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	<title>Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Jun 2026 05:20:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sudan, l&#8217;ombra dell&#8217;Etiopia dietro il sostegno militare ai ribelli</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-lombra-delletiopia-dietro-il-sostegno-militare-ai-ribelli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 05:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile sudanese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'esercito di Addis Abeba avrebbe fornito armi ed equipaggiamenti alle milizie ribelli sudanesi delle Forze di Supporto Rapido. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-lombra-delletiopia-dietro-il-sostegno-militare-ai-ribelli.html">Sudan, l&#8217;ombra dell&#8217;Etiopia dietro il sostegno militare ai ribelli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sudan-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un documento realizzato dalla <a href="https://sudantribune.com/article/314982">statunitense <strong>Yale School of Public Health</strong> ha documentato</a> che le Forze di Difesa Nazionali Etiopi (ENDF), vale a dire <strong>l’esercito di Addis Abeba,  avrebbe fornito armi ed equipaggiamenti alle milizie ribelli sudanesi delle Forze di Supporto Rapido. </strong>Il materiale satellitare mostra veicoli modificati e riverniciati per essere poi spediti oltre confine, nella regione sudanese nel Blue Nile, dove i ribelli al comando del generale <strong>Hemeti </strong>ne prenderebbero possesso. I pick-up armati con mitragliatrici tattiche sono diventati un’arma d’assalto per le Forze di Supporto Rapido nella battaglia per il controllo del Blue Nile e i rifornimenti arriverebbero dalla base etiope di Asosa, a pochi chilometri dal confine fra le due nazioni. Questa base aerea rappresenta un fronte strategico cruciale nella guerra tra l’esercito sudanese (SAF) e le RSF, alleate nella zona con la fazione dell’SPLM-N di <strong>Abdelaziz al-Hilu,</strong> un signore della guerra locale che si è schierato con i ribelli. I governatici del generale Abdel-Fattah al Burhan stanno cercando di riprendere il controllo delle regione da mesi e stanno martellando con i droni le piazzaforti rimaste ancora ai ribelli.</p>



<p>Da oltre tre anni il Sudan è dilaniato da una feroce guerra civile che ha provocato circa 200.000 morti e almeno 13 milioni di sfollati. Oggi i cosiddetti governativi controllano circa il 70% del territorio nazionale, ma restano sacche di resistenza nel Blue Nile e nel Kordofan, mentre il Darfur è totalmente nelle mani dei miliziani guidati da <strong>Hemeti. Mohamad Hamdam Dagalo,</strong> detto Hemeti, era il vice di al Burhan fino a quando il capo della giunta militare ha cercato di assorbire nell’esercito nazionale i suoi paramilitari, considerati un pericoloso potere alternativo allo Stato. <strong>Da quel momento è cominciato una delle guerra più feroci della storia del continente africano </strong>che ha visto come principale terreno di scontro la capitale Khartoum diventata un campo di battaglia con la popolazione prigioniera degli scontri. Per mesi si è combattuto quartiere per quartiere con l’aviazione sudanese, rimasta fedele ad al Burhan, che martellava le aree sotto controllo dei ribelli come Bahri e Khartoum North.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra e il risiko geopolitico</h2>



<p>La capitale provvisoria era stata spostata a Port Sudan, in una regione rimasta sempre saldamente nelle mani dei governativi e Khartoum era stata quasi rasa al suolo. <strong>Da inizio anno l’esercito sudanese ha riconquistato la capitale costringendo i ribelli a ripiegare su zone più facili da difendere. </strong>L’offensiva della Forze di Supporto Rapido si era così concentrata sul Darfur, già teatro di un genocidio all’inizio degli anni 2000, espugnando l’ultima città fedele al governo e massacrando la popolazione che aveva opposto resistenza e consolidando il controllo di tutta la regione nella quale minacciano la secessione. <strong>Oggi la situazione appare catastrofica quasi ovunque ed i 13 milioni di sfollati, fra interni ed esterni, vivono in condizioni drammatiche.</strong> Le nazioni confinanti come Ciad, Sud Sudan, Eritrea ed Etiopia non sono in grado di reggere l’urto di centinaia di migliaia che hanno bisogno di tutto. Le Nazioni Unite hanno aperto fascicolo su entrambi i contendenti accusandoli di crimini di guerra, ma ormai da mesi esistono ufficialmente due governi che si accusano a vicenda.</p>



<p>Nella terribile guerra sudanese non mancano le <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/lafrica-nel-centro-delle-mire-espansionistiche-delle-grandi-potenze.html" type="post" id="366678">ingerenze internazionali </a></strong>che hanno trasformato Khartoum in un risiko geopolitico. <strong>Le Forze di Supporto Rapido sono finanziate dagli Emirati Arabi Uniti </strong>che attraverso un piccolo aeroporto del Ciad riforniscono di armi e soldi i miliziani di Hemeti. <strong>I governativi hanno come principale mentore l’Egitto </strong>ed ogni settimana al Burhan vola al Cairo dal suo alleato al Sisi per stabilire insieme la strategia. <strong>Anche l’Arabia Saudita appoggia l’esercito sudanese con cospicui finanziamenti, mentre la Russia ha rifornito entrambi i combattenti. </strong>Il Sudan è allo stremo, ma non è in programma nessun incontro per un cessate il fuoco. I due comandanti si accusano reciprocamente e hanno già emesso una sentenza di morte per l’avversario, mentre le Nazioni Unite non riescono a trovare un accordo per inviare una missione che possa interporsi fra di loro in difesa di un popolo disperato.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-lombra-delletiopia-dietro-il-sostegno-militare-ai-ribelli.html">Sudan, l&#8217;ombra dell&#8217;Etiopia dietro il sostegno militare ai ribelli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Khartoum ha accusato Addis Abeba di supportare attivamente i ribelli delle Rsf e di essere oramai un proxy degli Emirati Arabi Uniti. Esplicita la minaccia sudanese: "Pronti a un confronto diretto con l'Etiopia".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/sudan-guerrA-EMIRATI-ARABI-UNITI-TURCHIA-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si inizia a parlare di &#8220;<strong>guerra aperta</strong>&#8220;, vuol dire che l&#8217;ultimo tabù prima dell&#8217;inizio di un conflitto armato si è oramai infranto. E l&#8217;idea di portare avanti un conflitto armato non risulta più tanto remota per una delle possibili parti in causa. Per questo non possono che suscitare clamore le parole del portavoce del governo sudanese dei giorni scorsi, <strong>secondo cui Khartoum è ormai pronta ad affrontare una &#8220;guerra aperta&#8221; contro l&#8217;Etiopia</strong>. Il motivo è legato al presunto <strong>appoggio offerto da Addis Abeba alle Rsf,</strong> le forze di supporto rapido comandate dal <strong>generale Dagalo</strong> e in conflitto con il governo centrale sudanese dall&#8217;aprile del 2023. Khartoum ha presentato le sue prove del coinvolgimento etiope, ovviamente dall&#8217;altra parte della barricata si è negata ogni accusa. <strong>Ma i timori di un nuovo conflitto nel cuore dell&#8217;Africa appaiono oggi più forti che mai</strong>. Anche perché, sullo sfondo, ci sono contrasti e tensioni riguardanti più in generale gli interi equilibri del medio oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La goccia che ha fatto traboccare il vaso: il raid sull&#8217;aeroporto di Khartoum </h2>



<p><strong>Il 4 maggio scorso il principale aeroporto di Khartoum è stato investito da diverse esplosioni</strong>. Lo scalo è entrato subito in stato di allerta, l&#8217;esercito sudanese ha attivato la contraerea, dopo alcuni minuti di trambusto la situazione è tornata alla normalità. Khartoum, capitale del Sudan, è tornata nelle mani dell&#8217;esercito soltanto lo scorso anno. I militari agli ordini del generale e presidente ad interim <strong>Al Burhan</strong>, hanno strappato la città dalle mani delle milizie rivali delle Rsf. Questo però non ha comportato la fine della guerra, al contrario le stesse Rsf hanno rilanciato nel <strong>Darfur</strong>. Lì dove hanno commesso atrocità di ogni tipo contro le popolazioni masalit e fur, così come documentato in diversi drammatici report internazionali. <strong>Le Rsf sono sostenute dagli Emirati Arabi Uniti</strong>, il cui governo ha spesso negato l&#8217;appoggio militare ma non quello politico. Ad ogni modo, non è certo un segreto nelle stanze della diplomazia internazionale che Abu Dhabi ha costantemente rifornito di armi e soldi i propri alleati nella guerra civile sudanese. Il tutto nell&#8217;ottica di esercitare influenza in un Paese, quale il Sudan, ricco di risorse e strategico a livello politico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Drone strikes hit Khartoum International Airport and strategic military sites on Monday as the RSF intensifies its aerial campaign. Authorities evacuated the airport and canceled flights following the attack.<br>Military sources further allege drones were launched from bases within… <a href="https://t.co/RgYRuWAxiN">pic.twitter.com/RgYRuWAxiN</a></p>&mdash; Sudan Tribune (@SudanTribune_EN) <a href="https://twitter.com/SudanTribune_EN/status/2051334710370984095?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nelle ore successive al raid contro lo scalo di Khartoum, ovviamente il governo sudanese ha accusato le Rsf. Ma non solo: secondo il presidente Al Burhan e i suoi principali collaboratori, <a href="https://www.agenzianova.com/news/sudan-il-governo-accusa-gli-emirati-e-letiopia-per-gli-attacchi-con-droni-allaeroporto-di-khartum/">l&#8217;attacco è stato organizzato con l&#8217;aiuto dell&#8217;Etiopia</a>. In particolare, i droni che hanno poi colpito la capitale sudanese sarebbero partiti dall&#8217;aeroporto etiope di <strong>Bahir Dar</strong>. Khartoum ha detto di avere prove a riguardo, ritenute però senza fondamento da parte di Addis Abeba. A premere maggiormente sulle accuse contro l&#8217;Etiopia, è stato il ministro degli Esteri <strong>Mohieddin Salem</strong>, protagonista di un&#8217;infuocata conferenza stampa pochi giorni dopo il raid contro l&#8217;aeroporto della capitale. È proprio in quell&#8217;occasione che i vari portavoce del governo sudanese hanno dichiarato di &#8220;essere pronti a una guerra aperta&#8221; contro la controparte etiope. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il puzzle di equilibri regionali </h2>



