei, con un rigurgito di sovranità nella famosa notte di Sigonella.</p>
<p>Il peso politico dell&#8217;Italia, un Paese alle volte ribelle per il grande establishment politico internazionale, è stato sempre ridotto da logiche troppo grandi per la nostra diplomazia. Eppure, tanti ammirano la grande capacità italiana in tanti settori, anche della vita internazionale, che ci hanno visto vincitori e modello da emulare.</p>
<p>L&#8217;Italia è stata sempre protagonista, da quando è Stato unitario, in tutti i contesti internazionali che l&#8217;hanno vista coinvolta. In maniera positiva o negativa che fosse, ma sempre protagonista. Un po&#8217; a ricalcare quella famosa &#8220;politica del sedere&#8221;, come l&#8217;aveva definita l&#8217;ambasciatore Pietro Quaroni, di accomodarsi su tutte le poltrone che si trovassero libere, a prescindere dal ruolo poi effettivamente rivestito.</p>
<p>L&#8217;Italia fa parte di tutti i trattati e delle organizzazioni internazionali di primo piano, dalle <strong>Nazioni Unite</strong>, alla <strong>Nato</strong>, al <strong>Consiglio d&#8217;Europa</strong>, all&#8217;<strong>Osce</strong>, per finire all&#8217;<strong>Unione europea</strong>, partecipando in maniera attiva a tutte le missioni internazionali finora svolte, talvolta fornendo eccellenti esempi di conduzione, come quella in Libano nel 1982, insieme alla Francia, riconosciuta come uno dei più grandi successi del modello di peacekeeping a livello internazionale.</p>
<p>Tante altre missioni militari hanno visto la piena partecipazione italiana, come quella in <strong>Libia</strong>, in <strong>Somalia</strong>, o in <strong>Niger</strong>. Non è un caso che, con alcuni di questi Paesi, siano stati sempre intrattenuti dei rapporti politici ed economici di rilievo. Un altro grande successo della politica estera italiana è la Russia. Il rapporto privilegiato con Mosca si è sempre esplicato nei decenni, addirittura secoli, nel migliore dei modi, spesso anche in controtendenza rispetto alle esigenze di assetto delle alleanze internazionali di cui l&#8217;Italia è parte, come la Nato o l&#8217;Unione europea.</p>
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<p>L&#8217;aspetto di maggiore rilevanza della politica estera italiana del dopoguerra riguarda principalmente la propria adesione al progetto europeo comune. L&#8217;Italia è Paese firmatario del trattato di Roma della Cee del 1957, che annovera tra i suoi fautori principali personaggi come <strong>De Gasperi</strong>, fervente europeista, fautore di un&#8217;Europa che è oggi troppo diversa da quella che egli immaginava. L&#8217;Italia è restata in prima linea con <strong>Schengen</strong>, poi con <strong>Maastricht</strong>, <strong>Nizza</strong>, <strong>Amsterdam</strong> e <strong>Lisbona</strong>, parte di un consesso internazionale nel quale è stata sempre e comunque contrastata da un blocco continentale franco-tedesco che ha sempre messo in secondo piano gli interessi italiani.</p>
<p>D&#8217;altro canto, spesso, la classe politica italiana a Bruxelles non è stata sempre in grado di promuovere il proprio interesse nazionale nel momento giusto, nel posto giusto. D&#8217;altronde, l&#8217;Italia è stata sempre un po&#8217; una &#8220;Cenerentola d&#8217;Europa&#8221;, come la definì Antonio Varsori in un suo famoso saggio.</p>
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		<item>
		<title>La nuova ferrovia verso Teheran:  la sfida cinese alle sanzioni Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-ferrovia-verso-teheran-la-sfida-cinese-alle-sanzioni-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2018 08:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nella giornata di giovedì 10 maggio, un nuovo treno merci è partito dalla Cina alla volta di Teheran, la capitale iraniana, con a bordo 1150 tonnellate di semi di girasole. La notizia è stata diffusa dall&#8217;agenzia di stampa cinese Xinhua, che non ha fornito dettagli precisi sul percorso della ferrovia, dicendo soltanto che, ad una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-ferrovia-verso-teheran-la-sfida-cinese-alle-sanzioni-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-ferrovia-verso-teheran-la-sfida-cinese-alle-sanzioni-usa.html">La nuova ferrovia verso Teheran:  la sfida cinese alle sanzioni Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511182828_26366009-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nella giornata di giovedì 10 maggio, un nuovo <strong>treno merci</strong> è partito dalla Cina alla volta di Teheran, la capitale iraniana, con a bordo <strong>1150 tonnellate di semi di girasole</strong>. La notizia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.xinhuanet.com/english/2018-05/10/c_137170361.htm">è stata diffusa</a> dall&#8217;agenzia di stampa cinese <em>Xinhua</em>, che non ha fornito dettagli precisi sul percorso della ferrovia, dicendo soltanto che, ad una velocità di circa 500km al giorno, il nuovo treno da <strong>Bayannur</strong>, nella regione mongola autonoma della Cina, arriverà a Teheran in <strong>15 giorni</strong>, dopo aver percorso <strong>8352km</strong>, attraverso il <strong>Turkmenistan</strong> e il <strong>Kazakistan</strong>.</p>
<p>Ciò secondo quanto annunciato, <strong>ridurrà di circa 20 giorni</strong> la durata dei tempi di spedizione, migliorando le vie di trasporto merci tra la Cina e la repubblica islamica, in rotta di collisione con gli Stati Uniti e nuovamente a rischio imposizione delle sanzioni. </p>
<p>Il carico, semi di girasole, non è realmente il pretesto della notizia, che invece vuole sottolineare come, mentre Trump riprende la <strong>strategia della coercizione economica</strong> verso l&#8217;Iran, la Cina approfondisce e cementa i propri rapporti economici con la repubblica degli Ayatollah. </p>

<p>Il lancio di giovedì di un collegamento ferroviario è stata solo l&#8217;ultima misura adottata da Pechino per intensificare le relazioni commerciali con l&#8217;Iran e sembra che non ci siano piani fino ad ora per cedere alle richieste degli Stati Uniti. Mercoledì, il portavoce del ministero degli Esteri cinese <strong>Geng Shuang</strong> ha affermato che l&#8217;Iran e la Cina &#8220;manterranno normali legami e scambi economici&#8221;.</p>
<p>&#8220;Continueremo con la nostra cooperazione pratica, normale e trasparente con l&#8217;Iran, sulla base della <strong>non violazione dei nostri obblighi internazionali</strong>&#8220;, ha affermato. La Cina affronta lo stesso problema che gli alleati degli Stati Uniti in Europa stanno attualmente affrontando: anche se i governi europei si oppongono a nuove sanzioni contro l&#8217;Iran, le compagnie europee dovrebbero rispettare queste regole o <strong>rischiare multe severe dagli Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Trump, infatti, oltre al ritiro unilaterale dall&#8217;accordo sul nucleare, ha optato per l&#8217;imposizione di <strong>nuove misure sanzionatorie</strong>, e sta cercando di distogliere una serie di compagnie dal proseguire i propri investimenti in Iran. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/decine-miliardi-fumo-trump-cancella-laccordo-liran/">Come già si era detto su questa testata</a>, alti sarebbero i costi di dismissione degli investimenti se le compagnie dei più svariati settori si trovassero<strong> obbligate a sospendere i propri affari</strong> in Iran.</p>

