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	<title>Armi batteriologiche Archives - InsideOver</title>
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	<title>Armi batteriologiche Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Armi chimiche addio. La svolta degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lamerica-ha-distrutto-il-suo-intero-arsenale-di-armi-chimiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 06:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1405" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-300x220.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-1024x749.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-768x562.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-1536x1124.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-2048x1499.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le temibili armi chimiche americane saranno finalmente distrutte. Ecco perché si tratta di un avvenimento storico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1405" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-300x220.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-1024x749.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-768x562.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-1536x1124.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/armi-chimiche-Agenzia_Fotogramma-2048x1499.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Entro la fine di questa settimana tutto ciò che resta delle temibili <strong>armi chimiche</strong> custodite dagli Stati Uniti d&#8217;America per anni e anni negli arsenali verrà distrutto. Ogni sostanza letale, ogni singola munizione d&#8217;artiglieria o per uso missilistico, ogni serbatoio di stoccaggio per agenti nervini, letali o altamente tossici &#8211; dunque &#8220;in grado di alterare i processi vitali causando morte, incapacità temporanea o danni permanenti all’uomo o agli animali&#8221; secondo la <a href="https://www.opcw.org/our-work/what-chemical-weapon">classificazione</a> dell&#8217;Opcw &#8211; apparteranno ad un tetro e archiviabile passato.</p>



<p>Seppure con <strong>decenni di ritardo</strong> rispetto al programma inizialmente stabilito, Washington ha portato a temine questo processo tanto pericoloso quanto atteso, privando i suoi eserciti di <strong>armi obsolete </strong>e <strong>proibite</strong> da ogni convenzione. Tanto temibili se in mano altrui, da averla condotta alla<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-storia-delle-armi-chimiche-mai-trovate-di-saddam-hussein.html"> guerra</a>, in passato, affinché nessun possessore riconosciuto potesse impiegarle su terzi, dato il loro atroce e riconoscibile effetto.</p>



<p>Come riportato dal <em>New York Times</em> in uno degli ultimi <a href="https://www.nytimes.com/2023/07/06/us/chemical-weapons-stockpile.html">reportage</a>, nelle stanze sigillate e sorvegliate a vista da guardie armate con indosso le vecchie tute Nbc &#8211;<em> nuclear</em>, <em>biological</em>, <em>chemical</em> &#8211; che avremmo visto sulla <em>Cnn </em>ai tempi della guerra del Golfo, le braccia robotiche di cui ci ha dotato la moderna tecnologia portano avanti le ultime battute di un processo necessario alla sicurezza dell&#8217;America e del mondo intero: la distruzione delle armi chimiche custodite e stipate nei depositi di basi anonime, spesso all&#8217;insaputa degli abitanti che sono nati e cresciuti in quei luoghi. Del resto, il &#8220;segreto militare&#8221; deve rimanere tale fino a quando è necessario.</p>



<p>&#8220;Questo è il suono di un&#8217;arma chimica che muore&#8221;. Queste le parole del vice assistente segretario alla difesa per la riduzione delle minacce e il controllo degli armamenti, Kingston Reif, mentre l&#8217;apparato robotico di colore giallo &#8220;perforava, drenava e lavava&#8221; una delle ultime munizioni di artiglieria armate con <strong>Iprite</strong> (anche nota come &#8220;gas mostarda&#8221;, <em>ndr</em>); prima di cuocere i resti ad una temperatura superiore agli 800 gradi centigradi presso il Pueblo Chemical Depot dell&#8217;Us Army in Colorado.</p>



<p>Il rumore si riferiva al tonfo fatto dal metallo inerte mentre cadeva nel mucchio che sarebbe stato poi sigillato. Mentre il gas mostarda veniva estratto dalle macchina, diluito in acqua calda, scomposto dai batteri in un processo &#8220;non dissimile da quello utilizzato negli impianti di trattamento delle acque reflue&#8221; per essere reso innocuo.</p>



<p>Lo stesso processo, sebbene differente, è stato portato a termine nel deposito Blue Grass. Dove i tubi in fibra di vetro che contenevano il <strong>gas Sarin </strong>con cui potevano essere armati razzi e missili, sono stati spostati dai bunker di stoccaggio di cemento armato in una serie di edifici per la lavorazione e lo smaltimento definitivo. Da quanto si apprende, nel caso degli agenti nervini (che come altri agenti vengono riportati allo stato gassoso solo durante l&#8217;impiego offensivo, <em>ndr</em>) i liquidi sono stati <strong>drenati dalle testate</strong>, &#8220;mescolati con acqua e soda caustica e poi riscaldati e mescolati&#8221; per ottenere un liquido idrolizzato da trasportare in un secondo impianto, a Port Arthur, in Texas, per essere incenerito.</p>



<p>Le munizioni chimiche, quale che sia il loro contenuto letale e la tipologia specifica di munizione &#8211; artiglieri o testate di un razzo &#8211; condivide &#8220;essenzialmente lo stesso design&#8221;, ricordano i giornalisti americani: &#8220;Una testata a parete sottile riempita di agente liquido e una piccola carica esplosiva per aprirla sul campo di battaglia, lasciando uno spruzzo di piccole goccioline, nebbia e vapore &#8211; il gas velenoso&#8221; tanto temuto dai soldati nelle trincee della <strong>Prima guerra mondiale</strong>. Quando i soldati di tutti gli eserciti impararono per la prima volta a indossare le maschere antigas.</p>



<p>Secondo quanto riportato, le scorte delle Forze armate americane, sviluppata a partire dalla Grande Guerra e accumulate almeno fino alla metà degli anni &#8217;60, comprendevano bombe a grappolo e mine terrestri piene di agenti nervini, proiettili di artiglieria, serbatoi per essere sganciati come il Napalm dai jet e ovviamente testate per razzi come gli M55.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra alla &#8220;guerra batteriologica&#8221; del passato</h2>



<p>Come tutte le super potenze, gli Stati Uniti hanno perseguito il loro programma per la <strong>guerra batteriologica</strong> che comprendeva lo sviluppo e l&#8217;ottenimento di armi chimiche e biologiche. Gran parte delle stesse, armi di distruzione di massa proibite dalla Convenzioni internazionali e definitivamente bandite in seguito alla ratifica della <strong>Convenzione sulle armi chimiche nel 1997</strong>, vennero distrutte tra gli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;80. </p>



<p>Gli Stati Uniti e l&#8217;Unione sovietica avevano già concordato &#8211; in linea di principio &#8211; di annullare le loro scorte di armi chimiche già nel 1989. Ma il processo di distruzione si è dimostrato complesso, essendo la &#8220;<strong>combinazione di esplosivi e veleni</strong>&#8221; estremamente pericolosa da affrontare anche per tecnici altamente specializzati.</p>



