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	<title>Caschi bianchi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2023 14:10:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Caschi bianchi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Perché gli aiuti umanitari non arrivano in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-gli-aiuti-umanitari-non-arrivano-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 14:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terremoto tra Siria e Turchia ha fatto al momento più di 20mila morti. Tutto il mondo si è mobilitato in soccorso di Ankara e Damasco promettendo aiuti umanitari e squadre di soccorso. In Siria però gli aiuti fanno molta più fatica ad arrivare. Il terremoto ha portato alla ribalta un problema con cui il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-aiuti-umanitari-non-arrivano-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il<strong> </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/forte-terremoto-turchia-e-siria-centinaia-morti-e-feriti-2113174.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>terremoto </strong>tra <strong>Siria </strong>e <strong>Turchia</strong></a> ha fatto al momento più di 20mila morti. Tutto il mondo si è mobilitato in soccorso di Ankara e Damasco promettendo <strong>aiuti umanitari</strong> e <strong>squadre di soccorso</strong>. In Siria però gli aiuti fanno molta più fatica ad arrivare. Il terremoto ha portato alla ribalta un problema con cui il Paese levantino combatte da anni: l<strong>’impossibilità degli accessi agli aiuti stranieri</strong>. </p>



<p>Le ragioni della quasi impossibilità dell’arrivo degli aiuti umanitari dipende da <strong>tre fattori </strong>ben precisi: <strong>confini bloccati</strong>, <strong>sanzioni internazionali</strong>, <strong>organizzazioni non governative</strong> internazionali in affanno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Confini bloccati</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dall’inizio della guerra civile nel 2011</a>, la Siria è stata divisa in tre parti: una controllata dal governo di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al Assad</a></strong>, un’altra dall’opposizione nel nord-ovest (zona di Idlib) e un’altra ancora dalle forze curde nel nord-est. La zona del nord-ovest conta quattro milioni di persone ed è un angolo di terra che dipende fortemente dagli aiuti. Durante tutto il corso della guerra, pochi sono stati i corridoi autorizzati e poi rispettati dal governo di Assad alle zone controllate dall&#8217;opposizione rendendo quindi gli aiuti umanitari pressoché impossibili. Ma è Putin a decidere le sorti dell&#8217;arrivo degli aiuti attraverso i varchi, ad esempio nel 2020 è stato proprio lui a imporre una chiusura di tutti i valichi di frontiera agli aiuti dell&#8217;Onu, fatta eccezione per quello di<strong> Bad al-Hawa</strong>, attraverso il voto semestrale del consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu. Ogni sei mesi infatti vi è il timore che la Russia ponga il veto sull&#8217;ultimo valico aperto, ormai considerato l&#8217;unica via percorribile per fornire gli aiuti. </p>



<p>Adesso gli aiuti internazionali previsti arriverebbero ad <strong>Adana</strong>, Turchia, per poi arrivare nella regione di Gazientep colpita dal terremoto e poi da lì raggiungerebbero le zone colpite della Siria. Le strade del valico di Bad al-Hawa sono gravemente danneggiate e l&#8217;unica strada percorribile da <strong>Gazientep</strong> al valico è attualmente inaccessibile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sanzioni internazionali </h2>



<p>Il terremoto ha colpito violentemente anche le zone controllate dal governo, in particolare <strong>Aleppo</strong>, già parzialmente distrutta dalla guerra civile e dall&#8217;assedio del 2016. Queste zone, come tutto il resto del territorio sotto il controllo del presidente Assad, sono alle prese con le <strong>sanzioni statunitensi</strong> ed <strong>europee</strong>. I governi stranieri e molte organizzazioni internazionali preferiscono non far passare gli aiuti attraverso il governo poiché si pensa che questi verrebbero sottratti dai funzionari siriani. Martedì 7 gennaio Khaled Hboubati, direttore della Mezzaluna Rossa siriana, ha chiesto la <strong>rimozione delle sanzioni</strong> per far fronte ai devastanti effetti del terremoto. Il Paese non avrebbe solo bisogno di beni di prima necessità, ma anche di macchinari pesanti, ambulanze e autopompe per continuare le operazioni di salvataggio e per rimuovere le macerie. Infatti al momento il popolo siriano sta scavando con pochissimi mezzi a disposizione e i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/caschi-bianchi-cosa-fanno-siria.html">caschi bianchi</a> chiedono un immediato aiuto internazionale. Gli <strong>Usa</strong>, fino a questa mattina, non avevano risposto all&#8217;appello del presidente Assad di revocare le sanzioni. Nelle ultime ore però una  circolare diffusa dal Dipartimento del Tesoro di Washington stabilisce un allentamento di 180 giorni delle sanzioni per permettere i soccorsi. L&#8217;Ue starebbe pianificando un pacchetto di aiuto pari a tre milioni di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Organizzazioni non governative internazionali in affanno</h2>



<p>Per anni le organizzazioni umanitarie hanno fornito assistenza alla città di Idlib e alle zone circostanti. Tuttavia, come annunciato dal <strong>World Food Program</strong> nel 2022, i pacchetti di aiuti destinati alle famiglie sono diminuiti drasticamente a causa del limite dei fondi e del moltiplicarsi delle crisi internazionali. Infatti l&#8217;attenzione si è rivolta soprattutto verso l&#8217;<strong>Ucraina</strong> che ha generato una nuova crisi umanitaria bisognosa di urgente aiuto. I precedenti sforzi umanitari in Siria sono stati comunque non all&#8217;altezza e poco più che sufficienti rispetto alla crisi reale, lasciando poco o nulla come prevenzione per emergenze di questo tipo o per calamità naturali. </p>



<p>Si sta quindi <strong>aggravando</strong> una situazione particolarmente difficoltosa nella quale le organizzazioni umanitarie cercavano da tempo di tamponare crisi e problematiche di per sé difficili quali carestie e malattie. In questo contesto l&#8217;unica organizzazione non governativa che sta riuscendo a reperire quanti più aiuti possibili è quella dei<strong> Caschi Bianchi</strong>, infatti sono già riusciti a ricevere dalla Gran Bretagna 900mila dollari e a entrare in contatto con gli Usa che si sono detti pronti a soddisfare le loro esigenze. </p>



<p><strong>Caschi Bianchi</strong> è il nome dato alla Difesa civile siriana, ovvero un&#8217;<strong>organizzazione umanitaria </strong>di protezione civile nata durante la guerra civile dall&#8217;iniziativa di un ex militare britannico<strong> James Le Mesurier</strong>. L&#8217;organizzazione ha ricevuto durante gli anni della guerra finanziamenti da Gran Bretagna e Stati Uniti arrivando a cifre milionarie. I volontari di questa organizzazione si sono dichiarati sin da subito neutrali nel conflitto ma, malgrado questo, ha generato molta controversia il <strong>premio</strong> a loro dedicato da parte dell&#8217;organizzazione jihadista<strong> Al Nusra </strong>nel 2017. </p>
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		<item>
		<title>L&#8217;America ha congelato i fondi destinati agli Elmetti bianchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 12:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="394" height="262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg 394w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p>