<p>L&#8217;accusa avanzata dal Sudan all&#8217;Etiopia ha soprattutto una <strong>base politica</strong>. Khartoum infatti ha messo, per ovvi motivi, nel mirino tutti i governi dei Paesi vicini ritenuti veri e propri &#8220;proxy&#8221; degli Emirati Arabi Uniti. <strong>Addis Abeba in effetti negli ultimi mesi ha intensificato i rapporti con Abu Dhabi</strong>. Il governo etiope di <strong>Abiy Ahmed </strong>ha bisogno di soldi per continuare a finanziare le mega opere pubbliche avviate nell&#8217;ultimo decennio, gli emiratini dal canto loro necessitano di trovare un aggancio solido nel<strong>Corno d&#8217;Africa</strong>. Entrambi inoltre, sia l&#8217;Etiopia che gli Emirati Arabi Uniti, appaiono interessati a sviluppare i legami con la regione separatista somala del <strong>Somaliland</strong>. Addis Abeba per provare ad avere un porto, vista l&#8217;assenza di propri sbocchi a mare, Abu Dhabi invece sempre per il motivo legato alla necessità di avere appoggi in questa porzione del continente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Suspicious UAE 🇦🇪 flights to Ethiopia 🇪🇹 have increased significantly since December 2025, peaking in January and February with 35 flights recorded in each month; notably, this rise coincided with the UAE abandoning the known supply route to the RSF via Libya 🇱🇾 and Bosaso 🇸🇴. 2/ <a href="https://t.co/LtrdLjNN9d">pic.twitter.com/LtrdLjNN9d</a></p>&mdash; Rich Tedd 🛰 ✈️ (@AfriMEOSINT) <a href="https://twitter.com/AfriMEOSINT/status/2051599552608670083?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il coinvolgimento dell&#8217;Etiopia quindi, non è solo da intendersi come un confronto diretto tra Khartoum e Addis Abeba. Al contrario, <strong>in ballo ci sono tutti i vari più delicati tasselli del mosaico mediorientale</strong>. Il conflitto sudanese altro non è che uno specchio su cui si riflettono le varie alleanze regionali più o meno consolidate. Da una parte ci sono le Rsf, proxy degli Emirati Arabi Uniti e del blocco facente capo ad Abu Dhabi e che comprende, tra gli altri, Etiopia, Somaliland, il generale libico Khalifa Haftar (anche se adesso in maniera più sfumata) e il gruppo separatista del sud dello Yemen, il quale però è stato sconfitto e ridimensionato dalle forze regolari yemenite. Dall&#8217;altra parte, si trova invece l&#8217;esercito sudanese supportato dall&#8217;Arabia Saudita, dall&#8217;Egitto, dall&#8217;Eritrea e dalla Somalia.</p>



<p>Lo scontro tra le due parti potrebbe portare a un inasprimento del confronto. <strong>Non solo in Sudan, ma anche per l&#8217;appunto nella stessa Etiopia</strong>: non è un caso che Addis Abeba, nel rispondere alle accuse di ingerenza da parte sudanese, ha controreplicato affermando come in realtà sia il Sudan a interferire armando i ribelli del <strong>Tigray</strong>. Altra regione quest&#8217;ultima dove i venti di guerra stanno tornando a soffiare in modo importante.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-venti-di-guerra-tra-sudan-ed-etiopia.html">Sudan ed Etiopia ormai pronti alla guerra. E dietro di loro Emirati, Arabia Saudita, Egitto e&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tre anni di guerra in Sudan, dove anche la fame è un&#8217;arma</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nellinferno-del-sudan-dove-la-fame-e-usata-come-arma-di-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 23:02:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> 29 milioni di sudanesi a rischio di morte per fame, 14 milioni di persone che hanno abbandonato tutto. La realtà atroce di questa guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nellinferno-del-sudan-dove-la-fame-e-usata-come-arma-di-guerra.html">Tre anni di guerra in Sudan, dove anche la fame è un&#8217;arma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/sudan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esattamente da tre anni, dall&#8217;aprile del 2023, il Sudan è dilaniato da una guerra civile e la fame delle persone viene usata come arma: scorte saccheggiate, campi distrutti e mercati sotto attacco. Intanto la risposta umanitaria appare ferma. Azione contro la Fame offre cure per combattere la malnutrizione e sostiene le donne affinché possano ricevere educazione finanziaria, formazione nella conservazione e preparazione degli alimenti. “Non chiediamo più cosa mangeremo. Chiediamo chi mangerà”. In questa frase, pronunciata da una donna sfollata nel Nord Darfur, Sudan, è racchiuso il dramma di un intero popolo. Lei è una dei <strong>29 milioni di sudanesi </strong>(oltre metà della popolazione) che da tra anni non sanno se riusciranno a rimediare un pasto per sopravvivere.</p>



<p>Dal 15 aprile 2023 il Sudan sta vivendo una guerra civile scoppiata tra le forze armate sudanesi (SAF) e i paramilitari delle forze di supporto rapido (RSF). Le due fazioni sono responsabili, tra le tante violazioni dei diritti umani, di <strong>una crisi alimentare senza precedenti. </strong>La fame viene utilizzata come arma strategica per indebolire l’avversario e controllare la popolazione. Ed&nbsp;è una &#8220;conseguenza diretta del conflitto, che sta distruggendo i mercati, interrompendo i raccolti e bloccando le rotte commerciali”, spiega&nbsp;<strong>Samy Guessabi</strong>, direttore in Sudan di Azione Contro la Fame,&nbsp;organizzazione umanitaria internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Contadini, commercianti e donne rischiano ogni giorno la vita&nbsp;</strong></h2>



<p>Un recente&nbsp;<a href="https://azionecontrolafame.it/news/sudan-report-cosa-serve-per-mangiare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a>&nbsp;redatto da Azione contro la fame, insieme ad altre quattro organizzazioni umanitarie, documenta come&nbsp;<strong>il tragitto del cibo dalla terra alla tavola</strong>&nbsp;sia diventato un percorso mortale.&nbsp;I&nbsp;<strong>contadini vengono uccisi nei campi, i raccolti bruciati e le scorte&nbsp;</strong>di semi distrutte o saccheggiate.&nbsp;<strong>I&nbsp;commercianti subiscono blocchi stradali e tassazioni illegali&nbsp;</strong>imposte dalle parti in conflitto. Ad ogni posto di blocco, viene sottratto denaro, carburante o cibo.&nbsp;I&nbsp;<strong>mercati&nbsp;vengono bombardati,</strong>&nbsp;bruciati, saccheggiati. Quando riaprono, lo fanno solo per poche ore e i venditori scavano buche nel terreno per ripararsi dai droni. Le persone sfidano il fuoco incrociato solo&nbsp;per produrre, comprare o trasportare cibo,&nbsp;mentre le cucine comunitarie, l’ultimo baluardo contro la morte, stanno chiudendo per mancanza di fondi o dimezzando le razioni.&nbsp;</p>



<p><strong>Quando il cibo arriva alle famiglie, è già passato attraverso tutto questo.</strong>&nbsp;Ma anche il&nbsp;costo degli alimenti funge da deterrente. A settembre, sette chilogrammi di miglio erano venduti a oltre 200 dollari e un chilo di zucchero a più di 50. Per tale ragione molte persone mangiano una sola volta al giorno e nei casi più estremi, il pasto è costituito da&nbsp;<strong>foglie selvatiche, erba, bucce di arachidi e mangime per animali&nbsp;</strong>(e quest&#8217;ultimo di recente ha iniziato ad avere un costo). Inoltre, le famiglie guidate da donne hanno il triplo delle probabilità di trovarsi in una situazione di insicurezza alimentare rispetto a quelle guidate da uomini.&nbsp;</p>



