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	<title>Liberalismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Liberalismo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Argentina-Spagna, Milei attacca Sanchez per esaltare la destra internazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-milei-attacca-sanchez-per-esaltare-la-destra-internazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 10:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez e Javier Milei sono ai ferri corti. E il presidente argentino ha aperto con il presidente del governo spagnolo una faglia difficilmente sanabile per consolidare il suo ruolo di vessillifero di una nuova destra mondiale, conservatrice, occidentalista, liberista che in Sanchez vede un avversario inconciliabile. Il tutto a scapito del bon ton diplomatico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-milei-attacca-sanchez-per-esaltare-la-destra-internazionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-milei-attacca-sanchez-per-esaltare-la-destra-internazionale.html">Argentina-Spagna, Milei attacca Sanchez per esaltare la destra internazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pedro Sanchez e Javier Milei </strong>sono ai ferri corti. E il presidente argentino ha aperto con il presidente del governo spagnolo una faglia difficilmente sanabile per consolidare il suo ruolo <strong>di vessillifero di una nuova destra mondiale</strong>, conservatrice, occidentalista, liberista che in <strong>Sanchez vede un avversario inconciliabile</strong>. Il tutto a scapito del bon ton diplomatico e dei rapporti Madrid-Buenos Aires.</p>



<p>Milei domenica si è recato a Madrid non in visita diplomatica, ma per <strong>partecipare alla convention di Vox</strong>, il partito ultraconservatore spagnolo, alla cui kermesse ha attaccato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html">Sanchez </a>per la questione della <strong>presunta corruzione,<a href="https://it.insideover.com/politica/i-socialisti-di-sanchez-trionfano-in-catalogna-si-apre-un-rebus-tra-barcellona-e-madrid.html"> già smentita dai tribunali spagnoli, della moglie del primo ministro</a></strong>. La Spagna ha reagito <strong>ritirando l&#8217;ambasciatore da Buenos Aires</strong> e congelando i rapporti con l&#8217;Argentina. L&#8217;affondo di Milei non nasce dal nulla. Già a inizio maggio aveva attaccato Sanchez definendo politiche “che portano solo povertà e morte” quelle di sinistra, attente a lavoro e welfare, del governo progressista di Madrid.</p>



<p>Le ragioni dell&#8217;attacco di Milei a Sanchez sono molteplici. Riguardano, innanzitutto, le ambizioni personali di Milei di diventare una figura di peso globale e un vero e proprio simbolo per la <strong>destra internazionale</strong>. Tentativo già promosso, di recente, incontrando il &#8220;guru&#8221; libertario per<a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html"> eccellenza, Elon Musk, negli Usa</a>. E oggi rilanciata portando <strong>ovunque il frame dell&#8217;anti-socialismo e del liberalismo estremo</strong>, sua ideologia di riferimento. Per i fan di Milei, in Spagna e Argentina, Sanchez è il <strong>principale leader socialista internazionale</strong> assieme all&#8217;odiatissimo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-da-lula-alla-ricerca-di-un-nuovo-ponte-per-lafrica.html"><strong>Lula, presidente del Brasile</strong>.</a> Colpire Sanchez significa colpire la sua idea di politica. &#8220;Il mio viaggio in Spagna ha dimostrato che sono il più grande esponente della libertà nel mondo&#8221;, ha ribadito Milei lunedì.</p>



<p>Gli <strong>attacchi alle figure di rango globale</strong> che possono rappresentare un controcanto alla visione libertaria, individualista e occidentalista del mondo di Milei sono diventati un classico negli ultimi mesi. Il filo conduttore, per Milei, è chiaro: accusare tutti questi personaggi di essere <strong>sediziosi promotori del comunismo</strong>. <a href="https://www.politico.eu/article/argentina-spain-javier-milei-pedro-sanchez-diplomacy-madrid-buenos-aires-far-right-prime-minister/"><em>Politico.eu</em> </a>ne ha promosso una rassegna: &#8220;Milei l&#8217;anno scorso ha definito Papa Francesco un “ <a href="https://www.reuters.com/world/americas/imbecile-your-holiness-argentinas-milei-changes-tone-pope-francis-2023-11-21/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imbecille</a> che promuove il comunismo” lasciando intendere che fosse il rappresentante del diavolo sulla terra. A marzo, la Colombia ha espulso i diplomatici argentini dopo che Milei aveva definito il presidente Gustavo Petro un “ <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/3/28/colombia-expels-argentinas-diplomats-after-milei-calls-petro-terrorist" target="_blank" rel="noreferrer noopener">assassino terrorista</a> ”. Poco dopo, ha affermato che il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador era “ <a href="https://apnews.com/article/milei-petro-lopez-obrador-tensions-bbf6b7ad87143938d32bf2106c7a4588" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ignorante</a>&#8220;.</p>



<p>La destra <em>à la Milei</em> sta vivendo, dagli Usa all&#8217;Argentina, dalla Spagna all&#8217;Italia, una fase analoga a quella conosciuta prima del Covid-19 dal mondo progressista che <strong>si terrorizzava per l&#8217;ascesa dei movimenti sovranisti e populisti</strong>: una fase di <strong>costruzione di un nemico in larga parte immaginario</strong>, su cui caricare timori e ansie prima ancora che comprensibili agende politiche. I leader socialisti diventano quindi irriducibili nemici della libertà, pericolosi portatori di &#8220;<strong>marxismo culturale&#8221;</strong>, &#8220;<strong>ideologia woke&#8221;</strong> o &#8220;<strong>antioccidentalismo&#8221;</strong>. Questa visione permea partiti come Vox, La Liberdad Avanza (la formazione di Milei), il <strong>Partito Repubblicano americano</strong> e in parte anche formazioni come <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>. E nei casi più estremi, come quelli del presidente argentino, diventa addirittura postura di una &#8220;diplomazia paranoica&#8221;. Simmetrica a quella che abbiamo visto in passato quando leader moderati, centristi o liberali facevano, di fatto, apertamente campagna contro ogni candidato etichettato come &#8220;populista&#8221;.</p>



