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	<title>Nayib Bukele Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nayib Bukele Archives - InsideOver</title>
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		<title>El Salvador, il laboratorio autoritario di Nayib Bukele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 16:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/162b092002e0e6238254a12ddf3f6e3b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia della&#160;37esima proroga dello stato d’emergenza&#160;in El Salvador passa sotto silenzio nelle agende diplomatiche internazionali, ma racconta molto più di quanto sembri. Non è soltanto il prolungamento di una misura straordinaria: è la normalizzazione dell’eccezione. È l’istituzionalizzazione del potere concentrato, giustificato in nome della sicurezza pubblica e legittimato da un consenso popolare costruito con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/el-salvador-il-laboratorio-autoritario-di-nayib-bukele.html">[...]</a></p>
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<p>La notizia della&nbsp;<strong>37esima proroga dello stato d’emergenza</strong>&nbsp;in El Salvador passa sotto silenzio nelle agende diplomatiche internazionali, ma racconta molto più di quanto sembri. Non è soltanto il prolungamento di una misura straordinaria: è la normalizzazione dell’eccezione. È l’istituzionalizzazione del potere concentrato, giustificato in nome della sicurezza pubblica e legittimato da un consenso popolare costruito con metodo, propaganda e risultati parziali.</p>



<p>Dal marzo 2022, quando il presidente <a href="https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html"><strong>Nayib Bukele</strong> </a>ha reagito con pugno di ferro a un’ondata di violenza che costò 87 morti in tre giorni, El Salvador ha conosciuto una trasformazione profonda. Il paese più violento dell’America Latina si è trasformato, dati alla mano, in uno dei più sicuri dell’emisfero occidentale. Ma a quale prezzo?</p>



<p>L’<strong>efficienza repressiva</strong>&nbsp;dello Stato ha portato all’arresto di oltre 85.000 persone, molte delle quali senza processo. La detenzione preventiva può durare fino a 15 giorni senza udienza, le intercettazioni non richiedono più un mandato e i diritti costituzionali sono sospesi. Il 90% dei detenuti attende ancora una sentenza. Secondo organizzazioni indipendenti, tra le 6.000 e le 25.000 persone potrebbero essere state arrestate&nbsp;<strong>senza prove concrete</strong>, e oltre 370 sarebbero morte in carcere. Eppure, per una larga parte della popolazione, questa stretta autoritaria è un male necessario.</p>



<p>Bukele si presenta come&nbsp;<strong>l’uomo della soluzione</strong>, il presidente che ha sconfitto le gang a colpi di arresti di massa e megacarceri, come il famigerato Centro di Detenzione Terroristica di Tecoluca. Un modello muscolare, quasi scenografico, che piace e convince anche oltre i confini nazionali. Ma dietro la facciata della sicurezza si nasconde una pericolosa deriva.</p>



<p>Politicamente, il presidente salvadoregno ha trasformato il sistema democratico in un simulacro. Il&nbsp;<strong>partito Nuevas Ideas</strong>, da lui controllato, domina il Parlamento e neutralizza ogni forma di opposizione. La magistratura è stata piegata, la stampa indipendente indebolita, le critiche internazionali respinte con arroganza. Il tutto accompagnato da un sapiente uso dei social, dove Bukele costruisce la sua immagine di “salvatore” e “innovatore” in uno stile che mescola&nbsp;<strong>populismo digitale e tecnocrazia autoritaria</strong>.</p>



<p>Nel contesto geopolitico regionale, El Salvador rappresenta oggi un&nbsp;<strong>laboratorio di governance autoritaria in salsa democratica</strong>. Bukele è riuscito a vendere l’idea che l’ordine valga più della legalità, e che i diritti umani siano un ostacolo all’efficienza. Una lezione pericolosa, soprattutto in un’America Latina segnata da fragilità istituzionali e da ondate cicliche di populismo punitivo.</p>



<p>In Venezuela si protesta per la detenzione arbitraria di migranti con tatuaggi. In Argentina, Colombia e Brasile si studia con attenzione – talvolta con ammirazione – il “modello Bukele”. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea, incapaci di formulare una strategia coerente, oscillano tra condanne timide e silenzi imbarazzati, nel timore di perdere influenza in una regione dove Cina e Russia avanzano.</p>



<p>Ma il dato più grave è che questa politica&nbsp;<strong>funziona elettoralmente</strong>. Bukele è popolarissimo. Ha ridotto gli omicidi, riportato una parvenza di controllo statale e imposto una narrativa vincente. In una società stremata dalla violenza e dalla povertà, molti accettano volentieri una “democrazia limitata” pur di vivere senza paura.</p>



<p>El Salvador, dunque, è oggi uno&nbsp;<strong>specchio oscuro</strong>: riflette il volto di una politica che, in nome della sicurezza, rovescia le basi dello stato di diritto. Una lezione da osservare con attenzione, perché dove l’eccezione diventa regola, la giustizia si trasforma in strumento. E la libertà, lentamente, evapora.</p>