<p>Alla fine la Casa Bianca avrebbe congelato i finanziamenti ai White Helmets. Ne dà notizia alla CBS il leader della Ong Raed Al-Saleh, ricordando che da diverse settimane non arrivano i soldi dagli Usa che sono i principali finanziatori del gruppo (33 milioni di dollari dal 2013). Qualche settimana fa avevamo raccontato in questo articolo dello scambio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html">L&#8217;America ha congelato i fondi destinati agli Elmetti bianchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="394" height="262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg 394w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p><p>Alla fine la Casa Bianca avrebbe congelato i finanziamenti ai White Helmets. Ne <a style="color: #0000ff;" href="https://www.cbsnews.com/news/u-s-freezes-funding-for-syrias-white-helmets/" target="_blank" rel="noopener">dà notizia alla CBS</a> il leader della Ong Raed Al-Saleh, ricordando che da diverse settimane non arrivano i soldi dagli Usa che sono i principali finanziatori del gruppo (33 milioni di dollari dal 2013).</p>
<p>Qualche settimana fa <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo/" target="_blank" rel="noopener">avevamo raccontato in questo articolo</a> dello scambio verbale avvenuto durante un incontro con la stampa, tra Heater Nauert portavoce del Dipartimento di Stato Usa, e Kylie Atwood corrispondente della CBS molto sensibile alla questione degli White Helmets, la stessa giornalista che ha intervistato Saleh.</p>
<p>La giornalista aveva chiesto ripetutamente alla funzionaria del Governo se i fondi ai White Helmets rientravano nel blocco di finanziamenti alla Siria deciso dall’Amministrazione Trump o se ne erano esenti, vista l’attività umanitaria che i Caschi Bianchi svolgevano. La Nauert, dopo qualche indecisione, aveva risposto che i finanziamenti sarebbero rimasti. Ora pare che la situazione sia diversa.</p>
<p>Saleh ha spiegato che l’Organizzazione non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da Washington. Solo due mesi fa, lui e un gruppo di dirigenti della Ong erano stati ricevuti con tutti gli onori in America <a style="color: #0000ff;" href="https://blogs.state.gov/stories/2018/03/27/en/readout-conversation-producers-last-men-aleppo" target="_blank" rel="noopener">per la presentazione al Dipartimento di Stato</a>, del film-documentario <em><a style="color: #0000ff;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Last_Men_in_Aleppo" target="_blank" rel="noopener">Last Men in Aleppo</a> </em>già candidato ai prossimi premi Oscar. Film realizzto sulla scia del<a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/oscar-ai-caschi-bianchi-tra-attori-ci-si-capisce/" target="_blank" rel="noopener"> precedente documentario prodotto da Netflix e già vincitore lo scorso anno</a>; produzioni che s’inseriscono all’interno dell’incredibile operazione propagandistica con cui Hollywood sta cercando di costruire un immaginario simbolico attorno ad <strong>un&#8217;Organizzazione che svolge un ruolo ambiguo nella guerra siriana, di appoggio e contiguità con i gruppi terroristici e con quelli jihadisti, con un’attività di “copertura umanitaria” e di collegamento tra i governi occidentali e i gruppi di Al Qaeda in funzione anti-Assad.</strong></p>
<p>Ed è proprio durante la sua visita a Washington Saleh avrebbe ricevuto la conferma che i finanziamenti all’Organizzazione sarebbero stati garantiti fino al 2020.</p>
<p></p>
<h2>Douma: un colpo alla credibilità dei White Helmets</h2>
<p>E allora cosa è successo? Perché solo 15 giorni fa il Dipartimento di Stato aveva confermato i finanziamenti riconoscendo gratitudine per il <em>“grande lavoro che i White Helmets stanno facendo per il Governo degli Stati Uniti?”</em>.</p>
<p>Di sicuro la scelta Usa viene dopo che è emersa la storia della <a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=yaZRZo9FGQI" target="_blank" rel="noopener">manipolazione del video</a> sul presunto bombardamento chimico a Douma, <a style="color: #0000ff;" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/17/douma-non-fu-attacco-chimico-parola-di-robert-fisk/" target="_blank" rel="noopener">realizzata proprio dai White Helmets presenti nella città </a>ancora occupata dai ribelli di Al Qaeda.</p>
<p>Secondo la testimonianza dello staff medico dell’ospedale di Douma e di alcuni testimoni civili tra cui Hassan Diab il bimbo undicenne protagonista del video (<a style="color: #0000ff;" href="http://www.abc.net.au/news/2018-04-27/russia-presents-alleged-syrian-witnesses-to-opcw/9702128" target="_blank" rel="noopener">prove presentate dalla Russia all&#8217;Aia</a>), le scene riprese sarebbero state una clamorosa montatura realizzata proprio dagli Caschi Bianchi per far credere che ci fosse stato un attacco chimico.</p>
<p>È stato quel video, ritenuto la prova dell’avvenuto crimine del regime, a legittimare l’attacco missilistico di Usa, Gran Bretagna e Francia contro la Siria, attacco che, come abbiamo spiegato, <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-loccidente-fuorilegge/" target="_blank" rel="noopener">è avvenuto fuori dal diritto internazionale</a>.</p>
<p>Il capo dei White Helmets ha dichiarato: il congelamento dei finanziamenti Usa <em>&#8220;avrà un grave impatto sulla nostra capacità di fornire la stessa intensità e qualità dei servizi che attualmente forniamo ai civili&#8221;. </em>Ma anche su questo ruolo umanitario dei Wihte Helmets sorgono sempre più dubbi e perplessità.</p>
<p></p>
<p>Un recente video realizzato da <a style="color: #0000ff;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abkhazian_Network_News_Agency" target="_blank" rel="noopener">Anna Agency</a> raccoglie testimonianze clamorose dei cittadini di Aleppo East, liberati che confermano come i White Helmets fossero solo una struttura paramedica di supporto ai ribelli jihadisti e non avrebbero quasi mai aiutato i civili.</p>
<p>https://www.youtube.com/watch?v=Qan6JmHv474&#038;feature=youtu.be</p>
<h2>Trump vs Deep State?</h2>
<p>La decisione sui White Helmets potrebbe rientrare nel braccio di ferro interno all’Amministrazione Usa tra il Presidente Trump e il Deep State.</p>
<p>Da una parte Trump punta ad un deciso disimpegno in Siria <a href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-ritiro-siria-pentagono/" target="_blank" rel="noopener">più volte ribadito anche recentemente</a>; dall’altra parte, i circoli neo-con molto attivi nel Governo e l’appartato tecno-militare spingono per un mantenimento del potere globale Usa attraverso le strategie di destabilizzazione del Medio Oriente.</p>
<p>Per i White Helmets, organizzazione creata dai servizi d’intelligence britannici, il finanziamento Usa rappresenta un terzo del finanziamento totale che essi ricevono anche da Gran Bretagna, Arabia Saudita, Unione Europea e Giappone.</p>
<p></p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank" rel="noopener">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html">L&#8217;America ha congelato i fondi destinati agli Elmetti bianchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>I Caschi bianchi in Israele:  pronta la fuga in Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-caschi-bianchi-fuga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2018 08:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con la liberazione del sud della Siria da parte dell&#8217;esercito di Damasco, anche i Caschi bianchi sono in fuga. Ottocento membri del controverso gruppo &#8220;umanitario&#8221;, noto per essere una delle braccia mediatiche della ribellione contro il governo di Bashar al Assad, sono stati fatti evacuare da Quneitra per salvarsi dall&#8217;offensiva dell&#8217;esercito. La missione di Israele La fuga &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-caschi-bianchi-fuga.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-caschi-bianchi-fuga.html">I Caschi bianchi in Israele:  pronta la fuga in Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7373527-e1532246126877-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con la liberazione del sud della <strong>Siria</strong> da parte dell&#8217;esercito di Damasco, anche i <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/caschi-bianchi-cosa-fanno-siria/">Caschi bianchi</a> sono in fuga. Ottocento membri del controverso gruppo &#8220;umanitario&#8221;, noto per essere una delle braccia mediatiche della ribellione contro il governo di <strong>Bashar al Assad</strong>, sono stati fatti evacuare da Quneitra per salvarsi dall&#8217;offensiva dell&#8217;esercito.</p>