<p>Il cibo tuttavia non è l&#8217;unico bene ad aver&nbsp;subito aumenti di prezzo. Quelli di fertilizzanti e pesticidi sono più che raddoppiati. Il credito formale è crollato, costringendo i contadini a ricorrere a prestiti informali che li lasciano indebitati anche quando il raccolto fallisce o viene razziato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nazioni Unite: “Un conflitto di atrocità”</strong></h2>



<p>Delle tre carestie ufficialmente riconosciute nel mondo, due sono state dichiarate proprio qui nel 2025: a&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/el-fasher-la-mano-degli-emirati-dietro-la-normalizzazione-del-massacro.html" type="post" id="493243">El Fasher</a></strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Kadugli.&nbsp;</strong>Le Nazioni Unite non usano giri di parole e definiscono quella in corso una “guerra di atrocità” contro i civili. Il Sudan sta anche vivendo la più grande crisi di sfollamento del pianeta.&nbsp;<strong>14 milioni di persone</strong>&nbsp;<strong>hanno abbandonato tutto</strong>: dieci milioni sono sfollati interni, altri quattro milioni sono fuggiti in Ciad e Sud Sudan. Per capire la portata del disastro, basta confrontarlo con i dati di Siria, dove gli sfollati sono 7 milioni e dello Yemen, dove il numero scende a 5.&nbsp;</p>



<p>L<strong>’80% dei centri sanitari è fuori uso e il 60% dei sistemi idrici è stato distrutto.</strong> “Non sono solo numeri&#8221;, avverte Guessabi. “Le famiglie sono costrette a spostarsi ripetutamente, interrompendo cure e accesso all’acqua e al cibo, esponendo donne e bambine a un rischio altissimo di violenza di genere”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli aiuti umanitari sono paralizzati</strong></h2>



<p>Nonostante la gravità della situazione, la risposta internazionale è lenta. Il piano di aiuti da&nbsp;<strong>2,87 miliardi di dollari</strong>&nbsp;è finanziato solo al&nbsp;<strong>16%</strong>. Nel 2025, i fondi destinati alla ricostruzione e alla &#8220;ripresa precoce&#8221; hanno raggiunto solamente l’1%. In questo scenario,&nbsp;<strong>Azione Contro la Fame</strong>&nbsp;riesce comunque a operare in Darfur, Kordofan e nelle regioni del Nilo, assistendo quasi due milioni di persone. Oltre a fornire cure contro la malnutrizione e acqua potabile, l&#8217;organizzazione scommette sulla resilienza delle donne. Eisa è una di loro. Grazie ai programmi di formazione, oggi è tornata al mercato: “Ora vendiamo cipolle, olio, okra e pomodori secchi&#8221;, racconta.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, gli sforzi umanitari non basteranno senza un cambiamento politico. A tre anni dall&#8217;inizio delle ostilità, l&#8217;appello resta quello di cessare i combattimenti, aprire corridoi sicuri e stanziare risorse adeguate per fermare una delle carestie più gravi del secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nellinferno-del-sudan-dove-la-fame-e-usata-come-arma-di-guerra.html">Tre anni di guerra in Sudan, dove anche la fame è un&#8217;arma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Egitto, Etiopia e Sudan alla guerra del Nilo: la sfida per la sovranità sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/egitto-etiopia-e-sudan-alla-guerra-del-nilo-la-sfida-per-la-sovranita-sullacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Grand Ethiopian Renaissance Dam, la diga sul Nilo, è operativa. Ora la disputa tra i tre Paesi è su come gestirla. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/egitto-etiopia-e-sudan-alla-guerra-del-nilo-la-sfida-per-la-sovranita-sullacqua.html">Egitto, Etiopia e Sudan alla guerra del Nilo: la sfida per la sovranità sull&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per oltre un decennio, la disputa sulla <strong>Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD)</strong> è stata raccontata come un conflitto sulla sua costruzione. Oggi questa lettura è superata. La diga è una <strong>realtà operativa</strong>, inaugurata e integrata nel sistema del <strong>Nilo orientale</strong>. Il vero terreno di scontro si è spostato: non è più “se” la diga debba esistere, ma <strong>come deve essere gestita</strong>. Le nuove linee di frizione riguardano <strong>regole di rilascio, gestione delle siccità, condivisione dei dati e meccanismi giuridici vincolanti</strong>. In altre parole, la disputa è diventata una questione di <strong>governance idrica e potere regionale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo egiziano: vulnerabilità strutturale e diritto storico</strong></h3>



<p>Per l’Egitto, il dossier resta esistenziale. Il Paese dipende dal <strong>Nilo per circa il 97% delle risorse idriche</strong>, un dato che rende il sistema estremamente fragile. Non è solo una questione di quantità, ma di <strong>prevedibilità dei flussi</strong>. Il Cairo continua a richiamarsi ai trattati del <strong>1929 e 1959</strong>, che garantivano una posizione dominante a valle. Tuttavia, questi accordi sono oggi contestati perché escludevano gli Stati a monte, in primis l’Etiopia. La richiesta egiziana è chiara: un <strong>accordo giuridicamente vincolante</strong> che disciplini la gestione della diga. Senza regole certe, il rischio è che eventi climatici – soprattutto <strong>anni di siccità</strong> – si trasformino in shock sistemici difficilmente gestibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Etiopia: sovranità energetica e leva geopolitica</strong></h3>



<p>Per Addis Abeba, la GERD rappresenta molto più di un’infrastruttura. È un simbolo di <strong>sovranità nazionale</strong>, uno strumento di sviluppo e una leva di <strong>proiezione regionale</strong>. Con una capacità superiore ai <strong>5.000 megawatt</strong>, la diga consente all’Etiopia di raddoppiare la produzione energetica e diventare un esportatore di elettricità. Questo rafforza il principio di <strong>uso equo e ragionevole delle risorse idriche</strong>, in contrapposizione ai diritti storici rivendicati dall’Egitto. Il vero vantaggio strategico, però, è un altro: il <strong>controllo a monte dei flussi</strong>. Anche senza ridurre drasticamente l’acqua disponibile, la capacità di modulare tempi e quantità conferisce ad Addis Abeba una <strong>leva negoziale strutturale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sudan: l’anello fragile del sistema</strong></h3>



<p>Il Sudan occupa una posizione intermedia cruciale ma fragile. Geograficamente è la <strong>cerniera idraulica</strong> tra la diga etiope e il sistema egiziano di <strong>Assuan</strong>. In teoria, Khartoum potrebbe beneficiare della regolazione delle piene e di una maggiore disponibilità energetica. In pratica, però, la sua vulnerabilità è elevata: <strong>instabilità politica, debolezza istituzionale e dipendenza dai dati operativi</strong>. Senza un coordinamento tecnico efficace, il Sudan rischia di essere il primo a subire gli effetti di <strong>rilasci non coordinati</strong>, trasformando ogni anomalia idrologica in una crisi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il vuoto giuridico: tra principi e assenza di regole operative</strong></h3>



<p>Un elemento centrale della disputa è la mancanza di un <strong>regime giuridico moderno e vincolante</strong>. La <strong>Dichiarazione di principi del 2015</strong> ha fissato alcune basi – come il principio di non arrecare danno significativo – ma non ha definito aspetti cruciali: <strong>tempi e modalità di rilascio</strong>; gestione delle <strong>siccità prolungate</strong>; <strong>condivisione dei dati in tempo reale</strong>; meccanismi di risoluzione delle controversie. Nel frattempo, l’entrata in vigore del <strong>Cooperative Framework Agreement (CFA)</strong> nel 2024 ha segnato una svolta politica: il vecchio ordine basato sui diritti storici non è più dominante. Si afferma una logica di <strong>multilateralismo imperfetto</strong>, che però l’Egitto continua a rifiutare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dati, siccità e rischio: la nuova arma geopolitica</strong></h3>



<p>La vera posta in gioco è la gestione del rischio. La GERD non è percepita dall’Egitto come una semplice riduzione dei flussi, ma come un <strong>moltiplicatore di incertezza</strong>. In anni normali, il sistema può reggere. Ma in condizioni estreme – come una sequenza di stagioni secche – la mancanza di coordinamento potrebbe costringere il Cairo a consumare rapidamente le riserve accumulate ad Assuan. In questo contesto, anche i <strong>dati idrologici</strong> diventano una leva strategica: chi controlla le informazioni controlla la previsione; chi controlla la previsione controlla la sicurezza. La trasparenza, quindi, non è tecnica ma <strong>politica</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuovi equilibri regionali e ruolo internazionale</strong></h3>