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		<title>Buoni e cattivi in America Latina: la strategia degli Usa per controllare il cortile di casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 06:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua governance, però, occupa una posizione prevalente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il rapporto del <strong>Fondo monetario internazionale</strong> (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua <em>governance</em>, però, occupa una posizione prevalente la visione politica di Washington, che funge da ago della bilancia nelle negoziazioni di prestiti e restituzioni e, talvolta, pare influenzare gli esiti delle valutazioni con scadenza annuale. Questa situazione è particolarmente delicata per l’<strong>America Latina</strong>, a causa di una serie di ragioni, dalla dipendenza critica dagli Stati Uniti per le esportazioni di materie prime, allo stretto vincolo con il dollaro, che la rendono ostaggio di pressioni e ingerenze.</p>
<p>Con relazione all’ultimo punto, infatti, l’adattamento ai cambi della strategia monetaria della <em>Federal Reserve</em>, che rappresentano sismi finanziari a livello locale, è un cappio al collo per i sistemi latinoamericani, a prescindere da dimensioni e solidità. Durante la pandemia, il costo del denaro, negli Stati Uniti, era stato congelato per stimolare l’economia; oggi, con l’obiettivo di arrestare l’inflazione del 7 per cento, la più alta dal 1982, è stato annunciato un aumento dei tassi di interesse. L’affanno per prevenire ingenti fuoriuscite di capitale in dollari, e conservare il potere acquisitivo dei contribuenti, ha costretto le banche centrali di Brasile, Messico, Cile e Colombia, ad aumentare, in breve tempo, i tassi rispettivamente al 9.25 per cento (il rialzo maggiore, escludendo l’Argentina), al 6.0, (50 punti base),  al 5.5 (150 punti base) e al 3.75 (75 punti base). Questa reazione a catena è stata necessaria non solo per evitare fluttuazioni brusche e negative nel tipo di cambio e il deprezzamento della moneta, ma anche per vigilare sulla percezione e qualificazione del rischio. Attuare con prontezza equivale a salvaguardare mercato dei buoni del tesoro che, altrimenti, perderebbe competitività.</p>
<h2>Agli Usa piace il &#8220;modello Colombia&#8221;</h2>
<p>Nel rapporto presentato a fine gennaio, il Fondo ha  posto in risalto la <strong>Colombia</strong> per la crescita registrata nel 2021, che si è aggirata intorno al 10 per cento, ed è stata definita costante e affidabile. Pur non fornendo dati concreti per il futuro prossimo, si afferma che questa resilienza è destinata a perdurare, in contrasto con la situazione complessiva regionale, per cui l’aspettativa nel 2022 è stata, invece, ridotta al 2.4 per cento. Il <em>premier</em>, Iván Duque, al Foro di Davos, ha reso pubblico che, secondo stime interne, il paese avrebbe superato, le grande economie concorrenti &#8211; Brasile, Cile e Messico &#8211; di un 9.7 per cento. Tuttavia, la Colombia mantiene un’alta <strong>disuguaglianza sociale</strong>, e violenza severa contro attivisti per i diritti umani e rappresentanti di comunità indigene.  Il processo di pace è rimasto incompiuto, con un tasso preoccupante di assassinati di ex combattenti passati alla vita civile, e sacche di conflitto per la presenza di gruppi armati sul territorio. L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo e l’inflazione, esplosa al di sopra del 5.5 per cento, essendo la più elevata negli scorsi cinque anni, hanno diminuito la capacità di acquisto delle classi meno abbienti. La pandemia, inoltre, ha ingrossato il numero degli indigenti. Dati ufficiali dell’istituto nazionale di statistica, che risalgono ad aprile del 2021, indicano che, nel 2020, la povertà estrema ha superato il 15 per cento e la povertà è arrivata al 42.5 per cento, con un incremento di 5 e 6.8 punti, rispetto al 2019.</p>
<p>Il Fondo sembra premiare un alleato determinante per l’affermazione del modello che si vuole impiantare in America Latina, e per la contrapposizione all’avanzata di governi di <strong>ispirazione progressista</strong>, in alcuni casi con sfaccettature in chiave anti capitalista o anti americana. In un anno elettorale, in cui Duque soffre di un calo di popolarità, si tratta di un riconoscimento che torna a dare fiato all’esecutivo. In questo contesto, una grande importanza è ricoperta dal ruolo giocato dalla Colombia nel contrasto politico attivo al <strong>Venezuela</strong> di Nicolás Maduro.</p>
<h2>Il ribelle che irrita Fmi (e Stati Uniti)</h2>
<p>Lo stesso documento boccia <strong>El Salvador</strong> per aver approvato il <em>bitcoin</em> come valuta di corso legale e invia un messaggio contundente affinché tale decisione venga ritrattata. Stando al Fondo, comporterebbe un azzardo sul piano nazionale. Per Nayib Bukele, al contrario, è una delle chiavi per attrarre fondi stranieri. Il presidente salvadoregno si è impegnato a lanciare il paese come il laboratorio mondiale della criptomoneta e intende convertirlo nella “Singapore del Centroamerica”, in ottemperanza alle promesse elettorali per l’ampliamento e la diversificazione di una piccola economia, minata dalla criminalità organizzata.</p>
<p>L’avvento della moneta virtuale, senza dubbio, solleva questioni macroeconomiche, finanziarie e legali, che richiedono un analisi attento, e la determinazione di un quadro rigoroso di regolamentazione. Ad ogni modo, la sua adozione scaturisce preoccupazioni differenti per gli Stati Uniti. <em>In primis</em>, permette a stati con forte svalutazione la possibilità di proteggere i propri capitali. Un’importante cooperazione bilaterale, ad esempio, è stata avviata con la Turchia, spina nel fianco della Nato, dove con la lira in caduta, si è generata una febbre da investimenti. In secondo luogo, sostituisce il dollaro come misura di transazione e divisa rifugio, iniziando una tendenza negativa per Washington, che si somma a sforzi, simili e diversi, promossi da Venezuela e Cina, nella regione e nel mondo. Infine, si trova al centro di un progetto, svincolato dagli Stati Uniti, per la produzione di energia rinnovabile, a basso costo e zero emissioni, proveniente dai vulcani de El Salvador.</p>