<p>La missione di Israele</p>
<p>La fuga di caschi bianchi e famiglie <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.jpost.com/Middle-East/Israel-evacuates-hundred-of-white-helmets-in-humanitarian-effort-563100">è stata resa possibile da Israele</a>. Le autorità dello Stato ebraico sono intervenute al valico di frontiera fra la provincia di Quneitra e le Alture del Golan permettendo il transito in territorio israeliano dei ribelli in fuga. Le Israel defense forces (Idf) hanno comunicato l&#8217;operazione attraverso l&#8217;account ufficiale su Twitter dell&#8217;ufficio del portavoce. </p>
<p dir="ltr" lang="en">Following an Israeli Government directive and at the request of the United States and additional European countries, the IDF recently completed a humanitarian effort to rescue members of a Syrian civil organization and their families</p>
<p>— IDF (@IDFSpokesperson) <a href="https://twitter.com/IDFSpokesperson/status/1020874130332274688?ref_src=twsrc%5Etfw">22 luglio 2018</a></p>
<p>Con il sostegno dell&#8217;esercito israeliano, i caschi bianchi hanno poi avuto libero transito per arrivare in Giordania. Il governo di Amman  ha infatti dato il via libera ad ospitare i membri del gruppo per un periodo di tempo necessario alla loro partenza verso altre destinazioni: <strong>Germania</strong>, <strong>Gran Bretagna</strong> e <strong>Canada</strong>. Destinazioni non casuali che dimostrano come i legami fra questa organizzazione e i Paesi occidentali siano sempre stati solidi.</p>
<p>Fuga in Occidente</p>
<p>I Caschi bianchi, noti anche come Difesa civile siriana, sono da sempre supportati e finanziati dall&#8217;Occidente. Non deve dunque sorprendere che i loro Paesi di destinazione dopo la fuga siano quelli usciti dalle prime indiscrezioni.</p>
<p>Certo, sorprende la facilità e la pubblicità con cui tutto ciò avvenga. Sorprende soprattutto da parte israeliana, perché da sempre Israele attua una politica molto più &#8220;clandestina&#8221; nei confronti del sostegno ad alcuni gruppi ribelli siriani. Mentre in questo caso c&#8217;è non solo la platealità del gesto ma anche il fatto che le Idf abbiano voluto sottolineare di agire su richiesta di <strong>Stati Uniti</strong> e Paesi europei.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1109&#8243; gal_title=&#8221;IDLIB NEL CAOS&#8221;]</p>
<p></p>
<p>Evidentemente  anche questo fa parte degli accordi per la fine della guerra in Siria. Il sostegno dell&#8217;Occidente a questo gruppo, evidenziato non soltanto da numerose inchieste giornalistiche, ma anche dalle dichiarazioni da parte di alti funzionari britannici e americani, è sempre stato teso ad avere un braccio politico-mediatico all&#8217;interno della ribellione siriana. E probabilmente l&#8217;accordo con i servizi atlantici prevedeva la salvaguardia di questi elementi in caso di vittoria del governo siriano.</p>
<p>L&#8217;ora della verità</p>
<p>Chiaramente, da un punto di vista mediatico, questa fuga rappresenta una sconfitta non soltanto per i Caschi bianchi, ma anche delle stesse forze che li hanno sostenuti. I loro video e i loro interventi sono spesso stati utilizzati dai media e dai governi europei e di Oltreoceano per provare episodi tragici di cui è stata costellata la terrificante guerra siriana.</p>
<p>Adesso, tramite questa fuga, e con la possibilità di espatriare in Canada, Germania e Regno Unito, è chiaro che la posizione di questo gruppo diventa ancora più difficile. E le accuse da parte di <strong>Damasco</strong> e alleati di avere costruito una narrativa per sostenere esclusivamente i gruppi ribelli sono difficile da contestare.</p>
<p>Non a caso, gli ultimi episodi che li riguardano sono segnati da una graduale presa di distanza anche di alcuni Stati che hanno sempre considerato il loro lavoro molto utile. <strong>Donald Trump</strong> ha tagliato i fondi dell&#8217;amministrazione americana nei confronti dell&#8217;organizzazione. E la Francia, da alcuni giorni, <a href="http://www.lastampa.it/2018/07/22/esteri/israele-aiuta-il-passaggio-di-caschi-bianchi-siriani-dalla-siria-alla-giordania-Zrl4kCTXCAPeWdarq2FXGN/pagina.html">ha avviato una collaborazione con la Russia</a> per inviare aiuti umanitari nella Ghouta orientale. I Caschi bianchi rimangono adesso nell&#8217;unico spicchio di Siria in mano ai gruppi jihadisti: Idlib. Un segnale eloquente del loro legame con queste organizzazioni.</p>
<p></p>
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		<title>Chi sono i Caschi bianchi e cosa fanno in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/caschi-bianchi-cosa-fanno-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 10:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I Caschi bianchi &#8211; o Difesa civile siriana &#8211; sono un&#8217;organizzazione umanitaria nata nel 2013 su iniziativa dell&#8217;ex militare britannico James Le Mesurier, fondatore della  Ong Mayday Rescue. I caschi bianchi operano nelle zone controllate dai ribelli durante la guerra in Siria con oltre 3mila volontari e 111 centri di protezione. Questa ong sostiene di aver aver salvato oltre 80mila persone &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/caschi-bianchi-cosa-fanno-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180410103507_26139606-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I<strong> Caschi bianchi</strong> &#8211; o Difesa civile siriana &#8211; sono un&#8217;organizzazione umanitaria nata nel 2013 su iniziativa dell&#8217;ex militare britannico<strong> James Le Mesurier</strong>, fondatore della  <a href="https://www.maydayrescue.org/" target="_blank" rel="noopener">Ong Mayday Rescue</a>. I caschi bianchi operano nelle zone controllate dai ribelli durante<a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/" target="_blank" rel="noopener"> la guerra in Siria</a> con oltre 3mila volontari e 111 centri di protezione. Questa ong sostiene di aver aver salvato oltre 80mila persone dall&#8217;inizio del 2014. I Caschi bianchi sono protagonisti di due pellicole cinematografiche molto apprezzate dalla critica.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3wj4ncIEDxw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Nel settembre del 2016 <em>Netflix </em>pubblica un film-documentario dal titolo &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=3wj4ncIEDxw" target="_blank" rel="noopener">The White Helmets</a> &#8221; &#8211; poi candidato agli Oscar &#8211; del regista britannico Orlando von Einsiedel e dalla produttrice Natasegara, che vince il premio come <strong>miglior documentario</strong> agli Academy Awards dello stesso anno. Nel 2017 esce l&#8217;altro film dedicato ai Caschi bianchi, &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=zFCQwbK0kag" target="_blank" rel="noopener">Last Men in Aleppo</a>&#8220;, diretto dal regista siriano Feras Fayyad in collaborazione con il regista danese Steven Johannessen e l&#8217;Aleppo Media Center, vince il Grand Document Jury Documentary al Sundance Film Festival del 2017.</p>
<p>Ma i premi e i riconoscimenti internazionali non finiscono qui. Nel 2016, i Caschi Bianchi sono in lizza per il <strong>Premio Nobel per la Pace </strong> e ricevono il Right Livelihood Award 2016, il cosiddetto &#8220;Premio Nobel alternativo&#8221;. Nel 2017 vincono, inoltre, il Premio umanitario McCall-Pierpaoli di Refugees International.</p>