<p>Prime tra tutte, i due colossi dell&#8217;aerospaziale, <strong>Boeing</strong> ed <strong>Airbus</strong>che, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.wsj.com/articles/boeing-airbus-to-lose-billions-in-orders-from-trumps-iran-sanctions-1525877490">secondo</a> il Wall Street Journal, rischiano <strong>perdite per oltre 40 miliardi</strong> di dollari, se dovessero annullare le proprie commesse nel Paese, che prevedevano la fornitura di oltre <strong>200 jet da trasporto passeggeri</strong> ordinati da tre compagnie aeree nel Paese, che dunque potrebbero ripiegare sul modello<strong> SSJ-100</strong> della <strong>Sukhoi</strong>, una joint-venture italo-russa. </p>
<p>Alla domanda se la Cina avrebbe ordinato alle sue compagnie di ritirarsi dall&#8217;Iran per evitare le sanzioni statunitensi, il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che <strong>Pechino potrebbe sfidare l&#8217;amministrazione Trump</strong>. &#8220;Voglio sottolineare che il governo cinese è <strong>contrario all&#8217;imposizione di sanzioni</strong> unilaterali e della cosiddetta giurisdizione <em>a braccio lungo</em> da parte di qualsiasi Paese in conformità con le sue leggi nazionali&#8221;, ha affermato.</p>
<p>La Cina è riuscita in qualche misura a <strong>eludere le sanzioni statunitensi</strong> in passato e potrebbe essere in grado di fare lo stesso di nuovo questa volta. Alcuni analisti hanno addirittura suggerito che le entità cinesi potrebbero <strong>fungere da intermediari per le società europee</strong> che vogliono continuare a negoziare con l&#8217;Iran ma temono di violare le sanzioni statunitensi. Le compagnie cinesi, ha sottolineato, sono anche più disposte a eludere le sanzioni statunitensi, anche in mezzo a crescenti pressioni da parte di Washington.</p>

<p>Le <a href="https://www.washingtonpost.com/news/world/wp/2018/05/11/chinas-new-train-line-to-iran-sends-message-to-trump-well-keep-trading-anyway/?utm_term=.2493994ff5ea">esportazioni iraniane verso l&#8217;Unione europea</a> sono <strong>aumentate del 375%</strong> tra il 2015 e il 2016 e le società europee hanno già investito una quantità significativa di denaro in Iran, aumentando la posta in gioco di qualsiasi decisione che potrebbe comportare il crollo dell&#8217;operazione.</p>
<p>La Cina ha anche interesse a mantenere i suoi legami commerciali con l&#8217;Iran. Teheran <strong>vende di più in Cina</strong> che in qualsiasi altro Paese e ha festeggiato un <strong>aumento del 25% delle esportazioni</strong> lo scorso anno . Anche il valore delle esportazioni cinesi verso l&#8217;Iran è aumentato di <strong>oltre il 20%</strong>. Con l&#8217;Europa che potenzialmente si rivolge al <em>know-how cinese</em> per aggirare le sanzioni statunitensi, gli Stati Uniti potrebbero scoprire che il Paese isolato in questa situazione non è l&#8217;Iran dopo tutto, ma se stesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-ferrovia-verso-teheran-la-sfida-cinese-alle-sanzioni-usa.html">La nuova ferrovia verso Teheran:  la sfida cinese alle sanzioni Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Annunciato il prossimo round di negoziazioni ad Astana sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/annunciato-prossimo-round-negoziazioni-ad-astana-sulla-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2018 08:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Astana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-1024x661.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il nono round dei colloqui di Astana sulla Siria si svolgerà dal 14 al 15 maggio, ha dichiarato mercoledì il ministero degli Esteri del Kazakistan. Secondo una dichiarazione scritta del ministero, i colloqui vedranno la partecipazione dei tre Paesi garanti &#8211; Turchia, Russia e Iran &#8211; e rappresentanti del governo siriano e dei gruppi di opposizione. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/annunciato-prossimo-round-negoziazioni-ad-astana-sulla-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/annunciato-prossimo-round-negoziazioni-ad-astana-sulla-siria.html">Annunciato il prossimo round di negoziazioni ad Astana sulla Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507160635_26328991-1024x661.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>nono round</strong> dei colloqui di <strong>Astana</strong> sulla Siria si svolgerà <strong>dal 14 al 15 maggio</strong>, ha dichiarato mercoledì il ministero degli Esteri del Kazakistan. Secondo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://mfa.gov.kz/ru/content-view/ob-ocerednom-raunde-astaninskogo-processa-po-sirii">una dichiarazione scritta</a> del ministero, i colloqui vedranno la partecipazione dei tre Paesi garanti &#8211; <strong>Turchia</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>Iran</strong> &#8211; e rappresentanti del governo siriano e dei <strong>gruppi di opposizione</strong>. La dichiarazione ha anche detto che i Paesi osservatori, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Giordania</strong>, sono stati invitati alla riunione. </p>
<p>Secondo le informazioni ricevute da parte dei Paesi garanti, durante i colloqui ad Astana, le parti intendono riesaminare la situazione attuale in Siria, anche nei settori di <strong>de-escalation</strong>, per discutere le questioni umanitarie e misure di fiducia, nonché per <strong>coordinare i prossimi passi</strong> per far avanzare il processo di risoluzione di crisi nei Paesi del mondo arabo.</p>
<p>Si prevede di tenere consultazioni bilaterali e multilaterali il 14 maggio e una riunione plenaria è prevista per il 15 maggio. Durante l&#8217;ottavo round di colloqui di pace volti a porre fine al conflitto in Siria il 21-22 dicembre 2017, le delegazioni hanno concordato il <strong>rilascio di detenuti</strong> e la <strong>rimozione delle mine</strong> in siti storici del Paese.</p>

<p>Questo ennesimo incontro farà seguito ad un altro importante summit che si è tenuto il <strong>16 marzo</strong>, sempre nella capitale kazaka, quando i ministri degli Esteri di Turchia, Iran e Russia hanno discusso delle operazioni di <strong>liberazione della Ghouta orientale</strong>, la periferia di Damasco all&#8217;epoca sotto il controllo dei ribelli anti-Assad.</p>
<p>In quell&#8217;occasione, il risultato dell&#8217;incontro sembrò rilasciare degli effetti molto positivi, soprattutto nell&#8217;ottica della potenziale intesa in via di realizzazione tra i tre principali attori esterni che operano in Siria. Un altro importante summit si è tenuto ad <strong>Ankara</strong>, la capitale turca, tra i vertici dei medesimi Paesi, e anche in quell&#8217;occasione le premesse createsi sembravano costituire una <strong>strategia vincente</strong> nel medio periodo. Tuttavia, l&#8217;asse saltò quasi subito, a causa del presunto <strong>attacco chimico</strong> occorso a <strong>Douma</strong> il 7 aprile scorso, che ha rimodulato le necessità politiche specialmente in casa turca, a causa dell&#8217;<strong>appartenenza alla Nato</strong> del Paese. </p>
<p>Le ripetute condanne dell&#8217;Alleanza nei confronti delle presunte violenze dell&#8217;esercito di Assad nei confronti della popolazione civile erano culminate nella decisione di Trump di operare un <strong>attacco aereo preventivo</strong> su alcuni obiettivi sensibili, che Erdogan ha successivamente appoggiato. </p>

<p>I dialoghi tra Russia, Teheran ed Ankara non sono particolarmente facili, nel contesto della crisi siriana, anche e soprattutto per gli interessi messi in gioco dai tre Paesi, e l&#8217;acuirsi dei toni del dibattito e degli scontri tra alcune delle principali potenze della regione. </p>
<p>Quello che maggiormente ha acceso le polemiche è l&#8217;<strong>attrito tra Israele e Iran</strong>, con le accuse mosse da <strong>Netanyahu</strong> alla repubblica islamica di voler <strong>aumentare la propria presenza in Siria</strong> per potersi avvicinare sempre di più ai confini israeliani. In questa vicenda, è proprio lo Stato ebraico il responsabile dell&#8217;escalation dello scontro, dopo che la scorsa settimana, il primo ministro Netanyahu aveva mostrato in una conferenza pubblica tutto il materiale trafugato dal <strong>Mossad</strong>, che provasse la prosecuzione del<strong> programma nucleare iraniano</strong> a scopo militare. </p>
<p>Molti dei tavoli internazionali più importanti, negli ultimi tempi, si sono svolti in Paesi appartenenti alla <strong>sfera di influenza russa</strong>: gli <strong>accordi di Minsk</strong> sull&#8217;Ucraina, ora le negoziazioni sulla Siria nella capitale kazaka, che manifestano dunque la <strong>necessaria presenza russa</strong> nelle principali trattative internazionali. Quella di Astana, rispetto alla precedente consultazione tenuta a <strong>Ginevra</strong>, è risultata decisamente più efficace, anche e soprattutto per la rappresentanza dei Paesi che realmente possono influenzare l&#8217;esito della crisi siriana, con al centro proprio Russia, Iran e Turchia. </p>