<p>D’altra parte, l’intervenzionismo in materia energetica si avvale di qualsivoglia mezzo. Basti pensare all’opposizione statunitense alla riforma che, in Messico, pretende favorire le imprese statali, aggiudicando il 54 per cento del reparto alla commissione federale di elettricità. L’esclusione del settore privato penalizza la penetrazione di Washington, contraendo la quota occupata di 44 mila milioni di dollari. La disputa viene mascherata da argomentazioni ambientali, in quanto le società americane si concentrano in energia pulita, mentre il Messico ha una scarsa <em>performance</em> nell’attuazione degli Accordi di Parigi sull’inquinamento da carbonio. Questa è, in realtà, una battaglia intorno a litio e rame, minerali strategici per le tecnologie elettriche, sostitutivi dei combustibili fossili, che lo stato vuole porre sotto stretto controllo. Conserva vigenza il detto popolare in America Latina “troppo vicini agli Stati Uniti, troppo lontani da Dio”.</p>
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		<title>Perché il bitcoin piace sempre di più ai paesi emergenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/perche-il-bitcoin-piace-sempre-di-piu-ai-paesi-emergenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 16:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>El Salvador potrebbe diventare la prima nazione al mondo ad adottare il bitcoin come valuta corrente. Questo, almeno, è quanto è stato annunciato dal presidente Nayib Bukele, che ha reso noto come El Salvador stringerà una partnership con l&#8217;azienda digitale Strike per costruire l&#8217;infrastruttura necessaria per l&#8217;utilizzo della criptovaluta. Nuove Idee, il partito di cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-bitcoin-piace-sempre-di-piu-ai-paesi-emergenti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>El Salvador</strong> potrebbe diventare la prima nazione al mondo ad adottare<strong> il bitcoin</strong> come valuta corrente. Questo, almeno, è quanto è stato annunciato dal presidente <strong>Nayib Bukele</strong>, che ha reso noto come <strong>El Salvador</strong> stringerà una partnership con l&#8217;azienda digitale Strike per costruire l&#8217;infrastruttura necessaria per l&#8217;utilizzo della criptovaluta. Nuove Idee, il partito di cui fa parte Bukele, occupa la maggioranza dei seggi all&#8217;Assemblea Nazionale ed il passaggio del provvedimento legislativo è dunque molto probabile. L&#8217;economia di El Salvador è strettamente legata all&#8217;uso del <strong>denaro contante</strong> ed il 70% della popolazione non ha conti correnti bancari o carte di credito. Il 20% del prodotto interno lordo deriva, invece, dalle <strong>rimesse</strong> inviate nel paese dagli immigrati residenti all&#8217;estero. Questi trasferimenti di denaro sono però soggetti a ritardi e ad ingenti costi di servizio che possono toccare il 10% del valore totale. Il bitcoin, che affiancherà il dollaro americano come valuta della nazione e che potrebbe risolvere queste problematiche, è già molto popolare ad El Salvador. A marzo è stata lanciata un&#8217;applicazione che ne consente l&#8217;utilizzo per i pagamenti digitali e che nel giro di poco tempo è diventata la più scaricata del paese.</p>
<h2>Chi è Nayib Bukele</h2>
<p>Nayib Bukele ha una personalità complessa. Giovane (è nato nel 1982), amante degli occhiali da sole e delle giacche di pelle è considerato un hipster ed un riformista. Non tutti, però, sembrano pensarla allo stesso modo. Eletto<a href="https://www.brookings.edu/blog/order-from-chaos/2019/02/05/the-significance-of-nayib-bukeles-surprising-election-as-president-of-el-salvador/"> presidente</a> di El Salvador nel febbraio del 2019 grazie al 53% dei voti ottenuti al primo turno delle consultazioni. La sua vittoria ha contribuito a far collassare il sistema bipartitico che da trent&#8217;anni regge le sorti politiche di El Salvador e che vede alternarsi al potere i candidati dell&#8217;Alleanza Nazionale Repubblicana (ARENA), di destra e del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN), di sinistra. La campagna elettorale di Bukele, <strong>populista ed anti-establishment</strong>, si è svolta perlopiù sui social media ed è stata contrassegnata da uno stile informale e diretto. La sua connotazione ideologica è poco chiara dato che in passato è stato membro dell&#8217;FMLN ed ha criticato il neoliberismo salvo poi scegliersi un partito conservatore. Per quanto riguarda la regione latinoamericana ha espresso riserve tanto nei confronti dell&#8217;<strong>amministrazione Maduro</strong> quanto per quella honduregna di Juan Orlando Hernández, alleato degli Stati Uniti. Bukele è stato accusato di <strong>autoritarismo</strong> per le dure azioni impiegate contro le gang criminali e la pandemia da Covid-19. Nel febbraio del 2020 ha inviato l&#8217;esercito presso l&#8217;assemblea legislativa per garantire il passaggio del budget, una mossa molto criticata tanto in patria quanto all&#8217;estero.</p>
<h2>Cos&#8217;è il bitcoin e come funziona</h2>
