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	<title>guerra in Libia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2026 21:58:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>guerra in Libia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro degli Esteri siriano ha visitato l'11 ottobre Bengasi ma non Tripoli, segno della crescita di influenza di Saddam Haftar</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html">La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alcuni anni fa era convinzione comune che la mattina del 20 ottobre 2011, poco prima di essere scovato in un canale di scolo vicino Sirte, <strong>Muammar Gheddafi avesse acceso il proprio telefono satellitare per chiamare Bashar Al Assad</strong>, all&#8217;epoca ben saldo alla guida della Siria. Sarebbe stata proprio quella chiamata a rendere rintracciabile il rais mentre i ribelli espugnavano la sua città natale, nonché la sua ultima roccaforte. A distanza di anni, non è ancora possibile riconoscere con precisione se quell&#8217;aneddoto sia reale o da aggiungere alla lista di leggende che aleggiano su quella giornata molto particolare. <strong>Ad ogni modo, da allora in poi Libia e Siria hanno preso strade politicamente diverse</strong>. Per anni non c&#8217;è più stata alcuna ambasciata siriana a Tripoli e i rapporti sono stati ridotti al minimo. La situazione adesso sta cambiando, con il ministro degli Esteri siriano, <strong>Asaad Hassan Al Shaibani</strong> recatosi per ben due volte in Libia nel giro di poco più di un mese. <a href="https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_">La prima volta, il 30 agosto, il titolare della diplomazia del governo di Al Shaara è atterrato a Tripoli</a>. L&#8217;11 ottobre invece, il rappresentante di Damasco è stato a <strong>Bengasi</strong>. Ed è qui forse che si è tenuto l&#8217;incontro più significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti con Bengasi </h2>



<p>Nel caldo di una Tripoli di fine agosto, Al Shaibani ha presenziato alla cerimonia di alzabandiera lì dove l&#8217;ambasciata siriana è tornata a essere operativa dopo 14 anni. Il vessillo, rispetto all&#8217;ultima volta in cui l&#8217;edificio ha ospitato la missione diplomatica di Damasco, è diverso: non c&#8217;è più la bandiera con le due stelle verdi al centro corrispondente all&#8217;era della famiglia Assad, adesso le stelle al centro sono tre e la banda rossa è stata sostituita da quella verde. <strong>L&#8217;incontro tenuto dal ministro degli Esteri nella capitale libica, ha avuto quindi una funzione soprattutto cerimoniale.</strong> Quasi un atto dovuto, considerando la pressione della Turchia alle spalle di entrambi i governi: Ankara, principale sponsor sia del premier libico Abdul Hamid Ddeiba che del presidente siriano Al Shaara, teneva a far incontrare le due parti.</p>



<p>La presenza a Tripoli di Al Shaibani può senza dubbio considerarsi storica, ma non ha sorpreso analisti e osservatori. Il vero stupore ha invece riguardato quanto accaduto l&#8217;11 ottobre, giorno in cui il ministro degli Esteri siriano è atterrato a Bengasi. Qui ha sede il quartier generale del <em>Libyan National Army</em> (Lna), la &#8220;creatura militare&#8221; del generale<strong> </strong>con cui il generale <strong>Khalifa Haftar </strong>riesce a controllare l&#8217;intera parte orientale della Libia e parte del Fezzan. Il generale per la verità, durante la visita di Al Shaibani, non si è visto. A farsi immortalare assieme al ministro siriano è stato, al suo posto, il primogenito <strong>Saddam Haftar.</strong> Cioè colui che, progressivamente, sta sostituendo il padre al vertice dell&#8217;Lna e quindi di questo angolo di Libia. </p>



<p>L&#8217;incontro tra i due è stato descritto dai media locali come &#8220;produttivo&#8221;, grazie al quale entrambe le parti avrebbero concluso diversi contratti sia di ordine militare che economico. Finito il vertice, <strong>l&#8217;aereo con Al Shaibani al bordo non è andato in direzione di Tripoli ma, al contrario, ha preso la via di Damasco.</strong> La visita cioè, non ha riguardato Al Ddeibah e gli altri rappresentanti del governo libico internazionalmente riconosciuto. <strong>L&#8217;unico interesse del rappresentante di Al Shaara quindi era quello di parlare con Haftar</strong>. Un segnale politico non da poco in una Libia ancora molto divisa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">📌 Syrian Foreign Minister Asaad al-Shaibani arrived in Benghazi on an official visit and met Saddam Khalifa Haftar, deputy commander of the Libyan National Army, alongside Syrian General Intelligence chief Abdul Qader Tahan. <br><br>📌 The visit follows Syria&#39;s reopening of its… <a href="https://t.co/RtO1MZYM59">pic.twitter.com/RtO1MZYM59</a></p>&mdash; Levant24 (@Levant_24_) <a href="https://x.com/Levant_24_/status/2109279965669720423?ref_src=twsrc%5Etfw">October 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I segnali dell&#8217;ascesa di Saddam Haftar</h2>



<p>Solitamente, quando si giunge in Libia per una visita diplomatica, sono due le &#8220;tappe obbligate&#8221;: <strong>quella a Tripoli</strong>, per parlare con il governo riconosciuto, e <strong>quella a Bengasi </strong>per incontrare chi militarmente controlla quasi due terzi del Paese. Alcune volte capita che si va a Tripoli senza passare da Bengasi, raramente però capita il contrario. Negli ultimi tempi però, le cose da questo punto di vista si stanno come capovolgendo. L&#8217;episodio legato ad Al Shaibaini non è che l&#8217;ultimo esempio:<strong>sempre più missioni diplomatiche fanno tappa in Cirenaica e non sorvolano nemmeno la Tripolitania</strong>. Una circostanza vista come dimostrazione della sempre<strong>maggiore ascesa di Saddam Haftar</strong>, personalità con cui oramai tutte le diplomazie internazionali si raffrontano da mesi. Al rampollo del generale la comunità internazionale, pur non riconoscendolo ufficialmente, gli sta attribuendo sempre più credito.</p>



<p>Lo si è visto anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">in occasione della recente sostituzione al vertice del parlamento di Tobruck</a>, il braccio politico degli Haftar, di Aguila Saleh con Al-Salhin Al Obeidi. Quest&#8217;ultimo è visto come un fedelissimo di Saddam Haftar, la cui influenza abbraccia quindi buona parte delle istituzioni politiche dell&#8217;Est della Libia. L&#8217;obiettivo del primogenito del generale forse potrebbe non essere quello di &#8220;limitarsi&#8221; ala sostituzione di un padre avanti negli anni. Il suo attivismo interno e il credito diplomatico nei suoi confronti, potrebbero averlo convinto a puntare oramai a diventare il<strong>futuro uomo forte della Libia. </strong></p>



<p>Fonti: </p>



<p> <a href="https://npasyria.com/en/142547/1">https://npasyria.com/en/142547/</a></p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/middle-east/al-shaibani-meets-libyan-officials-amid-concerns-for-missing-syrians-3005813?utm_source=chatgpt.com">https://www.arabnews.com/middle-east/al-shaibani-meets-libyan-officials-amid-concerns-for-missing-syrians-3005813?</a></p>



<p><a href="https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_">https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html">La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 04:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la rimozione di Aguila Saleh quale presidente del parlamento, vi sono le ambizioni di Saddam Haftar di centralizzare il potere nelle sue mani </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlare di Parlamento con pieno mandato appare, giusto per usare un eufemismo, molto fantasioso. Eppure, quell&#8217;assemblea nata con il voto del 2014 e insediatasi poi a <strong>Tobruck</strong> per via della guerra che imperversava a Bengasi, ad oggi appare uno dei pochi appigli istituzionali a cui la Libia può aggrapparsi per provare a disegnare una qualche forma di Stato. E costituisce, soprattutto, uno dei pochi enti in grado di essere internazionalmente riconosciuti. Per questo le due votazioni svoltesi nelle ultime 48 ore potrebbero incidere e non poco sul futuro del Paese nordafricano. </p>