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		<title>Dagli Usa fondi per i caschi bianchi Ma ci sono ancora molti interrogativi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/trump-elmetti-bianchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 15:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2661" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato il finanziamento degli Elmetti bianchi con un fondo di circa 6,6 milioni di dollari. La portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, ha dichiarato che governo degli Stati Uniti &#8220;appoggia fortemente&#8221; i cosiddetti White helmets.  &#8220;Questi eroici soccorritori hanno uno dei posti di lavoro più pericolosi al mondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-elmetti-bianchi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2661" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/ELMETTI-BIANCHI-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato il finanziamento degli <strong>Elmetti bianchi</strong> con un fondo di circa 6,6 milioni di dollari. La portavoce del Dipartimento di Stato, <strong>Heather Nauert</strong>, ha dichiarato che governo degli Stati Uniti &#8220;appoggia fortemente&#8221; i cosiddetti <em>White helmets</em>. </p>
<p>&#8220;Questi eroici soccorritori hanno uno dei posti di lavoro più pericolosi al mondo e continuano a essere <strong>deliberatamente presi di mira dal regime siriano e dai raid aerei russi</strong>&#8220;, si legge nel comunicato. &#8220;Dal 2013, oltre 230 di questi coraggiosi volontari sono stati uccisi mentre lavoravano per salvare civili siriani innocenti&#8221;.</p>
<p>Una dichiarazione molto forte che merita di essere approfondita. Questo appoggio incondizionato dell&#8217;amministrazione americana al controverso gruppo legato ai ribelli siriani e finanziato dall&#8217;Occidente, arriva dopo che la presidenza Trump aveva deciso di congelare circa 200 milioni di dollari con cui il gruppo sopravviveva.</p>
<p></p>
<p>Sui metodi e sulle modalità d&#8217;intervento di questo gruppo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/douma-morti-foto/">ne abbiamo già parlato abbondantemente in questa testata</a>. Basti pensare all&#8217;utilizzo dei video di propaganda al solo scopo di colpire l&#8217;immagine dell&#8217;esercito siriano. Così come l&#8217;opacità di alcuni interventi su presunti attacchi mai verificati. A questo si aggiunga il credito assoluto concesso da tutto il mondo <em>mainstream </em>sulla veridicità delle loro azioni e delle loro fonti. Ma qui è opportuno notare alcuni problemi relativi proprio alla singola dichiarazione da parte statunitense.</p>
<p>E gli altri 193 milioni?</p>
<p>La portavoce del Dipartimento di Stato non fa cenno ai rimanenti 193.4 milioni di dollari rimasti bloccati dalla decisione del governo degli Stati Uniti. E questo pone già <strong>un interrogativo</strong>: se quei fondi sono stati bloccati perché Washington voleva monitorare con attenzione le attività degli elmetti bianchi, perché adesso ne sblocca solo una minima parte dichiarando di &#8220;appoggiare fortemente&#8221; la loro attività?</p>
<p></p>
<p>Se gli elmetti bianchi sono soltanto un gruppo di soccorso composto da eroici volontari, come sostenuto da Washington, non si vede il motivo di far rimanere nel limbo quei 193 milioni di dollari, visto che gli Stati Uniti hanno rappresentato per anni almeno un terzo dei finanziamento complessi del gruppo, come ricordato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cbsnews.com/news/trump-authorized-release-of-some-funds-for-white-helmets-syria-state-department-2018-06-14/"><em>Cbs news</em></a>. </p>
<p>Il mese scorso, il Dipartimento di Stato <a href="http://www.occhidellaguerra.it/lamerica-congelato-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi/">aveva annunciato</a> di aver posto fine a tutti i finanziamenti per i programmi di stabilizzazione nel nord-ovest della Siria.  Tra questi fondi, rientravano anche i 200 milioni promessi ai <em>White elmets</em> dall&#8217;allora Segretario di Stato <strong>Rex Tillerson</strong> a febbraio. Dopo poche settimane, Tillerson è stato silurato. Anche sulla Siria, come per altri dossier, le sue idee erano diverse da quelle della Casa Bianca e dei cosiddetti &#8220;falchi&#8221;.</p>
<p>Un messaggio agli alleati e ai nemici</p>
<p>Il blocco ai fondi sembrava essere un monito della presidenza Usa anche (se non soprattutto) nei confronti degli alleati della coalizione internazionale. Probabilmente, nel chiudere i rubinetti agli elmetti bianchi, c&#8217;era anche una richiesta rivolta alle <strong>monarchie del Golfo</strong> di fare di più, in termini economici, per la guerra in Siria. </p>
<p>Ma c&#8217;è anche un&#8217;altra questione molto rilevante in quella dichiarazione del Dipartimento di Stato. Nauert parla apertamente di civili innocenti uccisi dal<strong> &#8220;regime siriano&#8221;</strong> e dai raid delle forze aeree russe. Un segnale che la partita siriana, a questo punto, è ancora in una fase molto calda. L&#8217;accusa di Nauert non è soltanto è un rifiuto nei confronti del governo di Damasco, ma anche l&#8217;ennesima accusa nei confronti di Mosca di sostenere un governo che, per gli Stati Uniti, resta un regime pericoloso.</p>
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		<title>Dipartimento di Stato Usa ammette:  &#8220;Gli elmetti bianchi lavorano per noi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 11:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Stato Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Qualche giorno fa Heater Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, nel consueto briefing con la stampa ha affermato: “Riconosciamo, apprezziamo e siamo molto grati ai White Helmets per tutto il lavoro che stanno facendo per la gente del proprio paese e per conto del Governo degli Stati Uniti e delle forze della coalizione”. [Best_Wordpress_Gallery &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo.html">Dipartimento di Stato Usa ammette:  &#8220;Gli elmetti bianchi lavorano per noi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Qualche giorno fa Heater Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, <a style="color: #0000ff" href="https://www.state.gov/r/pa/prs/dpb/2018/04/280609.htm" target="_blank">nel consueto briefing con la stampa ha affermato</a>: “Riconosciamo, apprezziamo e siamo molto grati ai White Helmets per tutto il lavoro che stanno facendo per la gente del proprio paese e <strong>per conto del Governo degli Stati Uniti e delle forze della coalizione</strong>”.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;895&#8243; gal_title=&#8221;IDLIB NEL CAOS&#8221;]</p>
<p>Alla domanda della giornalista della CBS Kylie Atwood se, dopo la decisione di Trump di congelare 200 milioni di dollari di aiuti alla Siria, i finanziamenti stessero ancora affluendo nella casse dei White Helmets, la Nauert ha risposto: &#8220;Per quello che ne so è ancora tutto in gioco&#8221;<em>.</em></p>
<p>I finanziamenti alla Siria bloccati dalla Casa Bianca nel Marzo scorso, erano finalizzati ad opere infrastrutturali nelle aree liberate dalla coalizione anti-Isis guidata da Washington. Si trattava di soldi per la ricostruzione di strade, reti elettriche e idriche, edilizia pubblica (scuole e ospedali) e per le attività di sminamento.</p>
<p>La decisione è venuta dopo che il Presidente Trump aveva annunciato il disimpegno dalla Siria; in un comizio nell’Ohio <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cbsnews.com/news/president-donald-trump-freezes-200-million-in-funds-earmarked-for-syria-recovery/" target="_blank">era stato chiaro</a>: “È arrivato il momento di ricostruire il nostro di paese, di prendersi cura della nostra gente e di lottare per i nostri lavoratori americani”.</p>
