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	<title>Turkish stream Archives - InsideOver</title>
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	<title>Turkish stream Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il gasdotto TurkStream divide Bulgaria e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-gasdotto-turkstream-divide-bulgaria-e-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 14:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ga russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-1024x698.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Russia e Bulgaria sono ai ferri corti a causa del gasdotto Turkstream. Il presidente Vladimir Putin, infatti, ha accusato Sofia di rallentare la costruzione di quei 474 chilometri di infrastruttura che attraverseranno il territorio bulgaro e che sono vitali per l&#8217;attivazione della seconda linea del gasdotto diretta verso l&#8217;Europa centrale aggiungendo, inoltre, che Mosca potrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-gasdotto-turkstream-divide-bulgaria-e-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ga russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-1024x698.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Russia e Bulgaria sono ai ferri corti a causa del <a href="https://it.insideover.com/politica/turkish-stream-gas-putin-erdogan-europa.html">gasdotto Turkstream</a>. Il presidente<strong> Vladimir Putin</strong>, infatti, ha accusato Sofia di rallentare la costruzione di quei 474 chilometri di infrastruttura che attraverseranno il territorio bulgaro e che sono vitali per l&#8217;attivazione della seconda linea del gasdotto diretta verso l&#8217;Europa centrale aggiungendo, inoltre, che Mosca potrebbe escludere la <strong>Bulgaria</strong> dal progetto. Turkstream, quando avrà raggiunto la piena operatività, avrà due ramificazioni, ciascuna con una capacità di 15.75 miliardi di metri cubi di gas naturale: la prima sarà destinata alla <a href="https://it.insideover.com/politica/i-tanti-perche-di-una-nuova-alleanza.html">Turchia</a> mentre della seconda beneficeranno Bulgaria, Serbia ed Ungheria. Il completamento del gasdotto, unito al Nordstream 2, ha una grande importanza strategica per la Federazione Russa che intende esportare gli idrocarburi verso il Vecchio Continente bypassando l&#8217;Ucraina, con cui le relazioni, ormai da molto tempo, non sono buone.</p>
<h2>Una questione complessa</h2>
<p>Il premier conservatore bulgaro <strong>Boyko Borissov</strong> ha replicato al presidente Putin affermando che il ritardo nella costruzione è dovuto alla necessità di conformarsi alle regole comunitarie in merito, che l&#8217;edificazione sta procedendo a passo spedito e che la Russia, probabilmente, non vede di buon occhio l&#8217;appartenenza di Sofia a Nato ed Unione Europea. La Bulgaria, peraltro, aveva <a href="https://www.google.com/amp/s/mobile.reuters.com/article/amp/idUSKBN1X01F8">siglato</a>, nel mese di settembre, un accordo dal valore di 1,1 miliardi di euro con il consorzio saudita Arkad per la realizzazione di Turkstream.</p>
<p>Le <strong>vicende energetiche</strong> vanno così ad inserirsi in un contesto più ampio, legato alle influenze strategiche di Mosca e Bruxelles nella regione balcanica ed in Europa Orientale. Il gas russo è una risorsa vitale per una parte delle nazioni del Vecchio Continente ma, al tempo stesso, le relazioni politiche con Mosca non sono eccezionali e la questione ucraina  continua a causare frizioni tra le parti. La scelta fatta da Kiev nel 2014 di legarsi sempre di più all&#8217;Occidente e di allentare i legami con la Russia non è mai stata accettata da Mosca. Le <strong>tensioni tra Mosca e Kiev</strong> hanno avuto un riflesso anche sulle politiche energetiche del Cremlino dato che il territorio ucraino è ( o forse è meglio dire era) di vitale importanza per l&#8217;esportazione del gas naturale verso l&#8217;Europa.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La <strong>costruzione di gasdotti alternativi</strong> permetterà a Mosca di ridurre l&#8217;influenza dell&#8217;Ucraina in ambito energetico accrescendo, al tempo stesso, l&#8217;influenza russa in Europa orientale. Una mossa, quest&#8217;ultima, che necessita della collaborazione di Bulgaria, Serbia ed Ungheria. Sugli ottimi rapporti di Belgrado e Budapest con il Cremlino ci sono pochi dubbi: la Serbia è il maggiore alleato della Russia nei Balcani mentre il premier ungherese Viktor Orban non ha mai nascosto le sue simpatie per Vladimir Putin e le relazioni tra i due Stati sono ottime. È comunque improbabile che il caso Bulgaria possa far deragliare il progetto Turkstream, anche perché il contratto siglato con Arkad indica la volontà di Sofia di procedere verso la costruzione dell&#8217;infrastruttura. Certo bisognerà comunque tenere conto dei tempi con cui il gasdotto verrà realizzato e verificare che ulteriori ritardi non portino ad accresciute tensioni tra le parti con ricadute, poi, tutte da verificare.</p>
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		<title>L&#8217;intesa tra Russia e Ungheria è sempre più forte</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lintesa-tra-russia-e-ungheria-e-sempre-piu-forte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 11:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin Orban" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617-1024x466.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;incontro tra Viktor Orban e Vladimir Putin, che ha avuto luogo a Budapest, è destinato a rinsaldare la partnership strategica tra Russia e Ungheria. I due hanno parlato, in un clima amichevole, di questioni commerciali e di legami politici, già particolarmente stretti. L&#8217;esecutivo ungherese, infatti, intrattiene relazioni molto cordiali con quello russo malgrado le sanzioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lintesa-tra-russia-e-ungheria-e-sempre-piu-forte.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin Orban" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Orban-Putin-vertice-La-Presse-e1572523017617-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;incontro tra Viktor Orban e Vladimir Putin, che ha avuto luogo a Budapest, è destinato a rinsaldare la <strong>partnership strategica</strong> tra Russia e Ungheria. I due hanno parlato, in un clima amichevole, di questioni commerciali e di legami politici, già particolarmente stretti. L&#8217;esecutivo ungherese, infatti, intrattiene relazioni molto cordiali con quello russo malgrado le sanzioni decise e rinnovate in più occasioni dall&#8217;Unione Europea dopo le vicende della Crimea. In più occasioni Orban ha auspicato la nascita di una democrazia illiberale a Budapest e nell&#8217;ambito delle teorie politiche è sulla stessa lunghezza d&#8217;onda del presidente russo. L&#8217;incontro si è però incentrato su temi più concreti, tra cui la questione energetica.</p>
<h2>Relazioni strategiche</h2>
<p>Il premier Orban ha, infatti, ribadito la necessità che l&#8217;Ungheria aderisca al <a href="https://it.insideover.com/politica/turkish-stream-gas-putin-erdogan-europa.html">progetto del gasdotto TurkStream</a>, che dovrebbe portare il gas russo verso Budapest passando da Turchia, Bulgaria e Serbia bypassando così l&#8217;Ucraina. Mosca e Kiev sono ai ferri corti, da tempo, anche sulle questioni energetiche e devono stipulare, ma stanno incontrando difficoltà in tal senso, un accordo che garantisca il passaggio degli idrocarburi russi verso l&#8217;Europa mediante il gasdotto che passa dall&#8217;Ucraina. L&#8217;Ungheria <a href="https://www.google.com/amp/s/sg.news.yahoo.com/amphtml/putin-visits-close-eu-ally-hungary-again-041023187.html">dipende</a>, per l&#8217;85 per cento del suo fabbisogno energetico, dal gas proveniente da Mosca e malgrado Orban abbia affermato di voler diversificare gi approvvigionamenti potrebbe risentire di una rinnovata crisi tra Mosca e Kiev. La cooperazione con la Federazione Russa aveva coinvolto, in passato, anche il settore del nucleare: Mosca aveva accettato di potenziare, nel 2014, il reattore nucleare di Paks ma questo progetto non avrà inizio prima del 2030.</p>
