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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Andy Burnham si insedia alla guida del Labour: &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Burnham si insedia alla guida del Labour, scatta l'ora del Re del Nord: "Governerò per la Gran Bretagna dimenticata".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html">Andy Burnham si insedia alla guida del Labour: &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Re del Nord è pronto a diventare il capo del governo di Sua Maestà e dalla presentazione ufficiale come nuovo leader del Partito Laburista l&#8217;ex sindaco di Manchester <strong>Andy Burnham lancia una sfida ambiziosa. Per ora sono solo parole,</strong> ma pesano come pietre nella dichiarazione d&#8217;intenti del successore di <strong>Keir Starmer</strong> che, preparandosi all&#8217;avvicendamento a Downing Street col primo ministro uscente (sarà ufficiale lunedì), ha dichiarato una netta discontinuità che tocca anche l&#8217;eredità dello storico leader della sinistra inglese, <strong>Tony Blair. Burnham lo dice senza troppi giri di parole: </strong>serve una &#8220;<strong>nuova politica&#8221;</strong> per cancellare gli effetti di un problema indicato col suo nome chiaro, il neoliberismo e l&#8217;ideologia dell&#8217;abbattimento dello Stato e dei servizi pubblici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide del prossimo premier</h2>



<p>Il premier entrante ha accusato,<a href="https://www.telegraph.co.uk/politics/2026/07/17/andy-burnham-labour-leader-latest-starmer-mahmood-cooper/"> nota il Telegraph, </a>la generazione di politica a lui coeva di non aver fatto abbastanza per <strong>contrastare la narrativa impostasi negli Anni Ottanta con Margaret Thatcher</strong> e divenuto mainstream assoluto grazie al Labour: fu la svolta di Blair negli Anni Novanta a istituzionalizzare le riforme della Iron Lady. Del resto, lo avevano anticipato fonti laburiste al Guardian: Burnham parte dall&#8217;assunto che<a href="https://www.theguardian.com/politics/live/2026/jul/17/andy-burnham-labour-leader-speech-latest-news-updates?page=with%3Ablock-6a59f8c58f085bcdc0081aa6#block-6a59f8c58f085bcdc0081aa6"> il Regno Unito è sulla strada sbagliata da 40 anni</a>. Si prevede, dunque, una nuova stagione di investimenti pubblici, interventismo statale e dirigismo? Ancora presto per dirlo, ma sicuramente il <strong>socialdemocratico Burnham, che da sindaco di Manchester ha spinto sul rafforzamento della presenza dell&#8217;istituzione locale</strong> nella vita comunitaria sul fronte delle <em>utilities</em>, della lotta al carovita e degli alloggi, si accorge che l&#8217;eredità complessa dei decenni scorsi, iniziata col ritiro dello Stato e culminata con l&#8217;austerità dello scorso decennio, è un fardello pesante.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/brexit-dieci-anni-dopo-il-referendum-hanno-perso-tutti.html" type="post" id="521188">Aggiungiamo a ciò <strong>le turbolenze della Brexit, di cui sono caduti di recente i dieci anni</strong></a>, e la frittata è fatta. &#8220;Il Paese ha rinunciato al controllo dei servizi essenziali – alloggi, acqua, energia, trasporti – e ha lasciato la popolazione esposta a costi più elevati&#8221;, dice il leader laburista, e ciò &#8220;ha portato alla concentrazione di maggiore ricchezza e potere nelle mani di un numero minore di persone e in un numero minore di luoghi&#8221;. <strong>Gli abitanti della periferia deindustrializzata e impoverita hanno voltato le spalle ai Laburisti in più occasioni:</strong> nel 2016 premiando la Brexit, nel 2019 spingendo <strong>Boris Johnson </strong>alla vittoria nelle elezioni generali, dopo il trionfo della sinistra al voto del 2024 punendo i laburisti a favore del Reform Uk di Nigel Farage in diverse elezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Burnham e il Regno Unito dimenticato</h2>



<p>Da qui si capisce la scommessa laburista: spostare da Londra al Nord del Paese lo sguardo di provenienza della leadership; andare a combattere la battaglia politica decisiva, <strong>&#8220;l&#8217;ultima occasione&#8221; per Burnham</strong>, da qui al voto del 2029 provando a riconqusitare la classe media e i lavoratori oggi trasmigrati in massa nelle falangi elettorali potenziali di Farage; &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221; è l&#8217;assunto più forte di Burnham. Una scommessa su cui aveva già fatto leva Boris Johnson, facendo ammiccare il Partito Conservatore ai moderni emuli dei protagonisti dei <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-eroi-di-ken-loach-scelgono-boris-johnson.html" type="post" id="247893">film di Ken Loach</a> sulla periferia impoverita inglese. Pragmaticamente, ci sarà molto da fare: <strong>capire come evitare nuove manovre di aumento delle tasse </strong>in autunno, come finanziare <strong>il rafforzamento del Welfare</strong>, che fare dei progetti che hanno causato turbolenze a Starmer come il piano di riarmo e come gestire un indebitamento ormai ipertrofico.</p>



<p>Resta la volontà di attuare una svolta politica chiara. <strong>Negli ultimi quarant&#8217;anni qualcosa si è rotto nel Regno Unito,</strong> nota Burnham. E se si è rotto le colpe sono bipartisan. Cambiare il Regno Unito significherà, in sostanza, andare oltre Blair, qualcosa a cui nemmeno Starmer si era azzardato. A suo modo, con il mite Burnham vince una versione più azzimata dell&#8217;<strong>agenda di rottura di Jeremy Corbyn</strong>, a lungo osteggiato dentro lo stesso partito. Il premier entrante dovrà essere giudicato dai fatti, che dovranno essere all&#8217;altezza di promesse di discontinuità tanto ampie. Ma la diagnosi è chiara: c&#8217;è una parte di Paese che è stata abbandonata anche dai Laburisti e va riconquistata. Pena la scomparsa politica ed elettorale. Senza dirlo, una bocciatura di un ciclo storico della sinistra made in Uk che appare inappellabile.</p>



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		<item>
		<title>Tesla scommette sulle batterie europee: 5 miliardi per una maxi-rete di accumulo tra Italia e UK</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/bozza-automaticatesla-batterie-europa-accordo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:35:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tesla megapack (Fonte: Shop4Tesla)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tesla e NatPower investono 5 miliardi di dollari nello storage energetico in Europa, con una prima fase da 25 GWh tra Italia e Regno Unito e l’obiettivo di superare i 100 GWh complessivi. Il progetto punta a rafforzare la capacità di accumulo della rete elettrica europea per gestire la produzione intermittente delle rinnovabili e i picchi di domanda</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tesla megapack (Fonte: Shop4Tesla)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con un traguardo finale fissato <strong>oltre la soglia dei 100 GWh di capacità installata</strong>, <a href="https://www.reuters.com/sustainability/cop/natpower-tesla-reach-deal-first-phase-5-billion-battery-storage-plan-2026-06-23/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;intesa appena siglata tra <strong>Tesla </strong>e <strong>NatPower</strong></a> si impone da subito come una delle più vaste operazioni europee nel settore dell&#8217;accumulo energetico. L&#8217;alleanza &#8211; che debutterà con <strong>un primo blocco da 25 GWh diviso tra Italia e Regno Unito</strong> &#8211; nasce per rispondere all&#8217;urgenza più pressante della rete elettrica continentale: creare enormi &#8220;serbatoi&#8221; in grado di stoccare l&#8217;elettricità verde e cederla al sistema solo nei momenti di picco della domanda.</p>



<p>L&#8217;investimento stimato per il primo ciclo di realizzazione oscilla <strong>tra i 4 e i 5 miliardi di dollari</strong> e punta alla costruzione di <strong>cinque grandi impianti equipaggiati con i sistemi Megapack</strong> sviluppati da Tesla. Accanto all&#8217;hardware entrerà in funzione anche la piattaforma software della società americana dedicata alla gestione e al trading dell&#8217;energia, capace di decidere automaticamente quando immagazzinare elettricità e quando restituirla alla rete sulla base delle condizioni del mercato e della domanda.</p>



<p>L&#8217;obiettivo non è semplicemente installare batterie, ma <strong>costruire un&#8217;infrastruttura capace di accompagnare l&#8217;espansione delle fonti rinnovabili</strong>, oggi sempre più diffuse ma ancora condizionate dall&#8217;intermittenza della produzione. Se il progetto verrà sviluppato secondo i tempi previsti, potrebbe diventare uno dei principali programmi europei dedicati allo storage elettrico, <strong>con ricavi potenziali superiori ai 15 miliardi</strong> di dollari nell&#8217;arco dei prossimi vent&#8217;anni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NatPower, Tesla reach deal on first phase of US$5 billion battery storage plan <a href="https://t.co/CasuwdcXrX">https://t.co/CasuwdcXrX</a></p>&mdash; BNN Bloomberg (@BNNBloomberg) <a href="https://x.com/BNNBloomberg/status/2069480842397647109?ref_src=twsrc%5Etfw">June 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché Italia e Regno Unito sono diventati mercati strategici</strong></h2>



<p><strong>La scelta di partire proprio da Italia e Regno Unito non è casuale</strong>: entrambi i Paesi stanno accelerando gli investimenti nelle energie rinnovabili e, allo stesso tempo, devono affrontare il problema di una rete elettrica chiamata a gestire quantità sempre maggiori di energia prodotta in modo discontinuo. L&#8217;eolico e il fotovoltaico rappresentano ormai una quota consistente della generazione elettrica, ma non producono necessariamente quando famiglie, imprese e industrie hanno bisogno di consumare elettricità.</p>