<p>L&#8217;ultima mossa in materia fiscale con la volontà di implementare la criptovaluta può sembrare una boutade, ma in realtà sempre più Paesi guardano a quella tecnologia. <a href="https://www.bbc.co.uk/newsround/25622442">Il bitcoin</a> è una<strong> valuta digitale</strong> che opera senza alcun tipo di controllo centrale e senza la supervisione di banche o governi e questo fa gola a diverse nazioni emergenti, come ha dimostrato la creazione del <em>petro</em>, la moneta virtuale lanciata dal presidente venezuelano Maduro nel 2018. L&#8217;architettura di queste monete prevede un libro mastro pubblico che registra tutte le transazioni di bitcoin con le copie depositate in server presenti in tutto il mondo. Chiunque abbia un computer può creare uno di questi server, chiamato nodo. Il consenso su chi possiede le monete viene raggiunto attraverso i nodi piuttosto che tramite una fonte centrale come una banca. <strong>Ogni transazione</strong> viene resa pubblica dal sistema e condivisa da nodo a nodo mentre i bitcoin, come tutte le valute digitali, vengono conservate in portafogli digitali a cui si può accedere in diversi modi.</p>
<p>Le nazioni che usano di più la criptovaluta sono, secondo lo Statista Global Consumer Survey, <strong>Nigeria, Vietnam e Filippine</strong>. I pagamenti delle rimesse giocano un ruolo nell&#8217;uso massiccio della criptovaluta così come l&#8217;abitudine, presente in Nigeria, di utilizzare il telefono per inviare denaro e per pagare nei negozi. Il governo delle Filippine ha mostrato un certo interesse per l&#8217;argomento e potrebbe distribuire buoni statali in criptovalute grazie alla collaborazione con la Unionbank. Le valute digitali sono particolarmente apprezzate anche in <strong>America Latina</strong> e nello specifico in Perù, dove secondo un sondaggio sono state adottate dal 16% dei cittadini. Ed in Brasile, Argentina, Colombia, Messico e Cile, dove la percentuale di adozione è in doppia cifra. In Europa, con l&#8217;eccezione di Grecia e Svizzera, non c&#8217;è grande entusiasmo mentre il Giappone è la nazione dove si registra il più basso utilizzo di criptovaluta.</p>
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		<title>El Salvador, militari armati entrano in Parlamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/el-salvador-militari-armati-entrano-in-parlamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Barrio18]]></category>
		<category><![CDATA[MS13]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="El Salvador militari in parlamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Militari e poliziotti armati si sono schierati questa domenica nel parlamento di El Salvador accompagnando il presidente Nayib Bukele in aula con l&#8217;obiettivo di mettere pressione sui deputati affinché approvassero i suoi piani per la sicurezza. “Ora credo che sia evidente chi ha il controllo della situazione e le decisioni che prenderemo le metteremo nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/el-salvador-militari-armati-entrano-in-parlamento.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="El Salvador militari in parlamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Militari e poliziotti armati si sono schierati questa domenica nel parlamento di <strong>El Salvador</strong> accompagnando il presidente Nayib Bukele in aula con l&#8217;obiettivo di mettere pressione sui deputati affinché approvassero i suoi piani per la sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ora credo che sia evidente chi ha il controllo della situazione e le decisioni che prenderemo le metteremo nelle mani di Dio. Preghiamo” ha detto Bukele ai pochi deputati presenti, secondo quanto riportato dal  giornale </span><a href="https://www.elsalvador.com/eldiariodehoy/crisis-asamblea-legislativa-nayib-bukele-ejercito-ultimatum/685115/2020/"><i><span style="font-weight: 400;">El Diario de Hoy.</span></i></a> <span style="font-weight: 400;">“Se questi svergognati non approveranno il Piano di controllo territoriale torneremo a riunirci qui la prossima domenica&#8221;, ha poi dichiarato di fronte a una folla di simpatizzanti riunita nelle prossimità del Congresso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo </span><i><span style="font-weight: 400;">Reuters</span></i><span style="font-weight: 400;">, il direttore della polizia ha finora giustificato </span><span style="font-weight: 400;">l</span><span style="font-weight: 400;">’ingresso nel parlamento delle forze di sicurezza come una normale scorta al presidente. Ma il dispiegamento è stato duramente condannato da organizzazioni per la tutela dei diritti umani come Human Rights Watch e Amnesty International, mentre l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell&#8217;Onu ha richiamato tutte le parti al rispetto delle istituzioni democratiche, delle leggi e dell’indipendenza dei poteri dello stato.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il piano di contrasto alle Maras</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Al centro della disputa politica si trova il Piano di controllo territoriale, </span><span style="font-weight: 400;">una strategia elaborata dal governo salvadoregno in risposta ai gravi problemi di sicurezza che affliggono il paese, considerato uno più violenti al mondo a causa della estesa e radicata presenza di gang criminali come </span><span style="font-weight: 400;">MS13 e Barrio18.