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	<title>re-salman Archives - InsideOver</title>
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	<title>re-salman Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il ricatto di Bin Salman a Trump:  perché gli Usa non scaricano Riad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalleanza-tra-usa-ed-arabia-saudita-va-oltre-le-questioni-etiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 08:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747-1024x665.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nella buona e nella cattiva sorte&#8221; è la formula usata per unire due parti in matrimonio, è una promessa che marito e moglie recitano davanti un altare. Essa vale spesso anche per altri tipi di matrimonio, a partire da quelli politici ed economici stipulati tra due nazioni. Si può dunque dire che tra Usa ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lalleanza-tra-usa-ed-arabia-saudita-va-oltre-le-questioni-etiche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lalleanza-tra-usa-ed-arabia-saudita-va-oltre-le-questioni-etiche.html">Il ricatto di Bin Salman a Trump:  perché gli Usa non scaricano Riad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8679747-1024x665.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Nella buona e nella cattiva sorte&#8221; è la formula usata per unire due parti in matrimonio, è una promessa che marito e moglie recitano davanti un altare. Essa vale spesso anche per altri tipi di matrimonio, a partire da quelli politici ed economici stipulati tra due nazioni. Si può dunque dire che tra <strong>Usa</strong> ed <strong>Arabia Saudita</strong> l&#8217;alleanza vale nella buona e nella cattiva sorte, a prescindere da chi regna in casa Saud, a prescindere se alla Casa Bianca c&#8217;è un democratico ed un repubblicano, a prescindere se scandali di omicidi e corruzione sconvolgano o meno il regno del petrolio.<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/caso-khashoggi-i-turchi-corpo-smembrato-messo-cinque-valigie-1596804.html"> Il caso Kashoggi </a>ne è emblematica testimonianza. </p>
<p>Nessun passo indietro Usa nell&#8217;alleanza con i Saud</p>
<p>Il caso del giornalista Kashoggi, come prevedibile, non riempie più le prime pagine. Non è al centro dei notiziari americani, impegnati specie in queste ore con le elezioni di medio termine, non se ne parla quasi più nemmeno nel Paese dove è avvenuto l&#8217;omicidio, la Turchia. Eppure il presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> avrebbe tutto l&#8217;interesse a continuare l&#8217;azione di discredito nei confronti dei Saud, suoi rivali in Medio Oriente. Anche in Europa la notizia non sembra suscitare più l&#8217;interesse dei primi giorni. Si è verificato quanto pronosticato. Il mistero della sparizione del giornalista saudita, non certo amico del principe ereditario saudita <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mohammad-bin-salman/">Mohammad Bin Salman</a>, scoppia il 2 ottobre scorso quando il cronista entra nel consolato saudita di Istanbul. Poi di lui si perdono le tracce, fino a quando anche da Riad si conferma che Kashoggi è stato ucciso. Ancora gli inquirenti cercano il suo corpo, probabilmente fatto a pezzi per cercare di nascondere il più possibile l&#8217;accaduto. </p>
<p>Da un punto di vista investigativo molte cose non tornano, ma sotto il<strong> profilo politico </strong>il caso è già chiuso. Nonostante l&#8217;onda emotiva interna all&#8217;opinione pubblica americana ed europea, non c&#8217;è nessun passo indietro circa l&#8217;alleanza tra Usa (e, di riflesso, l&#8217;occidente) e l&#8217;Arabia Saudita. Il dito puntato da molti contro Mohammad Bin Salman non sembra smuovere, in tal senso, le acque. Nei primi giorni dalla Casa Bianca si ipotizza, per provare a salvare la faccia, l&#8217;azione di qualche cellula solitaria impazzita interna ai servizi sauditi. Un modo per iniziare anche a far sgonfiare la pressione sul principe ereditario. Un modo, in poche parole, per aiutare l&#8217;attuale leadership a Riad. Eppure proprio nelle settimane precedenti all&#8217;omicidio Kashoggi, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/torna-a-parlare-mohamed-bin-salman/">qualche frecciatina non tanto velata Trump a Mohammad Bin Salman l&#8217;ha lanciata</a>: &#8220;Senza di noi, durereste quindici giorni. Dovreste pagarci per la sicurezza che vi forniamo&#8221;, ha urlato in un comizio rivolgendosi a Re Salman ed al figlio erede al trono. Ma, come in ogni matrimonio, alla fine prevale la promessa &#8220;nella buona e nella cattiva sorte&#8221; appunto. E così, nonostante qualche divergenza, gli Usa vanno in soccorso dei consorti sauditi. Tutto appianato, tutto superato. Il matrimonio tra Washington e Riad può continuare. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61014"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61014" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/10/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>Il perché della solida alleanza tra Stati Uniti ed Arabia Saudita</p>
<p>Non c&#8217;è soltanto il petrolio lungo l&#8217;asse che lega i due Paesi. Chiaro che l&#8217;oro nero fa gola, del resto le riserve saudite da decenni sono quelle da cui si estraggono alcune delle quantità maggiori di greggio. Ma tra Casa Bianca e palazzo reale di Riad il matrimonio è figlio di tanti altri <strong>numerosi interessi</strong>. In primo luogo, gli Usa hanno bisogno di basi e di liberi accessi per i propri mezzi militari in Medio Oriente. Lo si è visto ad esempio durante la Prima Guerra del Golfo, quando lo stanziamento di un grande contingente in Arabia Saudita si è rivelato decisivo per le sorti di quel conflitto contro Saddam Hussein. Dunque, per la sua posizione strategica, il regno dei Saud non può essere abbandonato né lasciato al suo destino. Quella stessa sicurezza per la quale Trump esorta il pagamento di altri dollari agli americani, per Washington in realtà è essenziale per la sua strategia in Medio Oriente. Ecco perché, a prescindere che sieda un democratico o un repubblicano, gli Usa difficilmente mollerebbero i Saud anche se questi ultimi si rendono protagonisti di crimini e scempi. Il caso Kashoggi, così come soprattutto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/">la scriteriata guerra nello Yemen</a>, sono soltanto alcuni degli ultimi episodi che vedono la casa reale saudita profondamente screditabile. </p>