<p>Vladimir Putin ha inoltre reso noto di aver parlato con il premier ungherese di come si potrebbero <strong>normalizzare</strong> i rapporti tra Bruxelles e Mosca, danneggiati da cinque anni di sanzioni. Orban ha ricordato come il 2018 sia stato il primo anno, dall&#8217;introduzione di queste misure, in cui il volume degli scambi commerciali con la Federazione Russa sia nuovamente aumentato e come un miglioramento delle relazioni tra Unione Europea e Russia possa portare solamente benefici all&#8217;Ungheria.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il premier ungherese è artefice, da tempo, di una politica diplomatica creativa: pur volendo mantenere Budapest all&#8217;interno di <a href="http://www.xinhuanet.com/english/2019-10/31/c_138516359.htm">Nato</a> ed Unione Europea, infatti, non disdegna costanti <strong>aperture</strong> verso Mosca e gli incontri con gli alti vertici russi sono ormai divenuti frequenti. Orban, in sintesi, vuole ottenere il massimo tanto dalla membership nelle strutture di cooperazione euro-atlantiche quanto dalla relazione con il Cremlino e costruire per la sua nazione il ruolo di <a href="https://it.euronews.com/2019/10/29/mosca-budapest-domani-nuovo-incontro-ungheria-cavallo-di-troia-in-europa">ponte</a> tra Est ed Ovest. In questo modo il Paese dell&#8217;Europa centrale è in grado di conseguire un ruolo diplomatico di primo piano nello scenario regionale ed il Cremlino può affermare che non tutti gli Stati europei vedono Mosca sotto una cattiva luce. I problemi di <strong>coesione interna</strong> a Bruxelles rischiano, anche a causa delle iniziative di Orban, di esacerbarsi ancora di più e la stessa Unione potrebbe fare fatica a formulare un approccio coerente verso Mosca. Al momento le posizioni di Budapest circa le relazioni con Mosca sono più marginali ma qualora i movimenti sovranisti si imponessero in altre nazioni europee ci potrebbe essere un&#8217;ulteriore frammentazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Erdogan vola a Mosca da Putin per decidere il futuro della Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mosca-russia-turchia-siria-putin-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 06:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Primo faccia a faccia fra Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin del 2019. Questa volta, i due leader si incontrano a Mosca. E per loro si tratta del nono incontro dal 2018 ad oggi. Segno inequivocabile dell&#8217;importanza dell&#8217;asse fra Russia e Turchia consolidato nell&#8217;ultimo periodo dalle due presidenze. Asse economico, senza dubbio, ma prima ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mosca-russia-turchia-siria-putin-erdogan.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180404184818_26098664-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Primo faccia a faccia fra <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> e <strong>Vladimir Putin</strong> del 2019. Questa volta, i due leader si incontrano a Mosca. E per loro si tratta del nono incontro dal 2018 ad oggi. Segno inequivocabile dell&#8217;importanza dell&#8217;asse fra Russia e Turchia consolidato nell&#8217;ultimo periodo dalle due presidenze. Asse economico, senza dubbio, ma prima ancora <strong>strategico</strong>. Nessuno può fare a meno dell&#8217;altro. Ed è forse questa la migliore garanzia del fatto che fra Ankara e Mosca la sinergia non possa che aumentare.</p>
<p>Nell&#8217;agenda dei colloqui moscoviti, priorità sarà data alla <strong>Siria</strong>. La guerra che ormai quasi otto anni sconvolge il Paese mediorientale coinvolge direttamente l&#8217;esercito turco e quello di Putin. E i piani di Erdogan per il nord del Paese contrastano con la strategia russa per Idlib e per i curdi. Fino a questo momento, fra le due potenze del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/importanza-mar-nero/">Mar Nero</a> c&#8217;è stata una sorta di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/idlib-accordo/">pace armata che ha visto in Idlib</a> l&#8217;esempio perfetto di come potesse funzionare: un totale congelamento delle armi in vista di uno scontro finale che tutti sembrano aspettare come ineluttabile. Ma finora, il tempo, che in questi casi può essere tiranno, è stato magnanimo.</p>
<p>La <strong>tregua</strong> resiste nell&#8217;ultima roccaforte jihadista della Siria. E si è scongiurato un esodo biblico che avrebbe portato Erdogan a riaprire il flusso dei migranti verso la Grecia e Putin a subire una sconfitta d&#8217;immagine che non può permettersi. &#8220;Vediamo che i partner turchi stanno facendo molto per eliminare la minaccia terroristica proveniente da Idlib&#8221;, ha detto Putin, ma &#8220;allo stesso tempo, dobbiamo lavorare insieme per eliminare finalmente le tensioni nell&#8217;area&#8221;. E ha ribadito: &#8220;Il mantenimento del cessate il fuoco non deve andare a scapito della <strong>lotta al terrorismo</strong>, che deve andare avanti&#8221;.</p>
<p>Ma Idlib è solo uno dei tanti tasselli da mettere insieme in questa difficilissima e intricata guerra di Siria. Ed è proprio per questa complessità, che Erdogan e Putin sanno che l&#8217;unica soluzione è che siano loro i demiurghi del futuro assetto della Siria. Il Sultano non vuole che i Paesi arabi nemici della Fratellanza musulmana abbiano il sopravvento sui suoi <strong>piani neo-ottomani</strong>. Lo Zar, invece, vuole che nessuno (turchi compresi) possa mettere a repentaglio la stabilizzazione della Siria e la sua strategia per il Medio Oriente. E se può strappare un alleato agli Stati Uniti e alla Nato, allora concorda sulla possibilità di fare asse anche con un personaggio scomodo come il leader turco.</p>

<p style="text-align: center">La guerra in Siria è ancora fondamentale. E noi vogliamo tornare sul campo per raccontarvela. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/">Scopri come sostenerci</a></p>
<p>Difficile chiamarla alleanza, più facile chiamarla convergenza d&#8217;interessi. E in politica, in molti casi, questa condizione è addirittura migliore di un&#8217;amicizia che perde di significato. Specie in un momento in cui Ankara osserva con attenzione l&#8217;evolversi del ritiro americano dalla Siria dopo <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-usa-lasceranno-la-siria-ritiro-delle-truppe-completo/">l&#8217;annuncio di Donald Trump</a> di ritirare il contingente Usa.</p>
<p>La Turchia ha prima ricevuto il via libera di Trump per monitorare e sconfiggere l&#8217;Isis nell&#8217;area, poi però gli Stati Uniti hanno fatto marcia indietro chiedendo garanzie sui curdi dello <strong>Ypg</strong>. Parole che hanno fatto infuriare Erdogan a tal punto da minacciare l&#8217;ingresso delle forze armate nel nord-est siriano e l&#8217;avvio di un controllo congiunto con Russia e Iran sullo smantellamento delle forze del Pentagono. Il tutto mentre le forze siriane sono giunte a Manbij chiamati dai curdi.</p>
<p>Sotto questo profilo, le parole dii Erdogan e Putin sono state chiare. Il capo del Cremlino, in conferenza con l&#8217;omologo russo, ha detto che il <strong>ritiro Usa</strong>, &#8220;se sarà realizzato veramente&#8221;, è un passo &#8220;positivo&#8221; che aiuterà a stabilizzare la situazione nel nord-est della Siria. E da Mosca, Putin ha confermato di auspicare che si instauri &#8220;un dialogo tra Damasco e i rappresentanti curdi&#8221;. &#8220;Un tale dialogo contribuirà senza dubbio al consolidamento della società siriana e alla<strong> riconciliazione nazionale</strong>, ne beneficerà non solo la Siria, ma tutti gli Stati confinanti&#8221;, ha concluso il presidente russo.</p>

<p>Erdogan, dal canto suo, è stato più duro. Ma fa parte del ruolo. Il presidente turco ha dichiarato senza mezzi termini che la Turchia &#8220;ripulirà il nord della Siria da <strong>Isis</strong> e curdi del Pyd-Ypg&#8221;. Per il leader turco &#8220;è importante che la partenza degli americani non lasci un vuoto e faremo tutto il possibile&#8221;.</p>
