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	<title>Fezzan Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fezzan Archives - InsideOver</title>
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		<title>Libia, il pericolo di un nuovo fronte nel Fezzan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 08:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1652" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080.jpg 1652w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080-1024x669.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1652px) 100vw, 1652px" /></p>
<p>Un fronte in realtà mai chiuso, che in queste ore convulse dove l’iniziativa militare di Haftar sembra perdere forza, rischia di riaprirsi. Nel Fezzan tornano nuovamente a spirare venti di guerra, con i soldati dell’Lna attaccati presso la base di Tamanhint, nei pressi di Sebha. La regione meridionale della Libia viene considerata saldamente in mano al generale della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-pericolo-di-un-nuovo-fronte-nel-fezzan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1652" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080.jpg 1652w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9553609-1652x1080-1024x669.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1652px) 100vw, 1652px" /></p><p>Un fronte in realtà mai chiuso, che in queste ore convulse dove l’iniziativa militare di Haftar sembra perdere forza, rischia di riaprirsi. Nel Fezzan tornano nuovamente a spirare venti di guerra, con i soldati dell’Lna attaccati presso la base di Tamanhint, nei pressi di Sebha. La regione meridionale della Libia viene considerata saldamente in mano al generale della Cirenaica, dal 15 gennaio scorso le sue truppe riescono ad avanzare sparando pochi colpi e scontrandosi soltanto con milizie Tebu. Ma ora, tra le dune del Fezzan, sulla scia degli scontri di Tripoli potrebbero entrare in escandescenza altri fronti.</p>
<h2>La battaglia attorno la base aerea di Sebha</h2>
<p>Intorno alla prima mattinata di questo giovedì, dalla Libia iniziano ad emergere alcuni report che parlano di scontri a Tamanhint. Si tratta della località dove sorge l’aeroporto di Sebha, città più importante del Fezzan e crocevia strategico per l’intero paese. La zona da gennaio è sotto il controllo di Haftar, dopo che per diversi anni il governo di Tripoli fatica a mantenere stabile la situazione. Tra trafficanti di esseri umani, criminali impegnati nel contrabbando di droga ed armi e la presenza inoltre di gruppi di mercenari stranieri, la situazione da queste parti risulta molto più grave che nella costa. Anche per questo motivo l’arrivo dell’Lna non viene visto con sfavore dalla popolazione locale. Quando le forze di Haftar prendono Tamanhint, si ha la percezione delle avanzate dell’esercito comandato dal generale.</p>
<p>Le uniche volte che Haftar usa le armi realmente durante le sue operazioni nel Fezzan, è contro quelle che lui stesso chiama “milizie ciadiane”, ossia mercenari entrati sfruttando la porosità dei confini meridionali della Libia. Per questo usa l’aviazione per bombardare tali gruppi, anche se però alcuni rappresentanti dei Tebu, etnia di origine etiope presente nel Fezzan, parlano di aggressioni contro la propria popolazione. Tra l’Lna ed i Tebu non corre buon sangue ed in effetti i report che parlano dell’attacco contro Tamanhint confermano che, ad operare contro i soldati di Haftar, sarebbero proprio milizie Tebu. I media riportano scontri tra gruppo pro Al Sarraj ed Lna, in realtà si tratta della volontà dei gruppi Tebu di sfruttare l’impegno degli uomini di Haftar a Tripoli.</p>
<p>A queste milizie si aggiungono quelle del generale Ali Kanah, comandante della regione sud delle forze fedeli ad Al Sarraj. Nel giro di poche ore però, la situazione torna alla normalità: sia il TheLibyaObserver, vicino ad Al Sarraj, che il sito AddressLibya, vicino ad Haftar, segnalano il successo dell’Lna in fase di contrattacco. Tamanhint dunque, stando alle ultime notizie, sarebbe in mano ai soldati di Haftar. Ma il segnale non promette bene, specie se la battagli a Tripoli dovesse dilungarsi. Ad evidenziarlo è anche Channel218, la quale dà anch’essa per riconquistata da Haftar la base di Sebha.</p>
<h2>Gli scontri a sud di Tripoli</h2>
<p>Nel frattempo nella periferia meridionale della capitale si torna a combattere. Per la verità gli scontri non sono mai cessati, ma adesso le zone in prossimità del fronte appaiono nuovamente invischiate nella battaglia. In particolare, le forze di Haftar avrebbero usato l’aviazione per bombardare Ain Zara, sobborgo situato nella parte orientale del principale fronte di guerra. L’Lna avrebbe attaccato anche il ponte di al Zahra, luogo strategico non distante per l’appunto da Ain Zara. Haftar starebbe provando a sfondare il principale cordone di sicurezza posto attorno a Tripoli.</p>
<p>Mentre le forze di Al Sarraj rivendicano il contenimento dell’Lna a 20 km dalla città, un comandante dell’esercito del generale della Cirenaica al contrario si mostra ottimista: “La campagna di Tripoli finirà entro il mese del ramadan”, a dichiaralo è Fouzi al Mansuri, uno dei più importanti generale vicini ad Haftar. Il mese sacro per i musulmani quest’anno finisce nei primi giorni di maggio. Un ottimismo che Mansouri giustifica, come riportato da AgenziaNova, affermando di avere fiducia nei rinforzi in arrivo a Tripoli dalle regioni orientali del paese.</p>
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		<title>Libia, infuriano ancora le battaglie nel Fezzan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-infuriano-le-battaglie-nel-fezzan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 16:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1-1024x711.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il timore diffuso, tra osservatori e principali attori libici, è che il Fezzan veda la comparsa dei primi veri scontri diretti tra forze fedeli a Tripoli ed esercito agli ordini del generale Khalifa Haftar. Le evoluzioni delle ultime ore sembrano suggerire uno scenario in tal senso preoccupante. Come già scritto in precedenza, l&#8217;uomo forte della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-infuriano-le-battaglie-nel-fezzan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il timore diffuso, tra osservatori e principali attori libici, è che il Fezzan veda la comparsa dei primi veri scontri diretti tra forze fedeli a Tripoli ed esercito agli ordini del generale <strong>Khalifa Haftar</strong>. Le evoluzioni delle ultime ore sembrano suggerire uno scenario in tal senso preoccupante. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-raid-di-haftar-scuotono-il-sud-della-libia/">Come già scritto in precedenza</a>, l&#8217;uomo forte della Cirenaica avanza in tutta la regione meridionale della Libia senza incontrare praticamente resistenza a <strong>Sebha</strong>. Poi i raid contro presunti miliziani ciadiani, con i <strong>Tebu</strong> che accusano di essere presi di mira dall&#8217;esercito di Haftar e, infine, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lo-scacco-matto-haftar-presi-campi-petroliferi-del-fezzan/">la corsa vinta sempre dall&#8217;uomo forte della Cirenaica per la presa di Sharara</a>. Una situazione che si fa più ingarbugliata, giacché da Tripoli si continuano ad inviare rinforzi verso la regione meridionale. </p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>Il ritorno del generale gheddafiano Ali Kanna</p>
<p>La prima mossa di Fayez Al Sarray, capo del governo riconosciuto dall&#8217;Onu con sede a Tripoli, è quella di nominare una vecchia conoscenza dell&#8217;esercito libico come capo militare nel Fezzan. Si tratta, in particolare, di <strong>Ali Kanna</strong>. È uno dei generali più vicini a Muammar Gheddafi, di etnia tuareg e dunque anche ben conosciuto nel sud della Libia. Di certo, non si tratta di un uomo del &#8220;dialogo&#8221; con il generale Haftar. Anzi, la sua nomina appare per l&#8217;appunto una decisione volta a contrastare le avanzate dell&#8217;uomo forte della Cirenaica nel Fezzan. Oltre a questa nomina, da Tripoli si propende pure per l&#8217;invio di una milizia della città di Zintan per salvaguardare i campi petroliferi nelle province meridionali del paese. A capo di tale gruppo, vi è <strong>Osama Jweili</strong>. Non è però chiara la situazione: i campi in questione, soprattutto quello di Sharara, è già protetto da unità appositamente costituite negli anni scorsi (le <strong>Petroleum Facility Guards</strong>) e, per di più, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese/">risulta in parte occupato</a> da manifestanti del gruppo &#8220;La rabbia del Fezzan&#8221;.</p>