<p>Poi vi è anche la questione delle<strong> armi</strong>. Nel mese di maggio del 2017 il primo viaggio di Trump all&#8217;estero come presidente è proprio in Arabia Saudita ed esce fuori un contratto da 140 miliardi di dollari in dieci anni per la fornitura di armi a Riad. La necessità della sicurezza nel paese alleato ha per gli Usa anche un inevitabile vantaggio economico sotto il profilo della vendita delle armi. Dunque, prima ancora che politica, la questione appare militare e sarebbe proprio l&#8217;apparato militare a premere affinché mai venga messa in discussione l&#8217;alleanza tra i due paesi. A sottolinearlo è il politologo Micah Zenko in un articolo apparso su <em>Foreign Policy</em>. &#8220;In tutte le amministrazioni democratiche e repubblicane &#8211; <a href="https://foreignpolicy.com/2018/10/24/the-pentagon-loves-saudi-arabia-in-sickness-and-in-health/">scrive Zenko</a> &#8211; l&#8217;accesso militare diretto e stabile al Medio Oriente è una priorità di politica estera molto più alta di qualsiasi considerazione morale o etica&#8221;. Al di là di Kashoggi, al di là dello Yemen, al di là degli arresti senza processo e della persecuzione degli sciiti nel Qatif: l&#8217;alleanza tra Usa ed Arabia Saudita va avanti al di là di tutto e tutti. E sarà così ancora per lungo tempo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lalleanza-tra-usa-ed-arabia-saudita-va-oltre-le-questioni-etiche.html">Il ricatto di Bin Salman a Trump:  perché gli Usa non scaricano Riad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quegli intrecci tra il principe saudita  e la famiglia di Osama bin Laden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-fine-della-famiglia-bin-laden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2018 07:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La famiglia Bin Laden è nota a livello internazionale soprattutto per le attività terroristiche di un suo membro: Osama Bin Laden. Fondatore di Al Qaeda, lodato come combattente anti sovietico negli anni &#8217;80 dalla stampa occidentale, negli anni Novanta diventa minaccia principale con la sua organizzazione terroristica che mira ad esportare la jihad in tutto il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fine-della-famiglia-bin-laden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fine-della-famiglia-bin-laden.html">Quegli intrecci tra il principe saudita  e la famiglia di Osama bin Laden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La famiglia Bin Laden è nota a livello internazionale soprattutto per le attività terroristiche di un suo membro: <strong>Osama Bin Laden</strong>. Fondatore di Al Qaeda, lodato come combattente anti sovietico negli anni &#8217;80 dalla stampa occidentale, negli anni Novanta diventa minaccia principale con la sua organizzazione terroristica che mira ad esportare la jihad in tutto il mondo. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/al-qaeda-attentati-11-settembre/" target="_blank">Poi arriva l&#8217;11 settembre</a>, gli attacchi alle torri gemelle e tutto quanto ne segue sotto un profilo mediatico. Ma Osama Bin Laden è soltanto un membro di una vasta famiglia saudita, che affonda le proprie fortune nell&#8217;<strong>edilizia</strong> e nell&#8217;amicizia con la casa reale dei<strong> Saud</strong>. Questa famiglia, ad oggi, appare letteralmente caduta in disgrazia. </p>
<p>L&#8217;epopea della famiglia Bin Laden</p>
<p>Le origini di questo casato sono piuttosto umili. Tutto parte dall&#8217;iniziativa di <strong>Mohamed bin Laden</strong>, padre di Osama. Nato nel 1908 non lontano da Al Mukalla, nell&#8217;attuale Yemen, le cronache degli anni Venti lo indicano come un giovane emigrato in Arabia Saudita senza istruzione. Per mantenersi lavora come facchino portuale a Gedda, finché nel 1930 grazie ai risparmi accumulati ed al suo senso degli affari riesce ad aprire una propria attività commerciale nel settore dell&#8217;edilizia. Sono quelli gli anni in cui <strong>&#8216;Abd Al Aziz bin Saud</strong> fonda il regno saudita, il quale ottiene l&#8217;indipendenza nel 1932. Mohamed Bin Laden riesce a diventare molto amico del primo re saudita, tanto da iniziare ad avere diversi appalti importanti da Riad fino a la Mecca e Gedda. Inizia così un&#8217;ascesa nel mondo degli affari che pone la famiglia Bin Laden come la più ricca del paese, dopo i Saud. </p>
<p>Mohamed bin Laden nel corso della sua vita ha 22 mogli e 56 figli, tra cui per l&#8217;appunto Osama Bin Laden che nasce nel 1957. La sua compagnia diventa la più importante del regno: non c&#8217;è grande progetto edilizio in Arabia Saudita che non ha lo &#8220;zampino&#8221; dell&#8217;azienda di Bin Laden. Mohamed muore in un incidente aereo (strano scherzo del destino visto il motivo per il quale è noto Osama Bin Laden) nel 1967. La sua fortuna viene lasciata ai tanti figli che proseguono la sua opera. A differenza dei Saud, i Bin Laden vivono una vita più austera e meno vocata al lusso ed all&#8217;ostentazione della ricchezza. I rapporti tra le due famiglie continuano a fare le fortune dei Bin Laden. </p>
<p>La famiglia Bin Laden in &#8220;disgrazia&#8221; </p>
<p>Tutto questo fino al 2015. Nemmeno l&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre 2001, che ha fatto del nome Bin Laden quasi un sinonimo della jihad internazionale, produce tanti danni alla famiglia quanto l&#8217;avvento della nuova governance in seno ai Saud. Nel 2015 muore infatti Re Abd Allah ed a succedergli è<strong> Re Salman</strong>, attuale sovrano che pone il figlio, <strong>Mohammed bin Salman</strong>, nelle posizioni di vertice fino a nominarlo nel 2017 principe ereditario del regno. </p>
<p>Il 2015 è l&#8217;anno della caduta del prezzo del <strong>petrolio</strong>, così come dell&#8217;inizio della sciagurata avventura bellica dei sauditi nello Yemen. Elementi questi che causano gravi buchi di bilancio nelle casse dei Saud, i quali sono costretti a rinunciare a numerosi progetti anche di natura edilizia. Re Salman blocca molte opere in progetto, tante di queste sono costruzioni edilizie miliardarie affidate ai Bin Laden. A complicare il quadro per la famiglia non reale più ricca del paese, ci si mette anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.youtube.com/watch?v=xjUlYVDJG6g">un incidente che nel settembre 2015 provoca il crollo di una gru</a> vicino la grande moschea di La Mecca. L&#8217;episodio, accaduto all&#8217;interno di un cantiere dell&#8217;azienda dei Bin Laden, provoca 107 vittime e lede l&#8217;immagine della famiglia. A questo punto i bilanci della società iniziano a non essere più rosei, i cantieri ed i lavori a cui i Bin Laden prestano servizio sono sempre meno. Decine di lavoratori rimangono senza stipendio, il governo di Riad avvia una causa legale contro la società e, in generale, i rapporti tra i Bin Laden ed i Saud iniziano a deteriorarsi dopo decenni di collaborazioni varie.</p>
<p>Le mosse di Mohamed bin Salman</p>
<p>Inizialmente, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/investigates/special-report/saudi-binladin-fall/">secondo la ricostruzione fornita dalla <em>Reuters</em></a>, Mohamed bin Salman ha intenzione di avvicinarsi al gruppo dei Bin Laden. Nel 2015 infatti, prima della scalata al potere sua e del padre, sarebbe pervenuta a <strong>Bakr Bin Laden</strong>, presidente della società, una proposta di ingresso nell&#8217;azienda da parte del figlio del sovrano. Sempre alcune fonti contattate dalla <em>Reuters</em> dichiarano che Bakr Bin Laden esita di fronte a questa proposta, fatto piuttosto raro considerando come i Bin Laden difficilmente rispondano negativamente ad una proposta di un membro dei Saud. Anche se alcuni funzionari sauditi smentiscono le velleità di Mohamed bin Salman di entrare in società, secondo altre fonti invece la proposta ha come fine ultimo quella di risollevare le sorti di un&#8217;azienda che risente del calo del prezzo del petrolio e dell&#8217;incidente di La Mecca del settembre 2015.</p>
<p>L&#8217;iniziativa non va comunque in porto. Se la situazione tra il 2015 ed il 2016 non sembra rosea per i Bin Laden, i guai veri e propri hanno inizio nel novembre 2017. In quel mese Mohammed bin Salman, nel frattempo divenuto principe ereditario e uomo più potente del regno, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-prova-forza-rischia-destabilizzare-larabia-saudita/">attua una feroce politica di repressione</a>. Ufficialmente si tratta di misure anti corruzione, in realtà vengono sbattuti in dorate galere costituite da lussuose stanze d&#8217;albergo decine di potenziali oppositori. Vengono infatti arrestati principi, sceicchi, imprenditori e uomini d&#8217;affari. Tra questi in elenco risultano anche i fratelli <strong>Bakr, Saleh e Saad Bin Laden</strong>. Molti di coloro che vengono arrestati in quei giorni sono costretti a cedere miliardi di dollari personali o di azioni di importanti società allo Stato. </p>
<p>Non fa eccezione la famiglia Bin Laden. Il 36% del colosso immobiliare creato dal padre finisce nelle mani di una società chiamata <strong>Istidama</strong>. Si tratta di un ente in cui convogliano numerosi investimenti e dove viene dirottata anche una parte delle ingenti somme sequestrate per volere di Mohammed bin Salman. Istidama sarebbe controllata, sempre secondo la <em>Reuters</em>, direttamente dal ministero delle finanze e dunque il 36% dell&#8217;azienda Bin Laden che la famiglia ha dovuto cedere diventa di fatto statale. Il passaggio, obbligato da Mohamed bin Salman, viene descritto come fondamentale per ridare linfa ad un&#8217;azienda in crisi. Ma in realtà, oltre alla confisca di parte dell&#8217;azienda, ai Bin Laden vengono tolte molte proprietà personali.</p>
<p>Ville, Ferrari, prodotti di lusso, nonché conti correnti: ai fratelli Bin Laden viene confiscata parte della loro ricchezza accumulata. Ai familiari non colpiti direttamente dalla scure di Mohamed bin Salman, viene comunque impedito di andare all&#8217;estero e numerosi conti correnti vengono congelati. Oggi i fratelli Bin Laden, ad accezione di Bakr, sarebbero tutti liberi ma fortemente limitati nella loro attività. L&#8217;azienda attualmente ha più di cento cantieri, tra cui anche uno inerente il maxi progetto Neom, un immenso distretto commerciale voluto dallo stesso bin Salman. Ma i rapporti tra Bin Laden e Saud sembrano definitivamente compromessi. La famiglia che annovera al suo interno anche il fondatore di Al Qaeda, non sembra più quella potente di appena pochi anni fa. Potrebbe essere, secondo molti, la fine di una lunga ed incredibile saga iniziata negli anni &#8217;30. </p>