<p>Ma l&#8217;asse fra Russia e Turchia non riguarda solo la Siria. È una partnership che può essere considerata a 360° e che mostra come i due antichi imperi, divisi dal Mar Nero, abbiano unito le loro forze in vista di un periodo di grandi cambiamenti politici. Prova di questa unità d&#8217;intenti è la delegazione che è giunta nella capitale russa. Insieme a Erdogan sono presenti a Mosca il ministro degli Esteri <strong>Mevlut Cavusoglu</strong>, il ministro della Difesa, <strong>Hulusi Akar</strong>, il capo dei servizi segreti, <strong>Hakan Fidan</strong>, il portavoce del presidente,<strong> Ibrahim Kalin</strong>, <strong>Fahrettin Altun</strong>, capo della comunicazione, il ministro dell&#8217;Energia, <strong>Fatih Donmez</strong>, e quello delle politiche agricole, <strong>Bekir Pakdemirli</strong>.</p>
<p>Da questa delegazione, si possono capire i quattro cardini sui si fonda l&#8217;asse turco-russo: Siria, Difesa, gas (in particolare il <a href="http://www.occhidellaguerra.it/turkish-stream-gas-putin-erdogan-europa/">Turkish Stream</a>) e interscambio commerciale, specialmente di cereali. &#8220;Andiamo avanti con il Turkish Stream &#8211; ha dichiarato trionfalmente Erdogan &#8211; e siamo all&#8217;inizio di un anno in cui realizzeremo grandi cose insieme, dopo i 6 milioni di russi che hanno visitato la Turchia lo scorso anno. <strong>Diventeremo ancora più forti</strong>&#8220;.</p>
<p>Un asse che si consolida e che potrebbe diventare fondamentale nella prossima strategia di Mosca e di Ankara in Medio Oriente. Soprattutto perché al prossimo summit internazionale sulla Siria, saranno loro a partecipare insieme a Francia e Germania. Senza dimenticare i <strong>Balcani</strong>, dove sia Russia che Turchia hanno intenzione di radicare le proprie posizioni strategiche.</p>

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		<title>L&#8217;asse Russia-Turchia  dietro Turkish stream</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/turkish-stream-gas-putin-erdogan-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 06:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia russa per il gas passa anche per il gasdotto Turkish Stream, che, insieme al Blue Stream, costituisce l&#8217;asse dell&#8217;oro blu fra Russia e Turchia. I due Stati, che condividono il Mar Nero, hanno da tempo formato un&#8217;alleanza energetica che si fonda non solo sul gas ma anche sull&#8217;energia nucleare. Il sogno di Recep &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/turkish-stream-gas-putin-erdogan-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20180907175515_27224654-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La strategia russa per il <strong>gas</strong> passa anche per il gasdotto <strong>Turkish Stream</strong>, che, insieme al <strong>Blue Stream</strong>, costituisce l&#8217;asse dell&#8217;oro blu fra Russia e Turchia.</p>
<p>I due Stati, che condividono <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/importanza-mar-nero/">il Mar Nero</a>, hanno da tempo formato un&#8217;alleanza energetica che si fonda non solo sul gas ma anche sull&#8217;energia nucleare. Il sogno di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> è quello di trasformare la Turchia non solo in una potenza militare e politica, ma anche energetica. E per farlo, ha bisogno di Mosca, che può fornire non solo il gas per il mercato turco, ma anche la <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/erdogan-putin-nucleare/">tecnologia per le centrali nucleari</a>, oltre che trasformarla nell&#8217;<strong>hub</strong> del gas russo per l&#8217;Europa sud-orientale.</p>
<p>A questo scopo, sono essenziali due pipeline: il Blue Stream, che è già attivo, e il Turkish Stream, in fase di completamento e con la parte off-shore già realizzata e <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-erdogan-gas-russia-turchia/">inaugurata con una cerimonia in Turchia</a> cui ha partecipato anche <strong>Vladimir Putin</strong>.</p>
<h2>Il percorso del Turkish Stream</h2>
<p>Il gasdotto Turkish Stream è composto da due linee parallele con una capacità totale di 31.5 miliardi di metri cubi all&#8217;anno. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://turkstream.info/project/">Come riportato dal sito del progetto</a>, sarà il primo sistema di tubi da 32 pollici posato a una profondità subacquea di oltre 2 chilometri. E ciascuna delle due linee è costituita da migliaia di tubi lunghi 12 metri ciascuno.</p>
<p>La pipeline parte dalla stazione di compressione di <strong>Russkaya</strong> vicino ad Anapa . Percorre il Mar Nero per circa 910 chilometri fino a <strong>Kiyikoy</strong>, punto di approdo in Turchia. Da lì, un altro gasdotto di 180 chilometri arriverà a <strong>Lüleburgaz</strong>, dove si unirà alla rete già esistente.</p>
<p>Il progetto è realizzato dalla South Stream Transport Bv, una società sussidiaria di <strong>Gazprom</strong>, che è stata originariamente istituita per l&#8217;implementazione del progetto<strong> South Stream</strong>. Poi, una volta fallito il sogno South Stream, ha &#8220;ripiegato&#8221; sul Turkish Stream.</p>

<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-316887" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/gas-russo-turchia-1024x785.png" alt="gas russo turchia" width="1024" height="785" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/gas-russo-turchia-1024x785.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/gas-russo-turchia-300x230.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/gas-russo-turchia-768x589.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/gas-russo-turchia-1536x1178.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/gas-russo-turchia-2048x1571.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La storia del Turkish Stream</h2>
<p>L&#8217;idea di rafforzare l&#8217;asse fra Russia e Turchia è nata dopo la realizzazione del Blue Stream. Nel 2009, il presidente russo Putin intavolò delle trattative con il suo omologo turco per approvare una seconda linea del gasdotto realizzato nel 2005 dalla joint-venture <strong>Gazprom-Eni</strong>. Ma il progetto non è mai stato preso troppo sul serio e nel 2014 è stato definitivamente abbandonato per lasciare spazio al Turkish.</p>
<p>Il primo dicembre 2014, <strong>Alexey Miller</strong>, presidente del comitato di gestione di Gazprom e <strong>Mehmet Konuk</strong>, presidente del consiglio di amministrazione di Botas Petroleum Pipeline Corporation, hanno firmato ad Ankara il primo memorandum d&#8217;intesa sulla costruzione di un gasdotto attraverso il Mar Nero dalla Russia verso la Turchia.</p>
<p>Il memorandum, firmato alla presenza di Putin ed Erdogan, ha previsto che 14 miliardi di metri cubi di gas russo sarebbero stati destinati ai consumatori turchi, mentre circa 50 miliardi di metri cubi di gas sarebbero stati trasportati al confine fra Grecia e Turchia per prendere la rotta dell&#8217;Europa.</p>
<p>Il progetto è iniziato però con un grave incidente che stava per causare il blocco dei lavori: il 24 novembre 2015, due F-16 turchi <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-aereo-militare-abbattuto-jet-turchi-ankara-aveva-sconf-1197936.html">hanno abbattuto un Sukhoi Su-24</a>. Nelle fasi successive all&#8217;abbattimento, il ministero dello Sviluppo economico russo della Russia dichiarò che il progetto del gasdotto Turkish Stream rientrava nelle misure restrittive contro la Turchia. E la parte russa, seguita da quella turca, sospese unilateralmente i colloqui.</p>
<p>I colloqui sono ripresi poi a luglio 2016, come parte della <strong>riconciliazione</strong> fra Russia e Turchia. Mosca accettò le scuse di Ankara per quanto avvenuto sui cieli turchi. E da quel momento, aumentò la partnership strategica fra i due Stati, a tal punto che la Turchia è riuscita a diventare una sorta di hub degli interessi strategici russi in Medio Oriente.</p>