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		<title>L&#8217;Ucraina ha espulso due giornaliste accusate di far propaganda per Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lucraina-espulso-due-giornaliste-russe-accusate-propaganda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 14:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920-1024x699.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I servizi di sicurezza nazionale dell&#8217;Ucraina, SBU, ha provveduto all&#8217;arresto e all&#8217;espulsione di due giornaliste, una russa e una kazaka, che si trovavano in Ucraina. In una nota pubblicata direttamente dall&#8217;ufficio stampa del servizio di sicurezza di controspionaggio di Kiev, si legge che le due giornaliste sono state accusate di produrre materiale propagandistico per screditare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lucraina-espulso-due-giornaliste-russe-accusate-propaganda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180426162059_26259920-1024x699.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I servizi di sicurezza nazionale dell&#8217;Ucraina, <strong>SBU</strong>, ha provveduto all&#8217;arresto e all&#8217;<strong>espulsione di due giornaliste</strong>, una russa e una kazaka, che si trovavano in Ucraina. In una <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://ssu.gov.ua/ua/news/1/category/2/view/4733#.Xz1J3FlP.dpbs">nota pubblicata</a> direttamente dall&#8217;ufficio stampa del servizio di sicurezza di controspionaggio di Kiev, si legge che le due giornaliste sono state accusate di <strong>produrre materiale propagandistico</strong> per screditare l&#8217;Ucraina sulla scena internazionale. </p>
<p>Le due giornaliste rispondono ai nomi di <strong>Valentina Solovyova</strong> e <strong>Olga Yurieva</strong>, che lavorano rispettivamente per i canali televisivi russi <em>Pervy Kanal</em> (Primo Canale) e <em>Rossiya</em> (Russia). </p>
<p>&#8220;I servizi di sicurezza hanno documentato il fatto che i propagandisti russi stavano pianificando di utilizzare materiali video preparati da Valentina Solovyova e Olga Yuryeva per <strong>screditare l&#8217;Ucraina</strong> agli occhi del pubblico internazionale e <strong>disinformare la popolazione</strong>&#8220;, ha affermato la SBU ucraina.</p>

<p>&#8220;Considerando che la propaganda russa <strong>danneggia la sicurezza nazionale</strong>, la sovranità, l&#8217;integrità territoriale e il <strong>sistema costituzionale dell&#8217;Ucraina</strong>, la signora Solovyova è stata deportata in Russia e la signora Yurieva in Kazakistan il 9 maggio 2018, a entrambi è stato proibito visitare il nostro Paese <strong>per i prossimi tre anni</strong>&#8220;.</p>
<p>Alcune restrizioni sono state imposte sull&#8217;attività del Primo Canale russo e di Rossiya in Ucraina, in linea con l&#8217;ordine del presidente ucraino n. 133 del 15 maggio 2017, ha dichiarato l&#8217;SBU.</p>
<p>L&#8217;attività dei giornalisti russi e delle stesse testate ucraine che trasmettono contenuti filorussi sono <strong>oggetto di aspro controllo</strong> da parte delle autorità ucraine, più o meno da quando è scoppiata la crisi tra i due Paesi prima alleati. Il consiglio nazionale ucraino per la televisione e la radio, nei giorni scorsi, si è raccomandata con tutti i media che trasmettono in Ucraina, di <strong>limitare la pubblicazione di contenuti</strong> che potessero creare o <strong>acuire le fratture sociali</strong>, e che possano minare la sicurezza del Paese o screditare l&#8217;immagine della stessa Ucraina in ambito internazionale. </p>

<p>Con ciò si fa particolare riferimento a tutti quei contenuti che hanno a che fare con la <strong>celebrazione del Giorno della Vittoria</strong>, che in Ucraina riveste un ruolo piuttosto controverso. Nonostante, infatti, durante la Seconda Guerra Mondiale ben <strong>8 milioni di ucraini</strong> abbiano perso la vita a causa delle violenze belliche, una larga frangia della popolazione si era schierata <strong>a fianco dei nazisti</strong>, sostenendo la causa nazionale ucraina contro la posizione della Russia sovietica. </p>
<p>A questi gruppi appartenevano i nazionalisti dell&#8217;<strong>organizzazione dei nazionalisti ucraini</strong> (<strong>OUN</strong>), guidata da <strong>Stepan Bandera</strong>. </p>
<p>A tal proposito, infatti, la direzione dell&#8217;emittente ucraina <em>Inter TV</em>, aveva espresso il proprio disappunto verso questa strategia intrapresa dal governo di Kiev, rivendicando una posizione quantomeno vergognosa riguardo al fatto che venissero <strong>intitolate le strade a criminali fascisti</strong>. </p>

<p>In mattinata, inoltre, proprio nella giornata del 9 maggio, un gruppo composto da circa una cinquantina di nazionalisti ucraini di <strong>Corpo Nazionale</strong> aveva occupato la sede della televisione nella via Dmitrievskaya, nel centro di Kiev. La rivendicazione del gesto puntava proprio ad ottenere una <strong>ri-pianificazione del palinsesto</strong> del canale, in cui era prevista la trasmissione di un concerto in onore delle celebrazioni del 9 maggio. </p>
<p>La <strong>propaganda anti-russa</strong> nel Paese, anche a causa dell&#8217;azione di numerosi <strong>gruppi estremisti di ispirazione nazionalista</strong>, ha raggiunto alti livelli, anche in abbinamento ad una serie di provvedimenti legislativi che puntino a screditare la Russia e a <strong>marginalizzare la popolazione di etnia e lingua russa</strong> in Ucraina. </p>
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		<title>Gli Usa fuori dall&#8217;accordo nucleare  E l&#8217;Europa torna a esser protagonista</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/con-gli-usa-fuori-dal-jcpoa-tocca-alleuropa-essere-protagonista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 14:39:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>È giunta alla fine la notizia meno auspicabile di tutte, per il panorama internazionale nel suo complesso, per il Medio Oriente, per tutti gli attori statuali principali. Trump ha stracciato un accordo sul nucleare iraniano che, pur residuale e non eccessivamente stringente per l&#8217;Iran, aveva comunque limitato e contenuto le pressioni dell&#8217;islam radicale, quello che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/con-gli-usa-fuori-dal-jcpoa-tocca-alleuropa-essere-protagonista.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508205307_26340112-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>È giunta alla fine la notizia meno auspicabile di tutte, per il panorama internazionale nel suo complesso, per il Medio Oriente, per tutti gli attori statuali principali. Trump ha <strong>stracciato un accordo sul nucleare iraniano</strong> che, pur <strong>residuale e non eccessivamente stringente</strong> per l&#8217;Iran, aveva comunque limitato e <strong>contenuto le pressioni dell&#8217;islam</strong> radicale, quello che vuole <strong>fare la guerra a Washington</strong>.</p>
<p>Ora che le sanzioni torneranno in vigore più aspre che mai, <strong>Rohani</strong> si troverà sulla graticola, impossibilitato a gestire le fazioni più intransigenti della politica e della religione iraniana. E un <strong>riarmo nucleare</strong> potrebbe essere l&#8217;unica soluzione a Teheran per <strong>contenere le offensive israeliane</strong>.</p>
<p>Da questa decisione ne esce <strong>destabilizzato il Medio Oriente</strong> intero, già dilaniato dai conflitti perenni in <strong>Afghanistan</strong>, in <strong>Iraq</strong>, in <strong>Yemen</strong>, e soprattutto in <strong>Siria</strong>, dove la <strong>Mezzaluna sciita</strong> aveva riabilitato la propria posizione internazionale.</p>
<p>Oggi <strong>Hezbollah spopola in Libano</strong>, l&#8217;Iran ha un <strong>rinnovato astio verso Israele</strong> e gli Stati Uniti, corroborato dallo <strong>spostamento dell&#8217;ambasciata americana</strong> a Gerusalemme. Insomma, saremo punto e a capo, se non anche peggio.</p>

