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	<title>Laos Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2026 08:27:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Laos Archives - InsideOver</title>
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		<title>Laos, il Paese che sta in piedi grazie alla birra</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/laos-il-paese-che-sta-in-piedi-grazie-alla-birra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 08:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="laos" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di fronte alla pressione del capitale globale e all'ombra del gigante cinese, il Laos si aggrappa al suo prodotto più tipico e fortunato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/laos-il-paese-che-sta-in-piedi-grazie-alla-birra.html">Laos, il Paese che sta in piedi grazie alla birra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="laos" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/laos-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tramontata l&#8217;utopia rivoluzionaria e consumato il sogno di una decolonizzazione integrale, il <strong>Laos</strong> si ritrova oggi intrappolato in un classico dilemma d&#8217;epoca tardo-capitalista: da un lato, la trappola del debito contratto con la Cina, dall&#8217;altro la dipendenza esistenziale da una <strong>joint venture</strong> con una multinazionale europea. A quasi settantatré anni dalla fine del dominio coloniale francese, nella piccola repubblica nel Sud-Est asiatico rimangono poche tracce di quell&#8217;epoca, se si escludono alcune ville con vegetazione lussureggiante a Vientiane, la capitale, e in poche altre città. Oggi è Pechino a plasmare l&#8217;economia e il futuro di questo Paese privo di sbocco sul mare, attraverso infrastrutture gigantesche e finanziamenti strategici.</p>



<p>Sopravvive, però, nella <a href="https://www.nytimes.com/2009/05/26/business/global/26beer.html" type="link" id="https://www.nytimes.com/2009/05/26/business/global/26beer.html">cultura del bere</a> un&#8217;altra eredità europea che continua a definire la vita quotidiana degli abitanti. Nel 1973 una collaborazione tra imprenditori locali e francesi diede vita alle <em>Brasseries et Glacières du Laos</em>, la società che oggi si chiama <strong>Lao Brewery Company</strong> ed è controllata in <em>joint venture </em>tra lo Stato laotiano e il colosso danese <strong>Carlsberg</strong>. Il suo prodotto simbolo, la <strong>Beerlao</strong>, che controlla circa il <strong>90 per cento del mercato interno della birra</strong>, è arrivato ad avere un impatto economico e culturale che non ha eguali in nessun altro Paese al mondo.</p>



<p>Il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NUL7isCMuOI" type="link" id="https://www.youtube.com/watch?v=NUL7isCMuOI">logo</a> di BeerLao compare su magliette, cartelloni pubblicitari e insegne dei locali in ogni provincia, come una presenza costante nel paesaggio visivo e sociale. Il successo del marchio si fonda su campagne pubblicitarie molto efficaci, basate sui <strong>giochi di parole tra il nome del prodotto e l&#8217;identità nazionale</strong> &#8211; come lo slogan &#8220;Be Lao&#8221; &#8211; ma valorizza anche un dato confortante per i produttori: i laotiani sono degli assidui consumatori di birra, molto più dei vicini. <strong>Un consumo pro capite che sfiora i cinquantacinque litri all&#8217;anno:</strong> la cifra più alta registrata in tutto il continente asiatico. E quasi il 90 per cento di tutta la birra bevuta nell&#8217;intero Laos è proprio Beerlao: una circostanza che ha spinto Carslberg a fare di una nazione di appena sette milioni e novecentomila abitanti il suo secondo mercato più importante in Asia dopo la Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una ricetta perfetta</h2>



<p>La ricetta di Beerlao unisce luppolo e malto d&#8217;importazione europea al <strong>riso jasmine</strong> coltivato localmente, così che la bevanda ha un sapore leggero e delicatamente dolce, perfetto per il clima tropicale. Le ragioni di un seguito così capillare riguardano anche il prezzo: una bottiglia grande da 640 millilitri costa circa ventimila kip, ossia poco meno di un dollaro, rendendola accessibile a gran parte della popolazione e popolarissima tra i viaggiatori internazionali.</p>



<p>Il Laos al momento fa coincidere la sua stessa salute finanziaria con l&#8217;efficienza di Beerlao. Il fatturato della società ha raggiunto nel 2024 circa <strong>seicento milioni di dollari</strong>. Si tratta di una cifra enorme, pari a circa il 3,5 per cento del prodotto interno lordo del Laos. Nello stesso anno la Lao Brewery Company ha versato nelle casse dello Stato oltre cinquemilacentocento miliardi di kip in tasse, pari a circa duecentoquaranta milioni di dollari, registrando un aumento di un terzo rispetto all&#8217;anno precedente e confermandosi <strong>il principale contribuente dell&#8217;intera nazione. </strong>Mentre le esportazioni crescono nel resto del continente, la birra con la tigre sull&#8217;etichetta continua a rappresentare un monopolista che fa da pilastro dell&#8217;economia laotiana, sebbene descritto con simpatico folklore. Di fronte alla pressione schiacciante dei grandi flussi del capitale globale e all&#8217;ombra ingombrante del gigante cinese, al <strong>Laos</strong> non resta che aggrapparsi all&#8217;unica forma di sovranità che gli è concessa, ovvero la produzione industriale del proprio stupore alcolico.</p>



<p></p>
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		<title>InsideAsia &#8211; Perché bisogna parlare del Laos</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideasia-perche-bisogna-parlare-del-laos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 04:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-600x431.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Carissime lettrici, cari lettori, ecco a voi una nuova puntata di InsideAsia, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie asiatiche più importanti e curiose. Io sono Federico Giuliani e, come ogni mercoledì, a partire dalle ore 7 del mattino vi invierò una mail con tutto quello che vi serve per capire cosa è successo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideasia-perche-bisogna-parlare-del-laos.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022410111991_f76858348819404ad30410dea0e8d5bf-600x431.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Carissime lettrici, cari lettori,</p>



<p>ecco a voi una nuova puntata di <strong>InsideAsia</strong>, la <strong>newsletter settimanale di InsideOver</strong> dedicata alle notizie asiatiche più importanti e curiose. Io sono <strong>Federico Giuliani</strong> e, come ogni mercoledì, a partire dalle ore 7 del mattino vi invierò una mail con tutto quello che vi serve per capire cosa è successo, o cosa sta succedendo, in Estremo Oriente. Siete pronti? Iniziamo!</p>



<p>La puntata di questa settimana è dedicata a un insospettato protagonista dell&#8217;Asia: il <strong>Laos</strong>. Nessuno ne parla mai, eppure è arrivato il momento di farlo. E non solo perché si è da poche settimane concluso il XII Congresso del <strong>Partito Comunista del Laos</strong> al potere, ma anche perché Vientiane sembra finalmente pronta a inserirsi nel dinamico processo di crescita economica del Sud-Est asiatico. Come? Ve lo spieghiamo nella newsletter.</p>



<p>Spazio poi alla visita di <strong>Emmanuel Macron</strong> in <strong>India </strong>e ai dossier sul tavolo di Delhi e Parigi, a partire dall&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, e alla scia di sangue che sta bagnando le strade del <strong>Punjab pakistano</strong> (colpa di una strana polizia parallela). Concludiamo con le <strong>immagini satellitari</strong> della <strong>Cina </strong>che hanno consentito all&#8217;<strong>Iran</strong> di monitorare in tempo pressoché reale i movimenti delle forze armate statunitensi in Medio Oriente.</p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonatevi</a> </strong>alla nostra testata per ricevere <strong>InsideAsia </strong>e continuate a supportare InsideOver. Noi ci vediamo, sempre qui tra sette giorni esatti. Ah, dimenticavo, ecco <strong>il mio profilo X (ex Twitter): @Fede0fede</strong>. Per qualsiasi richiesta, suggerimento o domanda, non esitate a contattarmi!</p>
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		<item>
		<title>Laos, l&#8217;ascesa silenziosa del nuovo satellite cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/laos-lascesa-silenziosa-del-nuovo-satellite-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 18:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-600x423.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina sta trasformando il Laos in un hub strategico regionale attraverso massicci investimenti infrastrutturali e politici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163413314_7bd9c10006140099239e9bee73bc0b42-600x423.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;La <strong>China–Laos Railway</strong> sta trasformando il Laos migliorando la sua crescita economica nazionale e le condizioni di vita quotidiane della sua popolazione&#8221;. I media cinesi stanno dedicando un&#8217;ampia copertura alle vicende del <strong>Laos</strong>, piccolo Paese di neanche 8 milioni di abitanti senza sbocco sul mare incastonato tra Thailandia e Vietnam. </p>