<p>Arsenali di armi chimiche sono stati distrutti anche da altre potenze: il Regno Unito ha dichiarato di aver distrutto il suo arsenale nel 2007; l&#8217;India nel 2009; la <strong>Federazione Russa</strong> definitivamente nel 2017, sebbene funzionari del Pentagono sostengono che Mosca abbia mantenuto <strong>piccole scorte non dichiarate</strong>. Una questione controversa, quella della Russia, che potrebbe trovare un fondo di verità nell&#8217;impiego dell&#8217;<strong>agente nervino</strong> <strong>Novichok</strong> usato per attentare alla vita dell&#8217;ex spia doppiogiochista <strong>Sergei Skripal</strong> proprio lo stesso anno. Gli esecutori facevano parte dei servizi d&#8217;intelligence russo.</p>



<p>Ovviamente i trattati e gli sforzi per la distruzione degli arsenali chimici nulla possono contro la detenzione e l&#8217;eventuale impiego di armi chimiche da parte di &#8220;Stati canaglia&#8221; e gruppi terroristici. </p>



<p> Le accuse mosse nei confronti dell&#8217;esercito siriano fedele al presidente <strong>Bashar al Assad </strong>che avrebbe impiegato &#8211; sebbene non si abbiano riscontri ufficiali e inconfutabili &#8211; durante la guerra civile in Siria tra il 2013 e il 2019; o l&#8217;impiego di armi chimiche da parte dell&#8217;<strong>Isis</strong> in Iraq e sempre in Siria tra il 2014 e il 2016, ne sarebbero dimostrazione. </p>



<p>La detenzione di armi chimiche rappresenta una minaccia ancora capace di turbare la comunità internazionale al punto che la sola ipotesi o congettura sul loro eventuale utilizzo riesce a monopolizzare l&#8217;attenzione mondiale sulla fazione che si è macchiata o intende macchiarsi di un tale crimine di guerra. </p>



<p>Quando parliamo di armi chimiche, la nostra memoria ci riconduce immediatamente all&#8217;impiego del gas nervino e dell&#8217;iprite sulla popolazione curda nell&#8217;<strong>attacco chimico di Halabja</strong> durante la guerra combattuta tra Iraq e Iran nel 1988. </p>



<p>Non si può dimenticare, tuttavia, come il &#8220;<a href="https://www.focus.it/cultura/storia/fritz-haber-il-primo-attacco-chimico-della-storia-moderna">gas mostarda</a>&#8221; sia stato impiegato anche nella Prima guerra mondiale dalla Germania, e poi da Francia e Regno Unito, nelle Fiandre, a Ypres, e sul fronte della Somme. Dall&#8217;esercito italiano nella Guerra d&#8217;Etiopia. E di come l&#8217;Esercito degli Stati Uniti abbia fatto impiego dell&#8217;agente <a href="https://www.nbcnews.com/id/wbna3340693">Bz</a> e di un lontano parente delle armi chimiche, l&#8217;<a href="https://www.aspeninstitute.org/programs/agent-orange-in-vietnam-program/what-is-agent-orange/#:~:text=Agent%20Orange%20was%20a%20herbicide,to%20have%20harmful%20impact%20today.">Agente arancio</a>, durante la guerra del Vietnam.</p>



<p>Tutti questi prodotti letali sono stati evidente frutto di un momento di &#8220;follia umana&#8221; che finalmente, e almeno in larga parte, hanno trovano il loro epilogo sparendo dalla faccia terra. Nella speranza che non se ne abbia più notizia. In nessuna guerra, in nessun caso.</p>
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		<title>Sudan: la presa del laboratorio che spaventa l&#8217;Oms</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-la-presa-del-laboratorio-che-spaventa-loms.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 05:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
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<p>Nel bel mezzo della crisi sudanese si affaccia l&#8217;incubo del bioterrorismo. L&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, attraverso il suo rappresentante locale Nima Saeed Abid, ha infatti dichiarato che un non precisato gruppo di miliziani &#8211; non è noto a quelle delle due fazioni in campo appartenga &#8211; avrebbe occupato un edificio di Khartoum ove sarebbero conservati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-la-presa-del-laboratorio-che-spaventa-loms.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel bel mezzo della crisi sudanese si affaccia l&#8217;incubo del <strong>bioterrorismo</strong>. L&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, attraverso il suo rappresentante locale Nima Saeed Abid, ha infatti dichiarato che un non precisato gruppo di miliziani &#8211; non è noto a quelle delle due fazioni in campo appartenga &#8211; avrebbe occupato un edificio di <strong>Khartoum </strong>ove sarebbero conservati agenti patogeni potenzialmente letali come <strong>morbillo</strong>, <strong>poliomielite</strong> e <strong>colera</strong>. Dopo aver fatto irruzione nel laboratorio, i miliziani avrebbero mandato via con la forza il personale tecnico a lavoro prima di asserragliarvisi all&#8217;interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa contiene il laboratorio assaltato</h2>



<p>Abid sostiene che l&#8217;occupazione del Laboratorio centrale di sanità pubblica è un pessimo segno da parte di una delle parti in lotta poichè l&#8217;occupazione di un simile centro non avrebbe altra funzione che quella di utilizzare virus e batteri come arma. La cacciata dei tecnici, unitamente all&#8217;interruzione di corrente in tutta la capitale sudanese, rende impossibile gestire correttamente i <strong>materiali biologici </strong>conservati: la mancanza di corrente elettrica, infatti, rischia di deteriorare progressivamente le sacche di sangue qui stoccate. Il laboratorio è situato nel centro di Khartoum, non lontano dall&#8217;aeroporto principale, proprio in prossimità dei punti critici di attrito tra l&#8217;esercito sudanese e le Forze di supporto rapido. Non lontano da qui, infatti, sorge il quartier generale dell&#8217;esercito sudanese. </p>



<p>La struttura, va precisato, sebbene desti alta preoccupazione è un comune laboratorio pubblico e non un sito ad alto contenimento. Inoltre, tutte le patologie che il laboratorio tratta sono endemiche nella regione e dunque non classificate ad alto rischio. Del resto, la particolare geografia della città rende i siti strategici presi di mira pericolosamente prossimi alle infrastrutture critiche come ospedali e strutture sanitarie. Secondo gli esperti, tra cui l&#8217;italiano Fabrizio Pregliasco, quelli conservati sono agenti patogeni che si trasmettono attraverso varie vie, e dunque non basterebbe disperderli nell&#8217;ambiente bensì sapere dettagliatamente come trattarli. </p>



<p>I patogeni, inoltre, hanno bisogno di essere trasportati e diffusi non solo per via aerea (si pensi all&#8217;antrace) ma anche attraverso la contaminazione di acqua e cibo. Oppure attraverso il caricamento di bombe e proiettili. Silenziose e invisibili, hanno il micidiale vantaggio di poter colpire &#8211; con costi relativamente bassi &#8211; aree molto estese con la massima efficaci. Nel caso del Sudan, a questo rischio intenzionale si aggiunge il fatto che la cattiva gestione dei materiali conservati, in un Paese in guerra ove solo il 16% delle strutture sanitarie sta rimanendo in piedi, può provocare seri rischi per chiunque venga in contatto con questi materiali. Per questa ragione l&#8217;Oms sta chiedendo a gran voce che il laboratorio venga liberato e posto sotto precisi accordi fra le parti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bioterrorismo, una minaccia sempre attuale</h2>