<p>In una prima votazione, i deputati libici hanno introdotto una riforma che<strong> limita a un anno la durata del mandato del presidente della Camera</strong>.<a href="https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent/">Questo atto, a detta della maggior parte dei parlamentari, ha automaticamente fatto decadere dall&#8217;incarico lo storico presidente <strong>Aguila Saleh</strong>.</a> Così, il giorno successivo, la Camera di Tobruck non ha perso tempo nell&#8217;eleggere il successore: si tratta di <strong>Al-Salhin Al Obeidi</strong>, un rappresentante di Tobruck ma soprattutto una persona considerata vicina a <strong>Saddam Haftar.</strong> Un nome quest&#8217;ultimo che evoca quello della famiglia più forte dell&#8217;Est della Libia, il cui capostipite <strong>Khalifa Haftar</strong> è a capo del <em>Libyan National Army</em>. Ossia il sedicente esercito che controlla da oramai dieci anni buona parte della Cirenaica e del Fezzan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della Camera di Tobruck</h2>



<p>La mano della famiglia Haftar sembra quindi ormai proiettata verso il <strong>controllo del Parlamento</strong>. Ma prima di approfondire questo aspetto, appare utile capire come mai questa camera eletta 12 anni fa appare così importante nel frastagliato quadro politico libico.<strong>Nel 2012 la Libia ha organizzato le prime elezioni dell&#8217;era post Gheddafi</strong> e i risultati sono stati ampiamente favorevoli ai partiti ricollegabili all&#8217;Islam politico. Una sorte che ha accomunato Tripoli con Tunisi e Il Cairo negli anni immediatamente successivi alle primavere arabe. Anche per questo motivo sono subito sorte da più parti, sia all&#8217;interno che all&#8217;estero, le pressioni per arrivare quanto prima all&#8217;elezione di un nuovo Parlamento. Del resto, la camera uscita dal voto del 2012 doveva servire soprattutto da costituente, in attesa delle prime &#8220;vere&#8221; elezioni. Si è così stabilito, anche con l&#8217;obiettivo di ridurre le storiche rivalità tra Tripolitania e Cirenaica, di piazzare la sede definitiva del governo a Tripoli e quella del parlamento a Bengasi e andare al voto.</p>



<p><strong>Non tutto è però filato liscio</strong>: a Bengasi, lì dove si doveva insediare il Parlamento, gruppi islamisti hanno preso il sopravvento e i venti di guerra spirano anche a Tripoli. Il risultato è che al voto è andato soltanto il 18% degli elettori e i parlamentari eletti nel 2012 <strong>hanno rifiutato di dare riconoscimento politico e legale alla nuova assemblea</strong>. Soltanto nel 2015, con gli accordi sottoscritti dalle parti a <strong>Skhirat</strong>, è stata trovata <strong>la più classica delle soluzioni di compromesso</strong>: mantenimento in vita di entrambi i Parlamenti, con l&#8217;assemblea del 2012 trasformata in una sorta di &#8220;Camera Alta&#8221; libica e quella del 2014 diventata ufficialmente Camera dei Rappresentanti. Concepita come misura temporanea, i due Parlamenti sono ancora esistenti e, come sottolineato in precedenza, hanno una loro specifica importanza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa di Saddam Haftar</h2>



<p>Nel 2014 a entrare in gioco è proprio <strong>Aguila Saleh,</strong> avvocato lontano dalla politica nell&#8217;era Gheddafi, che il 5 agosto 2014 è stato eletto presidente della Camera. Una volta insediata a Tobruck per l&#8217;indisponibilità di Bengasi, l&#8217;assemblea è progressivamente stata identificata con l&#8217;Est del Paese e contrapposta quindi al governo con sede a Tripoli. E questo per via delle avanzate in Cirenaica di Haftar, il quale ha fatto della Camera il proprio <strong>braccio politico</strong>. Saleh in tal senso è emerso come una <strong>figura di garanzia</strong>: da un lato ha in qualche modo assicurato una certa autonomia del Parlamento, dall&#8217;altro non ha mancato di avvicinarsi ad Haftar. A dimostrarlo è il conferimento nel 2018 del titolo di &#8220;maresciallo di Libia&#8221; al generale che da poco aveva riconquistato Bengasi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇱🇾 After a decade in power, Libyan HoR Speaker Agila Saleh faces an immediate vote on his removal. <br><br>With Saddam Haftar consolidating power, and Khalifa Haftar backing a U.S.-led political initiative, eastern Libya’s coalition is fracturing over Saleh&#39;s obstruction:…</p>&mdash; The Geopolitical Desk (@thegeopoldesk) <a href="https://x.com/thegeopoldesk/status/2107431910804762916?ref_src=twsrc%5Etfw">October 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Oggi però il clima è cambiato. Khalifa Haftar è anziano e, a detta di molti, anche molto malato. Dalla sua roccaforte di Bengasi, <strong>sta progressivamente pianificando la successione ai figli.</strong> Soprattutto a uno di questi figli, quel<strong> Saddam Haftar </strong>in grado negli ultimi mesi di prendere sempre più spazio e piede e di occupare i vuoti progressivamente lasciati dal padre. <strong>I rapporti tra Aguila Saleh e Khalifa Haftar sono stati perlopiù improntati su un preciso gioco delle parti</strong>: il primo ha recitato il ruolo politico e istituzionale di rappresentante del Parlamento, il secondo invece quello di capo militare. La distinzione, seppur di facciata, è stata utile a entrambi: Saleh si è potuto ritagliare un ruolo nazionale e ha trasformato Tobruck in una specie di &#8220;co capitale&#8221; dell&#8217;Est, il generale dal canto suo ha potuto rivendicare una legittimazione politica del suo &#8220;mandato&#8221; militare. Con Saddam sempre più ai vertici, la situazione è drasticamente cambiata: <strong>nessun gioco delle parti e nessun ruolo</strong>, il primogenito di Khalifa aspira a diventare <strong>l&#8217;unico vero uomo forte dell&#8217;Est della Libia</strong>. Così come sottolineato da <strong>Emadeddin Badi</strong>, analista del think tank londinese <em>Chatham House</em>, Aguila Saleh <em>&#8220;è l&#8217;ultima vittima delle mire di Saddam Haftar e della sua volontà di centralizzare il processo decisionale&#8221;</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Saddam come figura di garanzia</h2>



<p>Muoversi con così tanta disinvoltura in Libia può non risultare, alla lunga, molto prudente. In un contesto già fortemente spaccato, <strong>la rottura di ogni minimo equilibrio rischia di tramutarsi in nuove tensioni</strong>. Saddam però dalla sua ha forse un certo grado di incoscienza dettato dalla volontà di uscire il prima possibile dall&#8217;ombra del padre, in un momento in cui l&#8217;anziano genitore è costretto a guardare più alla propria eredità che alle proprie mire espansionistiche. </p>



<p>Non è da escludere tuttavia che il primogenito del generale sia<strong>motivato anche da alcune rassicurazioni ricevute da più parti.</strong> Fonti diplomatiche parlano di come, tutto sommato, agli <strong>Stati Uniti </strong>il nome di Saddam Haftar risulti benvisto: l&#8217;idea di affidarsi a un interlocutore forte infatti, in quel di Washington sembra alimentare la speranza di poter riunificare il Paese.<strong> Il figlio del generale potrebbe andare bene anche alla Turchia</strong>, altro Paese con un ruolo importante sia nell&#8217;Est che nell&#8217;Ovest della Libia. E infine, potrebbe piacere anche alla <strong>Russia</strong>, forte dei rapporti già stretti con il padre per la tutela dei propri interessi in Cirenaica. Vi è quindi al momento una convergenza interna ed internazionale in grado per adesso di assecondare le ambizioni del giovane Haftar. Ambizioni che dovranno comunque misurarsi con la realtà.</p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/amp/news/2026/10/7/libyas-parliament-removes-speaker-aguila-saleh-after-12-years">https://www.aljazeera.com/amp/news/2026/10/7/libyas-parliament-removes-speaker-aguila-saleh-after-12-years</a></p>