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		<title>I fallimenti in politica estera  di Mohammad bin Salman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-fallimenti-del-principe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2018 07:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Indicato come uomo forte di Riad, addirittura come sovrano de facto del paese arabo, adesso Mohammad bin Salman si trova impelagato nel prepotente ritorno dei suoi nemici e rivali interni ai Saud. Un ritorno figlio dei tanti fallimenti in politica estera oramai conclamati e che, tra le altre cose, rischiano di provocare il collasso delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-fallimenti-del-principe.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7691994-1-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Indicato come uomo forte di Riad, addirittura come sovrano de facto del paese arabo, adesso <strong>Mohammad bin Salman</strong> si trova impelagato nel prepotente ritorno dei suoi nemici e rivali interni ai Saud. Un ritorno figlio dei tanti<strong> fallimenti in politica estera</strong> oramai conclamati e che, tra le altre cose, rischiano di provocare il collasso delle casse saudite. </p>
<p>I fallimenti in politica estera di Mohammad bin Salman</p>
<p>La sua scalata al potere appare netta e decisa dal 2015 in poi. In un Paese abituato ad essere governato da ottuagenari e dove anche coloro che sono indicati come principi ereditari non hanno meno di 70 anni, l&#8217;avanzata verso il trono del poco più che trentenne Mohammad bin Salman assume caratteri molto più che curiosi. Essa è legata, a sua volta, alla scalata di suo padre Salman. Quest&#8217;ultimo fino al 2012 non appare destinato ad essere futuro sovrano, ma i due principi ereditari designati da re Abd Allah, Sultan e Nayef, muoiono a distanza di pochi mesi tra la fine del 2011 e l&#8217;inizio del 2012. A quel punto Salman viene designato erede ed il figlio Mohammad inizia a bruciare le tappe e ad avere incarichi prestigiosi dentro la corte. Padre e figlio completano la scalata nel gennaio 2015: alla morte di Re Abd Allah sul trono sale Re Salman, il quale nomina Mohammad bin Salman ministro della difesa.</p>

<p>Da questo momento in poi la linea della politica estera è dettata dal rampollo di casa Saud. Con la protezione del padre, le mosse di Mohamed bin Salman iniziano ad essere le uniche della famiglia reale. Ed è proprio nel 2015 che inizia la prima e, al momento, anche la più fallimentare avventura dell&#8217;Arabia Saudita all&#8217;estero:<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/"> la guerra nello Yemen</a>. L&#8217;intervento contro gli sciiti Houti ha luogo nel marzo 2015 e, dopo gli annunci di un conflitto lampo, il tutto invece si rivela un clamoroso disastro. A più di tre anni di distanza la guerra è ancora in corso e la coalizione a guida saudita ha perso soldi, uomini e mezzi rimanendo impantanata in un <strong>conflitto che appare con poche vie d&#8217;uscita</strong>. </p>
<p>L&#8217;altro punto importante della linea di politica estera voluto da Mohammad bin Salman, riguarda<strong> l&#8217;accentuazione del braccio di ferro con l&#8217;Iran</strong>. La rivalità tra i due paesi raggiunge l&#8217;apice e la stessa guerra nello Yemen appare come un conflitto per procura al fine di indebolire Teheran ed i suoi alleati. Nel giugno 2017, dopo la visita di Donald Trump a Riad, il governo saudita insieme agli alleati della penisola arabica impone <strong>l&#8217;embargo al Qatar.</strong> Ufficialmente Doha viene accusata di continuare a sostenere il terrorismo e l&#8217;Arabia Saudita, con Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed inizialmente Egitto, decide di chiudere i confini mettendo in difficoltà le aziende qatariote. In realtà, anche dietro questa mossa, vi è il tentativo di imporre nella regione la linea saudita di contrapposizione all&#8217;Iran. Il Qatar infatti ha rapporti con Teheran, assieme gestiscono un grande giacimento sepolto nello specchio d&#8217;acqua tra i due Paesi e, complessivamente, Doha appare essere più autonoma dall&#8217;Arabia Saudita. Ma pure in questo caso Mohammad bin Salman va incontro al fallimento.</p>
<p>Il Qatar infatti non rimane isolato:<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/i-militari-turchi-inviati-doha-erdogan-si-schiera-qatar-1406776.html"> riceve aiuto dalla Turchia</a>, riceve armi dagli stessi Stati Uniti e rinsalda i rapporti con la Russia. Dulcis in fundo, Doha e Teheran intraprendono un dialogo sempre più stretto capace anche di rifornire il piccolo emirato di tutta la merce che non arriva più dal confine saudita. In poche parole, l&#8217;Arabia Saudita di Mohammad bin Salman esce sconfitta anche da questo fronte. La scure anti iraniana imposta dal principe ereditario si abbatte a novembre sul<strong> Libano</strong>. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/ascesa-declino-del-rampollo-della-famiglia-libanese-hariri/">Il primo ministro Hariri</a>, il quale ha la doppia cittadinanza libanese e saudita, a novembre viene costretto a dimettersi. L&#8217;annuncio però arriva da Riad e non da Beirut: di fatto Hariri appare obbligato a rimanere in territorio saudita ed a lasciare l&#8217;incarico di capo di un governo di cui fa parte anche Hezbollah. </p>

<p>La mossa voluta, almeno stando alle fonti di Riad, da Mohammad bin Salman non va in porto. Anzi, non solo Hariri torna in Libano da primo ministro, ma nelle elezioni di pochi mesi fa gli sciiti di Hezbollah hanno visto l&#8217;aumentare del proprio numero di seggi. Forse questo segna, almeno per il momento, il definitivo fallimento della politica estera voluta dall&#8217;erede al trono. </p>
<p>Fallimenti anche interni da parte del principe</p>
<p>Se la politica estera appare fallimentare, quella interna risulta addirittura ridimensionata dallo stesso sovrano. <strong>Mohammad bin Salman nel 2015 lancia &#8220;Vision 2030&#8221;</strong>, un programma che mira a rendere l&#8217;Arabia Saudita meno dipendente dal petrolio in economia. Perno di Vision 2030 è la privatizzazione del 5% di Aramco, il colosso saudita dell&#8217;energia, che frutterebbe da subito cento miliardi di Dollari nelle casse dei Saud. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/e-stato-il-re-saudita-a-stoppare-il-progetto-aramco/">Ma il progetto viene fermato da Re Salman</a>: l&#8217;anziano genitore vuole ancora dimostrare di essere lui al potere e pone il veto su questa fondamentale tematica. La privatizzazione fallisce e Vision 2030 è destinato ad arrancare. </p>