<p><em>Xinhua</em>, per esempio, ci tiene a sottolineare che la ferrovia, costata <strong>5,9 miliardi di dollari</strong>, il 70% dei quali finanziati da Pechino e i rimanenti saldati da Vientiane sotto forma di <a href="https://it.insideover.com/economia/il-prezzo-della-via-della-seta-pechino-da-finanziatore-a-esattore-del-debito-globale.html">debito contratto con la stessa Cina</a>, fin dal suo lancio avvenuto nel 2021 ha trasportato oltre 14 milioni di tonnellate di merci. Nei primi sette mesi del 2025 ha inoltre mobilitato oltre 3,47 milioni di tonnellate &#8211; con un aumento del 6,8% su base annua &#8211; comprese 171.000 tonnellate di frutta (+62,8%) a dimostrazione del ruolo crescente dell&#8217;infrastruttura nel sostenere le esportazioni agricole laotiane. </p>



<p>Ma perché Pechino si sta interessando così tanto al Laos, seconda economia più piccola del Sud Est Asiatico e seconda più povera della regione dopo il martoriato Myanmar? Per rispondere alla domanda basta dare un&#8217;occhiata al ruolo ricoperto da Vientiane all&#8217;interno della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html">Belt and Road Initiative</a> del Dragone.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;importanza del Laos</strong></h2>



<p>Certo, la ferrovia e altri progetti cinesi sono costati cari al governo del Laos – costretto, tra l&#8217;altro, a fondere vari ministeri per ridurre la spesa statale e contenere il <strong>debito pubblico</strong>, arrivato intorno al <strong>94% del prodotto interno lordo </strong>di 16-17 miliardi di dollari &#8211; ma dall&#8217;altro lato hanno consentito a questo Paese di ritagliarsi un ruolo nell&#8217;economia dell&#8217;Asia. Le previsioni economiche dell&#8217;Asian Development Bank parlano di una crescita per Vientiane stimata al<strong> 3,9%</strong> nel <strong>2025 </strong>e al <strong>4,0%</strong> nel <strong>2026</strong>. Musica per le orecchie del <strong>Partito Rivoluzionario del Popolo Lao (LPRP)</strong>, il partito unico che guida lo Stato comunista, che si è prefissato di raggiungere una crescita economica pari o superiore al 5% nel periodo 2026-2030. </p>



<p>Nello stesso lasso di tempo il Laos si è posto l&#8217;obiettivo di ottenere una crescita media del settore agricolo del 4,4%, pari al 21,30% del Pil; del settore industriale del 5,1% (31,5%); del settore dei servizi del 5,6% (36,8%); mentre le imposte doganali cresceranno in media del 3,6% (10,4%). Entro il 2030, inoltre, il pil pro capite del Paese dovrebbe raggiungere i 2.983 dollari.</p>



<p>Ecco, la Cina ha intuito il potenziale del suo vicino e ha scelto di scommettere nella sua crescita a suon di <strong>investimenti strategici</strong>. Secondo <em>Le Monde Diplomatique</em> ci sono pochi dubbi: Pechino sta trasformando il Laos, uno dei Paesi più poveri del mondo, con tutte le sue forze in una specie di “<strong>satellite</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un satellite cinese</strong>?</h2>



<p>I segni della presenza del Dragone sono evidenti. Un esempio banale? L&#8217;edificio più alto del Paese, 138 metri nel cuore di Vientiane, è un hotel a cinque stelle del gruppo cinese <strong>Wanda</strong>. A Sud della capitale ecco invece una zona di sviluppo da molti definita una “<strong>futura Shenzhen</strong>” che ha accolto una mega fabbrica di celle fotovoltaiche dell&#8217;azienda, ovviamente cinese, <strong>SolarSpace</strong>. Grazie alla Cina, in sostanza, questa nazione è diventata una &#8220;<strong>piattaforma logistica</strong>&#8221; al servizio degli scambi commerciali tra Pechino e i <strong>Paesi del Mekong</strong> (ma anche con il resto del mondo). </p>



<p>In ogni caso, e al <a href="https://it.insideover.com/economia/uganda-laos-dove-vacilla-la-belt-and-road-della-cina.html">netto di comprensibili preoccupazioni</a>, da queste parti la Cina gode di un&#8217;eccellente immagine; la nuova borghesia di Vientiane, del resto, guida le auto cinesi BYD e acquista gli smartphone cinesi Honor. </p>



<p>Il sogno del Laos? Diventare un piccolo drago asiatico sotto l&#8217;ombrello di Pechino. Simbolo di questo sogno è la <strong>Zona Economica Speciale (ZES) di Saysettha</strong>, uno dei fiori all&#8217;occhiello del Corridoio Economico Laos-Cina. Insieme alla <strong>ZES di Boten</strong>, incarna uno dei progetti di punta del &#8220;Piano d&#8217;azione 2024-2028 per la costruzione di una comunità con un futuro condiviso tra Cina e Laos&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-484993" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250909163557548_f7bbc8343f8b756ccfae62521cfce2e9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/laos-lascesa-silenziosa-del-nuovo-satellite-cinese.html">Laos, l&#8217;ascesa silenziosa del nuovo satellite cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cambogia, Laos, Corea del Nord: così gli Usa hanno seminato milioni di mine</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cambogia-laos-corea-del-nord-cosi-gli-usa-hanno-seminato-milioni-di-mine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 17:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bombe]]></category>
		<category><![CDATA[mine antiuomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Nel recente passato gli Usa hanno letteralmente travolto il continente asiatico di mine antiuomo e bombe inesplose.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123859503_4667f078149e5c34196c6b9c372ad161-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;utilizzo delle <strong>mine antiuomo</strong> e anticarro durante le guerre è una delle eredità più mortali del XX secolo. Non solo per gli effetti devastanti che causano nel corso delle stesse battaglie nelle quali vengono impiegate. Ma anche, e soprattutto, per le conseguenze, tragiche e indesiderate, che queste armi continuano a provocare anni dopo la fine delle ostilità. Con il passare del tempo, infatti, la posizione delle mine viene spesso dimenticata. Molte restano in uno stato dormiente, ma sempre funzionanti nel caso in cui qualcuno (leggi: un civile) dovesse inavvertitamente sfiorarle o calpestarle. </p>



<p>Senza scendere troppo nei dettagli (ne abbiamo parlato <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-contractors-e-mine-antiuomo-allucraina-prima-della-pensione-biden-cerca-di-far-saltare-tutto.html">qui</a>), le mine antiuomo sono dei dispositivi esplosivi progettati per saltare in aria quando vengono innescati dalla <strong>pressione </strong>o da un <strong>filo a scatto</strong>. Fanno capolino dalla superficie del terreno o appena sotto. Il loro obiettivo? Neutralizzare chiunque – persona o veicolo – si trovasse a passare in quella determinata area. Ebbene, negli ultimi giorni le mine antiuomo si sono trasformate in un hot topic, dopo che l&#8217;<strong>amministrazione Biden</strong> ha autorizzato il loro invio all&#8217;<strong>Ucraina</strong>. Kiev potrà utilizzarle per “frenare l&#8217;avanzata russa sul fronte orientale”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="699" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010-1024x699.jpg" alt="" class="wp-image-447126" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010-1536x1048.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129123923640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1482010.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scheletri nell&#8217;armadio</strong></h2>