<p>La cronaca delle ultime ore sembra cancellare però le mosse di Al Sarraj. Come già scritto in precedenza, Haftar anticipa tutti e conquista i campi di Sharara. Si tratta di un sito dove viene pompato un terzo del petrolio totale che ogni giorno si estrae in Libia. Ma, anche in questo contesto, emerge poca chiarezza. Soltanto una parte del campo petrolifero sarebbe in mano all&#8217;esercito di Haftar: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://specialelibia.it/2019/02/07/fonti-locali-smentiscono-il-controllo-del-campo-di-el-sharara-da-parte-del-libyan-national-army/">lo si apprende da un articolo di <em>SpecialeLibia</em></a>, che richiama alcune fonti locali. Del resto, pensare che gli uomini del generale della Cirenaica possano in qualche modo prendere tutto il sito in poche ore è alquanto difficile. Per di più, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/page_not_found">come si legge su <em>Agenzia Nova</em></a>, nella mattinata di venerdì si sarebbero registrati scontri a fuoco tra forze dell&#8217;esercito di Haftar ed altri non meglio precisati gruppi proprio a Sharara. Segno che la situazione non è ancora sotto controllo. <strong>Il rischio di scontri diretti tra forze di Tripoli e uomini di Haftar è molto concreto</strong>. Anche la ricomparsa di un generale tuareg ex gheddafiano, quale Ali Kanna, ne è una concreta dimostrazione. Un allarme in questa direzione viene lanciato nelle scorse ore anche da Mustafa Senalla, il numero uno della Noc (National Oil Company), <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2019/02/08/libia-noc-evitare-scontri-armati-per-il-giacimento-sharara_748ee9d7-17a1-49c0-b902-4c7fcd564bed.html">il quale invita le parti ad evitare scontri per il controllo di Sharara</a>.</p>
<p>Haftar impone divieto di sorvolo nel Fezzan </p>
<p>Intanto, <a href="https://www.218tv.net/%D8%A7%D9%84%D8%AC%D9%8A%D8%B4-%D9%8A%D9%82%D8%B5%D9%81-%D9%85%D9%88%D8%A7%D9%82%D8%B9-%D8%B9%D8%B5%D8%A7%D8%A8%D8%A7%D8%AA-%D8%AA%D8%B4%D8%A7%D8%AF%D9%8A%D8%A9-%D9%82%D8%B1%D8%A8-%D9%85%D8%B1%D8%B2/">stando a quanto riportato dalla tv libica <em>Channel218</em></a>, l&#8217;uomo forte della Cirenaica ha imposto una &#8220;<strong>no fly zone</strong>&#8221; in tutto il Fezzan. &#8220;Ogni velivolo che entra nello spazio aereo del sud della Libia verrà intercettato dai mezzi dell&#8217;aviazione dell&#8217;esercito libico&#8221;, stando alle fonti delle stessi forze di Haftar citate dalla tv libica sopra menzionata. Vale sia per aerei civili che militari, sia libici che stranieri. Un&#8217;altra mossa a sorpresa, che conferma comunque l&#8217;avanzata di Haftar nel Fezzan. Nei giorni scorsi proprio l&#8217;aviazione delle forze del generale della Cirenaica, conduce dei raid contro ribelli ciadiani colpevoli, secondo il portavoce di Haftar, di essersi infiltrati dal confine più meridionale del Paese. </p>
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		<title>Haftar scaglia la sua aviazione nei pressi di un campo petrolifero dell&#8217;Eni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haftar-scaglia-la-sua-aviazione-nei-pressi-di-un-campo-petrolifero-dell-eni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 07:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una colonna di fumo in lontananza, un aereo non militare rimasto a terra con i motori accesi ed alcuni addetti che rientrano all&#8217;interno di una struttura. Sono immagini che testimoniano, secondo il sito libico The Libya Observer, il bombardamento dell&#8217;aviazione fedele al generale Haftar nei pressi del giacimento di El Feel. Il tutto sarebbe avvenuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-scaglia-la-sua-aviazione-nei-pressi-di-un-campo-petrolifero-dell-eni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9206961-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una colonna di fumo in lontananza, un aereo non militare rimasto a terra con i motori accesi ed alcuni addetti che rientrano all&#8217;interno di una struttura. Sono immagini che testimoniano, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.libyaobserver.ly/news/haftars-forces-strike-el-feel-oilfield-libyas-presidential-council-condemns-it-terrorist-act">secondo il sito libico <em>The Libya Observer</em></a>, il bombardamento dell&#8217;aviazione fedele al generale Haftar nei pressi del giacimento di El Feel. Il tutto sarebbe avvenuto tra venerdì e sabato scorso, quando già nel sud della Libia da almeno 48 ore è in vigore la &#8220;<strong>no fly zone</strong>&#8221; imposta dallo stesso generale che, nel frattempo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-raid-di-haftar-scuotono-il-sud-della-libia/">prova ad avanzare in tutto il Fezzan</a>. </p>
<p>La battaglia dei campi petroliferi </p>
<p>L&#8217;aviazione dell&#8217;autoproclamato esercito libico, alle dipendenze per l&#8217;appunto di Haftar, entra già più volte in azione nel sud della Libia nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione iniziata il 15 gennaio e voluta dall&#8217;uomo forte della Cirenaica per entrare nel Fezzan. Mai però, fino ad allora, si era spinta nei pressi di un campo petrolifero così importante come quello di El Feel. Quest&#8217;ultimo, assieme al vicino e più grande campo di <strong>Sharara</strong>, è oggetto delle mire degli attori attualmente in campo nel Fezzan. Ovviamente nessuno vuole perdere l&#8217;occasione di prendere o difendere il controllo delle risorse energetiche. Soltanto da Sharara, giusto per dare un&#8217;idea, esce circa <strong>un terzo dell&#8217;intera produzione di petrolio</strong> in Libia. La Noc, l&#8217;azienda libica che si occupa delle gestione delle risorse energetiche, da anni fa affidamento alle <strong>Petroleum Facilities Guard</strong>, milizie poste a protezione degli impianti ritenute vicine al governo di Al Sarraj. In particolare, è la brigata 30 ad occuparsi della sicurezza di Sharara, il cui campo però è in parte in mano ai manifestanti del gruppo de &#8220;La rabbia del Fezzan&#8221;, che prova ad attirare l&#8217;attenzione sulle condizioni di vita nel sud della Libia. </p>
<p>Se a Sharara Haftar con le sue truppe è parzialmente presente da almeno una settimana, ad El Feel invece la situazione è diversa. Tra le altre cose, nelle ultime ore si ha notizia della totale presa di possesso dell&#8217;autoproclamato esercito libico proprio del campo di Sharara. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/primopiano/498/libia-forze-haftar-di-ubari-occupano-impianti-petroliferi-di-sharara">Come si legge su <em>Agenzia Nova</em></a>, &#8220;una milizia di forze provenienti dalla città di Ubari, nel sud della Libia, e fedele al generale libico Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, ha occupato ieri sera gli impianti petroliferi di Sharara, nel sud&#8221;. Viene inoltre specificato che l&#8217;occupazione viene svolta in maniera pacifica dopo trattative con la brigata 30 e con i giovani del La Rabbia del Fezzan. </p>
<p>Un avvertimento all&#8217;Italia?</p>
<p>Ad El Feel, come detto, al momento non ci sarebbero uomini ricollegabili ad Haftar. Il bombardamento citato ad inizio articolo, potrebbe quindi essere volto ad intensificare la lotta contro le milizie locali o vicine a Tripoli per prendere anche quel giacimento. Ma, rispetto a Sharara, c&#8217;è una differenza di non poco conto: se il primo è gestito da una joint venture che vede la compartecipazione della Noc con importanti colossi stranieri quali, tra tutti, la spagnola Repsol, ad El Feel invece la società libica opera con l&#8217;<strong>Eni</strong>. Il bombardamento di Haftar nei pressi del giacimento di El Feel coglie decisamente di sorpresa la stessa diplomazia italiana. Far cadere delle bombe nei pressi di uno dei più importanti obiettivi energetici dell&#8217;Italia, non può essere considerato affatto un caso. </p>

<p>E c&#8217;è chi pensa ad un avvertimento fatto dal generale della Cirenaica proprio a Roma. O per sollecitare il nostro governo ad accettare lo situazione sul campo, accelerando il progetto già discusso nel <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-gli-elementi-positivi-per-l-italia-del-vertice-di-palermo/">dopo vertice di Palermo</a> che<a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-dietro-le-quinte-dell-incontro-conte-haftar/"> vede Haftar quale capo militare unico della Libia</a>, oppure per lanciare moniti per il sostegno dell&#8217;Italia all&#8217;attuale quadro politico di Tripoli. Di certo, si tratta di una repentina evoluzione su un terreno delicato, dove si concentrano molti interessi italiani, che rischia non fa dormire sonni tranquilli a chi, da diversi mesi, cerca di intrecciare la delicata e fragile tela che compone il quadro libico. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-scaglia-la-sua-aviazione-nei-pressi-di-un-campo-petrolifero-dell-eni.html">Haftar scaglia la sua aviazione nei pressi di un campo petrolifero dell&#8217;Eni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, Haftar si prende il petrolio: ecco perché per noi è un problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haftar-conquista-i-campi-petroliferi-nel-sud-della-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 17:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Viene dunque confermata la conquista, da parte del generale Haftar, dell&#8217;importante campo petrolifero di Sharara. Si tratta di un giacimento da cui viene estratto almeno un terzo del petrolio libico. Un sito di una grande valenza energetica e strategica, gestito da una joint venture formata dalla locale Noc e da alcuni compagnie straniere quali, tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-conquista-i-campi-petroliferi-nel-sud-della-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-conquista-i-campi-petroliferi-nel-sud-della-libia.html">Libia, Haftar si prende il petrolio: ecco perché per noi è un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Viene dunque confermata la conquista, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/primopiano/498/libia-forze-haftar-di-ubari-occupano-impianti-petroliferi-di-sharara">da parte del generale Haftar</a>, dell&#8217;importante campo petrolifero di Sharara. Si tratta di un giacimento da cui viene estratto almeno un terzo del petrolio libico. Un sito di una grande valenza <strong>energetica</strong> e strategica, gestito da una joint venture formata dalla locale <strong>Noc</strong> e da alcuni compagnie straniere quali, tra tutte, il colosso spagnolo della <strong>Repsol</strong>. </p>
