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	<title>Centroamerica Archives - InsideOver</title>
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	<title>Centroamerica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Costa Rica fa i conti con gli hacker russi</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/il-costa-rica-fa-i-conti-con-gli-hacker-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 12:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Costa Rica è nella morsa degli attacchi informatici. Secondo quanto riferito dal New York Times, nelle scorse settimane un gruppo di hacker russi ha compiuto uno straordinario attacco informatico contro il governo del Costa Rica, paralizzando i sistemi di riscossione delle tasse e costringendo il Paese a dichiarare lo stato di emergenza. Ma chi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-costa-rica-fa-i-conti-con-gli-hacker-russi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-costa-rica-fa-i-conti-con-gli-hacker-russi.html">Il Costa Rica fa i conti con gli hacker russi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306190059806_7d2311ff70cfa64fc69648f54770dadd-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Costa Rica</strong> è nella morsa degli attacchi informatici. Secondo quanto riferito dal <a href="https://www.nytimes.com/2022/05/17/us/politics/russia-hacking-costa-rica.html#:~:text=Russian%20Hacking%20Cartel%20Attacks%20Costa%20Rican%20Government%20Agencies,-May%2017%2C%202022&amp;text=WASHINGTON%20%E2%80%94%20A%20Russian%20hacking%20cartel,declare%20a%20state%20of%20emergency."><em>New York Times</em></a>, nelle scorse settimane un gruppo di hacker russi ha compiuto uno straordinario attacco informatico contro il governo del Costa Rica, paralizzando i sistemi di riscossione delle tasse e costringendo il Paese <strong>a dichiarare lo stato di emergenza</strong>. Ma chi c&#8217;è dietro questi attacchi contro il Paese centroamericano e perché è finito per essere bersaglio degli hacker? A rivendicare l&#8217;attacco, iniziato il 12 aprile scorso, è stato il gruppo &#8220;Conti&#8221;, che si ritiene abbia sede in Russia e che ha minacciato di far trapelare informazioni segrete a meno che non vengano pagati 20 milioni di dollari di riscatto. Gli esperti che seguono i movimenti di Conti hanno affermato che il gruppo ha recentemente iniziato a spostare l&#8217;attenzione dagli Stati Uniti e dall&#8217;Europa ai Paesi dell&#8217;America centrale e meridionale, forse per vendetta contro le nazioni che hanno sostenuto l&#8217;Ucraina nella guerra contro la Russia. Secondo il <em>Nyt</em>, Conti temeva inoltre un giro di vite da parte degli Stati Uniti, e ha così deciso di cambiare i suoi obiettivi. Il gruppo di hacker è responsabile di oltre 1.000 attacchi ransomware in tutto il mondo che hanno portato a guadagni per oltre 150 milioni di dollari, secondo le stime del Federal Bureau of Investigation.</p>
<p>Altri credono che il vero motivo di quest&#8217;attacco sia semplicemente di natura economica. <strong>Brett Callow</strong>, esperto di ransomware e analisi delle minacce di Emsisoft, <a href="https://techcrunch.com/2022/05/20/costa-rica-ransomware-attack/?guccounter=1">ha dichiarato a <em>TechCrunch</em></a> che &#8220;non c&#8217;è motivo di credere che l&#8217;attacco al Costa Rica sia diverso da motivazioni finanziarie&#8221;. E Maya Horowitz, vicepresidente della ricerca presso Check Point Software, ha affermato che, sulla base della loro ricerca, la pianificazione delle estorsioni di Conti è &#8220;molto focalizzata e basata sulla capacità della vittima di pagare&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;emergenza nazionale in Costa Rica</h2>
<p>Gli attacchi hacker da parte di Conti sono verificati dopo le elezioni presidenziali in Costa Rica che ha visto trionfare l&#8217;economista <strong>Rodrigo Chaves</strong>, leader del Partido Liberación Nacional, che ha battuto l&#8217;ex presidente José Maria Figueres, esponente del Partido Progreso SocialDemocrático (Ppsd). Quest&#8217;ultimo ha minimizzato l&#8217;attacco nei suoi primi comunicati stampa ufficiali, dipingendolo come un problema tecnico e proiettando un&#8217;immagine di stabilità e calma. Ma il neoeletto presidente Chaves ha iniziato il suo mandato presidenziale dichiarando l&#8217;emergenza nazionale. &#8220;Siamo in guerra&#8221; ha affermato Chaves durante una conferenza stampa tenutasi lo scorso 16 maggio, accusando il suo predecessore di non aver investito nella sicurezza informatica.</p>
