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	<title>Kaja Kallas Archives - InsideOver</title>
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	<title>Kaja Kallas Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Chat Control: con la scusa della pedofilia, l&#8217;Ue si prepara a spiare la corrispondenza di tutti</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 09:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Chat Control]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="963" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1536x770.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-600x301.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La proposta legislativa "Chat Control" al vaglio del Consiglio dell'Unione europea rischia di compromettere la privacy digitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html">Chat Control: con la scusa della pedofilia, l&#8217;Ue si prepara a spiare la corrispondenza di tutti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="963" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1536x770.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-600x301.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prossimo 14 ottobre rappresenta una data cruciale per il <strong>futuro della privacy in Europa</strong>. Quel giorno, il Consiglio dell’Unione Europea <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-003250_EN.html">voterà la proposta di regolamento Csar (<em>Child Sexual Abuse Regulation</em>)</a>, ribattezzata dai suoi critici &#8220;Chat Control&#8221;. La proposta legislativa, infatti, rappresenta un pericolo senza precedenti per la <strong>privacy digitale</strong> e la sicurezza delle comunicazioni. <a href="https://www.eff.org/deeplinks/2025/09/chat-control-back-menu-eu-it-still-must-be-stopped-0#:~:text=Chat%20Control%20is%20a%20dangerous,side%20scanning%2C%20which%20scans%20for">Come osserva l&#8217;Electronic Frontier Foundation (EFF)</a>, organizzazione no-profit fondata nel 1990 negli Stati Uniti con l&#8217;obiettivo di difendere i diritti digitali, la libertà di espressione e la privacy online, una delle tante realtà che si oppone a quest&#8217;iniziativa, Chat Control obbligherebbe i fornitori di servizi, inclusi quelli che utilizzano la crittografia end-to-end, a scansionare tutte le comunicazioni e i file sui dispositivi degli utenti per individuare &#8220;materiale abusivo&#8221; attraverso una tecnica chiamata <em>client-side scanning</em>. Ma come spesso accade, <em>la strada dell&#8217;inferno è lastricata di buone intenzioni</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La minaccia della sorveglianza di massa</h2>



<p>Secondo l’EFF, il <em>client-side scanning</em> compromette la <em>crittografia end-to-end</em>, che garantisce la sicurezza delle comunicazioni su piattaforme <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/five-eyes-lalleanza-per-lintelligence-messa-alla-prova-da-trump-e-dal-caso-signal.html">come Signal</a> e WhatsApp. La Presidenza danese dell&#8217;Ue ha sostenuto che questa scansione non violi la crittografia, ma non è affatto così: se il governo ha accesso a uno dei “termini” di una comunicazione criptata, <strong>quella comunicazione non è più sicura</strong>. Un approccio di questo tipo mina dunque le promesse di privacy offerte da <strong>strumenti di messaggistica sicuri</strong>, distruggendo il diritto a spazi privati digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giornalismo a rischio</h2>



<p><strong>Chat Control imporrebbe un monitoraggio generalizzato</strong> di tutte le comunicazioni e i file, anche su dispositivi personali, senza distinzioni tra cittadini comuni e sospetti. Come sottolineato dall’EFF, questa <strong>sorveglianza di massa</strong> viola il diritto fondamentale alla privacy, trasformando telefoni e laptop in &#8220;cimici nelle nostre tasche&#8221; al servizio dei governi, sia nazionali che stranieri. La proposta mette a <strong>rischio categorie particolarmente vulnerabili</strong>, come giornalisti, whistleblower, attivisti, avvocati e difensori dei diritti umani. Categorie che, naturalmente, dipendono dalla crittografia per <strong>proteggere le loro comunicazioni da persecuzioni o abusi</strong>. L&#8217;inevitabile indebolimento della crittografia espone queste persone a gravi pericoli, compromettendo la loro capacità di operare in sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Signal: &#8220;Chat Control è una minaccia esistenziale&#8221; </h2>



<p>Secondo <strong>Meredith Whittaker</strong>, <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://signal.org/blog/pdfs/germany-chat-control.pdf">presidente della Signal Foundation</a>, Chat Control <strong>rappresenta una grave minaccia per il diritto alla privacy</strong>, poiché l’obbligo di scansionare lato client ogni messaggio, foto e video presente sui dispositivi personali dei cittadini.  Tale approccio, secondo Signal, mina &#8220;il principio stesso della <em>crittografia end-to-end</em>&#8220;, compromettendo &#8220;la sicurezza delle comunicazioni private e aprendo la porta a vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da hacker, governi ostili o altre entità malintenzionate&#8221;. </p>