<p>Da qui nasce la necessità di <strong>sistemi di accumulo sempre più grandi</strong>, capaci di assorbire i surplus di produzione e restituirli nelle ore di maggiore richiesta, riducendo gli sprechi energetici e limitando il ricorso agli impianti alimentati da combustibili fossili. Secondo <strong>Fabrizio Zago</strong> &#8211; amministratore delegato di NatPower &#8211; il settore dispone già delle tecnologie e delle risorse finanziarie necessarie, ma continua a incontrare difficoltà nella realizzazione concreta delle infrastrutture con i tempi richiesti dalla transizione energetica. <strong>L&#8217;accordo con </strong><a href="https://it.insideover.com/auto/i-killer-cinesi-di-tesla-che-preoccupano-musk.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Tesla</strong></a><strong> punta proprio a colmare questo divario</strong>, creando un modello integrato in cui capitale, tecnologia ed esecuzione procedano insieme e possano essere replicati anche in altri mercati europei.</p>



<p>In questo scenario, le batterie non svolgono più soltanto una funzione di riserva ma diventano <strong>strumenti attivi nella gestione della rete</strong>, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico e offrendo agli operatori la possibilità di acquistare energia quando il prezzo è basso per poi reimmetterla sul mercato nei momenti di maggiore valore economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo storage è ormai uno dei business più forti di Tesla</strong></h2>



<p>L&#8217;accordo conferma anche <strong>la trasformazione del ruolo di Tesla nel settore energetico</strong>. Se l&#8217;attenzione pubblica continua a concentrarsi soprattutto sulle automobili elettriche, è la divisione dedicata ai sistemi di accumulo a registrare la crescita più sostenuta: nel corso del 2025 <strong>l&#8217;azienda ha installato 46,7 GWh di capacità di storage</strong>, circa il 48% in più rispetto all&#8217;anno precedente. Secondo le stime degli analisti, anche il primo trimestre del 2026 avrebbe fatto segnare un nuovo record, con circa <strong>14,4 GWh </strong>distribuiti in pochi mesi.</p>



<p>Il progetto con NatPower amplia ulteriormente questa strategia: attraverso la propria <strong>piattaforma software per la gestione intelligente delle batterie</strong>, Tesla punta a trasformare gli impianti di accumulo in asset economici capaci di operare direttamente sui mercati elettrici. L&#8217;iniziativa europea arriva inoltre dopo altri importanti sviluppi internazionali nel settore dello storage e rafforza una tendenza ormai evidente: le grandi aziende energetiche non considerano più l&#8217;accumulo come un&#8217;infrastruttura complementare, ma come uno degli elementi fondamentali per rendere sostenibile l&#8217;espansione delle <a href="https://it.insideover.com/energia/quei-componenti-invisibili-che-rendono-possibile-la-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">energie rinnovabili</a> e <strong>garantire maggiore flessibilità ai sistemi elettrici nazionali</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le batterie, infrastruttura strategica per la sicurezza energetica europea</strong></h2>



<p><a href="https://electrek.co/2026/06/23/tesla-natpower-megapack-25-gwh-europe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;intesa tra Tesla e NatPower</a> racconta un cambiamento più profondo rispetto alla semplice costruzione di nuovi impianti: senza sistemi di accumulo su larga scala, una parte consistente dell&#8217;elettricità generata da sole e vento rischia di non poter essere utilizzata nel momento in cui viene prodotta.</p>



<p>Per questo motivo molti governi stanno accelerando gli <strong>investimenti nello</strong> <strong>storage</strong>, considerandolo una componente essenziale della sicurezza energetica insieme alle reti di trasmissione e agli impianti di generazione. L&#8217;Europa punta infatti a ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili <strong>senza compromettere l&#8217;affidabilità del sistema elettrico</strong>, un equilibrio che richiede infrastrutture sempre più flessibili.</p>



<p>Se il programma annunciato raggiungerà davvero l&#8217;obiettivo finale di oltre 100 GWh, rappresenterà <strong>uno dei più grandi interventi europei nel settore dell&#8217;accumulo energetico</strong>. Più che una semplice espansione industriale, potrebbe diventare uno dei modelli attraverso cui le reti elettriche del continente cercheranno di adattarsi a un mix energetico sempre più dominato dalle fonti rinnovabili, <strong>trasformando le batterie in una delle infrastrutture strategiche</strong> della transizione energetica.</p>
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		<title>Ibrida e distribuita: la nuova flotta britannica riscrive la strategia navale nell&#8217;Atlantico e nella NATO</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ibrida-e-distribuita-la-nuova-flotta-britannica-riscrive-la-strategia-navale-nellatlantico-e-nella-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arriva il passaggio dalla nave come sistema autonomo alla nave come centro di comando di una rete militare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ibrida-e-distribuita-la-nuova-flotta-britannica-riscrive-la-strategia-navale-nellatlantico-e-nella-nato.html">Ibrida e distribuita: la nuova flotta britannica riscrive la strategia navale nell&#8217;Atlantico e nella NATO</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione del Regno Unito di accantonare il progetto del <strong>Type 83</strong> per sviluppare almeno sei <strong>Common Combat Vessels (CCV)</strong> rappresenta uno dei cambiamenti più significativi della politica di difesa britannica degli ultimi anni. Non si tratta semplicemente della sostituzione di una classe di cacciatorpediniere, ma della ridefinizione del concetto stesso di <strong>potenza navale</strong>. La nuova impostazione privilegia una <strong>flotta distribuita</strong>, nella quale una piattaforma con equipaggio coordina sciami di droni navali, aerei e subacquei, integrando capacità offensive, difensive e di sorveglianza. È il passaggio dalla nave come sistema autonomo alla nave come <strong>centro di comando di una rete militare</strong>.</p>



<p><strong>Le lezioni arrivate dalla guerra in Ucraina</strong></p>



<p>L&#8217;esperienza del conflitto ucraino ha modificato profondamente le valutazioni degli Stati maggiori occidentali. L&#8217;impiego massiccio di <strong>sistemi autonomi</strong>, unito alla rapidità con cui evolvono software e sensori, ha dimostrato che il vantaggio operativo non dipende più esclusivamente dalla superiorità delle grandi piattaforme. Londra ha preso atto che il futuro della guerra navale richiederà la capacità di sostituire rapidamente mezzi perduti, aggiornare continuamente gli algoritmi di comando e integrare migliaia di sensori in tempo reale. Una flotta composta esclusivamente da poche unità altamente sofisticate rischierebbe infatti di essere vulnerabile sia sul piano economico sia su quello operativo.</p>



<p><strong>Il vero obiettivo è il controllo del Nord Atlantico</strong></p>



<p>Dietro il nuovo programma emerge una precisa priorità geopolitica: il ritorno del <strong>Nord Atlantico</strong> e dell&#8217;<strong>Alto Nord</strong> come teatro centrale della competizione strategica. Il cosiddetto <strong>GIUK Gap</strong>, il corridoio marittimo tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, continua a rappresentare il principale punto di accesso tra l&#8217;Atlantico e il Mare di Norvegia. È qui che transitano sottomarini strategici, rotte commerciali, cavi sottomarini e <strong>linee logistiche fondamentali per la NATO</strong>. Una marina distribuita permette di mantenere una presenza più estesa, moltiplicando sensori e capacità di scoperta senza dover aumentare proporzionalmente il numero delle grandi unità di superficie.</p>



<p><strong>I miliardi investiti non garantiscono automaticamente il successo</strong></p>



<p>Il <strong>Defence Investment Plan</strong> britannico destina oltre cinque miliardi di sterline ai sistemi autonomi e ai programmi collegati. Tuttavia, il dato economico racconta soltanto una parte della storia. Resta infatti da comprendere quale quota rappresenti nuovi investimenti e quale derivi da programmi già finanziati negli anni precedenti. Inoltre, il piano dovrà confrontarsi con una questione tutt&#8217;altro che marginale: la sostenibilità finanziaria complessiva della difesa britannica. Diversi osservatori hanno evidenziato come persistano <strong>tensioni tra le ambizioni strategiche del governo e le risorse effettivamente disponibili</strong>, soprattutto considerando i crescenti costi della componente nucleare e dei grandi programmi industriali.</p>



<p><strong>La sfida decisiva è l&#8217;integrazione digitale</strong></p>



<p>L&#8217;elemento realmente innovativo non sono i droni, ma la capacità di farli operare come un unico organismo. La futura <strong>Hybrid Navy</strong> richiederà reti dati protette, comunicazioni resilienti, sistemi di identificazione condivisi e piattaforme software capaci di elaborare enormi quantità di informazioni in tempi compatibili con il combattimento. In questo quadro assume particolare importanza il progetto di <strong>Digital Targeting Web</strong>, destinato a collegare Marina, Aeronautica ed Esercito in un&#8217;unica architettura digitale. Se questa infrastruttura dovesse accumulare ritardi, anche le piattaforme più moderne rischierebbero di perdere gran parte della loro efficacia operativa.</p>