<p>L&#8217;evoluzione delle ultime ore</p>
<p>Già dalla serata di lunedì iniziano ad essere diffusi da più parti dei report che parlano di milizie vicine ad Haftar prossime all&#8217;ingresso presso il campo di Sharara. Ma in realtà, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lo-scacco-matto-haftar-presi-campi-petroliferi-del-fezzan/">dopo il procedente del primo annuncio solo parzialmente vero </a>della settimana scorsa, non si dà molto credito a quanto trapelato. Anche perché da Tripoli viene ancora annunciato in zona il generale <strong>Ali Kanna</strong>, ossia l&#8217;uomo ex ufficiale ai tempi di Gheddafi che il premier Al Sarraj invia proprio a Sharara e nomina quale comandante dell&#8217;esercito nel Fezzan. Ma durante la notte, alle prime indiscrezioni vengono poi aggiunti dei dettagli che in qualche modo sembrano confermare le notizie. In particolare, pare che gli uomini di Haftar siano effettivamente entrati grazie ad accordi raggiunti con milizie locali, soprattutto quelle <strong>tuareg</strong>. Non solo: l&#8217;ingresso dell&#8217;esercito guidato dal generale uomo forte della Cirenaica, avrebbe raggiunto altri compromessi sia con la<strong> brigata 30</strong> delle Petroleum Facilities Guard, sia con i manifestanti del gruppo &#8220;La Rabbia del Fezzan&#8221;. Quest&#8217;ultimo è all&#8217;interno del campo dallo scorso novembre, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese/">con l&#8217;obiettivo di richiamare l&#8217;attenzione sulle condizioni di vita nel sud della Libia</a>. </p>

<p>Infine, le ultime conferme arrivano direttamente da Bengasi in questo martedì mattina. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/r/1006/mezzaluna">Come si legge su <em>Agenzia Nova</em></a>, <strong>Abdel Razzaq al Nadori</strong>, braccio destro di Haftar e capo di Stato maggiore delle sue forze, rilascia una dichiarazione in cui viene ufficialmente annunciata la conquista del campo di Sharara e gli accordi con le forze locali. Al Nadori, tra le altre cose, afferma anche la volontà di riconsegnare alla Noc la gestione del campo. Al contempo, il generale Ali Kanna avrebbe deciso nella serata di lunedì un ripiego pacifico al fine di evitare scontri armati. Decisiva forse la mediazione dei tuareg, etnia a cui appartiene lo stesso ex ufficiale gheddafiano. </p>
<p>Le reazioni da Tripoli</p>
<p>Come già scritto nei giorni scorsi, dalla capitale libica sembrano arrivare atteggiamenti contrastanti. Vista la relativa facilità <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/haftar-si-prende-il-fezzan-il-suo-esercito-avanza-su-sebha/">con la quale Haftar avanza su Sebha</a> nei primi giorni dell&#8217;offensiva nel sud della Libia, sembra quasi esserci un collegamento ed un non confessato coordinamento tra l&#8217;esecutivo di Al Sarraj e le forze del generale cirenaico. In seguito però, lo scenario sembra cambiare. Il premier libico manda alcune milizie a dare manforte a Sharara contro le possibili ulteriori avanzate dell&#8217;esercito di Haftar e, in questo contesto, arriva la nomina di Ali Kanna quale responsabile militare per il sud della Libia. Sembra quasi arrivare il momento dello scontro diretto tra le forze di Tripoli e quelle della Cirenaica, ma la cronaca delle ultime ore rimanda invece a nuovi accordi che rendono pacifico l&#8217;ingresso di Haftar in luoghi strategici del Fezzan. </p>

<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>Andando un po&#8217; a scremare la mole di reazioni piovute negli ultimi giorni dalla capitale libica, come viene sottolineato anche da <em>Agenzia Nova</em>, ad alzare gli scudi dalla Tripolitania contro le avanzate del generale Haftar sono soltanto gli uomini di <strong>Misurata</strong>. Dopo aver denunciato la poca incisività dell&#8217;Onu nel condannare le azioni dell&#8217;esercito del generale nel sud della Libia e, soprattutto, dopo aver fatto pressioni affinché Al Sarraj nominasse un generale per il Fezzan, adesso dalla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/misurata-e-tarhuna-le-due-citta-stato-della-libia/">città Stato</a> si chiede addirittura l&#8217;intervento dell&#8217;Ue per bloccare le azioni di Haftar. Il perché vengono soprattutto da Misurata queste reazioni, è presto detto: il timore, insito soprattutto tra i <strong>Fratelli Musulmani</strong>, è che ad un aumento notevole del potere militare di Haftar corrisponda la fine di quello dei misuratini. Questi ultimi infatti, dal 2011 in poi, risultano sempre decisivi soprattutto che negli anni si alternano a Tripoli. </p>
<p>I timori dell&#8217;Italia</p>
<p>Anche da Roma si segue con attenzione la vicenda. Le avanzate di Haftar non fanno dormire sonni tranquilli a chi, dall&#8217;Italia, in questi mesi prova a proseguire sulla via della &#8220;strategia inclusiva&#8221; volta a portare la nostra diplomazia anche verso l&#8217;est della Libia. Ma con un paese oramai per i due terzi in mano al generale, ogni equilibrio rischia di svanire. Ed ecco perchè, nella giornata di lunedì, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-avanzate-di-haftar-preoccupano-l-italia-una-delegazione-dell-aise-a-tripoli/">una delegazione dell&#8217;Aise giunge a Tripoli</a> per un vertice con il premier Al Sarraj ed altri alti ranghi del governo libico. Un incontro, quello nella capitale del paese africano, volto a fare il punto della situazione ed a rendere operative eventuali contromosse. L&#8217;Italia teme che l&#8217;epilogo finale previsto da mesi, ossia un Haftar in grado di essere leader militare della Libia, arrivi però con il pugno di ferro del generale e non al culmine di un processo mediato da Roma. </p>
<p>Ecco perché a Tripoli, a guidare la delegazione dell&#8217;Aise, è lo stesso <strong>Giovanni Caravelli</strong> che dei servizi segreti è il numero due. Segno di un&#8217;attenzione importante riservata da Palazzo Chigi e dalla Farnesina verso le ultime evoluzioni e le ultime sorprese che arrivano dal Fezzan. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-conquista-i-campi-petroliferi-nel-sud-della-libia.html">Libia, Haftar si prende il petrolio: ecco perché per noi è un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lo scacco matto di Haftar: presi i campi petroliferi del Fezzan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lo-scacco-matto-haftar-presi-campi-petroliferi-del-fezzan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 16:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornata di mercoledì è tra le più tumultuose degli ultimi mesi della Libia, lì dove già in realtà la stessa quotidianità non è propriamente nota per essere tra le più tranquille del continente africano. Dopo voci di rinforzi mandati da Tripoli per proteggere i campi petroliferi di Sharara, dopo notizie su milizie pronte a muoversi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scacco-matto-haftar-presi-campi-petroliferi-del-fezzan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scacco-matto-haftar-presi-campi-petroliferi-del-fezzan.html">Lo scacco matto di Haftar: presi i campi petroliferi del Fezzan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8799082-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La giornata di mercoledì è tra le più tumultuose degli ultimi mesi della Libia, lì dove già in realtà la stessa quotidianità non è propriamente nota per essere tra le più tranquille del continente africano. Dopo voci di rinforzi mandati da Tripoli per proteggere i campi petroliferi di <strong>Sharara</strong>, dopo notizie su milizie pronte a muoversi contro le avanzate del generale Haftar, in serata arriva la conferma che spiazza l&#8217;intera Tripolitania: in quei campi ci sono sì dei soldati, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.askanews.it/esteri/2019/02/06/libia-haftar-prende-il-controllo-di-sito-petrolifero-nel-fezzan-pn_20190206_00326/">ma sono quelli agli ordini dell&#8217;uomo forte della Cirenaica</a>. Scacco matto ai rivali e situazione nuovamente rovesciata. </p>
<p>L&#8217;evoluzione del conflitto nel sud </p>
<p>Quando il 15 gennaio scorso Haftar da Bengasi annuncia l&#8217;inizio dell&#8217;operazione nel sud della Libia, in tanti all&#8217;estero (ma anche nel paese africano) pensano che in realtà si tratti di un&#8217;azione concordata con Tripoli o, quanto meno, dove il governo di Fayez Al Sarraj non pone massima resistenza. Del resto, dopo sette anni di conflitto, nessuno dalla Tripolitania risulta in grado di controllare il Fezzan: milizie ciadiane, mercenari sudanesi, clan che gestiscono tratte di migranti e gruppi terroristici, nella regione c&#8217;è di tutto e per la popolazione tutto questo si traduce in una totale mancanza di servizi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese/">e di condizioni di vita accettabili</a>. Ecco dunque perché si fa strada l&#8217;ipotesi di un coordinamento sottobanco tra Tripoli ed Haftar, con quest&#8217;ultimo in grado di garantire sicurezza e controllo del territorio. La presa di <strong>Sebha</strong>, capoluogo del Fezzan, da parte del generale libico sembra confermare queste ipotesi: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/haftar-si-prende-il-fezzan-il-suo-esercito-avanza-su-sebha/">i suoi uomini entrano nella città senza sparare un colpo</a>, milizie e gruppi fedeli a Tripoli si ritirano.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>