<p>La destra globale ha il suo nuovo faro, in attesa di un possibile ritorno alla<strong><a href="https://it.insideover.com/societa/america-sesso-e-donald-trump.html"> Casa Bianca di Donald Trump</a></strong>? Possibile. Ma ci sono anche motivi concreti e non ideologici dietro la rivalità <strong>Sanchez-Milei. Il presidente argentino</strong>, ad esempio, è contrario a inserire nell&#8217;accordo commerciale Ue-Mercosur <strong>le richieste legate alla sostenibilità</strong> promosse dalla Spagna. Inoltre, <strong>mentre Sanchez si sta muovendo</strong>, in questa fase, per<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strappo-di-sanchez-sul-riconoscimento-della-palestina-una-via-europea-per-pressare-netanyahu.html"> <strong>riconoscere lo Stato palestinese</strong> sull&#8217;onda lunga della guerra a Gaza</a>, con il 28 maggio indicato come giorno decisivo, <strong>Milei è ostentatamente dalla parte di Israele</strong>, ritenuto simbolo per eccellenza di quell&#8217;identitarismo occidentalista, anti-terzomondista e conservatore di cui l&#8217;immaginario della Destra globale, permeata dell&#8217;evangelismo americano, si nutre. </p>



<p><em>Last but not least</em>, Milei ha bisogno di un confronto diplomatico per coprire e <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-la-motosega-di-milei-si-e-gia-inceppata.html">distogliere l&#8217;attenzione da un&#8217;agenda interna che, come abbiamo ricordato, </a>stenta a decollare:  Il confronto con il governo spagnolo ha aiutato il presidente argentino a nascondere le sue battaglie interne, a cominciare dalle difficoltà del suo governo nell&#8217;ottenere l&#8217;approvazione dei suoi radicali tagli alla spesa statale entro i termini stabiliti&#8221;, <a href="https://english.elpais.com/international/2024-05-22/the-diplomatic-crisis-with-spain-helps-argentinas-milei-cover-up-his-domestic-battles.html">nota <em>El Pais</em>. </a>E poi &#8220;c’è la grande recessione economica che sta attraversando l’Argentina, con un calo del 3,2% del Pil su base annua e un aumento dei tassi di povertà e disoccupazione&#8221; favorito anche dal blocco delle indicizzazioni salariali e di welfare di Milei.<strong> Il quale affonda su Sanchez</strong> e mette a rischio i rapporti secolari ispano-argentini in nome di una <strong>battaglia personale</strong>. Un&#8217;immagine plastica della crisi globale delle classi dirigenti di cui, giorno dopo giorno, abbiamo nuove conferme.</p>
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		<title>Fukuyama: &#8220;La cancel culture? Segno dell&#8217;intolleranza&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/fukuyama-la-cancel-culture-segno-dellintolleranza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 06:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cancel culture]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1172" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-1536x938.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-2048x1250.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cancel culture &#8220;è segno della crescente intolleranza. Un ruolo decisivo lo gioca la tecnologia: i social media danno infatti la possibilità di isolare le opinioni, abolire il contesto e abdicare a una conversazione civile. Basta un tweet per trasformare un commento in un&#8217;onda anomala&#8221;. Parola di Francis Fukuyama, politologo e celebre studioso della democrazia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/fukuyama-la-cancel-culture-segno-dellintolleranza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1172" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-1536x938.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220626084251566_e559f5d049a07c17f0fdabd87ef40140-2048x1250.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La cancel culture &#8220;è segno della crescente intolleranza. Un ruolo decisivo lo gioca la tecnologia: i social media danno infatti la possibilità di isolare le opinioni, abolire il contesto e abdicare a una conversazione civile. Basta un tweet per trasformare un commento in un&#8217;onda anomala&#8221;. Parola di <strong>Francis Fukuyama</strong>, politologo e celebre studioso della democrazia liberale, intervistato dal <em>Corriere della Sera. </em>Secondo Fukuyama, la crisi contemporanea del liberalismo, soprattutto negli Stati Uniti, nasce per due motivi, due &#8220;differenti distorsioni&#8221;. La prima, spiega, è venuta dal neoliberalismo degli anni&#8217;80 e dai &#8220;Chicago Boys&#8221;, mentre l&#8217;altra è venuta da sinistra e dalla &#8220;politica dell&#8217;identità&#8221; dei <em>liberal</em>.</p>
<h2>Fukuyama contro cancel culture e politica dell&#8217;identità</h2>
<p>L&#8217;insistenza sull&#8217;inclusione dei diversi gruppi, spiega il teorico della &#8220;fine della storia&#8221;, ha portato al paradosso &#8220;per cui non si può parlare di lavoratori perché bisogna parlare dei neri o delle donne. Il <em>focus</em> cioè è diventato la specifica identità delle diverse categorie&#8221;. Il <strong>liberalismo tradizionale</strong> è un &#8220;progetto naturalmente inclusivo&#8221; ma se &#8220;l&#8217;identità del gruppo diventa più importante dell&#8217;identità individuale &#8211; e si viene giudicati per appartenenza a una certa razza, religione o genere &#8211; ecco che si ricade nell&#8217;illiberalità&#8221;. Un duro monito, quello dello studioso, contro le derive del <em>politically correct</em> e <a href="https://it.insideover.com/societa/woke-supremacy-la-nuova-deriva-della-sinistra-liberal-usa.html">dell&#8217;isteria &#8220;woke&#8221; della sinistra americana</a>, ossessionata dalla rappresentazione e dai diritti delle minoranze. Istanze portate all&#8217;esasperazione e al grottesco.</p>
