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	<title>Giovani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Giovani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Disturbi alimentari, autolesionismo, suicidi: il dramma della generazione dei social e del Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 15:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1792" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp 1792w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-600x343.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1024x585.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-768x439.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1536x878.webp 1536w" sizes="(max-width: 1792px) 100vw, 1792px" /></p>
<p>Sempre più ragazzi affrontano un disagio esistenziale e le cause riguardano i social e le conseguenze della pandemia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1792" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp 1792w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-600x343.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1024x585.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-768x439.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1536x878.webp 1536w" sizes="(max-width: 1792px) 100vw, 1792px" /></p>
<p>Pensieri suicidari, autolesionismo e disordini alimentari. Sono questi i termini che i professionisti sanitari associano sempre di più a <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-i-nostri-giovani-sembrano-poco-sani-di-mente.html">bambini, preadolescenti e adolescenti</a> che visitano quotidianamente nei reparti ospedalieri del nostro Paese. <strong>Maurizio Pompili</strong>, docente ordinario presso l’Università “La Sapienza” di Roma, spiega: “Spesso l’individuo cade in ginocchio quando più fattori si mettono insieme, esacerbati dall’esposizione a un evento avverso; ciò potrebbe rappresentare un terreno fertile per l’emergere di una crisi suicidaria; in questi casi l’individuo sperimenta ciò che chiamiamo dolore mentale, fatto di emozioni negative e di un dialogo interiore che pone sempre in risalto lo stato di sofferenza”.</p>



<p><strong>I disturbi della nutrizione e gli atti autolesionistici </strong>che possono sfociare nel gesto estremo di togliersi la vita hanno visto una vera e propria impennata negli anni più recenti a causa, secondo diversi esperti di salute mentale, di una comunità che costringe i più giovani a interagire con <strong>un’infrastruttura tecnologica che propone modelli sociali e di vita privi di imperfezioni ma fattualmente irreplicabili</strong>. Inoltre, ciò avviene mentre le ferite aperte dal dramma della pandemia non si sono ancora rimarginate del tutto e il timore di una guerra mondiale costantemente dietro l’angolo non fa che alimentare ansia e disillusione verso il futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati che allarmano</h2>



<p>Secondo un rapporto pubblicato dell&#8217;ospedale pediatrico Bambino Gesù della capitale, dal 2019 si è registrato <strong>un incremento del 65% delle diagnosi da disturbi alimentari</strong> che va di pari passo con l’abbassamento delle soglia di età fino agli otto e nove anni, dal momento che casi di anoressia cominciano a manifestarsi già dalla prima età scolastica. La struttura ha specificato che nel 2024 gli accessi tra i ragazzini sotto i 13 anni sono stati del 50% in più rispetto al 2019, a fronte di un aumento complessivo del 64%, e i day hospital sono passati da 1.820 del 2020 a più di duemila l’anno scorso.&nbsp;</p>



<p>Tali dati, che fotografano una fragilità di fondo per le nuove generazioni, fanno il paio con le statistiche che riguardano i suicidi tra i giovanissimi. Il quadro offerto dall’Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile presenta elementi che fanno correre i brividi lungo la schiena: <strong>gli episodi autolesionistici sono cresciuti del 60% </strong>&nbsp;e se si prende in considerazione la fascia d’età compresa tra i 10 e i 25 anni la situazione diviene ancora più cupa poiché <strong>il suicidio è al secondo posto come causa di morte</strong>. L’Associazione Telefono Amico Italia, nel 2023, ha ricevuto circa 7 mila richieste di aiuto da gente con tendenze suicidarie o preoccupate per le sorti di una persona cara, mentre nel 2024 si è verificata una lieve flessione del 6,5% ma lo stesso i numeri restano elevati. Come spiegato dall’organizzazione, i ragazzi tra i 15 e i 25 anni preferiscono rivolgersi alla stessa mediante chat del tipo WhatsApp in quanto consente loro di esprimere meglio la propria sofferenza rispetto a mezzi più diretti come quelli telefonici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Social e Covid-19 alla sbarra</h2>



<p>A finire sul banco degli imputati sono i <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html">social network</a></strong> e l’accesso a questi attraverso l’utilizzo degli smartphone che spesso avviene già tra i banchi della scuola primaria. Il possesso troppo precoce dei dispositivi tecnologici dà modo a bambini e agli adolescenti di visualizzare contenuti non idonei a un pubblico di tenera o giovane età in quanto non è del tutto sviluppata la capacità di discernimento tra ciò che è verosimile e inverosimile, realizzabile e irrealizzabile, benefico e nocivo. Questo, a cui si deve aggiungere la vasta gamma di stimoli offerta dai social al punto da rappresentare <strong>una via di fuga dalla quotidianità e dalla “banalità” del reale</strong>, può condurre a una condizione di scarsa autostima, eterna inadeguatezza, inesauribile sete di appagamento e isolamento dalle interazioni sociali che se sottovalutati possono sfociare in quei pensieri autolesionistici di cui abbiamo parlato.</p>