<p>Tale sistema, spiega Whittaker, che prevede l’analisi dei contenuti tramite database imposti dal governo o modelli di intelligenza artificiale, &#8220;non solo mette a rischio la sicurezza nazionale&#8221;, ma rappresenta anche una &#8220;<strong>violazione fondamentale della privacy individuale</strong>&#8220;, esponendo comunicazioni sensibili di funzionari governativi, militari, giornalisti investigativi e attivisti. Signal, la più grande piattaforma di comunicazione privata al mondo, considera questa proposta una &#8220;minaccia esistenziale&#8221; per la sua missione di garantire comunicazioni sicure. Meredith Whittaker ha dichiarato con fermezza: &#8220;Se ci trovassimo di fronte alla scelta tra integrare un sistema di sorveglianza in Signal o abbandonare il mercato, sceglieremmo di lasciare il mercato&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una misura inefficace</h2>



<p>Oltre ai rischi per la privacy menzionati sin qui, Chat Control rischia inoltre di <strong>rivelarsi inefficace per ciò che si propone di combattere a causa di gravi limiti tecnici</strong>, come sottolineato da Carmela Troncoso, direttrice scientifica del <em>Max Planck Institute for Security and Privacy</em>, <a href="https://www.wired.it/article/chat-control-grido-allarme-attivisti-privacy/">citata da <em>Wired</em></a>. Il sistema, infatti, si basa sull&#8217;hashing per identificare contenuti pedopornografici già noti, una tecnica che può essere facilmente aggirata alterando anche minimamente un file (ad esempio ritagliando o ruotando un&#8217;immagine), poiché questa modifica ne cambia l'&#8221;impronta digitale&#8221; digitale (hash). Ciò costringe a una scelta: <strong>non rilevare i contenuti modificati o segnalare anche le corrispondenze parziali</strong>. Troncoso avverte che quest&#8217;ultima opzione &#8220;apre la strada alla possibilità che migliaia di persone vengano segnalate per errore&#8221;, minando l&#8217;affidabilità dell&#8217;intero sistema. A fronte di tutto questo, ne vale davvero la pena o forse è meglio fermare una proposta che rischia di fare più danni che altro? </p>



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<p><br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auschwitz, 80 anni dopo: ricordare che furono i russi a liberarla non è un assist a Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/auschwitz-80-anni-dopo-ricordare-che-furono-i-russi-a-liberarla-non-e-un-assist-a-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 09:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armata Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1086" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-600x339.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-1024x579.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-1536x869.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Auschwitz, 27 gennaio 1945: elementi della 322esima divisione di fucilieri dell&#8217;Armata Rossa sovietica fanno capolino in quello che sarebbe diventato il più iconico simbolo della macchina di morte nazista, il lager per antonomasia, il simbolo dell&#8217;universo concentrazionario tedesco in cui morirono a milioni ebrei, rom, omosessuali, oppositori politici, prigionieri di guerra russi e esponenti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/auschwitz-80-anni-dopo-ricordare-che-furono-i-russi-a-liberarla-non-e-un-assist-a-putin.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1086" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-600x339.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-1024x579.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-1536x869.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Soviet_troops_and_T-34_tanks_counterattacking_Kursk_Voronezh_Front_July_1943-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Auschwitz, 27 gennaio 1945</strong>: elementi della 322esima divisione di fucilieri dell&#8217;<strong>Armata Rossa sovietica</strong> fanno capolino in quello che sarebbe diventato il più iconico simbolo della <strong>macchina di morte nazista</strong>, il lager per antonomasia, il simbolo dell&#8217;<strong>universo concentrazionario tedesco</strong> in cui morirono a milioni <strong>ebrei, rom, omosessuali, oppositori politici, prigionieri di guerra russi</strong> e esponenti di molte altre categorie ritenute non degne di vivere nel Terzo Reich di Adolf Hitler. </p>



<p>Sono passati 80 anni da quella fatidica data, caduta a poche settimane dalla definitiva caduta della Germania nazista nel &#8220;crepuscolo degli dei&#8221; dell&#8217;assedio di Berlino, ed è necessario ribadire che <strong>sottolineare come a liberare il lager più noto (e, con Belzec e Treblinka</strong> di cui ci sono rimaste tracce nulle, il più letale) furono i sovietici e, per la precisione, i russi. </p>