<p><strong>Ma la dichiarazione della Nauert sposta l&#8217;attenzione su un&#8217;altra questione:  i Caschi Bianchi operano “per conto del Governo americano”? A che titolo? E sopratutto, quale attività svolgerebbero per gli Usa?</strong></p>
<p>Chi sono? Un breve riepilogo</p>
<p>I White Helmets sono saliti più volte alla ribalta della cronaca della guerra siriana e non solo per la loro attività umanitaria.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-sono-davvero-gli-elmetti-bianchi/" target="_blank">Fondati da un ex agente dei Servizi segreti britannici</a> e finanziati con centinaia di milioni di dollari da Usa, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Qatar (ma anche da UE e Giappone), hanno svolto un ruolo fondamentale nella propaganda anti-Assad e anti-russa; <strong>a tal punto che la loro attività umanitaria di soccorso alle vittime dei bombardamenti si è spesso confusa con l’attività di informazione per il mainstream occidentale</strong>.</p>
<p>Persino Hollywood <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/oscar-ai-caschi-bianchi-tra-attori-ci-si-capisce/" target="_blank">li ha glorificati con un premio Oscar </a>per un documentario prodotto da Netflix e realizzato solo con immagini autoprodotte e con una chiave dichiaratamente propagandistica contro Assad e la Russia (nei 40 minuti che descrivono il conflitto siriano sembra quasi che Isis e Al Qaeda non esistano).</p>
<p>Il fatto inoltre che <strong>i White Helmets operino solo nei territori sotto il controllo dei gruppi ribelli più integralisti e dei terroristi delle fazioni di Al Qaeda,</strong> ha spinto diversi giornalisti indipendenti ad indagare una controversa Organizzazione umanitaria che, secondo molti analisti, sarebbe una sorta di copertura dei gruppi jihadisti anti-Assad.</p>
<p>Questo ha fatto emergere non solo lo stretto legame, ma anche il fatto che <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2016/11/24/elmetti-bianchi-un-altro-video-che-imbarazza/" target="_blank">molti dei video dei loro salvataggi, sarebbero costruzioni manipolate o vere e proprie messe in scena ad uso del mainstream occidentale</a>.</p>
<p>Qui troverte una carrellata impressionate di immagini che testimoniano come molti dei volontari dei White Hlemets <a style="color: #0000ff" href="https://clarityofsignal.com/2017/02/27/massive-white-helmets-photo-cache-proves-hollywood-gave-oscar-to-terrorist-group/" target="_blank">siano anche militanti dei gruppi jihadisti più crudeli e spietati</a>.</p>
<p>Il caso Douma</p>
<p>Robert Fisk, il giornalista britannico entrato per primo a Douma, <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/17/douma-non-fu-attacco-chimico-parola-di-robert-fisk/" target="_blank">ha raccolto le testimonianze che affermano</a> come siano stati gli Elmetti Bianchi ad inscenare il video del presunto attacco chimico circolato su tutti i media mainstream e che ha portato Usa, Gran Bretagna e Francia ad attaccare la Siria il 14 Aprile scorso.</p>
<p>Ed in effetti sono stati loro, presenti nella città occupata dagli islamisti, a postare anche le prime immagini (che ad oggi non hanno riscontro) delle vittime del presunto attacco chimico.</p>
<p>Toccherà agli ispettori dell&#8217;Opac verificare ciò che è realmente successo a Douma.</p>
<p dir="ltr" lang="en">More families were found suffocated in their houses and shelters in <a href="https://twitter.com/hashtag/Douma?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Douma</a>. The number of victıms is increasing dramatically, and the ambulance teams and the Civil Defense volunteers continue their search and rescue operations. <a href="https://twitter.com/hashtag/Doumasuffocating?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Doumasuffocating</a> <a href="https://t.co/R2Wa3JzZWg">pic.twitter.com/R2Wa3JzZWg</a></p>
<p>— The White Helmets (@SyriaCivilDef) <a href="https://twitter.com/SyriaCivilDef/status/982750331393204225?ref_src=twsrc%5Etfw">7 aprile 2018</a></p>
<p><strong> Nel frattempo rimangono due quesiti irrisolti sulla frase forse sfuggita alla signora Nauter:</strong></p>
<p><strong>gli Stati Uniti hanno bloccato i finanziamenti per la ricostruzione della Siria ma continuano a finanziare i White Helmets?</strong><strong>Quale lavoro farebbero i White Helmets, <em>“per conto del governo degli Stati Uniti”</em>?</strong></p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo.html">Dipartimento di Stato Usa ammette:  &#8220;Gli elmetti bianchi lavorano per noi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La verità sull&#8217;attacco a Douma  che nessuno ha osato dire</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/douma-verita-attacco-chimico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 12:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco chimico]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito dell'islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Per 24 ore, Douma, a pochi chilometri da Damasco, è stata il centro del mondo. Il presunto attacco chimico del 7 aprile scorso ha determinato la reazione di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia e il bombardamento di alcune strutture governative. Di quell&#8217;attacco chimico, vero o presunto che sia, si sa ancora pochissimo. Chi è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/douma-verita-attacco-chimico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/douma-verita-attacco-chimico.html">La verità sull&#8217;attacco a Douma  che nessuno ha osato dire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Per 24 ore, <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-chimico-douma-ci-almeno-70-morti/" target="_blank">Douma</a></strong>, a pochi chilometri da Damasco, è stata il centro del mondo. Il presunto attacco chimico del 7 aprile scorso ha determinato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-gran-bretagna-e-francia-attaccano-siria-1515351.html" target="_blank">la reazione di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia</a> e il bombardamento di alcune strutture governative.</p>
<p>Di quell&#8217;attacco chimico, vero o presunto che sia, si sa ancora pochissimo. Chi è stato? E perché? Sono stati i soldati di <strong>Bashar al Assad</strong> per fiaccare la resistenza dei jihadisti dell&#8217;<strong>Esercito dell&#8217;islam</strong>? Oppure è stata una messinscena ordita dai ribelli per invocare un intervento internazionale? Ad oggi non esiste una risposta a queste domande.</p>
<p></p>
<p>Douma è però tornata nelle mani dei governativi e l&#8217;Esercito dell&#8217;islam si è trasferito al nord, a Jarabulus, al confine con la Turchia. Per gli abitanti di Damasco la caduta della Ghouta orientale ha rappresentato un punto di svolta:<a href="http://www.occhidellaguerra.it/pasqua-cristiani-damasco/" target="_blank"> una nuova rinascita </a>dopo anni di minacce jihadiste e migliaia di civili morti sotto i colpi dei mortai e dei missili dei terroristi. </p>
<p>Qual è quindi la verità dietro il presunto attacco chimico di Douma? Nessuno la sa, ma i precedenti casi &#8211; quello della Ghouta orientale del 2013 e quello di Khan Shaykhun del 2017 &#8211; ci impongono parecchia prudenza. Damasco, almeno sulla carta, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/esteri/2013/10/07/news/siria_al_via_la_distruzione_dell_arsenale_chimico_di_assad-68059677/" target="_blank">ha eliminato tutto il suo arsenale chimico</a>. Ha nascosto qualcosa? Non lo sappiamo. Quel che è certo è che con lo scoppio della guerra, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/i-ribelli-possiedono-armi-chimiche/" target="_blank">un po&#8217; tutti i gruppi </a>&#8211; compresi <em>Daesh</em> e Al Nusra &#8211; sono venuti in possesso di materiali per confezionare armi chimiche. </p>