<p>Gli <strong>Usa </strong>si aspettano che il governo ucraino mantenga la promessa di non utilizzare le mine antiuomo in aree popolate da civili. Non solo: di fronte alle preoccupazioni sollevate da numerose Ong, i funzionari di Washington si sono affrettati a spiegare che le mine statunitensi si differenziano da quelle russe perché sarebbero “<strong>non persistenti</strong>”. Detto altrimenti, dopo un certo periodo di tempo diventerebbero inerti perché, per funzionare, necessitano di una batteria che una volta scarica non consentirebbe più l’innesco della mina. </p>



<p>Chissà se rassicurazioni del genere erano state fornite anche ai <strong>popoli asiatici</strong> dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, quando gli Stati Uniti, nel corso di varie guerre locali, hanno letteralmente travolto il continente di mine antiuomo e <strong>bombe inesplose</strong>. Doni della morte che continuano ad esplodere ancora oggi, a distanza di decenni, e ad uccidere persone innocenti. </p>



<p>Lo scorso 7 novembre, mentre tra i corridoi della Casa Bianca stava prendendo forma l&#8217;idea di inviare i dispositivi a Kiev, in Cambogia <strong>Ly Thuch</strong>, primo vicepresidente della Cambodian Mine and Victim Assistance Authority (CMAA), incontrava <strong>Bridgette L. Walker</strong>, incaricata d&#8217;affari dell&#8217;ambasciata statunitense nel Paese. I due funzionari, scrivevano i media locali, hanno discusso della “solida partnership tra Cambogia e Usa nell&#8217;azione contro le mine”, oltre che della “necessità di attuare una cooperazione sempre più profonda tra i due Governi” per “sradicare le mine terrestri e i residuati bellici esplosivi che continuano a mettere in pericolo le vite dei cambogiani”. Chissà se Thuch avrebbe comunque definito gli Stati Uniti come “il più grande donatore all&#8217;azione umanitaria contro le mine” conoscendo in anticipo i piani di Washington per l&#8217;Ucraina&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-447127" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241129124002239_383a9cba6fa0d32df297bbbc06b76445.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pioggia di mine</strong></h2>



<p>Si stima che in <strong>Cambogia </strong>siano ancora presenti dalle <strong>quattro </strong>alle <strong>sei milioni</strong> tra mine antiuomo e altri ordigni esplosivi. Il primo ministro cambogiano <strong>Hun Manet</strong> ha recentemente dichiarato che il suo Paese deve ancora bonificare oltre <strong>1.600 chilometri quadrati</strong> di “<strong>terreni contaminati</strong>”, che stanno influenzando la vita di oltre un milione di persone. Qui, a partire dal 1979, mine e bombe inesplose sono costate la vita a circa 20.000 (un dato approssimativo che non tiene conto dei casi non registrati). I feriti, alcuni in modo grave e con danni permanenti, sono invece il doppio.</p>



<p>In <strong>Laos </strong>ci sarebbero <strong>80 milioni di bombe inesplose</strong> sparse in tutto il Paese: è la letale eredità di quella che divenne nota come la &#8220;guerra segreta&#8221; americana in loco, una missione guidata dalla CIA durante la guerra del Vietnam. In totale, ha scritto la <em>Cnn</em>, tra il 1964 e il 1973 gli <strong>Stati Uniti</strong> sganciarono in Laos più di due milioni di tonnellate di bombe, per lo più bombe a grappolo. </p>



<p>Discorso simile vale per la <strong>Corea del Nord</strong>, che 71 anni dopo la fine della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-di-corea-un-conflitto-mai-finito.html">Guerra di Corea</a> continua a sfornare migliaia di bombe, mortai e pezzi di munizioni inesplosi. Praticamente tutto, o quasi, è americano. Gli esperti stimano che ci vorranno forse 100 anni per bonificare i terreni della morte. </p>



<p>La Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo (ICBL) ha fatto sapere che, soltanto nel 2023, almeno 5.757 persone a livello globale sono rimaste vittime di mine antiuomo e residuati bellici esplosivi. Di queste, 1.983 sono morte. L&#8217;84% erano <strong>civili</strong>.&nbsp; </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-447128" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112912400859_5de63ecb10d959edbb4fd34221cb92e8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Storie &#8211; Lima 85: l&#8217;avamposto segreto della CIA per colpire i vietcong</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/storie-lima-85-lavamposto-segreto-della-cia-per-colpire-i-vietcong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Aug 2024 07:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra del vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=431206</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg-300x180.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Una base avanzata e segreta della CIA per colpire in Laos venne spazzata via nel 1968 dai nordvietnamiti: rimase un segreto per molti anni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-Phou-Pha-Thi.jpg-300x180.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Pochi hanno sentito parlare del <strong>Lima Site 85</strong>, avamposto segreto creato dalla CIA in una remota altura del Laos durante la guerra in Vietnam per ospitare un nucleo di specialisti dell’aviazione riuniti in <em>clandestinità </em>al fine di &#8220;assistere&#8221; i raid condotti dagli aerei dell&#8217;Us Air Force e dell&#8217;Us Navy contro il sentiero di <strong>Ho Chi Min</strong>: la linea di rifornimento essenziale per i nordvietnamiti appoggiati da Unione Sovietica e Cina comunista che consentiva di infiltrarsi attraverso le montagne e sostenere con armi, munizioni e uomini, i <strong>vietcong  </strong>del Fronte Nazionale di Liberazione del <strong>Vietnam del Sud</strong>.</p>



<p>Questo raggruppamento di specialisti e ufficiali della CIA, poco armati e con addestramento al combattimento ridotto al minimo &#8211; si trattava di tecnici esperti, non di un <em>commando</em> con capacità operative &#8211; era posto sotto la protezione di miliziani laotiani che non riuscirono a respingere l’<strong>assalto dei nordvietnamiti</strong>. Abbandonati a se stessi, gli americani dovettero difendersi con i pochi fucili d&#8217;assalto M-16, granate e poche mitragliatrici leggere in attesa dell&#8217;evacuazione.</p>



<p>Se stiamo riparlando di questa storia dopo tanti anni, è perché il Pentagono ha annunciato di aver identificato alla fine di giugno i <strong>resti</strong> di <strong>uno dei caduti</strong>, il sergente <strong>David Price</strong>. Il ritrovamento è stato reso possibile grazie a una collaborazione con le autorità vietnamite che non hanno mai smesso di ispezionare Lima 85. Questa è la storia della CIA e di quel giorno di <em>guerra clandestina</em> combattuta in Laos.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La CIA in Laos</h2>



<p>La Cia <a href="https://www.cia.gov/resources/csi/static/fall-lima-site-85.pdf">in Laos</a> operava dal molto prima che la Guerra del Vietnam assumesse l&#8217;entità di una conflitto convenzionale come conseguenza dell&#8217;<a href="https://www.ilpost.it/2014/08/04/incidente-golfo-del-tonchino/">incidente del Golfo del Tonchino</a>. Agosto del 1964.  Nel 1965, la politica statunitense in <strong>Laos</strong> si era &#8220;evoluta in una strategia di guerra contro il Pathet Lao comunista&#8221; per &#8220;riprendere il controllo delle remote e montuose province settentrionali&#8221;, in particolare Louang Phrabang, scrivono gli storici dell&#8217;agenzia, che includeva quella che veniva considerata la strategica <strong>Piana delle Giare</strong> e la roccaforte comunista di Samneua, dove si trovava Phou Phathi, Montagna Sacra.</p>



<p>A causa delle &#8220;<strong>restrizioni imposte</strong> alla presenza e alle <strong>operazioni militari</strong> in Laos da accordi internazionali&#8221; che nell&#8217;ampliarsi della portata del conflitto in Vietnam si resero &#8220;sempre più irrilevanti&#8221;, la guerra in Laos, e non meno in<strong> Cambogia</strong>, divenne quasi esclusiva responsabilità della <strong>CIA</strong>. Che attraverso le sue tattiche di guerriglia operava più o meno segretamente per finanziare, armare e addestrare gruppi di armati per la contro-risurrezione da affiancare alla fazione reale fedele alle precedenti posizioni filo-occidentali, che aveva già subito un duro colpo nella <a href="https://it.insideover.com/storia/adieu-indochine-il-disastro-militare-francese-a-dien-bien-phu.html">guerra d&#8217;Indocina</a>. Le operazioni erano iniziare nel 1959 attraverso il rifornimento dei laotiani da parte della compagnia di trasporto aereo <strong>Air America</strong>. Segretamente gestita dalla CIA e già allora impiegata nelle operazioni <em>Ambidextrous</em>, <em>Hotfoot</em> e <em>White Star</em>, per addestrare le forze armate regolari del Laos.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-1024x653.jpg" alt="" class="wp-image-431213" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Laos-CIA.jpg 1330w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una base segreta per colpire Ho Chi Min </h2>



