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	<title>gas naturale Archives - InsideOver</title>
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	<title>gas naturale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gas all&#8217;Ucraina, l&#8217;Azerbaijan sfida la Russia nel mercato europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-allucraina-lazerbaijan-sfida-la-russia-nel-mercato-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 15:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’intesa con Kiev per il gas rafforza il ruolo dell’Azerbaigian come hub energetico e ponte tra Asia e Europa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-allucraina-lazerbaijan-sfida-la-russia-nel-mercato-europeo.html">Gas all&#8217;Ucraina, l&#8217;Azerbaijan sfida la Russia nel mercato europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’annuncio della compagnia ucraina <strong>Naftogaz</strong> di aver firmato un accordo con l’azera <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html">SOCAR per importare gas attraverso il corridoio transbalcanico</a></strong> rappresenta un passaggio simbolico ma denso di conseguenze. Si tratta solo di una spedizione di prova, modesta nei numeri, ma cruciale nella logica: è il primo passo verso la costruzione di una rete alternativa ai canali dominati dalla Russia e, soprattutto, un segnale politico ed energetico lanciato a Mosca e all’Europa.</p>



<p><strong>Il gas azero</strong>, consegnato attraverso la rotta<strong> Grecia-Bulgaria-Romania-Ucraina,</strong> si affaccia oggi sul teatro più instabile del continente. Kiev, stretta nella morsa della guerra e fiaccata dagli attacchi ai suoi impianti interni, deve cercare risposte immediate a un fabbisogno strategico: sopravvivere all’inverno. L’accordo con SOCAR non colma i vuoti della produzione nazionale, ma ha un significato che va ben oltre le cifre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gas, guerra e geopolitica: l’ombra lunga di Mosca</h2>



<p>Il sistema energetico ucraino è stato uno dei bersagli privilegiati dei raid missilistici russi. I danni arrecati alle infrastrutture hanno minato l’autonomia energetica del Paese, mettendo a rischio l&#8217;intera tenuta sociale e industriale, proprio nel momento in cui si prepara l’ennesima stagione invernale sotto assedio. L’utilizzo della rotta transbalcanica — finora evitata per via delle alte tariffe — è frutto anche di una revisione regolatoria: a maggio, il regolatore nazionale ha approvato un nuovo meccanismo d’importazione che permette di aggirare i costi più onerosi.</p>



<p>Dietro questa mossa c’è dunque la volontà di sganciarsi da ogni possibile “trappola energetica” russa, compresa quella camuffata da gas di origine incerta. In passato, Kiev ha temuto che parte del gas in transito dai Paesi del sud-est Europa potesse avere origine russa. Da qui l’enfasi — ribadita anche a Reuters da fonti industriali — sul controllo dell’origine del gas: “È gas azero, è controllato”, hanno sottolineato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova geografia del gas</h2>



<p>L’importanza dell’accordo va letta nel contesto della nuova geografia energetica dell’Ucraina. Se finora le forniture arrivavano da Slovacchia e Ungheria, <strong>l’apertura verso Sud consente l’accesso al gas liquefatto dei terminali GNL di Grecia e Turchia,</strong> al gas via tubo proveniente da Azerbaigian e Romania, e in futuro anche a quello offshore bulgaro. È una rete diversificata, che mira a ridurre la vulnerabilità a un unico corridoio.</p>



<p>Secondo la ministra dell’Energia, <strong>Svitlana Grynchuk</strong>, la rotta transbalcanica “è estremamente importante” per garantire il riscaldamento del prossimo inverno. Il quadro di insieme è chiaro: la sicurezza energetica si traduce in sicurezza nazionale. Non è solo questione di caldaie accese, ma di resistenza politica, economica e strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le riserve e i numeri della sfida</h2>



<p>I dati dell’agenzia ucraina ExPro confermano le difficoltà. Al 17 luglio 2025, gli stoccaggi sotterranei contenevano 9 miliardi di metri cubi di gas, ben lontani dall’obiettivo di 13 miliardi necessario per affrontare l’inverno 2025/26. Le riserve attuali sono inferiori del 13,9% rispetto all’anno precedente e segnano il punto più basso degli ultimi 12 anni. La sfida è titanica, e non basterà certo una spedizione simbolica a colmarla.</p>