<p>L’inaugurazione della diga ha già prodotto un effetto irreversibile: ha <strong>spostato il baricentro del potere idrico verso l’Etiopia</strong>. Gli Stati Uniti hanno tentato di riaprire una mediazione, ma il margine è limitato. Addis Abeba teme pressioni sbilanciate, mentre il Cairo punta a <strong>internazionalizzare il conflitto</strong> per compensare la perdita di leva diretta. Nel frattempo, il dossier si intreccia con altre dinamiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>cambiamento climatico</strong></li>



<li>aumento della domanda idrica</li>



<li>competizione regionale per le risorse</li>
</ul>



<p>Il Nilo diventa così un laboratorio della <strong>geopolitica delle risorse nel XXI secolo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una diga che ridefinisce il potere</strong></h3>



<p>La GERD segna il passaggio da una disputa infrastrutturale a una <strong>competizione permanente sulla governance</strong>. Per l’Egitto, la sfida è ridurre una dipendenza strutturale che lo espone a shock. Per l’Etiopia, è consolidare una vittoria materiale senza trasformarla in isolamento diplomatico. Per il Sudan, è sopravvivere come attore tecnico in un sistema sempre più complesso. La vera linea di faglia non è più tra chi vuole o meno la diga, ma tra due modelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sovranità unilaterale delle risorse</strong></li>



<li><strong>gestione condivisa e verificabile</strong></li>
</ul>



<p>Se prevarrà il primo, ogni crisi climatica diventerà una crisi politica. Se emergerà il secondo, il Nilo potrà trasformarsi da fattore di conflitto a <strong>infrastruttura di interdipendenza regionale</strong>.</p>
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		<title>L&#8217;Etiopia coinvolta nella guerra civile in Sudan?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/l-etiopia-coinvolta-nella-guerra-civile-in-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Rsf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È sempre più scontro diplomatico tra Sudan ed Etiopia. Il governo di Khartoum ha accusato quello di Addis Abeba di aver dato sostegno e rifugio ai ribelli delle Forze di Supporto Rapido (Rsf), ossia i miliziani guidati dal generale Dagalo in lotta contro l&#8217;esercito regolare sudanese. Una prova, sempre secondo il governo del Sudan, sarebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-etiopia-coinvolta-nella-guerra-civile-in-sudan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-etiopia-coinvolta-nella-guerra-civile-in-sudan.html">L&#8217;Etiopia coinvolta nella guerra civile in Sudan?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>È sempre più<strong> scontro diplomatico tra Sudan ed Etiopia</strong>. Il governo di Khartoum ha accusato quello di Addis Abeba di aver dato sostegno e rifugio ai ribelli delle<strong> Forze di Supporto Rapido (Rsf)</strong>, ossia i miliziani guidati dal generale <strong>Dagalo</strong> in lotta contro l&#8217;esercito regolare sudanese. Una prova, sempre secondo il governo del Sudan, sarebbe rappresentata dalla recente conquista da parte delle Rsf della cittadina di <strong>Kurmuk</strong>. Si tratta di una strategica località di confine con l&#8217;Etiopia, caduta grazie anche al presunto appoggio dell&#8217;esercito etiope ai ribelli sudanesi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Soudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Soudan</a> 🇸🇩 : les FSR s’emparent de Kurmuk et ouvrent un nouveau front dans le Nil Bleu<br><br> Les Forces de soutien rapide (FSR), appuyées par le SPLM-N, ont pris le contrôle de la ville frontalière de Kurmuk après une offensive menée depuis le territoire éthiopien, selon des sources… <a href="https://t.co/8s05zN1fyY">pic.twitter.com/8s05zN1fyY</a></p>&mdash; Daniel Michombero /Batubenga (@michombero) <a href="https://twitter.com/michombero/status/2037180648499052941?ref_src=twsrc%5Etfw">March 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La questione legata a Kurmuk </h2>



<p><a href="https://www.agenzianova.com/news/sudan-forze-di-supporto-rapido-e-splm-n-conquistano-la-citta-di-kurmuk-al-confine-con-letiopia/">Così come sottolineato su<em> AgenziaNova</em></a>, Kurmuk è da sempre al centro delle cronache belliche sudanesi. Lo era già ai tempi del conflitto degli anni &#8217;90 tra le forze regolari guidate dall&#8217;ex presidente sudanese Al Bashir e, dall&#8217;altro lato, i ribelli dell&#8217;<strong>Splm-N</strong>. Il motivo è<strong> legato all&#8217;importanza della cittadina da un punto di vista geografico e politico</strong>: da qui è possibile controllare una vasta porzione del confine con l&#8217;Etiopia, inoltre l&#8217;area costituisce una porta di accesso anche verso le regioni meridionali. Dal 2005 e fino ai mesi scorsi, anno di un accordo di pace tra governo ed Splm-N, la situazione è rimasta tutto sommato tranquilla. </p>



<p>Il Sudan però è immerso nel vortice di una disastrosa e totale guerra civile dall&#8217;aprile del 2023. E gli echi del conflitto hanno riacceso anche da queste parti vecchie ferite mai del tutto sopite. Così, <strong>i miliziani dell&#8217;Splm-N sono tornati alla carica grazie al supporto delle Rsf.</strong> Dopo settimane di battaglie iniziate a gennaio, nei giorni scorsi la capitolazione: Kurmuk è caduta nelle mani degli antigovernativi. Ma per Khartoum, la semplice alleanza tra Rsf ed Splm-N non basta a spiegare le ragioni della sconfitta dell&#8217;esercito. Il ministero degli Esteri del governo sudanese ha ufficialmente inviato una nota in cui, tra le altre cose,<strong> ha accusato l&#8217;Etiopia di aver aiutato le fazioni rivali</strong>. Non solo donando armi e rifornimenti, ma anche consentendo ai combattenti di transitare dal territorio etiope. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un intricato quadro di alleanze che riguarda anche il medio oriente</h2>



<p>Addis Abeba ovviamente ha smentito ogni intromissione nel conflitto sudanese, ma i sospetti e le voci a livello internazionale non hanno smesso di rimbalzare. <strong>Anche perché non è la prima volta che l&#8217;Etiopia viene tirata in ballo</strong>. Al di là della questione strettamente legata a Kurmuk, la guerra in Sudan coinvolge<strong> un quadro di alleanze che abbraccia l&#8217;intero medio oriente</strong>. Fino al gennaio scorso, il conflitto sudanese sembrava soprattutto<strong> un affare tra Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita. </strong>Con i primi che hanno sempre appoggiato le Rsf e i secondi invece le forze governative. La sconfitta delle forze filo emiratine nello <strong>Yemen</strong>, ha ribaltato il quadro all&#8217;interno del mondo arabo: Abu Dhabi ha iniziato ad assumere un profilo più basso e alcuni suoi proxy hanno chiuso ogni alleanza. A partire, su tutti, dal <strong>generale</strong> <strong>Haftar</strong> in Libia. </p>



<p><strong>Gli Emirati hanno così iniziato a sondare alleanze all&#8217;interno del Corno d&#8217;Africa</strong>. Qui a entrare in ballo è la questione del <strong>Somaliland</strong>, la regione separatista della Somalia: Abu Dhabi è stretta alleata del governo secessionista, tanto da averne favorito anche<strong> il riconoscimento da parte di Israele</strong>. Da parte sua, l&#8217;Etiopia è da anni molto vicina al Somaliland nel tentativo di avere un più facile accesso sul mare tramite il porto di Barbera. Unendo i puntini del cosiddetto &#8220;<strong>arco emiratino</strong>&#8220;,appare chiaro l&#8217;interesse di Abu Dhabi di costruire un asse interno al Corno d&#8217;Africa con Somaliland ed Etiopia. Asse che potrebbe aver incluso al proprio interno anche un aiuto di Addis Abeba alle Rsf. </p>
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		<title>Rsf sotto pressione, Iran in campo: la guerra nel Golfo cambia il conflitto in Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/rsf-sotto-pressione-iran-in-campo-la-guerra-nel-golfo-cambia-il-conflitto-in-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 08:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rsf sotto pressione, Iran in campo: la guerra nel Golfo cambia il conflitto in Sudan. Gli scenari a tre anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rsf-sotto-pressione-iran-in-campo-la-guerra-nel-golfo-cambia-il-conflitto-in-sudan.html">Rsf sotto pressione, Iran in campo: la guerra nel Golfo cambia il conflitto in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260314151201105_4808207ff253183c82cbb5f3cdc4c25f-e1773497558672.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>guerra civile in Sudan</strong> si avvicina al terzo anniversario, il prossimo 15 aprile, e nel quadro dell&#8217;interdipendenza tra i conflitti che perturbano profondamente l&#8217;ordine globale sta venendo impattata dalle conseguenze della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> e dall&#8217;attacco di Israele e Usa contro l&#8217;Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come prosegue la guerra in Sudan</h2>