<p>Il neo-presidente costaricano ha affermato che 27 istituzioni governative sono state colpite dall&#8217;attacco ransomware, nove delle quali in modo significativo. &#8220;Siamo di fronte a una situazione di disastro inevitabile, di calamità pubblica e di agitazione interna e anormale che, senza misure straordinarie, non può essere controllata dal governo&#8221;, ha affermato l&#8217;amministrazione Chaves nel dichiarare lo stato di emergenza. Secondo gli esperti, per tornare alla normalità potrebbero volerci mesi, vista anche la decisione del governo di non pagare i <strong>20 milioni di dollari</strong> richiesti dagli hacker russi.</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3m3ZPnD">Ucraina, la guerra sporca degli hacker</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3t72r8f">Non sottovalutiamo la cyber war</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3M1AGog">L&#8217;esercito di hacker al servizio della Corea del Nord</a></strong></li>
</ul>
<h2>Che cos&#8217;è Conti, il gruppo hacker russo</h2>
<p>Conti <a href="https://www.siliconrepublic.com/enterprise/costa-rica-cyberattack-explainer-conti-ransomware-group">è noto come ransomware</a> che pratica la &#8220;doppia estorsione&#8221;, il che significa che oltre a trattenere l&#8217;accesso ai sistemi, il malware potrebbe anche &#8220;rubare&#8221; le informazioni archiviate nel sistema. Gli hacker possono quindi minacciare di pubblicare queste informazioni private sul web se non viene effettuato un pagamento. Il gruppo Conti ha già pubblicato online più di 600 GB di dati del governo costaricano e ha minacciato di diffonderne altri se il governo proseguirà sulla linea dura.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Le ripercussioni potrebbero essere molto gravi. In un blog sul dark web, il gruppo Conti ha esortato i cittadini del Costa Rica a fare pressione sul loro governo affinché paghi il riscatto. Il gruppo di hacker  ha anche avvertito di essere &#8220;determinato a rovesciare il governo per mezzo di un attacco informatico&#8221;, riferisce <a href="https://techcrunch.com/2022/05/20/costa-rica-ransomware-attack/?guccounter=1"><em>TechCrunch</em></a>. La minaccia arriva </span>da uno dei gruppi hacker più prolifici e pericolosi al mondo. L&#8217;FBI ha avvertito all&#8217;inizio di quest&#8217;anno che il gruppo era tra &#8220;le tre varianti principali&#8221; che hanno preso di mira le aziende negli Stati Uniti ed è stato accusato di <strong>attacchi ransomware</strong> contro dozzine di aziende, tra cui Fat Face, Shutterfly e il servizio sanitario irlandese.</p>
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		<title>Ecco chi sono i migranti latinoamericani diretti negli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-chi-sono-i-migranti-latinoamericani-diretti-negli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vicepresidente americano Kamala Harris ha chiesto agli aspiranti migranti guatemaltechi di non provare ad entrare negli Stati Uniti illegalmente. Il viaggio, ha ricordato la Harris, è pericoloso, ne trarrebbero beneficio i trafficanti di esseri umani e gli stessi migranti verrebbero comunque (se scoperti) respinti dagli agenti di frontiera. Le dure parole della Harris, forse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-chi-sono-i-migranti-latinoamericani-diretti-negli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il vicepresidente americano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kamala-harris-la-candidata-vicepresidente-scelta-da-biden.html"><strong>Kamala Harris</strong></a> ha chiesto agli aspiranti migranti guatemaltechi di non provare ad entrare negli Stati Uniti illegalmente. Il viaggio, ha ricordato la Harris, è pericoloso, ne trarrebbero beneficio i trafficanti di esseri umani e gli stessi migranti verrebbero comunque (se scoperti) respinti dagli agenti di frontiera. Le dure parole della Harris, forse inattese da parte di un esponente dei Democratici, riaprono una ferita profonda per l&#8217;intera <strong>America Centrale</strong>. Da qui, ogni anno, centinaia di migliaia di persone lasciano le proprie case con la speranza di una vita migliore al nord. Ma chi sono e da cosa fuggono queste persone?</p>