<p><a href="https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent">https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Saddam Haftar vola da Marco Rubio: perché gli Usa tentano la riunificazione della Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/saddam-haftar-vola-da-marco-rubio-perche-gli-usa-tentano-la-riunificazione-della-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 04:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa provano ad accelerare sul dossier libico e ad avviare un percorso di riunificazione, ma il percorso è tutt'altro che facile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La visita non è stata propriamente &#8220;segreta&#8221;. Anzi, una volta all&#8217;interno dell&#8217;ufficio del Segretario di Stato Usa, <strong>Marco Rubio,</strong> <strong>Saddam Haftar si è anche fatto ritrarre in una foto con il capo della diplomazia statunitense</strong>. Circostanza niente affatto di routine, né tantomeno figlia delle fredde procedure di protocollo. Perché il figlio del generale<a href="https://it.insideover.com/guerra/lavanzata-di-haftar-e-un-problema-per-litalia.html">Khalifa Haftar</a>, uomo forte dell&#8217;Est della Libia, non rappresenta un governo. O, almeno, non quello riconosciuto dagli Stati Uniti. A Washington si è pensato di lanciare un preciso segnale: l&#8217;amministrazione Usa non solo si sta occupando del dossier libico, <strong>ma ha anche intenzione di accelerare sul processo di riunificazione del Paese.</strong> Tanto da tenere un dialogo aperto con gli Haftar, da oltre un decennio a capo di un potere parallelo a quello ufficiale stanziato a Tripoli. </p>



<p>Per gli Usa i motivi per tornare a lavorare attivamente sulla Libia sono del resto molteplici:<strong>dalla possibilità di mettere le mani sul greggio libico</strong>, all&#8217;importanza di rimettere definitivament<strong>e ordine in quell&#8217;area turbolenta e strategica del Mediterraneo</strong>, passando poi per la necessità di <strong>contenere l&#8217;influenza russa ben presente proprio nelle aree orientali. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Non basta una foto con uno degli Haftar </h2>



<p>La strategia degli Usa appare abbastanza chiara: <strong>mettere d&#8217;accordo Tripoli con Bengasi</strong>, il premier &#8220;ufficiale&#8221; <strong>Abdel Hamid Ddeibah </strong>con il generale Haftar, per ricomporre la principale frattura che attraversa la spina dorsale del Paese. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">Una faglia che spacca a metà la Libia dal 2014 (tre anni dopo la deposizione e l&#8217;uccisione di Gheddafi)</a>, da quando cioè, subito dopo il voto organizzato quell&#8217;anno, sono stati creati due poli di potere contrapposti. Il problema però è che attorno alla spaccatura principale, <strong>esistono varie altre micro lesioni che fanno della Libia un mosaico piuttosto frammentato</strong>. Per ogni tassello rimesso in equilibrio, un altro rischia di staccarsi irrimediabilmente. Se tra Tripoli e Bengasi si instaura un dialogo, a Misurata potrebbero non prenderla bene. E se a Misurata viene trovato un accordo, a rivendicare un proprio spazio sono le milizie di Zintan oppure del Fezzan. Gruppi armati, chi più e chi meno, capaci di <strong>mettere pressione</strong> ai vari potentati principali e di far naufragare i vari percorsi di avvicinamento tra est ed ovest del Paese.</p>



<p>Prima degli Usa, in tanti hanno provato a far stringere la mano tra i principali rappresentanti della Tripolitania e della Cirenaica. In alcuni casi, come avvenuto a Palermo nel 2018, ci si è anche riusciti. Ma ogni pacca sulla spalla è stata poi svuotata di significato dagli eventi sviluppatisi sul campo.<strong> Washington sta in qualche modo arrivando in &#8220;ritardo&#8221; sul dossier libico</strong>. Non sa o finge di non sapere che invitare Saddam Haftar a Bengasi, non solo non basta a raggiungere un accordo ma potrebbe anche innescare gelosie interne alle stesse forze dell&#8217;est del Paese o all&#8217;interno della stessa famiglia Haftar. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">🇱🇾🇺🇸 | Haftar–Rubio : Washington accélère son pari sur l’unification libyenne<br><br>Saddam Haftar, commandant adjoint de la LNA, a été reçu lundi par Marco Rubio à Washington, en présence de Massad Boulos. L’entretien a porté sur l’unification des institutions militaires, économiques… <a href="https://t.co/piF5qnojNv">pic.twitter.com/piF5qnojNv</a></p>&mdash; Arab Intelligence (@Arab_Intel) <a href="https://x.com/Arab_Intel/status/2072000047487828366?ref_src=twsrc%5Etfw">June 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Anche il Pakistan in ballo </h2>



<p>Chi conosce un po&#8217; meglio la situazione sul campo, nelle ultime settimane ha lanciato un chiaro suggerimento: far intervenire nella mediazione un Paese mediorientale o che, almeno, può avere del credito in Libia. Per questo da giorni si sta registrando un interessamento del <strong>Pakistan</strong> nelle trattative. Islamabad è stata la grande protagonista degli accordi tra Usa e Iran di giugno, adesso l&#8217;acquisita credibilità in ambito diplomatico potrebbe far gioco tra Tripoli e Bengasi. Su <em>Reuters</em>, fonti pakistane hanno confermato un intenso lavoro di dialogo tra il governo stanziato a Tripoli e l&#8217;esercito della famiglia Haftar. Proprio con il generale, il Pakistan ha chiuso un accordo per la vendita di armi dal valore di almeno 4 miliardi di Dollari nei mesi scorsi. Il tutto grazie alla spinta arrivata dall&#8217;Arabia Saudita, Paese con cui Islamabad è adesso legato da un accordo di mutua difesa. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">EXCLUSIVE: Pakistan mediating Libya unity push as rival camps seek deal, Pakistani sources say <a href="https://t.co/nWpkwc7XIO">https://t.co/nWpkwc7XIO</a> <a href="https://t.co/nWpkwc7XIO">https://t.co/nWpkwc7XIO</a></p>&mdash; Reuters World (@ReutersWorld) <a href="https://x.com/ReutersWorld/status/2074156516546916614?ref_src=twsrc%5Etfw">July 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il governo pakistano può far valere la sua esperienza diplomatica, il suo rapporto con <strong>Riad</strong> e con gli Haftar, nonché la relazione con la <strong>Turchia</strong>. Ankara rappresenta infatti il principale alleato di Tripoli, ma oramai da tempo intrattiene costanti rapporti anche con le autorità dell&#8217;Est. A tutto questo, occorre poi ovviamente aggiungere i legami con Washington dopo il sopra citato ruolo nel raggiungimento di un accordo tra Usa e Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difficile transizione verso uno Stato mai esistito </h2>



<p>L&#8217;amministrazione Trump vorrebbe chiudere la partita e costituire uno Stato riunificato, in modo da vedere stabilizzato un attore chiave per l&#8217;approvvigionamento energetico in medio oriente. E, contestualmente, vedere ridimensionata l&#8217;influenza russa visto che negli ultimi dieci anni Mosca ha stretto importanti relazioni con Haftar. La Casa Bianca a guida del tycoon rischia però, ancora una volta, di <strong>doversi scontrare con la cruda realtà</strong>: al pari di come non è stato possibile risolvere il conflitto in Ucraina nel giro di 24 ore, allo stesso modo di come sembra alquanto difficile giungere a una pace in medio oriente, <strong>assistere alla riunificazione della Libia in tempi breve appare quasi come utopia</strong>. </p>



