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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Aug 2026 02:58:14 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il caso Greenstein: così un tweet può costare 14 anni di carcere nel Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-greenstein-cosi-un-tweet-puo-costare-14-anni-di-carcere-nel-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 02:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'attivista socialista e pro-pal Tony Greenstein rischia 14 anni per un tweet: sono 2700 le persone arrestate nel Regno Unito per sostegno a Palestine Action.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-greenstein-cosi-un-tweet-puo-costare-14-anni-di-carcere-nel-regno-unito.html">Il caso Greenstein: così un tweet può costare 14 anni di carcere nel Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260816212248933_8c33b2abd96c803541c08385f9570c6c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di domani, nel Regno Unito, <a href="https://original.antiwar.com/thomas_karat/2026/08/13/the-two-terrorists-britain-jails-tweets-while-the-west-crowns-al-qaedas-man-in-damascus/" type="link" id="https://original.antiwar.com/thomas_karat/2026/08/13/the-two-terrorists-britain-jails-tweets-while-the-west-crowns-al-qaedas-man-in-damascus/">riprende il processo</a> nei confronti di <strong>Tony Greenstein</strong>, nome che forse in Italia dirà poco ai più ma che è al centro di una vicenda giudiziaria che rischia di fare giurisprudenza. Ma chi è Greenstein? Uno scorbutico nonno di 72 anni, socialista ebreo di Brighton, figlio di un rabbino ortodosso, nonché noto attivista contro l&#8217;occupazione israeliana dei territori occupati e cofondatore della <em><strong>Palestine Solidarity Campaign</strong></em>. L&#8217;accusa è pesantissima: «terrorismo». La pena è altrettanto severa: 14 anni di carcere. Ma cosa ha fatto di tanto grave l&#8217;attivista britannico? Rispondendo sui social a un account anonimo che lo accusava, tra le righe, di essere un antisemita, Greenstein affermò provocatoriamente di sostenere Hamas contro l&#8217;esercito israeliano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il processo all&#8217;attivista </h2>



<p>Passarono cinque settimane, fino a quando gli agenti della <strong>Counter Terrorism Policing</strong> perquisirono la sua casa a Brighton, sequestrando computer, hard disk e telefoni. Greenstein fu trattenuto per nove ore e gli furono imposte misure cautelari che gli vietavano di scrivere online sulla guerra a Gaza. Fu successivamente incriminato ai sensi della <strong><em>Section 12(1) del Terrorism Act 2000</em></strong>, che vieta di supportare gruppi dichiarati illegali dal governo del Regno Unito perché «coinvolti in terrorismo» come appunto Hamas. Alla polizia che lo arrestava, Greenstein disse: «Tutto questo è orwelliano».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">If you disagree with the UK govt regarding Palestine, you get 14 years, says Tony Greenstein —not for planting a bomb, just for disagreeing <a href="https://t.co/Cmy0gprBfa">https://t.co/Cmy0gprBfa</a></p>&mdash; Sarah Wilkinson (@swilkinsonbc) <a href="https://x.com/swilkinsonbc/status/2070246791459561619?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il processo doveva iniziare il 5 gennaio scorso, ma è stato sospeso. La difesa &#8211; guidata dall&#8217;avvocato <strong>Lawrence McNulty</strong> &#8211; ha fatto ricorso in appello chiedendo di archiviare le accuse. McNulty ha inoltre denunciato un conflitto di interessi ai vertici dell’accusa del governo Starmer. In particolare, la Difesa di Greenstein ha accusato Sarah Sackman (al tempo s<em>olicitor general,</em> ovvero principale consulente legale del governo): quest&#8217;ultima, infatti, era stata dirigente del <strong>Jewish Labour Movement</strong> e, prima di entrare in carica, aveva spinto per espellere Greenstein dal Labour. La giudice Plaschkes ha accettato il rinvio. Il processo riparte il domani, martedì, 18 agosto, a Kingston.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nei guai per un commento sui social </h2>



<p>Non è la prima volta che l&#8217;attivista pro-pal è finito nei guai per dei commenti online. Nel 2018, infatti, Greenstein fu espulso dal Partito Laburista a seguito di un lungo procedimento disciplinare, perdendo una causa per diffamazione contro la <strong>Campaign Against Antisemitism</strong>, che lo aveva definito «noto antisemita». La causa dell&#8217;espulsione del suo partito &#8211; non oggetto di indagine penale &#8211; è da ricercarsi per l&#8217;appunto in una serie di commenti pubblicati online, tutt&#8217;altro che edificanti. </p>



<p>Il punto, però, è un altro. E riguarda il clima di «caccia alla streghe» in cui è piombato il Regno Unito dopo il 7 ottobre 2023, che ha visto &#8211; di fatto &#8211; un processo di criminalizzazione del dissenso e del sostegno alla causa palestinese. I numeri sono inquietanti, per una democrazia occidentale: <a href="https://justicefortonygreenstein.org/" type="link" id="https://justicefortonygreenstein.org/">secondo quanto riferito dalla campagna <strong><em>Justice for Tony Greenstein</em></strong></a>, sono più di <strong>2.700 le persone arrestate nel Regno Unito</strong> per aver espresso sostegno a <strong><em>Palestine Action</em></strong> dopo la messa al bando di quest&#8217;ultima nel 2025. Senza contare che diversi attivisti e giornalisti che si occupano di Israele e Gaza sono stati indagati o si sono visti perquisire le abitazioni , spesso senza alcuna incriminazione o accusa formale. L&#8217;obiettivo: intimidre e portare giornalisti e attivisti all&#8217;autocensura.</p>



<p><strong><em>Fonti: </em></strong></p>



<p><em><strong>Thomas Karat, “The Two Terrorists: Britain Jails Tweets While the West Crowns al-Qaeda’s Man in Damascus,” Antiwar.com, 14 agosto 2026</strong>,</em> <a href="https://original.antiwar.com/thomas_karat/2026/08/13/the-two-terrorists-britain-jails-tweets-while-the-west-crowns-al-qaedas-man-in-damascus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://original.antiwar.com/thomas_karat/2026/08/13/the-two-terrorists-britain-jails-tweets-while-the-west-crowns-al-qaedas-man-in-damascus/</a>.</p>



<p><strong><em>Jane Prinsley, “‘Notorious antisemite’ Tony Greenstein joins the Green Party,” The Jewish Chronicle, March 27, 2026, </em></strong><a href="https://www.thejc.com/news/politics/notorious-antisemite-tony-greenstein-joins-the-green-party-i5gjdv1x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.thejc.com/news/politics/notorious-antisemite-tony-greenstein-joins-the-green-party-i5gjdv1x</a>.</p>



<p>“<strong><em>Solidarity Is Not a Crime,” Justice for Tony Greenstein</em></strong>, <a href="https://justicefortonygreenstein.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://justicefortonygreenstein.org/</a>.</p>



<p></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-greenstein-cosi-un-tweet-puo-costare-14-anni-di-carcere-nel-regno-unito.html">Il caso Greenstein: così un tweet può costare 14 anni di carcere nel Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[aerei elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[aviazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voli a zero emissioni (shutterstock)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il Regno Unito investe 7,3 milioni di sterline in otto progetti per sviluppare infrastrutture dedicate ai voli ecologici. Una scommessa tecnologica che passa dalla ricarica ultra-rapida, dalle nuove soluzioni energetiche e dalla costruzione dell'ecosistema necessario alla mobilità aerea del futuro</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html">Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voli a zero emissioni (shutterstock)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;evoluzione <strong>dell&#8217;aviazione commerciale a zero emissioni</strong> sta gradualmente spostando il proprio asse di sviluppo dalla pura autonomia dei velivoli alla <strong>gestione tecnica delle infrastrutture di terra</strong>. Se la tecnologia dei motori e degli accumulatori ha raggiunto livelli tali da permettere i primi servizi di taxi volanti e voli regionali, la reale sostenibilità economica dell&#8217;intero comparto rimane condizionata <strong>dai tempi di stazionamento sulle piste per il ripristino dell&#8217;energia.</strong></p>



<p>In questo contesto strategico, <strong>il Dipartimento per i Trasporti del Regno Unito</strong> ha <a href="https://www.gov.uk/government/news/over-7-million-to-fuel-zero-emission-flight-across-the-uk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciato uno stanziamento di <strong>7,3 milioni di sterline</strong></a> destinato a <strong>otto progetti nazionali</strong> per lo sviluppo di infrastrutture per il volo ecologico, all&#8217;interno di un programma complessivo <strong>da 43 milioni di sterline </strong>dedicato alle tecnologie aeronautiche di nuova generazione e in linea con le discussioni del <strong>Jet Zero Taskforce</strong> tenutesi al Farnborough International Airshow il 21 luglio scorso.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rientra a pieno titolo nella strategia britannica per tutelare un settore aerospaziale dal valore stimato di circa <strong>20 miliardi di sterline</strong> e orientare la filiera verso l&#8217;obiettivo delle <strong>zero emissioni nette entro il 2050</strong>, attraverso la sperimentazione di sistemi capaci di abbreviare i tempi di fermo degli aeromobili negli scali commerciali e <strong>accelerare la diffusione di velivoli elettrici e a idrogeno</strong> in tutto il Paese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The UK government has awarded £7.3m to eight projects supporting zero-emission flight. The funding will develop hydrogen and electric aircraft infrastructure, including flying taxis, to cut emissions and boost high-skilled aviation jobs.<a href="https://t.co/T2yPGenTqy">https://t.co/T2yPGenTqy</a></p>&mdash; CLondoner92 (@CLondoner92) <a href="https://x.com/CLondoner92/status/2080397540751474935?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto ECLiPSE e la sfida del raffreddamento a liquido</h2>