<p>Il bioterrorismo viene agitato come possibile effetto deterrente dalla notte dei tempi sino a tutti i conflitti contemporanei. Uno dei più preoccupanti sviluppi dell&#8217;ingegneria genetica moderna, è infatti, il potenziale utilizzo delle tecniche di ricombinazione per la produzione massiva di tossine per scopi militari. Il cosiddetto <strong><em>bio-warfare</em></strong> è un fantasma con cui le società contemporanee si sono dovute confrontare da tempo ma anche uno strumento al quale si è rinunciato almeno ufficialmente, scongiurando una corsa ai bio-armamenti a differenza di quella alle armi atomiche. Esistono anche precisi strumenti del diritto internazionale che si sono occupati della prevenzione dello sviluppo di queste armi: prima fra tutte la <a href="https://ihl-databases.icrc.org/en/ihl-treaties/geneva-gas-prot-1925"><strong>Convenzione di Ginevra del 1925</strong></a> che impedisce, in caso di conflitti, l&#8217;utilizzo di &#8220;metodi di guerra batteriologica&#8221; nonché la &#8220;<a href="https://ihl-databases.icrc.org/en/ihl-treaties/bwc-1972">Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, la produzione, e lo stoccaggio di armi batteriologiche e tossine e sulla loro distruzione</a>&#8221; (BTWC) in vigore dal 26 marzo 1975, con 183 stati parte ma che vede numerose nazioni mancanti all&#8217;appello. Questi strumenti, tuttavia, sono delle armi spuntate, poichè non proibiscono la produzione di agenti patogeni ma esclusivamente il loro utilizzo a scopi militari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un precedente inquietante in Sudafrica</h2>



<p>Nel continente africano l&#8217;allarme non è una novità. Il <strong>Sudafrica</strong> durante l&#8217;<strong>apartheid </strong>è stato un triste caso da manuale a questo proposito. Era l&#8217;ottobre del 1998 quando un rapporto della commissione sudafricana per la verità e la riconciliazione rese pubblico il <strong><em><a href="https://www.jstor.org/stable/48602565">Project Coast</a></em></strong>, un programma di <em>biowarfare</em> condotto segretamente dal regime tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. </p>



<p>Avviato nel 1981 come &#8220;ipotesi difensiva&#8221; si era ben presto trasformato in un progetto letale al fine di produrre due tipi di patogeni: <strong>armi di distruzione di massa</strong>, attraverso l&#8217;uso di antrace, tetano e colera nonchè agenti di intossicazione comune come la salmonella; un secondo programma, parallelo al primo, fu sviluppato per colpire singoli individui attraverso agenti letali di origine chimica, biologica e vegetale. Il programma, segreto fino al 1998, era apparentemente motivato dalla necessità di sviluppare agenti per il controllo delle folle nonché attrezzature difensive sempre più sofisticate. Una volta sfuggito di mano, si trasformò in una fitta rete di segreti, società di copertura, transazioni illecite e strutture para-statali apparentemente invisibili.</p>



