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	<title>Enzo Moavero Milanesi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Enzo Moavero Milanesi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Libia, alla Farnesina settimana di incontri, l’Italia prova a recuperare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 09:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1621" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9605266-1621x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9605266-1621x1080.jpg 1621w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9605266-1621x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9605266-1621x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9605266-1621x1080-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1621px) 100vw, 1621px" /></p>
<p>Le armi dettano ancora i ritmi di un contesto libico dominato dalla battaglia per Tripoli, che oramai entra nella sua terza settimana: sono infatti passati più di 20 giorni da quando, lo scorso 4 aprile, Haftar decide di lanciare il suo Lna verso la capitale del Paese nord africano. Pur tuttavia, sull’altra sponda del Mediterraneo l’Italia prova a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-alla-farnesina-settimana-di-incontri-litalia-prova-a-recuperare.html">[...]</a></p>
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<p>Sospettosa delle azioni francesi, costretta ad aspettare un maggiore interventismo da parte americana ed a subire le iniziative delle petromonarchie, Roma prova comunque a mandare avanti un’azione diplomatica importante forte dei buoni rapporti con molte delle parti chiamate in causa.</p>
<h2>La visita a Roma di Salamé</h2>
<p>Nella giornata di mercoledì, nella capitale arriva l’alto rappresentante delle Nazioni Unite per la Libia,Ghassan Salamé. Il suo appare, come scrive l’Huffington Post, come un tentativo di “farsi adottare” dall’Italia. Il piano da lui elaborato e presentato a novembre al consiglio di sicurezza dell’Onu a poche ore dal vertice di Palermo, naufraga sotto i colpi delle armi. Il 14 aprile a Ghadames avrebbe dovuto essere organizzata la conferenza nazionale, l’appuntamento che nella road map dell’Onu appare come evento propedeutico alle elezioni: “Ma non si può dialogare mentre si bombarda”, ammette mestamente Salamé. Niente conferenza, niente prosecuzione di un piano figlio di mesi di colloqui retti anche dall’appoggio italiano alle Nazioni Unite.</p>
<p>Forse per questo che il rappresentante Onu, “orfano” del suo piano, decide di incontrare il responsabile della nostra diplomazia: alla Farnesina infatti, Salamé parla con Enzo Moavero Milanesi ed al termine del colloquio i due in conferenza stampa provano a tracciare un bilancio di ciò che ancora è salvabile. Del resto, è proprio questa l’espressione che Salamé usa dinnanzi i giornalisti: “Nulla è perduto, stiamo cercando di salvare il salvabile”. Il diplomatico libanese cerca e trova la sponda italiana: in questi giorni le Nazioni Unite sul campo provano a mediare, ma a livello diplomatico l’azione della missione Onu sembra la più penalizzata dal fragore delle armi.</p>
<p>Salamé ha quindi bisogno dell’Italia e della sponda romana per rilanciare quel percorso che ad un certo punto, dopo il vertice di Palermo, appare come l’unico in grado di portare realmente alla stabilizzazione della Libia. E da parte sua, Moavero prova a far mantenere in vita il piano Onu, concordando sul fatto che la conferenza di Ghadames è solo rinviata e non annullata. I due in sala stampa alla Farnesina, parlano poi del rischio terrorismo e di quello relativo ai possibili sbarchi di migranti che, secondo Salamé, appare però autentica “ossessione”. Il perno dell’incontro però, riguarda il fatto per l’appunto che l’Italia nella sua azione diplomatica appare pronta a rianimare quel piano Onu colpito quasi mortalmente dagli scontri scoppiati lo scorso 4 aprile.</p>
<h2>Gli altri incontri di Moavero alla Farnesina</h2>
<p>Ma quella del ministero degli Esteri appare un’agenda molto frenetica: in questi giorni, in Italia arrivano praticamente tutti i principali attori impegnati in Libia. Da quelli interni, a partire dal vice premier Maitig, fino a quelli stranieri: se la scorsa settimana è la volta del ministro degli esteri del Qatar, il cui governo sostiene Al Sarraj, a cavallo di Pasqua è un via vai continuo di altri rappresentanti internazionali. Il 19 aprile tocca al ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, il cui colloquio viene giudicato da Moavero come “molto cordiale”, nei giorni successivi alla Farnesina arriva il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti, alleato di ferro di Haftar. Sempre dal ministero degli esteri, fanno sapere che a Roma si è tenuta anche una riunione sulla Libia tra rappresentanti di sei paesi, oltre l’Italia, tra cui anche Usa e Regno Unito.</p>
<p>Roma prova a recuperare il terreno perduto, approfittando anche dello stallo militare a sud di Tripoli dove il fronte appare oramai fermo e stabile nonostante i combattimenti proseguano. In attesa di capire se e quando le armi torneranno a tacere, l’Italia prova a ritagliarsi il suo ruolo diplomatico ed a spianare la strada quando ai raid aerei si sostituiranno i tavoli politici.</p>
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		<title>Maitig arriva a Roma. L’Italia muove le sue pedine in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maitig-arriva-a-roma-litalia-muove-le-sue-pedine-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 09:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="955" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636.jpg 955w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 955px) 100vw, 955px" /></p>
<p>Deluso nel dopo Palermo, ridimensionato in parte nel suo ruolo tanto da rivendicare la “paternità” della lettera contro il premier Fayez Al Sarraj in cui si critica la gestione del consiglio presidenziale, adesso torna alla carica Ahmed Maitig. Si tratta di quello che, specialmente negli anni passati, viene considerato come uno dei maggiori interlocutori per l’Italia in Libia. Parla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maitig-arriva-a-roma-litalia-muove-le-sue-pedine-in-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="955" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636.jpg 955w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/libia-ok-955x636-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 955px) 100vw, 955px" /></p><p>Deluso nel dopo Palermo, ridimensionato in parte nel suo ruolo tanto da rivendicare la “paternità” della lettera contro il premier Fayez Al Sarraj in cui si critica la gestione del consiglio presidenziale, adesso torna alla carica Ahmed Maitig. Si tratta di quello che, specialmente negli anni passati, viene considerato come uno dei maggiori interlocutori per l’Italia in Libia. Parla italiano, di professione fa l’imprenditore ed è originario di Misurata: tre elementi che lo pongono al centro delle trame diplomatiche del nostro paese. Dopo mesi di assenza, Maitig è a Roma nei giorni scorsi dove ha tenuto una serie importanti di incontri. Questa volta, sullo sfondo, vi è la posizione di parte della Tripolitania contro gli accordi recenti tra Al Sarraj ed Haftar.</p>
<h2>Gli incontri di Ahmed Maitig a Roma</h2>
<p>Di Al Sarraj lui è il numero due, una posizione che contribuisce a renderlo importante nell’interlocuzione con l’Italia e con le varie milizie libiche. Prima del vertice di Palermo, Maitig è spesso in Italia: è lui a rappresentare la Libia nel forum italo – libico di Agrigento del luglio 2017, è lui ad essere ricevuto più di una volta sia a Palazzo Chigi che alla Farnesina. Tutto sembra in qualche modo spianare la strada ad un’accentuazione del suo ruolo in vista del vertice di Palermo: oltre che misuratino infatti, viene anche visto come rappresentante di un’ala moderata della città Stato che nel dopo Gheddafi ha un ruolo di primaria importanza nel contesto libico. Ma Maitig paga lo scotto della sua vicinanza ai Fratelli Musulmani: la formazione, osteggiata da Haftar, inizia a subire ridimensionamenti durante i tavoli tecnici allestiti nel capoluogo siciliano. Il generale riesce a far fuori la fratellanza in molti degli incontri, anche il ruolo di Maitig subisce quindi repentini ridimensionamenti.</p>
<p>Una delusione, da parte del vice di Al Sarraj, che culmina nella sopra citata lettera sottoscritta anche da altri due membri del consiglio presidenziali vicini ai Fratelli Musulmani. Nelle scorse ore, come detto, la sua visita a Roma.</p>
<p>Nella capitale incontra, in primo luogo, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “La riunione ha permesso di approfondire le dinamiche del processo di stabilizzazione della Libia, alla luce dei più recenti sviluppi – si legge in una nota della Farnesina – Il capo della diplomazia italiana ha chiesto a Maitig un aggiornamento sulle iniziative intraprese in Libia per garantire una maggiore sicurezza sul territorio, per migliorare la situazione economica generale, per meglio governare i flussi migratori”.</p>
<p>Sembrerebbe, da quanto si apprende, un incontro normale e dai toni collaborativi. Stesso discorso per quanto riguarda l’altra tappa importante di Maitig a Roma, ossia l’incontro con il vice – premier Matteo Salvini. Un colloquio dove si discute, in primis, di contrasto alle partenze di barconi dalla Libia.</p>
<h2>Il motivo della visita di Maitig</h2>
<p>Viene automatico chiedersi come mai Maitig decida di tornare a visitare i palazzi romani proprio in questi giorni. Non sembra affatto un caso e tutto sembra indirizzare verso una ben precisa risposta: il numero due del consiglio presidenziale starebbe cercando di tornare in auge accreditandosi quale rappresentante, verso gli interlocutori italiani, dell’insofferenza della Tripolitania all’accordo tra Al Sarraj ed Haftar. Dunque, Maitig a Roma avrebbe riportato il malcontento di chi non vede di buon occhio le recenti strette di mano tra il leader del governo ed il generale della Cirenaica.</p>
<p>Un malcontento già espresso, a poche ore dalla visita di Maitig in Italia, in diverse note sia di alcune municipalità tripolitane che di alcuni dei più importanti ed influenti consigli delle tribù della parte occidentale della Libia. Questo confermerebbe, tra le altre cose, le difficoltà che potrebbero sorgere nell’applicazione dell’accordo firmato ad Abu Dhabi (che prevede elezioni entro fine anno, riforma del consiglio presidenziale e sostanziale riconoscimento del ruolo di Haftar quale unico leader militare), così come anche del piano Onu per il paese elaborato a cavallo del vertice di Palermo. Il fatto che a muoversi sia stato Maitig, indica le preoccupazioni dei detrattori dell’accordo ed i tentativi di quest’ultimi di fermare, in extremis, l’avanzata di Haftar.</p>
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		<title>Clima da guerra civile in Venezuela: e ora l&#8217;Italia deve mediare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/clima-da-guerra-civile-in-venezuela-e-ora-litalia-deve-mediare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 08:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="981" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;autoproclamazione a presidente di Juan Guaidò e l&#8217;irrigidimento di Nicolas Maduro potrebbero portare il Venezuela alla guerra civile, specie se continuerà il braccio di ferro internazionale legato al riconoscimento del giovane leader dell&#8217;Assemblea Nazionale. Lo sostiene con un editoriale sul Guardian Temir Porras Ponceleon, ex capo di gabinetto del successore di Hugo Chavez, da cui si è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/clima-da-guerra-civile-in-venezuela-e-ora-litalia-deve-mediare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="981" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190223231607_28559198-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;autoproclamazione a presidente di <strong>Juan Guaidò</strong> e l&#8217;irrigidimento di<strong> Nicolas Maduro</strong> potrebbero portare il Venezuela alla guerra civile, specie se continuerà il braccio di ferro internazionale legato al riconoscimento del giovane leader dell&#8217;Assemblea Nazionale. Lo sostiene con un editoriale sul <em>Guardian </em>Temir Porras Ponceleon, ex capo di gabinetto del successore di Hugo Chavez, da cui si è poi distaccato nel 2013 per avviare una carriera accademica che lo ha portato, quest&#8217;anno, sui banchi prestigiosi di Science Po a Parigi.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/feb/05/juan-guaido-venezuela-maduro?fbclid=IwAR35uwDc84kQA2ZaNmNrJi5Zn084JZpwBC_UZNwwrtaGTCIFvABWl6fNQdk" target="_blank">Come scrive il professore venezuelano</a>, &#8220;la recente mossa di Guaidò, proclamatosi unilateralmente presidente ad interim, può causare conseguenze catastrofiche per il Venezuela&#8221;, considerato il fatto che lo stesso Guaidò non ha escluso l&#8217;ipotesi di un intervento militare esterno diretto contro il suo Paese e il suo stesso popolo, mentre Maduro ha apertamente paventato una guerra civile. &#8220;Se non è disposta a rischiare una guerra inutile in America Latina, la comunità internazionale deve creare urgentemente le condizioni per un dialogo nazionale volto a raggiungere un accordo politico&#8221;. Nella piena consapevolezza che da un punto di vista democratico &#8220;sia lo status quo sia le richieste di Guaidò non sono soddisfacenti e non garantiscono la pace e la stabilità del Paese&#8221;. </p>