<p>Un elemento centrale di questo programma di ammodernamento tecnologico è rappresentato <a href="https://onestopesg.com/esg-news/vertical-aerospace-eclipse-charging-programme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal progetto <strong>ECLiPSE</strong></a> &#8211; acronimo di Electrified Charging &amp; Liquid-cooling Provision for Support of E-flights &#8211; guidato dall&#8217;azienda britannica <strong>Vertical Aerospace</strong> in collaborazione con <strong>l&#8217;Università di Bath</strong> e la società di ingegneria <strong>InnCat</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa &#8211; che beneficia di un finanziamento pubblico <strong>fino a 1,75 milioni di sterline</strong> all&#8217;interno del programma <em><strong>Zero Emission Flight Demonstrator</strong></em> su un investimento totale di circa 3,4 milioni di sterline &#8211; affronta la sfida termica legata <strong>all&#8217;erogazione di altissima potenza durante la ricarica rapida degli accumulatori</strong>. Si tratta di un processo che genera elevati volumi di calore e che, in assenza di un adeguato raffreddamento a liquido capace di dissipare immediatamente la temperatura, costringerebbe gli operatori a limitare la velocità di carica per prevenire il deterioramento prematuro delle celle.</p>



<p><strong>L&#8217;integrazione tra ricarica ultra-rapida e raffreddamento a liquido</strong> potrebbe permettere di realizzare infrastrutture più compatte nei futuri vertiporti, riducendo i costi operativi e aumentando la frequenza di utilizzo delle stazioni energetiche per più <a href="https://it.insideover.com/economia/il-mondo-ha-sete-di-benzina-avio-offerta-ai-minimi-voli-a-terra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voli </a>giornalieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia tra idrogeno, fondi pubblici e filiera industriale</h2>



<p>L&#8217;approccio adottato dalle autorità britanniche punta a integrare differenti soluzioni tecnologiche, affiancando ai sistemi ad accumulo elettrico <strong>l&#8217;impiego dell&#8217;idrogeno e <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei carburanti </a>a basse emissioni di carbonio</strong> per rispondere alle diverse esigenze dell&#8217;aviazione commerciale e regionale. Una strategia confermata anche dalle dichiarazioni del Segretario di Stato per i Trasporti <strong>Heidi Alexander</strong>, che ha evidenziato il ruolo degli investimenti nel sostenere la creazione di posti di lavoro qualificati e la crescita della filiera industriale nazionale.</p>



<p>Parallelamente, il Regno Unito continua a sostenere la ricerca aerospaziale attraverso il programma <strong>Aerospace Technology Institute</strong>, finanziato con 2,3 miliardi di sterline nell&#8217;arco di dieci anni per lo sviluppo di tecnologie avanzate e l&#8217;ottimizzazione dei voli attraverso l&#8217;intelligenza artificiale. <strong>Sul fronte dell&#8217;idrogeno</strong>, invece, l&#8217;Autorità per l&#8217;aviazione civile britannica ha pubblicato i risultati della <strong>Hydrogen Challenge</strong>, un&#8217;iniziativa da 1,9 milioni di sterline realizzata insieme a realtà industriali e operatori del settore come <strong>Rolls-Royce, easyJet ed Exeter Airport</strong>, con l&#8217;obiettivo di definire gli standard di sicurezza e operatività per il futuro impiego di questo vettore energetico nel trasporto aereo. Il programma sarà ulteriormente rafforzato con altri <strong>2,5 milioni di sterline entro marzo 2027</strong>, destinati ai test su motori a reazione commerciali e alla decarbonizzazione dei veicoli aeroportuali di servizio.</p>



<p>Sul fronte produttivo, il governo britannico è inoltre in fase avanzata di trattativa con <strong>Vertical Aerospace</strong> per un finanziamento aggiuntivo fino a 10 milioni di sterline destinato alla costruzione del <strong>primo impianto produttivo su scala globale</strong> dell&#8217;azienda nel Paese. L&#8217;operazione porterebbe il sostegno pubblico complessivo alla società a circa 48 milioni di sterline e rafforzerebbe l&#8217;obiettivo di consolidare sul territorio le infrastrutture industriali legate alla nuova mobilità aerea.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La priorità operativa dei vertiporti</h2>



<p>L&#8217;analisi della <a href="https://it.insideover.com/energia/flessibilita-resilienza-sicurezza-le-infrastrutture-intelligenti-possono-far-correre-la-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">transizione energetica</a> nell&#8217;aviazione evidenzia come l&#8217;introduzione dei velivoli a zero emissioni sia strettamente dipendente <strong>dalla maturazione dell&#8217;intero ecosistema logistico ed energetico a terra</strong>, superando la sola fase di progettazione e certificazione degli aeromobili per concentrarsi sulla sostenibilità economica delle operazioni di scalo.</p>



<p>La capacità di gestire carichi elettrici elevati, raffreddare rapidamente i componenti sensibili e integrare vettori complessi come l&#8217;idrogeno negli ambienti aeroportuali esistenti costituisce l&#8217;elemento determinante per la redditività delle compagnie aeree e per la fruibilità reale di mercati emergenti, a partire dalla mobilità aerea urbana.</p>



<p>Di conseguenza, il posizionamento strategico dei Paesi e delle aziende nel settore aerospaziale nei prossimi anni non risiederà unicamente nelle prestazioni in volo dei singoli mezzi, bensì <strong>nella standardizzazione di infrastrutture di ricarica ed erogazione</strong> capaci di ridurre i tempi di inattività, minimizzare l&#8217;impatto sulla rete elettrica e garantire la sostenibilità economica dei flussi di traffico aereo ad alta frequenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html">Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’antisionismo è una &#8220;convinzione filosofica tutelata&#8221;: l’Università di Bristol sconfitta in appello</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lantisionismo-e-una-convinzione-filosofica-tutelata-luniversita-di-bristol-sconfitta-in-appello.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tribunale britannico ha sancito che l'antisionismo è una convinzione filosofica protetta dall'Equality Act, confermando la vittoria del professor Miller</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lantisionismo-e-una-convinzione-filosofica-tutelata-luniversita-di-bristol-sconfitta-in-appello.html">L’antisionismo è una &#8220;convinzione filosofica tutelata&#8221;: l’Università di Bristol sconfitta in appello</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-guyjoben-33577013-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«L’antisionismo è ora una convinzione filosofica protetta ai sensi dell’<em>Equality Act 2010</em>. Punto e basta». Con queste parole, il professor <strong>David Miller</strong> ha commentato la <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://assets.publishing.service.gov.uk/media/6a71b3b8331a9965a2ed46a9/University_of_Bristol_v_Dr_David_Miller__2026__EAT_84.pdf" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://assets.publishing.service.gov.uk/media/6a71b3b8331a9965a2ed46a9/University_of_Bristol_v_Dr_David_Miller__2026__EAT_84.pdf">sentenza dell’<em>Employment Appeal Tribunal </em>(Eat) che ha respinto l’appello dell’Università di Bristol</a>, confermando integralmente <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20260804-anti-zionism-is-not-anti-semitism-uk-appeal-tribunal-confirms-in-landmark-ruling/" type="link" id="https://www.middleeastmonitor.com/20260804-anti-zionism-is-not-anti-semitism-uk-appeal-tribunal-confirms-in-landmark-ruling/">la vittoria del docente davanti al Tribunale del lavoro</a>. La pronuncia, depositata il 4 agosto 2026, rappresenta un passaggio cruciale nel dibattito britannico &#8211; e internazionale – sul confine tra critica politica e discriminazione etnico-religiosa. Il collegio giudicante, presieduto da Lord Fairley, ha stabilito che le convinzioni antisioniste di Miller – definite come la persuasione che il <strong>sionismo politico</strong> sia «intrinsecamente razzista, imperialista e colonialista» e debba pertanto essere contrastato &#8211; soddisfano i cinque criteri previsti dalla sezione 10 dell’<em>Equality Act</em> per essere qualificate come «convinzioni filosofiche protette». Una vittoria per la libertà d&#8217;espressione di estrema rilevanza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">ANTI-ZIONISM PROTECTED BY UK LAW<br><br>We have set a binding legal precedent!<br><br>Anti-Zionism is now a protected philosophical belief under the Equality Act 2010. Full stop.<br><br>The Employment Appeal Tribunal finally handed down its judgment this morning. The University of Bristol’s… <a href="https://t.co/mRvXCfBhVW">pic.twitter.com/mRvXCfBhVW</a></p>&mdash; David Miller (@Tracking_Power) <a href="https://x.com/Tracking_Power/status/2084576698092163259?ref_src=twsrc%5Etfw">August 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Antisionismo&#8221;, vittoria in tribunale</h2>



<p>La vicenda di Miller, professore di Sociologia politica assunto a Bristol nel 2018, affonda le radici nel febbraio 2019, quando una sua lezione sull’islamofobia attirò le prime contestazioni. Due studenti segnalarono il caso al <em><strong>Community Security Trust</strong>,</em> che trasmise le lamentele all’ateneo<a href="https://www.middleeastmonitor.com/20260804-anti-zionism-is-not-anti-semitism-uk-appeal-tribunal-confirms-in-landmark-ruling/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Ma fu il febbraio 2021 a segnare il punto di svolta: durante un evento online intitolato <em>Building the Campaign for Free Speech</em>, Miller definì il <strong>sionismo «razzista» e Israele una «società coloniale di insediamento»</strong>, collocando inoltre la <strong>Bristol Jewish Society</strong> e la Union of Jewish Students all’interno della struttura organizzativa del movimento sionista.</p>