<p>Furono le truppe di Iosif Stalin a salvare i 7mila prigionieri, in larga parte ebrei, sopravvissuti alla fase terminale dell&#8217;Olocausto, le marce della morte ordinate dal capo delle SS Heinrich Himmler per <strong>sfinire e eliminare definitivamente i sopravvissuti</strong> agli anni di lavoro forzato e all&#8217;invio alle camere a gas. E tra queste truppe, erano preponderanti i componenti del gruppo etnico più numeroso dell&#8217;Unione Sovietica: i russi. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="800" height="504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Bundesarchiv_B_285_Bild-04413_KZ_Auschwitz_Einfahrt.jpg" alt="" class="wp-image-453899" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Bundesarchiv_B_285_Bild-04413_KZ_Auschwitz_Einfahrt.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Bundesarchiv_B_285_Bild-04413_KZ_Auschwitz_Einfahrt-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Bundesarchiv_B_285_Bild-04413_KZ_Auschwitz_Einfahrt-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Bundesarchiv_B_285_Bild-04413_KZ_Auschwitz_Einfahrt-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;ingresso di Auschwitz nel 1945</figcaption></figure>



<p>Tutte le nazioni costitutive dell&#8217;Urss, dagli ucraini ai caucasici di Georgia, Armenia e Azerbaijan passando per i popoli centroasiatici, diedero <strong>il loro contributo e pagarono un pesante tributo di sangue nella &#8220;Grande Guerra Patriottica&#8221;</strong> condotta contro la Germania dopo l&#8217;invasione del 1941, in cui l&#8217;Urss pagò la vittoria sul nazismo con oltre <strong>23 milioni di morti militari e civili</strong>, tra i quali i russi rappresentavano la parte preponderante. E anche la 322esima divisione che liberò Auschwitz era organicamente a maggioranza russa: lo storico David M. Glantz, nel saggio <em>Colossus Reborn</em>, ricorda che la <strong>322esima divisione, protagonista della battaglia di Kursk</strong> e della liberazione di <strong>Kiev</strong> prima dell&#8217;ingresso ad Auschwitz e in seguito al centro delle battaglie che portarono alla fuga tedesca da Cracovia, era costituita al 90% da russi al momento della sua formazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il revisionismo storico e le sue minacce</h2>



<p>Sono dunque da respingere al mittente tutti i tentativi di revisionismo storico che, di fatto, minimizzano il contributo russo nella fase finale del conflitto o addirittura provano a riscrivere la storia della Seconda guerra mondiale assegnando ai <strong>patti russo-tedeschi del 1939</strong> il ruolo di prova per una sostanziale equiparazione tra <strong>nazionalsocialismo e bolscevismo</strong> come co-responsabili dello scoppio del conflitto. Certo, l&#8217;Urss nel 1939 approfittò della caduta della Polonia e in seguito annesse i Paesi baltici e sferrò una guerra, invero tutt&#8217;altro che gloriosa, contro la Finlandia. Ma dopo l&#8217;attacco tedesco nel 1941 nessuno tra i più solidi rivali dell&#8217;Urss, a partire dal primo ministro britannico Winston Churchill, <strong>evitò di cogliere le conseguenze del mutato vento politico e militare</strong>. </p>



<p>Per l&#8217;ex premier polacco <a href="https://www.politico.eu/article/moscows-holocaust-revisionism-world-war-russia-auschwitz-nazi-germany-soviet-union/"><strong>Mateusz Morawiecki</strong>, che nel 2020 parlò </a>del tema nell&#8217;occasione dei 75 anni della liberazione di Auschwitz, esiste una continuità tra occupazione tedesca e regime socialista sovietico: &#8220;per l&#8217;Europa occidentale, il più tragico periodo della storia europea si concluse nel 1945, con la sconfitta del regime nazista tedesco&#8221;, scrisse allora Morawiecki in un editoriale su <em>Politico.eu</em>, &#8220;ma per molte nazioni europee, la dichiarazione di pace non significò la fine della tragedia, ma solo l&#8217;inizio di una nuova. L&#8217;occupazione sovietica, <strong>destinata a durare altri 45 anni,</strong> costò milioni di vite e privò la Polonia e l&#8217;Europa centrale della loro indipendenza e della possibilità di un normale sviluppo economico&#8221;. </p>