<p><strong>Anche l&#8217;industria britannica è sotto esame</strong></p>



<p>Il piano navale non riguarda soltanto la sicurezza nazionale. Coinvolge direttamente la <strong>base industriale della difesa</strong>, chiamata a sostenere una produzione molto diversa rispetto al passato. Non serviranno soltanto acciaio e cantieri navali, ma anche aziende specializzate in <strong>software</strong>, <strong>cybersicurezza</strong>, semiconduttori, intelligenza artificiale, sistemi di comunicazione e gestione dei dati. Il governo britannico punta inoltre a rafforzare il coinvolgimento delle piccole e medie imprese innovative, considerate essenziali per accelerare i cicli tecnologici. Il rischio, tuttavia, è che eventuali ritardi nei contratti scoraggino proprio quelle realtà industriali più dinamiche che il piano vorrebbe valorizzare.</p>



<p><strong>Una scelta che riguarda tutta la NATO</strong></p>



<p>La trasformazione della Royal Navy va oltre l&#8217;interesse nazionale britannico. Se il programma verrà realizzato nei tempi previsti, i <strong>Common Combat Vessels</strong> potranno diventare piattaforme pienamente interoperabili con le marine degli altri Paesi dell&#8217;Alleanza Atlantica. L&#8217;obiettivo strategico è distribuire meglio il peso della sicurezza euro-atlantica, rafforzando il contributo europeo senza indebolire il ruolo degli Stati Uniti. In questo senso il progetto rappresenta anche un messaggio politico: gli alleati europei intendono assumere maggiori responsabilità nella protezione delle rotte oceaniche e delle infrastrutture critiche.</p>



<p><strong>Il banco di prova sarà l&#8217;esecuzione</strong></p>



<p>Il vero interrogativo non riguarda la validità teorica del progetto, quanto la sua realizzazione concreta. Le innovazioni militari falliscono raramente per mancanza di idee; più spesso incontrano ostacoli nella produzione, nella formazione del personale, nella disponibilità di risorse finanziarie e nella capacità di integrare tecnologie sviluppate da soggetti diversi. La nuova strategia britannica appare coerente con l&#8217;evoluzione della guerra contemporanea. Tuttavia, soltanto i prossimi anni diranno se i <strong>Common Combat Vessels</strong> diventeranno il cuore della futura potenza navale occidentale oppure resteranno l&#8217;ennesimo programma ambizioso rallentato da vincoli industriali e di bilancio. La credibilità della <strong>Hybrid Navy</strong> si misurerà meno negli annunci e molto di più nei cantieri, nelle esercitazioni e nella capacità di trasformare l&#8217;innovazione in deterrenza reale.</p>
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		<title>Londra, 25 milioni di sterline contro le pandemie nel Sud-Est asiatico: Thailandia e Cambogia prime beneficiarie</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cosi-londra-mira-a-prevenire-le-pandemie-nel-sud-est-asiatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 15:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Asean]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con un progetto sviluppato in coordinamento con l'Asean, la Gran Bretagna punta ad aiutare i sistemi sanitari del sud est asiatico e non solo</p>
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<p>Un fondo da 25 milioni di sterline per prevenire nuove pandemie nell&#8217;area del Sud-Est asiatico. <a href="https://www.telegraph.co.uk/global-health/science-and-disease/britain-invests-25m-to-halt-new-pandemic-risks-in-southeast/">È questa la nuova mossa ideata dal governo britannico sul fronte sanitario</a>. Così come spiegato dal ministro britannico per i Rapporti con il Sud-Est asiatico, <strong>Seema Malhotra</strong>, l&#8217;obiettivo di Londra è duplice: da un lato <strong>aiutare le popolazioni di quell&#8217;area del mondo a evitare nuove emergenze sanitarie</strong>, dall&#8217;altro <strong>fermare sul nascere potenziali pandemie</strong>. Del resto, si tratta di una delle regioni dove virus della famiglia dei coronavirus e molto simili alla Sars del 2003 circolano tra gli animali selvatici che popolano le foreste. La densità urbana in aumento e la convivenza tra uomo e ambienti un tempo solo selvatici, costituiscono elementi che <strong>aumentano il rischio della diffusione di virus difficilmente controllabili.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di Londra </h2>



<p>I primi 7.5 milioni di sterline sono già stati stanziati. Serviranno, così come reso noto dalla stessa ministra Malhotra, per <strong>finanziare 20 progetti che includono varie fasi della prevenzione</strong>. Tra cui anche quella della <strong>sicurezza alimentare </strong>e dei <strong>rischi per la salute legati ai cambiamenti climatici</strong>. Programmi che possono apparire quasi come estranei all&#8217;obiettivo principale, ma che in realtà remano nella stessa direzione. Anche le <strong>disuguaglianze sociali</strong> infatti, possono rappresentare un &#8220;acceleratore&#8221; per future pandemie. Con le prime somme messe a disposizione da Londra, sono stati finanziati anche progetti legati al<strong>superamento del problema della resistenza antimicrobica</strong>. Nei prossimi mesi, si passerà alla fase successiva del progetto, quella che riguarderà la <strong>prevenzione</strong> tra la popolazione e negli ospedali. Si cercherà, in particolare, di mettere nelle condizioni i sistemi sanitari del sud est asiatico di<strong> intercettare eventuali focolai e di circoscriverli prima della loro diffusione. </strong></p>



<p>I programmi riguarderanno soprattutto <strong>Thailandia</strong> e <strong>Cambogia</strong>, oltre che anche <strong>Malesia</strong>, <strong>Laos</strong> e <strong>Vietnam</strong>. Il ministero della salute britannico, considera questa regione come seduta su una sorta di &#8220;<strong>polveriera sanitaria</strong>&#8220;. In questi Paesi risultano endemici virus della famiglia coronavirus, così come sottolineato in precedenza. Non solo, ma in territorio cambogiano circola una pericolosa variante dell&#8217;H1n1, ossia il <strong>virus dell&#8217;aviaria</strong>. Ci sono poi molte specie di uccelli che appaiono come serbatoi per futuri virus potenzialmente candidati a generare una pandemia per via delle loro caratteristiche. Malhotra ha voluto sottolineare come la Gran Bretagna non si stia limitando a inviare nella regione propri esperti chiamati ad entrare in azione alle prime avvisaglie, ma sta lavorando per dare ai Paesi coinvolti dal progetto tutti gli strumenti per agire con i propri sistemi sanitari:<em> &#8220;Abbiamo cittadini britannici in tutta la regione</em> &#8211; ha dichiarato Malhotra in una recente visita a Bangkok &#8211; <em>è uno spazio davvero importante per la nostra crescita, la nostra prosperità e la nostra sicurezza&#8221;. </em></p>



<p>Il pensiero però non è soltanto rivolto ai propri connazionali nell&#8217;area: <em>&#8220;Vediamo che quando iniziano le pandemie, possono diffondersi molto rapidamente</em> &#8211; ha aggiunto Malhotra &#8211;<em> a meno che non si disponga della capacità di individuarle precocemente, di rispondere tempestivamente e di contenere i focolai&#8221;</em>. Si è cioè in una fase dove<strong> i virus più facilmente possono venire a contatto con l&#8217;uomo e più rapidamente possono diffondersi in tutto il mondo</strong>. Da qui l&#8217;importanza data alla prevenzione dei focolai e al loro tempestivo spegnimento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il risvolto politico del programma</h2>



<p>La mossa del Regno Unito non può non avere anche degli importanti connotati politici. In primis, Londra vuole dimostrare di aver &#8220;<strong>imparato la lezione</strong>&#8221; del Coronavirus. La prevenzione di futuri focolai, la possibilità data alle strutture locali di intervenire per tempo, costituiscono elementi mancati nella pandemia sviluppatasi in Cina nel 2019. In secondo luogo, l&#8217;intervento finanziario a favore dei Paesi del Sud-Est asiatico <strong>conferisce alla Gran Bretagna un&#8217;influenza importante nella regione</strong>. Infine, occorre sottolineare che i programmi finanziati da Londra <strong>sono stati concordati direttamente in ambito Asean</strong>, ossia l&#8217;organizzazione dei Paesi del Sud-Est asiatico e del Pacifico. Anche questo un risvolto non secondario, considerando la sempre maggiore importanza che l&#8217;Asean riveste oggi in ambito internazionale e questo tanto a livello politico quanto economico.</p>



<p></p>
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		<title>Svezia, rivoluzione nucleare: dopo 40 anni, sceglie Rolls-Royce per installare tre reattori</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/svezia-rivoluzione-nucleare-dopo-40-anni-sceglie-rolls-royce-per-installare-tre-reattori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 14:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Rolls-Royce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1240" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mini-reattori Rolls-Royce (fonte: Rolls-Royce)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>Videberg Kraft seleziona i mini-reattori Rolls-Royce SMR per il progetto da 1,5 GW, il primo nuovo impianto nucleare in Svezia dopo 40 anni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1240" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mini-reattori Rolls-Royce (fonte: Rolls-Royce)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>La decisione della svedese <strong>Videberg Kraft </strong>di affidarsi a <strong>Rolls-Royce SMR</strong> per <a href="https://www.reuters.com/business/swedens-vattenfall-picks-rolls-royce-smr-nuclear-power-project-2026-06-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il progetto di installazione di <strong>tre reattori modulari</strong> di piccola taglia</a> rappresenta una vera e propria svolta strutturale per l&#8217;intera penisola scandinava. L&#8217;annuncio &#8211; formalizzato dall&#8217;utility di Stato <strong>Vattenfall AB</strong> insieme a <strong>Industrikraft i Sverige AB</strong>, che detengono congiuntamente la proprietà della società veicolo – rappresenta l&#8217;avvio del primo nuovo progetto per la generazione di energia atomica nel Paese da più di quattro decenni. L&#8217;infrastruttura &#8211; denominata ufficialmente <strong>Progetto Videberg</strong> &#8211; sorgerà sulla costa occidentale, nella penisola di <strong>Värö</strong>, in diretta prossimità del già esistente <strong>impianto nucleare di Ringhals</strong>, che costituisce attualmente uno dei pilastri fondamentali dell&#8217;approvvigionamento elettrico nazionale.</p>