<p> </p>
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		<title>Le basi Usa sono al sicuro dalla minaccia Cbrn?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-basi-usa-sono-al-sicuro-dalla-minaccia-cbrn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 16:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-1536x963.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220713170357778_a65f062109b3f540f3c187b0ab6bef5c-2048x1283.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;indagine interna dell&#8217;esercito statunitense, divulgata da The Intercept, ha stabilito che le basi militari statunitensi non hanno un adeguato livello di protezione rispetto a possibili attacchi nello spettro delle minacce Cbrn (Chimico Biologico Radiologico e Nucleare). I risultati dell&#8217;indagine sono stati diffusi pochi giorni dopo l&#8217;esercitazione dell&#8217;aprile 2021, a Fort Eustis (Virginia), e hanno dimostrato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-basi-usa-sono-al-sicuro-dalla-minaccia-cbrn.html">[...]</a></p>
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<p>I risultati dell&#8217;indagine sono stati diffusi pochi giorni dopo l&#8217;esercitazione dell&#8217;aprile 2021, a Fort Eustis (Virginia), e hanno dimostrato che le installazioni militari Usa non sono pronte ad affrontare un&#8217;emergenza come quella di una “bomba sporca”, ovvero di un dispositivo esplosivo che utilizza materiale radioattivo per diffondere particelle ionizzanti invece di colpire con gli effetti di una normale esplosione atomica.</p>
<p>Gli investigatori hanno esaminato il livello di prontezza di <strong>cinque basi dell&#8217;esercito</strong> e sebbene non siano stati rivelati i nomi di tutte le installazioni coinvolte, sappiamo che nel rapporto vengono menzionate il <strong>Blue Grass Army Depot</strong> del Kentucky, dove sono immagazzinate sia le munizioni esplosive sia le armi chimiche, <strong>Fort Bliss</strong> in Texas, e la base <strong>Lewis-McChord</strong> nello stato di Washington, che ha una popolazione di circa 110mila soldati in servizio attivo, familiari e dipendenti civili.</p>
<p>In particolare, nell&#8217;esito dell&#8217;indagine, si legge che l&#8217;U.S. Army non ha intrapreso le azioni necessarie per garantire che i primi soccorritori dell&#8217;installazione militare avessero l&#8217;attrezzatura e l&#8217;addestramento necessari per rispondere a un incidente chimico, biologico, radiologico, nucleare ed esplosivo ad alto rendimento nelle cinque installazioni che sono state esaminate. Sembra quindi che tali carenze esistano probabilmente in tutto l&#8217;esercito Usa, che dispone di circa 1800 basi, depositi e altri siti in tutto il mondo, inclusi impianti di stoccaggio per le armi chimiche e nucleari e un istituto di ricerca che lavora con agenti patogeni letali. Viene riportato che la motivazione principale di tali carenze è da attribuire a quel ramo del quartier generale del Dipartimento dell&#8217;esercito che gestisce le emergenze, reo di non aver fornito “una supervisione sufficiente”. La risposta dell&#8217;U.S. Army a questa minaccia simulata è risultata <strong>scoordinata</strong>, oltre che carente: si afferma che, nonostante diverse agenzie statali siano state coinvolte per rispondere all&#8217;emergenza, non è stata fornita la protezione respiratoria richiesta per tutti i soccorritori civili, e, in due basi, si è scoperto che l&#8217;addestramento dei civili per affrontare un attacco Cbrn non era stato completato.</p>
<p>Si è scoperto che nelle cinque installazioni coinvolte nell&#8217;esercitazione <strong>mancavano un totale di 241 apparecchiature</strong> necessarie per dare una risposta efficiente e sicura in caso di attentato, inclusi dispositivi portatili progettati per rilevare agenti usati nella guerra chimica (come il nervino Vx o il sarin), maschere antigas e stivali ignifughi. Gli investigatori, inoltre, “non sono stati in grado di determinare l&#8217;esistenza di locali di decontaminazione” dimostrando la diffusa impreparazione delle installazioni militari. Inoltre è stata individuata una grave carenza sotto l&#8217;aspetto dell&#8217;immagazzinamento di dispositivi di sicurezza, in quanto l&#8217;89% dei 440 strumenti, per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di dollari, non era elencato nei documenti di inventario, lasciando quindi aperta la possibilità di furto, smarrimento, oppure di acquisti non necessari.</p>
<p>Gli investigatori hanno anche scoperto che il personale che dovrebbe gestire il materiale in carico, non aveva ruoli e responsabilità chiari per effettuare la valutazione dei requisiti delle apparecchiature, e che non sono state fornite indicazioni specifiche sulla gestione dell&#8217;attrezzatura richiesta. Qualcosa che, secondo il rapporto, avviene molto probabilmente in tutto l&#8217;esercito statunitense.</p>
<p>I risultati dell&#8217;indagine interna arrivano in un momento in cui la <strong>possibilità di incidenti e attacchi</strong> nello spettro Cbrn è in aumento. Il dipartimento della Difesa, infatti, ha recentemente annunciato l&#8217;intenzione di costruire microreattori nucleari per alimentare basi militari improvvisate e avanzate, con annesso rischio di esplosione, mentre l&#8217;anno scorso avvisava che le armi chimiche e biologiche rimangono una minaccia significativa che si sta espandendo a un ritmo esponenzialmente accelerato.</p>
<p>Gli armamenti di questo tipo vengono spesso definiti le “<strong>atomiche dei poveri</strong>” perché si tratta di armi di distruzione di massa facilmente producibili e con un costo nettamente inferiore rispetto ai dispositivi nucleari. La Corea del Nord, ad esempio, oltre ad avere in essere un programma atomico volto ad avere capacità di deterrenza nucleare, ha a sua disposizione <a href="https://it.insideover.com/guerra/quello-davvero-dobbiamo-temere-della-corea-del-nord.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>un importante arsenale chimico</strong></a>, rappresentato da diversi aggressivi chimici come adamsite (Dm), cloroacetofenone (Cn), clorobenzilidene malononitrile (Cs), cianuro d’idrogeno (Ac), gas mostarda o iprite (H o Hd), fosgene (Cg e Cx), i nervini sarin (Gg), soman (Gd), tabun (Ga) e agenti V (Vm e Vx). Per motivi tecnici ed operativi l’arsenale nordcoreano sarebbe costituito in maggior parte di iprite, sarin e agenti V. Durante gli anni ’90 è certo che Pyongyang abbia acquisito la capacità di dotarsi di agenti chimici “binari” ovvero costituiti da due componenti innocui che diventano letali solo una volta mescolati, cosa che avverrebbe solo al momento dell’esplosione del proietto, del razzo o poco prima, fattore che contribuisce a rendere molto più sicuro il maneggiamento e ne prolunga la stabilità in fase di deposito soprattutto per gli agenti nervini. La Corea del Nord è capace di produrre e impiegare armi chimiche che possono essere impiegate praticamente da quasi tutti i sistemi d’arma in forza all’esercito: dalla maggior parte dei pezzi di artiglieria e mortai sino alle testate dei missili balistici a corto e medio raggio passando per quelli di teatro (Frog) ed ai sistemi tipo Mlrs (<em>Multilpe Launch Rocket System</em>).</p>
<p>Il pericolo maggiore però arriva dal <strong>terrorismo</strong>: mettere le mani su agenti chimici, oppure su materiale radioattivo per fabbricare una bomba sporca, non è molto complicato e quindi il rischio di attentati utilizzanti questi ritrovati è abbastanza alto. Per scongiurare questa possibilità ci si affida a un grande lavoro preventivo, effettuato principalmente dagli organi di intelligence, ma bisogna essere preparati a rispondere a un&#8217;emergenza che potrebbe interessare non solo le strutture militari ma anche quelle civili.</p>