<p>Come spiegato dall&#8217;analista <strong>Costantino Moretti</strong> a <em>Occhi della Guerra</em>, &#8220;il Turkish Stream è un&#8217;ulteriore dimostrazione della spregiudicatezza di Erdogan a condurre azioni diplomatiche su più tavoli avendo sempre come obiettivo la difesa o la promozione degli interessi nazionali&#8221;. E l&#8217;obiettivo, almeno fino a questo momento, sembra sia stato raggiunto visto che &#8220;pur essendo ancora aperta la questione relativa alla gestione/distribuzione degli ingenti quantitativi di gas scoperti sotto i fondali del Mar Mediterraneo orientale, con la realizzazione del Turkish, la Turchia ha posto una forte ipoteca a diventare hub gasiero dell&#8217;area mediterranea compromettendo, forse definitivamente, le residue speranze italiane al riguardo&#8221;.</p>
<p>I lavori per la parte off-shore del gasdotto sono terminati a novembre 2018, con la cerimonia di Istanbul. Nello stesso mese, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://sputniknews.com/business/201811271070178095-serbia-building-turkstream/">la Serbia ha annunciato</a> la preparazione per la costruzione della seconda tappa del gasdotto entro la fine del  2019.</p>
<h2>L&#8217;interesse strategico russo</h2>
<p>La realizzazione del Turkish Stream rappresenta una mossa fondamentale della strategia della Russia per portare il gas in Europa. &#8220;Con il completamento del Turkish e del <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/limportanza-gasdotto-nord-stream-due/">Nord Stream 2</a> &#8211; spiega Moretti &#8211; la Russia centrerà il proprio obiettivo strategico di <strong>diversificazione delle rotte</strong> di fornitura del gas all&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Attualmente, la Russia è il più grande fornitore di gas per l&#8217;Unione europea. E questo dato di fatto contrasta con la politica energetica dell&#8217;Ue, che invece punta, insieme agli Stati Uniti, a diversificare le fonti energetiche onde evitare che Mosca rappresenti un elemento imprescindibile dal gas europeo.</p>
<p>Una scelta politica che Bruxelles ha già chiarito attraverso il ruolo dato alla <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/gasdotto-tap/">realizzazione del Tap</a>, al <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/progetto-east-med-gasdotto/">progetto East-Med</a>, e ai dubbi riguardano il completamente del Nord Stream 2. Ma che contrasta con due altri fattori estremamente importanti: la strategia della Russia, da sempre estremamente lineare e coerente, e la vaghezza degli interessi europei.</p>
<p>Su questo punto, Moretti insiste: &#8220;Romano Prodi in un recente articolo apparso su <em>Il Messaggero</em> ha affermato testualmente: &#8216;l&#8217;Unione Europea che non ha la forza politica per definire obiettivi comuni al suo interno, non può certo proiettarli all&#8217;esterno&#8217;. Il Nord Stream 2 e il Turkish Stream rappresentano la testimonianza tangibile della veridicità dell&#8217;affermazione di Prodi, almeno riguardo gli obiettivi comuni di politica energetica del gas, cioè la diversificazione dei fornitori di gas all&#8217;Ue&#8221;.</p>
<p>In questo senso, la strategia del Cremlino appare non solo chiara, ma anche vincente, dal momento che si comincia a parlare non solo di un <strong>secondo ramo</strong> del Turkish diretto verso la <strong>Bulgaria</strong>. Come riportato da <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.agenzianova.com/a/0/2237707/2018-12-24/speciale-energia-bulgaria-lanciata-gara-per-allacciamento-a-gasdotto-turkish-stream"><em>Agenzia Nova</em></a> a dicembre, &#8220;l&#8217;operatore bulgaro della rete del gas, <strong>Bulgartranssgaz</strong>, ha ufficializzato la decisione di aprire la gara bandita per la costruzione di un gasdotto volto a trasportare il gas naturale russo dalla Turchia alla Serbia attraverso il territorio della Bulgaria&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il gasdotto servirà a trasportare il gas russo in arrivo tramite il Turkish Stream, includendo così Bulgaria e Serbia nelle diramazioni dell&#8217;infrastruttura energetica&#8221; e, prosegue l&#8217;agenzia, &#8220;la società russa Gazprom avrebbe deciso il percorso della seconda linea del gasdotto Turkish Stream, che attraverserebbe Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovacchia&#8221;. E nel frattempo, la Russia ha già iniziato a pensare di <a href="https://www.lastampa.it/2018/12/17/esteri/denis-manturov-le-sanzioni-non-fermano-le-vostre-aziende-e-il-tap-serve-anche-al-gas-russo-vSOjRx8PjPUI1RoVOfruNJ/premium.html">utilizzare il Tap</a> per trasportare eventualmente il gas russo del Turkish, riprendendo mano al progetto del gasdotto off-shore <strong>Poseidon</strong>,</p>
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		<title>Putin-Erdogan, è asse del gas  Russia e Turchia sempre più unite</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-erdogan-gas-russia-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2018 08:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="940" height="580" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan.jpg 940w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p>
<p>L&#8217;asse fra Russia e Turchia passa anche per il gas. Vladimir Putin è a Istanbul per la cerimonia organizzata da Recep Tayyip Erdogan per il completamento della sezione marittima del Turkish Stream, il gasdotto che collega i giacimenti russi alla Turchia. Una volta completata, l&#8217;infrastruttura trasporterà 15,7 miliardi di metri cubi di gas ogni anno attraverso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-erdogan-gas-russia-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="940" height="580" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan.jpg 940w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/putin-erdogan-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p><p>L&#8217;asse fra <strong>Russia</strong> e <strong>Turchia</strong> passa anche per il <strong>gas</strong>. <strong>Vladimir Putin</strong> è a Istanbul per la cerimonia organizzata da <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> per il completamento della sezione marittima del <strong>Turkish Stream</strong>, il gasdotto che collega i giacimenti russi alla Turchia. Una volta completata, l&#8217;infrastruttura trasporterà 15,7 miliardi di metri cubi di gas ogni anno attraverso due diversi canali: il primo sarà destinato esclusivamente ad Ankara; il secondo, invece, sarà diretto all&#8217;Europa. Il gas rappresenta una delle migliori armi della diplomazia russa.E la strategia di Putin e di Erdogan è quella di far transitare il gas russo nel Paese anatolico per diventare a loro volta esportatore e hub del gas in Europa.</p>
<p>Russia-Turchia trionfo della <em>realpolitik</em></p>
<p>Il gas è solo uno degli elementi che serve a cementare una partnership che, fino a qualche anno fa, sembrava impossibile da ristabilire. Appena tre anni fa, fra Ankara e Mosca volavano accuse gravissime dopo l&#8217;abbattimento del <strong>jet russo</strong> ad opera della contraerea turca. Ma dal momento del fallito colpo di Stato, Erdogan e Putin hanno riallacciato i rapporti. a ricomposizione dei rapporti fra Erdogan e Putin è stato forse uno degli esempi più cristallini di <em>realpolitik</em>, visto che l&#8217;orgoglio nazionalista del sultano e quello ferito di Putin, potevano effettivamente mettere a repentaglio la tenuta della stabilità del Mar Nero. Ma ha prevalso la razionalità. A tal punto che oggi i due Paesi si possono considerare se non propriamente alleati, sicuramente partner su molti fronti: in particolare per quanto riguarda la Siria.</p>

<p>Del resto basta vedere alcuni dati per comprendere l&#8217;importanza della Turchia per la Russia, ma soprattutto della Russia per la Turchia. <strong>Ankara importa il 90% del proprio fabbisogno di gas</strong>. Di questa immensità quantità di oro blu, il <strong>60% arriva proprio dalla Russia</strong>. Difficile credere che Erdogan potesse rompere con Putin quando la sua popolazione riscalda le proprie case in gran parte grazie ai giacimenti russi. A questo, si aggiunge l&#8217;importanza strategica di evitare un conflitto con Mosca non solo per quanto riguarda la Siria, ma anche per riequilibrare i rapporti con gli Stati Uniti e con la Nato. Mostrarsi indipendente rispetto a Washington ai comandi dell&#8217;Alleanza atlantica significa anche essere più affini al Cremlino.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>A proposito di Siria, l&#8217;incontro di oggi fra il Sultano e lo Zar arriva a meno di un mese dal loro ultimo vis-à-vis, a Istanbul, lo scorso 27 ottobre. Nel summit sul destino di Damasco, Putin ed Erdogan, insieme ad Angela Merkel ed Emmanuel Macron, hanno iniziato a mettere sul tavolo una road-map condivisa sul futuro della Siria. Un futuro in cui un ruolo centrale non lo ha soltanto la permanenza di<strong> Bashar al-Assad</strong>, voluto da Mosca e non tollerato da Ankara, ma soprattutto Idlib, crocevia di interessi contrapposti che lega indissolubilmente Russia e Turchia.</p>