<p>Le reazioni furono immediate. Una <strong>campagna orchestrata da organizzazioni e figure filo-israeliane</strong> chiese a gran voce il licenziamento del professore. Oltre cento parlamentari britannici firmarono una lettera in tal senso, mentre la <strong>Union of Jewish Students</strong> ne sollecitò la sospensione<a href="https://www.middleeastmonitor.com/20260804-anti-zionism-is-not-anti-semitism-uk-appeal-tribunal-confirms-in-landmark-ruling/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. L’ateneo, pur avendo affidato a Aileen McColgan KC due distinte indagini indipendenti che in entrambi i casi esclusero profili di antisemitismo e reati disciplinari, avviò comunque un procedimento interno che si concluse nell’ottobre 2021 con il licenziamento per «grave cattiva condotta». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante </h2>



<p>La sentenza contiene un <strong>passaggio destinato a fare giurisprudenza</strong>. I giudici hanno infatti affermato che «è coerente descrivere come «razzista» un’ideologia (il sionismo, ndr) che <strong>promuove la creazione di uno Stato</strong> (in questo caso, Israele) per una sola razza di persone (gli ebrei) in un territorio che conteneva un gran numero di persone di razza diversa (i palestinesi)»<a href="https://www.xn--anadoluajans-d5b.com.tr/en/europe/uk-court-upholds-finding-that-professor-was-unlawfully-dismissed-over-anti-zionist-beliefs/4019259" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. E ancora: «Un’ideologia del genere, che sostiene la migrazione di membri del primo gruppo nel territorio con il sostegno di una potenza imperiale per rimuovere una popolazione indigena, <strong>può essere coerentemente descritta come coloniale e imperialista</strong>»<a href="https://www.middleeasteye.net/news/uk-appeals-court-upholds-anti-zionist-beliefs-protected-under-equality-law" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.xn--anadoluajans-d5b.com.tr/en/europe/uk-court-upholds-finding-that-professor-was-unlawfully-dismissed-over-anti-zionist-beliefs/4019259" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Il tribunale ha inoltre <strong>respinto la tesi dell’università secondo cui le convinzioni politiche</strong> sarebbero escluse dalla protezione dell’Equality Act<a href="https://www.brickcourt.co.uk/news/detail/eat-upholds-finding-that-university-professors-anti-zionist-belief-protected-under-equality-act-2010" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>, e ha ribadito che la <strong>tutela della libertà di espressione</strong> riveste un’importanza particolare nei casi che coinvolgono discorsi politici<a href="https://5pillarsuk.com/2026/08/04/appeal-court-confirms-anti-zionism-is-protected-belief-in-landmark-david-miller-victory/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Tuttavia, va detto che la sentenza, pur rappresentando un <strong>precedente vincolante per i tribunali del lavoro di tutta la Gran Bretagna</strong><a href="http://members.jpost.com/diaspora/article-904584" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>, non equivale a una protezione incondizionata per qualsiasi manifestazione di antisionismo. L’Eat ha infatti confermato la <strong>riduzione del 50% del risarcimento a Miller</strong> per «concorso di colpa», in ragione dei commenti aggressivi rivolti agli studenti e alle associazioni studentesche ebree<a href="https://www.bbc.com/news/articles/ce3qk5qk559o?xtor=AL-72-%5Bpartner%5D-%5Byahoo.north.america%5D-%5Bheadline%5D-%5Bnews%5D-%5Bbizdev%5D-%5Bisapi%5D&amp;bcmt=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="http://members.jpost.com/diaspora/article-904584" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il tribunale ha riconosciuto che l’università perseguiva obiettivi legittimi – come la tutela degli studenti e la salvaguardia della propria reputazione – ma ha giudicato il licenziamento una risposta sproporzionata, laddove una sanzione disciplinare meno severa sarebbe stata appropriata<a href="https://www.xn--anadoluajans-d5b.com.tr/en/europe/uk-court-upholds-finding-that-professor-was-unlawfully-dismissed-over-anti-zionist-beliefs/4019259" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni</h2>



<p>Il principio affermato nel caso Miller avrà rilevanza in altri contenziosi già in corso. Un ex dipendente dell’Arsenal ha citato in giudizio il club, sostenendo di essere stato licenziato per le sue <strong>opinioni antisioniste</strong> e per il sostegno alla Palestina<a href="https://www.middleeastmonitor.com/20260804-anti-zionism-is-not-anti-semitism-uk-appeal-tribunal-confirms-in-landmark-ruling/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Un medico del Servizio Sanitario Nazionale ha inoltre promosso un’azione giudiziaria contro l’uso della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance, dopo essere stato sospeso per dichiarazioni politiche<a href="https://www.middleeastmonitor.com/20260804-anti-zionism-is-not-anti-semitism-uk-appeal-tribunal-confirms-in-landmark-ruling/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>La reazione di Miller non si è fatta attendere: «<strong>Questa è un’umiliazione pubblica per il regime sionista genocida</strong>, i cui “asset” in Gran Bretagna hanno intimidito l’università fino a farmi licenziare e poi l’hanno trascinata in questo appello futile. La loro strategia legale è crollata. La loro campagna di pressione è clamorosamente fallita»<a href="https://www.middleeasteye.net/news/uk-appeals-court-upholds-anti-zionist-beliefs-protected-under-equality-law" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Dall’altra parte, <strong>Jonathan Turner</strong>, direttore di <strong>UK Lawyers for Israel</strong>, ha sottolineato che la sentenza non stabilisce che i datori di lavoro non possano licenziare un dipendente antisionista, e che il tribunale ha riconosciuto la colpevolezza di Miller per alcuni dei suoi comportamenti<a href="http://members.jpost.com/diaspora/article-904584" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. L’Università di Bristol si è detta «delusa» dalla pronuncia, ribadendo il proprio impegno a «proteggere la libertà di parola e di espressione» nel rispetto dei codici di condotta.</p>



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		<title>Count Binface sfida Farage per un seggio in Parlamento ma per Reform il vero pericolo è la rimonta laburista</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/count-binface-sfida-farage-per-un-seggio-in-parlamento-ma-per-reform-il-vero-pericolo-e-la-rimonta-laburista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Reform UK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nigel Farage da un lato, il Count Binface dall&#8217;altro: quando a inizio luglio il leader di Reform Uk si è dimesso dal suo seggio parlamentare a Clacton, città dell&#8217;Essex dove nel 2024 è stato eletto per la prima volta a Westiminster all&#8217;ottavo tentativo, difficilmente avrebbe pensato che il più serio avversario per la rielezione a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/count-binface-sfida-farage-per-un-seggio-in-parlamento-ma-per-reform-il-vero-pericolo-e-la-rimonta-laburista.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Nigel Farage da un lato, il Count Binface dall&#8217;altro</strong>: quando a inizio luglio il leader di Reform Uk si è dimesso dal suo seggio parlamentare a Clacton, città dell&#8217;Essex dove nel 2024 è stato eletto per la prima volta a Westiminster all&#8217;ottavo tentativo, difficilmente avrebbe pensato che il più serio avversario per la rielezione a cui si è immediatamente candidato sarebbe stato il personaggio satirico interpretato da <strong>Jonathan David Harvey </strong>e che si presenta in pubblico con un costume a forma di bidone della spazzatura. In una suppletiva boicottata da Laburisti, Conservatori, Verdi e Liberaldemocratici e <a href="https://legacy.tendringdc.gov.uk/sites/default/files/documents/council/elections%20%26%20voting/2026/Aug13/UKPGE%20-%20NOP%20SOP%20SOPN.pdf">che ha <strong>visto presentarsi ben 34 candidati</strong></a> (segnaliamo, tra questi, &#8220;Nick, l&#8217;incredibile mattone volante&#8221; di un partito satirico chiamato <em>The Official Monster Raving Loony Party</em>) e ritenuta dagli avversari uno show personale di Farage, a dire il vero, il leader di quello che per molti sondaggi è, o era, il primo partito del Regno Unito si gioca molto.</p>



<p><strong>Difficilmente Count Binface </strong>scalzerà Farage dal seggio, anche se i sondaggi sembrano assegnarli<a href="https://www.survation.com/clacton-by-election-poll-what-do-voters-say-the-election-is-about/">una quota di consensi (20%) mai raggiunta altrove da questo </a> candidato satirico e umoristico che in passato ha sfidato perfino <strong>Boris Johnson,</strong> e al di là del voto <strong>si segnala una fase complessa per lo storico leader della destra nazionalista</strong> britannica, in passato figura chiave per il referendum della Brexit. Già, perché è bene sottolineare che la suppletiva di Clacton, prevista per il 13 agosto, è stata convocata dopo un&#8217;iniziativa unilaterale di Farage a seguito dell&#8217;emersione di alcune inchieste a suo carico condotte da Westminster per dossier legati a donazioni ricevute da figure del business, con quelle connesse al milionario delle criptovalute <strong>Christopher Harborne</strong> che hanno fatto particolarmente discutere.</p>



<p>Farage, dopo l&#8217;apertura del dossier riguardante la sua persona da parte del Parlamento, si è dimesso con la giustificazione di voler ridare agli elettori del suo collegio la parola circa la possibilità di una sua permanenza come membro della Camera dei Comuni. I suoi avversari, dai Laburisti ai Conservatori, l&#8217;hanno accusato di voler distrarre l&#8217;attenzione dai casi che lo riguardano e si sono rifiutati di contendergli il seggio. </p>