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		<title>La nuova grave accusa della Russia: &#8220;Esperimenti biologici su pazienti psichiatrici a Kharkiv&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-grave-accusa-della-russia-esperimenti-biologici-su-pazienti-psichiatrici-a-kharkiv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 18:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina, forze ucraine (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le accuse mosse da Mosca a Kiev sia prima che dopo lo scoppio del conflitto, c&#8217;è quella secondo cui le autorità ucraine starebbero fattivamente collaborando con le forze di Difesa Usa per la produzione di armi biologiche. Per questo dal Cremlino spesso si è fatto riferimento alla presenza di laboratori biologici all&#8217;interno del territorio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-grave-accusa-della-russia-esperimenti-biologici-su-pazienti-psichiatrici-a-kharkiv.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina, forze ucraine (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCVHGOjTC8GJqeStPOd_ANSA-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra le accuse mosse da Mosca a Kiev sia prima che dopo lo scoppio del conflitto, c&#8217;è quella secondo cui le autorità ucraine starebbero fattivamente collaborando con le forze di Difesa Usa per la produzione di <strong>armi biologiche</strong>. Per questo dal Cremlino spesso si è fatto riferimento alla presenza di <strong>laboratori biologici</strong> all&#8217;interno del territorio ucraino, gestiti secondo il governo russo da forze ricollegabili al <strong>Pentagono</strong>. L&#8217;ultima grave accusa in tal senso è arrivata nelle ultime ore. Da Mosca, il capo delle truppe di protezione dalle radiazioni delle forze armate russe,<strong> Igor Kirillov</strong>, ha puntato il dito senza mezzi termini contro Usa, Ucraina e anche diverse multinazionali farmaceutiche: &#8220;Fanno esperimenti biologici &#8211; si legge in una nota rilanciata dalla Tass &#8211; su pazienti psichiatrici&#8221;.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/36Fzw34"><strong>Il giallo dei laboratori biologici in Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3w5eG7t"><strong>Le mail che inchiodano Hunter Biden</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>La nuova accusa di Mosca</h2>
<p>Per il momento si parla molto di <strong>Kharkiv</strong> per via della controffensiva ucraina in corso. Qui più che altrove, le truppe di Kiev stanno riuscendo a respingere i russi e le truppe di Mosca stanno gradualmente lungo questo fronte ritornando al di là dei propri confini. Ma è proprio a Kharkiv, secondo Igor Kirillov, che si nasconderebbero le <strong>prove</strong> della presenza di laboratori biologici in grado di fare esperimenti su pazienti ricoverati all&#8217;interno di ospedali psichiatrici. &#8220;La Russia &#8211; si legge nella sua nota pubblicata dall&#8217;agenzia <em>Tass</em> &#8211; ha le prove di esperimenti biologici condotti dal Pentagono su pazienti di <strong>ospedali psichiatrici</strong> vicino a Kharkiv&#8221;. Una sola riga nella quale si accusano in un solo colpo <strong>Washington</strong> e <strong>Kiev</strong>. Gli Stati Uniti, in particolare, secondo i russi sarebbero rei di aver ideato crudeli esperimenti biologici. Mentre, dall&#8217;altro lato, gli ucraini sarebbero rei di consentire tutto ciò. In cambio, si fa capire implicitamente, del sostegno militare contro le truppe russe.</p>
<p>Ma Usa e Ucraina non sono gli unici attori su cui Kirillov ha puntato il dito: &#8220;Tutto questo avviene a Kharkiv &#8211; si legge ancora &#8211; con la partecipazione di <strong>Germania</strong>, <strong>Polonia</strong> e di alcune cause farmaceutiche&#8221;. Lo stesso militare russo le ha elencate nel suo comunicato. Si tratterebbe, in particolare, di <strong>Pfizer</strong>, <strong>Moderna</strong>, <strong>Merck</strong> e <strong>Gilead</strong>. Sarebbero queste aziende a partecipare fattivamente a programmi biologici condotti su dei pazienti ricoverati in strutture psichiatriche. Le prove in possesso del Cremlino al momento non sono state rese note e non sono di dominio pubblico. Difficile quindi accertare la veridicità delle parole di Kirillov. Di certo, nell&#8217;ottica russa, le nuove accuse sono destinate ad avere un importante impatto politico sull&#8217;attuale scenario ucraino.</p>
<h2>I timori del Cremlino sui laboratori biologici ucraini</h2>
<p>Quella delle ultime ore è forse l&#8217;accusa più grave, ma non l&#8217;unica lanciata dalla Russia su questo tema. Mosca sembra voler dimostrare, già dall&#8217;inizio della guerra, una certa intensa <strong>collaborazione</strong> tra Usa e Ucraina nella produzione di armi biologiche. Emblematica l&#8217;affermazione finale di Kirillov riportata nel suo comunicato odierno: &#8220;I leader del partito democratico statunitense &#8211; ha dichiarato &#8211; sono gli ideologi delle attività biologiche militari di Washington in Ucraina&#8221;. Appare chiaro il riferimento ai precedenti casi sollevati dal Cremlino. Tra febbraio e marzo più volte da Mosca sono state riportate accuse circa l&#8217;esistenza di laboratori biologici gestiti dagli Usa in Ucraina con il coinvolgimento, in particolar modo, di una parte del mondo politico statunitense e della stessa famiglia del capo della Casa Bianca.</p>
<p><strong>Hunter Biden</strong>, figlio del presidente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"> Joe Biden</a>, sarebbe tra gli artefici del programma di sviluppo dei laboratori biologici in Ucraina. Il Cremlino lo ha accusato partendo da alcune <strong>mail</strong> risalenti al 2014 e scovate nel 2019 da uno dei suoi laptop. In quelle conversazioni è venuto a galla il ruolo del fondo di investimento <strong>Rosemont Seneca</strong> nel finanziamento di bio-laboratori in Ucraina. Il fondo in questione nel 2014 era guidato da Hunter Biden, il quale poco dopo la rivolta di Euromaidan a Kiev e la salita al potere di un governo filo occidentale in Ucraina, è stato nominato nel consiglio di amministrazione di <strong>Burisma</strong>, società di gas ucraina. Grazie a questo doppio ruolo, il figlio del presidente avrebbe quindi messo in contatto Burisma con <strong>Metabiota</strong>, azienda californiana legata al <strong>Pentagono</strong> in quanto specializzata nella ricerca sulle malattie respiratorie. Finanziamenti e contatti che avrebbero quindi contribuito, <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-dubbi-su-hunter-biden-e-i-biolab-le-email-che-lo-inchiodano.html">come ricostruito da Roberto Vivaldelli su <em>InsideOver</em></a>, alla creazione di laboratori biologici collegati alla Difesa Usa in Ucraina.</p>