<p>Gli Stati Uniti guardano con molta attenzione</p>
<p>Una legame che però inizia a essere molto scomodo a Washington. Nei primi mesi di questa &#8220;luna di miele&#8221; fra Erdogan e Putin, dalla casa Bianca sono arrivate soprattutto pressioni nei confronti della Turchia. Gli Stati Uniti hanno iniziato a rafforzare le postazioni militari nel Rojava per sulla riva sinistra del&#8217;Eufrate per sostenere i curdi e dare un chiaro segnale ad Ankara. Poi è arrivato l&#8217;assedio mediatico sul caso del pastore <strong>Andrew Brunson</strong>, in parallelo alla mancata estradizione di <strong>Fetullah Gulen</strong>. Infine, l&#8217;attacco alla lira turca, che ha perso sensibilmente il proprio valore proprio nel momento più alto dello scontro fra Ankara e Washington.</p>
<p>Ma dopo questi continui moniti da parte americana, è arrivato anche il primo segnale distensivo: l&#8217;esenzione della Turchia dalle sanzioni sul petrolio iraniano. Una scelta che, unita al fatto in America non sembrano intenzionati a sanzionare ulteriormente la banca turca <strong>Halkbank</strong>, accusata di aver raggirato l&#8217;embargo, dimostra la volontà degli Stati Uniti di non rischiare di trascinare la Turchia sotto l&#8217;ombrello moscovita. Un pericolo per il Pentagono e la Nato, ma soprattutto un grande risultato da parte di Erdogan, che continua a giocare su due tavoli una partita a dir poco pericolosa. Ma da cui sembra uscire sempre indenne.</p>

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		<title>Orban gioca su due fronti:  asse con Putin restando nel Ppe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/orban-punta-a-giocare-su-due-fronti-asse-con-putin-restando-nel-ppe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 07:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Popolare Europeo (Ppe)]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L&#8217;incontro di martedì 18 settembre al Cremlino tra il primo ministro ungherese Viktor Orban e il presidente russo Vladimir Putin ha rappresentato la risposta ufficiale del leader di Budapest alla recente votazione di sfiducia contro l&#8217;operato del suo governo da parte del Parlamento europeo e l&#8217;occasione, per Putin, per rinsaldare l&#8217;alleanza con un&#8217;Ungheria divenuta centrale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-punta-a-giocare-su-due-fronti-asse-con-putin-restando-nel-ppe.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8477953-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L&#8217;incontro di martedì 18 settembre al Cremlino tra il primo ministro ungherese <strong>Viktor Orban</strong> e il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> ha rappresentato la risposta ufficiale del leader di Budapest alla recente votazione di sfiducia contro l&#8217;operato del suo governo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/leuropa-si-spacca-su-orban-e-saltano-anche-alleanze-1574606.html" target="_blank">da parte del Parlamento europeo</a> e l&#8217;occasione, per Putin, per rinsaldare l&#8217;alleanza con un&#8217;Ungheria divenuta centrale nella sua strategia nel Vecchio Continente.</p>
<p>Il Partito popolare europeo a cui Fidesz, la formazione di Orban, appartiene <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lungheria-e-macron-dividono-leuropa-in-vista-delle-elezioni-il-ppe-e-spaccato/">si è spaccato nel voto sull&#8217;Ungheria</a> ma non pare attualmente intenzionato a perdere l&#8217;appoggio e i voti potenzialmente decisivi di un leader che viaggia sempre più forte nei sondaggi per le elezioni europee e potrebbe mandare nell&#8217;emiciclo comunitario una pattuglia notevolmente ampia. Orban ha avuto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/condanna-orban/" target="_blank">letteralmente mano libera</a> dopo che Strasburgo ha deliberato nei suoi confronti, sdoganando una strategia spregiudicata ma non irrazionale: rafforzare il perno russo nello stesso momento in cui difende saldamente la sua posizione nell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Putin e Orban tra politica e affari</p>
<p>A Mosca, Putin ha riservato ad <a href="http://www.occhidellaguerra.it/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban/" target="_blank">Orban </a>parole di sostegno, <strong>appoggio politico</strong>, promesse di <strong>collaborazione</strong> economica, soprattutto nel <strong>settore energetico</strong>. E gli ha offerto una sponda sul tema dei <strong>migranti</strong>, criticando la politica europea che, secondo lui, incoraggia gli arrivi. </p>
<p>&#8220;Orban&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2018/09/18/putin-orban/223702/" target="_blank">scrive </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2018/09/18/putin-orban/223702/" target="_blank">Lettera43</a>,</em> &#8220;ha annunciato il raggiungimento di un accordo per le<strong> forniture di gas</strong> russo all&#8217;Ungheria nel 2020. Un&#8217;intesa importante per Budapest, che importa da Mosca il 60% del <strong>metano</strong> di cui ha bisogno. Putin ha inoltre detto di non escludere il passaggio del gasdotto <strong>TurkStream</strong> dal territorio ungherese&#8221;, qualora ne fosse deciso il prolungamento verso l&#8217;Europa.</p>
<p>Risultati importanti per Orban, leader di un&#8217; Ungheria che importa dalla Russia il 60% del gas di cui ha bisogno e addirittura l&#8217; 89% del petrolio. &#8220;Il fiore all&#8217; occhiello della collaborazione tra Mosca e Budapest&#8221;, secondo <em>La Stampa,</em> &#8220;resta però il progetto dell&#8217; agenzia atomica russa Rosatom per ampliare la centrale nucleare ungherese di Paks con due nuovi reattori. Per portare a termine il suo piano, Orban si servirà di un finanziamento russo di 10 miliardi di euro. L&#8217; Ue ha dato luce verde e Putin ha promesso che i lavori inizieranno presto. Probabilmente già quest&#8217; anno&#8221;.</p>
<p>Orban, testa di ponte tra il Ppe e la Russia?</p>
<p>Questa familiarità tra Putin e Orban, suffragata da importanti accordi di collaborazione, potrebbe risultare determinante, paradossalmente, per consolidare la posizione di Fidesz nel Ppe. Non è un mistero, infatti, che dopo aver spinto notevolmente negli anni passati per un approccio duro alla Russia la formazione del centro-destra comunitario sia destinata a portare avanti un approccio più temprato.</p>
<p>&#8220;Il partito di Putin <strong>Russia Unita</strong> ha un accordo di collaborazione con la Lega del vice premier italiano Matteo Salvini&#8221;, continua il quotidiano torinese. &#8220;Ma anche con i nazionalisti austriaci di Fpö, il cui leader, Heinz-Christian Strache, è vice cancelliere nel governo di Sebastian Kurz. In Cechia, il Cremlino può contare sul presidente Milos Zeman, in Bulgaria su Rumen Radev, in Slovacchia sul premier Peter Pellegrini&#8221;: una pattuglia di cui Orban è riconosciuto come guida e che potrebbe pesare notevolmente in sede di decisione sul rinnovo delle sanzioni a Mosca, nella quale si potrebbe rompere il fronte di Visegrad data la forte<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-polonia-kaczynski-la-chiesa-gli-stati-uniti/"> posizione anti-russa della Polonia</a>.</p>