<p>Da destra particolarmente duro l&#8217;affondo di <strong>Kami Badenoch, leader del Partito Conservatore,</strong> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cjdg4y3g0z7o">che ha bollato come <em>fake election</em></a> il procedimento elettorale. Spazio dunque alla ridda di candidati alternativi capitanata da Count Binface, in una fase che ha intercettato una <strong>flessione del consenso per Reform Uk,</strong> che nell&#8217;ultimo anno in più rilevazioni aveva sfiorato il 30% risultando trasversalmente il primo partito del Paese e, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ribaltone-britannico-linghilterra-punisce-starmer-farage-vola.html" type="post" id="516401">vincendo in molti distretti nelle elezioni locali di maggio, aveva accelerato la caduta del governo laburista di Keir Starmer</a> e il suo avvicendamento con <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html" type="post" id="523580">Andy Burnham a Downing Street</a></strong>. In tal senso, però, proprio il cambio della guardia al governo ha prodotto una sfida aperta a Farage: l&#8217;ex sindaco della Greater Manchester si è presentato con un&#8217;agenda politica di rottura e discontinuità e ha promesso di governare &#8220;per la Gran Bretagna dimenticata&#8221; riportando lo Stato a occuparsi delle periferie divenute roccaforte del Reform. Burnham ha promesso nette svolte in economia ma ha anche interiorizzato l&#8217;idea di proporre una linea di contrasto all&#8217;immigrazione clandestina più ferma rispetto al passato<a href="https://fortune.com/2026/08/02/uk-prime-minister-any-burnham-relentless-focus-illegal-immigration-ceuta-spain-morocco/">, dato che ha sfidato un argomento elettorale caro a Farage.</a> soprattutto sugli arrivi tramite attraversamenti di barche attraverso la Manica.</p>



<p>Il risultato è stato chiaro: <strong>un recupero del Partito Laburista</strong> a scapito di Reform Uk nei sondaggi. Da inizio luglio i laburisti sono saliti dal 20% di cui erano mediamente accreditati a percentuali che in alcuni casi superano il 25%, mentre Reform dal 25-27% è ora dato attorno al 23%, e dunque diverse rilevazioni constatano <strong>un controsorpasso della sinistra </strong>mentre anche i Tory, attorno al 20%, non sono lontani. La &#8220;luna di miele&#8221; col nuovo esecutivo ha portato un rimbalzo in quello che a tutti gli effetti è ora un sistema tripolare. Ma la prospettiva è che, <strong>anche se riconquisterà il suo seggio, Farage</strong> dovrà affrontare una serie di sfide crescenti, sia sul piano parlamentare che su quello strettamente connesso alle ambizioni di potere del Reform Uk. Del resto, il Regno Unito resta più vicino alle ultime elezioni, nel 2024, di quanto lo sia al prossimo voto politico, previsto per il 2029. Il sistema britannico, dalla vittoria di Starmer, si è ribaltato. Non è detto che possa farlo di nuovo in futuro. L&#8217;era Burnham e la capacità del premier di mantenere le promesse saranno decisive. E peseranno più della pittoresca sfida di Clacton per il leader del movimento nazionalista britannico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/count-binface-sfida-farage-per-un-seggio-in-parlamento-ma-per-reform-il-vero-pericolo-e-la-rimonta-laburista.html">Count Binface sfida Farage per un seggio in Parlamento ma per Reform il vero pericolo è la rimonta laburista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Falkland/Malvinas, una disputa che non muore mai</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/falkland-malvinas-una-disputa-che-non-muore-mai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 23:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Falkland]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585-1536x816.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Argentina-e1784459737585-600x319.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un documento interno al Pentagono, l'amminiistrazione Trump valutava di rivedere la propria neutralità sulla sovranità dell'arcipelago.</p>
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<p>La disputa sulla sovranità delle <strong>Isole Falkland, denominate Malvinas dall&#8217;Argentina</strong>, è tornata improvvisamente alla ribalta nel 2026 dopo decenni di apparente cristallizzazione diplomatica. La causa immediata è stata la diffusione di un documento interno al Pentagono, reso noto da Reuters il 24 aprile 2026, nel quale <strong>l&#8217;amministrazione Trump valutava di rivedere la propria tradizionale neutralità sulla sovranità dell&#8217;arcipelago</strong> quale strumento di pressione verso gli alleati atlantici, ritenuti insufficientemente cooperativi durante le operazioni militari statunitensi contro l&#8217;Iran. Un segnale apparentemente tecnico, che ha in realtà riaperto un dossier geopolitico, strategico, marittimo ed economico di notevole complessità.</p>



<p>All&#8217;origine della crisi vi è una comunicazione interna al Dipartimento della Difesa, rivelata da un funzionario americano alla redazione di Reuters, che elencava le misure allo studio per esercitare pressione sugli alleati NATO giudicati poco solidali durante il conflitto con l&#8217;Iran; tra queste figurava esplicitamente la revisione dei «possessi imperiali europei», con riferimento diretto alle Falkland. Il contesto era quello del rifiuto britannico di concedere l&#8217;uso delle proprie basi aeree per i bombardamenti statunitensi, scelta che aveva irritato un&#8217;amministrazione già critica verso gli alleati europei sul tema della spesa per la difesa. La reazione di Londra fu immediata: <strong>il portavoce del Primo Ministro Keir Starmer ribadì che la sovranità sulle Falkland non era negoziabile in assenza del consenso degli isolani,</strong> mentre il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> cercò di ridimensionare le polemiche, definendo il documento un semplice scambio di idee interno e confermando la neutralità ufficiale statunitense. Ciononostante, la sola circolazione dell&#8217;ipotesi ai vertici del Pentagono ha costituito un segnale politico di notevole portata, colto prontamente dall&#8217;Argentina: il presidente <strong>Javier Milei</strong>, il cui allineamento personale con Trump è ampiamente documentato, ha rilanciato la richiesta di negoziati bilaterali sulla sovranità, escludendo però qualsiasi ricorso alla forza.</p>



<p>Sul piano geopolitico, l&#8217;episodio ha rivelato le fratture che percorrono il sistema di alleanze occidentali, in particolare nella tradizionale «relazione speciale» anglo-americana, mostrando che <strong>nessun alleato atlantico può più considerarsi al riparo da pressioni statunitensi </strong>che investono la propria integrità territoriale. La vicenda ha inoltre evidenziato come l&#8217;Atlantico del Sud stia diventando uno spazio sempre più conteso, nel quale <strong>si intrecciano gli interessi argentini e quelli cinesi: </strong>Pechino ha infatti rafforzato negli anni i legami con Buenos Aires, sostenendo la rivendicazione sulle Malvinas in chiave anticoloniale. </p>



<p><strong>Le Nazioni Unite continuano a classificare l&#8217;arcipelago come territorio non autogovernato</strong>, senza riconoscere come definitiva né la posizione britannica né quella argentina, un&#8217;ambiguità giuridica che alimenta l&#8217;incertezza del contenzioso. Il referendum del 2013, in cui il 99,8% dei residenti si espresse per la permanenza sotto la corona britannica, resta per Londra l&#8217;argomento politico principale, ma è sistematicamente contestato da Buenos Aires, che considera la popolazione insulare il risultato di una colonizzazione forzata successiva al 1833.</p>



<p>Sul piano strategico, la crisi ha riaperto un interrogativo di fondo circa l&#8217;affidabilità della garanzia di sicurezza americana per gli alleati europei, in un&#8217;epoca in cui Washington sembra considerare la fedeltà atlantica come variabile negoziabile. Per Londra, la minaccia, pur rapidamente ridimensionata, ha riportato alla memoria il ruolo determinante del sostegno statunitense nella guerra del 1982, difficilmente replicabile qualora Washington assumesse in futuro una posizione favorevole a Buenos Aires. <strong>Per l&#8217;Argentina, la crisi ha aperto uno spiraglio diplomatico reale ma fragile</strong>, poiché la diplomazia personale tra Milei e Trump dipende in misura eccessiva dalla congiuntura politica interna statunitense e dalla durata del rapporto tra i due leader.</p>



<p>Sotto il profilo economico, la disputa investe direttamente i diritti di sfruttamento delle risorse naturali connesse alla sovranità: l&#8217;economia delle Falkland si fonda su pesca, allevamento e turismo, <strong>ma il sottosuolo marino custodisce potenziali riserve di idrocarburi </strong>che hanno attratto l&#8217;interesse di compagnie petrolifere internazionali, mentre un mutamento nello status della sovranità inciderebbe direttamente sulla titolarità dei diritti nella Zona Economica Esclusiva. Per Londra, inoltre, il mantenimento di un presidio militare efficace a tredicimila chilometri dalla madrepatria comporta un onere finanziario che ricadrebbe interamente sul bilancio della difesa britannico qualora la garanzia americana venisse meno.</p>



<p>Dal punto di vista marittimo, le Falkland occupano una posizione di primaria rilevanza, trovandosi in prossimità del Passaggio di Drake, storica via di collegamento tra Atlantico e Pacifico prima dell&#8217;apertura del Canale di Panama e tuttora strategica per la navigazione militare e commerciale. <strong>Il controllo dell&#8217;arcipelago garantisce la sorveglianza dei movimenti navali nel Sud Atlantico </strong>e nelle acque prossime all&#8217;Antartide, oltre al diritto a una Zona Economica Esclusiva di 200 miglia nautiche; la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare non risolve il nodo della sovranità, ma ne amplifica le conseguenze economiche e strategiche. La base aerea britannica di Mount Pleasant costituisce un avamposto avanzato che consente a Londra di proiettare potenza in una regione remota ma di crescente rilevanza, basti pensare all’Antartide.</p>



<p>Sebbene il dossier si sviluppi in un teatro distante dal Mediterraneo, la sua rilevanza per gli osservatori italiani ed europei non è meramente accademica: la vicenda costituisce un caso di studio emblematico delle intersezioni tra diritto del mare, controllo delle rotte marittime e proiezione di potere in aree remote, dinamiche pertinenti anche al contesto mediterraneo, dalla Libia a Cipro fino al Mar Egeo. La disponibilità statunitense a usare le pretese territoriali di un alleato storico come leva negoziale <strong>dovrebbe indurre l&#8217;Italia e i partner europei del fianco Sud a non dare per acquisita la protezione americana</strong>, rafforzando la propria autonomia strategica nel Mediterraneo allargato.</p>



