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	<title>Elezioni in Siria Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni in Siria Archives - InsideOver</title>
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		<title>Siria, cosa ci dicono le elezioni sulle nuove alleanze a Damasco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-cosa-ci-dicono-le-elezioni-sulle-nuove-alleanze-a-damasco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 09:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="656" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-1024x448.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-768x336.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 19 luglio si sono tenute nel 70% della Siria le elezioni parlamentari. L’ultima tornata elettorale risale al 2016, ma al tempo il Governo del presidente Bashar al Assad non aveva ancora ripreso il controllo di aree come Goutha, Hama, Deraa o Aleppo. Essere riusciti ad allestire i seggi nella maggior parte del territorio siriano, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-cosa-ci-dicono-le-elezioni-sulle-nuove-alleanze-a-damasco.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-cosa-ci-dicono-le-elezioni-sulle-nuove-alleanze-a-damasco.html">Siria, cosa ci dicono le elezioni sulle nuove alleanze a Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="656" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-1024x448.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-768x336.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 19 luglio si sono tenute nel 70% della Siria le elezioni parlamentari. L’ultima tornata elettorale risale al 2016, ma al tempo il Governo del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bashar al Assad</a> non aveva ancora ripreso il controllo di aree come Goutha, Hama, Deraa o Aleppo. Essere riusciti ad allestire i seggi nella maggior parte del territorio siriano, comprese alcune province della regione di Idlib o del nord-est a maggioranza <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-curdi-e-che-cosa-vogliono.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">curda</a>, è stato per Damasco un risultato importante, ancor più di quello delle stesse urne. Anche questa volta, tuttavia, non sono mancate le accuse di brogli, ma a protestare contro i risultati sono stati anche personaggi solitamente vicini ad Assad. E questo è un dettaglio importante.</p>
<h2>Il cambio di alleanze</h2>
<p>L’esito delle consultazioni parlamentari ha sancito come previsto la vittoria delle forze fedeli al presidente Assad: il suo partito, il Baath, ha conquistato 166 seggi mentre la Coalizione a lui vicina è arrivata ad un totale di 177 seggi. A diminuire rispetto alle tornate precedenti è stato invece il numero dei parlamentari indipendenti, che nel 2016 erano riusciti ad occupare 50 posti nel Parlamento. Le elezioni e lo spoglio dei voti hanno come sempre portato con sé voci di corruzione e frode dirette contro il Governo di Damasco e gli organi elettorali, accusati di aver modificato i reali risultati e di aver fornito dati gonfiati anche sull’affluenza alle urne. Ma a sorprendere sono state le <a href="https://www.middleeasteye.net/news/syria-sham-elections-reveal-shifting-loyalties-parliament" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proteste</a> giunte tramite social da alcuni personaggi dell’<strong>élite siriana</strong> solitamente vicini al presidente Assad e che si sono trovati improvvisamente privati del loro potere politico. I casi più emblematici sono quelli di Sendos Mawardi e di Fares Shehabi. La prima, come riportato dal <em>Washington Post</em>, in una serie di messaggi pubblicati su Facebook ha denunciato la cancellazione del suo nome della lista elettorale a poche ore dall’apertura delle urne e ha chiesto che venisse creata una commissione investigativa per vagliare il risultato delle elezioni. “Alcuni candidati sono entrati in Parlamento pagando milioni”, è il testo di uno dei messaggi social di Mawardi.</p>
<p>Ancora più emblematico è però il caso di <strong>Fares Shehabi</strong>, noto imprenditore di Aleppo, che sempre tramite Facebook ha denunciato di essere stato estromesso dalla corsa elettorale. “Il messaggio è chiaro”, ha scritto Shehabi, “cieca obbedienza al crescente sistema di corruzione o esclusione e punizioni”. Il suo posto all’interno del Parlamento e del circolo più vicino al presidente sarebbe stato dato a Hussam al-Qaterji, imprenditore arricchitosi durante la guerra e finito nel mirino delle sanzioni imposte dall’Ue. La fine politica di Mawardi e Shehabi dimostra come l’élite imprenditoriale siriana classica, da sempre fedele al partito Baath e che in passato ha potuto contare sul sostegno del presidente, sia stata via via sostituita da nuovi soggetti diventati importanti durante gli anni del conflitto. A fare fortuna sono stati capi di milizie, militari e nuovi imprenditori che sono stati in grado di sostenere Damasco nonostante le sanzioni e le crescenti difficoltà economiche e che in tempo di elezioni sono stati premiati per il loro operato.</p>
<h2>La situazione in Siria</h2>