<p>La base codificata come Lima 85 era stata già oggetto di &#8220;attenzione&#8221; da parte dei nordvietnamiti, che cercarono di attaccarla a più riprese. Famoso il bombardamento lanciato nel gennaio del 1968 da quattro biplani di fabbricazione sovietica AN-2 che lanciarono &#8220;a gravità&#8221; colpi di mortaio, che si concluse con la mitica battaglia tra un aereo nordvietnamita e un elicottero <strong>UH-1D Huey</strong> di Air America che riuscì ad abbatterlo a colpi di Ak-47 dopo una brillante manovra. Ma perché era così importante?</p>



<p>Nel piccolo spiazzo di terra brulla contornato di baracche di lamiera verde oliva, designato come Site 85, gli americani avevano stabilito una base-radiofaro che guidava i piloti dei cacciabombardieri sull&#8217;obiettivo grazie all&#8217;istallazione nel 1966 di un&#8217;<strong>antenna TACAN</strong> (<em>Tactical Air Navigation</em>) e di un<strong> radar</strong> <strong>AN/TSQ-81 </strong>che erano in grado di fornire una stima precisa del punto di impatto delle bombe. Secondo le informazioni divulgate in seguito, il sito Lima 85 <strong>dirigeva il 55%</strong> di tutte le<strong> operazioni di bombardamento</strong> contro il <strong>Vietnam del Nord</strong>.</p>



<p>Gli specialisti dell&#8217;Us Air Force prestati alla CIA ma comunque inquadrati nel <em>1st Combat Evaluation Group</em>, erano niente altro che gli operatori radar addetti al funzionamento di questi due sistemi posti sotto la protezione di miliziani <strong>Hmong</strong> che erano stati addestrati e riforniti dagli americani. La CIA e il servizio informazioni della USAF si attendevano un attacco e avevano dei piani di evacuazione del personale se e quando il &#8220;rischio per il sito si fosse fatto troppo elevato&#8221;, oltre ad aver fornito una sommaria formazione sulla difesa ai radaristi.</p>



<p>Ciò nonostante, la sera del 10 marzo del 1968 un intenso fuoco di sbarramento d&#8217;artiglieria annunciò l&#8217;attacco in forze da parte dei nordvietnamiti e dei Pathet Lao laotiani, che avevano capito da tempo l&#8217;importanza di Lima 85 e per questo lanciarono alla conquista della posizione sul pendio ben 3 battaglioni. In complesso <strong>3.000 uomini</strong>. Tra loro c&#8217;erano anche dei <strong>disertori Hmong</strong> che avevano probabilmente fornito informazioni utili ad aggirare le posizioni difensive, affrontando il pendio dal versante migliore. L&#8217;evacuazione era prevista per l&#8217;alba come ultima ratio. Ma per molti non ci sarebbe stata nessuna alba.</p>



<p>Alla mezzanotte del 10 marzo i vietnamiti uccisero i primi operatori americani che si erano asserragliati nelle baracche difendendosi come potevano con le armi leggere dategli in dotazione, mentre richiedevano supporto aereo dando le coordinate delle posizioni nemiche che avevano circondato il pendio. Alle prime luci dell&#8217;alba elicotteri dell&#8217;Air America sorvolarono il sito 85 di Lima per iniziare l&#8217;evacuazione sotto la copertura di cacciabombardieri A-1 Skyraider dell&#8217;Us Air Force e i primi elicotteri di Air America evacuarono due ufficiali della CIA e 5 operatori sotto il fuoco. Era stata confermata la morte di 8 americani, mentre altri <strong>11 vennero dichiarati dispersi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1012" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-1012x1024.jpg" alt="" class="wp-image-431212" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-1012x1024.jpg 1012w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-600x607.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi-768x777.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/110804-F-XN622-002-dimensioni-grandi.jpg 1265w" sizes="auto, (max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></figure>



<p>Non appena fu certo che Lima 85 era stata catturata, la struttura in cima alla montagna venne distrutta da un <strong>raid</strong> condotto <strong>dagli stessi bombardieri statunitensi</strong> che erano stati guidati per due anni dai radar. Tutti gli operatori, morti negli scontri a fuoco o catturati dai nordivietnamiti vennero riportati come <em>Pow</em> o <em>Mia</em>, rispettivamente prigionieri di guerra o dispersi in azione. Ma nessuno al Pentagono rivelò mai come erano andate veramente le cose. Lima 85 e la battaglia che aveva portato alla sua distruzione doveva rimanere una questione<strong> Top-Secret</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segreto mantenuto a lungo</h2>



<p>L&#8217;intera operazione e il suo triste epilogo rimasero un segreto militare per molti anni. Fino al 1988. Il rapporto stilato dai nordvietnamiti, appreso e tradotto solo nel <strong>1998</strong>. Tutte le informazioni collegate e classificate. Compreso il conferimento di onorificenze. </p>



<p>Dopo la declassificazione del rapporto degli eventi legati a Lima Site 85 e alla battaglia che aveva portato alla completa distruzione della base e alla morte confermata di 13 membri della squadra &#8211; dichiarati falsamente come <em>missing in action</em> &#8211; che secondo i rapporti dovevano essere evacuati quando erano ormai chiare le intenzioni dei vietnamiti, i &#8220;fatti&#8221; del Lima Site 85 vennero ripresi in considerato e le azioni di questi &#8220;soldati segreti&#8221; prese in seria considerazione. A <strong>Richard&nbsp;Etchberger</strong> , morto l&#8217;11 marzo nella battaglia, venne conferita della <a href="https://www.limasite85.com/etchberger-cmsgt-richard">Medal of Honor </a>nel 2010. La più alta onorificenza concessa negli Stati Uniti.</p>



<p>Solo le visite e le <strong>ispezioni postbelliche </strong>al sito portarono all&#8217;identificazione delle spoglie mortati di alcuni operatori statunitensi, nel 2005 e nel 2012. L&#8217;ultimo è stato <a href="https://taskandpurpose.com/news/david-price-recovered-lima-site-85/">David Price</a>. Sergente dell&#8217;Us Air Force identificato nel giugno del <strong>2024</strong>. A cinquantaseienni dalla sua morte sotto il fuoco dei vietcong.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/storie-lima-85-lavamposto-segreto-della-cia-per-colpire-i-vietcong.html">Storie &#8211; Lima 85: l&#8217;avamposto segreto della CIA per colpire i vietcong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ritorno del Triangolo d&#8217;Oro: fiumi di droga dall&#8217;Asia al resto del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/il-ritorno-del-triangolo-doro-fiumi-di-droga-dallasia-al-resto-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 07:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa succede nel Triangolo d'Oro? Il Myanmar è solo la punta dell'iceberg, la parte più visibile ed evidente di una tendenza consolidata. Il resto chiama in causa il Triangolo d'Oro, un’area geografica compresa tra Myanmar, Laos e Thailandia, dove la coltivazione di oppio ha continuato ad espandersi nell'ultimo anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-ritorno-del-triangolo-doro-fiumi-di-droga-dallasia-al-resto-del-mondo.html">Il ritorno del Triangolo d&#8217;Oro: fiumi di droga dall&#8217;Asia al resto del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231221173514718_d4edd8dce7c3b38412de2e826c46314a-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando, lo scorso 12 dicembre, l&#8217;<strong>Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc)</strong> ha pubblicato un report sulla <strong>coltivazione dell&#8217;oppio</strong> nel sudest asiatico, pochi sono andati oltre la sintesi del paper fornita dai principali media internazionali. Ovvero, che il <strong>Myanmar </strong>era appena diventato il più grande produttore mondiale di oppio superando l&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, con un aumento della produzione per il 2023 stimata nel +36%, per un totale di circa <strong>1.080 tonnellate</strong> (ben oltre le 330 tonnellate afghane). </p>