<p>Tutto questo sta aprendo il fianco al ridimensionamento di Mohammad bin Salman ed a potenziali contrattacchi degli avversari, osteggiati ed in alcuni casi messi fuori gioco negli ultimi anni. Il ramo dei Saud rimasto in &#8220;minoranza&#8221; dall&#8217;avvento del giovane principe ereditario, sulla scia degli insuccessi dell&#8217;erede al trono adesso inizia a scalpitare ed a chiedere di essere ascoltato. A partire da <strong>Mohammad bin Nayef</strong>, zio di Mohammad bin Salman ed esautorato dal suo ruolo di erede dal trono, che Re Salman ha destinato improvvisamente al figlio. Ma tanti altri, all&#8217;interno di casa Saud, sono pronti alla prima occasione a chiedere la testa del rampollo non più tanto prodigio. </p>
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		<title>Il piano dell&#8217;Arabia Saudita:  trasformare il Qatar in un&#8217;isola</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piano-dellarabia-saudita-trasformare-qatar-unisola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 08:37:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_3645091.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_3645091.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_3645091-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_3645091-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_3645091-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La lunga faida tra l&#8217;Arabia Saudita e il Qatar appare giunta a un nuovo culmine negli ultimi giorni, dopo che da Riad sono rimbalzate le voci legate a un ipotetico progetto infrastrutturale con cui la petromonarchia wahabita punterebbe a segnalare dal punto di vista fisico l&#8217;inconciliabile opposizione al piccolo e prospero emirato, arrivando a trasformarlo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-dellarabia-saudita-trasformare-qatar-unisola.html">[...]</a></p>
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<p>Saud al-Qahtani, consigliere del principe ereditario saudita <strong>Mohammad bin Salman</strong>, ha infatti comunicato via Twitter che il progetto &#8220;Isola di Salwa&#8221;, come è stato denominato, è oramai entrato nella fase dei dettagli. Dopo aver <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gas-dietro-la-crisi-del-qatar/">chiuso il confine terrestre e aver rotto le relazioni diplomatiche con il Qatar </a>14 mesi fa, l&#8217;Arabia Saudita rinfocola la competizione con Doha ai massimi livelli e lancia una sfida geopolitica, dato che lo scavo del canale non avrà ripercussioni soltanto sui rapporti diplomatici tra i due Paesi.</p>
<p>I dettagli sul &#8220;canale della discordia&#8221;</p>
<p>&#8220;Il canale&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agi.it/estero/qatar_isola_piano_arabia_saudita-4335882/news/2018-09-02/" target="_blank">scrive l&#8217;<em>Agi</em></a>, &#8220;si estenderebbe da Salwa a Khor al-Adeed, per una lunghezza di 60 chilometri e si estenderebbe sull&#8217;unico confine terrestre del Qatar. L’opera dovrebbe avere una profondità tra i 15 e i 20 metri e sarebbe larga 200 metri, permettendo così il passaggio di navi mercantili fino a 33 metri di larghezza e 295 metri di lunghezza. Questo canale potrebbe essere realizzato in 12 mesi utilizzando le tecniche recentemente usate in Egitto per allargare il Canale di Suez&#8221;.</p>
<p>Sulle spone del canale l&#8217;Arabia Saudita porterebbe pressione diretta al Qatar attraverso la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://gulfnews.com/news/gulf/saudi-arabia/saudi-arabia-moves-ahead-with-salwa-canal-plan-1.2238965#.WyogxF9GnBk.twitter" target="_blank">costruzione di una base militare</a> e, al tempo stesso, negherebbe ostentatamente a Doha qualsiasi diritto di navigazione su un tratto di acque destinato a rientrare completamente sotto la sovranità di Riyadh. Inoltre, pare che Riyadh si sia accordata con gli Emirati Arabi Uniti per l&#8217;inserimento nel progetto di un sito di smaltimento per scorie nucleari provenienti dalle centrali di entrambi i Paesi.</p>
<p>Il costo complessivo del progetto, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2018/sep/01/saudi-arabia-may-dig-canal-to-turn-qatar-into-an-island" target="_blank">segnala il </a><em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.theguardian.com/world/2018/sep/01/saudi-arabia-may-dig-canal-to-turn-qatar-into-an-island" target="_blank">Guardian</a>, </em>dovrebbe aggirarsi sui 750 milioni di dollari. Tuttavia, l&#8217;impermeabilità di entrambi i governi alle richieste di maggiori dettagli da parte dei media internazionali porta a dubitare della reale possibilità che il progetto possa decollare in tempi brevi.</p>
<p>Progetto reale o guerra psicologica tra Arabia Saudita e Qatar?</p>
<p>L&#8217;unica conferma per il canale di isolamento del Qatar, in primo luogo, è arrivato da una fonte vicina al principe ereditario: Mbs, tuttavia, è ben lungi dall&#8217;essere il <em>dominus </em>della politica saudita che era sino a qualche mese fa, dato che l&#8217;anziano Re Salman ha di recente spinto per <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/in-arabia-saudita-e-ancora-re-salman-a-regnare/" target="_blank">esercitare sino in fondo tutte le sue prerogative monarchiche</a>. </p>
<p>Salman ha bloccato per sua iniziativa la quotazione in borsa di una frazione del capitale del colosso petrolifero Aramco, infliggendo così un durissimo colpo alle speranze di riforme di Mohammad bin Salman, fondate sulla volontà di finanziare coi proventi ottenuti in borsa il programma di riforme Saudi Vision 2030. &#8220;Nell’immediato i Saud non possono contare sui cento miliardi di dollari freschi che sarebbero entrati nelle casse del regno&#8221;, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/arabia-saudita-fallisce-loperazione-aramco/" target="_blank">ha scritto Mauro Indelicato</a>. &#8220;A medio – lungo termine il ritorno d’immagine negativo rischia di far naufragare sul nascere il progetto Vision 2030&#8221;.</p>

<p style="text-align: left">In questo contesto, per i vertici di Riyadh un rinfocolamento delle tensioni internazionali potrebbe contribuire a compattare un fronte interno sempre più precario. La statunitense Arabia Foundation, <a href="https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2018/06/21/saudi-media-says-kingdom-could-turn-qatar-its-neighbor-and-rival-into-an-island/?utm_term=.f84c21d9d1e8" target="_blank">citata dal </a><em><a href="https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2018/06/21/saudi-media-says-kingdom-could-turn-qatar-its-neighbor-and-rival-into-an-island/?utm_term=.f84c21d9d1e8" target="_blank">Washington Post</a>, </em>segnala che il rilancio dell&#8217;opposizione a Doha rientra in tali schemi: un&#8217;operazione di guerra psicologica volta a stemperare una tensione interna giunta a livelli apicali. </p>
<p>In Medio Oriente, le parole dei leader sono seconde in ambiguità solo ai loro silenzi. Nello scenario del &#8220;canale della discordia&#8221;, le fonti ufficiali tacciono e si mantengono guardinghe. Segno che, in ogni caso, qualcosa nei sottofondi del potere di Riyadh si sta muovendo. E non è detto che le operazioni coperte siano funzionali alle dichiarazioni pubbliche, anzi: molto spesso, in casa Saud, è vero l&#8217;esatto opposto.</p>
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		<title>L&#8217;Arabia Saudita alla resa dei conti:  ora Bin Salman è sempre più solo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontri-in-casa-saud-il-fratello-del-sovrano-contro-lerede-al-trono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 07:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965-1024x665.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Che la famiglia Saud non brilli per compattezza ed unione è un dato abbastanza risaputo. La storia del regno è costellata di sparizioni improvvise, colpi di Stato, liti tra fratelli od anche tra padri e figli, nonché divisioni in clan e sottogruppi. Ma quanto accaduto in Gran Bretagna nei giorni scorsi appare andare oltre e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-in-casa-saud-il-fratello-del-sovrano-contro-lerede-al-trono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8045965-1024x665.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Che la <strong>famiglia Saud</strong> non brilli per compattezza ed unione è un dato abbastanza risaputo. La storia del regno è costellata di <strong>sparizioni improvvise</strong>, colpi di Stato, liti tra fratelli od anche tra padri e figli, nonché divisioni in clan e sottogruppi. Ma quanto accaduto in Gran Bretagna nei giorni scorsi appare andare oltre e segna, molto probabilmente, l&#8217;emblema del clima che si respira tra i palazzi reali di Riad. </p>
<p>Le parole del fratello del Re ad alcuni contestatori </p>
<p><strong>Ahmed bin Abdelaziz</strong> non è un membro qualunque della famiglia Saud. Egli è il trentunesimo figlio del fondatore del regno, ossia Re Abd al-ʿAzīz, uno dei pochi rimasti in vita tra i diretti discendenti del primo sovrano saudita. Per quersto motivo, Ahmed è dunque anche uno dei fratelli dell&#8217;attuale sovrano, Re Salman, nonché quindi zio del principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman</strong>. Oltre alle parentele, Ahmed vanta un passato di ruoli attivi nel governo di Riad: per più di trent&#8217;anni è stato vice ministro dell&#8217;Interno, nel 2012 arriva la promozione a ministro degli interni. Il suo mandato da titolare del dicastero dura però pochi mesi, l&#8217;allora ReʿAbd Allāh lo sostituisce con Mohammed bin Nayef, futuro principe ereditario e prima vittima delle &#8220;<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/11/05/news/arabia_saudita_nuovo_giro_di_vite_arrestati_10_principi_e_decine_di_ex_ministri_l_accusa_corruzione-180265831/">purghe</a>&#8221; in seno ai Saud inaugurate nel 2017 da Mohammed bin Salman. </p>