<p>In questo marasma politico e militare, in questo disastro diplomatico, voluto da un presidente che non ha neanche i fondamentali della diplomazia, anche l&#8217;Europa ne esce con le ossa rotte.</p>
<p><strong>Merkel</strong>,<strong> Macron</strong>,<strong> Johnson</strong>, la<strong> Mogherini</strong> , che solo ora esce dall&#8217;ombra, hanno spinto affinché questo accordo si facesse, e a nulla sono valse le pressioni del leader francese e della cancelliera tedesca, tanto meno quelle del Segretario del Foreign Office britannico. Trump ha voluto <strong>imporre la sua leadership</strong> sul mondo occidentale, facendo valere la sua scarsa diplomazia e il suo pragmatismo.</p>
<p>In una dichiarazione emessa martedì sera dallo stesso capo della diplomazia europea, si legge che l&#8217;Europa non può fare un passo indietro, e seguire il corso dell&#8217;accordo che, essendo multilaterale, non può estinguersi per volere americano. &#8220;È stato <strong>approvato all&#8217;unanimità</strong> dalla <strong>risoluzione 2231</strong> del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, è un elemento chiave dell&#8217;architettura globale di non proliferazione, è <strong>di per sé rilevante</strong>, ma ancor più in questi tempi di simboli incoraggianti sulla <strong>prospettiva della denuclearizzazione</strong> del Penisola coreana&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/eu-donald-trump-iran-nuclear-deal-end-us-macron-france-rouhani-mogherini-a8342501.html">ha detto</a> <strong>Federica Mogherini</strong> a <strong>Roma</strong>. </p>
<p>Cosa può fare oggi l&#8217;Europa? <strong>Stringersi attorno a se stessa</strong>, dirigendo la propria politica, con pugno di ferro, in una <strong>direzione comune</strong>. Le relazioni internazionali descrivono da sempre l&#8217;Ue come una <strong>potenza politica</strong>,<strong> non militare</strong>. Il mezzo politico può essere a suo modo efficace, ma deve aspirare a consolidare altri aspetti, soprattutto in materia di <strong>Azione esterna</strong>. La <strong>Difesa comune</strong> è oggi il <strong>principale punto</strong> all&#8217;ordine del giorno, anche per poter imporre il proprio <em>hard power</em> sullo scenario internazionale, non necessariamente nei confronti di qualcuno.</p>

<p>L&#8217;Europa ha dimostrato di voler <strong>seguire una strategia comune</strong> nella fattispecie, e il fallimento dell&#8217;accordo sul nucleare iraniano può rappresentare, sebbene resti un duro colpo sul percorso di stabilizzazione della regione, un&#8217;occasione in seno all&#8217;Unione per <strong>slegarsi da una politica estera</strong> americana che continua a collezionare disastri.</p>
<p>L&#8217;unica nota stonata, in questo momento, potrebbe essere <strong>Macron</strong>, il quale potrebbe decidere di intraprendere definitivamente il proprio percorso di leadership, <strong>scalzando la Germania</strong> quale Paese guida dell&#8217;Unione, e porsi come <strong>interlocutore privilegiato</strong> ma supino della Casa Bianca.</p>
<p>Sembra di ricalcare il percorso dell&#8217;<em>autunno caldo</em>, con <strong>venti di guerra in Medio Oriente</strong>, un&#8217;impennata dei prezzi del petrolio, una politica estera europea <strong>insolitamente filo-araba</strong>, di contrasto ad una americana sempre ad <strong>assetto filo-israeliano</strong>.</p>
<p>D&#8217;altro canto, esclusa la parentesi Obama, con il raggiungimento del JCPOA, Trump ha sempre desiderato avvicinare Israele, noncurante di un calderone mediorientale sempre tumultuoso, anche quando ha deciso il <a href="https://www.washingtonpost.com/news/monkey-cage/wp/2017/10/16/trump-is-pulling-the-u-s-out-of-unesco-the-bigger-pattern-is-the-problem/">ritiro degli Stati Uniti dall&#8217;Unesco</a>.</p>

<p>Cosa ha oggi l&#8217;Europa da guadagnare nel rapporto con gli Stati Uniti? <strong>Dazi commerciali</strong>, a causa del protezionismo di Trump, uno <strong>scontro a tutto campo con la Russia</strong> lungo i confini orientali, un Medio Oriente nuovamente sottosopra. Tanto vale camminare da soli, e difendere i propri interessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/con-gli-usa-fuori-dal-jcpoa-tocca-alleuropa-essere-protagonista.html">Gli Usa fuori dall&#8217;accordo nucleare  E l&#8217;Europa torna a esser protagonista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Pentagono ora attacca la Russia: &#8220;Vuol mutare i confini internazionali&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pentagono-la-russia-vuole-ridisegnare-confini-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 07:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il segretario per la Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, ha dichiarato che la Russia sarebbe intenzionata a ridisegnare i confini internazionali, e quindi l&#8217;azione esterna di Mosca andrebbe contenuta in ogni modo.  In uno stenogramma pubblicato sul sito del dipartimento della Difesa del governo degli Stati Uniti, si riporta il discorso integrale che il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pentagono-la-russia-vuole-ridisegnare-confini-del-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pentagono-la-russia-vuole-ridisegnare-confini-del-mondo.html">Il Pentagono ora attacca la Russia: &#8220;Vuol mutare i confini internazionali&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1481613559-lapresse-20161207095916-21532977-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il segretario per la Difesa degli Stati Uniti, <strong>James Mattis</strong>, ha dichiarato che la Russia sarebbe <strong>intenzionata a ridisegnare i confini internazionali</strong>, e quindi l&#8217;azione esterna di Mosca andrebbe contenuta in ogni modo. </p>
<p>In uno <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.defense.gov/News/Transcripts/Transcript-View/Article/1515540/secretary-mattis-hosts-an-armed-forces-full-honor-arrival-welcoming-finland-min/">stenogramma pubblicato</a> sul sito del <strong>dipartimento della Difesa</strong> del governo degli Stati Uniti, si riporta il discorso integrale che il Segretario Mattis ha pronunciato durante l&#8217;incontro di accoglienza del ministro della Difesa finlandese <strong>Jussi Niinistö</strong> e il ministro della Difesa svedese <strong>Peter Hultqvist</strong> al Pentagono, in visita negli Stati Uniti. </p>

<p>Oggetto della visita saranno le discussioni del <strong>gruppo dei Paesi nordici</strong>, già intavolate a <strong>Helsinki</strong> lo scorso novembre, nell&#8217;<strong>implementazione di sforzi congiunti</strong> nei programmi di difesa internazionale. In base alle parole di Mattis, che fa anche riferimento ad alcune dichiarazioni del ministro Hultqvist, secondo il quale &#8220;un <strong>approccio unificato</strong> in Europa e oltre l&#8217;Atlantico è <strong>fondamentale</strong>&#8220;, ha difeso la posizione delle democrazie occidentali <strong>contro la Russia</strong> che, in base alle convinzioni di Mattis, starebbe costantemente cercando di ridisegnare i confini internazionali <strong>con l&#8217;uso della forza militare</strong> e con l&#8217;esercizio del diritto di veto sulle decisioni politiche, diplomatiche, economiche e di sicurezza delle nazioni democratiche.</p>
<p>Mattis ha proseguito sostenendo che la Russia agirebbe in <strong>totale disprezzo del diritto internazionale</strong>, citando alcuni esempi, passati e presenti, in cui Mosca avrebbe calpestato i dettami della comunità internazionale: &#8220;Sia la Finlandia che la Svezia sanno di prima mano che la minaccia di questo tipo di disprezzo per il diritto internazionale può rappresentare per la sicurezza e la <strong>stabilità regionale</strong> un disprezzo che può assumere varie modalità, dall&#8217;<strong>invasione russa della Finlandia</strong> durante la guerra invernale quasi 80 anni fa è un esempio. E uno in cui le Repubbliche di <strong>Georgia</strong> e <strong>Ucraina</strong> conoscono fin troppo bene dagli eventi attuali. Inoltre, le incursioni sovietiche nelle acque territoriali svedesi alla fine della Guerra Fredda sono un altro esempio, un <strong>promemoria delle minacce</strong> che un tempo speravamo fossero circoscritte al nostro passato&#8221;, ha aggiunto Mattis.</p>