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Politico di 37 anni che con la sua elezione lo scorso febbraio ha rotto il tradizionale bipolarismo del paese centroamericano, Bukele ha posto il contrasto alle Maras come la priorità del governo. La </span><a href="https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html"><span style="font-weight: 400;">sua politica</span></a><span style="font-weight: 400;"> comprende una serie di misure volte a colpire le gang sia a livello organizzativo che nei loro portafogli. Tre giorni dopo il suo insediamento, 2.600 agenti di polizia e 3mila militari erano stati inviati per le strade delle principali città con l’obiettivo di riprendere il controllo del territorio. </span><span style="font-weight: 400;">Una tattica reputata efficace dal governo, dato che il ministro per la Sicurezza ha dichiarato che durante il 2019 ci sarebbero stati quasi mille omicidi in meno rispetto all’anno precedente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad agosto, Bukele aveva così presentato la terza fase del suo Piano di Controllo Territoriale, contenente una richiesta di un prestito di 109 milioni di dollari al Banco Centroamericano di Integrazione Economica (Bcie) per ammodernare gli equipaggiamenti di polizia ed esercito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 27 gennaio, secondo quanto spiega <a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-51440009"><i>Bbc Mundo</i></a>, la maggioranza dei parlamentari aveva approvato la richiesta di negoziati con il Bcie. Ciononostante, tre giorni più tardi, il partito di destra Arena &#8211; a cui appartengono 37 degli 84 deputati &#8211; aveva ritirato il suo appoggio alla risoluzione, con la giustificazione che l’argomento richiedesse un maggior approfondimento.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il contrasto tra esecutivo e legislativo</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo passo indietro ha messo in difficoltà il presidente che, nonostante goda di un livello di approvazione molto alto nel paese, può contare solo su 10 deputati del partito Gran Alianza por la Unidad Nacional (Gana). Il resto del parlamento è invece controllato principalmente dai partiti di destra Arena e di sinistra </span><span style="font-weight: 400;">Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (Fmln), da cui fu cacciato lo stesso Bukele .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo scorso giovedì, il consiglio dei ministri salvadoregno aveva così convocato una sessione straordinaria dell’Assemblea legislativa per ottenere il via libera, basandosi sul comma 7 dell’articolo 167 della Costituzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo quanto riporta </span><a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-51440009"><i><span style="font-weight: 400;">Bbc Mundo</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il legislativo ha però rifiutato la convocazione in quanto l’approvazione di un prestito non può essere considerato una &#8220;emergenza costituzionale&#8221;. Da qui la decisione del presidente di tentare la prova di forza, ricordando venerdì 7 febbraio come </span><span style="font-weight: 400;">i cittadini avessero “diritto all&#8217;insurrezione”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei giorni passati, alcuni deputati di Arena e del Fmln avevano anche dichiarato che le forze di sicurezza si erano presentate alla loro porta di casa con l’obiettivo di portare i deputati al parlamento con la forza. </span><span style="font-weight: 400;">Nidia Díaz, portavoce di una fazione del Fmln, ha stigmatizzato come almeno 12 di loro avrebbero ricevuto pressioni in tal senso. </span><span style="font-weight: 400;">“Condanniamo e denunciamo alla comunità nazionale e internazionale la persecuzione politica ai deputati eletti dal popolo da parte del governo di Bukele e lo riteniamo direttamente responsabile di ogni violazione ai loro diritti,” ha dichiarato a </span><a href="https://www.elsalvador.com/noticias/nacional/crisis-asamblea-diputados-arena-fmln-militares-bukele/684885/2020/"><i><span style="font-weight: 400;">El Diario de Hoy</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bukele spera che le prossime elezioni parlamentari previste per il 28 di febbraio cambino radicalmente questo scenario. “Mi è piaciuto vedere questi scranni vuoti. E’ stato facile immaginarli pieni di persone oneste che lavorino per il popolo. Magari dopo il 28 febbraio, quando il popolo deciderà,” ha twittato ieri dopo la sfilata con i militari nel parlamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma prima di quella data, spetterà all&#8217;attuale congresso valutare la terza fase del Piano di Sicurezza. A partire da oggi, l&#8217;aula è infatti convocato per decidere se accettare le richieste di Bukele o meno.</span></p>
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		<title>El Salvador rompe i rapporti con Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/el-salvador-rompe-i-rapporti-con-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 16:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina El Salvador" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>El Salvador riceverà presto una valanga di soldi dalla Cina come premio per aver tagliato ogni legame diplomatico con Taiwan. Come spiegano Reuters e South China Morning Post, il presidente Xi Jinping ha invitato martedì scorso a Pechino l&#8217;omologo salvadoregno Nayib Bukele, entrato in carica quest&#8217;estate. E sempre quest&#8217;estate, il Paese centroamericano ha chiuso la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/el-salvador-rompe-i-rapporti-con-taiwan.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina El Salvador" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Rapporti-Cina-El-Salvador-La-Presse-e1575648964242-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>El Salvador</strong> riceverà presto una valanga di soldi dalla Cina come premio per aver tagliato ogni legame diplomatico con Taiwan. Come spiegano <em>Reuters</em> e <em>South China Morning Post</em>, il presidente Xi Jinping ha invitato martedì scorso a Pechino l&#8217;omologo salvadoregno Nayib Bukele, entrato in carica quest&#8217;estate. E sempre quest&#8217;estate, il Paese centroamericano ha chiuso la porta in faccia a Taipei dopo che il presidente dell&#8217;isola asiatica, Tsai Ing Wen, ha effettuato una visita di stato di nove giorni negli Stati Uniti.</p>
