James Le Mesurier, oltre ad essere un ex ufficiale dell’intelligence britannica, è conosciuto soprattutto per essere l’addestratore e il fondatore degli Elmetti bianchi siriani, gli stessi che accusano Bashar al-Assad di aver usato armi chimiche a Douma contro la popolazione lo scorso 7 aprile. Un episodio chiave che potrebbe spingere gli Stati Uniti – insieme a Francia e Regno Unito – a intervenire contro il governo siriano, rischiando di scatenare una guerra più ampia contro la Federazione Russa e l’Iran.

L’ex militare, in un breve articolo pubblicato pochi giorni fa, si esprime con grandi certezza e con la consueta visione manichea sul conflitto siriano: “Il Regno Unito e altri governo chiedono un’indagine su quest’ultima tragedia siriana per stabilire se sia stato utilizzato un ordigno chimico e per chiarire chi sia il responsabile. Ma a me e ad altre persone con esperienza delle atrocità commesse in Siria, e avendo parlato con i testimoni a Douma, è già chiaro che le morti sono state causate da bombe chimiche. È anche chiaro ai White Helmets, che hanno localizzato i movimenti degli aerei, che l’attacco è stato effettuato con un elicottero Mi-8 pilotato dall’aviazione della Repubblica araba siriana. Sulla base dei video e delle fotografie che ho visto e della testimonianza che ho ascoltato”, osserva, “concludo che le armi chimiche sono state usate dal regime”.

Secondo l’ex militare, “ancora una volta, hanno scelto di usare armi chimiche perché credono di poterlo fare impunemente. Ancora una volta, la Repubblica araba siriana, i suoi alleati e una coalizione di voci marginali tenteranno di confondere, mettere in dubbio e distorcere la verità circa l’attacco”. L’unica soluzione, per il fondatore degli Elmetti bianchi, è quella di intervenire contro Assad: “Se gli sarà consentito avere successo, ciò non solo scuoterà le fondamenta della nostra architettura internazionale di pace e sicurezza” ma rappresenterà “una vittoria per coloro i quali una società basata sulle regole rappresenta un ostacolo politico”. James Le Mesurier, tuttavia, non è un’attivista umanitario ma un ex militare, che ha lavorato per conto di compagnie private, e che la guerra la conosce alla perfezione. Può davvero essere considerato una voce imparziale e disinteressata nel teatro di guerra siriano? La sua storia parrebbe dire altro.

Ecco chi è James Le Mesurier

Come molti altri ufficiali dell’esercito britannico, Le Mesurier ha frequentato la Royal Academy of Military, dove si è diplomato con il massimo dei voti, ricevendo la Medaglia dalla Regina. In seguito ha servito l’esercito britannico in molti teatri di guerra. In particolare, ha lavorato come capo dell’intelligence inglese a Pristina, in Kosovo. Nel 2000, Le Mesurier ha lasciato l’esercito e ha iniziato a lavorare per le Nazioni Unite, poiché “l’aiuto umanitario è più efficace di un esercito nei teatri di guerra”, secondo la sua esperienza.

Prima della fondazione dei White Helmets, Le Mesurier ha ricoperto il ruoli di prim’ordine nell’Olive Group, un’organizzazione privata di mercenari che da allora si è fusa con Blackwater-Academi in quello che oggi è conosciuto come il Constellis Holdings. Poi, nel 2008, Le Mesurier ha lasciato il gruppo Olive dopo essere stato nominato alla direttore della Good Harbor Consulting, presieduto da Richard A. Clarke – un veterano della sicurezza nazionale statunitense sotto le amministrazioni Bush e Clinton.

Dopo essersi unito a Good Harbor, Le Mesurier si è trasferito ad Abu Dhabi, dove si è specializzato in gestione del rischio, pianificazione di emergenza e protezione delle infrastrutture critiche. Ha addestrato una truppa a protezione dei giacimenti di gas degli Emirati e ha gestito la sicurezza della Coppa del Golfo del 2010 nello Yemen. Gli Emirati, come sappiamo, insieme alle altre monarchie del Golfo, hanno ampiamente finanziato e supportato l’opposizione armata contro Bashar al-Assad. Nel 2013 Le Mesurier ha fondato in Turchia gli Elmetti bianchi siriani.

Gli elmetti bianchi e i soldi dall’estero

Gli elmetti bianchi ricevono importanti finanziamenti governativi. Come rileva il Telegraph, il Foreign and Commonwealth Office, il dicastero del Regno Unito responsabile della promozione degli interessi del Paese all’estero, rappresenta la “principale fonte di finanziamento” della ong. Questo stanziamento di denaro avviene per mezzo del “Conflict, Stability and Security Fund (CSSF)”, un fondo strategico impiegato dal governo all’estero talmente segreto che, lo scorso marzo, l’ex ministro della Difesa conservatore, Archie Hamilton, ha chiesto delucidazioni all’attuale Segretario di stato per gli affari interni del Regno Unito, Amber Rudd, su come e dove fossero stati stanziati questi contributi – nell’ordine di un miliardo di sterline. Rudd ha spiegato che i nomi “dovevano rimanere segreti per non creare imbarazzo” ma ha ammesso che quelle risorse “fanno gli interessi del Regno Unito in aree instabili” e finiscono a gruppi “come i caschi bianchi in Siria, che svolgono un ottimo lavoro”.

La domanda che sorge spontanea è: alla luce di tutto questo, le immagini diffuse dagli Elmetti bianchi, un’organizzazione che opera solamente nelle aree controllate dai ribelli, fondata da un ex ufficiale inglese con un passato anche in compagnia di sicurezza private, che riceve finanziamenti dall’estero, possono essere considerate attendibili senza il minimo e ragionevole dubbio? Forse per stabilire la colpevolezza o meno del governo siriano in merito al presunto attacco chimico di Douma bisognerebbe affidarsi a un’indagine veramente indipendente. Che è ciò che chiedono in molti. 

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