<p>L&#8217;obiettivo industriale dell&#8217;operazione è chiaro: <strong>immettere circa 1,5 gigawatt (GW) di capacità energetica complessiva nella rete svedese</strong>, offrendo una risposta concreta al fabbisogno delle industrie pesanti e delle famiglie nelle regioni meridionali. Secondo la tabella di marcia condivisa dai partner, il primo dei tre reattori da 470 megawatt dovrebbe entrare in funzione indicativamente nel 2030, avviando un ciclo operativo standardizzato e garantito per almeno sessant&#8217;anni. Con questa mossa, <strong>la Svezia entra tra i primi Paesi europei ad aver selezionato la tecnologia del gruppo di Derby</strong>, dopo il percorso avviato nel <strong>Regno Unito</strong> nell’ambito del programma sostenuto da <em>Great British Energy &#8211; Nuclear </em>e l’accordo raggiunto nella <strong>Repubblica Ceca</strong> con il gruppo energetico statale ČEZ.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Swedish utility Vattenfall has selected Rolls-Royce SMR to supply small modular reactors for a new nuclear power project. The three reactors, at 470 MW each, would produce approximately 12 terawatt hours of electricity per year. This would equate around 6% of Sweden&#39;s annual… <a href="https://t.co/aZoasolIOV">pic.twitter.com/aZoasolIOV</a></p>&mdash; Uranium Digital (@uraniumdigital_) <a href="https://x.com/uraniumdigital_/status/2067963211849056406?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La gara industriale e i motivi del successo di Rolls-Royce</h2>



<p>Questo traguardo commerciale è il risultato finale di un rigoroso processo di selezione tecnica durato tre anni. Durante questo periodo, il consiglio di amministrazione di Videberg Kraft ha vagliato ed esaminato <strong>oltre 70 diverse opzioni tecnologiche disponibili</strong> sul mercato globale, restringendo progressivamente il campo fino a un duello finale molto serrato. La competizione ha visto contrapposti <strong>il reattore ad acqua pressurizzata (PWR)</strong> proposto da <a href="https://it.insideover.com/energia/mini-reattori-nucleari-il-giappone-firma-un-accordo-con-rolls-royce.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rolls-Royce SMR</a> e <strong>il modello a ebollizione BWRX-300</strong> sviluppato dal consorzio nippo-americano <strong>GE Vernova Hitachi</strong>. Come spiegato da <strong>Anna Borg</strong> &#8211; amministratore delegato di Vattenfall e membro del board della società di progetto &#8211; la scelta è caduta sul costruttore britannico per ragioni di stabilità tecnologica e per un&#8217;impostazione contrattuale commercialmente molto solida.</p>



<p>Il modello PWR adotta infatti <strong>lo stesso principio ingegneristico già ampiamente utilizzato</strong> oggi nel sito di Ringhals, offrendo una familiarità operativa che riduce sensibilmente i rischi legati alla manutenzione e alla gestione quotidiana. Inoltre, la dirigente di Vattenfall <strong>Desirée Comstedt</strong> e il membro del consiglio di amministrazione di Videberg Kraft e Industrikraft <strong>Tom Erixon </strong>hanno rimarcato i vantaggi del concetto industrializzato di Rolls-Royce: gran parte delle componenti verrà fabbricata <strong>all&#8217;interno di stabilimenti dedicati</strong> per poi essere trasportata sul sito per l&#8217;assemblaggio finale. Questo approccio – secondo quanto sostenuto – riduce l’incertezza legata ai cantieri tradizionali e mitiga il rischio di ritardi strutturali, poggiando su una rete di fornitori e subappaltatori prevalentemente situata in Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spinta politica di Stoccolma e il mercato dei sussidi statali</h2>



<p>L&#8217;accelerazione impressa al Progetto Videberg non è un caso isolato, ma riflette un radicale cambio di rotta della politica energetica svedese: la svolta si ha <strong>nel 2022</strong> con l&#8217;insediamento del governo di centro-destra, che ha rimosso alcuni dei precedenti vincoli normativi e rilanciato il ruolo dell&#8217;atomo nel mix energetico nazionale. Successivamente, Stoccolma ha pubblicato <strong>una roadmap nazionale molto ambiziosa</strong>, la quale prevede la costruzione di nuovi reattori nei prossimi decenni, così da coprire l&#8217;impennata dei consumi legata alla transizione elettrica.</p>



<p>A dare una scossa agli investimenti industriali è stata <strong>anche l&#8217;introduzione di strumenti pubblici di sostegno</strong>, tra cui garanzie e meccanismi finanziari destinati a favorire lo sviluppo del nuovo nucleare. Videberg Kraft si è mossa d&#8217;anticipo rispetto ai concorrenti, presentando la prima richiesta formale di aiuti pubblici. Tuttavia, l&#8217;intero comparto scandinavo mostra segni di forte vivacità: lo sviluppatore svedese <strong>Blykalla</strong> ha recentemente richiesto finanziamenti governativi per un piano da sei reattori nel sito di Norrsundet, mentre <strong>Studsvik</strong> ha presentato piani dettagliati per l&#8217;installazione di <strong>ulteriori 1.400 megawatt di capacità nucleare nel sud del Paese</strong>, delineando una vera e propria corsa nazionale all&#8217;atomo di nuova generazione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova mappa dell&#8217;energia e la sovranità industriale europea</h2>



<p><a href="https://www.rolls-royce.com/media/press-releases/2026/15-06-2026-rr-smr-selected-to-deliver-swedens-first-new-nuclear-power-for-over-40-years.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il successo svedese</a> permette a Rolls-Royce di rafforzare la propria posizione <strong>tra i principali sviluppatori occidentali <a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">di tecnologia </a><a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">S</a><a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">MR</a></strong>, una trasformazione strategica rivendicata con forza dall&#8217;amministratore delegato del gruppo <strong>Tufan Erginbilgic</strong>. Più in generale, la vicenda fa emergere un profondo mutamento nell&#8217;approccio delle nazioni occidentali verso la transizione ecologica. Di fronte alla marcata volatilità dei mercati delle materie prime, la sicurezza degli approvvigionamenti ha progressivamente assunto un ruolo centrale, imponendo una visione decisamente più pragmatica.</p>



<p>I piccoli reattori modulari si stanno ormai rivelando una delle opzioni maggiormente considerate dagli Stati intenzionati a proteggere la competitività delle proprie filiere manifatturiere senza dover affrontare i costi finanziari e i lunghi tempi di realizzazione delle centrali nucleari tradizionali. In questo scenario, la Svezia rappresenta uno degli esempi più evidenti <strong>della nuova fase del nucleare europeo</strong>, in cui gli SMR vengono valutati come strumenti determinanti per rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la competitività industriale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/svezia-rivoluzione-nucleare-dopo-40-anni-sceglie-rolls-royce-per-installare-tre-reattori.html">Svezia, rivoluzione nucleare: dopo 40 anni, sceglie Rolls-Royce per installare tre reattori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 04:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo dimissionario laburista ha deciso di proibire i social a chi ha meno di 16 anni ma c'è chi punta il dito contro la misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html">Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Keir Starmer</strong>, prima di traslocare da Downing Street in quanto <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-si-dimette-dopo-due-anni-di-impopolarita-burnham-pronto-a-raccogliere-il-testimone.html">premier dimissionario</a>, ha fatto un annuncio che in patria e non solo ha suscitato un certo clamore: <strong>il divieto di accesso ai&nbsp; social media per i minori di 16 anni</strong>. Il Regno Unito si accoda, dunque, all’Australia e ad altri Paesi che hanno già attuato o hanno in programma di applicare una misura finalizzata a tutelare i più piccoli dai rischi (cyberbullismo, contenuti per adulti, dipendenza da social) che si annidano nei meandri della rete digitale.&nbsp;</p>



<p>La decisione del Governo di Sua Maestà è tornata a polarizzare l’opinione pubblica tra chi propugna l’iniziativa in quanto volta a preservare la <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">salute mentale dei ragazzini </a>e a non renderli dipendenti dalla “<strong>dittatura dell’algoritmo</strong>” sin da giovanissimi, mentre altri ci vedono un provvedimento draconiano che rischia di comprimere spazi di libertà, considerando che le piattaforme web sono ormai un importante spazio di contaminazione delle idee tramite cui si forgia la propria coscienza di cittadini.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I paletti piantati da Londra</h2>



<p>Stando alla tabella di marcia illustrata dalla ministra per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia <strong>Liz Kendall,</strong> l’iniziativa dovrebbe diventare legge entro la fine del 2026 e dall’inizio del 2027, chiunque voglia accedere alle piattaforme social e fruire dei contenuti dovrebbe sottoporsi alla verifica dell’età. A far sì che tutto questo sia effettivamente applicato e non rimanga lettera morta, l’<strong>Ofcom</strong> &#8211; Autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni &#8211; vigilerà sul rispetto dei nuovi requisiti e potrà infliggere ai colossi del web delle multe fino al 10% del loro fatturato che, data la consistenza, comporterebbe l’esborso di diversi miliardi. Nei casi di grave inadempienza, <strong>Ofcom potrà denunciare le Big Tech e pretendere la sospensione temporanea dei serviz</strong>i. </p>