<p>In merito all’<strong>isolamento sociale</strong>, in diversi ritengono che i lockdown all’epoca in cui il Covid-19 dilagava in tutto il mondo abbiano avuto delle ricadute sulla psiche delle persone, specialmente degli adolescenti. La chiusura delle scuole, l’<em>home-schooling</em> forzato, la sospensione della attività ricreative e la “quarantena” dalla vita sociale non hanno fatto altro che corroborare la dipendenza dai contenuti multimediali e ha, altresì, peggiorato la qualità del sonno, la capacità di apprendimento (35% in meno dall’introduzione della didattica a distanza) e la tensione nei rapporti in contesti familiari disfunzionali. Solo il tempo dirà se l’implementazione di tutte le misure restrittive sia avvenuta in termini corretti e se vi sia sempre stato un oggettivo fondamento.</p>



<p>Per fare fronte a questa emergenza, occorre certamente investire in prevenzione e diffondere consapevolezza intorno all’importanza della salute mentale, ma occorre anche <strong>cambiare il paradigma culturale</strong> costruito in questi ultimi anni. L&#8217;aver fatto credere che i social network e le loro funzionalità fossero un trampolino di lancio per un successo immediato e senza troppe fatiche, l’aver elevato a idoli a cui ispirarsi influencer che davano in pasto al pubblico la propria vita privata e l’aver pubblicizzato corpi all’apparenza scultorei ma spesso ritoccati con <em>photoshop</em>, ha portato i ragazzi <strong>a sbattere contro il muro della realtà</strong> il cui impatto può essere particolarmente doloroso e dal quale la ripresa non è sempre facile. Una celebre frase tratta dal saggio “<em>La società dello Spettacolo</em>&#8221; di Guy Debord recita: “Lo spettatore più contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la propria esistenza e il proprio desiderio”.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>I giovani e la casa, dagli Usa all&#8217;Europa l&#8217;ennesimo sogno infranto della Generazione Z</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-giovani-e-la-casa-dagli-usa-alleuropa-lennesimo-sogno-infranto-della-generazione-z.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 12:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le giovani generazioni sono sempre più disorientate riguardo al futuro e oggi si trovano a combattere per pagare un affitto a prezzi equi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/pexels-kelly-1179532-2950003-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi anni si è sempre più sentito parlare di disagio giovanile, ovvero di una totale mancanza di fiducia dei <strong>millennial</strong> (nati tra il 1980 e il 1994) e della <strong>generazione Z</strong> (nati tra il 1995 e il 2012) nei confronti del futuro. Tra le cause più note si annovera, <em>in primis</em>, un mercato del lavoro precario con contratti a termine e paghe molto basse. Più di recente, tra i mali che attanagliano i ragazzi di oggi, si è fatta largo l’<strong>emergenza abitativa</strong>, per via della scarsità di alloggi e dei prezzi esorbitanti che rendono il mercato immobiliare difficilmente accessibile a chi si deve trasferire per esigenze di studio o ha intrapreso da poco una carriera professionale. Così, per tanti giovani è diventato impossibile volare via dal nido familiare prima dei trent’anni, con conseguenze che spesso si traducono in instabilità nella sfera economica e dei legami affettivi. </p>



<p>Nel nostro Paese, il problema del rincaro degli affitti e del valore degli immobili ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica nella primavera 2023, quando <strong>Ilaria Lamera</strong> &#8211; studentessa di 24 anni &#8211; aveva piantato la sua canadese in piazza Leonardo Da Vinci, davanti al Politecnico di Milano dove la ragazza frequentava le lezioni di Ingegneria ambientale. Ilaria è originaria della provincia di Bergamo e quotidianamente faceva la pendolare per raggiungere Milano, finché non ha cominciato a cercare un alloggio, facendo molta fatica a trovare una stanza che venisse a costare meno di 600 euro al mese.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Ilaria Lamera, un anno dopo: &quot;Torno dai miei, farò la pendolare&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bj98Yd5sVLs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_bj98Yd5sVLs");</script>
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<p>Dal suo gesto dimostrativo è nata le <strong>protesta delle tende</strong> che si è estesa a macchia d’olio a tutta Italia con studenti che si sono organizzati per chiedere una politica di calmieramento degli affitti, tanto da sollecitare il nostro governo a promettere, all’epoca, lo stanziamento di 660 milioni per riqualificare gli alloggi universitari e costruirne di nuovi.</p>