<p>Il confronto tra le Forze Armate Sudanesi (Saf), l&#8217;esercito regolare fedele al regime castrense di <strong>Abdel Fattah al-Buhran</strong> che governa a Khartoum, e le <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf)</strong> ribelli guidate da&nbsp;<strong>Mohamed Hamdan Dagalo</strong>, detto “<strong>Hemedti</strong>”, dopo un 2025 di inaudita ferocia contraddistinto, in particolar modo, dalla campagna di massacri di massa delle Rsf nell&#8217;area del Sudan occidentale occupato e dall&#8217;accusa di <strong>genocidio contro i popoli non arabi</strong> dell&#8217;area, è influenzato direttamente dalla situazione di conflitto. E la crisi riguarda principalmente le truppe di Hemedti che, come noto, <a href="https://it.insideover.com/politica/egitto-arabia-emirati-strage-sudan.html">hanno avuto negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong></a> un importante sponsor e il principale fornitore di armamenti, logistica, sostegno operativo.</p>



<p>Con Abu Dhabi e Dubai messe nel mirino dall&#8217;<strong>assalto iraniano promosso da Teheran come risposta agli attacchi israelo-americani</strong> per rovesciare il regime e deteriorare le capacità balistiche del Paese, i rifornimenti degli Emirati ai ribelli sudanesi sono decisamente incerti e non c&#8217;è certezza di <strong>quanti carichi possano essere giunti, via Etiopia e Kenya</strong>, dal 28 febbraio, giorno dello scoppio del conflitto, a oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Emirati Arabi Uniti riducono la presenza in Sudan?</h2>



<p>Gli Emirati Arabi Uniti combattono una <strong>battaglia esistenziale</strong> non tanto per la sopravvivenza materiale quanto per difendere il loro ruolo di porto sicuro per gli affari, paradiso nel quadrante del Golfo e hub di interconnessione globale che è alla base della loro prosperità. <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-golfo-a-corto-di-intercettori-i-timori-degli-usa-e-dei-paesi-arabi-per-la-guerra.html">E mentre le <strong>scorte di intercettori in ridimensionamento</strong></a> e i dubbi sulle future mosse di Usa e Israele inquietano il Golfo, le Rsf sono indirettamente messe sotto pressione. Le Saf sono state in avanzata nella regione contesa del Kordofan, che le Rsf pensavano di consolidare come perno del loro personale Stato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">It looks like the SAF is exploiting the momentum of the Iran War to make gains against the RSF<br><br>The UAE&#39;s supply chain to the RSF is under heavy strain as Emirati cities are subjected to reckless Iranian fire and Gulf logistics are effectively coming to a halt <a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a> <a href="https://t.co/x7fyhqj2d9">https://t.co/x7fyhqj2d9</a></p>&mdash; Dr Andreas Krieg (@andreas_krieg) <a href="https://twitter.com/andreas_krieg/status/2031693848729260369?ref_src=twsrc%5Etfw">March 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il 5 marzo, <em>Agenzia Nova</em> prospettava l&#8217;ipotesi che le forze armate sudanesi potessero espandere il loro raggio d&#8217;azione in caso di <strong><a href="https://www.theafricareport.com/411364/conflict-ravaged-sudan-hit-hard-by-iran-war-fallout/">prolungato deterioramento del sostegno emiratino</a></strong>. Più di <a href="https://thecradle.co/articles-id/36461#google_vignette">recente <em>The Cradle</em></a><em> </em>ha parlato di prospettive di un &#8220;rapido collasso&#8221; delle Rsf. Questa affermazione è per ora prematura, ma indica un possibile trend che una durata prolungata della guerra può alimentare. Ad oggi lo scenario è quello di un prosieguo della guerra di logoramento che ha già provocato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati.</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2026/3/11/sudans-devastating-war-rages-on-as-regional-rivalries-deepen"><em>Al Jazeera</em> ricorda </a>che la diplomazia è frenata, e ricordando che &#8220;il &nbsp;12 settembre 2025, dopo mesi di negoziati guidati dagli Stati Uniti, il Quad – composto da Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto – ha proposto una tabella di marcia per porre fine alla guerra&#8221; ma ora &#8221;&nbsp;le crescenti tensioni tra due membri del Quad, l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, ora gettano un&#8217;ombra sui negoziati relativi alla tabella di marcia&#8221;. <strong>Abu Dhabi è tutt&#8217;altro che un mediatore neutrale,</strong> e anche Riad sta passando fortemente a sostenere Khartoum, seguendo sul suo terreno la <strong>Turchia che, assieme al Qatar,</strong> già appoggia apertamente le forze anti-Rsf.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra iraniana sul Sudan</h2>



<p>In tal senso, è bene ricordare che Khartoum può contare anche su un partner di peso, il cui sostegno è stato a lungo sottovalutato: l&#8217;<strong>Iran</strong>. Teheran ha sostenuto apertamente diverse milizie islamiste che puntellano l&#8217;esecutivo di Kharthoum.</p>



<p><a href="https://www.cmi.no/publications/9880-the-war-on-iran-and-sudan">Il <strong>Chr. Michelsen Institute</strong> nota che nel campo pro-Saf </a>&#8220;la Brigata al-Baraa Bin Malik, una fazione armata legata al movimento islamista sudanese, ha espresso pubblicamente solidarietà all&#8217;Iran. Tale dichiarazione ha minacciato di trascinare il Sudan in un confronto geopolitico che non può permettersi&#8221;. <a href="https://www.fides.org/en/news/77453-AFRICA_SUDAN_The_impact_of_the_war_against_Iran_on_the_situation_in_Sudan">L&#8217;Agenzia Fides riporta </a>che &#8220;l&#8217;esercito sudanese ha incorporato nelle proprie fila circa 15.000 combattenti provenienti da una milizia armata legata ai Fratelli Musulmani dall&#8217;inizio della guerra civile nel 2023&#8221;, e di essi questa formazione è una dei massimi rappresentanti.</p>



<p>La Brigata al-Baraa Bin Malik ha addirittura prospettato l&#8217;idea di <a href="https://www.thenationalnews.com/news/mena/2026/03/04/sudanese-islamist-commander-vows-to-send-troops-to-iran-if-us-and-israel-deploy-soldiers/">inviare supporti militari in Iran</a> qualora Washington e Tel Aviv ampliassero il raggio del conflitto, ricevendo la severa reprimenda di Al-Buhran che ha intimato alle fazioni sudanesi di stare fuori dalla guerra nel Golfo. <a href="https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/03/terrorist-designation-of-the-sudanese-muslim-brotherhood">Il Dipartimento di Stato Usa guidato da <strong>Marco Rubio</strong></a> ha inserito la Fratellanza Musulmana sudanese nella lista delle organizzazioni terroriste di Washington.</p>



<p><strong>L&#8217;arco di crisi, di conseguenza, va gradualmente componendosi</strong> in un&#8217;unica, grande tempesta macroregionale, a cavallo tra Asia Sud-Occidentale, Golfo e Africa orientale, vicino a dove insistono rotte cruciali per i commerci e i traffici energetici globali e con geometrie variabili di interessi strategici delle potenze che variano da territorio a territorio. E così l&#8217;Iran, formalmente, è dalla stessa parte della barricata in Sudan rispetto a alcuni dei Paesi su cui sta concentrando la rappresaglia anti-americana e anti-israeliana, mentre il fronte del Golfo va in frantumi sul sostegno a Rsf e Saf come era successo, nel recente passato, in Yemen. L&#8217;entropia si accumula senza sosta, mentre gli estremisti di entrambe le fazioni promettono una guerra lunga in un Sudan stremato da quasi tre anni di massacri.</p>



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		<title>Rifugiati e guerriglieri, la guerra in Sudan tracima sempre più in Ciad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-sudan-coinvolge-sempre-piu-il-ciad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 13:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il confine tra Ciad e Sudan appare sempre più caldo: gli scontri tra l'esercito di N'Djamena e le Rsf preoccupano l'intera regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-sudan-coinvolge-sempre-piu-il-ciad.html">Rifugiati e guerriglieri, la guerra in Sudan tracima sempre più in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260305162912194_cccd33b8418a0e8c5af44c036f72b99b-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Circondato da conflitti e con un assetto interno ancora da definire: i<strong>l Ciad è forse uno degli Stati più emblematici riguardo l&#8217;attuale condizione del continente africano</strong>. A Nord vi è il sempre caldo confine con la <strong>Libia</strong>, teatro negli anni Ottanta della più lunga avventura militare di Muhammar Gheddafi. A Sud vi è la sempre instabile <strong>Repubblica Centrafricana</strong>, a Ovest invece corrono le frontiere con i Paesi del <strong>Sahel</strong> logorati dalla guerriglia jihadista. Ma per il governo del presidente <strong>Mahamat Deby</strong>, la vera sfida riguarda il<strong> mantenimento della stabilità nell&#8217;Est del Paese</strong>. Lì dove <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/sudan-nella-mattanza-senza-senso-lunica-speranza-arriva-dai-medici.html">la guerra in corso nel Sudan</a> oramai rischia seriamente di tracimare in territorio ciadiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le battaglie con le Rsf</h2>