<p>A finire nel mirino del provvedimento sono i social più in voga tra i giovani come Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Facebook e X, mentre WhatsApp dovrebbe essere risparmiato in quanto consolidatosi come mezzo imprescindibile per le comunicazioni con chicchessia.</p>



<p>In che modo però sarà possibile verificare l’età degli utenti del web? Il Governo britannico ha lasciato delle maglie più larghe per dare la possibilità alle piattaforme di individuare gli strumenti più consoni di “<em>age assurance</em>”. Probabilmente, un dispositivo che sarà adoperato sono <strong>le fotocamere digitali per la stima dell’età facciale</strong> in grado di scansionare il volto e fare un calcolo dell’età anagrafica. Altri strumenti possono essere anche i documenti digitali o le carte di credito.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito nel mondo&nbsp;</h2>



<p>La strada imboccata dal Regno Unito sembra essere piuttosto affollata visti gli sforzi che a ogni latitudine si stanno compiendo per limitare l’accesso dei più giovani ai social.&nbsp;</p>



<p>Il pioniere è stata l’<a href="https://it.insideover.com/societa/laustralia-vieta-i-social-agli-under16-e-sui-social-si-apre-il-dibattito.html">Australia </a>che nel novembre 2024 ha approvato l’<em>Online Safety Amendment </em>in forza del quale si può imporre una sanzione di 49,5 milioni di dollari australiani alle piattaforme che non garantiscono l’applicazione dei presidi di controllo. Un percorso simile è stato intrapreso da altre nazioni come Malesia e Indonesia e anche il <strong>Vecchio Continente non vuole sottrarsi a un dibattito che ha assunto dimensioni a tutti gli effetti globali</strong>. </p>



<p>Nell’Europa latina, Francia e Spagna stanno mettendo a punto delle misure analoghe che vietino l’utilizzo dei social a chi ha meno di 15 anni, mentre in Portogallo è al vaglio del Parlamento una proposta legislativa che vuole mettere completamente al bando le piattaforme per i ragazzini sotto i 13 anni mentre dai 13 ai 16 sarebbe necessario il consenso dei genitori. Nell’Europa scandinava, per la precisione in Danimarca, è balenata la stessa idea dopo che la premier <strong>Mette Frederiksen</strong> <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/25_ottobre_08/la-danimarca-vietera-i-social-ai-minori-di-15-anni-le-piattaforme-hanno-rubato-l-infanzia-ai-nostri-figli-54e7c2eb-a43b-4709-9f32-973f26445xlk.shtml">ha dichiarato</a> che “mai prima d’ora ci sono stati così tanti bambini e giovani che soffrono di ansia e depressione”, “gli smartphone e i social hanno <strong>r</strong>ubato l’infanzia dei nostri figli”. </p>



<p>La questione ormai è arrivata da qualche tempo anche nel Bel Paese. Il Decreto Caivano, approvato nel 2023, ha introdotto <strong>l’obbligo per le piattaforme distributive di contenuti pornografici di verificare la maggiore età degli utenti </strong>tramite strumenti come SPID e carta d’identità elettronica.&nbsp; Una proposta di legge simile a quella adottata in Australia e nei vicini Paesi europei è stata depositata in Parlamento su iniziativa della deputata Marianna Madia (Italia Viva) e della senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d’Italia), mediante cui si mira a proibire l’utilizzo dei social a chi è sotto i 15 anni, salvo consenso dei genitori.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I pro e i contro</h2>



<p>Da qualche tempo, ormai, l’accesso alle piattaforme social da parte degli adolescenti suscita diversi punti di vista non sempre concilianti. C’è chi sostiene che i divieti siano non proprio una panacea ma più un toccasana per i tanti mali vissuti dai giovani di oggi come ansia, depressione, scarsa autostima, riconducibili a una fruizione illimitata dei contenuti social, come dimostrato da alcuni <a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/non-solo-cancro/salute-mentale/social-ansia-e-depressione-quale-rapporto">studi scientifici</a>. Diversamente, altri ritengono che la misura faccia acqua dal momento che, come ha dimostrato l’esperienza australiana, i ragazzi sono in grado di aggirare i divieti installando una VPN o creando account con dati di loro conoscenti adulti. In più, <strong>l’utilizzo di sistemi di “<em>age assurance</em>&#8221; porrebbe un serio problema di privacy riguardo alla raccolta di dati biometrici</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La riflessione che sarebbe doveroso fare è il rapporto che vogliamo costruire tra le giovani generazioni e le nuove tecnologie. Le piattaforme social sono divenute, al giorno d’oggi, delle <strong>agorà dove il confronto e lo scambio di opinioni è molto più frequente che negli spazi fisici, sulla carta stampata o in televisione</strong>. Tuttalpiù, tutti noi ricorriamo alle informazioni che corrono in rete per farci un’idea sui temi più disparati (dai consigli per una ricetta culinaria fino all’interpretazione degli scenari geopolitici) perché non ci accontentiamo più di abbeverarci a un’unica fonte ma vogliamo saperne a tutto campo, e sempre più gente è convinta che i social consentano questo. Porre dei limiti alla visione di determinati contenuti o all’accesso a determinati canali è senz’altro sensato per tutelare chi non ha la <em>forma mentis</em> capace di elaborare determinati stimoli e concetti, ma può non essere sufficiente se non educhiamo i più piccoli a rapportarsi in modo sano con il web. I modi per aggirare i divieti purtroppo esistono e se ai ragazzi non sono dati gli strumenti per maneggiare una realtà dalla quale si è cercato di proteggerli ma in cui tutti siamo immersi, le conseguenze rischiano di essere nefaste.</p>



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		<title>Regno Unito, ecco Andy Burnham: iscritto a Labour Friends of Israel e contrario a definire &#8220;genocidio&#8221; Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/regno-unito-ecco-andy-burnham-iscritto-a-labour-friends-of-israel-e-contrario-a-definire-genocidio-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 10:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Andy Burnham Uk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-1024x526.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-1536x789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-600x308.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Keir Starmer si è dimesso da premier e gli subentra Andy Burnham, ma senza un vero cambio di rotta su Israele e Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/regno-unito-ecco-andy-burnham-iscritto-a-labour-friends-of-israel-e-contrario-a-definire-genocidio-gaza.html">Regno Unito, ecco Andy Burnham: iscritto a Labour Friends of Israel e contrario a definire &#8220;genocidio&#8221; Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Andy Burnham Uk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-1024x526.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-1536x789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623095649488_444e2ab159c09226630f30d1f5ef79f9-e1782201519397-600x308.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo mesi di tensioni e polemiche, nella giornata di ieri <strong>Keir Starmer</strong> ha &#8211; finalmente &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-si-dimette-dopo-due-anni-di-impopolarita-burnham-pronto-a-raccogliere-il-testimone.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/starmer-si-dimette-dopo-due-anni-di-impopolarita-burnham-pronto-a-raccogliere-il-testimone.html">ceduto alle pressioni e si è dimesso da primo ministro</a> del Regno Unito, ammettendo di non essere più la persona giusta per guidare il Paese. Al suo posto, il &#8220;Re del Nord&#8221; <strong>Andy Burnham</strong>, ex sindaco di Greater Manchester, è ormai certo di succedergli, dopo che l&#8217;altro papabile successore, <strong>Wes Streeting</strong>, ha rinunciato alla corsa. Burnham inizierà la prossima settimana a delineare le sue politiche, <a href="https://www.theguardian.com/politics/2026/jun/22/burnham-prepares-power-emotional-starmer-uk-prime-minister-resignation" type="link" id="https://www.theguardian.com/politics/2026/jun/22/burnham-prepares-power-emotional-starmer-uk-prime-minister-resignation">con un&#8217;attenzione particolare all&#8217;economia e al decentramento</a>, e starebbe valutando la possibilità di nominare <strong>Ed Miliband</strong> cancelliere dello Scacchiere, nonostante le possibili resistenze di imprese e sindacati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La disastrosa eredità di Starmer</h2>



<p>Chi si aspetta una netta discontinuità sul piano della politica estera &#8211; in particolare su Medio Oriente e Ucraina &#8211; rimarrà deluso. È bene ricordare, infatti, che l&#8217;impopolare Starmer ha promosso, in patria, una durissima repressione contro il mondo &#8220;pro-pal&#8221;, delegittimando le critiche contro il genocidio di Israele a Gaza e nei confronti della politica estera aggressiva di Netanyahu. Nel maggio 2026, Starmer <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cj9pn2v7m2wo" type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/cj9pn2v7m2wo">ha invocato azioni severe contro i corti pro-Palestina</a> e slogan come «Globalise the Intifada», definendoli «razzismo estremo» e «chiamata al terrorismo contro gli ebrei», sostenendo il <a href="https://it.insideover.com/video/se-anche-palestine-action-diventa-unorganizzazione-terroristica" type="link" id="https://it.insideover.com/video/se-anche-palestine-action-diventa-unorganizzazione-terroristica">controverso divieto di <em>Palestine Action</em> etichettato come gruppo terroristico</a>, autorizzando centinaia di arresti nel Regno Unito. Non a caso i <strong>Kneecap</strong>, popolarissima band hip-hop di Belfast, la cui musica e i messaggi incendiari spopolano tra i giovani di tutta Europa, hanno festeggiato le dimissioni di Starmer con un video pubblicato sui social immediatamente diventato virale, definendo l&#8217;ormai ex leader Labour un «cagnolino di Netanyahu». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="is" dir="ltr">Slán leat Keir <a href="https://t.co/vj6QJ4gH5E">pic.twitter.com/vj6QJ4gH5E</a></p>&mdash; KNEECAP (@KNEECAPCEOL) <a href="https://x.com/KNEECAPCEOL/status/2069026989596389773?ref_src=twsrc%5Etfw">June 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione ambigua di Burnham su Israele e Palestina</h2>