<p>A lungo tra le menti più brillanti del governo chavista, di cui ha contribuito ad elaborare la politica estera in America Latina, Ponceleon ha pagato in passato la sua capacità di analisi e critica che lo hanno portato ad analizzare e indicare a tempo debito le contraddizioni politico-economiche che hanno portato il Venezuela al disastro. La sua diagnosi sullo stato del Paese è corretta e non risparmia nulla al presidente <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez/">Maduro</a>, la cui legittimità è apertamente criticata, senza però portare necessariamente a ritenere che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro/">Guaidò</a> possa essere una valida alternativa.</p>
<p>Al Venezuela serve un ritorno all&#8217;ordine immediato e una fase di certezze, dopo anni contraddistinti dalla violenta contrapposizione tra governo e opposizione, causa di centinaia di morti e di aperte violazioni della corretta condotta politica da parte di entrambe gli schieramenti, mentre sullo sfondo la Repubblica Bolivariana cadeva a pezzi a causa del crollo del sistema economico, dell&#8217;aumento dei tassi di povertà e dell&#8217;impennata vertiginosa della criminalità.</p>

<p>Messico e Uruguay sono in prima fila tra i Paesi mediatori ritrovatisi di recente alla riunione del gruppo di contatto a Montevideo, avendo preso assieme al Vaticano una linea che ha nel dialogo nel primario interesse del popolo venezuelano e della stabilità regionale i suoi punti focali. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-amlo-disconosce-guaido-preme-la-svolta-democratica/">Messico e Uruguay</a> si sono dichiarati favorevoli al mantenimento al potere di Maduro nella fase di transizione verso un voto democratico per ragioni di <em>realpolitik, </em>e anche la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-strategia-del-vaticano-la-pace-venezuela/">Santa Sede sembra essere disposta a un&#8217;apertura in tal senso</a>.</p>
<p>Posto che tra le principali potenze internazionali gli Stati Uniti hanno fomentato per primi la sortita di Guaidò, mentre Cina e Russia sostengono non certo disinteressatamente Maduro, al fronte della mediazione resta ben poco spazio reale di manovra. Guardando tra i Paesi europei, l&#8217;unico che ha ancora uno spazio per partecipare al processo di mediazione è l&#8217;Italia. </p>