<p>L&#8217;allora leader di El Salvador, <strong>Salvador Sanchez Ceren</strong>, arrivò ad affermare che il suo governo avrebbe trasferito di lì a poco il suo riconoscimento diplomatico da Taipei a Pechino. In breve tempo, il ministro degli esteri salvadoregno, Carlos Castaneda, firmò un documento con il pari cinese Wang Yi per stabilire legami formali tra le parti. Da quel preciso momento El Salvador, che aveva mantenuto relazioni con Taiwan per ben 85 anni, ha iniziato a rispettare la &#8220;politica della Cina unica&#8221;. Dal canto suo, la &#8220;provincia ribelle&#8221; &#8211; come viene chiamata dalla Cina – ha accusato Pechino di utilizzare la diplomazia del dollaro per attirare nel proprio campo di influenza alleati precedentemente taiwanesi.</p>
<h2>Rapporti con El Salvador</h2>
<p>Secondo quanto riportato da <em>Asia Times</em>, la <strong>Cina</strong> ha accettato di concedere a El Salvador un pacchetto infrastrutturale comprendente, tra l&#8217;altro, un nuovo stadio e una biblioteca nazionale. La conferma è arrivata dallo stesso Bukele: &#8220;Il presidente<strong> Xi Jinping</strong> ha appena concesso a El Salvador una cooperazione gigantesca e non rimborsabile, completamente gestita dal nostro governo&#8221;. I due Paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta all&#8217;interno della quale si sottolinea come Pechino intenda pagare anche per la costruzione di due progetti di approvvigionamento idrico, il molo di La Libertad e per la ricostruzione ed espansione dell&#8217;area turistica di Surf City. Come se non bastasse, sono stati firmati accordi inerenti la cooperazione economica e per facilitare il <strong>turismo cinese</strong> a El Salvador. In molti hanno pensato che dietro l&#8217;atteggiamento del Dragone possa nascondersi la trappola del debito, ma Bukele ha respinto questa ricostruzione con una serie di tweet: &#8220;Alcuni oppositori hanno tentato di attaccare gli accordi firmati con la Cina. Quale parte del “non rimborsabile” non hanno capito? Non si tratta di un prestito ma di una donazione&#8221;.</p>
<h2>Il doppio piano del Dragone</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/taiwan-la-cina-ha-perso-la-pazienza-pronta-lopzione-militare.html">Taiwan è sempre più isolata</a>. Nel 2018, oltre a El Salvador, altri due Paesi hanno abbandonato l&#8217;isola: Repubblica Dominicana e Burkina Faso. Più recentemente anche la piccola nazione di Kiribati e le isole Salomone hanno voltato le spalle a Taipei, che adesso può contare su un cerchio diplomatico formato solo da 15 Stati. Gli Stati Uniti sono rimasti &#8220;profondamente delusi&#8221; dall&#8217;interruzione dei legami tra El Salvador e <strong>Taiwan</strong>, anche perché il primo è uno Stato situato nel cosiddetto &#8220;cortile di casa&#8221; di Washington. Questo significa che la Cina, mattoncino dopo mattoncino, non solo sta isolando Taiwan, ma allo stesso tempo sta riuscendo anche ad arruolare tra le sue fila Paesi precedentemente <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-di-propaganda-tra-stati-uniti-e-cina-entra-nel-vivo.html">attirati dalla sfera d&#8217;influenza americana</a>. Investimenti, commercio e costruzione di infrastrutture: sono queste le armi della Cina per farsi nuovi amici. Ricordiamo che il governo cinese è il terzo partner commerciale di El Salvador, alle spalle di Stati Uniti e Guatemala; lo scambio commerciale sfonda il tetto di 1,5 miliardi di dollari, di cui 1,43 miliardi di export cinese in loco. Negli ultimi anni i rapporti con la Cina si sono rafforzati sempre di più, fino ad arrivare all&#8217;attuale unione d&#8217;intenti.</p>
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		<title>Nayib Bukele, il presidente che vuole liberare El Salvador dalle Maras</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 05:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[MS13]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tempi duri per le Maras salvadoregne da quando al potere è arrivato Nayib Bukele, già sindaco di Nuevo Cuscatlan e San Salvador, vincitore delle elezioni presidenziali del febbraio 2019 ed entrato in carica lo scorso 1° giugno. Il neo-presidente aveva dichiarato fin dall&#8217;inizio che la sua priorità sarebbe stata la sicurezza e che non avrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html">Nayib Bukele, il presidente che vuole liberare El Salvador dalle Maras</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10089833-e1564555854887-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tempi duri per le Maras salvadoregne da quando al potere è arrivato Nayib Bukele, già sindaco di Nuevo Cuscatlan e San Salvador, vincitore delle elezioni presidenziali del febbraio 2019 ed entrato in carica lo scorso 1° giugno.</p>
<p>Il neo-presidente aveva dichiarato fin dall&#8217;inizio che la sua priorità sarebbe stata la sicurezza e che non avrebbe guardato in faccia nessuno, specialmente la <strong>Mara Salvatrucha</strong> (MS13) e i <strong>Barrio 18</strong>, le due gang che da anni insanguinano le strade di El Salvador e attive anche in Honduras, Guatemala e Stati Uniti.</p>
<p>Bukele ha mantenuto la promessa fatta e appena entrato in carica ha immediatamente dato il via alla sua strategia anti-Maras che si fonda su quattro pilastri: 1- colpire il sistema finanziario delle gang; 2- neutralizzare i centri nevralgici delle gang all&#8217;interno dei penitenziari, da dove i leader gestiscono i traffici e ordinano omicidi; 3- riprendere il controllo delle zone infestate dalle gang (plan de control territorial); 4- Fornire maggiori strumenti alle forze di sicurezza, in modo da poter permettere loro di operare adeguatamente.</p>
<h2>Chi è Nayib Bukele</h2>