<p>Ma dall&#8217;inizio di questa settimana le cose sembrano cambiare. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-raid-di-haftar-scuotono-il-sud-della-libia/">Domenica scorsa Haftar è costretto ad usare l&#8217;aviazione</a>, si parla di un&#8217;operazione condotta contro milizie ciadiane che sfruttano i porosi confini libici per effettuare incursioni nel Fezzan. Ma i <strong>Tebu</strong>, gruppo etnico di origine etiopica, denunciano invece azioni mirate contro la propria popolazione. E qui sorgono le prime vere scaramucce: i rappresentanti Tebu in Cirenaica parlano di tentativo di sopraffazione da parte dell&#8217;esercito guidato da Haftar, da Tripoli si invocano interventi volti a contrastare le avanzate del generale. Inizia cioè una prima avvisaglia di scontro aperto che fa precipitare la situazione.</p>
<p>L&#8217;importanza della presa del campo di Sharara</p>
<p>Forse da Tripoli ci si sta accorgendo che, di fatto, si sta permettendo ad Haftar di impossessarsi delle tante risorse presenti nel Fezzan senza contrapporre resistenza. Il governo riconosciuto dall&#8217;Onu inizia a rispondere dunque sia sul piano politico che militare: sul primo versante, Al Sarraj nomina come capo militare politico per il Fezzan il generale <strong>Ali Kuna</strong>, un tuareg ex ufficiale dell&#8217;esercito nell&#8217;era di Gheddafi. Su quello militare invece, risponde inviando le <strong>milizie di Zintan</strong>, altra città Stato della Tripolitania, verso Sharara. Si tratta di un gruppo comandato da Osama Jweili, a cui viene dato l&#8217;ordine di proteggere il campo petrolifero. Ma ecco che il colpo di scena è dietro l&#8217;angolo: intorno al tardo pomeriggio di mercoledì, da Bengasi <a href="https://www.agenzianova.com/a/5c5b42582973b3.17827647/2297338/2019-02-06/libia-portavoce-haftar-annuncia-presa-controllo-sito-petrolifero-di-al-sharara/linked">il portavoce dell&#8217;esercito di Haftar annuncia la conquista proprio di Sharara</a>. I suoi soldati entrano prima dell&#8217;arrivo dei rinforzi da Tripoli. Una mossa che gli permette adesso di avere un grande vantaggio nel Fezzan. La notizia viene confermata: il campo che da settimane è occupato da alcuni manifestanti del gruppo de &#8220;La Rabbia del Fezzan&#8221;, i quali protestano per richiedere maggiore attenzione da parte del governo, adesso è sotto il controllo dell&#8217;esercito di Haftar. </p>
<p>Per l&#8217;uomo forte della Cirenaica è una vittoria, prima di tutto, strategica. Evita infatti la penetrazione di milizie tripoline in una regione, quale il Fezzan, che vorrebbe far sua. Si aggiudica poi il controllo di un campo essenziale per l&#8217;intera Libia: da Sharara esce circa un terzo della produzione totale di petrolio del paese africano. I soldi in realtà difficilmente andranno verso Bengasi, visto che i proventi sono gestiti dalla Noc, ma sotto il profilo politico l&#8217;importanza di avere Sharara nelle proprie mani è indubbiamente enorme. Il campo è gestito da una joint venture che vede la partecipazione non solo della Noc, ma anche di tante compagnie straniere: la spagnola <strong>Repsol</strong>, la francese <strong>Total</strong>, l&#8217;austriaca Omv e la norvegese Statoil. Tutti adesso devono fare i conti con Haftar per l&#8217;operatività del campo. Ed il generale, in vista della conferenza nazionale, può presentarsi con in tasca un&#8217;altra importante conquista di peso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scacco-matto-haftar-presi-campi-petroliferi-del-fezzan.html">Lo scacco matto di Haftar: presi i campi petroliferi del Fezzan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Haftar si prende il Fezzan:  il suo esercito avanza su Sebha</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/haftar-si-prende-il-fezzan-il-suo-esercito-avanza-su-sebha.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 08:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è chi la vede come una liberazione, chi invece esprime timori. Di certo, le avanzate dell&#8217;esercito nazionale libico, ossia le truppe fedeli al generale e uomo forte della Cirenaica Khalifa Haftar, nel sud della Libia stanno incidendo e non poco sulla situazione della martoriata regione del Fezzan. Questo vasto territorio che da Sebha scende verso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/haftar-si-prende-il-fezzan-il-suo-esercito-avanza-su-sebha.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/haftar-si-prende-il-fezzan-il-suo-esercito-avanza-su-sebha.html">Haftar si prende il Fezzan:  il suo esercito avanza su Sebha</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9088559-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>C&#8217;è chi la vede come una liberazione, chi invece esprime timori. Di certo, le avanzate dell&#8217;esercito nazionale libico, ossia le truppe fedeli al generale e uomo forte della Cirenaica <strong>Khalifa Haftar</strong>, nel sud della Libia stanno incidendo e non poco sulla situazione della martoriata regione del Fezzan. Questo vasto territorio che da Sebha scende verso Ghat ed i confini con Algeria e Niger, è quello che indubbiamente soffre più del resto del paese l&#8217;instabilità che regna in Libia dal 2011.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>Tra città senza più un&#8217;autorità presente, tra terroristi che qui sviluppano anche campi di addestramento, per non parlare dei trafficanti di esseri umani e degli scontri tra tribù ed etnie locali, il<strong> Fezza</strong>n è lo specchio che più riflette la triste attualità libica. Da due settimana a questa parte, <a href="http://www.askanews.it/esteri/2019/01/16/libia-forze-di-haftar-lanciano-operazione-militare-nel-fezzan-pn_20190116_00249/">proprio Haftar sta promuovendo un&#8217;operazione militare </a>ad ampio raggio tra le dune del Sahara libico. E, inevitabilmente, le carte del frastagliato scacchiere del paese nordafricano si rimescolano nuovamente al pari di come il vento scuote i granelli del deserto. </p>
<p>Tra favorevoli e &#8220;preoccupati&#8221; per le avanzate di Haftar nel Fezzan</p>
<p>Da giorni i media libici riportano foto e testimonianze della presenza delle truppe fedeli al generale cirenaico a Sebha, la principale città del Fezzan. I militari agli ordini di Haftar avanzano in città, controllerebbero diverse arterie strategiche, così come i punti più nevralgici del centro e della periferia. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/thelibyatimes/status/1088855831842574336">Sull&#8217;account Twitter del <em>The Libya Times</em></a>, si fa riferimento ad esempio alla presenza di uomini dell&#8217;esercito nazionale libico presso l&#8217;aeroporto civile di Sebha, il castello, l&#8217;università ed altri siti strategici. Si avanzerebbe, sempre secondo i media libici, cercando di evitare scontri diretti con i gruppi che controllano pezzi di città. &#8220;Aeroporto e castello sono stati presi dopo aver trattato con i dignitari della tribù dei Tebu&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://specialelibia.it/2019/01/28/cosi-il-libyan-national-army-sta-cambiando-la-vita-del-sud-della-libia/">scrive ad esempio Vanessa Tomassini su</a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://specialelibia.it/2019/01/28/cosi-il-libyan-national-army-sta-cambiando-la-vita-del-sud-della-libia/"> SpecialeLibia.it</a></em>, segno che per il capoluogo del Fezzan si sta procedendo quartiere per quartiere con la speranza di porre sotto controllo Sebha senza dover alterare significativamente i fragili equilibri locali. Ma oltre alla città, l&#8217;esercito di Haftar avanzerebbe anche nei territori circostanti. In diversi distretti del Fezzan, le truppe avrebbero allontanato alcuni mercenari ciadiani ed avrebbero ucciso almeno due leader locali di Al Qaeda: <strong>Adel Ahmad Al-Abdali</strong> ed <strong>Ahmed el-Desoki. </strong></p>
<p>I primi a parlare positivamente delle avanzate di Haftar nel Fezzan sono i deputati della Camera dei Rappresentanti con sede a Tobruck, che del resto appoggia il governo che rappresenta il braccio politico proprio del generale libico. Diversi deputati sono originari del Fezzan e descrivono la situazione nella regione come &#8220;notevolmente migliorata&#8221; dopo l&#8217;arrivo dei militari. Questi ultimi sarebbero stati <strong>accolti positivamente dalla popolazione locale</strong>, che vede nella presenza di un esercito la possibilità di rimettere ordine all&#8217;interno di un contesto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-grida-d-aiuto-che-arrivano-dal-fezzan-scuotono-la-libia/">sconvolto sia sotto il profilo della sicurezza che a livello economico e sociale</a>. Tra i contrari invece, spiccano in primis alcuni esponenti vicini al governo del consiglio presidenziale guidato da Al Sarraj. Per la verità l&#8217;attuale premier di Tripoli non ha ufficialmente espresso una posizione, ma dalla capitale libica emergono alcune perplessità soprattutto circa le intenzioni di Haftar. Da Londra, da dove tiene un discorso presso Chatham House, esprime preoccupazione anche il presidente della compagnia nazionale per il petrolio (Noc), <strong>Mustafa Sanallah</strong>: &#8220;La riapertura del giacimento di Sharara è diventata ora più complicata &#8211; afferma Sanallah, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5c515f3f9d3a89.69977961/2285139/2019-01-30/energia-libia-presidente-noc-sanallah-preoccupato-per-operazione-militare-di-haftar-nel-sud">come riportato da <em>Agenzia Nova</em> </a>&#8211; Temo per azioni che possano avere conseguenze su tutta la regione&#8221;. </p>
