I servizi di sicurezza nazionale dell’Ucraina, SBU, ha provveduto all’arresto e all’espulsione di due giornaliste, una russa e una kazaka, che si trovavano in Ucraina. In una nota pubblicata direttamente dall’ufficio stampa del servizio di sicurezza di controspionaggio di Kiev, si legge che le due giornaliste sono state accusate di produrre materiale propagandistico per screditare l’Ucraina sulla scena internazionale. 

Le due giornaliste rispondono ai nomi di Valentina Solovyova e Olga Yurieva, che lavorano rispettivamente per i canali televisivi russi Pervy Kanal (Primo Canale) e Rossiya (Russia). 

“I servizi di sicurezza hanno documentato il fatto che i propagandisti russi stavano pianificando di utilizzare materiali video preparati da Valentina Solovyova e Olga Yuryeva per screditare l’Ucraina agli occhi del pubblico internazionale e disinformare la popolazione“, ha affermato la SBU ucraina.

“Considerando che la propaganda russa danneggia la sicurezza nazionale, la sovranità, l’integrità territoriale e il sistema costituzionale dell’Ucraina, la signora Solovyova è stata deportata in Russia e la signora Yurieva in Kazakistan il 9 maggio 2018, a entrambi è stato proibito visitare il nostro Paese per i prossimi tre anni“.

Alcune restrizioni sono state imposte sull’attività del Primo Canale russo e di Rossiya in Ucraina, in linea con l’ordine del presidente ucraino n. 133 del 15 maggio 2017, ha dichiarato l’SBU.

L’attività dei giornalisti russi e delle stesse testate ucraine che trasmettono contenuti filorussi sono oggetto di aspro controllo da parte delle autorità ucraine, più o meno da quando è scoppiata la crisi tra i due Paesi prima alleati. Il consiglio nazionale ucraino per la televisione e la radio, nei giorni scorsi, si è raccomandata con tutti i media che trasmettono in Ucraina, di limitare la pubblicazione di contenuti che potessero creare o acuire le fratture sociali, e che possano minare la sicurezza del Paese o screditare l’immagine della stessa Ucraina in ambito internazionale. 

Con ciò si fa particolare riferimento a tutti quei contenuti che hanno a che fare con la celebrazione del Giorno della Vittoria, che in Ucraina riveste un ruolo piuttosto controverso. Nonostante, infatti, durante la Seconda Guerra Mondiale ben 8 milioni di ucraini abbiano perso la vita a causa delle violenze belliche, una larga frangia della popolazione si era schierata a fianco dei nazisti, sostenendo la causa nazionale ucraina contro la posizione della Russia sovietica. 

A questi gruppi appartenevano i nazionalisti dell’organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN), guidata da Stepan Bandera

A tal proposito, infatti, la direzione dell’emittente ucraina Inter TV, aveva espresso il proprio disappunto verso questa strategia intrapresa dal governo di Kiev, rivendicando una posizione quantomeno vergognosa riguardo al fatto che venissero intitolate le strade a criminali fascisti

In mattinata, inoltre, proprio nella giornata del 9 maggio, un gruppo composto da circa una cinquantina di nazionalisti ucraini di Corpo Nazionale aveva occupato la sede della televisione nella via Dmitrievskaya, nel centro di Kiev. La rivendicazione del gesto puntava proprio ad ottenere una ri-pianificazione del palinsesto del canale, in cui era prevista la trasmissione di un concerto in onore delle celebrazioni del 9 maggio. 

La propaganda anti-russa nel Paese, anche a causa dell’azione di numerosi gruppi estremisti di ispirazione nazionalista, ha raggiunto alti livelli, anche in abbinamento ad una serie di provvedimenti legislativi che puntino a screditare la Russia e a marginalizzare la popolazione di etnia e lingua russa in Ucraina.