<p><strong>Nayib Bukele Ortez</strong>, classe 1981, nasceva a San Salvador da madre salvadoregna e padre di origine palestinese ma emigrato in El Salvador all&#8217;inizio del ventesimo secolo. Padre e figlio sono entrambi noti nel paese come  brillanti uomini d&#8217;affari.</p>
<p>La carriera politica di &#8220;Nayib&#8221;, come lo chiamano i suoi sostenitori, iniziava nel marzo del 2011 quando veniva eletto sindaco di Nuevo Cuscatlan dopo essersi candidato con una coalizione del Fmln (Farabundo Martì Liberacion Nacional) e del CD (Cambio Democratico).  Nel maggio del 2015 diventava poi sindaco della capitale, San Salvador, grazie a una coalizione del Fmln assieme al Psp (Partido Salvadoreno Progresista), in entrambi i casi sconfiggendo il candidato del partito di destra Arena (Alianza Republicana Nacionalista).</p>
<p>Nell&#8217;ottobre del 2017 Nayib Bukele veniva espulso dal Fmln in seguito a un&#8217;accusa, quantomeno controversa, di aggressione verbale nei confronti di un avvocato (accusa sempre negata da Bukele) e di promuovere divisioni interne al partito. In seguito all&#8217;espulsione, Bukele iniziava a coltivare l&#8217;idea di presentarsi alle elezioni presidenziali del 2019 come indipendente e dava vita al movimento &#8220;Nuevas ideas&#8221; con l&#8217;obiettivo di proporre un metodo innovativo di fare politica. Il neo-presidente si trovava però a dover fare i conti con l&#8217;ostracismo dell&#8217;intero sistema politico salvadoregno che cercava in tutti i modi di neutralizzare qualsiasi tentativo di costituire nuovi partiti.</p>
<p>A quel punto Bukele si candidava con il partito Gana (Gran Alianza por la Unidad Nacional) e vinceva le elezioni presidenziali con il 53,10% delle preferenze, sconfiggendo il candidato di Arena Carlos Calleja (31,72%) e Hugo Martinez del Fmln (14,41).</p>
<h2>Un inizio promettente</h2>
<p>Nell&#8217;aprile del 2019 Nayib Bukele aveva dichiarato di aver pronto un piano anti-Maras che sarebbe stato implementato non appena assunto l&#8217;incarico di Presidente della Repubblica e così è stato. Tre giorni dopo l&#8217;insediamento 2.600 agenti di polizia e 3.000 militari venivano inviati nelle strade delle principali città, ma anche nelle zone rurali, con l&#8217;obiettivo di contrastare l&#8217;attività delle Maras, in particolare le estorsioni ai danni dei commercianti, una delle principali fonti di guadagno delle organizzazioni criminali. Un ulteriore obiettivo del nuovo piano punta inoltre a recuperare e riqualificare 14 municipalità particolarmente colpite dal fenomeno.</p>
<p>Un mese dopo, a inizio luglio, Bukele <a href="http://www.ejecentral.com.mx/ms-13-y-barrio-18-podrian-desaparecer-en-cuatro-anos-nayib-bukele/">dichiarava</a> che, con l&#8217;applicazione del suo piano per la sicurezza, le Maras sarebbero sopravvissute al massimo per tre o quattro anni: &#8220;Credo che con il colpo mortale che stiamo per dare alle <em>pandillas</em>, non potranno continuare a esistere, così come sono allo stato attuale, per più di tre o quattro anni&#8221;.</p>
<p>Secondo alcune stime il numero di appartenenti alle due <em>pandillas</em> attive in El Salvador sarebbe tra i 70 mila e i 90 mila, di cui almeno<strong> 17mila detenuti</strong> nelle carceri del Paese. A questi vanno ad aggiungersi i membri attivi fuori dai confini di El Salvador, molti dei quali negli Stati Uniti, ma anche nei vicini Guatemala, Honduras e Messico.</p>
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<p>Un problema, quello delle Maras, che ha portato El Salvador a diventare uno dei paesi (non in guerra) più violenti del mondo con una media di 51 omicidi ogni 100 mila abitanti registrata nel 2018.</p>
<p>I precedenti esecutivi avevano tentato varie strade per cercare di far fronte al problema, dalle trattative con i capi delle Maras alla cosiddetta &#8220;mano dura&#8221;, ma senza grossi risultati se non una temporanea e vacillante tregua (2012-2013) rapidamente venuta meno che ha poi di fatto rafforzato le <em>pandillas</em>, permettendo loro di espandere i tentacoli su più zone.</p>
<p>Il nuovo approccio di Bukele sembra però ben strutturato e articolato, con una serie di misure coordinate che mirano a colpire le gang su più livelli; non è certo un caso che il nuovo esecutivo salvadoregno ha incassato il supporto di Washington, seppur attualmente solo sulla carta, come recentemente <a href="https://www.washingtonexaminer.com/policy/defense-national-security/el-salvadors-new-president-tacky-to-ask-the-u-s-for-money">affermato</a> dal Segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong>: &#8220;Vogliamo lavorare assieme per risolvere i problemi che entrambi abbiamo. Loro hanno la MS13 e anche noi l&#8217;abbiamo qui negli Stati Uniti, quindi è chiaro che c&#8217;è un interesse comune nel combatterla&#8221;.</p>
<p>Bisogna però vedere se gli interessi di Washington e quelli di San Salvador corrispondano realmente per quanto riguarda la lotta alle Maras. Gli Stati Uniti hanno infatti tutto l&#8217;interesse a rimandare in El Salvador il maggior numero possibile di mareros e ciò potrebbe chiaramente diventare un problema per l&#8217;esecutivo Bukele che plausibilmente si troverà ad affrontare una situazione complessa interna al Paese, con le Maras che non resteranno certo a guardare. L&#8217;arrivo di altri membri delle due pandillas potrebbe infatti innalzare il livello di violenza e fornire nuovi &#8220;soldados&#8221; alle gang. Questo è però un problema che verrà affrontato in un secondo momento, perchè il neo-eletto presidente ha come priorità l&#8217;implementazione del nuovo piano di sicurezza.</p>
<h2>La nuova strategia anti-Maras</h2>