<p>Cosa rappresenterebbe per Haftar il controllo del Fezzan </p>
<p>Certo che è innegabile il fatto che nella regione meridionale della Libia la sicurezza è il punto principale da affrontare. Proprio nei giorni scorsi, prima del lancio dell&#8217;operazione da parte di Haftar, nel Fezzan si reca il rappresentante dell&#8217;Onu per la Libia, <strong>Ghassan Salamè</strong>. Il diplomatico può rendersi conto della precarietà della situazione sotto ogni punto di vista. Nella parte finale del 2018, nascono alcuni movimenti di protesta che mirano a far nuovamente accendere i riflettori sulle condizioni di vita nella regione. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese/">Tra questi spicca il movimento &#8220;La rabbia del Fezzan&#8221;</a>, il quale occupa anche il campo petrolifero di <strong>Sharara</strong>, lo stesso a cui fa riferimento Sanallah nel discorso sopra accennato. L&#8217;arrivo degli uomini di Haftar viene percepito dalla popolazione come la fine dell&#8217;anarchia e l&#8217;inizio di nuove possibilità per tornare quanto meno alla normalità. Questo il generale lo sa e, sfruttando i problemi interni a Tripoli ed il sostanziale immobilismo delle autorità riconosciute dall&#8217;Onu, adesso mira a prendersi il Fezzan con l&#8217;avallo della popolazione.</p>
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<p><strong>Per Haftar tutto questo corrisponde ad importanti vantaggi strategici</strong>: da un lato, in vista soprattutto della conferenza nazionale prevista per febbraio, il generale si presenterebbe come l&#8217;uomo forte non più della Cirenaica ma di due terzi del Paese. Questo implicherebbe, a sua volta, un maggior peso sia militare che politico nelle trattative sul futuro della Libia. E magari, mostrando anche l&#8217;appoggio di una popolazione che chiede soprattutto stabilità, dimostrare come soltanto il suo esercito può essere considerato come necessaria avanguardia contro terroristi, scafisti e trafficanti. In poche parole, dopo Sebha, Haftar vorrebbe puntare ad &#8220;esportare&#8221; il suo modello di sicurezza direttamente a Tripoli.</p>
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		<title>Libia, ora esplode la rabbia:  si infiamma il sud del Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 08:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal sud della Libia arrivano le grida di protesta di una popolazione sempre più stremata, viste le condizioni che soprattutto nel Fezzan vengono patite dalla fine dell&#8217;era di Gheddafi. Sette anni in cui cibo, medicine, servizi basilari, ma anche acqua e carburante appaiono autentiche chimere la cui mancanza provoca condizioni di vita sempre più precarie. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_4626941-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dal sud della Libia arrivano le grida di protesta di una popolazione sempre più stremata,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-grida-d-aiuto-che-arrivano-dal-fezzan-scuotono-la-libia/"> viste le condizioni che soprattutto nel Fezzan</a> vengono patite dalla fine dell&#8217;era di Gheddafi. Sette anni in cui cibo, medicine, servizi basilari, ma anche acqua e carburante appaiono autentiche chimere la cui mancanza provoca condizioni di vita sempre più precarie. Dalla fine della scorsa estate nel sud  della Libia è attivo un gruppo denominato &#8220;<strong>La Rabbia del Fezzan</strong>&#8220;, composto perlopiù di giovani che provano ad alzare la voce ed a richiamare le attenzioni dei governi che si contendono il potere in Libia. Il movimento ad inizio dicembre sembra voler alzare il tiro, a seguito dell&#8217;insoddisfazione palesata da molti suoi membri circa le risposte provenienti soprattutto da Tripoli. E così, da alcuni giorni a questa parte, la protesta pare essersi spostata presso il campo petrolifero di <strong>El Sharara</strong>, uno dei più grandi del Fezzan e della Libia. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-libya-oil-field-protests/protesters-force-shutdown-at-libyan-el-sharara-oilfield-sources-idUSKBN1O80BE">Il giacimento al momento risulta occupato</a>, con la produzione costretta a fermarsi. Da allora è in atto un vero e proprio caso politico, che è riuscito però a mobilitare l&#8217;opinione pubblica nazionale.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>L&#8217;occupazione del campo di El Sharara</p>
<p>Tutto inizia domenica 9 dicembre, quando la Noc, l&#8217;azienda di Stato che gestisce le risorse petrolifere libiche, annuncia lo stato d&#8217;allerta per il suo personale nel giacimento di El Sharara. Alcune non meglio precisate milizie risultano occupare il campo, tanto da impedire l&#8217;estrazione di greggio. Il presidente della Noc, <strong>Mustafa Sanalla</strong>, punta il dito contro i membri del <strong>Petroleum Facilities Guard</strong>, ossia la forza incaricata di proteggere il campo petrolifero. Secondo il numero uno dell&#8217;azienda libica, ci sarebbero loro dietro l&#8217;occupazione del campo e lo stop alla produzione. Per la Noc si tratta di una perdita economica rilevante, stimata in 315.000 barili al giorno solo da El Sharara, per un valore giornaliero di 32.5 milioni di Dollari di mancate entrate. A questo poi, bisogna aggiungere l&#8217;inattività di campi collegati a quello occupato, come ad esempio il giacimento di El Feel. Sanalla invita quelli che definisce miliziani a farsi da parte, garantendo invece il regolare svolgimento delle operazioni di estrazione nel più grande giacimento del Fezzan. &#8220;Non accetteremo ricatti&#8221;, rimarca Sanalla nella nota della Noc.</p>
<p style="text-align: left">Ma a questa presa di posizione, controbattono i giovani del Fezzan. Il gruppo sopra citato, già ad ottobre minaccia di occupare il campo per essere ascoltati dal governo. Poi dopo l&#8217;interessamento dello stesso Sanalla, la situazione appare rientrata. Il movimento del Fezzan lancia infatti un <strong>ultimatum</strong> con delle richieste al governo, le quali puntano ad applicare delle misure volte a rimediare nell&#8217;immediato alle estreme condizioni di vita del sud della Libia. Scaduto l&#8217;ultimatum, molti cittadini del Fezzan avrebbero in effetti provato ad occupare El Sharara a fine novembre, ma un primo tentativo viene respinto dalle Petroleum Facilities Guard. Le stesse poi, al secondo tentativo dei cittadini del Fezzan, si fanno da parte e lasciano occupare il campo: &#8220;Quando il battaglione a difesa del campo petrolifero si è schierato di fronte ai manifestanti, non permettendoci di entrare ad el-Sharara &#8211; <a href="https://specialelibia.it/2018/12/12/conversazione-con-bashir-sheik-coordinatore-del-movimento-la-rabbia-del-fezzan/">dichiara a <em>SpecialeLibia</em></a><strong> Bashir Sheik</strong>, uno dei fondatori del gruppo &#8220;La Rabbia del Fezzan&#8221; &#8211; per Sanalla erano suoi eroi, quando le guardie invece si sono trovati di fronte a donne, bambini ed anziani lasciandoli entrare, si sono trasformate in milizie e terroristi. Questo è molto strano&#8221;.</p>
<p>Dunque il campo non sarebbe occupato dalle stesse guardie, bensì dai giovani del Fezzan che avanzano richieste specifiche al governo. Secondo la ricostruzione dei fatti narrati da Sheik, le stesse guardie, volendo evitare di usare violenza contro i manifestanti, non si sono mosse a difesa del campo. Da qui l&#8217;occupazione e le accuse, a loro rivolte, da Sanalla. Una circostanza comunque da verificare, anche se quanto accaduto dopo e le testimonianze arrivate via social dal Fezzan, sembrerebbero confermare questa versione. A fermare il campo sarebbero quindi i membri de &#8220;La rabbia del Fezzan&#8221; e questo sta avendo conseguenze politiche in tutto il paese.</p>

<p><strong>L’Italia non può prescindere dalla Libia. E noi vogliamo tornare sul campo per raccontarvi la nostra sfida. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/">Scopri come sostenerci</a></strong></p>
<p>Le proteste in tutta la Libia </p>
<p>L&#8217;occupazione del campo ha già portato ad un effetto mediatico di non poco conto. Lo stop all&#8217;estrazione del greggio ad El Sharara infatti, determina in questi giorni reazioni da ogni sponda, sia politica che sociale. Sotto un profilo meramente politico, da Tripoli si registra la netta contrarietà all&#8217;azione da parte del vice di Al Sarraj, <strong>Ahmed Maitig</strong>. Quest&#8217;ultimo definisce gli occupanti del campo di El Sharara come &#8220;anti patrioti&#8221;. Da Bengasi e Tobruk invece, si registrano altre considerazioni. Diversi deputati della Camera dei Rappresentanti infatti, prendono le difese dei giovani del Fezzan invitando anzi le autorità competenti ad adoperarsi per porre in essere misure significative volte a migliorare la condizione della popolazione. Tra questi, il deputato <strong>Ali Al Saidi</strong>, eletto proprio nel Fezzan, giudica le azioni dei giovani della regione &#8220;pacifiche&#8221; e vocate alla rivendicazione di migliori condizioni di vita. Anche altri membri della camera di Tobruk promettono un immediato maggiore interesse verso il Fezzan.</p>

