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	<title>Dominic Raab Archives - InsideOver</title>
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	<title>Dominic Raab Archives - InsideOver</title>
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		<title>Altro autogol Ue sui vaccini. Bruxelles attacca Londra e rischia di restare a secco di dosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/altro-autogol-ue-sui-vaccini-bruxelles-attacca-londra-e-rischia-di-restare-a-secco-di-dosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 11:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="975" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Non fossero bastati i mille errori già commessi da Bruxelles sui vaccini, ecco una nuova buccia di banana sulla quale rischia di sbandare il carrozzone europeo. All&#8217;orizzonte, e sempre sul tema vaccini, si profila uno scontro al vetriolo tra l&#8217;Unione europea e il Regno Unito. Un testa a testa, in realtà, molto più simile a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/altro-autogol-ue-sui-vaccini-bruxelles-attacca-londra-e-rischia-di-restare-a-secco-di-dosi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/altro-autogol-ue-sui-vaccini-bruxelles-attacca-londra-e-rischia-di-restare-a-secco-di-dosi.html">Altro autogol Ue sui vaccini. Bruxelles attacca Londra e rischia di restare a secco di dosi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="975" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Ursula-von-der-Leyen-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Non fossero bastati<a href="https://it.insideover.com/societa/quel-clamoroso-errore-delleuropa-sullacquisto-dei-vaccini-anti-covid.html"> i mille errori già commessi da Bruxelles</a> sui <strong>vaccini</strong>, ecco una nuova buccia di banana sulla quale rischia di sbandare il carrozzone europeo. All&#8217;orizzonte, e sempre sul tema vaccini, si profila uno scontro al vetriolo tra l&#8217;<strong>Unione europea</strong> e il <strong>Regno Unito</strong>. Un testa a testa, in realtà, molto più simile a un regolamento di conti post Brexit, se non addirittura a un velato tentativo europeo di scaricare le colpe su altri soggetti per nascondere i gravi insuccessi fin qui collezionati agli occhi del mondo. In ogni caso, la geopolitica dei vaccini ha infiammato pure l&#8217;asse Bruxelles-Londra, di per sé incandescente per strascichi passati.</p>
<p>Tutto è partito dall&#8217;Ue, che ha pensato bene di <strong>esportare</strong> vaccini un po&#8217; ovunque, dimenticandosi di pensare ai 27 Paesi membri. Piccolo, grande problema: questi ultimi, rendendosi conto di esser stati quasi presi in giro, e di non aver più fiale da iniettare ai propri cittadini, hanno iniziato a lamentarsi. Prima le lamentele erano flebili ed educate, poi si sono fatte via via più aggressive. Fino al punto in cui vari governi – <a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-e-troppo-lenta-e-orban-compra-il-vaccino-cinese.html">vedi Ungheria</a> &#8211; hanno deciso di mandare al diavolo (o sono pronti a farlo) i burocrati di Bruxelles per gestire la questione di proprio pugno. La situazione è completamente sfuggita dalle mani dell&#8217;Europa, rimasta a secco di dosi,<a href="https://it.insideover.com/societa/prezzi-dosi-e-accordi-perche-pfizer-sta-snobbando-leuropa.html"> incastrata da accordi dal sapore di beffa con le Big Pharma</a> e con mezzi Paesi membri contro.</p>
<h2>La grande beffa</h2>
<p>L&#8217;ultimo tassello che manca per capire meglio il quadro, e quindi la diatriba con Londra, riguarda la <strong>carenza</strong> di vaccini. Le intese stipulate tra la Commissione europea guidata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula von der Leyen</a> e le singole <strong>case farmaceutiche</strong> per l&#8217;acquisto delle dosi non sono di pubblico dominio. Ne conosciamo a grandi linee i contenuti solo grazie a indiscrezioni e dichiarazioni di qualche funzionario o politico. Ebbene, Bruxelles avrebbe stretto dei contratti non proprio efficaci, visto che le grandi aziende del farmaco – non organizzazioni benefiche ma, piuttosto, società orientate al profitto – stanno nuotando come squali tra le righe di quei documenti.</p>
<p>Al netto degli accordi presi con l&#8217;Europa, stando ad alcune indiscrezioni, quasi tutte le Big Pharma avrebbero pensato bene di congelare il contesto europeo per dedicarsi prima ad altri &#8220;<strong>clienti</strong>&#8220;, ovvero Paesi che per ottenere vaccini hanno messo sul piatto molti più soldi di Bruxelles, e per giunta in netto anticipo. Poco importa se l&#8217;Ue aspettava 100, 200 o 300 milioni di vaccini da Pfizer, Moderna o da qualunque altra azienda. Riceverà le sue dosi non appena Stati Uniti, Regno Unito, Israele ed Emirati avranno ricevuto le loro fiale. A quanto pare, nei contratti stipulati non ci sono <strong>penali</strong>. Anzi: il contesto sembrerebbe agevolare questo modus operandi da parte delle aziende del farmaco.</p>