<p>Parlando alla Camera nella giornata del 12 febbraio, il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha dettato la linea dell&#8217;esecutivo: &#8220;Gli elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e governa&#8221;, ha detto Moavero, ribadendo che Roma non ha alcuna intenzione di ritenere legittimo il voto-farsa che ha incoronato Maduro per il secondo mandato presidenziale a maggio 2018 ma, al tempo stesso, non sbilanciandosi sul riconoscimento di Guaidò, che per ora non appare all&#8217;orizzonte.</p>
<p>I 150mila italiani che vivono in Venezuela necessitano di una tutela particolare, che non potrebbe essere garantita da una scelta di campo unilaterale in un senso e nell&#8217;altro che semplicemente toglierebbe Roma dal terreno di gioco della mediazione. &#8220;Ultimatum e rimozioni di governanti buoni o cattivi non hanno mai prodotto vantaggi per la popolazione civile. Se l’obiettivo è tutelare i venezuelani e tanto più la nostra comunità italiana, porre un ultimatum a un presidente che è armato fino al collo e gode del supporto di Cina e Russia è poco saggio&#8221;, <a href="https://formiche.net/2019/02/corrao-strasburgo-europa/" target="_blank">ha dichiarato a <em>Formiche </em>Ignazio Corrao, eurodeputato dei Cinque Stelle</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/clima-da-guerra-civile-in-venezuela-e-ora-litalia-deve-mediare.html">Clima da guerra civile in Venezuela: e ora l&#8217;Italia deve mediare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo ambasciatore italiano  inizia la sua missione in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-a-tripoli-prende-il-via-la-missione-del-nuovo-ambasciatore-buccino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 16:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tripoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1-1024x811.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Adesso è ufficiale il cambio della guardia in seno all&#8217;ambasciata italiana di Tripoli. Nella mattinata di questo venerdì infatti, inizia ufficialmente la missione di Giuseppe Buccino Grimaldi presso la nostra rappresentanza diplomatica in Libia. Nominato lo scorso 12 dicembre, Buccino succede a Giuseppe Perrone che, a sua volta, inizia la propria missione a Teheran.  L&#8217;insediamento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-a-tripoli-prende-il-via-la-missione-del-nuovo-ambasciatore-buccino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-a-tripoli-prende-il-via-la-missione-del-nuovo-ambasciatore-buccino.html">Il nuovo ambasciatore italiano  inizia la sua missione in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8800291-1-1024x811.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Adesso è ufficiale il cambio della guardia in seno all&#8217;ambasciata italiana di Tripoli. Nella mattinata di questo venerdì infatti, inizia ufficialmente la missione di<strong> Giuseppe Buccino Grimaldi</strong> presso la nostra rappresentanza diplomatica in Libia. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-ecco-chi-e-il-nuovo-ambasciatore-italiano/">Nominato lo scorso 12 dicembre</a>, Buccino succede a <strong>Giuseppe Perrone</strong> che, a sua volta, inizia la propria missione a Teheran. </p>
<p>L&#8217;insediamento di Giuseppe Buccino </p>
<p>Dal commiato all&#8217;insediamento. Giovedì mattina sul profilo Twitter di Giuseppe Perrone, l&#8217;oramai ex ambasciatore italiano in Libia saluta ufficialmente il paese: &#8220;Oggi è il mio ultimo giorno da ambasciatore a Tripoli &#8211; <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/Assafir_Perrone/status/1090872326357467136">scrive Perrone</a> &#8211; È stata un&#8217;esperienza intensa. Auguro a tutti i libici successo nella loro ricerca di pace e prosperità e ringrazio anche il mio paese di avermi dato l&#8217;opportunità di servire in un posto speciale  in un momento cruciale&#8221;. Venerdì mattina invece, sempre su Twitter, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/ItalyMFA/status/1091306877248520194">l&#8217;account ufficiale della Farnesina</a> saluta l&#8217;arrivo del nuovo ambasciatore con delle frasi dello stesso Buccino: &#8220;Ritorno in questa terra sofferente e meravigliosa con grande emozione, fiducioso nella graduale affermazione della pace, della giustizia e della prosperità&#8221;. </p>
<p>Inizia dunque la missione, la quale avviene in una fase a dir poco delicata per la Libia. In primis, è da sottolineare come Buccino, proprio come il predecessore, inizia l&#8217;incarico avendo sul groppone la responsabilità di essere <strong>l&#8217;unico ambasciatore occidentale operativo a Tripoli</strong>. In secondo luogo, nella capitale libica solo da pochi giorni regge un cessate il fuoco dichiarato in seguito a nuovi scontri occorsi soprattutto nei quartieri meridionali della città. Infine, Buccino si insedia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tra-sfiducia-ad-al-sarraj-e-nuovi-scontri-a-tripoli-si-torna-ad-avere-paura/">mentre insistono non poche problematiche interne al governo di Al Sarraj</a>, quello riconosciuto dall&#8217;Onu (e dall&#8217;Italia): tra lettere di accusa da parte di tre dei nove vice di Al Sarraj allo stesso premier, proclami di boicottaggi da parte di milizie vicine all&#8217;esecutivo e tensioni lungo l&#8217;asse Tripoli &#8211; Misurata, Buccino deve confrontarsi all&#8217;interno di un quadro ancora più frastagliato.<strong> Per lui è comunque un ritorno</strong>: l&#8217;ambasciatore è nella capitale libica quale nostro rappresentante nel 2011, a poche settimane dall&#8217;uccisione di Gheddafi, e torna a Roma nel 2015. Vive dunque, in quel frangente, il periodo più nero della storia recente del paese nordafricano. </p>
<p>L&#8217;importanza dell&#8217;insediamento del nuovo ambasciatore</p>
<p>Per l&#8217;Italia è importante tornare ad avere un nuovo rappresentante operativo in sede. La situazione appare infatti in una fase di stallo dall&#8217;agosto del 2018, quando a seguito di un&#8217;intervista rilasciata ad una tv locale, l&#8217;allora ambasciatore Perrone viene ritenuto persona non gradita dal generale Haftar. L&#8217;Italia, che in quel frangente sta riallacciando i rapporti con il generale e con le autorità che hanno sede in Cirenaica, per &#8220;motivi di sicurezza&#8221; richiama Perrone. Da quel momento la nostra ambasciata è sì aperta, ma non ha il capo missione in sede. E questo ancora durante un&#8217;altra fase cruciale, quale quella del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-gli-elementi-positivi-per-l-italia-del-vertice-di-palermo/">vertice di Palermo</a>. Uno stallo la cui risoluzione non è certo facilitata da un braccio di ferro, o presunto tale,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/grande-gioco-farnesina/"> tutto interno al governo.</a> Ad un certo punto il ritorno di Perrone, nel frattempo non più considerato ostile da Haftar, sembra cosa fatta: a Roma, ma anche a Tripoli e Bengasi aspettano solo l&#8217;ufficialità della ripresa del suo incarico da parte dell&#8217;ambasciatore. A dicembre, a sorpresa, il consiglio dei ministri opta per un altro ritorno, quello appunto di Buccino. </p>

<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>Adesso che il nuovo/vecchio ambasciatore è insediato, l&#8217;Italia può comunque finalmente tornare a programmare in maniera più organica e sistematica le proprie attività diplomatiche in Libia. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/in-libia-si-lavora-per-la-conferenza-nazionale-si-fara-a-breve-uscira-la-data/">Con una conferenza nazionale libica alle porte</a> e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/ecco-il-piano-dell-onu-sulla-libia/">con la road map dell&#8217;Onu </a>il cui percorso ancora è tutto da scrivere, Roma torna a poter vantare un proprio rappresentante a Tripoli. La presenza di un ambasciatore in carica nella capitale libica, è condizione necessaria per l&#8217;Italia per avere una decisiva ed importante voce in capitolo sul dossier riguardante il paese nordafricano. Si risolve, quanto meno, un&#8217;anomalia derivante dal fatto di essere un paese che aspira ad avere un ruolo guida ma che, di fatto, fino a poche ore fa ha un&#8217;ambasciata priva del suo ambasciatore.  </p>
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		<title>L&#8217;Italia fa guerra a Macron Ma la partita è molto più complessa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-macron-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 11:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167-1024x604.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La guerra diplomatica fra Italia e Francia continua inesorabile. Dopo lo scontro fra Luigi Di Maio e il governo francese, che ha provocato l&#8217;ira di Parigi tanto da convocare l&#8217;ambasciatrice italiana al Quai d&#8217;Orsay. Lo scontro si fa ogni giorno più acceso. Ieri, il premier Giuseppe Conte e il ministro Enzo Moavero Milanesi hanno provato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-macron-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190122171029_28253167-1024x604.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-libia-ed-europa-guerra-infinita-macron-e-litalia-1632323.html">La guerra diplomatica fra Italia e Francia</a> continua inesorabile. Dopo lo scontro fra Luigi Di Maio e il governo francese, che ha provocato l&#8217;ira di Parigi tanto da convocare l&#8217;ambasciatrice italiana al Quai d&#8217;Orsay. Lo scontro si fa ogni giorno più acceso. Ieri, il premier <strong>Giuseppe Conte</strong> e il ministro <strong>Enzo Moavero Milanesi</strong> hanno provato a disinnescare l&#8217;ordigno piazzato da lega e Movimento 5 Stelle.</p>
<p>Il ministro degli Esteri si è incontrato ieri con il suo omologo francese, <strong>Jean-Yves Le Drian</strong>, per discutere delle tensioni ormai infinite fra Roma e Parigi. Moavero ha provato a dialogare con la controparte francese, ma da parte del ministro d&#8217;Oltralpe sembrano essere arrivati toni molto duri. Le Drian era furioso: e non ha fatto niente per nasconderlo. La Farnesina ha provato a smorzare le accuse dicendo che si tratta di &#8220;campagna elettorale&#8221;. Una tesi che, come spiega <em>La Stampa,</em> è stato lo stesso Di Maio a negare in radice: &#8220;<strong>Non è campagna elettorale</strong>: è una battaglia di civiltà contro l&#8217;ipocrisia di Macron&#8221;. E la disputa a questo punto non accenna a diminuire.</p>