<p>Dalla caduta di Gheddafi i libici non hanno più uno Stato. In realtà, i libici non lo hanno avuto nemmeno prima, visto che la &#8220;jammairiya&#8221; gheddafiana altro non era che un Paese senza un vero governo e con le decisioni rimesse in capo a una sola persona. <strong>La Libia non ha mai conosciuto un vero Stato e oggi ridimensionare il peso delle singole tribù o dei singoli gruppo all&#8217;interno della società non è semplice</strong>. Ci vorranno forse ancora molti anni per sanare le tante fratture interne.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina e le tre basi in Libia per braccare le petroliere russe (e non solo)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-e-le-tre-basi-in-libia-per-braccare-le-petroliere-russe-e-non-solo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 04:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'emittente francese Rfi ha ricostruito tutte le dinamiche che provano la presenza ucraina in Tripolitania, grazie ad un accordo tra Kiev e Tripoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-e-le-tre-basi-in-libia-per-braccare-le-petroliere-russe-e-non-solo.html">L&#8217;Ucraina e le tre basi in Libia per braccare le petroliere russe (e non solo)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122911752_864c3610635c5e62ed471e02d066f48d-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra la fine di febbraio e l&#8217;inizio di marzo, diverse autorità navali hanno iniziato a segnalare la presenza di una <strong>metaniera in avaria nel Mediterraneo</strong>. La nave in questione era la<strong> Arctic Metagaz </strong>e i vari servizi di sicurezza in Europa non hanno avuto dubbi: si tratta di una delle navi appartenenti alla cosiddetta <strong>&#8220;flotta ombra&#8221; della Russia</strong>. La conferma è arrivata anche dallo stesso governo di Mosca, il quale il 4 marzo ha ufficialmente denunciato un raid contro la metaniera. La nave intanto ha proseguito per almeno tre settimane la propria corsa indirizzata unicamente dal vento, essendo rimasta senza equipaggio e con la sala macchine in avaria. Le immagini arrivate tramite i droni hanno mostrato la presenza di incendi ed esplosioni a bordo. Pochi dubbi quindi: <strong>la nave è stata colpita da velivoli senza pilota</strong>. Il sospetto è andato subito su <strong>Kiev</strong>, i cui servizi già in altre occasioni hanno messo nel mirino la flotta ombra russa. Il fatto però che il raid sia avvenuto contro una nave che navigava vicino alle coste libiche <strong>ha fatto pensare alla presenza ucraina all&#8217;interno della Libia</strong>. Oggi il sospetto ha preso le sembianze di una conferma. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il report dell&#8217;emittente francese Rfi </h2>



<p>Il 2 aprile scorso, dalla Francia, sono arrivate le prime importanti indiscrezioni su quanto successo alla Arctic Metagaz. <a href="https://www.rfi.fr/fr/afrique/20260402-exclusif-rfi-ces-militaires-ukrainiens-pr%C3%A9sents-dans-l-ouest-libyen">Secondo l&#8217;emittente transalpina Rfi</a>, la nave è stata effettivamente colpita da droni ucraini. Il reportage pubblicato in Francia ha riaperto il caso, visto che della metaniera si era smesso di parlare a livello internazionale dopo la sua messa in sicurezza all&#8217;interno di un porto libico. Ma c&#8217;è di più: secondo Rfi, <strong>l&#8217;operazione di Kiev è partita proprio dalla Tripolitania</strong>. Segno quindi della presenza di membri delle forze di sicurezza ucraine operative in territorio libico.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122932340_3ccdaec57bf5c9e5a5d7336f0432e97d-1.jpg" alt="" class="wp-image-512794" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122932340_3ccdaec57bf5c9e5a5d7336f0432e97d-1.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122932340_3ccdaec57bf5c9e5a5d7336f0432e97d-1-288x300.jpg 288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410122932340_3ccdaec57bf5c9e5a5d7336f0432e97d-1-600x625.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p>I giornalisti francesi si sono avvalsi di alcune fonti vicine al governo del premier libico<strong>Abdul Hamed Ddeiba</strong>, l&#8217;unico riconosciuto a livello internazionale e rivale delle autorità dell&#8217;Est più vicine invece al generale Haftar. I funzionari libici hanno detto a Rfi che<strong> esistono almeno tre basi in cui gli ucraini operano nell&#8217;area attorno Tripoli</strong>. La prima è a <strong>Misurata</strong> ed è la stessa che ospita una delle più importanti strutture militari del Paese, al cui interno hanno sede i <strong>comandi turchi</strong>, così come alcune squadre del comando statunitense in Africa (<strong>Africom</strong>). Non solo, ma <strong>a Misurata operano anche britannici e italiani. </strong>L&#8217;altra base invece si trova nella cittadina portuale di <strong>Zawiya</strong>: da qui gli ucraini possono monitorare più da vicino la presenza di obiettivi russi nel Mediterraneo e possono avere anche un accesso diretto al mare. Infine, gli uomini di Kiev sarebbero presenti anche <strong>in una base non lontana dall&#8217;aeroporto di Tripoli.</strong> In particolare, si tratterebbe della sede della 111esima brigata dell&#8217;esercito libico, usata per gli incontri di alto rango tra rappresentanti di Tripoli e rappresentanti di Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Donbass al Mediterraneo </h2>



<p>La presenza ucraina in Libia non sarebbe sporadica né tantomeno episodica. Al contrario, ci sarebbe un vero e proprio accordo tra le parti a regolare l&#8217;uso di basi libiche a favore di Kiev. L&#8217;intesa sarebbe stata siglata, sempre secondo Rfi, a ottobre con la mediazione del rappresentante militare ucraino ad Algeri, ossia il generale<strong>Andrei Bayouk</strong>. I contorni dell&#8217;accordo appaiono molto semplici: <strong>presenza militare ucraina in cambio di armi e addestramento a favore dei libici. </strong></p>



<p>L&#8217;obiettivo ucraino appare in tal senso molto chiaro: <strong>supervisionare da vicino i movimenti russi nel Mediterraneo</strong>. Kiev infatti in questa fase del conflitto è impegnata a <strong>colpire le principali fonti di entrate economiche per i russi</strong>, ossia tutto ciò che è ricollegabile alle infrastrutture energetiche. Un obiettivo perseguito tanto sulla terraferma, come dimostrato dai raid continui contro stabilimenti e raffinerie in territorio russo, e tanto sul mare. Ma se per colpire le navi russe che transitano nel Mar Nero è possibile usare le basi presenti nel proprio territorio, diversa è la situazione nel Mediterraneo: qui gli ucraini devono avvicinarsi il più possibile al Mare Nostrum e la Libia, sia per motivi geografici che politici, è in tal senso il luogo perfetto.</p>



<p>Anche perché gli obiettivi di Kiev non sono limitati ai raid contro le petroliere e le metaniere di Mosca. <strong>La presenza ucraina in Libia si spiega anche con la strategia volta a &#8220;inseguire&#8221; i russi laddove hanno i propri più importanti interessi</strong> strategici e geopolitici. Non è certo un mistero che la Russia sia ben presente in Africa e anche nella stessa Libia, Paese in cui da tempo le forze di <strong>Haftar</strong> sono alleate con il Cremlino. <strong>Marcare Mosca all&#8217;estero </strong>e nelle aree dove proietta le proprie ambizioni di potenza, per gli ucraini appare quanto mai fondamentale per indebolire l&#8217;immagine degli avversari e costringerli a disperdere e impiegare quante più forze possibili. In poche parole, <strong>la guerra in Ucraina non si combatte solo tra le trincee del Donbass</strong>. Al contrario, anche le coste libiche costituiscono il fronte di un conflitto sempre più esteso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-e-le-tre-basi-in-libia-per-braccare-le-petroliere-russe-e-non-solo.html">L&#8217;Ucraina e le tre basi in Libia per braccare le petroliere russe (e non solo)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I Gheddafi e il calcio, storia di un regime attraverso il pallone</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/i-gheddafi-e-il-calcio-storia-di-un-regime-attraverso-il-pallone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La scomparsa di Saif Gheddafi fa rievocare nella mente i tentativi della sua famiglia di pulire l'immagine tramite il calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-gheddafi-e-il-calcio-storia-di-un-regime-attraverso-il-pallone.html">I Gheddafi e il calcio, storia di un regime attraverso il pallone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>C&#8217;è uno scatto, risalente al 25 agosto 2002, che ritrae in primo piano <strong>Adriano Galliani </strong>e <strong>Saadi Gheddafi</strong>. Alle loro spalle, compare invece <strong>Luciano Moggi</strong>. Sullo sfondo, ci sono le tribune gremite dello <strong>stadio 11 giugno di Tripoli</strong>. Galliani all&#8217;epoca era amministratore delegato del Milan, e anche presidente della Lega Calcio. Moggi, dal canto suo, era alla testa della dirigenza della Juventus.<strong> Saadi Gheddafi è invece il terzogenito di Muammar Gheddafi</strong>, in quel momento rais incontrastato della Libia. La foto rappresenta uno degli esempi principali di come proprio il rais abbia <strong>sfruttato il calcio come elemento di soft power</strong>. Il rapporto tra i Gheddafi e il mondo del pallone è stato molto stretto e intenso. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-dell-ultimo-dei-gheddafi.html">La recente morte di Saif Al Islam Gheddafi</a>, secondogenito di Muammar, ha richiamato alla memoria il gheddafismo. E, con esso, le strategie del rais per provare a legittimarsi tramite lo sport più popolare.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="696" height="444" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani.webp" alt="" class="wp-image-504877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani.webp 696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani-300x191.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani-600x383.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Adriano Galliani, Saadi Gheddafi e Luciano Moggi all&#8217;interno dello stadio di Tripoli il 25 agosto 2002</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il calcio secondo Muammar</h2>



