El Salvador riceverà presto una valanga di soldi dalla Cina come premio per aver tagliato ogni legame diplomatico con Taiwan. Come spiegano Reuters e South China Morning Post, il presidente Xi Jinping ha invitato martedì scorso a Pechino l’omologo salvadoregno Nayib Bukele, entrato in carica quest’estate. E sempre quest’estate, il Paese centroamericano ha chiuso la porta in faccia a Taipei dopo che il presidente dell’isola asiatica, Tsai Ing Wen, ha effettuato una visita di stato di nove giorni negli Stati Uniti.

L’allora leader di El Salvador, Salvador Sanchez Ceren, arrivò ad affermare che il suo governo avrebbe trasferito di lì a poco il suo riconoscimento diplomatico da Taipei a Pechino. In breve tempo, il ministro degli esteri salvadoregno, Carlos Castaneda, firmò un documento con il pari cinese Wang Yi per stabilire legami formali tra le parti. Da quel preciso momento El Salvador, che aveva mantenuto relazioni con Taiwan per ben 85 anni, ha iniziato a rispettare la “politica della Cina unica”. Dal canto suo, la “provincia ribelle” – come viene chiamata dalla Cina – ha accusato Pechino di utilizzare la diplomazia del dollaro per attirare nel proprio campo di influenza alleati precedentemente taiwanesi.

Rapporti con El Salvador

Secondo quanto riportato da Asia Times, la Cina ha accettato di concedere a El Salvador un pacchetto infrastrutturale comprendente, tra l’altro, un nuovo stadio e una biblioteca nazionale. La conferma è arrivata dallo stesso Bukele: “Il presidente Xi Jinping ha appena concesso a El Salvador una cooperazione gigantesca e non rimborsabile, completamente gestita dal nostro governo”. I due Paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta all’interno della quale si sottolinea come Pechino intenda pagare anche per la costruzione di due progetti di approvvigionamento idrico, il molo di La Libertad e per la ricostruzione ed espansione dell’area turistica di Surf City. Come se non bastasse, sono stati firmati accordi inerenti la cooperazione economica e per facilitare il turismo cinese a El Salvador. In molti hanno pensato che dietro l’atteggiamento del Dragone possa nascondersi la trappola del debito, ma Bukele ha respinto questa ricostruzione con una serie di tweet: “Alcuni oppositori hanno tentato di attaccare gli accordi firmati con la Cina. Quale parte del “non rimborsabile” non hanno capito? Non si tratta di un prestito ma di una donazione”.

Il doppio piano del Dragone

Taiwan è sempre più isolata. Nel 2018, oltre a El Salvador, altri due Paesi hanno abbandonato l’isola: Repubblica Dominicana e Burkina Faso. Più recentemente anche la piccola nazione di Kiribati e le isole Salomone hanno voltato le spalle a Taipei, che adesso può contare su un cerchio diplomatico formato solo da 15 Stati. Gli Stati Uniti sono rimasti “profondamente delusi” dall’interruzione dei legami tra El Salvador e Taiwan, anche perché il primo è uno Stato situato nel cosiddetto “cortile di casa” di Washington. Questo significa che la Cina, mattoncino dopo mattoncino, non solo sta isolando Taiwan, ma allo stesso tempo sta riuscendo anche ad arruolare tra le sue fila Paesi precedentemente attirati dalla sfera d’influenza americana. Investimenti, commercio e costruzione di infrastrutture: sono queste le armi della Cina per farsi nuovi amici. Ricordiamo che il governo cinese è il terzo partner commerciale di El Salvador, alle spalle di Stati Uniti e Guatemala; lo scambio commerciale sfonda il tetto di 1,5 miliardi di dollari, di cui 1,43 miliardi di export cinese in loco. Negli ultimi anni i rapporti con la Cina si sono rafforzati sempre di più, fino ad arrivare all’attuale unione d’intenti.