<p>Di pari passo, spiegava l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu, la coltivazione del papavero a Kabul e dintorni è diminuita del 95% dopo i divieti sulla droga imposti dai Talebani. Risultato? Che quella stessa coltivazione si è estesa al limitrofo Myanmar, dove una brutale guerra civile ne ha fatto una lucrativa <strong>fonte di reddito</strong>. La vera notizia chiave del <em>Southeast Asia Opium Survey 2023: Cultivation, Production and Implications</em> era però un&#8217;altra. E riguardava l&#8217;intero continente asiatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Triangolo d&#8217;Oro torna a splendere</h2>



<p>Il Myanmar è solo la punta dell&#8217;iceberg, la parte più visibile ed evidente di una tendenza consolidata. Il resto chiama in causa il <strong>Triangolo d&#8217;Oro</strong>, un’area geografica compresa tra <strong>Myanmar</strong>, <strong>Laos </strong>e <strong>Thailandia</strong>, dove la coltivazione di oppio ha continuato ad espandersi nell&#8217;ultimo anno. </p>



<p>“Le perturbazioni economiche, di sicurezza e di governance che hanno seguito la presa del potere militare del febbraio 2021 continuano a spingere gli agricoltori in aree remote verso l’oppio per guadagnarsi da vivere”, ha affermato il rappresentante regionale dell’Unodc, <strong>Jeremy Douglas</strong>, riferendosi allo Stato birmano. “Si prevede che l’intensificazione del conflitto nello Shan e in altre aree di confine possa accelerare questa tendenza”, ha quindi concluso lanciando una nefasta profezia. </p>



<p>L’indagine ha però esaminato anche i primi dati sulla coltivazione dell&#8217;oppio raccolti nella Repubblica Democratica del Laos dal 2015 ad oggi. Sebbene i numeri mostrano che i livelli di coltivazione siano rimasti relativamente stabili a 5.000 ettari, stime più regolari saranno fondamentali per comprendere l’impatto delle recenti sfide economiche affrontate dal Paese. La sensazione è che la tendenza criminosa sia tornata a crescere nell&#8217;intero Triangolo d&#8217;Oro. Con il Myanmar <strong>cartina al tornasole</strong> del dossier.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Traffici illeciti</h2>



<p>Il Triangolo d’Oro – una regione dove si incontrano i confini della giungla dei tre Paesi citati: Thailandia, Laos e Myanmar – è da tempo noto come il centro di un <strong>traffico illegale</strong> di droga gestito, controllato e protetto da leader militari simili a signori della guerra, alleati con la criminalità organizzata regionale. </p>



<p>Le <strong>droghe sintetiche</strong> prodotte qui hanno inondato i mercati asiatici (e non solo). Secondo le Nazioni Unite, solo nel 2021 più di un miliardo di <strong>pillole di metanfetamina</strong> sono state sequestrate dalle autorità nel sud-est asiatico e nell’Asia orientale. </p>



<p>L’economia complessiva del traffico illecito di oppiacei nel solo Myanmar è stimata in circa <strong>2 miliardi di dollari</strong>, mentre il mercato regionale dell’eroina è stimato intorno ai <strong>10 miliardi di dollari</strong>. La ripresa della produzione di oppio negli altopiani del Triangolo d’Oro si ripercuoterà fino alla “più ampia economia della droga incentrata sulla regione del basso <strong>Mekong</strong>” e ben oltre, hanno avvertito le Nazioni Unite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ultime novità</h2>



<p>“Il Triangolo d&#8217;Oro è sempre esistito, ma quello che abbiamo visto negli ultimi anni è un cambiamento davvero netto dall&#8217;oppio e dall&#8217;eroina verso la metanfetamina e recentemente un po&#8217; di ketamina”, ha dichiarato Douglas ad <em>Al Jazeera</em>. </p>



<p>Laboratori e strutture per la lavorazione e lo stoccaggio della ketamina su scala industriale sono stati trovati in tutta la Cambogia ma anche il Laos, adiacente sia allo <strong>Stato Shan</strong> che al nord della Thailandia, è un altro <strong>anello debole</strong> nella lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti. </p>



<p>In tutto questo, ha concluso l&#8217;Unodc, l’espansione della coltivazione dell’oppio ha recentemente alimentato una crescente economia illecita nel Mekong, che unisce livelli elevati e costanti di produzione di droghe sintetiche e una convergenza di traffico di droga, riciclaggio di denaro e attività criminali online, inclusi casinò e operazioni di truffa.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-ritorno-del-triangolo-doro-fiumi-di-droga-dallasia-al-resto-del-mondo.html">Il ritorno del Triangolo d&#8217;Oro: fiumi di droga dall&#8217;Asia al resto del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il Mekong sta morendo&#8221;: la guerra dell&#8217;acqua che minaccia l&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-mekong-sta-morendo-la-guerra-dellacqua-che-minaccia-lasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Mekong]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell'intera area bagnata dal fiume Mekong, tra la Cina e il Vietnam, l'acqua sta diventando un bene sempre più prezioso e richiesto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-mekong-sta-morendo-la-guerra-dellacqua-che-minaccia-lasia.html">&#8220;Il Mekong sta morendo&#8221;: la guerra dell&#8217;acqua che minaccia l&#8217;Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230721175836536_a27fe1ae773be86e9c87877232cd6e9e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Mekong</strong>, o Lancang, come lo chiamano in Asia, è un fiume che serpeggia attraverso sei Paesi coprendo una distanza di quasi 5mila chilometri. Nasce da una sorgente situata sull&#8217;altopiano tibetano, tocca quindi la provincia meridionale cinese dello Yunnan, effettua deviazioni in Myanmar e Thailandia, per poi stabilizzarsi in Laos, Cambogia e Vietnam, salvo poi sfociare nel Mar Cinese Meridionale. </p>



<p>In passato, questo corso d&#8217;acqua costituiva la principale via di comunicazione e commercio tra la <strong>Cina </strong>e i suoi vicini situati nell’Indocina, mentre in tempi più recenti si è trasformato in una sorta di assicurazione sulla vita per milioni di persone. Grazie alle sue acque, infatti, i <strong>contadini </strong>e i <strong>commercianti </strong>di Laos, Myanmar, Cambogia, Thailandia e Vietnam possono alimentare i loro raccolti o procurarsi il pesce da rivendere nei mercati. </p>



<p>Il problema è che nell&#8217;intera regione l&#8217;<strong>acqua </strong>sta diventando un bene sempre più prezioso e richiesto. E che la disputa per la <em>gestione </em>del Mekong, unita ai <strong>cambiamenti climatici</strong>, ha generato una miscela esplosiva, potenzialmente letale per numerosi popoli asiatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede al fiume Mekong</h2>



<p>Il portale <em>China Global South Project</em> ha acceso i riflettori attorno a quella che assomiglia molto ad una “guerra dell’acqua” che potrebbe far presto morire il Mekong. Negli ultimi due decenni il fiume è diventato <strong>imprevedibile</strong>, ritardando comportamenti imprescindibili per il conseguimento di buoni raccolti. </p>



<p>Con il ritardo delle piogge monsoniche, ad esempio, i <strong>livelli dell&#8217;acqua</strong> del fiume non sempre riescono a garantire un&#8217;adeguata fertilità ai terreni, e generano quindi siccità e crisi socio-economiche. Gli abitanti che vivono in simbiosi con il Mekong, esperti locali e attivisti puntano il dito contro le due cause citate: il cambiamento climatico, ma anche le <strong>dighe idroelettriche</strong> a monte del Mekong, che sono per lo più costruite e alimentate dalla Cina. </p>