<p>Eppure, all&#8217;inizio della sua avventura come leader libico, il capostipite dei Gheddafi sembrava disprezzare il calcio. Nel &#8220;<strong>libro verde</strong>&#8220;, il testo con cui il rais ha esposto la sua visione politica, ha dedicato agli sport di massa un intero paragrafo. E ha profondamente condannato l&#8217;immagine degli spalti assiepati da tifosi,<strong> vista come simbolo di alienazione</strong>: <em>&#8220;Le migliaia di spettatori che riempiono le gradinate degli stadi per applaudire e ridere </em>&#8211; si legge in un passaggio &#8211; <em>sono migliaia di stolti incapaci di praticare lo sport di persona&#8221;</em>. Essere spettatore, secondo questa prospettiva, rende i soggetti passivi e, per l&#8217;appunto, alienati dalle proprie abilità sportive. </p>



<p>Le cose sono però in breve tempo cambiate. <strong>Nel 1982 la Libia ha ospitato per la prima volta la Coppa d&#8217;Africa</strong> e l&#8217;approdo della nazionale in finale, con un seguito molto ampio di tifosi con le bandiere verdi negli stadi, ha convinto Gheddafi dell&#8217;importanza dello sport e del calcio in particolar modo. Da allora, gli investimenti nel mondo del pallone da parte del rais hanno rappresentato una costante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Atalanta e poi Juventus, così Tripoli entrò in Serie A</h2>



<p>Nel 1990 sono passati solo quattro anni dall&#8217;operazione condotta dagli Usa di Reagan contro l&#8217;abitazione di Gheddafi. E solo due dalla strage di Lockerbie, attribuita ai servizi segreti libici. Ecco però che sulle maglie nerazzurre dell&#8217;Atalanta ha fatto la sua comparsa lo sponsor <strong>Tamoil</strong>, l&#8217;azienda petrolifera di Tripoli. Sponsor che dieci anni dopo ha fatto capolino anche sulle maglie della <strong>Juventus</strong>. Ma in quel frangente non si trattava più solo di pubblicità. Nel 2001 infatti, tramite la finanziaria Lafico, <strong>Gheddafi è entrato tra i soci del club con il 7.5% di azioni. </strong></p>



<p>Investimenti importanti che seguivano quelli già attuati in patria. La famiglia Gheddafi è stata per lungo tempo infatti proprietaria dell&#8217;<strong>Al Ittihad </strong>di Tripoli, compagine biancorossa rivale dei biancoverdi dell&#8217;Al Ahly. In questo club ha militato all&#8217;inizio della sua carriera anche Saadi Gheddafi. Con questa maglia nella primavera del 2000 ha giocato a Bengasi contro la locale Al Ahly, i cui tifosi hanno denunciato arbitraggi irregolari e per protesta hanno vestito un asino con la maglia di Saadi. Uno sgarbo punito da Muammar Gheddafi <a href="https://www.theguardian.com/world/2011/may/25/libya-gaddafi-al-ahly-football-benghazi">con l&#8217;invio di ruspe nella sede dell&#8217;Al Ahly di Bengasi e la distruzione del centro sportivo</a>. Per molti, questo episodio ha rappresentato <strong>l&#8217;inizio del dualismo tra Tripoli e Bengasi anche a livello politico. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel segno di Saadi Gheddafi</h2>



<p>Saadi poi è diventato presidente, giocatore e capitano dell&#8217;Al Ittihad. Ma le sue doti non hanno mai convinto il commissario tecnico chiamato a guidare la nazionale libica, l&#8217;italiano <strong>Franco Scoglio</strong>. Quest&#8217;ultimo, una volta lasciato a casa Saadi, è stato ovviamente allontanato. Si è comunque così arrivati alla foto iniziale del 2002. Il rampollo dei Gheddafi è allo stadio di Tripoli con Galliani e Moggi perché è riuscito, su input del padre e seguendo il filo del miglioramento dei rapporti politici tra la Libia e l&#8217;Italia,<strong> a organizzare proprio nella capitale libica la finale di supercoppa italiana</strong>. La sfida, vinta dalla Juventus di Lippi contro il Parma, ha rappresentato un &#8220;antipasto&#8221; della strategia di <strong>sportwashing</strong> fatta propria poi dai Paesi del Golfo. Strategia che prevedeva, tra le altre cose, <strong>la candidatura poi non andata in porto per ospitare i mondiali del 2010. </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="649" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1.jpg" alt="" class="wp-image-504879" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1-300x278.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1-600x556.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Saadi Gheddafi con la maglia del Perugia in occasione della sfida contro la Juventus il 2 maggio 2004</em></figcaption></figure>



<p>Saadi negli anni è stato anche presidente della federcalcio libica. Due anni dopo invece è atterrato in Italia con addosso la maglia di una squadra della Serie A, quella del <strong>Perugia di Luciano Gaucci</strong>. Un altro tassello quindi dello sportwashing in salsa gheddafiana. Tuttavia, il Saadi atleta non ha certo lasciato grandi ricordi. Una sola presenza con il Perugia, una con l&#8217;Udinese e zero con la Sampdoria. In mezzo una squalifica per doping e<strong> un caso diplomatico </strong>scoppiato quando, all&#8217;improvviso, il figlio del rais ha deciso di rimanere in Italia per assecondare un suo flirt amoroso. Per tutta risposta, il padre ha convocato l&#8217;ambasciatore italiano e ha minacciato ritorsioni economiche. </p>



<p>Le fortune di Saadi sono ovviamente finite con la caduta del regime nel 2011. Anni dopo è apparso in un video in cui veniva bastonato da alcuni carcerieri. Oggi vivrebbe in Turchia, da cui nei giorni scorsi ha postato una foto artefatta del funerale del fratello.<strong> Adesso il suo posto è idealmente occupato da Belgacem Haftar, figlio del generale Khalifa Haftar</strong> che controlla buona parte della Cirenaica. Belgacem sembra aver ereditato le strategie di sportwashing dei Gheddafi, come dimostrato dal suo ruolo nella milionaria ristrutturazione dello stadio di Bengasi. Proprio la città che più ha odiato e il regime e in cui gli Haftar hanno più interessi a ramificarsi. </p>
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		<title>La situazione in Libia dopo la morte di Saif Gheddafi</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/la-situazione-in-libia-dopo-la-morte-di-saif-gheddafi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 06:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1202" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6-1536x962.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026020916072792_c6c3ed46f23474b0ad15c7cebd8c6fd6-600x376.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il secondogenito di Muammar Gheddafi, Saif Gheddafi, non aveva proprie milizie armate, né sembrava prossimo a poter ambire a un controllo del Paese. Non rappresentava, in poche parole, una minaccia imminente per nessuna delle parti operanti in Libia. Il nome però era piuttosto pesante. Forse è proprio da qui che occorre partire per comprendere il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/la-situazione-in-libia-dopo-la-morte-di-saif-gheddafi.html">[...]</a></p>
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<p>Il secondogenito di Muammar Gheddafi, Saif Gheddafi, non aveva proprie milizie armate, né sembrava prossimo a poter ambire a un controllo del Paese. Non rappresentava, in poche parole, <strong>una minaccia imminente per nessuna delle parti operanti in Libia.</strong> Il nome però era piuttosto pesante. Forse è proprio da qui che occorre partire per comprendere il suo omicidio. Le circostanze sono ancora avvolte nel mistero. L&#8217;unica cosa certa è che quanto accaduto serve a sottolineare, ancora una volta,<strong> il profondo livello di instabilità della Libia</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/IntelWarRoom/status/2020881625320685964
</div></figure>