<p>Un revisionismo storico in purezza che va di pari passo con quello del governo di Kaja Kallas, ora alta rappresentante Ue per la politica estera, che pochi mesi fa in Estonia<strong> commemorò l&#8217;anniversario del bombardamento <a href="https://it.insideover.com/storia/estonia-riscrive-la-storia-della-cacciata-dei-nazisti-in-nome-della-russofobia.html">sovietico su Tallinn del 1944</a></strong> omettendo di ricordare che si trattava di manovre militari per scacciare i tedeschi dalla città. E non finisce qui: pochi giorni fa, in un articolo interessante nel raccontare la storia di Tomas Serafinski, ex spia polacca che contribuì a far conoscere gli orrori del lager nel mondo, <a href="https://www.bbc.com/travel/article/20250113-the-man-who-volunteered-for-auschwitz">la Bbc sul suo sito ha definito &#8220;<strong>esercito ucraino comandato dai sovietici</strong>&#8220;</a> la forza armata che liberò Auschwitz. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo strafalcione della Bbc su Auschwitz</h2>



<p><strong>Una dichiarazione &#8220;politicamente corretta&#8221; in tempi di guerra in Ucraina</strong>, in cui da tre anni Kiev combatte per la sua libertà contro l&#8217;aggressione di Mosca e, dunque, risulta incomprensibile <strong>associare il russo a un&#8217;idea di liberazione</strong>. Ma anche un palese errore storico: il riferimento è al fatto che la divisione che liberò Auschwitz era inquadrata nel <strong>Primo Fronte Ucraino</strong>, nome dato dall&#8217;Armata Rossa a un enorme gruppo d&#8217;armate protagonista dell&#8217;avanzata per liberare le pianure sarmatiche attorno Kiev, formato da sette armate distinte e che si sarebbe spinto fino a Berlino nell&#8217;aprile successivo. Ma il riferimento all&#8217;Ucraina è puramente geografico, non identitario o etnico. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/%D0%9F%D0%B0%D1%80%D0%B0%D0%B4_%D0%9F%D0%BE%D0%B1%D0%B5%D0%B4%D1%8B_%D0%BD%D0%B0_%D0%9A%D1%80%D0%B0%D1%81%D0%BD%D0%BE%D0%B9_%D0%BF%D0%BB%D0%BE%D1%89%D0%B0%D0%B4%D0%B8_24_%D0%B8%D1%8E%D0%BD%D1%8F_1945_%D0%B3._5.jpg" alt="" class="wp-image-453898"/><figcaption class="wp-element-caption">I comandanti del Primo Fronte Ucraino alla parata per la vittoria di Mosca del 24 giugno 1945</figcaption></figure>



<p>Anzi, a ben guardare, il primo comandante di tale gruppo d&#8217;armate Nikolai Vatulin, tra i protagonisti della<strong> battaglia di Kursk, morì in Ucraina nell&#8217;aprile 1944 ucciso dall&#8217;Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Oun)</strong> filo-nazista e collaborazionista di Stepen Bandera. I suoi successivi comandanti furono Georgy Zukhov e Ivan Konev, generali protagonisti della conquista della Germania orientale e (il primo) della presa di Berlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rilettura della storia su Auschwitz e la guerra</h2>



<p>Ironia della sorte, per rileggere la storia odierna in chiave politicamente adatta agli scenari strategici e geopolitici si compie, nell&#8217;Europa odierna, <strong>quello stesso procedimento di forzatura della memoria che in Russia compie Vladimir Putin</strong> parlando di figure storiche come gli Zar Pietro il Grande e Alessandro I o più recenti come Lenin e lo stesso Stalin. Ciò è oltremodo grave in un quadro politico in cui anche la fine dell&#8217;Olocausto diventa strumento di contrapposizione politica e arma per <strong>delegittimare gli avversari</strong> e dare voce a sguaiati nazionalismi. </p>



<p>Si può dire che, pur vincitrice della Seconda guerra mondiale, l&#8217;Urss di Stalin non mancò di macchiarsi di crimini e massacri? Senz&#8217;altro. Si può, però, parimenti dire che <strong>dal punto di vista morale e materiale</strong> c&#8217;è grande differenza tra un regime autoritario, dispotico e repressivo e un progetto <strong>politico-sociale imperniato sullo sterminio violento di intere comunità</strong> come quello nazista? Senz&#8217;altro. Così come si può far riferimento a qualsiasi cronaca dei tempi della liberazione di Auschwitz (una tra tutte, l&#8217;opera di Primo Levi) per capire come i liberati di Auschwitz avessero ben presente la differenza tra le armate di Hitler e tutto il resto, certamente non pensassero al Patto Molotov-Ribbentrop vedendo le truppe sovietiche entrare nel lager. E certamente non si può accusare di sottovalutazione dell&#8217;Olocausto ogni nazione ai tempi parte dell&#8217;Urss che dal massacro degli ebrei e delle altre comunità fu la nazione maggiormente colpita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia non si cancella</h2>