<p>La crisi del 2026 dimostra come <strong>nessun dossier geopolitico possa considerarsi definitivamente chiuso:</strong> la guerra contro l&#8217;Iran, i rapporti personali tra leader e la competizione sino-americana hanno riaperto scenari che sembravano assopiti. Il CESMAR ritiene che la vicenda meriti attenzione da parte dei policy-maker europei per almeno quattro ragioni: la disponibilità statunitense a usare le pretese territoriali degli alleati come leva negoziale, che dovrebbe spingere l&#8217;Europa verso una maggiore autonomia strategica; il valore paradigmatico del caso Falkland per comprendere l&#8217;intreccio tra diritto del mare, rotte marittime e proiezione di potere in aree remote, temi rilevanti anche nel Mediterraneo e nell&#8217;Indo-Pacifico; la crescente presenza cinese nell&#8217;Atlantico meridionale; e infine la coerenza di questa vicenda con la <em>National Security Strategy 2025 </em>statunitense, che rivendica un «Corollario Trump» alla dottrina Monroe per l&#8217;intero emisfero occidentale. Le acque del Sud Atlantico sono destinate a rimanere, nei prossimi anni, un teatro di crescente rilevanza geopolitica e strategica.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Riferimenti bibliografici</h1>



<p><em>La presente sintesi trae spunto dai seguenti articoli e fonti giornalistiche e istituzionali:</em></p>



<p>Al Jazeera, &#8220;Falklands claim: Can Argentina&#8217;s Milei use Trump ties to challenge the UK?&#8221;, Al Jazeera, 1 maggio 2026. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/5/1/falklands-claim-can-argentinas-milei-use-trump-ties-to-challenge-the-uk">https://www.aljazeera.com/news/2026/5/1/falklands-claim-can-argentinas-milei-use-trump-ties-to-challenge-the-uk</a></p>



<p>BBC News, &#8220;Falkland Islands sovereignty dispute&#8221;, BBC News, 24 aprile 2026. <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c809r2721ymo">https://www.bbc.com/news/articles/c809r2721ymo</a></p>



<p>Internazionale/Reuters, &#8220;Factbox: Cosa sapere sulle Isole Falkland mentre gli USA considerano di rivedere la propria posizione&#8221;, Internazionale, 24 aprile 2026. <a href="https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/04/24/factbox-what-to-know-about-the-falkland-islands-as-us-considers-reassessing-position">https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/04/24/factbox-what-to-know-about-the-falkland-islands-as-us-considers-reassessing-position</a></p>



<p>Tabahriti, Sam, &#8220;What to know about the Falkland Islands as US considers reassessing position&#8221;, Reuters, 24 aprile 2026. <a href="https://www.reuters.com/world/uk/what-know-about-the-falkland-islands-us-considers-reassessing-position-2026-04-24/">https://www.reuters.com/world/uk/what-know-about-the-falkland-islands-us-considers-reassessing-position-2026-04-24/</a></p>



<p>Reuters, &#8220;Sovereignty of Falklands rests with UK, Britain tells US&#8221;, Reuters, 24 aprile 2026. <a href="https://www.reuters.com/world/uk/sovereignty-falklands-rests-with-uk-britain-tells-us-2026-04-24/">https://www.reuters.com/world/uk/sovereignty-falklands-rests-with-uk-britain-tells-us-2026-04-24/</a></p>
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		<title>Andy Burnham si insedia alla guida del Labour: &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717142531504_7040b7d0634f68d8c512097bcf8f7b7b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Burnham si insedia alla guida del Labour, scatta l'ora del Re del Nord: "Governerò per la Gran Bretagna dimenticata".</p>
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<p>Il Re del Nord è pronto a diventare il capo del governo di Sua Maestà e dalla presentazione ufficiale come nuovo leader del Partito Laburista l&#8217;ex sindaco di Manchester <strong>Andy Burnham lancia una sfida ambiziosa. Per ora sono solo parole,</strong> ma pesano come pietre nella dichiarazione d&#8217;intenti del successore di <strong>Keir Starmer</strong> che, preparandosi all&#8217;avvicendamento a Downing Street col primo ministro uscente (sarà ufficiale lunedì), ha dichiarato una netta discontinuità che tocca anche l&#8217;eredità dello storico leader della sinistra inglese, <strong>Tony Blair. Burnham lo dice senza troppi giri di parole: </strong>serve una &#8220;<strong>nuova politica&#8221;</strong> per cancellare gli effetti di un problema indicato col suo nome chiaro, il neoliberismo e l&#8217;ideologia dell&#8217;abbattimento dello Stato e dei servizi pubblici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide del prossimo premier</h2>



<p>Il premier entrante ha accusato,<a href="https://www.telegraph.co.uk/politics/2026/07/17/andy-burnham-labour-leader-latest-starmer-mahmood-cooper/"> nota il Telegraph, </a>la generazione di politica a lui coeva di non aver fatto abbastanza per <strong>contrastare la narrativa impostasi negli Anni Ottanta con Margaret Thatcher</strong> e divenuto mainstream assoluto grazie al Labour: fu la svolta di Blair negli Anni Novanta a istituzionalizzare le riforme della Iron Lady. Del resto, lo avevano anticipato fonti laburiste al Guardian: Burnham parte dall&#8217;assunto che<a href="https://www.theguardian.com/politics/live/2026/jul/17/andy-burnham-labour-leader-speech-latest-news-updates?page=with%3Ablock-6a59f8c58f085bcdc0081aa6#block-6a59f8c58f085bcdc0081aa6"> il Regno Unito è sulla strada sbagliata da 40 anni</a>. Si prevede, dunque, una nuova stagione di investimenti pubblici, interventismo statale e dirigismo? Ancora presto per dirlo, ma sicuramente il <strong>socialdemocratico Burnham, che da sindaco di Manchester ha spinto sul rafforzamento della presenza dell&#8217;istituzione locale</strong> nella vita comunitaria sul fronte delle <em>utilities</em>, della lotta al carovita e degli alloggi, si accorge che l&#8217;eredità complessa dei decenni scorsi, iniziata col ritiro dello Stato e culminata con l&#8217;austerità dello scorso decennio, è un fardello pesante.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/brexit-dieci-anni-dopo-il-referendum-hanno-perso-tutti.html" type="post" id="521188">Aggiungiamo a ciò <strong>le turbolenze della Brexit, di cui sono caduti di recente i dieci anni</strong></a>, e la frittata è fatta. &#8220;Il Paese ha rinunciato al controllo dei servizi essenziali – alloggi, acqua, energia, trasporti – e ha lasciato la popolazione esposta a costi più elevati&#8221;, dice il leader laburista, e ciò &#8220;ha portato alla concentrazione di maggiore ricchezza e potere nelle mani di un numero minore di persone e in un numero minore di luoghi&#8221;. <strong>Gli abitanti della periferia deindustrializzata e impoverita hanno voltato le spalle ai Laburisti in più occasioni:</strong> nel 2016 premiando la Brexit, nel 2019 spingendo <strong>Boris Johnson </strong>alla vittoria nelle elezioni generali, dopo il trionfo della sinistra al voto del 2024 punendo i laburisti a favore del Reform Uk di Nigel Farage in diverse elezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Burnham e il Regno Unito dimenticato</h2>



<p>Da qui si capisce la scommessa laburista: spostare da Londra al Nord del Paese lo sguardo di provenienza della leadership; andare a combattere la battaglia politica decisiva, <strong>&#8220;l&#8217;ultima occasione&#8221; per Burnham</strong>, da qui al voto del 2029 provando a riconqusitare la classe media e i lavoratori oggi trasmigrati in massa nelle falangi elettorali potenziali di Farage; &#8220;Governerò per la Gran Bretagna dimenticata&#8221; è l&#8217;assunto più forte di Burnham. Una scommessa su cui aveva già fatto leva Boris Johnson, facendo ammiccare il Partito Conservatore ai moderni emuli dei protagonisti dei <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-eroi-di-ken-loach-scelgono-boris-johnson.html" type="post" id="247893">film di Ken Loach</a> sulla periferia impoverita inglese. Pragmaticamente, ci sarà molto da fare: <strong>capire come evitare nuove manovre di aumento delle tasse </strong>in autunno, come finanziare <strong>il rafforzamento del Welfare</strong>, che fare dei progetti che hanno causato turbolenze a Starmer come il piano di riarmo e come gestire un indebitamento ormai ipertrofico.</p>



<p>Resta la volontà di attuare una svolta politica chiara. <strong>Negli ultimi quarant&#8217;anni qualcosa si è rotto nel Regno Unito,</strong> nota Burnham. E se si è rotto le colpe sono bipartisan. Cambiare il Regno Unito significherà, in sostanza, andare oltre Blair, qualcosa a cui nemmeno Starmer si era azzardato. A suo modo, con il mite Burnham vince una versione più azzimata dell&#8217;<strong>agenda di rottura di Jeremy Corbyn</strong>, a lungo osteggiato dentro lo stesso partito. Il premier entrante dovrà essere giudicato dai fatti, che dovranno essere all&#8217;altezza di promesse di discontinuità tanto ampie. Ma la diagnosi è chiara: c&#8217;è una parte di Paese che è stata abbandonata anche dai Laburisti e va riconquistata. Pena la scomparsa politica ed elettorale. Senza dirlo, una bocciatura di un ciclo storico della sinistra made in Uk che appare inappellabile.</p>



