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	<title>Relazioni Usa-Turchia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jun 2020 08:29:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Relazioni Usa-Turchia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il futuro del sogno americano potrebbe essere in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-futuro-del-sogno-americano-potrebbe-essere-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 08:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Usa-Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1042" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922-1024x556.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono diversi i paesi che stanno corteggiando la Casa Bianca con l&#8217;obiettivo di approfittare dello storico disaccoppiamento delle economie di Stati Uniti e Cina, presentandosi come i candidati idonei a sostituire quest&#8217;ultima nel ruolo di fabbrica di beni a basso costo per i mercati del mondo avanzato. La posta in gioco è altissima: miliardi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-futuro-del-sogno-americano-potrebbe-essere-in-turchia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-futuro-del-sogno-americano-potrebbe-essere-in-turchia.html">Il futuro del sogno americano potrebbe essere in Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1042" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5993300-e1563461019922-1024x556.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono diversi i paesi che stanno corteggiando la Casa Bianca con l&#8217;obiettivo di approfittare dello storico <a href="https://it.insideover.com/economia/quel-rischio-che-minaccia-leconomia-globale-il-decoupling-tra-cina-e-stati-uniti.html">disaccoppiamento</a> delle economie di Stati Uniti e Cina, presentandosi come i candidati idonei a sostituire quest&#8217;ultima nel ruolo di fabbrica di beni a basso costo per i mercati del mondo avanzato. La posta in gioco è altissima: miliardi di dollari di investimenti, delocalizzazioni, trattamento commerciale privilegiato, trasferimento di conoscenze e competenze altrimenti difficili da ottenere, e molto altro ancora.</p>
<p>Fino ad oggi si è discusso della possibilità di spostare stabilimenti, denaro e cervelli statunitensi dai distretti industriali delle zone economiche speciali cinesi <a href="https://www.bloomberg.com/news/newsletters/2020-06-04/supply-chain-latest-modi-sees-china-decoupling-as-india-s-gain">a quelli indiani</a>. Le ragioni che vedrebbero l&#8217;India quale principale favorita dal disaccoppiamento sono <strong>molteplici</strong>: bacino della forza lavoro paragonabile a quello cinese, settore terziario florido ed avanzato, presenza simultanea di lavoratori altamente specializzati impiegabili in attività di nicchia e di manovalanza non specializzata impiegabile nella grande produzione di beni economici e, ultimo ma non meno importante, il forte legame che lega Nuova Delhi e Washington.</p>
<p>Oltre l&#8217;India, però, ci sono altri paesi sui quali gli Stati Uniti hanno posato lo sguardo, ed uno di questi è la <strong>Turchia</strong>.</p>
<h2>Un obiettivo comune: avvicinare le due economie</h2>
<p>Il 24 giugno si è svolto un <a href="https://www.aa.com.tr/en/americas/free-trade-pact-would-bolster-us-turkish-ties-senator/1889113">vertice a distanza</a> dal titolo eloquente, &#8220;<span style="font-size: 1rem;"><em>A Time for Allies to be Allies: Turkish American Global Supply Chain</em>&#8220;, al quale hanno preso parte politici ed affaristi di Washington ed Ankara. L&#8217;incontro è stato organizzato su iniziativa dell&#8217;influente</span><span style="font-size: 1rem;"><strong> Turkish American Business Council</strong> (TAIK), un gruppo di pressione legato al Consiglio per le Relazioni Economiche con l&#8217;Estero della Turchia, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del senatore repubblicano <strong>Lindsey Graham</strong> e del lobbista <strong>David Vitter</strong>.</span></p>
<p>L&#8217;obiettivo del Taik sembra essere stato raggiunto: Ankara voleva presentarsi quale rimpiazzo perfetto alla Cina nella produzione di beni a basso costo e quale porta di accesso verso altri mercati emergenti, come l&#8217;Africa, e gli ospiti americani hanno trovato la proposta allettante. Graham ha spiegato che il punto di partenza ideale per l&#8217;<strong>accoppiamento</strong> turco-americano sarebbe &#8220;un accordo di libero scambio che non ambisca semplicemente ad aumentare l&#8217;interscambio a 100 miliardi di dollari ma che integri le nostre economie&#8221;. Lo scenario, però, comporterebbe un costo non negoziabile: che il governo turco accetti di appiattirsi sulle posizioni della Casa Bianca in Siria e <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-s-400-russi-e-la-storica-svolta-turca-meno-occidente-piu-autonomia.html">sugli S400</a>.</p>
