L’Azerbaigian è al centro del mondo da quando è terminata la seconda guerra del Nagorno Karabakh e, come suggerito dai fatti e dagli eventi, non si tratta di una gonfiatura della realtà. Piccole, medie e grandi potenze, asiatiche ed europee, non v’è attore che non abbia compreso le implicazioni e le ripercussioni della vittoria azera sull’Armenia; perciò nel dopo-guerra è scaturita una corsa al corteggiamento dell’Azerbaigian.

Tutti pazzi per l’Azerbaigian

Baku, consapevole delle ricadute benefiche della guerra in termini di potere e influenza regionale, nonché della rendita di posizione ottenibile dal proprio incuneamento geostrategico, sta foraggiando tale corsa mondiale al corteggiamento con il duplice obiettivo di catalizzare investimenti stranieri e creare un moto d’attrazione autoalimentante.

Presenti in numero nutrito e crescente sono i giocatori che hanno risposto alla chiamata di Baku e che, a vario titolo, stanno contribuendo alla sua ricerca di grandeur. La Spagna ha ottenuto un appalto per la costruzione di una centrale solare galleggiante sul lago Boyukshor, l’Italia sta partecipando alla ricostruzione del Nagorno Karabakh e ha vinto un contratto da 160 milioni di dollari nel settore petrolifero, la Cina ha lanciato a fine gennaio una nuova rotta commerciale nell’ambito della Nuova Via della Seta passante da Baku, con Kazakistan e Turkmenistan sono stati recentemente siglati degli importanti accordi per lo sviluppo dei giacimenti energetici nel Mar Caspio, mentre con la Turchia stanno venendo portati avanti progetti aerospaziali, di parchi tecnologici e l’agognata linea ferroviaria Nachkhivan–Baku. Persino la Francia, ferruginoso alleato di lunga data dell’Armenia, ha messo da parte la politica nella speranza di poter prendere parte ai lavori in quel maxi-cantiere a cielo aperto che è divenuto il Nagorno Karabakh.

L’ultimo arrivato nella frenetica “corsa all’Azerbaigian” è il Qatar, il ricco petrostato mediorientale che sta cercando di migliorare la propria immagine nel mondo e diversificare il proprio portafoglio in vista dei Mondiali 2022.

La conferenza del 5 marzo

Il 5 marzo ha avuto luogo una partecipatissima video-conferenza tra esponenti della Camera del commercio e dell’industria del Qatar e della Fondazione per la promozione degli investimenti e delle esportazioni dell’Azerbaigian (AZPROMO, Azerbaijan’s Export and Investment Promotion Foundation). 

L’evento, al quale hanno preso parte oltre settanta delegati, rappresentanti e portavoce di aziende azere e qatariote nei settori di costruzione, industria, cibo, agricoltura e idrocarburi, si è rivelato l’occasione ideale per discutere dello stato attuale delle relazioni bilaterali tra Baku e Doha e dei piani di quest’ultima per il prossimo futuro.

Mohammed Bin Ahmed Twar Al Kuwari, primo vicepresidente della Camera del commercio e dell’industria del Qatar, ha auspicato che politica e grande imprenditoria possano “fare uso effettivo del potenziale esistente per espandere i legami economici tra i due Paesi”. Il potenziale, in effetti, è presente ma, fino ad oggi, è rimasto largamente inespresso. L’anno scorso, ad esempio, fra i due Paesi è stato registrato un interscambio commerciale di soli 2 milioni e 400mila dollari – esattamente ripartito fra Doha, che ha importato beni per un milione e 200mila dollari, e Baku, che ha acquistato prodotti per la stessa cifra.

Come migliorare i rapporti?

Il Qatar, durante il primo mese del 2021, è diventato il terzo partner commerciale dell’Azerbaigian tra le nazioni dell’area persica, grazie ad un volume commerciale complessivo di 135.740 dollari, e vorrebbe consolidare, e possibilmente incrementare, questa tendenza alla crescita. Come conseguire questo obiettivo è stato spiegato durante la conferenza: passare (e lasciare) la palla alle imprese.

Dopo le presentazioni di rito e l’illustrazione dello stato odierno delle relazioni commerciali ed economiche fra i due Paesi, la conferenza è stata monopolizzata dagli imprenditori e dagli affaristi delle rispettive nazioni, i quali hanno discusso delle opportunità di investimento e profitto, presentato dei preliminari piani d’azione e concordato di aggiornarsi nuovamente, ed in tempi brevi, mediante i propri canali di comunicazione.