<h2>Le cifre</h2>
<p>Il Pew Research Center <a href="https://www.pewresearch.org/fact-tank/2021/04/13/key-facts-about-the-changing-u-s-unauthorized-immigrant-population/" target="_blank" rel="noopener">ha stimato</a> che, nel 2017, vivevano negli Stati Uniti circa <strong>10 milioni e mezzo</strong> di immigrati non autorizzati. Buona parte di questi ultimi era composta da persone nate in Messico, quasi cinque milioni oppure in America Centrale, poco meno di due milioni. Il numero di immigrati provenienti dall&#8217;America Centrale è aumentato significativamente, di ben dieci volte, tra il 1980 ed il 2017 e nazioni come El Salvador, Guatemala ed Honduras hanno contribuito più di altre a questo trend, con un tasso di crescita del 1.350 %. Negli ultimi tre anni l&#8217;85% dei migranti dell&#8217;America Centrale proveniva da Honduras, Guatemala ed El Salvador. Il numero di persone arrestate al confine tra Stati Uniti e Messico dallo U.S Border Patrol ha sfiorato i 97mila nel febbraio del 2021, il decimo mese consecutivo di incremento dopo che, nell&#8217;aprile del 2020, questa cifra aveva toccato uno dei suoi minimi storici (grazie alla chiusura dei confini dovuta alla pandemia) fermandosi a 16,182. Tra il febbraio del 2013 e quello del 2019 il numero di <strong>arresti mensili</strong> era raramente sceso al di sotto delle 30mila e non aveva praticamente mai superato le 60mila. Gli arresti possono concludersi con l&#8217;espulsione in Messico oppure con l&#8217;autorizzazione all&#8217;ingresso negli Stati Uniti. I dati forniti dal Customs and Border Protection, relativi all&#8217;aprile 2021, indicano che il 65 per cento delle famiglie ed il 15 per cento degli adulti soli sono stati fatti entrare negli Stati Uniti.</p>
<h2>Le motivazioni</h2>
<p>Corruzione,<strong> crimine</strong>, precarietà economica,<strong> violenza</strong> (ed anche) il cambiamento climatico <a href="https://www.cfr.org/in-brief/why-central-american-migrants-are-arriving-us-border">stanno spingendo</a> la migrazione dal centro america. La maggioranza dei cittadini del Guatemala e dell&#8217;Honduras vive sotto la soglia di povertà e molte persone lavorano nell&#8217;economia informale e sono dunque prive di protezione sociale. L&#8217;erosione delle libertà democratiche in questa parte del mondo ha provocato frustrazione e <strong>mancanza di prospettive</strong> tra gli abitanti mentre la pandemia ha reso evidenti le carenze della classe dirigente in ambito sanitario. Le nazioni prese in esame sono, inoltre, tra le più pericolose al mondo e sono colpite da un <strong>alto tasso di omicidi</strong> che in Honduras sono 38 ogni 100mila abitanti mentre ad El Salvador ed in Guatemala sono, rispettivamente, 20 e 15. La violenza è molto presente anche nelle abitazioni (abusi domestici) e poi c&#8217;è la piaga del reclutamento dei minori da parte delle bande criminali. La <strong>gang MS-13</strong>, ad esempio, operava con relativa impunità, nel 2018, in ben 248 municipalità sulle 262 di El Salvador e si contendeva il controllo dei quartieri con un altro gruppo, il Barrio 18. I politici erano costretti a chiedere il permesso alle gang per poter organizzare comizi in molti quartieri e nel centro di San Salvador, la capitale dello Stato, la distribuzione dei beni di consumo era sotto il loro controllo.</p>
<h2>Una via d&#8217;uscita</h2>
<p>L&#8217;Amministrazione Biden ha lanciato <strong>un piano</strong> da 4 miliardi di dollari per &#8220;favorire sicurezza e prosperità&#8221; in Honduras, Guatemala ed El Salvador e per cercare di affrontare &#8220;quei fattori che spingono le persone a lasciare i propri paesi&#8221;. Il piano, che sarà parzialmente finanziato con il denaro spettante alla detenzione per immigrati ed al muro di confine, è basato sulle tristi condizioni socioeconomiche dell&#8217;America Centrale ma, <a href="https://theconversation.com/money-alone-cant-fix-central-america-or-stop-migration-to-us-157953">secondo</a> l&#8217;ex presidente della Costa Rica Luis Guillermo Solis, potrebbe non avere successo. Solis è convinto del fatto che questi paesi abbiano bisogno di educazione, alloggi, di <strong>un sistema sanitario che funzioni</strong>, di strutture economiche in grado di attirare investimenti dall&#8217;estero e di <strong>un sistema sociale inclusivo</strong> che consenta alle persone di vivere senza paura.</p>