<p>Veder promosse al Parlamento Europeo risoluzioni che deplorano &#8220;il continuo utilizzo negli spazi pubblici di simboli dei regimi totalitari e chiede di vietare, all’interno dell’Unione, l’uso dei simboli nazisti e comunisti sovietici, così come dei simboli dell’attuale aggressione russa contro l’Ucraina&#8221; sommando <strong>nei giorni della ricorrenza della liberazione di Auschwitz sfere completamente diverse</strong> mostra i danni concreti di questo revisionismo e la sua subalternità a retoriche nazionaliste odierne. Ma la storia non si cancella, al massimo la si può comprendere e capire. </p>



<p><a href="https://jacobin.com/2023/01/soviet-union-memorials-nazi-germany-holocaust-history-revisionism">E la storia dice che il 27 gennaio 1945</a> furono i sovietici, con un&#8217;unità principalmente russa (come del resto la stragrande maggioranza del loro esercito) a liberare Auschwitz, che nessun sopravvissuto all&#8217;Olocausto ha mai aperto la polemica stucchevole dell&#8217;equiparazione tra Armata Rossa e macchina della morte nazista, che dire la verità non significa giustificare i <strong>gulag e le purghe di Stalin</strong> di ieri o la guerra di Putin oggi. Ma semplicemente evitare quel processo di <strong>abuso pubblico della storia che in un suo vecchio libro</strong> il professor <strong>Aldo Giannuli</strong> ammoniva essere un processo di avvelenamento del dibattito pubblico e compressione della democrazia contemporanea pericoloso per gli equilibri del nostro sistema contemporaneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/auschwitz-80-anni-dopo-ricordare-che-furono-i-russi-a-liberarla-non-e-un-assist-a-putin.html">Auschwitz, 80 anni dopo: ricordare che furono i russi a liberarla non è un assist a Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 06:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa militare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2025 si apre per l&#8217;Unione Europea con la presidenza di turno della Polonia che tramite il primo ministro Donald Tusk ha espresso la volontà di mettere la difesa e la sicurezza al centro del proprio mandato, sostenendo gli sforzi della Commissione Europea di Ursula von der Leyen di alimentare pesantemente il riarmo del blocco. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2025 si apre per l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> con la presidenza di turno della <strong>Polonia che tramite il primo ministro Donald Tusk</strong> ha espresso la volontà di mettere la <a href="https://notesfrompoland.com/2025/01/02/poland-begins-eu-presidency-with-focus-on-security/">difesa e la sicurezza</a> al centro del proprio mandato, sostenendo gli sforzi della Commissione Europea di Ursula von der Leyen di <strong>alimentare pesantemente il riarmo del blocco</strong>. La Polonia, ampiamente in testa nella corsa economica, politica e sociale alla mobilitazione a un contesto geopolitico pre-conflittuale (<a href="https://it.insideover.com/difesa/fabbriche-di-trattori-per-produrre-blindati-armi-da-fuoco-nelle-scuole-il-riarmo-a-tutto-campo-della-polonia.html">ne abbiamo dato conto</a>), non è un caso isolato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa dell&#8217;Europa al riarmo </h2>



<p>Forte del ruolo primario dato ai <strong>&#8220;falchi</strong>&#8221; sulle questioni securitarie, la seconda Commissione von der Leyen si prospetta destinata ad essere la <strong>paladina del riarmo dell&#8217;Ue</strong> e a cercare di generare Andrius Kubilius, ex premier lituano e Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha definito il &#8220;big bang delle spese militari&#8221; dei Ventisette. Ad oggi le spese militari coprono, complessivamente, l&#8217;1,9% del Pil del Vecchio Continente e il valore totale è cresciuto di più del 30% dal 2021, ultimo anno prima dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, in avanti, toccando nel 2024 una stima complessiva di <strong>326 miliardi di euro</strong>, che per l&#8217;<strong>Agenzia Europea della Difesa (Eda)</strong> si è rivolto per il 31% a investimenti in tecnologie e infrastrutture militari, con 90 miliardi dedicati agli acquisti di nuovi armamenti.</p>