<p>Nella giornata di martedì 8 maggio, prima del sodalizio ufficiale, il Pentagono <a href="https://www.defense.gov/News/News-Releases/News-Release-View/Article/1515657/secretary-mattis-hosts-finnish-swedish-ministers-for-trilateral-meeting/">ha emesso una nota</a> a firma del portavoce <strong>Dana W. White</strong> in cui sono stati esposti i contenuti delle discussioni. Nella mattinata di martedì, il segretario alla Difesa James N. Mattis ha incontrato il ministro della Difesa finlandese Jussi Niinisto e il ministro della Difesa svedese Peter Hultqvist al Pentagono per ribadire la <strong>forte relazione di difesa trilaterale</strong> tra gli Stati Uniti, Finlandia e Svezia.</p>
<p>Il segretario e i ministri hanno inaugurato l&#8217;incontro con la firma di una <strong>dichiarazione di intenti</strong> trilaterale che migliorerà le relazioni di difesa in <strong>sette aree</strong>, tra cui il dialogo sulla politica di difesa, la politica e interoperabilità a livello militare, consapevolezza della situazione regionale ampliata, capacità e posizione rafforzate, operazioni multinazionali combinate, comunicazioni strategiche e <strong>cooperazione Usa-Nato-Ue</strong>.</p>

<p>I tre leader della difesa hanno poi incontrato e discusso argomenti tra cui l&#8217;<strong>influenza maligna russa</strong> nell&#8217;ambiente di sicurezza transatlantico, partecipazione a esercitazioni trilaterali per migliorare ulteriormente le relazioni, la cooperazione della Nato e dell&#8217;Unione europea e la continua campagna D-Isis.</p>
<p>Nella domanda conclusiva della conferenza stampa a sancire la chiusura dell&#8217;incontro, a Mattis è stato domandato in che prospettiva l&#8217;America promuove la sottoscrizione del protocollo di intesa in materia militare, al quale il capo del Pentagono ha risposto: &#8220;Credo che la cosa più importante sia che le democrazie parlino insieme del rispetto dei diritti umani, del rispetto del diritto internazionale, del rispetto dell&#8217;integrità territoriale, del rispetto della sovranità a prescindere dalle dimensioni di una nazione o della sua popolazione. Quando parliamo insieme in questo modo, <strong>portiamo un temperamento ai disegni aggressivi di chiunque</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Il metronomo del Medio Oriente:  Netanyahu al fianco di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-metronomo-del-medio-oriente-netanyahu-al-fianco-di-putin-in-piazza-rossa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 07:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="967" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1-1024x660.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 9 maggio, come consuetudine da 73 anni, si celebra l&#8217;anniversario della vittoria sovietica/russa nella Grande Guerra patriottica, in altre parole la vittoria russa sulla Germania nazista. Ogni anno, quindi, in Piazza Rossa a Mosca, Putin prende parte alle celebrazioni della giornata del 9 maggio, tra sfilate di reggimenti militari e bande musicali che intonano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-metronomo-del-medio-oriente-netanyahu-al-fianco-di-putin-in-piazza-rossa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="967" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180509113253_26343194-1-1024x660.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 9 maggio, come consuetudine da 73 anni, si celebra l&#8217;<strong>anniversario della vittoria sovietica/russa</strong> nella <strong>Grande Guerra patriottica</strong>, in altre parole la vittoria russa sulla Germania nazista. Ogni anno, quindi, in <strong>Piazza Rossa</strong> a Mosca, Putin prende parte alle celebrazioni della giornata del <strong>9 maggio</strong>, tra sfilate di <strong>reggimenti militari</strong> e bande musicali che intonano inni patriottici. </p>
<p>Quest&#8217;anno, sul palco delle autorità, al <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://edition.cnn.com/2018/05/08/europe/putin-netanyahu-victory-day-parade-hodge-intl/index.html">fianco del presidente russo</a>, è comparso <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, primo ministro di Israele, che si è recato a Mosca per tenere un<strong> meeting di &#8220;coordinamento&#8221;</strong> delle attività russe e israeliane <strong>in Siria</strong>. Eppure, il gesto di <strong>comparire al fianco di Putin</strong>, dove negli anni passati si sono accomodati leader dello spessore di <strong>Xi Jinping</strong>, si può interpretare come un <strong>forte segnale</strong> che lo stesso Netanyahu trasmette alla comunità internazionale.</p>
<p>Non è una scoperta recente quella di inquadrare <strong>Vladimir Putin</strong> come un <strong>interlocutore imprescindibile</strong> nella questione siriana, più importante è il ruolo che viene attribuito se tutto il quadrante mediorientale richiede un&#8217;intermediazione politica <strong>che transiti dal Cremlino</strong>. </p>

<p>Con la crisi in cui versa l&#8217;area, dopo che Trump ha deciso per il <strong>ritiro statunitense dall&#8217;accordo sul nucleare</strong>, e le <strong>prove mostrate pubblicamente da Netanyahu</strong> di presunti <strong>esperimenti nucleari con scopi militari</strong> in Iran, la posizione del grande Paese sciita mette in bilico molti equilibri, che sembrano più vicini a rovesciarsi che non a stabilizzarsi. </p>
<p>La visita di Netanyahu a Mosca avviene in un momento dunque delicato, che mette alla prova dei rapporti, tra Stati, ma anche a livello personale, che potrebbero determinare le sorti del conflitto in atto in Medio Oriente. La Russia, come anche fatto sapere nelle scorse settimane, è un <strong>forte sostenitore dell&#8217;accordo JCPOA</strong>, come fatto sapere tramite una <strong>dichiarazione congiunta</strong> emessa con la Cina, mentre, ovviamente, <strong>Israele vorrebbe l&#8217;annullamento</strong> di questo accordo. </p>
<p>D&#8217;altro canto, Putin e Netanyahu intrattengono degli <strong>ottimi rapporti personali e lavorativi</strong>, dunque sarà difficile riuscire a bilanciare le questioni messe sul tavolo. </p>

<p>Il momento dell&#8217;incontro, tra l&#8217;altro, risulta propizio per il momento in cui accade. Nella notte, infatti, è stata riportata la <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-raid-israeliano-porte-damasco-contro-base-iraniana-1524172.html">notizia </a>di un <strong>bombardamento</strong> da parte dei caccia israeliani su una base alle porte di Damasco, che si presume ospitasse un <strong>deposito di missili iraniani</strong>; nell&#8217;attacco, sono rimasti uccisi <strong>nove siriani</strong> e non si riportano vittime tra le Guardie della rivoluzione.</p>
<p>Israele, infatti, ha <strong>alzato notevolmente la tensione</strong> prima di operare il bombardamento, ordinando l&#8217;<strong>apertura dei rifugi anti-missile</strong> nelle alture del <strong>Golan</strong> e schierando dei missili balistici nella stessa regione. Altresì, l&#8217;ambasciata statunitense a Tel Aviv (ancora lì per poco), aveva consigliato a tutti i cittadini americani che risiedono in Israele di <strong>non recarsi nella pericolosa regione</strong> ai confini con la Siria. </p>
<p>Lo scopo dell&#8217;incontro tra Putin e il primo ministro israeliano, quindi riguarderà la possibilità di <strong>ristabilire quella linea rossa</strong> che era stata imposta da Mosca nei mesi scorsi, e che Tel Aviv ha deciso di <strong>violare deliberatamente</strong>, forte anche della posizione occidentale nei confronti di Damasco, e una <strong>rinnovata ostilità</strong> di Trump nei confronti dell&#8217;Iran. </p>