<p>Anche Conte prova a fare da pompiere. Il presidente del Consiglio ha ribadito che è giusto porsi delle domande sul futuro dell&#8217;Europa, sulle sue politiche e su come viene gestito il continente dagli altri Paesi, in particolare da Parigi. Conte tenta di aggiustare il tiro, ritiene legittimo interrogarsi sulle politiche globali sia dell&#8217;Unione Europea sia a livello di singoli Stati. &#8220;Ma questo non vuol dire mettere in discussione <strong>la nostra storica amicizia</strong> con la Francia, né tanto meno con il popolo francese. Continueremo a lavorare con le istituzioni di governo francesi, oltreché che europee e di altri Paesi, fianco a fianco per trovare soluzioni condivise&#8221;. Il tentativo di rimediare c&#8217;è. Ma la Lega né il Movimento 5 Stelle sembrano decise a seguire la linea del premier, che si trova ora a dover fare da paciere in uno scontro che rischia di diventare durissimo per la Francia ma anche per l&#8217;Italia.</p>
<p>In questi giorni, da Roma, si sono alzate le colombe per cercare di rimediare allo scontro. La stessa presidenza della Repubblica, con <strong>Sergio Mattarella</strong> in testa, sta cercando di spegnere le fiamme. E Moavero lavora in strettissimo contatto con il presidente, come più volte sottolineato in questa testata. Lo stesso ministro dell&#8217;Economia, Giovanni Tria, ha espresso in mattinata l&#8217;augurio che le &#8220;tensioni decrescano&#8221;. E del resto, fra Italia e Francia le questioni economiche sono aperte sono moltissime, da <strong>Fincantieri Stx</strong> ad <strong>Alitalia</strong>, passando per la grande quantità di grandi imprese italiane che hanno una quota francese.</p>

<p>La diplomazia ufficiale e non ufficiale si inizia a muovere per evitare la guerra. Ma da parte delle forze di maggioranza non sembrano esserci gli stessi intenti. Lo ha dimostrato <strong>Matteo Salvini</strong>, lo ha dimostrato Di Maio. L&#8217;opposizione, invece, è spaccata. La destra di Fratelli d&#8217;Italia segue la linea di Lega e M5S. Oggi Giorgia Meloni ha ribadito di ritenere il Trattato di Aquisgrana un &#8220;dichiarazione di guerra&#8221; contro l&#8217;Italia. Da parte di Forza Italia vige un rigoroso silenzio. Mentre il Partito democratico è quello più di tutti protesta per le tensioni con Parigi.</p>
<p>L&#8217;ex presidente del Consiglio <strong>Paolo Gentiloni</strong>, ha parlato di un isolamento controproducente da parte italiana. E alla presentazione del libro di Linda Lanzillotta <em>Il Paese delle mezze riforme</em>, l&#8217;ex premier Pd ha detto: &#8220;Oggi ho letto una dichiarazione del ministro Moavero, persona a cui mi lega stima e amicizia, sulla bagarre incredibile tra Italia e Francia. Dice che si tratta di campagna elettorale&#8230; Se questo è il nostro &#8216;deep State&#8217;, allora non c&#8217;è da essere per niente tranquilli&#8221;. E del resto, Gentiloni è lo stesso premier che ha voluto siglare il trattato del Quirinale con la Francia ricalcando quello dell&#8217;Eliseo fra Germania e Francia che è stato blindato e aggiornato ieri ad Aquisgrana da Angela Merkel ed Emmanuel Macron.</p>

<p>La questione quindi è anche di politica interna dei rispettivi Stati. Ed esistono due diplomazie alternative. Quella ufficiale e quella dei partiti. Da una parte quella ufficiale è paradossalmente molto più legata all&#8217;opposizione, con il Pd che si schiera insieme a Moavero e al presidente della Repubblica per raffreddare i toni. E il legame è chiaramente con i grandi gruppi industriali francesi e con Emmanuel Macron, che fu benedetto da tutti i leader del centrosinistra. Dall&#8217;altra parte, M5S e Lega si sono schierati con le opposizioni: i pentastellati, senza grandi risultati, con i gilet gialli; la Lega, con risultati molto più positivi e stabili con Marine Le Pen e il suo <strong>Rassemblement National</strong>. In ballo ci sono le elezioni europee e il blocco sovranista.</p>
<p>Il problema dell&#8217;Italia è triplice. Da un lato la Francia ci serve per provare a contrastare la politica di austerity voluta da Berlino. Dall&#8217;altro lato, abbiamo enormi interessi economici e industriali in comune. Terzo punto, fondamentale, c&#8217;è la Libia che ribolle. Nei giorni scorsi, come ricordato da <em>La Stampa</em>, &#8220;il sorvolo dei caccia francesi Raphale nel Sud della Libia a sostegno di un&#8217;operazione militare del generale Haftar è stato interpretato come un modo per fare pressione su Tripoli e sulla comunità internazionale, in contrasto con quanto definito alla Conferenza di Palermo&#8221;. </p>
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		<title>Parigi cerca assist di Moavero  Il retroscena sull&#8217;incontro Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-le-drian-chiama-in-disparte-moavero-la-francia-non-accetta-lezioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 17:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Cfa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1346" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proprio non va giù alla Francia quanto affermato dal vice presidente del consiglio Luigi Di Maio, in merito alle politiche di Parigi in Africa ed al Franco Cfa. Durante il consiglio europeo per gli affari esteri, riunitosi lunedì a Bruxelles, un colloquio diretto sul tema si è avuto, da quanto si apprende da fonti francesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/e-le-drian-chiama-in-disparte-moavero-la-francia-non-accetta-lezioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-le-drian-chiama-in-disparte-moavero-la-francia-non-accetta-lezioni.html">Parigi cerca assist di Moavero  Il retroscena sull&#8217;incontro Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1346" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8903333-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Proprio non va giù alla Francia quanto affermato dal vice presidente del consiglio Luigi Di Maio, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Di-Maio-contro-la-Francia-per-uso-della-moneta-coloniale-Parigi-convoca-ambasciatrice-italiana-18e8d569-8a0e-409a-8a79-f8b895d4e847.html?refresh_ce">in merito alle politiche di Parigi in Africa ed al Franco Cfa</a>. Durante il consiglio europeo per gli affari esteri, riunitosi lunedì a Bruxelles, un colloquio diretto sul tema si è avuto, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.askanews.it/esteri/2019/01/22/tensioni-italia-francia-moavero-ne-ha-discusso-con-le-drian-pn_20190122_00097/">da quanto si apprende da fonti francesi riportate poi da diverse agenzie</a>, tra il ministro degli esteri francese e quello italiano. </p>
<p>Il monito di Le Drian: &#8220;L&#8217;Italia non dia lezioni&#8221;</p>
<p><strong> Yves Le Drian</strong> avrebbe avvicinato a Bruxelles lo stesso <strong>Moavero Milanesi</strong>, a margine del consiglio con i loro colleghi europei, per avere spiegazioni su quanto affermato dal leader politico del Movimento Cinque Stelle. E questo a poche ore dalle &#8220;frasi incriminate&#8221;. Luigi Di Maio, in particolare, punta il dito contro Parigi ritenendola tra le principali responsabili dell&#8217;immigrazione dell&#8217;Africa. Il vicepremier italiano fa riferimento soprattutto al famigerato<strong> Franco Cfa</strong>, la moneta utilizzata in gran parte dei Paesi aderenti alla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosi-la-cedeao-agevola-migranti-raggiungere-leuropa/">Cedeao</a>, ossia l&#8217;unione doganale degli Stati dell&#8217;Africa occidentale. La moneta secondo Di Maio dona enormi vantaggi alla Francia, mentre impedisce a molti di quei Paesi di svilupparsi e dunque di mettere sul piatto politico in grado di farli uscire dalla povertà. Un&#8217;area francofona da cui partono migliaia di migranti ogni anno in cui, seguendo quanto affermato da Di Maio, Parigi si presenta con una politica considerata &#8220;colonialista&#8221; dallo stesso leader grillino.</p>
<p>Le Drian dunque, dopo aver incaricato il richiamo formale per spiegazioni dell&#8217;ambasciatrice italiana a Parigi, <strong>Teresa Castaldo</strong>, avvicina a Bruxelles per un faccia a faccia sulla vicenda Enzo Moavero Milanesi. Un breve ma intenso colloquio, si apprende da più parti, in cui il capo della diplomazia francese non nasconde proprie perplessità e proprie inquietudini per le frasi di Di Maio. &#8220;Se la Francia non dà lezioni all&#8217;Italia &#8211; avrebbe affermato al nostro ministro lo stesso Le Drian &#8211; l&#8217;Italia non può dare lezioni alla Francia&#8221;. </p>
<p>Moavero: &#8220;Con Le Drian confronto franco&#8221;</p>
<p>Delle scorse ore sono le posizioni ufficiali di Enzo Moavero Milanesi sulla questione. Dichiarazioni, quelle del nostro ministro degli esteri, che confermano il dibattito avvenuto lunedì con il ministro francese circa le frasi sul neocolonialismo ed il Franco Cfa pronunciate da Di Maio. &#8220;Siamo abituati ad un dibattito anche duro all&#8217;interno degli Stati &#8211; afferma Milanesi, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/01/22/moavero-frasi-di-maio-parte-dibattito_d3491e76-a53f-46c0-9e22-7b1916f6eeb8.html">come riportato dall&#8217;<em>Ansa</em></a> &#8211; Lo siamo meno su scala europea&#8221;. Il colloquio avuto con Le Drian sarebbe stato diretto ed esplicito secondo il ministro: &#8220;Un dibattito franco&#8221;, è l&#8217;espressione usata da Moavero Milanesi, una frase che può sembrare quasi (ma quasi sicuramente non lo è) un gioco di parole visto l&#8217;argomento in oggetto ed il riferimento alla moneta fatto dal capo politico del Movimento Cinque Stelle. </p>