<p>Da allora Ahmed preferisce dedicarsi alla sua attività di imprenditore, le velleità di incarichi politici sembrano in qualche modo al momento messe da parte. Ma le sue parole hanno comunque un peso e qui ecco che entra in scena l&#8217;episodio sopra menzionato. In particolare, mentre Ahmed percorre una traffica strada di Londra e si accinge ad entrare dentro un ufficio, un gruppo di contestatori inizia a scandire slogan contro Riad. &#8220;<strong>Down down Al Saud</strong>&#8221; è il grido di alcuni cittadini assiepati vicino il marciapiede dove Ahmed passeggia in attesa di entrare in un edificio. Per nulla sorpreso dalla contestazione, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2018/09/saudi-royal-king-heir-apparent-responsible-yemen-war-180904111416506.html">il principe saudita si avvicina ai manifestanti </a>e chiede loro il motivo di quello slogan. Alcuni di loro senza mezzi termini puntano il dito sulla<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/"> guerra nello Yemen</a> e, in particolare, la famiglia Saud viene accusata come prima responsabile per la morte di migliaia di yemeniti. </p>
<p>La scena è immortalata da una telecamera e diffusa poche ore più tardi su <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/barqnewskw/status/1036685787096592384/video/1">Twitter</a>. Nel video, si sente chiaramente Ahmed dissociarsi dalla guerra che dal 2015 sta mettendo in ginocchio lo Yemen: &#8220;Non tutti gli Al Saud possono essere incolpati. Ci sono specifiche persone responsabili della guerra in corso&#8221;. Poco dopo Ahmed appare ancora più chiaro, puntando il dito contro il fratello ed il nipote: &#8220;Non è giusto incolpare tutta la famiglia, per molti di noi l&#8217;augurio è che il conflitto nello Yemen finisca anche domani. I responsabili sono Re Salman e l&#8217;erede Mohammed bin Salman&#8221;. Parole tanto nette quanto pesanti: le accuse sono precise e di fatto un membro importante della famiglia reale saudita sconfessa l&#8217;operato del sovrano e del suo potente erede. </p>
<p>Scricchiola l&#8217;equilibrio in casa Saud</p>
<p>Le parole del principe Ahmed arrivano in un momento dove, da Riad, non sono pochi i segnali di tensioni latenti all&#8217;interno della famiglia reale. Forse è solo un caso che l&#8217;accusa diretta del fratello del Re giunga in queste ore, ma essa certifica precari equilibri con sullo sfondo non poche difficoltà per il regno. Proprio pochi giorni fa si è appreso non solo del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/arabia-saudita-fallisce-loperazione-aramco/">fallimento del progetto di quotazione di Aramco</a>, ma anche dello <a href="http://www.occhidellaguerra.it/e-stato-il-re-saudita-a-stoppare-il-progetto-aramco/">stop imposto a tale progetto da Re Salman</a>. Un&#8217;azione, quella del sovrano, che ha smontato uno dei principali programmi di riforme del figlio ed erede Mohammed bin Salman. </p>
<p>Ma non solo: il giro di vite imposto a novembre dal principe ereditario, l&#8217;accelerazione impressa al braccio di ferro con Iraq e Qatar, nonché per l&#8217;appunto il fallimentare conflitto nello Yemen rischiano, a breve, di minare dalla base ogni stabilità tra i Saud. Se fino a pochi mesi fa il potere di Mohammed bin Salman è apparso quasi intoccabile, in realtà i nodi vengono al pettine. Parti della famiglia reale vorrebbero stoppare le iniziative dell&#8217;erede, lo stesso Re ha imposto il veto su Aramco, mentre chi è stato esautorato dagli incarichi in questi mesi aspetta la giusta occasione per la resa dei conti.</p>
<p>Quelle parole dette su un marciapiede londinese da Ahmed riecheggiano fino a Riad e recano con sé una netta convinzione: in casa Saud qualcosa, e forse più, non va. </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-in-casa-saud-il-fratello-del-sovrano-contro-lerede-al-trono.html">L&#8217;Arabia Saudita alla resa dei conti:  ora Bin Salman è sempre più solo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il principe dimezzato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-arabia-saudita-e-ancora-re-salman-a-regnare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2018 07:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3910" height="1383" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374.jpg 3910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374-300x106.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374-768x272.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374-1024x362.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3910px) 100vw, 3910px" /></p>
<p>Sono passati più di dodici mesi da quando Mohammed Bin Salman è stato nominato principe ereditario, il primo dunque nella linea di successione a Re Salman nell&#8217;intricata famiglia Saud. Dopo una fulminea scalata nei ranghi della casa reale saudita, Mohammed Bin Salman, figlio del sovrano, ha ricevuto quindi la consacrazione con la nomina di principe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-arabia-saudita-e-ancora-re-salman-a-regnare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3910" height="1383" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374.jpg 3910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374-300x106.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374-768x272.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-2-e1535179039374-1024x362.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3910px) 100vw, 3910px" /></p><p>Sono passati più di dodici mesi da quando <strong>Mohammed Bin Salman</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-06-21/arabia-saudita-re-salman-nomina-figlio-principe-ereditario--095556.shtml?uuid=AECERJjB">è stato nominato principe ereditario</a>, il primo dunque nella linea di successione a <strong>Re Salman</strong> nell&#8217;intricata famiglia Saud. Dopo una fulminea scalata nei ranghi della casa reale saudita, Mohammed Bin Salman, figlio del sovrano, ha ricevuto quindi la consacrazione con la nomina di principe ereditario. In tal modo, considerando l&#8217;età dell&#8217;anziano re, il principe è diventato<strong> uomo più potente dell&#8217;Arabia Saudita</strong>. Mohammed Bin Salman ha scalzato dal ruolo di primo ereditario lo zio <strong>Bin Nayef</strong>, uomo forte dei servizi segreti e del ministero dell&#8217;Interno. Una lotta di potere che vede al momento Bin Salman scalzare Bin Nayef: ma questa lotta è davvero finita? </p>
<p>Le lotte interne alla famiglia Saud </p>
<p>Da quando sogna il trono, Mohammed Bin Salman ha imposto di fatto la sua politica. Tanto a livello interno quanto negli affari esteri, Riad si è mossa seguendo le indicazioni del principe ereditario. <strong>Riforme</strong> (timide, fin troppo forse) a livello sociale, inasprimento del braccio di ferro con l&#8217;<strong>Iran</strong>, embargo al <strong>Qatar</strong> e <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/">guerra allo Yemen</a></strong> sono soltanto alcuni dei fronti aperti dal giovane erede al trono. Ma non solo: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-prova-forza-rischia-destabilizzare-larabia-saudita/">lo scorso 4 novembre</a> Bin Salman ha avviato una vasta campagna repressiva che ha condotto di fatto a vere e proprie purghe in seno alla famiglia Saud ed agli sceicchi più vicini. Ufficialmente si è trattato di una<strong> campagna anti corruzione</strong>, in realtà gli uomini più ricchi dell&#8217;Arabia Saudita non propriamente affini alla politica del principe sono stati sbattuti in camere d&#8217;albergo e rinchiusi finché non hanno ceduto gran parte dei propri patrimoni allo Stato. Un giro di vite effettuato anche, secondo non pochi testimoni, con l&#8217;ausilio di minacce e torture nei confronti degli arrestati. </p>
<p>Un quadro che confermerebbe comunque le lotte intestine a casa Saud, con Bin Salman in grado di mettere fuori gioco molti suoi oppositori. <strong>Lo stesso Mohamed Bin Nayef appare di fatto esautorato da ogni ruolo</strong>: da uomo potente della sicurezza ed erede al trono, lo zio del principe adesso è passato ad un vero e proprio pensionamento dorato. Negli anni lui ed il ramo a sé vicino della famiglia, sono stati in grado di creare un vero e proprio clan autonomo che oggi però appare caduto in disgrazia. Eliminati gli oppositori, imposta la propria linea e con il padre anziano e dalla salute più debole, in tanti si chiedono come mai il passaggio di consegne tra Re Salman e Mohamed bin Salman non appaia alle porte. </p>
<p>Il ruolo di garanzia accreditato a Re Salman</p>
<p>Occorre adesso ripescare la domanda posta sopra: la lotta di potere in seno casa Saud è davvero terminata con la vittoria del principe ereditario? In realtà la linea imposta da Mohamed Bin Salman ancora non appare in grado di reggere e di essere digerita da tutti. Le <strong>lotte interne</strong> alla classe dirigente saudita sono tali da non aver generato un nuovo equilibrio pendente dalla parte del principe ereditario. In poche parole, la linea imposta da Bin Salman potrebbe funzionare soltanto se non va ulteriormente a minare il campo di altri avversari, altri clan in seno ai Saud ed altri interessi che cozzano con le velleità del figlio del sovrano. E proprio il sovrano, in tal senso, rientra prepotentemente in gioco. </p>