<p>Queste trasformazioni avrebbero però bisogno di istituzioni forti e di leader politici pronti a rispettarle. Si tratta di un&#8217;evenienza che, però, potrebbe non materializzarsi dato che i leader potrebbero mostrarsi meno cooperativi del previsto. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno cercato di rafforzare la democrazia nella regione provando a facilitare le riforme del sistema giudiziario e le attività del settore agricolo e delle piccole imprese. L&#8217;amministrazione Obama ha investito milioni di dollari nella lotta alle droghe ed alle gang di strada, una delle ragioni che spinge i migranti a fuggire. Gli sforzi si sono però conclusi con una nulla di fatto e la stabilità dell&#8217;America Centrale sembra ancora lontana.</p>
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		<title>Perché il bitcoin piace sempre di più ai paesi emergenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/perche-il-bitcoin-piace-sempre-di-piu-ai-paesi-emergenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 16:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>El Salvador potrebbe diventare la prima nazione al mondo ad adottare il bitcoin come valuta corrente. Questo, almeno, è quanto è stato annunciato dal presidente Nayib Bukele, che ha reso noto come El Salvador stringerà una partnership con l&#8217;azienda digitale Strike per costruire l&#8217;infrastruttura necessaria per l&#8217;utilizzo della criptovaluta. Nuove Idee, il partito di cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-bitcoin-piace-sempre-di-piu-ai-paesi-emergenti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/bitcoin-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>El Salvador</strong> potrebbe diventare la prima nazione al mondo ad adottare<strong> il bitcoin</strong> come valuta corrente. Questo, almeno, è quanto è stato annunciato dal presidente <strong>Nayib Bukele</strong>, che ha reso noto come <strong>El Salvador</strong> stringerà una partnership con l&#8217;azienda digitale Strike per costruire l&#8217;infrastruttura necessaria per l&#8217;utilizzo della criptovaluta. Nuove Idee, il partito di cui fa parte Bukele, occupa la maggioranza dei seggi all&#8217;Assemblea Nazionale ed il passaggio del provvedimento legislativo è dunque molto probabile. L&#8217;economia di El Salvador è strettamente legata all&#8217;uso del <strong>denaro contante</strong> ed il 70% della popolazione non ha conti correnti bancari o carte di credito. Il 20% del prodotto interno lordo deriva, invece, dalle <strong>rimesse</strong> inviate nel paese dagli immigrati residenti all&#8217;estero. Questi trasferimenti di denaro sono però soggetti a ritardi e ad ingenti costi di servizio che possono toccare il 10% del valore totale. Il bitcoin, che affiancherà il dollaro americano come valuta della nazione e che potrebbe risolvere queste problematiche, è già molto popolare ad El Salvador. A marzo è stata lanciata un&#8217;applicazione che ne consente l&#8217;utilizzo per i pagamenti digitali e che nel giro di poco tempo è diventata la più scaricata del paese.</p>
<h2>Chi è Nayib Bukele</h2>
<p>Nayib Bukele ha una personalità complessa. Giovane (è nato nel 1982), amante degli occhiali da sole e delle giacche di pelle è considerato un hipster ed un riformista. Non tutti, però, sembrano pensarla allo stesso modo. Eletto<a href="https://www.brookings.edu/blog/order-from-chaos/2019/02/05/the-significance-of-nayib-bukeles-surprising-election-as-president-of-el-salvador/"> presidente</a> di El Salvador nel febbraio del 2019 grazie al 53% dei voti ottenuti al primo turno delle consultazioni. La sua vittoria ha contribuito a far collassare il sistema bipartitico che da trent&#8217;anni regge le sorti politiche di El Salvador e che vede alternarsi al potere i candidati dell&#8217;Alleanza Nazionale Repubblicana (ARENA), di destra e del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN), di sinistra. La campagna elettorale di Bukele, <strong>populista ed anti-establishment</strong>, si è svolta perlopiù sui social media ed è stata contrassegnata da uno stile informale e diretto. La