<p>Nella prima parte del suo tragitto, fino all’Indocina, il Mekong non ha particolari problemi, e il suo corso risulta particolarmente abbondante. Una volta arrivato più a sud, il fiume smette tuttavia di essere alimentato da ghiacciai e neve, e per sopravvivere deve affidarsi ai monsoni, alternando periodi di magra ad altri di piena. Allo stesso tempo Pechino, che ha estremo bisogno di accumulare o attingere a risorse strategiche, ha pensato bene di farlo con la riserva del Mekong. In che modo? Costruendo decine di dighe, tutte collocate nella <strong>parte superiore</strong> del fiume.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mekong-beta.gif" alt="" class="wp-image-318846"/><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cambiamento climatico e dighe</h2>



<p>Le dighe idroelettriche, costruite per soddisfare il crescente fabbisogno di <strong>elettricità </strong>nella regione, hanno più volte limitato l&#8217;acqua del Mekong, intensificando la <strong>siccità </strong>e contribuendo a ridurre la <strong>produzione alimentare</strong> dei Paesi bagnati dallo stesso fiume, nella parte inferiore del suo tragitto. In altre parole, sostengono gli attivisti, il controllo cinese dell&#8217;acqua a monte ha portato all&#8217;imprevedibile innalzamento e abbassamento del livello dell&#8217;acqua del Mekong a valle, sconvolgendo l&#8217;ecosistema e minacciando i cicli di vita di uccelli e pesci. </p>



<p>La Cina ha aperto la sua prima diga da queste parti &#8211; la Manwan, nella provincia dello Yunnan – nel 1993. Oggi il Dragone ne gestisce <strong>11 </strong>lungo il corso principale del bacino superiore del fiume, oltre a <strong>95 </strong>dighe affluenti all&#8217;interno del suo territorio, e investe in vari progetti idroelettrici. Nel bacino inferiore del Mekong ci sono circa <strong>130 </strong>dighe commissionate, sostenute da vari Paesi, tra cui anche Thailandia, Vietnam e Malesia (non solo la Cina, dunque).</p>



<p> A metà giugno, sei delle 11 dighe principali della Cina hanno limitato quasi un miliardo di metri cubi d&#8217;acqua per riempire i suoi serbatoi, secondo lo <em>Stimson Center</em>. Queste dighe di stoccaggio iniziano a limitare l&#8217;acqua durante la <strong>stagione delle piogge</strong> per avere abbastanza acqua per produrre elettricità durante la <strong>stagione secca</strong>. Quando però le stesse limitano o rilasciano acqua, i livelli del Mekong cambiano fuori stagione, cogliendo alla sprovvista le persone che vivono nella zona.</p>
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		<title>Dall&#8217;Uganda al Laos: dove vacilla la Belt and Road della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/uganda-laos-dove-vacilla-la-belt-and-road-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[belt and road initiative]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="belt and road" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che fine ha fatto la Belt and Road Initiative (BRI)? Il maxi progetto infrastrutturale lanciato dalla Cina nel 2013 è ancora work in progress. Se ne parla meno rispetto al passato. Gli accordi firmati tra le grandi aziende statali cinesi e i vari governi che hanno scelto di aderire all&#8217;iniziativa non trovano più spazio sui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/uganda-laos-dove-vacilla-la-belt-and-road-della-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/uganda-laos-dove-vacilla-la-belt-and-road-della-cina.html">Dall&#8217;Uganda al Laos: dove vacilla la Belt and Road della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="belt and road" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118173202131_cd404609064e5bc32b4fd5bb124daacd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che fine ha fatto la <strong><em>Belt and Road Initiative</em></strong> (BRI)? Il maxi progetto infrastrutturale lanciato dalla <strong>Cina </strong>nel 2013 è ancora <em>work in progress</em>. Se ne parla meno rispetto al passato. Gli accordi firmati tra le grandi aziende statali cinesi e i vari governi che hanno scelto di aderire all&#8217;iniziativa non trovano più spazio sui media internazionali. Alcune intese sono saltate, altre procedono a rilento. Eppure, fanno sapere da Pechino, la BRI è ancora viva e vegeta. </p>



<p>Dopo aver speso mille miliardi di dollari per espandere la propria influenza in Asia, Africa e America Latina, il Dragone ha pensato bene di <strong>rivedere il suo piano iniziale</strong>. Il rallentamento dell&#8217;economia globale, combinato con l&#8217;aumento dei tassi di interesse e l&#8217;aumento dell&#8217;inflazione, ha spinto all&#8217;angolo molti Paesi che dovevano ripagare i propri debiti con la Cina. </p>



<p>La pandemia di Covid-19 ha raffreddato ulteriormente gli entusiasmi, mentre la stessa Via della Seta è stata sostituita da altre parole chiave nei discorsi del presidente <strong>Xi Jinping</strong>. </p>



<p>Non è un caso che, come ha scritto il <em>Wall Street Journal</em>, i responsabili politici cinesi stiano discutendo internamente in merito ad un programma più conservatore, una sorta di &#8220;<strong>Belt and Road 2.0</strong>&#8220;, che valuterebbe in modo più rigoroso nuovi progetti di finanziamento.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html">Che cos&#8217;è la Belt and Road?</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/lue-sfida-la-via-della-seta-cinese-bruxelles-rilancia-la-global-gateway.html">L&#8217;Ue sfida la Via della Seta cinese</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/biden-sfida-la-cina-al-g7-pronta-la-via-della-seta-a-stelle-e-strisce.html?_gl=1*1sdornw*_ga*MTUwNjEwNjQ3My4xNjYxNzgxODM0*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY3MTcwNDY3OC4yNjguMS4xNjcxNzA2MDA1LjAuMC4w*_ga_N875FNGMRC*MTY3MTcwNDY3OC4yNTUuMS4xNjcxNzA2MDA1LjAuMC4w&amp;_ga=2.258504648.395281688.1671177547-1506106473.1661781834">La “Via della Seta” a stelle e strisce</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Uganda</h2>



<p>Nel frattempo, però, ci sono alcuni nodi spinosi che la Cina dovrà cercare di sciogliere al più presto. Il <em>South China Morning Post</em>, ad esempio, ha acceso i riflettori sul rallentamento dei <strong>prestiti cinesi</strong> per i progetti della BRI. Il cambio di passo di Pechino ha messo in dubbio il futuro di un progetto ferroviario strategico dell&#8217;Africa Orientale, che dovrebbe collegare il porto keniota di Mombasa con l&#8217;<strong>Uganda</strong>, il Ruanda e il Sud Sudan. </p>



<p>L&#8217;Uganda, in particolare, dopo otto anni di ritardo nei finanziamenti cinesi, ha <strong>annullato</strong> il suo accordo dal valore di 2,3 miliardi di dollari con la <em>China Harbor Engineering Company</em> per costruire una linea ferroviaria di 273 km (170 miglia) dalla capitale Kampala alla città di confine con il Kenya di Malaba. </p>



<p>Il coordinatore del progetto dell&#8217;Uganda, Perez Wamburu, ha spiegato che il suo Paese ha firmato un memorandum d&#8217;intesa con la <strong>società turca</strong> di costruzioni ferroviarie Yapi Merkezi e che utilizzerà prestiti sindacati da agenzie di credito all&#8217;esportazione per finanziare il progetto. E così, mentre la <em>Export-Import Bank of China</em> non ha ancora risposto all&#8217;ultima richiesta di finanziamento dell&#8217;Uganda, le autorità ugandesi si sono mosse cercando e trovando un sostituto della Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dubbi, ritardi e incertezze</h2>



<p>L&#8217;Uganda, tra l&#8217;altro, starebbe anche prendendo in considerazione l&#8217;idea di percorrere un <strong>percorso alternativo</strong> verso la costa attraverso il suo vicino meridionale, la Tanzania, dove Yapi Merkezi sta già costruendo ferrovie, in una mossa che potrebbe trasformare la sezione keniota della Standard Gauge Railway (Sgr) in un &#8220;elefante bianco&#8221;. </p>