<p>Le elezioni parlamentari si sono tenute in un momento particolarmente delicato per la Siria. Il presidente Assad ha riconquistato gran parte del territorio grazie all’aiuto di Russia e Iran, ma fatica a riconquistare l’area di Idlib e non può ancora mettere le mani sul nord-est curdo in cui stazionano i soldati americani (posti a difesa dei pozzi petroliferi). A bloccare l’avvio della ricostruzione sono invece le sanzioni imposte a luglio dagli Stati Uniti e l’inflazione galoppante, che ha fatto aumentare vertiginosamente il costo della vita. A tutto ciò va poi aggiunto l’arrivo nel Paese del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a>, che è andato a colpire un sistema sanitario già fortemente danneggiato da anni di guerra. Le elezioni, come detto, sono state per Assad il simbolo di un ritorno alla normalità, ma la realtà è ben diversa da quella che il presidente sta cercando di presentare come tale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-cosa-ci-dicono-le-elezioni-sulle-nuove-alleanze-a-damasco.html">Siria, cosa ci dicono le elezioni sulle nuove alleanze a Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria al voto tra guerra ed emergenza Covid</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-al-voto-tra-guerra-ed-emergenza-covid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 09:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria virus" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Seggi regolarmente allestiti, con tanto di elettori muniti di mascherina, immagini di ultimi comizi e di manifesti elettorali che anche durante il voto appaiono ben presenti sui muri di diverse città. Si tratta dello scenario visto nelle ultime ore in Siria. Qui nella giornata di domenica si è votato per eleggere il nuovo parlamento, dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-al-voto-tra-guerra-ed-emergenza-covid.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-al-voto-tra-guerra-ed-emergenza-covid.html">La Siria al voto tra guerra ed emergenza Covid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria virus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Siria-coronavirus-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Seggi regolarmente allestiti, con tanto di elettori muniti di mascherina, immagini di ultimi comizi e di manifesti elettorali che anche durante il voto appaiono ben presenti sui muri di diverse città. Si tratta dello scenario visto nelle ultime ore in <strong>Siria</strong>. <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-07-19/siria-elezioni-parlamento-assad-favorito-9196674/">Qui nella giornata di domenica si è votato</a> per eleggere il nuovo parlamento, dopo la fine della legislatura iniziata nel 2016. Si vota ogni quattro anni ed essendo entrati già, purtroppo, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">al nono anno di conflitto</a> vuol dire che quelle di giorno 19 sono state le terze consultazioni dall&#8217;inizio della guerra. Questa volta però il significato, politico e simbolico, è ben diverso rispetto alle tornate precedenti.</p>
<h2>Le elezioni parlamentari</h2>
<p>La camera parlamentare siriana è composta da 250 membri, eletti dai vari collegi in cui è suddiviso il territorio nazionale. Alla commissione elettorale centrale sono pervenute migliaia di candidature, alla fine quelle ufficializzate sono state in tutto 1.658. La lista più importante, nonché quella indubbiamente favorita, racchiude i membri più importanti del <strong>partito Baath</strong>. Si tratta della formazione politica facente capo al presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a>, che guida il Paese da diversi anni e che per lungo tempo ha rappresentato anche l&#8217;unico partito ammesso alle consultazioni. A spiccare nei vari collegi elettorali sono anche le candidature indipendenti: nell&#8217;ultimo parlamento, 50 dei 250 deputati non appartenevano ad alcuna formazione politica, molto probabilmente il numero di indipendenti nella prossima legislatura sarà altrettanto alto.</p>
<p>Ci sono poi altre liste di altri partiti, come quello del <strong>Partito Socialista</strong>, così come del <strong>Partito Comunista</strong>, del <strong>Movimento del Voto Nazionale</strong> e di formazioni minori che sono riuscite però a candidarsi. Non sembra esserci una vera e propria opposizione politica: il Baath, secondo anche le previsioni della vigilia, dovrebbe avere in mano buona parte del prossimo parlamento, confermandosi dunque nel suo ruolo di partito guida della politica siriana.Non mancano voci di dissenso rispetto a queste elezioni: l&#8217;ex parlamentare <strong>Nasr al Hariri</strong> ad esempio, ha dichiarato di non aspettarsi nulla dalla nuova tornata elettorale e di non credere ad un reale cambiamento dello scacchiere politico attuale vicino agli Assad.</p>
<p>Intanto, in attesa di sapere esiti e percentuali relative all&#8217;affluenza, la commissione elettorale centrale ha fatto sapere di essere riuscita nell&#8217;intento di allestire 7.400 seggi in tutta la parte del Paese controllata dal governo ed in alcune province dell&#8217;est della Siria dove vi è la presenza delle <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">milizie filo curde delle Sdf. </a></p>
<h2>Cosa significano queste consultazioni</h2>