sua connotazione ideologica è poco chiara dato che in passato è stato membro dell&#8217;FMLN ed ha criticato il neoliberismo salvo poi scegliersi un partito conservatore. Per quanto riguarda la regione latinoamericana ha espresso riserve tanto nei confronti dell&#8217;<strong>amministrazione Maduro</strong> quanto per quella honduregna di Juan Orlando Hernández, alleato degli Stati Uniti. Bukele è stato accusato di <strong>autoritarismo</strong> per le dure azioni impiegate contro le gang criminali e la pandemia da Covid-19. Nel febbraio del 2020 ha inviato l&#8217;esercito presso l&#8217;assemblea legislativa per garantire il passaggio del budget, una mossa molto criticata tanto in patria quanto all&#8217;estero.</p>
<h2>Cos&#8217;è il bitcoin e come funziona</h2>
<p>L&#8217;ultima mossa in materia fiscale con la volontà di implementare la criptovaluta può sembrare una boutade, ma in realtà sempre più Paesi guardano a quella tecnologia. <a href="https://www.bbc.co.uk/newsround/25622442">Il bitcoin</a> è una<strong> valuta digitale</strong> che opera senza alcun tipo di controllo centrale e senza la supervisione di banche o governi e questo fa gola a diverse nazioni emergenti, come ha dimostrato la creazione del <em>petro</em>, la moneta virtuale lanciata dal presidente venezuelano Maduro nel 2018. L&#8217;architettura di queste monete prevede un libro mastro pubblico che registra tutte le transazioni di bitcoin con le copie depositate in server presenti in tutto il mondo. Chiunque abbia un computer può creare uno di questi server, chiamato nodo. Il consenso su chi possiede le monete viene raggiunto attraverso i nodi piuttosto che tramite una fonte centrale come una banca. <strong>Ogni transazione</strong> viene resa pubblica dal sistema e condivisa da nodo a nodo mentre i bitcoin, come tutte le valute digitali, vengono conservate in portafogli digitali a cui si può accedere in diversi modi.</p>
<p>Le nazioni che usano di più la criptovaluta sono, secondo lo Statista Global Consumer Survey, <strong>Nigeria, Vietnam e Filippine</strong>. I pagamenti delle rimesse giocano un ruolo nell&#8217;uso massiccio della criptovaluta così come l&#8217;abitudine, presente in Nigeria, di utilizzare il telefono per inviare denaro e per pagare nei negozi. Il governo delle Filippine ha mostrato un certo interesse per l&#8217;argomento e potrebbe distribuire buoni statali in criptovalute grazie alla collaborazione con la Unionbank. Le valute digitali sono particolarmente apprezzate anche in <strong>America Latina</strong> e nello specifico in Perù, dove secondo un sondaggio sono state adottate dal 16% dei cittadini. Ed in Brasile, Argentina, Colombia, Messico e Cile, dove la percentuale di adozione è in doppia cifra. In Europa, con l&#8217;eccezione di Grecia e Svizzera, non c&#8217;è grande entusiasmo mentre il Giappone è la nazione dove si registra il più basso utilizzo di criptovaluta.</p>
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		<title>La Cina punta sul Messico per insidiare Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cina-punta-sul-messico-per-insidiare-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 13:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Andres-Manuel-Lopez-Obrador-La-Presse-e1580821162384.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico presidente" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Andres-Manuel-Lopez-Obrador-La-Presse-e1580821162384.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Andres-Manuel-Lopez-Obrador-La-Presse-e1580821162384-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Andres-Manuel-Lopez-Obrador-La-Presse-e1580821162384-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Andres-Manuel-Lopez-Obrador-La-Presse-e1580821162384-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un ponte aereo con il Messico per aiutare il Paese centroamericano a superare la pandemia di Covid. La Cina rispolvera in America Centrale lo stesso modello applicato qualche mese fa in Europa. In quel periodo, a cavallo tra marzo e aprile, quando il Vecchio Continente era in ginocchio, a corto di mascherine, ventilatori polmonari, tute, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-punta-sul-messico-per-insidiare-washington.html">[...]</a></p>