<p>In cambio dell&#8217;allontanamento da Mosca, Washington potrebbe offrire molto ad Ankara, un intero continente: l&#8217;<strong>Africa</strong>. Secondo Graham, infatti, &#8220;una volta che le due economie si integreranno, diventeremo partner più stretti in Africa. Niente mi renderebbe più felice che lavorare con la Turchia per offrire al continente africano delle alternative all&#8217;influenza e ai prodotti cinesi&#8221;.</p>
<p>Le delegazioni dei due paesi si sono trovate d&#8217;accordo su ogni punto discusso ed<a href="https://asiatimes.com/2020/06/made-in-turkey-us-ally-seeks-to-edge-out-china/"> in particolare</a> sul fatto che, pur non avendo una forza lavoro comparabile a quella cinese, la Turchia possiede, comunque, delle caratteristiche che la rendono appetibile: popolazione giovane, settore manifatturiero sviluppato e posizionamento strategico nei mercati di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-covid-19-sta-aiutando-la-turchia-a-rafforzarsi-nei-balcani.html">Balcani</a>, Vicino Oriente, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ruolo-della-turchia-nellordine-mondiale-post-pandemia.html">Asia centrale</a> ed Africa.</p>
<p>Inoltre, <strong>Walmart</strong>, il gigante della grande distribuzione organizzata, che recentemente ha aperto alcuni stabilimenti in Turchia, ha inviato un riscontro positivo a Washington, segnalando la propria soddisfazione per la decisione presa.</p>
<h2>Le prospettive di successo</h2>
<p>Dal 2013 al 2019 il valore dell&#8217;interscambio commerciale annuale fra Turchia e Stati Uniti si è aggirato<a href="https://www.dailysabah.com/business/us-turkey-should-overcome-impediments-to-make-free-trade-pact-senator-says/news"> fra i 18 e i 20 miliardi</a> di dollari e, nonostante la pandemia abbia colpito duramente i traffici internazionali, sembra che i due paesi raggiungeranno la stessa cifra anche nel 2020. Infatti, nei primi quattro mesi dell&#8217;anno, sono state scambiate merci per un valore di 6 miliardi e 100 milioni di dollari; una conferma della solidità del rapporto tra Washington e Ankara.</p>
<p>Ed è proprio il commercio uno dei principali strumenti con cui la Turchia sta tentando di corteggiare l&#8217;alleato d&#8217;oltreoceano. Ad esempio, l&#8217;anno scorso, il ministero del commercio turco<a href="https://www.trtworld.com/magazine/why-the-potential-us-turkey-free-trade-deal-could-be-mutually-beneficial-37594"> ha svelato</a> l&#8217;ambizione di elevare l&#8217;interscambio annuale alla quota record di <strong>75 miliardi</strong> di dollari.</p>
<p>Gli esperti turchi e statunitensi hanno studiato attentamente l&#8217;ipotesi di un accoppiamento e sono giunti ad una conclusione: è possibile ed è anche auspicabile, poiché avrebbe ricadute positive per entrambi i paesi. Secondo <strong>Matthew Bryza</strong>, ex diplomatico di stanza in Europa e Vicino Oriente, &#8220;negli ultimi 18 anni la base industriale e tecnologica della Turchia è cresciuta in maniera considerevole. Il risultato [oggi] è che diversi settori dell&#8217;economia turca potrebbero beneficiare di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. Inoltre, il pil turco è triplicato nello stesso periodo, perciò il mercato turco potrebbe essere molto più importante per gli esportatori statunitensi rispetto al 2002&#8221;.</p>
<p><strong>Hasan Vergil</strong>, professore di economia all&#8217;università di Istanbul, condivide lo stesso entusiasmo di Bryza e Graham: &#8220;Da qualsiasi angolazione la si veda, è chiaro che questo accordo beneficerebbe la Turchia. [&#8230;] Gli attriti fra Stati Uniti e Cina potrebbero creare una buona opportunità per la Turchia. Il fatto che si stiano appellando alla Turchia significa che non sono riusciti a trovare un paese in grado di controbilanciare il dominio cinese in diversi settori. Questo è un problema grave per gli Stati Uniti, ma per la Turchia è un&#8217;altra storia. [&#8230;] Potremmo incrementare la nostra capacità produttiva e diversificare i nostri prodotti, spezzando il dominio cinese nel mercato africano&#8221;.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;obiettivo di Washington è, quindi, <strong>duplice</strong>: usare la Turchia per accelerare il disaccoppiamento della propria economia da quella cinese e, simultaneamente, approfittare della sempre crescente esposizione turca nel continente africano per fare concorrenza ai prodotti cinesi. Lo scenario è stato studiato accuratamente da entrambe le parti e reputato realizzabile e l&#8217;amministrazione Trump ha anche specificato i termini <strong>non negoziabili</strong> che il governo turco deve accettare qualora volesse diventare la fabbrica degli Stati Uniti e dell&#8217;Africa; adesso la decisione spetta a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>.</p>