<p></p>
<p>Nelle ultime ore, ha fatto il giro del mondo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-gran-bretagna-e-francia-attaccano-siria-1515351.html" target="_blank">un reportage di Robert Fisk</a> in cui, attraverso il racconto di un medico, viene smontata la narrazione dell&#8217;attacco chimico governativo. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/04/18/news/la-distrazione-conveniente-di-fisk-190262/" target="_blank">Un reportage duramente contestato da <em>Il Foglio</em></a>, che oggi ha parlato di &#8220;distrazione conveniente&#8221; e ha accusato Fisk di scrivere da anni &#8220;corrispondenze molto embedded con l&#8217; esercito siriano anche grazie a un visto d&#8217; ingresso che il governo di Damasco gli rinnova con puntualità&#8221;. Il breve articolo firmato &#8220;Redazione&#8221; dimentica però di dire che l&#8217;unico modo per entrare in Siria oggi con un minimo di sicurezza è di farlo attraverso il tanto vituperato &#8220;regime&#8221; o attraverso i curdi. Realizzare reportage con l&#8217;opposizione è ormai impossibile. E non tanto per il rischio di finire sotto le bombe di Damasco, quanto perché i giornalisti occidentali che in questi anni hanno provato a lavorare con i ribelli sono stati venduti al miglior offerente (spesso i gruppi jihadisti).</p>
<p>Ma non c&#8217;è solamente Fisk a smontare la tesi dell&#8217;attacco chimico ordito da Damasco. La tv <em>Russia 24</em> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ObHc8HBjnyw" target="_blank">ha intervistato </a>uno dei bambini che appaiono nel filmato diffuso dagli <strong>Elmetti bianchi</strong>. Hassan Diab, questo il suo nome, racconta: &#8220;Eravamo nel seminterrato. La mamma mi aveva detto che non avevamo nulla da mangiare e che quindi avremmo mangiato domani. Abbiamo sentito piangere e dire: &#8216;Andate in ospedale&#8217;. Siamo quindi corsi subito all&#8217;ospedale a non appena sono entrato mi hanno preso e hanno iniziato a versarmi dell&#8217;acqua addosso&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Il padre di Hassan prosegue poi dicendo: &#8220;Non c&#8217;erano armi chimiche. Ho fumato fuori e non ho sentito nulla. Sono entrato nell&#8217;ospedale e ho visto la mia famiglia. I militanti hanno dato loro datteri, biscotti e riso per aver partecipato a questo film e li hanno lasciati andare a casa&#8221;. Il racconto di Hassan è affidabile? </p>
<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2018/apr/17/syria-crisis-medics-intimidated-over-douma-gas-attack" target="_blank">Secondo quanto riferisce il <em>Guardian</em></a>, i medici siriani starebbero subendo violenze da parte dell&#8217;esercito governativo. Sarebbero infatti stati sequestrati cellulari per non far trapelare la verità sull&#8217;attacco chimico. Eppure, nello stesso articolo in cui <em>Il Foglio </em>racconta della &#8220;distrazione&#8221; di Fisk si legge: &#8220;Gli altri partecipanti al tour (del reporter britannico <em>NdR</em>), quindi <em>Associated Press</em>, la <em>Cbs</em> americana, una tv svedese e una tv tedesca hanno trovato testimoni &#8211; che hanno raccontato del bombardamento con il cloro&#8221;. L&#8217;esercito siriano ha quindi chiuso un occhio? Oppure i controlli non sono così ferrei? Conoscere la verità di quel 7 aprile, ad oggi, sembra quasi impossibile.</p>
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		<title>Gli Elmetti bianchi accusano Assad, ma non sono attendibili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-elmetti-bianchi-accusano-assad-non-attendibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 19:28:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>James Le Mesurier, oltre ad essere un ex ufficiale dell’intelligence britannica, è conosciuto soprattutto per essere l’addestratore e il fondatore degli Elmetti bianchi siriani, gli stessi che accusano Bashar al-Assad di aver usato armi chimiche a Douma contro la popolazione lo scorso 7 aprile. Un episodio chiave che potrebbe spingere gli Stati Uniti &#8211; insieme a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-elmetti-bianchi-accusano-assad-non-attendibili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/1484585370-elmetti-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p><strong>James Le Mesurier</strong>, oltre ad essere un ex ufficiale dell’intelligence britannica, è conosciuto soprattutto per essere l’addestratore e il fondatore degli <strong>Elmetti bianchi</strong> siriani, gli stessi che accusano Bashar al-Assad di aver usato armi chimiche a Douma contro la popolazione lo scorso 7 aprile. Un episodio chiave che potrebbe spingere gli Stati Uniti &#8211; insieme a Francia e Regno Unito &#8211; a intervenire contro il governo siriano, rischiando di scatenare una guerra più ampia contro la Federazione Russa e l’Iran.</p>
<p>L’ex militare, <a href="https://inews.co.uk/opinion/syria-kremlin-chemical-weapons-opinion/">in un breve articolo pubblicato pochi giorni fa</a>, si esprime con grandi certezza e con la consueta visione manichea sul conflitto siriano: “Il Regno Unito e altri governo chiedono un’indagine su quest&#8217;ultima tragedia siriana per stabilire se sia stato utilizzato un ordigno chimico e per chiarire chi sia il responsabile. Ma a me e ad altre persone con esperienza delle atrocità commesse in Siria, e <strong>avendo parlato con i testimoni a Douma</strong>, è già chiaro che le morti sono state causate da bombe chimiche. È anche chiaro ai White Helmets, che hanno localizzato i movimenti degli aerei, che l’attacco è stato effettuato con un elicottero Mi-8 pilotato dall&#8217;aviazione della Repubblica araba siriana. Sulla base dei video e delle fotografie che ho visto e della testimonianza che ho ascoltato”, osserva, “concludo che le armi chimiche sono state usate dal regime”.</p>
<p>Secondo l’ex militare, “ancora una volta, hanno scelto di usare armi chimiche perché credono di poterlo fare impunemente. Ancora una volta, la Repubblica araba siriana, i suoi alleati e una coalizione di voci marginali tenteranno di confondere, mettere in dubbio e distorcere la verità circa l’attacco”. L’unica soluzione, per il fondatore degli Elmetti bianchi, è quella di intervenire contro Assad: “Se gli sarà consentito avere successo, ciò non solo<strong> scuoterà le fondamenta della nostra architettura internazionale</strong> di pace e sicurezza” ma rappresenterà “una vittoria per coloro i quali una società basata sulle regole rappresenta un ostacolo politico”. James Le Mesurier, tuttavia, non è un&#8217;attivista umanitario ma un ex militare, che ha lavorato per conto di compagnie private, e che la guerra la conosce alla perfezione. Può davvero essere considerato una voce imparziale e disinteressata nel teatro di guerra siriano? La sua storia parrebbe dire altro.</p>
<p>Ecco chi è James Le Mesurier</p>
<p>Come molti altri ufficiali dell’esercito britannico, Le Mesurier ha frequentato la <strong>Royal Academy of Military</strong>, dove si è diplomato con il massimo dei voti, ricevendo la Medaglia dalla Regina. In seguito<a href="https://www.zoominfo.com/p/James-LeMesurier/1321474360"> ha servito l’esercito britannico</a> in molti teatri di guerra. In particolare, ha lavorato come capo dell’intelligence inglese a Pristina, in Kosovo. Nel 2000, Le Mesurier ha lasciato l’esercito e ha iniziato a lavorare per le Nazioni Unite, poiché <a href="https://www.mensjournal.com/features/the-most-dangerous-job-in-the-world-syrias-elite-rescue-force-20141210/">“l’aiuto umanitario è più efficace di un esercito nei teatri di guerra&#8221;</a>, secondo la sua esperienza.</p>