<p>Una fase di <strong>ampia e dinamica corsa al riarmo,</strong> quella europea, che ha fatto la fortuna dell&#8217;industria e contribuito a aumentare la quota di mercato delle aziende del Vecchio Continente, dentro e fuori il blocco. Ma per Kubilius, che assieme all&#8217;ex premier estone <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html">Kaja Kallas (Alto Commissario alle Politiche Estera e di Sicurezza Comune) </a>delinea l&#8217;agenda estera dell&#8217;Europa, non è abbastanza. <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2024/12/05/eu-member-states-should-frontload-defence-budgets-to-finance-necessary-big-bang-kubilius">Kubilius, ricorda <em>EuroNews,</em></a> nella sua prima audizione all&#8217;Europarlamento a dicembre ha ricordato che a suo avviso all&#8217;Europa sono &#8220;necessari circa <strong>500 miliardi di euro per costruire uno scudo di difesa aerea comune </strong>e altri 200 miliardi di euro nel prossimo decennio per ammodernare le infrastrutture, in modo che le truppe e gli equipaggiamenti militari possano essere facilmente mobilitati in tutta fretta&#8221; in caso di minaccia ai confini di un attore ostile (leggi: Russia).</p>



<p>Cosa manca all&#8217;Europa per rafforzare la propria capacità operativa? Il <strong>Coordinated Annual Review on Defence </strong>dello scorso novembre prodotto dall&#8217;Eda vedeva 18 Stati membri sottolineare l&#8217;importanza dello scudo aereo comune delineato da Kubilius, 14 pronti a considerare il procurement congiutno di strumenti e piattaforme di guerra elettronica, 17 Stati pronti a lavorare su delle munizioni circuitanti (i famosi &#8220;droni kamikaze&#8221;) europee e 7 pronte a sviluppare entro il 2040 una nuova linea di nave da combattimento europea (Ecv). Assieme a Belgio e Cipro, l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese che si è <a href="https://eda.europa.eu/news-and-events/news/2024/11/19/2024-defence-review-paves-way-for-joint-military-projects">detto pronto a operare su tutti e quattro i fronti.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Next Generation Eu per le armi?</h2>



<p>Kubilius a dicembre ha detto che a suo avviso il finanziamento della difesa europea dovrà passare attraverso lo sforzo comune dei Paesi europei: ormai il 2% del rapporto spese militari/Pil pensato dalla Nato nel 2014 appare desueto, e si punta a quel 3% ampiamente sfondato da Polonia e baltici. </p>



<p>Per l&#8217;ex premier di Vilnius, <strong>200 miliardi di euro di spese militari extra  per coprire il fabbisogno comunitario da almeno 700 miliardi</strong> per i due programmi cardine della sua agenda dovranno essere messi dagli Stati membri con un 1% di spesa militare su Pil a testa, il resto potrebbe essere <strong>ottenuto tramite l&#8217;emissione di obbligazioni comune</strong>, un vero e proprio &#8220;Next Generation Eu per il riarmo&#8221; che ad oggi appare l&#8217;unica frontiera possibile di mutualizzazione del debito di cui si potrà discutere in Europa. </p>



<p>Una piattaforma possibile per creare questo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-idea-in-europa-usare-il-mes-per-finanziare-la-difesa-comune.html">fondo comune potrà essere il famigerato <strong>Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes)</strong></a> in passato braccio armato dell&#8217;austerità? Se ne parla ampiamente in un&#8217;Europa in cui una certezza c&#8217;è: mancano i soldi per molti programmi comuni ed è tornato di moda il rigore, ma non per il riarmo. E chi altrove spingeva sull&#8217;austerità, come il neo-segretario Nato Mark Rutte, sulla corsa alle armi non vuole che si badi a spese. Un altro segno dei tempi complessi e spesso contraddittori in cui viviamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Von der Leyen e Kaja Kallas, le donne sbagliate nel posto sbagliato al momento sbagliato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/von-der-leyen-e-kaja-kallas-le-donne-sbagliate-nel-posto-sbagliato-al-momento-sbagliato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 14:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="956" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-600x299.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-1024x510.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-1536x765.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con Ursula von der Leyen riconfermata alla guida della Commissione europea e l'ex premier estone Kaja Kallas promossa, che errore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/von-der-leyen-e-kaja-kallas-le-donne-sbagliate-nel-posto-sbagliato-al-momento-sbagliato.html">Von der Leyen e Kaja Kallas, le donne sbagliate nel posto sbagliato al momento sbagliato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="956" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-600x299.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-1024x510.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213140846650_c851c0d1aa497f242ed4730fb2dd70c5-e1734189838673-1536x765.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con <strong>Ursula von der Leyen</strong> riconfermata alla guida della Commissione europea e l&#8217;ex premier estone <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-europea-tra-ursula-bis-e-gli-appalti-un-affare-anche-per-gli-usa.html">Kaja Kallas</a></strong> promossa al ruolo di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (Pesc), l&#8217;Ue <strong>ha le persone sbagliate al posto sbagliato nel momento sbagliato?</strong> Difficile pensare a un combinato disposto di leader per la politica estera del blocco tanto in distonia con le esigenze attuali dell&#8217;Europa, in un contesto di grandi crisi geopolitiche che necessitano di attenzione e mediazione. L&#8217;esatto opposto di quanto promettono l&#8217;Ursula-bis e la sua nuova &#8220;ministra degli Esteri&#8221;.</p>