<p>La questione non è limitata al solo Bel Paese, ma riguarda tutto l’Occidente. Da New York a Praga, da San Francisco a Lisbona, schiere di ragazzi chiedono a gran voce l’attuazione di politiche volte a garantire il <strong>diritto all’abitare</strong>. Al di là dell’Atlantico, i prezzi delle case sono aumentati del 54% diventando insostenibili per molti americani, tant’è che a Sacramento e a Philadelphia i cittadini, per lo più under 30, sono scesi in massa per perorare la causa; proprio nella città della Pennsylvania, le autorità municipali nel luglio 2023 hanno sospeso il piano degli sfratti dopo che, durante tre di questi, si sono verificate delle sparatorie. </p>



<p>Non molta diversa è la situazione in Canada, dove i giovani si dicono sofferenti per il numero di studenti internazionali (cresciuto del 46% dal 2022 al 2023) che sarebbe troppo elevato rispetto alla disponibilità di alloggi abitativi, specie se poi si aggiunge anche l’immigrazione legata a motivi di lavoro. Non è un caso se tra gli elettori compresi tra 18 e i 29 anni, il gradimento del premier Justin Trudeau è solo al 20%.</p>



<p>E nel Vecchio Continente, invece? Nell’ultimo decennio il valore degli immobili è salito del 46% e il valore degli affitti del 21% e spesso non c’è stato un adeguamento dei salari per rendere le spese sostenibili, soprattutto per chi ha meno di 30 anni. Sorcha Edwards &#8211; la segretaria generale della Federazione europea dell’edilizia pubblica, cooperativa e sociale, meglio nota come <strong>Housing Europe</strong> &#8211; ha riferito, intervistata da <a href="https://www.politico.eu/article/hot-political-issue-european-union-affordable-housing/"><em>Politico</em></a>, che negli anni del secondo dopoguerra i governi europei hanno molto investito nelle politiche per la casa e fino agli anni Ottanta si è lavorato per garantire prezzi equi per i cittadini. Successivamente, con l’avvento del <strong>neoliberismo</strong> in economia, la spesa pubblica per gli alloggi è diminuita notevolmente fino a giungere alla situazione di oggi in cui gli europei sono costretti a spendere circa il 20% del loro <strong>reddito familiare</strong> per poter arrivare alla fine del mese con l’affitto e con le rate del mutuo da pagare. Edwards ha dichiarato: “Per molto tempo, i politici sono stati felici di ignorare la questione perché colpiva i gruppi a basso reddito che votano meno, ma ora sta colpendo le persone che che contano (per loro, ndr): i figli della classe media e persino la classe media stessa&#8221;.</p>



<p>In <strong>Olanda</strong>, il tema del diritto alla casa è stato centrale nelle elezioni politiche del 2023 e ha contribuito all’exploit della formazione conservatrice e sovranista, Partito per le Libertà di <strong>Geert Wilders,</strong> che ne ha fatto una bandiera per attirare il voto dei più giovani &#8211; il 31% dei votanti tra i 18 e i 24 anni &#8211; in un Paese dove si osserva una carenza di più di 300 mila alloggi e la mancanza di terreni edificabili  per nuove abitazioni.</p>



<p> </p>



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<p><strong>Ursula von der Leyen</strong>, nel suo discorso tenuto per la riconferma, ha fatto riferimento a un piano europeo per l’emergenza abitativa al fine di garantire prezzi accessibili e investimenti nell’edilizia. Vedremo cosa succederà, ma la fotografia che emerge è quella di una generazione cresciuta con la consapevolezza di essere più povera dei loro genitori, defraudata dello spirito propositivo verso il futuro che dovrebbe esseri tipico della giovane età e che oggi deve anche combattere per un tetto sulla testa, che l&#8217;architetto Frederick Kiesler ha definito “l’epidermide del corpo umano”.</p>
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		<title>La Generazione Z fa la rivoluzione&#8230; ai confini del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-generazione-z-fa-la-rivoluzione-ai-confini-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 12:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kenya e Bangladesh rappresentano due esempi: sarà proprio dal "Sud globale" che si alzerà la voce dei giovani del XXI secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-generazione-z-fa-la-rivoluzione-ai-confini-del-mondo.html">La Generazione Z fa la rivoluzione&#8230; ai confini del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807143816704_458ca7423a18eea4bb760be315732d65-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due rivolte, due interi Paesi in piazza e un unico filo conduttore: <strong>giovani che alzano la voce</strong> e chiedono maggior spazio. In <strong>Kenya</strong> e in <strong>Bangladesh</strong>, in particolare, <a href="https://it.insideover.com/societa/bangladesh-la-fabbrica-dei-vestiti-del-mondo-scossa-dalle-proteste.html">da settimane sono in corso proteste anti governative </a>esplose dopo l&#8217;annuncio di nuove tasse o di nuove norme, come nel caso bengalese, che limitano l&#8217;accesso al lavoro di molti giovani. La cosiddetta &#8220;<strong>generazione Z</strong>&#8221; sta quindi provando a imporsi ed è per questo che si può parlare di vera e propria guerra generazionale. Ma come mai è proprio dal &#8220;Sud del mondo&#8221; (che poi tanto Sud non è) che sta arrivando in modo più forte e intensa la voce dei giovani del XXI secolo?</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Kenya police crack down as anti-government protesters clash with pro-government group in capital" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Wq1-yZi1XDU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Wq1-yZi1XDU");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Dal Kenya la spinta per un&#8217;Africa diversa</h2>