<p>Non è vero che Re Salman è oramai un ottuagenario alle prese con problemi di senilità ed incapace di guidare il paese. Né tanto meno il sovrano ha voglia di passare alla storia come un mero passacarte del figlio. A farlo notare è un&#8217;analisi dell&#8217;editorialista <strong>Bruce Riedel</strong>, esperto di Paesi del Golfo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/07/prince-mohammad-bin-salman-saudi-arabia-father.html">pubblicata su<em> Al Monitor</em></a> . Re Salman è ancora in carica, è ancora vivo ed è, soprattutto, rispettato da tutti. La sua autorità è riconosciuta dalle varie fazioni della famiglia Saud, di fatto è proprio lui che garantisce ancora un certo equilibrio e funge da conciliatore tra le parti. L&#8217;abdicazione e la salita al trono di Mohamed Bin Salman appaiono dunque ancora ben lontani, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.askanews.it/esteri/2017/11/17/il-re-saudita-verso-labdicazione-a-giorni-mohammed-bin-salman-salir%C3%A0-sul-trono-pn_20171117_00129/">di sicuro molto più di quanto fino a pochi mesi fa si poteva prevedere</a>. Ed in questo quadro, lo stesso braccio di ferro interno ai Saud potrebbe avere esiti non scontati. </p>
<p>Dimostrazione si è avuta pochi giorni fa, quando si è appresa la notizia che la fine del progetto di quotazione in borsa di <strong>Aramco</strong>, la società del petrolio saudita,<a href="http://www.occhidellaguerra.it/e-stato-il-re-saudita-a-stoppare-il-progetto-aramco/"> è stata voluta da Re Salman</a>. Un veto importante, specie se si considera che la quotazione di Aramco era fiore all&#8217;occhiello del progetto &#8220;<strong>Vision 2030</strong>&#8220;, il programma di riforme elaborato e voluto da Mohamed Bin Salman. Il figlio ha indubbiamente molto più potere di tanti altri suoi rivali, ma in Arabia Saudita una sola cosa al momento è certa: a regnare è Re Salman. </p>
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		<title>Quella guerra in Arabia Saudita  che passa dalle borse mondiali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-stato-il-re-saudita-a-stoppare-il-progetto-aramco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 07:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aramco]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La quotazione in borsa di Aramco non avrà mai luogo. Questa circostanza, peraltro già affermata da diverse fonti nei giorni scorsi, appare adesso conclamata. Le ragioni, in maniera quasi sorprendente, non riguardano difficoltà finanziarie o mancanza di investitori. Armaco, la società saudita del petrolio, non sarà in borsa perché il re non vuole. Ed a Riad, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/e-stato-il-re-saudita-a-stoppare-il-progetto-aramco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180307174654_25900925-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La quotazione in borsa di <strong>Aramco</strong> non avrà mai luogo. Questa circostanza,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/arabia-saudita-fallisce-loperazione-aramco/"> peraltro già affermata da diverse fonti nei giorni scorsi</a>, appare adesso conclamata. Le ragioni, in maniera quasi sorprendente, non riguardano difficoltà finanziarie o mancanza di investitori. Armaco, la società saudita del petrolio, non sarà in borsa perché il re non vuole. Ed a Riad, che oramai da cinque anni assiste ad un&#8217;irrefrenabile scalata del figlio <strong>Mohammed Bin Salman</strong>, questo appare come un clamoroso colpo di scena.</p>
<p>L&#8217;inaspettato veto di re Salman su Aramco </p>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-saudi-aramco-ipo-king-exclusive/exclusive-saudi-king-tipped-the-scale-against-aramco-ipo-plans-idUSKCN1LC1MX" target="_blank">La ricostruzione viene fatta dalla <em>Reuters</em></a>, la quale si avvale di fonti interne ai palazzi reali dei Saud rimaste anonime. Ma tutto sembra in effetti coincidere. Nei giorni scorsi l&#8217;indizio che ha fatto intuire della fine del progetto di quotazione di Aramco, <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/.premium-aramco-flop-end-crown-prince-mbs-new-saudi-arabia-1.6410912">è stato il mancato rinnovo </a>tra i capitoli di bilancio della società degli emolumenti da dare ai consulenti che da mesi si occupano della vicenda. Adesso nell&#8217;articolo della <em>Reuters</em> si parla proprio della circostanza secondo cui Re Salman, nel pieno del mese del Ramadan, ha imposto il suo diniego all&#8217;operazione Aramco. Il Ramadan quest&#8217;anno è caduto proprio a giugno.</p>

<p>Dunque, con molta probabilità, dopo un&#8217;accurata riflessione, alla fine l&#8217;80enne re Salman ha deciso di stoppare quella che sarebbe dovuta essere l&#8217;operazione fiore all&#8217;occhiello del figlio. Le ragioni del &#8220;no&#8221; del sovrano possono essere molteplici. La prima riguarda le difficoltà sempre maggiori a collocare il 5% di Aramco in borsa, per via di una<strong> quotazione iniziale di 2mila miliardi di dollari</strong>. Ma forse la difficoltà maggiore per re Salman riguarda i rischi dati da<strong> regole più stringenti sulla divulgazione dei dati</strong>, nel caso di quotazione della società in una borsa straniera. Si è parlato per mesi di quotare Aramco in una tra le borse di New York, Hong Kong o Londra. In tutti questi casi, sarebbe richiesto un principio di trasparenza su bilanci ed investimenti ben più marcato rispetto a quello attuale. </p>
<p>In parole povere, Re Salman ha paura che quotando Aramco si perda l&#8217;esclusività sulle manovre da intraprendere con i soldi dell&#8217;azienda, la più importante a livello strategico del Paese. Tra il guadagnare da subito cento miliardi di dollari con la quotazione del 5% delle azioni ed il rendere più trasparenti le mosse della società, il re evidentemente ha valutato più conveniente evitare di introdurre in borsa Aramco. </p>
<p>Le conseguenze della mancata quotazione di Aramco</p>
<p>A livello economico la mossa del Re non è certo indolore: come detto, le casse saudite non avranno immediati introiti di cento miliardi di dollari. Considerando le difficoltà del bilancio saudita, specie dopo le avventure in politica estera del principe ereditario, questa non appare certo una bella notizia. </p>
<p>Ma è a livello politico che le conseguenze sono destinate a farsi sentire. Mohammed bin Salman dal 2015 è considerato il vero sovrano saudita. Lui, giovane rampante di casa Saud, ha preso le decisioni più delicate degli ultimi anni: <strong>guerra nello Yemen, embargo al Qatar, accentuazione del braccio di ferro con l&#8217;Iran</strong>, giro di vite sugli oligarchi sceicchi del Paese e primi timidi segnali di allargamento dei diritti alle donne. Di contro, l&#8217;anziano padre regnante appare con evidenti problemi di salute e con un potere oramai quasi del tutto delegato al figlio. Più volte nei mesi scorsi si è addirittura parlato di abdicazione definitiva di re Salman a favore di Mohammed bin Salman. </p>
<p>Ma il veto sulla faccenda Aramco fa prepotentemente tornare il re alla ribalta. Le sue decisioni evidentemente hanno ancora un peso importante. E soprattutto il suo &#8220;no&#8221; equivale ad un vero e proprio veto in grado di stoppare anche le velleità del potente figlio. La vicenda Aramco dimostra che, nonostante tutto, al timone a Riad vi è un solo sovrano. </p>