<p style="text-align: justify">Ma anche nel Ppe non mancano le ali più dialoganti: alla storica amicizia tra Putin e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si è aggiunta, nell&#8217;ultimo anno e mezzo, una crescente sintonia con i repubblicani francesi e, più di recente, un pragmatico dialogo con la Germania di Angela Merkel, il cui alleato <a href="http://www.occhidellaguerra.it/davvero-horst-seehofer-alter-ego-conservatore-della-merkel/">Horst Seehofer</a> guarda con simpatia alla Russia. In tempi futuri, l&#8217;oggi stigmatizzato Orban potrebbe rivelarsi un alleato importante e inaspettato: per questo la visita a Mosca non etichetta, ma rafforza, il sempre dinamico leader di Budapest che potrebbe, in vista delle europee, ricomporre un mosaico che solo pochi giorni fa appariva irrimediabilmente in frantumi.</p>
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		<title>La Turchia più vicina alla Russia  e in rotta di collisione con la Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-turchia-piu-vicina-alla-russia-rotta-collisione-la-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2017 11:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1181" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707-768x605.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707-1024x806.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>A partire dal fallito colpo di Stato del luglio 2015, la Turchia di Erdogan ha avviato un graduale processo di allontanamento dal suo tradizionale posizionamento in seno al dispositivo di sicurezza Nato in Medio Oriente per criticare sempre di più le politiche degli Stati Uniti e dei loro alleati nella regione Il riposizionamento di Ankara, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-piu-vicina-alla-russia-rotta-collisione-la-nato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1181" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707-768x605.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171213130953_25250707-1024x806.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>A partire dal fallito colpo di Stato del luglio 2015, la <strong>Turchia</strong> di Erdogan ha avviato un graduale processo di allontanamento dal suo tradizionale posizionamento in seno al dispositivo di sicurezza Nato in Medio Oriente per criticare sempre di più le politiche degli Stati Uniti e dei loro alleati nella regione</p>
<p>Il riposizionamento di Ankara, funzionale in primo luogo ad evitare che il disastroso coinvolgimento nella guerra civile siriana si trasformasse in una vera e propria disfatta, é passata in primo luogo per una completa ristrutturazione dei rapporti con la Russia. Dopo essere precipitate <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/russia-turchia-la-rivalita-infinita/" target="_blank">nel più completo gelo nel novembre 2015</a> a seguito dell&#8217;abbattimento di un Su-24 dell&#8217;aviazione russa da parte di caccia turchi, infatti, le relazioni bilaterali tra Mosca e Ankara hanno assistito a un graduale miglioramento.</p>
<p>Il 2017 ha segnato una drastica accelerazione in questo processo, con la Turchia coinvolta a fianco di Russia e Iran <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/quellincontro-sochi-decidere-quale-sara-futuro-della-siria/">nei colloqui che decreteranno, sul lungo termine, l&#8217;assetto della Siria</a> dopo la vittoriosa difesa del legittimo governo di Damasco e intenta, al tempo stesso, a sviluppare una strategia &#8220;euroasiatica&#8221; che ha rimpiazzato le utopistiche ambizioni neo-ottomane degli ultimi anni.</p>
<p>Nel 2017, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-07-14/turchia-piu-lontana-dall-europa-e-piu-ambigua-la-nato-114150.shtml?uuid=AEXYVPxB" target="_blank">ha scritto Alberto Negri sul <em>Sole 24 Ore</em></a>, &#8220;sono accadute cose forse impensabili nel 2016 quando Erdogan gridava ai quattro venti che Assad se ne doveva andare [&#8230;] Non solo la Turchia non è più in linea con la Nato, ma appare oramai fuori dall&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Non solo Siria: Russia e Turchia sempre più vicine sul piano economico</p>
<p>La ritrovata sintonia tra Russia e Turchia si é declinata nelle sempre più frequenti consultazioni tra Vladimir Putin e Recep Tayip Erdogan, che si sono incontrati ben otto volte nel corso del 2017, ed è stata cementata dal rilancio di proficue relazioni economiche.</p>
<p>Di primaria importanza é stata, sicuramente, la ripresa delle discussioni sul gasdotto Turkish Stream, che la Russia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://chelorg.com/2017/05/07/gazprom-has-started-construction-of-the-offshore-section-of-turkish-stream/" target="_blank">ha iniziato a realizzare nel mese di maggio</a>, completando i lavori a novembre nell&#8217;area marittima di sua competenza esclusiva; Turkish Stream é una sfida diretta alle strategie statunitensi basate sull&#8217;esportazione in Europa del surplus di produzione interna sotto forma di GNL.</p>
<p>Assieme all&#8217;Egitto, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-egitto-incontrare-al-sisi-rilanciare-la-cooperazione-bilaterale/">con cui ha recentemente concluso memorandum di intesa</a>, e all&#8217;Iran, partner di lungo corso, la Russia ha nella Turchia uno dei primi partner economici in Medio Oriente: come nel caso dell&#8217;Egitto, anche in Turchia la Russia si é impegnata a investire consistentemente nello sviluppo del settore nucleare civile. <a href="http://www.atimes.com/turkey-switches-full-defiance-us-continues-putin-courtship/" target="_blank">Come riportato da <em>Asia Times, </em>infatti, </a> la Turchia vedrà lo sviluppo da parte di compagnie russe del reattore e dell&#8217;impianto nucleare di Akkuyu, con un investimento stimato pari a 25 miliardi di dollari.</p>
<p>La svolta euroasiatica della Turchia</p>
<p>Complementari alle relazioni tra Ankara e Mosca sono le mosse della Turchia per acquisire una concreta proiezione geostrategica sulla piattaforma continentale euroasiatica e ottenere concreti vantaggi dal piano di integrazione a trazione cinese, la <em>Belt and Road Initiative, </em>e dai progetti collaterali.</p>
<p>Erdogan si è recato a Pechino a maggio per partecipare al forum sulla &#8220;Nuova Via della Seta&#8221; e sancire l&#8217;interesse della Turchia per il progetto. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.atimes.com/article/turkey-iran-russia-india-playing-new-silk-roads/" target="_blank">Pepe Escobar ha scritto su <em>Asia Times</em></a> che l&#8217;integrazione turca nell&#8217;ordine geopolitico euroasiatico potrebbe essere rafforzato dalla realizzazione dell&#8217;imponente linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars (BTK), definita da Erdogan come un&#8217;importante catena della &#8220;Nuova Via della Seta&#8221;.</p>
<p>Complementare alla linea ferroviaria BTK potrebbe essere un gasdotto parallelo a Turkish Stream,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.tanap.com/tanap-project/why-tanap/" target="_blank"> il Trans-Anatolian Gas Pipeline (TANAP)</a>, che garantirebbe al gas estratto nel giacimento azero di Shah Deniz-2 di raggiungere i mercati europei.</p>

<p>L&#8217;interesse della Turchia per l&#8217;Eurasia é corrisposta dalla volontà di Russia e Cina di portare Ankara come membro a pieno titolo della Shangaii Cooperation Organization (SCO) e dal rafforzamento dei legami con le repubbliche ex-sovietiche dell&#8217;Asia Centrale, cruciali per il dispiegamento dei grandi progetti geopolitici in cantiere: negli ultimi giorni di ottobre, ad esempio, Ankara <a href="https://thediplomat.com/2017/10/an-uzbek-president-touches-down-in-turkey-for-the-first-time-in-18-years/" target="_blank">ha ricevuto la visita del Presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev,</a> e la dichiarata volontà di portare l&#8217;interscambio tra i due  Paesi dagli 1,2 miliardi di dollari raggiunti nel 2015 a oltre 5 miliardi di dollari testimonia come l&#8217;Eurasia sarà sempre più centrale nel futuro geopolitico di Ankara.</p>