<p>A Nairobi le proteste hanno avuto da subito nel mirino <strong>l&#8217;aumento delle tasse sui beni di prima necessità</strong>, deciso dal presidente <strong>William Ruto</strong> per via di un progressivo deterioramento del debito del Paese africano. Nel giro di poche ore, nella stessa Nairobi e in altre città del Paese è partita un&#8217;autentica battaglia: in migliaia, specie tra i più giovani, hanno occupato vie, piazze, stazioni e università e nel primo giorno di proteste è stato dato anche <strong>l&#8217;assalto al parlamento</strong>. Pochi giorni dopo Ruto ha ritirato l&#8217;aumento delle tasse, le proteste però sono ugualmente andate avanti e stanno andando avanti anche in questi giorni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Kenya protests: Ten dead as demonstrators storm parliament" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/_Y2mAp7B7V8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube__Y2mAp7B7V8");</script>
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<p>Chi è sceso in piazza dunque, non aveva solo l&#8217;impennata dei prezzi nel mirino. Ben presto le richieste sono state anche altre: le dimissioni di Ruto, la convocazione di nuove elezioni, indagini sugli scontri e sulla repressione della polizia.<strong> In questo clima di emergenza, è possibile ravvisare un elemento di normalità</strong>: i giovani in piazza hanno chiesto, al pari di come avviene in altre parti del mondo, meno tasse e maggiore trasparenza. In nome di un<strong> miglioramento della qualità della vita</strong> e della <strong>ricostruzione di una fragile democrazia keniana</strong>. Si tratta di un quadro ben diverso dalle lotte in cui sono cadute le passate generazioni del Kenya, le quali invece hanno avuto come filo conduttore rivendicazioni di natura etnica e hanno riguardato soprattutto le campagne.</p>



<p>Le rivoluzioni di oggi sono<strong> figlie dei nuovi legami sociali nati nelle città</strong>, in quelle metropoli come Nairobi per l&#8217;appunto dove una rapida urbanizzazione ha portato a problemi economici e ambientali molto gravi ma, al tempo stesso, ha avviato una fase di rapido cambiamento. I figli di chi si è spostato in città tra gli anni &#8217;90 e 2000 vivono le dinamiche urbane e, nella maggior parte dei casi, hanno dimenticato i contesti riguardanti il villaggio, la tribù o l&#8217;etnia di provenienza. <em><strong>&#8220;Non è più l&#8217;Africa delle tribù e dei capi villaggio</strong></em> &#8211; ha scritto su RivistaAfrica alcuni anni fa il compianto giornalista <strong>Raffaele Masto</strong> &#8211;<em> negli slum si stanno sviluppando legami di grande interesse&#8221;</em>. Il Kenya può allora rappresentare un esempio o un&#8217;anticipazione del futuro di un&#8217;Africa diversa, in grado di farsi strada all&#8217;ombra dei grattaceli delle sue metropoli e nel buio dei vicoli più sperduti delle sue periferie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quei giovani bengalesi che non vogliono vedersi soffiato il futuro</h2>



<p>In Bangladesh non sono state nuove tasse ad agitare i giovani, ma lo spettro di vedersi preclusa una buona fetta di futuro. Il governo della premier <strong>Sheikh Hasina</strong> ha infatti varato a giugno una norma che destina il 30% dei futuri posti pubblici ai reduci e veterani della guerra del 1971, quella che ha dato al Paese l&#8217;indipendenza dal Pakistan. Pochi giorni dopo, in migliaia tra i più giovani hanno occupato le università e hanno paralizzato la capitale Dacca e le altre metropoli. Per loro, già alle prese con un&#8217;elevata disoccupazione giovanile, quel 30% da destinare ai veterani ha assunto la forma di un vero e proprio<strong> scippo delle proprie prospettive.</strong></p>



<p>Per capire il perché basta dare un<strong> occhio ai grandi numeri</strong>: la popolazione del Bangladesh è passata da 50 a 90 milioni di abitanti tra gli anni &#8217;60 e &#8217;80 e oggi conta oltre 170 milioni di cittadini. Vuol dire che ci sono molti giovani e infatti il 60% della popolazione appartiene alla categoria under 25. Un vero e proprio esercito di ragazze e ragazzi che però deve fare i conti con un&#8217;offerta di lavoro molto limitata. E questo nonostante una crescita economica sostenuta nell&#8217;ultimo decennio, al ritmo del 6% annuo.</p>



