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Politica

L’intesa Putin-Erdogan

C’è la firma di Alexander Novak, e accanto alla sua quella di Berat Albayrak, sotto il documento più importante siglato ieri a Istanbul, dove i presidenti Putin ed Erdogan si sono incontrati di nuovo, ora che le relazioni tra i...

C’è la firma di Alexander Novak, e accanto alla sua quella di Berat Albayrak, sotto il documento più importante siglato ieri a Istanbul, dove i presidenti Putin ed Erdogan si sono incontrati di nuovo, ora che le relazioni tra i due sono di nuovo cordiali. I nomi dei ministri dell’Energia di Russia e Turchia confermano l’interesse di entrambi i Paesi per un progetto – quello del Turkish Stream – che era stato momentaneamente accantonato, dopo che l’abbattimento di un Su-24 russo, accusato di avere sorvolato lo spazio aereo turco, aveva innescato a novembre dello scorso anno una crisi durata per mesi.Ora l’intesa c’è, firmata a margine del  23esimo Congresso mondiale dell’energia. E impegna Ankara e Mosca alla realizzazione di un gasdotto che, passando sotto il Mar Nero, tocchi terra in Tracia, nel villaggio turco di Kiyikoy. Per rifornire, almeno sulla carta, tanto il mercato interno quanto, poi, l’Europa. E che si associa a “meccanismi di sconto sul gas”, anch’essi concordati ieri e annunciati da Putin.Per la Turchia l’accordo significa un’ulteriore linea attraverso la quale rifornirsi del gas russo. Il Turkish Stream si affiancherà al Blue Stream, che passando dal Mar Nero arriva fino alla capitale Ankara e alla cosiddetta “Linea occidentale”, attraverso i Balcani. Secondo i dati riportati dall’agenzia Anatolia, la Turchia è  il secondo maggior cliente del gas che arriva da Mosca, dietro alla Germania, con un import di 30 miliardi di metri cubi l’anno. Il Paese aspira inoltre a imporsi come hub energetico, una mossa importante anche per il profilo internazionale del Paese di Erdogan.Turkish StreamPer la Russia significa l’avvio di un progetto che sostituirà l’opzione del South Stream, che avrebbe dovuto raggiungere la Bulgaria e da lì altri Paesi europei, abbandonata nel 2014, sotto pressioni europee e dopo la crisi in Crimea. Nello stesso anno la russa Gazprom e la turca Botaş siglarono un memorandum d’intesa per la realizzazione del gasdotto, che una volta realizzato consentirà un parziale by-pass dell’Ucraina e un ulteriore rafforzamento di Mosca sul mercato europeo.La capacità del gasdotto non dovrebbe andare oltre i 32 miliardi di metri cubi di gas (si era parlato inizialmente di 63), suddivisi su due linee, una per il mercato interno turco e una seconda per quello europeo. Secondo il numero uno di Gazprom, Aleksej Miller, la costruzione è prevista entro dicembre 2019.





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