<p>Come già accennato, le idee di <strong>Andy Burnham</strong> su Israele e Palestina non sono affatto diverse da quelle di Starmer. Anzi. Recentemente <a href="https://novaramedia.com/2026/06/05/andy-burnham-declines-to-call-israels-mass-killings-in-gaza-a-genocide/" type="link" id="https://novaramedia.com/2026/06/05/andy-burnham-declines-to-call-israels-mass-killings-in-gaza-a-genocide/">si è apertamente rifiutato di definire «genocidio» le azioni militari israeliane a Gaza</a>, limitandosi a esprimere «preoccupazioni sulla natura sproporzionata» della distruzione e invocando indagini e responsabilità, mentre nel 2015 si è iscritto a <a href="https://www.lfi.org.uk/" type="link" id="https://www.lfi.org.uk/">Labour Friends of Israel</a>, gruppo che, fra le varie cose, sostiene Israele come «patria storica del popolo ebraico» e lavora per una «soluzione a due Stati». </p>



<p>Nel 2015, durante la corsa alla leadership laburista, disse che la prima visita di Stato da leader sarebbe stata in Israele, definendolo una «democrazia» che protegge minoranze e diritti civili. D&#8217;altra parte, a onor del vero, è un sostenitore della soluzione a due Stati e ha criticato degli insediamenti israeliani in Cisgiordania (che ha visitato nel 2012 con una delegazione parlamentare), oltre a essere stato tra i tre esponenti laburisti che nell&#8217;ottobre 2023 si sono distinti dalla linea di Keir Starmer, chiedendo pubblicamente un cessate il fuoco a Gaza. Troppo poco, però, per ipotizzare una netta discontinuità rispetto alla disastrosa eredità di Starmer, benché a primo impatto <strong>Andy Burnham</strong> possa essere più scaltro e politicamente abile del suo predecessore. Segnale che, tolta la parentesi Corbyn, il Labour non si è mai più risollevato dalla malefica «cura» blairiana, quella che lo ha irrimediabilmente appiattito su posizioni centriste. </p>



<p>Perché la posizione di Burnham sul Medio Oriente e Israele è importante? La successione a Downing Street accade mentre il parlamento britannico <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/6/22/british-parliament-to-debate-israeli-influence-on-uk-politics-what-we-know" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/6/22/british-parliament-to-debate-israeli-influence-on-uk-politics-what-we-know">sta esaminando la richiesta di un&#8217;inchiesta sull&#8217;influenza israeliana</a> nella politica del Regno Unito. Il dibattito, trasmesso su YouTube, è stato attivato da una petizione che ha raccolto oltre <strong>118.000 firme</strong> (superando la soglia di 100.000 necessaria per il dibattito parlamentare). Lanciata a gennaio, la petizione chiede al Parlamento di valutare l&#8217;attività di lobbying filo-israeliana nel Regno Unito e, in generale, l&#8217;ingerenza di Tel Aviv nella politica interna nel Paese. <a href="https://www.map.org.uk/new-poll-findings-british-public-opinion-on-israeli-military-actions/" type="link" id="https://www.map.org.uk/new-poll-findings-british-public-opinion-on-israeli-military-actions/">L&#8217;opinione pubblica è schierata con i palestinesi</a>: un recente sondaggio <em>YouGov</em> per l&#8217;ong MAP rivela che il 62% dei britannici è contrario alle azioni militari israeliane a Gaza e in Cisgiordania, contro appena il 13% di favorevoli. Il dato sottolinea un forte distacco tra l&#8217;opinione pubblica e l&#8217;esecutivo di Londra, tanto che oltre la metà dei cittadini (54%) chiede al governo di sospendere tutte le esportazioni di armi verso Israele. Se non vuole essere impopolare come Starmer, <strong>Andy Burnham</strong> ne dovrà tenere conto. A meno che non voglia essere, citando i <strong>Kneecap</strong>, un altro «cagnolino di Netanyahu», almeno agli occhi dei giovani e dell&#8217;opinione pubblica. <br></p>



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<p><br><br><br></p>
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		<item>
		<title>Uk, Starmer verso l&#8217;addio: si scalda Andy Burnham, il Re del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uk-starmer-verso-laddio-si-scalda-andy-burnham-il-re-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 04:39:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Andy Burnham, 56 anni, giài sindaco della Greater Manchester, è il favorito di punta per raccogliere il testimone dal premier.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo chiamano &#8220;Re del Nord&#8221;, ma non è un personaggio de <em>Il Trono di Spade</em>, ma bensì il potenziale successore di <strong>Keir Starmer </strong>a Downing Street: <strong>Andy Burnham, 56 anni,</strong> da poco rientrato a Westminster lasciando la carica di sindaco della Greater Manchester, è il favorito di punta per raccogliere il testimone dal premier uscente che è dato pronto ad annunciare un percorso per passare la mano e la guida del governo in autunno, quando il <strong>Partito Laburista</strong> terrà il suo congresso autunnale. Una mossa, quella di Sir Keir, per non bruciarsi politicamente e accompagnare senza traumi la fine della sua esperienza di governo, ormai data da tutti per imminente, a seguito del tracollo elettorale del Labour e della sfilza di dimissioni interne all&#8217;esecutivo nato nel luglio 2024 con grandi aspettative ma impantanatosi nelle secche di un Paese difficile da riformare e rilanciare.</p>



<p>Da ultimo ha lasciato John Healey, ministro della Difesa, definendo &#8220;incapace&#8221; il primo ministro. I membri del Labour classico ora scaricano Starmer, che avevano considerato l&#8217;antidoto al vecchio segretario <strong>Jeremy Corbyn, ritenuto troppo radicale e a sinistra</strong>. Da tempo l&#8217;hanno abbandonato gli esponenti parlamentari della Sinistra, di recente all&#8217;attacco sulle leggi sull&#8217;immigrazione e sulla <strong>scelta di fare affari con <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-e-un-paese-sotto-sorveglianza-tra-palantir-la-crisi-del-regno-unito-e-il-controllo-come-obiettivo.html" type="post" id="487787">società come Palantir</a></strong> sul fronte sanitario. Il percorso sarà tracciato da Starmer con l&#8217;annuncio dell&#8217;addio entro il congresso autunnale della sinistra britannica. E ad oggi pochi, a parte l&#8217;ex Segretario alla Sanità <strong>Wes Sterling,</strong> appaiono potenziali sfidanti di Burnham, dato da tutti come il favorito per <strong>guidare i laburisti e il Paese</strong> puntando a concludere, nel 2029, l&#8217;attuale legislatura.</p>



<p>Questa fase spinge i laburisti a cercare un compromesso politico e la figura di Burnham è individuata come papabile. L&#8217;ex sindaco di Manchester è un esponente dell&#8217;ala tradizionale di centro-sinistra del partito che però non è assimilabile ai liberali interni dell&#8217;ala di Tony Blair o a una figura associabile a un establishment ormai in crisi di consenso. Si è definito &#8220;socialismo aspirazionale&#8221; e ha applicato da sindaco di Manchester una politica di amministrazione locale assimilabile al municipalismo dell&#8217;Europa meridionale, orientato alla lotta al costo della vita e all&#8217;inclusione sociale delle periferie. Ha definito una necessità &#8220;<strong>la fine del neoliberismo</strong>&#8221; e dei tagli agli enti locali promossi dal governo britannico nell&#8217;era dell&#8217;austerità del Partito Conservatore, favorendo la convergenza tra operatori pubblici e privati nella gestione dei servizi decisivi per la collettività. </p>