<p>Per rafforzare le riserve, <strong>Naftogaz ha già firmato quattro contratti con la polacca Orlen</strong> per l’importazione di 440 milioni di metri cubi di GNL statunitense. L’ultimo accordo, datato 2 luglio, prevede 140 milioni aggiuntivi. Secondo Bloomberg, nel 2025 l’Ucraina potrebbe importare fino a 5 miliardi di metri cubi di gas dall’Europa, un record assoluto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SOCAR e l’Azerbaigian: un partner in ascesa</h2>



<p>La compagnia statale azera SOCAR, protagonista dell’accordo, non è nuova ai giochi geopolitici del gas. Baku, storicamente orientata verso una neutralità attiva, sfrutta oggi l’occasione di essere partner affidabile per l’Europa orientale e il Caucaso, soprattutto mentre la Russia è alle prese con la guerra e le sanzioni. <strong>L’intesa con Kiev rafforza il ruolo dell’Azerbaigian come hub energetico e ponte tra Asia e Europa.</strong></p>



<p>L’Azerbaigian offre così il proprio gas come strumento di influenza e stabilizzazione, collocandosi come alternativa credibile, in particolare per quei Paesi che cercano di affrancarsi dal peso del Cremlino. Per Kiev, ciò equivale a una boccata d’ossigeno — in tutti i sensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre l’inverno: una strategia energetica nazionale</h2>



<p>L’Ucraina, nella sua condizione drammatica, sta cercando di trasformare la necessità in visione strategica. L’accordo con SOCAR non è solo un contratto di fornitura, ma un tassello nella costruzione di una politica energetica autonoma, svincolata dai ricatti geopolitici. L’apertura alla rotta transbalcanica rappresenta un cambio di paradigma: l’energia non come debolezza, ma come leva per sopravvivere, resistere e, un giorno, ricostruire.</p>



<p><strong>E proprio nella gestione del gas si gioca una partita cruciale per il futuro del Paese.</strong> Le infrastrutture, le rotte, i partner esteri: tutto deve essere ripensato in funzione di un’architettura energetica più solida e flessibile. La guerra ha insegnato che la sicurezza si gioca anche sulle tubature e nei depositi sotterranei. L’Ucraina, ferita ma non piegata, ha iniziato a rispondere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-allucraina-lazerbaijan-sfida-la-russia-nel-mercato-europeo.html">Gas all&#8217;Ucraina, l&#8217;Azerbaijan sfida la Russia nel mercato europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gas e diritti umani, il braccio di ferro tra Qatar e Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-e-diritti-umani-il-braccio-di-ferro-tra-qatar-e-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 13:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>Le recenti dichiarazioni del ministro dell’Energia del Qatar, Saad Sherida al-Kaabi, segnano un nuovo punto di tensione nelle relazioni tra il piccolo ma potente emirato del Golfo e l’Unione Europea. Di fronte alla direttiva europea sulla sostenibilità aziendale, che impone multe fino al 5% del fatturato globale annuo per chi non rispetta gli standard su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-e-diritti-umani-il-braccio-di-ferro-tra-qatar-e-ue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-e-diritti-umani-il-braccio-di-ferro-tra-qatar-e-ue.html">Gas e diritti umani, il braccio di ferro tra Qatar e Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Le recenti dichiarazioni del <strong>ministro dell’Energia del Qatar, Saad Sherida al-Kaabi</strong>, segnano un nuovo punto di tensione nelle relazioni tra il piccolo ma potente emirato del Golfo e l’Unione Europea. Di fronte alla direttiva europea sulla sostenibilità aziendale, che impone multe fino al 5% del fatturato globale annuo per chi non rispetta gli standard su diritti umani e ambiente, il Qatar ha chiarito la sua posizione: se tali regole si tradurranno in sanzioni contro <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-russia-qatar-quel-triangolo-diplomatico-con-lenergia-al-centro.html">QatarEnergy, le esportazioni di gas verso l’Europa si interromperanno.</a></strong></p>