<p>Ricordiamo che Kenya, Uganda, Rwanda e Sud Sudan si erano accordati, circa un decennio fa, per costruire una Sgr ad alta velocità per trasportare merci e passeggeri tra Mombasa e la capitale sud sudanese Juba, via Malaba, Kampala e Kigali. Il Kenya ha ricevuto 5 miliardi di dollari dalla China Exim Bank per costruire la prima fase della ferrovia, da Mombasa a Naivasha nella Central Rift Valley, in un progetto completato nel 2017. Ma i piani per estendere la linea fino a Malaba, al confine con l&#8217;Uganda, sono falliti. Nel 2018, Pechino aveva tuttavia espresso <strong>riserve</strong> sulla fattibilità finanziaria dell&#8217;estensione e ha chiesto un nuovo studio di fattibilità prima di concedere finanziamenti. </p>



<p>Dal canto suo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha affermato che Cina e Uganda &#8220;hanno una <strong>partnership cooperativa globale</strong> e la cooperazione pratica tra i due Paesi è un passo avanti per la cooperazione Cina-Africa&#8221;. </p>



<p>Intanto, in Asia, nel primo anniversario dell&#8217;apertura della <strong>ferrovia laotiana-cinese</strong>, lo scorso 3 dicembre l&#8217;agenzia di stampa statale cinese <em>Xinhua </em>ha pubblicizzato il progetto definendolo un grande successo per la BRI. La linea di 1.035 chilometri che collega Kunming, nella provincia cinese dello Yunnan, e la capitale laotiana Vientiane, è stata pagata quasi tutta dalla Cina. Il Dragone ha coperto il 70% del costo di costruzione di circa<strong> </strong>6 miliardi di dollari, mentre il Laos<strong> </strong>ha contratto prestiti per saldare la spesa rimanente. </p>



<p>È vero che il gigante asiatico ha fornito tecnologia e attrezzature, compresi vagoni ferroviari e sistemi di segnalamento, insieme a competenze operative, ma, ha fatto notare <em>Asian Nikkei Review</em>, il <strong>Laos</strong> deve ancora stanziare 1,8 miliardi di dollari per il progetto. Si tratta di un importo pari al 10% del suo prodotto interno lordo per il 2021. Il debito estero laotiano, che ammontava a 14,5 miliardi di dollari alla fine del 2021, probabilmente ha già superato il Pil. Senza considerare che, a causa della pandemia, l&#8217;intera linea ha fin qui funzionato a singhiozzo. </p>



<p>In <strong>Pakistan</strong>, invece, tiene banco il destino della città portuale di Gwadar, dove dovrebbe sorgere il porto chiave di Gwadar<strong> </strong>a completamento del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC), un affare per il valore di 50 miliardi di dollari. Tra violenti disordini, proteste e coprifuoco, l&#8217;intera zona è attraversata da molteplici tumulti. In un simile contesto i progetti cinesi sono avvolti nell&#8217;incertezza.</p>
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		<title>Il confine segreto. I racconti delle prostitute in Thailandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/il-nuovo-volto-della-thailandia/prostituzione-thailandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2021 13:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1414" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Sono le dieci di sera e, a causa della pandemia di Covid-19, anche la Thailandia è sotto lockdown. In città tutto è chiuso. Serrato. Le luci sono spente e i locali notturni abbandonati. In giro non c&#8217;è nessuno e per chi si vuole divertire o passare una serata in compagnia sembra non esserci alternativa se &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/il-nuovo-volto-della-thailandia/prostituzione-thailandia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1414" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/20-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><div
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                        16.05.2021
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                <h1 class="article__title">
                    Il confine segreto. I racconti delle prostitute in Thailandia
                </h1>