<p>Prima della fondazione dei White Helmets, Le Mesurier <a href="https://www.zoominfo.com/p/James-LeMesurier/1321474360">ha ricoperto il ruoli di prim’ordine nell’Olive Group</a>, un&#8217;organizzazione privata di mercenari che da allora si è fusa con <strong>Blackwater-Academi</strong> in quello che oggi è conosciuto come il <a href="https://www.bloomberg.com/research/stocks/private/snapshot.asp?privcapId=331713104">Constellis Holdings</a>. Poi, nel 2008, Le Mesurier ha lasciato il gruppo Olive dopo essere stato nominato alla direttore della Good Harbor Consulting, presieduto da <a href="http://www.sourcewatch.org/index.php/Richard_A._Clarke">Richard A. Clarke</a> &#8211; un veterano della sicurezza nazionale statunitense sotto le amministrazioni Bush e Clinton.</p>
<p></p>
<p>Dopo essersi unito a Good Harbor, <a href="https://www.thenational.ae/lessons-learnt-from-yemen-s-dark-horse-triumph-as-cup-host-1.551371">Le Mesurier si è trasferito ad Abu Dhabi</a>, dove si è specializzato in gestione del rischio, pianificazione di emergenza e protezione delle infrastrutture critiche. Ha addestrato una truppa a protezione dei giacimenti di gas degli Emirati e ha gestito la sicurezza della Coppa del Golfo del 2010 nello <strong>Yemen</strong>. Gli Emirati, come sappiamo, insieme alle altre monarchie del Golfo, hanno ampiamente finanziato e supportato l’opposizione armata contro Bashar al-Assad. Nel 2013 Le Mesurier ha fondato in Turchia gli Elmetti bianchi siriani.</p>
<p>Gli elmetti bianchi e i soldi dall’estero</p>
<p>Gli elmetti bianchi ricevono importanti finanziamenti governativi. Come rileva il <em>Telegraph</em>, il Foreign and Commonwealth Office, il dicastero del Regno Unito responsabile della promozione degli interessi del Paese all’estero, rappresenta la “principale fonte di finanziamento” della ong. Questo stanziamento di denaro avviene per mezzo del “Conflict, Stability and Security Fund (CSSF)”, un <strong>fondo strategico impiegato dal governo all’estero</strong> talmente segreto che, lo scorso marzo, l’ex ministro della Difesa conservatore, Archie Hamilton, ha chiesto delucidazioni all’attuale Segretario di stato per gli affari interni del Regno Unito, Amber Rudd, su come e dove fossero stati stanziati questi contributi &#8211; nell’ordine di un miliardo di sterline. Rudd ha spiegato che i nomi “dovevano rimanere segreti per non creare imbarazzo&#8221; ma ha ammesso che quelle risorse &#8220;fanno gli interessi del Regno Unito in aree instabili” e finiscono a gruppi “<strong>come i caschi bianchi in Siria</strong>, che svolgono un ottimo lavoro”.</p>
<p></p>
<p>La domanda che sorge spontanea è: alla luce di tutto questo, le immagini diffuse dagli Elmetti bianchi, un&#8217;organizzazione che opera solamente nelle aree controllate dai ribelli, fondata da un ex ufficiale inglese con un passato anche in compagnia di sicurezza private, che riceve finanziamenti dall&#8217;estero, possono essere considerate attendibili senza il minimo e ragionevole dubbio? Forse per stabilire la colpevolezza o meno del governo siriano in merito al presunto attacco chimico di Douma bisognerebbe affidarsi a<strong> un&#8217;indagine veramente indipendente</strong>. Che è ciò che chiedono in molti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-elmetti-bianchi-accusano-assad-non-attendibili.html">Gli Elmetti bianchi accusano Assad, ma non sono attendibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti stanno pensando a un nuovo attacco in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-attacco-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 08:28:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco chimico]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="843" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tornano i caschi bianchi , tornano le accuse sulle armi chimiche, tornano le notizie sugli attacchi con il gas cloro, e, di conseguenza, si torna a parlare di intervento degli Stati Uniti contro il governo siriano. Secondo i caschi bianchi siriani, gruppo la cui credibilità lascia parecchi dubbi, il governo avrebbe colpito nella notte la città &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-attacco-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="843" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/OLYCOM_20170407203751_22744749-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tornano i <strong>caschi bianchi</strong> , tornano le accuse sulle <strong>armi chimiche</strong>, tornano le notizie sugli attacchi con il gas cloro, e, di conseguenza, si torna a parlare di intervento degli <strong>Stati Uniti</strong> contro il governo siriano. Secondo i caschi bianchi siriani, gruppo la cui credibilità lascia parecchi dubbi, il governo avrebbe colpito nella notte la città di Hamuriyeh, nella <strong>Ghouta orientale</strong>, dove si contano &#8220;oltre 30 casi di soffocamento, tra cui donne, bambini e volontari della Protezione civile&#8221;. Le ultime accuse ad Assad sull&#8217;uso di armi chimiche nella Ghouta orientale <a href="http://www.lastampa.it/2018/02/25/esteri/siria-soffocati-a-ghouta-si-sospetta-un-attacco-chimico-XRdwS12JEgNXNJ4GYZ79OL/pagina.html">risalgono al 25 febbraio</a>. La notizia arrivò subito dopo l&#8217;approvazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu sul (mai operativo) cessate-il-fuoco.</p>
<p><a href="https://www.washingtonpost.com/world/national-security/after-reports-of-chemical-attacks-white-house-considers-new-military-action-against-syrian-regime/2018/03/05/d5d2de2e-1d7a-11e8-b2d9-08e748f892c0_story.html?utm_term=.ca11986a058d">Secondo il <em>Washington Post</em></a>, il presidente <strong>Trump</strong> ha chiesto ai suoi consiglieri militari di presentare <strong>una serie di opzioni per punire il governo siriano</strong> dopo aver avuto la notizia del presunto attacco chimico del 25 febbraio. Il presidente, secondo il quotidiano americano, ha discusso le potenziali azioni da intraprendere in Siria all&#8217;inizio della settimana scorsa durante una riunione alla <strong>Casa Bianca</strong>. Al meeting erano presenti il capo di stato maggiore John F. Kelly, il consigliere per la sicurezza nazionale, H.R. McMaster, e il segretario alla Difesa, Jim Mattis.</p>
<p></p>
<p>Secondo i funzionari intervistati, che hanno chiesto e mantenuto l&#8217;anonimato, il presidente Trump non avrebbe dato il semaforo verde ad alcun attacco. Ma ne ha discusso. Anche se le notizie sono ambigue. Dana White, portavoce del Pentagono, ha negato che Mattis abbia preso parte alle discussioni sull&#8217;azione militare in Siria e ha affermato che &#8220;la conversazione non è avvenuta&#8221;. Un alto funzionario dell&#8217;amministrazione Trump ha invece affermato che <strong>Mattis era &#8220;categoricamente&#8221; contrario</strong> a un nuovo attacco in Siria in risposta ai recenti (presunti) attacchi col cloro e che McMaster &#8220;era d&#8217;accordo&#8221;.</p>
<p>Le discussioni della Casa Bianca su un possibile nuovo bombardamento &#8220;punitivo&#8221; contro la <strong>Siria</strong> arrivano dopo una lunga serie di accuse da parte di funzionari dell&#8217;amministrazione Trump nei confronti del governo di Damasco. Da tempo esiste un grosso segmento del <strong>Pentagono</strong> e dell&#8217;amministrazione Usa che tenta in tutti i modi di aumentare la pressione internazionale sulla Siria parlando di ripetuti attacchi chimici su piccola scala in mezzo a un&#8217;escalation di attacchi aerei e terrestri sulla Ghouta orientale. La Siria <a href="https://sana.sy/en/?p=126280">ha sempre e categoricamente negato </a>ogni coinvolgimento.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Il mondo civilizzato non deve tollerare il continuo uso di armi chimiche da parte del regime di Assad&#8221;, ha detto la segretaria della stampa della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders in una dichiarazione. E questo nonostante Mattis abbia già ricordato, a suo tempo, che le prove dell&#8217;uso di sarin da parte di Assad, il Pentagono ne le ha mai avute.</p>
