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L’incontro tra Viktor Orban e Vladimir Putin, che ha avuto luogo a Budapest, è destinato a rinsaldare la partnership strategica tra Russia e Ungheria. I due hanno parlato, in un clima amichevole, di questioni commerciali e di legami politici, già particolarmente stretti. L’esecutivo ungherese, infatti, intrattiene relazioni molto cordiali con quello russo malgrado le sanzioni decise e rinnovate in più occasioni dall’Unione Europea dopo le vicende della Crimea. In più occasioni Orban ha auspicato la nascita di una democrazia illiberale a Budapest e nell’ambito delle teorie politiche è sulla stessa lunghezza d’onda del presidente russo. L’incontro si è però incentrato su temi più concreti, tra cui la questione energetica.

Relazioni strategiche

Il premier Orban ha, infatti, ribadito la necessità che l’Ungheria aderisca al progetto del gasdotto TurkStream, che dovrebbe portare il gas russo verso Budapest passando da Turchia, Bulgaria e Serbia bypassando così l’Ucraina. Mosca e Kiev sono ai ferri corti, da tempo, anche sulle questioni energetiche e devono stipulare, ma stanno incontrando difficoltà in tal senso, un accordo che garantisca il passaggio degli idrocarburi russi verso l’Europa mediante il gasdotto che passa dall’Ucraina. L’Ungheria dipende, per l’85 per cento del suo fabbisogno energetico, dal gas proveniente da Mosca e malgrado Orban abbia affermato di voler diversificare gi approvvigionamenti potrebbe risentire di una rinnovata crisi tra Mosca e Kiev. La cooperazione con la Federazione Russa aveva coinvolto, in passato, anche il settore del nucleare: Mosca aveva accettato di potenziare, nel 2014, il reattore nucleare di Paks ma questo progetto non avrà inizio prima del 2030.

Vladimir Putin ha inoltre reso noto di aver parlato con il premier ungherese di come si potrebbero normalizzare i rapporti tra Bruxelles e Mosca, danneggiati da cinque anni di sanzioni. Orban ha ricordato come il 2018 sia stato il primo anno, dall’introduzione di queste misure, in cui il volume degli scambi commerciali con la Federazione Russa sia nuovamente aumentato e come un miglioramento delle relazioni tra Unione Europea e Russia possa portare solamente benefici all’Ungheria.

Le prospettive

Il premier ungherese è artefice, da tempo, di una politica diplomatica creativa: pur volendo mantenere Budapest all’interno di Nato ed Unione Europea, infatti, non disdegna costanti aperture verso Mosca e gli incontri con gli alti vertici russi sono ormai divenuti frequenti. Orban, in sintesi, vuole ottenere il massimo tanto dalla membership nelle strutture di cooperazione euro-atlantiche quanto dalla relazione con il Cremlino e costruire per la sua nazione il ruolo di ponte tra Est ed Ovest. In questo modo il Paese dell’Europa centrale è in grado di conseguire un ruolo diplomatico di primo piano nello scenario regionale ed il Cremlino può affermare che non tutti gli Stati europei vedono Mosca sotto una cattiva luce. I problemi di coesione interna a Bruxelles rischiano, anche a causa delle iniziative di Orban, di esacerbarsi ancora di più e la stessa Unione potrebbe fare fatica a formulare un approccio coerente verso Mosca. Al momento le posizioni di Budapest circa le relazioni con Mosca sono più marginali ma qualora i movimenti sovranisti si imponessero in altre nazioni europee ci potrebbe essere un’ulteriore frammentazione.