<p>Informazioni, quelle rivelate dalle mail, che sono apparse oro colato per il Cremlino per rimarcare i suoi sospetti circa la volontà statunitense di costruire armi biologiche a pochi passi dal confine russo. L&#8217;ultima grave accusa è quindi da considerarsi all&#8217;interno di questo scia, dove Mosca vede nella presenza di laboratori Usa in Ucraina un pericolo per la propria <strong>sicurezza</strong>. Ma quanto c&#8217;è di vero è impossibile dirlo.<a href="https://it.insideover.com/societa/il-giallo-dei-laboratori-biologici-in-ucraina.html"> Così come scritto da Federico Giuliani su InsideOver lo scorso 14 marzo</a>, &#8220;la sensazione è che l’intera vicenda dei laboratori possa essere una storia parzialmente reale (i laboratori esistono davvero) ma deformata e ingigantita dalla <strong>propaganda</strong>&#8220;. Occorre infatti considerare che è interesse del Cremlino trovare più tematiche possibili per giustificare, all&#8217;interno e all&#8217;esterno della Russia, la propria azione militare in Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-grave-accusa-della-russia-esperimenti-biologici-su-pazienti-psichiatrici-a-kharkiv.html">La nuova grave accusa della Russia: &#8220;Esperimenti biologici su pazienti psichiatrici a Kharkiv&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Regno Unito lancia l’allarme sul bioterrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-regno-unito-lancia-lallarme-sul-bioterrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 03:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=330457</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>&#8220;La docimastica etnologica&#8221; britannica ha sviluppato nel tempo le capacità dell’apparato d’informazione di Sua Maestà che oggi, prima di tutti, lancia l’allarme &#8220;bioterrorismo&#8221;. Le parole dell’ex premier Tony Blair, battute dalle più importanti agenzie stampa, lasciano ben poche interpretazioni agli analisti e la tensione del terrore torna a livelli preoccuparti. L’allarme sull’uso delle armi biologiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-regno-unito-lancia-lallarme-sul-bioterrorismo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-regno-unito-lancia-lallarme-sul-bioterrorismo.html">Il Regno Unito lancia l’allarme sul bioterrorismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>&#8220;La docimastica etnologica&#8221; britannica ha sviluppato nel tempo le capacità dell’apparato d’informazione di Sua Maestà che oggi, prima di tutti, lancia l’allarme &#8220;bioterrorismo&#8221;. Le parole dell’ex premier Tony Blair, battute dalle più importanti agenzie stampa, lasciano ben poche interpretazioni agli analisti e la tensione del terrore torna a livelli preoccuparti.</p>
<h2>L’allarme sull’uso delle armi biologiche da parte degli estremisti</h2>
<p>L’inquietante notizia scuote il mondo in uno dei più delicati momenti della storia. A riportare la nota è proprio la <em><a href="https://www.reuters.com/world/uk/former-uk-pm-blair-warns-west-should-prepare-bio-terrorism-threat-2021-09-06/?utm_campaign=trueAnthem%3A+Trending+Content&amp;utm_medium=trueAnthem&amp;utm_source=facebook&amp;fbclid=IwAR3pC6DYtnsWHl1b8q-GhI7MViZbBPN0ONmCo8rKkIOiK5UuBT6umhpodUA">Reuters</a></em>, che accende i riflettori sulle analisi e le informazioni inglesi e cita testualmente le parole dell&#8217;ex premier che affermano:“L&#8217;islamismo rimane una <strong>minaccia</strong> alla sicurezza di -primo ordine- e l&#8217;Occidente dovrebbe prepararsi al potenziale uso di armi biologiche da parte di gruppi estremisti&#8221;.</p>
<p>Parole pesanti come macigni, chiariscono le preoccupazioni del Regno Unito che ora vorrebbe rafforzare la partnership con i paesi europei per fronteggiare le minacce provenienti dal Sahel. Blair sembra soffermarsi sulla vulnerabilità dell’Occidente e sulle falle portate alla luce proprio dal Covid-19. L’incapacità e l’impreparazione ad una risposta rapida verso agenti patogeni hanno già fatto lezione ma ora, anche in virtù dei nuovi stravolgimenti geopolitici dell’Afghanistan, sarebbe opportuno &#8220;prepararsi al loro potenziale utilizzo&#8221; da parte di attori non statali.</p>
<p>L’agenzia inglese rimarca l’accento sulle amare riflessioni del laburista che risuonano come sirene. Le stesse puntano il dito sul fanatismo islamico e su quella parte dell’Islam radicata sull’ideologia della violenza. Blair infatti dichiara che: &#8220;anche se attualmente questo pericolo è lontano da noi, arriverà da noi&#8221;. La presa del potere dei talebani faciliterà la riorganizzazione e lo sviluppo dello Stato Islamico ed al-Qaeda, trovando proprio nell’Afghanistan un trampolino di lancio e nel contempo un punto di rifugio e d’appoggio per gruppi etnici-organizzati.</p>
<h2>L’analisi di Blair e la possibile escalation</h2>
<p>Nel <a href="https://institute.global/tony-blair/tony-blair-speech-royal-united-services-institute-defence-and-security-studies-rusi">discorso</a> tenuto al Royal United Services Institute for Defence and Security Studies, l’ex primo ministro ha confessato le sue perplessità sui <strong>talebani</strong> e su quanto le politiche future potranno essere indirizzate verso l’odio e la distruzione di tutto ciò che non sia conforme alla loro visione.</p>
<p>I talebani, ha ribadito Blair, &#8220;fanno parte del movimento globale dell&#8217;Islam radicale. Tale costituzione contiene molti gruppi diversi, che condividono la stessa ideologia di base&#8221;. Il problema reale consiste nel fatto che per loro esisterebbe soltanto una vera fede ed una sola visione della stessa. Tutto, proprio in relazione a questo, deve essere governato solamente in funzione di questa sola ed unica verità.&#8221;Il radicalismo islamico&#8221; percepisce la trasformazione della religione in dottrina politica e giustifica la lotta, se necessario in una lotta armata. I <a href="https://institute.global/policy/signposts-road-911-why-history-islamism-still-matters">rapporti</a> pubblicati rivelano come nei decenni l’islamismo radicale si sia sviluppato e rafforzato. Gli stessi analizzano i passaggi critici tra ideologia e violenza e come il proselitismo si sia diffuso all’interno di gruppi di diverse etnie, i quali hanno continuato a favorire la conversione anche di coloro che si ritenevano più moderati.</p>
<p>Lex capo del governo ha citato, inoltre, importanti informative descrittive sul concetto della Stato di Ulema, che è il principale consiglio dei religiosi sunniti in Iraq dalla caduta del regime di Saddam Hussein, oltre al monitoraggio dei gruppi jihadisti che hanno rivelato la sconfortante verità di un odio ed una sfida globale all’Occidente. Dall’analisi delle risorse risulta anche evidente che la preoccupazione dell’ex primo ministro è incentrata sia sulle policy influenzate dalle ideologie sciite della Repubblica Islamica iraniana, che su quelle sunnite dei pericolosi gruppi dei Fratelli-musulmani, ISIS, Boko Haram e al-Qaeda. Lo stesso laburista, infatti, inquadra questi gruppi, proprio come la reale causa di destabilizzazione di tutto Medio Oriente ed Africa. &#8220;Il contro-terrorismo da solo <strong>non fermerà</strong> una minaccia radicata&#8221;<strong>, <a href="https://m.youtube.com/watch?v=C5p5j_78hTY">afferma Blair</a>.</strong></p>
<p>Sebbene l’Europa stia già affrontando le conseguenze di altri disastri come per la Libia, Siria e Medio Oriente, la <span style="font-size: 1rem;">preoccupazione di un’escalation, </span><span style="font-size: 1rem;">a cui ne consegua una catastrofe senza precedenti, sembra sempre più prendere piede. Forse, proprio in virtù di questo, nella parte finale del discorso del politico inglese, si ha la percezione che </span><span style="font-size: 1rem;">l’ex premier inviti</span><span style="font-size: 1rem;"> tutti i partner ad una &#8220;coesione&#8221; per fronteggiare insieme il &#8220;problema del terrorismo&#8221;. Avocando, inoltre, il senso comune anche ad onorare il coraggio di tutte quelle donne afghane che, quotidianamente, rischiano la vita nella speranza di perseguire la libertà ed i valori occidentali.</span></p>
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		<title>Coronavirus e armi batteriologiche: sfatiamo il mito</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/coronavirus-atto-di-guerra-batteriologica-non-arma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2020 03:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1039" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus laboratorio microscopio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il suo nome ufficiale è Sars-Cov-2. È il virus responsabile dei casi di Covid19, ovvero la malattia che sta avendo caratteristiche di pandemia che ha spinto l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a dichiarare l’emergenza sanitaria globale, cosa già avvenuta in passato per le epidemie di H1N1, Zika ed Ebola. Il virus è uno dei tanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/coronavirus-atto-di-guerra-batteriologica-non-arma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1039" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus laboratorio microscopio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-al-microscopio-La-Presse-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il suo nome ufficiale è Sars-Cov-2. È il virus responsabile dei casi di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid19</a>, ovvero la malattia che sta avendo caratteristiche di pandemia che ha spinto l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a dichiarare l’emergenza sanitaria globale, cosa già avvenuta in passato per le epidemie di H1N1, Zika ed Ebola.</p>