<p><strong>Ma è soprattutto sotto il profilo mediatico che la protesta di El Sharara sembra sortire importanti effetti</strong>. Nella giornata di venerdì infatti, dopo le preghiere, in varie parti della Libia si è scesi in strada per manifestare solidarietà al gruppo del Fezzan. Da <strong>Ghat</strong> a <strong>Sebha</strong>, nel su del paese, fino ad <strong>Ubari</strong>, così come a <strong>Bengasi</strong>, <strong>Tripoli</strong> e <strong>Misurata</strong>. Centinaia di libici hanno voluto mostrare la propria vicinanza alla protesta, così come anche una solidarietà dettata da comuni sentimenti di stanchezza di fronte al persistere dello stallo politico ed economico in cui versa la Libia. Una solidarietà trasversale dunque, che supera interessi e divisioni tribali ed etniche, oltre che lontananze culturali e geografiche. Non certo un qualcosa di usuale per un paese che nemmeno 42 anni di regno di Gheddafi è riuscito a trasformare in nazione. Qui dove frammentazione e scioglimento di ogni autorità contraddistinguono il panorama socio &#8211; politico da sette anni, un primo ritrovato senso di identità e solidarietà comune è una notizia di non poco conto. Soprattutto in vista delle prossime delicate tappe del processo di riconciliazione nazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-esplode-la-rabbia-nel-sud-del-paese.html">Libia, ora esplode la rabbia:  si infiamma il sud del Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, è allarme nel Fezzan:  &#8220;Acqua inquinata e infezioni&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/le-grida-d-aiuto-che-arrivano-dal-fezzan-scuotono-la-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 09:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Al Awinat è un piccolo centro del sud della Libia, a circa due ore d&#8217;auto da Ghat. Si trova dunque nel cuore del Fezzan, la regione meridionale del Paese: da queste parti sono le dune del deserto a caratterizzare il paesaggio, il Sahara è elemento principale e caratteristico non solo della geografia ma anche delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-grida-d-aiuto-che-arrivano-dal-fezzan-scuotono-la-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-grida-d-aiuto-che-arrivano-dal-fezzan-scuotono-la-libia.html">Libia, è allarme nel Fezzan:  &#8220;Acqua inquinata e infezioni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_4297123-1-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Al Awinat è un piccolo centro del sud della Libia, a circa due ore d&#8217;auto da Ghat. Si trova dunque nel cuore del <strong>Fezzan</strong>, la regione meridionale del Paese: da queste parti sono le dune del deserto a caratterizzare il paesaggio, il Sahara è elemento principale e caratteristico non solo della geografia ma anche delle stessi vite degli abitanti di questo grande e suggestivo territorio. Proprio da qui però, nei giorni scorsi, sono arrivati alcuni importanti allarmi di natura umanitaria. L&#8217;<strong>acqua</strong> risulta inquinata e contaminata, molti cittadini non hanno un semplice accesso al bene primario e fondamentale per eccellenza. Per di più nella vicina Ghat, sempre nei giorni scorsi, sono stati registrati casi di pericolosi disturbi riconducibili ad <strong>infezioni allo stomaco</strong> o a malnutrizione. Due storie distinte forse, ma che testimoniano come nel Fezzan occorra fare presto per evitare vere e proprie crisi umanitarie. </p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>&#8220;Serve l&#8217;aiuto di tutti&#8221; </p>
<p>&#8220;I pediatri della zona hanno riscontrato nei bambini evidenze della mancanza di minerali solitamente presenti nell&#8217;acqua potabile, come problemi alle gengive o la dimensione del cranio che non è ben formata rispetto alle dimensioni del corpo&#8221;. A sottolineare questo grave aspetto è <strong>Mansour Khawad</strong>, uno dei fondatori dell&#8217;organizzazione &#8220;Al-Awinat for development&#8221;. Lui, insieme a dei volontari di questa regione della Libia, nei mesi scorsi si è battuto per fornire acqua potabile agli abitanti della sua municipalità ed è attualmente impegnato nell&#8217;assistenza ad una popolazione sempre più martoriata. Khawad ci tiene a far arrivare anche al di fuori della Libia il grido d&#8217;allarme che proviene da queste terre che da sette anni, probabilmente, hanno patito più del resto del paese il caos generato dalla fine di Gheddafi. Via messaggi fa recapitare anche dei video e delle foto che ben esprimono la drammaticità della situazione nella sua Al Awinat: l&#8217;acqua sembra assumere una colorazione giallastra mentre esce da alcuni rubinetti della cittadina, nessuno si avvicinerebbe per berla. </p>
<p>&#8220;Per poterla bere in tanti nei mesi scorsi hanno utilizzato metodi molto antichi per purificarla &#8211; sottolinea Khawad &#8211; i quali consistono nel riempire dei barili e lasciare l&#8217;acqua riposare fino a quando i residui non si depositano nel fondo e la colorazione torna chiara. Ma sono metodi inefficaci&#8221;. Grazie ad alcune donazioni, l&#8217;organizzazione Al Awinat for development ha potuto acquistare ed installare nella cittadina un moderno piccolo depuratore, in grado di produrre 32mila litri di acqua pulita al giorno. &#8220;Tutto grazie a donazioni private &#8211; ci tiene a sottolineare Khawad &#8211; Non c&#8217;è stato alcun aiuto da parte delle autorità&#8221;. A dire il vero la sensazione è che da queste parti le autorità non esistano proprio: se già a Tripoli la situazione è poco chiara,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tripoli-oramai-precipita-nel-caos/"> tra milizie e gruppi che si contendono parti di territorio</a>, nel Fezzan sotto questo profilo la situazione appare ancora più grave. Ed ovviamente a piangerne, in primo luogo, è la popolazione. Si fatica a trovare acqua pulita, al pari di come si fatica ad avere servizi di prima necessità: cibo, medicine, persino l&#8217;erogazione di energia non è garantita regolarmente. E la vita diventa dunque terribilmente difficile. </p>
<p>Anche per riaprire almeno parzialmente il locale presidio sanitario è stato necessario il lavoro di alcuni volontari. <a href="https://www.facebook.com/mansour.khawad/videos/1923772037656771/">Khawad mostra infatti un video </a>dove, nel mese di aprile, alcuni membri della sua organizzazione hanno trovato la struttura ospedaliera di Al Awinat completamente abbandonata. Mentre scorrono le immagini di scatole di medicinali accatastate, di vecchi registri impolverati e di locali lasciati per anni nel degrado, il volontario di Al Awinat for development ci spiega che grazie all&#8217;aiuto di alcuni cittadini ad aprile si è iniziato a pulire lo stabile ed a renderlo nuovamente operativo: &#8220;Proprio in quei giorni &#8211; specifica Khawad &#8211; I pediatri ci hanno informato del problema dell&#8217;acqua&#8221;. Le cause dell&#8217;inquinamento sono varie, la soluzione risiederebbe nel finanziamento di una grande opera di rifacimento della rete idrica ma lo stallo politico impedisce l&#8217;avvio dei lavori. Come detto ad inizio articolo, anche nella vicina Ghat risultano esserci gravi problemi: &#8220;La diarrea ha ucciso almeno due bambini &#8211; <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://specialelibia.it/2018/11/21/ghat-general-hospital-200-casi-di-diarrea-morti-2-bambini/">si legge in un articolo di Vanessa Tomassini su <em>SpecialeLibia</em></a> &#8211; Il Ghat General Hospital ha registrato più di 200 casi a metà novembre&#8221;. Al 26 di novembre l&#8217;aggiornamento parla di 460 casi di diarrea e vomito, un centinaio almeno i bambini coinvolti. </p>
<p>Anche l&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme sul Fezzan </p>
<p>I casi sopra raccontati denotano una situazione al limite del collasso. Ghat ed Al Awinat si trovano nella parte più estrema della Libia, ma è l&#8217;intera regione meridionale del paese ad attraversare uno stallo pericoloso sia sotto il profilo politico che soprattutto umanitario. Da sette anni a questa parte il Fezzan è diventato terreno di scontro per molte tribù: dagli <strong>Awlad Suleiman</strong> ai <strong>Qadhadhfa</strong>, a cui appartiene la famiglia di Muammar Gheddafi, fino a quelle dei <strong>Tebu</strong>, popolazione di origine etiope, ed ai <strong>Tuareg</strong>. Del resto il rovesciamento del governo del rais nel 2011 ha dato contribuito, tra le altre cose, a dare vita in questa regione a numerosi traffici illeciti. Il contrabbando sempre più florido abbraccia di tutto: <strong>armi, droga e purtroppo anche esseri umani</strong>. La carovana di migranti provenienti dal Sahel e che transitano dal Niger, ha nel Fezzan la porte d&#8217;ingresso in Libia. Proprio per contendersi gli affari del contrabbando, approfittando della fase di stallo che vivono Tripoli e l&#8217;intero paese, da queste parti si sono infiltrate numerose organizzazioni criminali straniere. A partire dai <strong>mercenari che provengono dal Ciad</strong>, che nei mesi scorsi hanno anche effettuato incursioni nei pressi di <strong>Sebha</strong>, la città più grande del Fezzan. Ma qui la popolazione è costretta a vivere con lo spauracchio anche di criminali provenienti dal Sudan, dalla Nigeria e da altri paesi africani. </p>