<p><strong>«Non sto bluffando</strong>», ha sottolineato al-Kaabi. E le sue parole pesano, non solo per il valore strategico delle forniture qatariote, ma anche per il momento storico in cui arrivano, in un’Europa già sotto pressione per la crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ultimatum politico</h2>



<p>L’avvertimento del Qatar è prima di tutto un messaggio politico. Con le sue immense riserve di gas naturale liquefatto (GNL), l’emirato rappresenta uno dei principali fornitori globali, e l’Europa, nel suo tentativo di emanciparsi dal gas russo, ha stretto accordi a lungo termine con Doha. Tuttavia, questa dipendenza energetica si sta rivelando un’arma a doppio taglio: il Qatar non intende piegarsi a normative che percepisce come un’ingerenza nei propri affari interni.</p>



<p>Dal punto di vista di Doha, l’UE rischia di apparire ipocrita. Mentre cerca di promuovere standard di <strong>sostenibilità e diritti umani</strong>, l’Europa continua a importare risorse energetiche da Paesi che, come il Qatar, vengono spesso <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-qatar-e-cosi-interessato-allazerbaijan.html">criticati per le loro politiche interne</a>. Questo mette in evidenza una contraddizione di fondo: è possibile perseguire ideali senza mettere a rischio la sicurezza energetica?</p>



<p>Le implicazioni economiche</p>



<p>Dal punto di vista economico, la minaccia del Qatar non può essere sottovalutata. Con QatarEnergy che ha contratti di fornitura a lungo termine con <strong>Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi, </strong>un’interruzione improvvisa delle esportazioni di <a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html">GNL</a> potrebbe avere conseguenze disastrose per il mercato europeo. L’inverno è alle porte, e sebbene le riserve di gas siano attualmente sufficienti, il rischio di una crisi energetica rimane alto.</p>



<p>L’Europa, dal canto suo, ha puntato molto sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ma questa strategia ha limiti evidenti. Le forniture alternative dagli Stati Uniti, dal Nord Africa e dalla Norvegia non sono sufficienti a sostituire completamente il gas russo e qatariota. Inoltre, il costo del GNL, già elevato, potrebbe salire ulteriormente, con ripercussioni dirette sui consumatori e sull’industria europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Qatar e il suo ruolo strategico</h2>



<p>Per il Qatar, questa situazione rappresenta un’occasione per riaffermare il proprio ruolo strategico sul piano internazionale. Negli ultimi anni, Doha ha investito massicciamente nella sua capacità di esportazione di GNL, consolidando la sua posizione come uno dei principali attori nel mercato globale dell’energia. Minacciare di tagliare le forniture all’Europa è una mossa rischiosa, ma calcolata: il Qatar sa bene che la sua posizione è difficile da sostituire a breve termine.</p>



<p>Allo stesso tempo, l’emirato sta diversificando i propri partner commerciali, con accordi significativi con l’Asia, in particolare con Cina e Giappone. Questo significa che, se necessario, il Qatar potrebbe ridurre le esportazioni verso l’Europa senza subire danni irreparabili alla propria economia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un dilemma per l’Europa</h2>



<p>L’UE si trova ora di fronte a un dilemma. Da un lato, deve mantenere fede ai suoi impegni in materia di sostenibilità e diritti umani, pena la perdita di credibilità internazionale. Dall’altro, deve garantire l’approvvigionamento energetico, un aspetto cruciale per la stabilità economica e sociale del continente.</p>