<p>Un&#8217;instabilità che passa da almeno due faglie importanti. La prima è interna e riguarda, ancora una volta, la spaccatura tra est e ovest. Con l&#8217;est sempre in mano al generale Haftar, messo però in allarme da recenti attacchi che hanno coinvolto le proprie forze al confine con il Niger. L&#8217;altra spaccatura riguarda invece il medio oriente, con la sfida tutta interna al mondo sunnita tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che sta avendo conseguenze anche in territorio libico. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>Abbonati a InsideWar</strong> per leggere la newsletter!</a></p>
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		<title>Libia: Saif Gheddafi, la sua tribù accusa il governo di Tripoli di omicidio politico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-saif-gheddafi-la-sua-tribu-accusa-il-governo-di-tripoli-di-omicidio-politico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260206110524128_4e9fcf716e0383d2ee2bbccb92f2189c-e1770372356419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>Saif al-Islam Gheddafi è stato assassinato il 3 febbraio 2026 da un commando di quattro sicari mascherati nella sua casa a Zintan.</p>
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<p><em>Da Tripoli</em></p>



<p>L’eliminazione di <strong>Saif el Islam Gheddafi</strong> dalla politica libica fa comodo a molti e rafforza soprattutto l’esecutivo di Tripoli. Il secondogenito di <strong>Muammar Gheddafi</strong> era il volto politico della famiglia e da tempo stava lavorando per correre alle elezioni presidenziali, rinviate ormai da anni. <strong>La sua è stata un’esecuzione in piena regola</strong> con un commando di quattro sicari a volto coperto che lo hanno crivellato di colpi nel giardino della sua abitazione a Zintan. Saif aveva scelto di vivere in questa cittadina, a circa 130 chilometri da Tripoli, dopo essere stato prigioniero delle milizie locali e scarcerato nel 2016 grazie ad un’amnistia.</p>



<p>Sulla sua testa pendeva un mandato di arresto della <strong>Corte Penale Internazionale</strong> ed una condanna a morte in contumacia del tribunale di Tripoli, ma <strong>dal 2021 era tornato alla vita politica </strong>cercando di candidarsi alle elezioni dalle quali era stato escluso per le condanne, elezioni che poi non si erano mai svolte. Il suo reale esordio erano state le amministrative del 2024 dove nella municipalità di Sabha, abitata dai Qadhadhfa, sua tribù di appartenenza, aveva ottenuto ottimi risultati, rilanciandosi come uomo politico nazionale.</p>



<p><strong>La sua eliminazione ha una chiara matrice politica </strong>e non ha nulla a che vedere con le false notizie fatte girare nelle prime ore che avevano parlato di una battaglia fra milizie. Proprio le forze di Zintan, che controllano saldamente la città, hanno negato che ci siano stati scontri, confermando che <strong>Saif Gheddafi</strong> viveva da tempo in quella casa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del Governo di Tripoli</h2>



<p><strong>Ahmad Ibrahim al Mansour</strong> è un membro del Consiglio Sociale della tribù Qadhadhfa e vive a Tripoli, anche se dopo il crollo del <strong>regime del Rais</strong> molti membri della tribù hanno lasciato la capitale.</p>



<p>“Avevamo suggerito a Saif di far arrivare a Zintan alcuni nostri uomini per rafforzare la sua sicurezza, ma aveva rifiutato dicendo che non voleva isolarsi dal popolo libico e che la sua difesa era il seguito che stava crescendo. <strong>Noi siamo certi che i mandanti siano a Tripoli,</strong> dove avevano paura della sua popolarità e della grande insoddisfazione nella quale si trova a vivere la Libia. La <strong>Brigata 444</strong>, un gruppo di tagliagole che mantengono in piedi il governo illegittimo di <strong>Abdul Hamid Dbeibah</strong>, ha subito fatto sapere di essere estranea ai fatti. Un rapidità sospetta che nasconde il vero motivo di questa azione: un omicidio politico che insieme a Saif al Islam Gheddafi uccide il futuro della nostra nazione”.</p>



<p>Intanto l’ufficio del Procuratore Generale ha inviato a Zintan una squadra investigativa, accompagnata da medici legali ed esperti nel tentativo di identificare la cerchia dei sospettati responsabili del reato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le manovre di Haftar</h2>



<p>Il <strong>Governo di Unità Nazionale (GNU)</strong> di Tripoli per il momento si è astenuto dal rilasciare qualsiasi tipo di commento ufficiale. <strong>Imad Mustafa Trabelsi </strong>è il ministro degli Interni di Tripoli dal novembre del 2022, una longevità inconsueta in governi che vengono cambiati continuamente. Trabelsi è anche un capo milizia della Forza per le operazioni speciali di Zintan, la città dove è stato assassinato Saif Gheddafi. “La procura ha già aperto un’inchiesta formale perché è giusto fare luce su quanto accaduto. Il nostro governo non ha preso nessuna posizione ufficiale perché non si tratta di un atto politico e tanto meno di un omicidio politico. Dobbiamo proteggere tutti i cittadini libici che hanno diritto alla sicurezza nelle proprie case. Zintan è una città pacificata ed amministrata da un governo locale forte e fedele a Tripoli ed escludo che le forze locali siano coinvolte in questo atto di violenza.”</p>



<p>Poche ed evasive le dichiarazioni del responsabile della politica interna libica che invece conosce perfettamente il peso politico che <strong>Saif al Islam Gheddafi</strong> avrebbe potuto esercitate nelle elezioni presidenziali del paese arabo. La situazione in Libia appare in una fase di stallo e dopo le minacce di riunificazione a colpi di cannone da parte del generale <strong>Khalifa Haftar</strong>, i due governi hanno riaperto dei tavoli di trattativa facendo votare alle rispettive assemblee parlamentari dei percorsi di riunificazione nazionale. </p>



<p><strong>L’esecutivo di Tobruk risponde sempre meno alla Russia</strong> e si sta aprendo, grazie alla mediazione dell’Egitto, anche all’Italia che insieme all’Unione Europea e alle Nazioni Unite riconosce soltanto il governo di Tripoli. La figura di Saif al Islam Gheddafi stava radunando intorno a se molte tribù ed una sua eventuale candidatura avrebbe potuto mettere in difficoltà i rappresentanti di Tripolitania e Cirenaica, dimostrando l’ennesimo fallimento delle cosiddette Primavere arabe.</p>
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		<title>La caduta dell&#8217;ultimo dei Gheddafi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-dell-ultimo-dei-gheddafi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="576" height="396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-al-islam-gheddafi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-al-islam-gheddafi.jpg 576w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-al-islam-gheddafi-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></p>
<p>La notizia dell&#8217;uccisione di Saif Al Islam Gheddafi è giunta sì improvvisa, ma non del tutto inattesa. Del resto, il contesto è pur sempre quello di una Libia ancora molto instabile ed esposta a continui e repentini ribaltoni. In una situazione del genere, portare il nome di Gheddafi non è certo una garanzia di immunità. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-dell-ultimo-dei-gheddafi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="576" height="396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-al-islam-gheddafi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-al-islam-gheddafi.jpg 576w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-al-islam-gheddafi-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></p>
<p>La notizia dell&#8217;uccisione di <strong>Saif Al Islam Gheddafi</strong> è giunta sì improvvisa, ma non del tutto inattesa. Del resto, <strong>il contesto è pur sempre quello di una Libia ancora molto instabile</strong> ed esposta a continui e repentini ribaltoni. In una situazione del genere, portare il nome di Gheddafi non è certo una garanzia di immunità. Per di più se l&#8217;ex rais <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>, ucciso nel 2011 dopo 42 anni di regno ininterrotto, <strong>di Saif a un certo punto ne aveva fatto l&#8217;erede politico</strong>. Un&#8217;eredità che lo stesso Saif ha cercato di portare avanti. Almeno fino a ieri, quando quattro uomini armati hanno fatto irruzione nella sua abitazione di <strong>Zintan</strong> senza lasciargli scampo. La sua morte ha probabilmente chiuso un&#8217;era, quella del gheddafismo. <strong>E, con essa, anche oltre mezzo secolo di storia della Libia e del medio oriente. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I possibili perché dell&#8217;agguato di Zintan </h2>