<p>Burnham propone, più incisivamente di <a href="https://www.theguardian.com/politics/2026/may/16/andy-burnham-energy-water-under-public-control-keir-starmer">Starmer, il <strong>ritorno dello Stato nell&#8217;economia</strong> e ha sostenuto la necessità </a>di controllare le reti idriche ed elettriche per calmierare i prezzi per gli utenti. In <a href="https://www.ft.com/content/4f4b1142-96bd-4a02-a7ae-6166ccb54e2b?syn-25a6b1a6=1">un Paese profondamente indebitato,</a> Burnham, <a href="https://www.ft.com/content/b3ab783e-e4d6-494d-b45c-7d58b0fdee7a?syn-25a6b1a6=1">già Ministro della Sanità con Gordon Brown (2009-2010) mira anche a potenziare il National Health Service.</a> Insomma, l&#8217;obiettivo politico del partito di governo è sperare di <strong>aver trovato una figura capace di apparire inclusiva delle anime del Partito Laburista</strong> e al contempo in grado di rispondere alle sfide strategiche che la sinistra d&#8217;Oltre Manica si trova ad affrontare: spaesamento rispetto alla linea presa dal Paese su vari temi, dall&#8217;eredità della Brexit all&#8217;immigrazione, ascesa del Reform Uk a destra e dei Verdi a sinistra come fonte di erosione populista dei consensi, difficoltà a trasmettere la visione politica in capacità amministrativa. <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/politics-explained/how-did-andy-burnham-reinvent-himself-as-king-of-the-north-b933064.html">La provenienza geografica di Burnham, figlio del Nord dell&#8217;Inghilterra</a>, è ritenuto un plus. <strong>Passando la mano, Starmer</strong> mira a preservare la sua carriera e le sorti del Partito Laburista, evitando l&#8217;esempio dei Tory che dal 2016 al 2022 cambiarono 5 premier in drammatiche giravolte interne che lacerarono il partito. Burnham ripromette inclusività. Ma come ogni piano, anche la sua agenda politica andrà testata di fronte alla realtà. Che nel Regno Unito molto spesso ha finito per ridimensionare anche le più grandi delle ambizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-starmer-verso-laddio-si-scalda-andy-burnham-il-re-del-nord.html">Uk, Starmer verso l&#8217;addio: si scalda Andy Burnham, il Re del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Londra e Mosca ad alta tensione: dal sequestro della petroliera russa ai colpi contro lo yacht inglese</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/londra-e-mosca-ad-alta-tensione-dal-sequestro-della-petroliera-russa-ai-colpi-contro-lo-yacht-inglese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 04:39:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[flotta ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520876</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-1536x969.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima il sequestro della petroliera russa, poi i colpi sparati contro lo yacht inglese. La tensione tra UK e Russia a rischio escalation.   </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/londra-e-mosca-ad-alta-tensione-dal-sequestro-della-petroliera-russa-ai-colpi-contro-lo-yacht-inglese.html">Londra e Mosca ad alta tensione: dal sequestro della petroliera russa ai colpi contro lo yacht inglese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-1536x969.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Martedì 16 giugno, poco dopo le 11 del mattino, la <strong>fregata russa Admiral Grigorovich </strong>ha sparato una serie di colpi di avvertimento a soli 150 metri di distanza da uno yacht britannico che era in navigazione nelle acque internazionali del Canale della Manica, circa 37 km dall’Isola di Wight. Si tratta di un fatto estremamente grave – nonostante rientri nelle procedure che una nave da guerra può adottare – che è stato bollato dal Primo ministro britannico Starmer come un “<a href="https://www.bbc.com/news/articles/c20yzm84r7lo">incidente sconsiderato</a>” verificatosi nell’ambito di una “<em>chiara aggressione russa</em>” che, secondo Londra, sta interessando tutta l’Europa. </p>



<p>Tuttavia, l’episodio potrebbe essere analizzato nel contesto più limitato, ma non meno sensibile, del “<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/caccia-nave-spia-russa-royal-navy-segue-yantar-ai-limiti-2570275.html">contrasto navale</a>” che ormai si protrae da oltre un anno ai margini delle acque territoriali del Regno Unito, dove la Royal Navy continua a monitorare e allontanare regolarmente unità di superficie e sottomarine russe che sembrano essere inviate a ispezionare determinati tratti di mare che custodiscono infrastrutture critiche come i cavi per le telecomunicazioni. <strong>L’incidente è avvenuto a pochi giorni dal sequestro della petroliera Smyrtos</strong>, accusata di essere parte della flotta ombra russa e, per questo, abbordata da un <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-alla-flotta-fantasma-russa-anche-nella-manica-i-royal-marines-abbordano-una-petroliera.html">commando di Royal Marines</a> inglesi proprio nelle acque della Manica. La stessa presenza della fregata russa Admiral Grigorovich nella Manica è infatti un mistero che ha coinvolto, suo malgrado, anche lo <strong>yacht a vela</strong> di 12 metri <em>Bright Future</em>.</p>



<p>Tuttavia, si ritiene che la fregata abbia precedentemente scortato <strong>navi della flotta ombra</strong>, che viaggiano clandestinamente, spesso sotto la bandiera di un altro Paese, trasportando petrolio o attrezzature russe soggette a sanzioni, attraverso la Manica.</p>



<p>Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che<strong> lo yacht si stava avvicinando in modo “pericoloso”</strong> alla nave da guerra, ma la coppia ha affermato di “non essere in rotta di collisione”. Le navi da guerra russe attraversano regolarmente le acque internazionali del Canale della Manica, che sono separate dalle acque territoriali del Regno Unito e della Francia. Le navi sono monitorate dalle unità della Royal Navy. Il Ministero della Difesa russo ha affermato che l’equipaggio dell’Admiral Grigorovich ha sparato con i fucili contro lo yacht dopo aver tentato più volte di <strong>contattarlo via radio</strong> e <strong>aver lanciato razzi di segnalazione</strong>, e che i marinai hanno agito in “<em>stretta conformità con le normative internazionali sulla navigazione</em>”.</p>



<p>Il Ministero della Difesa ha affermato che gli spari non erano collegati al sequestro della petroliera di domenica. L’Admiral Grigorovich era pedinata dalla <strong>HMS Mersey</strong>, come già avveniva da diversi giorni dopo essere stata avvistata al largo della costa di Brest, in Francia. La scorsa settimana, una fonte NATO ha dichiarato alla <em>BBC Verify </em>che all’Admiral Grigorovich era stato ordinato da Mosca di scortare le navi della flotta ombra che attraversano clandestinamente il Canale della Manica battendo bandiere di altri Paesi e trasportando petrolio o attrezzature soggette a sanzioni. Come riportato in precedenza nei nostri articoli, <strong>la flotta ombra russa conta ben 700 navi, di cui almeno 500 sottoposte a sanzioni, e gestisce il trasporto del 75% del petrolio russo soggetto a sanzioni.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pedinamento della &#8220;Mersey&#8221;</h2>



<p>Un team di esperti della Marina ha condotto un’operazione ad alto rischio per pedinare una nave da guerra russa prima che questa sparasse colpi di avvertimento contro lo yacht britannico nel Canale della Manica questa settimana. Per almeno due mesi, la Marina ha dato la caccia all’Admiral Grigorovich “<em>24 ore su 24, 7 giorni su 7</em>” con una serie di pattugliatori e fregate, insieme ai pattugliatori marittimi P-8 della Royal Air Force. La nave da guerra del Cremlino era pedinata dalla HMS Mersey britannica; i dati di tracciamento marittimo disponibili al pubblico mostravano la Mersey ancorata nel Mare del Nord giovedì, tra Inghilterra e Belgio. Secondo fonti, la Grigorovich si è “aggirata” lungo la costa del Suffolk prima di raggiungere altre imbarcazioni. In precedenza era stata avvistata vicino a una struttura eolica offshore di Gallop. La posizione attuale della Grigorovich non è nota al pubblico, poiché il suo <strong>sistema di identificazione automatica</strong> (AIS), un sistema di tracciamento e comunicazione marittima, è stato disattivato. Prima della sua attuale missione, la Grigorovich ha trascorso 20 mesi dislocata nel Mediterraneo, secondo la Starboard Maritime Intelligence.</p>



<p>Secondo <strong>Steve Prest,</strong> un commodoro in pensione della Royal Navy, che ora è membro associato del Royal United Services Institute (RUSI), l’incidente potrebbe essere stato causato da un “<em>comandante di una nave da guerra che si è innervosito vedendo un’imbarcazione avvicinarsi troppo</em>” e ha <a href="https://inews.co.uk/news/secret-operation-trail-putins-warship-probes-uk-4484783?utm_source=fb&amp;utm_campaign=social_fb_posts&amp;utm_medium=social&amp;fbclid=IwY2xjawSgra1leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA1R2hCMVZMbXkzdzJLTFJjc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHl3xXgo4P7x8A0SQtayWAXGL5KYud3zK8QQuha9i6bgemWyD7fQ8cg7QFdzV_aem_OzGIZiWNRs_DzE-otGB7xA">cercato di dissuaderla</a>. Tuttavia, Prest ha aggiunto che, nel contesto delle attività della flotta ombra russa e dell’operazione dei Royal Marines per abbordare una petroliera accusata di violare le sanzioni domenica scorsa, l’incidente assume un significato maggiore. Il governo britannico ha autorizzato da marzo la cattura di navi della flotta ombra russa. Come sottolineato da Prest, “<em>i russi molto raramente fanno qualcosa del genere in modo casuale e non calcolato</em>”. Per l’analista del RUSI, si tratta di un modo per <strong>inviare un segnale di forza</strong>. Un messaggio rivolto alla Royal Navy e al governo di Londra che potrebbe fungere da “<em>monito</em>” nel caso in cui altre navi della flotta ombra, scortate da unità russe, seguano la medesima rotta.</p>



<p>Ci sarebbe un rischio maggiore di escalation se la nave bersaglio dei colpi di avvertimento fosse un’altra unità militare, ha detto Prest, chiedendo: “<em>Cosa succederebbe se entrambe non fossero disposte a cambiare rotta e si arrivasse a un’escalation?</em>”. A tale proposito viene citato il caso del giugno 2021, quando il <strong>cacciatorpediniere HMS Defender fu coinvolto in un incidente</strong> mentre effettuava una “<em>pattuglia per la libertà di navigazione</em>” nelle acque contese intorno alla penisola di Crimea. La Russia affermò che colpi di avvertimento erano stati sparati da una motovedetta della guardia costiera e che bombe erano state sganciate sulla rotta della nave britannica in risposta alla sua intrusione nelle acque territoriali russe. L’esercito britannico, tuttavia, negò la versione dei fatti, affermando che il Defender si trovava in acque territoriali ucraine e che colpi di cannone pesante erano stati sparati a tre miglia di distanza, e che tali colpi non potevano essere considerati colpi di avvertimento.</p>