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		<title>La geopolitica italiana del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-italiana-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 09:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[north-stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[saipem]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Dopo le crisi del 2015, il linguaggio degli idrocarburi riprende a dettare la propria linea di relazioni tra stati, andando a riesumare discorsi apparentemente decaduti. È così che Saipem, l’azienda italiana specializzata nella realizzazione di infrastrutture legate all’esplorazione di giacimenti, estrazione e trasporto di idrocarburi, cavalca un’onda importante sulla basa della nuova stagione geopolitica della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-italiana-del-gas.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p><p>Dopo le crisi del 2015, il linguaggio degli idrocarburi riprende a dettare la propria linea di relazioni tra stati, andando a riesumare discorsi apparentemente decaduti. È così che <strong>Saipem</strong>, l’azienda italiana specializzata nella realizzazione di infrastrutture legate all’esplorazione di giacimenti, estrazione e trasporto di idrocarburi, cavalca un’onda importante sulla basa della nuova stagione geopolitica della fascia eurasiatica.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-guerra-dei-gasdotti-e-i-due-pesi-dellue/" target="_blank">LEGGI ANCHE: La guerra dei gasdotti e i due pesi dell&#8217;Ue</a></strong>Dopo la perdita di una commessa da <strong>2,4 miliardi</strong> relativa alla costruzione del famoso gasdotto South Stream, abbandonato in seguito all’acuirsi della crisi tra Russia ed Unione Europea sull’Ucraina – nonché per una questione indicata come relativa al monopolio della fornitura con Gazprom unico committente, in base alle disposizioni del <strong>terzo pacchetto energetico dell’UE</strong> -, la società italiana aveva aperto <strong>un contenzioso da 760 milioni di euro</strong> per l’annullamento di tale progetto. La soluzione l’hanno servita sul piatto Putin ed Erdogan che, il 10 ottobre scorso, in seguito all’incontro bilaterale che ha sancito la ripresa dei rapporti tra Mosca ed Ankara dopo l’abbattimento del caccia russo sul confine turco-siriano. I due presidenti hanno sottoscritto un accordo intergovernativo per l’inaugurazione del progetto del <strong>Turkish Stream</strong>.Così da <strong>Anapa</strong>, hub del gas russo, fino a <strong>Kiyikoy</strong>, approdo delle tubature del Mar Nero adibite al trasporto di circa 15,75 miliardi di metri cubi di gas all’anno, potrebbe essere un progetto tutto italiano. I pilastri della collaborazione sono stati posizionati durante il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.gazeta.ru/business/news/2016/10/05/n_9186437.shtml">Consiglio Italo-russo per la cooperazione economico-finanziaria</a> tenutosi a Roma il 3-4 ottobre scorsi, durante il quale il Vice Primo Ministro <strong>Arkady Dvorkovich</strong> ha dato eco alle parole di <a href="https://ria.ru/economy/20161024/1479878132.html">Alexey Miller</a>, presidente del colosso del gas russo <strong>Gazprom</strong>, confermando che le operazioni per la posa delle condotte sottomarine del nuovo gasdotto avverrà già a partire dal prossimo anno, così da poter inaugurare il progetto completo già a partire dal 2019 – in realtà molto tempo dopo rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere i tempi di attivazione del South Stream.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/cambia-leconomia-russa/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Come cambia l&#8217;economia russa</a></strong>Saipem dunque dovrebbe rifarsi con quelli che sono i termini di questa intesa preliminare con Gazprom, ricevendo l’affidamento di una commissione che ammonterebbe a circa 2 miliardi di euro che, al netto dei costi di operazione (la nave utilizzata per la posa dei tubi sott’acqua ha un costo di circa un milione di euro al giorno) il guadagno ante imposte del gruppo italiano ammonterebbe a circa <strong>300 milioni di euro</strong>in tre anni, dunque il 15% di margine.La visita di Dvorkovich a Roma, inoltre, ha portato ulteriori novità al Saipem, il cui titolo è in grande spolvero e continua a macinare guadagni in borsa. Secondo quanto dichiarato in Italia dal Vice—Premier, anche il <strong>North Stream-2</strong>, il raddoppio del gasdotto che da Vyborg, in prossimità delle coste di San Pietroburgo giunge nell’hub tedesco di <strong>Greifswald</strong>, dove si connette al progetto onshore OPAL di Wingas e E-on <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://russian.rt.com/article/324512-italyanskie-komapnii-interesuyutsya-proektami-severnyi-potok-">sarebbe sotto la lente di ingrandimento di Saipem</a>. Il North Stream è un progetto altrettanto faraonico, della portata di 27,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno, il cui raddoppio porterebbe ad approvvigionare circa il 20% del fabbisogno di gas europeo. In tal modo, la dipendenza di Bruxelles dal gas russo arriverebbe a <strong>oltre un terzo del totale</strong>.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/lesplosione-della-basf-in-germania/" target="_blank">LEGGI ANCHE: L&#8217;esplosione della Basf in Germania</a></strong>C’è comunque un costo rilevante nella vicenda, che è quello a carico di ENI, in precedenza azionista paritario nella joint venture South Stream insieme a Gazprom, in seguito, ritiratosi, ha ceduto la totalità delle proprie quote al partner russo. Scenario russo agrodolce per l’Italia che, comunque, resta partner privilegiato dell’Italia.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17415" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/banner_cristiani.jpg" alt="banner_cristiani" /></a>Anche altri scenari interessano Saipem, in particolare dopo la riabilitazione dell’Iran: l’italiana potrebbe essere infatti coinvolta nelle commesse relative allo sviluppo del <strong>South Pars/North Dome</strong>, il più grande giacimento di gas attualmente in fase di sfruttamento, sito nel Golfo Persico e gestito dall’Iran e dal Qatar, con la realizzazione di un’altra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.energyglobal.com/pipelines/contracts-and-tenders/26012016/saipem-signs-mou-for-iran-projects/">piattaforma offshore estrattiva</a>. Infine, anche la società statale del governo di Riyadh, <strong>Aramco</strong>, ha in progetto di affidare a Saipem un progetto da mezzo miliardo di dollari per la realizzazione di ponti di collegamento tra i campi Marjan e Yuluf.</p>
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		<title>L&#8217;intesa Putin-Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/turchia-russia-turkish-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:36:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>C’è la firma di Alexander Novak, e accanto alla sua quella di Berat Albayrak, sotto il documento più importante siglato ieri a Istanbul, dove i presidenti Putin ed Erdogan si sono incontrati di nuovo, ora che le relazioni tra i due sono di nuovo cordiali. I nomi dei ministri dell’Energia di Russia e Turchia confermano l’interesse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-russia-turkish-stream.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161011094757_20920433-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>C’è la firma di Alexander Novak, e accanto alla sua quella di Berat Albayrak, sotto il documento più importante <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/turchia-russia-la-guerra-e-il-disgelo/" target="_blank">siglato ieri a Istanbul</a>, dove i presidenti Putin ed Erdogan si sono incontrati di nuovo, ora che le relazioni tra i due sono di nuovo cordiali. I nomi dei ministri dell’Energia di Russia e Turchia confermano l’interesse di entrambi i Paesi per un progetto &#8211; quello del Turkish Stream &#8211; che era stato momentaneamente accantonato, dopo che l’abbattimento di un Su-24 russo, accusato di avere sorvolato lo spazio aereo turco, aveva innescato a novembre dello scorso anno una crisi durata per mesi.Ora l’intesa c’è, firmata a margine del  23esimo Congresso mondiale dell&#8217;energia. E impegna Ankara e Mosca alla realizzazione di un gasdotto che, passando sotto il Mar Nero, tocchi terra in Tracia, nel villaggio turco di Kiyikoy. Per rifornire, almeno sulla carta, tanto il mercato interno quanto, poi, l’Europa. E che si associa a &#8220;meccanismi di sconto sul gas&#8221;, anch’essi concordati ieri e annunciati da Putin.Per la Turchia l’accordo significa un’ulteriore linea attraverso la quale rifornirsi del gas russo. Il Turkish Stream si affiancherà al Blue Stream, che passando dal Mar Nero arriva fino alla capitale Ankara e alla cosiddetta &#8220;Linea occidentale&#8221;, attraverso i Balcani. Secondo i dati riportati dall’agenzia <i>Anatolia</i>, la Turchia è  il secondo maggior cliente del gas che arriva da Mosca, dietro alla Germania, con un import di 30 miliardi di metri cubi l’anno. Il Paese aspira inoltre a imporsi come <i>hub</i> energetico, una mossa importante anche per il profilo internazionale del Paese di Erdogan.