<p>Il risultato di quest&#8217;isteria non è una solidarietà su larga scala ma è quello di atomizzare la società in tanti piccoli gruppi in competizione fra loro. Dopotutto, non è la prima volta che il celebre politologo si scaglia contro la politica identitaria. Nel saggio <em>Identità. La ricerca della dignità e i nuovi populismi</em> (Utet) pubblicato nel 2019, il docente della <strong>Stanford University</strong> osserva come il problema con la sinistra odierna stia nelle &#8220;particolari forme di identità&#8221; che questa ha deciso sempre di più di esaltare. &#8220;Anziché costruire solidarietà attorno a vaste collettività come la classe operaia o gli economicamente sfruttati &#8211; afferma Fukuayma si è concentrata su gruppi sempre più ristretti che si trovano emarginati secondo specifiche modalità&#8221;. Questo fa parte di una più ampia vicenda riguardante la &#8220;sorte del liberalismo moderno&#8221;, in cui il principio di riconoscimento universale e paritario si è mutato nello specifico &#8220;riconoscimento di gruppi particolari&#8221;.</p>
<h2>&#8220;Il vero pericolo? È la Cina&#8221;</h2>
<p>Il politologo statunitense non ha dubbi su quale sia il vero pericolo per le democrazie occidentali, fra il modello russo e quello cinese: <strong>la minaccia arriva da Pechino</strong>. Motivo? La Russia non è un problema, afferma, &#8220;il problema è Putin, uno che ha commesso errori enormi, mandando truppe in tutto il mondo, dal Venezuela alla Siria, fino a questa assurda invasione di un paese sovrano come l&#8217;Ucraina&#8221;. I cinesi, sottolinea, sono &#8220;molto più consapevoli nell&#8217;uso del loro potere e soprattutto hanno un&#8217;economia più sofisticata, più tecnologia, più differenziazione, non solo gas e petrolio&#8221;, e nel lungo termine possono porre &#8220;più problemi alle democrazie occidentali di quanto non possa fare la Russia&#8221;.</p>
<p>E per quanto riguarda l&#8217;Ucraina e la possibilità che Kiev possa entrare nell&#8217;Unione europea, Francis Fukuyama sottolinea quali sono le vere priorità per Zelensky e il suo esercito: &#8220;Non penso che la cosa più importante per l&#8217;Ucraina in questo momento sia l&#8217;ingresso nell&#8217;Ue. Ha più bisogno di <strong>assistenza militare</strong>&#8220;. Quanto alla divisione fra autocrazie e democrazie, particolarmente sostenuta dall&#8217;amministrazione Biden, lo studioso sottolinea che oggi vediamo la Russia &#8220;che ai miei occhi è un paese fascista, sostenere il Venezuela, che ha la pretesa di essere un paese di sinistra&#8221;. Cos&#8217; hanno in comune? Per Fukuyama, è &#8220;l&#8217;opposizione alle democrazie occidentali. Per cui sì, è giusto che le democrazie si alleino tra di loro. Non penso ad esempio che gli interessi di Russia e Cina siano molto convergenti, ma potrebbero allinearsi proprio nell&#8217;ideologia anti-occidentale&#8221;. La domanda per lo studioso, a questo punto, potrebbe essere questa: non è stato dunque un errore strategico quello di spingere la Russia tra le braccia di Pechino? Quesito che interrogherà molti studiosi occidentali &#8211; e non &#8211; nei prossimi anni.</p>
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		<title>Qualcosa è cambiato. Ecco il nuovo ordine mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-il-liberalismo-ha-fallito-e-cosa-lo-sostituira-unintervista-con-patrick-deneen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 09:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il referendum sulla Brexit nel Regno Unito, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti e la crescita del nazional-populismo in Europa continentale sono chiari segni di un malcontento popolare verso il nostro sistema politico attuale. Qual è l&#8217;ideologia dietro questo sistema, perché ha fallito e cosa lo rimpiazzerà? Abbiamo intervistato Patrick Deneen, filosofo politico, professore di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-liberalismo-ha-fallito-e-cosa-lo-sostituira-unintervista-con-patrick-deneen.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9666273-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il referendum sulla Brexit nel Regno Unito, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti e la crescita del nazional-populismo in Europa continentale sono chiari segni di un malcontento popolare verso il nostro sistema politico attuale. Qual è l&#8217;ideologia dietro questo sistema, perché ha fallito e cosa lo rimpiazzerà? Abbiamo intervistato Patrick Deneen, filosofo politico, professore di Scienze politiche all’Università di Notre Dame e autore del libro <em>Perché il Liberalismo ha Fallito </em><i>&#8211;</i> rinomato specialmente tra i nuovi conservatori americani, si trova anche nelle liste delle letture preferite dell&#8217;ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama &#8211; per spiegarci meglio quali sono i difetti del sistema che ha dominato le società occidentali dal diciassettesimo secolo fino a oggi.</p>
<p><strong>Prima di tutto, che cosa intende esattamente quando si riferisce al &#8220;liberalismo&#8221;?</strong></p>
<p>Riconosco che la terminologia in Europa è diversa, ma quello che intendo io per liberalismo è la tradizione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna che è apparsa per la prima volta nel 17esimo e nel 18esimo secolo con Thomas Hobbes, John Locke, Adam Smith e altri filosofi. In sostanza è la filosofia che inaugura la tradizione politica americana, ma che include anche il liberalismo di mercato e il liberalismo progressista. La mia tesi è che c&#8217;è una continuità più profonda tra queste due visioni del mondo che le rende in realtà molto simili, al contrario di quello che si pensa. Le recenti elezioni negli Stati Uniti e quello che sta succedendo in Europa sono una dimostrazione di un rigetto delle masse verso questi due lati del liberalismo: quello di mercato e quello progressista.</p>
<p><strong>Che cosa direbbe a quelli che dicono che sta confondendo i valori liberali dell’Illuminismo con quelli progressisti e quelli del post-modernismo?</strong></p>