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<p>In quei terribili giorni, il gigante asiatico ha inviato ai Paesi in difficoltà, in parte gratis e in parte &#8220;a prezzo di favore&#8221;, tutto il supporto materiale necessario per far fronte al disastro sanitario. E così milioni di dispositivi di protezione individuale sono partiti dall’Asia e sbarcati nel cuore dell’Europa, contribuendo a ripulire l’immagine della <strong>Cina</strong>, uscita a pezzi per dalle accuse riguardanti la pessima gestione iniziale della pandemia.</p>
<p>La mossa del Partito Comunista cinese è riuscita sia a fare breccia nell’opinione pubblica europea che a conquistare le praterie lasciate incredibilmente libere dagli <strong>Stati Uniti</strong>. Già, perché, a differenza di oggi, qualche decennio fa, di fronte a un evento del genere, Washington avrebbe subito aperto il suo ombrello in difesa degli alleati europei. Così non è stato, e la Cina ha usufruito al meglio di questo assist inaspettato. Ecco: il governo cinese ha rimesso in moto lo stesso identico meccanismo, con i medesimi fini e lo stesso modus operandi, puntando dritto sul Messico.</p>
<h2>Il piano di Pechino</h2>
<p>La <strong>diplomazia</strong> cinese è già al lavoro per conquistare il cuore del popolo messicano. Non un popolo qualsiasi, visto che il Messico si trova al centro del &#8220;cortile di casa&#8221; statunitense, e che le tensioni tra il Paese centroamericano e gli Stati Uniti sono esplose dopo l’elezione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>. Se è vero che il nemico del tuo nemico è tuo amico, la Cina sta esattamente applicando alla lettera questo famoso detto.</p>
<p>Instaurare un forte rapporto con Città del Messico, consentirebbe al Dragone in un colpo solo di avere un alleato a due passi da Washington e mettere apprensione sull’amministrazione Usa, non abituata ad avere potenziali <strong>minacce straniere</strong> così vicine. L’ambasciatore cinese in Messico, Zhu Qingqiao, <a href="https://www.forbes.com.mx/noticias-china-apoyara-a-mexico-a-salir-de-la-crisis-tras-la-pandemia-embajador/?fbclid=IwAR3FZnB9Y6wwYStXoinOxGv-QmOWGWr6DW174eVDpFp0rLOejVF-rwhrHdQ">ha spiegato</a> che è stato creato un ponte aereo tra i due Paesi per l’arrivo nella nazione centroamericana di dieci voli stracolmi di materiali provenienti dall’ex Impero di Mezzo.</p>
<p>Accanto alle mascherine e ai vari aiuti, il signor Zhu ha parlato anche dello sviluppo di una &#8220;amicizia fraterna&#8221; che andrà ben oltre il semplice, quanto fondamentale, aiuto sanitario. D’altronde da quando <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/andres-manuel-lopez-obrador-presidente-del-messico.html">Andrés Manuel López Obrador</a> è diventato presidente del Messico, &#8220;la relazione tra le parti ha mostrato un trend di sviluppo positivo&#8221;.</p>
<p>Il leitmotiv usato dal diplomatico cinese è lo stesso usato da suoi colleghi in <strong>Europa</strong>: &#8220;Cina e Messico sono buoni amici e partner. Nei giorni più difficili per la Cina, il governo e la società messicani ci hanno dato il loro prezioso sostegno e solidarietà, che non dimenticheremo mai&#8221;.</p>
<h2>Guadagno reciproco</h2>
<p>Ma perché la Cina dovrebbe aiutare il Messico? Se ci pensiamo bene, questo Paese, a differenza di tante altre nazioni latinoamericane, non ha materie prime da offrire al Dragone. Non ha, ad esempio, grandi giacimenti di petrolio o il litio del Cile. Eppure Pechino è molto interessato a instaurare ottimi rapporti con Città del Messico, e non solo per i motivi geopolitici sopra elencati.</p>
<p>Il Messico ha (o meglio: <a href="https://it.insideover.com/societa/morti-nascosti-e-tracollo-economico-lincubo-del-messico.html">aveva, prima della pandemia</a>) un’economia basata fortemente sul settore secondario. Un’economia che, almeno sulla carta, potrebbe integrarsi alla perfezione con il sistema cinese, ormai diretto verso il terziario avanzato. La presenza di Obrador potrebbe quindi avvicinare la nazione messicana alla Cina.</p>
<p>A quel punto Città del Messico, va da sé, potrebbe guadagnare un <strong>alleato</strong> di primo piano con cui far pressione sugli Stati Uniti, oltre a vari benefici economici. Siamo di fronte al classico rapporto win-win che tanto piace al gigante asiatico.</p>
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