<p>Per la verità, già da tempo il remoto Est del Ciad appare come uno sbocco vitale per alcuni attori impegnati nel conflitto sudanese. Da tempo infatti si parla di una base aeroportuale, situata per l&#8217;appunto in territorio ciadiano, usata dagli Emirati Arabi Uniti per rifornire le <strong>Forze di Supporto Rapido (Rsf).</strong> Le milizie cioè, comandate da <strong>Hemeti Dagalo</strong> e supportate da Abu Dhabi, autrici di razzie e crimini nell&#8217;Ovest del Sudan e che lottano contro il governo del generale<strong> Al Burhan.</strong> La base adesso sarebbe stata spostata nel Sud della Libia, mentre il governo di Deby appare più distante dagli Emirati. Specialmente dopo la rivincita saudita contro le forze filo emiratine nello Yemen, capace di ridisegnare la mappa di alleanze in medio oriente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Soudan : les paramilitaires revendiquent la prise d&#39;Al-Tina, à la frontière avec le Tchad<br>➡️ <a href="https://t.co/j07tWgNVlI">https://t.co/j07tWgNVlI</a> <a href="https://t.co/seumAxHcum">pic.twitter.com/seumAxHcum</a></p>&mdash; FRANCE 24 Français (@France24_fr) <a href="https://twitter.com/France24_fr/status/2025467565187707220?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Forse proprio per il mancato appoggio ciadiano,<strong> oggi le Rsf appaiono molto più aggressive lungo il confine</strong>. Nei giorni scorsi, le milizie hanno preso d&#8217;assalto la cittadina di frontiera di  <strong>Al-Tina.</strong> L&#8217;azione ha coinvolto anche una parte del territorio del Ciad, con i soldati agli ordini di Deby costretti a ripiegare. Sono così nati scontri improvvisi tra Rsf ed esercito ciadiano, in cui almeno 10 soldati hanno perso la vita. Molti altri però risulterebbero ancora dispersi, forse anche in mano ai miliziani sudanesi. <strong>Non si è trattato del primo scontro</strong>: le scorribande delle Rsf in Ciad sono sempre meno frequenti e sempre più violente. Deby starebbe pensando a una risposta, ma questo rischierebbe di trascinare il Paese dentro il conflitto civile del Sudan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Confine chiuso anche per i profughi</h2>



<p>La guerra sudanese sta impattando sul Ciad anche sotto il profilo economico e sociale. Da quando nel 2023 è scoppiata la guerra tra Rsf ed esercito regolare del Sudan, in migliaia si sono spinti nelle regioni orientali del Ciad per cercare rifugio. Il governo di N&#8217;Djamena non ha mai avuto molte risorse per riuscire a far fronte alla <strong>crisi umanitaria</strong>, così nelle aree con maggiore presenza di profughi sono sorte tensioni di vario ordine. Circostanza che ha creato una più marcata destabilizzazione, come testimoniato dalla guerriglia portata avanti dal <strong>Fulja</strong>. Una sigla quest&#8217;ultima che indica uno dei più organizzati gruppi dell&#8217;opposizione, capace a inizio febbraio di conquistare la località di<strong> Oum Sissiya</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Tchad : Après de violents combats, les mouvements armés FULJA et CMD affirment avoir pris le contrôle d’Oum Sissiya, annonçant l’ouverture d’un nouveau front.  <br>Tchad <a href="https://twitter.com/hashtag/Conflit?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Conflit</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/FULJA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#FULJA</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/CMD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#CMD</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/S%C3%A9curit%C3%A9?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sécurité</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Afrique?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Afrique</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/BreakingNews?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BreakingNews</a> <a href="https://t.co/UMUiUihqSx">pic.twitter.com/UMUiUihqSx</a></p>&mdash; Dix Neuf (@DixNeuf33334) <a href="https://twitter.com/DixNeuf33334/status/2020953752967184804?ref_src=twsrc%5Etfw">February 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per questo motivo, <strong>Deby ha deciso di chiudere le frontiere e provare a sigillare il più possibile gli oltre mille chilometri che compongono il confine con il Sudan.</strong> Una decisione che potrebbe avere ripercussioni anche di carattere umanitario. Molti profughi attualmente nel Darfur e nelle regioni sudanesi coinvolte nel conflitto, hanno visto chiudersi l&#8217;unica vera via di salvezza. E le organizzazioni non governative hanno già lanciato i primi allarmi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-sudan-coinvolge-sempre-piu-il-ciad.html">Rifugiati e guerriglieri, la guerra in Sudan tracima sempre più in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Così i droni stanno cambiando le sorti della guerra in Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-droni-stanno-cambiando-le-sorti-della-guerra-in-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 06:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile in corso in Sudan dall’aprile 2023 ha subito un cambiamento determinante: l’uso dei droni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-droni-stanno-cambiando-le-sorti-della-guerra-in-sudan.html">Così i droni stanno cambiando le sorti della guerra in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile in corso in <strong>Sudan </strong>dall’aprile 2023 tra le <strong>Forze di Supporto Rapido </strong>(RSF) e le<strong> Forze Armate Sudanesi</strong> (SAF) ha subito un cambiamento determinante: l’uso dei <strong>droni</strong>. All’inizio il loro impiego era limitato, ma nel tempo è cresciuto fino a modificare tattiche, strategie e controllo del territorio.</p>



<p>Dopo la<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html"> caduta di El Fasher</a>, il centro delle ostilità si è progressivamente concentrato nel <strong>Kordofan Meridionale</strong>, dove le RSF hanno conquistato la città di Bara e intensificato gli attacchi contro El Obeid. Secondo quanto riportato dal <strong><a href="https://sudanwarmonitor.com/p/kamikaze-drones-kordofan-sudan">Sudan War Monitor</a></strong>, una delle fonti più autorevoli sulle evoluzioni della guerra, <strong>negli ultimi mesi i droni hanno colpito depositi di carburante, mercati e convogli</strong> in diverse parti del Paese, con attacchi che hanno provocato vittime civili e gravi danni alle infrastrutture. In particolare, nel febbraio 2026 un raid su un mercato nello stato del Kordofan Settentrionale ha causato almeno 28 morti e decine di feriti, mentre negli attacchi di maggio 2025 a Port Sudan, più giorni di bombardamenti aerei hanno danneggiato aeroporti, depositi di carburante e altre strutture strategiche.</p>



<p>L’efficacia di questi attacchi sembra aver messo sotto pressione le capacità logistiche delle RSF nel Kordofan Meridionale, contribuendo a un rallentamento delle loro offensive via terra. <strong>Le SAF controllano più della metà del Paese</strong>, gran parte del confine con l’Egitto, Port Sudan e la capitale Khartoum. Quest’ultima ha subito oltre <strong>440 attacchi con droni</strong> documentati dall’inizio della guerra. Port Sudan, considerata fino ad allora relativamente sicura per la sua distanza dalle basi RSF, è stata colpita a maggio 2025 in uno dei primi raid a lungo raggio contro la città. Le RSF controllano invece gran parte del Sudan occidentale e centrale, inclusa buona parte del Darfur e parti del Kordofan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’uso dei droni e il riassestamento degli equilibri</h2>



<p>I droni sono ormai ampiamente utilizzati nei <strong>conflitti armati</strong>, ma in Sudan il loro impiego non è stato immediato. La loro introduzione è partita dalle SAF e ha inciso sull’andamento della guerra, provocando un riassestamento degli equilibri tra le forze in campo. La strategia dell’esercito mira a colpire le scorte di <strong>carburante </strong>e le <strong>infrastrutture</strong>, rendendo più difficili anche le attività commerciali, con l’obiettivo di indebolire le RSF e spingere la popolazione civile ad abbandonare le aree sotto controllo paramilitare.</p>



<p>L’esercito sudanese, che a differenza delle RSF dispone di un’aeronautica militare, deteneva inizialmente il controllo dei cieli grazie ai jet da combattimento. A maggio 2025 le RSF hanno però colpito Port Sudan con un attacco con droni che ha danneggiato l’aeroporto e la principale centrale elettrica della città, causando traumi tra i civili. Le capacità aeree delle RSF sono aumentate dopo la perdita, all’inizio del 2025, di territori nel centro e nell’Est del Paese.</p>



<p>Tecnologie simili sono oggi in possesso di entrambe le parti. I droni sono relativamente facili da reperire, nascondere e <strong>assemblare</strong>, il che rende più semplice aggirare l’embargo sulle armi e le sanzioni. L’<strong>embargo</strong> sulle armi imposto dalle Nazioni Unite si applica principalmente alla regione del Darfur e, secondo diversi osservatori, ha avuto un impatto limitato nel contenere l’afflusso di armamenti nel resto del Paese. Questo ha contribuito alla continua disponibilità di sistemi d’arma, inclusi i droni, nelle mani delle parti in conflitto.</p>