<p>Di recente, anche la sempre compassata <em><a href="https://www.politico.eu/article/kaja-kallas-estonia-europe-next-top-diplomat-prime-minister-brussels-eu-leader/">Politico.eu</a></em> ha dedicato un ritratto a Kallas, che da premier è stata protagonista del <strong>sostegno estone all&#8217;Ucraina</strong>, della focalizzazione di Tallinn sulla minaccia della Russia e sulle sfide di vario tipo (dalle minacce ibride a quelle d&#8217;intelligence) che Mosca porterebbe all&#8217;Europa. Kallas è presentata come un&#8217;idealista che <strong>è pronta a dare una ventata d&#8217;aria fresca alla diplomazia europea,</strong> mettendo in marcia i ministri degli Esteri dei Ventisette. E, nota la testata paneuropea, &#8220;la nuova prima diplomatica dell&#8217;Ue è pronta a essere&#8230;non diplomatica&#8221;, sottolineando che &#8220;il suo idealismo, oltre alla sua incrollabile dedizione ai valori della democrazia e dell&#8217;apertura, la rendono l&#8217;antitesi della politica realista e da uomo forte incarnata dal prossimo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump&#8221;. <strong>Ammesso che sia vera questa dicotomia, </strong>la diplomazia non può andare di pari passo con l&#8217;idealismo spinto. Specie in una fase che impone pragmatismo e praticità, a partire dal rapporto dell&#8217;Europa con la guerra in Ucraina.</p>



<p>Del resto, <strong>ci sarebbe da sottolineare</strong> il fatto che Kallas è la stessa paladina della democrazia che da primo ministro liberale <a href="https://it.insideover.com/storia/estonia-riscrive-la-storia-della-cacciata-dei-nazisti-in-nome-della-russofobia.html">ha di fatto <strong>cavalcato il revisionismo storico proprio dell&#8217;estrema destra</strong></a>, arrivando a mettere sullo stesso piano Germania nazista e Unione Sovietica e a criticare come atto deliberato contro i civili i bombardamenti che colpirono Tallinn quando l&#8217;Armata Rossa nel 1944 si mosse per cacciare la Wehrmacht dalla città. L&#8217;obiettivo? <strong>Mostrare l&#8217;atavica malvagità dei russi.</strong> Non la figura che pare più adatta a ridare un ruolo diplomatico all&#8217;Europa qualora si arrivasse a parlare di cessate il fuoco. </p>



<p>E Ursula von der Leyen? Per la presidente della Commissione la discussione è simile. Che visione di politica estera credibile può dare una donna nel cui mandato l&#8217;Europa ha visto regredire le sue posizioni sullo scacchiere globale? E che leadership può effettuare colei che ha raccontato che i russi <strong>rubavano i microchip dalle lavastoviglie</strong> per i loro arsenali? O che ha <strong>usato l&#8217;arma della minaccia bellica alle porte</strong> per costruire una Commissione da mobilitazione senza lavorare per dare all&#8217;Ue gli strumenti di deterrenza adatti? Domande obbligatorie. A cui va aggiunto l&#8217;atteggiamento imprudente tenuto in occasione della <strong>prima fase della guerra israeliana a Gaza</strong>, dove Von der Leyen ha dato un&#8217;apertura di credito sconsiderata a Benjamin Netanyahu che ha danneggiato la diplomazia europea. Insomma, Frau Ursula e la Lady di Ferro estone <strong>non sembrano le figure adatte a dare un rilancio diplomatico all&#8217;Europa</strong>. E anzi potrebbero incarnare semplicemente lo straniamento della realtà della sua classe dirigente. La prima crisi della nuova Commissione, quella siriana, ha visto l&#8217;Ue alla prova dei fatti muta e assente, salvo sulla chiusura a profughi e richiedenti asilo. Un triste monito dei tempi che ci aspettano.</p>
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		<title>Forza di dispiegamento rapido della Ue? Macché, adesso conta solo produrre armi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/forza-di-dispiegamento-rapido-della-ue-macche-adesso-conta-solo-produrre-armi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 17:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241030002548820_80f9706b4998c56d62b4d380e9980917-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2025 dovevano partire le prime esercitazioni  della forza di dispiegamento rapido della Ue. E invece...</p>
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<p>A discapito dei forti proclami fatti dalla riconfermata presidente di Commissione <strong>Ursula Von der Leyen </strong>in vista della legislatura europea 2024-2029, i versanti di autonomia strategica e difesa comune europea rimangono un ancora un territorio poco esplorato per l’Unione. Infatti, a poco più di due mesi dal 2025, individuato dalla “bussola strategica” come l’anno in cui le forze di dispiegamento dell’Ue sarebbero diventate operative, i temi centrali del piano approvato nel 2022 sembrano essere scomparsi dai radar delle priorità di Bruxelles. Mentre sono aumentati i contesti globali in cui per l’Ue sarebbe auspicabile un ruolo di maggiore presenza e coordinamento fra i membri per far valere i propri interessi strategici. </p>