<p>Il post modernismo per me è una versione estrema del liberalismo, essenzialmente ne critica i modi e le forme di potere che sono designate al fine di controllare in maniera subdola il comportamento umano. Il liberalismo per me è la ridefinizione di libertà nell&#8217;età moderna. In sostanza significa la libertà dalle costrizioni esterne nel fare ciò che voglio, invece della tradizione classica e cristiana di libertà, che significava governare se stessi e quindi essere liberi dai propri vizi e dalle proprie voglie. Il dibattito tra gli illuministi e i progressisti riguarda i metodi, non i fini – il dibattito tra queste due ideologie è: la libertà di fare ciò che si desidera è meglio ottenuta con il libero mercato (pensiero degli illuministi) o con il potere dello stato (pensiero dei progressisti)? I post-modernisti invece rigettano sia il libero mercato che lo statismo – hanno una visione anarchica della società dove tutte le forme di potere dovrebbero essere eliminate, così da essere del tutto liberi. Tutte e tre queste filosofie si basano sulla definizione moderna di libertà intesa come libertà di fare ciò che uno vuole. Michel Foucault è un perfetto esempio del post-modernismo a cui mi riferisco – è un grande critico dell’Illuminismo – descrive come l&#8217;Illuminismo cerca di controllare l&#8217;individuo e come non ci rende realmente liberi, ma fa questa analisi cercando una visione ancora più estrema di libertà, dove c&#8217;è addirittura una liberazione da ciò che significa essere umani. Essere liberi dalle nostre definizioni di umanità per lui significa essere arrivati alla liberazione più grande.</p>
<p><strong>Con le manifestazioni che stiamo vedendo in Francia contro il sistema liberale che secondo lei sta fallendo, pensa che questa forma di resistenza sia legittima? Se sì, non le sembra molto simile alle rivoluzioni del diciottesimo secolo, che si basavano di fatto sulle idee liberali che lei critica?</strong></p>
<p>Viviamo in tempi strani, in cui una filosofia nata dalla rivoluzione – il liberalismo in senso più classico negli Stati Uniti e quello radicale in Francia – è adesso diventato dominante e detiene il potere su tutte le nostre istituzioni. La domanda che ci dobbiamo fare è: come si può protestare contro una filosofia rivoluzionaria che è diventata istituzionalizzata? L&#8217;ironia è che sta portando le persone che cercavano stabilità, la difesa della tradizione, la cultura e il proprio modo di vivere a diventare rivoluzionari essi stessi. Quindi le persone che erano reazionarie stanno diventato rivoluzionarie e i rivoluzionari sono di fatto oggi reazionari. Se le persone giungono alla conclusione che non c’è modo di articolare il loro pensiero nel sistema democratico attuale, allora troveranno una nuova forma di espressione e, storicamente, quella è stata la violenza o la disobbedienza civile. La vedo come una dimostrazione di una rottura nel nostro sistema politico attuale – non sono qui per dire che questi metodi sono giusti o sbagliati, ma sto cercando di dimostrare come la politica attuale non sia più una via adatta per esprimere queste insoddisfazioni.</p>
<p><strong>Nel suo libro lei incoraggia una società più comunitaria e locale, basata sulla fede e la famiglia come soluzione, ma come vede questa opzione realizzarsi in una società che sta diventando sempre più globalizzata e connessa dallo sviluppo tecnologico?</strong><strong> </strong></p>
<p>In certi sensi quel consiglio era un mio modo per suggerire una maniera di vivere alternativa a quella dominante sotto il liberalismo. La mia intenzione è incoraggiare una protesta contro l&#8217;ordine liberale più pacifica, che richiederebbe un modo di vivere consapevole e che resiste all&#8217;anti-cultura del liberalismo. Ma non era inteso come soluzione politica, perché non penso che ci debba essere in questo momento. Quando finisco il libro parlo di come ci deve essere una riforma nella vita della comunità che è stata persa, ma queste pratiche e virtù devono essere coltivate prima di trovare una soluzione politica. La soluzione politica deve venire come reazione a un cambiamento culturale. Per quanto riguarda la rivoluzione tecnologica, ha radicalmente cambiato il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, ma lo stile di vita che ho descritto può convivere e forse anche correggere l&#8217;irresponsabile modo di vivere che la tecnologia moderna ci ha portato. La mia proposta è una soluzione per correggere la traiettoria senza senso della modernità. Quello che era una volta una vita naturale di un villaggio tradizionale italiano, adesso deve essere vissuta in maniera molto più cosciente, con una forma di iper-consapevolezza dei difetti della modernità.</p>
<p><strong>Lo sviluppo della tecnologia probabilmente porterà anche all&#8217;automatismo che, a sua volta, porterà a meno lavoro manuale, a economie ancora più globalizzate e quindi a un allontanamento dalla vita locale ancora più grande di quello portato dalla rivoluzione industriale. Come può invertirsi secondo lei questo processo?</strong></p>
<p>È difficile da prevedere ora. C&#8217;è una fantasia eterna dell’umanità di essere liberata dal lavoro, ma il lavoro ci ha sempre dato significato e dignità. Da un lato uno può immaginare che le persone troverebbero altri modi per avere significato e dignità nella loro vita quotidiana che non includono il lavoro – coltivando hobbies e passioni, per esempio &#8211; ma dall’altra uno si immagina una vita di infelicità, inutilità, dove non si contribuisce al benessere della società. L&#8217;immaginaria utopia marxista del diciannovesimo secolo ha anche portato a profondi malcontenti culturali e politici, instabilità e violenza, nello stesso modo in cui la rivoluzione industriale ha portato reazioni come i Luddisti che distruggevano le macchine perché gli portavano via il lavoro. Penso che sia difficile prevedere quello che succederà al momento perché è un&#8217;arma a doppio taglio, ma quello che è certo è che non riusciremo a fuggire dalla nostra condizione umana.</p>
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		<title>La crisi globale del liberalismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-globale-del-liberalismo.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 15 May 2019 05:00:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