<p>Ed al di là della sola operazione inerente la società petrolifera saudita, vi è anche un altro aspetto da non sottovalutare. La quotazione del 5% di Aramco, di cui il governo di Riad è al momento unico azionista, è fiore all&#8217;occhiello del progetto &#8220;<strong>Vision 2030</strong>&#8220;. Si tratta del piano economico e sociale messo in campo da Mohammed bin Salman, una sorta di cartolina di quello che sarà il suo futuro regno. Con lo stop al progetto Aramco, l&#8217;intera impalcatura imposta dal figlio negli ultimi anni e nei progetti futuri rischia di essere molto più ridimensionata. </p>
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		<title>Quei gioielli regalati dai sauditi a Barack Obama e Donald Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/regali-sauditi-obama-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 07:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="644" height="419" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/saudi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/saudi.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/saudi-300x195.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
<p>Gioielli per migliaia di dollari regalati ai funzionari della Casa Bianca durante le visite di Stato in Arabia Saudita.È questa la rivelazione di Ben Rhodes, consigliere politico ed ex membro dello staff della Casa Bianca che ha lavorato come vice consigliere per la Sicurezza nazionale per Barack Obama. I regali a Obama e al suo entourage &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/regali-sauditi-obama-trump.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="644" height="419" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/saudi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/saudi.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/saudi-300x195.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p><p><strong>Gioielli</strong> per migliaia di dollari regalati ai funzionari della <strong>Casa Bianca</strong> durante le visite di Stato in <strong>Arabia Saudita</strong>.È questa la rivelazione di <strong>Ben Rhodes</strong>, consigliere politico ed ex membro dello staff della Casa Bianca che ha lavorato come vice consigliere per la Sicurezza nazionale per Barack Obama.</p>
<p>I regali a Obama e al suo entourage</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2018/jun/04/saudi-arabia-jewels-white-house-obama-ben-rhodes">Come riporta il <em>Guardian</em></a>, Rhodes ha descritto l&#8217;episodio nel libro <strong>&#8220;The world as it is&#8221;</strong>, uscito nelle librerie questa settimana. Dopo essere sbarcati in Arabia Saudita nel giugno del <strong>2009</strong>, i funzionari statunitensi furono condotti in un compound nel deserto di proprietà della monarchia saudita. </p>
<p>&#8220;Quando ho aperto la porta della mia unità abitativa, ho trovato <strong>una grande valigia</strong>&#8220;, scrive Rhodes. &#8220;Dentro c&#8217;erano dei <strong>gioielli</strong>&#8220;. All&#8217;inizio, secondo quanto descritto nel libro, il consigliere di Obama pensò a una tangente. In quel periodo, stava provvedendo alla stesura di quello che sarebbe diventato noto come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2009/06/04/us/politics/04obama.text.html">&#8220;il discorso del Cairo&#8221;</a>, un discorso che il presidente avrebbe fatto nella capitale egiziana come indirizzo per il mondo politico musulmano.</p>

<p>Invece, i regali non erano solo per lui, ma <strong>per tutti i funzionari della Casa Bianca</strong>. Per molti una tradizione saudita. Per altri, un segnale della volontà di corrompere i vertici americani e i dirigenti degli uffici che collaborano con il presidente.</p>
<p>A quel tempo, si disse che l&#8217;allora re saudita, Abdullah, diede a <strong>Michelle Obama</strong> un set di gioielli con rubini e diamanti del valore di <strong>132mila dollari</strong>. Come spiega la testata britannica, &#8220;Questi regali, insieme a regali di lusso per il presidente e le due figlie della coppia, sono stati consegnati agli archivi nazionali degli Stati Uniti, come richiesto dalla legge statunitense&#8221;.</p>
<p>I funzionari hanno dovuto obbligatoriamente elencare nel registro del Dipartimento di Stato quanto ricevuto. A Rhodes, per esempio, era stato dato un paio di gemelli in argento, un orologio da donna e uno da uomo, una penna d&#8217;argento, un set di gioielli con diamanti tra cui orecchini, un anello e un bracciale. Tutto con un valore stimato sui 5.405 dollari. Altri 13 membri dello staff hanno ricevuto regali per il valore di <strong>9mila dollari</strong>. </p>
<p>I regali alla famiglia Trump</p>
<p>Non c&#8217; solo Obama nella lista dei beneficiari dei regali del re saudita. Non va dimenticato che il primo viaggio di <strong>Donald Trump</strong> come presidente è stato proprio in Arabia Saudita. E qui ha portato la sua famiglia e un grande numero di consiglieri e aiutanti. </p>
<p>In pubblico, il <strong>re Salman</strong> regalò a Trump una medaglia d&#8217;oro e una catena. Ma, riporta il <em>Guardian</em>, i regali dati alla famiglia Trump e all&#8217;entourage del presidente non sono stati resi pubblici. Il Dipartimento di Stato non ha ancora reso noti i regali del 2017. Ma l&#8217;impressione è che siano stati sicuramente all&#8217;altezza di quelli dati al predecessore.</p>
<p>Tra Riad e Washington, i rapporti non sono mai stati così positivi come da quando è stato eletto il nuovo presidente Usa. Ed oggi l&#8217;asse appare ancora più confermata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-nucleare-iraniano/">con la scelta di Trump di uscire</a> dal patto sul <a href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-importante-programma-nucleare-iraniano/">nucleare iraniano</a>. </p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Tutti i bluff dell&#8217;Arabia Saudita:  così ha ingannato l&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-bluff-dellarabia-saudita-cosi-ingannato-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2017 14:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1170" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362-768x599.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362-1024x799.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le recenti vicende che legano Arabia Saudita, Libano, Israele e Iran continuano a sollevare più di un interrogativo. L’unica cosa certa è che il centro di tutti questi intrecci sia Riyad. È l’Arabia Saudita la causa scatenante di tutto. Ed è dunque in essa e nei comportamenti posti in atto dalla casa regnante che vanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-bluff-dellarabia-saudita-cosi-ingannato-loccidente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1170" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362-768x599.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171107175921_24901362-1024x799.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le recenti vicende che legano <strong>Arabia Saudita</strong>, <strong>Libano</strong>, <strong>Israele</strong> e <strong>Iran</strong> continuano a sollevare più di un interrogativo. L’unica cosa certa è che il centro di tutti questi intrecci sia Riyad. È l’Arabia Saudita la causa scatenante di tutto. Ed è dunque in essa e nei comportamenti posti in atto dalla casa regnante che vanno ricercate delle risposte, per quanto possa essere difficile trovarne. Ciò che potrebbe emergere è il disegno di un grande bluff costruito ad arte da Riyad. Andiamo con ordine.</p>
<p>Macron ha offerto &#8220;asilo&#8221; ad Hariri</p>
<p>L’ultima notizia sulla crisi diplomatica tra Arabia Saudita e Libano parla dell’entrata in scena del Presidente francese Emmanuel Macron. Quest’ultimo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/11/macron-invites-saad-hariri-paris-family-171115195508237.html">avrebbe offerto</a> la Francia come terra di rifugio per l’ex Premier libanese Hariri. Tuttavia secondo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.independent.co.uk/voices/saudia-arabia-lebanon-pm-saad-hariri-accepts-exile-in-france-a8058171.html">le dichiarazioni ufficiali</a> di Casa Saud, Hariri non è “prigioniero bensì ospite” a Riyad e ivi avrebbe mantenuto tutte le funzioni che convengono a una persona libera. Se Hariri fosse effettivamente libero come si sostiene a Riyad, perché Macron avrebbe offerto “asilo” al politico libanese? Primo bluff saudita.</p>
<p>Emmanuel Macron è poi lo stesso autore di un viaggio proprio in Arabia Saudita una settimana fa. Il Presidente francese ha avuto modo di parlare sia con l’anziano e abdicante re Salman che con l’ormai designato erede bin Salman. Che sia stato già decisa durante quello stesso incontro l’offerta francese di ospitare Hariri? L’Arabia Saudita potrebbe infatti aver sperato di provocare un’immediata escalation militare contro Hezbollah subito dopo le dimissioni di Hariri.</p>