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		<title>Tesla scommette sulle batterie europee: 5 miliardi per una maxi-rete di accumulo tra Italia e UK</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/bozza-automaticatesla-batterie-europa-accordo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:35:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tesla megapack (Fonte: Shop4Tesla)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tesla e NatPower investono 5 miliardi di dollari nello storage energetico in Europa, con una prima fase da 25 GWh tra Italia e Regno Unito e l’obiettivo di superare i 100 GWh complessivi. Il progetto punta a rafforzare la capacità di accumulo della rete elettrica europea per gestire la produzione intermittente delle rinnovabili e i picchi di domanda</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/bozza-automaticatesla-batterie-europa-accordo.html">Tesla scommette sulle batterie europee: 5 miliardi per una maxi-rete di accumulo tra Italia e UK</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tesla megapack (Fonte: Shop4Tesla)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/megapack-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con un traguardo finale fissato <strong>oltre la soglia dei 100 GWh di capacità installata</strong>, <a href="https://www.reuters.com/sustainability/cop/natpower-tesla-reach-deal-first-phase-5-billion-battery-storage-plan-2026-06-23/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;intesa appena siglata tra <strong>Tesla </strong>e <strong>NatPower</strong></a> si impone da subito come una delle più vaste operazioni europee nel settore dell&#8217;accumulo energetico. L&#8217;alleanza &#8211; che debutterà con <strong>un primo blocco da 25 GWh diviso tra Italia e Regno Unito</strong> &#8211; nasce per rispondere all&#8217;urgenza più pressante della rete elettrica continentale: creare enormi &#8220;serbatoi&#8221; in grado di stoccare l&#8217;elettricità verde e cederla al sistema solo nei momenti di picco della domanda.</p>



<p>L&#8217;investimento stimato per il primo ciclo di realizzazione oscilla <strong>tra i 4 e i 5 miliardi di dollari</strong> e punta alla costruzione di <strong>cinque grandi impianti equipaggiati con i sistemi Megapack</strong> sviluppati da Tesla. Accanto all&#8217;hardware entrerà in funzione anche la piattaforma software della società americana dedicata alla gestione e al trading dell&#8217;energia, capace di decidere automaticamente quando immagazzinare elettricità e quando restituirla alla rete sulla base delle condizioni del mercato e della domanda.</p>



<p>L&#8217;obiettivo non è semplicemente installare batterie, ma <strong>costruire un&#8217;infrastruttura capace di accompagnare l&#8217;espansione delle fonti rinnovabili</strong>, oggi sempre più diffuse ma ancora condizionate dall&#8217;intermittenza della produzione. Se il progetto verrà sviluppato secondo i tempi previsti, potrebbe diventare uno dei principali programmi europei dedicati allo storage elettrico, <strong>con ricavi potenziali superiori ai 15 miliardi</strong> di dollari nell&#8217;arco dei prossimi vent&#8217;anni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NatPower, Tesla reach deal on first phase of US$5 billion battery storage plan <a href="https://t.co/CasuwdcXrX">https://t.co/CasuwdcXrX</a></p>&mdash; BNN Bloomberg (@BNNBloomberg) <a href="https://x.com/BNNBloomberg/status/2069480842397647109?ref_src=twsrc%5Etfw">June 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché Italia e Regno Unito sono diventati mercati strategici</strong></h2>



<p><strong>La scelta di partire proprio da Italia e Regno Unito non è casuale</strong>: entrambi i Paesi stanno accelerando gli investimenti nelle energie rinnovabili e, allo stesso tempo, devono affrontare il problema di una rete elettrica chiamata a gestire quantità sempre maggiori di energia prodotta in modo discontinuo. L&#8217;eolico e il fotovoltaico rappresentano ormai una quota consistente della generazione elettrica, ma non producono necessariamente quando famiglie, imprese e industrie hanno bisogno di consumare elettricità.</p>



<p>Da qui nasce la necessità di <strong>sistemi di accumulo sempre più grandi</strong>, capaci di assorbire i surplus di produzione e restituirli nelle ore di maggiore richiesta, riducendo gli sprechi energetici e limitando il ricorso agli impianti alimentati da combustibili fossili. Secondo <strong>Fabrizio Zago</strong> &#8211; amministratore delegato di NatPower &#8211; il settore dispone già delle tecnologie e delle risorse finanziarie necessarie, ma continua a incontrare difficoltà nella realizzazione concreta delle infrastrutture con i tempi richiesti dalla transizione energetica. <strong>L&#8217;accordo con </strong><a href="https://it.insideover.com/auto/i-killer-cinesi-di-tesla-che-preoccupano-musk.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Tesla</strong></a><strong> punta proprio a colmare questo divario</strong>, creando un modello integrato in cui capitale, tecnologia ed esecuzione procedano insieme e possano essere replicati anche in altri mercati europei.</p>



<p>In questo scenario, le batterie non svolgono più soltanto una funzione di riserva ma diventano <strong>strumenti attivi nella gestione della rete</strong>, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico e offrendo agli operatori la possibilità di acquistare energia quando il prezzo è basso per poi reimmetterla sul mercato nei momenti di maggiore valore economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo storage è ormai uno dei business più forti di Tesla</strong></h2>



<p>L&#8217;accordo conferma anche <strong>la trasformazione del ruolo di Tesla nel settore energetico</strong>. Se l&#8217;attenzione pubblica continua a concentrarsi soprattutto sulle automobili elettriche, è la divisione dedicata ai sistemi di accumulo a registrare la crescita più sostenuta: nel corso del 2025 <strong>l&#8217;azienda ha installato 46,7 GWh di capacità di storage</strong>, circa il 48% in più rispetto all&#8217;anno precedente. Secondo le stime degli analisti, anche il primo trimestre del 2026 avrebbe fatto segnare un nuovo record, con circa <strong>14,4 GWh </strong>distribuiti in pochi mesi.</p>



<p>Il progetto con NatPower amplia ulteriormente questa strategia: attraverso la propria <strong>piattaforma software per la gestione intelligente delle batterie</strong>, Tesla punta a trasformare gli impianti di accumulo in asset economici capaci di operare direttamente sui mercati elettrici. L&#8217;iniziativa europea arriva inoltre dopo altri importanti sviluppi internazionali nel settore dello storage e rafforza una tendenza ormai evidente: le grandi aziende energetiche non considerano più l&#8217;accumulo come un&#8217;infrastruttura complementare, ma come uno degli elementi fondamentali per rendere sostenibile l&#8217;espansione delle <a href="https://it.insideover.com/energia/quei-componenti-invisibili-che-rendono-possibile-la-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">energie rinnovabili</a> e <strong>garantire maggiore flessibilità ai sistemi elettrici nazionali</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le batterie, infrastruttura strategica per la sicurezza energetica europea</strong></h2>



<p><a href="https://electrek.co/2026/06/23/tesla-natpower-megapack-25-gwh-europe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;intesa tra Tesla e NatPower</a> racconta un cambiamento più profondo rispetto alla semplice costruzione di nuovi impianti: senza sistemi di accumulo su larga scala, una parte consistente dell&#8217;elettricità generata da sole e vento rischia di non poter essere utilizzata nel momento in cui viene prodotta.</p>



<p>Per questo motivo molti governi stanno accelerando gli <strong>investimenti nello</strong> <strong>storage</strong>, considerandolo una componente essenziale della sicurezza energetica insieme alle reti di trasmissione e agli impianti di generazione. L&#8217;Europa punta infatti a ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili <strong>senza compromettere l&#8217;affidabilità del sistema elettrico</strong>, un equilibrio che richiede infrastrutture sempre più flessibili.</p>



<p>Se il programma annunciato raggiungerà davvero l&#8217;obiettivo finale di oltre 100 GWh, rappresenterà <strong>uno dei più grandi interventi europei nel settore dell&#8217;accumulo energetico</strong>. Più che una semplice espansione industriale, potrebbe diventare uno dei modelli attraverso cui le reti elettriche del continente cercheranno di adattarsi a un mix energetico sempre più dominato dalle fonti rinnovabili, <strong>trasformando le batterie in una delle infrastrutture strategiche</strong> della transizione energetica.</p>
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		<title>Ibrida e distribuita: la nuova flotta britannica riscrive la strategia navale nell&#8217;Atlantico e nella NATO</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ibrida-e-distribuita-la-nuova-flotta-britannica-riscrive-la-strategia-navale-nellatlantico-e-nella-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arriva il passaggio dalla nave come sistema autonomo alla nave come centro di comando di una rete militare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione del Regno Unito di accantonare il progetto del <strong>Type 83</strong> per sviluppare almeno sei <strong>Common Combat Vessels (CCV)</strong> rappresenta uno dei cambiamenti più significativi della politica di difesa britannica degli ultimi anni. Non si tratta semplicemente della sostituzione di una classe di cacciatorpediniere, ma della ridefinizione del concetto stesso di <strong>potenza navale</strong>. La nuova impostazione privilegia una <strong>flotta distribuita</strong>, nella quale una piattaforma con equipaggio coordina sciami di droni navali, aerei e subacquei, integrando capacità offensive, difensive e di sorveglianza. È il passaggio dalla nave come sistema autonomo alla nave come <strong>centro di comando di una rete militare</strong>.</p>



<p><strong>Le lezioni arrivate dalla guerra in Ucraina</strong></p>



<p>L&#8217;esperienza del conflitto ucraino ha modificato profondamente le valutazioni degli Stati maggiori occidentali. L&#8217;impiego massiccio di <strong>sistemi autonomi</strong>, unito alla rapidità con cui evolvono software e sensori, ha dimostrato che il vantaggio operativo non dipende più esclusivamente dalla superiorità delle grandi piattaforme. Londra ha preso atto che il futuro della guerra navale richiederà la capacità di sostituire rapidamente mezzi perduti, aggiornare continuamente gli algoritmi di comando e integrare migliaia di sensori in tempo reale. Una flotta composta esclusivamente da poche unità altamente sofisticate rischierebbe infatti di essere vulnerabile sia sul piano economico sia su quello operativo.</p>