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		<title>Quel piano segreto di Usa e Turchia contro il Pkk</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quel-piano-segreto-di-usa-e-turchia-contro-il-pkk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 10:04:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Usa-Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1496" height="806" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pkk curdi" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773.jpg 1496w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773-1024x552.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1496px) 100vw, 1496px" /></p>
<p>Secondo quanto riferito da quattro (anonimi) funzionari degli Stati Uniti d&#8217;America e riportato dalla Reuters, gli Stati Uniti avrebbero interrotto nello scorso mese di ottobre il proprio programma di supporto all&#8217;intelligence turca nella lotta contro il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). La missione rimasta segreta sino ai giorni scorsi consisteva nell&#8217;appoggio delle forze di spionaggio americane &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/quel-piano-segreto-di-usa-e-turchia-contro-il-pkk.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quel-piano-segreto-di-usa-e-turchia-contro-il-pkk.html">Quel piano segreto di Usa e Turchia contro il Pkk</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1496" height="806" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pkk curdi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773.jpg 1496w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Curdi-in-Turchia-Ocalan-La-Presse-e1581242631773-1024x552.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1496px) 100vw, 1496px" /></p><p>Secondo quanto riferito da quattro (anonimi) funzionari degli Stati Uniti d&#8217;America e riportato dalla <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-turkey-security-usa-drone-exclusive/exclusive-u-s-halts-secretive-drone-program-with-turkey-over-syria-incursion-idUSKBN1ZZ1AB">Reuters</a>, </em>gli Stati Uniti avrebbero interrotto nello scorso mese di ottobre il proprio programma di supporto all&#8217;intelligence turca nella lotta contro il Partito dei lavoratori del Kurdistan (<strong>Pkk</strong>). La missione rimasta segreta sino ai giorni scorsi consisteva nell&#8217;appoggio delle forze di spionaggio americane e dell&#8217;esercito nella rilevazione delle basi operative delle cellule del partito curdo attivo in Turchia, reputato sia da Ankara che da Washington al pari di una compagine terroristica (gli Usa, dal 1997). L&#8217;appoggio americano consisteva principalmente nella fornitura di <strong>droni da ricognizione</strong> per permettere alla polizia ed all&#8217;esercito turco di conoscere la posizione del nemico e tenere sotto controllo i propri movimenti. Tuttavia, dopo l&#8217;invasione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> del nord della Siria nello scorso autunno, il programma di supporto sarebbe stato interrotto.</p>
<h3>La missione segreta che imbarazza gli americani</h3>
<p>A seguito della rivelazione da parte dei quattro funzionari americani, il governo degli Stati Uniti ha fatto sapere tramite i propri portavoce che non è intenzionato a commentare la questione, trattandosi di argomenti interni ai servizi di spionaggio della <strong>Cia</strong>. Tuttavia, il tentativo di sviare alle domande dei giornalisti ha lasciato intravedere una sorta di imbarazzo da parte della politica americana, con gli Usa coinvolti nella collaborazione dal 2007 (col tacito assenso, dunque, sia del partito democratico che di quello repubblicano).</p>