<p>Il ministro degli Esteri italiano, non di rado negli ultimi mesi considerato non molto lontano dalle posizioni francesi ed in buoni rapporti con Parigi <a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13413872/enzo-moavero-milanesi-nomina-nuovo-ambasciatore-italiano-libia-matteo-salvini-europa.html">anche in vista di future trattative per la commissione europea</a>, ci tiene comunque a far rientrare il caso: &#8220;Il colloquio con Le Drian è stato aperto, ma Italia e Francia restano amici&#8221;. Un lavoro di ricucitura dopo l&#8217;exploit delle scorse ore, che passa anche dal gettare acqua sul fuoco delle polemiche per la seccata presa di posizione francese e di Le Drian: &#8220;La percezione delle dichiarazioni è estremamente soggettiva &#8211; afferma infatti ancora Moavero &#8211; quella francese è stata esplicitata dalle fonti che si sono già espresse&#8221;. Caso rientrato dunque a livello diplomatico, ma sotto il profilo politico sembra essere soltanto l&#8217;inizio della vera campagna elettorale in vista delle europee, dove Macron da un lato ed il governo pentastellatto dall&#8217;altro rappresentano due schieramenti del tutto contrapposti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-le-drian-chiama-in-disparte-moavero-la-francia-non-accetta-lezioni.html">Parigi cerca assist di Moavero  Il retroscena sull&#8217;incontro Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, una guerra tutta europea Perché l&#8217;Italia non deve perdere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/67183-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2019 11:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1-1024x811.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Non c&#8217;è nessun altro posto nel mondo che sia così importante per la nostra politica estera come la Libia, dicono gli esperti di politica internazionale. La crisi libica, però, non fa notizia. Forse perché abbiamo sentito così tanto parlare di migranti rinchiusi nei lager libici, e di tragedie sulla rotta Libia-Italia (l&#8217;ultima l&#8217;altro ieri, quando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/67183-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8800291-1-1024x811.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Non c&#8217;è nessun altro posto nel mondo che sia così importante per la nostra politica estera come la <strong>Libia</strong>, dicono gli esperti di politica internazionale. La crisi libica, però, non fa notizia. Forse perché abbiamo sentito così tanto parlare di migranti rinchiusi nei lager libici, e di tragedie sulla rotta Libia-Italia (l&#8217;ultima l&#8217;altro ieri, quando un gommone è affondato e solo tre, di almeno 120 persone che erano a bordo, si sono salvate) che ormai siamo assuefatti.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>Eppure, come italiani, dovremmo interessarci molto seriamente alla stabilizzazione di quel territorio che, nei giorni scorsi, ha visto le milizie rivali tornare a scontrarsi, venendo meno al “cessate il fuoco” imposto dall&#8217;Onu lo scorso settembre. Dovremmo, perché, come ha sostenuto senza giri di parole il professore della Luiss Germano Dottori durante il convegno “Libia, ieri, oggi domani”, organizzato il 17 gennaio scorso da Omega (Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia): “La guerra in Libia è stata una <strong>guerra contro l&#8217;Italia</strong>. Anche contro l&#8217;Europa, ma principalmente contro l&#8217;Italia”. Quell&#8217;Italia che l&#8217;anno prima, nell&#8217;agosto del 2010, aveva stretto accordi importantissimi con il <strong>colonnello Gheddafi</strong> e l&#8217;anno dopo si è vista costretta a bombardarlo: “D&#8217;altro canto, se non l’avesse fatto, l&#8217;Alleanza Atlantica, di cui anche noi facciamo parte, avrebbe bombardato anche i nostri impianti Eni &#8211; ricorda Dottori. Il governo italiano ha, quindi, reagito alla primavera libica adeguandosi agli eventi, prestando la propria forza militare a un progetto diretto contro i suoi interessi nazionali. Grazie a questa scelta siamo rimasti in partita, ma non nelle condizioni di essere noi i principali protagonisti del processo di cambiamento e di ricucitura del Paese”.</p>
<p>Terrorismo e sicurezza, migranti, energia. Se ci stanno a cuore questi temi, dovrebbe eccome starci a cuore anche quello che succede nella pancia libica. In questo senso, il convegno organizzato da Omega è stato un ottimo spunto di riflessione. Qualche posizione discordante, come è giusto che sia. Ma tutti, dagli inviati di guerra Alberto Negri e Ugo Tramballi, al medico fondatore di Amsi, Foad Aodi, all&#8217;esperto di Studi Strategici Germano Dottori, erano d&#8217;accordo su un punto: “La vera partita in Libia è una partita europea, o meglio intra-europea”. Una partita il cui esito “determinerà chi comanda in Europa”, soprattutto in un momento in cui l&#8217;amministrazione Trump preferisce non sporcarsi le mani direttamente, ma gioca da remoto, attraverso gli attori regionali, <strong>Arabia Saudita</strong> <em>in primis</em>.</p>
<p>La situazione sul campo</p>
<p>La questione più calda in questi giorni è quella del Fezzan (regione già interessata dal “Movimento della rabbia” che chiede più sicurezza e migliori servizi per il sud della Libia), su cui il governo di Tripoli (guidato da Fayez Al Saraj, sostenuto dall’Unsmil, la missione Onu in Libia) e quello di Bengasi (guidato dal generale <strong>Khalifa Haftar</strong>) sono intervenuti in modo diverso.</p>
<p>Il primo ha cercato di portare più interventi di stampo umanitario (come l&#8217;invio di carburanti e medicinali, sempre scarsi in quell&#8217;area, o la riattivazione delle centrali elettriche). L&#8217;azione di Haftar, invece, è stata più militare. Il dominus della Cirenaica (area a ridosso dell&#8217;Egitto) ha dato ordine di prendere il controllo nella zona sud-ovest della Libia al fine di “tutelare la sicurezza dei residenti da terroristi e gruppi criminali”. Considerata la presenza, in quella zona, di risorse strategiche come acqua, gas e soprattutto pozzi petroliferi, va da se quello che potrebbe essere in realtà il vero obiettivo dell&#8217;operazione.</p>
<p>In questo quadro frammentato, il piano dell’inviato Onu Ghassan Salamé era convocare l’Assembla Nazionale entro la fine di gennaio, con lo scopo di stabilire un dialogo tra i massimi esponenti della società civile.</p>
<p>Ma quanto è verosimile nell&#8217;immediato questa soluzione diplomatica? “Per niente”, sostiene Alberto Negri, secondo cui “è anche difficile che si riescano a tenere le elezioni parlamentari e il referendum costituzionale entro la primavera”.</p>
<p>L&#8217;operazione militare di questi giorni nel Fezzan ha rafforzato Haftar. A questo punto ci sono due possibilità. O Haftar diventa ancora più potente, e quindi potrà sedersi ad un tavolo diplomatico. Oppure persegue una soluzione militare di forza. Teniamo contro, però, che queste operazioni non sempre hanno successo in Libia, ed espongono il paese alle destabilizzazioni che abbiamo conosciuto in questi anni, <em>Daesh</em> in testa”.</p>
<p>Il ruolo dell&#8217;Italia in Libia</p>
<p>L&#8217;Italia, come al solito, troppo tardi si è accorta che doveva corteggiare anche attori diversi da Saraj. Forse perché, come è già successo su altri teatri, anche questa volta non avevamo una strategia politica ben definita a monte, ma ci siamo limitati ad adattarci alle scelte fatte da altri, con vantaggi evidentemente marginali per il nostro Paese.</p>
<p>Dice, a tal proposito, l&#8217;esperto di politica estera Ugo Tramballi: “La politica degli ultimi tre governi che si sono succeduti, più che essere una strategia è un&#8217;accusa ai francesi. É vero che francesi e inglesi hanno destabilizzato il territorio. Però i francesi almeno nel frattempo hanno fatto la loro politica. Accusarli, è un&#8217;autoassoluzione che nasconde il nostro errore fondamentale: per troppo tempo abbiamo sostenuto solo una parte, quella di Sarraj, governo legittimato da Ue e Nazioni Unite, mentre però sul campo c&#8217;era altro. E la Francia l&#8217;ha capito bene: da una parte sostiene Haftar, dall&#8217;altra, facendo parte di Ue e Nazioni Unite, rimane vicina a Sarraj”.</p>
<p>Tramballi pone poi un problema di credibilità della nostra politica estera. “Il vero ministro degli Esteri per i nostri interlocutori internazionali non è Enzo Moavero Milanesi, ma Matteo Salvini. Che però propone politiche commercialmente diverse da quelle del Movimento 5 Stelle. Risultato: perdiamo ulteriormente di credibilità. La continuità in una politica estera è fondamentale, e per i grandi Paesi è secolare. Per questo la Francia continua ad essere una grande potenza anche quando non lo è più. Se non c&#8217;è continuità in politica estera non sei credibile. Quindi, devi accettare che non puoi portare a casa quello che vorresti riguardo, ad esempio, il tema <strong>migranti</strong>”.</p>
<p>Rincara la dose Dottori: “Non bisogna dimenticare, infatti, che se l&#8217;Italia ha riconquistato qualche posizione in Libia, è grazie al fatto che la Francia si è trovata ad affrontare grandi problemi al suo interno, vedi i <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gilet-gialli-chi-sono-da-dove-vengono-e-quali-sono-le-loro-rivendicazioni/" target="_blank">gilet jaunes</a> che stanno scuotendo in profondità la società francese”. “Ciò che rende molto diversa la nostra politica in Libia rispetto a quella della Francia – continua il prof. Dottori – è che noi siamo presenti in quel territorio perché lì abbiamo Eni, lì c&#8217;è il petrolio. L&#8217;interesse nazionale francese, invece, è estendere a un territorio cruciale come la Libia l&#8217;area di Africa settentrionale sotto la loro preponderante influenza geopolitica. Controllerebbero, così, gli approvvigionamenti energetici che dall&#8217;Africa raggiungono l&#8217;Europa meridionale, bilanciando quello che fa la Germania con le forniture di gas e non solo”.</p>