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<p>La filosofia politica del liberalismo è nata per risolvere un problema specifico: la sfida del pluralismo, cioè la difficoltà a raggiungere la pace nelle società europee sempre più guidate dal disaccordo sui valori fondamentali, in particolare sulle confessioni religiose. I primi architetti del liberalismo &#8211; figure come Thomas Hobbes, Baruch Spinoza e John Locke &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-globale-del-liberalismo.html">[...]</a></p>
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<p><figure id="attachment_201700" aria-describedby="caption-attachment-201700" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="img-fluid wp-image-201700 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Metodo1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Metodo1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Metodo1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Metodo1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Metodo1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-201700" class="wp-caption-text">Vincenzo Metodo, Usa, New York City, Brooklyn, 2017</figcaption></figure></p>
<p>Il liberalismo si è quindi proposto come un &#8220;<strong>contenitore</strong>&#8221; di diversità, ma con due significati diversi. In primo luogo, il liberalismo avrebbe &#8220;contenuto&#8221; il rischio che diversi elementi all&#8217;interno della società potessero sfociare in violenti disaccordi: un&#8217;esperienza ancora fresca nella mente di molte persone all&#8217;indomani delle guerre di religione tra cattolici e protestanti. Il liberalismo forniva dunque un &#8220;contenitore&#8221; in cui questi credi differenti potessero coesistere e, al contempo, cercava di &#8220;contenere&#8221; la confessione stessa. Affinché il liberalismo potesse funzionare, questo richiedeva una fedeltà primaria all&#8217;idea di tolleranza. Questo in pratica significava che a ciascuna persona veniva chiesto di riconoscere, per scopi politici, che la propria convinzione fosse, prima di tutto, semplicemente un&#8217;opinione. Quindi, anche se non da subito, il liberalismo richiedeva un profondo mutamento in cui tutte le convinzioni personali, al di fuori della tolleranza liberale, sarebbero state trasformate in mera opinione, comprese quelle affermazioni religiose che una volta erano considerate così profondamente vere da sfociare nella volontà di commettere o subire atti di violenza. Mentre all&#8217;inizio, per molti sostenitori del liberalismo, questo primo &#8220;contenitore&#8221; sembrava la soluzione ideale con cui le società potevano immediatamente assicurare pace e vero pluralismo, col passare del tempo una seconda forma di &#8220;contenimento&#8221; si manifestò nella dissoluzione e nella rottura di quelle comunità che erano animate da forme di &#8220;vera fede&#8221;.</p>
<blockquote><p>La libertà che originariamente doveva essere accordata ai gruppi veniva sempre più rivendicata dagli <strong>individui</strong>, in nome della loro liberazione da quei gruppi stessi</p></blockquote>
<p>Le abitudini culturali, che spesso erano il risultato di un&#8217;antica fede religiosa, essendo state ora trasformate in mera &#8220;opinione&#8221; iniziarono, nel tempo, a essere viste come imposizioni arbitrarie sulla libertà di quegli individui che non condividevano più tali credenze. <span style="font-size: 1rem;">Lo Stato liberale assunse così il ruolo di protettore di questa libertà individuale e, alla fine, divenne non solo tollerante nei confronti di una pluralità di credenze, ma intollerante verso le convinzioni che richiedevano certe restrizioni all&#8217;individuo liberale. La logica con cui lo stesso &#8220;contenimento&#8221; delle convinzioni destabilizzò questi tipi di comunità ha reso coloro che difendono quei tipi di comunità e credenze il ritratto della parola &#8220;illiberale&#8221;. Anche se il liberalismo è stato creato per garantire spazio e rispetto a una varietà di culture, ai principi formativi della religione e alla centralità della famiglia &#8211; il tutto garantito dal potere della nazione nel proteggere i diritti di tali istituzioni &#8211; oggi la logica disintegrante del liberalismo si rivolge direttamente contro queste stesse usanze e istituzioni: cultura, religione, famiglia e nazione.</span></p>
<p>Il liberalismo, così rappresentato, riuscì in gran parte a dissolvere forti tradizioni e pratiche culturali attraverso la seduzione della libertà individuale e della libera espressione e, infine, con il trasferimento del luogo della libertà dai gruppi all&#8217;individuo.</p>
<p>Le <strong>tradizioni</strong> e le <strong>forme culturali</strong> non furono conquistate, furono dissolte. Fu soprattutto il potere del libero mercato ad agire come solvente sulle forme culturali, richiedendo mobilità, flessibilità e priorità all&#8217;efficienza e all&#8217;utilità al posto delle usanze che spesso cercavano di dare lezioni diametralmente opposte: sacrificio, continuità generazionale, tradizione e stabilità.</p>
<p>Il rapporto tra liberalismo e religione è più complesso, con un intervento più diretto da parte dello Stato. Sin dall&#8217;inizio, la religione era il principale concorrente nell&#8217;ottenimento della devozione della gente e, tradizionalmente, lo Stato liberale ha cercato di frenare l&#8217;espressione e il credo religioso non solo trasformando la &#8220;vera fede&#8221; in &#8220;opinione&#8221;, ma imponendo il suo stesso potere. Come avvenuto per esempio negli Stati Uniti con la rimozione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici, con i divieti di preghiera in pubblico e con la legalizzazione dell&#8217;aborto sulla base del fatto che l&#8217;opposizione a questa pratica si fondava esclusivamente sui dettami irrazionali della fede.</p>
<p><figure id="attachment_201702" aria-describedby="caption-attachment-201702" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="img-fluid wp-image-201702 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" /><figcaption id="caption-attachment-201702" class="wp-caption-text">Vincenzo Metodo, Usa, New York City, Brooklyn, 2017</figcaption></figure></p>