<p>Sebbene gli esperti affermino che l’uso principale della flotta ombra sia quello di continuare la vendita internazionale di petrolio russo, sussistono timori che le navi possano essere utilizzate per funzioni che rappresentano una <strong>minaccia per la sicurezza nazionale</strong>. Le autorità finlandesi hanno accusato gli ufficiali al comando di una petroliera della flotta ombra di aver danneggiato cavi elettrici e di telecomunicazione sottomarini trascinando l’ancora sul fondale marino nel <strong>dicembre 2024</strong>. Quando l’esercito francese ha sequestrato un’altra petroliera soggetta a sanzioni lo scorso ottobre, s<strong>i sospettava che la nave fosse stata la base di lancio per i droni che avevano costretto alla chiusura degli aeroporti in Danimarca pochi giorni prima. </strong>A questi eventi vanno aggiunti i tre casi in cui sono state avvistate <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/navi-sommergibili-droni-subacquei-tutte-le-armi-del-gugi-lo-spionaggio-sottomarino-di-putin.html">unità del GUGI</a>, come la <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mare-dirlanda-gasdotti-cavi-dati-interconnettori-elettrici-e-una-nave-spia-russa.html">nave intelligence Yantar, nel Mare d’Irlanda</a> nel novembre del 2024 e ai confini delle acque territoriali britanniche nel <strong>novembre del 2025</strong> e nell’<strong>aprile del 2026</strong>. In tutti i casi, le unità russe si trovavano <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/caccia-nave-spia-russa-royal-navy-segue-yantar-ai-limiti-2570275.html">in prossimità di infrastrutture sottomarine critiche</a>, dove si sospetta e si teme possano essere state condotte operazioni coperte riconducibili a un più ampio contesto di <strong>guerra ibrida</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/londra-e-mosca-ad-alta-tensione-dal-sequestro-della-petroliera-russa-ai-colpi-contro-lo-yacht-inglese.html">Londra e Mosca ad alta tensione: dal sequestro della petroliera russa ai colpi contro lo yacht inglese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla FREMM alla Mogami: la battaglia navale del XXI secolo si combatte tra sensori, dati e industria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dalla-fremm-alla-mogami-la-battaglia-navale-del-xxi-secolo-si-combatte-tra-sensori-dati-e-industria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Le nuove piattaforme sono nodi operativi il cui valore sta nella capacità di raccogliere dati, elaborarli e trasformarli in effetti militari. </p>
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<p>Per decenni la fregata è stata considerata il &#8220;cavallo da tiro&#8221; delle marine militari: meno prestigiosa di una portaerei, meno potente di un cacciatorpediniere, ma indispensabile per garantire presenza, scorta e controllo marittimo. Oggi questa definizione è superata. Le nuove piattaforme come <strong>Type 26</strong>, <strong>F110</strong>, <strong>FREMM</strong>, <strong>Mogami</strong> e <strong>Constellation</strong> rappresentano qualcosa di diverso: nodi operativi inseriti in ecosistemi digitali dove il valore non dipende soltanto da missili, radar o tonnellaggio, ma dalla capacità di raccogliere dati, elaborarli e trasformarli rapidamente in effetti militari. La guerra navale contemporanea si sviluppa infatti in ambienti saturi di minacce: droni navali, missili ipersonici, sommergibili sempre più silenziosi, cyberattacchi e guerra elettronica stanno ridefinendo il concetto stesso di superiorità marittima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinque fregate, cinque visioni strategiche</h2>



<p>Dietro ogni programma navale si nasconde una diversa lettura della minaccia. La britannica <strong>Type 26</strong> nasce per il Nord Atlantico e riflette l&#8217;ossessione strategica di Londra per la guerra anti-sommergibile. La priorità non è colpire per primi, ma individuare prima degli altri. Silenziosità acustica, autonomia oceanica e capacità ASW costituiscono il cuore della piattaforma. La spagnola <strong>F110</strong> segue invece una logica differente. <a href="https://www.lafionda.org/2026/05/14/i-mari-stretti-dove-si-decide-il-potere-del-mondo/">Madrid ha investito massicciamente nella digitalizzazione della nave, trasformandola in una <strong>smart ship</strong> progettata per integrare grandi quantità di dati e ridurre costi operativi attraverso manutenzione predittiva e sistemi virtualizzati.</a> </p>



<p>La <strong>FREMM</strong>, sviluppata da Italia e Francia, rappresenta probabilmente il modello più equilibrato. Meno rivoluzionaria sul piano concettuale, ma estremamente solida sotto il profilo industriale, operativo ed esportativo. Non a caso è diventata uno dei maggiori successi navali europei degli ultimi vent&#8217;anni. La giapponese <strong>Mogami</strong> interpreta invece una sfida diversa: la scarsità di personale. In una regione dominata dalla crescente pressione cinese, Tokyo ha scelto di spingere sull&#8217;<strong>automazione</strong>, riducendo drasticamente gli equipaggi senza rinunciare alla capacità operativa. Infine la statunitense <strong>Constellation</strong> rappresenta il caso più controverso. Nata per accelerare la produzione di una fregata moderna partendo da una base progettuale già esistente, è progressivamente diventata un esempio delle difficoltà dell&#8217;industria navale americana nel conciliare innovazione, requisiti nazionali e tempi di consegna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera arma è la sensor fusion</h2>



<p>Osservando le specifiche tecniche si rischia di perdere il punto essenziale. La differenza tra una nave da 6.000 o 7.000 tonnellate è oggi meno importante della capacità di operare all&#8217;interno di una <strong>kill chain distribuita</strong>. Le lezioni emerse dalla guerra in Ucraina e dagli attacchi nel Mar Rosso sono chiare: nessuna unità navale può più contare esclusivamente sui propri sensori. <strong>Le piattaforme devono ricevere dati da satelliti, droni, velivoli AEW, asset spaziali, sommergibili e reti alleate.</strong> La fregata moderna non è più un sistema autonomo ma un nodo di una rete più ampia. In questo contesto assumono un&#8217;importanza crescente la <strong>guerra elettronica</strong>, la capacità di contrastare il jamming, la protezione cyber e l&#8217;integrazione con sistemi unmanned. Una nave incapace di comunicare efficacemente con il resto della forza rischia di trasformarsi in un bersaglio altamente costoso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione silenziosa dell&#8217;automazione</h2>



<p>Uno degli aspetti meno discussi riguarda il fattore umano. Le marine occidentali affrontano una crescente difficoltà nel reclutamento e nel mantenimento di personale qualificato. Di conseguenza l&#8217;automazione non è soltanto una scelta tecnologica, ma una necessità strategica. La Mogami rappresenta il caso più avanzato di questa trasformazione. Equipaggi ridotti, sistemi altamente automatizzati e manutenzione digitalizzata consentono di diminuire il fabbisogno di personale. Tuttavia esiste un compromesso. Una nave con pochi marinai può risultare efficiente in tempo di pace, ma durante un conflitto ad alta intensità potrebbe avere minori capacità di gestione dei danni e di ripristino operativo dopo un attacco. La sfida del prossimo decennio sarà quindi trovare un equilibrio tra efficienza automatizzata e resilienza umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo decisivo: l&#8217;industria</h2>



<p><strong>La competizione tra fregate è in realtà una competizione tra sistemi industriali. </strong>La domanda strategica non è quale nave sia la più potente sulla carta, ma quale possa essere costruita rapidamente, aggiornata nel tempo e sostenuta durante una guerra prolungata. Sotto questo profilo la vicenda della Constellation assume un valore emblematico. Le difficoltà emerse nel programma mostrano come perfino la prima potenza militare mondiale possa incontrare ostacoli quando requisiti crescenti, complessità progettuale e tensioni industriali si combinano. Il vero vantaggio competitivo non risiede soltanto nella qualità dello scafo, ma nella capacità di una nazione di mantenere attiva una filiera produttiva resiliente, in grado di generare nuove unità, software aggiornati, munizionamento e pezzi di ricambio durante una crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fregata che vincerà sarà quella che resterà disponibile</h2>



<p>La lezione più importante è forse la più controintuitiva. La migliore fregata del XXI secolo non sarà necessariamente quella con più missili o con il radar più potente. Sarà quella capace di sopravvivere a un conflitto prolungato, restare integrata nella rete informativa alleata e continuare a generare effetti operativi anche dopo mesi di guerra. Type 26, FREMM, F110, Mogami e Constellation rappresentano cinque risposte differenti alla stessa domanda strategica: come trasformare dati, industria, personale e tecnologia in potenza navale reale. Nel nuovo confronto marittimo globale, la superiorità non sarà determinata soltanto dall&#8217;acciaio. Sarà determinata dalla capacità di connettere <strong>sensori, software, guerra elettronica, droni e sostenibilità industriale</strong> in un unico sistema coerente. Chi riuscirà a farlo per primo avrà costruito non soltanto una fregata migliore, ma una marina più adatta alle guerre del futuro.</p>
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