<p>I timori espressi da Netanyahu, infatti, riguardano il fatto che tramite la Siria, <strong>Teheran voglia avvicinarsi</strong> pericolosamente <strong>ai confini israeliani</strong>, diventando militarmente ostile verso lo Stato ebraico. D&#8217;altro canto, la linea dura di Putin in merito all&#8217;astensione israeliana dal bombardamento in Siria prevedeva come condizione di evitare che le <strong>armi di provenienza russa</strong> andassero a rafforzare gli <strong>arsenali di Hezbollah</strong>.</p>
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		<title>Il ruolo fondamentale della Cina nella pace tra le due Coree</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ruolo-fondamentale-della-cina-nella-pace-le-due-coree.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 08:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[denuclearizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="651" height="363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1423240226-1393928286-kim-jong.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1423240226-1393928286-kim-jong.jpg 651w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1423240226-1393928286-kim-jong-300x167.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px" /></p>
<p>Kim Jong-un e Xi Jinping hanno avuto un nuovo incontro, dopo quello avvenuto in marzo in Cina, quando il capo del partito dei lavoratori nordcoreano si è recato a Pechino per incontrare il presidente cinese.  La notizia della visita è stata pubblicizzata solo dopo la conclusione della stessa, per ragioni di sicurezza dello stesso Kim, ed è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ruolo-fondamentale-della-cina-nella-pace-le-due-coree.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="651" height="363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1423240226-1393928286-kim-jong.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1423240226-1393928286-kim-jong.jpg 651w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1423240226-1393928286-kim-jong-300x167.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px" /></p><p><strong>Kim Jong-un</strong> e <strong>Xi Jinping</strong> hanno avuto un nuovo incontro, dopo quello avvenuto in marzo in Cina, quando il capo del partito dei lavoratori nordcoreano si è recato a <strong>Pechino</strong> per incontrare il presidente cinese. </p>
<p>La notizia della visita è stata pubblicizzata solo <strong>dopo la conclusione</strong> della stessa, per ragioni di sicurezza dello stesso Kim, ed è durata appena due giorni, durante i quali i capi di Stato dei due Paesi hanno parlato delle <strong>negoziazioni di pace</strong> tra le due Coree, della <strong>denuclearizzazione</strong> di Pyongyang, e delle <strong>sanzioni economiche</strong> in capo a quest&#8217;ultima.</p>
<p>L&#8217;incontro è avvenuto, <a href="http://www.xinhuanet.com/english/2018-05/08/c_137164420.htm">secondo quanto ufficializzato</a> dall&#8217;agenzia di stampa cinese <em>Xinhua</em>, nella città costiera di <strong>Dalian</strong>, nella regione del <strong>Liaoning</strong>, a circa 300km di distanza in linea d&#8217;aria dalla capitale nordcoreana, dove il presidente Xi si era recato per visitare la <strong>prima portaerei completamente realizzata in Cina</strong>, la <em>Type 001A</em>.</p>
<p>Nella conferenza stampa che ha seguito l&#8217;incontro, Kim ha dichiarato: &#8220;Il compagno segretario generale e io abbiamo portato avanti questa bella tradizione per mantenere questo storico incontro con risultati fruttuosi, e promosso lo <strong>sviluppo senza precedenti</strong> e vigoroso delle relazioni tra Cina e Corea del Nord&#8221;.</p>
<p>Kim ha detto che crede che il suo secondo incontro con Xi dopo più di un mese sia utile per approfondire la fiducia reciproca e spingerà la relazione amichevole e cooperativa della Repubblica popolare democratica di Corea e la Cina, per raggiungere uno sviluppo ancora più vicino e completo in linea con le richieste della nuova era.</p>

<p>Parlando della situazione della penisola coreana, Xi ha detto che lui e Kim si sono completamente scambiati opinioni e raggiunto un consenso importante durante il loro primo incontro, aggiungendo che Kim ha recentemente compiuto sforzi attivi per <strong>promuovere il dialogo</strong> e l&#8217;<strong>allentamento delle tensioni</strong> sulla penisola con progressi costruttivi.</p>
<p>Xi, dal canto suo, ha dato il proprio benestare all&#8217;operazione di denuclearizzazione della penisola coreana, auspica che il dialogo di pace con Seoul sia produttivo e che collaborerà nel migliore dei modi affinché le trattative di pacificazione e l&#8217;<strong>intermediazione con gli Stati Uniti</strong> vadano a buon fine. </p>
<p>&#8220;La Cina è disposta a continuare a lavorare con tutte le parti interessate e ad avere un ruolo attivo nel <strong>promuovere in modo completo</strong> il processo di risoluzione pacifica della questione peninsulare attraverso il dialogo e la realizzazione di pace e <strong>stabilità a lungo termine</strong> nella regione&#8221;, ha affermato.</p>
<p>D&#8217;altro canto, nei prossimi giorni si terrà un <strong>vertice diplomatico trilaterale</strong> a <strong>Tokyo</strong>, che vedrà coinvolti Cina, <strong>Giappone</strong> e <strong>Corea del Sud</strong>, con obiettivi prettamente economici, ma la questione coreana terrà senz&#8217;altro banco.</p>
<p><a href="http://the-japan-news.com/news/article/0004421425">Secondo quanto appreso</a> dal quotidiano giapponese <em>Yomiuri Shimbun</em>, il presidente coreano <strong>Moon Jae-in</strong>, avrebbe espresso l&#8217;auspicio che <strong>Shinzo Abe</strong>, il primo ministro nipponico, incontri Kim Jong-un, in base alla sua disponibilità di trattare una forma di distensione allargata in tutta la regione. </p>

<p>I dialoghi, da questo punto di vista, saranno piuttosto difficili, dal momento che Pyongyang non rinuncerà sicuramente al proprio arsenale nucleare <strong>senza garanzie economiche e militari</strong> di sorta, e dunque solo in un secondo momento rispetto alla rimozione delle sanzioni e le adeguate certezze circa l&#8217;integrità dei vertici del Paese. D&#8217;altro canto, gli attriti tra Tokyo e Pyongyang passano anche per una questione risalente a circa 40 anni fa, periodo in cui la Corea del Nord <strong>trattenne diversi prigionieri</strong> provenienti dal Giappone. </p>
<p>Nel contesto, dunque, il ruolo della Cina sembrerebbe essere <strong>assolutamente imprescindibile</strong>. Kim ricerca continuamente garanzie e consigli da parte cinese, con la quale condivide praticamente tutto il suo confine settentrionale (eccezion fatta per i 14km di frontiera con la Russia), e che è stato per decenni il <strong>principale partner economico</strong> del Paese, in grado di decidere le sorti dei leader stessi, come nel caso in cui Pechino optò per l&#8217;<strong>imposizione di sanzioni</strong> sull&#8217;acquisto del carbone dalla controparte coreana, appena tre anni fa.</p>
<p>Pechino è sicuramente interessata a demilitarizzare l&#8217;area coreana, il che significherebbe una <strong>riduzione del personale militare</strong> americano nelle immediate vicinanze della costa della cina orientale, in concomitanza con il <strong>posizionamento di missili</strong> nel Mar cinese meridionale, assicurando una sorta di protezione dei confini cinesi. </p>
<p>D&#8217;altro canto, la riunificazione delle Coree porta ad un <strong>bilanciamento di alleanze</strong>, la cui propensione non è affatto certa. L&#8217;assimilazione di un<strong> modello liberale</strong> come quello di Seoul nelle immediate vicinanze di Pechino, potrebbe creare un <strong>precedente negativo</strong> per tutte quelle decine di milioni di cinesi che sono aperti all&#8217;economia di mercato.</p>
<p>Tuttavia, finché la Corea del Nord si interfaccerà così di frequente con Pechino, il rischio che la diplomazia cinese possa perdere di vista l&#8217;obiettivo strategico della pace coreana sembra particolarmente improbabile. </p>