<p>Era il marzo del 2022, un mese dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, quando, in un clima profondamente scosso, <strong>i ministri di Difesa ed Esteri dell’Unione Europea si riunirono su impulso francese</strong> per l’approvazione di un documento in materia di politica di sicurezza e difesa comune definito dall’Alto rappresentante Josep Borrell come uno “storico punto di svolta” in grado di cambiare radicalmente l’approccio europeo alla difesa comune entro il decennio successivo. </p>



<p>In sintesi, l’elemento chiave previsto dal nuovo piano sarebbe stata <strong>la creazione di una capacità di rapido dispiegamento da parte dell’Ue, composta da 5000 nuove unità effettive</strong> impegnate in regolari esercitazioni marine e di terra, la possibilità di schierare fino a 200 esperti di politiche di difesa e sicurezza in scenari critici, un aumento generalizzato delle spese per la difesa e maggiori investimenti in ricerca e sviluppo del settore al fine di colmare alcune gravi lacune esistenti. </p>



<p>Ad oggi però, non ci sono state comunicazioni ufficiali sul tema delle esercitazioni, che sarebbero dovute partire nel 2023, e non è chiaro come le forze militari comuni possano essere rese operative nel giro di due mesi entrando in funzione, come previsto, per l’inizio del nuovo anno. Alla voce “dispiegamento rapido dell’Ue” contenuta nella relazione A9-0077 del Parlamento europeo pubblicata nel marzo del 2023, si sottolinea genericamente che la capacità si sarebbe dovuta sviluppare in modo tale da poter efficacemente <strong>“riflettere il nuovo contesto geopolitico” creatosi dopo l’invasione russa dell’Ucraina</strong> e si rinnova il 2025 come data effettiva prevista per il raggiungimento della piena operatività. Allo stesso modo, nella più recente nota del parlamento europeo sulla Politica di sicurezza e difesa comune dell’Unione, pubblicata nell’aprile del 2024, nessuno elemento chiarifica quello che è il contenuto del testo originario del piano da un punto di vista operativo. </p>



<p>Mentre sul fronte del coordinamento europeo di intelligence qualcosa sembra muoversi se, come rivelato da <em>Bloomberg</em>, il progetto in cantiere della nuova Commissione sull’istituzione di un organismo integrato fra tutti gli Stati membri andrà in porto, l’obiettivo di un maggiore sviluppo della difesa comune rimane ancora fermo al palo fra reticenze e sabotaggi interni. </p>



<p>Un elemento che si scontra però con quelle che sono state le priorità evidenziate da Von der Leyen che, in occasione del suo secondo insediamento, ha messo al centro il tema della difesa e della sicurezza, diventata urgenza assoluta <strong>con l’affermazione di un nuovo equilibrio geopolitico più pericoloso sul territorio europeo</strong>, trascurando l’importanza programmatica data all’ambiente che aveva contraddistinto il suo primo mandato. </p>



<p>È stata infatti la stessa presidente Von der Leyen, durante conferenza sulla sicurezza tenutasi a Praga lo scorso agosto, a definire l’obiettivo europeo di costituire una “produzione di difesa di dimensioni continentali” attuando una rivoluzione nel settore industriale specifico. Analogamente, anche la scelta dell’ex ministro estone e rappresentante di punta della linea oltranzista nei confronti della Russia di Putin, Kaja Kallas, che oggi riveste il ruolo di massimo diplomatico dell’Ue, è stata dettata dalla ridefinizione di <strong>un’Unione europea in assetto militare anti-russo voluta proprio da Von der Leyen. </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/forza-di-dispiegamento-rapido-della-ue-macche-adesso-conta-solo-produrre-armi.html">Forza di dispiegamento rapido della Ue? Macché, adesso conta solo produrre armi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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