<p>L’adozione della<strong> direttiva sulla due diligence della sostenibilità aziendale</strong> è un passo importante verso una maggiore responsabilità globale, ma la sua applicazione rischia di creare tensioni con partner strategici come il Qatar. La sfida per l’Europa sarà trovare un equilibrio tra i propri ideali e la realpolitik, evitando di trasformare una questione normativa in una crisi energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>Le parole del ministro al-Kaabi rappresentano un avvertimento chiaro: la transizione energetica e la promozione dei diritti umani non possono essere disgiunte da una visione pragmatica delle relazioni internazionali. L’Europa, nella sua corsa verso un futuro più sostenibile, deve fare i conti con la realtà di una dipendenza energetica che la rende vulnerabile alle pressioni di attori come il Qatar. In questo gioco di potere, ogni mossa sarà cruciale, e il prezzo di un errore potrebbe essere pagato dai cittadini europei, alle prese con bollette energetiche sempre più alte e un’inflazione galoppante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-e-diritti-umani-il-braccio-di-ferro-tra-qatar-e-ue.html">Gas e diritti umani, il braccio di ferro tra Qatar e Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il maxi-fondo e la Cdp tedesca in campo per il caro energia: ma la Germania dovrà far deficit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 08:38:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Olaf Scholz ha annunciato un maxi-piano sull&#8217;energia da 200 miliardi di euro per consentire alla Germania di controbattere agli effetti più deleteri della crisi energetica che rischia di travolgere Berlino. Il whatever it takes annunciato dal Cancelliere tedesco non ha presentato manovre concrete ma la volontà di andare in campo con misure concrete e con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/il-maxi-fondo-e-la-cdp-tedesca-in-campo-per-il-caro-energia-ma-la-germania-dovra-far-deficit.html">[...]</a></p>
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<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Olaf Scholz </a>ha annunciato <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/gas-battaglia-sul-tetto-ai-prezzi-2071125.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un <strong>maxi-piano</strong> sull&#8217;energia da 200 miliardi di euro</a> per consentire alla Germania di controbattere agli effetti più deleteri della <strong>crisi energetica</strong> che rischia di travolgere Berlino. Il <em>whatever it takes</em> annunciato dal Cancelliere tedesco non ha presentato manovre concrete ma la volontà di andare in campo con misure concrete e con investimenti a tutto campo per ovviare ai rischi del caro-energia per l&#8217;economia nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta della Germania</h2>



<p>Compatta, anche se con distinguo sulle priorità, la maggioranza. <strong>Robert Habeck, vicecancelliere e Ministro dell&#8217;Economia</strong> in rappresentanza dei <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/ambiente/chi-sono-i-verdi-tedeschi-germania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Verdi</a></strong> ha parlato di necessità di reagire alla &#8220;guerra energetica&#8221; della Russia. Ma la svolta più importante è quella di <strong>Christian Lindner, &#8220;falco&#8221; rigorista dei Liberali</strong> che, da <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/tornare-patto-stabilit-falco-tedesco-detta-linea-2064876.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Ministro delle Finanze</strong>, solo pochi giorni fa</a> proponeva in Europa il ritorno al Patto di Stabilità e ora ha corretto le sue posizioni preparandosi, sul fronte interno, a dare il via libera alle spese massicce del governo ma mantenendo, a parole, il sostegno alla necessità di tornare nel 2023 alla disciplina di bilancio.</p>



<p>&#8220;In passato&#8221;, nota <em>La Stampa,</em> &#8220;durante la pandemia, il governo sospese la regola del<a href="https://www.ifri.org/en/publications/notes-de-lifri/notes-cerfa/german-economic-policy-during-corona-crisis-how-germany" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> &#8220;freno al debito</a>&#8221; per ridare fiato all&#8217;economia. Si tratta di una costituzionale che permette di derogare al pareggio di bilancio per lo 0,35% del Pil annuale e che può essere sospesa in caso di situazioni di eccezione e di catastrofi naturale&#8221;. La <strong>guerra in Ucraina </strong>è lo stato d&#8217;eccezione dopo la catastrofe pandemica che in questo caso può, anche negli anni a venire, giustificare comunque eventuali prese di posizione in controtendenza con questo auspicio. E Lindner nel frattempo mira a mettere in campo aiuti attraverso il <strong>Fondo di stabilizzazione economica </strong>introdotto durante la pandemia<strong>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il maxi-fondo su cui puntano Scholz e Lindner</h2>