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		<title>Le &#8220;spie&#8221; di Weinstein con Trump per sabotare l&#8217;accordo sul nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-spie-weinstein-trump-sabotare-laccordo-sul-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 06:26:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3500" height="2120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump.jpg 3500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump-1024x620.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></p>
<p>I media israeliani hanno sollevato un polverone che vede protagonista la vicenda sull&#8217;accordo JCPOA, il famigerato accordo sul nucleare iraniano sottoscritto nel 2015 da Teheran, con la negoziazione dei P5+1, con gli Stati Uniti in testa, alla cui presidenza vi era all&#8217;epoca Barack Obama. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, citata dal New Yorker, l&#8217;entourage &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-spie-weinstein-trump-sabotare-laccordo-sul-nucleare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-spie-weinstein-trump-sabotare-laccordo-sul-nucleare.html">Le &#8220;spie&#8221; di Weinstein con Trump per sabotare l&#8217;accordo sul nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3500" height="2120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump.jpg 3500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1487181264-netanyahu-trump-1024x620.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></p><p>I media israeliani hanno sollevato un polverone che vede protagonista la vicenda sull&#8217;<strong>accordo JCPOA</strong>, il famigerato accordo sul nucleare iraniano sottoscritto nel 2015 da Teheran, con la negoziazione dei <strong>P5+1</strong>, con gli Stati Uniti in testa, alla cui presidenza vi era all&#8217;epoca <strong>Barack Obama</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, <a href="https://www.newyorker.com/news/news-desk/israeli-operatives-who-aided-harvey-weinstein-collected-information-on-former-obama-administration-officials">citata</a> dal <em>New Yorker</em>, l&#8217;entourage di <strong>Donald Trump</strong> avrebbe ingaggiato l&#8217;agenzia di servizi di indagine israeliana <strong>Black Cube</strong>, che annovera tra i suoi operatori <strong>ex agenti del Mossad</strong>, i servizi segreti israeliani, con uffici che hanno sede a <strong>Tel Aviv</strong>, Londra e Parigi. </p>
<p>La stessa agenzia è tornata alla ribalta delle cronache di mezzo mondo dopo che era stata ingaggiata anche dall&#8217;ex produttore cinematografico<strong> Harvey Weinstein</strong>, travolto dallo scandalo dei <strong>favori sessuali</strong> a Hollywood, che avrebbe richiesto le prestazioni dell&#8217;agenzia per <strong>screditare le attrici</strong> che avevano accusato il produttore di molestie sessuali. </p>

<p>Secondo quanto espresso, dunque, i servigi richiesti a Black Cube riguardavano l&#8217;eventualità di <strong>scavare nel passato di due consiglieri</strong> politici di Obama, al fine di rinvenire alcuni passaggi controversi, o dei particolari interessi economici, che potessero essere oggetto di scandalo, nonché causa legittimante di un <strong>ritiro statunitense dall&#8217;accordo</strong>.</p>
<p>In effetti, Donald Trump non ha usato mezzi termini per indicare il proprio disappunto per un accordo che ha più volte giudicato come &#8220;<strong>il peggiore di sempre</strong>&#8220;, corroborato pochi giorni fa dalle prove pubblicamente esposte da <strong>Benjamin Netanyahu</strong> circa dei presunti e <strong>segreti esperimenti iraniani</strong> su un impiego militare dell&#8217;energia atomica. </p>
<p>Nel giugno 2017 <strong>Ann Norris</strong>, ex funzionario del dipartimento di Stato, ha ricevuto un&#8217;e-mail contenente una proposta insolita. La Norris è sposata con <strong>Ben Rhodes</strong>, ex consigliere di politica estera del presidente Barack Obama e un importante <strong>difensore del nucleare iraniano</strong>. Nell&#8217;e-mail, una donna che si presentò come <strong>Eva Novak</strong> e dichiarò di lavorare per una società cinematografica con sede a Londra chiamata<em> Shell Productions</em>, chiese alla Norris di consultarsi su un film che lei descriveva come una via di mezzo tra &#8220;<em>Tutti gli uomini del presidente</em>&#8221; e &#8220;<em>The West Wing</em>&#8220;: a questa mail ha fatto seguito un carteggio elettronico tra i due interlocutori, che avrebbe mirato a <strong>carpire delle informazioni</strong> personali proprio su Rhodes e sulla sua affezione nei confronti del famigerato accordo iraniano. </p>