<p>Non si tratta di elezioni come tante altre. La Siria è un Paese in guerra, si combatte e si continua a morire ogni giorno per un conflitto che ancora non ha trovato una definitiva soluzione. Organizzare quindi qui una tornata elettorale fa assumere al contesto un significato molto particolare. Da un lato ci sono i detrattori di Assad che considerano il voto come una mera formalità, se non peggio. Dall&#8217;altro lato per il governo è una prova di forza: nonostante i combattimenti, la crisi economica e, non ultimo, anche l&#8217;emergenza <strong>coronavirus</strong>, poter organizzare un voto legislativo è un piccolo segno di normalità. A prescindere da ogni considerazione, le legislative di domenica hanno in ogni caso rappresentato il segno della presenza del governo in molte aree della Siria.</p>
<p>Anzi, forse il più importante significato assunto dalle elezioni è stato proprio questo: poter piazzare i seggi e la bandiera siriana in tante più province rispetto alla tornata del 2016. Per la prima volta dopo quasi un decennio si è tornato a votare nella regione della <strong>Ghouta</strong>, ad est di Damasco: qui i combattimenti sono cessati soltanto nel 2018, dopo che per anni questo territorio è rimasto in mano alle forze jihadiste. Seggi aperti anche nelle aree della provincia di <strong>Hama</strong> tornate in mano al governo, stesso scenario nella provincia meridionale di <strong>Daraa</strong>. In fila per il voto si è tornati pure ad <a href="https://it.insideover.com/guerra/quali-sono-i-gruppi-islamisti-presenti-ad-idlib.html">Idlib</a>, in quella parte della regione liberata dalla presenza dei terroristi grazie alle recenti avanzate governative. Inoltre, come sottolineato dall&#8217;agenzia <em>Sana</em>, alcuni seggi sono stati allestiti nell&#8217;est del Paese, lì dove è forte la presenza delle Sdf: ad esempio, sono potuti ritornare al voto anche i cittadini di <strong>Raqqa</strong>, quella che fino al 2017 era la capitale dello <strong>Stato Islamico</strong>. Cittadini in fila ai seggi, infine, ad Aleppo: fino a quattro anni fa, soltanto una piccola parte della seconda città siriana era in mano governativa.</p>
<h2>L&#8217;attuale situazione del conflitto</h2>
<p>Se paragonato al 2016, il contesto bellico appare diametralmente differente. Le forze di Damasco hanno guadagnato molto terreno, a partire da Aleppo per passare poi ai quartieri della capitale per anni riferimento per jihadisti e gruppi radicali. Rispetto a quattro anni fa non c&#8217;è più l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>, almeno nella sua forma para statale: il califfato, proclamato nel 2014 da <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-e.html">Abu Bakr Al Baghdadi</a>, è stato definitivamente abbattuto nel marzo del 2019. Nell&#8217;estate del 2017 le avanzate dell&#8217;esercito siriano, aiutato dalle forze russe intervenute al fianco di Assad nel 2015, avevano permesso già un drastico ridimensionamento del territorio dello Stato Islamico. L&#8217;Isis però c&#8217;è sotto forma di minaccia terroristica: nella provincia di <strong>Deir Ezzor</strong> alcune zone del deserto appaiono un comodo rifugio per quei gruppi legati al terrorismo islamista che sperano ancora di organizzare una controffensiva contro Damasco.</p>
<p>Rispetto al 2016 inoltre, non ci sono più le &#8220;sacche&#8221; in mano a gruppi integralisti e dell&#8217;opposizione: sparse anche nelle province in mano da più anni al governo, le enclavi anti Assad rappresentavano spine nel fianco per l&#8217;esercito. Oggi il territorio si presenta grossomodo uniformato lì dove Damasco ha ripreso il controllo. A mancare all&#8217;appello è ancora una parte della provincia di Idlib, capoluogo compreso. Questa zona è in mano ai gruppi vicini a <strong>Tahrir Al Sham</strong>, gruppo che fino al 2016 era noto come &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html">Fronte Al Nusra</a>&#8221; ed altro non era che la filiale siriana di <strong>Al Qaeda</strong>. Ad Idlib sono presenti anche numerose sigle, islamiste e non, finanziate e supportate dalla Turchia. E la stessa Turchia è presente con alcune guarnigioni poste all&#8217;interno della provincia di Idlib nell&#8217;ambito di accordi con Mosca che hanno sancito la nascita di &#8220;<em>de escalation zone</em>&#8220;.</p>
<p>C&#8217;è poi la questione relativa all&#8217;est del Paese: interi territori sono in mano ai filo curdi delle forze Sdf, ma dopo l&#8217;operazione<em> Primavera di Pace</em> dell&#8217;ottobre scorso da parte della Turchia, alcune zone hanno rivisto la presenza di siriani e russi, mentre gli Stati Uniti, che hanno supportato le Sdf, hanno mantenuto postazioni nelle aree petrolifere.</p>
<h2>La crisi economica</h2>
<p>Altro punto delicato dell&#8217;attuale contesto siriano è rappresentato dalle noie economiche: le misure anti Covid hanno aggravato una situazione già condizionata dalla guerra e dalle sanzioni economiche. Queste ultime stanno impedendo un reale processo di ricostruzione della Siria, anche lì dove le armi tacciono oramai da diversi anni. Più di recente, l&#8217;inflazione galoppante ed un deprezzamento molto imponente della Lira Siriana hanno significato per l&#8217;economia ulteriori problemi.</p>
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