<p>La Libia è fondamentale per la nostra sicurezza. Aiutaci a tornare sul campo. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/">Scopri come farlo</a></p>

<p>Una terra di conquista, da cui però emergono forti le grida che testimoniano sia rabbia che voglia di riscatto e normalità. <strong>Stephanie Williams</strong>, vice rappresentante della missione Onu in Libia, nei giorni scorsi ha lanciato l&#8217;allarme: &#8220;La situazione del Fezzan rischia di destabilizzare ulteriormente l&#8217;intero paese. La mancanza di sicurezza e l’inaccessibilità ai servizi di base in una regione così ricca di risorse sono elementi di destabilizzazione&#8221;, <a href="https://www.libyaobserver.ly/inbrief/unsmil-briefs-foreign-embassies-dire-situation-libyas-south">ha tuonato nel corso di un incontro con alcuni ambasciatori</a>. Occorre dunque fare presto perchè, tra le dune di un deserto che custodisce gelosamente le tradizioni e le vite di queste popolazioni, la situazione potrebbe degenerare. Parlando con Mansour Khawad, si ha come l&#8217;impressione che nessuno da queste parti né pretenda e né si aspetti la manna dall&#8217;esterno: quel che si chiede è forse soltanto un po&#8217; di normalità, sia politica che sociale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-grida-d-aiuto-che-arrivano-dal-fezzan-scuotono-la-libia.html">Libia, è allarme nel Fezzan:  &#8220;Acqua inquinata e infezioni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Haftar punta al sud della Libia. L&#8217;Italia resta con il cerino in mano?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haftar-potrebbe-prendersi-anche-il-sud-della-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2400" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p>
<p>Il sud della Libia vive una situazione sempre più difficile. Non solo la crisi umanitaria, dovuta alla mancanza di beni di prima necessità, ma anche gravi problemi di sicurezza con le continue incursioni di bande e gruppi stranieri che approfittano dal caos che vive il paese africano. Un contesto drammatico, sottolineato nelle settimane passate sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-potrebbe-prendersi-anche-il-sud-della-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-potrebbe-prendersi-anche-il-sud-della-libia.html">Haftar punta al sud della Libia. L&#8217;Italia resta con il cerino in mano?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2400" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7822307-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p><p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-i-francesi-dietro-le-tensioni-esplose-nel-fezzan/">Il sud della Libia vive una situazione sempre più difficile</a>. Non solo la crisi umanitaria, dovuta alla mancanza di beni di prima necessità, ma anche <strong>gravi problemi di sicurezza</strong> con le continue incursioni di bande e gruppi stranieri che approfittano dal caos che vive il paese africano. Un contesto drammatico, sottolineato nelle settimane passate sia da membri della tribù dei <strong>Tebu</strong> che dai <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-adesso-i-tuareg-chiedono-aiuto-all-italia/">Tuareg</a>, due delle principali componenti etniche della regione. In questo mese di ottobre la situazione sembra peggiorare. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.agenzianova.com/primopiano/9/libia-parlamento-tobruk-chiede-alle-forze-di-haftar-di-intervenire-nel-sud">Nei giorni scorsi si è avuta notizia della morte di diversi combattenti Tebu</a>, i quali sono stati attaccati da mercenari provenienti dal Ciad che provano ad installarsi nel Fezzan per controllare i tanti traffici illeciti che avvengono in questa regione. Droga, armi ed ovviamente purtroppo anche esseri umani, tra le dune del sud della Libia le carovane portano ogni genere di commercio illegale. Adesso, dalla Cirenaica, il parlamento di Tobruck chiede ad Haftar di ristabilire la normalità.</p>
<h2>Il perché del caos nel sud della Libia</h2>
<p>Il Fezzan è una regione desertica, posta nei porosi e delicati confini con Algeria, Niger e Ciad. Da qui passano le carovane lungo il deserto, il Sahara rende da queste parti i confini come mere righe lungo la carta geografica e nulla più. Accade già con Gheddafi e con una Libia stabile ed unitaria, da quando il rais è stato ucciso la situazione ovviamente peggiora anno dopo anno. Il sud del paese, oltre ad avere un territorio impervio e difficile da controllare anche in tempo di pace, ha una popolazione fortemente eterogenea. <strong>Non solo divisioni tra tribù arabe</strong>, ma anche la presenza di altre etnie: i sopracitati Tebu sono di origine etiope, i Tuareg sono berberi, poi vi sono tribù arabe importanti quali gli <strong>Awlad Suleiman</strong> ed i <strong>Qadhadhfa</strong>, a cui appartiene la famiglia del rais.</p>

<p>Ma a causare il caos non sono soltanto le tensioni generate con la fine di Gheddafi tra le tribù locali. È vero, da un lato, che proprio gli scontri tra le fazioni stabilmente stanziate nel Fezzan sono all&#8217;origine delle prime battaglie post 2011. Ad esempio nel 2015 a Sebha, città principale del sud della Libia, scoppia la cosiddetta &#8220;<strong>guerra della scimmia</strong>&#8220;. A generarla l&#8217;aggressione, da parte di una scimmia scappata dalla bancherella di un negoziante Qadhadhfa, contro una ragazza della tribù degli Awlad Suleiman. Incomprensioni, tensioni e malintesi sfociati poi in un conflitto di diverse settimane che sul campo lascia centinaia di vittime. Ma il peggio non si esaurisce in quegli anni.</p>
<p>Anzi, l&#8217;instabilità a Tripoli da un lato e, soprattutto, le incursioni da sud dall&#8217;altro generano ancora più destabilizzazione. Come affermato da un leader Tebu nei giorni scorsi, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/nuovi-scontri-ed-ancora-caos-a-tripoli/">quanto accade nella capitale libica ha conseguenze anche nel Fezzan</a>. Questo perchè da Tripoli arrivano gran parte dei generi di prima necessità, così come nella più importante città libica ha sede (quando è in funzione) l&#8217;aeroporto internazionale al momento più vicino a Sebha. <strong>Ma il punto è anche politico</strong>: ogni fazione del Fezzan ha agganci con gruppi tripolini, gli scontri ed i cambiamenti dei rapporti di forza a Tripoli incidono anche nelle dinamiche nel sud della Libia. Ma attualmente, come detto ad inizio articolo, a preoccupare sono le incursioni di milizie straniere. <strong>Non solo mercenari del Ciad, ma anche gruppi provenienti dal Sudan e dal Niger</strong>. In alcuni casi si tratta di fazioni &#8220;isolate&#8221; con l&#8217;intento di controllare parte dei fiorenti mercati illeciti della regione, in altri invece si tratta anche di gruppi jihadisti provenienti dall&#8217;Africa sub Sahariana. Un problema importante per la sicurezza: si registrano da mesi rapimenti, sparizioni, uccisioni ed anche saccheggi. Una situazione che, giorno dopo giorno, appare sempre più fuori controllo.</p>

<h2>Una nuova occasione per Haftar</h2>
<p style="text-align: left;">Come detto, Tobruck lancia sul piano politico la vicenda del Fezzan. Come si legge su <em><a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/9/libia-parlamento-tobruk-chiede-alle-forze-di-haftar-di-intervenire-nel-sud">AgenziaNova</a></em>, il parlamento che governa la Cirenaica con l&#8217;aiuto del braccio armato costituito dalle forze di Haftar, si rivolge al generale libico: &#8220;Venga ripulito il sud dalle bande di criminali&#8221; è l&#8217;esplicita richiesta uscita dal potere legislativo del governo non riconosciuto dall&#8217;Onu. <strong>Ed Haftar si starebbe muovendo proprio verso il Fezzan</strong>, dove già comunque il suo esercito ha alcuni presidi ed alcune brigate stanziate nei dintorni di Sebha. Per l&#8217;uomo forte della Cirenaica potrebbe essere l&#8217;occasione giusta per allargare la sua sfera d&#8217;influenza: dopo l&#8217;est della Libia, arriverebbe anche il sud. Il tutto alla vigilia del vertice di Palermo e nel periodo in cui le principali potenze della regione sembrano voler mettere maggiormente mano al dossier libico.</p>
<p>Haftar ha già provato in passato a prendere il Fezzan, ma i tempi forse non erano quelli maturi. Adesso, con un caos generalizzato ed una situazione umanitaria decisamente sul lastrico, la situazione potrebbe essere diversa. Haftar infatti si starebbe muovendo in questi giorni per stringere accordi con tribù locali, creare delle forze a lui fedeli con l&#8217;inserimento delle varie fazioni che agiscono in questa regione, in tal modo si garantirebbe quel sostegno di cui ha bisogno per far muovere le proprie truppe. Agli occhi della popolazione del sud e delle tribù del Fezzan, Haftar potrebbe essere l&#8217;unico in grado di riportare ordine. Del resto il suo &#8220;biglietto da visita&#8221; comprende le vittorie militari contro gli islamisti nelle principali città della Cirenaica.</p>