<p>Allo stesso modo, anche <strong>Rebecca Kahl</strong>, moglie dell&#8217;ex consigliere di Obama, <strong>Colin Kahl</strong>, fu contattata da una donna di nome <strong>Adriana Gavrilo</strong> che, per conto di una azienda denominata<strong> Ruben Capital</strong>, nella quale era a capo dell&#8217;ufficio di <em>corporate social responsibility</em>, aveva bisogno di ottenere delle informazioni su un programma di istruzione condotto nella scuola che la figlia dei coniugi Kahl frequentava. Sebbene Rebecca Kahl si fosse ripetutamente offerta di fungere da tramite tra la Gavrilo e i funzionari dell&#8217;istituto scolastico, questa voleva interfacciarsi soltanto con la Kahl, che all&#8217;epoca lavorava in un programma del <strong>National Democratic Institute</strong>. </p>
<p>I documenti mostrano che Black Cube ha compilato <strong>profili dettagliati</strong> sul background di diverse persone, tra cui Rhodes e Kahl, contenenti i loro indirizzi, le informazioni sui membri della loro famiglia e <strong>persino le marche delle loro automobili</strong>. Gli agenti della Black Cube furono indirizzati alla <strong>ricerca di informazioni dannose</strong> sul loro conto, comprese affermazioni infondate secondo cui Rhodes e Kahl avevano lavorato a stretto contatto <strong>con i lobbisti iraniani</strong> e si erano <strong>arricchiti personalmente</strong> attraverso il loro lavoro politico sull&#8217;Iran (hanno negato tali affermazioni); voci secondo cui, prosegue il <em>New Yorker</em>, Rhodes era uno dei membri dello staff di Obama responsabile di <strong>&#8220;smascherare&#8221; i funzionari</strong> della transizione verso Trump che erano stati nominati in documenti dell&#8217;intelligence (Rhodes ha negato tale affermazione); e una voce secondo cui uno degli individui presi di mira dalla campagna aveva una relazione clandestina.</p>
<p>In una nota pubblica, Black Cube ha dichiarato: &#8220;La politica di Black Cube è di <strong>non discutere mai</strong> dei propri clienti con terze parti e di non confermare o negare alcuna speculazione fatta in merito al lavoro dell&#8217;azienda&#8221;. La dichiarazione diceva anche: &#8220;Black Cube <strong>non ha alcun rapporto</strong> con l&#8217;amministrazione Trump, con gli assistenti di Trump, con nessuno vicino all&#8217;amministrazione, o con l&#8217;accordo con l&#8217;Iran. &#8220;Lo studio ha anche affermato che &#8220;opera sempre <strong>nel pieno rispetto della legge</strong> in ogni giurisdizione in cui conduce il suo lavoro, seguendo la consulenza legale dei principali studi legali del mondo&#8221;.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-spie-weinstein-trump-sabotare-laccordo-sul-nucleare.html">Le &#8220;spie&#8221; di Weinstein con Trump per sabotare l&#8217;accordo sul nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Fb filtrerà le notizie per &#8220;affidabilità&#8221; ma i controllori lasciano perplessi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/facebook-filtrera-le-notizie-affidabilita-controllori-lasciano-perplessi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 15:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="580" height="345" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1415090938-facebook-elezioni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1415090938-facebook-elezioni.jpg 580w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1415090938-facebook-elezioni-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p>Facebook classificherà le fonti di notizie per &#8220;affidabilità&#8220;, promuovendo o sopprimendo i contenuti in base a questo criterio. Tuttavia, le organizzazioni di notizie arruolate per aiutare a definire ciò che &#8220;attendibile&#8221; sembrano rivelare un forte pregiudizio politico. Parlando alla conferenza annuale sugli sviluppatori della F8 di Facebook, due giorni di discorsi e afterparty per l&#8217;élite &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/facebook-filtrera-le-notizie-affidabilita-controllori-lasciano-perplessi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="580" height="345" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1415090938-facebook-elezioni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1415090938-facebook-elezioni.jpg 580w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1415090938-facebook-elezioni-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p><p><strong>Facebook</strong> classificherà le fonti di notizie per &#8220;<strong>affidabilità</strong>&#8220;, promuovendo o sopprimendo i contenuti in base a questo criterio. Tuttavia, le organizzazioni di notizie arruolate per aiutare a definire ciò che &#8220;attendibile&#8221; sembrano rivelare un <strong>forte pregiudizio politico</strong>.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.rt.com/usa/425661-facebook-trusted-media-sources-ranking/">Parlando alla conferenza</a> annuale sugli sviluppatori della <strong>F8</strong> di Facebook, due giorni di discorsi e afterparty per l&#8217;élite della Silicon Valley, Zuckerberg ha dichiarato che l&#8217;azienda ha già raccolto dati dagli utenti, chiedendo di identificare vari marchi di notizie e segnali per fiducia.</p>
<p>&#8220;Inseriamo questi dati nel sistema, e agisce come una spinta o una soppressione, e andremo a comporre tale intensità col passare del tempo&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.buzzfeed.com/bensmith/facebook-has-begun-to-rank-news-organizations-by-trust?utm_term=.yqO97RK6m#.jfRM1PlKk">ha detto</a>, secondo <em>Buzzfeed News</em>. &#8220;Riteniamo di avere la responsabilità di ulteriormente rompere la polarizzazione e <strong>trovare un terreno comune</strong>&#8220;.</p>
<p>Facebook, tuttavia, è stato più volte accusato di <strong>pregiudizi anti-conservatori</strong> nei suoi algoritmi di classificazione. Durante la sua audizione al Congresso il mese scorso, i rappresentanti repubblicani hanno braccato Zuckerberg per le notizie secondo cui la sua piattaforma <strong>censura sistematicamente</strong> i post di &#8220;destra&#8221;, come quelli dei blogger pro-Trump &#8220;<em>Diamond and Silk</em>&#8220;. Zuckerberg ha negato queste accuse e ha definito questi episodi di censura isolati e un &#8220;<strong>errore</strong>&#8220;.</p>

<p>Alla conferenza F8, Zuckerberg ha incontrato un gruppo di dirigenti dei media per discutere di come Facebook promuoverà o censurerà le notizie. Avvenuto a porte chiuse, l&#8217;incontro è stato chiamato &#8220;<strong>OTR</strong>&#8220;, abbreviazione di &#8220;<em>Off the Record</em>&#8220;. La composizione del gruppo presente farà poco per rassicurare chiunque sia preoccupato di polarizzazione.</p>
<p>I rappresentanti provenivano da <em>BuzzFeed News</em>, <em>The Information</em>, <em>Quartz</em>, <strong>New York Times</strong>, <strong>CNN</strong>, <strong>Wall Street Journal</strong>, <strong>NBC</strong>, <em>Recode</em>, <em>Univision</em>, <em>Barron</em>, <em>The Daily Beast</em>, <strong>The Economist</strong>, <strong>Huffington Post</strong>, <em>Insider</em>, <em>The Atlantic</em>, <em>New York Post</em> e altri.</p>
<p>Di tutte le principali agenzie di stampa presenti, solo due sono considerate in qualche modo nel giusto centro dalla <a href="https://www.allsides.com/unbiased-balanced-news">classifica</a> di <em>AllSides</em>, portale specializzato nell&#8217;<strong>informazione &#8220;unbiased&#8221;</strong>. Tutte le organizzazioni dei media, ad eccezione del <em>Wall Street Journal</em> incentrato sulle finanze e del tabloid del <em>New York Post</em>, si <strong>appoggiano bruscamente</strong> alla sinistra politica.</p>
<p>Facebook ha annunciato il mese scorso che avrebbe<strong> intensificato i suoi sforzi</strong> di controllo dei contenuti, collaborando con &#8220;<strong>fact checker</strong>&#8221; di terze parti, tra cui <strong>AP</strong> e <strong>AFP</strong> per verificare notizie, foto e video. Allo stato attuale, la società <strong>mira ad assumere oltre 20.000 dipendenti</strong> dedicati a contrastare notizie false e incitamento all&#8217;odio entro la fine del 2018.</p>

<p>Questi &#8220;poliziotti pensanti&#8221; virtuali saranno aiutati da programmi di <strong>intelligenza artificiale</strong> progettati per <strong>estirpare preventivamente</strong> informazioni false e propaganda. Martedì, Zuckerberg ha dichiarato che la sua azienda investirà &#8220;miliardi&#8221; di dollari nella sua repressione dei contenuti.</p>
<p>L&#8217;ultimo obiettivo è quello più preoccupante. Facebook descrive le &#8220;false narrazioni&#8221; come &#8220;titoli intenzionalmente divisivi e linguaggio che sfrutta disaccordi e <strong>semina conflitti</strong>&#8220;. Persino la stessa squadra di Facebook non è sicura di cosa significhi.</p>
<p>&#8220;Questa è l&#8217;area più difficile per noi, dato che diverse agenzie di stampa e consumatori possono avere una visione completamente diversa di ciò che è una narrativa appropriata, anche se sono d&#8217;accordo sui fatti&#8221;, ha detto il capo della sicurezza <strong>Alex Stamos</strong>.</p>
<p>Stamos <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/alexstamos/status/916699893535694848?ref_src=twsrc%5Etfw&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rt.com%2Fusa%2F425661-facebook-trusted-media-sources-ranking%2F&amp;tfw_creator=RT_com&amp;tfw_site=RT_com">ha concluso</a> il suo tweetstorm con un messaggio inquietante: &#8220;Molte persone non stanno pensando seriamente al mondo che stanno chiedendo alla Silicon Valley di costruire. Quando gli dei vogliono punirci, rispondono alle nostre preghiere&#8221;.</p>

<p>Lo stesso giorno del sit-down di Zuckerberg con i media mainstream, Facebook ha presentato una nuova sorpresa. Sotto quasi tutti i post pubblici, gli utenti potevano vedere una notifica che chiedeva &#8220;<strong>Questo post contiene incitamento all&#8217;odio?</strong>&#8221; Accanto a due pulsanti contrassegnati con &#8220;Sì&#8221; e &#8220;No&#8221;.</p>
<p>Pochi minuti dopo, la notifica era sparita. Il vicepresidente di Facebook <strong>Guy Rosen</strong> <a href="https://twitter.com/guyro/status/991348768757829632?ref_src=twsrc%5Etfw&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rt.com%2Fusa%2F425661-facebook-trusted-media-sources-ranking%2F&amp;tfw_creator=RT_com&amp;tfw_site=RT_com">ha successivamente spiegato</a> su Twitter che la funzione era un <strong>test interno</strong> che era stato accidentalmente reso pubblico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/facebook-filtrera-le-notizie-affidabilita-controllori-lasciano-perplessi.html">Fb filtrerà le notizie per &#8220;affidabilità&#8221; ma i controllori lasciano perplessi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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