<p>Tuttavia, come nel caso della cultura in senso più ampio, la <strong>fede religiosa</strong> è diminuita man mano che la fede liberale ha guadagnato forza, con i giovani di oggi particolarmente attratti dalle prospettive del self-making e della libertà individuale, contrarie ai principi basilari delle maggiori religioni. Per il liberalismo, la famiglia è sempre stata l&#8217;unità più difficile da riconciliare con i propri principi, dato che le relazioni tra genitori e figli non vengono &#8220;scelte&#8221;, e quindi non si conformano alla credenza liberale secondo cui sono legittimi solamente gli impegni basati sul consenso. Il progetto scientifico di &#8220;pianificazione&#8221; delle nascite ha inaugurato una grande rivoluzione, spostando questa relazione sul consenso. Gli sforzi per dare diritti protetti dallo Stato liberale ai bambini vengono sempre più spesso utilizzati per ostacolare i tentativi dei genitori di allevare i figli in maniera contraria alle credenze liberali (basta guardare, per esempio, la recente decisione di vietare l&#8217;istruzione in casa in Germania). Il generale movimento verso l&#8217;assenza di figli (e, quando ci sono bambini, la mancanza di fratelli) è il culmine della fede liberale nel self-making. Mentre oggi l&#8217;immigrazione è vista come una forma necessaria per incrementare una popolazione con bassi tassi di natalità, in futuro lo sviluppo tecnologico potrà rendere possibile la creazione di bambini senza genitori per soddisfare i bisogni e le esigenze della società.</p>
<p>Infine, paradossalmente, il liberalismo oggi considera sospetta proprio quell&#8217;unità politica che si riteneva essenziale per la tutela dei diritti: lo <strong>Stato nazionale</strong>. I primi pensatori liberali ritenevano che lo Stato fosse la più completa forma di ordinamento politico e sociale che potesse essere creata con il consenso, nonché un&#8217;organizzazione globale in grado di garantire la libertà individuale dei suoi membri costitutivi. Tuttavia, oggi lo Stato è considerato da molti come una limitazione arbitraria su quella stessa libertà. In particolare esso rappresenta un limite al diritto alla completa mobilità in un mondo ormai privo di barriere geografiche, culturali, tecnologiche e persino linguistiche.</p>
<blockquote><p>Oggi l&#8217;avanguardia del liberalismo avanzato ha il compito di cercare attivamente di sradicare e distruggere le ultime vestigia di queste forme di &#8220;vera fede&#8221;.</p></blockquote>
<p>Il liberalismo avanzato delegittima quella stessa forma politica che ha creato in nome della libertà. In effetti, oggi l&#8217;avanguardia del liberalismo avanzato ha il compito di cercare attivamente di sradicare e distruggere le ultime vestigia di queste forme di &#8220;<strong>vera fede</strong>&#8220;, considerandole come ostacoli alla realizzazione di un regime pienamente liberale. Le religioni del passato sono state sostituite da una nuova &#8220;religione&#8221; del liberalismo, in cui ogni dissenso verso la nuova ortodossia della liberazione radicale da cultura, religione, famiglia e Stato non è visto come un disaccordo legittimo, ma come una forma di eresia che richiede una persecuzione attiva da parte delle élite liberali, attraverso il potere statale o la pressione sociale. Come reazione, i difensori della cultura, della religione, della famiglia e dello Stato, che arrivano principalmente dalla parte &#8220;meno avanzata&#8221; delle società liberali, sono sorti come una forza politica che si oppone a queste traiettorie interne del progetto liberale. Alcuni si vedono come restauratori del liberalismo &#8220;originale&#8221;, abbracciando la nozione di uno Stato limitato che esiste per preservare le antiche forme dell&#8217;organizzazione umana.</p>
<p>Tuttavia, un numero crescente di leader di questi movimenti &#8220;<strong>populisti</strong>&#8221; sa di protestare contro la stessa logica liberale e, quindi, esplora nuove vie alla ricerca di diversi modi per fondare una società politica in maniera diversa dalle norme liberali che hanno regnato nell&#8217;ultimo secolo. Mentre il liberalismo divora le fonti del suo nutrimento, si riaffermano le esigenze del desiderio tipicamente umano di avere un senso di appartenere a un mondo fatto di significato, adesione e comunità. Come ciò si manifesterà è la grande domanda e la maggiore sfida del nostro tempo.</p>
<p><em>Foto di apertura di Vincenzo Metodo, Usa, New York City, Brooklyn, 2017</em></p>
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		<title>L&#8217;Unione europea a un bivio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-a-un-bivio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 05:00:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="5760" height="3840" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1.jpg 5760w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 5760px) 100vw, 5760px" /></p>
<p>L&#8217;Ue sta per affrontare la più grande sfida della sua storia. A maggio, i cittadini di tutta l&#8217;Unione andranno alle urne per votare il rinnovo del Parlamento europeo. E l&#8217;Europa sembra destinata ad affrontare un altro terremoto politico. Le elezioni arrivano in quello che è già un momento di fragilità per l&#8217;Ue: si terranno durante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-a-un-bivio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="5760" height="3840" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1.jpg 5760w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 5760px) 100vw, 5760px" /></p><p>L&#8217;Ue sta per affrontare la più grande sfida della sua storia. A maggio, i cittadini di tutta l&#8217;Unione andranno alle urne per votare il rinnovo del <strong>Parlamento europeo</strong>. E l&#8217;<strong>Europa</strong> sembra destinata ad affrontare un altro terremoto politico.</p>