<p>Difficile per adesso stabilire chi materialmente ha premuto il grilletto contro Saif. E chi, contestualmente, ha armato la mano dei suoi aguzzini.<strong> L&#8217;unico dato certo riguarda il luogo dell&#8217;accaduto</strong>. Come detto in precedenza, il secondogenito del rais è stato ucciso a Zintan. Qui, dove il deserto abbraccia le montagne a circa 200 km a sud di Tripoli, hanno sede alcune delle più importanti milizie dell&#8217;ovest della Libia. <strong>Gruppi armati che nel 2011 sono stati tra i primi a sollevarsi contro i Gheddafi </strong>e che, pochi mesi dopo la morte di Muammar, hanno scovato Saif mentre provava la fuga verso il Niger. Da quel momento, Saif ha lasciato solo poche volte Zintan. Da prigioniero, <strong>nel 2017 si è trasformato in ospite di lusso </strong>a seguito della decisione di liberarlo e di non applicare una condanna a morte emessa nel 2015. </p>



<p>Zintan ha quindi rappresentato una sorta di <strong>fortezza</strong>, da cui coltivare le ambizioni politiche. Il fatto che qualcuno sia arrivato fino a qui per ucciderlo, v<strong>uol dire che alcuni equilibri sono venuti a mancare.</strong> Equilibri internazionali, forse. La docente <strong>Michela Mercuri </strong>in queste ore ha sottolineato<strong> la poca distanza temporale tra l&#8217;omicidio e la pubblicazione dei nuovi file su Epstein</strong>. Documenti in cui è emerso anche il nome di Saif Gheddafi per degli interessi sui miliardari conti libici ancora congelati negli Usa e in Europa. Ma potrebbe trattarsi anche di &#8220;semplici&#8221; equilibri locali. L&#8217;analista<strong> Jalel Harchaoiu</strong> ha ricordato infatti che molti gruppi a Zintan oramai mal tolleravano la presenza dell&#8217;ospite di lusso.<strong> Visto oramai da tempo come un ingombro e come un pericolo per la sicurezza dell&#8217;area. </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-gheddafi-2021-1024x538.jpg" alt="" class="wp-image-504277" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-gheddafi-2021-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-gheddafi-2021-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-gheddafi-2021-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-gheddafi-2021-600x315.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/saif-gheddafi-2021.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Saif Al Islam Gheddafi nel 2021, nel momento in cui ha ufficializzato la volontà di candidarsi alle mai tenute presidenziali </em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rappresenta la morte di Saif </h2>



<p>Non è certo da escludere l&#8217;ipotesi legata al <strong>timore di un suo ritorno al potere in Libia.</strong> Tuttavia, nel seguire questa pista, più che certezze salterebbero fuori ulteriori domande. La prima riguarda la <strong>tempistica</strong>, visto che Saif da tempo non nascondeva le proprie velleità politiche e dunque occorrerebbe capire come mai gli aguzzini sono stati armati proprio adesso. Inoltre<strong>, la figura del secondogenito del rais era più simbolica che politica</strong>: <em>&#8220;La sua figura ha funzionato come riferimento evocativo, utile in alcune aree del Paese per segnalare disagio, protesta o richiesta di attenzione</em> &#8211; ha dichiarato ai nostri microfoni <strong>Alessandro Scipione</strong> di AgenziaNova &#8211; <em>senza però tradursi in un progetto organizzato o in una leadership capace di competere con i principali centri di potere&#8221;. </em></p>



<p>Saif era quindi più un simbolo, da tirare fuori al momento opportuno o da rivendicare quando si voleva esprimere dissenso verso l&#8217;attuale situazione e nostalgia verso il regime:<em> &#8220;In questo quadro, l’area gheddafiana</em> – ha proseguito Scipione – <em>non risulta scomparsa, ma continua a manifestarsi in forma diffusa e non coordinata&#8221;</em>. In poche parole,<strong> la morte di Saif rappresenta oggi la fine di un&#8217;idea politica prima ancora che di un progetto politico</strong>. Le conseguenze saranno visibili più sugli annali della storia che sulle cronache dell&#8217;attualità politica. Perché, di fatto, l&#8217;uccisione dell&#8217;ultimo dei Gheddafi in politica ha definitivamente chiuso un&#8217;era lunga oltre 50 anni.  </p>
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		<title>La caduta emiratina nello Yemen preoccupa Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-emiratina-nello-yemen-preoccupa-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 13:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1390" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-1536x1112.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il crollo di Aden, tornata nelle mani delle forze filo saudite, il generale Haftar teme l'interesse ritrovato dei Saud per la Libia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1390" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-1536x1112.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260112160727869_3a1639c65e7e2faa2c2cf35ce171536a-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Medio Oriente, si sa, <strong>è un complesso mosaico la cui composizione è retta da un fragile equilibrio</strong>. Ogni tassello spostato rischia di far partire un effetto domino imprevedibile. Di questo è senz&#8217;altro consapevole il generale <strong>Khalifa Haftar</strong>. Lui che di battaglie ne ha viste parecchie e di capovolgimenti repentini ne ha una ampia memoria, negli ultimi giorni ha fiutato la nuova aria che tira in tutta la regione. Lo ha fatto dopo aver osservato, dalla sua Bengasi da cui controlla l&#8217;Est della Libia con il suo sedicente esercito, <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-stc-al-capolinea-finisce-lavventura-dei-filo-emiratini-trionfa-riad.html">il crollo in Yemen del Southern Transitional Council (Stc). </a>Ossia di uno dei tasselli legati agli Emirati Arabi Uniti. Per il generale non ci sono dubbi: <strong>adesso tutti i tasselli emiratini sono a rischio</strong>. A partire dal suo stesso esercito, dal 2014 armato e finanziato in buona parte da Abu Dhabi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Haftar sposta le truppe verso Sirte </h2>



<p>Non è quindi un caso se, pochi giorni dopo l&#8217;ingresso ad Aden delle forze governative yemenite filo-saudite, <strong>in Libia sono stati notati importanti movimenti di truppe e mezzi</strong>. Molti testimoni locali hanno registrato lo spostamento di intere squadre legate ad Haftar <strong>da Bengasi verso Sirte</strong>. La città cioè, un tempo nota per aver dato i natali a Muammar Gheddafi, situata esattamente a metà strada tra la stessa Bengasi e Tripoli. Per giorni, il movimento delle truppe è stato documentato anche tramite video ritenuti attendibili e affidabili.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Overnight, a convoy of Haftar’s LNA forces has left Benghazi en route to Sirte, Libya, with footage showing the movement of Scud-B ballistic missiles. <a href="https://t.co/vThxuS4hDm">pic.twitter.com/vThxuS4hDm</a></p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://twitter.com/Osint613/status/2009276186409525408?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le fonti libiche non hanno dubbi sul perché il generale sita ora rafforzando il fronte a Ovest di Bengasi: <em>&#8220;Haftar è molto preoccupato</em> &#8211; ha dichiarato un diplomatico ai nostri microfoni &#8211; <em>quanto accaduto nello Yemen lo ha turbato e non poco. Il generale è molto legato ad Al Zubaidi, capo dell&#8217;Stc fino alla caduta di Aden&#8221;</em>. Sui vari siti libici, negli ultimi giorni si è fatto riferimento alla convocazione, voluta dallo stesso Haftar, a Bengasi di numerosi<strong> gruppi armati, libici e non solo, provenienti dal Sud del Paese</strong>: <em>&#8220;È come se si stesse già preparando a una difesa </em>&#8211; ha proseguito la fonte &#8211;<em> sta chiamando tutti a raccolta, dai gruppi armati alle tribù che in questi anni hanno garantito il controllo dell&#8217;Est della Libia al suo esercito&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cambia l&#8217;inerzia nel braccio di ferro tra sauditi ed emiratini</h2>