<h2>Lo scontro con Londra</h2>
<p>Dato il contesto, e vista la penuria di vaccini, l&#8217;Unione europea ha deciso di limitare l&#8217;esportazione di dosi all&#8217;estero. Ebbene, <strong>Charles Michel</strong>, presidente del Consiglio europeo, ha giustificato la mossa dell&#8217;Ue spiegando che Bruxelles può benissimo decidere di bloccare le esportazioni di vaccini prodotti sul proprio territorio perché il Regno Unito avrebbe fatto la stessa, identica cosa. Dalle parti di Downing Street sono subito volati tuoni e fulmini. Il governo britannico ha respinto le accuse, bollando, di fatto, come bugie le esternazioni di Michel, mentre il Foreign office ha convocato il rappresentate diplomatico Ue a Londra per chiarire la faccenda.</p>
<p>Nel frattempo, il presidente del gruppo Ppe, <strong>Manfred Weber</strong>, dall&#8217;Europarlamento ha attaccato il ministro degli Esteri britannico <strong>Dominic Raab</strong>, chiedendogli i dati sulle esportazioni del proprio Paese. &#8220;Abbiamo inviato 8 milioni di vaccini Pfizer-BioNTech dall&#8217;Europa all&#8217;Uk. Quanti ne avete inviati, voi, in Europa?&#8221;, ha scritto Weber su Twitter. Questa diatriba potrebbe trasformarsi in un autentico boomerang. Ma non tanto per il Regno Unito, che tra poche settimane avrà sostanzialmente già immunizzato tutta la popolazione, quanto per l&#8217;Europa, alla disperata ricerca di vaccini. Molti dei quali potrebbero arrivare proprio dal Regno Unito.</p>
<h2>L&#8217;ennesimo errore dell&#8217;Ue</h2>
<p>Lo scenario è paradossale perché Bruxelles, che ha fin qui distribuito i vaccini made in EU un po&#8217; in tutto il mondo (si parla di 25 milioni di dosi in 31 differenti Paesi), si è accorta di non aver più scorte e ha bloccato le esportazioni. Il primo stop, dunque, è stato europeo. Solo che l&#8217;Europa non è in condizione di attuare il pericolosissimo<strong> sovranismo vaccinale</strong>, visto che non è autosufficiente senza che altri Paesi inviino le fiale prodotte nei loro territori.</p>
<p>Come ha sottolineato <em>La Verità</em>, l&#8217;Unione europea è stata la prima a bloccare l&#8217;export di vaccini, quando a fine gennaio già promuoveva quel meccanismo che ha consentito all&#8217;Italia di stoppare l&#8217;invio di 250mila dosi di AstraZeneca verso l&#8217;Australia. Pfizer e Curevac, inoltre, devono fare i conti con una <strong>clausola</strong> (questa sì) negli accordi denominata <em>breach of contract</em>. Di che cosa si tratta? Le due aziende non possono deviare negli Stati Uniti le dosi prodotte in eccesso in Europa, rispetto alle commesse concordate con Bruxelles. Pena: la restituzione all&#8217;Ue del 50% dell&#8217;importo pattuito come risarcimento. Insomma, prima l&#8217;Unione europea blocca le esportazioni di vaccini, poi si lamenta se gli altri si comportano di conseguenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/altro-autogol-ue-sui-vaccini-bruxelles-attacca-londra-e-rischia-di-restare-a-secco-di-dosi.html">Altro autogol Ue sui vaccini. Bruxelles attacca Londra e rischia di restare a secco di dosi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Londra pronta a sospendere l&#8217;autonomia dell&#8217;Irlanda del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/londra-pronta-a-sospendere-lautonomia-dellirlanda-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 06:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordo del Venerdì Santo]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito Repubblicano Irlandese (Ira)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843-1024x492.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tema della Brexit ogni giorno che passa si fa sempre più incandescente, soprattutto perché dopo la nomina di Boris Johnson come Primo Ministro l’eventualità del “no deal” è diventata una possibilità sempre più reale, specialmente se l’Unione Europea non sarà disposta a rinegoziare l’intesa raggiunta –e bocciata– con Theresa May. La “hard Brexit”, però, potrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/londra-pronta-a-sospendere-lautonomia-dellirlanda-del-nord.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/londra-pronta-a-sospendere-lautonomia-dellirlanda-del-nord.html">Londra pronta a sospendere l&#8217;autonomia dell&#8217;Irlanda del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9136666-e1564554835843-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il tema della Brexit ogni giorno che passa si fa sempre più incandescente, soprattutto perché dopo la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">nomina di Boris Johnson come Primo Ministro</a> l’eventualità del “no deal” è diventata una possibilità sempre più reale, specialmente se l’Unione Europea non sarà disposta a rinegoziare l’intesa raggiunta –e bocciata– con Theresa May. La<strong> “hard Brexit”</strong>, però, potrebbe con sé un problema di difficile risoluzione ovvero la frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord, dove per via dell&#8217;accordo del Venerdì