<p>Le elezioni arrivano in quello che è già un momento di fragilità per l&#8217;Ue: si terranno durante la <strong>Brexit</strong>, che rappresenta la prima volta in cui l&#8217;Unione europea si contrae invece di espandersi. Inoltre, le elezioni coincidono con intense discussioni che riguardano temi su cui l&#8217;Ue ha faticato (o per meglio dire fallito) a trovare una risposta. Tra queste le ansie riguardanti l&#8217;<strong>immigrazione</strong>, le <strong>frontiere</strong>, la <strong>sicurezza</strong>, il senso di appartenenza e le <strong>disuguaglianze economiche</strong>. Il periodo elettorale arriva anche sullo sfondo di un <strong>populismo</strong> risorgente, con movimenti come la Lega in Italia e i gilet gialli in Francia che attirano una notevole simpatia da parte del pubblico. In definitiva, il futuro dell&#8217;Ue non è mai stato così incerto.</p>
<p>È invece praticamente certo che le elezioni saranno un ulteriore colpo per i partiti tradizionali. Per la prima volta, i due gruppi principali potrebbero non ottenere la maggioranza dei seggi. Gli ultimi sondaggi mostrano che il <strong>Partito popolare europeo</strong> e l&#8217;<strong>Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici</strong> potrebbero vedere la loro quota di seggi scendere dal 54% di oggi ad appena il 44%. Ciò è dovuto al modo in cui la politica europea tradizionale viene sfidata con sempre maggior forza da una serie di partiti populisti che sostengono che l&#8217;Ue debba essere riformata se vuole rimanere rilevante e sopravvivere.</p>
<p><figure id="attachment_201834" aria-describedby="caption-attachment-201834" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="img-fluid wp-image-201834 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo6-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo6-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo6-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo6-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo6-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-201834" class="wp-caption-text">Vincenzo Metodo, Regno Unito, Londra, 2016</figcaption></figure></p>
<p>Rispetto a cinque anni fa, sono previsti aumenti in termini di voti per partiti come la Lega e il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> in Italia, l&#8217;AfD in Germania, i <strong>Democratici Svedesi</strong>, il Partito Conservatore del popolo estone, Vox in Spagna, Diritto e giustizia in Polonia e Živi zid in Croazia. Mentre Nigel Farage e lo Ukip, che hanno svolto un ruolo decisivo per il voto in favore della Brexit, molto probabilmente non potranno partecipare a queste elezioni, i sondaggi indicano un&#8217;altra serie di risultati positivi per il partito di Marine Le Pen in Francia, il Partito della libertà in Austria e il movimento di<strong> Viktor Orban</strong> in Ungheria. In altre parole, il populismo non sta scomparendo, sembra invece sempre più radicato.</p>
<blockquote><p>Un gran numero di sostenitori dei partiti populisti ha meno di 40 anni</p></blockquote>
<p>Molti liberal in Europa sostengono che si tratti di «vecchi bianchi arrabbiati» che presto moriranno. Ma un gran numero di sostenitori dei partiti populisti ha meno di 40 anni, come nel caso dell&#8217;Italia, dove la Lega ottiene consensi distribuiti in maniera abbastanza equa tra persone appartenenti a generazioni diverse. Questa realtà non è solamente un sottoprodotto della crisi finanziaria: quasi vent&#8217;anni di ricerche hanno infatti dimostrato che i movimenti che sfidano l&#8217;Europa liberale sono radicati principalmente nelle ansie relative a un cambiamento di tipo sociale e culturale, non soltanto economico.</p>
<p>In contrasto con certe argomentazioni un tempo molto di moda &#8211; che sostenevano che dopo la Brexit e l&#8217;elezione di <strong>Donald Trump</strong> l&#8217;Ue aveva respinto il populismo &#8211; Bruxelles è ora preparata per la più forte ondata populista mai registrata. In effetti, è indicativo il fatto che mentre un anno fa la copertina di <em>Time</em> presentava un <strong>Emmanuel Macron</strong> sorridente, nel 2018 c&#8217;era invece l&#8217;italiano <strong>Matteo Salvini</strong>. Un decennio fa, questi exploit populisti sembravano un&#8217;eccezione alla regola. Oggi invece sono del tutto normali.</p>
<p>I populisti non saranno i soli vincitori. Anche altri sfidanti otterranno buoni risultati. L&#8217;ascesa di movimenti come i Verdi in Germania, Ciudadanos in Spagna e la probabile crescita elettorale di alcuni partiti di estrema sinistra mostrano come le principali ideologie che hanno governato gran parte dell&#8217;era post-bellica siano sotto attacco da tutti i fronti. Questi cambiamenti rivelano come la politica europea sia sempre più polarizzata e frammentata poiché un numero sempre maggiori di partiti ideologicamente distinti competono per il potere. È improbabile che l&#8217;Europa possa presto assistere a un ritorno di governi forti, stabili e ideologicamente coerenti. E questo, a sua volta, renderà più difficile per l&#8217;Ue attrarre investitori, preoccupati per la volatilità e l&#8217;instabilità politica che stanno colpendo le società europee. Questa situazione potrebbe facilmente diventare un circolo vizioso a cui pochi politici sembrano poter dare risposta.</p>
<blockquote><p>La sfida dei populisti ha radici profonde</p></blockquote>
<p>Ciò che sta accadendo al giorno d&#8217;oggi ci dice che non è più plausibile sostenere che il populismo sia solo un &#8220;fuoco di paglia&#8221; di breve durata. Per gran parte degli ultimi dieci anni, ci è stato detto che le sfide che l&#8217;Ue sta affrontando sono solamente un sottoprodotto della crisi finanziaria post 2008 e di quella del debito sovrano dell&#8217;Europa. Ma tutto ciò è incredibilmente fuorviante. Come spieghiamo nel nostro libro <em>National Populism: The Revolt Against Liberal Democracy</em>, le radici della sfida populista sono molto più profonde e ci accompagneranno per molti anni. Forse addirittura per decenni. Esse sono infatti radicate in un profondo senso di ansia provato dalla gente comune a causa del ritmo e dalla portata dell&#8217;immigrazione, dalle <strong>élite politiche</strong> sempre più distanti dalla realtà e da forti preoccupazioni conseguenti alla perdita di dignità, riconoscimento e voce nelle questioni politiche. Tutto questo provoca l&#8217;indebolimento delle relazioni tra i principali partiti e gli elettori.</p>
