El Salvador potrebbe diventare la prima nazione al mondo ad adottare il bitcoin come valuta corrente. Questo, almeno, è quanto è stato annunciato dal presidente Nayib Bukele, che ha reso noto come El Salvador stringerà una partnership con l’azienda digitale Strike per costruire l’infrastruttura necessaria per l’utilizzo della criptovaluta. Nuove Idee, il partito di cui fa parte Bukele, occupa la maggioranza dei seggi all’Assemblea Nazionale ed il passaggio del provvedimento legislativo è dunque molto probabile. L’economia di El Salvador è strettamente legata all’uso del denaro contante ed il 70% della popolazione non ha conti correnti bancari o carte di credito. Il 20% del prodotto interno lordo deriva, invece, dalle rimesse inviate nel paese dagli immigrati residenti all’estero. Questi trasferimenti di denaro sono però soggetti a ritardi e ad ingenti costi di servizio che possono toccare il 10% del valore totale. Il bitcoin, che affiancherà il dollaro americano come valuta della nazione e che potrebbe risolvere queste problematiche, è già molto popolare ad El Salvador. A marzo è stata lanciata un’applicazione che ne consente l’utilizzo per i pagamenti digitali e che nel giro di poco tempo è diventata la più scaricata del paese.

Chi è Nayib Bukele

Nayib Bukele ha una personalità complessa. Giovane (è nato nel 1982), amante degli occhiali da sole e delle giacche di pelle è considerato un hipster ed un riformista. Non tutti, però, sembrano pensarla allo stesso modo. Eletto presidente di El Salvador nel febbraio del 2019 grazie al 53% dei voti ottenuti al primo turno delle consultazioni. La sua vittoria ha contribuito a far collassare il sistema bipartitico che da trent’anni regge le sorti politiche di El Salvador e che vede alternarsi al potere i candidati dell’Alleanza Nazionale Repubblicana (ARENA), di destra e del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN), di sinistra. La campagna elettorale di Bukele, populista ed anti-establishment, si è svolta perlopiù sui social media ed è stata contrassegnata da uno stile informale e diretto. La sua connotazione ideologica è poco chiara dato che in passato è stato membro dell’FMLN ed ha criticato il neoliberismo salvo poi scegliersi un partito conservatore. Per quanto riguarda la regione latinoamericana ha espresso riserve tanto nei confronti dell’amministrazione Maduro quanto per quella honduregna di Juan Orlando Hernández, alleato degli Stati Uniti. Bukele è stato accusato di autoritarismo per le dure azioni impiegate contro le gang criminali e la pandemia da Covid-19. Nel febbraio del 2020 ha inviato l’esercito presso l’assemblea legislativa per garantire il passaggio del budget, una mossa molto criticata tanto in patria quanto all’estero.

Cos’è il bitcoin e come funziona

L’ultima mossa in materia fiscale con la volontà di implementare la criptovaluta può sembrare una boutade, ma in realtà sempre più Paesi guardano a quella tecnologia. Il bitcoin è una valuta digitale che opera senza alcun tipo di controllo centrale e senza la supervisione di banche o governi e questo fa gola a diverse nazioni emergenti, come ha dimostrato la creazione del petro, la moneta virtuale lanciata dal presidente venezuelano Maduro nel 2018. L’architettura di queste monete prevede un libro mastro pubblico che registra tutte le transazioni di bitcoin con le copie depositate in server presenti in tutto il mondo. Chiunque abbia un computer può creare uno di questi server, chiamato nodo. Il consenso su chi possiede le monete viene raggiunto attraverso i nodi piuttosto che tramite una fonte centrale come una banca. Ogni transazione viene resa pubblica dal sistema e condivisa da nodo a nodo mentre i bitcoin, come tutte le valute digitali, vengono conservate in portafogli digitali a cui si può accedere in diversi modi.

Le nazioni che usano di più la criptovaluta sono, secondo lo Statista Global Consumer Survey, Nigeria, Vietnam e Filippine. I pagamenti delle rimesse giocano un ruolo nell’uso massiccio della criptovaluta così come l’abitudine, presente in Nigeria, di utilizzare il telefono per inviare denaro e per pagare nei negozi. Il governo delle Filippine ha mostrato un certo interesse per l’argomento e potrebbe distribuire buoni statali in criptovalute grazie alla collaborazione con la Unionbank. Le valute digitali sono particolarmente apprezzate anche in America Latina e nello specifico in Perù, dove secondo un sondaggio sono state adottate dal 16% dei cittadini. Ed in Brasile, Argentina, Colombia, Messico e Cile, dove la percentuale di adozione è in doppia cifra. In Europa, con l’eccezione di Grecia e Svizzera, non c’è grande entusiasmo mentre il Giappone è la nazione dove si registra il più basso utilizzo di criptovaluta.

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