<p>Queste tecnologie permettono di colpire infrastrutture strategiche e, allo stesso tempo, espongono la <strong>popolazione civile</strong> a gravi conseguenze, con esplosioni e raid che possono verificarsi anche in aree densamente abitate. L’uso dei droni, così, non è solo un vantaggio tattico, ma trasforma il conflitto in uno scenario imprevedibile e letale, dove la pressione continua sulle strutture nemiche si combina con il rischio costante per i civili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capacità tecniche e alleanze</h2>



<p>L’uso dei droni è particolarmente efficace nei <strong>territori pianeggianti </strong>e il Sudan, con le sue vaste distese, si presta a questo tipo di operazioni. È infatti più semplice svolgere attività di sorveglianza, come osserva un’analisi del <strong><a href="https://www.criticalthreats.org/analysis/drones-over-sudan-foreign-powers-in-sudans-civil-war">Critical Threats Project</a></strong>. Dall’inizio della guerra, esercito e RSF hanno impiegato droni con capacità molto diverse: da modelli a corto raggio a sistemi con una gittata teorica fino a 4.000 chilometri. In un Paese che si estende per circa 1.250 chilometri da nord a sud e 1.390 da est a ovest, questo significa che, almeno in teoria, qualsiasi area può essere raggiunta.</p>



<p>Le SAF ricevono armi da <strong>Iran </strong>e <strong>Turchia </strong>e dispongono di droni dalla fine del 2023. Le RSF si affidano invece al sostegno degli <strong>Emirati Arabi Uniti,</strong> con tecnologie di origine <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sharjah-la-porta-del-mercato-ombra-delle-armi-cinesi-per-lafrica.html">cinese </a></strong>e <strong>serba</strong>. Tra questi vi sono i cosiddetti <strong>droni “kamikaze”</strong>, in quanto sferrano attacchi suicidi, utilizzati contro obiettivi strategici e simbolici, anche lontano dalle linee del fronte. Alcuni modelli VTOL di fabbricazione serba sarebbero in grado di trasportare le cosiddette bombe “mute”, ordigni che esplodono senza preavviso acustico, rendendo impossibile mettersi al riparo.</p>



<p>Alcuni fornitori stranieri di droni, tra cui Iran e <strong>Russia</strong>, sembrerebbero aver collegato le consegne a interessi strategici nella regione, con l’Iran interessato a una base navale nel Mar Rosso e la Russia che, nel 2024, avrebbe spostato il proprio sostegno dalle RSF alle SAF in cambio della possibilità di ripristinare un accordo del 2017 per una presenza navale sul Mar Rosso.</p>



<p>Le RSF trasformano inoltre droni civili in armi improvvisate per colpire e intimidire infrastrutture e obiettivi simbolici. L’obiettivo non è tanto la precisione o una vittoria militare decisiva, quanto mantenere una pressione costante e rendere il conflitto imprevedibile e logorante. <strong>Testimonianze </strong>video verificate mostrano droni RSF colpire il deposito di carburante di Sidon ad Atbara, nello stato del Nilo, secondo Sudan War Updates.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">🚨 عاجل | مليشيا الدعم السريع تستهدف مدينة عطبرة بولاية نهر النيل عبر طائرات مُسيّرة.<a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan_War_Updates?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan_War_Updates</a> <a href="https://t.co/sn69Yul0uC">pic.twitter.com/sn69Yul0uC</a></p>&mdash; Sudan War Updates (@sudan_war) <a href="https://twitter.com/sudan_war/status/1909902879889973484?ref_src=twsrc%5Etfw">April 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Impatto sui civili e crisi umanitaria</h2>



<p>L’area più colpita dall’inizio della guerra resta la capitale <strong>Khartoum</strong>, con almeno 440 raid documentati. Nel dicembre 2025 un attacco a Kalogi, nel Kordofan Meridionale, ha colpito un asilo e un ospedale, causando almeno 114 morti secondo fonti locali e Al Jazeera.</p>



<p>Per l’<strong>Africa</strong>, l’impiego sistematico dei droni rappresenta una novità significativa. In passato i conflitti nel continente erano prevalentemente terrestri, con un uso limitato dell’aviazione a causa dei costi elevati. Oggi i droni costituiscono un’alternativa relativamente economica ma altamente letale, offrendo un vantaggio tattico rilevante. Come evidenziato dall’<a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2025/06/19/africas-scary-new-age-of-high-tech-warfare">Economist</a>, questa evoluzione potrebbe rendere più facile sia avviare sia terminare più facilmente le guerre nel continente.</p>



<p>La guerra civile in Sudan ha intanto prodotto la <strong>peggiore<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html"> crisi umanitaria </a>al mondo </strong>degli ultimi anni: oltre 30 milioni di persone necessitano di assistenza e tra i 12 e i 14 milioni risultano <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollate </a>secondo le stime delle Nazioni Unite. Violenza sessuale, assedi ai civili e uccisioni di massa sono stati documentati per tutta la durata del conflitto, mentre la comunità internazionale continua a intervenire in modo limitato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-droni-stanno-cambiando-le-sorti-della-guerra-in-sudan.html">Così i droni stanno cambiando le sorti della guerra in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I caccia di Cina e Pakistan all&#8217;Arabia Saudita? Ma forse è solo un trucco di Riad per&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-caccia-di-cina-e-pakistan-allarabia-saudita-ma-forse-e-solo-un-trucco-di-riad-per.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 05:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jet caccia cinese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Arabia Saudita potrebbe diventare il secondo cliente arabo del caccia JF-17 costruito da Cina e Pakistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-caccia-di-cina-e-pakistan-allarabia-saudita-ma-forse-e-solo-un-trucco-di-riad-per.html">I caccia di Cina e Pakistan all&#8217;Arabia Saudita? Ma forse è solo un trucco di Riad per&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jet caccia cinese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> potrebbe essere il secondo cliente arabo del caccia <strong>JF-17</strong> sino-pakistano. Riad e Islamabad <a href="https://defencesecurityasia.com/en/pakistan-saudi-arabia-jf-17-2-billion-loan-conversion-deal/">stanno portando avanti</a> negoziati per <strong>convertire circa 2 miliardi di dollari di assistenza finanziaria saudita in sospeso in un programma di approvvigionamento strutturato incentrato sul JF-17</strong>, una mossa che unisce un urgente sgravio fiscale alla modernizzazione delle forze strategiche, rendendo operativo il loro accordo di difesa reciproca del settembre 2025. Funzionari della difesa pakistani descrivono l&#8217;iniziativa come <strong>uno scambio “debito-capacità</strong>&#8220;, progettato per preservare le riserve valutarie di Islamabad in rapido esaurimento, trasformando al contempo il consolidato sostegno di bilancio di Riad in una potenza di combattimento dispiegabile, in un momento in cui la fiducia nelle garanzie di sicurezza a lungo termine degli Stati Uniti è sempre più incerta. </p>



<p>L&#8217;Arabia Saudita potrebbe così diventare il <strong>secondo cliente arabo</strong> del caccia costruito da Repubblica Popolare Cinese e Pakistan: il mese scorso infatti Islamabad ha venduto alla <strong>Libia </strong>del generale <strong>Khalifa Haftar </strong>16 di questi cacciabombardieri per un valore di circa quattro miliardi di dollari.</p>



<p>Sebbene il JF-17 sia meno avanzato di altri caccia che l&#8217;Arabia Saudita ha preso in considerazione, in particolare l&#8217;F-35, lo status del cacciabombardiere è stato rafforzato dalle affermazioni sulle sue prestazioni durante gli scontri tra Pakistan e India dello scorso anno. </p>



<p>Il Pakistan ha a lungo presentato il JF-17 come un&#8217;opzione di caccia più economica e sostenibile, ma ora ha anche il pregio di essere collaudato in combattimento, sebbene i risultati delle sue prestazioni contro l&#8217;Aeronautica Militare indiana siano difficili da verificare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La forza della flotta saudita</h2>



<p>Anche senza l&#8217;<strong>F-35</strong> a lungo cercato da Riad, la Royal Saudi Air Force (RSAF) gestisce una flotta di caccia estremamente moderna e avanzata. Ha ricevuto 84 <strong>F-15SA</strong> di nuova costruzione, la variante più avanzata della famiglia del caccia disponibile fino all&#8217;avvento dell&#8217;F-15EX Eagle II. Nel frattempo, la flotta di 68 velivoli <strong>F-15S</strong>, precedentemente in servizio, è stata aggiornata localmente a uno standard simile, noto come F-15SR (Saudi Retrofit). La RSAF utilizza anche <strong>72 Eurofighter Typhoon</strong> insieme ai più datati, ma ancora in grado di operare, circa <strong>80 Panavia Tornado IDS</strong> forniti dalla Gran Bretagna. </p>



<p>Resta quindi il dubbio che questo presunto accordo possa finalizzarsi vedendo l&#8217;ingresso in servizio in Arabia Saudita del caccia JF-17: potrebbe semplicemente essere una <strong>mossa diplomatica</strong> per cercare di convincere gli Stati Uniti a vendere a Riad gli F-35, come anche le parole del presidente Donald Trump avevano lasciato intendere qualche mese fa, quando aveva aperto a questa possibilità. </p>