<p>L’Italia non può prescindere dalla Libia. E noi vogliamo tornare sul campo per raccontarvi la nostra sfida. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/">Scopri come sostenerci</a></p>
<p>In sostanza, mentre i francesi usano i soldi per acquisire potere, agli italiani interessa l&#8217;utile economico. Un approccio che verrebbe da definire miope. “Ma fa parte della nostra cultura”, conclude Dottori: “Per noi la posta è economica, per altri è politica. Pensiamo alla Germania, che sarà tra i primi Paesi a riaprire la propria ambasciata a Tripoli, e non è un caso. Hanno bisogno di esserci, controllare da vicino quello che succede. Per questo la partita in Libia è intra-europea. E per questo noi dobbiamo rimanere pienamente ingaggiati. Siamo in una fase di debolezza, per quanto possiamo contare su un lontano appoggio degli americani. Ma possiamo usare altre leve per trarre i nostri vantaggi, quanto meno nella lettura dei processi: capiamo meglio quella società, nel bene e nel male tra noi e la cultura araba c&#8217;è molta più contiguità di quanta non ce ne sia tra loro e molti altri Paesi europei&#8221;.</p>
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		<title>Blocco anti Trump alla Farnesina: Moavero ha incontrato Nancy Pelosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/moavero-pelosi-democratici-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 07:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1007" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra i vari incontri di Enzo Moavero Milanesi a Washington, ce n&#8217;è uno che è particolarmente interessante: quello con Nancy Pelosi. Il ministro degli Esteri italiano ha visto la nuova speaker della Camera in un incontro che sembra voler affermare una strana alleanza fra alcuni apparati dell&#8217;Italia e gli avversari di Donald Trump negli Stati Uniti. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/moavero-pelosi-democratici-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1007" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tra i vari incontri di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/moavero-stati-uniti-italia-trump/">Enzo Moavero Milanesi a Washington</a>, ce n&#8217;è uno che è particolarmente interessante: quello con <strong>Nancy Pelosi</strong>.</p>
<p>Il ministro degli Esteri italiano ha visto la nuova speaker della Camera in un incontro che sembra voler affermare una strana alleanza fra alcuni apparati dell&#8217;Italia e gli <strong>avversari di Donald Trump</strong> negli Stati Uniti. Il governo italiano è uno dei governi più vicini all&#8217;amministrazione americana in Europa. Ma non tutti alla Farnesina e nella diplomazia italiana concordano con questa linea.</p>

<p>E Nancy Pelosi, origine italiana e mina vagante della campagna di Trump verso il 2020, è un elemento fondamentale. Così come i suoi legami con l&#8217;ambasciata italiana negli Stati Uniti. La dimostrazione di questo legame è stata la sera prima dell&#8217;elezione (annunciata) come speaker della Camera, quando Pelosi è stata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/01/03/usa-nancy-pelosi-eletta-speaker-camera_bfffd3cf-6886-4432-8460-2d6dce1293b7.html">invitata nella sede dell&#8217;ambasciata italiana</a> dove ospiti d&#8217;onore erano <strong>Bill </strong>e<strong> Hillary Clinton</strong> e <strong>John Kerry</strong>. Proprio alla vigilia dell&#8217;incontro con Moavero.</p>
<p>L&#8217;ambasciata italiana è stata da subito oggetto di attenzioni da parte della nuova amministrazione americana marcata Trump. L&#8217;ambasciatore <strong>Armando Varricchio</strong> non è uomo apprezzato dall&#8217;entourage di Trump. E il motivo è da ricercare nella sua carriera e nella sua nomina. Consigliere diplomatico di <strong>Giorgio Napolitano</strong> e di <strong>Enrico Letta</strong>, è stato nominato ambasciatore a Washington nel 2016, spinto da <strong>Matteo Renzi</strong> e <strong>Paolo Gentiloni</strong>. In quel periodo, il governo italiano aveva fatto un endorsement senza precedenti nei confronti della candidata democratica Hillary Clinton.</p>

<p>E quel fatto pesa ancora come un macigno sulle credenziali di Varricchio nel circuito vicino a Trump. Tanto è vero che, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/nuovo-ordine-trumpiano-ambasciatore-italiano-varricchio-ignorato-139636.htm" target="_blank">come riportava <em>Dagospia</em></a>, nel 2017 &#8220;pare che l&#8217;ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, abbia provato a incontrare Anthony Scaramucci, uno dei principali consiglieri di Donald Trump, ma che lo staff del presidente eletto preferisca tenere i rapporti con <strong>Giovanni Castellaneta</strong>, che occupò Villa Firenze negli anni di Berlusconi e Bush junior&#8221;. Passati due anni, la situazione ora è cambiata, soprattutto perché a Roma c&#8217;è un governo decisamente vicino alle posizioni di Washington. Ma un conto è il governo, un altro è lo Stato profondo: e per la politica estera, la partita è estremamente complessa.</p>
<p>Anche la cena all&#8217;ambasciata italiana con ospiti i Clinton, Kerry e Pelosi non è piaciuta a molti segmenti della Farnesina. Fonti interne agli Esteri parlano a <em>Occhi della Guerra</em> di una <strong>cena &#8220;democratica&#8221;</strong> più che &#8220;italo-americana&#8221;, come a voler segnare la distanza della sede diplomatica italiana rispetto all&#8217;esecutivo. E il prossimo incontro fra Moavero e la Pelosi rientra in questo meccanismo di rapporti paralleli fra Italia e Stati Uniti. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.lastampa.it/2019/01/04/esteri/moavero-porta-il-dossier-iran-a-washington-trump-vede-nellitalia-una-sponda-per-la-ue-34cFzphfbTcMWsTEsGOsqM/pagina.html" target="_blank">Come scritto anche da <em>La Stampa</em></a>, lo stesso meeting Moavero-Pelosi &#8220;dimostra l&#8217;attenzione di Roma per la <strong>sponda democratica</strong>, che dopo la vittoria nelle elezioni midterm sfiderà Trump, come sta già avvenendo in queste ore con lo &#8216;shutdown&#8217; per il muro&#8221;.</p>