<p>La notizia però del ritiro degli Usa dalla collaborazione con l&#8217;esercito turco evidenzia però un fattore molto più importante, che riguarda gli equilibri interni al Patto del Nordatlantico. Nonostante le parole dei leader dei Paesi (Emmanuel Macron escluso) non abbiano lasciato trasparire una sostanziale rottura, l&#8217;abbandono della missione da parte di Washington dimostra invece la spaccatura in essere tra le forze armate della <strong>Nato</strong> e quelle della Turchia, ormai su due binari paralleli e non coincidenti. Inoltre, spiegherebbe le stesse ostilità tra Erdogan ed i leader occidentali della Nato e &#8211; assieme agli interessi economici &#8211; la rapida escalation di tensioni degli ultimi mesi con i Paesi dell&#8217;Europa; con gli Usa probabilmente primi sobillatori delle mutate prospettive di forniture di gas europee dei prossimi anni.</p>
<h3>La Siria ha spaccato la Nato</h3>
<p>Un primo segnale di ostilità nei confronti di Ankara era stato sentito quando Erdogan decise di invadere il nord della <strong>Siria</strong>, con lo scopo di combattere le forze curde dell&#8217;area, alleate però dell&#8217;esercito americano. Nonostante in Turchia gli Usa effettivamente appoggiassero Ankara, al di fuori della Turchia la popolazione curda non è mai stata interpretata da Washington come pericolosa, permettendo l&#8217;alleanza in funzione di contrasto allo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/storia-isis-ascesa-caduta.html">Stato islamico</a>. L&#8217;attacco di Erdogan nei confronti delle milizie curde è stato interpretato dunque come un <strong>tradimento</strong> da parte degli Stati Uniti, che hanno deciso di abbandonare la missione in territorio turco lasciando l&#8217;esercito del Paese da solo nel contrasto alle forze del Pkk.</p>
<p>È anche in quest&#8217;ottica che deve essere interpretato il <strong>rafforzamento</strong> dei rapporti tra Ankara e Mosca, dovendo necessariamente la Turchia ridiscutere le proprie collaborazioni internazionali. Ed in questo scenario, l&#8217;aver preso posizione contro le forze separatiste siriane ha giocato un ruolo fondamentale per l&#8217;alleanza Russia-Siria-Turchia, avvicinando i Paesi anche su una prospettiva di collaborazione economica futura. Mosca in fondo ha sempre patito la presenza di militari americani nell&#8217;Anatolia, interpretando la presenza delle forze armate statunitensi una possibile minaccia nei suoi confronti. Il peggioramento dei rapporti tra Usa e Turchia potrebbe significare in futuro un graduale ritiro delle forze armate di Washington dal Paese, con la Russia che vedrebbe così realizzato un sogno che dura ormai dalla Guerra fredda.</p>
<h3>La risposta della Turchia</h3>
<p>Fonti vicine ai massimi comandi dell&#8217;<strong>esercito turco</strong> hanno affermato che il ritiro degli Stati Uniti dalla missione congiunta non influirà in nessun modo alla lotta contro il Pkk, avendo sviluppato negli ultimi anni un sistema di droni funzionali allo svolgimento delle operazioni. Sebbene lo scontro aperto su più fronti possa effettivamente indebolire l&#8217;efficienza delle truppe turche, la componente tecnologica potrebbe facilmente essere rimpiazzata ed i danni subiti dal ritiro americano saranno verosimilmente marginali.</p>
<p>Tuttavia, è fuori discussione come il ritiro degli Usa interessi anche il <em>know how </em>necessario per le operazioni, inficiando sul loro funzionamento e mettendo a dura prova la compattezza e l&#8217;addestramento delle truppe di Ankara. In uno scenario che, ancora una volta, sottolinea come la Turchia di Erdogan si stia allontanando sempre di più dall&#8217;Occidente, lanciandosi verso un futuro che la spingerà a cercare alleanze verso il proprio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quel-piano-segreto-di-usa-e-turchia-contro-il-pkk.html">Quel piano segreto di Usa e Turchia contro il Pkk</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le relazioni Turchia-Usa dopo l&#8217;uccisione di Soleimani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-turchia-usa-dopo-luccisione-di-soleimani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 13:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Usa-Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=251521</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1492" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia, Erdogan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517.jpg 1492w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1492px) 100vw, 1492px" /></p>