<p>In un contesto del genere, una legge che toglie a priori la possibilità di accedere a una parte dei posti pubblici ha fatto scattare l&#8217;ira della generazione Z. La quale si è vista riconoscere, da parte dell&#8217;Alta Corte, la riduzione al 5% dei posti destinati ai veterani. Anche qui però le proteste stanno andando avanti: la rabbia di molti giovani consiste nella difficoltà non solo di avere lavoro, ma anche di avere voce in capitolo in un <strong>sistema politico</strong> ancora dominato da una classe dirigente anziana e sempre più mal sopportata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spinta dei giovani del &#8220;Sud globale&#8221;</h2>



<p>Tornando alla domanda di inizio articolo, sembra proprio non sia un caso se la voce della generazione Z si stia facendo sentire sempre di più in Paesi come Kenya e Bangladesh. Entrambi hanno una<strong> popolazione molto giovane</strong> ed entrambi hanno <strong>un&#8217;economia in crescita</strong>. Le nuove generazioni dunque, sono consapevoli di rappresentare la maggioranza della popolazione, hanno accesso a maggiori servizi, quali tra tutti l&#8217;istruzione, sono sempre più urbanizzate e non vogliono perdere il treno di una crescita economica non sempre armonica e anzi spesso origine di maggiori diseguaglianze.</p>



<p>Non deve quindi sorprendere, in definitiva, se sarà proprio dal sud globale che si solleveranno le voci più animate e più incisive dei giovani del XXI secolo. Oggi lo si sta vedendo in Kenya e in Bangladesh, domani lo si vedrà in altri Paesi in via di sviluppo e in via, soprattutto, di radicale trasformazione. </p>
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		<title>Europa: dalla Germania al Portogallo i giovani guardano a destra. Ma in Italia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/europa-dalla-germania-al-portogallo-i-giovani-guardano-a-destra-ma-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 05:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sempre più giovani in tutta Europa guardano ai partiti di destra. L'Italia sembra fare eccezione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9610484-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Se non sei di sinistra a 20 anni non hai cuore, ma se non sei di destra a 40 non hai cervello”. Tale aforisma, secondo svariate fonti attribuito a <strong>Winston Churchill</strong> ma senza ufficialità, è stato prodromico degli ideali, delle battaglie e degli orientamenti&nbsp; di voto di intere <strong>generazioni di giovani</strong> che, a partire dal 1968, hanno abbracciato entusiasticamente le istanze della sinistra &#8211; marxiste-leniniste e socialiste prima e liberal-progressiste dopo &#8211;&nbsp; in contrapposizione ai valori borghesi e conservatori dei loro genitori.&nbsp; Ma è ancora così?&nbsp;</p>



<p>Le <strong>elezioni europee</strong> sono alle porte e i partiti della destra radicale hanno il vento in poppa ma, secondo diversi istituti di sondaggio, il loro più che probabile exploit avverrà in parte grazie ai <strong>millenials</strong> (nati tra il 1980 e il 1997) e alla <strong>Generazione Z</strong> (nati tra il 1998 e il 2012). Strano a pensarsi, ma coloro che negli ultimi anni sono scesi nelle piazze per chiedere interventi contro il cambiamento climatico e l’affermazione dei diritti LGBT, sono ormai più sensibili alle sirene di chi predica un ritorno allo Stato nazionale e delle restrizioni all’iimigrazione di massa. Il motivo? È presto detto: lo <em>European Youth Forum</em> &#8211; associazione che riunisce le organizzazioni che rappresentano le nuove generazioni nei Paesi dell’Ue  &#8211;  ha pubblicato un rapporto in cui si mette nero su bianco che il benessere sociale ed economico dei giovani non cresce dal 2018. La pandemia, la guerra in Ucraina, in Medio Oriente e le crisi economiche innescate da questi eventi hanno reso le ragazze e i ragazzi più disillusi riguardo al futuro e più insoddisfatti della loro condizione di ormai perenne precariato. </p>



<p>Ecco allora che le difficoltà di accesso a un salario dignitoso, a un alloggio con affitto a buon mercato e alla costruzione di un mondo venturo senza la minaccia di un terzo conflitto mondiale, prendono il sopravvento sulle politiche green &#8211; soprattutto dopo gli ultimi impegni della Commissione Ue su  auto elettriche e case green, difficili da sostenere per le classi meno agiate &#8211; e sulle campagne per i diritti civili, rendendo quasi certamente irreplicabile il successo dei Verdi o di altre formazioni progressiste come avvenuto alle europee del 2019.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I giovani e le destre: il feeling in Europa</strong></h2>