<p>Questo doppio binario interno alla Farnesina, al governo e a tutta la diplomazia italiana pone una serie di interrogativi sulla posizione dell&#8217;esecutivo giallo-verde. E vista la sfida interna per la politica estera, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/grande-gioco-farnesina/">spiegata su questa testata</a>, il pericolo è che vi sia una vera e propria guerra di apparati che si ripercuote su quale sponda trovare negli Stati Uniti. La maggioranza è favorevole all&#8217;asse con Trump, manifestata sia in sede Lega che in quota Movimento 5 Stelle. Ma una parte rilevante dell&#8217;<strong>establishment</strong> non sembra essere orientata nella stessa direzione, ed è più affine non solo alla linea dell&#8217;Unione europea, ma anche a quella democratica americana.</p>
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		<title>La grande sfida dell&#8217;Italia: asse con Trump ma senza rinunce</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/moavero-stati-uniti-italia-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 12:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4932" height="3419" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413.jpg 4932w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413-1024x710.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4932px) 100vw, 4932px" /></p>
<p>Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sbarca a Washington. In programma una serie di incontri particolarmente importanti. Il capo della Farnesina incontrerà il segretario di Stato Mike Pompeo, il consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton, il genero e consigliere di Donald Trump, Jared Kushner e infine, la speaker della Camera, Nancy Pelosi. Quattro incontri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/moavero-stati-uniti-italia-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/moavero-stati-uniti-italia-trump.html">La grande sfida dell&#8217;Italia: asse con Trump ma senza rinunce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4932" height="3419" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413.jpg 4932w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8312413-1024x710.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4932px) 100vw, 4932px" /></p><p>Il ministro degli Esteri <strong>Enzo Moavero Milanesi</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/moavero-stati-uniti-trump-italia/">sbarca a Washington</a>. In programma una serie di incontri particolarmente importanti. Il capo della Farnesina incontrerà il segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong>, il consigliere per la Sicurezza nazionale <strong>John Bolton</strong>, il genero e consigliere di Donald Trump, <strong>Jared Kushner</strong> e infine, la speaker della Camera, <strong>Nancy Pelosi</strong>.</p>
<p>Quattro incontri che serviranno agli Stati Uniti per registrare la politica estera italiana, in un momento in cui Washington vuole rafforzare l&#8217;asse con Roma ma ricevere anche ulteriori garanzie da parte del governo giallo-verde. Garanzie non solo sul fronte dei rapporti con la Russia, ma anche per una serie di dossier in cui sono coinvolti gli Stati Uniti, dalla Libia all&#8217;Iran, passando per l&#8217;ultimo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/ambasciatore-coreano-scompare-roma-protetto-dallitalia-1624011.html">caso del diplomatico nordcoreano</a> e i rapporti con l&#8217;Unione europea.</p>
<p>Il governo italiano è una delle sponde degli Stati Uniti in Europa, ed è per questo che hanno concesso l&#8217;esenzione dalle sanzioni all&#8217;Iran per alcuni mesi così come sostenuto le politiche italiane. L&#8217;avvicinamento delle elezioni europee potrebbe stravolgere la politica dell&#8217;Ue influenzando i rapporti con Washington. E le posizioni del governo italiano sono particolarmente apprestate dall&#8217;amministrazione Trump, come confermato anche dalla sinergia mostrata negli incontri fra il presidente Usa e Giuseppe Conte.</p>

<p>Ma questo non significa che l&#8217;Italia abbia totale campo libero: appartenere a un blocco, a <strong>un&#8217;alleanza strategica</strong>, implica anche che Roma debba delinearsi uno spazio di libertà all&#8217;interno della cornice fornita dall&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico. Ed è chiaro che se gli Stati Uniti appoggiano l&#8217;Italia nella transizione libica e nei rapporti con l&#8217;Unione europea, dall&#8217;altro lato pretendono garanzie sul rispetto degli interessi Usa.</p>
<p>Proprio per questo motivo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lastampa.it/2019/01/04/esteri/moavero-porta-il-dossier-iran-a-washington-trump-vede-nellitalia-una-sponda-per-la-ue-34cFzphfbTcMWsTEsGOsqM/pagina.html"><em>La Stampa</em></a> spiega che una fonte della Casa Bianca ha confermato al quotidiano che &#8220;l&#8217;agenda degli appuntamenti con Kushner e Bolton sarà molto fitta, perché il governo Usa vuole dialogare con quello italiano su vari problemi comuni&#8221;. In questo senso, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/missione-del-ministro-moavero-milanesi-a-washington.html">la nota della Farnesina</a> era stata chiara, ricordando che fra i temi del viaggio vi sarebbero stati: &#8216;la sicurezza globale; la situazione nell&#8217;area del Mediterraneo; l&#8217;impegno per la stabilizzazione della <strong>Libia</strong>; il percorso di pace nel Medio Oriente; la crescita economica e sociale in Africa; i rapporti politici, economici e commerciali transatlantici. L&#8217;azione di Onu e Osce; dei rapporti in seno alla Nato; delle relazioni fra Usa e Ue; la comune motivazione a preservare la piena efficacia del collaudato sistema di regole del diritto internazionale, e il rispetto degli accordi volti a garantire la non-proliferazione nucleare e bio-chimica&#8221;.</p>
<p>Un elenco lungo che si può sintetizzare nei diversi dossier in cui Italia e Stati Uniti si trovano coinvolte: Iran, Russia, Nato, Libia, Unione europea. Un coinvolgimento che però non si sostanzia sempre in posizioni identiche, ed è per questo che da parte di Washington c&#8217;è la volontà di <strong>ricevere garanzie da Roma</strong>, così come c&#8217;è la volontà da parte italiana di dimostrare che su alcuni interessi, il governo non può accettare una posizione totalmente atlantica. E su questi punti, pur mantenendo il forte asse con Trump, Moavero dovrà manifestare tutta la volontà di garantire gli <strong>interessi italiani</strong>.</p>

<p>Sulla Libia, Italia e Stati Uniti hanno una strategia comune. Condividono il piano delle Nazioni Unite e la volontà di evitare elezioni prima della stabilizzazione del Paese. Gli Stati Uniti hanno accolto con favore i risultati della <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-gli-elementi-positivi-per-l-italia-del-vertice-di-palermo/">Conferenza di Palermo</a>. Ma <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-libia-trump/">il piano Usa</a> non è totalmente sovrapponibile a quello italiano, visto anche il diverso ruolo assegnato alla Russia.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;<strong>Iran</strong>, l&#8217;Italia considera Teheran un partner strategico. I rapporti economici fra i due Paesi sono fondamentali, dal momento che l&#8217;Italia è coinvolta nel tessuto industriale iraniano e l&#8217;import-export è tornato a crescere proprio grazie alla fine delle sanzioni dovute all&#8217;accordo sul nucleare. L&#8217;Italia è da sempre schierata con il blocco europeo che vuole confermare il regime precedente al ritorno delle sanzioni di Trump. Ma l&#8217;amministrazione Usa, dopo la sospensione dell&#8217;Italia, non sembra vole rinnovare il waiver sulle sanzioni al petrolio iraniano. Ora, con <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/perrone-iran-ambasciatore/">l&#8217;arrivo di Giuseppe Perrone come ambasciatore in Iran</a>, l&#8217;Italia sta cercando di avere un collegamento profondo sia con Washington che con Teheran per gestire la complicata partita iraniana.</p>
<p>Sul fronte russo, Moavero dovrà portare avanti un programma doppio: sguardo rivolto a Oriente ma profondamente radicato in Occidente e nel blocco euro-atlantico. L&#8217;Italia non può fare a meno degli accordi energetici con la Russia, visto che il <strong>40% del gas in Italia</strong> arriva da Mosca. Ma questo status-quo non può piacere agli Stati Uniti, che vogliono fare di tutto per diversificare le fonti energetiche, come dimostrato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gasdotto-tap/">dall&#8217;impegno Usa nel Tap</a>. La Farnesina dovrà garantire il rispetto dell&#8217;alleanza con gli Usa: ma non può rinunciare ai rapporti con Mosca, soprattutto perché anche in Libia siamo partner del Cremlino.</p>