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-16990" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/950_254_big-1024x551.jpg" alt="Turkish Stream" />Per la Russia significa l’avvio di un progetto che sostituirà l’opzione del South Stream, che avrebbe dovuto raggiungere la Bulgaria e da lì altri Paesi europei, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/saipem-annuncia-stop-progetto-south-stream-1072927.html" target="_blank">abbandonata nel 2014</a>, sotto pressioni europee e dopo la crisi in Crimea. Nello stesso anno la russa Gazprom e la turca Botaş siglarono un memorandum d&#8217;intesa per la realizzazione del gasdotto, che una volta realizzato consentirà un parziale <i>by-pass</i> dell’Ucraina e un ulteriore rafforzamento di Mosca sul mercato europeo.La capacità del gasdotto non dovrebbe andare oltre i 32 miliardi di metri cubi di gas (si era parlato inizialmente di 63), suddivisi su due linee, una per il mercato interno turco e una seconda per quello europeo. Secondo il numero uno di Gazprom, Aleksej Miller, la costruzione è prevista entro dicembre 2019.</p>
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		<title>Turkish Stream è di nuovo sul tavolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-turkish-stream-e-di-nuovo-sul-tavolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 15:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="982" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5.jpg 982w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5-768x493.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 982px) 100vw, 982px" /></p>
<p>È inevitabile operare delle considerazioni su come, dopo lo sventato colpo di stato in Turchia, si sarebbe aperta una nuova stagione delle relazioni bilaterali russo-turche. Da più punti di vista ci si convince che Recep Tayyip Erdogan sia stato informato dell’imminente golpe militare da parte dei servizi di intelligence russi, in quanto, anche per un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-turkish-stream-e-di-nuovo-sul-tavolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="982" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5.jpg 982w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Cattura-5-768x493.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 982px) 100vw, 982px" /></p><p>È inevitabile operare delle considerazioni su come, dopo lo <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/turchia-perche-il-golpe-e-fallito/" target="_blank">sventato colpo di stato in Turchia</a></strong>, si sarebbe aperta una <strong>nuova stagione delle relazioni bilaterali russo-turche</strong>. Da più punti di vista ci si convince che <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> sia stato informato dell’imminente golpe militare da parte dei servizi di intelligence russi, in quanto, anche per un semplice ragionamento per esclusione, sono gli unici servizi segreti incredibilmente efficienti ad avere tutto l’interesse a mantenere il Sultano al suo posto. <a href="https://nstarikov.ru/blog/68574"> Lo scrittore e giornalista russo Nikolai Starikov</a> – presidente del partito della Grande Patria russa – sostiene con buona sicurezza che gli unici nella posizione di poter avere tali tipi di informazioni erano proprio gli agenti del FSB, in quanto Mossad, CIA e MI6 portatori di interessi più conniventi al putsch che non a salvare il posto ad Erdogan.Ciò sicuramente non si traduce immediatamente in un amore ritrovato tra Putin e il Sultano, vi sono attriti passati che difficilmente saranno rimossi. Ma la logica della <strong>scacchiera</strong> e del mantra del “il nemico del mio nemico è mio amico” oggi spiega in maniera esaustiva questa mossa russa. Oggi Erdogan è in maretta con gli alleati americani, il pugno duro sul sequestro della <strong>base Nato di Incirlik</strong> è soltanto una chiara presa di posizione del presidente turco, che vuole far capire alle controparti occidentali di non essere uno sprovveduto. Ma qualora non vi fosse uno spiraglio per normalizzare le relazioni del triangolo Ankara-Washington-Bruxelles, il Cremlino resta alla finestra ad osservare compiaciuto. Una Nato debole alle porte del principale scenario di guerra attuale fa entrare in gioco una nuova <strong>forza contrattuale per Mosca</strong>, che potrebbe strappare dei buoni parametri di dialogo ad Ankara circa la <strong>stabilizzazione dell’area</strong>. In Russia non si sono dimenticati di quello che è avvenuto lungo il confine turco-siriano nei mesi scorsi, con l’evidenza delle prove del sostegno della Turchia all’Isis, e dell’insorgenza di evidenti attriti tra Russia e Anatolia più che altro perché quest’ultima ha messo i bastoni tra le ruote ai russi. Oggi è inevitabile che uno stato islamico forte come la Turchia si pone in una forte posizione di dialogo per la spartizione delle influenze in Medio Oriente, che va a ripercuotersi anche sulla tenuta di altri scenari geograficamente prossimi. Sul tavolo c’è anche la questione del <strong>Nagorno-Karabakh</strong>, per la quale entra in gioco la <strong>posizione iraniana</strong>, che appoggia Baku, che potrebbe essere una pedina importante per migliorare le relazioni del piccolo Paese con Mosca e scartare Washington. Nel<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://ria.ru/world/20160713/1465066162.html"> vertice trilaterale Putin-Aliyev-Rouhani</a> che si terrà l’8 di agosto a Baku, in Azerbaijan, si discuterà del corridoio di transito Nord-Sud – oltre che della situazione terrorismo in Siria -, e in tale occasione sapremo chi avrà ragione.In questo intreccio politico complicato, tuttavia, è necessario parlare anche di cose concrete: un paio di giorni fa il portavoce del Presidente Putin, <strong>Dmitry Peskov</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://tass.ru/politika/3470902">ha ufficializzato a Tass</a> che durante i primi giorni di agosto, Erdogan si recherà in Russia &#8211; data esatta e luogo ancora da stabilirsi &#8211; per un incontro vis-à-vis con il presidente russo; un fatto straordinario dopo i mesi trascorsi in tenzone reciproca. Con buona probabilità, la questione più importante sul tavolo sarà la ripresa delle trattative per la realizzazione del <strong>Turkish Stream</strong>, il gasdotto che, con i suoi 63 miliardi di metri cubi all’anno, costituirebbe una fondamentale fonte di approvvigionamento di gas naturale per l’Europa meridionale. Inevitabile prendere in esame l’importanza di questa mossa: riprendere il discorso Turkish Stream significa <strong>accantonare l’Ucraina come principale fronte di transito per il gas</strong> e, ancora una volta, ostacolare la realizzazione di un progetto parallelo, quello del gasdotto TANAP-TAP, che porterebbe il gas del Mar Caspio attraverso la Turchia in Europa, pensato proprio per ridurre la presenza russa nella politica energetica del continente.Insomma, quando si dice che uno dei vincitori di questo <em>affaire</em> è Putin, non si dice una bugia. In ciascuno degli scenari in cui Mosca è coinvolta, la possibilità che Washington possa allentare la presa con inconvenienti di questo tipo, dà ragione alla strategia intrapresa dal Presidente russo negli ultimi due anni e mezzo, generando imbarazzo circa l’inconcludenza dei piani statunitensi in una regione in cui le criticità non sono mai mancate.</p>
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