Santo– che segnò la pace tra le due fazioni– non è possibile ristabilire un confine fisico. Il rischio è quello di far riaccendere il sanguinoso conflitto tra cattolici e protestanti, creando nuovamente una divisione tra Irlanda e Regno Unito. Come riportato dal <em>The Independent</em> il governo Johnson starebbe pensando di applicare una <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/brexit-no-deal-northern-ireland-direct-rule-dominic-raab-boris-johnson-a9024801.html">misura straordinaria nel caso dell&#8217;uscita dall&#8217;UE senza accordo</a>, ovvero imporre un controllo diretto da parte di Londra sull&#8217;Irlanda del Nord cessando, momentaneamente, l’autonomia regionale. Ad aprire a questa possibilità è stato Dominic Raab, segretario agli Esteri e numero 2 di Johnson, che alla stazione radiofonica BBC4 ha sottolineato che “il Governo farà di tutto per far sì che non si crei un vuoto esecutivo, ma la priorità è quella di vedere i partiti dell’Irlanda del Nord assumersi la responsabilità e il controllo”.</p>
<h2>La sospensione dell&#8217;autonomia</h2>
<p>Presumibilmente se il 31 ottobre 2019 non sarà stato trovato e ratificato un accordo e non ci sarà un’ulteriore proroga per la Brexit, il 1° novembre il governo di Londra sospenderà l’autonomia di Belfast per non creare una pericolosa impasse. Lo stesso Rabb ha spiegato che al momento il segretario dell’Irlanda del Nord Julian Smith sta guardando con attenzione a tutte le possibilità, anche a quella più drastica che provocherebbe un innalzamento della tensione nell&#8217;isola di Irlanda. Questo perché imporre il controllo di Londra sull&#8217;Ulster farebbe cessare l’accordo del Venerdì Santo, incentrato intorno all&#8217;autonomia, creando nuovi problemi con i partiti nazionalisti (prevalentemente cattolici) dell’Irlanda del Nord che mirano, ancora, a unificare l’isola in un unico Stato. Da Downing Street, stando al<a href="https://www.ft.com/content/3f6f0cf4-b1d6-11e9-8cb2-799a3a8cf37b"> <em>Financial Times</em></a>, non è arrivata alcuna smentita a questa ipotesi, aumentando le pressioni in vista della prossima visita in Irlanda del Nord del Primo Ministro Boris Johnson. Lo scopo del viaggio sarà quello di aggiornare l’assemblea di Belfast e i principali partiti locali, tra cui il Dup (alleato di governo), sulle trattative per la <strong>Brexit</strong> e sulle politiche che saranno perseguite da Londra nel caso di un’uscita senza accordo.</p>
<h2>Ritorno al passato?</h2>
<p>Un problema di difficile risoluzione per il governo Johnson, specialmente perché l’Irlanda del Nord in caso di “hard Brexit” sarà esposta ai più dannosi shock economici, trovandosi di fatto isolata dall’UE e dalla Gran Bretagna. Al tempo stesso un recente report del <em>think tank</em> <a href="https://www.instituteforgovernment.org.uk/publications/preparing-brexit-no-deal">Institute for Government</a> ha rimarcato il fatto che scegliere di imporre il controllo diretto del governo di Londra sarebbe positivo per attutire i danni economici, ma di contro ci sarebbe un incremento esponenziale del rischio di contraccolpi politici e di un aumento della tensione. Il rischio è che si crei una frattura insanabile all&#8217;interno del Regno Unito, anche perché quei 208 punti di controllo tra le due irlande inattivi dal 1998 potrebbero tornare a “nuova vita” dal 1° novembre prossimo.</p>
<p>L’abitudine degli irlandesi a non avere più una <strong>frontiera fisica</strong> potrebbe dar nuovo ossigeno alla fiamma dell’indipendentismo, intaccando l’identità nazionale del Regno Unito nel suo punto più debole. A creare preoccupazione a Londra è un recente sondaggio, evidenziato da <a href="https://foreignpolicy.com/2019/07/29/will-brexit-be-the-end-of-the-united-kingdom/"><em>Foreign Policy</em>,</a> dove è emerso che il 50% della popolazione dell’Irlanda del Nord non si sente né unionista né tanto meno nazionalista. Una fascia “grigia” che potrebbe schierarsi qualora le conseguenze della Brexit fossero dannose per la già fragile economia dell’Irlanda del Nord. Nel frattempo il 18 aprile è tornato il sangue a Derry/Londonderry, dove la <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/irlanda-del-nord-la-nuova-ira-dei-nazionalisti.html">giornalista Lyra McKee è stata uccisa</a> da alcuni miliziani della New Irish Republican Army, risultato di una coalizione tra paramilitari che hanno rifiutato il processo di pace avviato con gli accordi del Venerdì Santo. Il prossimo viaggio in Irlanda del Nord di Boris Johnson e il successivo incontro con il premier irlandese Leo Varadkar saranno due appuntamenti cruciali per capire quali saranno le prossime mosse del governo di Londra. In ballo c’è la tenuta del Regno Unito stesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/londra-pronta-a-sospendere-lautonomia-dellirlanda-del-nord.html">Londra pronta a sospendere l&#8217;autonomia dell&#8217;Irlanda del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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