<p>La strategia anti-Maras di Bukele, come già precedentemente anticipato, si basa su una serie di misure coordinate che vanno a colpire le Maras sia a livello organizzativo che finanziario. L&#8217;esercito e la polizia, adeguatamente supportate sia sul piano tecnologico che logistico, avranno il compito di riprendere possesso delle zone controllate dalle gang, dove operano indisturbate e si arricchiscono grazie alle estorsioni, al traffico di droga (il già citato &#8220;Plan de control territorial&#8221;), ma anche con l&#8217;attività delle &#8220;<a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-48548800">viduas negras</a>&#8220;, donne legate alle Maras che si sposano con sconosciuti benestanti che vengono poi uccisi per permettere ai <em>mareros</em> di riscuotere il denaro proveniente dall&#8217;assicurazione.</p>
<p>Per colpire adeguatamente il meccanismo finanziario delle Maras è però fondamentale intervenire anche sulle loro basi che si trovano, paradossalmente, proprio nei penitenziari; è da lì infatti che i <em>jefes</em> della MS13 e dei Barrio 18 fanno il bello e il cattivo tempo, fornendo direttive ai propri <em>mareros</em> attivi all&#8217;esterno tramite l&#8217;utilizzo di telefonini e riscuotendo i proventi delle attività criminali.</p>
<p>Consapevole di ciò, Bukele ha immediatamente fatto implementare una serie di misure volte a mettere fine alla &#8220;bella vita&#8221; dei mareros, misure poi ulteriormente rafforzate in seguito all&#8217;omicidio di un agente di polizia a fine giugno. Tale strategia, denominata &#8220;<em>emergencia maxima</em>&#8220;, resterà in vigore &#8220;fino a quando i pandilleros non smetteranno di ammazzarsi&#8221;, ha reso noto il neo-presidente durante una conferenza stampa assieme al Gabinetto di Sicurezza.</p>
<p>In sunto, ai mareros detenuti non è più concesso utilizzare alcun tipo di apparecchio elettronico, nessuna comunicazione di alcun tipo con l&#8217;esterno, sono sospese a tempo indeterminato tutte le visite e l&#8217;unica attività loro concessa all&#8217;interno delle carceri è quella di lavorare; l&#8217;alternativa è il restare rinchiusi nelle celle. Niente libri, niente calcetto, niente di niente. Non solo, perché in seguito è stato dato ordine di porre fine alla separazione in settori distinti degli affiliati alle due <em>pandillas</em> e di metterli tutti assieme; un segnale più che eloquente: o si ammazzano o imparano a convivere.</p>
<p>I segnali della telefonia mobile sono poi stati disabilitati nelle aree dei penitenziari, costringendo i <em>mareros</em> a cercare di comunicare tramite &#8220;wilas&#8221;, pezzi di plastica o di carta igienica sui quali vengono scritti messaggi da far recapitare all&#8217;esterno. Un caso eclatante è quello di un <em>marero</em> dei Barrio 18 detenuto presso il carcere di <strong>Quetzalpeque</strong> e trovato con 13 pezzi di plastica contenenti messaggi, poco prima di essere rimesso in libertà.</p>
<p>In un altro caso è stato reso noto che i mareros all&#8217;esterno di un penitenziario stavano pianificando l&#8217;invio, tramite drone, di un telefono satellitare ricaricabile con i raggi solari, proprio in seguito alla disabilitazione dei segnali di telefonia mobile.</p>
<h2>Possibili prospettive</h2>
<p>Chiunque abbia un po&#8217; di dimestichezza con la Mara Salvatrucha e i Barrio 18 è consapevole del fatto che costoro cercheranno in tutti i modi di contrastare il nuovo piano di sicurezza voluto da Nayib Bukele, in quanto questione di sopravvivenza.</p>
<p>Non a caso lo scorso 16 luglio il <strong>Direttivo d&#8217;Intelligence della polizia civile nazionale</strong> (Pnc) ha inoltrato un&#8217;informativa alle forze di sicurezza dove si avvertiva che cinque leader della MS13 (identificati come Josè Douglas Torres Calzada, Juan Manuel Torres Aguilar, Alexander Armando Granados Vasquez, Jorge Alberto Aguilar Villatoro e Josè Luis Ramirez Yan) avevano dato ordine ai propri sicari di dare il via a una serie di attacchi contro agenti di polizia, militari e guardie carcerarie. In aggiunta avevano anche ordinato di destabilizzare le zone interessate dal &#8220;Plan de control territorial&#8221;, con l&#8217;obiettivo di mettere sotto pressione l&#8217;esecutivo e costringerlo a trattare una tregua.</p>
<p>Un ulteriore aspetto da valutare riguarda poi la &#8220;rottura&#8221; delle aree separate all&#8217;interno delle carceri con l&#8217;obiettivo di mescolare gli appartenenti alla MS13 e ai Barrio 18, come reso noto da un ex agente delle forze di sicurezza salvadoregne che ha chiesto di restare anonimo: &#8220;Bukele dice che le due pandillas o si ammazzano o imparano a convivere e di per sè non è sbagliato. Non ha però tenuto contro di una terza possibilità e cioè che essendo sotto forte pressione, potrebbero formare un&#8217;alleanza temporanea contro il governo&#8221;.</p>
<p>Difficile dire con certezza in che modo e con quale efficacia reagiranno le Maras davanti al nuovo piano sicurezza. Bukele, pur essendo al potere da meno di due mesi, ha fin&#8217;ora dimostrato di essere più che determinato ad andare fino in fondo e gode del sostegno di una popolazione stanca della violenza. D&#8217;altro canto, il neo-presidente si trova a dover fronteggiare un fenomeno criminale radicato e diffuso ben oltre i confini nazionali; non a caso Bukele ha chiesto l&#8217;ausilio della magistratura, del mondo politico e della società tutta per fronteggiare un problema che coinvolge tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html">Nayib Bukele, il presidente che vuole liberare El Salvador dalle Maras</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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