<p>Tra i tanti casi di feeling tra Gen Z e <strong>sovranisti conservatori</strong> che si registrano nel Vecchio Continente, il più interessante è la Francia. Secondo i rilevamenti, il <strong>Rassemblement national</strong> di Marine Le Pen veleggia verso il 32% e nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni si attesta primo partito con il 36% delle preferenze dei giovanissimi. Tale successo è in larga parte dovuto al carisma dell’astro nascente della destra d’oltralpe, <strong>Jordan Bardella</strong>, il 28enne a cui Madame Le Pen, nel 2022, ha ceduto lo <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-jordan-bardella-il-delfino-di-marine-le-pen.html">scettro di comando</a> nel partito, come frutto del processo di <em>dédiabolisation </em>attuato da Marine per rendere il partito rispettabile rispetto alle origini con suo padre Jean-Marie. </p>



<p>Il giovane, di origini italiane e nato nella <em>banlieu</em> parigina di Saint-Denis, è in grado di attirare elettori più giovani non solo per via della sua età, ma anche per la sua abilità nell’uso dei <strong>social</strong> <strong>network </strong>&#8211; gli strumenti più maneggiati dai giovani per seguire la campagna elettorale &#8211; dove, tra Instagram e TikTok, vanta più di 500mila follower. L’operazione Bardella sta talmente funzionando che, ormai, l’elettorato giovanile è considerato una colonna portante del consenso al Rn, se si considera che tra i giovani  la sinistra radicale di Mélenchon è al 17% delle preferenze e Renaissance del presidente Macron al 6%.</p>



<p>Altro scenario di rilievo è quello olandese. Il <strong>Partito delle Libertà</strong> (PVV, l’acronimo in olandese) di <strong>Geert Wilders</strong>, noto per le sue posizioni anti immigrati, è riuscito nel 2023 ad affermarsi come primo partito nelle elezioni politiche con il consenso del 31% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, facendo leva sulla questione degli <strong>alloggi</strong> &#8211; tema molto caro ai ragazzi olandesi &#8211; proponendo di restringerne l&#8217;accesso agli stranieri. Stesse dinamiche si sono verificate in Portogallo dove <strong>André Amaral Ventura</strong>, leader della formazione <strong>Chega! </strong>che si traduce Basta! in italiano, in occasione delle legislative del 2024 ha conquistato il 25% dei suffragi degli under 30, avanzando proposte sulla questione abitativa a sostegno di giovani e di coppie under 40 e sfoggiando una <strong>retorica anti-Ue</strong>, le cui le politiche condannerebbero i giovani a una condizione economica insoddisfacente. </p>



<p>Nel panorama teutonico, il partito di estrema destra <strong>Alternative für Deutschland</strong> è al secondo posto nei sondaggi a pari merito con i socialdemocratici del cancelliere Olaf Scholz e può godere di un <a href="https://it.insideover.com/politica/delusi-e-arrabbiati-in-germania-i-giovani-guardano-a-destra.html">consenso tra i ragazzi </a>dai 16 &#8211; età minima per votare in Germania &#8211; e i 29 anni pari al 14.5%, dato sorprendente se si pensa che fino a solo un anno fa i giovani votavano in massa per i verdi e i liberaldemocratici. <strong>Maximilian Krah</strong>, capolista alle europee di Afd e recentemente finito nella tempesta mediatica per l’invito a non generalizzare sulle SS nell’intervista a <em>Repubblica</em>, riscuote un discreto successo su TikTok dove si rivolge ai giovani con video dal montaggio accattivante, invitandoli a diffidare della sinistra per “la sua spinta verso la decrescita, che fondamentalmente promette ai giovani che saranno più poveri dei loro nonni e genitori”. Il successo di Afd si registra soprattutto nel Land della <strong>Turingia</strong>, ex feudo della formazione rossa Die Linke, dove si sta assistendo al travaso di voti giovanili dall’estrema sinistra all’estrema destra. </p>



<p>Una peculiarità che si riscontra in tutti i Paesi, anche in Belgio e in Finlandia dove i millenials e la Gen Z sono sempre più attratti dai conservatori, è che a votare a destra sono in maggioranza i ragazzi, mentre le ragazze tendono a preferire partiti più centristi e progressisti come i verdi. L’unica nazione in cui non il voto ai sovranisti è espresso in blocco monolitico senza differenze di sesso è la Francia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I giovani e le destre: l’anomalia italiana</strong></h2>