<p>Il virus è uno dei tanti <strong>“coronavirus”</strong> che sono stati scoperti e che hanno colpito la popolazione umana nel corso degli anni. Non è un caso si chiami “Sars-Cov” in quanto ha in comune almeno il 70% del patrimonio genetico con un altro ben noto, e molto più pericoloso, “coronavirus”: la Sars.</p>
<p>Oltre a Sars-Cov-2, che per semplificazione narrativa chiameremo Covid19, e oltre al virus della Sars, <a href="http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioFaqMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&amp;id=228" target="_blank" rel="noopener">ne esistono altri cinque</a>: HCov-OC43, HCov-HKU1 (betacoronavirus), HCov-229E, HCov-NL63 (alphacoronavirus) e il Mers-Cov.</p>
<p>Come alcuni di voi ricorderanno l’epidemia di Sars-Cov esplose in Cina, nella provincia di Guangdong, nel novembre del 2002, mentre quella di Mers-Cov è più recente e risale al 2012 ed il primo caso è stato registrato in Arabia Saudita.</p>
<p>Al 22 febbraio, in base <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2" target="_blank" rel="noopener">ai dati pubblicati</a> dal <strong>Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc)</strong> nel sito dedicato al focolaio da nuovo coronavirus, sono stati notificati complessivamente <strong>77825 casi</strong> confermati in laboratorio di Covid19, di cui 2359 decessi. Un tasso di letalità pari al 3,03%.</p>
<p>Piccola parentesi terminologica: il tasso di letalità è un rapporto tra il numero dei morti e quello dei contagiati, il tasso di mortalità invece tra il numero dei morti e quello dell’intera popolazione (sana e non).</p>
<p>Se il 3% di letalità sembra tanto, occorre però considerare che altre due malattie da coronavirus che hanno assunto le caratteristiche di epidemia in passato hanno avuto<a href="https://www.sciencealert.com/how-worried-should-we-be-about-the-wuhan-coronavirus-outbreak" target="_blank" rel="noopener"> tassi molto più alti</a>: <strong>9,5% per la Sars</strong> e <strong>34,5% per la Mers</strong>.</p>
<p>Ora che abbiamo inquadrato la malattia nel suo “albero genealogico” possiamo addentrarci nel tema principale, ovvero provare a fare chiarezza sulle varie teorie che circolano a riguardo la nascita del virus Covid19.</p>
<h2>Le teorie sull&#8217;origine della pandemia di Covid19</h2>
<p>Attualmente esistono tre narrazioni sulle genesi della malattia.</p>
<p>La prima, quella principale e diremmo ufficiale, che sia derivata da una qualche forma di <strong>passaggio naturale</strong> del virus tra animale e uomo, in quanto esistono prove crescenti che dimostrano il legame tra Covid19 e altri coronavirus noti simili e circolanti tra i pipistrelli. Più precisamente quelli delle sottospecie di pipistrelli <em>rhinolophus</em>. Queste sottospecie sono abbondanti e ampiamente presenti nella Cina meridionale e in tutta l&#8217;Asia, il Medio Oriente, l&#8217;Africa e l&#8217;Europa. Studi recenti indicano che sono stati identificati oltre 500 tipi di coronavirus nei pipistrelli in Cina. Sotto la lente d’ingrandimento sarebbero quindi le <strong>abitudini alimentari</strong> dei cinesi in quella regione.</p>
<p>La seconda riferisce di un possibile <strong>esperimento sul virus</strong> andato fuori controllo nei laboratori cinesi. Secondo due biologi della South China University of Technology &#8220;le possibili origini del coronavirus 2019-nCoV potrebbero avere come causa gli animali infetti tenuti in laboratorio dal Centro per il Controllo delle Malattie di Wuhan (Whcdc), tra cui 605 pipistrelli&#8221;. &#8220;Il Whcdc è anche vicino all’Union Hospital dove il primo gruppo di medici è stato infettato durante questa epidemia. È plausibile che il virus sia trapelato e che alcuni di essi abbiano contaminato i pazienti iniziali, sebbene siano necessarie nuove prove&#8221;. La tesi dei ricercatori, <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/02/17/coronavirus-uscito-laboratorio-wuhan_gR57PH36KSpZcqmqwQEliM_amp.html" target="_blank" rel="noopener">come riportato anche da <em>Adnkronos</em></a>, è che i pipistrelli una volta hanno attaccato un ricercatore e &#8220;il loro sangue è finito sulla sua pelle&#8221;. Tesi suffragata da indagini sul genoma del virus, che è stato dimostrato essere identico in una percentuale che oscilla tra l’89 e il 96% a quello del coronavirus Bat Cov ZC45, ovvero quello dei pipistrelli. Il virus quindi sarebbe trapelato dal laboratorio, dopo il primo passaggio tra animale e uomo, che si trova a dodici chilometri da Wuhan.</p>
<p>La terza tesi, più complottista, è quella che Covid19 sia in realtà un’<strong>arma batteriologica</strong> studiata dagli <strong>Stati Uniti</strong> per colpire la Cina in un momento in cui Pechino sta sfidando apertamente l’egemonia di Washington sul piano globale.</p>
<p>Facciamo finta per un momento di non sapere che, sebbene la <strong>Cina</strong> stia compiendo passi da gigante nel campo della <strong>tecnologia militare</strong>, sia ampiamente indietro rispetto agli Usa per il semplice fatto che <strong>non dispone delle stesse capacità di proiezione di forza</strong> e nemmeno ha un <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-nucleari-cinesi-che-preoccupano-gli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener">arsenale nucleare</a> tale da essere considerabile un efficace strumento per un <em>first strike</em>, ma solo in grado di offrire una, al momento moderata, capacità di dissuasione e deterrenza. Facciamo anche finta di non sapere che la Cina <strong>non ha le stesse capacità Istar</strong> (Intelligence Surveillance Target Acquisition and Reconnaissance) che hanno gli Stati Uniti, e che sono fondamentali nel quadro del controllo del campo di battaglia e anche per lo stesso controllo della situazione globale. Facciamo finta di non sapere che la strategia americana è quella di <strong>contenere le potenze locali</strong> affinché non diventino egemoni su di uno scacchiere regionale, con possibilità di futura proiezione globale, e che pertanto gli attriti tra Washington e Pechino vadano inquadrati in questo senso piuttosto che in quello di una minaccia diretta all’egemonia globale americana, che non c’è (almeno per il momento), in quanto, lo ricordiamo, sono le navi militari battenti bandiera a stelle e strisce a pattugliare il Mar Cinese Meridionale, non quelle cinesi a farlo nel Golfo del Messico.</p>
<p>Limitiamoci quindi a considerare se sia possibile che Covid19 possa essere o meno un’arma batteriologica.</p>
<h2>Le caratteristiche di un&#8217;arma batteriologica</h2>
<p>Per capirlo ci vengono in aiuto gli stessi <strong>manuali militari</strong> che fissano i parametri affinché un agente patogeno possa essere utilizzato come arma batteriologica. Parametri che sono mutuati dalla virologia ma che, contrariamente a quanto possa pensare la vulgata, non sono per nulla intuitivi e soprattutto vanno considerati e rispettati nel loro insieme, pertanto anche se uno solo di questi viene a mancare, non si può parlare di arma batteriologica.</p>
<p>Essi sono sette:</p>
<ul>