<p>Lo scopo del Fondo di stabilizzazione economica (Fse) era quello di stabilizzare l&#8217;economia in risposta alla pandemia di Covid.&nbsp;L&#8217;Fse è stato creato con l&#8217;obbiettivo di&nbsp;fornire sostegno sotto forma di misure di stabilizzazione per aiutare le imprese di tutti i settori a rafforzare la loro base di capitale e ad affrontare le carenze di liquidità. Si rivolge alle imprese dell&#8217;economia reale la cui scomparsa avrebbe un impatto significativo sul mercato del lavoro tedesco o sull&#8217;attrattiva della Germania come sede di attività. L&#8217;Fse agisce per mezzo di due strumenti di stabilizzazione (che possono essere applicati in combinazione) da un lato, promuove garanzie federali sui prestiti, comprese le linee di credito, e sui prodotti del mercato dei capitali; dall&#8217;altro, promuove misure di ricapitalizzazione come mezzo diretto per rafforzare il patrimonio netto delle imprese in difficoltà.</p>



<p><a href="https://www.deutsche-finanzagentur.de/wsf/wirtschaftsstabilisierungsfonds/massnahmen" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fse ha fino ad oggi promosso <strong>operazioni di ricapitalizzazione per 9 miliardi di euro</strong> e</a> si prevede il suo utilizzo anche per operazioni come quella di Uniper che raddoppierà tale cifra. Può inoltre promuovere manovre di sostegno alla banca pubblica <strong>KfW, la Cassa Depositi e Prestiti tedesca</strong>, a cui fino ad ora ha concesso 30 miliardi di euro. Dunque, il Fse creato nel 2020 è di fatto ben al di là dal raggiungere le quote di risorse stanziate: di fatto esso è stato &#8220;armato&#8221; con <strong>600 miliardi di euro di risorse</strong>, corrette a <strong>250 miliardi nel 2022.</strong> Una somma che Lindner spera di poter orientare per coprire le spese per la crisi energetica. Ma occultare una spesa pari al 5% del Pil in un fondo che copre la metà dei 1.300 miliardi messi in campo da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Angela Merkel</a> e da Scholz, ai tempi Ministro delle Finanze, è complesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;Cdp&#8221; tedesca</h2>



<p>Così come è complesso operare con KfW. Negli anni la KfW è diventata la più grande banca pubblica per lo sviluppo al mondo e gestisce asset per&nbsp;<strong>500 miliardi di euro</strong>. Durante la pandemia le risorse sono state orientate per fare in grande ciò che in Italia è stato affidato a <a href="https://it.insideover.com/economia/innovazione-sostegno-alle-imprese-export-le-leve-strategiche-dello-stato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sace con il programma Garanzia Italia</a>: aprire alla concessione di prestiti alle imprese in crisi mediate dalla garanzia pubblica. </p>



<p>Due settimane fa il governo federale ha chiesto che&nbsp;KfW&nbsp;si rafforzi, in modo che le società energetiche possano esser sostenute con ancora più garanzie e supporto alla liquidità. Si tratta di autorizzazioni di credito per un importo di circa 67 miliardi di euro, che ricadranno alla fine nel piano del Fse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo debito inevitabile</h2>



<p>Sulla carta Berlino avrebbe i numeri per coprire dunque i 200 miliardi con fondi già stanziati. Ma il diavolo è nei dettagli e riporta alla considerazione che per la Germania sarà <strong>necessario fare deficit.</strong> In virtù del nuovo regolamento Ue sugli aiuti di Stato, infatti, la Germania ha promosso misure di sostegno alle imprese tramite Fse e KfW, ma non può mettere in campo con il loro ausilio i piani che Scholz ha in mente per abbattere il prezzo del gas nella loro interezza. Scholz ha intenzione di sterilizzare diverse imposte, calmierare i prezzi del gas, finanziare gli importatori, accelerare sugli investimenti in transizione per superare la dipendenza dall&#8217;oro blu. Tutte misure per cui un ricorso alla leva della spesa pubblica è necessaria, in quanto politiche omnicomprensive e non mirate su un singolo obiettivo come un&#8217;operazione di salvataggio aziendale.</p>