<p>Se in tutta Europa si assiste a un chiaro spostamento dell&#8217;orientamento politico dei giovanissimi a destra, in Italia si assiste a una controtendenza: i partiti di centrosinistra hanno ancora una certa presa sull’elettorato meno anziano. Prendendo in esame i dati delle <strong>politiche del 2022</strong>, secondo le stime effettuate da Quorum/Youtrend per<em> Sky tg24</em>, a primeggiare tra gli elettori di età tra i 18 e i 24 anni è stato il <strong>Movimento 5 stelle</strong> con il 20%, sopra di molto la media nazionale del 15,4%, mentre al secondo posto si colloca il Pd con il 19% e FdI è solo terza con il 14%, ben distante dal 26% totale. Il sondaggio Ipsos, con un campione dai 18 ai 34 anni, conferma lo stesso scenario seppur con percentuali diverse. Da ciò si deduce che i giovani italiani, diversamente dai loro coetanei europei, premiano per lo più i partiti dell’area progressista, ma il dominio del Movimento 5 stelle merita una riflessione in più. </p>



<p>La natura del movimento fondato da Beppe Grillo è sempre stata trasversale e fino a non molto tempo fa dichiaratamente post ideologica, raccogliendo voti sia dal bacino di destra che di sinistra in tutte le classi di età. Con la leadership di Giuseppe Conte per il M5s si è assistito a uno smottamento che lo avvicina al centrosinistra, ma molti osservatori ritengono che su questioni socio-economiche (reddito di cittadinanza, salario minimo, ecc) sia più a sinistra del Pd, mentre su questioni etiche come i diritti civili sia più a destra del partito di Elly Schlein. Un programma così frastagliato, permette al M5s di essere percepito ancora come forza trasversale e post ideologica, dando modo ai ragazzi e alle ragazze di non passare da sinistra a destra, e viceversa, in modo così netto come avviene negli altri Paesi, forse proprio perché non c’è un contenitore politico analogo.</p>