<p>Guardate i sondaggi che chiedono agli elettori di citare le questioni più importanti che l&#8217;Unione europea deve affrontare oggi: gli elettori ora dicono immigrazione e terrorismo, mentre l&#8217;economia si deve accontentare di un lontano terzo posto. L&#8217;anno scorso, i dati della Commissione europea hanno rivelato che l&#8217;immigrazione, per il quarto anno consecutivo, dominava l&#8217;elenco delle preoccupazioni in 22 dei 28 Paesi dell&#8217;Ue, Paesi che presto diventeranno 27. Le persone vogliono parlare di identità nazionale e sicurezza, non solo di posti di lavoro e salari. E questo la sinistra non l&#8217;ha capito.</p>
<p>Sicuramente, le preoccupazioni per i confini, la <strong>sicurezza</strong>, l&#8217;immigrazione e la capacità dell&#8217;islam di integrarsi in Europa stanno già producendo i loro effetti. Recenti ricerche effettuate da politologi mostrano che l&#8217;aumento del populismo sta già avendo un impatto concreto, portando a politiche più restrittive su questioni come l&#8217;immigrazione e l&#8217;integrazione. È inoltre rivelatore il fatto che anche i partiti di sinistra stiano rivedendo le loro posizioni, mettendo in dubbio la scelta di appoggiare l&#8217;immigrazione di lavoratori non qualificati.</p>
<p>Questi cambiamenti sono alimentati anche da un profondo sentimento, condiviso da un gran numero di elettori, secondo cui l&#8217;Unione europea non è abbastanza democratica: la &#8220;voce del popolo&#8221; viene semplicemente ignorata e dimenticata. Alcuni osservatori fanno presente che, dopo la Brexit, in altri Paesi al di fuori del Regno Unito la volontà di rimanere nell&#8217;Unione abbia raggiunto il massimo livello da 35 anni a questa parte. Questo potrebbe essere vero ma, allo stesso tempo, quasi la metà delle persone nell&#8217;Ue non si identifica nell’affermazione &#8220;la mia voce conta all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea&#8221;. La convinzione che l’opinione degli elettori non venga presa in considerazione è particolarmente evidente in Stati come l&#8217;Italia, dove due votanti su tre non sono d&#8217;accordo sul fatto che la loro voce conti qualcosa. Numerose persone sostengono l&#8217;Ue in linea di principio, ma molti non si sentono ascoltati. E questo è un grave rischio per l&#8217;Europa. Come abbiamo scoperto nel Regno Unito &#8211; dove il fattore scatenante del voto pro Brexit è stato un potente cocktail di sentimenti anti immigrazione, anti Westminster e anti Ue &#8211; non si dovrebbe mai sottovalutare la possibilità di ripercussioni dovute alle proprie scelte politiche.</p>
<p><figure id="attachment_201833" aria-describedby="caption-attachment-201833" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="img-fluid wp-image-201833 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo5-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo5-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo5-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo5-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/metodo5-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-201833" class="wp-caption-text">Vincenzo Metodo, Regno Unito, Londra, 2016</figcaption></figure></p>
<p>Questo è il motivo per cui ci sono buone ragioni per essere scettici sul futuro dell&#8217;Unione europea: a meno che non faccia riforme serie, e riesca a contenere la reazione populista, l&#8217;Ue potrebbe essere costretta a ridursi ulteriormente e a rivalutare sostanzialmente le sue ambizioni a lungo termine. Il futuro clima economico giocherà un ruolo importante. La produttività e la competitività in Europa rimangono deboli mentre aumentano le disuguaglianze, specialmente nell&#8217;Europa meridionale. I lavoratori in Italia hanno buone ragioni per sentirsi esclusi dagli accordi economici. Negli ultimi anni, tra le democrazie più avanzate la quota di reddito nazionale destinata ai lavoratori è stata inferiore a quella degli anni Settanta. Nel frattempo, Stati come l&#8217;Italia sono alle prese con un rapporto debito/Pil pari al 130%, banche deboli e disuguaglianze molto più alte rispetto agli Stati più a nord. Dato che gran parte dell&#8217;Europa dovrebbe subire un ulteriore rallentamento della crescita nei prossimi anni, soprattutto a causa della frenata dell&#8217;economia cinese, sembra probabile che questi problemi, invece di svanire, diventeranno sempre più grandi.</p>
<p>L&#8217;Europa, inoltre, sta invecchiando: i tassi medi di natalità in tutta l&#8217;Ue sono scesi da 2,6 nascite per donna nel 1960 all&#8217;1,6 di oggi. In modo alquanto ironico, gli stessi Stati la cui popolazione dovrebbe diminuire maggiormente entro il 2050 (Bulgaria, Lituania, Ungheria e Polonia) sono quelli più contrari all&#8217;immigrazione. Anche gli Stati dell&#8217;Ue con la natalità più alta (Francia e Svezia) sono lontani dal «livello di reintegro» necessario per evitare una contrazione della popolazione. Queste cifre contrastano con quelle del Medio Oriente e dell&#8217;Africa: il 65% della popolazione del Medio Oriente ha meno di 30 anni e il numero di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni in Africa raddoppierà in soli tre decenni. I cambiamenti demografici a cui abbiamo assistito nel 2014-15 sono solo l&#8217;inizio di una sfida a lungo termine per l&#8217;Ue.</p>
<p>Chiaramente, molte persone della classe media liberal non saranno disturbate da questi mutamenti, ma molte altre si sentiranno profondamente allarmate. Recentemente, il Pew Research Center ha rilevato che solo il 10% della popolazione dell&#8217;Ue desidera più immigrazione, mentre il 51% ne vuole di meno o desidera non averne del tutto (questo valore schizza oltre il 70% in Italia). Solo uno stolto affermerebbe che questi problemi, che avvantaggiano i populisti, spariranno nel nulla.</p>
<p>Il populismo non solo rimarrà una caratteristica permanente nel panorama politico europeo, ma questa primavera affonderà le sue radici ancora più in profondità. La domanda è: come risponderà l&#8217;Unione europea?</p>
<p><em>Foto di apertura di Vincenzo Metodo, Regno Unito, Londra, 2016</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-a-un-bivio.html">L&#8217;Unione europea a un bivio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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