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Tempi duri per Tesla in Cina. E non solo perché Pechino sembrerebbe aver perso interesse strategico in Elon Musk, dopo la feroce lite politica che ha allontanato il patron dell’azienda produttrice di auto elettriche dal presidente statunitense Donald Trump. Ma anche e soprattutto per via della sempre più intensa competizione esplosa all’interno del mercato delle quattro ruote del Dragone.

La grande T, infatti, non è più considerata una vettura innovativa dai consumatori cinesi, né tantomeno un modello da inseguire per i colossi locali dell’automotive. L’effetto della novità esotica è evaporato come neve al sole dopo mesi di sostanziale crescita.

Adesso i riflettori sono puntati sulla definitiva ascesa di BYD, pigliatutto sul fronte Ev in patria così come all’estero, e su una flotta di agguerritissimi marchi autoctoni pronti a divorare le quote di mercato guadagnate da Tesla.

Chi sono i killer cinesi di Tesla

Non c’entra il Partito Comunista Cinese e ancor meno Xi Jinping. L’identikit dei killer di Tesla coincide con le numerose auto hi-tech sfornate, o presto annunciate, dalle case automobilistiche di Pechino.

Sia chiaro: a giugno le vendite dell’azienda di Musk sono salite grazie ai discreti risultati conseguiti dalla versione aggiornata del suo suv Model Y, ma in generale Tesla sta arrancando nel suo secondo più importante mercato del pianeta. I dati della China Passenger Car Association sono emblematici: Tesla ha venduto 129.000 veicoli in Cina nel secondo trimestre del 2025, con un calo di quasi il 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Le vendite della Model Y, l’auto più popolare della Tesla e il suv più venduto a Pechino e dintorni, sono ferme dal 2022. E adesso sta per arrivare l’onda lunga della citata concorrenza. Già, perché un mese fa si sono materializzate sia la YU7 di Xiaomi, capace di raccogliere oltre 240.000 preordini in 24 dal lancio, che il G7 di Xpeng. A breve è prevista invece l’uscita della L90 di Nio, un altro interessante suv elettrico che minaccia di fare la pelle alla Model Y.

Un momento complicato

Che il momento d’oro di Tesla in Cina sia giunto al capolinea? Oltre la Muraglia la creatura di Musk non aveva mai dovuto veramente fare i conti con seri rivali. Adesso Xiaomi, Xpeng e Nio minacciano di sovvertire ogni equilibrio e di rosicchiare rilevanti margini operativi alla loro rivale statunitense.

Lei Xing, Ceo di Xiaomi, ha spiegato che la sua azienda è riuscita a entrare in contatto con un’ampia base di consumatori “fanatici” ossessionati dalla tecnologia che possiedono già numerosi prodotti Xiaomi. “Negli ultimi 15 anni, Xiaomi ha ampliato la sua gamma di prodotti a tutti i tipi di dispositivi. Ha costruito questa connessione casa-auto-uomo. E ora l’ultimo tassello mancante è l’auto”, ha affermato Lei Xing.

Scacco matto a Musk, rimasto invece con automobili non più al passo coi tempi dell’innovazione cinese. La svolta avrebbe dovuto concretizzarsi con lo sviluppo dei sistemi avanzati di assistenza alla guida ma, almeno fino a questo momento, i tentativi di Tesla sono stati ostacolati dalle norme cinesi sulla condivisione dei dati.

“Tesla sta semplicemente rinnovando i paraurti e i fari, e aggiungendo una striscia Led nell’auto. Questo potrebbe funzionare nei mercati occidentali, ma non è sufficiente nel mercato cinese odierno”, ha dichiarato Taylor Ogan, Ceo di Snow Bull Capital, a Business Insider.

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