<p>Eppure, anche in assenza di prove certe, Trump autorizzò il Pentagono a lanciare i missili Tomahawk nella base siriana che si riteneva fosse collegata <a href="http://www.occhidellaguerra.it/tutti-dubbi-sullattacco-chimico-siria/">all&#8217;attacco di gas sarin</a> su <strong>Khan Shaykhun</strong>. Quello di Trump, fu il primo attacco americano diretto esplicitamente contro il governo di Assad. Il suo predecessore, Barack Obama, nonostante il chiaro sostegno alle forze ribelli, non aveva mai colpito direttamente le forze siriane. Almeno ufficialmente.</p>
<p></p>
<p>Adesso bisognerà capire dove sia disposto ad arrivare Trump. Il colpire la Siria dopo le accuse dei caschi bianchi di presunti attacchi al cloro, è un tipo di azione che rientrerebbe nei canoni della politica americana in Medio Oriente, ma che non sarebbe giustificata né sul piano politico né su quello giuridico. Prove non ve ne sono, se non quelle dei &#8220;white elmets&#8221;, e gli Stati Uniti andrebbero comunque a colpire un governo che nega ogni tipo di attacco chimico e sostenuto da <strong>Russia</strong> e Iran.</p>
<p>Inoltre, dal punti di vista strategico, gli Stati Uniti sono in Siria, almeno formalmente, per combattere lo Stato islamico. Il <strong>Congresso</strong> chiede da tempo che il legislativo possa discutere della guerra in Siria, perché deve anche giustificare, di fronte all&#8217;opinione pubblica, il fatto di avere ancora migliaia di uomini impegnati su un fronte che ha cambiato radicalmente prospettiva. E alcuni pretendono che la presidenza chieda <a href="http://www.occhidellaguerra.it/usa-rimarranno-siria/">una nuova autorizzazione al Congresso</a>. Oggi la presenza Usa è difficile da giustificare nell&#8217;ottica di un contrasto al terrorismo islamico. E in molti, anche oltreoceano, si domandano se sia una presenza necessaria.</p>
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		<title>Ghouta, foto della bimba in pigiama  apre la guerra dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-foto-della-bimba-col-pigiama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 15:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="593" height="443" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/ghouta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/ghouta.jpg 593w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/ghouta-300x224.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></p>
<p>Impossibile dire con certezza ciò che sta accadendo nella Ghouta orientale. Impossibile contare i morti. L&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani, in prima linea in questo tragico pallottoliere, è composto solamente da una persona che per di più sta a Londra. Ha fonti sul campo, si capisce. Fonti, val la pena di ricordarlo, che stanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-foto-della-bimba-col-pigiama.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="593" height="443" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/ghouta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/ghouta.jpg 593w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/ghouta-300x224.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></p><p>Impossibile dire con certezza ciò che sta accadendo nella <strong>Ghouta orientale</strong>. Impossibile contare i morti. L&#8217;<strong>Osservatorio siriano per i diritti umani</strong>, in prima linea in questo tragico pallottoliere, è composto solamente da una persona che per di più sta a Londra. Ha fonti sul campo, si capisce. Fonti, val la pena di ricordarlo, che stanno però unicamente da una parte: quella dei ribelli. </p>
<p>Fatta questa premessa, sembra quasi superfluo dire che i caccia siriani &#8211; Mosca dice di non c&#8217;entrare nulla in questa operazione &#8211; stanno martellando questa fetta di terra alle porte di Damasco dove 400mila persone vivono sotto il governo di  tre gruppi jihadisti diversi: <strong>Faylaq al Rahman</strong>, <strong>Tahrir al Sham</strong> e <strong>Jaysh al islam</strong>. Da circa quindici giorni, inoltre, i civili di Damasco vivono continuamente sotto la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://sana.sy/en/?p=128108" target="_blank">minaccia dei colpi di mortaio</a>, che continuano a mietere vittime. Ieri, per esempio, le scariche dei jihadisti hanno ucciso ucciso 11 persone, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.facebook.com/soschretiensdorient/posts/2097850876899021?pnref=story" target="_blank">inclusi quattro bambini</a>. </p>
<p></p>
<p>Due punti di non poco conto &#8211; i continui lanci di mortaio e la presenza di gruppi jihadisti &#8211; che spiegano perché l&#8217;esercito siriano, su ordine di <strong>Bashar al Assad</strong>, ha cominciato questa operazione militare. Un&#8217;operazione militare che sta provocando, come è purtroppo ovvio, anche delle vittime civili. Compresi i più innocenti, come i bambini. </p>
<p>Se si guardano le notizie e le agenzie che vengono diffuse in questi giorni, si trovano parecchi parallelismi con ciò che è successo ad <strong>Aleppo</strong> nel 2016, quando l&#8217;esercito di Damasco, appoggiato dall&#8217;aviazione di Mosca, ha liberato la seconda città siriana.</p>
<p><figure id="attachment_43243" aria-describedby="caption-attachment-43243" style="width: 794px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-43243 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/omran.jpg" alt="omran" width="794" height="517" /><figcaption id="caption-attachment-43243" class="wp-caption-text">Il piccolo Omran Daqneesh nella fotografia diffusa dagli elmetti bianchi nell&#8217;agosto del 2016</figcaption></figure></p>
<p>Ricordate? Anche in quel caso immagini di morte e distruzione. Il piccolo <strong>Omran Daqneesh</strong> è diventato il simbolo della brutalità di Assad e Putin. Poi, però, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilpost.it/2017/06/07/ve-lo-ricordate-il-bambino-della-foto-di-aleppo/" target="_blank">suo padre ha raccontato</a> ciò che è successo realmente in quei giorni d&#8217;estate: i <strong>caschi bianchi</strong> gli avevano strappato il figlio di mano, ancora sporco di sangue e calcinacci, e lo avevano usato come un macabro trofeo da fotografare. Quell&#8217;immagine fece il giro del mondo. Era su tutte le prime pagine dei giornali. Ma era frutto non solo della violenza dei bombardamenti, ma anche dei cosiddetti ribelli, che hanno voluto utilizzare un bambino innocente e per di più ferito solamente per fare propaganda.</p>
<p></p>
<p>E sono gli stessi caschi bianchi, oggi, a diffondere le immagini provenienti dalla Ghouta. Si vede una bambina che indossa un pigiama rosa e che viene aiutata a fuggire da un edificio colpito, molto probabilmente, da un bombardamento. In poche ore è già diventata l&#8217;immagine simbolo di quello che sta accadendo alle porte di Damasco. È l&#8217;immagine della barbarie governativa, proprio come ad Aleppo. L&#8217;immagine simbolo della violenza sui civili.</p>
<p>Nella Ghouta orientale, come abbiamo scritto, ci sono circa 400mila civili. Quanti di questi sostengono effettivamente i ribelli? E quanti invece sono tenuti in ostaggio? Durante l&#8217;assedio di Aleppo,<a href="https://www.youtube.com/watch?v=HSsFm3DnIVQ&amp;feature=youtu.be" target="_blank"> l&#8217;inviato Onu Staffan de Mistura disse</a>: &#8220;Mille di voi (ovvero i terroristi di Al Nusra <em>NdR</em>) stanno decidendo il destino di 275mila civili&#8221;. Una situazione che può ripresentarsi anche oggi. E, come al solito, i primi a farne le spese sono i civili. E la verità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-foto-della-bimba-col-pigiama.html">Ghouta, foto della bimba in pigiama  apre la guerra dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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