<p>L’<strong>epoca post ideologica</strong> di cui siamo protagonisti, dovrebbe soddisfare tutti i nostri interrogativi riguardo alla migrazione dei Gen Z da sinistra a destra. Con l’avvento della <strong>globalizzazione</strong> negli anni Novanta e la fine della Guerra fredda, il liberalismo aveva trionfato sul comunismo e di fatto lo scontro tra idee avvenuto nel Novecento non aveva più ragion d’essere poiché un solo modello si era affermato a livello sociale, economico e culturale. Fino agli anni 2010, l’ordine della globalizzazione ha goduto di buona salute perché c’era entusiasmo per il libero mercato e il cosmopolitismo e, in Occidente, a intestarsi i successi sono state le sinistre. Adesso, non solo le ideologie continuano a latitare, ma il mondo globalizzato è entrato in forte crisi, a farne le spese sono proprio i più giovani e sono le destre a denunciarne le storture. Se consapevoli di ciò, il voto dei millennial e della Gen Z ai conservatori non dovrebbe destare alcun stupore.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Il doppio volto della Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-doppio-volto-della-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 May 2021 16:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[banlieue]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia è stata storicamente un grande Paese. Tra le economie più sviluppate al mondo, un&#8217;intensa e fiorente attività commerciale internazionale e con le sue aziende operanti in tutti i continente, Parigi nel corso degli anni si è guadagnata sempre di più la fama del giocatore di punta tra le nazioni dell&#8217;Unione europea, al pari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-doppio-volto-della-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-doppio-volto-della-francia.html">Il doppio volto della Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/disordini-francia-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Francia</strong> è stata storicamente un grande Paese. Tra le economie più sviluppate al mondo, un&#8217;intensa e fiorente attività commerciale internazionale e con le sue aziende operanti in tutti i continente, Parigi nel corso degli anni si è guadagnata sempre di più la fama del giocatore di punta tra le nazioni dell&#8217;Unione europea, al pari forse della sola Germania. Al di fuori dei grandi palazzi, delle sale riunioni delle multinazionali e dei maestosi musei che raccontano la sua storia, però, esistono anche altri volti di un Paese che, in Europa, è rimasto però forse l&#8217;emblema di quanto sia difficile l&#8217;integrazione e di quanto sia complicato combattere le ingiustizie sociali. E tra i luoghi nei quali tale aspetto è maggiormente tangibile ci sono le periferie delle grandi città, spesso degradate, e conosciute più comunemente con il nome di <em><strong>Banlieue</strong> (</em>espressione ripresa dalla semantica medioevale). Nome che, purtroppo, negli ultimi anni è stato sovente legato anche ad <strong>attentati terroristici</strong>, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/francia-una-bomba-a-orologeria-chiamata-narco-banditismo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attività criminali</a> e soprattutto a incubatore di ingiustizie sociali e terrore urbano.</p>
<h2>Il volto nascosto della Francia</h2>
<p>Storicamente e non in modo diverso da quanto accade anche nel resto d&#8217;Europa, l&#8217;elevato costo degli affitti nelle grandi città ha spinto sempre più persone che, per motivi lavorativi, si sono avvicinate alle metropoli a cercare casa nelle sue vicinanze. E nel corso dello scorso secolo, questo fenomeno ha contribuito alla nascita delle grandi periferie urbane, dove la grande aggregazione di nuclei familiari spesso in <strong>difficoltà economica</strong> ha generato un aumento inevitabile della criminalità e delle criticità quotidiane.</p>
<p>Ad oggi, la maggioranza delle periferie delle grandi città sono abitate dalle persone che si sono trasferite dall&#8217;estero in cerca di lavoro, o dagli immigrati di &#8220;seconda&#8221; e &#8220;terza&#8221; generazione. Da questo panorama, però, quasi mai ne è nato un sistema fatto di aggregazione e di integrazione, ma al contrario ha contribuito al fortificarsi del legame tra le persone originarie dello stesso Paese o accumunate dalla stessa fede (principalmente quella islamica). E tutto ciò, infine, ha contribuito a una maggiore <strong>emarginazione sociale</strong> e alla nascita di comunità chiuse le quali, in molteplici occasioni, hanno dato vita anche ad estremismi religiosi ed alla formazione di cellule criminali.</p>
<h2>Il dramma giovanile delle banlieue</h2>
<p>Nello scorso mese di febbraio, <a href="https://www.fanpage.it/esteri/guerra-tra-bande-nelle-banlieue-di-parigi-in-24-ore-uccisi-due-ragazzi-di-14-e-13-anni/">e come riportato dal quotidiano <em>Fanpage</em></a>, aveva destato preoccupazione la <strong>morte</strong> nell&#8217;arco di meno di 24 ore di una ragazza e di un ragazzo (rispettivamente di anni 14 e 13) nel dipartimento periferico della Ile-de-France Essonne. Entrambi i casi, infatti, sarebbero riconducibili a degli episodi di rissa scaturita dalla rivalità tra bande etniche del quartiere, le quali ogni anno si rendono responsabili ella morte di decine di giovani in tutto il territorio francese.</p>
<p><a href="https://www.lemonde.fr/m-le-mag/article/2021/05/28/un-frere-mort-et-un-autre-en-prison-la-guerre-des-bandes-a-evry_6081799_4500055.html">Come racconta il quotidiano francese <em>Le Monde</em></a>, la nascita delle bande è un fenomeno che interessa le classi sociali più disagiate delle banlieue francesi sin dalla <strong>giovane età</strong>. E in modo particolare, proprio i piccoli crimini e gli episodi di violenza che si verificano nell&#8217;età adolescenziale sono destinati a segnare sia sotto il profilo emotivo sia sotto quello formativo gli individui che in età adulta saranno più predisposti al crimine recidivo ed all&#8217;estremizzazione.</p>
<p>Tuttavia, nonostante il problema sia ben noto nel Paese e nonostante gli episodi legati agli <a href="https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/09/26/news/ali-il-jihadista-ragazzino-si-cerca-la-rete-nella-banlieue-1.39349624">attentati terroristici</a> degli scorsi anni avessero attirato l&#8217;attenzione anche internazionale sulla situazione che si vive in Francia, ben poco negli ultimi anni è stato svolto dalle autorità per limitare il fenomeno tra i giovani. Anzi, in molte situazioni le proteste e le insurrezioni della popolazione delle banlieue è stata sedata con la <strong>violenza</strong> delle forze dell&#8217;ordine per questioni di sicurezza pubblica, senza però al contempo cercare di risolvere alla fonte il problema del disagio sociale.</p>
<h2>Nella Francia delle banlieue non esistono uguaglianza e fratellanza</h2>
<p>Come sottolineato in precedenza, la precaria condizione economica, la forte divisione interna tra le comunità e la scarsa integrazione nel sistema sociale francese hanno contribuito a generare una <strong>bomba ad orologeria</strong> nel pieno cuore della Francia e in modo diffuso in tutte le più grandi città, <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-scontri-tra-ceceni-e-nordafricani-spiegati.html">basti pensare a quanto accaduto lo scorso giugno a Digione</a>. E in questo scenario, senza un netto cambio di passo anche da parte della stessa amministrazione locale e nazionale, il destino della situazione sembra purtroppo diretto verso un peggioramento nel corso dei prossimi anni; anche e soprattutto a causa del peggioramento delle condizioni economiche causate dalla pandemia di coronavirus.</p>
<p>Sotto questo punto di vista, dunque, la sensazione è quella che nei prossimi anni si verificherà un&#8217;ulteriore sbilanciamento tra la popolazione delle banlieue e quella del resto del Paese, mettendo in dubbio gli stessi concetti di <strong>uguaglianza</strong> e <strong>fratellanza</strong> sulle quali si fonda la repubblica Francese. E, soprattutto, evidenziando come, nonostante i grandi passi in avanti compiuti soprattutto nelle tematiche di presenza internazionale e potere geopolitico, sotto il profilo interno la Francia abbia di fronte a sé un cammino ancora molto lungo da percorrere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-doppio-volto-della-francia.html">Il doppio volto della Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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