<p>E per quanto riguarda l&#8217;<strong>Unione europea</strong>, la partita dell&#8217;Italia è complessa. Condividiamo con gli Stati Uniti le posizione critiche su Bruxelles e siamo uniti nella <a href="http://www.occhidellaguerra.it/mediterraneo-allargato/">cabina di regia per il Mediterraneo allargato</a>. Ma essere legati all&#8217;amministrazione Trump significa anche che Washington vede Roma come avamposto della strategia americana in Europa. Una posizione utile, soprattutto in un momento di declino sia <strong>Angela Merkel</strong> che di <strong>Emmanuel Macron</strong> e con il Regno Uniti fuori dai giochi. Ma questo deve anche dimostrare la capacità italiana di non appiattirsi sull&#8217;agenda di Washington: noi possiamo essere euro-critici, ma lo siamo all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea. E dei partner economici e politici del continente non possiamo fare a meno.</p>
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		<title>Moavero vola a Washington Trump rafforza l&#8217;asse con l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/moavero-stati-uniti-trump-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 07:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;asse fra Italia e Stati Uniti si è ulteriormente rafforzata con l&#8217;ascesa di Donald Trump e la successiva nascita del governo Lega-Cinque Stelle. Il presidente Usa ha dimostrato la sinergia con Giuseppe Conte già nel loro primo incontro durante il G-7 in Canada. Ma è stato poi l&#8217;incontro tra i due alla Casa Bianca ad &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/moavero-stati-uniti-trump-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180730213526_26989876-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;asse fra <strong>Italia</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> si è ulteriormente rafforzata con l&#8217;ascesa di <strong>Donald Trump</strong> e la successiva nascita del governo Lega-Cinque Stelle. Il presidente Usa ha dimostrato la sinergia con <strong>Giuseppe Conte</strong> già nel loro primo incontro durante il G-7 in Canada. Ma è stato poi l&#8217;incontro tra i due alla Casa Bianca ad aver certificato la sempre più stretta collaborazione fra Roma e Washington, con Trump che ha inaugurato la cosiddetta &#8220;cabina di regia congiunta&#8221; sul <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mediterraneo-allargato/">Mediterraneo allargato</a>, e Conte che ha confermato gli impegni presi con gli Stati Uniti e la Nato da parte dell&#8217;Italia. </p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/conte-trump/">Da quell&#8217;incontro</a> sono scaturite due immagini: la prima, che gli Stati Uniti avevano individuato nel governo italiano il loro alleato in seno all&#8217;Unione europea. La seconda, che l&#8217;Italia aveva strappato l&#8217;appoggio di Trump nello scacchiere mediterraneo confermando tutti gli impegni assunti dai governi precedenti, come l&#8217;acquisto di petrolio made in Usa, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gasdotto-tap/">il Tap</a> e il pieno coinvolgimento nei piani della Nato certificati anche dalla centralità dell&#8217;hub di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>Il tutto con un occhio alla Russia di <strong>Vladimir Putin</strong>, Paese al centro di un particolare &#8220;intrigo&#8221; internazionale che vede Trump e Conte favorevoli al dialogo, ma con una serie di alleati, organizzazioni internazionali e anche apparati interni che vedono con sospetto un avvicinamento fra Mosca e Roma così come un dialogo fin troppo franco fra il presidente americano e quello russo.</p>

<p>In questa cornice politica, incerta sia dal punto di vista europeo che euro-atlantico, Italia e Stati Uniti hanno rafforzato la loro alleanza. E le due amministrazioni hanno unito le loro agende politiche. Una scelta strategica per entrambi. L&#8217;Italia, perché nella sfida all&#8217;Europa e con la <strong>Libia</strong> in ebollizione, aveva necessità di avere una superpotenza alle spalle. Gli Stati Uniti perché, in un sistema europeo conformato sull&#8217;asse Berlino-Parigi, avevano necessità di avere un Paese fondamentale dello scacchiere europeo come avamposto della propria strategia, sia in Europa che nel Mediterraneo.</p>
<p>Così, per confermare l&#8217;asse con l&#8217;amministrazione Trump e certificare nuovamente la sinergia fra Italia e Stati Uniti, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, sarà a Washington i prossimi 3 e 4 gennaio 2019. A riferirlo è stato lo stesso ministero degli Affari Esteri che ha comunicato anche le varie riunioni che avrà Moavero in territorio americano. Due in particolare quelle più importanti: al Dipartimento di Stato, con il Segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong>; alla Casa Bianca, con il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, <strong>John Bolton</strong>. Infine, il ministro italiano sarà anche al <strong>Congresso</strong> dove incontrerà non meglio precisati alti esponenti del legislativo americano.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/missione-del-ministro-moavero-milanesi-a-washington.html">Secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri</a>, &#8220;il Ministro Moavero farà il punto sui numerosi profili attinenti alle articolate relazioni bilaterali tra i due Paesi. Nelle discussioni, saranno naturalmente in primo piano tutti i principali temi internazionali di reciproco interesse per Stati Uniti e Italia, quali: la sicurezza globale; la situazione nell&#8217;area del Mediterraneo; l&#8217;impegno per la stabilizzazione della Libia; il percorso di pace nel Medio Oriente; la crescita economica e sociale in Africa; i rapporti politici, economici e commerciali transatlantici&#8221;.</p>

<p>Punti essenziali non solo per il programma americano, ma anche per quello italiano. La cosiddetta &#8220;cabina di regia nel Mediterraneo allargato previde infatti tre focus principali: Libia, Africa e Medio Oriente. Questi tre obiettivi, uniti all&#8217;obiettivo italiano di rafforzare l&#8217;impegno Nato nel fronte meridionale, quindi quello mediterraneo, sono sintetizzati in questi temi comunicato dalla Farnesina.</p>
<p>Temi cui si aggiungono alcune precisazioni, sempre da parte del ministero. &#8220;Nell&#8217;ottica del consolidato rapporto strategico fra Stati Uniti e Italia, le riunioni in programma costituiscono, inoltre, l&#8217;occasione chiave per un aggiornamento e per utilissimi scambi di opinioni sulle opportunità e le sfide relative alla cooperazione internazionale e agli organismi che ne caratterizzano la tradizionale architettura&#8221;, scrive il ministero degli Esteri. Con una conclusione chiara:  &#8220;L&#8217;Italia intende ulteriormente<strong> intensificare </strong>le sue relazioni con gli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>Un messaggio fondamentale che arriva dopo un periodo particolarmente interessante sotto il profilo della politica estera italiana. Con la Conferenza di Palermo e l&#8217;assunzione da parte di Roma di un ruolo di primo piano nella transizione libica, l&#8217;Italia ha confermato l&#8217;azione delle <strong>Nazioni Unite</strong> appoggiata dagli Stati Uniti. Questo ha certificato l&#8217;asse fra i due Stati, che significa anche per Washington aumentare <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-libia-trump/">la propria presenza nel Paese nordafricano</a>, soprattutto in chiave strategia e sul fronte idrocarburi.</p>

<p>Ma il viaggio a Washington di Moavero arriva anche dopo un avvicinamento fra Italia e Russia sia nello scacchiere libico sia nel panorama politico europeo. La presidenza Osce ha fornito all&#8217;Italia uno strumento di dialogo con il Cremlino sulla questione ucraina. E nello stesso tempo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/conte-putin-libia/">la visita di Conte a Mosca</a> e l&#8217;incontro fra lo stesso Moavero e il <a href="http://www.occhidellaguerra.it/italia-russia-sanzioni-manturov/">ministro russo Denis Manturov</a> hanno confermato che il dialogo fra Roma e Mosca c&#8217;è ed è solido. Ed è un rapporto che è stato certificato anche dalle parole di <strong>Matteo Salvini</strong> sulle sanzioni alla Federazione russa.</p>
<p>Insomma, gli Stati Uniti vogliono garanzie. E il viaggio del ministro servirà anche a questo. L&#8217;Italia è al centro della strategia americana. Lo è dal punto di vista militare, ma anche dal punto di vista politico. E da Washington c&#8217;è necessità di avere certezze. Il 2019 potrebbe essere un anno rovente per l&#8217;Europa. Così come per i rapporti atlantici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/moavero-stati-uniti-trump-italia.html">Moavero vola a Washington Trump rafforza l&#8217;asse con l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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