<p>Quando Lindner è subentrato all&#8217;inizio di dicembre, si è trovato a lavorare con un progetto di bilancio per il 2022 scritto dal suo predecessore (ora cancelliere) Olaf Scholz prima dello scoppio dell&#8217;ondata di omicron della pandemia di coronavirus.&nbsp;<a href="https://www.dw.com/en/germanys-new-finance-minister-announces-billions-in-climate-investments/a-60085847">Tale progetto includeva circa 100 miliardi di euro di nuovo debito. </a>E dopo&nbsp;aver assunto nuovi debiti per quasi 140 miliardi di euro quest&#8217;anno, il bilancio nazionale della Germania per il 2023 prevede solo 17 miliardi di euro di nuovo debito. Ipotesi irrealistica, in virtù dell&#8217;adesione al freno costituzionale, di fronte a tale onerose necessità. Semplicemente, il gioco delle tre carte potrebbe essere l&#8217;assunzione di una forte quota di nuovo debito negli ultimi mesi dell&#8217;anno per poi tornare alla disciplina sulla carta l&#8217;anno prossimo. Anche se restano &#8220;<strong>elefanti nella stanza&#8221;</strong> come il <strong>fondo per il riarmo da </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/l-obiettivo-di-biden-l-ucraina-come-tomba-dell-asse-franco-tedesco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>100 miliardi di euro</strong> annunciato da Scholz </a>a febbraio e ancora da strutturare operativamente, che sicuramente convoglierà risorse pubbliche in un Paese che viaggia verso una dura recessione.</p>



<p>E sulla necessità di fare debito si è espressa criticamente anche la prestigiosa <em>Frankfurter Allgemeine Zeitung</em>, che in un articolo ha puntualizzato: &#8220;La Costituzione consente di aggirare il tetto all&#8217;indebitamento solo se lo Stato non ha avuto alcuna influenza sulla causa. Per questo Olaf Scholz e Christian Lindner hanno parlato di <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-sta-perdendo-la-guerra-psicologica-sul-gas-con-la-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra energetica che la Russia sta conducendo contro la Germania&#8221;</a>, osserva la&nbsp;Faz, che attacca: &#8220;In effetti, la Germania non può fare nulla per questa guerra, anche se deve essere considerato criminalmente negligente che questo Stato non abbia corretto la sua dipendenza unilaterale da una Russia che da anni si comporta in modo più aggressivo, ma, al contrario, l&#8217;ha smaccatamente perseguita&#8221;.</p>



<p>Riassumendo, è davvero difficile pensare che la Germania possa fondare il suo programma contro il caro-bollette unicamente su misure di sostegno imputabili a Fse e KfW. Anzi, ciò non sarebbe nemmeno auspicabile, perché vorrebbe dire dover procedere a una serie di ricapitalizzazioni senza precedenti per le imprese in crisi. Più probabile che si arrivi a un regime ibrido, ma se anche la metà delle risorse fosse utilizzata per compensare il caro-bollette, finanziare tagli fiscali e aumentare le reti di protezione sociale Berlino è in grado di arrivare a 240 miliardi di nuovo debito nel 2022, una quota pari al <strong>6% del Pil. Alla faccia di ogni prospettato ritorno all&#8217;austerità. Dal 58,9% del 2019 la quota debito/Pil è salita al 68,3%</strong> nel 2021; ora l&#8217;indebitamento netto lo potrebbe portare, <a href="https://www.statista.com/statistics/624193/national-debt-of-germany-in-relation-to-gross-domestic-product-gdp/">come minimo, al 70,9% a fine anno</a> con prospettive di peggioramento connesse alla <strong>prossima recessione</strong>. Per Berlino si fa dura e giustamente Scholz mette in campo tutte le carte superando ogni possibile tentazione austeritaria di ritorno. E l&#8217;uso che Berlino farà del debito sarà la principale tematica da osservare per il futuro dell&#8217;economia europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/il-maxi-fondo-e-la-cdp-tedesca-in-campo-per-il-caro-energia-ma-la-germania-dovra-far-deficit.html">Il maxi-fondo e la Cdp tedesca in campo per il caro energia: ma la Germania dovrà far deficit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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