<p>Difficilmente infatti il Pentagono permetterebbe all&#8217;Arabia Saudita di acquistare un caccia costruito con la partecipazione della Repubblica Popolare Cinese avendo la prospettiva di vendere il velivolo di quinta generazione di Lockheed-Martin. Inoltre, <strong>l&#8217;indiscrezione arriva in un momento di legami estremamente stretti tra il regno e gli Stati Uniti,</strong> con l&#8217;amministrazione Trump che vede l&#8217;Arabia Saudita come un alleato e un partner economico di primo piano. Rischiare tutto questo per un aereo da caccia a basso costo sembra remoto.</p>



<p>Esiste però una seconda possibilità, come riportato da <em><a href="https://www.rid.it/shownews/7821/caccia-jf-17-thunder-per-l-rsquo-arabia-saudita">RID</a></em>: l’acquisto saudita potrebbe essere finalizzato a un successivo trasferimento dei JF-17 all’<strong>Aeronautica Sudanese</strong>. I due Paesi intrattengono infatti legami storici e religiosi e, negli ultimi anni, nel contesto della guerra civile in Sudan, le relazioni si sono ulteriormente evolute, con Riad che ha apertamente sostenuto le <em>Sudanese Armed Forces</em> contro le <em>Rapid Support Forces </em>(RSF) appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dotazioni del JF-17C Block III</h2>



<p>L&#8217;ultima versione del caccia sino-pakistano, il <strong>JF-17C Block III</strong>, è dotata di radar AESA (<em>Active Electronically Scanned Array</em>) ed è compatibile con il missile aria-aria a lungo raggio cinese <strong>PL-15</strong> anch&#8217;esso sperimentato con successo durante l&#8217;ultimo breve conflitto tra India e Pakistan a maggio 2025. Il JF-17 è un caccia monomotore monoposto multiruolo di classe media, a basso costo e in grado di raggiungere una velocità massima di Mach 1,6 e di avere un carico bellico massimo di circa 3700 chilogrammi (versione Block II). </p>



<p>Nonostante le migliorie della versione Block III tra cui sistemi di visualizzazione montati sul casco, moderni collegamenti dati e una maggiore capacità di guerra elettronica, <strong>le reali capacità del velivolo sono state ampiamente esagerate</strong> dalla propaganda cinese e pakistana post conflitto indo-pakistano: i risultati ottenuti dal Pakistan in quella breve guerra sono più da attribuire al sistema integrato di velivoli di sorveglianza e caccia piuttosto che alle capacità del JF- 17 o del J-11 cinese. L&#8217;India, infatti, per via della sottovalutazione dell&#8217;avversario dovuta a una scarsa intelligence, non ha schierato lo stesso dispositivo di sorveglianza aerea integrato coi propri caccia e coi velivoli da guerra elettronica. Nonostante questo la campagna aerea indiana è stata in grado di raggiungere i suoi obiettivi tattici, ovvero la distruzione delle batterie missilistiche pakistane e di depositi di munizioni/equipaggiamento.</p>



<p>In considerazione del fatto che l&#8217;Arabia Saudita non ha mai dimostrato di voler disporre di uno strumento aereo misto, ovvero basato su velivoli di diversa categoria, riteniamo che questa indiscrezione sul JF-17 sia più una mossa politica di Riad, come osservato per altre questioni nei tempi passati.</p>



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		<title>Sudan, nella mattanza senza senso l&#8217;unica speranza arriva dai medici</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/sudan-nella-mattanza-senza-senso-lunica-speranza-arriva-dai-medici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Medici in prima linea in Sudan, nel Paese dove la guerra ha travolto anche loro e non ha risparmiato nemmeno gli ospedali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/sudan-nella-mattanza-senza-senso-lunica-speranza-arriva-dai-medici.html">Sudan, nella mattanza senza senso l&#8217;unica speranza arriva dai medici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153936524_60cd4e09ea20c4e8a223ba2aecb2e6fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel <strong>Darfur</strong> è stato perso ogni briciolo di umanità e ogni senso di pietà. E, più in generale, la <strong>guerra civile nel Sudan </strong>appare sempre più una mattanza che un conflitto. Pur se spietata e ingiusta, la guerra in teoria avrebbe anche le sue regole. <strong>Regole che nel Paese africano sono state calpestate e gettate via nel vortice di una violenza senza senso</strong>. Sono stati colpiti anche gli strati più vulnerabili della popolazione, quelli che con ogni diatriba sorta tra le parti non hanno alcun legame. Donne, bambini, anziani, malati, nessuno è stato risparmiato,<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html"> specialmente dopo la conquista, da parte delle milizie Rsf, della città di El Fasher</a>. Le armi sono state puntate anche contro coloro che, generalmente, in ogni guerra rappresentano la parte più neutra:<strong> i</strong> <strong>medici</strong>. Gente in divisa non si è fermata nemmeno contro gente dotata solo di camice. La sorte e il coraggio di molti medici sudanesi rappresentano oggi un monito, ma anche una <strong>speranza</strong> per lo stesso Sudan e per l&#8217;intera Africa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strutture sanitarie nel mirino </h2>



<p>L&#8217;episodio simbolo di quanto patito ancora oggi dai medici sudanesi, è rappresentato dalla strage attuata all&#8217;interno dell&#8217;<strong>ospedale pediatrico di</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/el-fasher-la-mano-degli-emirati-dietro-la-normalizzazione-del-massacro.html"><strong> El Fasher.</strong> </a>A ottobre, pochi giorni dopo l&#8217;ingresso delle Rsf in città, i miliziani hanno puntato dritto verso il nosocomio costruito a suo tempo con fondi sauditi e dedicato anche alle madri che vengono qui a partorire. Chi è entrato qui con armi spianate, non ha risparmiato nessuno: pazienti, bambini, parenti, nessuno è più uscito dalla struttura. In totale, secondo le organizzazioni umanitarie che sono riuscite a raccogliere testimonianze da chi è riuscito a scappare dal Darfur, i morti sarebbero stati 460. Tra questi ovviamente anche medici e infermieri.</p>



<p>La circostanza è resa più tragica dal fatto che i miliziani hanno individuato l&#8217;ospedale come obiettivo: non si è trattato di una strage &#8220;casuale&#8221;, <strong>ma di una mattanza preordinata</strong>. E non è purtroppo il solo caso accertato. Anzi, <a href="https://www.africarivista.it/guerra-in-sudan-centinaia-di-persone-uccise-in-un-ospedale-di-el-fasher-2/286320/?srsltid=AfmBOoqeF3O2V180NnYWla8zHgvkKoaR5xKf5hJulNKrm9BltFkhqJW-">a fornire una prima stima di quanto sta accadendo in Sudan è stato il segretario dell&#8217;Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus</a>:<em> &#8220;Dall&#8217;inizio del conflitto nel 2023 </em>&#8211; si legge in una sua nota &#8211; <em>sono stati attaccati 185 presidi sanitari e 1.204 operatori, tra medici e paramedici, sono stati uccisi&#8221;</em>. Numeri tragici ma che si fermano alla prima metà del 2025: queste cifre cioè non tengono conto di quanto accaduto ad El Fasher e in tutto il Darfur nelle ultime settimane. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="834" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b-1024x834.jpg" alt="" class="wp-image-498368" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b-1024x834.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b-300x244.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b-768x626.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b-1536x1251.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b-600x489.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251218153905515_a094a25dcc4ae7c119e9eb3d04159d3b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le immagini satellitari che mostrano gli orrori in corso nel Darfur</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un segnale di speranza</h2>



<p>Eppure, anche nel marasma di una guerra senza regole e senza umanità, <strong>i medici sudanesi continuano a operare</strong>. Nel Darfur, nelle zone assediate dalle Rsf, nessuno è scappato. Chi ha lasciato le città, lo ha fatto seguendo le carovane di sfollati per iniziare a lavorare nei <strong>campi profughi</strong> improvvisati nel deserto. Questo vale anche per tutte quelle regioni del Sudan sotto il controllo del governo: anche qui si combatte e spesso droni e missili rivali prendono di mira, ancora una volta, ospedali e presidi sanitari. </p>



<p><strong>In tutto il Sudan sono migliaia i medici ancora attivi</strong>. Grazie a loro si sta reggendo un sistema sanitario, quello sudanese, ridotto al minimo tra territori occupati, strutture distrutte e medici uccisi. Segno di come anche nel buio si intravede una piccola luce: nel Sudan martoriato e lasciato senza speranza, i camici bianchi stanno dimostrando che si può invece ancora lavorare per il futuro. É cioè possibile dimostrare che esistono persone attive per aiutare il prossimo e per agevolare, un giorno si spera non troppo lontano, la ricostruzione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/sudan-nella-mattanza-senza-senso-lunica-speranza-arriva-dai-medici.html">Sudan, nella mattanza senza senso l&#8217;unica speranza arriva dai medici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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