<p>Una volta constatato che il piano non è riuscito, Casa Saud si sarebbe così trovata in casa un “ostaggio” più che scomodo, considerati anche i continui e minacciosi richiami del Presidente del Libano. Certo, è solo un’ipotesi, ma se Hariri dovesse andare realmente in Francia, dimostrerebbe un altro bluff saudita. Il secondo.</p>
<p>Libertà in cambio del patrimonio, l&#8217;ultima offerta di bin Salman</p>
<p>La scorsa settimana il principe ereditario bin Salman ha proceduto all’epurazione di una larga parte delle più alte personalità del regno. Si è trattata di un’operazione di “anti-corruzione” secondo la versione ufficiale di Riyad. In realtà sono<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cnbc.com/2017/11/05/saudi-arabia-game-of-thrones-has-big-implications-for-oil-market.html"> molti</a> gli osservatori che hanno interpretato le “purghe” di bin Salman come un atto per eliminare avversari politici e consolidare la propria ascesa al regno. Terzo bluff saudita. Non solo.</p>
<p>Su <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/ricatto-hariri-sul-libano-le-condizioni-tornare/">questo portale</a> era stato scritto come gli arresti posti in atto da bin Salman avessero portato anche al congelamento di tutti i beni detenuti dalle personalità saudite. Una cifra che sarebbe dovuta servire ad “aggiustare” le finanze non troppo in salute di Riyad. Oggi arriva la conferma che oltre ad una volontà politica, le purghe sono state dettate anche da necessità economiche. Secondo la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cnbc.com/2017/11/17/saudi-officials-reportedly-offer-freedom-to-arrested-royals--in-exchange-for-70-percent-of-their-wealth.html">CNBC</a> il principe starebbe contrattando con gli incarcerati. La libertà in cambio del 70% delle loro ricchezze. Questa è la condizione posta da bin Salman. Quarto bluff.</p>
<p>Quell&#8217;alleanza inesistente con la Cina</p>
<p>Infine il portale di informazione saudita <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://english.alarabiya.net/en/News/gulf/2017/11/17/China-s-Xi-offers-support-for-Saudi-Arabia-amid-regional-uncertainty.html">al arabiya</a>, nella sua versione inglese,  ha riportato la notizia di una chiamata fatta da Xi Jinping al re Salman. Nella stessa il Presidente cinese avrebbe espresso il suo pieno supporto alla “volontà saudita di salvaguardare la sicurezza nazionale”. Una frase che se realmente pronunciata in questo momento di crisi diplomatica, avrebbe quasi una valenza di alleanza militare in caso di conflitto.</p>
<p>Diverso è però ciò che emerge dalla <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-china-saudi/chinas-xi-speaks-with-saudi-king-state-media-idUSKBN1DG1EN">Reuters</a> </em>e dai media cinesi rispetto alla stessa conversazione telefonica. “Non importa come possa cambiare la situazione in Medio Oriente, la cooperazione tra Cina e Arabia Saudita non cambierà”, avrebbe detto Xi Jinping. C’è una sostanziale differenza tra “salvaguardare la sicurezza nazionale” e “non cambiare tipo di cooperazione in caso di cambiamenti”. Molto probabilmente Xi Jinping, allarmato dalle tensioni in Medio Oriente, ha voluto ribadire la volontà di continuare a fare affari con Riyad, niente di più. Quinto bluff saudita.</p>
<p>L&#8217;Arabia Saudita maschera una grande crisi</p>
<p>Tutte queste finte manovre unite a esagerate manifestazioni di forza, rivelatesi poi inconsistenti, come lo sbandieramento di alleati in realtà inconsapevoli, disegnano un’Arabia Saudita in realtà debolissima. Debole militarmente, perché uscita sconfitta dopo sei anni di logorante finanziamento dei ribelli in Siria e dopo due anni di conflitto senza vincitori in Yemen. Debole politicamente, per una successione che ancora non si è concretizzata del tutto. Ma sopratutto debole economicamente.</p>
<p>L’economia saudita è alla “canna del gas” dopo un biennio in cui il prezzo del petrolio si è bloccato ai minimi storici. L’oro nero è arrivato al punto di non garantire nulla al regno che si è dovuto pensare a un programma di riconversione totale dell’economia saudita. Il Vision 2030. I programmi però implicano investimenti, altri soldi da spendere. Soldi che Casa Saud non ha praticamente più. E la libertà offerta dal principe agli ufficiali arrestati in cambio del loro patrimonio sembra essere una richiesta disperata di “carità” a un regno che non ha più ossigeno. </p>
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		<title>La Gran Bretagna riempie di armi i sauditi, ma &#8220;vigila&#8221; sul loro utilizzo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-gran-bretagna-riempie-armi-sauditi-vigila-sul-utilizzo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 14:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1011" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171005170318_24531542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171005170318_24531542.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171005170318_24531542-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171005170318_24531542-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171005170318_24531542-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Gran Bretagna è molto sensibile sul tema delle armi in mano ai sauditi. L’ultimo report firmato dalle Nazioni Unite evidenziava infatti come la coalizione guidata da Casa Saud abbia fatto strage di bambini in Yemen. Sono proprio i bambini, le vittime innocenti per eccellenza della guerra, a smuovere le coscienze in occidente. Così un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-gran-bretagna-riempie-armi-sauditi-vigila-sul-utilizzo.html">[...]</a></p>
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<p>Londra vigilerà sull&#8217;utilizzo delle armi da parte di Riyad</p>
<p>Il Rappresentante Permanente all’Onu per il Regno Unito, Matthew Rycroft, ha dunque espresso la preoccupazione sua e del suo Paese circa l’utilizzo di armi da parte dell’Arabia Saudita. “Monitoreremo attentamente”, ha dichiarato il rappresentante di Londra, come riportato da <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/10/uk-monitoring-saudi-weapons-extremely-attentively-171011083459151.html">Al Jazeera</a></em>. Nelle stesse dichiarazioni si può però poi notare una contraddizione, talmente grande, da risultare persino grottesca, a tratti comica, non fosse per la tragicità dell’argomento. “Il Regno Unito sta mettendo in piedi misure stringenti per assicurarsi che l’uso finale delle armi che vengono vendute da Londra a Riyad sia appropriato”.</p>

<p>Appropriato? Il paradosso insito in tali parole è sconcertante. La Gran Bretagna ammette, pubblicamente in questo caso, di essere un punto di riferimento, e rifornimento, di armi per i sauditi, ma allo stesso tempo ne raccomanda un utilizzo adeguato. Un concetto dal significato più che enigmatico, considerato che l’utilizzo delle armi può essere solo uno: la guerra. Guerra che i sauditi stanno portando avanti in Yemen da più di due anni, ponendo in atto reiterate violazioni delle convenzioni internazionali sulla protezione dei civili durante un conflitto. È palese dunque come l’utilizzo delle armi da parte saudita non sia “appropriato” da anni ormai, ed è strano che solo ora la Gran Bretagna sembra essersene accorta.</p>
<p>L&#8217;Arabia Saudita porta la guerra in Yemen anche grazie alle armi inglesi</p>
<p>Una “svista” talmente prolungata che ha permesso al regno saudita di diventare il primo cliente di armi di Londra. Secondo <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/10/uk-monitoring-saudi-weapons-extremely-attentively-171011083459151.html">Al Jazeera</a> </em>sono stati ben 4 i miliardi di dollari guadagnati dal Regno Unito per la vendita di armi a Riyad. Ancor più paradossale è scoprire come tale cifra sia stata guadagnata negli ultimi due anni.</p>

<p>Se spostiamo indietro le lancette dell’orologio di 24 mesi arriviamo diretti al 2015, proprio l’anno d’inizio del conflitto in Yemen. Una puntualità “appropriata” potremmo dire, così come “appropriato” è stato il rifornimento militare per il dispendioso conflitto iniziato dall’Arabia Saudita in Yemen. Meno “appropriato” è stato il trattamento che Casa Saud ha riservato ai civili yemeniti. Di questo ne però abbiamo già parlato, così come delle contraddizioni britanniche.</p>
<p>L&#8217;etica ambigua della Gran Bretagna </p>
<p>A Londra è tuttavia consuetudine prendere tali “abbagli” in politica estera, soprattutto quando si parla di etica. Molti ricordano le parole di condanna uscite dalla bocca dell’ex Premier britannico David Cameron contro il Colonnello Gheddafi. Accuse per “violazioni dei diritti umani” che si trasformarono poi in intervento armato “pianificato con la Francia di Nicolas Sarkozy”, come recitava <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/14/libia-il-parlamento-condanna-cameron-sbagliata-la-guerra-del-2011-ex-premier-e-responsabile-del-collasso-del-paese/3032796/">un Rapporto della Commissione Esteri del Parlamento britannico</a>.</p>

<p>Così dopo “aver causato il collasso politico ed economico, una guerra fra milizie e tribù,  una sequenza di crisi umanitarie e migratorie, diffuse violazioni dei diritti umani, la distribuzione delle armi del regime di Gheddafi in tutta la regione e alla crescita dell’Isil”, Cameron offriva il fianco del suo stesso Paese ai terroristi creati da questo sciagurato intervento. Il terrorista dell’attentato di Manchester si era infatti<a href="http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2017/05/23/identificato-attentatore-manchester-enne-salman-abedi_WPHF4z5Zn8Wej3TE2BkUtN.html"> armato </a>materialmente e ideologicamente tra i “ribelli” anti Gheddafi. Armi che con buona probabilità erano partite proprio dalle scogliere di Dover. Questi errori di valutazione si pagano cari, anche se a farne le spese in questo caso non fu Cameron, bensì gli ignari i civili inglesi. In Yemen i politici britannici monitoreranno attentamente, nel frattempo il redditizio business di armi proseguirà senza sosta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-gran-bretagna-riempie-armi-sauditi-vigila-sul-utilizzo.html">La Gran Bretagna riempie di armi i sauditi, ma &#8220;vigila&#8221; sul loro utilizzo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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