<p>“Chiediamo a tutti nel mondo di sostenere ciò che gli Stati Uniti stanno facendo per far sì che la Repubblica dell’Iran si comporti come una nazione normale”: sono queste le parole pronunciate al Segretario di stato Usa, Mike Pompeo, a seguito dell’uccisione del generale Qassem Soleimani. Una richiesta che Washington non si aspettava di dover &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-turchia-usa-dopo-luccisione-di-soleimani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-relazioni-turchia-usa-dopo-luccisione-di-soleimani.html">Le relazioni Turchia-Usa dopo l&#8217;uccisione di Soleimani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1492" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia, Erdogan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517.jpg 1492w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Recep-Tayyip-Erdogan-bandiere-della-Turchia-La-Presse-e1573473853517-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1492px) 100vw, 1492px" /></p><p>“Chiediamo a tutti nel mondo di sostenere ciò che gli Stati Uniti stanno facendo per far sì che la Repubblica dell’Iran si comporti come una nazione normale”: sono queste le parole pronunciate al Segretario di stato Usa, Mike Pompeo, a seguito dell’uccisione del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener">Qassem Soleimani</a>. Una richiesta che Washington non si aspettava di dover avanzare, avendo sperato fin da principio in un maggiore sostegno da parte degli alleati, soprattutto europei. Ma l’azione intrapresa dagli Stati Uniti e giustificata come difensiva ha suscitato più preoccupazione che applausi tanto in Europa quanto in Medio Oriente, fatta eccezione per Israele. Anche la reazione della Turchia è stata piuttosto fredda e ponderata, ennesimo segno del peggiorare dei rapporti tra Washington e Ankara.</p>
<h2>La reazione turca</h2>
<p>Il primo ad esprimere un commento sull’uccisione di Soleimani è stato il Ministero degli esteri, che dopo ben 10 ore ha rilasciato un comunicato in cui sottolineava come l’azione statunitense <a href="https://www.aa.com.tr/en/turkey/turkey-killing-of-soleimani-serious-risk-for-peace/1693491#" target="_blank" rel="noopener">rischia di minare ulteriormente la stabilità della regione</a>. “La Turchia”, prosegue il messaggio, “è sempre stata contraria agli interventi stranieri, agli assassini e ai conflitti settari” in Medio Oriente. Una posizione condivisa anche dal presidente Erdogan, che <a href="https://www.reuters.com/article/us-iraq-security-turkey-erdogan/turkeys-erdogan-says-making-iraq-theater-of-us-iran-tension-hurts-stability-idUSKBN1Z40RQ" target="_blank" rel="noopener">in un’intervista televisiva alla <em>Cnn</em> turca</a> ha rimarcato gli effetti destabilizzanti dell’uccisione di Soleimani e promosso il dialogo per evitare una nuova escalation. La Turchia sembra quindi intenzionata a ricoprire il <strong>ruolo di mediatore</strong> tra le parti, sfruttando i legami tanto con gli Stati Uniti quanto con l’Iran per scongiurare un conflitto aperto che potrebbe avere luogo in territorio iracheno. Una nuova destabilizzazione dell’Iraq avrebbe infatti effetti negativi su tutta la regione mediorientale, fornendo tra l’altro nuova linfa vitale allo Stato islamico che proprio in Iraq aveva iniziato a costruire il proprio Califfato.</p>
<h2>I rapporti Usa-Turchia</h2>
<p>La reazione turca all’uccisione di Soleimani, come detto, è anche un segno dell’attuale stato delle relazioni con gli Stati Uniti. I rapporti tra i due alleati Nato sono tesi da diverso tempo a causa delle diverse posizioni assunte dai due Paesi in Siria: la Turchia non hai perdonato agli Usa il supporto dato da questi ultimi alle forze curde, mentre gli Stati Uniti minacciano ancora di imporre sanzioni contro Ankara per l’acquisto dei S-400 russi. A peggiorare i rapporti tra i due Paesi adesso c’è anche la questione Libia. La Turchia ha inviato le sue truppe a sostegno di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html" target="_blank" rel="noopener">Al Serraj</a>, presidente del Governo di Accordo Nazionale riconosciuto dall’Onu, mentre gli Stati Uniti propendono più verso il suo avversario, il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html" target="_blank" rel="noopener">Khalifa Haftar</a>. Altra questione che vede i due Paesi in contrapposizione e che potrebbe rappresentare un serio problema per gli Stati Uniti riguarda <strong>le due basi Nato presenti in Turchia</strong>. Ankara minaccia da mesi di allontanare gli americani da Incirlik e Kurecik in risposta alle sanzioni Usa e se dovesse davvero decidere di farlo in un momento di tale tensione la situazione si complicherebbe per gli Stati Uniti. A pochi giorni dall’uccisione di Soleimani è tuttavia difficile capire fino a che punto le relazioni Usa-Turchia potranno peggiorare, ma è probabile che Ankara cercherà di rimanere neutrale il più a lungo possibile proponendosi come mediatore e cercando di ottenere più vantaggi possibile dalla situazione attuale.</p>
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