<p><strong>Il vero obiettivo è il controllo del Nord Atlantico</strong></p>



<p>Dietro il nuovo programma emerge una precisa priorità geopolitica: il ritorno del <strong>Nord Atlantico</strong> e dell&#8217;<strong>Alto Nord</strong> come teatro centrale della competizione strategica. Il cosiddetto <strong>GIUK Gap</strong>, il corridoio marittimo tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, continua a rappresentare il principale punto di accesso tra l&#8217;Atlantico e il Mare di Norvegia. È qui che transitano sottomarini strategici, rotte commerciali, cavi sottomarini e <strong>linee logistiche fondamentali per la NATO</strong>. Una marina distribuita permette di mantenere una presenza più estesa, moltiplicando sensori e capacità di scoperta senza dover aumentare proporzionalmente il numero delle grandi unità di superficie.</p>



<p><strong>I miliardi investiti non garantiscono automaticamente il successo</strong></p>



<p>Il <strong>Defence Investment Plan</strong> britannico destina oltre cinque miliardi di sterline ai sistemi autonomi e ai programmi collegati. Tuttavia, il dato economico racconta soltanto una parte della storia. Resta infatti da comprendere quale quota rappresenti nuovi investimenti e quale derivi da programmi già finanziati negli anni precedenti. Inoltre, il piano dovrà confrontarsi con una questione tutt&#8217;altro che marginale: la sostenibilità finanziaria complessiva della difesa britannica. Diversi osservatori hanno evidenziato come persistano <strong>tensioni tra le ambizioni strategiche del governo e le risorse effettivamente disponibili</strong>, soprattutto considerando i crescenti costi della componente nucleare e dei grandi programmi industriali.</p>



<p><strong>La sfida decisiva è l&#8217;integrazione digitale</strong></p>



<p>L&#8217;elemento realmente innovativo non sono i droni, ma la capacità di farli operare come un unico organismo. La futura <strong>Hybrid Navy</strong> richiederà reti dati protette, comunicazioni resilienti, sistemi di identificazione condivisi e piattaforme software capaci di elaborare enormi quantità di informazioni in tempi compatibili con il combattimento. In questo quadro assume particolare importanza il progetto di <strong>Digital Targeting Web</strong>, destinato a collegare Marina, Aeronautica ed Esercito in un&#8217;unica architettura digitale. Se questa infrastruttura dovesse accumulare ritardi, anche le piattaforme più moderne rischierebbero di perdere gran parte della loro efficacia operativa.</p>



<p><strong>Anche l&#8217;industria britannica è sotto esame</strong></p>



<p>Il piano navale non riguarda soltanto la sicurezza nazionale. Coinvolge direttamente la <strong>base industriale della difesa</strong>, chiamata a sostenere una produzione molto diversa rispetto al passato. Non serviranno soltanto acciaio e cantieri navali, ma anche aziende specializzate in <strong>software</strong>, <strong>cybersicurezza</strong>, semiconduttori, intelligenza artificiale, sistemi di comunicazione e gestione dei dati. Il governo britannico punta inoltre a rafforzare il coinvolgimento delle piccole e medie imprese innovative, considerate essenziali per accelerare i cicli tecnologici. Il rischio, tuttavia, è che eventuali ritardi nei contratti scoraggino proprio quelle realtà industriali più dinamiche che il piano vorrebbe valorizzare.</p>



<p><strong>Una scelta che riguarda tutta la NATO</strong></p>



<p>La trasformazione della Royal Navy va oltre l&#8217;interesse nazionale britannico. Se il programma verrà realizzato nei tempi previsti, i <strong>Common Combat Vessels</strong> potranno diventare piattaforme pienamente interoperabili con le marine degli altri Paesi dell&#8217;Alleanza Atlantica. L&#8217;obiettivo strategico è distribuire meglio il peso della sicurezza euro-atlantica, rafforzando il contributo europeo senza indebolire il ruolo degli Stati Uniti. In questo senso il progetto rappresenta anche un messaggio politico: gli alleati europei intendono assumere maggiori responsabilità nella protezione delle rotte oceaniche e delle infrastrutture critiche.</p>



<p><strong>Il banco di prova sarà l&#8217;esecuzione</strong></p>



<p>Il vero interrogativo non riguarda la validità teorica del progetto, quanto la sua realizzazione concreta. Le innovazioni militari falliscono raramente per mancanza di idee; più spesso incontrano ostacoli nella produzione, nella formazione del personale, nella disponibilità di risorse finanziarie e nella capacità di integrare tecnologie sviluppate da soggetti diversi. La nuova strategia britannica appare coerente con l&#8217;evoluzione della guerra contemporanea. Tuttavia, soltanto i prossimi anni diranno se i <strong>Common Combat Vessels</strong> diventeranno il cuore della futura potenza navale occidentale oppure resteranno l&#8217;ennesimo programma ambizioso rallentato da vincoli industriali e di bilancio. La credibilità della <strong>Hybrid Navy</strong> si misurerà meno negli annunci e molto di più nei cantieri, nelle esercitazioni e nella capacità di trasformare l&#8217;innovazione in deterrenza reale.</p>
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		<title>Londra, 25 milioni di sterline contro le pandemie nel Sud-Est asiatico: Thailandia e Cambogia prime beneficiarie</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cosi-londra-mira-a-prevenire-le-pandemie-nel-sud-est-asiatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 15:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Asean]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con un progetto sviluppato in coordinamento con l'Asean, la Gran Bretagna punta ad aiutare i sistemi sanitari del sud est asiatico e non solo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cosi-londra-mira-a-prevenire-le-pandemie-nel-sud-est-asiatico.html">Londra, 25 milioni di sterline contro le pandemie nel Sud-Est asiatico: Thailandia e Cambogia prime beneficiarie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260706162236149_02096b60805eea989517c0d0336f8713-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un fondo da 25 milioni di sterline per prevenire nuove pandemie nell&#8217;area del Sud-Est asiatico. <a href="https://www.telegraph.co.uk/global-health/science-and-disease/britain-invests-25m-to-halt-new-pandemic-risks-in-southeast/">È questa la nuova mossa ideata dal governo britannico sul fronte sanitario</a>. Così come spiegato dal ministro britannico per i Rapporti con il Sud-Est asiatico, <strong>Seema Malhotra</strong>, l&#8217;obiettivo di Londra è duplice: da un lato <strong>aiutare le popolazioni di quell&#8217;area del mondo a evitare nuove emergenze sanitarie</strong>, dall&#8217;altro <strong>fermare sul nascere potenziali pandemie</strong>. Del resto, si tratta di una delle regioni dove virus della famiglia dei coronavirus e molto simili alla Sars del 2003 circolano tra gli animali selvatici che popolano le foreste. La densità urbana in aumento e la convivenza tra uomo e ambienti un tempo solo selvatici, costituiscono elementi che <strong>aumentano il rischio della diffusione di virus difficilmente controllabili.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di Londra </h2>



<p>I primi 7.5 milioni di sterline sono già stati stanziati. Serviranno, così come reso noto dalla stessa ministra Malhotra, per <strong>finanziare 20 progetti che includono varie fasi della prevenzione</strong>. Tra cui anche quella della <strong>sicurezza alimentare </strong>e dei <strong>rischi per la salute legati ai cambiamenti climatici</strong>. Programmi che possono apparire quasi come estranei all&#8217;obiettivo principale, ma che in realtà remano nella stessa direzione. Anche le <strong>disuguaglianze sociali</strong> infatti, possono rappresentare un &#8220;acceleratore&#8221; per future pandemie. Con le prime somme messe a disposizione da Londra, sono stati finanziati anche progetti legati al<strong>superamento del problema della resistenza antimicrobica</strong>. Nei prossimi mesi, si passerà alla fase successiva del progetto, quella che riguarderà la <strong>prevenzione</strong> tra la popolazione e negli ospedali. Si cercherà, in particolare, di mettere nelle condizioni i sistemi sanitari del sud est asiatico di<strong> intercettare eventuali focolai e di circoscriverli prima della loro diffusione. </strong></p>



<p>I programmi riguarderanno soprattutto <strong>Thailandia</strong> e <strong>Cambogia</strong>, oltre che anche <strong>Malesia</strong>, <strong>Laos</strong> e <strong>Vietnam</strong>. Il ministero della salute britannico, considera questa regione come seduta su una sorta di &#8220;<strong>polveriera sanitaria</strong>&#8220;. In questi Paesi risultano endemici virus della famiglia coronavirus, così come sottolineato in precedenza. Non solo, ma in territorio cambogiano circola una pericolosa variante dell&#8217;H1n1, ossia il <strong>virus dell&#8217;aviaria</strong>. Ci sono poi molte specie di uccelli che appaiono come serbatoi per futuri virus potenzialmente candidati a generare una pandemia per via delle loro caratteristiche. Malhotra ha voluto sottolineare come la Gran Bretagna non si stia limitando a inviare nella regione propri esperti chiamati ad entrare in azione alle prime avvisaglie, ma sta lavorando per dare ai Paesi coinvolti dal progetto tutti gli strumenti per agire con i propri sistemi sanitari:<em> &#8220;Abbiamo cittadini britannici in tutta la regione</em> &#8211; ha dichiarato Malhotra in una recente visita a Bangkok &#8211; <em>è uno spazio davvero importante per la nostra crescita, la nostra prosperità e la nostra sicurezza&#8221;. </em></p>



<p>Il pensiero però non è soltanto rivolto ai propri connazionali nell&#8217;area: <em>&#8220;Vediamo che quando iniziano le pandemie, possono diffondersi molto rapidamente</em> &#8211; ha aggiunto Malhotra &#8211;<em> a meno che non si disponga della capacità di individuarle precocemente, di rispondere tempestivamente e di contenere i focolai&#8221;</em>. Si è cioè in una fase dove<strong> i virus più facilmente possono venire a contatto con l&#8217;uomo e più rapidamente possono diffondersi in tutto il mondo</strong>. Da qui l&#8217;importanza data alla prevenzione dei focolai e al loro tempestivo spegnimento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il risvolto politico del programma</h2>