                                    <div class="article__lead">
                        Sono le dieci di sera e, a causa della pandemia di Covid-19, anche la Thailandia è sotto lockdown. In città tutto è chiuso. Serrato. Le luci sono spente e i locali notturni abbandonati. In giro non c&#8217;è nessuno e per&#8230;
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    <div class="contributor">
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            <a href="https://it.insideover.com/autore/jan-daga" rel="contributor">
                Jan Daga
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        <p>Sono le dieci di sera e, a causa della pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">Covid-19</a>, anche la Thailandia è sotto lockdown. In città tutto è chiuso. Serrato. Le luci sono spente e i locali notturni abbandonati. In giro non c&#8217;è nessuno e per chi si vuole divertire o passare una serata in compagnia sembra non esserci alternativa se non quella di restare a casa. Basta però fare qualche chilometro di statale verso il confine con il Laos per trovare dei locali aperti.</p><p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317149" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/33.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Disseminati nella desolazione di queste strade deserte, decine di piccoli karaoke bar, come vengono definiti, si susseguono a distanza di pochi chilometri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Sono quasi invisibili, bisogna saperli vedere. Baracche insignificanti messe in piedi con materiai di recupero. Sporche insegne luminose al neon o piccole luci ne segnalano la presenza agli automobilisti di passaggio.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317147" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/30.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le scritte in thailandese ci fanno capire che non sono luoghi per turisti né per stranieri. Questi sono i bar dove gli uomini del posto, contadini e operai, vengono per passare qualche ora in compagnia di giovani ragazze, per bere, ubriacarsi e fare sesso a pagamento.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/27.jpg" alt="" class="wp-image-317144" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/27-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/27-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/27-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/27-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le ragazze sono tutte laotiane provenienti da famiglie povere, in cerca di fortuna in Thailandia, rischiando l’arresto e la deportazione. <a href="https://it.insideover.com/societa/la-prostituzione-in-thailandia-oltre-i-luoghi-comuni.html" target="_blank" rel="noopener">La prostituzione in Thailandia è proibita</a>, ma ancora più proibito è il lavoro clandestino da parte di immigrati irregolari. Malgrado ciò, ogni anno decine di migliaia di ragazze si spostano oltre il confine, in una migrazione invisibile, che alimenta questo business totalmente sommerso e privo di controlli.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317138" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/31.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le ragazze non hanno un salario, ricevono una commissione per ogni drink bevuto in loro compagnia &#8211; di solito tra i 20 e i 40 centesimi a drink &#8211; e naturalmente, se vogliono, possono offrire sesso in cambio di denaro ai clienti facendosi pagare circa 30 euro.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37-682x1024.jpg 682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37-1024x1536.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/37.jpg 1333w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Nella sola provincia di Ubon Ratchathani, le stime ufficiali parlando di quasi 3mila ragazze impiegate nella prostituzione in questi piccoli karaoke, numeri in crescita a causa la pandemia. Se questo numero lo moltiplichiamo per tutte le provincie lungo i 2mila chilometri di confine, possiamo capire che l’entità della cosa ha una sua rilevanza non solo economica ma anche sociale.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/28.jpg" alt="" class="wp-image-317145" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/28.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/28-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/28-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/28-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/28-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Qualcosa però sta cambiando radicalmente: un tempo queste ragazze, che hanno di solito dai 18 ai 25 anni, arrivavano il Thailandia vittime di racket, vendute dalle famiglie a bande criminali. Schiave convinte di andare a lavorare in qualche locale di lusso o ristoranti per poi trovarsi prigioniere in qualche postribolo disperso nel nelle risaie. Oggi questo fenomeno sta scomparendo. Meglio: sta cambiando.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/25.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Al suo posto troviamo migranti consapevoli, ragazze che sanno dove andranno e cosa le aspetta. Grazie alla tecnologia, con gli smartphone sempre connessi e diffusissimi a tutti i livelli sociali, le ragazze non solo sono sempre in contatto con familiari e amici, ma hanno la possibilità, prima di lasciare la propria vita in Laos, di vedere in diretta dove e come andranno a lavorare. Delle decine di ragazze che abbiamo incontrato, quasi tutte erano consapevoli di cosa le avrebbe aspettate oltre il confine. Tutte avevano mantenuto il loro passaporto e i loro documenti e tutte erano serenamente in contatto con le famiglie a casa.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/34.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Ning ci mostra il telefono mentre parliamo. Ha 18 anni ed è appena arrivata: &#8220;Solo da un mese&#8221;, ci dice. Non va ancora a letto con i clienti ma fa soltanto drink e karaoke ci assicura: &#8220;Qui ho la possibilità di guadagnare bene. Nel mio Paese non avevo alcuna possibilità di lavoro. Ogni mese riesco a fare anche più di 400 euro solo con i drink. Certo, se volessi andare a letto con i clienti farei molto di più, ma per ora non voglio e nessuno mi obbliga”. Ride e ci mostra che in quel momento sta chattando con la madre in Laos.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/02.jpg" alt="" class="wp-image-317124" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/02.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/02-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/02-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/02-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/02-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Malgrado il karaoke in cui lavora sia una lurida baracca di legno e stracci, Ning dice che le cose non vanno poi così male. Le ragazze dormono tutte insieme in stanze sul retro dell&#8217;edifico, su vecchi materassi posati per terra e qualche pupazzo a ricordarci che sono poco più che ragazze.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317130" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/08.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Chi vuole andare con i clienti, ci spiega Yem, deve appartarsi in macchina o cercare un motel: &#8220;Io con i clienti ci vado solo se mi piacciono. Chiedo 35-40 euro e poi mi faccio riportare qui. Ma prima cerco di farli bere altrimenti il locale non guadagna e non ci può tenere a lavorare&#8221;. Yem ha 25 anni e lavora da quattro. Si vede che ha esperienza e ci sa fare: quando non beve con i clienti, aspetta fuori dal locale sonnecchiando su una panchina di bamboo o giocando col telefono. Anche lei, ci dice, ha un fidanzato e un figlio di tre anni in Laos che le mancano molto. Grazie al telefono, però, si possono videochiamare tutti i giorni, più volte al giorno.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/24.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La proprietaria del locale non sembra affatto preoccupata dalla libertà delle ragazze e, a parte sgridarle se passano troppo tempo sul telefono quando sono con i clienti, sembra tranquilla. Facciamo ancora domande. Ma le storie sono spesso simili: famiglie povere, niente lavoro nei villaggi di origine e partenze per la Thailandia.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317128" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/06.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Una di loro ci confida di non aver capito che tipo di lavoro sarebbe andata a fare. Inizialmente pensava a un ristorante, ma poi aggiunge: &#8220;Una volta arrivata, ho capito di cosa si trattava. Ho parlato con un&#8217;amica che aveva viaggiato con me e abbiamo deciso di restare. Non so ancora se farò sesso con i clienti ma penso di sì. Devo solo trovare il coraggio della prima volta. Si possono fare molti soldi in più e preferisco stare qui dove non rischio di essere arrestata dalla polizia”.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/32.jpg" alt="" class="wp-image-317148" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/32.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/32-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/32-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/32-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/32-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Di fatto, le ragazze scelgono questi luoghi proprio per rimanere fuori dai radar delle forze dell’ordine. In città sarebbero subito visibili. Tutti saprebbero che non sono thailandesi e, probabilmente, qualche gestore invidioso denuncerebbe la loro presenza. Qui, lungo il confine, la polizia chiude un occhio. D’altronde in mancanza di ogni tipo di divertimento questi sono gli unici luoghi dove i maschi thailandesi possono bere qualcosa al di fuori delle mura domestiche.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317136" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/15.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Ploy, che è arrivata un anno fa, ci racconta di essere venuta con un gruppo di amiche: &#8220;Abbiamo viaggiato in autobus tutte e quattro insieme perché qui c’è da lavorare. Sapevamo che tipo di lavoro saremmo venute a fare perché prima di venire abbiamo videochiamato la proprietaria che ci ha mostrato il posto e spiegato cosa avremmo dovuto fare. Ho 19 anni e un figlio piccolo che ha bisogno di denaro. Qui posso risparmiare a sufficienza per mandare soldi a casa ogni settimana. La proprietaria non ci fa pagare la stanza e da mangiare lo prepariamo sempre tutte insieme. È molto conveniente. Ogni tanto vado con i clienti e magari, se trovo quello giusto, mi fidanzo con un uomo thai che si prenderà cura di me. Ora come ora, però, non ci penso davvero&#8221;, ride e ci mostra il telefono con decine di chat con clienti che le scrivono messaggi tutti i giorni.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317143" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40-682x1024.jpg 682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40-768x1152.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40-1024x1536.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/40.jpg 1333w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Anche questo è lavoro: &#8220;Manteniamo i contatti con i clienti durante la settimana e poi li invitiamo a venirci a trovare e bere qualcosa. Le richieste di sesso sono costanti, ma so come gestirle. Alcune di noi hanno trovato anche l&#8217;amore ma è complicato. Gli uomini qui in campagna sono quasi sempre già sposati o fidanzati e quelli che non lo sono sono vecchi e brutti&#8221;, ride ancora e ci mostra qualche foto di clienti e corteggiatori, uomini e ragazzi di tutte le età dai 18 ai 70 anni.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/23.jpg" alt="" class="wp-image-317119" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/23.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/23-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/23-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/23-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/23-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Forse, ci confessa, l&#8217;unico problema è la noia: &#8220;Non possiamo andare in giro liberamente per paura di essere fermate per un controllo documenti. Viviamo qui 24 ore su 24. Ci svegliamo la mattina tardi e facciamo il bagno insieme e laviamo i panni. La proprietaria vive con noi e ci dà una mano. Poi cuciniamo tutte insieme e, verso le 2 del pomeriggio, ci prepariamo per i primi avventori. Ci trucchiamo e aspettiamo sedute sulle panchine a bordo della strada o di fronte al locale. Quando arriva qualcuno si ferma per chiedere di andare in un motel o semplicemente vuole controllare la &#8216;qualità&#8217; delle ragazze presenti nel locale quel giorno. Il nostro compito è quello di farli entrare a bere qualcosa e guadagnarci un extra&#8221;.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317114" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/17.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le ragazze sono molto unite, fanno gruppo e si sostengono a vicenda. Provengono spesso dallo stesso villaggio e si conoscono fin dai tempi della scuola. Fare gruppo è anche necessario per proteggersi dai clienti che, in questi luoghi, rappresentano il vero pericolo. Anche noi non possiamo restare a lungo in un luogo e siamo costretti a cambiare ogni giorno. Non solo per non destare sospetti ma anche per evitare di incorrere nella gelosia dei clienti abituali che, questo è quello che pensano, hanno un rapporto del tutto speciale. Molti arrivano già ubriachi e sono pronti a bere ancora.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-317133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12-1536x1086.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/12.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Qui girano armi e droga e bisogna davvero stare in guardia. Basti osservare i cartelli appiccicati all’ingresso di ogni locale: indicano chiaramente il divieto di portare armi o droga anche se di fatto nessuno controlla. Bande di ragazzi giovani, su di giri, vagano lungo la statale di notte, in cerca di ragazze e alcol a buon prezzo. Non sempre sono amichevoli e spesso sono sotto effetto di metanfetamine. Le ragazze sanno come calmarli e come gestirli, ma la stessa cosa non vale per avventori di passaggio. Non sono rari episodi di violenza e gelosia, sparatorie e omicidi. Bisogna sapere quando muoversi e quando è tempo di pagare il conto.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/07.jpg" alt="" class="wp-image-317129" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/07-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/07-1024x724.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/07-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/07-1536x1086.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Prima di andare ci fermiamo sul ciglio della strada dove le ragazze stanno cucinando e scorrendo l’ennesima schermata di Facebook, in attesa dei prossimi clienti. Ridono, scherzano e ci salutano con un &#8220;a domani&#8221;. Forse, davvero, per la prima volta l’uso della tecnologia ha cambiato un paradigma. Forse per la prima volta queste ragazze un tempo sfruttate e ridotte in schiavitù hanno il controllo di quello che stanno facendo e di come lo stanno facendo. Questo non vuol dire che la cosa sia un bene per loro. Questo tipo di lavoro certamente porterà drastici cambiamenti nella loro vita e qualche cicatrice. La giovane età, unita alla bassa scolarizzazione, non le aiuterà certo nel fare le scelte migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>

    </div>
</div><div class="bottom-page">
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                            Articolo e fotografie di
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                                    Jan Daga
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/il-nuovo-volto-della-thailandia/prostituzione-thailandia.html">Il confine segreto. I racconti delle prostitute in Thailandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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