<p>E lo stesso Haftar appare molto attivo in questi giorni a livello diplomatico.<strong> Il generale si è recato infatti per ben due volte in meno di un mese a N&#8217;djamena</strong>, capitale del Ciad. Come detto, proprio dal Ciad arrivano i mercenari e ribelli più pericolosi per la sicurezza del Fezzan. Non si esclude quindi che Haftar potrebbe aver interloquito con il governo locale proprio con riferimento a quanto avviene nel sud della Libia. E, in tutto questo, c&#8217;è un dettaglio di non poco conto: <strong>il governo del Ciad è molto vicino a Parigi</strong>. L&#8217;asse tra Haftar ed il Ciad, messo in relazione con il caos nel Fezzan, potrebbe fare comodo all&#8217;Eliseo che proprio nel sud della Libia si gioca molte carte nella partita con l&#8217;Italia.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-potrebbe-prendersi-anche-il-sud-della-libia.html">Haftar punta al sud della Libia. L&#8217;Italia resta con il cerino in mano?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, adesso i Tuareg chiedono aiuto all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-adesso-i-tuareg-chiedono-aiuto-all-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2018 06:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fezzan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Pur se fuori dai riflettori dei media internazionali, al contrario di Tripoli e della Cirenaica, il Fezzan è una parte importante della Libia e la situazione appare sempre più grave. Nel sud del paese, tra dune che da secoli segnano le carovane del deserto ed oasi disperse verso i confini con Niger ed Algeria, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-adesso-i-tuareg-chiedono-aiuto-all-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-adesso-i-tuareg-chiedono-aiuto-all-italia.html">Libia, adesso i Tuareg chiedono aiuto all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_4297199-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Pur se fuori dai riflettori dei media internazionali, al contrario di Tripoli e della Cirenaica, il <strong>Fezzan</strong> è una parte importante della Libia e la situazione appare sempre più grave. Nel sud del paese, tra dune che da secoli segnano le carovane del deserto ed oasi disperse verso i confini con Niger ed Algeria, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-i-francesi-dietro-le-tensioni-esplose-nel-fezzan/">il contesto è forse più drammatico che in Tripolitania</a>. Qui manca tutto, lo hanno più volte segnalato i principali attori della zona. Dal sindaco di Sebha, città più importante della regione, ai leader Tebu, in tanti sottolineano le drammatiche condizioni umanitarie e di sicurezza del Fezzan. A lanciare un nuovo grido d&#8217;allarme nei giorni scorsi è il leader dei Tuareg. Si tratta di <strong>Moulay Kamidi</strong> il quale, in un&#8217;intervista rilasciata ad <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5bab89b6d5bd97.17965320/2083732/2018-09-25/libia-nuovo-leader-tuareg-a-nova-situazione-nel-sud-e-molto-grave-l-italia-ci-aiuti/linked">AgenziaNova</a></em>, rilancia richiede d&#8217;aiuto dirette in alcuni casi anche verso l&#8217;Italia. </p>
<p>Chi sono i Tuareg</p>
<p>Popolo berbero, in gran parte nomade, risulta molto legato al deserto ed alle sue tradizioni. I Tuareg vivono in Libia, ma anche nel confinante <strong>Niger</strong> e nel <strong>Mali</strong>. Proprio in questo paese alcuni gruppi legati ai Tuareg hanno dichiarato l&#8217;indipendenza da Bamako proclamando la nascita dello Stato tuareg dell&#8217;Azawad, poi crollato sotto i colpi dei gruppi jihadisti della zona e successivamente ripreso (ma con fatica) dalle autorità maliane. <strong>I Tuareg in Libia hanno un ruolo importante</strong>: stanziati in gran parte nel sud del paese, il loro apporto alla sicurezza del paese può essere importante, in quanto potrebbero controllare i traffici illeciti provenienti dall&#8217;Africa sub sahariana. </p>

<p>Non a caso alcuni loro rappresentanti a Roma, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2017/04/02/esteri/libia-le-trib-del-sud-siglano-la-pace-e-si-impegnano-a-bloccare-i-migranti-qzNs23DGe0OSdJi7G285FK/pagina.html">nel marzo del 2017</a>, hanno siglato su proposta dell&#8217;allora ministro dell&#8217;interno Marco Minniti un accordo con altre tribù ed altri gruppi del Fezzan. Tra questi i <strong>Tebu</strong>, popolazione anch&#8217;essa in gran parte nomade stanziata nel sud della Libia. Di origine etiope, spesso i Tebu sono entrati in passato in contrasto con i Tuareg e la situazione è ovviamente peggiorata dopo la caduta di Gheddafi. Altre tribù della zona sono gli <strong>Awlad Suleiman</strong> ed i <strong>Qadhadhfa</strong>, di origine araba con quest&#8217;ultimi importanti anche per essere la tribù originaria di Muhammar Gheddafi. </p>
<p>I Tuareg rivendicano un posto di primo piano nella gestione della sicurezza del Fezzan e del sud della Libia ma, al tempo stesso, con il loro leader sottolineano a gran voce l&#8217;importanza di intervenire al più presto nella regione. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tripoli-oramai-precipita-nel-caos/">Gli scontri di Tripoli</a> incidono anche da queste parti e non fanno che creare maggiore preoccupazione, anche sul fronte della sicurezza. “La situazione della sicurezza nel sud, oltre alla situazione presso i confini con i paesi africani vicini, è molto negativa da tutti i punti di vista&#8221;, dichiara proprio Moulay Kamidi. Il leader Tuareg poi prosegue: &#8220;Sappiamo che le tensioni nel sud e in particolare a Sebha sono causate<strong> dall&#8217;infiltrazione di gruppi armati ciadiani e sudanesi</strong> che vengono dall&#8217;estero e che hanno preso il controllo di alcune regioni e strade per compiere rapine, rapimenti, traffici illeciti e omicidi sfruttando la mancanza di sicurezza”. Tra questi traffici illeciti, pur se non menzionato, vi è anche quello di esseri umani e dunque subentra anche<strong> il problema dell&#8217;immigrazione.</strong></p>
<p>La richiesta all&#8217;Italia</p>
<p>Kamidi, nel corso del suo colloquio con AgenziaNova, fa riferimento al contesto internazionale che ruota attorno alla regione del Fezzan: &#8220;Sappiamo che ogni paese fa i suoi interessi in Libia, specialmente nel sud. Abbiamo rapporti con la Francia e con qualsiasi altro paese o organizzazione che voglia dare sostegno alle nostre richieste. Siamo al corrente della rivalità tra paesi stranieri nel sud della Libia&#8221;. Non è dunque un mistero per i Tuareg che esiste un braccio di ferro tra paesi stranieri, in primis tra Roma e Parigi. Ma è all&#8217;Italia che Kamidi avanza specifiche richieste. “Abbiamo discusso con il governo italiano &#8211; dichiara infatti Kamidi &#8211; della creazione di un presidio militare nel sud della Libia, ma al momento non ci sono le condizioni per farlo. La situazione umanitaria e di sicurezza è molto grave e non possiamo accettare una presenza senza cambiare questa situazione. Aspettiamo la posizione del nuovo governo di Roma su questo argomento”. </p>
<p>Dunque viene in primo luogo confermata l&#8217;ipotesi di una missione italiana nel sud del paese, di cui si è parlato anche nelle settimane passate, ma che è rimasta inattuata per via sia delle condizioni di sicurezza che dell&#8217;opposizione di alcuni gruppi locali. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-i-francesi-dietro-le-tensioni-esplose-nel-fezzan/">Una ricostruzione dei fatti che coincide a quella fatta nei giorni scorsi da un leader dei Tebu,</a> il quale ha parlato esplicitamente di gruppi francesi presenti in Niger e nel Fezzan che ostacolano accordi presi tra il 2017 ed il 2018 con gli italiani. Ma Kamidi, nel suo discorso, si spinge oltre e, come detto, ha specifiche richieste per Roma: &#8220;Noi chiediamo al governo italiano e all’Unione europea di offrire un sostegno maggiore tramite l’invio di aiuti umanitari urgenti al sud e in special modo nelle città dove sono presenti i Tuareg&#8221;, è la posizione del leader Tuareg.</p>
<p>&#8220;Senza aiuti e sviluppo nel sud &#8211; prosegue Kamidi &#8211; non è possibile alcuna collaborazione con i paesi esteri. Nel caso in cui il governo italiano dovesse riprendere a sostenere in modo sincero queste città, allora potremmo accettare la collaborazione con loro”. <strong>Aiuti (e soldi) in cambio della collaborazione</strong>: di fatto Kamidi apre alla possibilità che i Tuareg riprendano gli accordi di Roma del marzo 2017, al momento inattuati, e diano una mano per ristabilire sicurezza, ma l&#8217;Italia dovrebbe nuovamente tornare in campo quanto prima. La sicurezza nel sud della Libia è un fattore di importante interesse nazionale: qui ci sono molti stabilimenti dell&#8217;Eni, così come da qui passano gran parte dei migranti che si riversano poi sulle nostre coste. Riprendere i fili intricati del mosaico del Fezzan è quindi essenziale: Tuareg, Tebu e le altri tribù della zona sono ago della bilancia per capire l&#8217;esito della partita libica.</p>

<p>Se continueranno a scontrarsi la situazione non è destinata a migliorare, con grave danno per l&#8217;Italia. Diversamente, se il sud della Libia torna ad essere in un contesto di equilibrio allora il primo beneficiario sarà proprio il nostro paese. Intanto migliaia di persone sono senza elettricità ed isolate dal resto del paese: un altro simbolo ed un altro emblema di cosa è oggi la Libia e cosa comportano le beghe interne ed internazionali sulla pelle dei cittadini. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-adesso-i-tuareg-chiedono-aiuto-all-italia.html">Libia, adesso i Tuareg chiedono aiuto all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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