<p>La mossa del Regno Unito non può non avere anche degli importanti connotati politici. In primis, Londra vuole dimostrare di aver &#8220;<strong>imparato la lezione</strong>&#8221; del Coronavirus. La prevenzione di futuri focolai, la possibilità data alle strutture locali di intervenire per tempo, costituiscono elementi mancati nella pandemia sviluppatasi in Cina nel 2019. In secondo luogo, l&#8217;intervento finanziario a favore dei Paesi del Sud-Est asiatico <strong>conferisce alla Gran Bretagna un&#8217;influenza importante nella regione</strong>. Infine, occorre sottolineare che i programmi finanziati da Londra <strong>sono stati concordati direttamente in ambito Asean</strong>, ossia l&#8217;organizzazione dei Paesi del Sud-Est asiatico e del Pacifico. Anche questo un risvolto non secondario, considerando la sempre maggiore importanza che l&#8217;Asean riveste oggi in ambito internazionale e questo tanto a livello politico quanto economico.</p>



<p></p>
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		<title>Svezia, rivoluzione nucleare: dopo 40 anni, sceglie Rolls-Royce per installare tre reattori</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/svezia-rivoluzione-nucleare-dopo-40-anni-sceglie-rolls-royce-per-installare-tre-reattori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 14:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Rolls-Royce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1240" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mini-reattori Rolls-Royce (fonte: Rolls-Royce)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>Videberg Kraft seleziona i mini-reattori Rolls-Royce SMR per il progetto da 1,5 GW, il primo nuovo impianto nucleare in Svezia dopo 40 anni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1240" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mini-reattori Rolls-Royce (fonte: Rolls-Royce)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/smrnuclearrector_rolls-royce-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>La decisione della svedese <strong>Videberg Kraft </strong>di affidarsi a <strong>Rolls-Royce SMR</strong> per <a href="https://www.reuters.com/business/swedens-vattenfall-picks-rolls-royce-smr-nuclear-power-project-2026-06-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il progetto di installazione di <strong>tre reattori modulari</strong> di piccola taglia</a> rappresenta una vera e propria svolta strutturale per l&#8217;intera penisola scandinava. L&#8217;annuncio &#8211; formalizzato dall&#8217;utility di Stato <strong>Vattenfall AB</strong> insieme a <strong>Industrikraft i Sverige AB</strong>, che detengono congiuntamente la proprietà della società veicolo – rappresenta l&#8217;avvio del primo nuovo progetto per la generazione di energia atomica nel Paese da più di quattro decenni. L&#8217;infrastruttura &#8211; denominata ufficialmente <strong>Progetto Videberg</strong> &#8211; sorgerà sulla costa occidentale, nella penisola di <strong>Värö</strong>, in diretta prossimità del già esistente <strong>impianto nucleare di Ringhals</strong>, che costituisce attualmente uno dei pilastri fondamentali dell&#8217;approvvigionamento elettrico nazionale.</p>



<p>L&#8217;obiettivo industriale dell&#8217;operazione è chiaro: <strong>immettere circa 1,5 gigawatt (GW) di capacità energetica complessiva nella rete svedese</strong>, offrendo una risposta concreta al fabbisogno delle industrie pesanti e delle famiglie nelle regioni meridionali. Secondo la tabella di marcia condivisa dai partner, il primo dei tre reattori da 470 megawatt dovrebbe entrare in funzione indicativamente nel 2030, avviando un ciclo operativo standardizzato e garantito per almeno sessant&#8217;anni. Con questa mossa, <strong>la Svezia entra tra i primi Paesi europei ad aver selezionato la tecnologia del gruppo di Derby</strong>, dopo il percorso avviato nel <strong>Regno Unito</strong> nell’ambito del programma sostenuto da <em>Great British Energy &#8211; Nuclear </em>e l’accordo raggiunto nella <strong>Repubblica Ceca</strong> con il gruppo energetico statale ČEZ.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Swedish utility Vattenfall has selected Rolls-Royce SMR to supply small modular reactors for a new nuclear power project. The three reactors, at 470 MW each, would produce approximately 12 terawatt hours of electricity per year. This would equate around 6% of Sweden&#39;s annual… <a href="https://t.co/aZoasolIOV">pic.twitter.com/aZoasolIOV</a></p>&mdash; Uranium Digital (@uraniumdigital_) <a href="https://x.com/uraniumdigital_/status/2067963211849056406?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La gara industriale e i motivi del successo di Rolls-Royce</h2>



<p>Questo traguardo commerciale è il risultato finale di un rigoroso processo di selezione tecnica durato tre anni. Durante questo periodo, il consiglio di amministrazione di Videberg Kraft ha vagliato ed esaminato <strong>oltre 70 diverse opzioni tecnologiche disponibili</strong> sul mercato globale, restringendo progressivamente il campo fino a un duello finale molto serrato. La competizione ha visto contrapposti <strong>il reattore ad acqua pressurizzata (PWR)</strong> proposto da <a href="https://it.insideover.com/energia/mini-reattori-nucleari-il-giappone-firma-un-accordo-con-rolls-royce.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rolls-Royce SMR</a> e <strong>il modello a ebollizione BWRX-300</strong> sviluppato dal consorzio nippo-americano <strong>GE Vernova Hitachi</strong>. Come spiegato da <strong>Anna Borg</strong> &#8211; amministratore delegato di Vattenfall e membro del board della società di progetto &#8211; la scelta è caduta sul costruttore britannico per ragioni di stabilità tecnologica e per un&#8217;impostazione contrattuale commercialmente molto solida.</p>



<p>Il modello PWR adotta infatti <strong>lo stesso principio ingegneristico già ampiamente utilizzato</strong> oggi nel sito di Ringhals, offrendo una familiarità operativa che riduce sensibilmente i rischi legati alla manutenzione e alla gestione quotidiana. Inoltre, la dirigente di Vattenfall <strong>Desirée Comstedt</strong> e il membro del consiglio di amministrazione di Videberg Kraft e Industrikraft <strong>Tom Erixon </strong>hanno rimarcato i vantaggi del concetto industrializzato di Rolls-Royce: gran parte delle componenti verrà fabbricata <strong>all&#8217;interno di stabilimenti dedicati</strong> per poi essere trasportata sul sito per l&#8217;assemblaggio finale. Questo approccio – secondo quanto sostenuto – riduce l’incertezza legata ai cantieri tradizionali e mitiga il rischio di ritardi strutturali, poggiando su una rete di fornitori e subappaltatori prevalentemente situata in Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spinta politica di Stoccolma e il mercato dei sussidi statali</h2>



<p>L&#8217;accelerazione impressa al Progetto Videberg non è un caso isolato, ma riflette un radicale cambio di rotta della politica energetica svedese: la svolta si ha <strong>nel 2022</strong> con l&#8217;insediamento del governo di centro-destra, che ha rimosso alcuni dei precedenti vincoli normativi e rilanciato il ruolo dell&#8217;atomo nel mix energetico nazionale. Successivamente, Stoccolma ha pubblicato <strong>una roadmap nazionale molto ambiziosa</strong>, la quale prevede la costruzione di nuovi reattori nei prossimi decenni, così da coprire l&#8217;impennata dei consumi legata alla transizione elettrica.</p>



<p>A dare una scossa agli investimenti industriali è stata <strong>anche l&#8217;introduzione di strumenti pubblici di sostegno</strong>, tra cui garanzie e meccanismi finanziari destinati a favorire lo sviluppo del nuovo nucleare. Videberg Kraft si è mossa d&#8217;anticipo rispetto ai concorrenti, presentando la prima richiesta formale di aiuti pubblici. Tuttavia, l&#8217;intero comparto scandinavo mostra segni di forte vivacità: lo sviluppatore svedese <strong>Blykalla</strong> ha recentemente richiesto finanziamenti governativi per un piano da sei reattori nel sito di Norrsundet, mentre <strong>Studsvik</strong> ha presentato piani dettagliati per l&#8217;installazione di <strong>ulteriori 1.400 megawatt di capacità nucleare nel sud del Paese</strong>, delineando una vera e propria corsa nazionale all&#8217;atomo di nuova generazione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova mappa dell&#8217;energia e la sovranità industriale europea</h2>



<p><a href="https://www.rolls-royce.com/media/press-releases/2026/15-06-2026-rr-smr-selected-to-deliver-swedens-first-new-nuclear-power-for-over-40-years.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il successo svedese</a> permette a Rolls-Royce di rafforzare la propria posizione <strong>tra i principali sviluppatori occidentali <a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">di tecnologia </a><a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">S</a><a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">MR</a></strong>, una trasformazione strategica rivendicata con forza dall&#8217;amministratore delegato del gruppo <strong>Tufan Erginbilgic</strong>. Più in generale, la vicenda fa emergere un profondo mutamento nell&#8217;approccio delle nazioni occidentali verso la transizione ecologica. Di fronte alla marcata volatilità dei mercati delle materie prime, la sicurezza degli approvvigionamenti ha progressivamente assunto un ruolo centrale, imponendo una visione decisamente più pragmatica.</p>



<p>I piccoli reattori modulari si stanno ormai rivelando una delle opzioni maggiormente considerate dagli Stati intenzionati a proteggere la competitività delle proprie filiere manifatturiere senza dover affrontare i costi finanziari e i lunghi tempi di realizzazione delle centrali nucleari tradizionali. In questo scenario, la Svezia rappresenta uno degli esempi più evidenti <strong>della nuova fase del nucleare europeo</strong>, in cui gli SMR vengono valutati come strumenti determinanti per rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la competitività industriale.</p>
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