<p>La domanda sorge quindi spontanea: come mai, secondo Haftar, <strong>il tassello yemenita è destinato a smuovere anche il mosaico della sua Libia?</strong> Il vero snodo principale consiste nel fatto che lo Yemen risulta fondamentale per la strategia emiratina: grazie all&#8217;influenza esercitata da Abu Dhabi sul Paese, gli Emirati hanno potuto creare una vera e propria &#8220;<strong>cintura</strong>&#8221; attorno al medio oriente. Un vero e proprio cerchio,<strong> con Abu Dhabi e Dubai quali capisaldi e con Aden e Socotra quali perni per puntare sul Sudan e sul Corno d&#8217;Africa</strong>. La ritirata dell&#8217;Stc, tanto repentina quanto sorprendente, potrebbe costringere gli emiratini a ridimensionare le proprie mire in tutta la regione. </p>



<p>Ma soprattutto, ha ridato vigore all&#8217;azione politica dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. Le forze che hanno cacciato l&#8217;Stc da Aden sono legate mani e piedi ai Saud. I quali adesso potrebbero non fermarsi allo Yemen. Dopo anni passati a osservare l&#8217;avanzata delle forze emiratine in tutti i fronti più delicati del Medio Oriente, l&#8217;episodio yemenita potrebbe aver convinto i sauditi a passare al <strong>contrattacco</strong>. <strong>La Libia potrebbe diventare il prossimo terreno di scontro</strong>, assieme al confinante Sudan. Riad e Abu Dhabi si contenderebbero le varie zone di influenza. E con l&#8217;inerzia tornata in mano saudita, i timori di Haftar potrebbero risultare fondati.</p>
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		<title>Cosa si cela dietro l&#8217;accordo tra Haftar e il Pakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-si-cela-dietro-l-accordo-tra-haftar-e-il-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2025 17:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251223160539514_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Senza uno Stato dal 2011 (o forse anche da prima, considerando le peculiarità delle istituzioni gheddafiane), la Libia è oggi un vero e proprio territorio di caccia per attori stranieri. Gli europei, dopo il blitz che 14 anni fa ha portato al rovesciamento del rais, provano a conservare il loro orticello energetico spesso messo a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-si-cela-dietro-l-accordo-tra-haftar-e-il-pakistan.html">[...]</a></p>
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<p>Senza uno Stato dal 2011 (o forse anche da prima, considerando le peculiarità delle istituzioni gheddafiane),<strong> la Libia è oggi un vero e proprio territorio di caccia per attori stranieri</strong>. Gli europei, dopo il blitz che 14 anni fa ha portato al rovesciamento del rais, provano a conservare il loro orticello energetico spesso messo a repentaglio dalla litigiosità interna (in particolare tra <strong>Italia</strong> e <strong>Francia</strong>). I <strong>turchi</strong> provano ad accreditarsi come principale alleato di Tripoli, non disegnando però accordi sottobanco con il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a>, leader delle forze che controllano l&#8217;est del Paese.<strong> I russi provano a impiantare qui le loro nuove basi sul Mediterraneo</strong>, dopo la caduta di Assad in Siria. <strong>Gli emiratini sfruttano il sud della Libia per rifornire le Rsf sudanesi nel Darfur</strong>. L&#8217;ultimo arrivato è il <strong>Pakistan</strong>: <a href="https://www.agenzianova.com/news/libia-pakistan-accordo-da-oltre-quattro-miliardi-di-dollari-per-forniture-militari-agli-haftar/">Islamabad ha annunciato un accordo militare con Haftar</a>. Un&#8217;intesa peraltro di non poco conto: <strong>sono almeno 4 i miliardi di Dollari che il generale darà all&#8217;esercito pakistano per ricevere armi di tutto punto. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La clamorosa ascesa del Pakistan</h2>



<p>Nel banchetto per la spartizione delle sfere di influenza in Libia, Islamabad non vuole essere seconda a nessuno. La stretta di mano tra i propri vertici militari e i rappresentanti di Haftar,<strong> è di quelle che possono rovesciare molte carte sul tavolo. </strong>In primis perché il generale potrà ricevere nuovi armamenti e rafforzare la sua posizione. <strong>Si parla di almeno 16 caccia Jf-17</strong> che, grazie all&#8217;accordo, tra non molto potranno fare la loro comparsa nelle basi dell&#8217;est della Libia. Aerei vitali per Haftar per avere sempre più predominio nei cieli di tutto il Paese. Non solo, ma le autorità di Bengasi con l&#8217;accordo <strong>hanno dimostrato di poter contare su molti soldi in cassa</strong>. Una prova di forza non di poco conto, specialmente nella Libia di oggi. </p>



<p>Dal canto suo,<strong> il Pakistan è a un passo dal realizzare la più importante vendita all&#8217;estero di materiale militare</strong>. Ossigeno per i propri conti sempre più in affanno, così come anche per la propria immagine di Paese in grado di poter contare su un importante apparato bellico. Così come rivelato su <em>AgenziaNova</em>, i generali di Islamabad hanno dichiarato che l&#8217;accordo con Haftar non viola la risoluzione dell&#8217;Onu che impone dal 2011 un embargo sulle armi a tutti gli attori libici. Dunque, il patto da 4 miliardi di Dollari potrebbe essere pronto a entrare nel vivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pechino e Riad guardano con interesse</h2>



<p>Tuttavia, gli interessi pakistani potrebbero esaurirsi qui. Islamabad non sembra avere mire geopolitiche particolare nell&#8217;area mediterranea. Per il Pakistan, incassare una cifra importante dalla vendita di armi e avere un ritorno di immagine sono elementi più che sufficienti. Per comprendere quindi la natura dell&#8217;accordo in questione, <strong>occorre scandagliare tra le varie alleanze strategiche riguardanti Islamabad</strong>. Il Paese asiatico è, in primo luogo, molto vicino alla <strong>Cina</strong>. E proprio in queste settimane <strong>Pechino ha aumentato il proprio interesse sulla Libia</strong>, come dimostra la riapertura della propria ambasciata a Tripoli. Non solo, ma una delegazione cinese nei giorni scorsi si è recata in visita a Misurata per sondare la possibilità dell&#8217;ammodernamento dell&#8217;aeroporto. In questo contesto, <strong>Cina e Pakistan potrebbero aver giocato di sponda per i propri rispettivi interessi.</strong> Con Pechino che si garantirebbe un alleato solido all&#8217;interno dello scacchiere libico. </p>



<p>Così come, Islamabad potrebbe aver giocato di sponda anche con <strong>Riad</strong>. Il mese scorso, <strong>Arabia Saudita e Pakistan hanno siglato un accordo di mutua difesa</strong>. Un asse importante, capace di legare ulteriormente i due Paesi nei vari scenari mediorientali. La presenza di Islamabad al fianco di Haftar, <strong>potrebbe servire ai sauditi a compensare lo strapotere degli Emirati Arabi Uniti nell&#8217;est della Libia. </strong>Strapotere certificato anche dall&#8217;uso di alcune basi del sud per rifornire le Rsf, gli alleati sudanesi di Abu Dhabi. Riad quindi, potrebbe aver portato avanti Islamabad proprio per ridimensionare le mire emiratine. </p>
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