<li>La <strong>virulenza</strong>, che misura la patogenicità (o potere patogeno) di un agente, ossia quanto esso è capace di provocare una malattia e di indurre lesioni nei tessuti colpiti, che deve essere pesante anche se non necessariamente letale &#8211;</li>
<li>L’<strong>infettività</strong>, che misura con quanta facilità un agente patogeno è in grado di infettare l&#8217;ospite. L&#8217;infettività è inversamente proporzionale al numero di organismi necessari per l&#8217;instaurarsi dell&#8217;infezione in un determinato ospite e si può considerare come la quantità di agente richiesto per scatenare l’infezione, che deve essere molto bassa per mantenere basso il rapporto dose/efficacia.-</li>
<li>La <strong>stabilità</strong>, cioè la capacità di un patogeno di sopravvivere per tempi più o meno lunghi al di fuori dell&#8217;ospite finché non colpisce la vittima designata, che deve essere moderata. &#8211;</li>
<li>Il <strong>grado di immunità naturale</strong> che deve essere necessariamente basso per poter assicurare la diffusione del contagio &#8211;</li>
<li>La <strong>disponibilità di vaccini</strong> specifici per garantire agli utilizzatori delle armi biologiche l’immunità alle stesse &#8211;</li>
<li>La possibilità di <strong>intervenire con terapie</strong> idonee per ridurre il malessere fisico che deve essere scarsa &#8211;</li>
<li>La <strong>trasmissibilità</strong>, cioè la facilità con cui la malattia si diffonde, che deve essere molto bassa al fine di non diffondere troppo l’epidemia e circoscriverla al gruppo di persone che si vuole colpire. A corollario di questo principio il tempo di incubazione deve necessariamente essere relativamente breve, per evitare che la fase asintomatica possa causare una diffusione dei soggetti colpiti col rischio di espansione incontrollata del contagio.</li>
</ul>
<h2>Covid19 quindi riesce a soddisfare tutti questi criteri?</h2>
<p>Per quanto riguarda la virulenza della malattia i dati ufficiali sono ancora incerti, ma la maggior parte dei casi attualmente confermati sembra avere una <strong>malattia lieve</strong>, e circa il 20% sembra progredire verso una malattia grave: polmonite, insufficienza respiratoria e in alcuni casi morte. Tali forme gravi sembra che si manifestino più spesso in soggetti già immunodepressi, debilitati da altre patologie, o anziani.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>infettività sembra che sia alta</strong>: secondo l’Ecdc il rischio di infezione per coloro che risiedono o sono in visita in zone con presunta trasmissione locale è, al momento, alto. Questo significa che il patogeno, che si trasmette principalmente per <em>droplet</em> e per contatto, ha un rapporto dose/efficacia basso.</p>
<p>La <strong>stabilità al momento non è calcolabile</strong> in quanto <a href="http://www.infezioniobiettivozero.info/9-infection-control/82-nuovo-coronavirus-persistenza-su-superfici-ambientali-e-sensibilita-a-disinfettanti" target="_blank" rel="noopener">i tempi di sopravvivenza</a> e le condizioni che incidono sulla persistenza di Covid19 nell&#8217;ambiente sono attualmente sconosciuti, anche se è stata notata una certa capacità di permanenza sulle superfici che quindi vanno disinfettate accuratamente.</p>
<p>Il <strong>grado di immunità naturale è alto</strong>: una buona percentuale di contagiati sta guarendo naturalmente e la malattia, come già detto, è caratterizzata da una letalità sensibilmente inferiore rispetto a quella osservata per altri coronavirus.</p>
<p>Per quanto riguarda la disponibilità di un <strong>vaccino specifico</strong>, questo ancora <strong>non esiste</strong>, e molto probabilmente non esisterà ancora per un periodo che va dai 6 ai 18 mesi. Questo è uno dei punti fondamentali per capire che non si può parlare di arma batteriologica: nessuno, infatti, ricorrerebbe ad una simile soluzione col rischio di essere a sua volta esposto al contagio non avendo un vaccino a disposizione, ed il virus <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2001191?query=featured_home" target="_blank" rel="noopener">è stato rilevato anche negli Stati Uniti</a>.</p>
<p>La possibilità di intervenire con <strong>terapie idonee</strong> per ridurre il malessere sembra <strong>scarsa</strong>: attualmente <a href="https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4247-coronavirus-2019-ncov-cina-cosa-e-trasmissione-incubazione-sintomi-assistenza-clinica-prevenzione.html" target="_blank" rel="noopener">non ci sono terapie consigliate</a> dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e nelle linee guida sull’assistenza ai pazienti sono indicate solo terapie di supporto, come l’ossigeno-terapia, la somministrazione di fluidi e l’uso empirico di antibiotici per trattare eventuali co-infezioni batteriche. Su alcuni pazienti si stanno però utilizzando alcuni farmaci già in uso o in sperimentazione per altre patologie, mentre per altri sono iniziati i test preclinici in vista di un possibile uso. Il 18 febbraio l&#8217;Iss riporta che il Chinese Clinical Trial Registry ha annunciato l’avvio di una sperimentazione clinica con clorochina (un antimalarico dimostratosi efficace in vitro e su modelli animali contro numerosi virus tra cui il coronavirus della Sars) e del lopinavir/r (una combinazione di due farmaci precedentemente usata con successo contro un altro tipo di virus &#8211; Hiv &#8211; ed utilizzata precedentemente durante l’epidemia di Sars che colpì la Cina nel 2003) e i primi risultati per quanto riguarda il primo farmaco sembrano incoraggianti.</p>
<p>La <strong>trasmissibilità</strong> del virus, il secondo fattore più importante per capire se i tratti di un’arma batteriologica, è alquanto elevata soprattutto se paragonata ad altri virus come la Mers o la Aviaria (H7N9). Questa caratteristica si misura tramite un parametro chiamato <strong>R<sub>0 </sub></strong>(si legge “R naught”). Se si stima che ogni persona ne contagi un’altra, R<sub>0</sub> equivale a 1, se invece l’indicatore risulta elevato rispetto al valore 1, significa che ogni persona ne sta contagiando più di una, e cioè che il virus si sta diffondendo velocemente. <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1286457920300265" target="_blank" rel="noopener"><strong>Covid19 ha un R<sub>0</sub> compreso tra 1,4 e 5,5</strong></a> (il morbillo, per fare un paragone, fa segnare un valore compreso tra 12 e 18, l’Hiv tra 2 e 4) mentre altre malattie molto più letali, nella fattispecie la Mers e l’Aviaria, hanno un R<sub>0</sub> inferiore a 1, fattore che, preso singolarmente, ne farebbe paradossalmente degli agenti più idonei per un’arma batteriologica. Il tempo di incubazione poi, stabilito <strong>tra i 2 e i 14 giorni</strong>, è mediamente troppo lungo.</p>
<p>Siamo davanti quindi ad un’arma batteriologica? Stante queste considerazioni <strong>possiamo dire di no</strong>: l’assenza di un vaccino, l’elevata trasmissibilità, la bassa virulenza, il buon livello di immunità naturale sono indicatori che non ci troviamo ad avere a che fare con questa possibilità.</p>
<p>Chi scrive pensa che le spiegazioni più logiche sull’origine di questa pandemia siano essenzialmente due, ovvero quella naturale oppure quella di un esperimento di laboratorio sfuggito di mano; esperimento che forse era volto alla ricerca di un vaccino polivalente per i coronavirus, che, storicamente, sembrano originarsi più spesso in quelle regioni del mondo.</p>
<p><strong>La logica dell’arma batteriologica</strong>, che si basa esclusivamente sul molto filosofico ma poco scientifico principio del <i>cui prodest</i>, <strong>non regge</strong>, né per motivazioni geopolitiche in senso generale né per le motivazioni tecniche sulle armi di questo tipo come abbiamo avuto modo di vedere.</p>
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